“GirgentiAvvisa” , potenziato il servizio di informazione di Girgenti acque

Girgenti Acque comunica di aver potenziato il servizio di informazione “GirgentiAvvisa” con un numero telefonico interamente dedicato a questo nuovo servizio offerto, gratuitamente, agli Utenti da Girgenti Acque.  Da oggi gli Utenti riceveranno le informazioni di “GirgentiAvvisa” dal numero 0922 – 17 56 460.GirgentiAvvisa- spiegano dalla società idrica- è l’innovativo sistema informatizzato di Girgenti Acque che consente l’invio massivo di messaggi attraverso una chiamata diretta o sms, dal numero 0922 17 56 460, ai contatti telefonici degli Utenti, presenti negli elenchi telefonici pubblici e nella base dati aziendale.

Il nuovo servizio- contonua- garantisce di raggiungere tutti gli Utenti con una comunicazione capillare e tempestiva, con voce virtuale o sms: è possibile raggiungere simultaneamente migliaia di Utenti per informarli su un determinato evento, inerente il Servizio Idrico Integrato”.

Risoluzione del contratto con Girgenti Acque? Campione: “Pronti a cedere le quote”

“Ci sono società non italiane interessate ad entrare nel settore della fornitura del servizio idrico. Non appena si concretizzeranno alcune possibilità che, attualmente, sono in cantiere cederemo le nostre quote”. Lo ha detto, secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Sicilia, il presidente di Girgenti Acque Marco Campione che è intervenuto dopo l’avvio da parte dell’Ati della procedura di valutazione di eventuali inadempienze da parte del gestore idrico. Procedura che, secondo le intenzioni dell’Ati, dovrebbe portare alla risoluzione del contratto. Ci notificheranno questo, dicono loro, lungo elenco di inadempienze e valuteremo – spiega il presidente Campione – . Ad oggi non esiste un’attività che ci è stata segnalata e che non abbiamo realizzato. La domanda è: se abbiamo commesso degli errori o delle inadempienze perché non mi sono state contestate dall’Ambito o dall’assemblea prima?”

Mangiacavallo (M5S):  “Bene decisione Ati contro Girgenti acque”.  

Bene decisione Ati contro Girgenti acque, è quello che vogliono gli agrigentini. Si prosegua su questa strada”.

E’ questo il commento del deputato regionale M5S all’Ars, Matteo Mangiacavallo, sulla decisione dell’Ati di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze a Girgenti acque, il primo passo, in sostanza, sulla strada della risoluzione del contratto dei comuni dell’Agrigentino con l’ente.  

Avevo esortato i sindaci, negli scorsi giorni, a compiere un atto di coraggio – dice il deputato – , oggi plaudo alla volontà, espressa in maniera unanime dai presenti, di agire verso la risoluzione anticipata del contratto con la Girgenti Acque. È un importante passo avanti al quale ne dovranno seguire altri e d’ora in avanti sarà necessario un polso decisamente fermo. In questi dieci anni di battaglie per l’acqua pubblica le ho viste e le ho sentite veramente tutte”.

Contestazione di inadempienze alla Girgenti Acque, l’Ati affida l’incarico al legale: è raffica di interventi

“I sindaci si riappropriano delle loro prerogative, il governo del territorio,il 27 aprile 2018 potrebbe diventare una data storica”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cisl agrigentina, Maurizio Saia, dopo che ieri l‘assemblea territoriale idrica ha approvato l’ordine del giorno che da incarico all’avvocato Giuseppe Mazzarella di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze della Girgenti Acque. Da oggi inizia il conto alla rovescia per i cittadini della provincia di Agrigento- afferma Saia- che potrebbero in tempi brevi riappropriarsi dell’acqua.

L’atto di diffida fisserà uno o più termini nei confronti del gestore, per porre fine alle gravi inadempienze riscontrate dall’ATI e successivamente si avvieranno le procedure per la rescissione del contratto”. Per il il sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, ” è stato raggiunto un traguardo importante inseguito da anni. L’inizio dell’iter di risoluzione del contratto con i mezzi che l’avvocato Mazzarella indicherà è un punto significativo. Per una volta la politico- continua La Rocca Ruvolo-, ha ottemperato ad un obbligo rispetto a quelle che sono state le inadempienze del gestore in questi dieci anni. Puntare alla risoluzione del contratto vuol dire innanzitutto ridare ossigeno ai cittadini vessati”. Cgil e Federconsumatori chiedono “coerenza fino alla fine. Occorre cominciare a pensare al “dopo Girgenti Acque”- dicono Massimo Raso e Ilenia Capodieci- per assicurare in termini di economicità, efficienza ed equità questo fondamentale servizio ai Cittadini, salvaguardando anche gli investimenti annunciati per il rifacimento delle reti. Auspichiamo che la magistratura agrigentina possa celermente appurare le responsabilità penali e civili su questa infausta gestione.”

