Meglio tardi che mai. Ad Agrigento rimosso l’albero pericoloso di via Passeggiata Archeologica

Meglio tardi che mai e oggi finalmente ad Agrigento è stato eliminato il pericolo derivante dal pino della via Passeggiata Archeologica di cui ci siamo occupati spesso. Come ricorderete, l’alto arbusto, censito negli anni scorsi dal Comune con il famoso bollino rosso che ne indicava la pericolosità e quindi la sorte dell’albero stesso che doveva essere abbattuto, il 23 gennaio del 2017, solo casualmente non aveva provocato incidenti dopo che un grosso ramo si era staccato dalla sua folta chioma. In quella occasione, si rese necessario l’intervento dei Vigili del Fuco che però si limitarono a sfoltire un po’ l’albero e a rimmuovere dalla strada il ramo spezzato. Da allora sul pino, che nel frattempo era morto, nonostante l’intenso traffico veicolare e pedonale nella suggestiva strada che attraversa la Valle dei Templi, nessun intervento di salvaguardia dell’incolumità pubblica era stato fatto. Questa mattina fortunatamente l’ANAS, responsabile dell’arteria che di fatto è una Strada Statale ha provveduto all’abbattimento della pianta. Inevitabili i disagi alla circolazione veicolare con la via Passeggiata Archeologica chiusa al traffico per il tempo necessario agli operai di ultimare i lavori.

Agrigento. Anziano in gravi condizioni dopo il caffè al bar

Un anziano agrigentino è ricoverato in prognosi riservata dopo aver fatto colazione in un noto bar del viale della Vittoria. Il fatto si è verificato ieri, lunedì 23 aprile. L’uomo si era recato in uno studio diagnostico per delle lastre, nell’attesa, intorno alle ore 07:30, ha deciso di recarsi al bar per un caffè. Subito dopo averlo bevuto però, l’anziano si sarebbe sentito male ed avrebbe iniziato ad urlare. Tra le ipotesi, quella che nel caffè ci fossero anche residui di una sostanza estranea e dunque avvelenamento. Chiamati i soccorsi, dopo un preventivo ricovero all’Ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento l’uomo è stato trasferito d’urgenza in una struttura sanitaria palermitana, le sue condizioni di salute sarebbero gravi.

Ritardi sui lavori della Palermo – Agrigento. Operai in sciopero

Il cantiere dovrebbe concludersi entro il 2018, con un anno di ritardo rispetto ai 1200 giorni previsti a inizio 2014. Il via al progetto risale al 2001. Ma adesso una variante di percorso con costi aggiuntivi rischia di consegnare agli automobilisti un’opera incompleta, mentre si licenziano lavoratori. Non c’è pace per gli sfortunati 34 chilometri che separano Bolognetta e Lercara Friddi.

Oggi, è stato proclamato uno sciopero di due ore nel cantiere Bolognetta – Lercara, . Dopo un’assemblea con i lavoratori, è stata proclamata l’astensione dal lavoro in quanto l’azienda non ha dato risposte ai sindacati in merito alla proroga dei contratti a tempo di 15 operai in scadenza il 31 luglio. “Contestiamo la scelta dell’azienda di non confermare questi contratti malgrado dall’incontro con l’Anas, dei giorni scorsi, sia emersa invece la necessità di aumentare la produzione del cantiere – dichiarano Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Francesco Piastra per Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Palermo- Chiediamo la proroga dei contratti e di avviare un confronto con l’azienda per discutere dell’assetto produttivo del cantiere”.

Se non arriveranno risposte, i 101 lavoratori impegnati nelle opere di ammodernamento del tratto della Palermo-Agrigento, lunedì faranno un presidio davanti agli uffici della Bolognetta spca, dopo lo svincolo di Villafrati, per continuare la protesta.

E se la demolizione del ponte Petrusa dipendesse da un errore di progettazione della S.S.640?

La luce in fondo al tunnel è ancora lontana nell’agrigentino per la risoluzione di alcuni dei disagi provocati dalla chiusura e/o demolizione di importanti viadotti. In c.da Petrusa, sulla Strada Statale 122 Agrigento – Favara, Anas avrebbe avviato l’iter di esproprio dei terreni su cui sorgerà il nuovo ponte, in sostituzione di quello demolito nello scorso mese di novembre. Si prospettano tempi lunghi quindi per il ripristino dell’arteria che causa notevoli disagi, nono solo ai residenti della zona, ma anche al personale in servizio presso il carcere Petrusa e a quanti devono raggiungere i due centri abitati di Favara e Agrigento. Ma perché quel viadotto è stato demolito? Ufficialmente non è stata fornita una motivazione. Da qualche anno lo stesso era stato parzialmente interdetto al passaggio con un restringimento di carreggiata, probabile quindi che si sia trattato di un problema strutturale, ma la celerità con la quale ANAS ha deciso di buttarlo giù, in concomitanza con l’apertura al traffico della nuova Statale 640 porterebbe a pensare ad altro. Secondo alcuni tecnici infatti, all’origine della demolizione ci sarebbe un errore di progettazione del nuovo tracciato della Strada degli Scrittori, l’asse stradale più alto dell’originario, con il viadotto Petrusa, non avrebbe consentito il passaggio di alcune tipologie di mezzi speciali. Se questa ipotesi fosse confermata, si spiegherebbero anche i ritardi di ANAS nella progettazione del nuovo viadotto. Spostandoci invece sul Ponte Petrula nella Strada Statale 624 Licata – Torrente Braemi, ANAS dice che le travi per l’impalcato del viadotto sono già arrivate a Catania e che dopo ferragosto, le stesse potranno muoversi alla volta del cantiere per la posa in opera. Date certe sulla fine dei lavori, anche in questo caso non ce ne sono, nonostante siano ormai trascorsi oltre tre anni dal crollo del viadotto. Restando in tema di disagi, per lavori allo svincolo di Caltanissetta, sino al prossimo 28 gennaio, restringimento di carreggiata sulla Strada Statale 640, in prossimità della corsia di decelerazione e chiusura della corsia di marcia, dell’autostrada A19 “Palermo-Catania”.