Scoperti ed arrestati tre “furbetti” della luce

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Continuano le verifiche dei militari dell’Arma per scoprire eventuali furti di energia elettrica. Ad Agrigento, i carabinieri sono intervenuti in alcune abitazioni del centro storico ed all’interno di una di queste, hanno scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica realizzato dal proprietario, un 33 enne agrigentino, già noto alle forze dell’ordine, nei cui confronti sono subito scattate le manette.

Stessa sorte è toccata ad un pensionato 62 enne residente a Santo Stefano di Quisquina. A Sambuca di Sicili, è finito in manette un cittadino romeno 42 enne, bracciante agricolo, domiciliato nel centro storico del paese, sempre per un illecito allaccio alla rete elettrica.

Blitz antidroga dei carabinieri in un B&b

Blitz antidroga dei carabinieri in un B&b del centro storico di Agrigento che ha portato all’arresto di tre giovani agrigentini tra loro anche una minorenne. 4 chili di hashish, suddivisa in 39 panetti, è la quantità complessiva di sostanza scoperta e sequestrata. Con l’accusa di detenzione ai fici di spaccio sono finiti in carcere :Andrea Gueli di 26 e Amedeo Alex Ricci di 20 anni. La diciassettenne coinvolta invece è stata trasferita in una struttura per minori.

Carabinieri in azione nel licatese: cinque arresti

Un arresto per resistenza a pubblico ufficiale, un altro per evasione dai domiciliari e altri tre fermi rivolti a persone destinatarie di altri provvedimenti. Questo è il bilancio delle attività di controllo messe in atto dai Carabinieri sul territorio licatese. Sono state anche elevate sanzioni per violazioni al codice della strada, in particolare per uso del telefonino alla guida e per omesso utilizzo delle cinture di sicurezza.

A Ravanusa, un 39enne alla guida di un’Audi A3 non si è fermato all’alt imposto dai militari, ne è scaturito un concitato inseguimento per le vie del paese, al termine del quale il fuggitivo è stato raggiunto e bloccato. Dopo aver verificato i suoi documenti d’identità, l’uomo ha improvvisamente iniziato a strattonare i militari che si sono visti costretti ad arrestarlo per l’ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale.

 

Sempre a Ravanusa è stato fermato anche un bracciante agricolo trentottenne sul quale è risultato esserci un provvedimento di cattura emesso dalla Corte d’Appello di Milano: deve scontare un anno e 10 mesi di reclusione per associazione per delinquere. Entrambi i ravanusani sono stati portati al carcere.

A Licata invece un marocchino 34enne, risultato destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di La Spezia: deve scontare tre mesi di reclusione per il reato di lesioni. Anche lui è stato portato alla casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento.

A Camastra, è stato invece fermato un 56enne, canicattinese nei cui confronti pendeva un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari emessa dal tribunale di Agrigento per maltrattamenti contro familiari.

Infine A Palma di Montechiaro, nel corso delle attività di pattugliamento, i carabinieri hanno sorpreso a spasso un 50enne che invece avrebbe dovuto stare agli arresti domiciliari. E’ stato dunque arrestato per evasione.

Controlli e posti di blocco a Ribera e nel “belicino”.

Maxi controllo e posti di blocco a Ribera e nel “belicino”. Sei persone in manette ed una denunciata. Durante le attività, a Sambuca di Sicilia , i Carabinieri della locale Stazione hanno imposto l’alt ad un 26 enne romeno, apparso sin da subito molto nervoso. Dopo aver verificato i suoi documenti d’identità, i Carabinieri gli hanno chiesto di sottoporsi al test per rilevare il tasso alcolemico ed a quel punto il giovane ha improvvisamente iniziato a strattonare i militari, che si sono visti costretti ad arrestarlo per “resistenza a pubblico ufficiale” ed a denunciarlo per essersi rifiutato di sottoporsi ai previsti accertamenti, ritirandogli anche la patente di guida. Sempre Sambuca di Sicilia, è incappato ad un posto di blocco un 35 enne, venditore ambulante, risultato destinatario di un ordinanza di “Detenzione domiciliare” emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo per il reato di “Evasione”. A Montevago, è invece stato fermato un 31 enne del luogo, nei cui confronti pendeva un ordinanza applicativa della “Detenzione domiciliare” emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo per “Guida sotto l’influenza dell’alcool”.

