Ancora sangue sulle strade agrigentine, dipendete di Hydrotecne perde la vita sulla S.S.189

Tragico incidente sul lavoro sulla Strada Statale 189 dove nei pressi del bivio per Muxarello a perdere la vita è stato Luigi Tannorella 48 anni di Palma di Montechiaro. L’uomo, dipendete di Hydrotecne, società controllata da Girgenti Acque, era a bordo della Panda Van aziendale, aveva appena terminato il turno di lavoro a Castelterimi e stava facendo rientro in sede, nella Zona Industriale di Favara quando, per cause in corso di accertamento, giunto all’altezza del km 43,200, ha perso il controllo dell’auto e si è schiantato contro un muro in Cemento Armato. Per il geometra, già capo area a Favara per l’azienda idrica, non c’è stato nulla da fare. Tra le ipotesi al vaglio dei Carabinieri che si sono occupati dei rilievi, non è esclusa quella del malore. Unanime il cordoglio dell’azienda presente anche sul luogo dell’incidente con il suo presidente Marco Campione. L’intera comunità di Palma di Montechiaro è sotto shock ma sono in molti, amministratori comunali, utenti, amici e colleghi che dai social esternano il dolore per la scomparsa del quarantottenne, considerato da tutti, lavoratore instancabile e disponibile con tutti.

Luigi Tannorella lascia la moglie e tre figli.

Perdita idrica a “San Calogero Bianco”, Girgenti Acque: “Colpa delle reti fatiscenti”

Vistosa perdita idrica nella zona di “San Calogero Bianco”. Girgenti Acque ha chiuso il tratto di condotta e ha predisposto l’intervento di riparazione. “La fuoriuscita dell’acqua – spiega la società che gestisce il servizio idrico – non si è arrestata immediatamente dopo la chiusura dell’erogazione, atteso che la condotta, nel momento in cui è stato riscontrato il guasto, era in piena erogazione e dunque in forte pressione”. Girgenti Acque dà la colpa alle “fatiscenti reti idriche del territorio, ricordando di avere, da tempo, segnalato la precarietà del sistema delle infrastrutture idriche soprattutto al Comune di Agrigento”.

L’inchiesta su Girgenti Acque: gli indagati salgono a 81

Ci sarebbero 81 nominati iscritti nel registro degli indagati. E sembra che si sia aggravata la posizione di amministratori, società di revisione e sindaci . L’inchiesta è quella che riguarda Girgenti acque. La Procura ipotizza decine di episodi di corruzione legati alle assunzioni nella società idrica di cui avrebbero beneficiato, in cambio di favori, politici, professionisti e, secondo l’accusa, anche l’ex prefetto di Agrigento Nicola Diomede che è stato rimosso dal Consiglio dei ministri. La guardia di finanza, su delega del procuratore Luigi Patronaggio e dell’aggiunto Salvatore Vella, ha acquisito, dopo due giorni di perquisizioni, tutti i bilanci di Girgenti Acque. Le accuse ipotizzate sono: associazione per delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e false comunicazioni sociali. Il fascicolo d’inchiesta è coordinato dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai sostituti Alessandra Russo e Paola Vetro. Pare probabile che la nuova documentazione sequestrata dovrà adesso essere analizzata in parallelo e in raffronto con le centinaia di documenti acquisiti lo scorso marzo in Puglia, in una delle maggiori società di revisione contabile in Italia e tra le più importanti al mondo. All’inizio dello scorso marzo, i militari del nucleo di polizia economica-finanziaria della Guardia di finanza di Agrigento, coordinati dal colonnello Fabio Sava, sono stati anche al Municipio di Canicattì e hanno acquisito documentazione inerente i rapporti di debito e credito avuti con Girgenti Acque. Alla perquisizione – e acquisizione di incartamenti – al Municipio si sarebbe arrivati perché emergerebbe un presunto trattamento di favore, da parte del Comune di Canicattì, nei confronti della società amministrata da Marco Campione. Pare che in “gioco” vi siano debiti e crediti per milioni di euro. Già, in prima battuta, era stato iscritto nel registro degli indagati anche l’ex sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo.

