Incidente mortrale sulla 189

Incidente mortale lungo la strada statale 189, la Agrigento-Palermo, in territorio di Cammarata, all’altezza di un noto albergo. A scontrarsi frontalmente, per cause ancora in corso d’accertamento da parte dei carabinieri di Cammarata, sono stati un mezzo pesante: un camion frigorifero, che pare trasportasse pollame, e un’autovettura. L’uomo che era al volante della macchina ha perso la vita.  Lungo la strada statale oltre ai carabinieri, presenti i vigili del fuoco e un paio d’ambulanze del 118. Secondo quanto reso noto dall’Anas c’è anche una persona gravemente ferita. 

Investe scooter e scappa, 16enne in coma

Grave incidente nella notte tra mercoledì e giovedì in contrada Crocca a Favara, dove una giovane sedicenne di Agrigento a bordo di uno scooter è rimasta ferita dopo essere stata investita da un pirata della strada. E’ in coma.

La giovane è ora ricoverata all’Ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta nel reparto di Neurochirurgia dopo essere stata trasportata dai mezzi di soccorso. La 16enne, insieme ad un giovane diciassettenne alla guida dello scooter, sono stati dapprima trasportati al nosocomio agrigentino del “San Giovanni di Dio”. Nulla di grave per il ragazzo alla guida che avrebbe riportato solo qualche ferita.

Per la 16enne invece i medici hanno riscontrato un trauma cranico e facciale che ha reso necessario il trasferimento alla struttura sanitaria nissena dove sarebbe stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico.

Ad indagare sono i militari dell’Arma dei Carabinieri della tenenza di Favara che sono alla caccia del “pirata”.

L’incidente sulla statale 115, muore dopo 10 giorni il 41enne ferito

Ha lottato per 10 giorni. Stanotte, all’una circa, il cuore di Nicola Marsala, il quarantunenne di Ribera rimasto coinvolto – lo scorso 20 luglio – nell’incidente lungo la statale 115, all’altezza del viadotto “Canne”, si è fermato. Il viadotto “Canne” si trova fra Siculiana e Montallegro. il quarantunenne, all’ospedale “Sant’Elia”, era stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici. La prognosi sulla sua vita è sempre rimasta riservata. Marsala era al volante della Lancia Y che, per cause ancora al vaglio dei carabinieri della stazione di Siculiana, si è scontrata con una Fiat Cinquecento. Anche le condizioni dei due agrigentini, che erano sulla Fiat Cinquecento, – uno di 68 anni e l’altro di 63 anni – sono risultate essere gravi. Entrambi sono stati subito ricoverati alla Rianimazione dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

Incidente nell’agrigentino, donna estratta dalle lamiere

Non si conosce ancora la dinamica dell’incidente che ha portato una 45enne di Favara a perdere il controllo della sua auto.

La donna si sarebbe schiantata contro un muretto di una rotatoria nei dintorni di Campobello di Licata. Un impatto molto violento che ha fatto temere il peggio. La casalinga sarebbe rimasta incastrata tra le lamiere all’interno dell’abitacolo della sua utilitaria. Intervenuti i vigili del fuoco che sarebbero riuscita ad estrarla.

La donna, gravemente ferita, sarebbe stata trasportata d’urgenza all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. I Carabinieri avrebbero fatto i rilievi del caso per comprendere la dinamica dell’incidente autonomo.

Brutto scontro sulla 115

Tre persone ferite , uno in maniera grave. È il bilancio del violento incidente stradale avvenuto ieri lungo la statale 115 fra Siculiana e Montallegro. Uno scontro frontale tra due auto, una lancia Lancia Y e una Fiat Cinquecento. L’elisoccorso del 118 ha portato uno dei feriti , un quarantunenne di Ribera, al pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Gli altri due – con le ambulanze – sono stati invece trasferiti all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Il traffico sulla strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula” è stata bloccata per qualche ora . Il quarantunenne giunto all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta è stato sottoposto a tutti i necessari accertamenti medici. E’ in gravi condizioni. Nell’incidente stradale ha riportato un gravissimo trauma toracico, un trauma cranico e la frattura delle gambe. 

