Precipita da 10 metri d’altezza, grave operaio 29enne

Si stava occupando, assieme ai suoi colleghi, della manutenzione delle antenne collocate nell’ex base “Loran” di Lampedusa. Non è chiaro cosa sia successo, ma un operaio di 29 anni, F. Z., di origini romane, è caduto da un’altezza di circa 10 metri ed è rimasto seriamente ferito. Il giovane è stato subito soccorso ed è stato portato al Poliambulatorio dell’isola da dove i medici, dopo aver effettuato i primi controlli sanitari, ne hanno disposto il trasferimento verso una struttura meglio attrezzata. Il ventinovenne è stato dunque trasferito, con elisoccorso del 118, all’ospedale “Villa Sofia” di Palermo dove i medici hanno mantenuto riservata la prognosi. Il lavoratore avrebbe riportato diversi traumi e fratture: i sanitari del nosocomio palermitano anche ieri lo tenevano sotto costante monitoraggio.

“Trovati 36 lavoratori in nero in un vigneto”: scattano tre arresti

Tre persone – un imprenditore e due romeni – sono state arrestate e poste ai domiciliari. Elevate sanzioni per oltre 50 mila euro. E’ l’esito di quello che è stato – nelle campagne fra Naro e Camastra – un vero e proprio blitz anticaporalato realizzato dalla Squadra Mobile della Questura di Agrigento, dai poliziotti del commissariato di Canicattì e da quelli della Scientifica sempre di Agrigento. In un vigneto, i poliziotti hanno trovato ben 36 operai, fra cui due minorenni. A quanto pare si trattava – per tutti 36 – di lavoratori in nero. Operai che si stavano occupando, per conto di una ditta che produce e commercializza uva, di preparare i vigneti per una migliore coltivazione dell’uva. Quando il blitz è scattato, i poliziotti sono riusciti ad accerchiare la zona e ad evitare che qualcuno riuscisse ad allontanarsi.

Uil: “I dati Eurostat vedono le donne siciliane all’ultimo posto per tasso di disoccupazione”

La Uil di Agrigento interviene, con il Segretario Generale Gero Acquisto, dopo gli ultimi dati dell’Eurostat sul tasso di occupazione femminile che inchioda la Sicilia come ultima regione d’Europa.

“Purtroppo non è una novità ma una triste conferma, la Sicilia come del resto il Meridione sono in ginocchio, la crisi occupazionale e di opportunità per le donne nella nostra isola registra tassi di occupazione semplicemente ridicoli.

I dati Eurostat sono impietosi, appena il 29.2% di donne siciliane tra i 15/64 anni risulta occupato, mentre la media europea è del 62.4%.

Quindi meno di tre donne su 100 lavorano in Sicilia e il dato non è migliore per la fascia 25/34 anni quando si è solitamente concluso il percorso di istruzione e si dovrebbe più facilmente trovare uno sbocco occupazionale.

Questo ancora una volta certifica che le politiche per il Mezzogiorno non hanno prodotto i risultati sperati. Si devono attuare delle politiche più mirate e concrete, come la formazione, l’apprendistato, i tirocini; si devono seguire, oltre i finanziamenti, delle strategie occupazionali che guardano al mercato.

La valorizzazione degli antichi mestieri, il turismo, l’artigianato, possono trovare nelle specificità delle donne delle vere opportunità ma è necessaria una programmazione e un tessuto produttivo che lavori di concerto con le Istituzioni e il territorio.

E non possiamo fare finta di nulla ma dalle nostre parti (oltre tutto non sono casi isolati) molte donne vengono sfruttate tra lavoro nero e mancanza di legalità e la Uil ha sempre denunciato eventuali casi di abuso con l’ufficio vertenze.

Noi pensiamo che le politiche del lavoro per la Sicilia vanno riformate e soprattutto devono guardare alle specificità del territorio, per far emergere tante individualità che hanno le nostre donne e che ancora non vengono messe in condizioni di poter uscire dai margini della società perché vessate o escluse a priori dal mercato”.

Da USB Vigili del Fuoco un “piano di lavoro” per Lampedusa

È stata una festa non fine a se stessa quella che lo scorso primo maggio si è svolta a Lampedusa dove il coordinamento nazionale dell’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco e il collettivo Askavusa sono scesi in piazza per rivendicare i diritti universali dell’uomo e per rilanciare l’immagine dell’Isola agrigentina.