Girgenti Acque ha dato via ai licenziamenti

Girgenti Acque ha dato via ai licenziamenti – per motivazioni economiche – che erano stati annunciati alcuni mesi fa. Inutili le concertazioni e l’intervento dei sindacati: l’azienda continua a sostenere che, tra le altre cose, la mancata realizzazione dei progetti e l’impossibilità di ridurre i costi per l’acqua, che si perde sotto terra a causa di reti fatiscenti, non rendano più economicamente sostenibile l’attuale struttura.In totale, stando agli accordi, i licenziati dovrebbero essere una quarantina, i sindacati di categoria sono pronti a dare battaglia, anche perché una tale riduzione del personale (che non risulta in alcun modo in esubero) comporterà un’aggravio pesante dei turni di lavoro per chi rimarrà al suo posto. 

Risoluzione del contratto con Girgenti Acque? Campione: “Pronti a cedere le quote”

“Ci sono società non italiane interessate ad entrare nel settore della fornitura del servizio idrico. Non appena si concretizzeranno alcune possibilità che, attualmente, sono in cantiere cederemo le nostre quote”. Lo ha detto, secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Sicilia, il presidente di Girgenti Acque Marco Campione che è intervenuto dopo l’avvio da parte dell’Ati della procedura di valutazione di eventuali inadempienze da parte del gestore idrico. Procedura che, secondo le intenzioni dell’Ati, dovrebbe portare alla risoluzione del contratto. Ci notificheranno questo, dicono loro, lungo elenco di inadempienze e valuteremo – spiega il presidente Campione – . Ad oggi non esiste un’attività che ci è stata segnalata e che non abbiamo realizzato. La domanda è: se abbiamo commesso degli errori o delle inadempienze perché non mi sono state contestate dall’Ambito o dall’assemblea prima?”

Contestazione di inadempienze alla Girgenti Acque, l’Ati affida l’incarico al legale: è raffica di interventi

“I sindaci si riappropriano delle loro prerogative, il governo del territorio,il 27 aprile 2018 potrebbe diventare una data storica”. Lo scrive in una nota il segretario generale della Cisl agrigentina, Maurizio Saia, dopo che ieri l‘assemblea territoriale idrica ha approvato l’ordine del giorno che da incarico all’avvocato Giuseppe Mazzarella di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze della Girgenti Acque. Da oggi inizia il conto alla rovescia per i cittadini della provincia di Agrigento- afferma Saia- che potrebbero in tempi brevi riappropriarsi dell’acqua.

L’atto di diffida fisserà uno o più termini nei confronti del gestore, per porre fine alle gravi inadempienze riscontrate dall’ATI e successivamente si avvieranno le procedure per la rescissione del contratto”. Per il il sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, ” è stato raggiunto un traguardo importante inseguito da anni. L’inizio dell’iter di risoluzione del contratto con i mezzi che l’avvocato Mazzarella indicherà è un punto significativo. Per una volta la politico- continua La Rocca Ruvolo-, ha ottemperato ad un obbligo rispetto a quelle che sono state le inadempienze del gestore in questi dieci anni. Puntare alla risoluzione del contratto vuol dire innanzitutto ridare ossigeno ai cittadini vessati”. Cgil e Federconsumatori chiedono “coerenza fino alla fine. Occorre cominciare a pensare al “dopo Girgenti Acque”- dicono Massimo Raso e Ilenia Capodieci- per assicurare in termini di economicità, efficienza ed equità questo fondamentale servizio ai Cittadini, salvaguardando anche gli investimenti annunciati per il rifacimento delle reti. Auspichiamo che la magistratura agrigentina possa celermente appurare le responsabilità penali e civili su questa infausta gestione.”

Contestazione di inadempienze alla Girgenti Acque, l’Ati affida l’incarico al legale

L’assemblea territoriale idrica ha approvato l’ordine del giorno che da incarico all’avvocato Giuseppe Mazzarella di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze della Girgenti Acque. Come ha spiegato il presidente dell’Ati Vincenzo Lotà, sindaco di Menfi, dopo il voto il legale invierà alla società delle diffide impegnando il gestore a dare riscontro entro un lasso temporale fissato. Dopo che la società risponderà alle contestazioni l’assemblea valuterà se la strada della rescissione sarà praticabile.

