“Fermati due pescherecci illegali”, sequestrati 350 chili di pesce e maxi multe da oltre 12mila euro

Controlli a tappeto della Guardia costiera di Porto Empedocle, sulla filiera della pesca a bordo di pescherecci. 

Nel corso di un’operazione dei militari, a circa 40 miglia a sud di Porto Empedocle, è stata accertata la presenza di due motopesca, entrambi iscritti nelle matricole del Compartimento marittimo di Porto Empedocle, che stavano pescando con reti non consentite, dal momento che le maglie avevano misure diverse da quelle previste dalla legge. Le reti sono state confiscate e nei confronti dei comandanti delle unità e degli armatori sono stati elevati due verbali amministrativi pari a 4mila euro ciascuno. Dai successivi e più approfonditi controlli effettuati è emerso inoltre che, a bordo vi fossero dei marittimi imbarcati e non annotati sul ruolino equipaggio, in violazione del Codice di Navigazione, tra cui lo stesso comandante dell’unità: per questo sono stati elevati nei confronti dei marittimi irregolarmente imbarcati e degli armatori, verbali amministrativi con pena pecuniaria pari a 308 euro ciascuno. Infine, a carico dei titolari della licenza dei motopeschereccio in parola, per le violazioni in materia di pesca di cui sopra, sono stati attribuiti 7 punti di penalizzazione ciascuno.

Depuratore inquinante sequestrato a Lampedusa: 13 avvisi di garanzia

IL gip del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano, ha disposto il sequestro preventivo del depuratore comunale di contrada Cavallo Bianco a Lampedusa, poiché a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e condotte da Carabinieri e Guardia Costiera, è risultato essere non funzionante.

13 sono stati gli avvisi di garanzia emessi, tra gli indagati anche l’ex sindaco Giusi Nicolini e l’attuale primo cittadino dell’isola Salvatore Martello, ma nel mirino della magistratura ci sono anche tecnici comunali e funzionari regionali.

La vicenda trae origine dalla realizzazione del nuovo impianto di depurazione datata 2012, costo dell’opera 8 milioni di euro, dalla dismissione del vecchio impianto, le acque dovevano continuare ad essere trattate in attesa dell’entrata in esercizio della nuova struttura.

Secondo gli inquirenti invece, tramite un pennello a mare, non autorizzato, i liquami venivano scaricati direttamente in acqua tramite una condotta sottomarina che tra le altre cose, come rilevato dai sommozzatori della guardia Costiera, era rotta a pochi metri dalla costa.

Dalle analisi dell’ARPA, nello specchio d’acqua antistante la Porta d’Europa, sono stati rilevati valori fecali 10 mila volte superiori ai limiti consentiti.

Tra le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, ci sono quelle di inquinamento ambientale, distruzione di habitat protetto e omissione in atti d’ufficio.

Durante i controlli, gli inquirenti hanno anche scoperto e sequestrato un deposito all’interno del quale, erano stati stoccati irregolarmente circa 60 tonnellate di materiale, ritenuto potenzialmente pericoloso.

Con il depuratore comunale di Lampedusa, cresce la lista degli impianti sequestrati dalla magistratura in Provincia di Agrigento, in precedenza i sigilli erano scattati in diverse strutture gestite dalla società Girgenti Acque.

Sbarco di migranti a Siculiana: la testimonianza di un bagnante. La Procura indaga

Aperto il canale, si teme adesso una nuova ondata di sbarchi sulle coste agrigentine, ieri un barcone è giunto all’ora di pranzo con il suo carico di essere umani sulla spiaggia “pietre cadute” in territorio di Siculiana. Una settantina di giovani nord africani, che dalle testimonianze raccolte tra i bagnanti presenti, sarebbero stati osservati a vista da un’imbarcazione delle autorità marittime, nonostante la “scorta” però i migranti, sempre secondo alcuni testimoni, sono scesi liberamente in spiaggia per poi dileguarsi. Le forze dell’ordine, sarebbero giunte sull’arenile dopo circa 90 minuti dallo sbarco che è anche stato documentato con gli smartphone dalle persone presenti in spiaggia. Estese poi le ricerche, una ventina di migranti, alcuni dei quali intercettati lungo la Strada Statale 115, sono poi stati accompagnati presso la stazione Carabinieri di Siculiana, mentre le fiamme gialle hanno sequestrato alcuni zaini abbandonati in spiaggia. Su questo sbarco, la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta, sui presunti ritardi delle operazioni di terra denunciati anche dal turista il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio dice che serve un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine. Intanto, sulle modalità di controllo effettuate dalla Capitaneria di Porto, dal comando empedoclino di via Gioeni dicono di aver applicato le regole di ingaggio, l’equipaggio della motovedetta che ha affiancato il barcone avrebbe intimato l’alt, l’imbarcazione dei migranti però ha continuato dritto verso la riva, il poco pescaggio, sempre secondo la versione della Capitaneria, non avrebbe consentito all’unità navale di seguire il barcone. Intanto in mattinata un altro sbarco si è verificato in territorio di Sciacca, nei pressi di torre Macauda.

