Festa dell’autonomia siciliana ad Agrigento. Musumeci: “Chiederemo a Roma di darci quello che ci è stato tolto”

I 72 anni dello Statuto della Regione Sicilia sono stati festeggiati nella Valle dei Templi di Agrigento, città che con la sua millenaria storia, ben sintizza l’enorme bagaglio culturale dell’Isola.

Uno Statuto che però secondo il Governatore Nello Musumeci, non solo non è mai stato applicato ma deve essere anche reso più attuale. Presto, il governo chiederà alla presidenza dell’Assemblea Regionale l’istituzione di una commissione di revisione dello Statuto affinché il testo emanato da re Umberto II il 15 maggio del 1946, possa essere adeguato all’attuale contesto nazionale ed europeo.

Chiederemo a Roma di darci quello che ci è stato tolto” ha detto ai giornalisti il presidente Musumeci.

La giunta regionale, nel giorno della’autonomia si è riunita a villa Aurea. Tra i provvedimenti decisi dal governo, la cancellazione della vacanza prevista nelle scuole il 15 maggio. Dal prossimo anno infatti, in tutti gli istituti dell’Isola, l’autonomina sarà celebrata con sessioni di studio dedicate alla storia dell’autonmia stessa, inoltre sempre da Agrigento, la giunta Musumeci ha varato anche il provvedimento che introduce nelle aule scolastiche, lo studio del dialetto e della storia siciliana.

Le celebrazioni del 72° anniversario dello Statuto si sono chiuse, nella splendida cornice della Valle dei Templi, con il concerto dell’orchestra sinfonica siciliana, diretta dal maestro Ottavio Marino. Ai piedi del maestoso tempio della Concorsia, le tante personalità presenti, hanno così goduto delle superbe melodie eseguite dalla prestigiosa orchestra che è ambasciatrice della Sicilia nel mondo.

Da USB Vigili del Fuoco un “piano di lavoro” per Lampedusa

È stata una festa non fine a se stessa quella che lo scorso primo maggio si è svolta a Lampedusa dove il coordinamento nazionale dell’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco e il collettivo Askavusa sono scesi in piazza per rivendicare i diritti universali dell’uomo e per rilanciare l’immagine dell’Isola agrigentina.

Da troppi anni – dicono dall’USB – l’isola di Lampedusa viene usata per creare emergenze o mettere in scena retoriche ed immagini che vanno a giustificare ed alimentare politiche di sfruttamento, reclusione, disumanizzazione.

Lampedusa – aggiungono dall’organizzazione sindacale – è luogo fondamentale per la pesca mediterranea, rifugio per chi naviga, meta turistica e oasi di pace da smilitarizzare”.

Durante la manifestazione è stato presentato il piano del lavoro per Lampedusa, si tratta di un documento programmatico che tra le priorità vede, intanto garantire i diritti dei lavoratori, eliminare definitivamente la militarizzazione dell’isola e garantire delle adeguate politiche di salvaguardia dell’ambiente.

Tutti temi quest’ultimi affrontati dal responsabile del coordinamento nazionale USB Vigili del Fuoco Costantio Saporito che sul palco allestito nella principale piazza dell’isola ha rivendicato i diritti di Lampedusa e dei suoi abitanti.

Gli organizzatori hanno anche voluto parlare di un “ponte” ideale che da Lampedusa collega Reggio Calabria dove il primo maggio è stato dedicato ai braccianti agricoli e Catania che ha dedicato la ricorrenza alle problematiche della Palestina.

Una unione di luoghi volta a restituire dignità a Lampedusa affinché quest’ultima diventi luogo di pace e dialogo tra i popoli.

Favara. Chiusura per la festa di San Calogero e il mini torneo di calcetto “Church Cup”

Chiusura ieri a Favara dei festeggiamenti in onore di San Calogero, per l’occasione anche quest’anno si è svolto il tradizionale mini torneo di calcetto denominato “Church Cup” perché a scendere in campo sono le squadre delle parrocchie cittadine, 4 sono state quelle coinvolte, ovvero San Calogero, San Giuseppe Artigiano, Chiesa Madre e parrocchia della Beata Maria Vergine dell’Itria, in campo anche diversi giovani extracomunitari ospitati in strutture di accoglienza con sede a Favara. Il torneo che gode del patrocinio di US ACLI, è organizzato dalla locale lega calcio interparrocchiale di cui è presidente il collega giornalista Salvatore Fazio.

