Raccolta dei rifiuti, aperta inchiesta anche su tre comuni agrigentini

Ci sono anche Comuni agrigentini – fra gli almeno 18 dell’isola – a carico dei quali è stata aperta un’indagine amministrativa dell’assessorato regionale ai Rifiuti. Si tratta di Santa Margherita Belice, Racalmuto e Joppolo Giancaxio. 

L’assessorato regionale sta cercando di comprendere perché i dati non combaciano: a volte viene dichiarata tanta immondizia da invadere le strade, altre volte troppo poca rispetto agli allarmi lanciati e alle emergenze evidenti. E nei documenti ufficiali che ogni sindaco e gestore del servizio deve predisporre, i valori sarebbero – come scrive oggi il Giornale di Sicilia – spesso inspiegabilmente diversi o illogici.

L’assessore Alberto Pierobon sta visionando col suo staff tutti i dati e le comunicazioni fornite dai sindaci, dalle ditte e dalle discariche sulla produzione, sulla raccolta e sullo smaltimento: “Sono dati pessimi, inaffidabili. Difficile perfino da comparare con gli anni precedenti per gli stessi Comuni. Così si fa fatica – ha spiegato l’assessore al Giornale di Sicilia – ad avere una visione precisa di ciò che accade dopo che l’immondizia viene raccolta”. Le verifiche hanno un risvolto economico evidente perchè in base ai quantitativi di immondizia raccolta vengono pagate le ditte appaltatrici e anche le discariche in cui poi l’immondizia viene smaltita. E Pierobon fa notare che in base ai dati forniti dai sindaci viene anche fatta la programmazione regionale dei livelli di smaltimento.

“Vaglia e ricariche postepay da 30mila euro”, arrestato 37enne per estorsione

La costringeva a versare vaglia postali e a farsi fare ricariche su postepay per migliaia di euro. Con l’accusa di estorsione nei confronti di una donna, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Petralia Sottana, nel Palermitano, Fabio Bellanca, agrigentino di 37 anni, residente a Joppolo Giancaxio.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’uomo dal mese di giugno fino ad agosto di quest’anno, avrebbe costretto la donna, una 57enne di Petralia Soprana, ad effettuare in suo favore diversi vaglia postali e ricariche su postepay per un valore complessivo di circa 30mila euro.

Le indagini – spiegano i militari dell’Arma – hanno avuto inizio dalla denuncia presentata dalla donna, poiché esasperata dalla situazione che stava vivendo, divenuta intollerabile a causa delle sempre più pressanti richieste di denaro ricevute dall’uomo e sotto l’effetto delle sue minacce, divenute sempre più serie e preoccupanti al punto da farle temere concretamente per la propria incolumità.  

Sequestrato il centro di compostaggio di Joppolo Giancaxio.

Era la fine del mese di gennaio scorso quando la polizia effettuava un blitz nell’impianto di compostaggio di Joppolo Giancaxio. Adesso a seguito di quella perquisizione,durata per 12 ore, il centro è stato sequestrato. “Il provvedimento, eseguito dagli agenti della DIGOS- scrivono dalla questura di Agrigento- si è reso necessario all’esito di una perquisizione effettuata dai poliziotti, unitamente a tecnici dell’ARPA nel corso della quale sono state riscontrate gravi irregolarità nel processo di compostaggio, violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti con conseguente deterioramento delle acque, dei terreni e dell’ecosistema circostante, con l’aggravante della continuazione del reato”. Indagati i titolari della ditta che gestisce l’impianto. L’inchiesta venne avviata a seguito di un esposto del comitato spontaneo nato a Joppolo Giancaxio: cittadini proprietari di terreni vicini al luogo dove sorge il centro di compostaggio. Sulla vicenda interviene Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia. “Il sequestro preventivo dell’impianto di compostaggio – dice- al di là degli ulteriori sviluppi che la vicenda giudiziaria in questione potrà avere, impone al governo regionale di chiarire una volta per tutte quali sono le regole alle quali non ci si può in alcun modo sottrarre per fare correttamente impresa nel delicato settore della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, senza arrecare danno all’ambiente ed alla salute dei cittadini.”