L’incidente stradale di Lampedusa: non ce l’ha fatta l’odontotecnico di Latina

Non ce l’ha fatta Stefano Ciocca, 51 anni, di Latina, rimasto coinvolto in un incidente stradale avvenuto l’otto luglio mentre era in vacanza a Lampedusa. L’uomo, odontotecnico, è deceduto dopo quasi 10 giorni dall’incidente mentre era ricoverato all’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove era stato trasferito. Era alla guida della sua moto quando si è scontrato con un’utilitaria condotta da un giovane di Palermo. L’automobilista è rimasto illeso mentre ad avere la peggio è stato proprio il centauro che nell’impatto è rimasto gravemente ferito. Dopo l’incidente Stefano Ciocca è stato soccorso da un’eliambulanza e trasferito all’ospedale “Villa Sofia” di Palermo dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Con il passare dei giorni le sue condizioni si sono aggravate e l’uomo è deceduto nella giornata di ieri.

Oggi i funerali di Samuele Piparo

Oggi funerali di Samuele Piparo, il 28enne agrigentino morto dopo all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, dove era ricoverato in seguito ad un incidente stradale verificatosi sulla statale 190 “Delle Solfare” tra Riesi e Sommatino, nel Nisseno. La salma è stata dissequestrata e restituita alla famiglia per l’ultimo saluto al giovane, nella chiesa di Santa Maria del Soccorso, alle 16. Alla messa anche una delegazione della giunta comunale di Agrigento, dal momento che – come ha detto il sindaco Firetto – “la città sarà listata a lutto”.

Sarebbe rimasto vittima delle fiamme: morto anziano

Trovato morto un anziano nella campagne di contrada Ramalia, a Favara. L’ottantenne, secondo quella che al momento è solo un’ipotesi, sarebbe rimasto vittima delle fiamme che lo avrebbero avvolto dopo un possibile ed improvviso malore.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo sarebbe andato a ripulire dalle sterpaglie l’appezzamento di terreno con alcuni fuochi controllati. Un malore improvviso però avrebbe complicato le cose e le fiamme lo avrebbero avvolto.

A lanciare l’allarme i familiari, preoccupati dal mancato rientro dell’uomo. Sul posto sono giunti gli operatori del 118 e i militari dell’Arma dei Carabinieri.

 

Precipita da 10 metri d’altezza, grave operaio 29enne

Si stava occupando, assieme ai suoi colleghi, della manutenzione delle antenne collocate nell’ex base “Loran” di Lampedusa. Non è chiaro cosa sia successo, ma un operaio di 29 anni, F. Z., di origini romane, è caduto da un’altezza di circa 10 metri ed è rimasto seriamente ferito. Il giovane è stato subito soccorso ed è stato portato al Poliambulatorio dell’isola da dove i medici, dopo aver effettuato i primi controlli sanitari, ne hanno disposto il trasferimento verso una struttura meglio attrezzata. Il ventinovenne è stato dunque trasferito, con elisoccorso del 118, all’ospedale “Villa Sofia” di Palermo dove i medici hanno mantenuto riservata la prognosi. Il lavoratore avrebbe riportato diversi traumi e fratture: i sanitari del nosocomio palermitano anche ieri lo tenevano sotto costante monitoraggio.

S. Stefano di Quisquina sotto shock. Giovane madre e figlioletto perdono la vita sulla “Corleonese Agrigentina” grave l’altra figlia

La comunità di Santo Stefano di Quisquina è sotto shock per il tragico incidente stradale verificatosi lungo la Strada Statale 118 “Corleonese – Agrigentina”, alle porte del centro montano.

Due le vittime, Maria Stella Traina, infermiera di 32 anni e il figlioletto, Angelo di 4 anni. Ferita gravemente la figlia maggiore di 7 anni che trasferita in elisoccorso all’Ospedale Di Cristina di Palermo lotta tra la vita e la morte.

