Bivona. Violenta grandinata mette in ginochhio le aziende ortofrutticole

Nel primo pomeriggio di ieri, una violenta grandinata si è abbattuta su Bivona. Il maltempo ha investito il centro agrigentino nel periodo della raccolta delle famose pesche a polpa bianca che godono del riconoscimento I.G.P. Particolarmente colpite dall’intenso fenomeno atmosferico sono state le contrade San Leonardo, Cirasella e Canfuto. Migliaia di quintali di pesche sono state letteralmete forate dai grossi chicci di grandine caduti. Al vaglio delle associazioni di categoria la richiesta, alle autorità locali, dell’inoltro alla Regione del riconoscimento dello stato di calamità naturale. Sono bastati pochi minuti di grandine per vanificare un anno di duro lavoro e per le aziende ortofrutticole colpite i danni, in corso di quantificazione, sono ovviamente ingenti.

Nuova oridinanza rifiuti ad Agrigento. Clamoroso “autogol” dell’assessore Hamel

Caos rifiuti ad Agrigento, l’assessore comunale all’Ecologia Nello Hamel ha incontrato una delegazione di cittadini che hanno esposto all’amministratore, a cui comunque va dato atto della diponibilità al diaologo, tutti i problemi che anche fuori dai contesti istituzionali sono ovviamente noti a tutti.

Dall’incontro che si è svolto nei locali dell’ex collegio dei padri Filippini ciò che è emerso è quello che in gergo calcistico si definirebbe un “clamoroso autogol” del difensore Hamel.

In risposta ad un medico, che chiedeva lumi sugli orari estivi di esposizione dei mastelli previsti dall’ordinanza sindacale numero 99 dello scorso 5 luglio, l’assessore comunale all’Ecologia ha infatti ammesso che il proveddimento, specie nella parte relativa agli orari, dovrà essere modificato perché “è stato redatto da un tecnico che non vive la realtà di Agrigento”. Avete capito bene, l’assessore Hamel ha in pratica aperto alla possibilità di modificare l’ordinanza ma ha, forse involontariamente, reso pubblico un passaggio a nostro avviso abbastanza grave. Cerchiamo di fare un excursus dell’ordinanza sindacale in questione. Partiamo dalla definizione giuridica di ordinanza che in diritto amministrativo, è un provvedimento restrittivo con cui la pubblica amministrazione, in questo caso il sindaco, a seguito di una scelta discrezionale o di un accertamento, impone nuovi obblighi giuridici al destinatario, ovvero i cittadini.

L’obbligo del destinatario di osservare l’ordine imposto è talvolta ben determinato e la sua inosservanza prevede le sanzioni. Nel caso di specie, l’oridinanza è stata proprosta dal Titolare Area Posizione Organizzativa del settore: Sanità, Ecologia, Energia Gaetano Greco ed ha goduto del parere favorevole del dirigente ad interim dello stesso dipartimento comunale, ovvero Gaetano Di Giovanni. Documento poi che è stato portato sulla scrivania del sinacao che ha emanato l’ordinanza. Sapere oggi che il provvedimento ristrettivo, che comunque non è stato ancora né mdoficiato né revocato, per molti, potrebbe apparire come un documento che è stato copiato da altre realtà territoriali e imposto ad una città diversa da quella per il quale è stato pensato. Ovviamente questa è solo una ipotesi.

Non soddisfatto della rispsota al suo quesito si è detto il medico che aveva chiesto spiegazioni sugli orari di esposizione dei mastelli.

Durante l’incontro si è parlato anche dello stato di degrado generale in cui versa la città e dell’opportunità di alcuni cittadini di sceliere se continuare a pagare il tributo in assenza del corrispettivo servizio.

Per la cronaca, l’assessore Hamel ha avvisato i cittadini dell’aggiudicazione del nuovo appalto e che i problemi, secondo l’amministratore, potrebbero risolversi in autunno.

Lavori 640 : fino a settembre attive limitazioni al traffico

Per consentire la prosecuzione dei lavori di ammodernamento e adeguamento della strada statale 640 “Strada degli Scrittori” fino al 12 settembre prossimo, saranno attive alcune limitazioni al traffico sull’Autostrada A19 “Palermo Catania”, all’altezza dello svincolo di Caltanissetta. Lo comunica Anas.

 Nel dettaglio, limitazioni riguarderanno l’Autostrada A19 Palermo Catania, in prossimità dello svincolo di Caltanissetta : il flusso del traffico in direzione Palermo verrà deviato lungo la carreggia opposta (direzione Catania), allestita a doppio senso di marcia.

Caos rifiuti ad Agrigento, il sindaco Firetto si scusa con la città e i turisti. Per Carlisi (M5S) è “Fumo negli occhi”

Caos differenziata ad Agrigento, il sindaco Lillo Fitetto si scusa per i disservizi “Chiedo sinceramente scusa – dichiara Firetto – ai miei concittadini e ai turisti che numerosi stanno soggiornando nella nostra città”. Il primo cittadino comunque non si assume le responsabilità dei disagi puntando l’indice sugli operatori ecologici. “Il servizio di raccolta – ha aggiunto il sindaco – ha subito pesanti disservizi a causa di una ulteriore iniziativa di agitazione da parte dei lavoratori della nettezza urbana, dipendenti del raggruppamento di imprese che gestisce il servizio di igiene ambientale . Il Comune – ha detto ancora Firetto – non ha, ad oggi, nessuna inadempienza nei confronti della ditta appaltatrice”.
Intanto, mentre la città è letteralmnete in ginocchio lo stesso Firetto unitamente a l’assessore Hamel e al segreteraio generale del Comune Iacono si sarebebro recati in Procura per denunciare i presunti disservizi creati.
L’emergenza rifiuti che nella città dei Templi si è intensificata a seguito della chiusura della discarica di Siculiana, non è comunque una novità, i disagi infatti sono iniziati con l’avvio del servizio di raccolta differenziata.
Alle scuse di Firetto replica il consigliere comunale Marcella Carlisi che definisce l’intervento del sindaco “Fumo negli occhi”

“Le colpe – dice Carlisi – per il progetto sottodimensionato, il mancato controllo, il mancato avviso dell’imminente inizio della differenziata alle grandi utenze (tra cui carcere e ospedale), la chiusura delle isole ecologiche, la mancanza di regole certe per l’effettuazione e la fruizione del servizio attraverso un apposito regolamento non si possono addebitare a ditte e lavoratori e nemmeno agli “incivili”. C’è bisogno di un vero mea culpa. Agrigento – conclude il consigliere del Movimento Cinque Stelle – ha bisogno di un’amministrazione che affronti le proprie responsabilità e non vi si sottragga”.

Agrigento città sporca. Primo sussulto di dignità dei cittadini che rivendicano i propri diritti

Lo stato di degrado in cui versa attualmente la città di Agrigento che sta fortemente penalizzando anche gli operatori turistici del territorio è stato l’oggetto di un sit-in che ha poratato un gruppo di cittadini, operatori turistici e commercianti a rivendicare i propri diritti. Essendo la maggior parte residenti nel quartiere di San Leone hanno dovuto superare un dislivello di circa 267 metri per recarsi in piazza Pirandello. Uno spostamento non di massa, ma che alle nostre latitudini, rappresneta un sussulto di dignità non indifferente, risuscire a portare in piazza un gruppo di persone vessate che rivendicano i propri diritti, in Sicilia e specialemte ad Agrigento, può rappresentare un’ inversione di tendenza nella società che spesso, subisce in silenzio per poi affidare le revindicazioni ai discorsi da bar. Il sit-in di ieri, ha rappresentato anche la prima dimostrazione di intolleranza verso l’azione amministrativa dell’attuale giunta, un primo segnale lanciato dai cittadini al sindaco con la consegna di un articolato documento contenete 26 richieste, niente di straordinario, che sia chiaro, i cittadini rivendicano servizi di ordinaria amministrazione. Una delegazione composta da cinque persone è salita a Palzzo dei Giganti, una riunione fiume, circa tre ore, durante il quale i delegati hanno messo sul tavolo, le tante problematiche chiedendo al sindaco Lillo Firetto e all’assessore all’Ecologia Nello Hamel, di assumersi le repsonsabilità dei danni, soprattutto di immagine, che l’attuale situazione di degrado, starebbe causando all’economia del territorio.  A chiusura dell’animato incontro, l’assessore Hamel ha annunciato diversi provvedimenti, dichiarazioni coniugate al futo però, con Hamel che ha anteposto il verbo faremo ad ogni soluzione prevista. L’unica certezza espressa dall’amministratore comunale riguiarda la rimozione dell’isola ecologica di Zingarello e l’avvio, da oggi, anche nel quartiere balenare, del servizio di raccolta porta a porta.

Agrigento e rifiuti, il coro è unanime

Righe scritte di getto su Facebook che bene fanno intendere la disperazione degli agrigentini. Sporcizia e degrado regnano ormai sovrane. La situazione è già stata più volte segnalata ed è stata oggetto di diverse interrogazioni al consiglio comunale. Oggi il consigliere, Pasquale Spataro, ribadisce che “la condizione igienica sanitaria in città è diventata allarmante”. E aggiunge: “I nostri amministratori, il sindaco ed il suo assessore Hamel in primis, non hanno ancora compreso ciò che sia necessario per ridare dignità ad una città caduta in un baratro da cui non sembra avere la capacità di emergere. Hamel sostiene che se la differenziata non andrà a buon fine si ritirerà dalla scena politica? Credo che il momento di ritirarsi sia arrivato. Il caso del ritiro dell’indifferenziata è emblematico. Il sindaco abbia un sussulto di responsabilità: azzeri una classe politica che fino ad oggi lo ha collaborato non in grado di dare risposte alla città, investendo su energie  nuove e giovani”. Una nota è stata firmata da tutti i consiglieri comunali di minoranza, i quali accusano il sindaco Lillo Firetto di aver trasformato Agrigento in una “stella cadente”.”Il popolo agrigentino – scrivono nella nota –  è seriamente preoccupato per le numerose criticità che giorno dopo giorno emergono a causa dell’incapacità gestionale e dell’arroganza di chi nega i problemi, senza neanche occuparsene, percependo il massimo delle indennità previste dalla legge”. E poi c’è il consigliere comunale del movimento cinque stelle, Marcella Carlisi, che ha scritto al prefetto di Agrigento per “rappresentare – dice- la grave situazione igienico sanitaria del Comune di Agrigento visibile in Città. La gestione dei rifiuti è fuori controllo e rischia di peggiorare a causa di probabili scioperi e assemblee: i lavoratori, non solo i cittadini, sono esasperati”. Marcella Carlisi chiede al rappresentante dello Stato, “viste le gravissime criticità e le condizioni di pregiudizio per la salute pubblica- scrive- di coordinare la gestione dei rifiuti in Città, sollecitando le azioni necessarie per ristabilire igiene e decoro”. Anche la Uil provinciale, con Gero Acquisto , “bacchetta” l’amminsitrazione Firetto. “Siamo all’anno zero- tuona Acquisto- Agrigento ha toccato il fondo, l’amministrazione Firetto ha evitato il sano confronto e in tre anni ha fatto scivolare una città nel baratro socio-economico. Oggi l’anormalità ad Agrigento è diventata normalità, non vediamo alcun sussulto, alcun passo in avanti, nessun segnale di rinascita e di cambiamento. Il senso di sopportazione non è infinito.”

Agrigento. Divieti di transito ma non per tutti. “Mani Libere” denuncia il Comune

Bike tour trophy Akragas” la manifestazione ciclistica che si è svolta ieri sulle strade agrigentine, potrebbe avere degli strascichi giudiziari a seguito di un esposto alla Procura della Repubblica presentato da Giuseppe Di Rosa, ex consigliere comunale ed attuale coordinatore del Movimento “Mani Libere”. Di Rosa, pone l’accento sul transito delle bici lungo il viale Falcone Borsellino di San Leone. Lo scorso 7 marzo infatti, con l’ordinanza dirigenziale n°39, dal Comune di Agrigento era stato instituito il divieto di transito alle due ruote a causa di un avvallamento al centro della carreggiata presente in un tratto del viale. Nell’ordinanza si legge testualmente “divieto di transito ai motocicli, ciclomotori, biciclette e comunque a tutti i veicoli a due ruote, ridotto il limite massimo di velocità a tutti i veicoli a 20 Km/h”. “Ritenuto che – si legge nell’esposto – gli organizzatori ivi compreso il Comune di Agrigento, permettendo il transito su quella strada ha di fatto messo a repentaglio l’incolumità dei circa 300 atleti partecipanti e dei motociclisti a loro seguito”. L’esposto inoltrato alla Procura e al Comando di Polizia Locale si chiude con” si denuncia il Comune di Agrigento e gli organizzatori della manifestazione per le ripetute trasgressioni, con particolare attenzione al comune di Agrigento che per l’ennesima volta – scrive Di Rosa – non da esempio di buona politica e buona amministrazione della cosa pubblica non dando un buon esempio a quanti hanno assistito e assistono al regolare trasgredire delle leggi vigenti da parte di chi amministra”.

Rifiuti. L’assessore Hamel non mantiene la promessa, a Zingarello non parte il porta a porta

Il quartiere balenare agrigentino di Zingarello è al collasso, la discarica autorizzata dal Comune di Agrigento in viale del Sole mette a rischio l’incolumità degli abitanti e la promessa dell’assessore comunale al ramo, ovvero che da oggi anche nel quartiere periferico sarebbe stata avviata la raccolta porta a porta, non è stata mantenuta.

Non è bastato l’epsosto presnetato lo scorso 26 maggio dagli abitanti dove gli stessi, contestavano al Comune diverse violazioni alle vigenti normative tra i quali anche l’ipotesi di reato di disastro ambientale.

Hamel, dopo l’incendio che ignoti avevano appiccato ai rifiuti ed in seguito alle lamentele dei residenti, lo scorso 30 maggio, aveva annunciato la probabile partenza del servizio porta a porta per la data odierna. Stamattina però, il risveglio di Zingarello è stato uguale a quello dei giorni scorsi, viale del Sole è colmo di rifiuti e nessuna notizia del porta a porta.

Alle promesse non mantenute dei politici, gli italiani dovrebbero essere abituati, ma quando si mette a rischio la salute pubblica però il caso meriterebbe un’attenzione diversa.

Intanto la denuncia degli abitanti fa’ il suo corso e nei giorni scorsi, in viale del Sole, personale delle forze dell’ordine ha eseguito dei rilievi fotografici.

Della rimozione dei cassonetti e il relativo avvio della raccolta differenziata porta a porta, non solo non ne hanno notizia gli abitanti, ma nessuna comunicazione sarebbe stata ancora pervenuta alle stesse ditte che dovrebebro svolgere il servizio.

Siamo una località di mare – ci dicono alcuni residenti – ma le promesse da marinaio le rispediamo al mittente, con l’estate alle porte – aggiungono gli abitanti – chiediamo l’immediata rimozione dei cassonetti e l’avvio del porta a porta. La nostra salute è a rischio e chi, se non il Comune, ha il dovere di tutelarla”?

Buche e dissesti, niente soldi per le riparazioni: vie interdette alle moto e limite di velocità ridotto

Il comandante della Polizia Municipale di Agrigento, Gaetano Di Giovanni, con propria ordinanza ha stabilito nuovi limiti e nuovi divieti in alcune vie cittadine a seguito della comunicazione del settore Infrastrutture del Comune per l’esaurimento delle disponibilità finanziarie per i lavori di manutenzione e pronto intervento del patrimonio viario comunale.

In particolare, è stata ordinata l’apposizione di segnale di pericolo generico con l’indicazione di avvallamenti, buche, strada dissestata e limite di velocità massimo consentito a 20 km/h lungo il viale della Concordia; in via e piazza San Basilio, disposto il divieto di transito a tutti i veicoli a due ruote e segnale di pericolo generico con l’indicazione di avvallamenti, buche, strada dissestata. Infine, in via Farag in tutta l’arteria stradale è stato disposto il limite di velocità massimo consentito a 20 km/h e segnale di pericolo generico con l’indicazione di avvallamenti, buche, strada dissestata; dalla curva all’altezza del civico 98 fino al primo cancello lato destro, disposto altresì il divieto di transito veicolare e pedonale con percorso alternativo per la via Rita Gibilaro.

Emergenza rifiuti a Zingarello. No alla discarica, gli abitanti chiedono l’avvio del porta a porta

20 giorni di non ritiro dei rifiuti e la discarica voluta dal Comune di Agrigento in viale del Sole nel quartiere balneare di Zingarello, cresce mettendo a rischio l’incolumità degli abitanti setssi.

Dicevamo discarica, perché nonostante da Palzzo dei Giganti, c’era stata l’intenzione di creare nel quartiere periferico un’isola ecologica per la differenzazione dei rifiuti, dalla collocazione dei cassonetti la situazione è fin da subito degenerata.

Problemi legati nono solo all’inciviltà di chi deposita in strada qualsiasi tipo di materiale, ma anche ai continui e ripetuti ritardi nel ritiro dei rifiuti.

Dopo 20 giorni, i rifiuti accumulati, così come testimoniano le immagini realizzate dall’associazione Mareamico Agrigento, occupano anche parte della carreggiata di una strada, asfaltata e illuminta a proprie spese dagli abitanti.

Di nessun intervento, negli anni, il Comune di Agrigento ha beneficiato la zona, un Ente che solo recentemente ha pesanto al quartiere regalando ai residenti un’isola ecologica rivelatasi poi una vera e propria discarica a cielo aperto.

La presenza dei rifiuti, non solo pregiudica la salute pubblica ma danneggia anche l’immagine dell’intera città. Gli abitanti, a cui è stato promesso l’avvio in estate del porta a porta, chiedono la partenza immediata del servizo e la rimozione dei cassonetti, pena plateali forme di protesta.

Agrigento. La giunta Musumeci approva il ripascimento del litorale di Eraclea Minoa e getta le basi per il centro direzionale della Regione

Poco più di 4 milioni e 95 mila euro sono stati stanziati dalla Regione Siciliana per arginare il fenomeno dell’erosione costiera che sta letteralmente spazzando via la suggestiva spiaggia di Eraclea Minoa nell’agrigentino.

Il problema, era stato recentemente amplificato dall’associazione ambientalista Mareamico Agrigento, che aveva documentato come, in pochi anni, la lingua di sabbia dorata si sia notevolmente ristretta a tal punto da determinare anche la perdita di numerosi arbusti del boschetto che un tempo si affacciava su un’ampia spiaggia.

La giunta del governo Musumeci, riunitasi in modo eccezionale ad Agrigento, ha infatto approvato il progetto di ripascimento artificiale del litorale in erosione a protezione delle arterie urbane viale Eracle, via Artemide e viale Minosse di Cattolica Eraclea.

