Carcere contrada Petrusa, la Uil: ” bisogna intervenire”

Il carcere di Lorenzo di contrada Petrusa fa discuetere. Parla di criticità la uil provinciale, con in testa i sindacalisti, Acquisto, Bellia e Speziale. Criticità che interesserebbero l’attività di polizia e l’attuale sovraffollamento nella struttura carceraria.I tre sindacalisti affermano: “La situazione purtroppo rimane invariata  per ciò che concerne la vivibilità, i servizi e la considerevole carenza di Personale della polizia penitenziaria. E’ necessario  un ammodernamento della struttura con sistemi di sicurezza più adeguati ed una più specifica videosorveglianza con sistemi di protezione della Struttura. Sarebbe così consentito un recupero di risorse umane  da impiegare in   attività di controllo e prevenzione e nella  movimentazione giornaliera  dell’utenza detentiva. In una struttura vecchia di 30 anni la mancanza di risorse umane e  finanziarie rende quasi impossibile  l’esecuzione e lo svolgimento di un servizio capillare da parte degli stessi operatori di polizia”. La Uil chiede al Ministero della Giustizia, alla direzione dle carecere e alle istituzioni provinciale, di adeguare la struttura Penitenziaria di Agrigento e di dotare di mezzi e strumenti il personale. “Urge far uscire da questa crisi- conclude la Uil- l’intero sistema carcerario agrigentino, così come rilevato mesi addietro dalla Corte d’Appello di Palermo. Tra l’altro, come è noto, il problema del sovraffollamento Carcerario nel nostro Paese ed il mancato rispetto delle direttive Comunitarie,  hanno comportato negli anni condanne pecuniarie al Governo Nazionale e  gravi danni al sistema tutto”.

Lattuca: “un rigassificatore per “lo sviluppo economico e turistico di porto empedocle?”

“Occorre verificare se corrisponde al vero che, anche, l’attuale sindaco (e ovviamente il movimento 5 stelle) ritenga che il RIGASSIFICATORE possa rappresentare uno degli: Interventi necessari e storici che puntano a riqualificare la zona portuale al centro del Mediterraneo”. Lo scrive in una nota il direttore di Confimpresa Euromed di Agrigento, Alessio Lattuca in riferimento ad un post apparso su facebook che parla della realizzazione dle rigassificatore nella città marinara. “Poteva risultare comprensibile  – continua- insensata scelta (di collocare un rigassificatore nella Valle, ingannando i cittadini  con un “malinteso” programma di sviluppo)  ma non accettabile. Comprensibile perchè operata da politici d’antan: espressione di una retriva mentalità, che non aveva, o faceva finta di non avere, una cultura “orientata alla sostenibilità” o quantomeno di difesa dell’ambiente.  Che, com’è evidente, data la drammaticità della realtà,  non ha dato  ascolto agli allerta di Kyoto e di Cap 24.  Ma risulta oltremodo incomprensibile, paradossale, o peggio folle – adesso che anche i meno avvertiti sanno (e, soprattutto dovrebbero saperlo, “i politici del cosìdetto cambiamento”), che gli idrocarburi hanno devastato il Pianeta ed  escono finalmente di scena. Ma risulta grottesco che i politici siano così ottusi e si facciano dettare l’agenda da una giovane di 16 anni. Spero che si tratti di una bufala per come appare! Tuttavia  in forma preventiva, ritengo urgente organizzare un confronto presso la sede di Confimpresa Euromed per i prossimi giorni e allertare tutti i componenti del comitato. “

Modifiche percorso sfilate festa del mandorlo, commercianti via Atenea: “un ulteriore schiaffo”

