Furgoni sospetti, scatta il controllo: sequestrati 700 chili di pesce

Maxi sequestro da parte della Capitaneria di Porto e della polizia di Palma di Montechiaro. Gli uomini della Capitaneria di Porto di Empedocle hanno portato a termine una importante operazione di contrasto nei confronti della pesca abusiva di seppie. I militari, sono entrati in azione in seguito ad una comunicazione telefonica da parte della polizia di Stato pervenuta alla sala operativa della Guardia Costiera di Porto Empedocle, inerente la presenza di due grossi furgoni sospetti, sul litorale di Marina di Palma, che erano stati caricati con un ingente quantitativo di seppie. Al commissariato di Polizia di Palma si è proceduto ad una ispezione accurata del contenuto all’interno. Sono state rinvenute 108 cassette di seppie per un totale di 302 Kg sul primo mezzo e 127 cassette di seppie sul secondo mezzo per un totale di 389 Kg. Tutti i prodotti ittici sono risultati privi di tracciabilità. Il prodotto sequestrato, per un totale complessivo di circa 700 kg, verrà donato ad enti caritatevoli, come previsto dalla normativa in vigore.

Sorpresi dentro casa, fingono di essere i proprietari, facendosi trovare a letto: arrestati

Sorpresi dentro casa, fingono di essere i proprietari, facendosi trovare a letto. E accaduto a Ribera dove i carabinieri hanno arrestato due tunisini.

I militari della locale Tenenza erano stati chiamati da alcuni vicini di casa insospettiti dai rumori provenienti da un appartamento del centro. I Carabinieri sarebbero entrati silenziosamente nell’abitazione, iniziando ad ispezionare tutti locali. Giunti all’interno di una delle camere da letto, sotto le coperte di un letto matrimoniale hanno trovato due soggetti di origine tunisina. Alle domande dei Carabinieri, i due, dimostrandosi assonnati e quasi infastiditi per il controllo, hanno tentato di sostenere di essere i proprietari di casa e di stare riposando. È bastato ovviamente poco per contattare i reali proprietari dell’appartamento, per verificare l’ammanco di alcuni oggetti da casa e per far scattare le manette ai polsi dei due, che sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di tentato furto.

Sequestrato studio odontoiatrico

I carabinieri del Nas di Palermo hanno sequestrato – ad Aragona – uno studio odontoiatrico. Un quarantasettenne è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento. L’ipotesi è esercizio abusivo della professione medica. E altre due persone – l’amministratore unico e il direttore sanitario – sono state deferite per “concorso”: di fatto, secondo l’accusa, non potevano non sapere. Lo studio medico è stato sequestrato – dai carabinieri del Nas di Palermo, che hanno lavorato con la collaborazione dei militari della stazione cittadina, – con tutto il suo contenuto: quindi la tradizionale sedia utilizzata dagli odontoiatri e dentisti, i ferri e perfino una sorta di studio radiografico.   

 

Controlli antidroga della polizia di stato

Controlli antidroga della polizia i due istituti scolastici, al Fermi , nella zona industriale di Aragona e al Nicolà Gallo di Agrigento. Il cane antidroga “Eskilo” delle Fiamme Gialle ha segnalato , nelle vicinanze dell’istituto Fermi la presenza di 1, 6 grammi di hashish, 8,1 grammi di marijuana ed uno spinello. Anche al Nicolò Gallo è stata l’unità cinofila della Guardia di Finanza a trovare sostanza stupefacente: 8 grammi di hashish, un coltello da cucina con lama intrisa dello stupefacente ed uno spinello già confezionato. Inoltre il cane “Eskilo”ha fiutato ad uno studente la presenza di sostanza stupefacente: nella tasca del pantalone indossato dal giovane, è stata rivenuta una piccola quantità di stupefacente. Lo studente è stato segnalato all’autorità amministrativa quale assuntore. Controlli anche in Piazzale Rosselli, ad Agrigento, dove agenti della Volante avrebbero notato due extracomunitari con attenggiamento sospetto. I due immigrati avrebbero gettato un involucro contenenti meno di un grammo di eroina.