Nel corso della riunione di Giunta è stata approvata anche la delibera che prevede la realizzazione in via Ugo La Malfa a Palermo di un unico centro direzionale della Regione. Un ambizioso progetto che vuole accorpare, i diversi edifici che ospitano gli uffici che attualemnnte invece sono sparsi in diverse zone della città capoluogo.

Meglio tardi che mai. Ad Agrigento rimosso l’albero pericoloso di via Passeggiata Archeologica

Meglio tardi che mai e oggi finalmente ad Agrigento è stato eliminato il pericolo derivante dal pino della via Passeggiata Archeologica di cui ci siamo occupati spesso. Come ricorderete, l’alto arbusto, censito negli anni scorsi dal Comune con il famoso bollino rosso che ne indicava la pericolosità e quindi la sorte dell’albero stesso che doveva essere abbattuto, il 23 gennaio del 2017, solo casualmente non aveva provocato incidenti dopo che un grosso ramo si era staccato dalla sua folta chioma. In quella occasione, si rese necessario l’intervento dei Vigili del Fuco che però si limitarono a sfoltire un po’ l’albero e a rimmuovere dalla strada il ramo spezzato. Da allora sul pino, che nel frattempo era morto, nonostante l’intenso traffico veicolare e pedonale nella suggestiva strada che attraversa la Valle dei Templi, nessun intervento di salvaguardia dell’incolumità pubblica era stato fatto. Questa mattina fortunatamente l’ANAS, responsabile dell’arteria che di fatto è una Strada Statale ha provveduto all’abbattimento della pianta. Inevitabili i disagi alla circolazione veicolare con la via Passeggiata Archeologica chiusa al traffico per il tempo necessario agli operai di ultimare i lavori.

Agrigento: affidata la pulizia straordinaria delle aree verdi

L’amministrazione comunale ha deciso di affidare il servizio di pulizia straordinaria delle aree verdi. “L’amministrazione comunale, visto lo stato di degrado in cui versano le aree e gli spazi a verde pubblico, i cigli e le scarpate stradali di pertinenza comunale che deturpa e lede il decoro e l’immagine della città – hanno scritto dal settore Sanità, Ecologia ed Energia di palazzo dei Giganti – ha dato incarico al dirigente d’affidare il servizio di pulizia straordinaria di questi spazi”. La somma a disposizione non è enorme, ma con 30 mila euro si riuscirà, quasi certamente, a tamponare – e in tempo utile – la scerbatura. Erba alta che determina un impatto negativo e un danno all’immagine della città dei Templi.

Gravi carenze igienico-sanitarie legate all’abbandono indiscriminato dei rifiuti. L’Asp prende posizione

Decisa presa di posizione da parte del servizio igiene ambienti di vita dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento contro le gravi carenze igienico sanitarie che si stanno registrando in buona parte del territorio provinciale come conseguenza di una diffusa inciviltà legata all’abbandono indiscriminato di rifiuti di ogni genere. Con una nota diretta ai sindaci della provincia e ai commissari SSR ATO 11 dei Distretti Agrigento Est e Ovest, Vittorio Spoto, responsabile del Servizio afferente al Dipartimento di prevenzione Asp, evidenzia le notevoli criticità che rischiano di compromettere la salubrità di intere zone e che assumono ulteriore rilevanza con l’approssimarsi della stagione estiva e delle alte temperature. Pur plaudendo all’attivazione delle procedure per l’istituzione del servizio di raccolta differenziata che certamente costituiscono una decisa miglioria rispetto al precedente sistema di raccolta la nota mette comunque in luce diverse problematiche cui è assolutamente necessario porre rimedio. “Duole constatare – si legge in un passaggio – che una procedura in teoria migliorativa, si è trasformata, nei fatti, in un peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie dei comuni. Ci si riferisce, nello specifico, al censurabile fenomeno di abbandono dei sacchetti di rifiuti che in alcune zone assurge alle dimensioni di discarica incontrollata”. Da qui la richiesta di intensificare le azioni di controllo e prevenzione già in corso: “si chiede pertanto agli organi in indirizzo, ciascuno per quanto di specifica competenza, di porre in essere ogni iniziativa utile a garantire il rispetto delle procedure già codificate per la raccolta differenziata e la repressione di ogni minima forma di abbandono in luogo pubblico dei rifuti”.

Nuccia Palermo: ” città all’abbandono”

“Città all’abbandono. E’ questo lo stato dell’arte di una città, Agrigento, in passato definita la più bella città dei mortali.” Lo scrive in una nota il consigliere indipendente Nuccia Palermo che continua: “Ho letto autodefinizioni, autocompiacimenti e mi dispiace ancora una volta dover ricordare al primo cittadino che gli assessori della sua giunta hanno perso di vista l’obiettivo principe del proprio incarico. Ovvero, fruttare tanto quanto la grossa ed importante indennità”. “Ho inviato , a mezzo pec, una segnalazione ufficiale corredata da immagini che ritraggono lo stato dell’arte in cui versano i marciapiedi della popolosa frazione di Fontanelle – scrive ancora Palermo – con l’obiettivo di palesare la conoscenza dello stato dei luoghi ricordando che l’omesso ripristino delle condizioni di fruibilità in sicurezza dei marciapiedi costeggianti la carreggiata comporta responsabilità ridetta in capo alle figure preposte al ripristino qualora il cittadino subisse danni a causa della non percorribilità”. “Invito l’Assessore Hamel ad autocelebrarsi di meno e a provvedere all’immediato ripristino delle condizioni di percorribilità e di sicurezza dei marciapiedi di tutta la città.”

Da USB Vigili del Fuoco un “piano di lavoro” per Lampedusa

È stata una festa non fine a se stessa quella che lo scorso primo maggio si è svolta a Lampedusa dove il coordinamento nazionale dell’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco e il collettivo Askavusa sono scesi in piazza per rivendicare i diritti universali dell’uomo e per rilanciare l’immagine dell’Isola agrigentina.

Da troppi anni – dicono dall’USB – l’isola di Lampedusa viene usata per creare emergenze o mettere in scena retoriche ed immagini che vanno a giustificare ed alimentare politiche di sfruttamento, reclusione, disumanizzazione.

Lampedusa – aggiungono dall’organizzazione sindacale – è luogo fondamentale per la pesca mediterranea, rifugio per chi naviga, meta turistica e oasi di pace da smilitarizzare”.

Durante la manifestazione è stato presentato il piano del lavoro per Lampedusa, si tratta di un documento programmatico che tra le priorità vede, intanto garantire i diritti dei lavoratori, eliminare definitivamente la militarizzazione dell’isola e garantire delle adeguate politiche di salvaguardia dell’ambiente.

Tutti temi quest’ultimi affrontati dal responsabile del coordinamento nazionale USB Vigili del Fuoco Costantio Saporito che sul palco allestito nella principale piazza dell’isola ha rivendicato i diritti di Lampedusa e dei suoi abitanti.

Gli organizzatori hanno anche voluto parlare di un “ponte” ideale che da Lampedusa collega Reggio Calabria dove il primo maggio è stato dedicato ai braccianti agricoli e Catania che ha dedicato la ricorrenza alle problematiche della Palestina.

Una unione di luoghi volta a restituire dignità a Lampedusa affinché quest’ultima diventi luogo di pace e dialogo tra i popoli.

Rifiuti: lotta agli incivili.

Nasce una task force per cercare di sconfiggere il fenomeno degli incivili che si ostinano a non fare la differenziara. Ieri un vertice in Procura che ha sancito la nascita del coordinamento composto da vigili urbani e carabinieri del reparto anticrimine che dovrà realizzare con apparecchiature specifiche controlli ancora più mirati. Da ora in poi non si procederà più soltanto con una multa ma per gli sporcaccioni scatterà anche una denuncia penale: ” dovranno andarsi a cercare un avvocato- ha commentano il sindaco Firetto- molto spesso i rifiuti indifferenziati o speciali vengono abbandonati in aree sottoposte a vincoli”. Nella città dei templi, inoltre, parte la linea dura sul controllo dei rifiuti prodotti dalle grandi utenze (enti pubblici, grandi aziende e supermercati). A partire dal 3 maggio prossimo, gli addetti alla raccolta dei rifiuti differenziati, prima di effettuare il ritiro nelle grande utenze, effettueranno, con l’assistenza della Polizia Locale, il controllo della regolarità del conferimento della frazione secca residua. Nel caso venissero rilevate anomalie, verrà elevata una sanzione amministrativa e lo smaltimento in discarica resterà a carico dei trasgressori. L’assessore comunale all’Ecologia, Nello Hamel, ha già fatto notificare, tramite posta certificata, la diffida ad effettuare la corretta differenziazione dei rifiuti, ricordando ai grandi utenti che l’adempimento non è facoltativo ma è un obbligo di legge. Da Agrigento a Porto Empedocle. Anche nella città marinara continua la ”lotta” contro il malcostume, ancora purtroppo molto diffuso, di gettare rifiuti fuori orario o lungo strade e marciapiedi pubblici, creando così discariche abusive sempre più difficili da ripulire. Grazie al coordinamento del Comandante dei Vigili Calogero Putrone, solo nella giornata del 25 Aprile, sono state sanzionate 11 persone, scoperte a lasciare rifiuti indifferenziati di ogni tipo a Piano Lanterna, in pieno centro empedoclino. Questi 11 verbali, vanno ad aggiungersi ai circa 15 elevati sono nelle ultime due settimane sempre a Porto Empedocle, dai Vigli urbani che nelle operazioni diurne, vengono spesso affiancati dagli operatori ecologici della Realmarina. “A fine maggio, al massimo ai primi di giugno – ha ribadito l’assessore all’ecologia Salvatore Baiamonte – partiremo con il potenziamento estivo delle zone balneari , soprattutto ai Lidi mentre abbiamo acquistato, con le nostre indennità, telecamere di ultima generazione per incrementare i controlli anti incivili in diverse zone del centro e delle periferie”.

Borsellino: “ridurre la velocità dei veicoli e motoveicoli in via Germi al Villaggio Mosè.”

Presentata all’ufficio di presidenza, a firma del consigliere Borsellino, una richiesta di intervento per ridurre la velocità dei veicoli e motoveicoli in via Germi al Villaggio Mosè. “Dopo aver chiesto verbalmente una limitazione della velocità – dichiara il consigliere Borsellino – e non avendo ricevuto nessuna informazione sulla questione, chiedo quali misure intende adottare entro breve tempo l’assessore comunale alla polizia urbana, al fine di salvaguardare l’incolumità pubblica nella via Pietro Germi, dove si registra un intenso traffico associato ad un alta velocità delle automobili”.

Disagi in via Regione Siciliana

Disagi in via Regione Sicilia, al Quadrivio Spinasanta, ad Agrigento. I residenti da tempo lamentano forti odori fecali provenienti dall’acqua che fuoriesce dai rubinetti. Lunedì scorso 2 ottobre , dopo varie richieste, sono stati prelevati dei campioni di acqua. I residenti continuano a lamentare cattivi odori e problemi di salute. L’amministratore responsabile dei condomini di via Regione Siciliane si è anche rivolto ad uno studio legale per avere risposte. Da parte sua, Girgenti acque fa sapere in una nota che ” gli operatori della Società stanno provvedendo a monitorare la qualità dell’acqua erogata nella zona in questione. Nel corso dell’attività di monitoraggio, Girgenti Acque- continua la nota della società- ha provveduto anche a verificare le condizioni igienico – sanitarie delle cisterne private a servizio delle singole utenze intervenendo, a scopo cautelativo, alla pulizia e disinfezione di quelle cisterne di accumulo che hanno manifestato anomalie rispetto ai parametri previsti dalla legge”. Gli operatori di Girgenti acque sono a lavoro nella zona per ulteriori monitoraggi e controlli finalizzati a ristabilire la normalità nella zona interessata dal fenomeno di sforamento dei parametri previsti, sforamento che , secondo la società, sarebbe dovuto alle condizioni delle cisterne e non dell’acqua distribuita.

“Sbarchi fantasma”, domani manifestazione alla scala dei turchi

“No” agli sbarchi fantasma, il goveno difenda i nostri confini. E’ in sintesi il contenuto della manifestazione organizzata per domani alle 10.30 alla scala dei turchi di Realmonte dalla lega- Noi con Salvini. Nell’ultimo mese abbiamo assistito a centinaia di arrivi di migranti per così dire “invisibili” a Linosa, a Lampedusa e fino alle coste agrigentine, per la maggior parte sfuggiti a qualsiasi tipo di controllo. “Di fronte a questa inquietante escalation, che denota un chiaro cambio di strategia da parte della holding internazionale dello ‘schiavismo clandestino’, il nostro Governo non sa fare altro che perdere tempo”. Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini. Pagano che durante il question time in commissione Affari costituzionali alla Camera ha sollevato preoccupazioni in merito alla vicenda. ” Il sottosegretario all’Interno – dice il deputato- ha risposto con la solita minestra riscaldata, minimizzando in maniera inaccettabile la gravità di questi sbarchi. Si tratta di un problema che esige tutt’altro tipo di approccio, non di lassismo. Qui abbiamo di fronte centinaia di tunisini, che non scappano da alcuna guerra ma semmai dal carcere del proprio Paese a seguito dell’amnestia appena concessa in Tunisia. Non si tratta assolutamente di rifugiati, ma di persone che nelle ultime settimane sono andate verosimilmente a rafforzare la delinquenza in Italia. Alla luce di tutto ciò – aggiunge Pagano – è chiaro che non possiamo rimanere fermi”. Ed ecco che nasce la manifestazione di domani, aperta a tutti, al fine di sensibilizzare il Governo, i media e l’opinione pubblica.

Porto Empedocle. Operatori ecologici verso la protesta

 

Operatori ecologici nuovamente sul piede di guerra a Porto Empedocle, una situazione insostenibile dicono gli operai che, con diversificazioni contrattuali, nella migliore delle ipotesi non percepiscono lo stipendio da sei mesi. La Fit – Cisl per il prossimo 30 settembre ha proclamato lo sciopero dei lavoratori.  Operai che nonostante il duro lavoro, per vivere sono costretti a chiedere prestiti di denaro a familiari ed amici e che si appellano al diritto di ogni lavoratore, ovvero la giusta retribuzione per il servizio prestato. Dal Municipio di Porto Empedocle, Ente in dissesto finanziario, addebitano le responsabilità dell’attuale situazione all’amministrazione comunale precedente, ad oggi il Comune deve alle ditte che si occupano del servizio di nettezza urbana, sei mensilità e il sindaco pentastellato Ida Carmina, confida nei frutti della raccolta differenziata per sopperire al problema. Per quanto riguarda invece il contrasto all’evasione della tassa sui rifiuti, l’amministrazione punta sulla rateizzazione delle bollette a chi versa in condizioni economiche svantaggiate.

 

Cittadini segnalano bollette idriche “furbe”, Girgenti acque risponde: “caso di omonimia di vie”

Nei giorni scorsi un cittadino di Favara residente della stagione estiva a Zingarello, frazione balneare di Agrigento, ci aveva segnalato anomalie nella bolletta idrica da parte del gestore Girgenti acque. In bolletta , i residenti , hanno trovato fatturate le voci “fognatura” e “depurazione”. A Zingarello, però, la condotta fognaria non è stata mai realizzata. “Casualmente – ci ha detto – ho aperto la bolletta dell’acqua di mia mamma e ho notato che Girgenti Acque ha inserito in fattura le diciture “fognatura” 6,60€ e “depurazione” 31,12€. Ho subito pensato ad un errore – ha aggiunto – e ho guardato anche la bolletta precedente, con mio stupore anche in quella già pagata, ai miei anziani genitori sono stati addebitati i servizi di cui non possono usufruire”. Arriva la risposta di Girgenti Acque. “La bolletta segnalata dal cittadino di Favara- spiega la società- è stata interessata da un errore legato all’omonimia di due arterie stradali insistenti nel territorio del Comune di Agrigento: Viale del Sole – Zingarello (non servita da fognatura e depurazione) , Via del Sole – San Leone (servita da fognatura e depurazione). Il circoscritto caso della bolletta reclamata -continua- è stato regolarmente riscontrato ancor prima della diffusione a mezzo stampa, cosa che la Società ha appreso con stupore, dapprima con segnalazione telefonica, la successiva lavorazione della pratica, e l’immediata rettifica d’ufficio per l’errore verificatosi, anche senza la formale contestazione da parte dell’Utente”. La Società si scusa per il disguido con l’Utente in questione, dovuto ad un caso di omonimia di vie ubicate in zone diverse del Comune di Agrigento, e comunica di aver già provveduto ad effettuare le opportune rettifiche.

Agrigento. Tutto pronto per il ritorno a scuola?

Vacanze agli sgoccioli per milioni di studenti italiani, in Sicilia entro giovedì prossimo quattordici settembre, la campanella suonerà in tutti gli istituti. Il ritorno tra i banchi richiede senz’altro un impegno organizzativo non indifferente per il personale della scuola che quest’anno deve confrontarsi anche con la novità introdotta dal Governo sulle vaccinazioni obbligatorie per le iscrizioni nelle scuole dell’obbligo. Il ritorno tra i banchi degli alunni quindi è stato curato dalle istituzioni scolastiche, sarà così anche per le città, nel senso che gli enti locali hanno predisposto le misure necessarie per non farsi trovare impreparati all’avvio delle attività didattiche? Oggi abbiamo fatto un giro in alcune scuole di Agrigento, ciò che ci è saltato subito all’occhio è la scarsa visibilità degli attraversamenti pedonali. Le strisce sono ovunque sbiadite e invisibili, l’auspicio ovviamente è che le migliaia di studenti agrigentini, nel loro primo giorno di scuola, possano avere aule pulite, spazi idonei alle lezioni, e perché no anche attraversamenti pedonali visibili e sicuri. Nel vasto calderone dei problemi che ogni cittadino fronteggia quotidianamente quella della carenza di segnaletica orizzontale può sembrare un problema secondario, ma come dice qualcuno, la bontà di un servizio si vede anche dalle piccole cose, del resto dovrebbe trattarsi di ordinaria amministrazione, basterebbe programmare il tutto nei tempi giusti, ma spesso, alle nostre latitudini, questo non avviene e non si capisce il perchè.