La donna, come ogni mattina, da Lercara Friddi, luogo dove si era trasferita dopo la fine del suo matrimonio, si stava recando nella clinica “Attardi” di Santo Stefano di Quisquina dove lavorava. A bordo della Fiat Punto c’erano i due bambini che usualmente, Maria Stella affidava all’ex marito prima di recarsi in clinica. Ma al cosnueto appuntamento, la donna e i piccoli non sono arrivati. Giunta in prossimità del viadotto “Contuberna”, per cause ancora in corso di accertamento, la donna ha perso il controllo dell’utilitara che ha impattato lateralmente il gardrail, barriera che ha quindi fatto da trampolino di lancio con l’automobile che

è precipitata sotto il viadotto alto circa 20 metri. Volo che non ha lasciato scampo alla donna e al figlioletto che sono morti sul colpo.

La notizia del tragico incidente, dicevamo che ha scosso l’intera comunità stefanese, straziante il dolore dei familiari presenti. Il sindaco, del centro agrigentino, Francesco Cacciatore ha già annunciato che nel giorno dei funerali sarà lutto cittadino.

Santo Stefano di Quisquina intanto prega e spera per la piccola ricoverata a Palermo.

La Procura di Sciacca ha aperto un fascicolo d’inchiesta, i rilievi di rito sono stati curati dai Carabinieri.

Sconto auto-moto, agrigentino in rianimazione

Non viene ancora sciolta la prognosi sul 28enne agrigentino ricoverato all’Ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, rimasto vittima di un incidente stradale avvenuto lungo la strada statale che collega Sommatino con Riesi, nel nisseno.

Il giovane, dopo l’impatto della sua moto contro un’auto è stato trasferito in elisoccorso al nosocomio del capoluogo nisseno per le ferite riportate. Traumi e ferite alla testa che hanno indotto i medici ad effettuare un intervento chirurgico. Attualmente il giovane si troverebbe nel reparto di rianimazione.

Da accertare l’esatta dinamica dello scontro e su questo sono a lavoro le Forze dell’Ordine.

“Il fatto non sussiste”, morte Enzo Rigoli: assolti i due medici imputati

Assoluzione perché il fatto non sussiste: il diciannovenne Enzo Rigoli non morì per la negligenza dei medici ma per i gravi traumi subiti nell’incidente che non gli avrebbero lasciato scampo qualunque sarebbe stato l’operato dei sanitari. È la conclusione a cui è giunta il giudice monocratico Maria Alessandra Tedde che ha emesso la sentenza del processo a carico dell’ex primario del reparto di Chirurgia dell’ospedale San Giovanni di Dio, Salvatore Napolitano, e del medico dello stesso reparto Sergio Sutera Sardo.Al primo veniva contestato di essere arrivato in sala operatoria due ore dopo essere stato chiamato (l’imputato, residente a Gela, ascoltato in aula, ha dato la colpa del ritardo al maltempo) mentre Sutera Sardo, secondo l’accusa, avrebbe dovuto intervenire chirurgicamente per tamponare l’emorragia nell’attesa che venisse il primario. Il pubblico ministero Manuela Sajeva aveva concluso la requisitoria chiedendo la condanna di entrambi gli imputati. Anche la pena proposta era piuttosto elevata. Quattro anni di reclusione sono stati chiesti per Sutera Sardo e due anni e sei mesi per Napolitano. Nessuno dei due, secondo il magistrato onorario che ha rappresentato l’accusa, era meritevole della concessione delle attenuanti generiche. Per Sutera Sardo era stata proposta anche la pena accessoria della sospensione dall’esercizio della professione. Enzo Rigoli è morto il 16 dicembre del 2012 per uno choc emorragico in seguito a un incidente stradale autonomo con la sua Citroen C3 in contrada Gasena. L’incidente, negli istanti immediatamente successivi, non sembrava neppure così grave tanto che il ragazzo era lucido. Il verdetto del processo è stato emesso di sabato perché il giudice Tedde è stata trasferita e nei prossimi giorni lascerà il tribunale di Agrigento. Nelle scorse settimane Michela Frasca, madre dello sfortunato ragazzo, aveva lanciato un appello al giudice chiedendo che non si azzerasse il dibattimento e si facesse presto visto che la prescrizione non era lontana. A tenere i riflettori accesi sulla vicenda sono stati proprio i genitori del ragazzo che hanno lanciato diversi appelli chiedendo che venisse fatta giustizia e opponendosi all’archiviazione del caso. A lungo hanno sostenuto le loro ragioni, invocando la condanna degli imputati a loro dire responsabili di gravi omissioni. La sentenza è arrivata al termine di un dibattimento molto complicato in cui i consulenti di parte erano giunti a conclusioni opposte. “La condotta professionale dei medici non è certamente condivisibile e un trattamento ottimale avrebbe aumentato le possibilità di sopravvivenza ma forse in maniera non decisiva”. Così i periti, nominati dal giudice Maria Alessandra Tedde per tentare di fare luce sulle cause della morte, all’udienza precedente avevano tentato di chiarire i dubbi. Il medico legale Dino Maria Tancredi e il chirurgo Innocenzo Bertoldi, lunedì mattina, hanno illustrato in aula le loro conclusioni e, nella sostanza, avevano lasciato qualche margine di dubbio.Le posizioni di altri quattro medici, inizialmente indagati per omicidio colposo, sono state archiviate.

