Caldo e… tanto caldo…

Ancora giornate incandescenti per la Sicilia e soprattutto nell’agrigentino dove oggi sono previste temperature estremamente alte fino a 42 gradi. «Dopo il secondo giungo più caldo degli ultimi 200 anni, anche la prima parte di Luglio – spiegano gli esperti di 3bmeteo.com – vede lo strapotere dei caldi venti dal Nord Africa, che fino ad ora hanno letteralmente arroventato l’Estate italiana» e quindi anche quella siciliana. Secondo i metereologi di 3bmeteo «l’anticiclone delle Azzorre, salvo brevi comparsate, non riesce ad inviarci il suo messaggio più fresco oceanico, lasciando il Mediterraneo centrale in balia delle fiammate calde sub tropicali. Ad oggi l’Estate 2017 potrebbe risultare seconda soltanto al 2003, ma si tratta di un dato assolutamente parziale dato che manca ancora oltre 1 mese e mezzo alla sua conclusione. Ad oggi soffriamo una situazione decisamente siccitosa e troppo calda, come testimoniano anche i numerosi incendi divampati in  Sicilia, eredità pure di una Primavera avara di  piogge». Il caldo farà fatica a mollare la presa anche dopo il tramonto specialmente nelle città e nei centri abitati. «E’ probabile – prevedono i metereologi – che intorno al 14-15 luglio l’anticiclone afro-mediterraneo si indebolisca consentendo l’arrivo di aria lievemente più fresca sottoforma di venti di Ponente e Maestrale. Si avrebbe così un calo delle temperature più apprezzabile anche al Sud sul finire della settimana».

Marrobbio a Lampedusa. Ingenti danni ai pescherecci: il sindaco Nicolini chiede aiuto

Le forti raffiche di scirocco a Lampedusa hanno provocato l’innalzamento improvviso del livello del mare, fenomeno che gli esperti chiamano marrobbio, ingenti i danni che sono in corso di quantificazione. Il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini ha lanciato un appello:”E’ un disastro – ha detto – è come se ci fosse stato un piccolo tsunami, tutte le barche si sono alzate. Già stanotte – ha aggiunto il sindaco – ho avvisato la Prefettura di Agrigento ed ho chiamato il presidente della Regione che sta convocando la Protezione civile. Siamo di fronte ad una calamità naturale seria. C’è stato un vento fortissimo, una sorta di tromba d’aria – racconta Nicolini – si sono alzate le onde e l’acqua è arrivata fino al campo sportivo. C’è bisogno di aiuto, di riportare all’asciutto i pescherecci affondati e di controllare tutti gli altri. E’ affondata la vita ed i sacrifici fatti dai pescatori”.

La calamità ha interessato l’area del porto nuovo dell’Isola, due pescherecci ed alcune piccole imbarcazioni da diporto sono affondate, danneggiata anche una motovedetta dei Carabinieri, divelti  diversi  pontili del molo.

E’ stata una notte di lavoro intensa per le forze dell’ordine impegnati a salvare le imbarcazioni . Il marrobbio, a Lampedusa non si verificava da circa 20 anni, Totò Martello, presidente del consorzio dei pescatori di Lampedusa in merito ai danni causati alle imbarcazioni sui social scrive:”Molti danni, molte barche affondate. Famiglie rovinate. Per noi è un momento triste. Per i pescatori di Lampedusa è un dramma”.

Anche l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro si è messo in contatto con l’amministrazione comunale delle Pelagie, il pastore della chiesa agrigentina si sarebbe messo a disposizione del sindaco Nicolini e avrebbe espresso la sua solidarietà alle famiglie di pescatori danneggiate.

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Maltempo: Dichiarato lo stato di calamità in Sicilia

In seguito alle recenti ondate di maltempo che si sono abbattute in Sicilia, la giunta regionale ha dichiarato lo stato di calamità e richiesto lo stato di emergenza. A Palazzo D’Orleans inoltre è stato varato un emendamento che assegna alla Protezione Civile 10 milioni di euro per coprire le spese degli enti locali che hanno anticipato i fondi per gli interventi in somma urgenza e 20 milioni in più, oltre ai 70 già previsti nel Poc, per intervenire su situazioni a rischio. Intanto la sezione di Sciacca della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, chiede alla locale amministrazione comunale , di sospendere i tributi locali per le aziende che hanno subito danni dai nubifragi. “Il tessuto produttivo saccense, messo già a dura prova dalle dinamiche congiunturali legate alla crisi economica nel suo complesso – spiega in una nota il presidente Giuseppe Catanzaro – sta soffrendo ulteriormente e rischia il collasso sotto il peso di queste devastanti precipitazioni e allagamenti che hanno messo in ginocchio la nostra città”.