Migrazione dei rifiuti: parte la differenziata nei paesi e ad Agrigento è emergenza rifiuti

Il fenomeno della “migrazione dei rifiuti” sta creando diversi disagi ad Agrigento. I cassonetti nelle zone di confine con Raffadali, Porto Empedocle e Realmonte, dove è partita la raccolta porta a porta, sono stracolmi: da quando tre Comuni hanno avviato la differenziata in alcune zone della città, anche dove non sono presenti dei cassonneti, vengono conferiti quintali e quintali al giorno di spazzatura in più. Colpa degli sfaticati che non partecipano alla differenziata e preferiscono buttare tutto nella città più vicina. Non osiamo immaginare cosa accadrà quando anche ad Agrigento partirà la raccolta differenziata.

Una notevole quantità di rifiuti, distribuita in vari punti dei tracciati, è presente ormai da mesi su diverse strade provinciali, e in particolare sulla provinciale n.1 tratto B Fondacazzo direzione Borsellino, ove, sono presenti enormi quantitativi di rifiuti solidi urbani depositati da cittadini privi del benchè minimo senso di responsabilità che preferisceono abbandona la spazzattura in strade isolate come può essere considerata, appunto, la provinciale n.1. Rifiuti ovunque anche nel tratto Quadrivio Spinasanta-Villaseta, nonché sulle bretelle di accesso alle statali, spesso anche isolati come se lanciati direttamente dalle auto in corsa, termometro di una totale e assurda mancanza di sensibilità verso l’ambiente e il decoro degli ambienti suburbani. Il Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio fa sapere di aver inviato una nota al Comune di Agrigento, competente per territorio in materia di rifiuti solidi urbani, per sollecitare la loro rimozione , il personale stradale del Libero Consorzio – si legge nella nota- non è infatti autorizzato alla rimozione degli stessi. Molto utile risulterebbe un’azione ispettiva analoga a quella esercitata dal Comune di Siculiana, che grazie all’esame del contenuto dei sacchi di rifiuti è riuscito a risalire ad alcuni dei responsabili, ai quali sono state inflitte le pesanti sanzioni previste dalla normativa. Da Fonfacazzo a Villaseta. Il consigliere comunale, Marco Vullo, chiede un incontro urgente al Prefetto per consegnare. “Le strade, che ospitano i cassonetti- dice l’esponente di Uniti per la città- si trasformano in vere e proprie discariche a cielo aperto per via delle tonnellate di spazzatura che provengono dai paesi vicini dove è in vigore la differenziata. Da noi invece la differenziata resta un miraggio, un nobile progetto. Un annuncio rinviato di mese in mese. Assieme ad un gruppo di abitanti di Villaseta e Monserrato – dice l’esponente di “Uniti per la Città” – inviterò il prefetto Diomede a farsi carico di questa delicata emergenza”.

Agrigento. Letti esauriti nel reparto di Ostetricia

Posti letto esauriti al reparto di Ostetricia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, parti momentaneamente trasferiti al nosocomio più vicino, ovvero il Barone Lombardo di Canicattì.  Lo scorso 10 agosto, sui muri del reparto sono apparsi degli annunci riportanti la scritta “Ricoveri chiusi, posti letto esauriti”, una situazione che dall’azienda ospedaliera dicono essere normale, poiché in questo periodo ci sarebbe un incremento delle nascite. Lo stop ai parti ad Agrigento comunque è stato imposto solo a quelli programmati, le emergenze invece sono comunque garante. Se non fosse per il disagio arrecato alle gestanti, potremmo dire che si tratta di una buona notizia che, su scala nazionale, giunge in un periodo di calo demografico. Fermi restando all’incremento dei parti nel mese di agosto, Il periodo natalizio dunque, sarebbe quello preferito dalle coppie agrigentine per il concepimento.

Autobus urbani sporchi: la denuncia del movimento “Mani Libere” Agrigento

Carenze igieniche sugli autobus per il trasporto urbano e caro corse, questi in sintesi sono i problemi denunciati e documentati dal movimento “Mani Libere” di Agrigento coordinato dall’ex consigliere comunale Giuseppe Di Rosa. Quest’ultimo domenica scorsa ha filmato lo stato di degrado in cui versava l’autobus della TUA che collega il centro cittadino con la frazione balneare di San Leone. Nelle immagini è visibile, tra le altre cose anche la sabbia, trasportata a bordo dai tanti bagnanti che raggiungono i lidi con il mezzo pubblico, ma nel filmato si vede anche la sporcizia presente sui finestrini e per terra con i biglietti lasciati cadere dai passeggeri indisciplinati. Nel periodo estivo, la “circolare” è molto utilizzata soprattutto dai turisti che a differenza di molte altre città, pagano il biglietto dei trasporti urbani a singola corsa e non a tempo. Una situazione certamente nociva all’immagine di una città che registra un incremento delle presenze turistiche. Per questo motivo il movimento “Mani Libere” chiede ai consiglieri comunali di dedicarsi, oltre che alle liti di Aula Sollano, anche alle problematiche del servizio ti trasporto pubblico che necessita di maggiori controlli.

E se la demolizione del ponte Petrusa dipendesse da un errore di progettazione della S.S.640?

La luce in fondo al tunnel è ancora lontana nell’agrigentino per la risoluzione di alcuni dei disagi provocati dalla chiusura e/o demolizione di importanti viadotti. In c.da Petrusa, sulla Strada Statale 122 Agrigento – Favara, Anas avrebbe avviato l’iter di esproprio dei terreni su cui sorgerà il nuovo ponte, in sostituzione di quello demolito nello scorso mese di novembre. Si prospettano tempi lunghi quindi per il ripristino dell’arteria che causa notevoli disagi, nono solo ai residenti della zona, ma anche al personale in servizio presso il carcere Petrusa e a quanti devono raggiungere i due centri abitati di Favara e Agrigento. Ma perché quel viadotto è stato demolito? Ufficialmente non è stata fornita una motivazione. Da qualche anno lo stesso era stato parzialmente interdetto al passaggio con un restringimento di carreggiata, probabile quindi che si sia trattato di un problema strutturale, ma la celerità con la quale ANAS ha deciso di buttarlo giù, in concomitanza con l’apertura al traffico della nuova Statale 640 porterebbe a pensare ad altro. Secondo alcuni tecnici infatti, all’origine della demolizione ci sarebbe un errore di progettazione del nuovo tracciato della Strada degli Scrittori, l’asse stradale più alto dell’originario, con il viadotto Petrusa, non avrebbe consentito il passaggio di alcune tipologie di mezzi speciali. Se questa ipotesi fosse confermata, si spiegherebbero anche i ritardi di ANAS nella progettazione del nuovo viadotto. Spostandoci invece sul Ponte Petrula nella Strada Statale 624 Licata – Torrente Braemi, ANAS dice che le travi per l’impalcato del viadotto sono già arrivate a Catania e che dopo ferragosto, le stesse potranno muoversi alla volta del cantiere per la posa in opera. Date certe sulla fine dei lavori, anche in questo caso non ce ne sono, nonostante siano ormai trascorsi oltre tre anni dal crollo del viadotto. Restando in tema di disagi, per lavori allo svincolo di Caltanissetta, sino al prossimo 28 gennaio, restringimento di carreggiata sulla Strada Statale 640, in prossimità della corsia di decelerazione e chiusura della corsia di marcia, dell’autostrada A19 “Palermo-Catania”.

Agrigento. Quando la non gestione del verde pubblico diventa pericolosa

Pericolo scampato ad Agrigento, nel quartiere di Villaggio Peruzzo, martedì scorso, erano da poco passate le ore 19:00 quando alcuni passanti si sono accorti del rischio derivante da un grosso ramo di pino che rischiava di staccarsi. I cittadini, hanno tempestivamente allertato il 115, in attesa però dell’arrivo in piazza San Pio X dei Vigili del Fuoco, loro stessi hanno provveduto ad evacuare l’area sottostante all’albero, invitando anche i proprietari delle auto che erano in sosta a spostarle. In meno di 15 minuti comunque, dalla vicina Villaseta è giunta la squadra dei Vigili del Fuoco che ha eliminato il pericolo. Un’altra disattenzione quindi del Comune di Agrigento che troppo spesso pecca di assenza spesso per le ragioni di natura ordinaria, quale può essere ad esempio un semplice intervento di manutenzione del verde pubblico.

 

 

Disagi al pronto soccorso del San Giovanni di Dio, intervento della Uil

Non sono giorni facili per i pazienti dell’ospedale di Agrigento. Sono diverse le segnalazioni di pazienti sul pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento, lunghe file e pazienti che cercano disperatamente l’aiuto di qualcuno. Gero Acquisto, segretario provinciale della Uil nella nota ha messo in risalto tutti i disservizi dell’ospedale: ” E’ chiaro che da più parti abbiamo avuto riscontro che all’interno del pronto soccorso – dice Acquisto- prestano servizio un medico la mattina e due medici nel pomeriggio e, visto il numero di accessi crescenti, il sistema va in crisi e anche i valenti medici che lavorano all’interno del nosocomio si trovano in una situazione oggettiva di difficoltà. E’ chiaro – scrive la Uil – che così nessun cittadino si può sentire sicuro di avere una giusta assistenza e spesso, visto che determinate patologie richiedono tempestività, subisce le difficoltà di questo corto circuito che può avere risvolti purtroppo anche letali in concreto. Noi, come Uil , chiederemo un incontro al nuovo dirigente generale dell’Asp di Agrigento perché la situazione del pronto soccorso è solo la punta dell’iceberg, visto che il vero problema è sbloccare i concorsi pubblici per potenziare tutti i reparti che sono essenziali per il funzionamento di un intero ospedale”.

Ponte Petrusa interrotto, l’Anas: “Appalto in autunno”

Dal novembre scorso Agrigento e Favara non sono più collegati dal ponte Petrusa. Una chiusura che ha portato notevoli disagi agli agrigentini e ai favaresi. Sabato scorso la Cisl è scesa in piazza e annunciato che lo farà mensilmente per chiedere ad alta voce di riavere un collegamento portando anchge delle soluzioni momentanee come una rotatoria provvisoria sulla 640, subito dopo l’attraversamento della bretella che consente di immettersi nella stessa 640 provenendo da Favara con direzione di marcia per Caltanissetta . Proprio sul sit-in di sabato scorso l’Anas interviene e , in primis, smentisce ” che dopo la demolizione del ponte Petrusa sia “tutto fermo”. In seguito alla chiusura del ponte- fa sapere in una nota- disposta per garantire la pubblica incolumità, Anas ha tempestivamente avviato tutte le attività necessarie alla realizzazione di un nuovo ponte. La demolizione dell’opera è avvenuta lo scorso marzo mentre l’attività di progettazione è attualmente in fase di ultimazione. In particolare, il progetto esecutivo è stato sottoposto la scorsa settimana al Comune di Agrigento- continua la società- per la verifica della compatibilità urbanistica, mentre la prossima settimana è prevista la preconferenza dei servizi per l’approvazione. In autunno potrà quindi essere avviata la procedura di appalto per l’affidamento dei lavori, del valore complessivo di circa 4 milioni di euro”. E poi l’Anas precisa “l’allungamento del percorso tra Agrigento e Favara è di circa 900 metri in direzione Favara e circa 10 km in direzione opposta, con un incremento dei tempi di percorrenza rispettivamente di 2 e 8 minuti.”

Altra mobilitazione per il ponte Petrusa

Il ponte Petrusa torna a far parlarte di sè. Gli abitanti della zona capeggiati dalla Cisl, daranno vita ad un volantinaggio sotto la Prefettura. “Domani sarà il 240esimo giorno di disagio per la chiusura del ponte Petrusa ma nonostante la sua importanza strategica sia per la viabilità che per il collegamento tra Favara ed Agrigento, il problema sembra interessare solo pochi”. Questo il commento di Maurizio Saia, segretario della Cisl. Per la terza volta, dopo il 13 maggio 2017, i residenti di c.da Petrusa, associazioni, cittadini, politica locale, polizia penitenziaria e la Cisl tornano a protestare. Questa volta lo faremo con un volantinaggio a partire dalle 9 di domani, sotto il palazzo della prefettura di Agrigento, dove il 23 maggio scorso ci eravamo recati per consegnare un documento da far pervenire al governo nazionale. Nessuna notizia ufficiale ci è pervenuta – continua Saia –  salvo qualche disapprovazione che l’Anas ha preferito manifestare in occasione di incontri istituzionali e con soggetti diversi”.

Agrigento. Nuovi pericoli sul viadotto Akragas

Sabato scorso è stato riaperto al traffico il primo tratto del viadotto Akragas di Agrigento, da due giorni quindi è possibile percorrere il ponte che collega la zona dello Stadio alla via Dante. Una riapertura che era attesa dai cittadini che in questo modo, potranno raggiungere facilmente la zona alta della Città. I lavori di riapertura, secondo ANAS, sono stati talmente celeri da anticipare notevolmente la data di riapertura, una corsa contro il tempo quindi per ridurre i disagi alla collettività. La fretta però probabilmente sarà stata la causa dei ritardi nella pulizia della carregiata dagli arbusti e dalle erbe infestanti. Proprio sabato infatti, diverse squadre di operai hanno tagliato i rami che invadevano la strada, così come sono stati falciati i cespugli, ma in alcuni trati, i materiali di scarto, anziché essere portati in discarica, sono stati lasciati sul posto, circostanza quest’ultima che non solo è indecorosa ma che mette anche a rischio i passanti. Immaginiamo ad esempio, l’improvviso innalzamento del vento che causa lo spostamento dei rami in strada, è intuibile il rischio che potrebbe correre un motociclista che percorre la strada nelle ore notturne. L’auspicio è che dal Comune si faccia leva sugli organi preposti per rendere sicura e pulita la trafficata arteria.

 

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Pericolosa discarica abusiva in via dei Fiumi

Dai mobili alla TV compresi gli pneumatici e l’immancabile eternit, non è la descrizione dei prodotti esposti in un bazar ma di una discarica abusiva, l’ennesima sorta in territorio di Agrigento. La segnalazione giunge da via dei Fiumi nel quartiere di Villaggio Mosè, dove poco distante da un plesso scolastico, gli incivili continuano a depositare indisturbati, rifiuti di ogni genere e anche speciali come ad esempio è l’eternit. I Cittadini della zona si dicono stanchi della situazione e chiedono, in primis la bonifica dell’area e poi anche il potenziamento del controllo delle autorità preposte. Non è la prima volta che la zona è presa di mira, in passato il materiale abbandonato in strada è stato anche rimosso ma poco tempo dopo, la discarica è rinata, in barba ad esempio agli ecoreati che prevedono addirittura il carcere per chi si libera in strada di rifiuti speciali. La discarica di Via dei Fiumi è un altro spaccato negativo di una città spesso disprezzata dagli stessi suoi concittadini che con comportamenti simili, non solo arrecano un danno alla salute pubblica ma pregiudicano l’immagine di un territorio che trasuda storia e cultura, ma che purtroppo abbonda anche di poco senso civico, favoreggiato spesso anche dalla miopia di chi dovrebbe evitare che questo avvenga.

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Il Comune blocca gli accessi per i disabili

In Italia, tra le innumerevoli norme, non è ancora prevista quella che persegue l’istigazione alla violazione del codice della strada, circostanza quest’ultima sicuramente favorevole al Comune di Agrigento, il perché è subito spiegato. Recentemente lungo il viale delle Dune, nella frazione balneare di San Leone, sono state introdotte le aree di sosta a pagamento, le strisce blu quindi disciplinano la sosta dei mezzi dei bagnanti che si recano nei lidi e portano anche una boccata d’ossigeno alle magre casse del Comune. Tutto bene direbbe qualcuno se non fosse altro che gli stalli di sosta tracciati, ostacolano gli scivoli destinati ai portatori di handicap. Proprio così, nel tracciare le strisce, sono stati previsti parcheggi anche dove non dovevano esistere, ovvero in prossimità degli scivoli.

Negli anni, molte sono state le lotte delle associazioni che tutelano i diritti dei portatori di handicap per l’abbattimento delle barriere architettoniche e laddove questi ostacoli sono stati più o meno ridotti, l’Ente che dovrebbe tutelare i diritti dei più deboli che fa’? Crea i parcheggi traendone anche profitto, consentendo però ai mezzi di bloccare il passaggio delle carrozzelle. L’auspicio è che dal Comune provvedano subito all’errore commesso.

[wp-rss-aggregator]

Licata, sulla carta buone notize per la viabilità

Sulla carta buone notizie per la viabilità stradale nel terrorio di Licata, L’Anas infatti ha comunicato all’amministrazione comunale che entro la fine del mese, saranno disponibili le travi in acciaio per le campate del viadotto Petrulla chiuso dal 7 luglio del duemilaquattordici a causa del crollo della struttura.

Sempre l’ANAS, in una nota ha avvistao il Comune di Licata che ha stanziato 2 milioni e mezzo di euro per i lavori di adeguamento del viadotto Falconara e il miglioramento in quella contrada di circa 1 km di starada.

Inoltre Anas starebbe studiando la fattibilità dell’eliminazione della Curva Poggio di Guardia.

Agrigento. Chiusura temporanea per la stazione centrale ma i cittadini non lo sapevano

In redazione ci sono giunte diverse segnalazioni di cittadini che chiedevano spiegazioni sul motivo della chiusura odierna della stazione ferroviaria di Agrigento, non avendo ricevuto nessuna segnalazione in tal senso, abbiamo cercato di dare una risposta all’interrogativo postoci. Dopo una breve ricerca, apprendiamo dal sito di Trenitalia, quindi non da una nota stampa della società, che da oggi e sino al prossimo 15 Agosto, la stazione centrale, rimarrà chiusa per lavori di potenziamento infrastrutturale. Per questo motivo – si legge sul sito – tutti i treni delle linee Palermo – Agrigento e Caltanissetta – Aragona – Agrigento sono cancellati e sostituiti con bus tra le stazioni di Agrigento centrale e Agrigento Bassa. A tutti i viaggiatori quindi che da oggi al prossimo 15 agosto, dovranno spostarsi in treno, con partenza o arrivo da Agrigento Centrale, diciamo che dalla Città dei Templi si sposteranno in pullman e non in Treno, comunicazione di servizio che Trenitalia non ha comunque ritenuto utile fornire agli organi di stampa.

 

[wp-rss-aggregator]

Spiagga è sinonimo di sole, mare e relax? Ad Agrigento non sempre

Una singolare segnalazione ci è giunta oggi in redazione, un telespettatore infatti ha documentato due episodi imbarazzanti per l’immagine della città. Il primo caso fotografato riguarda la la sosta di un mezzo comunemente utilizzato per la pulizia delle spiagge, un grosso trattore fermo tra i bagnanti nei pressi dell’arenile del Ragno D’Oro a San Leone. Nel secondo caso invece il cittadino ha filmato un altro trattore che si muove tra i bagnanti, facendo quindi spostare la gente rilassata in spiaggia. Una circostanza che ha fatto indignare il cittadino che con ironia, voleva sapere da noi se la spiaggia era stata trasformata in un pubblico parcheggio o peggio ancora, nell’autorimessa della ditta incaricata. Noi naturalmente all’interrogativo  del cittadino non possiamo dare risposta, quello che invece possiamo fare è rendere pubblica  la sua segnalazione.

