Monserrato, Marco Vullo: “via delle Egadi trasformata in pattumiera”

Il consigliere comunale di Agrigento, Marco Vullo, chiede al Sindaco e all’Assessore alla Ecologia, interventi urgenti in ordine allo stato di degrado, in cui versa la Via Delle Egadi nella frazione di Monserrato.

Vullo denuncia e scrive “ La Via Delle Egadi trasformata in una vera e propria discarica, alto rischio igienico sanitario per i residenti della zona”

Il consigliere , esponente del gruppo “Uniti per la Città”, continua affermando “ chi ha il dovere di intervenire lo faccia, i quartieri della città sono in ginocchio, il sindaco provveda immediatamente ad eliminare questa indegna situazione che vede Via Delle Egadi sommersa dai rifiuti”.

Carta e cartone non ritirari in via Bernini

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“Sono già trascorse due settimane e i residenti di Viale Gian Lorenzo Bernini, di Agrigento, continuano quotidianamente a rientrare e riuscire i mastelli della raccolta differenziata della carta e del cartone”. E’ quanto segnalato alla nostra redazione dagli stessi residenti della via Bernini.

“Inutili le segnalazioni- continuano gli agrigentini- inviate a mezzo mail chi di competenza, con tanto di documentazione fotografica allegata, ed inutili anche i tentativi di contatto con l’ufficio ambiente del comune di Agrigento, ove pare che i dipendenti, già alle 13.40, non rispondano più al telefono.

È opportuno dare una spiegazione a tutto quanto documentato e non solo segnalare sui social (da parte dei nostri amministratori) coloro che non rispettano le regole e l’ambiente lanciando e abbandonando i rifiuti per strada”.

Via Minerva nel degrado. Vullo: “il comune intervenga”

Marco Vullo, consigliere comunale di Agrigento, chiede al Sindaco e all’Assessore alla Ecologia, interventi urgenti sullo stato di abbandono, in cui versa la Via Minerva a monte della città , zona Rupe Atenea.

Vullo denuncia e scrive “Si registra con rammarico un assordante silenzio da parte degli organi comunali preposti, in primis dall’assessorato alla nettezza urbana e del Sindaco che sembrano aver dimenticato, le esigenze dei cittadini non solo quelli residenti nelle frazioni ormai abbandonate a se stesse, ma anche nel centro città nelle zone meno a vista si vive nel completo degrado e abbandono. “

Vullo conclude “ Rivolgo il mio appello agli organi competenti, al fine di provvedere con urgenza alla pulizia delle suddette aree a salvaguardia e tutela della salute pubblica ”

La statale 115 trasformata nella strada dei semafori

Da due giorni è stato piazzato un altro semaforo sulla statale 115. L’apparecchio di segnalazione luminosa è stato installato agli ingressi della galleria Caos . Anche in questo caso, i tecnici dell’Anas stanno svolgendo – secondo quanto scrive oggi La Sicilia – lavori per il potenziamento dell’illuminazione interna alla galleria. Semafori quest’ultimi che si aggiungono a quelli, per il senso unico alternato, sul viadotto Salsetto che è oggetto d’accertamenti per verificarne la staticità. 

Agli automobilisti non sono stati garantiti percorsi alternativi. Da lunedì, fra l’altro, è stato annunciato – dall’Anas – il senso unico alternato, regolato da semafori, sempre lungo la statale 115, all’imbocco della galleria “Rocca di Corvo” che si trova fra il Villaggio Mosè e Palma di Montechiaro. Anche in questo caso verranno fatti lavori di manutenzione ordinaria degli impianti di illuminazione. Sull’annoso tema della viabilità agrigentina, intanto, interviene oggi la Cgil provinciale: ” Sull’insieme della “questione viabilità e trasporti”- dicono dal sindacato- non si può più solo fronteggiare l’emergenza, occorrerebbe fare una riflessione approfondita per capire come pensare alla mobilità del futuro e a come “collegare Agrigento al Mondo”. Questo chiama in causa ANAS, Ferrovie, Libero Consorzio, Comuni ad una riflessione. Su questi temi dibatteremo nel Congresso Provinciale della FILT CGIL del prossimo 6 Ottobre ed in quello della CGIL il 18 Ottobre”.

