Torturava i migranti , fermato un altro nigeriano.

Tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La squadra mobile di Agrrigento con queste accuse ha arrestato un nigeriano di 21 anni GIFT DEJI, chiamato con il nome di Sofi, riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrate in Libia all’interno della safe house di “Alì il Libico”, dove i migranti, in attesa di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane, venivano privati della libertà personale e torturati per estorcere loro denaro. Il 21enne da migrante si sarebbe offerto di entrare a far parte del gruppo di criminali al fine di poter, in seguito, intraprendere gratuitamente la traversata verso l’Italia. Anche in questo caso fondamentali ai fini dell’arresto sono state le dichiarazioni di alcune delle vittime: “Le violenze perpetrate dal Sofi- hanno raccontato- consistevano nel colpire in diverse parti del corpo i migranti tenuti in ostaggio, con molta violenza, mediante l’utilizzo di una cintura in cuoio e/o tubi di gomma. Oltre a questi oggetti, ho visto più volte Sofi utilizzare sui prigionieri due cavi eletrtici collegati alla corrente elettrica come strumento di tortura”. Il fermo di Sofi è frutto dell’incessante attività investigativa della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, che sta ricostruendo l’intera cellula di criminali e torturatori che operavano in Libia all’interno del tristemente noto “Ghetto di Alì il Libico”. I primi utili risultati investigativi di questa ultima indagine si sono avuti con l’individuazione ed il fermo, nei mesi scorsi, di altri soggetti. Il Sofi è stato individuato e catturato all’interno del CDA “S.Anna” di Isola di Capo Rizzuto e adesso si trova rinchiuso al carcere di Catanzaro.

Tensione al centro di accoglienza di Lampedusa

Momenti di tensione all’hot spot di Lampedusa. Prima una protesta violenta per un ventilato rimpatrio, prontamente sedata dalle forze dell’ordine in servizio sull’isola, poi, dopo la calma apparente, sarebbe scoppiata una violenta rissa tra magrebini per futili motivi. Oggetto dello scampato massacro, delle sigarette offerte e mai più restituite. Gli immigrati se le sarebbero date di santa ragione tanto da finire al poliambulatorio uno con un vistoso e profondo taglio sul volto, l’altro con un trauma cranico non grave. I due rischiano la denuncia alla Procura della Repubblica

Minacciano di morte e tengono in ostaggio operatrice di una comunità, arrestati due immigrati

Volevano essere trasferiti in un’altra comunità d’accoglienza. A nulla sono valsi i tentativi di spiegazione da parte dell’operatrice della struttura che, ad un certo punto, è stata minacciata di morte con un coltello da cucina ed è stata tenuta in ostaggio da due giovani de Gambia. Entrambi – che si erano detto minorenni – sono stati arrestati dalla polizia di Stato che è anche riuscita ad accertare la maggiore età.  E’ accaduto nella comunità per minori denominata “Il melograno”, al Villaggio Mosè. È stata la stessa donna a chiamare il 113.

I poliziotti delle “Volanti” hanno immediatamente individuato i due migranti e sono stati portati alla caserma “Anghelone”. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, entrambi i gambiani sono stati sottoposti a radiografie per accertare la maggiore età.

Accertata, dunque, la maggiore età i due sono stati arrestati. Dovranno rispondere delle ipotesi di reato di danneggiamento aggravato, violenza privata, minaccia aggravata e false dichiarazione alla polizia giudiziaria. Sono stati portati – su disposizione del sostituto procurator di turno – al carcere Petrusa.

