Elezioni amministrative 2018. I sindaci eletti nell’agrigentino

In attesa dell’ufficializzazione del voto e la relativa proclamazione degli eletti, vediamo insieme come sono andate le amministrative nei quindici comuni agrigentini interessati. Erano 126.171 gli elettori, di questi solo 59.745 si sono recati alle urne, registrando quindi un’affluenza pari al 47,35% dato quest’ultimo più basso rispetto all’affluenza regionale che invece si è attestata al 58,66%. In Provicnia di Agrigento sono solo quattordici i sindaci eletti, ad Alessandria della Rocca, non si è raggiunto il quorum e l’unica candidata sindaco, Giovanna Bubello non potrà amministrare. Licata, ha eletto al primo turno, il candidato sindaco del centro destra Pino Galati che si è lasciato alle spalle i rivali: Annalisa Tardino, candidata di Noi con Salvini e Fratelli d’Italia; Annalisa Cianchetti, candidata del Movimento 5 Stelle e Gianluca Mantia di “Licata un bene comune”. A Ravanusa, il sindaco uscente Carmelo D’Angelo della lista civica “Andiamo avanti” è stato riconfermato. Dietro di lui Giuseppe Sortino di “ravanusa#valorecomune; Lillo Massimiliano Musso, candidato con la lista civica “Ravanusa civile e moderna con Musso sindaco per il bene comune” e Renato Speciale del Movimento cinque stelle. Franco Badalamenti invece è il neo sindaco eletto a Castrofilippo  candidato della lista “SiAmo Castrofilippo” che ha superato Riccardo Serravillo, appoggiato da “Insieme per Castrofilippo” e Antonio Sferrazza, in corsa con “Libera-mente”.

Spostandoci a San Giovanni Gemini, l’uscente Carmelo Panepinto della lista “San Giovanni Gemini nel cuore” è stato riconfermato. Panepinto si è imposto sugli altri due sfidanti: Piero Alberto Ancona e Nicola Giordano.

A Menfi è Marilena Mauceri il sindaco eletto, nel centro belicino erano tre gli apsiranti primo cittadino: Mariella Mauceri, Ezio Ferraro e Ignazio Perricone.

Anche Sambuca di Sicilia, ha riconfermato il sindaco l’uscente Leo Ciaccio che ha battuto lo sfidante Michele Gigliotta.

Alfonso Provvidenza, candidato con la lista “Grotte nel cuore”, è il sindaco eletto a Grotte, che supera lo sfidante Dino Morreale del Movimento Cinque Stelle.

Tra i divesri comuni che hanno riconfermato il sindaco uscente c’è anche Joppolo Giancaxio con Giuseppe Portella che ha superato il rivale Calogero Abissi.

Anche Francesco Cacciatore è stato rieletto sindaco di Santo Stefano Quisquina, dove a sfidare l’uscente è stato Salvatore Presti.

A Burgio, per una manciata di voti è stato eletto Francesco Matinella a discapito del rivale Vincenzo Galifi.

Pino Spinelli è il neo eletto sindaco di Calamonaci avendo avuto la meglio sull’avversaria Rosalba Navarra.

A Lucca Sicula è stato eletto sindaco Salvatore Dazzo, mentre il neo sindaco di Cianciana è Francesco Martorana.

L’elenco dei sindaci eletti in Provincia di Agrigento, si chiude con Angelo Tirrito neo sindaco di Sant’Angelo Muxaro .

Appello ai candidati di AGTV e Mareamico “condannate mafia e corruzione”


