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Strade deserte, seconde case – di campagna e di mare – rimaste vacanti e un rastrellamento di forze dell’ordine che non ha avuto forse precedenti nella storia dell’Agrigentino. Da Sciacca a Licata, dove in entrambe le città la polizia municipale ha operato anche con l’utilizzo dei droni, passando per Porto Empedocle, Agrigento, Palma di Montechiaro, Canicattì e l’area della montagna, tanto per Pasqua – ma soprattutto ieri, Pasquetta, – in giro non c’erano che centinaia e centinaia di pattuglie.

A fare la loro, determinante, parte anche tutte le stazioni dei carabinieri che si sono occupate e preoccupate di setacciare le zone, anche le più internate, di campagna. Nessuno degli agrigentini s’è spostato. Chi è stato pizzicato da polizia, carabinieri e vigili urbani è stato trovato per strada, a bordo di auto. Solo la polizia municipale di Licata – coordinata dal comandante Giovanna Incorvaia – nella giornata di ieri ha elevato 28 sanzioni. Tutte a carico di gente che era fuori casa senza un provato stato di necessità. Sempre a Licata c’è stato anche chi, credendo di farla franca, non s’è fermato all’Alt. Ma ha sbagliato perché è stato appunto inseguito, braccato e bloccato. Quattro poi sono stati sanzionati perché non solo erano a zonzo, ma anche senza cintura di sicurezza allacciata. Paradossale quanto è accaduto a Naro – e reso noto dal sindaco Maria Grazia Brandara – dove una persona è stata beccata mentre era intenta a pescare alla diga di Naro. La polizia Stradale, impegnata su tutte le principali strade statali e provinciali, ha elevato – nei due giorni –  un centinaio di sanzioni. Soddisfatti i carabinieri delle piccole stazioni, come quella di Racalmuto ad esempio. I controlli a raffica, ieri sono stati concentrati nelle zone di campagna visto che si temeva una grande fuga per la classica scampagnata di Pasquetta, hanno fatto riscontrare – ai militari dell’Arma – che le seconde case, anche quelle più addentrate nelle zone rurali, sono rimaste deserte. I racalmutesi, così come molti altri residenti dei piccoli Comuni, hanno risposto in maniera ossequiosa alle restrizioni imposte per provare a contenere il rischio contagio da Coronavirus.