A Ribera, nel corso delle attività di pattugliamento, i Carabinieri hanno sorpreso a spasso un disoccupato 32 enne residente a Sciacca, attualmente sottoposto agli arresti domiciliari, arrestandolo in flagranza per “Evasione”. E sempre a Ribera, i militari della locale Tenenza hanno acciuffato fuori dalla propria abitazione una giovane 28 enne, nonostante fosse sottoposta agli arresti domiciliari. La donna, pertanto, è stata arrestata per “Evasione” e riaccompagnata presso il suo domicilio.

Nel corso di un altro posto di blocco, infine, i Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno stretto le manette ai polsi di un 28 enne del luogo, sorvegliato speciale, in quanto è risultato destinatario di un provvedimento di “Detenzione domiciliare” emesso dal Tribunale di Sciacca per reati in materia di sostanze stupefacenti.

“Macellava clandestinamente carne di cavallo”, denuncia e sequestro

Macellazione clandestina. Macellazione di carne di cavallo. E’ questo quello che hanno scoperto, negli scorsi giorni, i poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro assieme ai funzionari dell’azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Un palmese di 57 anni è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura. L’ipotesi di reato contestata è lavorazione e macellazione abusiva di carne priva di segni di identificazione e di tracciabilità. Ben 75 i chili di carne equina sequestrati, carne per la quale è arrivato il via libera alla distruzione.I poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro, assieme all’Asp appunto, hanno fatto un blitz all’interno di un magazzino. E hanno trovato la carne – ben 75 chilogrammi – disossata, in un ambiente che, naturalmente, non aveva le necessarie e minime condizioni igienico-sanitarie. E’ proprio all’interno di quel magazzino – stando all’accusa formalizzata – che il cavallo sarebbe stato macellato.

Scoperto l’autore di una rapina ad un’anziana donna di Licata .

Svolta nelle indagini di una brutale rapina avvenuta per strada a Licata, ai danni di un’anziana donna del luogo. All’alba, i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un’Ordinanza di collocamento in apposita Comunità, emessa dal Tribunale per i Minorenni di Palermo, nei confronti di un sedicenne licatese, ritenuto responsabile di “Rapina aggravata”.

Il provvedimento giudiziario è giunto al termine di incessanti attività investigative avviate dai Carabinieri subito dopo la rapina subita da una pensionata 86 enne, avvenuta il 4 settembre scorso. La donna, mentre era a passeggio in pieno giorno, era stata improvvisamente assalita da un giovane a volto scoperto, che le aveva strappato letteralmente dal collo una collana d’oro, fuggendo subito dopo a piedi. La svolta nelle indagini si è avuta visionando le immagini di una telecamera, che ha immortalato gli attimi in cui l’ignoto giovane ha commesso la rapina.

Agrigento, abbandono rifiuti: scoperti 350 episodi

Maxi operazione dei carabinieri per il contrasto al fenomeno degli abbandoni incontrollati di rifiuti ad Agrigento. Le telecamere militari del centro Anticrimine natura e del comando provinciale hanno inchiodato alle loro responsabilità gli autori di oltre 350 episodi di abbandono di rifiuti, in gran parte privati cittadini. In 40 casi risultano coinvolti anche titolari di società ed enti. Sono state comminate sanzioni amministrative per complessivi 220mila euro, 10mila delle quali per abbandono di rifiuti pericolosi.
Sono stati inoltre denunciati all’Autorità Giudiziaria i titolari e legali rappresentanti di una quarantina di ditte gravitanti nel territorio Agrigentino, sorpresi mentre smaltivano illecitamente vari rifiuti. Tra i materiali abbandonati, in particolare, i carabinieri hanno rinvenuto amianto, solventi chimici ed organici, olii minerali, parti di autoveicoli, prodotti sanitari usati, prodotti per la verniciatura e lattoneria e pneumatici fuori uso

Differenziata: finito il periodo di ” tolleranza”