Contestazione di inadempienze alla Girgenti Acque, l’Ati affida l’incarico al legale

L’assemblea territoriale idrica ha approvato l’ordine del giorno che da incarico all’avvocato Giuseppe Mazzarella di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze della Girgenti Acque. Come ha spiegato il presidente dell’Ati Vincenzo Lotà, sindaco di Menfi, dopo il voto il legale invierà alla società delle diffide impegnando il gestore a dare riscontro entro un lasso temporale fissato. Dopo che la società risponderà alle contestazioni l’assemblea valuterà se la strada della rescissione sarà praticabile.

Assunzioni e gestione del servizio idrico in Provincia di Agrigento. 73 indagati, tra cui il prefetto, il papà del ministro Alfano, politici, dirigenti pubblici, giornalisti e uomini delle forze dell’ordine

E’ bufera giudiziaria sulla gestione del servizio idirico in Provincia di Agrigento, la Procura ha notificato ben 73 avvisi di proroga delle indagini nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un’associazione a delinquere legata anche alle assunzioni a “Girgenti Acque”, società che gestisce il servizio idrico e fognario in 27 dei 43 Comuni dell’agrigentino. Tra i reati ipotizzati l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, corruzione, riciclaggio e inquinamento ambientale.

Nel lungo elenco degli indagati, figurano personalità illustri, tra i quali il prefetto di Agrigento Nicola Diomede, il presidente dell’antitrust Giovanni Pitruzzella, l’ex presidente del Consiglio di Giustzia Amministrativa della Sicilia Raffaele De Lipsis, il padre del ministro degli Esteri, Angelo Alfano, due ex presidenti della Regione e uno della Provincia di Agrigento, rispettivamente Angelo Capodicasa. Raffaele Lombardo e Eugenio D’Orsi e il parlamentare regionale Riccardo Gallo e gli ex deputati, Giovani Panepinto e Vincenzo Fontana.

La Proroga delle indagini è stata firmata dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dai sostituti Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro.

Nel mirino della magistratura ci sono gli affari che ruotano attorno al servizio idrico, ed in particolare sulla gestione della società Girgenti Acque di cui nel recente passato si è occupata anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.

Dopo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia circa le modalità di assunzione del personale impiegato da Girgenti Acque, la DDA, aveva ipotizzato, il voto di scambio politico mafioso. Lo stesso ex procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, durante un’audizione con la commissione parlamentare d’inchiesta aveva parlato senza mezzi termini di assumificio.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche dirigenti pubblici, amministratori e consiglieri comunali, membri delle forze dell’ordine, giornalisti e avvocati. Nei giorni scorsi, la Procura di Agrigento ha intensificato i controlli proprio su Girgenti Acque e Hydrotecne, società controllata dalla stessa Girgenti Acque e i cui vertici, di entrambe le aziende figurano adesso iscritti nel registro degli indagati, ovvero Marco Campione e Pietro Arnone.

Tra le ipotesi degli inquirenti, quelle di un sistema corruttivo che abbia beneficiato diversi esponenti politici che in Girgenti Acque, avrebbe piazzato persone considerate vicine alle loro posizioni, se non addirittura appartenenti allo stesso nucleo familiare. Assunzioni che poi, avrebbero garantito agli stessi, un bacino elettorale da cui attingere in caso di consultazioni. In attesa di conoscere le eventuali responsabilità contestate a ciascuno degli indagati, vediamo insieme chi sono le altre persone coinvolte: Giuseppe Giuffrida,Gerlando Piro, Pietro Pasquale Leto, Alfonso Bugea, Salvatore Aiola, Giacomo Antronaco, Silvio Apostoli, Giuseppe Arcuri, Bernardo Barone, Filippo Caci, Giuseppe Carlino, Lelio Castaldo, Francesco Castaldo, Giovanni Caucci, Vincenzo Corbo, Salvatore Cossu, Piero Angelo Cutaia, Antonio D’Amico, Domenico D’Amico, Angelo Lombardo, Luigi D’Amico, Carmelo Dante, Igino Della Volpe, Leonardo Di Mauro, Pietro Di Vincenzo, Salvatore Fanara, Arnaldo Faro, Filippo Rosario Franco, Salvatore Gabriele, Diego Galluzzo, Calogerino Giambrone. Gerlando Gibilaro, Giuseppe Giuffrida, un altro Giuseppe Giuffrida, Flavio Gucciardino, Ignazio La Porta, Francesco Paolo Lupo, Maria Rosaria Macaluso, Piero Macedonio, Giuseppe Marchese, Giuseppe Milano, Calogero Patti, Giuseppe Pitruzzella, Gian Domenico Ponzo, Vincenzo Puzzo, Fulvio Riccio, Giancarlo Rosato, Antonino Saitta, Luca Cristian Salvato, Giuseppe Maria Scozzari, Carlo Sorci, Alberto Sorrentino, Gioacchino Michele Termini, Emanuele Terrana, Maria Terrana, Giuseppe Maria Saverio Valenza, Carmelo Vella, Rino Vella, Calogero Vinti, Roberto Violante.

