Lotta senza tregua ai “furbetti” della luce.

Proseguono senza sosta le verifiche dei Carabinieri in tutta la provincia, finalizzate a scovare furti di energia elettrica.

A Campobello di Licata, è stato arrestato un bracciante agricolo romeno, 58 enne. L’uomo aveva effettuato un allaccio abusivo alla rete elettrica per alimentare gratuitamente la propria abitazione. Stessa sorte è toccata ad un altro romeno 31 enne, domiciliato sempre a Campobello di Licata. A Sambuca di Sicilia , sono invece finiti in manette due stranieri, un marocchino 58 enne ed un romeno 29 enne anche loro scoperti ad alimentare l’ abitazione di residenza con un allaccio abusivo alla rete elettrica.   Per tutti, è stata contestata l’accusa di “Furto aggravato”.

“Scuole sicure”: trovati “spinelli” al “Nicolò Gallo” di Porto Empedocle.

Sono la strada verso le droghe pesanti. Da anni vengono promosse ricerche nei laboratori di mezzo mondo per individuare gli effetti a lungo termine dell’uso di cannabis in età giovanile. I pareri sono discordanti, ma esiste da parecchio tempo la teoria, ovviamente comprovata da attenti esami, che chi fa uso di marijuana e dei suoi derivati prima dei sedici anni si esponga maggiormente al rischio di danni cerebrali permanenti e abbia una significativa incidenza di disordini di tipo psichiatrico.

Nonostante le campagne e gli studi, sono tanti, troppi i giovani che ne fanno uso. A confermarlo i risutati dell’operazione scuole sicure della polizia di Stato in alcune scuole agrigentine che continua e non si fermerà. Anche all’istituto Nicolò Gallo di Porto Empedocle sono stati trovati spinelli. Gli agenti hanno potuto usufruire dell’ausilio delle unità cinofile della Guardia di finanza. Durante i controlli il cane antidroga “Eschilo” ha ritrovato due “spinelli” . Nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata nell’abitazione di un giovane empedoclino con l’ausilio del cane “Eschilo” in dotazione ai militari della Guardia di finanza, sono stati ritrovati 44,30 grammi di sostanza stupefacente del tipo “hashish” e strumenti atti al taglio ed al confezionamento dello stupefacente. A.G., queste le iniziali dello studente, che è stato denunciato per il reato e detenzione di sostanze stupefacenti.

Carenze ed esche per topi al Sert, inibita la struttura di via Imera

I locali al piano terra – quelli che ospitavano il centro diurno e il centro di salute mentale – sono stati già inibiti. E s’è dato il via per il trasferimento alla Cittadella sanitaria del viale Della Vittoria. Il Sert – che si trova invece al primo piano – verrà spostato nei prossimi giorni. A determinare inibizione e trasferimenti è stato – nello stabile di via Imera, nel centro di Agrigento, – il controllo eseguito dal Nas di Palermo. Un “blitz” effettuato dopo aver ricevuto segnalazioni di organizzazioni sindacali e di cittadini su presunte carenze. Pare che siano state riscontrate le carenze già evidenziate lo scorso maggio e che, in più, i carabinieri abbiano trovato una trappola e delle esche per roditori. Sono state fatte le varie contestazioni per le carenze riscontrate. In autotutela, il responsabile del dipartimento competente avrebbe – secondo quanto è stato ricostruito dai militari dell’Arma – firmato un provvedimento di inibizione.  Il Nas informerà – dei controlli effettuati – l’Autorità giudiziaria.

Controlli nel week end: Trovati spinelli e multati i conducenti indisciplinati.