Viabilità, Uil lancia la proposta di una marcia “per i diritti di sopravvivenza”.

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Ha scelto di chiamarla ” una marcia per i diritti di sopravvivenza” la uil agrigentina l’iniziativa che propone per cercare , almeno vuole provarci, di scuotere gli animi delle autorità competenti sulla viabilità provinciale. Il segretario provinciale del sindacato, Gero Acquisto,  dice basta ad una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che adesso con viadotti chiusi, strade dissestate, ha raggiunto uno stato inaccettabile oltre che invivibile. La uil lancuia la proposta di una marcia per i diritti, che veda coinvolti gli agrigentini e le forze sane del territorio. “Ormai abbiamo chiaro che la situazione della viabilità nella nostra provincia- spiega Acquisto- ha bisogno di un cambio di passo, per sollecitare gli enti preposti a smuoversi concretamente, vedi Anas in  testa, con le ordinanze di chiusura o semafori o monocorsie. Ci stiamo abituando con troppa velocità a questo stato di cose drammatiche. Soprattutto, purtroppo e ancora, nulla sulle famose strade alternative, vie di fuga o viabilità complementare. Abbiamo visto in questi ultimi due anni che piega ha preso la situazione generale in provincia sulle strade di collegamento. Infatti, dal Petrusa nel novembre 2016, al Morandi nel marzo 2017 e ora anche la galleria Spinasanta, i tempi sono troppo lunghi e contestualmente di soluzioni alternative non ve ne sono state. Questo si è riverberato negativamente sui cittadini residenti di un’area vasta. Abbiamo visto che anche i tavoli tecnici non hanno dato risposte certe sui tempi della viabilità supplementare, adesso è chiaro che per sollecitare realmente gli organi preposti a intervenire bisogna scendere in piazza”. La Uil ricorda la marcia organizzata dell’arcidiocesi agrigentina sullo sblocco dei lavori della Cattedrale di Agrigento, dopo sette anni dalla chiusura: ” una marcia- scrive il sindacalista- che senza alcuna bandiera da parte di nessuno ha avuto il merito di accelerare e sbloccare progetto e finanziamenti.”

Galleria Spinasanta e viadotto Salsetto, tuona l’arcidiocesi

Crolli, viadotti pericolanti, strade interrotte e chiuse ai mezzi a due ruote, deviazioni: è questa la situazione della viabilità agrigentina. A seguito della chiusura della galleria Spinasanta la situazione, abbastanza critica, della viabilità della città di Agrigento, già interessata dalla chiusura del Ponte Morandi, la soppressione del ponte Petrusa che permetteva un alleggerimento del traffico veicolare da e per Favara, da e per il Villaggio Mosè, il Quadrivio e il centro città, è diventata pesantemente critica. Oggi il servizio di pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Agrigento, guidato da don Mario Sorce, si unisce alle voci di quanti, in questi giorni, auspicano che, chi di dovere e secondo le proprie competenze, trovi una celere soluzione al problema, proponendo una valida alternativa alla chiusura della galleria Santa Lucia per dirottare il traffico veicolare. “Quotidianamente- dice don Mario che è anche parroco della chiesa Sacro cuore di Gesù del Quadrivio Spinasanta- si registrano code eccessivamente lunghe e non pochi disagi per i cittadini, gli studenti e i commercianti della città senza dimenticare le ripercussioni sui comuni limitrofi quali Joppolo Giancaxio, Raffadali, Porto Empedocle. Auspichiamo inoltre che vertici Anas e comune trovino una soluzione alla viabilità anche per il tratto della SS.115, viadotto Salsetto (zon Ciuccafa) in cui il traffico veicolare viene gestito con impianto semaforico a senso alternato. “

Chiusura della galleria Spinasanta. Giuseppe Pane: “Ci metterete in ginocchio”