“Compà, hai fumo? Un pezzo quanto costa?”: giovane chiede droga a un carabiniere

Compà, hai fumo? Non ho tanti soldi. Un pezzo quanto costa?” Sono le domande che sono rivolte – da un giovanissimo – ad un carabiniere. Un militare dell’Arma, in borghese, che era in giro di perlustrazione fra piazza Ravanusella e via Atenea, ad Agrigento. Il giovane, chiaramente non sospettando minimamente che quello fosse un carabiniere, ha avvicinato l’uomo e gli ha chiesto del “fumo”. A tamburo battente, il carabiniere ha risposto dicendo: “Non vendo droga!”. Il giovane ha continuato a chiedere: “Non è che sai dove posso trovare un po’ di fumo?” Il carabiniere è uscito allo scoperto. Si è qualificato ed ha identificato subito il giovane.

San Leone, furto in un ristorante: malviventi in fuga

Avrebbero visto la porta di ingresso di un ristorante di San Leone aperta. Gli uomini dei Metronotte d’Italia, durante il normale giro di ispezione, hanno subito notato che qualcosa non andava ed hanno così allertato i militari i Carabinieri.

E’ accaduto nella notte fra martedì e mercoledì: alcuni malviventi sono riusciti a scappare non riuscendo a portare a termine il loro intent. Un “bottino” di pochi euro quello prelevato dalla cassa del ristorante prima della fuga. Probabile che ora vengano visionate alcune delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona per identificare i responsabili.

 Abbonamento pay tv casalingo in uso nei locali pubblici: 4 denunce

Avrebbero utilizzato un abbonamento per uso domestico in locali dove invece per la pay-tv è previsto un altro tipo di abbonamento commerciale. Sono in tutto quattro i casi scoperti dai Carabinieri nell’agrigentino dove all’interno di sale scommesse, bar e circoli, la visione della pay-tv era assicurata attraverso smart card per abbonamenti domestici. Inevitabile il sequestro dei decoder e la denuncia per i quattro titolari dei locali fra Porto Empedocle, Agrigento e Montallegro.

Allacci abusivi alla rete idrica ed elettrica, scattano 4 nuovi arresti

Non soltanto furti di corrente elettrica, ma anche di acqua. Il fenomeno – a Licata in particolar modo – sembra essere veramente dilagante. I carabinieri ieri hanno arrestato altre quattro persone. A finire ai domiciliari, per furto di acqua, sono stati due coniugi quarantenni residenti nel rione del Villaggio dei Fiori. I carabinieri hanno trovato, in questo caso, un allaccio abusivo alla rete idrica pubblica.

In contrada Piano Cannelle sono state invece arrestate due donne. In distinte abitazioni, facenti parte dello stesso immobile, i militari dell’Arma hanno trovato due diversi allacci abusivi alla rete elettrica pubblica. Ad essere arrestate sono state: una casalinga di 44 anni e un’altra di 33 anni.Anche loro, su disposizione della Procura, sono state poste ai domiciliari.

Due allacci abusivi alla corrente elettrica, li scoprono i carabinieri

Due allacci abusivi alla corrente elettrica, per alimentare gratuitamente altrettanti appartamenti, nello stesso immobile. A scoprirli, nelle scorse ore, sono stati i carabinieri della compagnia di Licata. Militari dell’Arma che hanno arrestato, per l’ipotesi di reato di furto aggravato, tre persone: una coppia di conviventi e una casalinga.

La verifica dei carabinieri è stata eseguita in uno stabile di via Gela, a Licata. Qui è stata accertata la presenza di due diversi allacci abusivi che alimentavano, gratuitamente, altrettanti appartamenti di corrente elettrica. E’ stata dunque arrestata una coppia: lui di 49 anni e lei di 52 anni, che vive in uno degli appartamenti, e una casalinga di 53 anni che risiede nel secondo appartamento.