Agrigento quando l’ordinario diventa straordinario

Dopo le polemiche sulla sporcizia nei marciapiedi del viale della Vitoria di Agrigento causata dalla caduta dagli alberi delle bacche, argomento quest’ultimo che abbiamo trattato nei giorni scorsi in un servizio giornalistico, da Palazzo dei Giganti un sussulto “sabato primo luglio 2017, con decorrenza dalle ore 6:00 si effettuerà al Viale della Vittoria, la pulizia straordinaria dei marciapiedi e della carreggiata con l’impiego di due spazzatrici e della lava pavimenti nonchè di due mezzi attrezzati con lancia ad alta pressione”. Meglio tardi che mai direbbe qualcuno, il problema delle bacche comunque non può certamente risolversi con la predisposizione di un intervento di pulizia straordinaria. Le bacche, che rispondono alle regole di madre natura, continueranno a cadere e quindi le opere di pulizia devono essere costanti per evitare la formazione degli odiosi tappetini che provocano non pochi disagi ai cittadini.
Altrove questo servizio di pulizia sarebbe stato di routine, ma ad Agrigento come spesso accade, l’ordinario muta in straordinario.
Per la cronaca, durante le fasi di pulizia, nel tratto compreso tra la villa Bonfiglio e la piazza Marconi, sarà istituito il divieto di sosta con rimozione.

[wp-rss-aggregator]

Degrado ad Agrigento: il viale della Vittoria abbandonato a se stesso

Da qualche giorno sui social network si è innescata una polemica circa il disagio al Viale della Vittoria di Agrigento, causato dalla caduta delle bacche dagli alberi. I pallini neri e mollicci infatti formano un tappeto appiccicoso, l’odore sprigionato poi infastidisce i passanti. Attualmente gli operai impiegati nella pulizia di tutto il viale Alberato sarebbero due se a questo si aggiunge che gli stessi devono provvedere anche allo spazzamento di altre zone, si capisce bene che il numero di persone utilizzate è certamente poco al fronte della costante richiesta di intervento. In alcune zone del Viale della Vittoria, i commercianti, già da qualche anno, si sono attrezzati montando delle reti contenitive, proprio per evitare la caduta al suolo delle bacche. Ma facendo un giro lungo il viale alberato, più che della sporcizia che potrebbe essere risolta incrementando il servizio di pulizia, salta subito all’occhio lo stato di degrado in cui versa la pavimentazione. Ricordiamo che nella scongiurata ipotesi di infortuni ai pedoni, il Comune potrebbe essere chiamato a risarcire i danni, il tutto naturalmente a discapito delle tasche dei contribuenti. La pavimentazione attuale, venne collocata circa un quarto di secolo fa’ e da allora, gli interventi di manutenzione sono stati abbastanza latitanti.

Degrado negli edifici pubblici: “chiapparina” e infiltrazioni all’ex collegio dei Filippini di Agrigento

Lunedì 24 agosto, 2009 alle ore 19:00, viene finalmente restituito alla Città l’ex collegio dei Filippini di via Atenea”. Con questo annuncio, il Comune di Agrigento, poco meno di 8 anni fa’, comunicava la riapertura al pubblico della imponente struttura progettata dall’architetto Simone Mancuso e costruito nel 1703.

L’edificio, attualmente accoglie preziose collezioni d’arte che ne fanno una mostra permanente che annovera tra gli altri anche quadri di artisti del calibro di Giambecchina, Lojacono, Politi e Santella. Entrando nel cortile dell’ex collegio dedicato a San Filippo Neri, sorge spontanea una domanda, ma la manutenzione ordinaria di questo edificio viene effettuata?

L’interrogativo nasce in seguito all’osservazione di evidenti infiltrazioni d’acqua presenti sul prospetto, che provocano non solo le sgradevoli macchie murarie ma anche il distacco, in alcuni parti, dell’intonaco. Problema quest’ultimo che probabilmente è dovuto dall’ostruzione o dalla rottura di qualche pluviale. Bastava quindi solo un opera di manutenzione ordinaria per evitare dispendi di soldi quando si deciderà di intervenire nuovamente sul prospetto. Singolare poi la comparsa di capperi selvatici in una delle finestre su cui campeggia il drappo dell’accademia di belle arti.

Una situazione a dir poco imbarazzante per un luogo di attrazione turistica, visitato giornalmente da migliaia di visitatori che sicuramente non avranno un buon ricordo del trattamento riservato, dagli organi competenti, agli edifici pubblici agrigentini e dire che sabato scorso l’amministrazione comunale di Agrigento, proprio sotto i capperi ha voluto presentare le iniziative indette in occasione del 150° anniversario di nascita di Pirandello, forse bastava alzare lo sguardo e chiedere agli operai in servizio, quantomeno, di rimuovere la “chiapparina” ma così non è stato.

 

[wp-rss-aggregator]

Abbiamo problemi ma ditelo voi che così non ci esponiamo

“Vogliamo rendere pubblico il nostro disagio tramite i vostri microfoni e le vostre telecamere”, recitava pressapoco così la segnalazione giuntaci in redazione circa le nuove disposizioni in materia di sosta dei mezzi nelle zone delle piazze Pirandello e Sinatra di Agrigento. A richiedere il nostro intervento, alcuni fruitori delle zone che non potendo più sostare nei pressi dei loro posti di lavoro, sono costretti a lasciare le auto nel parcheggio pluripiano a gestione privata di Via Empedcle. Non solo, l’interdizione della sosta, secondo quanto segnalatoci, influenzerebbe negativamente i bilanci delle attività commerciali che da quando sono stati istituiti i divieti di sosta con rimozione, avrebbero perso un numero considerevole di clienti. La nostra redazione, valutato l’oggetto della segnalazione e riteneute legittime le lamentele, aveva fissato un appuntamento, proprio in piazza Pirandello, per realizzare un servizio giornalistico. Ma come spesso accade, all’appuntamento con la nostra troupe, i cittadini non si sono presentati non solo, raggiunti personalmente non hanno ritenuto opportuno parlare dei propri disagi, o meglio lo hanno fatto ma a microfoni spenti. Non è la prima volta che ci capita di essere stati chiamati e di aver fatto un viaggio a vuoto e sicuramente non sarà neanche l’ultima, lanciare il sasso e nascondere la mano è uno sport praticato soprattutto da chi ha paura ad esporsi. Ai cittadini che non si sono presentati, ricordiamo solo che l’attività giornalistica non è un hobby, ma un lavoro e che far spostare una troupe per la realizzazione di un servizio ha un costo, che spesso viene ripagato solo dalla soddisfazione di aver svolto un lavoro utile alla collettività.

[wp-rss-aggregator]

Uil, Gero Acquisto: “sulla Cattedrale troppe chiacchiere”

Gero Acquisto , segretario generale della Uil provinciale, interviene dopo l’ennesimo grido d’allarme lanciato da don Giuseppe Pontillo a seguito di una ulteriore crepa che si è formata sul costone della Cattedrale di Agrigento. “Spero vivamente che tutte le istituzioni politiche finalmente possano avere un atto di responsabilizzazione e di intervento serio per dare nuovamente una speranza a tutti gli agrigentini. E’ chiaro che un capoluogo di provincia che si candida per la corsa di capitale della cultura nel 2020 non può avere uno dei simboli più importanti, la Cattedrale normanna chiusa da oltre sei anni, è semplicemente inaccettabile. Il clero agrigentino ha più volte spiegato che la situazione è solo peggiorata adesso questa crepa che si è allargata di due millimetri, non lascia presagire nulla di buono. Vogliamo capire bene il motivo dei ritardi e da chi sono causati, ma a distanza di tutti questi anni non possiamo che condividere quello che ha dichiarato don Giuseppe che finora la politica e la burocrazia sono stati solo un freno per la riapertura della Cattedrale.”

Situazione drammatica per gli operatori ecologici di Porto Empedcole

Da insostenibile sta mutando in drammatica la situazione economica degli operatori ecologici in servizio al Comune di Porto Empedocle senza stipendio da oltre nove mesi. Succede anche questo purtroppo in un territorio carente di servizi e che penalizza soprattutto chi si sporca le mani lavorando, è il caso dei netturbini, e i contribuenti costretti a pagare bollette sempre più salate ricevendo in cambio servizi nettamente inadeguati rispetto al costo dei tributi. Ieri, gli stessi operai, in vista delle due giornate di sciopero indette per i prossimi 22 e 23 giugno, hanno deciso arbitrariamente di non lavorare, lasciando così i rifiuti al loro posto. Ovviamente spiazzata la collettività empedoclina costretta così a convivere con la spazzatura. La sindaco, Ida Carmina avrebbe già chiesto lumi alle ditte sull’imprevisto disservizio di ieri.

[wp-rss-aggregator]

Favara. Le ferrovie chiudono una strada che in molti ritenevano pubblica: disagi per i fruitori

Problemi di varia natura avrebbero indotto la società Ferrovia dello Stato Italiane S.p.A. a chiudere al transito un tratto della linea ferrata Agrigento – Naro, tratta dismessa dal 1958 sui cui binari, un tempo viaggiavano i vagoni carichi di zolfo estratto dalle miniere di Favara. Il tratto interdetto al passaggio con dei blocchi di cemento è quello limitrofo alla galleria di c.da Stefano, in territorio di Favara. Zona quest’ultima di particolare pregio archeologico e paesaggistico ma anche sede di numerose aziende agricole e abitazioni rurali. Per circa 60 anni, l’ex linea ferroviaria fu mutata in strada, arteria utile a raggiungere le campagne, ma con la sua chiusura, notevoli disagi si registrano per i proprietari che adesso sono costretti a percorsi alternativi.

 

[wp-rss-aggregator]

Rifiuti, giorni di caos. Emergenza rientrata

E’ stata una festa della Repubblica tra i rifiuti anche ad Agrigento. Uno spettacolo indecoroso che si sono trovati davanti i cittadini ma anche diversi turisti arrivati in città per godere delle bellezze. Adesso l’emergenza sta rientrando. Le discariche aprono perchè è stata emessa da Crocetta una nuova ordinanza sulla base dell’intesa raggiunta tra Regione e ministero dell’Ambiente, siglata nel pomeriggio di giovedì scorso dal ministro Galletti. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta dopo una giornata di caos per i rifiuti in Sicilia. Discariche chiuse in attesa dell’ordinanza della Regione che autorizza lo svolgimento delle attività. Gli autocompattatori hanno trovato le porte sbarrate, ma adesso, assicurano il presidente della Regione Rosario Crocetta e l’assessore all’Energia Vania Contrafatto la situazione torna alla normalità. “E’ stata finalmente riaperta la discarica di Siculiana- afferma l’assessore comunale di Agrigento, Mimmo Fontana- e quindi è ripreso il servizio di raccolta dei rifiuti. La discarica era stata chiusa per il tardivo rinnovo dell’autorizzazione- spiega Fontana- che è arrivata con l’ennesima ordinanza di deroga del presidente Crocetta . Ancora una volta le nostre città finiscono per pagare il prezzo delle inefficenze di una Regione che ormai non riesce più a governare il settore dei rifiuti. Per il ritorno alla completa normalità, con lo smaltimento dei rifiuti rimasti per strada, occorreranno due giorni”. La firma di giovedì ha fatto riapartire il sistema rifiuti in Sicilia e ha anche rimandato alla fine di novembre l’attuazione del piano che prevede i termovalorizzatori. Tra i 22 comuni agrigentini che, a seguito della scadenza dell’autorizzazione regionale, non hanno potuto più conferire i rifiuti nella discarica di Siculiana c’era anche Licata . Qui il Sindaco Angelo Cambiano, in attesa delle autorizzazioni, aveva emesso un’ordinanza al fine di di mettere immediatamente a disposizione dell’Ente il Centro Comunale di Raccolta della zona ex Halos di Piano Buagides dove portare i rifiuti per il tempo strettamente necessario alle operazioni di svuotamento dai mezzi della raccolta e caricamento su altri mezzi per il successivo avvio a discarica.

Turni di due settimane nell’erogazione dell’acqua potabile a Favara, la sindaco diffida Girgenti Acque e convoca l’assemblea dell’ATI

“Considerato che la pazienza dei cittadini, con particolare riferimento agli utenti portatori di handicap e ai titolari di attività commerciali, è stata messa a dura prova da tali gravi disservizi, si diffida la società al ripristino urgente della corretta erogazione idrica contrattualmente prevista, diversamente si procederà alla segnalazione alle autorità competenti per scongiurare gravi rischi igienico-sanitari connessi al mancato approvvigionamento idrico”. Così scrive la sindaco di Favara Anna Alba nella diffida inoltrata alla società Girgenti Acque s.p.a a seguito degli estenuanti turni di erogazione del prezioso liquido di cui sono vittime i cittadini del grosso centro agrigentino. In alcuni quartieri di Favara infatti, l’acqua arriva nelle case ogni due settimane. Il paradosso sta nel toponimo della stessa cittadina Favara dall’arabo”polla d’acqua che sgorga”, magari lo farà nei terreni ma dai rubinetti delle case dei favaresi ne sgorga sempre meno e a caro prezzo. Una famiglia media infatti, pagherebbe al gestore, circa 300 euro all’anno, cifra che ovviamente si incrementa a causa del ricorso alle autobotti private. Nella fattura che Girgenti Acque invia nelle case dei contribuenti favaresi anche la voce “canone di depurazione”, nonostante il sequestro dell’impianto giudicato non consono alle sue funzioni, da alcune analisi dell’ARPA e dei Carabinieri infatti, i liquidi in uscita dal depuratore, risultavano addirittura più inquinate di quelle in ingresso. Alla luce dell’ennesima diffida inviata dal Comune di Favara, la sindaco ha anche chiesto a Girgenti Acque il reale dato del quantitativo di acqua potabile che affluisce quotidianamente al serbatoio comunale per la somministrazione. Il dubbio, in questo caso, sarebbe quello di una minore quantità di liquido erogato dalla società. La stessa amministratrice comunque ha già convocato un’assemblea dei sindaci dell’ATI idrico, per discutere dei problemi idrici non solo di Favara e di valutare l’eventuale rescissione contrattuale con la stessa società presieduta da Marco Campione. Circostanza quest’ultima, acclamata spesso dai cittadini ma che per essere attuata necessita del parere favorevole di tutti i sindaci dell’ATI.

 

[wp-rss-aggregator]

 

 

 

Favara. Senza acqua da 10 giorni, lo sfogo di un cittadino: dal Comune pronta la diffida a Girgenti Acque

“Nel terzo millennio, può ancora una famiglia subire attese di oltre 10 giorni per l’erogazione dell’acqua”? Questa è stata la domanda rivoltaci telefonicamente da un cittadino di Favara e che noi inoltriamo a Girgenti Acque, società che gestisce il servizio idrico integrato in Provincia di Agrigento. Nella segnalazione il cittadino che abita nella zona di via Firenze ci ha raccontato dei continui disagi che da anni la sua famiglia è costretta a subire. “Pago l’acqua corrente più di quella minerale che comunque compro lo stesso perchè di quella che sgorga dai rubinetti non mi fido – ci ha detto. Negli anni ’80, l’acqua arrivava ogni mese, per questo ho sacrificato molta superficie della mia casa per fare spazio ai recipienti di accumulo. Allora a Favara, la gestione era pubblica e gratuita, poi il servizio idrico fu affidato a Girgenti Acque – ha continuato il cittadino – ci avevano detto che avremmo avuto l’acqua 24 ore su 24, io stesso – ha aggiunto – ci avevo creduto, un prezzo da pagare c’era però, ed era la bolletta idrica. Benissimo – ci ha detto ancora il cittadino – avrei finalmente smesso di chiamare le autobotti. A distanza di molti anni però, le promesse della società rimangono tali e l’autobotte la chiamo ancora, nonostante il prezzo salatissimo delle bollette che – ha detto ancora – per il bilancio di una famiglia media, sono quasi insostenibili”.

Con l’arrivo della bella stagione, il consumo idrico inevitabilmente aumenta. Dalla società dicono che i ritardi sono dovuti a dei guasti agli impianti, una giustificazione troppo spesso avanzata dalla società che ha ricevuto dai Comuni, condotte e impianti che necessitano di interventi, ma la stessa dovrebbe comunque investire per rendere efficiente un servizio che evidentemente ha delle lacune. In mattinata, abbiamo sentito il vice sindaco di Favara, LilloAttardo che ha a sua volta chiesto spiegazioni alla società. Dal Comune di Favara, comunque, qualora il problema non arrivi a soluzione, si dicono pronti a diffidare nuovamente Girgenti Acque.

 

[wp-rss-aggregator]

 

 

Aragona. L’appello al premier di Antonella insegnate e mamma di un figlio disabile

Insegnante, mamma di un figlio con disabilità gravissima, lancia un appello al presidente del consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni per chiedere di poter lavorare nella sua città, in modo da poter accudire e assistere il proprio congiunto. Questa è la storia di Antonella Zammito, insegnante con cattedra a Catania, ma provvisoriamente trasferita nella sua Aragona che unitamente ad altre mamme – nelle sue stesse condizioni – si fa portavoce dei disagi e nel giorno della festa della mamma si è rivolta premier.

“ Le chiediamo . Si legge nella lettera dell’insegnate – un gesto speciale per la festa della mamma: impegni il governo a cambiare la norma che non tutela i dipendenti pubblici come noi, docenti e genitori di disabili gravi, dal rischio di essere annualmente assegnati a centinaia di chilometri dai nostri figli”.

Antonella è la mamma di Andrea, 19 anni, costretto in carrozzina da una malattia neurodegenerativa e che necessita di un’assistenza continua.

L’assegnazione provvisoria ad Aragona dal prossimo anno scolastico potrebbe essere annullata, questo significherebbe mettere alle corde la mamma, che però non demorde e nell’eventualità di questa ipotesi, annuncia una battaglia legale contro il Ministero.
Intanto proprio per chiedere un emendamento all’articolo 7 del testo unico sul pubblico impiego, che consentirebbe a chi ha figli disabili gravi -di lavorare nel comune di residenza è stata lanciata una petizione sul web. “Non possiamo lasciarli soli” dalla piattaforma Progressi.org che ha già registrato oltre 11 mila sottoscrizioni.

Antonella Zammito da 13 anni presenta regolarmente la domanda di trasferimento in Provincia di Agrigento, richiesta che puntualmente viene respinta, cattedra che probabilmente può essere stata anche assegnata ai cosiddetti furbetti della 104 di cui però si sta occupando la magistratura.