“Ci metterete in ginocchio”. Questo è il grido di allarme che Giuseppe Pane imprenditore di Raffadali , in rappresentanza di un cospicuo gruppo di commercianti ed artigiani di concerto con la Confesercenti provinciale, lancia per la chiusura della galleria Spinasanta direzione Raffadali.  “Già il nostro territorio – continua Pane –  è martoriato da una viabilità da terzo mondo, adesso questa scellerata decisione porterà al collasso tutti gli operatori economici dell’entroterra. Certamente la messa in sicurezza della galleria è priorità assoluta ma la regolare manutenzione dell’infrastruttura  nel corso degli anni avrebbe evitato tale disagio. In ogni modo si poteva valutare il doppio senso di marcia in una unica galleria. Ovviamente l’Anas, ente gestore, non si sogna di riunire in  un tavolo tecnico  i vari sindaci e le associazioni per cercare di trovare soluzioni che riducano al minimo il disagio”.

“Chi deve arrivare a Raffadali o In uno dei paesi dell’entroterra da Licata, – aggiunge Pane – e non conosce le scorciatoie, fidandosi delle sole indicazioni stradali, deve percorrere la ss115 dei scrittori, arrivare fino allo svincolo per la Favara nord/zona industriale essendo il viadotto Petrusa chiuso, ritornare in direzione Agrigento, infine vista la chiusura della galleria entrare ad Agrigento percorrendo la via Imera ed il quadrivio Spinasanta con attese che in orario di punta con le aperture delle scuole può far ritardare il percorso di almeno 60 minuti, un vero e proprio pellegrinaggio”.

“Non è assolutamente una condizione accettabile – conclude Giuseppe Pane – e alla luce di ciò chiedo per nome e per conto dell’imprenditoria locale, che una delegazione dell’Anas, incontri i sindaci dei paesi dell’entroterra coinvolti  e le associazioni con in testa Confesercenti, per trovare immediate soluzioni e date certe, dato che per come recita il comunicato, la data del 30 novembre si deve considerare solo per procedere ai rilievi, mentre eventuali interventi di manutenzione saranno successivi, dunque non traspare una reale data di riapertura della canna ammalorata. Confidiamo pertanto nel buon senso delle istituzioni e della politica per far sì che non si dia il colpo finale alla nostra già moribonda situazione mettendoci ulteriormente e definitivamente in ginocchio”.

Viadotto Akragas: giovedì incontro con i responsabili dell’Anas. Intervento della II commissione

I consiglieri comunali della seconda commissione consiliare “lavori pubblici e urbanistica” Giacalone, Licata, Gibilaro e Monella intervengono sulla questione della chiusura al transito veicolare del secondo tratto del viadotto “Akragas”. La commissione ha invitato, con una nota dello scorso 30 agosto, i rappresentanti dell’ANAS ad un incontro che si terrà giovedì prossimo, alle 10.30, nei locali della presidenza comunale con all’ordine del giorno i problemi inerenti la chiusura del viadotto con le consequenziali ripercussioni sulla viabilità cittadina. L’incontro servirà anche per un analisi sulla situazione attuale del viadotto “Akragas” e sulle ipotesi di soluzioni allo studio e relativi tempi di realizzazione. Sulla questione Giacalone, presidente della seconda commissione, afferma: “Cerchiamo chiarezza. Il ruolo del consiglio comunale deve essere da collante tra la città e gli enti. Troppi silenzi da parte dell’amministrazione e troppe voci discordanti sul futuro del viadotto “Morandi “ per cui riteniamo fare servizio utile alla città facendo conoscere ai cittadini quali siano le reali intenzioni dell’Anas che ad oggi non sembrano andare in unica direzione.”