L’incidente a Maddalusa, è in coma farmacologico il 48enne travolto durante il Giro d’Italia

Un grave incidente stradale ha rovinato la festa rosa di ieri ad Agrigento. Alle ore 11.45, poco prima dell’avvio della quinta tappa del Giro d’Italia, un’automobilista agrigentino, Gaetano Agozzino di 70 anni a bordo della sua Fiat Stilo rossa, dopo aver forzato il blocco dei responsabili dell’ANAS dalla bretella di Maddalusa, alle porte di Agrigento, si è immesso sulla Strada Statale 640 chiusa al Traffico. Subito dopo aver svoltato verso la città dei Templi, dalla corsia opposta è sopraggiunta una moto di grossa cilindrata, una Bmw GS con in sella un commerciante Leonardo D’Amico di 49 anni di Sambuca di Sicilia. Violentissima la collisione tra i due mezzi con il motociclista che è stato letteralmente sbalzato dalla sella, cadendo sull’asfalto a diversi metri dal punto di impatto. Il centauro è stato trasferito in Elisoccorso all’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, l’uomo è tenuto in coma farmacologico dai sanitari che non hanno ancora sciolto la prognosi. L’automobilista invece è stato fermato. La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta. L’anziano automobilista, ristretto ai domiciliari, rischia l’imputazione per lesioni colpose gravissime e resistenza a pubblico ufficiale. Al vaglio degli inquirenti il ruolo dello stesso commerciante tra la carovana del giro, inizialmente si era parlato di una moto del servizio d’ordine. Presenza però che è in attesa di conferme da parte delle autorità. Sul posto hanno lavorato i Carabinieri e per i rilievi di rito gli agenti della Polizia Stradale di Agrigento titolari delle indagini.

Forzano la chiusura della statale e travolgono un commissario di gara

Avrebbero forzato una chiusura di strada imposta, con tanto di transenne dall’Anas, lungo la statale, all’altezza del bivio per contrada Maddalusa, in occasione del Giro d’Italia. Violento scontro fra una Fiat Stilo e una moto Bmw di grossa cilindrata. Moto sulla quale pare che stesse marciando uno degli organizzatori, pare si tratti di un commissario di gara. L’impatto è stato terribile e il motociclista è stato sbalzato a diversi metri di distanza. Compresa subito la gravità del quadro clinico, all’altezza di una delle due bretelle per contrada Maddalusa è atterrato l’elisoccorso che ha trasferito il ferito.