96 firme raccolte in poche ore tra i commercianti e gli operatori turistici della Via Atenea di Agrigento. Contestano le scelte che rivoluzionano il percorso delle sfilate dei gruppi partecipanti alla 72esima festa dle mandorlo in fiore e chiedono di rivedere le decisioni. I gruppi , per ragioni di sicurezza, transiteranno dalla via Atenea solo in occasione della fiaccolata “cancellando così – si legge nel documento firmato da commercianti e operatori turistici- una tradizione che si ripete da quasi tre quarti di secolo, dando un ulteriore schiaffo al centro storico di Agrigento. Non intendiamo subire una decisione che non tiene conto della tradizione e delle aspettative di chi cerca di tenere in vita quello che una volta veniva considerato il salotto buono della città. Rispetto alla circolare Gabrielli per le pubbliche manifestazioni, gli organizzatori- si legge nel documento- avrebbero dovuto inviare al comune, con largo anticipo rispetto alla data dell’evento, l’istanza corredata dalla documentazione necessaria. Prescrizione che forse non è stata adempiuta o non lo è stata nei tempi stabiliti. E’ difficile poi comprendere- tuonano ancora i commercianti e gli operatori turistici- perchè le ragioni di sicurezza vengano meno per la fiaccolata. Se si vuole valorizzare come location principale il parco archeologico si dia pure vita ad un’altro tipo di kermesse.” Commercianti e operatori turistici chiedono a chi di dovere di fare una marcia indietro sulle modifiche: ” poco alla volta- si conclude nel documento- le novità introdotte, come quella del periodo in cui celebrare la manifestazione, stanno snaturando lo spirito della festa allontanandola dagli agrigentini”.

Appello di una coppia agrigentina. Aiutateci a salvare la nostra gattina

L’appello di una coppia agrigentina per salvare la vita ad una gattina attualmente ricoverata presso la clinica veterinaria di via Petrarca ad Agrigento. I coniugi da diversi mesi si sono occupati di lei, una trovatella che però è stata accolta e accudita. Recentemente, la gatta è stata trovata morente nella sua cuccia, per lei, putroppo è stata diagnosticata una brutta patologia che necessita di costose cure e di ricovero sanitario. Per questo motivo l’apello a quanti volessero contribuire a salvarla, recandosi direttamente nella clinica di via Petrarca 22 per offrire un contributo economico.

In coma da quasi un anno dopo un incidente, si cercano fondi per Pasquale.

Dopo l’incidente dello scorso 28 marzo, sulla fondovalle Palermo-Sciacca, nelle zone di Menfi, in provincia di Agrigento, lo stato di salute di Pasquale Bonfante non accenna a migliorare. Dopo lo scontro, le sue condizioni sono subito apparse gravi: il giovane è stato trasferito in elisoccorso all’ospedale di Palermo.

Lì ha ricevuto le prime cure, successivamente è stato operato più volte. Le sue condizioni si sono stabilizzate, ma non è mai più uscito dal coma. Non è servito nemmeno il trasferimento in una struttura del nord Italia, dove si trova tutt’ora insieme con i suoi familiari.A Pasquale, però, servono cure specifiche e all’avanguardia. Al menfitano servirebbe l’estero. La fidanzata Ylenia   ha aperto una raccolta fondi, soldi utili per salvare il suo  Pasquale. Una raccolta fondi supportata da una lettera che mette nero su bianco le difficoltà di Pasquale e la voglia della donna di non fermarsi.Vogliamo dare il meglio a Pasquale per far si che ritorni a sorridere e a riprendersi la propria vita grazie al vostro aiuto.
Chi lo conosce sa bene che è un ragazzo pieno di vita, che come ogni ragazzo di diciannove anni ha i propri sogni nel cassetto che non vogliamo rimangano inconclusi e  soprattutto con un cuore grande e pronto ad aiutare il prossimo. Adesso vogliamo farlo tutti noi insieme a tutti voi perché lui merita il meglio. Questo sarà possibile soprattutto grazie a tutti voi”. Dice la fidanzata Ylenia.   “Lui ha bisogno di un centro neurochirurgico e riabilitativo più moderno con macchinari all’avanguardia e cure specifiche che si trova in Europa perché sfortunatamente  in Italia non siamo ancora attrezzati”.

Fratello di collaboratore di giustizia ucciso a Pesaro. Cutrò (TdG) “Di mafia si muore”

Riceviamo e pubblichiamo.

