Infiltrazioni mafiose al Comune di San Biagio Platani, le motivazioni della commissione prefettizia

Una situazione di “grave inquinamento e deterioramento dell’ente locale”, un sistema politico a disposizione della criminalità organizzata, un sindaco, Santo Sabella, che ricopriva un “ruolo attivo” in un sistema “caratterizzato dal ricorso costante a estorsioni e intimidazioni”. Sono questi alcuni dei passaggi della commissione prefettizia incaricata dal Ministero dell’Interno di vagliare la sussistenza delle infiltrazioni mafiose al comune di Santo Biagio Platani, sciolto per mafia ad inizio agosto.
Stando a quanto scrive la commissione era l’intero sistema politico del Comune a risentire di “un “condizionamento’” che si è concretizzato “nella inoperosità del Consiglio comunale ai fini dell’osservanza dei principi di legalità e della mancata attivazione dell’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo da parte dell’esecutivo (inteso come sindaco e giunta) ai fini della imparzialità e trasparenza della cosa pubblica. Il comportamento tenuto dai pubblici amministratori – dicono ancora – va ad inquadrarsi in un perdurante comportamento di passività, indifferenza ed acquiescenza in ordine alle attenzioni ed alle agevolazioni date, attraverso il sistema degli affidamenti diretti ed il ricorso alle procedure di somma urgenza”.  Dagli atti, dicono ancora, emergono “precise consequenzialità tra il contesto socio-criminale locale, i collegamenti diretti ed indiretti con esponenti della criminalità organizzata degli organi elettivi e le attività amministrative poste in essere che, per le loro deviazioni dai principi di trasparenza, imparzialità e correttezza delineano un complessivo forte ‘quadro presuntivo’ di illecite interferenze e ingerenze del crimine organizzato di stampo mafioso all’interno del Comune”.Se precisi sono i riferimenti all’ex sindaco Sabella (il cui nome è comunque spesso omissato) e ad una fitta rete di parentele con soggetti a volte poco “raccomandabili”, la commissione rileva anche come la mafia prosperi dove maggiore è il bisogno. Dicono, infatti, che dall’attività di verifica e dalle carte della stessa operazione “Montagna” getta luce “su un modo di essere della criminalità organizzata che si conferma caratteristico di questa parte del territorio agrigentino, tipico di un contesto socio-economico connotato da forti sacche di sottosviluppo, dove non possono trovare luogo le moderne e sofisticate metodologie adottate dall’organizzazione mafiosa dei grandi contesti urbani ed economicamente più ricchi, ma che piuttosto fa leva su una condizione endemica di assoggettamento e bisogno”.

 

Agrigento e la dura vita dei pedoni in via Esseneto

Con le casse di molti comuni asciutte le potenziali emergenze vengono sempre meno affrontate e in materia di salvaguardia della pubblica incolumità, anziché eliminare i pericoli, spesso si preferisce affidare alla segnaletica stradale il compito di avvisare la collettività che in quella zona sussiste un problema. Circostanza quest’ultima che in qualche modo “protegge” gli Enti Locali da eventuali responsabilità civili e penali.
Lo si è visto recentemente nella città di Agrigento dove attualmente ben 17 arterie urbane sono state interdette al passaggio dei mezzi a due ruote a causa del loro dissesto. Ma nella città dei Templi c’è di più. In Via Esseneto infatti, all’altezza del presidio dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il passaggio è addirittura vietato ai pedoni. Non si esclude che il divieto che si estende per decine di metri a ridosso del muro su cui sorge anche un istituto scolastico, sia dovuto proprio a problemi legati allo stesso muro. Nell’ottobre del 2011 un provvedimento simile era stato adottato dall’allora sindaco Marco Zambuto sempre nella stessa via ma nella zona di intersezione con la via Acrone, più a monte dunque e il motivo era proprio la pericolosità del muro, l’ordinanza emessa nel 2011 parlava di lavori di messa in sicurezza, la presenza odierna dei cartelli di divieto allora pone qualche interrogativo, soprattutto per chi in quel tratto di strada ci abita o ci lavora, ma anche per i tanti pazienti che si recano della sede dell’ASP. Come deve comportarsi il pedone? E ancora, il muro su quel tratto di strada è sicuro? Interrogativi che ovviamente inoltriamo agli organi istituzionalmente competenti.

