Caso nave Diciotti. Il ministro Salvini indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio

La trasferta romana del Procuratore Capo di Agrigento Luigi Patronaggio ha portato ad una svolta nell’inchiesta sui migranti bloccati sulla nave Diciotti al porto di Catania. Dopo le audizioni  tenute dallo stesso Luigi Patronaggio e dal sostituto Salvatore Vella che hanno sentito, come persone informate sui fatti, il capo del Dipartimento Libertà civili e Immigrazione, prefetto Gerarda Pantalone, e il vice capo del Dipartimento, prefetto Bruno Corda, sul registro degli indagati sono stati iscritti il capo del Viminale, Matteo Salvini è il suo capo di gabinetto.

Ecco la nota della magistratura agrigentina:

“La Procura della Repubblica di Agrigento, al termine dell’attività istruttoria compiuta a Roma, ha deciso di passare a noti il fascicolo relativo al mancato sbarco degli immigrati dal pattugliatore U. Diciotti, già iscritto per i reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Iscrivendo due indagati e trasmettendo doverosamente i relativi atti alla competente procura della Repubblica di Palermo per il successivo inoltro al cosiddetto tribunale per i ministri della stessa città. Tale procedura – continua il comunicato – prevista e imposta dalla legge costituzionale 16/1/89 n.1, permetterà, con tutte le garanzie e le immunità previste dalla medesima legge, di sottoporre a un giudice collegiale specializzato le condotte poste in essere dagli indagati nell’esercizio delle loro funzioni. Uno dei quali appartenente ai qualificati soggetti indicati dall’articolo 4 della norma costituzionale. Come è noto infine ogni eventuale negativa valutazione delle condotte di cui sopra, dovrà essere sottoposta alla autorizzazione della competente Camera“.

Secca la replica del ministro Salvini che ha appreso dell’iscrizione sul registro degli indagati durante la festa della Lega a Pinzolo in Provincia di Trento.

“Possono arrestare me ma non la voglia di 60 milioni di italiani, indaghino chi vogliono, abbiamo già dato abbastanza, è incredibile vivere in un paese dove dieci giorni fa è crollato un ponte sotto il quale sono morte 43 persone dove non c’è un indagato e – ha aggiunto dal palco di Pinzolo – indagano un ministro che salvaguardia la sicurezza di questo Paese. È una vergogna. Il procuratore di Agrigento – ha aggiunto il leader della Lega – lo aspetto con il sorriso a Pinzolo. Aspetto un procuratore che invece di indagare un ministro indaghi i trafficanti di essere umani e spero che mi stia guardando. Essere indagato per difendere i diritti degli italiani è una vergogna – ha aggiunto, fuori la politica dalle aule di giustizia. In Italia ci sono 4 milioni di processi arretrati e indagano un ministro che difende i confini e difende i diritti degli italiani”.