“Sconfiggeremo la mafia fra qualche mese, al massimo fra qualche anno” così dichiarava il Ministro dell’interno Salvini appena qualche giorno fa ma intanto, come Presidente della Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia  dobbiamo fare i conti con  il barbaro omicidio a Pesaro del fratello di un collaboratore di giustizia che era sotto programma di protezione. Non è stato sufficiente averlo nascosto in località protetta e la vendetta dei mafiosi è stata spietata. Nulla di nuovo si dirà: le mafie non dimenticano coloro che denunciano ma io non posso non riflettere sul fatto che lo Stato, nella tutela di coloro che denunciano, siano essi testimoni di giustizia che familiari dei collaboratori di giustizia  mostra ogni giorno un grave calo di attenzione e sottovalutazione del fenomeno mafioso. Sui familiari, lo denunciamo da anni, le mafie vogliono abbattere la loro violenza per vendicarsi dell’affronto subito dopo che li abbiamo fatti condannare. Come non pensare alla mia famiglia lasciata priva di qualsiasi protezione. Vi ricordate le dichiarazioni del prefetto di Agrigento?  Dapprima la revoca della scorta alla mia famiglia nonostante le Istituzioni abbiano prove inequivocabili che vogliono assassinarmi, poi la revoca della scorta all’amico Vincenzo Conticello anch’egli testimone di giustizia. Il tutto nel silenzio assordante dell’antimafia istituzionale e civile. Si dirà che quella del Ministro è una semplicistica dichiarazione, una dichiarazione “di troppo” perché così è il personaggio e ci ha abituati a questo genere di esternazioni.  Penso, invece, che siamo di fronte ad un percorso, sul piano politico e culturale, che le mafie potrebbero leggere come una resa della Stato.  Lo diciamo con forza: di mafia si muore le istituzioni non riescono o non vogliono giungere alla verità, lasciando soli uomini che hanno avuto il coraggio civile di testimoniare nei processi. E mentre di mafia si muore io e altri testimoni di giustizia siamo in attesa di ricevere risposte dalla Commissione Centrale del Ministero degli interni  presieduta dal viceministro Luigi Gaetti. Chissà se ad arrivare per prima sarà la risposta della Commissione Centrale oppure la vendetta della mafia.

Sicilia. Dopo le calamità della settimana scorsa l’USB dei Vigili del Fuoco chiede il potenziamento del Corpo sull’Isola

L’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco chiede il potenziamento organico di uomini, mezzi e sedi del Corpo sull’Isola.

“La Sicilia e i siciliani – si legge nella lettera che il segretario regionale Diego Motisi ha inoltrato agli organi istituzionalmente competenti –  hanno vissuto nel giro di qualche ora momenti terribili e funesti. In totale 13 le vite spezzate e danni a strutture pubbliche e private da quantificare ma – aggiunge il segretario USB – sicuramente di parecchie decine di milioni di euro, una regione messa in ginocchio da un eccezionale evento meteorologico che ha investito la parte occidentale”.

Consci delle vulnerabilità idrogeologiche del territorio e della grande mole di lavoro a cui sono chiamati a svolgere i Vigili del Fuoco, l’Unità Sindacale di Base nella missiva che, tra gli altri è indirizzata anche al ministro dell’Interno e al presidente della regione siciliana, solleva le criticità del Corpo in materia di carenza di personale e  la questione del parco mezzi che secondo il sindacato sono oramai vetusti e numericamente inferiori a quelli necessari.

Inoltre, sempre secondo la segreteria regionale USB, le sedi  sparse sul territorio spesso non soddisfano i parametri stabiliti nel progetto “L’Italia in 20 minuti”.

“Gli ultimi eventi calamitosi – scrive la segreteria- hanno dimostrato che bisogna concretamente intervenire per la prevenzione e per rafforzare la macchina del soccorso siciliano”.