Da troppi anni – dicono dall’USB – l’isola di Lampedusa viene usata per creare emergenze o mettere in scena retoriche ed immagini che vanno a giustificare ed alimentare politiche di sfruttamento, reclusione, disumanizzazione.

Lampedusa – aggiungono dall’organizzazione sindacale – è luogo fondamentale per la pesca mediterranea, rifugio per chi naviga, meta turistica e oasi di pace da smilitarizzare”.

Durante la manifestazione è stato presentato il piano del lavoro per Lampedusa, si tratta di un documento programmatico che tra le priorità vede, intanto garantire i diritti dei lavoratori, eliminare definitivamente la militarizzazione dell’isola e garantire delle adeguate politiche di salvaguardia dell’ambiente.

Tutti temi quest’ultimi affrontati dal responsabile del coordinamento nazionale USB Vigili del Fuoco Costantio Saporito che sul palco allestito nella principale piazza dell’isola ha rivendicato i diritti di Lampedusa e dei suoi abitanti.

Gli organizzatori hanno anche voluto parlare di un “ponte” ideale che da Lampedusa collega Reggio Calabria dove il primo maggio è stato dedicato ai braccianti agricoli e Catania che ha dedicato la ricorrenza alle problematiche della Palestina.

Una unione di luoghi volta a restituire dignità a Lampedusa affinché quest’ultima diventi luogo di pace e dialogo tra i popoli.

Potrà insegnare vicino casa per assistere il figlio disabile, condannato l’Ufficio scolastico regionale

Battaglia vinta per una docente licatese alla quale è stata assegnata una sede di servizio vicino casa o, in subordine, in una struttura limitrofa, secondo l’ordine di preferenza espresso nella richiesta.Lo ha stabilito un’ordinanza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Caltagirone che ha dato ragione alla donna, mamma di tre bambini, di cui uno portatore di handicap grave, che, per l’anno scolastico 2017-2018, aveva legittimamente chiesto, facendo leva su una apposita legge in materia, il temporaneo trasferimento da un Istituto Comprensivo in Provincia di Catania, dove ha una cattedra di ruolo, alla sede di Licata e in alternativa a quella di Palma o di Agrigento, in modo da potere accudire, curare e assistere il figlio disabile. A seguirla e ad accompagnarla in questo procedimento sono stati i legali agrigentini, Domenico Scarnà e Gianmarco Carnabuci.

Agrigento. Cercasi viglianti volontari , paga irrisoria.

In periodi di grave crisi economica e di dilagante disoccupazione, sono molti i lavoratori che pur di garantirsi un salario, accettano le condizioni di lavoro imposte, questo accade principalmente nelle imprese del settore privato, orari extra non retribuiti, contributi previdenziali non versati, contratti part time che nella realtà si trasformano il full time, pesanti ritardi nei pagamenti, insomma la rosa delle vessazioni subite dai lavoratori è ampia.

Ma se a chiedere prestazioni non congrue è un Ente pubblico? In questi giorni ad esempio, l’Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento ha pubblicato un avviso rivolto alle associazioni di volontariato, in pratica il Parco vuole stipulare una convenzione per impiegare, nel triennio 2018 – 2020, dei volontari per coadiuvare il servizio di vigilanza.

In pratica, l’associazione che risponde ai requisiti richiesti dal bando e che sarà scelta a “insindacabile e discrezionale giudizio” del Parco stesso, dovrà fornire dei volontari che a spese della stessa associazione, dovranno essere dotati di uniformi ed equipaggiamento idoneo al servizio da svolgere.

Per ciascun volontario inoltre, l’associazione dovrà garantire la copertura assicurativa contro malattie , infortuni e responsabilità civili.

Insomma un impegno abbastanza oneroso per l’associazione che stipulerà la convenzione con il Parco. Ma l’Ente pubblico per questo servizio, quanto sborserà?

Nell’avviso pubblico, alla voce “rimborso spese” si legge “Il Parco si impegna a rimborsare, in modo forfettario, le spese sostenute per l’ attività svolta dagli operatori volontari impegnati nelle attività comprensiva degli oneri relativi alla copertura assicurativa. Detto rimborso – specifica il Parco – viene concordato in ero 20,00 giornalieri per ogni unità impiegata.”