 

Agrigento, niente benedizione per i pani da lanciare al simulacro, per il rettore”il pane lo buttano i ricchi”

Nel giorno dopo la festa di San Calogero, in città si discute su un episodio che ha visto protagonista l’operatore culturale Lello Casesa in merito alla tradizione popolare dei pani votivi. Casesa, ieri mattina, unitamente alla sua famiglia si sarebbe recato nel santuario con un sacchetto di pane e ha chiesto ad un sacerdote di benedirlo per poi distribuirlo, ma il parroco si è rifiutato. Nella città dei Templi, la tradizione del lancio del pane, non solo è testimoniata nei secoli, ma rievoca la raccolta di pane che il monaco turco faceva in città, San Calogero infatti, essendo in contatto con i lebbrosi, spesso ritornava in città per chiedere del cibo, la gente però per evitare il contagio, gli lanciava il pane dalle finestre, da qui deriva dunque la tradizione di lanciare il pane al simulacro.

Ad Agrigento, il primo a puntare l’indice sullo spreco di pane era stato negli anni scorsi l’arcivescovo Francesco Montenegro.

Sulla stessa linea di pensiero l’attuale rettore del santuario, Mons. Giuseppe Veneziano che sul rifiuto di benedire il pane da lanciare al simulacro è categorico”Il pane lo buttano i ricchi, i poveri invece lo mangiano, anche duro”. Il rettore del santuario quindi non accetta il folklore legato alla tradizione popolare e si auspica che i devoti, anziché sprecare il pane lanciandolo in strada lo portassero al santuario a cui poi spetterebbe il compito della distribuzione alle famiglie bisognose.

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Agrigento. La Chiesa celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: assenti giustificati i giornalisti

Anche ad Agrigento è stata celebrata la cinquantunesima giornata mondiale delle comunicazioni sociali con una Santa Messa officiata dall’arcivescovo, Card. Francesco Montenegro nella chiesa Santa Maria dei Greci. Un momento dedicato agli operatori dell’informazione, giornalisti e tecnici, che cade nel giorno nel quale la Chiesa celebra l’Ascensione. “Aiutate questo mondo a guardare il bello e il positivo e fatelo amando la verità” ha detto don Franco ai presenti, facendo sue le parole di Papa Francesco. Dopo la funzione religiosa la premiazione del concorso “Fotografa la settimana Santa di Agrigento”,indetto in collaborazione con l’ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Curia, con le associazioni “Koinè” e “Din24” e l’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso. Il premio unico della giuria è andato a Mauro Posante.  Menzioni speciali per Peppe Cacocciola e Maurizio Caciotto. Due menzioni speciali, dell’ufficio Comunicazione sociale della Conferenza Episcopale Italiana, invece per Giada Attanasio e Fabio Peonia.

Per la cronaca, da registrare l’assenza di molti giornalisti che quasi in contemporanea con la celebrazione del cardinale, erano impegnati in un incontro di aggiornamento professionale svoltosi nel Palazzo della ex Provincia, un incontro già programmato da diverso tempo e che ha quindi impedito a molti giornalisti agrigentini di poter assistere alla celebrazione eucaristica, come a dire, si è fatto un compleanno senza il festeggiato.

 

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Agrigento. Il mandorlo in fiore entra nel vivo: nella Valle arde il fuoco dell’amicizia

Da ieri sera, nella Valle dei Templi di Agrigento arde il fuoco della pace tra i popoli, l’accensione del tripode posto posto ai piedi del Tempio della Concordia, ha dato l’avvio ufficiale del 62° Festival internazionale del folclore. Una cerimonia sobria, senza sfarzi, quella svoltasi ieri pomeriggio, dove protagonisti indiscussi sono stati i gruppi partecipanti alla kermesse, ambasciatori e detentori dei patrimoni immateriali UNESCO. Nonostante le condizioni meteo incerte, la sfilata dei ballerini provenienti da India, Iran, Corea del Sud, Repubblica Ceca, Slovacchia, Giordania, Israele, Palestina, Albania e Lettonia, si è snodata lungo la via sacra che dal teatro ellenistico porta verso i templi. La sfilata è stata anticipata dalla performance artistica ideata e realizzata dal regista agrigentino Marco Savatteri, che sul cantiere degli scavi del teatro, ha portato l’attore Silvio Laviano e i ragazzi della Casa del Musical e del Laboratorio teatro del Liceo Classico Empedocle nella rappresentazione scenica di un inno omerico alla Dea Terra. Il corteo, scandito dal ritmo dei tammurinara di Girgenti, seguito anche dalle autorità, è giunto poi ai piedi del suggestivo monumento greco, dove, dopo un breve messaggio di benvenuto ai partecipanti, le fiaccole si sono unite per l’accensione del tripode. Questo pomeriggio, il Mandorlo in Fiore entra nel vivo con la tradizionale Fiaccolata: si parte alle 17.30 da Piazza Pirandello. I gruppi poi si muoveranno lungo la via Atenea in direzione di piazza Stazione.