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Sciacca. Il maltempo concede una tregua, si contano i danni: le testimonianze dei cittadini

Ieri pomeriggio, il sole è tornato a splendere su Sciacca, la quiete dopo la tempesta che domenica scorsa, per la seconda volta in due mesi, ha colpito il centro agrigentino. Per la popolazione è adesso il tempo della conta dei danni, squadre di tecnici stanno effettuando i dovuti sopralluoghi su tutto il territorio comunale per fare un quadro completo della situazione. Domenica scorsa, a Sciacca sono caduti circa 150 mm di pioggia, si tratterebbe della stessa quantità che solitamente in zona arriva nell’arco di un anno. Sono molte le arterie rurali spazzate via dalla furia dell’acqua, operai in azione anche per la pulizia dei detriti. La zona maggiormente colpita è stata la contrada Foggia dove acqua e fango si sono spinti sino all’interno delle abitazioni. Notevoli i danni anche alle attività commerciali e all’agricoltura, ma soprattutto tanta la paura per i residenti. Il sindaco di Sciacca, Fabrizio Di Paola chiede alla Regione di sbloccare il finanziamento di 250 mila euro, somme quest’ultime che erano state stanziate per la messa in sicurezza del torrente Foce di Mezzo, corso d’acqua quest’ultimo che è esondato. A Sciacca comunque, si cerca lentamente di ritornare alla normalità, dopo i disagi dei giorni scorsi, la popolazione si è messa al lavoro a dare una mano nelle zone più colpite anche dei volontari provenienti da altri quartieri. Intanto ieri pomeriggio a Palermo si è svolto un vertice di coordinamento delle emergenze. Incontro a cui hanno partecipato tra gli altri, il Presidente della Regione, Crocetta e i responsabili regionali di Protezione civile, ANAS, CAS. Dall’incontro è emersa la redazione di una mappatura dei danni da parte di tutti i dipartimenti  interessati, finalizzata non solo ad individuare gli interventi immediati, ma  anche alla dichiarazione dello stato di calamità che verrà deliberata nei
prossimi giorni dalla giunta regionale. In corso di redazione anche la mappa delle varie criticità che richiedono interventi immediati.

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Eccezionali nevicate nell’agrigentino. Difficili i collegamenti

La morsa di gelo che sta investendo la Sicilia ha causato disagi e problemi soprattutto nei collegamenti. La neve che si è spinta anche a quote prossime al livello del mare, ha suscitato scalpore, soprattutto sui social network, con gli internauti che hanno pubblicato le foto e i video della coltre bianca che ha invaso le strade. Così come era avvenuto il 31 dicembre del 2014, nel giorno dell’epifania, sono stati molti i centri agrigentini imbiancati: leggere tormente si sono registrate ad Aragona, Favara e Agrigento. Particolarmente intense invece sono state le nevicate che hanno interessato i Comuni di Canicattì, Racalmuto e Grotte. Disagi si sono avuti lungo la Strada Statale 640 Agrigento – Caltanissetta dove, all’altezza di contrada Grottarossa, zona quest’ultima di confine tra le due province, ieri pomeriggio, il traffico veicolare è stato bloccato e riaperto solo in mattinata, con decine di automobilisti intrappolati per tutta la notte. Nella zona montana della Provincia di Agrigento invece, com’era prevedibile, la neve è caduta abbondante. Il Libero Consorzio Comunale ha chiuso al traffico la SP. 24 Cammarata – Santo Stefano di Quisquina, in molte arterie interne, il transito è consentito solo ai mezzi muniti di catene o gomme invernali. Rallentamenti si registrano anche sulla Strada Statale 189, per chi da Agrigento è diretto a Palermo, troverà neve a partire dal bivio per Cammarata. Per la giornata odierna le previsioni dicono: lieve calo delle temperature, e probabili ulteriori deboli nevicate. La Polizia Stradale di Agrigento, agli ordini del dott. Andrea Morreale dell’Ordine invita ad uscire di casa solo in caso di effettivo bisogno e per chi deve necessariamente mettersi in viaggio, il consiglio è quello di muoversi con cautela, rispettando l’obbligo delle catene e dei pneumatici invernali. Sulle strade agrigentine comunque, mezzi spargi sale e spala neve sono in azione incessantemente per garantire la percorribilità delle strade.

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Maltempo: l’ex Provincia di Agrigento chiede lo stato di calamità

Sarebbero stati quantificati i danni del recente maltempo che si è abbattuto sulla parte occidentale della Provincia di Agrigento. I tecnici del Libero Consorzio, dopo i sopralluoghi, hanno stimato in oltre 3 milioni di euro, di fondi necessari per il ripristino anche delle arterie danneggiate durante i nubifragi dello scorso 25 novembre.