Forum per l’acqua pubblica, lettera aperta ai sindaci

Il prossimo 28 settembre l’Ati inizierà a discutere del tema della risoluzione del contratto di fornitura idrica con la Girgenti Acque. Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Agrigento Marcella Carlisi ha presentato una mozione per chiedere all’Amministrazione comunale “di orientare la propria azione verso la risoluzione anticipata della convenzione stipulata con il gestore del servizio idrico integrato e procedere verso la gestione pubblica del servizio idrico”. In vista della riunione di venerdì prossimo il forum siciliano dei movimenti per l’acqua ha scritto ai Sindaci della provincia di Agrigento , componenti dell’Assemblea Territoriale Idrica.

“Apprendiamo- SI LEGGE- che il gestore idrico Girgenti Acque già nel mese di maggio avrebbe diffidato in 90 pagine di atto responsivo l’ATI “ a non fare scelte in direzione della risoluzione”, stante che, secondo il gestore, “non sussistono i presupposti…non sussiste alcun inadempimento, tantomeno grave da parte del gestore che possa giustificare la risoluzione della convenzione di gestione”. Rimaniamo letteralmente allibiti! Non stupiti, perchè in questi anni Girgenti Acque ha superato la più fertile immaginazione nell’opporre le argomentazioni più fantasiose per mistificare i disastri prodotti. Quello che troviamo inaccettabile nel sentir dichiarare che non esiste alcuna inadempienza quando il disastro ambientale, il danno alla salute ed i continuativi disservizi subiti dai cittadini sono da anni sotto gli occhi di tutti,

Vi sollecitiamo inoltre a voler avviare tutte le procedure necessarie a stilare un Piano d’Ambito corrispondente alle effettive necessità dell’intera ex provincia, ed avviare le procedure per la costituzione di una Azienda speciale consortile, o di un Consorzio di comuni, cioè un Ente di Diritto Pubblico, che ricomprenda tutti i comuni della provincia al quale attribuire, come soggetto gestore, il SII nell’ambito provinciale.” L’auspicio del forum è “una accelerazione verso la risoluzione contrattuale e verso la gestione Pubblica”.

Monserrato, Marco Vullo: “via delle Egadi trasformata in pattumiera”

Il consigliere comunale di Agrigento, Marco Vullo, chiede al Sindaco e all’Assessore alla Ecologia, interventi urgenti in ordine allo stato di degrado, in cui versa la Via Delle Egadi nella frazione di Monserrato.

Vullo denuncia e scrive “ La Via Delle Egadi trasformata in una vera e propria discarica, alto rischio igienico sanitario per i residenti della zona”

Il consigliere , esponente del gruppo “Uniti per la Città”, continua affermando “ chi ha il dovere di intervenire lo faccia, i quartieri della città sono in ginocchio, il sindaco provveda immediatamente ad eliminare questa indegna situazione che vede Via Delle Egadi sommersa dai rifiuti”.

Carta e cartone non ritirari in via Bernini

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“Sono già trascorse due settimane e i residenti di Viale Gian Lorenzo Bernini, di Agrigento, continuano quotidianamente a rientrare e riuscire i mastelli della raccolta differenziata della carta e del cartone”. E’ quanto segnalato alla nostra redazione dagli stessi residenti della via Bernini.

“Inutili le segnalazioni- continuano gli agrigentini- inviate a mezzo mail chi di competenza, con tanto di documentazione fotografica allegata, ed inutili anche i tentativi di contatto con l’ufficio ambiente del comune di Agrigento, ove pare che i dipendenti, già alle 13.40, non rispondano più al telefono.

È opportuno dare una spiegazione a tutto quanto documentato e non solo segnalare sui social (da parte dei nostri amministratori) coloro che non rispettano le regole e l’ambiente lanciando e abbandonando i rifiuti per strada”.

Via Minerva nel degrado. Vullo: “il comune intervenga”

Marco Vullo, consigliere comunale di Agrigento, chiede al Sindaco e all’Assessore alla Ecologia, interventi urgenti sullo stato di abbandono, in cui versa la Via Minerva a monte della città , zona Rupe Atenea.

