Burgio. Vasto incendio in contrada Campello

Circa 15 ettari di terreni incolti sono andati in fumo, ieri in un incendio sviluppatosi a Burgio , in contrada Campello. Il lavoro svolto dagli uomini del corpo Forestale di Burgio e di Ribera ha evitato che il rogo potesse raggiungere la vasta area boschiva della zona. Durante il pomeriggio, sono state effettuate le attività di bonifica, spenti gli ultimi focalai e sono già partiti gli accertamenti per stabilire le cause dell’incendio. Un’azione che si muove sulla base delle nuove direttive contenute nel protocollo promosso dalla Procura della Repubblica di Sciacca. Durante la stagione estiva alcune decine di ettari di bosco sono andati a fuoco nell’area boschiva di Monte Kronio, a Sciacca, e circa sei ettari nella zona compresa tra Pierderici e San Michele, sempre nel centro termale. Per quest’ultimo incendio è stato necessario evacuare una scuola dove si trovavano circa 400 bambini che stavano svolgendo il Grest e tre palazzine. La risposta della Procura della Repubblica di Sciacca è stata particolarmente efficace. Ben cinque arresti sono stati effettuati tra luglio ed agosto per incendi a Sciacca ed a Salaparuta, comune che ricade sotto la competenza dell’ufficio giudiziario saccense.

 

Due giovanissimi piromani incendiano un bosco a Sciacca, denunciati

Due ragazzi di 14 anni di Sciacca sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Palermo con l’accusa di incendio doloso. Ai carabinieri hanno confessato di avere dato fuoco a delle sterpaglie nella zona in contrada Isabella, ai piedi del monte San Calogero. Le fiamme si sono poi propagate, interessando ancora una volta il bosco. Un incendio che ieri ha bruciato almeno 5 ettari di macchia mediterranea. Per le operazioni di spegnimento è stato necessario l’intervento di un elicottero dell’esercito.Alcuni testimoni hanno permesso agli investigatori di risalire all’identità dei due ragazzini, che dopo avere appiccato le fiamme sono fuggiti con le loro biciclette tornando nelle loro case.

 

Roghi in Sicilia. Il ministero della Difesa invia gli elicotteri dell’Aeronautica Militare

Oltre ai tradizionali mezzi di Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e Protezione Civile, quest’anno in Sicilia per fronteggiare l’emergenza incendi si è attivata anche l’Aeronautica Militare grazie all’ausilio di un elicottero HH-212 dell’80° Centro di Ricerca e Soccorso di Decimomannu, equipaggiato con una speciale benna in grado di caricare circa 700 litri di acqua, e che staziona momentaneamente nella base aerea di Trapani Birgi. Si trata dell’elicottero intervenuto martedì scorso nel vasto incendio che ha interessato una vasta area del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. Da meta Luglio ad oggi, sono circa 60 le ore di volo effettuate, per un totale di oltre 170 sganci e più di 120.000 litri d’acqua riversati sulle zone colpite dai roghi. Gli interventi, coordinati dal Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico, in contatto diretto con il Centro Operativo Aereo Unificato della Protezione Civile, si sono concentrati principalmente in alcune località delle provincie di Agrigento, Trapani e Palermo. Personale dell’Aeronautica Militare è intervenuto praticamente ogni giorno nelle ultime settimane; con missioni che hanno interessato in particolare i comuni di Erice, Bisacquino e Termini Imerese. L’antincendio quindi rientra tra le capacità duali che l’Aeronautica Militare, in concorso con le altre Forze Armate, mette quotidianamente a disposizione della collettività.

 

Sciacca, arrestati due piromani

Li hanno sorpresi e bloccati, sono i due presunti piromani che avrebbero appiccato le fiamme nel pomeriggio a Sciacca. I due arrestati in flagranza di reato dai vigili del fuoco sono Francesco Salvagio, 48 anni, e Paolo Raso, 70 anni, entrambi di Sciacca.

Sono stati sopresi dai pompieri, che sono naturalmente anche ufficiali di polizia giudiziaria, mentre appiccavano il fuoco nella zona di contrada Cutrone. I pompieri li hanno arrestati e sono stati messi nelle camere di sicurezza della polizia di Stato. Il sostituto procuratore di Sciacca, Christian Del Turco, titolare del fascicolo di inchiesta subito aperto, ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari.