Il commissario straordinario Roberto Barberi ha chiesto lo stato di calamità, istanza che è stata fatta con un apposito atto, sollecitato dal settore Infrastrutture Stradali.

Danni che hanno aggravato il dissesto idrogeologico dei territori di molti Comuni della provincia, causando movimenti franosi che hanno interessato le strade provinciali e consortili di competenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Anche alcune scuole superiori della provincia, in particolare nei comuni di Sciacca e Ribera, hanno subito danni per circa 50.000 euro.

Dalla stima, per il ripristino della Strada Sciacca – Caltabellotta, occorreranno un milione e 900 mila euro,. Circa 3 milioni e 276 mila euro invece per lavori da eseguire in diverse arterie di collegamento tra i centri di Ribera, Montallegro, Bivona, Cianciana, Cattolica Eraclea e Villafranca Sicula.

Le esigue risorse finanziarie del Libero Consorzio Comunale di Agrigento – si legge in una nota dell’ex Provincia – purtroppo, non consentono di fronteggiare l’attuale stato di emergenza, potendo solo assicurare alcuni interventi minimali mirati all’apertura delle strade per consentire, ove possibile, il passaggio delle autovetture”.

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Danni per il maltempo a Ribera e Sciacca, nota della Cna Agrigento

Un altro duro colpo per la nostra già fragile e debole economia”. I vertici provinciali della Cna Agrigento si fanno interprete del grido d’allarme degli operatori produttivi del versante occidentale del territorio, flagellato dal nubifragio dei giorni scorsi. “A Ribera la situazione più grave – sottolineano il  segretario Piero Giglione e il presidente Mimmo Randisi – un paese isolato a causa di numerose strade chiuse per via di frane e smottamenti. Uno scenario  piuttosto pesante, in cui risulta maggiormente devastato il settore dell’agricoltura, che è quello trainante per la locale comunità. Danni ingenti che si sommano a quelli subiti dalle civili abitazioni. Il sistema viario è l’emergenza primaria – sottolineano  ancora Giglione e Randisi – sul quale bisogna celermente e concretamente intervenire per fare tornare la vita alla normalità e per evitare di assestare il colpo di grazia agli agricoltori, agli artigiani e alle imprese”. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Licata, la procura apre inchiesta conoscitiva

Danni per milioni di euro a Licata colpita , sabato scorso, da una bomba d’acqua che ha allagato le strade fino ad un metro di altezza invadendo case, negozi ed esercizi commerciali. La magistratura di Agrigento vuole vederci chiaro e apre un’inchiesta.  La procura  intende accertare se, oltre alle eccezionali avverse condizioni climatiche, a provocare il disastro siano state anche eventuali omissioni degli amministratori. “Abbiamo acquisito le segnalazioni dei competenti organi tecnici – spiega il procuratore Luigi Patronaggio – e abbiamo ritenuto doveroso oltre che conforme alla legge avviare un’indagine conoscitiva per accertare se vi siano state anche condotte colpose da parte di qualificati soggetti che avevano l’obbligo giuridico di impedire il verificarsi dell’evento”. Un fiume d’acqua e fango ha invaso strade, immobili e negozi. “I nostri tecnici – dice il sindaco Angelo Cambiano – sono in giro per il territorio per verificare l’agibilità degli edifici scolastici che oggi restano chiusi precauzionalmente”. La devastazione è evidente, “con danneggiamenti alle strutture pubbliche- ha detto il primo cittdanino- alle infrastrutture, muri di contenimento che hanno ceduto, condotte di raccolta scoppiate, pavimentazioni divelte, pali e alberi trascinati dalla furia dell’acqua, per non parlare delle gravi conseguenze ai privati”.  Conseguenze della pioggia, ma anche degli abusi e dello stato di un territorio aggredito da troppo tempo, rilancia la sua denuncia Cambiano: “Renzi e Crocetta stiano vicini ai territori e li mettano in sicurezza. Non si può aspettare che ci siano vittime per intervenire”. Il governo regionale presenterà in aula un emendamento alla legge di assestamento di bilancio, per stanziare trenta milioni di euro a favore della città.  [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Licata devastata dal maltempo.