Per tutto il fine settimana, i Carabinieri di Agrigento hanno passato al setaccio il litorale di san Leone. Numerosi posti di blocco hanno realizzato una vera e propria cinturazione di tutto il litorale, allo scopo di identificare chiunque passasse da quelle parti, soprattutto nelle ore notturne, anche per disincentivare eventuali “topi di appartamento” intenzionati a colpire in zona. I risultati non si sono fatti attendere. In due giorni di attività, sono stati passati al vaglio delle banche dati un centinaio di persone, in alcuni casi soggetti noti alle forze dell’ordine e una cinquantina di veicoli, su cui sono state svolte perquisizioni e controlli ai sensi del codice della strada. Come sempre, non è mancato il presidio sul lungomare, con il risultato di scongiurare completamente la presenza di venditori abusivi di merce contraffatta e di parcheggiatori abusivi. Non sono mancati, inoltre, i rinvenimenti di dosi di stupefacente per uso personale, con la conseguente segnalazione all’Autorità prefettizia. Particolare attenzione infine è stata riservata alla sicurezza nella condotta di guida da parte degli automobilisti, nei confronti di alcuni dei quali sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di circa 1500,00 euro, principalmente per uso del telefono cellulare nella conduzione del veicolo e per guida pericolosa. I controlli proseguiranno in città anche nei prossimi giorni.

Blitz al liceo “Odierna”: sequestrata “roba”, Auriemma incontra il provveditore

Una fuga sui tetti della scuola probabilmente per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Succede anche questo durante l’operazione “Scuole Sicure” condotta dalla Polizia di Stato negli istituti scolastici dell’agrigentino. Il video è stato pubblicato sui sociale da un coetano del fuggitivo. E i controlli non si fermano. Dopo Agrigento e Licata , la polizia è stata anche a Palma di Montechiario e i risultati, purtroppo, non sono mancati. Gli agenti insieme alle unità cinofile della Guardia di Finanza, hanno controllato gli studenti del Liceo Scientifico “Odierna”. Nell’area esterna antistante la scuola è stato ritrovato ualche grammo di stupefacente. Un giovane è stato segnalato all’autorità amministrativa. “Nel corso dell’operazione “Scuole Sicure”- fanno sapere dalla Questura di Agrigento- abbiamo riscontrato un’ampia collaborazione da parte dei Dirigenti Scolastici che hanno manifestato apprezzamento e gratitudine per la costante azione delle Forze di Polizia negli istituti scolastici e nelle aree circostanti, volta a frenare il fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti, rendendosi disponibili alla più ampia collaborazione”.Il questore ha incontrato il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Agrigento, Raffaele Zarbo, alla presenza anche del capo di Gabinetto Carlo Mossuto e del dirigente dell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico Francesco Sammartino, responsabile operativo dei servizi svolti ad Agrigento. “E’ stato deciso di intraprendere, da subito, un percorso educativo, condiviso e virtuoso, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, del personale amministrativo delle scuole e delle famiglie che culminerà in una prossima conferenza di servizi con tutte le componenti del mondo scolastico e che vedrà anche la partecipazione diretta della polizia di Stato” – ha concluso la Questura –

Sequestrata altra “roba”

Ci sono ragazzi che già all’ultimo anno delle medie hanno avuto un primo contatto con gli spinelli e che quando arrivano alla scuola superiore sono già “pronti” anche a fare il salto di qualità. Un vero e proprio allarme che desta sempre più preoccupazione.

Nei giorni scorsi, ad Agrigento, la polizia ha controllato due istituti scolastici . Il controllo ha consentito il rinvenimento di una trentina di “spinelli” abbandonati in prossimità degli istituti scolastici ed alla segnalazione alla locale Prefettura di uno studente, quale assuntore di sostanza stupefacente tipo “hashish”. Da Agrigento a Licata. Anche i poliziotti del commissariato di Licata, in collaborazione con il personale della Guardia di finanza e con “Tasco” – l’unità cinofila – al seguito, hanno controllato, l’istituto “Filippo Re Capriata” – che ospita l’alberghiero e l’istituto tecnico commerciale – e il liceo scientifico “Linares”. I poliziotti hanno sequestrato un involucro di cellophane che conteneva ben 10 grammi di marijuana. Un involucro che, una volta aperto, sarebbe dovuto servire per smistare – spacciare – lo stupefacente. L’operazione – denominata “Scuole sicure”, rientra nel vasto piano finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti in prossimità delle scuole, disposto dal questore Maurizio Auriemma.Due gli studenti che sono stati segnalati – quali consumatori di droghe – alla Prefettura di Agrigento.

 Sbarco “amaro” per un migrante a Porto Palo di Menfi.