E’ finito ufficialmente ieri, il periodo di “tolleranza” che era stato concesso ai cittadini agrigentini che ormai dai primi di marzo, effettuano la raccolta differenziata. Da ieri, gli operatori ecologici, hanno iniziato a non raccogliere i rifiuti conferiti in maniera non conforme. In sostanza, devono essere seguite tutte le indicazioni contenute nelle brouchure informative date agli utenti al momento della consegna dei mastelli. La spazzatura deve essere esposta negli orari fissati nei mastelli del colore assegnato al tipo di rifiuto, giallo per la plastica, verde per il vetro, marrone per l’organico, grigio per il secco residuo e blu per carta e cartone. Fondamentale anche come i rifiuti vengono messi nei mastelli e cioè in sacchetti della giusta tipologia, plastica per la plastica, biocompostabile per l’organico, di carta per carta e cartone (per cui si può lasciare anche il rifiuto sfuso nel mastello blu) mentre il vetro deve essere lasciato assolutamente sfuso dentro il mastello verde. Il risultato è stato che in diverse zone della città, i cittadini hanno ritrovato i rifiuti non conformi, esattamente dove li avevano lasciati. Purtroppo, fino al pomeriggio, è stato preso atto, che in molti non avevano riportato in casa carta e cartone e in alcuni casi anche umido, lasciando il tutto davanti ai portoni, sui marciapiedi o addirittura lungo le strade di accesso. “Questa decisione – spiegano dalle imprese – è stata presa sia perchè sono ormai passati quasi 9 mesi dall’avvio del porta a porta, sia perchè il Comune ci ricorda spesso e volentieri di non fare deroghe ed eccezioni per chi non differenzia nella maniera più corretta. Lanciamo un appello a tutti gli agrigentini ad attenersi a quelle che sono le norme per una giusta raccolta differenziata lasciando la spazzatura dentro i mastelli negli orari fissati dai regolamenti comunali, con i sacchetti appropriati e senza mischiare i rifiuti in nessun modo”. Intanto ieri mattina, i sindacati di categoria degli operatori ecologici di Cgil, Cisl e Uil, hanno revocato le due ore di assemblea precedentemente indette.

Agrigento, eroina e hashish nella borsetta: arrestata 50enne alla stazione centrale

Gli agenti della Squadra Mobile , guidati da Giovanni Minardi, hanno arrestato una 50enne di Agrigento in flagranza di reato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio. La polizia è entrata in azione alla stazione centrale di Agrigento. Non appena fermata è subito scattata la perquisizione degli agenti che hanno trovato un panetto di hashish, tre dosi di eroina e tre flaconi di metadone. La donna, che trasportava la droga in borsa, deve rispondere del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

Il gip ha convalidato l’arresto e ha disposto per lei l’obbligo di dimora in città.

Trainavano un’imbarcazione con 68 migranti a bordo, arrestati sei presunti scafisti

Sono sei gli scafisti arrestati, nel corso di una complessa operazione. La Guardia di finanza ha catturato un peschereccio che rimorchiava migranti attraverso il Canale di Sicilia.

A bordo dell’imbarcazione vi erano in tutto 68 persone. Ad essere stati fermati sono stati sei componenti dell’equipaggio  del peschereccio trainava la carretta del mare. Alle sei persone è stato contestato il reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.

Agrigento: la Polizia ferma uno scafista

La Polizia di Stato ha arrestato un sudanese, 25 anni, ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché, in concorso con altri soggetti, trasportava nel territorio italiano altri diciassette cittadini extracomunitari a bordo di un natante in vetroresina della lunghezza di 5 metri, proveniente dal Nord Africa. Le attività investigative , avviate immediatamente dopo lo sbarco avvenuto a Lampedusa lo scorso 8 novembre , hanno fatto emergere che il fermato aveva condotto l’imbarcazione per tutta la durata della traversata in mare. Nel corso del procedimento penale risulta indagato anche un altro soggetto, di nazionalità algerina il quale, oltre ad utilizzare la bussola ed indicare la rotta da seguire, avrebbe anche rifornito il natante di carburante durante la navigazione.