Vullo denuncia e scrive “Si registra con rammarico un assordante silenzio da parte degli organi comunali preposti, in primis dall’assessorato alla nettezza urbana e del Sindaco che sembrano aver dimenticato, le esigenze dei cittadini non solo quelli residenti nelle frazioni ormai abbandonate a se stesse, ma anche nel centro città nelle zone meno a vista si vive nel completo degrado e abbandono. “

Vullo conclude “ Rivolgo il mio appello agli organi competenti, al fine di provvedere con urgenza alla pulizia delle suddette aree a salvaguardia e tutela della salute pubblica ”

Viabilità, Uil lancia la proposta di una marcia “per i diritti di sopravvivenza”.

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Ha scelto di chiamarla ” una marcia per i diritti di sopravvivenza” la uil agrigentina l’iniziativa che propone per cercare , almeno vuole provarci, di scuotere gli animi delle autorità competenti sulla viabilità provinciale. Il segretario provinciale del sindacato, Gero Acquisto,  dice basta ad una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che adesso con viadotti chiusi, strade dissestate, ha raggiunto uno stato inaccettabile oltre che invivibile. La uil lancuia la proposta di una marcia per i diritti, che veda coinvolti gli agrigentini e le forze sane del territorio. “Ormai abbiamo chiaro che la situazione della viabilità nella nostra provincia- spiega Acquisto- ha bisogno di un cambio di passo, per sollecitare gli enti preposti a smuoversi concretamente, vedi Anas in  testa, con le ordinanze di chiusura o semafori o monocorsie. Ci stiamo abituando con troppa velocità a questo stato di cose drammatiche. Soprattutto, purtroppo e ancora, nulla sulle famose strade alternative, vie di fuga o viabilità complementare. Abbiamo visto in questi ultimi due anni che piega ha preso la situazione generale in provincia sulle strade di collegamento. Infatti, dal Petrusa nel novembre 2016, al Morandi nel marzo 2017 e ora anche la galleria Spinasanta, i tempi sono troppo lunghi e contestualmente di soluzioni alternative non ve ne sono state. Questo si è riverberato negativamente sui cittadini residenti di un’area vasta. Abbiamo visto che anche i tavoli tecnici non hanno dato risposte certe sui tempi della viabilità supplementare, adesso è chiaro che per sollecitare realmente gli organi preposti a intervenire bisogna scendere in piazza”. La Uil ricorda la marcia organizzata dell’arcidiocesi agrigentina sullo sblocco dei lavori della Cattedrale di Agrigento, dopo sette anni dalla chiusura: ” una marcia- scrive il sindacalista- che senza alcuna bandiera da parte di nessuno ha avuto il merito di accelerare e sbloccare progetto e finanziamenti.”

Galleria Spinasanta e viadotto Salsetto, tuona l’arcidiocesi

Crolli, viadotti pericolanti, strade interrotte e chiuse ai mezzi a due ruote, deviazioni: è questa la situazione della viabilità agrigentina. A seguito della chiusura della galleria Spinasanta la situazione, abbastanza critica, della viabilità della città di Agrigento, già interessata dalla chiusura del Ponte Morandi, la soppressione del ponte Petrusa che permetteva un alleggerimento del traffico veicolare da e per Favara, da e per il Villaggio Mosè, il Quadrivio e il centro città, è diventata pesantemente critica. Oggi il servizio di pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Agrigento, guidato da don Mario Sorce, si unisce alle voci di quanti, in questi giorni, auspicano che, chi di dovere e secondo le proprie competenze, trovi una celere soluzione al problema, proponendo una valida alternativa alla chiusura della galleria Santa Lucia per dirottare il traffico veicolare. “Quotidianamente- dice don Mario che è anche parroco della chiesa Sacro cuore di Gesù del Quadrivio Spinasanta- si registrano code eccessivamente lunghe e non pochi disagi per i cittadini, gli studenti e i commercianti della città senza dimenticare le ripercussioni sui comuni limitrofi quali Joppolo Giancaxio, Raffadali, Porto Empedocle. Auspichiamo inoltre che vertici Anas e comune trovino una soluzione alla viabilità anche per il tratto della SS.115, viadotto Salsetto (zon Ciuccafa) in cui il traffico veicolare viene gestito con impianto semaforico a senso alternato. “