Furto di acqua ed energia elettrica: cinque arresti nell’agrigentino

I carabinieri hanno arrestato, ai domiciliari, 5 persone con l’accusa di furto aggravato. A Porto Empedocle , i militari hanno scoperto che un 48 enne , per alimentare gratis di acqua la sua abitazione in via La Marmora, aveva realizzato un allaccio abusivo alla rete idrica. A Licata è stato scoperto un bracciante agricolo marocchino, 37 enne, il quale aveva effettuato un allaccio abusivo alla rete elettrica per alimentare gratuitamente di luce l’abitazione di residenza. Stessa sorte è toccata anche a tre operai romeni 40 enni, domiciliati a Campobello di Licata in via Paolo Rossi. Anche in questo caso, nel corso delle verifiche, è saltato fuori un allaccio artigianale alla rete elettrica pubblica.

Operazione “Movida sicura”. Schierata una task force dell’Arma

Una vera e propria task force dell’Arma, costituita anche da militari specializzati del Nucleo antisofisticazioni e del Nucleo ispettorato lavoro. Una trentina di Carabinieri si sono piazzati in vari angoli della città di Agrigento e soprattutto nelle aree più critiche e nel centro storico, presidiato in modo massiccio. In poche ore, sono state identificate circa 100 persone e nei numerosi posti di blocco effettuati, sono state elevate una decina di sanzioni al codice della strada, in particolare per guida pericolosa ed uso del telefono cellulare alla guida.   Lungo i vicoli del centro di Agrigento, durante le ore della movida, i Carabinieri hanno notato alcuni ragazzi con un atteggiamento sospetto. Dopo un primo controllo di identificazione, è scattata una verifica più approfondita, con delle perquisizioni. Dalle tasche dei pantaloni di due giovani, sono saltate fuori alcune dosi di “hashish” ed i due sono stati segnalati alla Prefettura in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti. Sotto la lente di ingrandimento dei Carabinieri, inoltre, sono finiti alcuni locali di intrattenimento ubicati nel centro storico e dediti alla somministrazione di alimenti e bevande. In un locale pubblico i Carabinieri del N.A.S e del N.I.L hanno scoperto che il titolare non aveva rispettato le necessarie condizioni igieniche per la preparazione degli alimenti ed aveva installato un sistema di videosorveglianza all’interno, senza autorizzazione. E’ stata accertata anche la presenza di due lavoratori in nero: è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale e la denuncia all’Autorità Giudiziaria per il gestore. In un altro locale del centro, lungo il viale della vittoria, i Carabinieri hanno accertato la mancanza dei sistemi di auto-controllo igienico-sanitario e la presenza di tre lavoratori in nero, disponendo anche in questo caso la sospensione dell’attività. Complessivamente, al termine delle verifiche sono state applicate sanzioni amministrative per un totale complessivo di circa 30.000 euro.

Raffica di controlli e posti di blocco ad Agrigento ed a Favara

Pattuglie piazzatte lungo le principali arterie stradali che conducono ai centri storici di Agrigento e Favara, perlustrazioni in piazze, luoghi di aggregazione, parchi urbani e nelle adiacenze degli esercizi commerciali. E’ il servizio scattato nel fine settimana predisposto dal comando Provinciale dell’Arma dei carabinieri di Agrigento. L’etilometro non ha risparmiato un 26 enne di Favara ed una ragazza 21 enne di Agrigento. Per i due giovani è scattato il ritiro della patente di guida e la denuncia per “Guida sotto l’influenza dell’alcool”. Durante un altro posto di blocco, è stato sorpreso alla guida un 40 enne agrigentino, risultato sprovvisto della patente di guida poiché già revocata: anche il 40enne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

A Favara, è stato identificato un gambiano 18 enne, apparso insolitamente nervoso: nelle tasche del suo giubbotto, i militari gli hanno trovato circa 4 grammi di “Hashish”, subito sequestrati. Per il giovane, è scattata la prevista segnalazione alla Prefettura di Agrigento, in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti.