Agrigento. Da Palazzo Chigi arriva la rimozione del prefetto Nicola Diomede

Nicola Diomede non è più il prefetto di Agrigento, la decisione è giunta in seno al consiglio dei ministri svoltosi in mattinata a Roma. La rimozione di Diomede si deve al coinvolgimento dello stesso nell’indagine su Girgenti Acque. La Procura della Repubblica, contesta all’ormai ex prefetto della Città dei Templi, pesanti accuse, quali: corruzione, truffa, ricettazione, corruzione elettorale e false comunicazioni in ambito societario. Da indiscrezioni, il Viminale avrebbe già provveduto alla nomina del suo sostituto, si tratterebbe di Dario Caputo, vicecapo di gabinetto del ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti.

Assunzioni e gestione del servizio idrico in Provincia di Agrigento. 73 indagati, tra cui il prefetto, il papà del ministro Alfano, politici, dirigenti pubblici, giornalisti e uomini delle forze dell’ordine

E’ bufera giudiziaria sulla gestione del servizio idirico in Provincia di Agrigento, la Procura ha notificato ben 73 avvisi di proroga delle indagini nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un’associazione a delinquere legata anche alle assunzioni a “Girgenti Acque”, società che gestisce il servizio idrico e fognario in 27 dei 43 Comuni dell’agrigentino. Tra i reati ipotizzati l’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, corruzione, riciclaggio e inquinamento ambientale.

Nel lungo elenco degli indagati, figurano personalità illustri, tra i quali il prefetto di Agrigento Nicola Diomede, il presidente dell’antitrust Giovanni Pitruzzella, l’ex presidente del Consiglio di Giustzia Amministrativa della Sicilia Raffaele De Lipsis, il padre del ministro degli Esteri, Angelo Alfano, due ex presidenti della Regione e uno della Provincia di Agrigento, rispettivamente Angelo Capodicasa. Raffaele Lombardo e Eugenio D’Orsi e il parlamentare regionale Riccardo Gallo e gli ex deputati, Giovani Panepinto e Vincenzo Fontana.

La Proroga delle indagini è stata firmata dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dai sostituti Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro.

Nel mirino della magistratura ci sono gli affari che ruotano attorno al servizio idrico, ed in particolare sulla gestione della società Girgenti Acque di cui nel recente passato si è occupata anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.

Dopo le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia circa le modalità di assunzione del personale impiegato da Girgenti Acque, la DDA, aveva ipotizzato, il voto di scambio politico mafioso. Lo stesso ex procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, durante un’audizione con la commissione parlamentare d’inchiesta aveva parlato senza mezzi termini di assumificio.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche dirigenti pubblici, amministratori e consiglieri comunali, membri delle forze dell’ordine, giornalisti e avvocati. Nei giorni scorsi, la Procura di Agrigento ha intensificato i controlli proprio su Girgenti Acque e Hydrotecne, società controllata dalla stessa Girgenti Acque e i cui vertici, di entrambe le aziende figurano adesso iscritti nel registro degli indagati, ovvero Marco Campione e Pietro Arnone.

Tra le ipotesi degli inquirenti, quelle di un sistema corruttivo che abbia beneficiato diversi esponenti politici che in Girgenti Acque, avrebbe piazzato persone considerate vicine alle loro posizioni, se non addirittura appartenenti allo stesso nucleo familiare. Assunzioni che poi, avrebbero garantito agli stessi, un bacino elettorale da cui attingere in caso di consultazioni. In attesa di conoscere le eventuali responsabilità contestate a ciascuno degli indagati, vediamo insieme chi sono le altre persone coinvolte: Giuseppe Giuffrida,Gerlando Piro, Pietro Pasquale Leto, Alfonso Bugea, Salvatore Aiola, Giacomo Antronaco, Silvio Apostoli, Giuseppe Arcuri, Bernardo Barone, Filippo Caci, Giuseppe Carlino, Lelio Castaldo, Francesco Castaldo, Giovanni Caucci, Vincenzo Corbo, Salvatore Cossu, Piero Angelo Cutaia, Antonio D’Amico, Domenico D’Amico, Angelo Lombardo, Luigi D’Amico, Carmelo Dante, Igino Della Volpe, Leonardo Di Mauro, Pietro Di Vincenzo, Salvatore Fanara, Arnaldo Faro, Filippo Rosario Franco, Salvatore Gabriele, Diego Galluzzo, Calogerino Giambrone. Gerlando Gibilaro, Giuseppe Giuffrida, un altro Giuseppe Giuffrida, Flavio Gucciardino, Ignazio La Porta, Francesco Paolo Lupo, Maria Rosaria Macaluso, Piero Macedonio, Giuseppe Marchese, Giuseppe Milano, Calogero Patti, Giuseppe Pitruzzella, Gian Domenico Ponzo, Vincenzo Puzzo, Fulvio Riccio, Giancarlo Rosato, Antonino Saitta, Luca Cristian Salvato, Giuseppe Maria Scozzari, Carlo Sorci, Alberto Sorrentino, Gioacchino Michele Termini, Emanuele Terrana, Maria Terrana, Giuseppe Maria Saverio Valenza, Carmelo Vella, Rino Vella, Calogero Vinti, Roberto Violante.

