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Sono 80.000 gli accessi all’anno nel nostro Pronto Soccorso, con un organico di solo undici medici, di cui otto con incarico di quattro mesi rinnovabili che devono garantire il circuito del sistema Emergenza/Urgenza nella nostra provincia. I turni massacranti, non permettono il giusto riposo per un recupero psicofisico. Gli infermieri del Pronto Soccorso sono appena sedici, è devono occuparsi durante il loro turno di più servizi contemporaneamente.” E’ quanto aveva denunciato nei giorni scorsi Alfonso Buscemi Segretario Generale della Funzione Pubblica della CGIL di Agrigento, lanciando un vero e proprio grido d’allarme su una carenza di organico nel settore della medicina d’urgenza del San Giovanni di Dio, il tutto a discapito dell’utenza. Ed è la stessa denuncia condivisa dal sindacalista della Cgil agrigentina, Piero Mangione che si unisce ad utenti ed operatori nella rivendicazione del rafforzamento dell’unità operativa, attraverso il potenziamento del personale e del parco tecnologico, nonché il miglioramento delle condizioni generali di accoglienza del richiedente “aiuto” e di chi è accompagnatore.

Al manager OLIVERI, – dichiara Mangione, – sono giunte miriadi di proteste da parte di singoli cittadini, di associazioni, ivi compreso questo sindacato, senza che si sia preoccupato di convocare uno specifico incontro, ovvero intervenire per migliorare la struttura sanitaria in questione e di darne doverosa comunicazione pubblica”.

E parla di una mobilitazione pubblica di protesta, da parte del Sindacato Pensionati della Cgil, Piero Mangione, mentre Alfonso Buscemi, chiede un incontro urgente allo stesso Direttore Generale dell’ASP di Agrigento, Salvatore Olivieri, per discutere delle gravissime criticità, e per ribadire la necessità di rafforzare l’organico di tutti gli operatori del Pronto Soccorso compresi “Medici ed Infermieri”

E’ chiaro che ove il manager OLIVERI si dovesse, ancora, fare sordo e muto non rimane altra scelta se non quella di dare vita ad una manifestazione.