 

 

Le comunità di Favara e Naro hanno accompagnato Franco e Gaetano nell’ultimo viaggio

Commozione a Naro in occasione dei funerali degli operai Francesco Gallo e Gaetano Cammilleri. Nella Chiesa di Sant’Agostino le comunità del centro barocco e di Favara si sono stretti attorno ai familiari dei due operai deceduti lunedì scorso alla Diga Furore.

Dinanzi all’altare i due feretri, un casco e una bandiera dell’Inter hanno avvolto la bara di Franco Gallo, gli amici hanno voluto accompagnarlo con le sue passioni di sempre, il calcio e le moto. Ad officiare le esequie, Mons. Melchiorre Vutera vicario dell’arcivescovo di Agrigento Card. Francesco Montenegro, quest’ultimo impegnato a Roma ha comunque inviato un messaggio di vicinanza ai familiari delle due vittime del lavoro. In Chiesa, diverse le autorità presenti, ma soprattutto tanta gente comune che ha reso omaggio ai due operai.

Prima della funzione, anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta ha espresso il proprio cordoglio alle due famiglie, da Naro il governatore dell’Isola ha ribadito l’istituzione di una commissione di inchiesta e nel caso in cui le indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Agrigento portassero ad un processo, Crocetta annuncia la costituzione di parte civile della Regione. Toccanti le parole del sindaco di Naro Lillo Cremona amico di vecchia data di Franco Gallo.

Dal pulpito, il sindaco della “Fulgentissima”, ha portato i saluti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella poi, idealmente deposta la fascia tricolore, si è rivolto all’amico di sempre, Francesco con cui condivideva le passioni per le due ruote e per i colori nero azzurri.

“Francè – ha detto – la vita di noi esseri mortali ha un inizio e purtroppo una fine. Tutti comunque dobbiamo andarcene, qualcuno va’ via prima qualche altro molto prima come te, ma alla fine partiremo tutti. Cì – ha aggiunto – sta comunque certo che ci rivedremo ci riabbracceremo, Frà ascoltami, ascoltami Cicì, aspettami come quando correvamo in moto, mi raccomando – ha chiuso in lacrime – fatti trovare come sempre là all’arrivo ciao amico mio”.

Una leggera pioggia è scesa all’uscita dei due feretri, un lungo applauso è stato il tributo dei presenti, le lacrime si sono miste alle gocce scese dal cielo, come se paradossalmente anche da lassù qualcuno si fosse commosso per l’assurdo incidente costato la vita ai due operai.

Auto si schianta contro la rotonda San Pietro

Grave lussazione ad una spalla e traumi al petto. Prevedendo 45 giorni per la guarigione, i medici dell’ospedale “San Giovanni di Dio” hanno sciolto la prognosi per le ferite ed i traumi riportati dall’automobilista, di 57 anni, di Agrigento, che, stanotte, è stato – suo malgrado – protagonista di un terribile incidente stradale autonomo.L ‘Audi A4 che stava guidando si è schiantata contro la rotonda San Pietro, dove è stato collocato il cartellone con i volti degli scrittori. Non è chiaro cosa abbia fatto perdere il controllo della berlina all’automobilista. Scattati i soccorsi, il cinquantasettenne è stato portato al pronto soccorso di contrada Consolida, mentre lungo la statale 640, la Agrigento-Caltanissetta, sono giunte le pattuglie della polizia Stradale.

Proprio i poliziotti della Stradale si sono occupati dei rilievi tecnici di rito per ricostruire la dinamica dell’incidente. Non è il primo incidente stradale che si verifica contro quella rotonda. Chi proviene dal rettilineo di Aragona, per intenderci , con il buio non riesce sempre a vedere la rotonda.