Fuoco nel parco archeologico di Agrigento, le fiamme lambiscono i templi

Il fuoco che sta contraddistinguendo la torrida estate siciliana non risparmia neanche la Valle dei Templi di Agrigento dove un vasto incendio ha interessato il parco archeologico lambendo la collina sacra di Akragas. Fortunatamente solo tanta paura per le migliaia di turisti presenti. IL rogo partito in mattinata dalla zona di viale Emporium a San Leone si è poi esteso raggiungendo dapprima l’alberata via La Loggia, strada quest’ultima sottostante il tempio della Concordia e poi un tratto della Strada Statale 640 nei pressi della rotonda Giunone. A scopo precauzionale la via La Loggia è stata chiusa al traffico veicolare così come, off limits è stata per alcune ore la biglietteria lato porta V della Valle dei Templi. Fiamme altissime hanno divorato diversi alberi di ulivo e sterpaglie. Il fumo, visibile a chilometri di distanza ha invaso il cielo. Fortunatamente le opere di prevenzione incendio effettuate recentemente in prossimità dei templi dorici hanno funzionato, non consentendo quindi al fuoco di spingersi sino ai monumenti patrimonio dell’umanità. Notevoli i disagi al traffico veicolare con lunghe colonne d’auto ferme in attesa della liberazione della strada. Sul posto per le opere di spegnimento, hanno lavorato diverse squadre di Vigili del Fuoco, Forestale e Protezione Civile ma anche i dipendenti dell’Ente Parco che armati di secchi d’acqua hanno contribuito per evitare il propagarsi delle fiamme.

 

Incendi. Venerdì infernale nell’agrigentino: canadair senza carburante non interviene

70 richieste di intervento sono giunte ieri presso la sala operativa del comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Agrigento, incendi a macchia di leopardo hanno interessato diverse zone dell’hinterland. Il rogo che ha destato maggiori preoccupazioni è stato quello di c.a Pero a Porto Empedocle dove le altissime fiamme hanno minacciato le abitazioni. Alle temperature già roventi, che hanno sfiorato i 47 gradi, si è aggiunto anche il fumo che ha reso l’aria praticamente irrespirabile. Paura tra i residenti della zona periferica, che per ragioni di sicurezza sono stati fatti allontanare dalle abitazioni. Timori che si sono intensificati a causa di due esplosioni avvertite dalla popolazione e che sono stati dovuti all’esplosione di due bombole del gas. Livello di allerta alto anche nei pressi dello stabilimento Italcementi che è stato lambito dalle fiamme. Squadre formate da Pompieri e uomini del Corpo Forestale hanno lavorato incessantemente, problemi si sono registrati anche alla viabilità con un tratto della Strada Statale 115 che è stata addirittura chiusa al traffico per diverse ore. A Porto Empedocle era stato chiesto l’intervento del canadair che però non è mai giunto in c.da Pero, Dal dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco infatti, via radio, hanno comunicato il non impiego del mezzo aereo per mancanza di carburante. Roghi si sono avuti anche in c.da Ciavolotta, alle porte del villaggio Mosè, sulla Strada Statale 640, nei pressi della rotonda Giunone di Agrigento e nell’area boschiva demaniale di Siculiuana. Pesante il bollettino degli incendi, con diversi ettari di macchia mediterranea andati in fumo che si aggiungono al gravissimo bilancio di un’estate di fuoco che, dall’inizio della stagione, su tutto il territorio regionale supera abbondantemente i 30 mila ettari, evidenziando quindi come in Sicilia la prevenzione degli incendi, resti probabilmente solo un’utopia.

 

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Emergenza incendi. Piromane arrestato a Sciacca

Sul fronte incendi, è stato letteralmente un week – end di fuoco quello vissuto nell’agrigentino dove, diversi roghi hanno interessato zone comprese tra i comuni di Agrigento, Porto Empedocle e Grotte. Nella notte tra sabato e domenica Vigili del Fuoco a lavoro, nel centro capoluogo di Provincia nella zona della clinica Sant’Anna e nella mattinata di ieri anche nel quartiere di Villaggio Mosè. A Porto Empedcole invece le fiamme hanno avvolto parte della contrada “Ciuccafa. Fuoco anche nell’agro di Grotte. Tutti incendi comunque che fortunatamente non hanno coinvolto persone, ma ettari di vegetazione sono andate in cenere. Intanto a Sciacca, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un uomo del luogo, sorpreso ad appiccare fuoco a dei mucchi di sterpaglie in prossimità di un terreno incolto situato nelle immediate vicinanze del centro abitato. L’uomo è stato avvistato dai militari poco dopo le ore sette del mattino in via Agatocle, a poche decine di metri dalle Terme di Sciacca, si deve ad un maresciallo dei carabinieri, che ha spento il fuoco il propagarsi delle fiamme. Al presunto piromane comunque non verrebbe contestato l’innesco delle fiamme che venerdì scorso hanno seminato il terrore tra gli abitanti del quartiere Sant’Agostino. L’uomo che è stato posto ai domiciliari rischia una pena detentiva compresa tra 4 e 10 anni. Rimane alta l’allerta incendi nell’agrigentino, intanto l’ex Provincia Regionale ha avviato il servizio di vigilanza antincendio lungo alcune strade, provinciali e consortili.

