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Capitale italiana della Cultura 2020. Parma batte tutti, Agrigento si consola con i suoi 2600 anni di storia

Capitale italiana della Cultura 2020. Parma batte tutti, Agrigento si consola con i suoi 2600 anni di storia
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Sarà Parma la città capitale italiana della cultura 2020. L’annuncio in mattinata nella sala Spadolini del ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo. Per Agrigento quindi sfuma il sogno dell’ambito riconoscimento, opportunità quest’ultima che aveva suscitato entusiasmo nella comunità che con il fiato sospeso ha seguito la diretta della proclamazione. Agrigento e gli agrigentini sono consci che non saranno ne un titolo e ne un finanziamento da un milione di euro perso a poter cancellare 2600 anni di storia, ma la delusione per l’occasione sfumata è ovviamente tanta.  Sarebbe stato un bel riscatto per una città, che tutte le classifiche redatte dai principali quotidiani economici, da anni rilegano agli ultimi posti per la qualità della vita, sarebbe stato un ottimo biglietto da visita per una città che potrebbe fare del turismo, una fonte di ricchezza collettiva. L’iniziale candidatura della città all’ambito riconoscimento era quasi passata in sordina, poi con l’ingresso nella lista corta, che da 21 riduceva a 10 le aspiranti città vincitrici, era cresciuto l’entusiasmo tra gli agrigentini, ed oggi, come la spada di Damocle, l’amaro verdetto. Nella motivazione espressa dalla giuria presieduta da Stefano Baia Curioni e letta dal ministro Dario Franceschini, Parma è stata scelta ad unanimità perché “esempio virtuoso di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale”. Evidentemente il progetto presentato dalla delegazione agrigentina, non ha entusiasmato i giurati, che a Parma, hanno riconosciuto anche la capacità di coinvolgere nel progetto partner privati e enti pubblici, come l’Università. In termini calcistici, avremmo potuto dire, Verdi batte Empedocle, ma l’eredità culturale che gli agrigentini hanno in dote, non si perde con una sconfitta in una competizione. Ad majora Agrigento.