In campagna elettorale se ne sentono tante, i leader dei partititi cercano il consenso a suon di promesse, più o meno realizzabili. Dall’abbattimento delle tasse, al potenziamento del welfare, dallo sviluppo delle politiche dell’occupazione all’aumento degli stipendi, insomma nelle intenzioni, tutti gli schieramenti si dicono pronti a migliorare questo Paese. Non volendo entrare nei singoli programmi di ciascun candidato premier, in accordo con l’associazione Mareamico Agrigento, lanciamo un appello ai singoli aspiranti deputai e senatori. I recenti casi di corruzione che hanno investito l’agrigentino e la recentissima operazione antimafia “montagna” hanno scosso l’opinione pubblica. Un segnale positivo da parte dei singoli candidati, potrebbe essere ad esempio quello di inserire nel facsimile degli slogan ad effetto, riportando ad esempio una storica frase di Peppino Impastato ovvero “la mafia è una montagna di merda”. Facendo così, il candidato, ripudierebbe pubblicamente la criminalità organizzata. Un’altra frase che potrebbe essere stampata sui bigliettini elettorali potrebbe essere ad esempio “odio la corruzione”. L’appello dunque che AgrigentoTV e Mareamico lanciano è rivolto a tutti i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo prossimo, sarebbe un gesto di riscatto sia per la classe politica che per l’intero territorio. Staremo a vedere.

Otto i deputati agrigentini all’Ars

La Sicilia ha eletto la nuova assemblea regionale.Sono 70 deputati eletti all’ars: 16 nella provincia di Palermo, 13 a Catania, 8 a Messina, 6 ad Agrigento, 5 a Siracusa e Trapani, 4 a Ragusa, 3 a Caltanissetta, 2 a Enna. Dei restanti otto seggi, uno spetta al presidente eletto, sei alla lista regionale del candidato presidente il cosiddetto listino, qui entrano altri due agrigentini, e il seggio restante è del candidato governatore arrivato secondo nelle preferenze, dunque va al pentastellato, Giarcarlo Cancelleri . I due agrigentini del movimento 5 stelle ad aggiudicarsi i seggi sono il saccense Matteo Mangiacavallo, che con i suoi 14.973 voti è il candidato più eletto di tutta la provincia agrigentina, e il favarese Giovanni Di Caro (5.987 preferenze) ; Margherita La Rocca Ruvolo (5.129 preferenze) per l’Udc, Carmelo Pullara (9.871 preferenze) per Idea Sicilia – Autonomisti e Popolari, Riccardo Gallo (7.337 preferenze) per Forza Italia e Michele Catanzaro (6.409 preferenze) per il Partito Democratico. Gli agrigentini che accederanno all’Assemblea Regionale Siciliana, perchè inseriti nel listino del Presidente Nello Musumeci, sono Giusy Savarino , che ha ricevuto 3.438 preferenze, e Roberto Di Mauro , 7.982 i voti ricevuti.

Elezioni regionali, centro sinistra spaccato: sulle primarie Faraone bacchetta Crocetta

“E’ legittimo che il presidente voglia difendere cinque anni di governo in Sicilia. Ma non accettiamo lezioni di democrazia. Renzi e la classe dirigente del Pd, sottoscritto compreso, hanno posto le primarie al centro del nuovo corso”. Parla Davide Faraone sottosegretario alla Salute e guida dei renziani siciliani. Lo fa all’indomani della ‘minaccia’ del presidente della regione che vuole essere candidato o azzererà la giunta e torna a chiedere le primarie. Faraone, però, sceglie il Mattino, giornale di Napoli per esprimere la sua opinione politica. “Le primarie furono proposte a Crocetta a suo tempo – ricorda il sottosegretario – gli chiedemmo la disponibilità per i primi di luglio, ma il governatore rifiutò: le avvertiva come una sorta di messa in discussione della sua avventura politica. Come può chiederle adesso a due mesi dalle elezioni, e senza la disponibilità dei partiti di coalizione?” Per Faraone il tempo è scaduto e ribadisce che il candidato è Fabrizio Micari “Il Pd ha abbracciato un altro progetto, e sarebbe saggio pensare al bene del partito. La sua è una richiesta strumentale, un detonatore che mira a far esplodere la coalizione”. Il sottosegretario poi contesta l’idea di Crocetta in base alla quale il progetto Micari sarebbe perdente: “Io credo che la candidatura di Micari sia viceversa di alto profilo perché rappresenta l’unica vera novità in campo per la vita politica dell’Isola. Un candidato eccellente, rettore di un’università importante come quella di Palermo, che rappresenta per giovani e precari siciliani un importante segnale di attenzione. Gli altri parlano di vento nuovo, ma Cancelleri è stato già candidato alle regionali, e Musumeci è al terzo tentativo. Non proprio due volti nuovi”. Sulla scelta di Mdp di candidare Claudio Fava il sottosegretario, poi, nutre ancora delle speranze: “Il mio auspicio è che Mdp torni sui suoi passi. Erano stati loro stessi, insieme a Sinistra italiana, a proporre la candidatura di Micari nei colloqui con il sindaco Orlando. Ma hanno fatto retromarcia a causa di Alternativa popolare”.