Sempre a Favara, i Carabinieri della locale Tenenza hanno identificato un nigeriano 37 enne ed un ghanese 30 enne. Analizzando i loro documenti, i militari hanno scoperto che i due stranieri erano inadempienti all’ordine di lasciare il territorio dello stato italiano entro sette giorni. Per i due stranieri, pertanto, è stata formalizzata una denuncia all’Autorità Giudiziaria. Assieme ai due vi era anche una donna, 44 enne, nigeriana, nei cui confronti è stato accertato che era riuscita ad entrare nel territorio italiano sottraendosi ai controlli di frontiera: è stata decretata l’espulsione dal territorio nazionale.

Controlli in vari locali pubblici: quattro denunce e multe per oltre 1.000 euro.

Proseguono le verifiche dei Carabinieri finalizzate a scovare eventuali “furbetti” degli abbonamenti alle “pay tv”.

Tra Agrigento e Porto Empedocle controllati una decina di esercizi commerciali, tra sale giochi, pizzerie, circoli, internet point, bar e sale scommesse. I Carabinieri, hanno scoperto in una pizzeria di Porto Empedocle che i gestori utilizzavano le proprie smart card private per diffondere la visione degli eventi sportivi.

In una una sala scommesse, sempre a Porto Empedocle, si è accertata l’assenza delle necessarie autorizzazioni per svolgere l’attività. Al termine degli accertamenti, sono scattate complessivamente 4 denunce all’autorità giudiziaria per i gestori degli esercizi pubblici cui si aggiungono oltre mille euro di relative multe ed il sequestro delle smart-card impropriamente utilizzate.

Controlli durante il carnevale di Sciacca. In manette una donna sorpresa con un panetto di “Hashish”.

Controlli durante il carnevale di Sciacca. In manette una donna sorpresa con un panetto di “Hashish”. Nel centro storico, una pattuglia dei Carabinieri impegnata in un posto di blocco, ha notato un’auto che alla loro vista ha effettuato delle insolite manovre. E’ scattato immediatamente l’ALT. I militari dell’Arma hanno deciso di approfondire le verifiche e di effettuare una perquisizione. Dalla parte sottostante ad un sedile, sono saltate fuori alcune stecchette di “Hashish” del peso di circa 10 grammi ed oltre 2 grammi di “Eroina”. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, all’interno di un armadio nella camera da letto della donna, i militari hanno scovato anche un panetto di “Hashish” del peso di circa un etto, per il quale la casalinga non ha saputo fornire alcuna giustificazione.

La donna è stata arrestata e dovrà rispondere di “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

Scoperte e sequestrate tre discariche abusive

Un’area di 1.800 metri quadrati adibita a discarica di mezzi di veicoli. L’hanno scoperta i carabinieri in un deposito per la vendita di autoricambi nel licatese. Denunciati all’Autorità Giudiziaria i tre gestori del deposito per violazione della normativa in materia ambientale. Il controllo dei carabinieri è proseguito su alcuni siti e  piazzole di sosta di importanti arterie stradali della provincia. Lungo la statale 189 è stata scoperta un’area dove vi erano ammassati cumuli di spazzatura non differenziati per un totale di circa 10 tonnellate. L’area , ubicata tra il comune di Agrigento e quello di Aragona, estesa per circa 300 m.q., dopo essere stata delimitata, è stata subito bonificata da personale dell’A.N.A.S.

A Ravanusa, in contrada Romiti, i Carabinieri hanno sequestrato un’ altra area estesa circa 150 mq, ricadente sotto il viadotto San Riccardo, poiché adibita a  discarica abusiva di rifiuti speciali ed urbani.