Agrigento. Cittadini segnalano bollette idriche “furbe”

Incredibile ma vero, ad Agrigento può accadere anche che il gestore del servizio idrico pretenda dagli utenti, il pagamento di servizi inesistenti. È il caso di alcuni abitanti della frazione balneare di Zingarello, che in bolletta hanno trovato fatturate le voci “fognatura” e “depurazione”. Per carità, nonostante i guai giudiziari di Girgenti Acque sul fronte depurazione, la richiesta di pagamento sarebbe lecita, solo che dalla società hanno omesso un particolare non indifferente, a Zingarello la condotta fognaria non è stata mai realizzata. A segnalare la bizzarra richiesta di Girgenti Acque è un cittadino di Favara che in estate abita nella suggestiva località balneare. “Casualmente – ci ha detto – ho aperto la bolletta dell’acqua di mia mamma e ho notato che Girgenti Acque ha inserito in fattura le diciture “fognatura” 6,60€ e “depurazione” 31,12€. Ho subito pensato ad un errore – ha aggiunto – e ho guardato anche la bolletta precedente, con mio stupore anche in quella già pagata, ai miei anziani genitori sono stati addebitati i servizi di cui non possono usufruire. Il cittadino allora ci dice di aver chiamato Girgenti Acque, al telefono gli avrebbero spiegato la prassi da seguire per contestare le voci ritenute non dovute. “Lei presenti la contestazione poi noi avvieremo le nostre verifiche”, questa sarebbe stata la risposta dell’operatrice. Ovviamente la dipendente ha fornito le indicazioni aziendali solo che la parola ” verificheremo” ha fatto indispettire il contribuente che nella sua segnalazione ci dice ” è come se ai favaresi, città ancora priva di metano, arrivasse la bolletta del gas”. Il cittadino, caparbio, non solo ha già avvisato l’amministrazione comunale di Agrigento sulle anomale pretese di Girgenti Acque ma ha anche avviato delle verifiche tra i vicini di casa, scoprendo che il suo non è l’unico caso. “Non solo l’acqua viene erogata ogni due settimane – ci ha detto ancora il cittadino – per giunta ci vogliono fare pagare le cose che non abbiamo? L’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri- ha concluso l’abitante di Zingarello – nel diritto è definito da una sola parola, truffa”! Agli abitanti di Zingarello consigliamo di controllare le bollette idriche ed eventualmente segnalare le anomalie, da Girgenti Acque invece sarebbe auspicabile porre subito rimedio a questa assurda vicenda.

Zingarello la frazione dimenticata dal Comune di Agrigento

Con l’estate in corso che si sta contraddistinguendo per le elevate temperature, in un lembo della città di Agrigento può accadere anche che l’acqua corrente non arriva nelle abitazioni da 9 giorni. Succede a Zingarello, frazione balneare della città dei Templi dove l’ultimo turno di distribuzione idrica risale allo scorso 15 luglio. Una situazione insostenibile, ci dicono alcuni abitanti, che si protrae negli anni nonostante le salate bollette inoltrate ai cittadini dalla società che gestisce il servizio. Ma Zingarello, oltre che degli atavici problemi idrici soffre anche dell’abbandono totale del Comune di Agrigento che si ricorda della frazione, solo in occasione dell’invio delle bollette peri i tributi locali. A Zingarello le strade sono state asfaltate grazie alla colletta che gli stessi abitanti hanno fatto, pagati con i soldi dei residenti anche i pali dell’illuminazione pubblica e che l’anno scorso, l’attuale amministrazione comunale ha fatto pitturare di blu, colore quest’ultimo abbastanza utilizzato dall’attuale sindaco che con quel tocco di colore, ha probabilmente voluto siglare l’appartenenza territoriale della frazione alla cità. Oltre al blu, un altro segno distintivo della paternità territoriale è il logo del Comune che compare sui toponimi. Zingarello è una località che vive prevalentemente in estate anche se sono sempre di più i nuclei familiari che vi si trasferiscono definitivamente. La frazione, da qualche anno, è priva anche di cassonetti per la spazzatura e mai dal Comune, è stata inviata una squadra di operai per la pulizia e il diserbamento. Nessun servizio dunque ai cittadini che chiedono interventi urgenti al Comune nelle quali casse, versano lauti tributi.