Verso le regionali. Armao ad Agrigento

Sono ore di trattative per la politica siciliana, con gli schieramenti alle prese con il rebus candidature in vista delle elezioni regionali. Nel centrodestra il nodo è nella scelta tra Gaetano Armao e Nello Musumeci, veti incrociati comunque bloccano il centrodestra. Silvio Berlusconi punta su Armao ma vuole salvaguardare l’alleanza con Fratelli D’Italia e Salvini che invece avevano annunciato il proprio sostegno a Nello Musumeci che comunque, al momento non sarebbe disposto a ritirare la sua candidatura. Intanto il fondatore del movimento “Siciliani Indignati” Armao ha iniziato gli incontri con le realtà politiche territoriali, oggi ha fatto tappa ad Agrigento,nel Tg l’intervista.

Il sindaco anti – abusivismo Angelo Cambiano si ricandida mac’è chi lo vorrebbe a Palazzo d’Orleans

Per l’ex sindaco di Licata, Angelo Cambiano, la sfiducia sarà stato un boccone amaro troppo duro da digerire, contrariamente a quanto dichiarato a caldo, subito dopo la decisione del consiglio comunale di chiudere anticipatamente la legislatura, il sindaco anti – abusivismo, reo di aver fatto applicare la legge rispettando le sentenze ci ripensa e rilancia la sua candidatura alla guida della città del Faro. Non vuole darla vinta alla vecchia classe politica, ha risposto così Cambiano alla domanda del giornalista David Parenzo di La7 che durante la trasmissione “In Onda” ha chiesto al giovane ex sindaco se lo stesso si ricandiderà. Cambiano che si è sentito abbandonato dai partiti confluiti a Licata in liste civiche, tra questi ricordiamo Alternativa Popolare e MpA, alle prossime elezioni amministrative, potrebbe riproporsi alla città. La lista che lo sosterrebbe c’è gia’ e si chiama “I contenuti” a questa ovviamente potrebbero poi aggregarsi altre forze politiche quali ad esempio il PD che lo scorso 9 agosto non ha votato la sfiducia. C’è chi però in questi giorni, rilancia il nome dell’ingegnere licatese anche per un altro importante appuntamento elettorale, ovvero quello del prossimo 5 novembre quando sull’Isola si voterà per le regionali. La storia del sindaco sfiduciato per aver fatto rispettare la Legge, ha dato forza all’immagine di un amministratore senza macchie e in molti adesso, lo indicherebbero quale candidato ideale per la guida del governo regionale. Palazzo d’Orleans o Palazzo di Città per Angelo Cambiano? Solo il tempo darà una risposta.

Politica. A Favara il “a tutta Sicilia tour” del Movimento Cinque Stelle

E’ stata la città di Favara la prima tappa agrigentina del “A tutta Sicilia tour” gli incontri del Movimento Cinque Stelle in vista delle elezioni regionali del prossimo 5 novembre. Ieri sera, dal palco allestito in piazza Cavour, comizio del candidato governatore Giancarlo Cancelleri e i due big pentastellati, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. I tre, dallo scorso 5 agosto, a bordo di mezzi elettrici, stanno girando in lungo e in largo l’Isola. Prima di giungere nella città dell’agnello pasquale però breve sosta a Licata dove i tre esponenti politici hanno incontrato l’ex sindaco Angelo Cambiano, il primo cittadino sfiduciato per aver rispettato le sentenze di demolizione degli immobili abusivi.  Da Piazza Cavour, i due giovani parlamentari nazionali, rivolgendosi ai potenziali elettori, hanno spaziato ad ampio raggio, dagli atavici problemi che affliggono la Sicilia al cavallo di battaglia del movimento di Beppe Grillo, ovvero il taglio dei vitalizi dei parlamentari. Il tour nell’agrigentino prosegue questa sera a Porto Empedocle, domani invece Cancelleri, Di Maio e Di Battista saranno a Sciacca.