Perdita idrica a “San Calogero Bianco”, Girgenti Acque: “Colpa delle reti fatiscenti”

Vistosa perdita idrica nella zona di “San Calogero Bianco”. Girgenti Acque ha chiuso il tratto di condotta e ha predisposto l’intervento di riparazione. “La fuoriuscita dell’acqua – spiega la società che gestisce il servizio idrico – non si è arrestata immediatamente dopo la chiusura dell’erogazione, atteso che la condotta, nel momento in cui è stato riscontrato il guasto, era in piena erogazione e dunque in forte pressione”. Girgenti Acque dà la colpa alle “fatiscenti reti idriche del territorio, ricordando di avere, da tempo, segnalato la precarietà del sistema delle infrastrutture idriche soprattutto al Comune di Agrigento”.

Continue bonifiche di discariche in via Gioeni: nuovamente in pessime condizioni

E’ una guerra impari quella che si combatte ad Agrigento fra gli operatori ecologici delle ditte del Raggruppamento di imprese che hanno in appalto il servizio di igiene ambientale, Iseda, Sea e Seap e gli incivili che continuano ad agire in barba a qualsiasi disposizione e senso civico.

La parte a sud della Via Gioeni, dove insiste un’area incolta poco prima dell’incrocio con la via XXV aprile, si è nuovamente trasformata in pochi giorni, in una nuova discarica abusiva di ogni genere di rifiuti.

Solo pochi giorni addietro, gli operatori ecologici avevano bonificato l’area raccogliendo sacchetti di spazzatura lasciata ai bordi della strada, appesi alla recinzione metallica o lanciati oltre le staccionate di legno che delimitano alcune zone pericolose.

Tutti i cittadini – fa appello l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – devono essere coinvolti in questa battaglia contro l’inciviltà, affiancando il Comune e le imprese per fare in modo che la situazioni migliori. Tutti noi dobbiamo controllare e segnalare episodi di malcostume e non voltarci dall’altra parte quando siamo testimoni di questa mancanza di senso civico”

Agrigento e la dura vita dei pedoni in via Esseneto

Con le casse di molti comuni asciutte le potenziali emergenze vengono sempre meno affrontate e in materia di salvaguardia della pubblica incolumità, anziché eliminare i pericoli, spesso si preferisce affidare alla segnaletica stradale il compito di avvisare la collettività che in quella zona sussiste un problema. Circostanza quest’ultima che in qualche modo “protegge” gli Enti Locali da eventuali responsabilità civili e penali.
Lo si è visto recentemente nella città di Agrigento dove attualmente ben 17 arterie urbane sono state interdette al passaggio dei mezzi a due ruote a causa del loro dissesto. Ma nella città dei Templi c’è di più. In Via Esseneto infatti, all’altezza del presidio dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il passaggio è addirittura vietato ai pedoni. Non si esclude che il divieto che si estende per decine di metri a ridosso del muro su cui sorge anche un istituto scolastico, sia dovuto proprio a problemi legati allo stesso muro. Nell’ottobre del 2011 un provvedimento simile era stato adottato dall’allora sindaco Marco Zambuto sempre nella stessa via ma nella zona di intersezione con la via Acrone, più a monte dunque e il motivo era proprio la pericolosità del muro, l’ordinanza emessa nel 2011 parlava di lavori di messa in sicurezza, la presenza odierna dei cartelli di divieto allora pone qualche interrogativo, soprattutto per chi in quel tratto di strada ci abita o ci lavora, ma anche per i tanti pazienti che si recano della sede dell’ASP. Come deve comportarsi il pedone? E ancora, il muro su quel tratto di strada è sicuro? Interrogativi che ovviamente inoltriamo agli organi istituzionalmente competenti.

Vincenzo Licata: “non venga trascurato nulla nel complesso e delicato sistema di monitoraggio della strade statali”

“I tragici eventi di Genova ci hanno indotto in primo luogo a rivolgere un pensiero alle famiglie di tutti coloro che hanno perso la vita nel crollo del ponte, ma inevitabilmente ci spingono anche a riflessioni di altra natura che riguardano la sicurezza delle strade che ciascuno di noi giornalmente percorre”. Lo dice il consigliere comunale di Agrigento, Vincenzo Licata che continua:” Aver sentito dai principali mezzi di comunicazione nazionali la notizia relativa al “crollo del Ponte Morandi”, avrà sicuramente suscitato sensazioni particolari in tutti gli agrigentini, considerato che il Ponte Morandi di Agrigento è stato ed è, nel bene e nel male, elemento della quotidianità di ciascuno di noi.

