Gli alunni della Giovanni Paolo II “abbracciati” dalla festa del mandorlo

Settimana intensa, ricca di attività che ha coinvolto i bambini delle classi 2^A e 2^B della scuola G.Paolo II, dell’istituto R.L.Montalcini del villaggio Mosè di Agrigento, diretto da Luigi Costanza. I piccoli studenti hanno partecipato agli eventi del 73° Mandorlo in fiore. Il folklore è stato sempre l’anello che unisce i popoli del mondo,veicola i messaggi di pace e fratellanza e trasmette gioia ed allegria. L’approfondimento degli argomenti svolti in classe dai docenti Caldara, Fanara, Moncada, Presti e Vaccaro, si è realizzato con la partecipazione al 18^ festival “I bambini del mondo” nell’atmosfera magica del Palacongressi che ha plasmato suoni, canti e balli di diverse culture etniche e con la
visione di “Giufa’, una vita da fiaba” al teatro della Posta Vecchia di Agrigento, dove il dialetto classico è stato cornice di antiche tradizioni, usi e costumi siciliani. Momenti di incontro e di confronto per i piccoli studenti del plesso Giovanni Paolo II : occasioni per conoscere al meglio i propri compagni e le insegnanti fuori dalle mura scolastiche, per trascorrere con loro puri momenti di divertimento , di condivisione e anche di conoscenza di altre culture. Esperienze che rimarranno certamente impresse nei cuori e nelle menti degli studenti anche a distanza di anni.

Risate al teatro “Costa Bianca” di Realmonte con la commedia “Cu perdi vinci” di Aristotele Cuffaro

Prosegue la tournèe teatrale della compagnia “Nino Martoglio” con “Cu perdi vinci”la commedia in due atti in vernacolo grottese, scritta, diretta e interpretata dal brillante caratterista Aristotele Cuffaro.  Le singolari vicende di una famiglia di ristoratori siciliani a Latina, sono andati in scena ieri al Teatro Costa Bianca di Realmonte. 90 minuti di grasse risate, in scena come detto, Aristotele Cuffaro nei panni di Cesaro, titolare di una tratoria, marito succube di Benita, interpretata dalla brava Isabella Villani. Con loro la giovene Flavia Iannello, Lola la figlia che aspira a diventare una cantante e Claudia Agnelo, la Madame Butterfly che si presta ad aiutare Lola nella sua carriera di artista. Una commedia che racconta uno spaccato familiare realistico, che con la verve comica di Cuffaro, racconta le gesta di un marito stanco di essere sopraffatto dalla moglie e che cerca un po’ di libertà, affidando ad un annuncio di incontri, la speranza di una scappatella. Ambizione che però è comune anche ad un altro membro della famiglia. Un rocambolesco intrigo passionale che riserva un finale riconciliatore per una commedia tutta da ridere. “Cu vinci perdi” si replica il prossimo 2 settembre a Raffadali, il 3 settembre a Grotte e successivamente a Racalmuto e Ravanusa.

 

Mandorlo in fiore, giovedì la prima conferenza di presentazione

 Giovedì 24 Agosto alle 11 , all’ex Collegio dei Filippini di via Atenea ad Agrigento si terrà la prima conferenza stampa di presentazione del 73° Mandorlo in Fiore. Oltre il sindaco di Agrigento , il presidente e il direttore del Consiglio del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi sarà presente l’assessore regionale ai  Beni Culturali Carlo Vermiglio. “L’iniziativa – si leggeiù in una nota- intende valorizzare le espressioni artistiche che appartengono alla tradizione culturale dei popoli, ed in particolare quelle manifestazioni che hanno ottenuto dall’UNESCO il riconoscimento come “patrimonio immateriale dell’umanità”.

Agrigento, niente benedizione per i pani da lanciare al simulacro, per il rettore”il pane lo buttano i ricchi”

Nel giorno dopo la festa di San Calogero, in città si discute su un episodio che ha visto protagonista l’operatore culturale Lello Casesa in merito alla tradizione popolare dei pani votivi. Casesa, ieri mattina, unitamente alla sua famiglia si sarebbe recato nel santuario con un sacchetto di pane e ha chiesto ad un sacerdote di benedirlo per poi distribuirlo, ma il parroco si è rifiutato. Nella città dei Templi, la tradizione del lancio del pane, non solo è testimoniata nei secoli, ma rievoca la raccolta di pane che il monaco turco faceva in città, San Calogero infatti, essendo in contatto con i lebbrosi, spesso ritornava in città per chiedere del cibo, la gente però per evitare il contagio, gli lanciava il pane dalle finestre, da qui deriva dunque la tradizione di lanciare il pane al simulacro.

Ad Agrigento, il primo a puntare l’indice sullo spreco di pane era stato negli anni scorsi l’arcivescovo Francesco Montenegro.

Sulla stessa linea di pensiero l’attuale rettore del santuario, Mons. Giuseppe Veneziano che sul rifiuto di benedire il pane da lanciare al simulacro è categorico”Il pane lo buttano i ricchi, i poveri invece lo mangiano, anche duro”. Il rettore del santuario quindi non accetta il folklore legato alla tradizione popolare e si auspica che i devoti, anziché sprecare il pane lanciandolo in strada lo portassero al santuario a cui poi spetterebbe il compito della distribuzione alle famiglie bisognose.

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