Evade dai domiciliari e rapina una tabaccheria

Era entrato in una nota tabaccheria del centro di Canicattì armato di coltello e completamente incappucciato. Dopo aver minacciato il cassiere, ha arraffato tutte le banconote presenti all’interno del registratore di cassa, dileguandosi a piedi indisturbato. Il gestore della tabaccheria, non si è però perso d’animo ed ha dato subito l’allarme al “112”. I Carabinieri della Compagnia di Canicattì sono giunti sul posto, in piazza IV Novembre, con due gazzelle ed hanno immediatamente ascoltato alcuni passanti, effettuando un minuzioso sopralluogo sulla scena del crimine. Grazie alle testimonianze raccolte ed alla visione delle telecamere a circuito chiuso dell’esercizio commerciale, i militari hanno realizzato un identikit dell’autore del fatto, attivando le ricerche del fuggitivo. Dopo circa 20 minuti dal fatto criminoso, il mavivente , Vincenzo Tiranno, 37enne canicattinese, è incappato in un posto di blocco. Dalle tasche del giubbino è subito saltato fuori il bottino esatto dei soldi contanti che erano stati asportati dalla cassa della tabaccheria, circa 1150 euro. Il 37 enne è stato arrestato con l’assusa di “Rapina a mano armata” ed “Evasione”.Infatti, nel corso delle procedure di identificazione, è anche emerso che l’individuo in questione, Tiranno Vincenzo, era evaso dalla propria abitazione dove si trovava già agli arresti domiciliari. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 37 enne è stato subito trasferito in carcere.

Due arresti e tre denunce. Raffica di segnalazioni per uso personale di stupefacenti

Due arresti e tre denunce. Raffica di segnalazioni per uso personale di stupefacenti. È il bilancio dei controlli effettuati dai carabinieri nell’agrigentino. Identificate circa 150 persone, controllati oltre 100 veicoli. Sono state elevate una decina di sanzioni al codice della strada, in particolare per mancato uso delle cinture di sicurezza ed uso del telefono cellulare alla guida.   In particolare, ad Agrigento, durante un posto di blocco, i Carabinieri hanno arrestato un  21 enne in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Monza. Il giovane in questione, dovrà scontare due mesi di reclusione per un “Tentato furto aggravato” commesso nel dicembre 2016. Al Villaggio Mosè, è incappata ad un controllo di identificazione una pensionata 70 enne del luogo, risultata destinataria di un’Ordinanza applicativa della detenzione domiciliare emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, dovendo scontare la pena di otto mesi di reclusione per reati in materia di edilizia commessi nel comune di Lampedusa. Ancora al villaggio mosè, i Carabinieri hanno sorpreso e denunciato a piede libero un 57 enne già noto alle forze dell’ordine, trovato in possesso di coltello a serramanico di genere vietato e della lunghezza di 15 centimetri. Un 20enne empedoclino, fermato ad Agrigento è stato beccato senza patente di guida poiché mai conseguita. Stessa sorte per un 39enne. I controlli dei carabinieri si sono concentrati anche sull’uso di sostanze stupefacenti e non sono mancati i risultati. Ad Agrigento passando per Fabara, Porto Empedocle , Montallegro e Cattolica Eraclea sono stati diversi i giopvani di età compresa tra i 16 e i 23anni trovati in possesso di sostanza stupefacente.

Blitz dei Nas in piazzale Rosselli: sequestrata frutta, uova, noci e vino

I carabinieri del comando provinciale, insieme ai militari del Nas di Palermo, sono intervenuti – nell’ambito di un controllo sulla provenienza degli alimenti – a piazza Rosselli, ad Agrigento, dove sono ubicati due venditori ambulanti di frutta. I militari dell’Arma, dopo aver controllato il banco frutta in esposizione lungo la strada, hanno provveduto a sequestrate la frutta in vendita ma anche del vino imbottigliato in bottiglie di plastica e delle cartelle di uova la cui provenienza è al vaglio degli inquirenti.

Una sanzione è stata elevata ad uno dei commercianti in quanto sì ambulante ma sprovvisto di licenza per posto fisso.

Carne e pasta fresca in cattivo stato, scatta il sequestro in un ristorante

Cinquanta chili di carne e di pasta fresca in cattivo stato di conservazione. E’ questo quello che gli specialisti del Nas di Palermo e i carabinieri delle stazioni di Raffadali e Montaperto avrebbero trovato in un ristorante-pizzeria di Raffadali. I generi alimentari sono stati, come sempre avviene in questi casi, sequestrati, mentre il titolare dell’attività ristorativa è stato denunciato. Il controllo realizzato dai militari dell’Arma ha permesso di mettere la lente di ingrandimento su diversi esercizi commerciali della zona: bar, pizzerie, ristoranti.