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Emergenza incendi in Sicilia: Crocetta grida al complotto, allarme rientrato a Sciacca

«Sembra quasi che si voglia mettere in difficoltà le istituzioni, sembra quasi uno sfregio, ma il problema è che si sfregia la natura. Spero che non sia un gioco organizzato, ma tutto fa pensare che dietro ci possa essere quasi una regia. Nessuno lo può dimostrare o verificare ma quando a Messina un responsabile della protezione civile ha trovato un piromane in azione allora il dubbio che ci sua dietro la mano dell’uomo é enorme. quella mano è casuale o organizzata? E’ un tema che possono sciogliere solo le forze dell’ordine». Queste sono le parole del presidente della Regione Sicilia al termine di una riunione svoltasi ieri in prefettura a Catania per fare il punto sugli interventi antincendio del catanese. «Pensiamo – ha detto ancora Crocetta – di acquistare una serie di strumenti di prevenzione per il monitoraggio aereo e anche una flotta di elicotteri regionale da dare ai vigili del fuoco e droni per andare a potenziare e non dipendere solo dallo Stato». Da metà giugno a oggi sono 26.024 gli ettari di bosco andati in fumo, pari al 93,8 per cento del totale della superficie bruciata in tutto il 2016. La Sicilia è la regione più colpita con 13.052 ettari distrutti dal fuoco. Nella sola giornata di ieri, 14 Canadair, 4 elicotteri del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e 7 elicotteri della Difesa sono stati impiegati in 22 righi, 8 dei quali in Sicilia. Dopo l’evacuazione via mare, nei giorni scorsi a San Vito Lo Capo degli ospiti di un villaggio turistico, attimi di paura si sono vissuti anche a Sciacca dove Il fuoco ha bruciato alcuni ettari di bosco in contrada Pierdirici, interessato anche parte della valle dei bagni e la zona Sovareto. Le fiamme animate dal vento, avevano raggiunto rapidamente il centro abitato nel quartiere S. Agostino. Paura per i residenti di 3 palazzine che si sono viste le fiamme lambire i balconi delle abitazioni. La situazione di emergenza, grazie al lavoro incessante degli uomini e dei mezzi impiegati, è rientrata nel pomeriggio. “Il mio ringraziamento – ha dichiarato la neo sindaco di Sciacca, Francesca Valenti – al personale del sistema dei soccorsi che è prontamente intervenuto, la mia condanna – ha concluso – nei confronti di chi si è macchiato di questo crimine nel caso se ne accerti la natura dolosa”.

 

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Allarme incendi in Sicilia. 100 ettari di patrimonio boschivo in fumo nella Valle dell’Anapo

Con oltre 100 ettari di patrimonio boschivo andato in fumo, la riserva naturale orientata della Valle dell’Anapo – Pantalica e torrente Cavagrande, nel siracusano, perdono un patrimonio naturalistico non indifferente. Un devastante incendio che per quattro giorni ha colpito la Valle degli Iblei, i centri più colpiti sono Ferla, Cassaro, Sortino e Avola. Il presidente dell’unione dei Comuni unitamente ai primi cittadini dei centri danneggiati, presenterà formale denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa. Vincenzo Parlato, sindaco di Sortino non accetta i ritardi nell’arrivo in zona dei mezzi antincendio aerei che inizialmente sono stati inviati nel siracusano da Civitavecchia, in Lazio. Solo domenica scorsa, dee canadair hanno lavorato intensamente per spegnere gli ultimi focolai presenti nella zona di Cassaro, centro quest’ultimo pesantemente danneggiato con la perdita di importanti uliveti che davano sostentamento a diverse aziende agricole. Il fuoco non ha risparmiato neanche la flora e la fauna con la perdita di migliaia di animali e sopratutto di una parte considerevole delle orchidee, che nella Valle dell’Anapo rappresentano il 75% delle specie presenti su tutto il territorio nazionale. Il sistema antincendio non ha evidentemente funzionato e il sindaco di Sortino teme per il proseguo dell’estate. Nell’attesa che si completi la conta dei danni c’è un altro aspetto da non sottovalutare ovvero quello del rischio di frane e smottamenti dovuti alla distruzione degli alberi. L’origine dei roghi è quasi certamente dovuta alla mano dell’uomo, atti criminali che nuocciono non solo agli autori stessi ma all’intera collettività. Per la cronaca, fino ad oggi, tra il presidente dell’Unione dei Comuni della Valle degli Iblei, Vincenzo Parlato e il Governo Regionale non c’è stato nessun contatto, neanche un messaggio di solidarietà.

 

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