Investito e lasciato sul selciato, 37enne finisce in ospedale: è “caccia” all’auto pirata

Uno dei migranti – un trentasettenne – che era sbarcato , martedì, in contrada Foce, nella notte fra martedì ed ieri, verosimilmente mentre cercava di arrivare ad Agrigento, è stato investito, lungo la statale 115, in territorio di Realmonte, da un’autovettura. Una macchina che non s’è fermata a prestare i necessari soccorsi. Il giovane tunisino – dopo che qualcuno lo ha notato sul selciato – è stato trasportato, con un’autoambulanza del 118, al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove i medici gli hanno riscontrato diversi traumi e fratture. Non dovrebbe essere in pericolo di vita. Dall’ospedale è stata avvisata la polizia di Stato ed a contrada Consolida si sono portati i poliziotti della sezione “Volanti”. L’ufficio Immigrazione della Questura si sta, adesso, occupando della ricostruzione dell’accaduto.

Tragico incidente stradale, muore ragazzo 26enne

Tragico incidente stradale nel tardo pomeriggio lungo la Strada Statale 640, in c.da Maddalusa ad Agrigento nel tratto compreso il bivio dell’omonimo quartiere e la statale. A perdere la vita è stato Giuseppe Di Stefano, 26 anni di Agrigento, il giovane era alla guida di una moto Yamaha YBR 250, quando per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della Polizia Stradale, ha perso il controllo del mezzo finendo sull’asfalto. Nella caduta il giovane ha riportato traumi tali da causarne il decesso. Inutile ogni tentativo di rianimazione operato dai sanitari del 118. Sul posto ha lavorato anche una squadra dei Vigili del Fuoco.
Notevoli i disagi al traffico veicolare.

Butera (CL). Scontro frontale in c.da Desusino: 2 feriti

E’di due feriti il bilancio di un incidente verificatosi sabato notte sulla Strada Statale 115. Il sinistro si è verificato in c.da Desusino, territorio di Butera. Intorno alle ore 02:20, a scontrarsi frontalmente sono state una Wolkswagen Golf e una Fiat 500 L. Ad vere la peggio il conducente della berlina tedesca, un extracomunitario che nell’impatto ha riportato la frattura di una gamba ed altri traumi. Con lui viaggiava anche una donna di nazionalità romena che è rimasta illesa. A bordo della familiare italiana invece, un fotografo di Campobello di Licata di ritorno da un matrimonio, anche lui ferito ma non in modo grave. Sul posto hanno lavorato i Carabinieri della Compagnia di Gela e le ambulanze del 118 che hanno trasportato i feriti negli ospedali di Gela e Licata. Pesanti i disagi al traffico veicolare con la strada che è rimasta chiusa per oltre 5 ore.

Tragico incidente sulla ss189, pedone ucciso da auto in corsa

Tragico incidente alle porte di Agrigento dove, intorno alle ore 4.00 del mattino, lungo la Strada Statale 189 nei pressi del bivio per Fontanelle, un pedone di 45 anni è stato travolto da un’auto in transito che lo ha ucciso sul colpo. La vittima è  Taoufik Lahmar operaio di origine tunisina ma da diversi anni residente nella Città dei Templi.  Secondo una ricostruzione, l’uomo si stava recando a piedi al lavoro, ovvero al marcato ortofrutticolo quando per sua sfortuna mentre attraversava la Strada a scorrimento veloce,  è sopraggiunta l’auto in corsa, una Alfa Romeo 159, alla cui guida c’era  un medico di 36 anni che avrebbe dovuto recarsi d’urgenza al pronto soccorso del San Giovanni di Dio per ragioni di servizio. L’impatto tra auto e pedone, da come si può vedere anche dai danni riportati dalla berlina, è stato violentissimo, probabile che l’automobilista, a causa anche del buio, si sia accorto dell’uomo solo ad impatto avvenuto. Inutile ogni tentativo di rianimazione, il 45enne che è stato sbalzato a decine di metri, è deceduto sul colpo. Ferito e trasferito in ospedale anche il medico.  Sul posto, per i rilievi di rito, hanno lavorato gli agenti della Polizia Stradale di Agrigento, l’incidente ha provocato rallentamenti al traffico veicolare, situazione che però è tornata alla normalità in tarda mattinata. Probabile che l’incidente sia oggetto di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento  che potrebbe indagare per omicidio stradale.