Era ricercato su tutto il territorio nazionale. Dopo lo sbarco, è finito in manette un migrante tunisino 49 enne. L’uomo è giunto nelle acque del lido di Porto Palo, a Menfi, a bordo di un gommone insieme ad altri migranti di origine Tunisina.

Prima delle operazioni di identificazione da parte dei carabinieri , i soggetti sono stati sottoposti ai previsti accertamenti sanitari ma, il 49enne , appena terminata la visita medica, ha subito tentato di fuggire nei corridoi dell’ospedale di Sciacca, cercando di confondersi tra alcuni pazienti. È stato raggiunto e bloccato.

Dai successivi controlli incrociati effettuati nelle banche dati, i Carabinieri sono riusciti ad estrapolare un profilo dettagliato nei confronti dell’uomo che aveva cercato di dileguarsi, accertando che il migrante tunisino era ricercato su tutto il territorio nazionale in quanto responsabile del reato di “evasione”.

“Diplomat”, scoperto un sodalizio che si occupava dell’illecito rilascio di diplomi

L’hanno chiamata operazione “Diplomat”. Un’inchiesta che ha permesso di individuare – su tutto il territorio regionale – la presenza di un sodalizio criminale dedito alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica, con particolare riferimento all’indebito rilascio di diplomi di maturità. E il tutto sarebbe avvenuto grazie alla dimostrata ed incondizionata connivenza di pubblici ufficiali: preside e insegnanti ed incaricati di pubblico servizio, personale di segreteria appartenenti a quattro distinti istituti paritari.

In particolare, gli investigatori hanno controllato le attività di un centro d’istruzione, non riconosciuto dalle autorità scolastiche, che aveva base logistica a Ispica, nel Ragusano, e saldi rapporti – ha ricostruito il procuratore capo Luigi Patronaggio – con scuole paritarie della provincia di Agrigento – Licata e Canicattì – e Catania . Disposto il sequestro preventivo d’urgenza di 22 diplomi di scuola media superiore irregolarmente conseguiti nell’anno scolastico 2014/2015 da altrettanti soggetti.I dettagli dell’operazione “Diplomat” saranno resi noti domattina, alle 10, in Procura. 

“Scuole sicure”, scatta il blitz della polizia: controllati due istituti, sequestrati 30 spinelli

Controlli della Polizia di Stato nelle scuole in provincia di Agrigento. In particolare – nell’ambito di un servizio finalizzato al reprimere l’uso di sostanze stupefacenti – i poliziotti con l’ausilio di unità cinofile si sono recati all’ITC Foderà e all’Ipia Fermi di Agrigento.

Il controllo ha consentito il rinvenimento di una trentina di “spinelli” abbandonati in prossimità degli istituti scolastici ed alla segnalazione alla locale Prefettura di uno studente, quale assuntore di sostanza stupefacente tipo “hashish”

La costa Agrigentina è “accerchiata” dai barchini: sbarchi a Menfi e Lampedusa

Cinque tunisini sono sbarcati a Porto Palo di Menfi, mentre su Lampedusa è raffica di approdi: 4 i barchini arrivati per un totale di 33 persone. La costa Agrigentina è circondata, di fatto, da microscopiche “carrette del mare”.

I carabinieri hanno ritrovato sulla spiaggia di Porto Palo di Menfi una piccola imbarcazione che è stata utilizzata dai cinque migranti – verosimilmente tunisini – bloccati per strada proprio quando si stavano allontanando. 

A Lampedusa, invece, nelle ultime ore sono arrivati decine di giovani a bordo di barchini autonomi che sono sfuggiti al controllo. Dopo i tre barchini arrivati nelle ultime 24 ore, con 25 persone in tutto, nella notte sono arrivati sull’isola altri otto  migranti, tra loro anche una madre con il bambinO.