Il maltempo oggi concede una tregua al territori agrigentino ed è soprattutto Licata a tirare un grande sospiro di sollievo. Dopo il nubifragio di venerdì e sabato scorsi,  oggi nella città del faro  a lavoro uomini e mezzi dell’Esa , così come comunicato dall’assessore regionale, Antonello Cracolici. Due ruspe  ed una squadra di intervento per aiutare la città danneggiata dagli allagamenti. Da domani entrerà in azione una terna, con altre unità di personale. L’ispettorato di Agrigento avvierà le verifiche sullo stato delle imprese agricole. “Se necessario – dice Cracolini– utilizzeremo anche i forestali”. Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha annunciato  che, domani, la giunta regionale delibererà la dichiarazione di stato di  emergenza per la città di Licata. “Il governo  – ha detto il presidente –  presenterà in aula un emendamento alla legge di assestamento di bilancio, per  stanziare trenta milioni di euro a favore della città. Occorre intervenire per  riparare guasti del passato che hanno distrutto la città, eliminando quei  problemi strutturali che – conclude Crocetta – possono mettere in ginocchio il  territorio”. Disagi, danni e anche disperazione. Gran parte degli operatori economici di Licata sono letteralmente in ginocchio. La Cna di Agrigento è pronta a scendere in campo, a mobilitarsi a sostegno delle attività produttive, colpite pesantemente. “L’economia licatese – sottolineano i vertici provinciali della Confederazione – ha subito una nuova, dura, mazzata per via dell’abbondante pioggia caduta sulla città che si è rivelata non adeguatamente protetta. E’ presto per avere una stima precisa dei danni subiti, ma è evidente che gli effetti rischiano di collassare seriamente il tessuto produttivo locale, già reso fragile e debole da una crisi economica ancora non superata. L’acqua ha invaso i negozi, le sedi delle attività, rovinando merci, impianti e attrezzature, oltre a danneggiare gli stessi ambienti di lavoro. La battaglia, adesso, dovrà correre su due binari – sottolineano il segretario Piero Giglione e il presidente Mimmo Randisi – una, in termini di richiesta di fondi, per la realizzazione delle opere necessarie, in modo da potere meglio fronteggiare eventuali altri momenti di emergenza legati al maltempo,  l’altra deve riguardare ovviamente la richiesta dello stato di calamità naturale per garantire il necessario ristoro economico alle aziende colpite e affondate da questa devastante precipitazione”. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Agrigento. Maltempo tutta la settimana, tregua soltanto Domenica.

Il maltempo che ci accompagna da lunedì, non da’ tregua e secondo gli esperti, nell’agrigentino permarrà per tutta la settimana, dei miglioramenti sono previsti per la giornata di domenica prossima. Quindi è arrivato il momento di tirare fuori giubotti pesanti e tutto l’occorrente necessario per affrontare il freddo e l’acqua. Oggi la giornata è caratterizzata da piovaschi e schiarite, che tramuteranno in temporali la sera, con venti moderati. Per le vostre uscite serali dunque si consiglia l’ombrello. Le previsoni meteo dicono che la temperatura minima sarà di 15°C mentre le massime non dovrebbero superare i 17°C. Domani invece attesi ancora rovesci prevalentemente mattutini, con pioggie durante il resto della giornata. Condizioni meteo che sempre secondo gli esperti,  permetteranno un venerdì sera più tranquillo, con temperature previste tra i 15 e i 17°C. Per sabato le temperature non dovrebebro subire ulteriori mutamenti, così come le piogge attese in mattinata. La situazione dovrebbe peggiorare nel pomeriggio con temporali  e rovesci alternati e schiarite alla sera. Per le uscite serali quindi sarà meglio prendere in considerazione i luoghi al chiuso. Domenica arriverà la tanto attesa tregua, con un cielo poco nuvoloso e temperature più miti, comprese tra i 13 e 19°C.

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Sole e nuvole per Pasqua

Sole con qualche nuvola passeggera. Saranno queste le condizioni meteo per Pasqua e Pasquetta ad Agrigento. Il tempo non sembra essere dei migliori e non ha risparmiato nemmeno le vacanze pasquali ma non impedirà qualche scampagnata o passeggiata all’aperto. In generale dunque le nuvole di sabato faranno spazio a delle feste nel complesso soleggiate.  Non condizioni ideali ma neanche troppo proibitive. Sia nel Weekend di Pasqua che nel giorno di Pasquetta, lunedì 28 marzo, ci sarà un tempo molto variabile in tutta la Sicilia, con  nubi e ampie schiarite che si alterneranno in continuazione. Un classico primaverile, con temperature in aumento ovunque, più o meno in linea con le medie del periodo,  gradevoli e miti nelle ore diurne, ancora fresche la sera, durante la notte e nelle prime ore del mattino.  Una cosa però sembra essere certa. Non ci saranno piogge. Condizioni che invece cambierannno vertiginosamente la prossima settimana quando farà ancora più caldo con un’impennata termica che soprattutto in Sicilia riporterà temperature sui+30°C.  Nessun dubbio, quindi, le scampagnate di Pasquetta possono essere confermate.