 

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. “Chiediamo il ripristino del ponte Petrusa” il coro del sit-in della CISL

Si sono dati appuntamento sul ponte Petrusa, sindacalisti, cittadini, politici e associazioni, il viadotto della Strada Statale 122 Agrigento – Favara, parzialmente demolito è interdetto da circa 6 mesi.

Nel sit – in organizzato dalla CISL, i cittadini hanno pacificamente dimostrato il proprio disappunto sulle scelte di Anas nell’avviare le opere di demolizione per poi abbandonare il cantiere del ponte che per problemi strutturali, deve essere abbattuto e ricostruito.

La non transitabilità del viadotto, lungo poco più di 100 metri, provoca notevoli disagi negli spostamenti tra i due centri, ma non solo, in c.da Petrusa si trova anche una delle più grandi case circondariali della Regione.

Per superare l’ostacolo del ponte parzialmente demolito, i fruitori della strada sono costretti a fare un giro di circa 16 km, ad accusare maggiormente i disagi sono i residenti della contrada

Oggi, dal ponte Petrusa, i manifestanti hanno chiesto a gran voce il ripristino del viadotto.

Per la cronaca, secondo quanto riferitoci recentemente da ANAS, quest’ultima società, starebbe ancora progettando l’intervento da eseguire, quindi per la consegna definitiva dell’opera, si prospettano tempi lunghi. Al sit-in odierno si è registrata anche una buona partecipazione di amministratori e consiglieri comunali di Favara e Agrigento.

[wp-rss-aggregator]

Marrobbio a Lampedusa. Ingenti danni ai pescherecci: il sindaco Nicolini chiede aiuto

Le forti raffiche di scirocco a Lampedusa hanno provocato l’innalzamento improvviso del livello del mare, fenomeno che gli esperti chiamano marrobbio, ingenti i danni che sono in corso di quantificazione. Il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini ha lanciato un appello:”E’ un disastro – ha detto – è come se ci fosse stato un piccolo tsunami, tutte le barche si sono alzate. Già stanotte – ha aggiunto il sindaco – ho avvisato la Prefettura di Agrigento ed ho chiamato il presidente della Regione che sta convocando la Protezione civile. Siamo di fronte ad una calamità naturale seria. C’è stato un vento fortissimo, una sorta di tromba d’aria – racconta Nicolini – si sono alzate le onde e l’acqua è arrivata fino al campo sportivo. C’è bisogno di aiuto, di riportare all’asciutto i pescherecci affondati e di controllare tutti gli altri. E’ affondata la vita ed i sacrifici fatti dai pescatori”.

La calamità ha interessato l’area del porto nuovo dell’Isola, due pescherecci ed alcune piccole imbarcazioni da diporto sono affondate, danneggiata anche una motovedetta dei Carabinieri, divelti  diversi  pontili del molo.

E’ stata una notte di lavoro intensa per le forze dell’ordine impegnati a salvare le imbarcazioni . Il marrobbio, a Lampedusa non si verificava da circa 20 anni, Totò Martello, presidente del consorzio dei pescatori di Lampedusa in merito ai danni causati alle imbarcazioni sui social scrive:”Molti danni, molte barche affondate. Famiglie rovinate. Per noi è un momento triste. Per i pescatori di Lampedusa è un dramma”.

Anche l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro si è messo in contatto con l’amministrazione comunale delle Pelagie, il pastore della chiesa agrigentina si sarebbe messo a disposizione del sindaco Nicolini e avrebbe espresso la sua solidarietà alle famiglie di pescatori danneggiate.

[wp-rss-aggregator]

Succede ad Agrigento: 36 giorni di attesa perl’acqua corrente a Zingarello

36 giorni, tanto hanno dovuto attendere gli abitanti della frazione balneare agrigentina di Zingarello per l’arrivo dell’acqua nelle proprie case. Nessun avviso della società che gestisce il servizio idrico sulle motivazioni del ritardo nella distribuzione del prezioso liquido. Ed ecco quindi che i cittadini, che in proporzione al servizio erogato, probabilmente risparmierebbero comprando l’acqua minerale direttamente dai supermercati, si sono trovati ad affrontare una crisi idrica non degna di un pese che si definisce “civile”. Alquanto singolare sembra anche il silenzio delle istituzioni locali, che pur non essendo responsabili del servizio, dovrebbero quanto meno vigilare sul corretto espletamento.

Zingarello è un quartiere prevalentemente abitato nel periodo estivo, ma sono diversi i nuclei familiari che vi risiedono tutto l’anno. Attendere l’acqua corrente per 36 giorni, ha comportato notevoli disagi, ivi compresi, maggiorazioni nei costi, avendo dovuto sopperire la mancanza con l’acquisto del prezioso liquido dai privati. Ed intanto proprio ieri, l’Assemblea Territoriale idrica, ha discusso di tariffe delle bollette idriche e di personale dell’ATI. Argomenti che secondo quanto afferma il comitato intercomunale per la gestione pubblica dell’acqua, sono stati trattati a porte chiuse.

Sulle tariffe – scrive in una nota Franco Zammuto – è emerso che quanto prima, quasi certamente, dovrebbero subire un aumento e, forse, un livellamento tra le diverse tariffe applicate ai comuni, distinti in quelli che non hanno concesso le acque al gestore, liberi nell’applicare le tariffe, e i comuni salassati dal gestore”.

[wp-rss-aggregator]

Zingarello senza acqua da 32 giorni, i cittadini chiedono l’intervento delle autorità

32 giorni senza acqua, questa è stata la segnalazione giuntaci in redazione da alcuni abitanti della frazione agrigentina di Zingarello. Secondo quanto riferitoci, il quartiere, abitato prevalentemente nei mesi estivi, rientrerebbe in un piano di razionalizzazione delle risorse idriche, per questo motivo, Girgenti Acque, avrebbe ridotto la turnazione idrica che però, penalizza le famiglie che vi risiedono tutto l’anno. Sempre secondo quanto segnalato, tecnici di Girgenti Acque avrebbero riferito agli abitanti, che l’acqua sarebbe dovuta arrivare il 25 aprile scorso, ma ad oggi, i rubinetti delle case di Zingarello sono rimasti ancora a secco. Gli abitanti chiedono l’intervento delle autorità affinchè in zona, si riattivi presto la distribuzione del prezioso liquido. Del resto il Piano Regolatore Generale degli Acquedotti in Sicilia, prevede che ogni giorno per ciascun cittadino, dovrebbe essere garantita una dotazione idrica di 170 litri d’acqua. Quantitativo che ad oggi, in molti centri della Provincia di Agrigento rimane un sogno per molti contribuenti che pagano a caro prezzo la poca quantità erogata.

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Ponti Petrusa e Morandi chiusi, quando iniziano i lavori? Lo abbiamo chiesto a ANAS

Nell’agrigentino continuano i disagi nei collegamenti interni, In c.da Petrusa lungo la Starada Statale 122 Agrigento – Favara, il cantiere per la demolizione e ricostruzione del viadotto, registra una sospensione dei lavori. Il ponte, lungo poco più di 150 metri, era stato chiuso al traffico nello scorso mese di Novembre da Anas che successivamente aveva fatto sapere che la struttura sarebbe stata abbattuta e ricostruita con tecniche diverse. In prossimità dell’apertura del sottostante tracciato della raddoppiata 640, i lavori di demolizione subirono un’accelerazione. Mezzi e uomini all’opera notte e giorno per abbattere le due campate sovrastanti. Dal 28 marzo scorso però, data quest’ultima dell’inaugurazione del primo lotto della strada Agrigento – Caltanissetta, il cantiere del viadotto Petrusa è stato praticamente abbandonato. Abbiamo chiesto ad ANAS, spiegazioni circa i tempi di ripristino dei lavori, l’ufficio stampa della società, ci fa sapere che il progetto per la ricostruzione del ponte sono in corso, sui tempi di riavvio dei lavori ANAS non è attualmente in grado di fornire una data certa poiché, completata la fase progettuale si dovrebbe poi procedere all’espletamento della dovuta gara d’appalto. Un tempo indefinito, certamente lungo, quello per la fruizione completa della S.S122. Un disagio continuo quindi per chi da entrambi i sensi di marcia deve spostarsi in direzione Agrigento o Favara, per chi proviene da quest’ultima cittadina le difficoltà sono maggiori poiché, per superare l’ostacolo del ponte chiuso, deve lasciare la 122, scendere sulla 640 percorrerla e dall’uscita Aragona Caldare ritornare in dietro, una deviazione lunga circa 12 km. Facendo un po’ i calcoli dei costi maggiori a cui sono soggetti gli automobilisti, abbiamo ipotizzato a 12 km/l il consumo medio di un’automobile, quindi il giro lungo a cui è costretto chi da contrada Petrusa vuole raggiungere Agrigento, costa mediamente 1,60 € ad ogni passaggio. E’ chiaro come questo costo aggiuntivo, alla lunga, influisce pesantemente sui bilanci familiari. Passando all’altro viadotto chiuso, ovvero il Ponte Morandi, ANAS, anche in questo caso non è stato in grado di fornirci una data certa sull’avvio degli attesi lavori di manutenzione. Opere preventivate in 6 mesi. Ricordiamo che il viadotto Akragas, è chiuso dallo scorso 16 marzo e la sua interdizione attualmente causa non pochi disagi agli automobilisti agrigentini. Sulla situazione dei cantieri su entrambi i viadotti, ci torneremo prossimamente.

 

[wp-rss-aggregator]

Tra pericoli e deviazioni il nostro viaggio lungo la nuova S.S. 640

24 ore dopo l’inaugurazione del primo lotto della raddoppiata Strada da Statale 640, denominata “La strada degli scrittori” analizziamo insieme parte del tragitto i cui lavori, finanziati dall’Unione Europea, sono costati complessivamente 535 milioni di euro.

Prima di intraprendere da Agrigento, il viaggio, andata e ritorno, del nuovo tratto della strada, fino a Contrada San Benedetto occorre una premessa. La presenza ieri dei due ministri Delrio e Alfano unitamente a quella del presidente di Anas, Armani, hanno suscitato non poche polemiche tra i cittadini che in questi 8 lunghi anni di lavori, hanno subito e per certi versi, subiscono ancora i disagi causati dalla presenza dei cantieri, costretti a continue deviazioni che come vederemo, ancora non sono del tutto sparite.

Lo stesso Armani, all’incontro di ieri, ha precisato che fino a quando la tratta non sarà tutta completa, le previsioni dicono entro la fine del prossimo anno, i benefici per i fruitori non saranno realmente percepiti. Ma adesso mettiamoci in viaggio. In c.da Petrusa, lo svincolo Agrigento – Favara, la segnaletica indica Agrigento centro, peccato che se gli ignari automobilisti escono dalla Statale, causa lavori di demolizione del viadotto “Petrusa”, per giungere nella città dei Templi saranno obbligati a fare il giro da Favara. Per la cronaca, i lavori di demolizione e ricostruzione del viadotto sono stati stimati in 2 mesi, quindi tra qualche settimana, questo disagio potrebbe cessare.

Rimettendoci sulla strada degli Scrittori, subito dopo il viadotto il Petrusa, un pericolo non indifferente corre ai margini della strada. I cavi di acciaio dei tiranti dei muri di contenimento infatti, non sono stati recisi e senza nessuna barriera di protezione, i mezzi vi transitano a pochi metri di distanza. Giunti in prossimità di Contrada San Benedetto, territorio di Favara, abbiamo deciso di ritornare nella città dei Templi, usciti dallo svincolo di Favara e dopo aver percorso la rotonda per tornare indietro, la sorpresa. La tratta “San Benedetto – Agrigento è ancora chiusa al traffico, quindi per poter rientrare in città, abbiamo dovuto fare il “giro largo”dalla zona industriale.

Probabilmente le lamentele degli automobilisti, sull’opportunità di aver svolto una cerimonia di inaugurazione alla presenza delle alte cariche dello Stato, erano più che giustificate. D’altronde, basta fare due semplici calcoli matematici per capire che il ritmo lumaca dei lavori, che in 8 anni, sono avanzati al ritmo di poco più di 10 metri al giorno su un totale di 31 km da realizzare, non indicano certamente un risultato soddisfacente per un paese europeo del terzo millennio.

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Carnevale solidale del Lions Club “Zolfare” a Villaseta

Iniziativa benefica del Lions Club delle “Zolfare” di Aragona, Comitini, Grotte e Racalmuto che in occasione del Carnevale, ha donato derrate alimentari alla Caritas della parrocchia Santa Croce di Villaseta che a sua volta le distribuirà alle numerose famiglie che versano in condizioni di disagio economico. Nel salone della parrocchia guidata da don Gioacchino Scimè, il presidente del Club, Giovanni Volpe, ha ufficialmente consegnato i beni di prima necessità che poi serviranno ad aiutare le persone bisognose. Una raccolta che ha visto protagonisti i soci del Club, una aiuto concreto quindi in un periodo difficile per molte famiglie e che arriva in un quartiere problematico, dove numerose sono le criticità, in primis la disoccupazione. L’iniziativa del Lions Club “Zolfare” non a caso è stata promossa in occasione del “Carnevale”, un momento di festa per la comunità parrocchiale, con i bambini in maschera che hanno sfilato lungo le strade del quartiere. Una frazione, quella di Villaseta, spesso salita alla ribalta delle cronache per le condizioni di degrado sia urbano sia sociale.

 

[wp-rss-aggregator]

AgrigentoTv segnala e Girgenti Acque risponde ai cittadini di via Campo a San Leone

Lunedì scorso su segnalazione dei cittadini, ci siamo occupati della problematica presente da diverso tempo in via Salvatore Campo nel quartiere agrigentino di San Leone. Avevamo acceso i riflettori su uno spreco d’acqua, l’intervento della nostra redazione era stato appunto richiesto per evidenziare il problema, un continuo sversamento del prezioso liquido in strada, problema quest’ultimo che secondo quanto riferitoci dai cittadini, ne sarebbero stati a conoscenza sia Girgenti Acque sia il Comune. Nella strada a monte del trafficato viale delle Dune, ci avevano detto che da oltre sei mesi, ogni qualvolta che Girgenti Acque eroga il prezioso liquido nel quartiere, parte dell’acqua anziché giungere nelle abitazioni, si riversa in strada, un continuo ruscellamento. A testimoniare la lunga permanenza del problema, in zona si è addirittura formato il tipico muschio che ha colorato di verde l’asfalto. Migliaia di metri cubi d’acqua che nei mesi, quindi, si sono riversati inutilmente compromettendo anche lo stato del già dissestato manto stradale. Dopo la messa in onda del servizio, la nostra redazione ha inoltrato la richiesta di intervento pervenutaci dai cittadini, all’ufficio stampa della società Girgenti Acque. Tempestiva è stata la risposta della società che telefonicamente ci ha fornito alcuni chiarimenti. Secondo quanto appreso, l’acqua che da mesi si riversa inutilmente in via Campo, non proverrebbe dalla condotta idrica, ma da una sorgente che sgorga in un terreno privato ubicato a monte dal luogo dove è visibile la fuoriuscita. Dall’ufficio stampa, inoltre, ci è stato riferito che proprio lunedì mattina mentre una nostra troupe era in via Campo per il sopralluogo, si sarebbe svolto un incontro tra tecnici della stessa società e responsabili del Comune di Agrigento per discutere proprio di questa problematica. Da Girgenti Acque, annunciano nuove e approfondite valutazioni del problema al fine di giungere presto ad una risoluzione.

[wp-rss-aggregator]

Cittadini segnalano uno spreco d’acqua a S. Leone: a rischio anche la sicurezza stradale

Oggi ci occupiamo di spreco d’ acqua e dei relativi disagi che lo stesso provoca non solo alla collettività ma anche alla viabilità che in assenza di adeguati interventi, viene seriamente compromessa. Ci troviamo nella frazione balneare di San Leone, e precisamente in via Salvatore Campo, zona a monte del viale delle Dune, a segnalare è un residente della zona che ha illustrato il problema alla nostra redazione. Secondo quanto riferitoci, in via Salvatore Campo, da oltre sei mesi, ogni qualvolta che Girgenti Acque eroga il prezioso liquido nel quartiere, parte dell’acqua anziché giungere nelle abitazioni, si riversa in strada, un continuo ruscello. A testimoniare la lunga permanenza del problema è il muschio che si è formato sull’asfalto. Migliaia di metri cubi d’acqua che nei mesi, si sono riversati inutilmente compromettendo anche lo stato del già dissestato manto stradale. Dalla segnalazione, apprendiamo che del problema sono stati informati sia il Comune di Agrigento sia la società che gestisce il servizio idrico integrato ed entrambi, sulle competenze di intervento, secondo quanto riferitoci dal cittadino, avrebbero fatto il classico scarica barile, comportamento quest’ultimo che certamente non ha portato nessun beneficio ai residenti. Per dovere di cronaca, Girgenti Acque, in via Salvatore Campo, è intervenuta, o meglio, ha effettuato un saggio che è stato ricoperto con del cemento e transennato, operazione quest’ultima che sarebbe stata effettuata circa 8 mesi fa’, da allora, venerdì scorso, gli operai della società, sono ritornati nella stradina per coprire un altro scavo che è rimasto aperto per diversi mesi. Stamattina, giorno di distribuzione idrica in via Campo, una nostra troupe si è recata in zona per un sopralluogo, agli obbiettivi delle nostre telecamere non è sfuggito il rigagnolo d’acqua che continua imperterrito a riversarsi in strada così come non abbiamo potuto non constatare gli avvallamenti presenti in strada che probabilmente sono dovuti a presunte falle della condotta. Una situazione certamente insostenibile per gli abitanti della zona che chiedono l’intervento urgente, a prescindere da chi siano le competenze. Un problema atavico nella provincia di Agrigento è stato sempre legato alla carenza d’acqua, nel caso odierno invece, per certi versi, accade l’inverso, ovvero l’acqua c’è ma si perde. Uno spreco, che gli agrigentini non accettano e che chi di competenza dovrebbe evitare.

 

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Rifiuti scpeciali in strada a Zingarello

Rifiuti speciali a Zingarello, nella frazione balneare agrigentina, ignoti, hanno abbandonato in strada, alla porte del suggestivo borgo, diversi contenitori di acido nitrico, prodotto chimico che comunemente viene utilizzato come fertilizzante in agricoltura intensiva. Prodotti, pericolosi per l’ambiente e il cui smaltimento dovrebbe richiedere un protocollo speciale che inquadra, questo genere di scarti, come rifiuti speciali. I rischi di una loro esposizione libera vengono anche riportati dalle case produttrici, prescrizioni che però, spesso, non sono seguite da chi li utilizza

Recentemente, all’ingresso di Zingarello, dopo qualche anno di tregua, gli incivili sono tornati a depositare, indisturbati, materiali di qualsiasi genere. Prima dei bidoni di acido infatti, sullo stesso luogo erano stati abbandonati gli scarti di una ristrutturazione edilizia che poi, sono stati dati alle fiamme, sprigionando in aria, gli inevitabili fumi tossici che in zona, non mancano, a causa dei frequenti incendi dei teloni in plastica delle serre agricole.