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Turni di due settimane nell’erogazione dell’acqua potabile a Favara, la sindaco diffida Girgenti Acque e convoca l’assemblea dell’ATI

“Considerato che la pazienza dei cittadini, con particolare riferimento agli utenti portatori di handicap e ai titolari di attività commerciali, è stata messa a dura prova da tali gravi disservizi, si diffida la società al ripristino urgente della corretta erogazione idrica contrattualmente prevista, diversamente si procederà alla segnalazione alle autorità competenti per scongiurare gravi rischi igienico-sanitari connessi al mancato approvvigionamento idrico”. Così scrive la sindaco di Favara Anna Alba nella diffida inoltrata alla società Girgenti Acque s.p.a a seguito degli estenuanti turni di erogazione del prezioso liquido di cui sono vittime i cittadini del grosso centro agrigentino. In alcuni quartieri di Favara infatti, l’acqua arriva nelle case ogni due settimane. Il paradosso sta nel toponimo della stessa cittadina Favara dall’arabo”polla d’acqua che sgorga”, magari lo farà nei terreni ma dai rubinetti delle case dei favaresi ne sgorga sempre meno e a caro prezzo. Una famiglia media infatti, pagherebbe al gestore, circa 300 euro all’anno, cifra che ovviamente si incrementa a causa del ricorso alle autobotti private. Nella fattura che Girgenti Acque invia nelle case dei contribuenti favaresi anche la voce “canone di depurazione”, nonostante il sequestro dell’impianto giudicato non consono alle sue funzioni, da alcune analisi dell’ARPA e dei Carabinieri infatti, i liquidi in uscita dal depuratore, risultavano addirittura più inquinate di quelle in ingresso. Alla luce dell’ennesima diffida inviata dal Comune di Favara, la sindaco ha anche chiesto a Girgenti Acque il reale dato del quantitativo di acqua potabile che affluisce quotidianamente al serbatoio comunale per la somministrazione. Il dubbio, in questo caso, sarebbe quello di una minore quantità di liquido erogato dalla società. La stessa amministratrice comunque ha già convocato un’assemblea dei sindaci dell’ATI idrico, per discutere dei problemi idrici non solo di Favara e di valutare l’eventuale rescissione contrattuale con la stessa società presieduta da Marco Campione. Circostanza quest’ultima, acclamata spesso dai cittadini ma che per essere attuata necessita del parere favorevole di tutti i sindaci dell’ATI.

 

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Favara. Senza acqua da 10 giorni, lo sfogo di un cittadino: dal Comune pronta la diffida a Girgenti Acque

“Nel terzo millennio, può ancora una famiglia subire attese di oltre 10 giorni per l’erogazione dell’acqua”? Questa è stata la domanda rivoltaci telefonicamente da un cittadino di Favara e che noi inoltriamo a Girgenti Acque, società che gestisce il servizio idrico integrato in Provincia di Agrigento. Nella segnalazione il cittadino che abita nella zona di via Firenze ci ha raccontato dei continui disagi che da anni la sua famiglia è costretta a subire. “Pago l’acqua corrente più di quella minerale che comunque compro lo stesso perchè di quella che sgorga dai rubinetti non mi fido – ci ha detto. Negli anni ’80, l’acqua arrivava ogni mese, per questo ho sacrificato molta superficie della mia casa per fare spazio ai recipienti di accumulo. Allora a Favara, la gestione era pubblica e gratuita, poi il servizio idrico fu affidato a Girgenti Acque – ha continuato il cittadino – ci avevano detto che avremmo avuto l’acqua 24 ore su 24, io stesso – ha aggiunto – ci avevo creduto, un prezzo da pagare c’era però, ed era la bolletta idrica. Benissimo – ci ha detto ancora il cittadino – avrei finalmente smesso di chiamare le autobotti. A distanza di molti anni però, le promesse della società rimangono tali e l’autobotte la chiamo ancora, nonostante il prezzo salatissimo delle bollette che – ha detto ancora – per il bilancio di una famiglia media, sono quasi insostenibili”.

