Appello ai candidati di AGTV e Mareamico “condannate mafia e corruzione”

In campagna elettorale se ne sentono tante, i leader dei partititi cercano il consenso a suon di promesse, più o meno realizzabili. Dall’abbattimento delle tasse, al potenziamento del welfare, dallo sviluppo delle politiche dell’occupazione all’aumento degli stipendi, insomma nelle intenzioni, tutti gli schieramenti si dicono pronti a migliorare questo Paese. Non volendo entrare nei singoli programmi di ciascun candidato premier, in accordo con l’associazione Mareamico Agrigento, lanciamo un appello ai singoli aspiranti deputai e senatori. I recenti casi di corruzione che hanno investito l’agrigentino e la recentissima operazione antimafia “montagna” hanno scosso l’opinione pubblica. Un segnale positivo da parte dei singoli candidati, potrebbe essere ad esempio quello di inserire nel facsimile degli slogan ad effetto, riportando ad esempio una storica frase di Peppino Impastato ovvero “la mafia è una montagna di merda”. Facendo così, il candidato, ripudierebbe pubblicamente la criminalità organizzata. Un’altra frase che potrebbe essere stampata sui bigliettini elettorali potrebbe essere ad esempio “odio la corruzione”. L’appello dunque che AgrigentoTV e Mareamico lanciano è rivolto a tutti i candidati alle elezioni politiche del 4 marzo prossimo, sarebbe un gesto di riscatto sia per la classe politica che per l’intero territorio. Staremo a vedere.

Realmonte. Il sindaco:”la Scala dei Turchi non si tocca” e cita in giudizio il presunto proprietario. Replica di MareAmico: “adesso espropriate il bene”

Come una sposa avvolta nel suo candido velo bianco, anche lei, bella, maestosa, attende l’uomo che portandola all’altare le prometterà fedeltà e si occuperà del suo benessere, anche la Scala dei Turchi di Realmonte, è in attesa di conoscere la sua futura fruizione.

Da millenni, osserva il mare, ai suoi piedi, si sono prostrati sicani, greci, romani, saraceni e milioni di visitatori giunti da ogni continente per ammirare il suo splendore, il vento la ha reso così sinuosa, un fascino che ammaglia e che negli ultimi periodi ha innescato anche una diatriba tra un cittadino che ne rivendica la proprietà e lo stesso Comune di Realmonte.

La volontà del presunto titolare della falesia, è quella di affidare la custodia e gestione del bene all’associazione ambientalista Mare Amico di Claudio Lombardo. Un progetto che prevede tra le altre cose anche l’introduzione di un ticket d’ingresso per visitare la scala.

Dall’altra faccia della medaglia invece c’è la posizione del Comune di Realmonte, che con in testa il sindaco Calogero Zicari, quest’ultimo, in mattinata, alla presenza anche di numerosi sindaci della Provincia, di alcuni parlamentari e di semplici cittadini, ha simbolicamente piazzato le bandiere sulla marna bianca. “Il bene è pubblico” ha detto Zicari.

Il promo cittadino ha anche annunciato di aver citato in giudizio il presunto proprietario della scala dei turchi. Una controversia quindi che probabilmente si risolverà in un’aula di Tribunale.

Intanto il presidente di MareAmico, Claudio Lombardo, replica al primo cittadino di Realmonte “Con la manifestazione di oggi – dichiara Lombardo – il Comune ha dimostrato la volontà/disponibilità di gestire e tutelare la Scala dei Turchi, bene! Ora – aggiunge – si passi ai fatti: si chieda l’esproprio del bene e si organizzi tutto. MareAmico – conclude Lombardo – Vigilerà.

 

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Realmonte. Ruggine in spiaggia Mareamico ne chiede la bonifica

L’origine della presenza della ruggine sulla spiaggia adiacente la Scala dei Turchi di Realmonte, ha suscitato l’interesse anche della commissione ambiente del Senato; domattina nel suggestivo sito naturalistico, si recherà per un sopralluogo anche il presidente dello stesso organo di Palazzo Madama, ovvero il senatore Giuseppe Marinello. Il verdetto sulla materia dato dalle analisi dell’ARPA, ovvero biossido di ferro, ha innescato diverse ipotesi sul come la ruggine possa essere arrivata sull’arenile. In un primo momento il direttore dell’ARPA di Agrigento aveva avanzato l’ipotesi di natura antropica, che giustificava la presenza della ruggine con il lavaggio delle cisterne di navi di passaggio e che la corrente marina ha poi trasportato a riva. Secondo la Capitaneria di Porto invece, il deposito di biossido di ferro, sarebbe dovuto al ruscellamento delle abbondanti piogge meteoriche che dal versante a monte della spiaggia, avrebbe lavato i terreni e con essi anche la ruggine probabilmente presente in alcuni minerali. Intanto il presidente dell’associazione ambientalista Mareamico Agrigento, Claudio Lombardo che per primo ha sollevato il caso, chiede agli organi preposti, la tempestiva bonifica della spiaggia. “Quella ruggine – ci ha detto Lombardo – a prescindere da come sia arrivata in spiaggia, deve adesso essere tolta immediatamente”.