Cittadini segnalano bollette idriche “furbe”, Girgenti acque risponde: “caso di omonimia di vie”

Nei giorni scorsi un cittadino di Favara residente della stagione estiva a Zingarello, frazione balneare di Agrigento, ci aveva segnalato anomalie nella bolletta idrica da parte del gestore Girgenti acque. In bolletta , i residenti , hanno trovato fatturate le voci “fognatura” e “depurazione”. A Zingarello, però, la condotta fognaria non è stata mai realizzata. “Casualmente – ci ha detto – ho aperto la bolletta dell’acqua di mia mamma e ho notato che Girgenti Acque ha inserito in fattura le diciture “fognatura” 6,60€ e “depurazione” 31,12€. Ho subito pensato ad un errore – ha aggiunto – e ho guardato anche la bolletta precedente, con mio stupore anche in quella già pagata, ai miei anziani genitori sono stati addebitati i servizi di cui non possono usufruire”. Arriva la risposta di Girgenti Acque. “La bolletta segnalata dal cittadino di Favara- spiega la società- è stata interessata da un errore legato all’omonimia di due arterie stradali insistenti nel territorio del Comune di Agrigento: Viale del Sole – Zingarello (non servita da fognatura e depurazione) , Via del Sole – San Leone (servita da fognatura e depurazione). Il circoscritto caso della bolletta reclamata -continua- è stato regolarmente riscontrato ancor prima della diffusione a mezzo stampa, cosa che la Società ha appreso con stupore, dapprima con segnalazione telefonica, la successiva lavorazione della pratica, e l’immediata rettifica d’ufficio per l’errore verificatosi, anche senza la formale contestazione da parte dell’Utente”. La Società si scusa per il disguido con l’Utente in questione, dovuto ad un caso di omonimia di vie ubicate in zone diverse del Comune di Agrigento, e comunica di aver già provveduto ad effettuare le opportune rettifiche.

Agrigento. Cittadini segnalano bollette idriche “furbe”

Incredibile ma vero, ad Agrigento può accadere anche che il gestore del servizio idrico pretenda dagli utenti, il pagamento di servizi inesistenti. È il caso di alcuni abitanti della frazione balneare di Zingarello, che in bolletta hanno trovato fatturate le voci “fognatura” e “depurazione”. Per carità, nonostante i guai giudiziari di Girgenti Acque sul fronte depurazione, la richiesta di pagamento sarebbe lecita, solo che dalla società hanno omesso un particolare non indifferente, a Zingarello la condotta fognaria non è stata mai realizzata. A segnalare la bizzarra richiesta di Girgenti Acque è un cittadino di Favara che in estate abita nella suggestiva località balneare. “Casualmente – ci ha detto – ho aperto la bolletta dell’acqua di mia mamma e ho notato che Girgenti Acque ha inserito in fattura le diciture “fognatura” 6,60€ e “depurazione” 31,12€. Ho subito pensato ad un errore – ha aggiunto – e ho guardato anche la bolletta precedente, con mio stupore anche in quella già pagata, ai miei anziani genitori sono stati addebitati i servizi di cui non possono usufruire. Il cittadino allora ci dice di aver chiamato Girgenti Acque, al telefono gli avrebbero spiegato la prassi da seguire per contestare le voci ritenute non dovute. “Lei presenti la contestazione poi noi avvieremo le nostre verifiche”, questa sarebbe stata la risposta dell’operatrice. Ovviamente la dipendente ha fornito le indicazioni aziendali solo che la parola ” verificheremo” ha fatto indispettire il contribuente che nella sua segnalazione ci dice ” è come se ai favaresi, città ancora priva di metano, arrivasse la bolletta del gas”. Il cittadino, caparbio, non solo ha già avvisato l’amministrazione comunale di Agrigento sulle anomale pretese di Girgenti Acque ma ha anche avviato delle verifiche tra i vicini di casa, scoprendo che il suo non è l’unico caso. “Non solo l’acqua viene erogata ogni due settimane – ci ha detto ancora il cittadino – per giunta ci vogliono fare pagare le cose che non abbiamo? L’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri- ha concluso l’abitante di Zingarello – nel diritto è definito da una sola parola, truffa”! Agli abitanti di Zingarello consigliamo di controllare le bollette idriche ed eventualmente segnalare le anomalie, da Girgenti Acque invece sarebbe auspicabile porre subito rimedio a questa assurda vicenda.

Agrigento. Ritorna fruibile la fontana “Bonamorone”

Dopo circa due mesi ritorna fruibile ad Agrigento la fontana pubblica di Bonamorone, luogo quest’ultimo da dove più generazioni di agrigentini hanno da sempre attinto il prezioso liquido.  Lo scorso 28 giugno, personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale, aveva analizzato l’acqua che sgorga dai rubinetti e che proviene dalla Rupe Atenea. Dai risultati di laboratorio emerse la presenza di batteri coliformi in quantità superiori ai limiti consentiti. Per questo motivo dall’ASP avevano chiesto al Comune di vietare l’utilizzo dell’acqua per fini potabili e invitato l’Ente Comune a eliminare l’inconveniente igienico sanitario. Problemi che a quanto pare, sono stati eliminati.