Con l’arrivo della bella stagione, il consumo idrico inevitabilmente aumenta. Dalla società dicono che i ritardi sono dovuti a dei guasti agli impianti, una giustificazione troppo spesso avanzata dalla società che ha ricevuto dai Comuni, condotte e impianti che necessitano di interventi, ma la stessa dovrebbe comunque investire per rendere efficiente un servizio che evidentemente ha delle lacune. In mattinata, abbiamo sentito il vice sindaco di Favara, LilloAttardo che ha a sua volta chiesto spiegazioni alla società. Dal Comune di Favara, comunque, qualora il problema non arrivi a soluzione, si dicono pronti a diffidare nuovamente Girgenti Acque.

 

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Succede ad Agrigento: 36 giorni di attesa perl’acqua corrente a Zingarello

36 giorni, tanto hanno dovuto attendere gli abitanti della frazione balneare agrigentina di Zingarello per l’arrivo dell’acqua nelle proprie case. Nessun avviso della società che gestisce il servizio idrico sulle motivazioni del ritardo nella distribuzione del prezioso liquido. Ed ecco quindi che i cittadini, che in proporzione al servizio erogato, probabilmente risparmierebbero comprando l’acqua minerale direttamente dai supermercati, si sono trovati ad affrontare una crisi idrica non degna di un pese che si definisce “civile”. Alquanto singolare sembra anche il silenzio delle istituzioni locali, che pur non essendo responsabili del servizio, dovrebbero quanto meno vigilare sul corretto espletamento.

Zingarello è un quartiere prevalentemente abitato nel periodo estivo, ma sono diversi i nuclei familiari che vi risiedono tutto l’anno. Attendere l’acqua corrente per 36 giorni, ha comportato notevoli disagi, ivi compresi, maggiorazioni nei costi, avendo dovuto sopperire la mancanza con l’acquisto del prezioso liquido dai privati. Ed intanto proprio ieri, l’Assemblea Territoriale idrica, ha discusso di tariffe delle bollette idriche e di personale dell’ATI. Argomenti che secondo quanto afferma il comitato intercomunale per la gestione pubblica dell’acqua, sono stati trattati a porte chiuse.

Sulle tariffe – scrive in una nota Franco Zammuto – è emerso che quanto prima, quasi certamente, dovrebbero subire un aumento e, forse, un livellamento tra le diverse tariffe applicate ai comuni, distinti in quelli che non hanno concesso le acque al gestore, liberi nell’applicare le tariffe, e i comuni salassati dal gestore”.

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Zingarello senza acqua da 32 giorni, i cittadini chiedono l’intervento delle autorità

32 giorni senza acqua, questa è stata la segnalazione giuntaci in redazione da alcuni abitanti della frazione agrigentina di Zingarello. Secondo quanto riferitoci, il quartiere, abitato prevalentemente nei mesi estivi, rientrerebbe in un piano di razionalizzazione delle risorse idriche, per questo motivo, Girgenti Acque, avrebbe ridotto la turnazione idrica che però, penalizza le famiglie che vi risiedono tutto l’anno. Sempre secondo quanto segnalato, tecnici di Girgenti Acque avrebbero riferito agli abitanti, che l’acqua sarebbe dovuta arrivare il 25 aprile scorso, ma ad oggi, i rubinetti delle case di Zingarello sono rimasti ancora a secco. Gli abitanti chiedono l’intervento delle autorità affinchè in zona, si riattivi presto la distribuzione del prezioso liquido. Del resto il Piano Regolatore Generale degli Acquedotti in Sicilia, prevede che ogni giorno per ciascun cittadino, dovrebbe essere garantita una dotazione idrica di 170 litri d’acqua. Quantitativo che ad oggi, in molti centri della Provincia di Agrigento rimane un sogno per molti contribuenti che pagano a caro prezzo la poca quantità erogata.

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