Week end di controlli

Cinque persone in manette e due denunce per detenzione di armi e droga. Sono soltanto alcuni dei dati arrivati dai controlli effettuati dai carabinieri nel trascorsio week end nel territorio agrigentino. Una ventina le sanzioni elevate , tra cui alcune per guida senza patente e per uso del telefono cellulare alla guida.   A San Giovanni Gemini un giovane 20 enne, studente, incensurato, è stato sorpreso con un grosso coltello a serramanico, della lunghezza di circa 20 cm. Il coltello è stato sequestrato e per il giovane è stata formalizzata una denuncia per “possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere”. A Ribera , i carabinieri hanno imposto l’alt ad un 48 enne del posto: dalla sua auto sono saltati fuori oltre 10 grammi di “Hashish” ed uno spinello, subito sequestrati. Sempre a Ribera è stato arrestato un 30 enne, originario di Milano, nei suoi confronti pendeva un provvedimento di carcerazione emesso dal Tribunale di Sciacca, dovendo scontare la pena di 3 anni di reclusione per “rapina”. E ancora a Ribera, arrestata per “evasione” una giovane 25 enne del luogo, pizzicata mentre si trovava a passeggio nonostante fosse sottoposta agli arresti domiciliari. A Favara sono scattate le manette ai polsi di un giovane 25 enne: nei suoi confronti pendeva un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale di Palermo, dovendo scontare la pena di 4 anni di reclusione per “Ricettazione e reati in materia di armi”. A Campobello di Licata, è finito in manette un giovane 18 enne, nei suoi confronti vi era un provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale dei minori di Catania, dovendo scontare la pena di due anni e mezzo di reclusione per “Rapina”. Stessa sorte è toccata a Canicattì ad un commerciante del posto 38 enne, il quale nel corso di un controllo di identificazione è risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Termini Imerese, dovendo scontare la pena di 4 mesi di reclusione per “Guida sotto l’influsso di sostanze stupefacenti”.

La madre muore e continua a incassare la pensione per tre anni, donna a giudizio per truffa

Incassa per tre anni la pensione della madre morta: un’indagine della Guardia di Finanza la scopre e una donna, Angela Maria Marracini, di San Biagio Platani, finisce a processo per truffa aggravata. Ieri mattina, davanti al collegio di giudici della seconda sezione penale, sono stati sentiti due sottufficiali della Guardia di finanza che hanno ricostruito le indagini.

Nell’aprile del 2009 la madre dell’imputata è morta ma la figlia, sostiene l’accusa, avrebbe effettuato solo una delle due comunicazioni ad Inps e Inpdap facendo cessare la pensione di invalidità ma non quella di vecchiaia.

 

Maxi piantagione a Ribera tra ulivi e fichi d’india

Nelle ultime ore, nel cuore delle campagne riberesi, fra alberi d’ulivo e fichi d’india, grazie anche all’intenso pattugliamento e sorvolo dall’alto, effettuato con un Elicottero dell’Arma, i Carabinieri avevano individuato una “strana” distesa di alte “piante verdi”.

Ed il sospetto si è subito rivelato fondato. Alle prime luci dell’alba, una trentina di militari dell’Arma della Compagnia di Sciacca (Ag) e della Tenenza di Ribera (Ag) hanno fatto irruzione in un vasto appezzamento di terreno, in Contrada Scirinda, in un vallone tra rocce e fitta vegetazione, scovando una maxi serra di “Marijuana” e sorprendendo sul posto un agricoltore del luogo e la moglie. I Carabinieri, al momento del blitz, si sono trovati davanti uno scenario da film. La strada di accesso ai terreni era costellata di varie telecamere, probabilmente al fine di avvisare il proprietario di eventuali sgraditi accessi.

Proseguendo tra arnie ed attrezzi agricoli, l’odore di Marijuana si faceva sempre più intenso. Di lì a poco, infatti, è saltata fuori una mega serra dotata di impianto di ventilazione ed illuminazione, all’interno della quale erano presenti in perfetto stato vegetativo oltre 150 piante di “Canapa indiana”, alte quasi tre metri, quasi tutte già fiorite e pronte per il cospicuo raccolto. Poco distante, i militari dell’Arma hanno scoperto anche un’altra serra, dedicata all’essicazione delle piante, trovando 40 chili di “Marijuana” già pronti per essere essiccati.

Questo lo spettacolo sul quale si sarebbe imbattuto un turista intento a fare trekking nella zona. Il bilancio dell’operazione, dunque, è stato di oltre Centocinquanta piante di “Marijuana” sequestrate, alte quasi tre metri, per un peso complessivo stimato di circa una Tonnellata. Alcune centinaia di migliaia di euro, il valore stimato di vendita, al dettaglio, della sostanza stupefacente recuperata, che verrà distrutta nei prossimi giorni.