20 euro al giorno per ciascun volontario dunque è il rimborso che il Parco corrisponderà alle associazioni, nell’avviso pubblico non è specificato il numero delle ore per le quali i volontari dovranno essere impegnati.

Ogni ulteriore commento, potrebbe essere superfluo.

Le comunità di Favara e Naro hanno accompagnato Franco e Gaetano nell’ultimo viaggio

Commozione a Naro in occasione dei funerali degli operai Francesco Gallo e Gaetano Cammilleri. Nella Chiesa di Sant’Agostino le comunità del centro barocco e di Favara si sono stretti attorno ai familiari dei due operai deceduti lunedì scorso alla Diga Furore.

Dinanzi all’altare i due feretri, un casco e una bandiera dell’Inter hanno avvolto la bara di Franco Gallo, gli amici hanno voluto accompagnarlo con le sue passioni di sempre, il calcio e le moto. Ad officiare le esequie, Mons. Melchiorre Vutera vicario dell’arcivescovo di Agrigento Card. Francesco Montenegro, quest’ultimo impegnato a Roma ha comunque inviato un messaggio di vicinanza ai familiari delle due vittime del lavoro. In Chiesa, diverse le autorità presenti, ma soprattutto tanta gente comune che ha reso omaggio ai due operai.

Prima della funzione, anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta ha espresso il proprio cordoglio alle due famiglie, da Naro il governatore dell’Isola ha ribadito l’istituzione di una commissione di inchiesta e nel caso in cui le indagini avviate dalla Procura della Repubblica di Agrigento portassero ad un processo, Crocetta annuncia la costituzione di parte civile della Regione. Toccanti le parole del sindaco di Naro Lillo Cremona amico di vecchia data di Franco Gallo.

Dal pulpito, il sindaco della “Fulgentissima”, ha portato i saluti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella poi, idealmente deposta la fascia tricolore, si è rivolto all’amico di sempre, Francesco con cui condivideva le passioni per le due ruote e per i colori nero azzurri.

“Francè – ha detto – la vita di noi esseri mortali ha un inizio e purtroppo una fine. Tutti comunque dobbiamo andarcene, qualcuno va’ via prima qualche altro molto prima come te, ma alla fine partiremo tutti. Cì – ha aggiunto – sta comunque certo che ci rivedremo ci riabbracceremo, Frà ascoltami, ascoltami Cicì, aspettami come quando correvamo in moto, mi raccomando – ha chiuso in lacrime – fatti trovare come sempre là all’arrivo ciao amico mio”.

Una leggera pioggia è scesa all’uscita dei due feretri, un lungo applauso è stato il tributo dei presenti, le lacrime si sono miste alle gocce scese dal cielo, come se paradossalmente anche da lassù qualcuno si fosse commosso per l’assurdo incidente costato la vita ai due operai.

Porto Empedocle. Operatori ecologici verso la protesta

 

Operatori ecologici nuovamente sul piede di guerra a Porto Empedocle, una situazione insostenibile dicono gli operai che, con diversificazioni contrattuali, nella migliore delle ipotesi non percepiscono lo stipendio da sei mesi. La Fit – Cisl per il prossimo 30 settembre ha proclamato lo sciopero dei lavoratori.  Operai che nonostante il duro lavoro, per vivere sono costretti a chiedere prestiti di denaro a familiari ed amici e che si appellano al diritto di ogni lavoratore, ovvero la giusta retribuzione per il servizio prestato. Dal Municipio di Porto Empedocle, Ente in dissesto finanziario, addebitano le responsabilità dell’attuale situazione all’amministrazione comunale precedente, ad oggi il Comune deve alle ditte che si occupano del servizio di nettezza urbana, sei mensilità e il sindaco pentastellato Ida Carmina, confida nei frutti della raccolta differenziata per sopperire al problema. Per quanto riguarda invece il contrasto all’evasione della tassa sui rifiuti, l’amministrazione punta sulla rateizzazione delle bollette a chi versa in condizioni economiche svantaggiate.

 

Ritardi sui lavori della Palermo – Agrigento. Operai in sciopero

Il cantiere dovrebbe concludersi entro il 2018, con un anno di ritardo rispetto ai 1200 giorni previsti a inizio 2014. Il via al progetto risale al 2001. Ma adesso una variante di percorso con costi aggiuntivi rischia di consegnare agli automobilisti un’opera incompleta, mentre si licenziano lavoratori. Non c’è pace per gli sfortunati 34 chilometri che separano Bolognetta e Lercara Friddi.