 

 

Politica regionale. Dietro front dell’ARS sulle Province

La classe politica non smette mai di stupire, in Sicilia, nonostante gli annunci trionfalistici del governatore Crocetta sul taglio delle Province, dopo quattro anni di discussioni e ripensamenti, ieri l’ARSL ha reintrodotto l’elezione diretta dei presidenti e dei consiglieri, che si terranno alla prima occasione utile, cioè quando – in primavera – si voterà per le amministrative: con le elezioni tornano anche le indennità, che per il presidente saranno uguali a quelle del sindaco della città capoluogo. Per i consiglieri, invece, sono previsti dei rimborsi spese. La norma segna una marcia indietro clamorosa da parte dell’Assemblea regionale: la Sicilia, infatti, aveva deciso di anticipare la riforma Delrio cancellando per prima le Province, ma da allora le elezioni indirette sono sempre state rinviate. Per la cronaca la contro-riforma è stata approvata con 32 sì su 47 votanti: fanno eccezione tutto il gruppo del Movimento 5 Stelle, due deputati di maggioranza astenuti e tre contrari. Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, al momento del voto finale, si è allontanato dall’Aula. Dopo aver risuscitato le Province l’assemblea Regionale Siciliana va’ in vacanza, a Palazzo dei Normanni si ritornerà in Aula il prossimo 6 settembre con il voto sulla fusione di Anas e Cas.

Elezioni Regionali 2017. Unione Cristiana c’è

Anche il neo movimento politico “Unione Cristiana” si prepara alle elezioni regionali siciliane del 5 novembre prossimo.

Al vaglio della compagine guidata dal senatore Scilipoti Isgrò l’ipotesi di competere con propri candidati sia all’Ars sia alla Presidenza della Regione.

“Il movimento correrà da solo –ha detto il Senatore Domenico Scilipoti Isgrò- eventuali alleanze potranno esserci con quanti si rivedono nei principi cristiani indicati nelle Sacre Scritture”.

Nel corso della prima Assemblea Regionale del Movimento che si è svolta a Ficarazzi (Palermo) nei locali della Chiesa Evangelica “Eben Ezer” è stato deciso anche l’assetto che il movimento dovrà seguire su base regionale.

Il coordinamento siciliano sarà formato da 21 persone: 9 saranno i dirigenti provinciali (uno per ogni provincia siciliana), 12 i dirigenti regionali ognuno per una base tematica:

Coordinatore Regionale di “Unione Sicilia” è stato confermato il dott. Vincenzo Napoli.

Ciò che distingue il movimento è la massiccia presenza di credenti Cristiani Evangelici.

“Tra questi credenti –ha aggiunto il Sen. Scilipoti Isgrò- saranno individuate persone di alta preparazione professionale che conoscano molto da vicino e vivano la realtà del settore nel quale operano, al fine di riuscire a suggerire e avanzare soluzioni e proposte, sempre alla luce della Parola di Dio”.