MALTEMPO, VIGILA IL LIBERO CONSORZIO 

Il maltempo che da ieri imperversa sulla provincia di Agrigento sta provocando alcuni problemi sulla rete viaria provinciale di competenza del Libero Consorzio Comunale.  In questo senso,  il personale stradale del Settore Infrastrutture Stradali sta monitorando con la massima attenzione tutte le strade provinciali ed ex consortili del comparto, in particolare quelle del comprensorio Licata-Ravanusa-Campobello di Licata. Forti piogge e vento rendono problematico il transito anche sulle strade provinciali dei comparti centro-nord e ovest.

Maltempo, a Licata danni per 23 Milioni di euro

Danni per oltre 23 Milioni di Euro. Sono queste le prime paurose stime dei danni in seguito alla tromba d’aria che lo scorso 10 ottobre ha colpito e distrutto le campagne di Licata. Che si trattasse di qualcosa di serio lo si era capito sin da subito ma l’ammontare della cifra ha lasciato tutti a bocca aperta. Già pochi giorni dopo, la giunta di governo aveva dichiarato lo stato di calamità naturale per diverse province, tra cui Agrigento, ma l’entità dei danni non permetterà a tutti di essere ricompensati. La somma quantificata dal Comune,infatti, ha richiamato l’attenzione della regione che tuttavia ha fatto sapere che sarà quasi impossibile risarcire tutti.  Un rimborso, peraltro, stabilito dalla stessa legge che non può compensare tutti gli agricoltori ma solo una parte di essi, mentre per gli altri non ci sarà nulla perchè le strutture avrebbero potuto essere assicurate. Gli agricoltori tuttavia non mollano e sperano ancora in qualcosa. Proprio lunedi scorso sono scesi in piazza per richiamare l’attenzione di tutte le istituzioni sulle devastazioni provocate dalla tromba d’aria. Una speranza che speriamo non resti vana.

Maltempo ad Agrigento

Nubifragio su Agrigento nelle prime ore di questa mattina, proprio come annunciato dalle previsioni meteo, che gia’ da ieri parlavano di violenti temporali. Alberi caduti, allagamenti e disagi. Strade sommerse dall’acqua soprattutto nella zona sud della citta’, nelle frazioni di Villaggio Mose’, Villaggio Peruzzo e San Leone. Un’ora di nubifragio, dalle 7.30 alle 8.30, ha messo in ginocchio la citta’. I danni, per fortuna, non sono ingenti e la situazione e’ sotto controllo come dichiara il responsabile del servizio di protezione civile di Agrigento, Attilio Sciara. Una bomba d’acqua si e’ abbattuta sullo scorrimento veloce Agrigento – Palermo. Alberi sradicati dal forte vento e traffico veicolare bloccato, come testimonia questa fota scattata nei pressi di Casteltermini. Per molti automobilisti e’ stato impossibile raggiungere il capoluogo siciliano. La pioggia abbondante ha provocato frane e smottamenti del terreno anche nella frazione di Fontanelle. Qui siamo in via Unita’ d’Italia, dove le crepe nel terreno argilloso hanno messo in preallarme la stazione ferroviaria di Agrigento. Il fango non ha invaso il binario ma la preoccupazione e’ alta.

Foto Salvatore Marotta

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ALLERTA MALTEMPO. DOMANI AD AGRIGENTO SCUOLE CHIUSE

Domani ad Agrigento le scuole di ogni ordine e grado rimarranno chiuse a causa dell’allerta meteo con allarme rosso per l’alto rischio idrogeologico. Su segnalazione della Sala operativa regionale di Protezione Civile il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto ha firmato questa sera l’Ordinanza di chiusura delle scuole e in via precauzionale anche il divieto di transito veicolare e pedonale in tutte le zone già precedentemente interessate da allagamenti o esondazioni con particolare riguardo al Villaggio Mosè (via dei Fiumi), San Leone (adiacenze sponde foce fiume Akragas) Fiume Naro, Fiume Ipsas. L’allerta meteo durerà fino alla mezzanotte di domani, giovedì 15 ottobre. Anche a Sciacca il sindaco Fabrizio Di Paola ha emesso un avviso di allerta meteo alla popolazione. Il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana ha previsto, anche nel nostro territorio, condizioni meteorologiche avverse con criticità “ROSSA” per la giornata di domani, giovedì 15 ottobre 2015, a partire dalla mezzanotte.

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