 

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Mandorlo in fiore, ecco la Repubblica Ceca

Tra i beni immateriali dell’Unesco che saranno presenti alla 72^ edizione del Mandorlo in Fiore di Agrigento, la Repubblica Ceca sarà protagonista con ben due tradizioni, si tratta della cavalcata dei re, e la musica di reclutamento slovacca, ma adiamo per ordine. Iscritta nella lista rappresentativa il Patrimonio culturale immateriale dell’umanità nel 2011. la Cavalcata dei re si svolge durante la primavera, nelle città di Hluk e Kunovice e nei villaggi limitrofi e fa parte delle tradizioni di Pentecoste. Un gruppo di giovani uomini cavalca attraversando il villaggio in un corteo cerimoniale. La corsa è capeggiata da cantori, seguiti da paggi con sciabole sguainate che proteggono il Re – un giovane ragazzo con la sua faccia parzialmente coperta, tenendo una rosa in bocca – ed il resto della cavalcata reale. Il Re e i paggi indossano costumi cerimoniali femminili, gli altri cavalieri sono vestiti come uomini. Il seguito cavalca su cavalli decorati, fermandosi a cantare brevi rime che commentano scherzosamente sulla tipologia e il comportamento degli spettatori. I cantori ricevono donazioni per le loro prestazioni, che vengono poste sia in una scatola di denaro sia direttamente negli stivali dei cavallerizzi. Il seguito del re fa rientro dopo un paio d’ore di cavalcata, e celebra la sera in casa del Re con una piccolo banchetto, musica e balli. L’usanza e i compiti della Cavalcata dei re si trasmettono di generazione in generazione. Le decorazioni di carta tradizionale per i cavalli e i costumi cerimoniali, in particolare, sono realizzate da donne e ragazze che hanno familiarità con i motivi delle tinte e i modelli caratteristici per ogni villaggio. Passando invece ad analizzare la musica di reclutamento Slovacca l’iscrizione tra i beni immateriali Unesco è del 2008, nello specifico si tratta di una danza improvvisata eseguita da uomini e ragazzi che vivono nei distretti Moravia del Sud e Zlín della Repubblica Ceca. Il nome della danza deriva dal termine tedesco Werbung che significa “reclutamento” e che riflette le origini storiche del reclutamento di ballerini e soldati per l’esercito nel XVIII secolo. Oggi è eseguita da gruppi di danza popolare nella maggior parte delle città e dei villaggi della regione Slovacca, per lo più in relazione a festività. Il Verbunk Slovácko è ballato al ritmo delle nuove canzoni ungheresi e di solito si compone di tre parti. All’inizio, il brano viene eseguito, seguito prima da movimenti lenti e poi veloci. La danza non è vincolata ad una coreografia precisa, ma è caratterizzata invece da spontaneità, improvvisazione ed espressione individuale, comprese le gare di salto. Di solito è eseguita da gruppi, in cui ogni ballerino interpreta la musica a modo suo. Ci sono sei diversi tipi regionali di Slovácko Verbunk, che rappresentano grande varietà di figure e ritmi di danza. Questi tipi si sono evoluti nei primi anni del XX secolo e continuano a cambiare.

 

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Il Mandorlo in fiore di Agrigento sbarca a Palermo per l’anteprima della 67^ edizione

Debutto in trasferta per il Mandorlo in Fiore 2017, l’anteprima della tradizionale manifestazione giunta quest’anno alla 67^ edizione, si svolgerà domenica prossima al mercato San Lorenzo di Palermo. L’iniziativa è promossa dal consorzio turistico della Valle dei Templi in collaborazione con l’ente organizzatore dell’evento, ovvero il Parco Archeologico. Nel capoluogo di Regione, domenica mattina, saranno presenti i “Tammurinara di Girgenti”, storico gruppo che da sempre accompagna le celebrazioni della festa di San Calogero e che sono nel novero delle eredità immateriali dell’Unesco, patrimoni dell’umanità che quest’anno contraddistinguono la kermesse che si svolge dal 4 al 12 marzo prossimi. Al mercato di San Lorenzo, presenti anche diverse aziende del settore gastronomico e viti vincolo, con degustazioni rivolte alla promozione dei prodotti del territorio agrigentino e della dieta mediterranea.