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Elezioni Regionali in Sicilia. Il M5S punta su Cancelleri

È Giancarlo Cancelleri il candidato alla presidenza della Sicilia del M5S. L’annuncio ieri sera a Palermo di Beppe Grillo, dal palco allestito a Catello a mare. Il leader del Movimento ha aperto la busta e letto l’esito dei risultati delle regionarie, 4350 sono stati gli iscritti certificati che sulla piattaforma Rousseau hanno scelto il proprio candidato. Il primo big in scaletta, nella calda serata pentastellata di Palermo, è stato il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, “Se vinciamo in Sicilia il 5 novembre vinciamo nel 2018 a Roma” ha detto. Poi è toccato a Casaleggio: “Noi abbiamo libertà di scegliere i candidati, ci siamo abituati a poter proporre le leggi da portare in parlamento. Abbiamo libertà di non dipendere dai finanziamenti pubblici”.
Visibilmente emozionato dell’investitura il candidato Cancelleri, per il geometra nisseno, deputato all’ARS, si tratta di una ricandidatura. Cancelleri infati aveva tentato la scalata a Palazzo D’Orleans nel 2012, piazzandosi terzo, alle spalle di Rosario Crocetta e Nello Musumeci.
Il primo provvedimento che faremo – ha detto Cancelleri – sarà tagliare gli stipendi ai parlamentari, togliere i vitalizi e le pensioni d’oro”. Il candidato Cancelleri ha annunciato anche il reddito di cittadinanza.
Dal palco delle Regionarie, non sono mancate le solite bordate all’indirizzo della Stampa, che sarebbe avversa al Movimento, ma questa oramai è una consuetudine adottata anche dagli amministratori locali targati cinque stelle.

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Elezioni Regionali in Sicilia: i Dem puntano su Pietro Grasso

Dopo la prova delle amministrative, in Sicilia ci si prepara adesso alle elezioni regionali con la ricerca, delle forze politiche, dei candidati vincenti. Rosario Crocetta, aveva annunciato la sua ricandidatura a Palazzo d’Orleans e nei prossimi mesi si capirà con chi correrà l’attuale governatore, intanto negli ambienti dem del PD, circola con insistenza la possibile candidatura alla presidenza di Pietro Grasso. Il numero uno di Palazzo Madama ed ex procuratore di Palermo potrebbe essere tirato in ballo sia dal presidente nazionale del PD, Matteo Orfini che dal suo collega siciliano Fauso Raciti. Un’eventuale candidatura di Grasso a governatore dell’Isola, per unire e fortificare il partito, necessita anche del benestare dell’area renziana a cui si potrebbero aggiungere anche le correnti politiche che fanno capo ad Alfano e ai centristi di D’Alia . In seguito al successo elettorale alle amministrative di Palermo con la conferma del sindaco Leoluca Orlando, Renzi sarebbe intenzionato a seguire il modello Orlando anche per le Regionali, e per i dem, l’unico candidato capace di ripetere il successo dell’11 giugno scorso, al momento sarebbe proprio il presidente del Senato. Resta comunque da capire se l’ex magistrato di origine licatese accetterà la proposta di candidatura che da più parti dicono essere già stata formulata.

Affluenza in calo in Sicilia per le Comunali, nell’agrigentino trend negativo in tutti i 12 comuni interessati

Chiusa la tornata elettorale per le amministrative, esaminiamo il dato dell’affluenza in Sicila dove la chiamata alle urne interessava 1.510.898 elettori di questi ha votato il 58,18%.

Ma passiamo ai dati nelle 9 province.

Nel nisseno gli aventi diritto erano 61.021, a votare è stato il 51,21%.

In Provincia di Catania, gli elettori erano 225.822, l’affluenza definitiva si è fermata al 63,75%.

Passando alla Provincia di Enna dei 23.553 votanti si è recato alle urne il 44,16%.

più alta l’affluenza registrata in Provincia id Messina, 65,61%.

Nel Palermitano gli elettori erano 739.048, l’affluenza è stata del 55,40%.

In Provincia di Ragusa ha votato il 63,78% degli aventi diritto. Nel siracusano invece ha espresso il proprio voto il 66,54% degli elettori. In Provincia di Trapani, su un corpo elettorale di 91.233 votanti, si è recato alle urne il 60,98%.

In Provincia di Agrigento invece, su 130.783 elettori ha votato il 54,47% degli aventi diritto. Affluenza nettamente in calo in tuti e 12 i Comuni interessati che esaminiamo nel dettaglio.

Ad Aragona, ha votato il 40,53% registrando un calo del 4,46% rispetto alle precedenti elezioni.