Iacolino-Falzone: “In Sicilia la Migrazione irregolare è problema”

I consiglieri comunali di Agrigento Iacolino e Falzone intervengono sulla nave Diciotti e afferma: “Alla faccia dei buonisti dell’ultima ora in cerca di visibilità nell’Estate più controversa degli ultimi anni, la migrazione irregolare resta un problema serio per la Sicilia,anche in termini di sicurezza ed ordinata convivenza”. La nave Diciotti è a Catania ma sarebbe stata ad Agrigento se vi fosse stata ancora attiva la struttura di accoglienza dei migranti di Porto Empedocle. Troppi migranti in giro per la nostra città,indisturbati alla ricerca di piccole mance nei vari posteggi o di elemosine.

Pur nel rispetto della dignità umana-che va sempre tutelata- serve porre un freno alla gestione incontrollata dei flussi migratori illegali nel silenzio assordante dell’UE.

Il lavoro per i giovani e le risorse per le infrastrutture-e per sostenere i poveri sfollati di Genova-si possono recuperare, spendendo meno soldi per quei migranti che non hanno titolo ad approdare in Italia o che semplicemente si servono del nostro Paese per raggiungere i propri familiari altrove in Europa.

Guardiamo  pure cosa accade al molo di Catania-concludono Iacolino e Falzone-quando è tuttavia noto che spesso la migrazione irregolare si è trasformata in business, che sottrarre risorse economiche allo sviluppo della nostra Isola. “

Nuove modalita’ di prenotazione per ottenere la carta d’identita’ elettronica

A decorrere dal 24 agosto 2018  per il rilascio della carta d’Identità Elettronica (CIE)  i cittadini dovranno prenotare il proprio turno esclusivamente rivolgendosi all’addetto dell’Ufficio Prenotazioni, al primo piano della sede comunale di piazza Gallo ad Agrigento, oppure prenotarsi telefonando al numero 0922.590515 dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 12. Al momento della prenotazione verrà indicata la data e l’orario del giorno del ricevimento. Queste nuove disposizioni del Comune di Agrigento fanno capo alla legge N° 125 del 6 agosto 2015 che ha introdotto la nuova Carta d’identità elettronica (CIE). Al fine di attuare le disposizioni  normative è previsto un Portale istituzionale delle CIE (www.cartaidentità.interno.gov.it) all’interno del quale il cittadino troverà tutte le informazioni utili per la presentazione della domanda di rilascio della CIE e avvalendosi del portale ha la possibilità di prenotare l’appuntamento con gli uffici comunali ed indicare l’indirizzo di consegna della CIE. Essendo già operative le postazioni di lavoro il Comune di Agrigento rilascerà le nuove CIE solo su prenotazione e non più in formato cartaceo.

Tari 2014, Marcella Carlisi: ” una continua beffa”

Intervento di Marcella Carlisi, consigliere comunale del movimento 5 stelle di Agrigento, sulle bollete Tari 2014. “Dopo le file e il tempo perso per andare a discutere della TARES 2013 continua la sfida per il logoramento dei nervi degli agrigentini- scrive Carlisi-. La beffa, per la popolazione che vive ormai, soprattutto in alcune zone, a stretto contatto con la spazzatura, è quella delle bollette TARI 2014. Molti hanno già pagato, persino l’adeguamento che era stato preteso nel 2014, eppure sono costretti a recarsi di buon mattino a perdere una giornata di lavoro, o di quelle ferie agognate da un anno, per andare a reclamare contro bollette a defunti, sugli sconti della differenziata o che comprendono figli che, al tempo, dovevano ancora nascere.

Le cifre sono grandi o piccole. Molte sono sulle 30 € e qualcuno preferirà pagare piuttosto che perdere una giornata di ferie.

Per molti, spero siano sempre più, è diventata una questione di principio.

Anche agli utenti accorti che, dopo aver discusso per la TARES 2013, hanno chiesto informazioni per evitare eventuali differenze per il 2014 sono arrivate nuovamente le raccomandate e sarà necessario tornare negli uffici.

Ognuna di queste bollette rappresenta per il Comune un costo di spedizione, rappresenta del tempo che un impiegato dovrà impiegare per rapportarsi con un cittadino esasperato. Rappresenta il tempo di un cittadino per la ricerca delle ricevute, per la gestione dell’ ira e per andare a discutere l’errore. Rappresenta una potenziale perdita di credibilità per tutto il Comune, una perdita di credito nelle istituzioni che il cittadino sovvenziona per pagare servizi che non funzionano e mancanza di assistenza.