Sui bidono di acido, sono visibili i codici dei lotti di vendita che probabilmente sono anche la carta di identità di chi li ha comprati. L’associazione ambientalista MareAmico Agrigento, comunque ha denunciato ai Carabinieri l’episodio. L’istituzione dei reati ambientali in Italia, in assenza di adeguati controlli, non ha scoraggiato questi gesti che causano notevoli danni sia all’ambiente sia alla collettività. Probabile che per individuare i responsabili, gli inquirenti, non debbano fare molta strada, visto che in zona, sono molte le coltivazioni agricole che utilizzano prodotti simili. Ma oltre alle dovute sanzioni, occorrerebbe anche fare leva sulla sensibilità delle aziende a cui, spesso, interessa solo il profitto.

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Cedimento stradale: chiuso un tratto di via Empedcole

Un cedimento dell’asse stradale, ha indotto il Comune di Agrigento, a chiudere al traffico, un tratto della via Empedocle, a ridosso dell’abside della chiesa S. Pietro. Si tratta della stessa zona, e probabilmente anche dello stesso problema che si era avuto nel giugno del 2009, quando a causa di infiltrazioni di acqua, la strada cedette, mettendo a rischio anche la staticità dell’intero versante a monte di via delle Torri. Del ripristino di quel tratto di strada, si occupò Girgenti Acque mentre dei dovuti lavori al muro di contenimento, il Genio Civile, oggi a distanza di quasi 8 anni, il problema è riaffiorato. via Empedocle è un’arteria densamente trafficata, è la sua parziale chiusura, provoca non pochi disagi ai fruitori. Da Palazzo dei Giganti, si sono adoperati a transennare l’area e ad informare del problema la società gestore del servizio idrico integrato, che adesso dovrà valutare l’entità del danno e provvedere ai dovuti lavori di ripristino.

[wp-rss-aggregator]

Licata: il sindaco vieta l’uso ai fini potabili dell’acqua

Divieto di uso dell’acqua ai fini potabili a Licata, con propria ordinanza, il sindaco Angelo Cambiano ha disposto “il temporaneo inutilizzo dell’acqua in erogazione ai fini potabili, fino a quando l’ente gestore non comunicherà l’esisto favorevole dei controlli interni e, quindi, la conformità dei valori delle acque in distribuzione “. Con la stessa ordinanza, il sindaco ha intimato anche “alla Girgenti Acqua Spa, quale ente gestore della rete idrica cittadina di riferire, sia al Comune che all’Ufficio di Igiene pubblica del Distretto di Licata, tutti i provvedimenti adottati ed i controlli interni effettuati per il rientro nei parametri di riferimento previsti dalla vigente normativa”. L’ordinanza sindacale nasce dall’accertata presenza di coliformi totali, sia in ingresso che in uscita, nei serbatoi Safarello, Sant’Angelo Alto e Sant’Angelo basso, registrati nei campioni di acqua prelevati lo scorso 30 gennaio.

[wp-rss-aggregator]

Zona ASI di Agrigento. In assenza di controlli si alimentano le discariche abusive

Probabile che da quando l’Irsap ha intensificato i rapporti con gli investitori stranieri, abbia tralasciato alcune problematiche presenti sul territorio. Ci spieghiamo meglio, a poco meno di cento metri dalla sede direzionale dell’Istituto di cui è commissario regionale la narese Maria Grazia Brandara, nell’agglomerato industriale di Agrigento – Aragona, c’è uno slargo, il cui toponimo indica piazza del Lavoro, che da diversi anni è stata trasformata in una discarica abusiva che accoglie rifiuti di ogni genere, anche speciali come l’eternit. Nell’Ottobre 2015, l’allora neo commissario Brandara, aveva addirittura diffidato per due volte nello stesso mese, i Comuni di Favara, Agrigento e Aragona, affinchè gli stessi provvedessero alla bonifica dell’area. Pochi mesi dopo, anche per effetto delle sanzioni elevate a danno di alcune aziende che abbandonavano in piazza del Lavoro i propri rifiuti, l’intera zona venne ripulita, ma da allora, in assenza di adeguati controlli, la discarica è tornata ad alimentarsi, il tutto naturalmente a discapito dell’ambiente e del decoro. Azioni simili, perpetrate da gente priva del senso civico e che quindi non rispetta le regole, se non viene bloccata con le adeguate sanzioni, probabilmente si sentirà autorizzata a ripetere questi gesti che danneggiato soprattutto i cittadini e le aziende oneste. Forse è il caso di dire, che l’Irsap che oltre a volgere lo sguardo verso oriente, sarebbe opportuno che si affacciasse al davanzale delle proprie finestre e osservando il degrado, tirare le orecchie ai comuni competenti per intimare agli stessi di provvedere nono solo alla bonifica ma anche al controllo dei propri territori.

 

[wp-rss-aggregator]

Diritti negati, il Tg 5 si occupa del calvario di una maestra di Favara

In un Paese paralizzato dalla burocrazia, dove dilaga la corruzione, i cittadini onesti per ottenere i propri diritti, spesso ricorrono alle denunce pubbliche tramite i media nazionali, nell’auspicio che le segnalazioni, grazie al clamore mediatico, possano trovare una risposta. Questo è stato il caso, ad esempio, di un’insegnante di Favara, che grazie all’intervento del TG5 e nello specifico del giornalista agrigentino Carmelo Sardo, ha potuto rendere noto il calvario a cui è sottoposta. Prima di addentrarci nella storia che la signora ha raccontato all’inviato di Mediaset però, occorre contestualizzare l’ambiente in cui questo accade. Siamo in Provincia di Agrigento, dove è in corso l’inchiesta “La carica delle 104”, l’indagine che vede coinvolte oltre un centinaio di persone, mira a fare luce su un presunto giro di truffe attuate da soggetti che, mediante certificazioni mendaci (ottenute grazie alla disponibilità di alcuni operatori sanitari) hanno usufruito i benefici previsti dalla Legge 104 che, nel caso degli insegnanti, serve ad ottenete l’assegnazione di una cattedra nella Provincia di residenza. Uno scandalo, questo dei furbetti delle 104, che vede proprio in Favara e Raffadali i centri più attivi nell’organizzazione dei rilasci delle certificazioni false che attualmente sono al vaglio della Magistratura. Fatta la dovuta premessa, passiamo ad esaminare il caso della signora Carmen. Una vita felice per la giovane docente, che con sacrifici, dopo un breve periodo da precaria, riesce finalmente ad ottenere la cattedra in una delle Province del Nord. Poi, con l’arrivo della prima figlia, il trasferimento provvisorio in Sicilia. IL calvario della signora Carmen però nasce con l’arrivo di Filippo, un bambino affetto da una rarissima encefalopatia e che proprio per la situazione clinica, necessita di assistenza continua. La mamma, inizia quindi a chiedere al Ministero dell’Istruzione di poter lavorare in un luogo vicino al proprio bambino. Richieste che non sono mai state accolte. Grazie ad una Legge, Carmen, comunque riesce a lavorare per tre anni alla Procura della Repubblica di Agrigento come cancelliere. Scaduti i 36 mesi però, Carmen è tornata ad insegnare a Palermo, centro distante circa a 3 ore di macchina dalla sua abitazione. Poi arriva la riforma della “Buona Scuola” di Renzi e paradossalmente, la mamma (insegnante di ruolo) che da circa 6 anni chiede al ministero di essere trasferita in una scuola della sua Provincia per poter essere vicina al figlio gravemente malato, non ottiene una cattedra nell’agrigentino perchè i posti, 52 per l’anno scolastico in corso, sono stati assegnati ad altrettanti docenti precari in possesso della famosa 104 personale. Carmen, anche lei è in possesso della 104, ma non quella personale, quindi ai fini della graduatoria, la mamma che al ritorno dal lavoro da Palermo anziché riposare è costretta a rimettersi in viaggio per Canicattì per portare Filippo in una struttura di riabilitazione, non può lavorare nella sua zona. Per esigenze che tutti, tranne lo Stato, comprendiamo, la mamma è spesso costretta ad usufruire dei congedi, in totale sono di due anni quelli concessi per la carriera degli insegnati. La signora Carmen li ha già quasi esauriti e da maggio prossimo, se le cose non cambiano, sarà costretta a lasciare il mondo dell’insegnamento. La signora si sente una vittima del sistema, gli abusi che negli anni si sono fatti dei benefici legati alla 104, dovrebbero far riflettere soprattutto chi, ottenendoli in modo illecito, toglie inesorabilmente il diritto a chi ne ha estremamente bisogno. L’auspicio naturalmente è che la dignità della lavoratrice e mamma, venga presa in considerazione dallo Stato che a volte, consentiteci, sembra quasi favorire i furbetti rispetto alla gente onesta che chiede solo ciò che gli spetta.

[wp-rss-aggregator]

Maltempo: Dichiarato lo stato di calamità in Sicilia

In seguito alle recenti ondate di maltempo che si sono abbattute in Sicilia, la giunta regionale ha dichiarato lo stato di calamità e richiesto lo stato di emergenza. A Palazzo D’Orleans inoltre è stato varato un emendamento che assegna alla Protezione Civile 10 milioni di euro per coprire le spese degli enti locali che hanno anticipato i fondi per gli interventi in somma urgenza e 20 milioni in più, oltre ai 70 già previsti nel Poc, per intervenire su situazioni a rischio. Intanto la sezione di Sciacca della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, chiede alla locale amministrazione comunale , di sospendere i tributi locali per le aziende che hanno subito danni dai nubifragi. “Il tessuto produttivo saccense, messo già a dura prova dalle dinamiche congiunturali legate alla crisi economica nel suo complesso – spiega in una nota il presidente Giuseppe Catanzaro – sta soffrendo ulteriormente e rischia il collasso sotto il peso di queste devastanti precipitazioni e allagamenti che hanno messo in ginocchio la nostra città”.

[wp-rss-aggregator]

Agrigento, chiusura per manutenzione del pluripiano di via Nenni e trovare parcheggio sarà una caccia al tesoro

Dopo le riduzioni degli stalli di sosta creati dalle regolamentazioni del traffico in piazza Municipio, ad Agrigento, dal prossimo primo febbraio, parcheggiare nei pressi del Palazzo di Città sarà un’impresa ardua a causa della chiusura del pluripiano di via Nenni. Il Comune ha recentemente dato in gestione l’area di sosta a pagamento ad un gruppo di imprese di cui è capogruppo la HYA Srl, quest’ultima, ha annunciato l’avvio dei lavori di manutenzione della struttura, opere che dovrebbero iniziare proprio nel primo giorno del mese di Febbraio. Alla data odierna, non ci sono giunte comunicazioni sull’entità degli interventi e soprattutto sulle date previste per la riapertura del pluripiano. Disagi in vista quindi per i tanti utenti che, quotidianamente devono raggiungere gli uffici pubblici, una “caccia al tesoro” che si innescherà inevitabilmente con la ricerca di un posto auto. Disagi che, qualora gli interventi manutentivi non saranno stati ultimati in occasione del “Mandorlo in Fiore”, potrebbero causare serie difficoltà alla normale circolazione veicolare. Indubbiamente a subire passivamente la carenza di posti auto, saranno anche le attività commerciali della vicina via Atenea costrette già a fronteggiare la grave crisi economica che negli ultimi anni, ha costretto decine di attività a chiudere definitivamente bottega.

 

[wp-rss-aggregator]

Sciacca. Il maltempo concede una tregua, si contano i danni: le testimonianze dei cittadini

Ieri pomeriggio, il sole è tornato a splendere su Sciacca, la quiete dopo la tempesta che domenica scorsa, per la seconda volta in due mesi, ha colpito il centro agrigentino. Per la popolazione è adesso il tempo della conta dei danni, squadre di tecnici stanno effettuando i dovuti sopralluoghi su tutto il territorio comunale per fare un quadro completo della situazione. Domenica scorsa, a Sciacca sono caduti circa 150 mm di pioggia, si tratterebbe della stessa quantità che solitamente in zona arriva nell’arco di un anno. Sono molte le arterie rurali spazzate via dalla furia dell’acqua, operai in azione anche per la pulizia dei detriti. La zona maggiormente colpita è stata la contrada Foggia dove acqua e fango si sono spinti sino all’interno delle abitazioni. Notevoli i danni anche alle attività commerciali e all’agricoltura, ma soprattutto tanta la paura per i residenti. Il sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paola chiede alla Regione di sbloccare il finanziamento di 250 mila euro, somme quest’ultime che erano state stanziate per la messa in sicurezza del torrente Foce di Mezzo, corso d’acqua quest’ultimo che è esondato. A Sciacca comunque, si cerca lentamente di ritornare alla normalità, dopo i disagi dei giorni scorsi, la popolazione si è messa al lavoro a dare una mano nelle zone più colpite anche dei volontari provenienti da altri quartieri. Intanto ieri pomeriggio a Palermo si è svolto un vertice di coordinamento delle emergenze. Incontro a cui hanno partecipato tra gli altri, il Presidente della Regione, Crocetta e i responsabili regionali di Protezione civile, ANAS, CAS. Dall’incontro è emersa la redazione di una mappatura dei danni da parte di tutti i dipartimenti  interessati, finalizzata non solo ad individuare gli interventi immediati, ma  anche alla dichiarazione dello stato di calamità che verrà deliberata nei
prossimi giorni dalla giunta regionale. In corso di redazione anche la mappa delle varie criticità che richiedono interventi immediati.

[wp-rss-aggregator]

Siciliacque comunica torbidità e guasto sulla condotta dell’Acquedotto Fanaco

Riduzione della fornitura idrica ai serbatoi del Comune di Agrigento ed al partitore di Aragona, a causa di torbidità riscontrata nell’invaso dell’acquedotto Fanaco. A segnalarlo è Girgenti Acque a seguito della comunicazione al gestore di Sicilia Acque. La riduzione della fornitura idrica, dicono da Girgenti Acque, avrà conseguenze dirette sui Comuni serviti, ovevro :Agrigento, Aragona, Comitini, Porto Empedocle, Favara, Canicattì, Campobello di Licata, Casteltermini, Ravanusa e San Giovanni Gemini; Inoltre, sarebbe stato riscontrato un guasto sulla condotta dell’ acquedotto Fanaco, interruzione che avrebbe causato la sospensione della fornitura idrica nei Comuni di Canicattì, Campobello di Licata, Casteltermini e Ravanusa; Nei Comuni di Agrigento , Aragona, Comitini, Porto Empedocle e Favara – aggiungono da Girgenti Acque – questa problematica va ad aggiungersi alle altre riscontrate recentemente, per questo motivo, dicono dalla società che gestisce il servizio idrico, i possibili disagi cesseranno non appena la situazione sarà risolta.

[wp-rss-aggregator]

Agrigento, tragedia sfiorata in via Passeggiata Archeologica: rischio che doveva essere evitato

Tragedia sfiorata sabato scorso ad Agrigento dove, nell’ora di pranzo, un grosso ramo di un albero di pino, si è spezzato ed è caduto sulla strada fortunatamente senza colpire i passanti. L’episodio si è verificato in una delle arterie più suggestive ma anche più trafficate di Agrigento, ovvero in via passeggiata archeologica. Un ramo, di oltre un quintale di peso, è improvvisamente caduto da un’altezza di oltre 6 metri, è intuibile i danni che avrebbe potuto causare se avrebbe investito uno delle migliaia di mezzi che quotidianamente vi transitano. Solo il caso quindi non ha voluto ulteriori danni, c’è da segnalare comunque come nel fusto dell’albero da cui si è staccato il ramo, figura l’ormai noto bollino rosso, si tratta della segnalazione di pericolosità delle piante che dovrebbero essere abbattute. Censimento che era stato effettuato dal Comune di Agrigento ma che, inspiegabilmente non è stato seguito, da un piano di abbattimenti capillari. Sabato scorso in via Passeggiata Archeologica poteva seriamente scapparci il morto, rischio che poteva essere evitato con l’abbattimento dell’albero che era già stato ritenuto pericoloso. Per la cronaca, per la rimozione del ramo dalla strada si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e per alcune ore la stessa arteria è stata chiusa al traffico.

 

[wp-rss-aggregator]

 

E’ allerta meteo “Arancione” in Provincia di Agrigento

Avviso di allerta meteo alla popolazione dopo il bollettino del Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana.

Dal pomeriggio di oggi, sabato 21 gennaio 2017 e fino a domani, domenica 22 gennaio 2017, sono previste nella nostra zona (quadrante “D”) condizioni meteorologiche con criticità “ARANCIONE”.

In particolare, fino alla mezzanotte di oggi la criticità arancione riguarda il “rischio meteo-idrogeologico e idraulico”; dalla mezzanotte e per tutta la giornata di domani la criticità arancione si riferisce al “rischio idraulico”.

 

Per ulteriori informazioni collegarsi al sito del dipartimento regionale di Protezione Civile

 

[wp-rss-aggregator]

Disagi alla rete stradale agrigentina l’on. Moscatt si reca all’ANAS

“Viste le tante sollecitazioni, provenienti dal territorio e dagli amministratori locali, ho raggiunto la sedecentrale dell’Anas per le istanze urgenti e dunque per un’intensa e proficua mattinata di colloqui”. E’ quanto afferma il deputato nazionale del Pd Tonino Moscatt, a margine della visita nella sede romana della società che gestisce la rete stradale ed autostradale italiana, sotto la vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Ho acquisito – dichiara l’on. Moscatt – le prime informazioni sulla vicenda del “ponte Petrusa” che collega Favara ad Agrigento ed attendo una relazione dettagliata sullo ‘stato dell’arte’ e sulle prossime tappe. Abbiamo trattato – aggiunge – anche la questione del “ponte Petrulla”che collega Licata, Ravanusa e Canicattì su cui, durante i lavori, si sono evidenziati problemi strutturali ad alcuni piloni, costringendo l’allontanamento della data di riapertura. Per questo motivo – si legge ancora nella nota di Moscatt – ho chiesto che venga sistemata la strada alternativa, la strada statale 123, che a causa dell’imponente traffico dirottato su di essa ha presentato delle criticità. L’incontro dell’esponente PD con i vertici di ANAS ha anche riguardato altre problemi alla rete stradale della Provincia di Agrigento, e nello specifico dei disagi sulla Agrigento – Palermo e della messa in sicurezza della Palermo – Sciacca.