A Bivona invece l’affluenza è stata del 63,87% -2,59%.

A Campobello di Licata, dei 10.583 elettori, ha votato il 56,56%, -5,26% rispetto alle scorse amministrative.

Affluenza negativa anche a Casteltermini, -5,09% nel complesso comunque ha votato il 44,24%.

Altro Comune agrigentino dove si è votato è Cattolica Eraclea, con affluenza pari al 36,33%, -3,43% rispetto alle precedenti amministrative.

A Comitini ha voltato il 41,21% degli aventi diritto, anche in questo comune il dato è minore rispetto a cinque anni fa’ di 2,42 punti di percentuale.

Passando alle Isole di Lampedusa e Linosa, l’affluenza è stata del 74,71%, -2,73 rispetto alle precedenti consultazioni.

A Montallegro, il calo è maggiore, ovvero -7,26% con una percentuale complessiva di votanti del 48,10%.

Primo dei grossi centri dell’agrigentino coinvolti, in ordine alfabetico è Palma di Montechiaro dove dei 26.382 elettori, ha votato il 44,05% degli aventi diritto, -9,06% rispetto alle scorse elezioni.

A Santa Margherita di Belice l’affluenza definitiva è stata pari al 64,07%, -5,01%.

A Sciacca, centro quest’ultimo con il più alto numero di elettori, 35.889, l’affluenza è stata pari al 69,45%. Anche nella città termale si è registrato un calo, -6,80%.

In chiusura, l’affluenza di Villafranca Sicula è stata del 69,14%, -3,66% rispetto alle scorse elezioni.

La fonte dei dati è il servizio elettorale della Regione Sicilia.

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Elezioni comunali 2017. I sindaci eletti nell’agrigentino

Giochi fatti nei 12 comuni agrigentini chiamati ieri al rinnovo di sindaci e consiglieri comunali, in attesa del dato definitivo che sarà sancito dalla proclamazione ufficiale delle singole commissioni elettorali, vediamo insieme chi sono i sindaci eletti e chi invece dovrà attendere gli esiti del ballottaggio e comunque interesserà solo gli elettori di Sciacca dove tra due settimane a contendersi la fascia tricolore saranno i candidati sindaco Calogero Bono e Francesca Valenti.

Elezione diretta a primo turno invece a Palma di Montechiaro per Stefano Castellino che ha staccato nettamente il candidato Rosario Bellanti.

A Cattolica Eraclea, il nuovo sindaco è, Santino Borsellino, che ha avuto la meglio su Giuseppe Giuffrida. Gioacchino Nicastro ha vinto a Casteltermini, battendo Arturo Ripepe e Filippo Pellitteri. A Campobello di Licata, invece, Giovanni Picone resta primo cittadino, dietro di lui Giovanni Gibella e Giuseppe Sicilia. A Montallegro Rina Scalia è il nuovo sindaco avendo avuto la meglio i sull’altro candidato Giovanni Cirillo.

A Bivona è stato un testa a testa. Il nuovo sindaco è Milko Cinà, che ha avuto cinque voti in più rispetto al rivale Salvatore Marrone. Nino Contino, invece, è tornato ad essere sindaco di Comitini, battendo l’altro candidato Giacomo Orlando. A Villafranca Sicula, riconfermato il sindaco uscente Domenico Balsamo.

A Lampedusa, l’uscente Giusi Nicolini, vincitrice del Premio Unesco per la Pace, esce sconfitta classificandosi terza, dietro al neo sindaco Salvatore Martello e Filippo Mannino.

Ad Aragona il sindaco eletto dovrebbe essere Giuseppe Pendolino, sbaragliando quindi la concorrenza che vedeva subito dietro l’uscente Salvatore Parello. A Santa Margherita Belice, infine il sindaco eletto dovrebbe essere Franco Valenti, seguito da Pier Paolo Di Prima.

