Caso “Sea watch 3”

Scatta il sequestro della Sea Watch ferma da due giorni al largo di Lampedusa e i 47 migranti a bordo ieri sera sono stati fatti sbarcare. La svolta arriva nonostante il no ripetuto da Matteo Salvini, e ribadito con forza dopo il sequestro. Ed ora la nave è a Licata, come deciso dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio.Il comandante della nave Sea Watch, Arturo Centore, è stato iscritto sul registro degli indagati dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Il procuratore capo agrigentino, Luigi Patronaggio, ha spiegato che “si valuteranno le responsabilità della Ong”, che il 15 maggio che soccorso 65 migranti in difficoltà al largo delle coste libiche per poi dirigersi verso l’Italia. A sbloccare la situazione della Sea Watch è stata l’ultima comunicazione del comandante Arturo Centore, che a Guardia Costiera e Gdf ha fatto sapere che se entro le 21 non avesse ottenuto l’autorizzazione allo sbarco, avrebbe tolto l’ancora e sarebbe entrato in porto di sua iniziativa. “I naufraghi – ha spiegato la portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi – hanno chiesto di indossare i giubbetti salvagente e hanno detto di volersi buttare in acqua per disperazione”. A quel punto si è preferito intervenire e i finanzieri sono saliti a bordo della nave, per un’attività di polizia giudiziaria d’iniziativa finalizzata al sequestro. “La nave è a disposizione degli inquirenti che hanno disposto un sequestro probatorio per verificare se c’è un reato da contestare” conferma Linardi, che poi ironizza sui ‘no’ di Salvini: “Ancora una volta si è dimostrato che i porti dell’Italia non sono chiusi”. I migranti posti in salvo sono stati affidati a personale della Questura di Agrigento per la identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria. Le indagini proseguiranno sia per l’individuazione degli eventuali trafficanti di esseri umani coinvolti, sia per la valutazione della condotta della Ong.