Decisione sensata da parte dell’Amministrazione comunale e di Anas è stata quella di chiudere, a scopo precauzionale, il transito del ponte, considerati gli evidenti segni di deterioramento che alcuni elementi strutturali presentano e visibili anche ad occhio nudo.

Tralasciando in questo momento ulteriori considerazioni circa il Ponte Morandi, relative ad interventi di recupero piuttosto che eventuali demolizione con ipotesi di viabilità alternative, ciò che è certo è che i drammatici eventi di Genova devono fare alzare al massimo il livello di attenzione che occorre avere nei confronti di tutte le strutture presenti nel nostro territorio comunale che presentano caratteristiche analoghe ai ponti Morandi, per tipologie costruttive, materiali utilizzati ed epoca di realizzazione.

E’ infatti assodato che il cemento precompresso con cui sono stati realizzati molti tratti viari in sopraelevazione di strade statali presenti nel nostro territorio comunale, non può avere vita eterna; il calcestruzzo, così come i ferri di armatura, si deteriorano ed hanno bisogno di periodica manutenzione. Occorre monitorare ed ispezionare con la massima cura i tanti ponti di strade statali come la 115 e la 640, realizzati ormai qualche decennio fa e che in alcuni tratti presentano evidenti segni di ammaloramento, prevedendo periodi interventi di manutenzione.

l mio vuole pertanto essere un invito agli enti competenti perchè attivino tutte le procedure necessarie affinchè non venga trascurato nulla nel complesso e delicato sistema di monitoraggio della strade statali, in modo da garantire l’incolumità di quanti quotidianamente le percorrono”.

Allerta meteo con codice arancione per forti precipitazioni in provincia

Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile (Centro Funzionale Decentrato Multirischio Integrato) ha emesso l’avviso regionale di protezione civile, segnalando il codice Arancione per forti temporali, vento e rischio idrogeologico ed idraulico sino a tutta la giornata di oggi, Venerdi 24 Agosto 2018, per la zone A-B-E-H-I della Sicilia (interessata anche la parte centro Nord ed Est della provincia di Agrigento). Si prevedono infatti precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale ed intensa attività elettrica. Ferme restando le indicazioni delle amministrazioni comunali, il Gruppo di Protezione Civile del Libero Consorzio di Agrigento, tra i destinatari dell’avviso, ricorda in via generale la necessità di evitare durante l’allerta meteo tutti gli ambienti all’aperto o le zone esposte al rischio, quali corsi d’acqua, creste di monte, depressioni nonché, in caso di evento meteo, la necessità di cercare riparo in luoghi chiusi, evitando comunque scantinati e locali al di sotto del piano di campagna. Si raccomanda di mantenersi a distanza quanto più possibile da pali, alberi e tralicci con tensione che potrebbero attrarre fulmini, di non sostare sotto alberi o strutture pericolanti che potrebbero cadere a causa delle raffiche di vento, di evitare di attraversare ponti che sono interessati da una piena del corso d’acqua, e spostarsi in auto solo per quanto strettamente necessario, prestando la massima attenzione nei sottopassaggi e negli attraversamenti. In particolare su tutte le strade provinciali, ex consortili ed ex regionali, caratterizzate in buona parte da dissesti e cattive condizioni del manto stradale, si consiglia di procedere con la massima prudenza. Le strutture locali di protezione civile adotteranno, al riguardo, le procedure previste nei propri piani di protezione civile per il rischio Allerta meteo con Codice Arancione per forti precipitazioni in provincia di Agrigento. Per ogni ulteriore informazione e per gli aggiornamenti della situazione in atto, far riferimento alla Protezione Civile del proprio Comune.