Nei confronti della coppia di agricoltori, lui, S.C. 59 enne, già noto alle forze dell’ordine e lei, S. A. 48 enne, sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. L’Autorità Giudiziaria ha disposto la traduzione in carcere dell’uomo, mentre per la donna sono stati disposti gli arresti domiciliari.

I carabinieri tracciano il bilancio di quest’estate a San Leone

Un’estate intensa quella dei Carabinieri di Agrigento a San Leone che hanno messo in campo servizi di prevenzione ad alta visibilità, repressivi, di ordine pubblico e di vigilanza. Obiettivo principale: contrastare i fenomeni dell’abusivismo commerciale e dei parcheggiatori irregolari. Dopo tre mesi di presenza sul lungo mare, con il contributo della locale Polizia Municipale, arriva il bilancio. La presenza dei militari dell’Arma lungo ha limitato notelvolmente la grande massa di commercianti ambulanti che negli anni scorsi aveva invaso le strade del litorale San leonino. Inoltre, gli innumerevoli blitz svolti da Carabinieri in borghese tra le varie file di auto in sosta, hanno consentito di scovare in totale sedici parcheggiatori abusivi, sorpresi mentre effettuavano l’illecita attività, pretendendo l’obolo da turisti e cittadini che avevano parcheggiato l’auto. In tutto sono stati sequestrati circa 2.000 euro in contanti, trovati nelle tasche dei parcheggiatori abusivi. Nei loro confronti, inoltre, si è levata una vera e propria stangata, con oltre 20.000 euro di sanzioni pecuniarie.

Per l’operazione di prevenzione, in sintesi, sono stati impiegati 500 Carabinieri che hanno pattugliato intensamente l’area per oltre 3.000 ore, identificando e denunciando in totale all’Autorità Giudiziaria dodici venditori ambulanti irregolari, con il sequestro di un cospicuo quantitativo di merce contraffatta, elevando ulteriori sanzioni per circa 15.000 euro. Frequenti, inoltre, sono stati i blitz attuati con il supporto dei reparti speciali, che hanno permesso di eseguire verifiche per la tutela della salute dei consumatori ed il contrasto del lavoro irregolare. Il bilancio è di dieci attività di ristorazione controllate. In tre casi sono scattate le denunce e sanzioni per oltre 25.000 mila euro con il sequestro di circa un quintale di prodotti alimentari. In particolare, in occasione del festival dello “street food” svoltosi ad Agosto a San Leone, i Carabinieri hanno sequestrato circa 40 chili di carne in cattivo stato di conservazione, denunciando un iraniano 40 enne, titolare di uno stand dedito alla preparazione di panini e cibo da asporto.

Quanto invece al lavoro irregolare, durante le verifiche, in totale, sono stati scoperti 3 lavoratori “in nero”. 

“Guerra” ai B&B irregolari

Non solo scoprire gli abusivi ma anche , di cosenguenza, gli evasori. I poliziotti dell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura, da qualche settimana ormai, stanno controllando i B&B di Agrigento. E hanno scoperto che uno sue due è abusivo. Su una cinquantina di B&B controllati finora ben 25 sono risultati non in regola. In questura si è tenuto un tavolo di coordinamento sui b&b, presente tra gli altri, anche la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Entrate: verranno trasmessi a loro tutti gli incartamenti dei poliziotti delle “Volanti”. Il dilagante fenomeno delle strutture ricettive non autorizzate, di fatto, arreca un danno all’erario in termini di evasione fiscale, oltre che limitare l’attività investigativa dal momento che chiunque potrebbe trovare ospitalità nell strutture senza doversi necessariamente registrare, eludendo in tal modo i controlli di polizia anche in materia di antiterrorismo. Le strutture ricettive: hotel o B&B devono comunicare obbligatoriamente alla Questura le schede (nominativi e generalità) delle persone alloggiate. Lo stabilisce la normativa.  Ad Agrigento ci sono, parecchi B&B che o non sono registrati sul portale della Questura oppure, pur essendo registrati, non comunicano.