Oggi, è stato proclamato uno sciopero di due ore nel cantiere Bolognetta – Lercara, . Dopo un’assemblea con i lavoratori, è stata proclamata l’astensione dal lavoro in quanto l’azienda non ha dato risposte ai sindacati in merito alla proroga dei contratti a tempo di 15 operai in scadenza il 31 luglio. “Contestiamo la scelta dell’azienda di non confermare questi contratti malgrado dall’incontro con l’Anas, dei giorni scorsi, sia emersa invece la necessità di aumentare la produzione del cantiere – dichiarano Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Francesco Piastra per Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Palermo- Chiediamo la proroga dei contratti e di avviare un confronto con l’azienda per discutere dell’assetto produttivo del cantiere”.

Se non arriveranno risposte, i 101 lavoratori impegnati nelle opere di ammodernamento del tratto della Palermo-Agrigento, lunedì faranno un presidio davanti agli uffici della Bolognetta spca, dopo lo svincolo di Villafrati, per continuare la protesta.

Lotta alla contraffazione, blitz interforze ad Agrigento

Controlli interforze contro l’abusivismo commerciale e la contraffazione nel week-end trascorso a San Leone. Le verifiche  dei finanzieri, poliziotti, carabinieri e vigili urbani sono scattate nei marciapiedi del lungomare Falcone e Borsellino, zona tradizionalmente invasa dalle bancarelle dei venditori ambulanti che espongono tranquillamente prodotti con marchi contraffatti. E’ inutile dire che alla vista delle forze dell’ordine, molti extracomunitari si sono dati alla fuga riuscendo quindi a scampare ai controlli che comunque hanno portato alla denuncia a piede libero di  un cittadino senegalese e al sequestro di numerosi capi di abbigliamento ed accessori, riportanti marchi di note griffe italiane ed estere.

Ex Provincia di Agrigento, donne cantoniere? Pronta l’agitazione dei dipendenti

In periodi di grave crisi occupazionale, chi ha la fortuna di avere un lavoro, non solo dovrebbe ritenersi fortunato e specie se è un dipendente della pubblica amministrazione dovrebbe impegnarsi per sfatare il falso mito che vede gli impiegati pubblici dei fannulloni. Sarà sempre così?All’ex provincia di Agrigento, Ente quest’ultimo che vanta un organico di tutto rispetto formato da ben 602 dipendenti di cui 468 in pianta stabile e 134 precari, il commissario straordinario Giuseppe Marino, vuole ottimizzare le risorse umane del Libero Consorzio. Nei piani del Commissario ad esempio ci potrebbe essere anche quello, di trasferire una fotocopista mettondola a fare la cantoniere, tutt’altra qualifica ovviamente ma prevista dalla normativa. Ovviamente il giro di vite, così come annunciato, mette in agitazione i dipendenti, soprattutto quelli di sesso femminile che non gradirebbero i nuovi servizi.  C’è chi fin da ora scommette che la rimodulazione di questo personale porterà oltre all’avvio di ricorsi, anche una “epidemia” con la presentazione di certificazioni mediche che attesterebbero la non idoneità a svolgere le nuove mansioni. Ovviamente queste sono ipotesi avanzate magari da persone esterne alla pubblica amministrazione e che in cerca di occupazione, andrebbero volentieri a fare il cantoniere.  Il lavoro nobilita l’uomo, diceva qualcuno, qualunque esso sia purché onesto aggiungiamo noi.  Le organizzazioni sindacali di categoria annunciano lo stato di agitazione, intanto, consigliamo al Commissario Straordinario di provvedere a reperire, oltre ai cantonieri, anche nuovi addetti alla pulizia, le condizioni igieniche pietose in cui si trovano alcune finestre dell’ex provincia non dovrebbero esistere in unEnte che vanta 602 lavoratori.