Nel TG l’intervista al presidente del consorzio turistico Valle dei Templi, Fabrizio La Gaipa.

 

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Agrigento. Anteprima de “I Bambini del Mondo” nella Valle dei Templi

Il ritmo dei tamburi dei piccoli provenienti da Giappone e Ossezia, in mattinata ha animato la Valle dei Templi di Agrigento in occasione dell’anteprima del festival “I Bambini del Mondo” che il prossimo 4 marzo apre ufficialmente le danze del 72° Mandorlo in Fiore. Dopo la presentazione ufficiale dell’evento, oggi nella sede dell’Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi è stato reso noto il programma della manifestazione ideata da Claudio Criscenzo e Giovanni Di Maida, festival che quest’anno è giunto alla diciassettesima edizione. All’anteprima de “I Bambini del Mondo”, erano presenti tra gli altri anche il commissario dell’Ente Parco, Bernardo Campo, il vice sindaco di Agrigento Elisa Virone e il deputato regionale Vincenzo Fontana che, da presidente della Provincia tenne a battesimo la kermesse folclorica dedicata ai piccoli. A rappresentare i colori italiani in mattinata c’era il Gruppo Folk San Gemiliano di Sestu nel cagliaritano. I piccoli ballerini presenti, impegnati in questi giorni in un tour in Sicilia, questa sera, alle ore 20:30, si esibiscono al Teatro San Francesco di Favara dove ad accoglierli ci saranno i coetanei del gruppo locale, “Fabaria Folk”. Un piccolo assaggio quindi, quello odierno, del tradizionale festival che, con da sempre segna la concordia tra i popoli con le tradizioni popolari che annullano ogni discriminate etnica e/o religiosa e che fanno della città di Agrigento, ambasciatrice indiscussa della pace nel mondo. L’appuntamento con il festival “I Bambini del Mondo” è quindi fissato per sabato 4 marzo alle ore 10:00 al Municipio di Agrigento con l’accoglienza dei gruppi partecipanti.

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Agrigento. Dal 4 al 12 marzo sarà “Mandorlo in Fiore”

La città di Agrigento rinnova il proprio ruolo di ambasciatrice della concordia tra i popoli con la manifestazione simbolo, il Mandorlo in Fiore. 72 anni di storia e tradizioni popolari riconosciute anche dall’Unesco, ed è proprio sul patrimonio culturale delle nazioni unite che si articola la kermesse. Al Mandorlo in Fiore, infatti, partecipano paesi che godono del patrocinio dei beni immateriali UNESCO, 20 in totale saranno quelli presenti alla manifestazione simbolo della città dei Templi. In mattinata, il programma del Mandorlo in Fiore, è stato presentato nei locali dell’ex collegio dei Filippini di Agrigento alla presenza tra gli altri anche del direttore artistico, Giuseppe Parello e del sindaco Lillo Firetto. 11 saranno i gruppi protagonisti del 62° festival internazionale del Folclore, 3 i continenti rappresentati, ovvero: Europa, Africa ed Asia. Saranno 8 i giorni di festa, dal 4 al 12 marzo, molteplici le iniziative in programma. Come ormai avviene da diversi anni, le danze si apriranno con i piccoli ballerini del festival “I “Bambini del Mondo” per poi chiudersi, domenica 12 marzo con l’assegnazione al Concordia, del tempio d’oro al gruppo vincitore del Festival. Tra le novità dell’edizione organizzata interamente dall’Ente Parco Archeologico è la scelta di svolgere gli spettacoli diurni, nell’area della Valle, ovvero al Tempio di Giunone. A cui si affiancano anche gli spettacoli previsti nel tradizionale sito di piazza Cavour. Un’edizione quella di quest’anno che vede sparire la dicitura sagra, che secondo gli organizzatori, restringeva il ranking della kermesse limitandola ad una festa “paesana”. Sarà quindi l’anno del rilancio di quella che una volta era tra le manifestazioni più attese in Sicilia? Ai posteri l’ardua sentenza.