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Realmonte. Ulteriori analisi per stabilire le cause della colorazione rossa dell’arenile

Serviranno ulteriori analisi per stabilire l’origine della presenza della sostanza rossastra che da qualche giorno è presente sulla spiaggetta adiacente alla Scala dei Turchi di Realmonte. Dopo il primo prelievo della sostanza, al vaglio degli esperti dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, in mattinata si è svolto un nuovo sopralluogo alla presenza tra gli altri dei responsabili del Comune di Realmonte, Capitaneria di Porto e Arpa. Altro materiale quindi è stato prelevato, non solo per analizzare più approfonditamente  la materia che ha determinato l’anomala pigmentazione purpruea ma anche lo stato di salute dello specchio d’acqua limitrofo. Diversi campioni di acqua marina infatti sono stati inviati in laboratorio per le dovute verifiche. Questa mattina, a Realmonte era presente anche Claudio Lombardo, il presidente della sezione agrigentina di MareAmico che per primo aveva denunciato il problema. Dalle analisi dei primi campioni, comunque, sarebbe emersa la presenza di ossido di ferro, ruggine quindi, adesso però bisognerà stabilire se l’anomala ossidazione sia dovuta a cause attribuili alla natura o alla mano dell’uomo.

 

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Agrigento. Rifiuti scpeciali in strada a Zingarello

Rifiuti speciali a Zingarello, nella frazione balneare agrigentina, ignoti, hanno abbandonato in strada, alla porte del suggestivo borgo, diversi contenitori di acido nitrico, prodotto chimico che comunemente viene utilizzato come fertilizzante in agricoltura intensiva. Prodotti, pericolosi per l’ambiente e il cui smaltimento dovrebbe richiedere un protocollo speciale che inquadra, questo genere di scarti, come rifiuti speciali. I rischi di una loro esposizione libera vengono anche riportati dalle case produttrici, prescrizioni che però, spesso, non sono seguite da chi li utilizza

Recentemente, all’ingresso di Zingarello, dopo qualche anno di tregua, gli incivili sono tornati a depositare, indisturbati, materiali di qualsiasi genere. Prima dei bidoni di acido infatti, sullo stesso luogo erano stati abbandonati gli scarti di una ristrutturazione edilizia che poi, sono stati dati alle fiamme, sprigionando in aria, gli inevitabili fumi tossici che in zona, non mancano, a causa dei frequenti incendi dei teloni in plastica delle serre agricole.

Sui bidono di acido, sono visibili i codici dei lotti di vendita che probabilmente sono anche la carta di identità di chi li ha comprati. L’associazione ambientalista MareAmico Agrigento, comunque ha denunciato ai Carabinieri l’episodio. L’istituzione dei reati ambientali in Italia, in assenza di adeguati controlli, non ha scoraggiato questi gesti che causano notevoli danni sia all’ambiente sia alla collettività. Probabile che per individuare i responsabili, gli inquirenti, non debbano fare molta strada, visto che in zona, sono molte le coltivazioni agricole che utilizzano prodotti simili. Ma oltre alle dovute sanzioni, occorrerebbe anche fare leva sulla sensibilità delle aziende a cui, spesso, interessa solo il profitto.

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Agrigento. MareAmico contraria all’adeguamento del depuratore di via Sirio

Inutili, dannosi, illegali, sono questi gli aggettivi usati dall’associazione MareAmico Agrigento sulle presunte opere di adeguamento previste per il vecchio depuratore di via Sirio a Villaggio Mosè.

“Vogliono realizzare – si legge in una nota – alcune opere per l’adeguamento strutturale del vecchio depuratore, che negli scorsi mesi è stato posto sotto sequestro dalla Magistratura. Questi interventi – precisa MareAmico – sono inutili perché non risolveranno assolutamente il problema della depurazione. Sono – si legge ancora – dannosi dal punto di vista sanitario e ambientale poiché i cittadini della zona avranno maggiori problemi olfattivi. Sono illegali – denuncia l’associazione – perché le distanze dalle case presenti nei luoghi, non permettono alcun intervento di questo tipo. Secondo quanto segnalato dall’associazione ambientalista, i lavori di adeguamento dell’impianto, richiedono un impegno di spesa di circa 500 mila euro, che però, in assenza di fondi pubblici, potrebbero essere finanziati interamente con i soldi dei contribuenti.

MareAmico e il Comitato della zona si schierano contro questo inopportuno progetto e chiedono che venga realizzato il depuratore consortile della vicina Timpa dei palombi. Progetto quest’ultimo finanziato dal CIPE e che gode dei necessari nullaosta tecnici ed amministrativi.

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