Le verifiche di legittimità della somma pretesa si devono fare negli uffici, non si può pensare di mandarle se si è consapevoli che, buona parte, sono errori. L’amministrazione ne è consapevole? È consapevole del potenziale danno erariale?

È consapevole del fatto che, pur avendo cittadini che vivono in questo Comune, richiedono documenti, residenza, vanno a scuola, muoiono, nascono e si sposano comunicando tutto al Comune non si è in grado scovare gli evasori veri ma si mandano bollette a caso e ad utenti che pagano regolarmente?

Il Consiglio è fermo, i lavori sono aggiornati al 28 ma bisognerebbe mettere anche in discussione questa vicenda e bloccare il fenomeno delle bollette pazze.

Sennò sarà rivoluzione.”

Imposta di soggiorno, incassati oltre 400mila euro nei primi sette mesi dell’anno

Imposta di soggiorno, il Comune incassa sempre di più. Se nei primi 6 mesi di applicazione dell’imposta, tra luglio e dicembre 2016 ci si fermò a quota 350mila euro circa, il Municipio certifica adesso, da gennaio a luglio, un introito di 401.450 euro in totale che potrebbe quindi quasi raddoppiare entro fine anno. Ogni mese, tuttavia, è una storia a sé: a gennaio e febbraio si è incassato rispettivamente 18.487 euro e 19.777 euro, mentre già a marzo le somme ricevute dall’Ente ammontavano a 42.625 euro, salendo poi a 74.527 euro ad aprile, a 99.853 euro a maggio, a 82.504 euro a giugno e 63.677 euro a luglio,
Ma questi soldi, quando e come verranno spesi? Perché possano essere impegnati nella loro interezza è prima necessario che l’Ente approvi il bilancio previsionale dell’anno in corso. In quella sede si andrà ad inserire un allegato che conterrà appunto l’indicazione di come utilizzare le somme. C’è solo un dettaglio: il bilancio, se andrà bene, arriverà a fine dicembre.
Da gennaio 2019 si potrà procedere solo in dodicesimi (quindi non accedendo all’intero incasso) fino a quando non si approverà il bilancio previsionale e via così chissà per quanto tempo. Insomma, si incassa, ma le risorse rischiano di restare a lungo non spese nella casse del Comune

Giuseppe Di Rosa (movimento mani libere): “Che fine hanno fatto i soldi della TASI?”

Riceviamo e pubblichiamo

NOTA STAMPA
Il consiglio comunale sa di essere responsabile dei bilanci di previsione e di quelli consuntivi e della eventuale distrazione di denaro pubblico per fini diversi da quelli per i quali vengono fatte pagare le tasse agli Agrigentini ???

Che fine hanno fatto i soldi della Tasi?
Perché il Comune non utilizza i 12 milioni incassati solo negli ultimi tre anni e destinati a finanziare la manutenzione del settore viario cittadino ed all’eliminazione delle buche?
Perché le somme non spese (circa 3 milioni e mezzo di euro ogni anno tra quelle stanziate) non sono state riportate nel bilancio dell’anno successivo come residuo attivo?
Che fine hanno fatto i soldi degli agrigentini?
Il sindaco chiarisca perché non è ancora oggi possibile garantire delle strade in uno stato di manutenzione almeno dignitoso pur continuando a mantenere la maggiorazione Tasi, che oggi serve solo per tappare i buchi di bilancio invece che quelli dell’asfalto.
#AgrigentoMeritaRispetto
Il Coordinatore
Giuseppe DI ROSA

Rischia di saltare il progetto di riqualificazione “Girgenti”

I fondi sono stati riprogrammati, rischia di saltare il progetto di riqualificazione “Girgenti” . Nel “Decreto Milleproroghe” approvato dalle Camere è stato inserito un vero e  proprio congelamento dei 2 miliardi di euro che 120 comuni avrebbero potuto usare per riqualificare zone periferiche degradate. I soldi, infatti, non sono stati eliminati, ma ridistribuiti. E’ lo Ministero dell’Economia a parlare infatti di “riprogrammazione”, sostenendo che “se ci sono buoni progetti verranno ampiamente recuperati nei prossimi anni”. L’esigenza centrale era quella di spendere, subito, le risorse in altro, approfittando del fatto che i soldi non erano stati ancora spesi dai comuni. E questo non perché, come si è tentato di veicolare, gli enti non abbiano voluto usarli, ma semplicemente perché le convenzioni con il Governo sono state firmate solo a partire da aprile. 