[wp-rss-aggregator]

Entro maggio 2017 la possibile chiusura della vertenza Favara Ovest

Nei giorni scorsi vi avevamo parlato della ultra decennale vertenza dei confini territoriali tra i Comuni di Agrigento e Favara, e dell’odissea degli abitanti della zona denominata Favara Ovest o Agrigento Est dipende dalle latitudini, residenti che pur essendo originari della città dell’Agnello Pasquale, all’anagrafe sono a tutti gli effetti cittadini di Agrigento. Da Palazzo dei Giganti ci avevano assicurato che l’iter burocratico di definizione dei confini era in procedura di arrivo, la conferma della prossima risoluzione,adesso, giunge anche dal Comune di Favara. A breve infatti, la Regione potrebbe indire il referendum popolare che farà scegliere agli stessi abitanti, se ritornare ad essere cittadini di Favara o se rimanere residenti ad Agrigento. Secondo la sindaca di Favara, Anna Alba il referendum potrebbe svolgersi già nel prossimo mese di maggio.

Nel Tg l’intervista alla sindaca di Favara Anna Alba.

Torna la neve in Sicilia. Disagi nei collegamenti e scuole chiuse nell’agrigentino

Le correnti artiche delle ultime ore, stanno provocando disagi, in molti centri la neve è tornata copiosa e nei comuni montani della Provincia di Agrigento, per precauzione, le scuole sono state momentaneamente chiuse. Questa mattina infatti, cancelli chiusi nelle scuole di ogni ordine e grado di Cammarata, San Giovanni Gemini e Santo Stefano Quisquina. Anche la circolazione stradale è problematica nelle arterie considerate a rischio. La neve e il gelo infatti, causno rallentamenti nei collegamenti interni e in alcuni tratti delle statali 189, Agrigento Palermo e sulla Palermo Sciacca. Nella giornata di ieri invece, la grandine ha fatto capolino in alcuni comuni della fascia costiera e della collina agrigentina. Secondo gli esperti, il picco del calo termico si avrà nella giornata di domani, per quanti dovessero necessariamente mettersi in viaggio, le forze dell’ordine consigliano cautela e soprattutto, di avere a bordo le catene e/o i pneumatici invernali. I mezzi spargisale e il personale Anas e del Libero Consorzio Comunale di Agrigento comunque sono al lavoro per garantire la fruibilità della rete stradale.

[wp-rss-aggregator]

Porto Empedocle. Il consigliere Bartolotta sul degrado del “mini zoo ecologico”

Degrado nella villa “mini zoo ecologico” del Villaggio Bellavista di Porto Empedocle, la segnalazione giunge dal locale consigliere comunale Salvatore Bartolotta che sull’argomento interroga l’amministrazione comunale sui provvedimenti da adottare per risolvere la situazione di disagio a cui sono soggetti i fruitori. Nello specifico, in una nota, Bartolotta denuncia incuria nella manutenzione del verde, pericolosità dei giochi per i bambini, evidentemente vandalizzati ed ancora problemi di pulizia, pericoli dovuti all’assenza dei coperchi nei tombini e soprattutto, pesanti accumuli di rifiuti anche pericolosi.

 

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Ispezione dei Carabinieri del N.A.S. all’Ospedale San Giovanni di Dio

La rete ospedaliera siciliana in questi giorni nel mirino dei militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma. Ispezioni infatti, si sono registrate in diversi presidi ospedalieri della Regione, nei giorni scorsi, i Carabinieri del N.A.S. Si sono presentati anche al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, per verifiche alla funzionalità del reparto. Da indiscrezioni, pare che non siano state riscontrate anomalie rilevanti. Proprio sul Pronto Soccorso del nosocomio di contrada Consolida, nei giorni scorsi, un cittadino ci aveva segnalato l’odissea a cui era stata sottoposta l’anziana madre. Giunta in mattinata al Pronto Soccorso per dolori al petto, secondo quanto riferitoci, la stessa dopo il triage, sarebbe stata visitata dai medici dopo oltre otto ore di attesa. Fortunatamente per la signora, non si sono avute gravi conseguenze, e dopo la visita è tornata nella sua abitazione. Un periodo di attesa però, troppo lungo in ambienti, poco confortevoli. La recente segnalazione giuntaci in redazione comunque è simile a tante altre inoltrateci nel tempo. Da segnalare come da diversi anni, al Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio, si attendono i dovuti lavori di ampliamento e ristrutturazione, che consentirebbero, ai sanitari di lavorare in ambienti più consoni e ai pazienti, di usufruire di locali idonei.

 

[wp-rss-aggregator]

Enel interruzione della fornitura elettrica ai serbatoi idrici di Riera e Calamonaci

A causa di un black – out programmato da Enel, disagi oggi per i serbatoi idrici dei Comuni di Ribera e Calamonaci, l’orario previsto per la riattivazione della corrente elettrica e per il pomeriggio. Pertanto Girgenti Acque, avvisa gli abitanti dei centri serviti, dei possibili slittamenti dei turni di erogazione idrica, servizio quest’ultimo che dicono dal gestore, ritornerà alla normalità nelle prossime ore.

 

[wp-rss-aggregator]

La UILPA Penitenziaria denuncia lo stato di degrado del carcere Petrusa di Agrigento

La UILPA Penitenziaria di Agrigento ritorna sullo stato di degrado in cui versa il Carcere Petrusa di Agrigento. Dopo le denunce della scorsa estate, “riscontriamo – dicono dal sindacato – una struttura pubblica all’addiaccio totale , con relativi posti di servizio non adeguatamente riscaldati e continue infiltrazioni di acqua piovana , che – aggiunge la segreteria provinciale UILPA – compromettono l’attuale vivibilità dell’Istituto”. Per Calogero Speziale, coordinatore territoriale del sindacato, “Non è possibile lo svolgimento continuo di una attività di pubblico servizio in condizioni precarie ed in ambienti poco salubri per la operatività di una forza di Polizia”. Anche l’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento avrebbe evidenziato lo stato di poca vivibilità degli ambienti del Carcere agrigentino. Per questo motivo, la UILPA Penitenziari lancia un appello affinché a tutti i livelli dell’Amministrazione, ed ognuno per le proprie competenze, adotti i provvedimenti immediati e veloci utili al recupero della funzionalità della struttura con il ripristino della relativa salubrità dei vari posti di servizio per il personale della Polizia Penitenziaria di Agrigento .

[wp-rss-aggregator]

Agrigento, Iacolino-Falzone:Via Fiume Verdura,esempio di diritto alla cittadinanza negato

Da Settembre dell’anno scorso non vi è erogazione di acqua potabile in via Fiume Verdura,traversa di via dei Fiumi al Villaggio Mosè di Agrigento. A dirlo sono i consiglieri comunali di Agrigento, Iacolino e Falzone che aggiungono: Storia di diritti di cittadinanza negati e di promesse non mantenute che hanno provocato le reazioni delle famiglie che si sono rivolte anche al comune di Agrigento che – continuano gli esponenti di Aula Sollano – con ordinanza ha stabilito la non potabilità dell’acqua che continua a non arrivare. Se poi accanto a tale disservizio – si legge ancora nella nota di Iacolino e Falzone – si aggiungono buche insidiose nella medesima strada,il quadro complessivo diventa desolante. Chiediamo -concludono -l’immediato intervento risolutivo di Girgenti Acque per ripristinare rapidamente l’erogazione dell’acqua potabile. Al Comune di Agrigento invece chiediamo di rimuovere le insidie provocate dalle buche”.

 

[wp-rss-aggregator]

Vertenza Favara Ovest. Il paradosso in una divertente parodia

 

Rimodulazione dei confini territoriali tra i comuni di Agrigento, Favara e Aragona, dopo una vertenza che si protrae da decine di anni, la soluzione sembra volgere al termine, il condizionale naturalmente è d’obbligo. A risentire maggiormente di questa problematica sono i circa 1500 abitanti della zona denominata “Favara Ovest” che in virtù dell’ultimo censimento della popolazione, sono diventati a tutti gli effetti cittadini di Agrigento. Abitanti in una zona servita dal Comune di Favara che però ricade nel territorio di Agrigento, una situazione paradossale. Basti pensare ad esempio al recente invio del Comune di Agrigento delle bollette TARI, tassa sui rifiuti che invece i gli abitanti di Favara Ovest, devono al Comune di Favara che si occupa del servizio dei rifiuti. Anche la satira, si è occupata del caso, lo ha fatto con una divertente parodia ideata dall’attore Giuseppe Crapanzano e diretta dal giovane Domenico Presti. Il set, è proprio la zona Favara Ovest, l’ambientazione è quella dei classici film western, “Alla conquista di “Favara Owest”è il titolo del divertente filmato che vede cowboy favaresi e agrigentini contendersi il territorio. Da segnalare come per la realizzazione della parodia, sono stati scelti attori non professionisti, anche abitanti di Favara Ovest, che quindi conoscono bene il problema. Risate a parte, in mattinata la nostra redazione ha sentito il vice Sindaco di Agrigento, Elisa Virone per capire a che punto è la storica vertenza. Secondo quanto riferitoci dal vice sindaco, la delibera unitaria sulla rimodulazione dei tre confini, che interessa ricordiamo i comuni di Agrigento, Favara e Aragona, è stata approvata dai rispettivi consigli comunali e pubblicata sugli albi pretori per le osservazioni al progetto di rettifica dei comuni. Allo stato attuale, al Comune di Favara, secondo quanto appreso, sarebbe giunta una osservazione la cui attenzione degli uffici competenti, starebbe rallentando l’iter. Subito dopo questa fase, ci ha detto l’assessore Virone, si dovranno inoltrare tutti gli incarti all’Ufficio Regionale Autonomie ed Enti Locali, che dovrà approvare il progetto di rimodulazione dei confini e successivamente formulare il quesito referendario unitario da sottoporre ai cittadini. Quindi l’ultima parola spetterà proprio agli abitanti che dovranno scegliere se ritornare ad essere favaresi o restare agrigentini, anche se in fondo, abitanti della città dei Templi, non lo sono mai stati.

 

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Vandali in azione alla direzione dell’ASP

Raid Vandalico ieri sera nella cittadella sanitaria ASP del viale della Vittoria di Agrigento. Ignoti, dopo aver rotto il vetro da un ingresso laterale del primo piano dell’ala che ospita la direzione sanitaria, si sono introdotti all’interno degli uffici, successivamente hanno visitato anche alcune stanze del secondo e terzo piano. Limitati i danni, solo documenti sparsi e qualche serratura di porte e armadi forzata. A quanto pare, nessun oggetto è stato rubato, singolare però è stato il tempo che i vandali avrebbero trascorso all’interno della struttura. Nell’ufficio direzione sanitaria infatti, si sarebbero seduti in una delle postazioni e si sarebbero addirittura connessi ad internet da un PC, immettendo anche la dovuta password d’accesso. Circostanza quest’ultima che potrebbe far pensare agli autori come persone non nuove alla struttura. L’ala vandalizzata tra l’altro risulterebbe priva di impianto di video sorveglianza. A scoprire il tutto sono stati gli stessi dipendenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale che hanno tempestivamente allertato le forze dell’ordine che hanno raccolto la denuncia, al momento contro ignoti. Le indagini del caso sono a cura dei Carabinieri di Agrigento. Non è la prima volta che i vandali irrompono nella cittadella sanitaria, per il plesso direzionale però si tratterebbe di una novità. Al vaglio degli inquirenti, le immagini immortalate dalle telecamere esterne, nell’auspicio che le stesse, possano aver ripreso gli autori.

[wp-rss-aggregator]

Eccezionali nevicate nell’agrigentino. Difficili i collegamenti

La morsa di gelo che sta investendo la Sicilia ha causato disagi e problemi soprattutto nei collegamenti. La neve che si è spinta anche a quote prossime al livello del mare, ha suscitato scalpore, soprattutto sui social network, con gli internauti che hanno pubblicato le foto e i video della coltre bianca che ha invaso le strade. Così come era avvenuto il 31 dicembre del 2014, nel giorno dell’epifania, sono stati molti i centri agrigentini imbiancati: leggere tormente si sono registrate ad Aragona, Favara e Agrigento. Particolarmente intense invece sono state le nevicate che hanno interessato i Comuni di Canicattì, Racalmuto e Grotte. Disagi si sono avuti lungo la Strada Statale 640 Agrigento – Caltanissetta dove, all’altezza di contrada Grottarossa, zona quest’ultima di confine tra le due province, ieri pomeriggio, il traffico veicolare è stato bloccato e riaperto solo in mattinata, con decine di automobilisti intrappolati per tutta la notte. Nella zona montana della Provincia di Agrigento invece, com’era prevedibile, la neve è caduta abbondante. Il Libero Consorzio Comunale ha chiuso al traffico la SP. 24 Cammarata – Santo Stefano di Quisquina, in molte arterie interne, il transito è consentito solo ai mezzi muniti di catene o gomme invernali. Rallentamenti si registrano anche sulla Strada Statale 189, per chi da Agrigento è diretto a Palermo, troverà neve a partire dal bivio per Cammarata. Per la giornata odierna le previsioni dicono: lieve calo delle temperature, e probabili ulteriori deboli nevicate. La Polizia Stradale di Agrigento, agli ordini del dott. Andrea Morreale dell’Ordine invita ad uscire di casa solo in caso di effettivo bisogno e per chi deve necessariamente mettersi in viaggio, il consiglio è quello di muoversi con cautela, rispettando l’obbligo delle catene e dei pneumatici invernali. Sulle strade agrigentine comunque, mezzi spargi sale e spala neve sono in azione incessantemente per garantire la percorribilità delle strade.

[wp-rss-aggregator]

Agrigento TV dalla parte dei cittadini: continuate a segnalarci le cose che non vanno

I disagi e i problemi per i cittadini sono molteplici, per questo motivo la nostra redazione giornalistica prosegue nell’impegno di dare voce agli stessi, mediante le segnalazioni delle cose che non vanno da  inoltrare agli organi preposti, nell’auspicio di una pronta risoluzione dei problemi, o quanto meno, di un interessamento diretto.

AgrigentoTV quindi si conferma essere cassa di risonanza dei problemi cittadini. Vi ricordiamo che

per accendere i riflettori sui vostri problemi, potete contattarci all’indirizzo e – mail: agrigentotv@libero.it oppure chiamarci al numero: 0922 59.67.22, la nostra redazione sarà lieta di occuparsi delle vostre segnalazioni.

 

[wp-rss-aggregator]

Verde, rosso e marrone: la segnaletica pazza di Agrigento

Vatti a fidare dei semafori, potrebbe essere stata questa l’esclamazione fatta dai circa due mila automobilisti agrigentini che fidandosi del disco verde acceso sul tabellone posto all’ingresso della ZTL di Via Atenea, hanno transitato normalmente. Subito dopo però, i mezzi sono stati immortalati dalle telecamere di Porta di Ponte e multati per il transito negli orari non consentiti al passaggio dei veicoli.

Si sarebbe trattato quindi di un guasto tecnico al semaforo che di fatto, ha illuso gli automobilisti che si sono fidati della luce verde accesa, senza tenere conto, degli orari previsti dall’ordinanza che invece ne vietavano il transito.

Una bella gatta da pelare quindi per il Comune di Agrigento che potrebbe decidere di annullare le sanzioni notificate. Intanto, in città continua il rifacimento degli attraversamenti pedonali che stanno suscitando non poche polemiche. Ieri mattina, operai in azione in zona Stadio dove sono state disegnate le nuove strisce pedonali, una veste grafica diversa da quelle tradizionali e per questo motivo, secondo alcuni, sarebbero non corrispondenti al codice della strada, quindi irregolari. Le comuni strisce bianche infatti, sono delimitate da due barre orizzontali di colore rosso. Soluzione quest’ultima che per il Comune sarebbe utile ad evidenziare maggiormente l’attraversamento pedonale. Secondo altri invece, quel colore rosso non sarebbe contemplato dal codice della strada e quindi irregolari.

[wp-rss-aggregator]

Ravanusa. Guasto alla condotta: sospesa la distribuzione idrica

Girgenti Acque per un guasto sulla condotta di adduzione ai serbatoi comunali di Ravanusa, al fine di effettuare il relativo intervento manutentivo, interrompe momentaneamente la fornitura idrica in questo Comune.
La distribuzione a Ravanusa, dicono da Girgenti Acque, tornerà a normalizzarsi non appena il guasto riscontrato sarà riparato.

 

[wp-rss-aggregator]

Emergenza idrica e siccità. Girgenti Acque invita i “cari” contribuenti a risparmiare

Ridurre i consumi e evitare ogni inutile spreco della sempre più preziosa risorsa idrica”. Questo è l’appello lanciato ai cittadini da Girgenti Acque, la richiesta della società giunge dopo l’ultimo incontro svoltosi all’Assessorato Regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, alla presenza di Amministrazioni e Società che si occupano della gestione dell’acqua.

Nonostante le devastanti precipitazioni meteoriche che nel mese scorso hanno causato le alluvioni di Licata e di diversi comuni della zona occidentale della Provincia di Agrigento, dalla società presieduta da Marco Campione comunicano che a causa della siccità, Girgenti Acque non potrà più attingere dal Lago Leone, riducendo quindi ulteriormente la propria disponibilità idrica.

Per questo motivo, gli agrigentini che pagano un costo, spesso inadeguato al servizio ricevuto, saranno costretti a razionalizzare, dosare l’acqua con il contagocce e a questo punto, pregare affinchè arrivi la pioggia., ad eccezione ovviamente, delle popolazioni colpite dai recenti nubifragi che di acqua piovana, ne hanno ricevuto pure troppa.

In alcuni comuni dell’agrigentino, vedi ad esempio Favara, siccità a parte, la razionalizzazione delle risorse idriche è nel dna dei suoi abitanti, che nonostante il nome arabo della stessa città indichi la presenza d’acqua, sono costretti a convivere con l’attesa di lunghi turni di distribuzione che in alcune zone, arriverebbero a sfiorare anche le due settimane.

Ai disagi dei lunghi tempi di attesa poi, si aggiungono anche le problematiche derivanti dalla depurazione, con i diversi impianti di Girgenti Acque sottoposti a sequestro giudiziario per inosservanze alle normative.

Un mix di disagi quindi che gli utenti, continuano a pagare a caro prezzo, nell’auspicio che il 2017 sia un anno migliore anche per il servizio idrico, ma le premesse se sono queste, sembrano tutt’altro che rosee.