 

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Raccolto l’oro della Valle dei Templi

Il prodotto principe della terra è stato da sempre il grano, da questo nobile prodotto si basa buona parte della catena alimentare. In via sperimentale anche il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento ha seminato due varietà di grano antico siciliano, ovvero la Tumminia e il Russello. La produzione è stata affidata a giovani imprenditori che sabato scorso, in concomitanza con la festa di San Calogero, hanno mietuto le bionde spighe da cui si ricaverà la farina, ingrediente quest’ultimo che servirà alla produzione di una pregiata pasta che sarà commercializzata. Dopo i vitigni, le piante officinali e le mandorle, si amplia quindi la produzione agricola della Valle dei Templi, una varietà di prodotti di eccellenza, fiore all’occhiello di un territorio che vanta tradizioni millenarie e che grazie alla caparbietà di alcuni volenterosi imprenditori, stanno emergendo ottenendo tra le altre cose anche il giudizio positivo degli esperti del settore.

 

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Uil presenta un “quadro allarmante”

“Situazione economico-sociale e contenziosi lavorativi in netta crescita , si registrano troppe anomalie”. E’ l’allarme che lanciano i sindacalisti della Uil, Gero Acquisto e Roberto Migliara. I due puntano il dito contro  i mutamenti legislativi nei contratti che non avrebbrero portato benefici aslòla trasparenza  e al rispetto nell’applicazione delle norme vigenti. ” Abbiamo registrato -scrivono Acquisto e Migliara- un utilizzo improprio  in n umerosi contratti di lavoro , anomali oltre che illegittimi, che spesso resentano l’illecito  più che un grido di allarme, il tutto è certificato dalla realtà delle denunce in corso”. Mancato rispetto degli orari di lavoro , lavoratori costretti a ricatti, mobbing , comportamenti estorsivi: fatti gravi , violezioni che la Uil sostiene di conoscere e di avere in mano diversi casi. Il sindacato denuncia poi i tanti casi di dimissioni volontarie e, in caso, di licenziamento il mancato pagamento del Tfr. Insomma quello presentato da Acquisto e Migliara è un quadro allarmante fatto di ingiustizie, i due hanno riscontrato anche l’utilizzo improprio di contratti di collaborazione fittizi o casi di vessazione nei confronti di donne in gravidanza. ” Oggi vanno rinforzati i controlli”  tuonato Gero Acquisto e Roberto Migliara che nella loro nota-denuncia accendono i riflettori anche sui contratti a tempo determinato che “lasciano il lavoratore- affermano- in uno stato di perenne precariato. Questi abusi- concludono- possono essere frenati  con un’azione sinergica di tutti gli organi di controllo e ispettivi per scoprire chi agisce senza rispettare le regole”.

Scuola, trasferimenti e 104

Nei giorni scorsi il ministero dell’Istruzione ha pubblicato i cosiddetti movimenti del personale della scuola primaria: trasferimenti, provinciali e interprovinciali, passaggi di cattedra e di ruolo. Sono oltre mille e cinquecento in Sicilia gli insegnanti che potranno lavorare nella propria Regione. In Provincia di Agrigento, ad esempio per la sola scuola primaria, sarebbero 29 i posti disponibili, di cui 13 di sostegno. Questi trasferimenti del personale, rientrano nell’ambito o delle assunzioni determinate due anni fa dalla riforma renziana definita la “Buona scuola” o dai docenti emigrati verso le regioni settentrionali che dopo diversi anni di servizio al Nord, hanno chiesto e ottenuto il trasferimento. La normativa prevede la “precedenza” nelle mobilità per i soggetti disabili o che assistono parenti in situazione di handicap, ovvero per quanti sono in possesso della ormai famosa legge 104. Si stima che in Sicilia, il personale trasferito che gode dei benefici di Legge sia circa il 68,3 per cento. In altre parole, due trasferimenti su tre sfrutterebbero le precedenze che consentono a docenti con minore punteggio di scavalcare i colleghi che hanno maturato più anni di servizio, e che comunque affidano alle assegnazioni provvisorie la speranza in una cattedra in Sicilia. Lo scandalo sul rilascio delle ormai famose 104 nell’agrigentino, ha ovviamente penalizzato numerose insegnanti, mamme di figli con disabilità gravissima in attesa di trasferimento a discapito invece di chi, può avere ottenuto una certificazione fittizia. Per capire meglio l’entità delle 104 in Sicilia, dove ricordiamo che il 68,3% del personale scolastico trasferito ne usufruisce, in Italia la media nazionale è pari al 21%. La Sicilia comunque in questa speciale classifica non ha il primato che invece spetterebbe alla Calabria.