Nuove disposizioni per il rilascio della carta di identità elettronica.

Lunghe file , cittadini esasperati: l’entrata in vigore della nuova carta d’identità , quella elettronica, ha esasperato negli ultimi tempi i cittadini di Agrigento costretti a prendere posto già alle 5 del mattino per poi , in molti casi, non riuscire a raggiungere l’obiettivo: ottenere il documento di riconoscimento. Adesso arrivano nuove disposizioni: è stato previsto un portale istituzionale delle carte di identità elettroniche, all’indirizzo internet www.cartaidentita.interno.gov.it all’interno del quale il cittadino troverà tutte le informazioni utili per la presentazione della domanda di rilascio e, avvalendosi del portale, ha la possibilità di prenotare l’appuntamento con gli uffici comunali ed indicare l’indirizzo di consegna della CIE. L’amministrazione comunale di Agrigento informa che a tal fine, il comune di Agrigento, dal 3 settembre prossimo, per richiedere la carta di identità elettronica, attiverà il servizio di prenotazione on line realizzato dal Ministero dell’Interno. Per fissare un appuntamento con l’ufficio anagrafe, sito in Piazza Gallo (Via Atenea), sarà necessario collegarsi al portale del ministero dell’interno “carta di identità elettronica – agenda on line – accesso per il cittadino” e seguire le indicazioni. Non sarà più possibile richiedere la CIE con una modalità diversa . Per l’utenza è a disposizione un call center con numero telefonico 0922/590506 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.00, per la guida all’accesso e registrazione al portale del ministero.Situazioni particolari potranno essere segnalate inviando una richiesta email a: prenotazioni.cie@comune.agrigento.it Si potrà fruire del servizio a domicilio, presentando la richiesta allo stesso indirizzo mail, o nelle anagrafi decentrate di Fontanelle e Villaseta, riservato esclusivamente ai cittadini invalidi o con gravi problemi di deambulazione (dimostrabili). Orario apertura uffici al pubblico Lunedì dalle 8.30 alle 12.00; Martedì dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00, Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 8.30 alle 12.00. Il costo per il rilascio della CIE è di 22,20 euro in caso di primo rilascio, 27.60 euro per smarrimento, deterioramento, furto, variazioni anagrafiche. Il pagamento da effettuarsi obbligatoriamente prima del rilascio della CIE potrà avvenire solo tramite versamento su conto corrente postale numero: 12312922 intestato alla Tesoreria Comunale di Agrigento con la seguente causale “Versamento rilascio CIE”.

Marcella Carlisi: “I soldi per la manutenzione delle strade utilizzati per produrre fumo”

“Quanto stanzia per la manutenzione stradale questa amministrazione? Circa 300mila euro annuali!

Quanto richiede il servizio per la manutenzione? Il funzionario in Consiglio ha indicato circa 5 MILIONI di euro.

Soldi non ce ne sono, benché si continuino a pagare grosse tasse comunali.” E’ , in sintesi, il contenuto di una nota stampa del consigliee comunale del movimento 5 stelle di Agrigento, Marcella Carlisi. “Quando i soldi ci sono, però, che fine fanno?” , chiede ancora Carlisi che continua “Vi erano 470mila euro a disposizione di questa amministrazione da utilizzare per lavori di riqualificazione del patrimonio viario come da nota provveditoriale del settembre 2016 che richiedeva la contrattualizzazione delle somme entro la fine di Novembre 2016. Ebbene a Settembre 2016 ha deciso di dedicare la maggior parte della somma per riqualificare piazzale Giglia. Stiamo parlando di oltre il 75% della somma mentre con il resto si cercherà di tamponare alcune situazioni di emergenza stradale”, conclude Carlisi.

Non hanno fornito chiarimenti sui bilanci 2017, commissari per 29 Comuni.