 

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Elezioni amministrative 2017. I comuni interessati e le istruzioni al voto

Dalla mezzanotte scatta il silenzio elettorale prima del voto di domenica nei 128 comuni siciliani chiamati alle urne per il rinnovo di sindaci e rispettivi consigli comunali.  Sono solo 15 i centri con popolazione superiore ai 15 mila abitanti e per cui è previsto il turno di ballottaggio per domenica 25 giugno.  Due solamente i capoluoghi di provincia interessati, ovvero Palermo e Trapani.

Nell’agrigentino, la tornata elettorale interessa 12 Comuni, tra questi quello più grande è Sciacca, sistema di voto con il maggioritario anche a Palma di Montechiaro le restanti località, avendo una popolazione legale inferiore alle 15 mila unità, eleggeranno sindaci e consiglieri comunali direttamente domenica. In Provincia di Agrigento, le comunali interessano anche i centri di Aragona, Bivona, Campobello di Licata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Comitini, Lampedusa e Linosa, Montallegro, Santa Margherita di Belice e Villafranca Sicula. Tra loro, il centro con il minor numero di votanti è Comitini. Entro le ore 16:00 di domani, sabato 10 giugno, la presentazione degli elenchi dei rappresentanti di lista, poi, domenica mattina entro le ore 06:00 la consegna dei seggi elettorali ai presidenti e dalle ore 07:00 alle ore 23:00 urne aperte per le operazioni di voto. Lo scrutinio avverrà subito dopo la chiusura dei seggi. Come detto, per i Comuni dove è previsto il turno di ballottaggio, quest’ultimo si svolgerà il 25 giugno sempre dalle ore 07:00 alle ore 23:00.

Nei Comuni fino a 15.000 abitanti si vota con una sola scheda per eleggere sia il Sindaco che i Consiglieri Comunali.
Ciascun candidato alla carica di Sindaco sarà affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di Consigliere.
Sulla scheda è già stampato il nome del candidato Sindaco, con accanto a ciascun candidato il contrassegno della lista che lo appoggia.
Il voto per il Sindaco e quello per il Consiglio sono uniti: votare per un candidato Sindaco significa dare una preferenza alla lista che lo appoggia. Solo in caso di parità di voti tra due candidati si tornerà a votare al ballottaggio per questi ultimi.
Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due avrà ottenuto più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano.
Una volta eletto il Sindaco viene anche definito il Consiglio: alla lista che appoggia il Sindaco eletto andranno i 2/3 dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra le altre liste.

Anche per i Comuni con più di 15.000 abitanti si vota sempre con una sola scheda, sulla quale saranno già riportati i nominativi dei candidati alla carica di Sindaco e, a fianco di ciascuno, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano.
Il cittadino può esprimere il proprio voto in tre modi diversi:
1. tracciando un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato Sindaco da quest’ultima appoggiato;
2. tracciando un segno sul simbolo di una lista, eventualmente indicando anche la doppia preferenza di genere, tale possibilità, prevista per i i cittadini dei Comuni superiori ai 5.000 abitanti, consente di esprimere due preferenze per i consiglieri comunali purché riguardanti candidati consiglieri di sesso diverso e appartenenti alla stessa lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato Sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto “voto disgiunto”;
3. tracciando un segno solo sul nome del Sindaco, votando così solo per il candidato Sindaco e non per la lista o le liste a quest’ultimo collegate.
Nei Comuni con più di 15.000 ab. è eletto Sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno).
Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare la seconda domenica successiva per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio).
In caso di parità di voti al primo turno, verrà ammesso al ballottaggio il candidato alla lista più votata (maggiore cifra elettorale) e, in caso di ulteriore parità, verrà ammesso il più anziano di età (gli stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio). Al secondo turno viene eletto Sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.
Per stabilire la composizione del Consiglio si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo. In pratica, se la lista o l’insieme delle liste collegate al candidato eletto Sindaco nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi ma hanno ottenuto nel primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi.
I seggi restanti saranno divisi tra le altre liste proporzionalmente alle preferenze ottenute. Per espletare il diritto di voto, i cittadini devo recarsi alle urne muniti di un documento d’identità valido e della tessera elettorale.

 

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