Nel Tg di oggi anche l’intervista telefonica al comandante della C.P. Di Porto Empedcole Filippo Maria Parisi

167 migranti sbarcati a Porto Empedocle

Sono 167 i migranti – 115 uomini e 52 donne, di nazionalità subsahariana – che sono sbarcati a Porto Empedocle. Il gruppo è giunto da Lampedusa. L’approdo alla banchina Todaro è stato possibile grazie a due motovedette della Guardia Costiera. Erano stati soccorsi, nei giorni scorsi, in diverse operazioni di soccorso nel canale di Sicilia. I militari della Guardia costiera hanno fornito assistenza al dispositivo delle forze di polizia, degli operatori socio-sanitari e della Croce rossa Italiana. Dopo il nulla-osta allo sbarco, i 167 sono stati affidati alle forze di polizia per gli adempimenti di rito ed il successivo trasferimento in strutture idonee.

Marrobbio a Lampedusa. Ingenti danni ai pescherecci: il sindaco Nicolini chiede aiuto

Le forti raffiche di scirocco a Lampedusa hanno provocato l’innalzamento improvviso del livello del mare, fenomeno che gli esperti chiamano marrobbio, ingenti i danni che sono in corso di quantificazione. Il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini ha lanciato un appello:”E’ un disastro – ha detto – è come se ci fosse stato un piccolo tsunami, tutte le barche si sono alzate. Già stanotte – ha aggiunto il sindaco – ho avvisato la Prefettura di Agrigento ed ho chiamato il presidente della Regione che sta convocando la Protezione civile. Siamo di fronte ad una calamità naturale seria. C’è stato un vento fortissimo, una sorta di tromba d’aria – racconta Nicolini – si sono alzate le onde e l’acqua è arrivata fino al campo sportivo. C’è bisogno di aiuto, di riportare all’asciutto i pescherecci affondati e di controllare tutti gli altri. E’ affondata la vita ed i sacrifici fatti dai pescatori”.

La calamità ha interessato l’area del porto nuovo dell’Isola, due pescherecci ed alcune piccole imbarcazioni da diporto sono affondate, danneggiata anche una motovedetta dei Carabinieri, divelti  diversi  pontili del molo.

E’ stata una notte di lavoro intensa per le forze dell’ordine impegnati a salvare le imbarcazioni . Il marrobbio, a Lampedusa non si verificava da circa 20 anni, Totò Martello, presidente del consorzio dei pescatori di Lampedusa in merito ai danni causati alle imbarcazioni sui social scrive:”Molti danni, molte barche affondate. Famiglie rovinate. Per noi è un momento triste. Per i pescatori di Lampedusa è un dramma”.

Anche l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro si è messo in contatto con l’amministrazione comunale delle Pelagie, il pastore della chiesa agrigentina si sarebbe messo a disposizione del sindaco Nicolini e avrebbe espresso la sua solidarietà alle famiglie di pescatori danneggiate.

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Peschereccio affondato, procura apre inchiesta

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta per accertare cosa sia accaduto a Lampedusa all’alba di ieri mattina. Il peschereccio “Giacomo Maria”, imbarcazione lunga 17 metri, a largo dell’isola , a circa 4 miglia dalla costa. Il marinaio, Francesco Solina 51 anni, risulta disperso. Le motovedette della Guardia costiera, aiutati anche da un particolare robot del nucleo sommozzatori della Guardia costiera di Messina , continuano le ricerche dell’uomo che potrebbe essere rimasto incastrato nell’area di poppa. Il robot ha delle telecamere che consentono di registrare tutto quello che c’è a 70 metri circa di profondità.  I tre superstiti – secondo quanto è stato ufficialmente ricostuito dalla Guardia costiera – si trovavano, al momento dell’affondamento, infatti, a prua. Non è nemmeno escluso, al momento, che Francesco Solina possa essere sceso sottocoperta per accertarsi di cosa stesse effettivamente accadendo.  Con il passare delle ore, a causa del mare grosso e del freddo, le flebili speranze di trovare in vita il 51enne sembrano, purtroppo, ridursi ulteriormente. Sembra , poi, che i supersisti siano salvi anche grazie alla tempestività di uni dei tre nel leggere la situazione dell’imminente ammaraggio ma, soprattutto, grazie ad uno smartphone di ultima generazione resistente all’acqua. Uno dei membri dell’equipaggio pare sia riuscito a chiamare un pescatore in zona che con geolocalizzatore, avrebbe individuato e trovato il peschereccio.

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Lampedusa. Affonda un peschereccio: un marinaio disperso

Un peschereccio affondato e un marinaio disperso, questo è il bilancio di un incidente verificatosi all’alba di oggi nel canale di Sicilia nello specchio d’acqua che dista circa due miglia e mezzo dall’Isola di Lampedusa. Un’avaria all’impianto di pompaggio dell’imbarcazione avrebbe causato l’inabissamento del motopesca “Giacomo Maria”, subito lanciato l’allarme, in soccorso dell’equipaggio sarebbe accorso prima un motoscafo e successivamente gli uomini della Guardia Costiera. In salvo, fortunatamente, il capitano del peschereccio Daniele Minio e altri due marinai, Mimmo Solina e Nicola Mannino. In mare invece è finito il 51enne Francesco Solina. La Guardia Costiera ha avviato le ricerche in mare. I naufraghi invece sono stati trasferiti al poliambulatorio dell’isola agrigentina, le loro condizioni di salute sarebbero buone. Adesso è corsa contro il tempo per i soccorritori che stanno battendo la zona, nella speranza di trovare il marittimo ancora in vita.

 

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