Galleria Spinasanta, Confcommercio: “L’Anas ristabilisca subito viabilità alternativa”

Chiusura della galleria Spinasanta, non si fa attendere la “protesta” di Confcommercio. “L’imminente inizio delle scuole,  quando migliaia di ragazzi si sposteranno per andare a studiare nel capoluogo i quali poi, ovviamente, faranno ritorno a casa, dopo aver fatto i  conti con l’emergenza sulle nostre strade, con il viadotto Morandi chiuso e con il viadotto Salsetto a senso unico alternato da semaforo, e la zona del Quadrivio Spinasanta con una delle due gallerie chiuse”. “Anas – afferma Alberto Panarisi, vice presidente Confcommercio Agrigento – ristabilisca subito viabilità alternativa per limitare i disagi della galleria Spinasanta. Già oggi i disagi sono tantissimi con file chilometriche che stanno mettendo in ginocchio il traffico veicolare della città, sia in entrata che in uscita e con  la strada statale 118 che collega il capoluogo a Raffadali, difficile da raggiungere. Auspichiamo che Anas ponga presto rimedio a questa situazione, intanto per limitare i disagi occorre predisporre il doppio senso di marcia su una delle canne rimaste aperte, deviando il traffico in modo più razionale. Tra poco – conclude Panarisi  – cominceranno le scuole e si rischia la paralisi totale”.

Chiusura della galleria Spinasanta. Giuseppe Pane: “Ci metterete in ginocchio”

“Ci metterete in ginocchio”. Questo è il grido di allarme che Giuseppe Pane imprenditore di Raffadali , in rappresentanza di un cospicuo gruppo di commercianti ed artigiani di concerto con la Confesercenti provinciale, lancia per la chiusura della galleria Spinasanta direzione Raffadali.  “Già il nostro territorio – continua Pane –  è martoriato da una viabilità da terzo mondo, adesso questa scellerata decisione porterà al collasso tutti gli operatori economici dell’entroterra. Certamente la messa in sicurezza della galleria è priorità assoluta ma la regolare manutenzione dell’infrastruttura  nel corso degli anni avrebbe evitato tale disagio. In ogni modo si poteva valutare il doppio senso di marcia in una unica galleria. Ovviamente l’Anas, ente gestore, non si sogna di riunire in  un tavolo tecnico  i vari sindaci e le associazioni per cercare di trovare soluzioni che riducano al minimo il disagio”.

“Chi deve arrivare a Raffadali o In uno dei paesi dell’entroterra da Licata, – aggiunge Pane – e non conosce le scorciatoie, fidandosi delle sole indicazioni stradali, deve percorrere la ss115 dei scrittori, arrivare fino allo svincolo per la Favara nord/zona industriale essendo il viadotto Petrusa chiuso, ritornare in direzione Agrigento, infine vista la chiusura della galleria entrare ad Agrigento percorrendo la via Imera ed il quadrivio Spinasanta con attese che in orario di punta con le aperture delle scuole può far ritardare il percorso di almeno 60 minuti, un vero e proprio pellegrinaggio”.

“Non è assolutamente una condizione accettabile – conclude Giuseppe Pane – e alla luce di ciò chiedo per nome e per conto dell’imprenditoria locale, che una delegazione dell’Anas, incontri i sindaci dei paesi dell’entroterra coinvolti  e le associazioni con in testa Confesercenti, per trovare immediate soluzioni e date certe, dato che per come recita il comunicato, la data del 30 novembre si deve considerare solo per procedere ai rilievi, mentre eventuali interventi di manutenzione saranno successivi, dunque non traspare una reale data di riapertura della canna ammalorata. Confidiamo pertanto nel buon senso delle istituzioni e della politica per far sì che non si dia il colpo finale alla nostra già moribonda situazione mettendoci ulteriormente e definitivamente in ginocchio”.