C’è anche il comune di Agrigento tra i comuni che avrebbero dovuto fornire chiarimenti sull’approvazione del bilancio consuntivo 2017 entro fine aprile scorso e per questo è in arrivo il commissaio ad acta. Sono una trentina i Comuni dell’agrigentino, alcuni ancora alle prese con i consuntivi del 2016 , nei quali arriveranno i commissari per il rendiconto dell’anno scorso.In molti casi, non hanno nemmeno iniziato le procedure per la trattazione dello strumento finanziario. I provvedimenti, che su base regionale riguardano decine di comuni in tutta l’Isola, sono stati firmati dall’assessorato regionale agli Enti locali individuando tutti i municipi che, sebbene ufficialmente intimati, non abbiano provveduto ad inviare alla Regione Siciliana gli atti comprovanti l’adozione dello strumento finanziario. In sintesi: nel lungo elenco realizzato potrebbero rientrare anche Enti che in realtà hanno approvato lo strumento, ma semplicemente non lo hanno comunicato. Per questo i commissari, avranno in una prima fase l’onere di verificare questo specifico aspetto e, solo successivamente, insediarsi.Stando all’elenco dell’Assessorato, i commissari sono stati nominati oltre che per il comune di di Agrigento anche per Bivona, Cammarata, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Grotte, Lampedusa e Linosa, Licata, Menfi, Montallegro, Montevago, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Santo Stefano Quisquina, Sciacca e Siculiana.

Hamel: “raddoppiati i quantitativi di raccolta di carta e cartone”

Ad Agrigento la raccolta mensile della carta è passata da 80 tonnellate del mese di febbraio a 140 del mese di giugno. Il cartone invece è passato da 50 tonnellate a 95 negli stessi mesi. Sono i dati forniti dal Comieco, il consorzio che presiede al controllo della raccolta della carta e del cartone, all’assessore comunale all’Ambiente Nello Hamel relativi al primo semestre di raccolta differenziata del Comune di Agrigento. Abbiamo riscontrato – dichiara l’assessore Hamel – una consistente crescita del quantitativo della raccolta di carta e cartone e nello stesso tempo la necessità di migliorare i livelli qualitativi dei conferimenti relativi alla raccolta della carta nei cittadini e in altre utenze quali le strutture turistiche, gli uffici pubblici e le grandi comunità mentre il livello qualitativo del cartone risulta ottimale”. La proiezione per il 2018 – continua l’assessore all’Ambiente – vede il Comune di Agrigento attestarsi su un obiettivo pro-capite di 41 chili per abitante rispetto ai 14 chili del 2017″. L’amministrazione comunale ha quindi deciso di avviare una fase di controllo rigoroso sui conferimenti di carta da parte dei cittadini e delle grandi utenze e nello stesso tempo, per ovviare al problema legato alla qualità, di attivare le procedure di selezione in piattaforma per fare ritornare il prodotto in prima fascia. “Si tratta di una soluzione transitoria – ha spiegato Hamel- che determina un costo aggiuntivo. I cittadini dovranno collaborare attivamente conferendo la carta in modo corretto”.

Nuova oridinanza rifiuti ad Agrigento. Clamoroso “autogol” dell’assessore Hamel

Caos rifiuti ad Agrigento, l’assessore comunale all’Ecologia Nello Hamel ha incontrato una delegazione di cittadini che hanno esposto all’amministratore, a cui comunque va dato atto della diponibilità al diaologo, tutti i problemi che anche fuori dai contesti istituzionali sono ovviamente noti a tutti.

Dall’incontro che si è svolto nei locali dell’ex collegio dei padri Filippini ciò che è emerso è quello che in gergo calcistico si definirebbe un “clamoroso autogol” del difensore Hamel.

In risposta ad un medico, che chiedeva lumi sugli orari estivi di esposizione dei mastelli previsti dall’ordinanza sindacale numero 99 dello scorso 5 luglio, l’assessore comunale all’Ecologia ha infatti ammesso che il proveddimento, specie nella parte relativa agli orari, dovrà essere modificato perché “è stato redatto da un tecnico che non vive la realtà di Agrigento”. Avete capito bene, l’assessore Hamel ha in pratica aperto alla possibilità di modificare l’ordinanza ma ha, forse involontariamente, reso pubblico un passaggio a nostro avviso abbastanza grave. Cerchiamo di fare un excursus dell’ordinanza sindacale in questione. Partiamo dalla definizione giuridica di ordinanza che in diritto amministrativo, è un provvedimento restrittivo con cui la pubblica amministrazione, in questo caso il sindaco, a seguito di una scelta discrezionale o di un accertamento, impone nuovi obblighi giuridici al destinatario, ovvero i cittadini.