Il Gruppo di Protezione Civile del Libero Consorzio di Agrigento ha già preallertato il proprio personale e le associazioni di volontariato della provincia e in caso di effettiva pioggia attiverà la Sala Provinciale di protezione Civile.

Bivona. Violenta grandinata mette in ginochhio le aziende ortofrutticole

Nel primo pomeriggio di ieri, una violenta grandinata si è abbattuta su Bivona. Il maltempo ha investito il centro agrigentino nel periodo della raccolta delle famose pesche a polpa bianca che godono del riconoscimento I.G.P. Particolarmente colpite dall’intenso fenomeno atmosferico sono state le contrade San Leonardo, Cirasella e Canfuto. Migliaia di quintali di pesche sono state letteralmete forate dai grossi chicci di grandine caduti. Al vaglio delle associazioni di categoria la richiesta, alle autorità locali, dell’inoltro alla Regione del riconoscimento dello stato di calamità naturale. Sono bastati pochi minuti di grandine per vanificare un anno di duro lavoro e per le aziende ortofrutticole colpite i danni, in corso di quantificazione, sono ovviamente ingenti.

Nuova oridinanza rifiuti ad Agrigento. Clamoroso “autogol” dell’assessore Hamel

Caos rifiuti ad Agrigento, l’assessore comunale all’Ecologia Nello Hamel ha incontrato una delegazione di cittadini che hanno esposto all’amministratore, a cui comunque va dato atto della diponibilità al diaologo, tutti i problemi che anche fuori dai contesti istituzionali sono ovviamente noti a tutti.

Dall’incontro che si è svolto nei locali dell’ex collegio dei padri Filippini ciò che è emerso è quello che in gergo calcistico si definirebbe un “clamoroso autogol” del difensore Hamel.

In risposta ad un medico, che chiedeva lumi sugli orari estivi di esposizione dei mastelli previsti dall’ordinanza sindacale numero 99 dello scorso 5 luglio, l’assessore comunale all’Ecologia ha infatti ammesso che il proveddimento, specie nella parte relativa agli orari, dovrà essere modificato perché “è stato redatto da un tecnico che non vive la realtà di Agrigento”. Avete capito bene, l’assessore Hamel ha in pratica aperto alla possibilità di modificare l’ordinanza ma ha, forse involontariamente, reso pubblico un passaggio a nostro avviso abbastanza grave. Cerchiamo di fare un excursus dell’ordinanza sindacale in questione. Partiamo dalla definizione giuridica di ordinanza che in diritto amministrativo, è un provvedimento restrittivo con cui la pubblica amministrazione, in questo caso il sindaco, a seguito di una scelta discrezionale o di un accertamento, impone nuovi obblighi giuridici al destinatario, ovvero i cittadini.

L’obbligo del destinatario di osservare l’ordine imposto è talvolta ben determinato e la sua inosservanza prevede le sanzioni. Nel caso di specie, l’oridinanza è stata proprosta dal Titolare Area Posizione Organizzativa del settore: Sanità, Ecologia, Energia Gaetano Greco ed ha goduto del parere favorevole del dirigente ad interim dello stesso dipartimento comunale, ovvero Gaetano Di Giovanni. Documento poi che è stato portato sulla scrivania del sinacao che ha emanato l’ordinanza. Sapere oggi che il provvedimento ristrettivo, che comunque non è stato ancora né mdoficiato né revocato, per molti, potrebbe apparire come un documento che è stato copiato da altre realtà territoriali e imposto ad una città diversa da quella per il quale è stato pensato. Ovviamente questa è solo una ipotesi.

Non soddisfatto della rispsota al suo quesito si è detto il medico che aveva chiesto spiegazioni sugli orari di esposizione dei mastelli.

Durante l’incontro si è parlato anche dello stato di degrado generale in cui versa la città e dell’opportunità di alcuni cittadini di sceliere se continuare a pagare il tributo in assenza del corrispettivo servizio.

Per la cronaca, l’assessore Hamel ha avvisato i cittadini dell’aggiudicazione del nuovo appalto e che i problemi, secondo l’amministratore, potrebbero risolversi in autunno.