Favara. Farm Cultural Park in difficoltà economiche? Presto si pagherà l’ingresso

Far pagare ai visitatori di Farm Cultural Park un biglietto d’ingresso da sei euro per i non residenti ridotto a due per gli abitanti di Favara, questo è quanto prevede una convenzione tra il polo d’arte contemporanea e il Comune di Favara, accordo che attualmente è ancora in fase primordiale ma che potrebbe comunque rispecchiare lo schema elaborato dal Comune e che comunque dovrà essere poi approvato dal consiglio comunale di Favara. Cortile Bentivegna comunque è un luogo pubblico con residenze private, per questo motivo nessun biglietto sarà previsto per i residenti e per i titolari delle attività commerciali. Secondo lo schema di convenzione, dei sei euro previsti, uno andrà direttamente nelle casse dell’Ente in dissesto.  Il tariffario comunque è variabile in funzione dell’utente. Come detto, il cittadino favarese pagherà per l’ingresso due euro, a questi però se ne dovranno aggiungere altri due se lo stesso deciderà di visitare i padiglioni espositivi di Farm.  A titolo di esempio, se questi accordi saranno fonte della convenzione finale, un cittadino non favarese che vorrebbe recarsi in cortile Bentivegna per cenare, dovrà prima pagare sei euro all’ingresso e poi pagare la cena. Secondo alcuni, le tariffe proposte sarebbero eccessive e potrebbero scoraggiare i visitatori, ma la richiesta di introdurre un ticket d’ingresso sarebbe stata inoltrata dai responsabili di Farm che necessitano di ulteriori fondi per continuare l’attività culturale avviata nel 2010.

Dissequestrate le opere d’arte della farm

Dopo tanto clamore mediatico e burocratico, il “caso Farm” sembra concludersi positivamente. È stato notificato ieri ai proprietari della Farm Cultural Park, l’oasi d’arte contemporanea nel centro di Favara, il decreto di dissequestro delle opere del cortile Bentivegna, sottoposte a sigilli a inizio mese con la denuncia di abuso su suolo pubblico.
Il pm Alessandra Russo ritiene che “non vi siano ragioni che giustifichino un sequestro di tipo probatorio essendo già stati acquisiti, mediante foto, annotazioni di servizio e mediante denuncia querela agli atti, tutti gli elementi valutativi probatori delle condotte contestate”. E così le opere d’arte della Farm cultural park di Favara tornano libere “Ferma la sussistenza di eventuali vincoli di tipo amministrativo – si legge nel provvedimento pubblicato sulla fanpage di Facebook della Farm Cultural Park – la Procura dispone il dissequestro dei beni e conseguentemente la restituzione degli stessi agli aventi diritto”.

Per festeggiare il dissequestro, i responsabili della Farm hanno organizzato una festa in programma questa sera alle 22. “Farm Cultural Park è tornata totalmente a vostra disposizione – si legge in un post su Facebook – . Giustizia è fatta, la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro dei beni, per questo vogliamo invitarvi tutti quanti a festeggiare insieme con musica, buon cibo e bella compagnia”.

Provocazione Farm Cultural Park: “sequestrato” il Municipio di Favara

Il sequestro, presso Farm Cultural Park di cortile Bentivegna a Favara delle due installazioni artistiche non autorizzate, è stato reso evidente con l’apposizione ieri dei cartelli e del nastro monitore, a testimonianza del procedimento adottato dal Corpo di Polizia Municipale su disposizione del locale Ufficio Tecnico. 24 ore prima dell’apposizione del “sigilli”, operazione quest’ultima fatta tardivamente in quanto l’ordinanza di sequestro risale al 24 luglio, il Comune di Favara si era reso disponibile a venire in contro alle esigenze di Farm, ma per ottemperare agli obblighi di Legge, gli agenti di polizia municipale hanno dovuto rendere evidente il sequestro, un atto dovuto quindi.

Una decisione che non ha demoralizzato i sostenitori del polo artistico che proprio ieri sera hanno lanciato la provocazione di tagliare i nastri dei vigili Urbani e di collocarli nei pressi del Palazzo di Città, il tutto accompagnato da una performance in puro stile Farm.

Un finto sequestro del Municipio che secondo i frequentatori dei 7 cortili, sarebbe responsabile del tentato blocco delle attività culturali portate avanti.

Una provocazione che il sindaco di Favara, Anna Alba, raggiunta telefonicamente, preferisce non commentare, la giovane amministratrice comunque ribadisce la disponibilità del Comune a trovare una soluzione per porre fine alle polemiche che ledono sicuramente all’immagine della città.

 

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