L’obbligo del destinatario di osservare l’ordine imposto è talvolta ben determinato e la sua inosservanza prevede le sanzioni. Nel caso di specie, l’oridinanza è stata proprosta dal Titolare Area Posizione Organizzativa del settore: Sanità, Ecologia, Energia Gaetano Greco ed ha goduto del parere favorevole del dirigente ad interim dello stesso dipartimento comunale, ovvero Gaetano Di Giovanni. Documento poi che è stato portato sulla scrivania del sinacao che ha emanato l’ordinanza. Sapere oggi che il provvedimento ristrettivo, che comunque non è stato ancora né mdoficiato né revocato, per molti, potrebbe apparire come un documento che è stato copiato da altre realtà territoriali e imposto ad una città diversa da quella per il quale è stato pensato. Ovviamente questa è solo una ipotesi.

Non soddisfatto della rispsota al suo quesito si è detto il medico che aveva chiesto spiegazioni sugli orari di esposizione dei mastelli.

Durante l’incontro si è parlato anche dello stato di degrado generale in cui versa la città e dell’opportunità di alcuni cittadini di sceliere se continuare a pagare il tributo in assenza del corrispettivo servizio.

Per la cronaca, l’assessore Hamel ha avvisato i cittadini dell’aggiudicazione del nuovo appalto e che i problemi, secondo l’amministratore, potrebbero risolversi in autunno.

Differenziata ad Agrigento, formalizzato l’esposto

Visita in Procura del Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, dell’assessore comunale all’ambiente Nello Hamel e del segretario comunale Michele Iacono per formalizzare l’esposto per “interruzione di pubblico servizio” sui disservizi che negli ultimi giorni ha riguardato la raccolta differenziata dei rifiuti.

I due amministratori e il funzionario hanno esposto le loro ragioni al procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, prima del vertice che ha visto raggruppare sigle sindacali, imprese e amministratori.

L’obiettivo è quello di dare maggiore decoro urbano attraverso un potenziamento dei servizi ed evitare così rischi igienico-sanitari. Per il primo cittadino Firetto, il potenziamento dovrà riguardare i servizi ai commercianti, nonché, ad esempio, il ritiro dei pannoloni.

Caos rifiuti ad Agrigento, il sindaco Firetto si scusa con la città e i turisti. Per Carlisi (M5S) è “Fumo negli occhi”

Caos differenziata ad Agrigento, il sindaco Lillo Fitetto si scusa per i disservizi “Chiedo sinceramente scusa – dichiara Firetto – ai miei concittadini e ai turisti che numerosi stanno soggiornando nella nostra città”. Il primo cittadino comunque non si assume le responsabilità dei disagi puntando l’indice sugli operatori ecologici. “Il servizio di raccolta – ha aggiunto il sindaco – ha subito pesanti disservizi a causa di una ulteriore iniziativa di agitazione da parte dei lavoratori della nettezza urbana, dipendenti del raggruppamento di imprese che gestisce il servizio di igiene ambientale . Il Comune – ha detto ancora Firetto – non ha, ad oggi, nessuna inadempienza nei confronti della ditta appaltatrice”.
Intanto, mentre la città è letteralmnete in ginocchio lo stesso Firetto unitamente a l’assessore Hamel e al segreteraio generale del Comune Iacono si sarebebro recati in Procura per denunciare i presunti disservizi creati.
L’emergenza rifiuti che nella città dei Templi si è intensificata a seguito della chiusura della discarica di Siculiana, non è comunque una novità, i disagi infatti sono iniziati con l’avvio del servizio di raccolta differenziata.
Alle scuse di Firetto replica il consigliere comunale Marcella Carlisi che definisce l’intervento del sindaco “Fumo negli occhi”

“Le colpe – dice Carlisi – per il progetto sottodimensionato, il mancato controllo, il mancato avviso dell’imminente inizio della differenziata alle grandi utenze (tra cui carcere e ospedale), la chiusura delle isole ecologiche, la mancanza di regole certe per l’effettuazione e la fruizione del servizio attraverso un apposito regolamento non si possono addebitare a ditte e lavoratori e nemmeno agli “incivili”. C’è bisogno di un vero mea culpa. Agrigento – conclude il consigliere del Movimento Cinque Stelle – ha bisogno di un’amministrazione che affronti le proprie responsabilità e non vi si sottragga”.