[wp-rss-aggregator]

Maltempo: l’ex Provincia di Agrigento chiede lo stato di calamità

Sarebbero stati quantificati i danni del recente maltempo che si è abbattuto sulla parte occidentale della Provincia di Agrigento. I tecnici del Libero Consorzio, dopo i sopralluoghi, hanno stimato in oltre 3 milioni di euro, di fondi necessari per il ripristino anche delle arterie danneggiate durante i nubifragi dello scorso 25 novembre.

Il commissario straordinario Roberto Barberi ha chiesto lo stato di calamità, istanza che è stata fatta con un apposito atto, sollecitato dal settore Infrastrutture Stradali.

Danni che hanno aggravato il dissesto idrogeologico dei territori di molti Comuni della provincia, causando movimenti franosi che hanno interessato le strade provinciali e consortili di competenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Anche alcune scuole superiori della provincia, in particolare nei comuni di Sciacca e Ribera, hanno subito danni per circa 50.000 euro.

Dalla stima, per il ripristino della Strada Sciacca – Caltabellotta, occorreranno un milione e 900 mila euro,. Circa 3 milioni e 276 mila euro invece per lavori da eseguire in diverse arterie di collegamento tra i centri di Ribera, Montallegro, Bivona, Cianciana, Cattolica Eraclea e Villafranca Sicula.

Le esigue risorse finanziarie del Libero Consorzio Comunale di Agrigento – si legge in una nota dell’ex Provincia – purtroppo, non consentono di fronteggiare l’attuale stato di emergenza, potendo solo assicurare alcuni interventi minimali mirati all’apertura delle strade per consentire, ove possibile, il passaggio delle autovetture”.

[wp-rss-aggregator]

Agrigento. Discarica abusiva pericolosa in via Imera

Discarica nociva e abusiva in via Imera, ad Agrigento, sopra la galleria ferroviaria. C’è di tutto: eternit, plastica, vetro, mobili ed elettrodomestici. I residenti della zona hanno più volte segnalato la discarica alle autorità competenti, ma i rifiuti sono ancora lì.

“E’ una vergogna- ci hanno detto alcuni abitanti- pensare che hanno bloccato i lavori per il prospetto di un palazzo che ha oltre 40 anni, lavori importanti per l’incolumità pubblica, perchè chiedevano il certificato di abitabilità e non vedono la discarica”.

Gli abitanti della zona tornano a chiedere interventi urgenti al fine di elimibare i rifiuti per il bene dell’ambiente e delle persone.

[wp-rss-aggregator]

Pericoli nel centro storico. Cede strada, chiusa la via Neve ad Agrigento

Nuovi disagi, vecchi problemi nel centro storico di Agrigento, dove nella trada mattinata odierna, è stata chiusa al traffico, sia veicolare sia pedonale, la via Neve. Le cause dell’interdizione sono dovute ad un cedimento dell’asse strdadale, probabilmente dovuta ad un’estesa falla della condotta idricia che nel tempo, ha letteralmente scavato nel sottusuolo formando, un pericoloso vuoto che mette a rischio la staticità degli edifici circostanti.

Operai del Comune hanno delimitato l’area che, nelle prossime ore, probabilmente sarà interessata dai dovuti lavori della società che gestisce il servizio irdico, ovevro Girgenti Acque. Nuovi disagi quindi per gli abitanti del centro storico che comunque, dicono di avere segnalato più volte il problema, rimostranze che gli stessi, nel tempo, avevano inoltrato anche alla nostra redazione.

In assenza di dovuti interventi, oggi l’evidenza del problema segnalato e non ascoltato, ha portato alla drastica soluzione di chiudere la strada.

Da una nostra osservazione non tecnica, le criticità sembrano interessare non solo l’area prosipecente al civico 88, ma anche la porzione di strada a monte, dove visibili sono delle rigonfiature dell’asse stradale proprio in prossimità di un pozzetto della rete idrica.

[wp-rss-aggregator]

Oro rosso: ancora al buio le contrade tra Favara, Agrigento e Naro visitate dai ladri di cavi

Ancora disagi per centinaia di famiglie agrigentine che da diverse settimane vivono senza l’energia elettrica, black out dovuti ai furti dei cavi Enel, una prassi criminale ormai consolidata in Provincia di Agrigento. I ripetuti atti depredatori infatti, nell’estate del 2015 avevano indotto la Prefettura ad istituire una speciale task force interforze per contrastare il fenomeno, operazioni annunciate anche alla presenza del ministro Angelino Alfano che però, obbiettivamente, non hanno prodotto risultati soddisfacenti, basti pensare ad esempio, che da circa tre settimane, ben sette contrade ricadenti nei territori comunali di Favara, Naro e Agrigento sono al buio, a queste recentemente si è aggiunta anche la contrada agrigentina di Burraitotto, dove operano numerose aziende agricole e che, probabilmente, rimarrà al buio anche per la prossima settimana.

I tecnici dell’Enel, stanno comunque lavorando incessantemente, ma l’entità dei furti è così grave da rallentare notevolmente i tempi di ripristino.

Disagi che, specie per le aziende, si tramutano inevitabilmente in perdite di natura economica.

Alimentare un’impresa mediante gruppi elettrogeni, ha un costo non indifferente che grava sul bilancio. Oltre alla crisi economica quindi, gli imprenditori che vivono questo problema, devono fare i conti anche con i ladri di oro rosso che operano in tutto l’hintreland con modalità consolidate e che nonostante, lo stesso modus operandi, riescono quasi sempre a farla franca.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Favara. Dopo 11 giorni l’acqua arriva in via Firenze

In seguito alla segnalazione sui lunghi tempi di attesa di erogazione idrica in alcune zone di Favara, il cittadino che si era rivolto alla nostra redazione, in mattinata, ci ha ricontattato per comunicarci che dopo 11 giorni, oggi il prezioso liquido è arrivato nella sua abitazione.

Ieri, in assenza delle dovute risposte da parte di Girgenti Acque, avevamo chiamato il sindaco di Favara che, tramite i suoi contatti, ci aveva fatto sapere che nella zona interessata, l’acqua sarebbe arrivata oggi.

L’ufficio Stampo della società che gestisce il servizio idrico integrato invece, dopo un ulteriore sollecito pomeridiano, inoltrato tramite sms, aveva giustificato i ritardi dei turni di erogazione, con la recente riduzione del 15% di Sicilia Acque agli approvvigionamenti e con i danni agli impianti causati dalle recenti alluvioni.

Giustificazioni, quelle forniteci dall’ufficio stampa, che abbiamo fornito al cittadino ma che lo stesso non ha accettato poiché a casa sua – Ci dice – “l’acqua arriva con questa frequenza da molti anni, quindi non è dovuto sicuramente a problemi recenti”.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Favara. Lungaggini nei turni di distribuzuione idrica: la segnalazione dei cittadini

Alla vigilia del 2017, secondo voi è normale che dai nostri rubinetti dell’acqua corrente, non scorre nulla da 10 giorni”? È stata questa la domanda posta alla nostra redazione da un cittadino di Favara che ci ha contattato per avere informazioni sui motivi che stanno causando questi ritardi nei turni di distribuzione idrica.

Siamo abituati ai lunghi tempi di attesa – ci ha detto ancora il cittadino – ho provato a chiamare Girgenti Acque ma non ho avuto risposte su quando a casa mia arriverà l’acqua, pago profumatamente un servizio inadeguato e sono costretto – ci ha detto ancora il cittadino – a pagare anche i privati per l’autobotte”.

La zona della città di Favara da dove giunge la segnalazione è quella di via Firenze. La nostra redazione ha inoltrato la segnalazione del telespettatore all’ufficio stampa di Girgenti Acque, siamo in attesa di risposte.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Danni per il maltempo a Ribera e Sciacca, nota della Cna Agrigento

Un altro duro colpo per la nostra già fragile e debole economia”. I vertici provinciali della Cna Agrigento si fanno interprete del grido d’allarme degli operatori produttivi del versante occidentale del territorio, flagellato dal nubifragio dei giorni scorsi. “A Ribera la situazione più grave – sottolineano il  segretario Piero Giglione e il presidente Mimmo Randisi – un paese isolato a causa di numerose strade chiuse per via di frane e smottamenti. Uno scenario  piuttosto pesante, in cui risulta maggiormente devastato il settore dell’agricoltura, che è quello trainante per la locale comunità. Danni ingenti che si sommano a quelli subiti dalle civili abitazioni. Il sistema viario è l’emergenza primaria – sottolineano  ancora Giglione e Randisi – sul quale bisogna celermente e concretamente intervenire per fare tornare la vita alla normalità e per evitare di assestare il colpo di grazia agli agricoltori, agli artigiani e alle imprese”. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Agrigento TV dalla parte dei cittadini: segnalateci le cose che non vanno

Agrigento TV, cassa di risonanza dei problemi cittadini, da’ voce ai telespettatori, offrendo loro l’opportunità di segnalare le cose che non vanno e che provocano disagi.

Per accendere i riflettori sui vostri problemi, contattateci all’indirizzo e – mail: agrigentotv@libero.it oppure chiamateci al numero: 0922 59.67.22, la nostra redazione sarà lieta di inoltrare alle autorità competenti, le vostre problematiche.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Favara. Furti di cavi elettrici:6 contrade al buio

Dopo i recenti furti dei cavi della linea elettrica per l’estrazione del rame che hanno lasciato al buio per diversi giorni, le contrade Zingarello, Misita e Punta Bianca ad Agrigento, malviventi nuovamente in azione, questa notte a Favara.

11 campate della media tensione sono state asportate, provocando disagi nelle contrade: Lucia, Ortata, Sant’Anna, Priolo, Glardo Marino e Malvizzo.

Zone quest’ultime, non nuove ai furti. Diversi infatti sono stati i casi registrati negli ultimi anni.

In queste contrade, oltre che alle comuni residenze, operano anche diverse attività lavorative che adesso devono fronteggiare l’emergenza. Più volte questi abitanti hanno chiesto maggiori controlli alle forze dell’ordine. Istanze che però sono quasi sempre rimaste inascoltate, gli stessi cittadini adesso, chiedono l’intervento del Prefetto per un celere ripristino della corrente elettrica.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Segnalazione di degrado in via Toniolo ad Agrigento

Su segnalazione di alcuni cittadini, oggi ci occupiamo di uno “sport” molto diffuso ma che che gode di poca visibilità. Stiamo parlando del “lancio del sacchetto”, attività quest’ultima praticata da molti che spinti, dal poco senso civico, invadono le strade di spazzatura.

La segnalazioni giungono dalla zona Esseneto di Agrigento, nello specifico, ci troviamo in via Toniolo, dove da diversi anni, i lanciatori di sacchetti, si liberano dei loro rifiuti lasciandoli cadere dalla parte sovrastante la stradina.

Uno spettacolo certamente indegno per una città come Agrigento. Non a caso, le classifiche di settore, rilegano la Città dei Templi agli ultimi posti come qualità della vita.

Il comportamento incivile di alcuni, inficia notevolmente sul senso civico della maggioranza della cittadinanza che però è costretta a convivere con sporcizia e degrado.

Le persone che hanno contattato la nostra redazione, chiedono al Comune di Agrigento, maggiori controlli affinché vengano individuati e sanzionati gli autori di questi gesti. E a dire che la zona è abbastanza fornita di cassonetti per i rifiuti ma probabilmente, qualcuno fa finta di non vederli e ritiene opportuno depositare in strada la spazzatura, ivi compresi i rifiuti speciali come un vecchio televisore.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Maltempo nell’agrigentino si contano i danni: un disperso a Sciacca

Un timido sole ha segnato il risveglio nei territori agrigentini colpiti ieri dal violento nubifragio che ha provocato ingenti danni nella parte occidentale della Provincia.

A Sciacca la situazione più grave con strade, case e negozi invasi dal fango. Danni ingenti anche al comparto agricolo. Nella città termale si conta anche un disperso, si tratta dell’agricoltore Vincenzo Bono, 60 anni. L’uomo, era uscito di casa a bordo della sua auto, una Renault Clio che è stata trovata sommersa dai detriti nei pressi di un torrente in c.da Muciare. Nell’utilitaria però dell’uomo non c’erano tracce.

Drammatica la situazione anche a Ribera con l’esondazione dei fiumi Magazzolo e Verdura. “L’apocalisse” è stato il termine usato da Carmelo Pace, sindaco di Ribera, per descrivere la situazione che ha investito la sua città.

Notevoli disagi si sono registrati alla circolazione veicolare, con la chiusura al traffico di un tratto della Strada Statale 115, letteralmente invasa dal fango. Detriti che hanno interessato anche la galleria Magone. Anche le arterie secondarie hanno avuto danni, un tratto della strada di accesso nel centro crispino, è stato letteralmente spazzato via dalla furia delle acque ed alcuni comuni dell’hinterland, sono rimasti isolati per diverse ore.

Solo in serata è stato possibile riaprire le strade. Per la giornata odierna i sindaci di Sciacca e Ribera hanno disposto la chiusura delle scuole e non si esclude che nelle prossime ore si inoltri al Governo la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Maltempo. A Ribera esonda il fiume Verdura, danni e disagi nel belicino e non solo

Nuova allerta meteo nell’agrigentino, le forti precipitazioni odierne stanno causando notevoli disagi nella zona occidentale della Provincia, a Ribera si registra l’esondazione del fiume Verdura. Problemi anche nel centro crispino dove l’acqua ha invaso olte strade.

A scopo precauzionale, l’ANAS, in prossimità del fiume, ha chiuso il traffico veicolare con devizione obbligatoria lungo la strada di collegamento per Lucca Sicula. Strade allagate e cedimenti anche in diverse arterie provinciali e in molti centri del belicino.

Dall’alba di oggi, la sala operativa del comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Agrigento coordina diversi interventi, molte infatti sono state le richieste di intervento al 115. Lavoro straordinario anche per gli uomini della Protezione Civile e delle forze dell’ordine impegnati a regolamentare il traffico.

Sulla SP 25 Soria – Mussomeli; SP 26 Tumarrano – Valledolmo e nel tratto compreso tra Cammarata stazione e bivio Castronovo, è stato imposto il limite massimo di velocità di 30 km/h. A Sciacca, particolarmente diffcili sono i colegamenti con Menfi e in città  si è verificato un cedimento stradale in via Amendola, nei pressi del Tribunale, il Sindaco Fabrizio Di Paola ha invitato i cittadini a restare in casa ed uscire solo in casi di effettiva necessità e a non soggiornare negli ambienti seminterrati.

A Licata invece, per ordine del sindaco Angelo Cambiano, scuole chiuse e in città ritorna la paura che la pioggia possa provocare alluvioni. Le piogge, secondo gli esperti, dovrebbero accompagnarci per tutta la giornata odierna, qualche schiarita è attesa solo a partire a domani.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Licata. Post alluvione, si contano i danni, nel week-end atteso il maltempo

Dopo l’alluvione di sabato scorso la città di Licata prova in qualche modo a ritornare lentamente alla normalità.

Con le campagne ancora allagate, nella città del Faro è corsa contro il tempo, le previsioni meteo dei prossimi giorni infatti, non sono rosee. A Licata infatti, da domani potrebbe tornare la pioggia e uomini e mezzi sono a lavoro per rpulire i canaloni e liberare le condotte per scongiurare nuovi allegamenti.

Intanto per i commercianti del centro, è tempo di contare i danni subiti dall’acqua.

Merce praticamente da buttare ed esercizi commerciali costretti a restare ancora chiusi con pesanti influenze negative sui bilanci già compromessi dalla crisi economica.

Intanto n attesa dell’arrivo a Licata dei fondi promessi dalla Regione e della dichiarazione dello stato di calamità del Governo Nazionale, la Banca Popolare Sant’Angelo, istituto di credito locale, ha dato la propria disponibilità ad adottare apposite misure finanziare a supporto dei commercianti ed operatori economici danneggiati dall’alluvione.

[kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Interrogazione di Maria Iacono su emergenza maltempo Licata

La deputata Nazionale del P.D, Maria Iacono, si è rivolta, attraverso una interrogazione parlamentare, al Presidente del Consiglio dei Ministri per sapere quali iniziative  il Governo intenda promuovere per  di sostenere i settori economici duramente colpiti dalla calamità  che si è abbattuta nei giorni scorsi a Licata e , nel contempo, se vi sia la volontà di favorire con progetti specifici l’adeguamento delle reti idriche e fognarie la cui inadeguatezza ha costituito una delle principali cause dei danni causati dal nubifragio di qualche giorno fa. La stessa Maria Iacono , ha poi aggiunto,  “Licata sconta un deficit infrastrutturale, che la rende particolarmente vulnerabile e come se non bastasse la violenza e l’intensità delle acque hanno letteralmente  messo in ginocchio l’economia ed i settori produttivi di una comunità intera.” [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Agrigento città turistica: degrado in via Passeggiata Archeologica

La sensazionale scoperta archeologica del teatro antico di Akragas unitamente agli scavi che stanno riportando alla luce uno splendido tempio romano, accresceranno indubbiamente lo splendore del sito già patrimonio dell’Umanità. Ad Agrigento quindi, le due scoperte, potrebbero fare da traino al rilancio turistico della città. Circostanza quest’ultima amplificata anche dai cantieri didattici, visitabili dagli stessi turisti.  Una full immersion nella storia millenaria, ma Agrigento, città a vocazione turistica, è veramente pronta ad accogliere un  maggiore flusso di visitatori? A giudicare dallo stato di abbandono e di degrado in cui versa la via Passeggiata Archeologica, possiamo tranquillamente affermare, che il biglietto da visita offerto ai potenziali turistici non è dei migliori. Parliamo dell’unico percorso pedonale che collega l’ingresso sud della Valle dei Templi al Museo Archeologico.  I turisti, costretti a camminare sui ruderi di un marciapiede devono fare i conti anche con la vegetazione spontanea e l’incuria degli organi preposti. Ci spieghiamo meglio, nel tratto curvilineo sottostante alla Chiesa S. Nicola infatti, l’assenza di manutenzione al verde pubblico, costringe i passanti a districarsi tra i rami pendenti degli alberi. Non solo, la presenza di fogliame secco, specie quando piove, rende viscido lo stesso marciapiede a rischio naturalmente della pubblica incolumità. Problemi che tra le altre cose, inficiano anche sul decoro urbano e non fanno certamente piacere a quanti, si spendono realmente per risollevare l’economia di un territorio che praticamente potrebbe vivere quasi esclusivamente di turismo. L’auspicio è che chi di competenza, si attivi per restituire decoro alla via Passeggiata Archeologica, perchè consentiteci la battuta, non si può dire al turista di portarsi un macete per farsi strada tra i verdeggianti percorsi pedonali. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]