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L’Unesco concede l’alto patronato al Festival Internazionale “I Bambini del Mondo” di Agrigento

In occasione della sua 17^ edizione, il Festival internazionale “ I Bambini del mondo” ottiene un prestigioso riconoscimento, si tratta del riconoscimento ufficiale dell’UNESCO. Dopo il patrocinio dell’Unicef, anche le nazioni unite concedono l’alto patronato alla manifestazione che vede i piccoli ballerini ambasciatori di pace nel mondo. Soddisfazioni hanno espresso il Presidente del Festival Giovanni Di Maida e dell’Aifa Luca Criscenzo “ Abbiamo accolto con vivo apprezzamento la scelta dell’Unesco di avere colto il significato storico e sostanziale insito nella manifestazione , testimonianza costante di concordia ed integrazione dei popoli fin da giovanissimi. Il riconoscimento dell’Unesco è anche un riconoscimento alla città e ai suoi bambini “. Il festival giunto alla 17° edizione anche quest’anno come ormai da tradizione , aprirà la 72° edizione del mandorlo in fiore, quest’anno interamente organizzata dall’Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento che proprio domani, illustrerà il programma dell’atteso evento.

 

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Il 6 gennaio ad Agrigento. Diverse le iniziative in programma

Appuntamenti dell’Epifania nella città di Agrigento.

Alle ore 11:00, nella Chiesa San Giacomo, Santa Messa, a seguire il caratteristico presepe di cioccolato che ha accompagnato le feste degli agrigentini, sarà condiviso dai presenti.

Nel pomeriggio invece, a partire dalle ore 16:00 a Villa Bonfiglio, la chiusura delle feste sarà affidata ad una maxi tombolata e agli spettacoli del “bosco incantato”, per i più golosi invece è programma una gara di torte.

 

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Grande affluenza al “presepe vivente di Montaperto”

Il periodo natalizio agrigentino è arricchito dal presepe vivente di ” Montaperto”, un appuntamento giunto ormai alla nona edizione che negli anni ha ottenuto grande successo di visitatori e di critica. L’evento, patrocinato dal comune di Agrigento, è stato ideato da Nino Amato che, insieme allo staff organizzativo e gli abitanti del quartiere, regala a migliaia di visitatori uno spettacolo molto suggestivo. Il borgo agrigentino di Montaperto si presta, senza alcun artifizio, a rappresentare uno scorcio di Betlemme grazie ai siti assolutamente naturali e rurali fermi nel tempo. I primi tre giorni di questa nona edizione hanno registrato un boom di presenze. Il giorno di Capodanno, un nutrito gruppo di visitatori provenienti dal palermitano, che soggiornava ad Agrigento, ha deciso di dedicare il primo giorno dell’anno alla visita del presepe vivente.Gli scorci del percorso del presepe hanno preso vita non soltanto grazie ai figuranti degli antichi mestieri, alle donne che preparano ogni ben di Dio, agli attori e musicisti che hanno offerto momenti di riflessione, e armonia ma grazie soprattutto all’interazione dei visitatori e dei bambini, quest’anno ancor più protagonisti, che hanno vissuto appieno questo presepe fatto con semplicità, da circa 80 volontari, senza dimenticare le tradizioni religiose e contadine. Il “presepe di Montaperto” riprenderà giovedì 5 gennaio, e sarà fruibile anche il 6 gennaio, giorno in cui si assisterà all’arrivo dei Re Magi e domenica 8 ultimo giorno di questa nona edizione, dalle 17.30 fino alle 21.

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Capodanno in piazza nell’agrigentino. Recordo di presenze a Favara

Come da tradizione, sono stati in molti a scegliere di brindare al nuovo anno in una delle tante piazze che attendevano lo scoccare della mezzanotte con musica e balli. Nell’agrigentino, due erano gli eventi più attrattivi, piazza Municipio nella città dei Templi con il concerto degli “Iron Mais” e piazza Cavour a Favara. Ad Agrigento, non si è registrata una massiccia presenza di pubblico alla manifestazione organizzata dalla locale amministrazione comunale. Forse il freddo pungente, avrà scoraggiato gli agrigentini. In molti comunque hanno assistito al concerto della band resa famosa dal talent show “X – Factor”. Anche per il 2017, il capodanno in piazza a Favara si conferma l’evento più seguito della Provincia di Agrigento. In piazza Cavour, diverse migliaia di giovani e meno giovani, hanno ballato al ritmo reggae degli Shakalab e dei dj che si sono avvicendati in console. A scandire la serata è stato Carletto di radio RTL. A Favara, anche quest’anno il veglione di capodanno è stato interamente finanziato e organizzato dai commercianti della piazza, a cui va un plauso per l’iniziativa che sicuramente si ripeterà anche nel 2018.

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