Scafista tradito da un selfie, arrestato dai carabinieri

Non avrebbe resistito alla voglia di fare un selfie mentre pilotava una imbarcazione con a bordo dei migranti. Proprio quella foto insieme ad altre e ad alcuni video , trovati nel suo cellulare, lo avrebbero tradito. E i carabinieri lo hanno arrestato. È un 27enne tunisino accusato di essere lo scafista dell’imbarcazione, un piccolo gommone di cinque metri, giunto sulla spiaggia della riserva naturale di Torre Salsa, a Siculiana, con a bordo 9 immigrati clandestini. I migranti avrebbero tentato di far perdere le proprie tracce ma, 6 di loro sono stati fermati. In primo momento, i militaru hanno identificato tre dei 9 immigranti mentre tentavano di nascondersi tra la vegetazione. Dopo alcune ore di ricerche, i coadiuvati dai colleghi della guardia di finanza, ne hanno rintracciati altri tre. Le indagini sono partite da un navigatore satellitare trovato nelle mani di uno dei migranti. Poi, dal cellulare dello scafista , sono saltate fuori le foto e i video. Le dichiarazioni degli altri compagni di viaggio, poi, non hanno fatto altro che riscontrare le responsabilità dello scafista, facendo emergere anche quelle di un altro dei trasportati, quale complice. Per il tunisino , sono così scattate le manette in esecuzione di un fermo di indiziato di delitto per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Accusa questa, per la quale è stato denunciato in stato di libertà anche un secondo connazionale, mentre i rimanenti quattro sono stati segnalati alla procura della Repubblica di Agrigento per ingresso illegale nel territorio dello stato.

“Sbarchi fantasma”, domani manifestazione alla scala dei turchi

“No” agli sbarchi fantasma, il goveno difenda i nostri confini. E’ in sintesi il contenuto della manifestazione organizzata per domani alle 10.30 alla scala dei turchi di Realmonte dalla lega- Noi con Salvini. Nell’ultimo mese abbiamo assistito a centinaia di arrivi di migranti per così dire “invisibili” a Linosa, a Lampedusa e fino alle coste agrigentine, per la maggior parte sfuggiti a qualsiasi tipo di controllo. “Di fronte a questa inquietante escalation, che denota un chiaro cambio di strategia da parte della holding internazionale dello ‘schiavismo clandestino’, il nostro Governo non sa fare altro che perdere tempo”. Così il deputato Alessandro Pagano della Lega-Noi con Salvini. Pagano che durante il question time in commissione Affari costituzionali alla Camera ha sollevato preoccupazioni in merito alla vicenda. ” Il sottosegretario all’Interno – dice il deputato- ha risposto con la solita minestra riscaldata, minimizzando in maniera inaccettabile la gravità di questi sbarchi. Si tratta di un problema che esige tutt’altro tipo di approccio, non di lassismo. Qui abbiamo di fronte centinaia di tunisini, che non scappano da alcuna guerra ma semmai dal carcere del proprio Paese a seguito dell’amnestia appena concessa in Tunisia. Non si tratta assolutamente di rifugiati, ma di persone che nelle ultime settimane sono andate verosimilmente a rafforzare la delinquenza in Italia. Alla luce di tutto ciò – aggiunge Pagano – è chiaro che non possiamo rimanere fermi”. Ed ecco che nasce la manifestazione di domani, aperta a tutti, al fine di sensibilizzare il Governo, i media e l’opinione pubblica.

“Si è fatto pagare 750 euro a persona”, al via la direttissima per il primo scafista arrestato dopo uno sbarco “fantasma”

E’ iniziata, davanti al collegio penale del tribunale di Agrigento presieduto da Luisa Turco, la direttissima a carico del 27enne, tunisino, arrestato lo scorso 22 settembre dalla Guardia di finanza. Si tratta del primo, presunto, scafista di uno sbarco “fantasma” che si è registrato a Realmonte. La sezione operativa navale e la tenenza di Porto Empedocle della Guardia di finanza sono riusciti a bloccare il peschereccio, guidato dal ventisettenne, che dopo aver scaricato numerosi tunisini, stava riprendendo il largo. Il tunisino è accusato – l’accusa è rappresentata dal pm Salvatore Vella – di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, resistenza a nave militare e false dichiarazioni perché in Italia sarebbe entrato ben 5 volte indicando altrettanti alias fasulli.

Lampedusa quattro anni dopo la strage

Il 16 marzo del 2016 , il Senato della Repubblica ha istituito in via definitiva, il 3 ottobre, la giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. La ricorrenza, stabilita per ricordare chi “ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria”, nasce nel solco di una delle peggiori stragi mai accadute sulle cose italiane, quella che al largo di Lampedusa, il 3 ottobre 2013, appunto, vide morire ben 366 migranti. Il primo passo è non dimenticare. Tante le iniziative anche per quest’anno sparse qua e là per lo stivale, accomunate dal filo rosso del ricordo di quei 366 morti annegati nel Canale di Sicilia 4 anni fa, a bordo di una sgangherata imbarcazione libica naufragata a poche miglia dal porto dell’isola.In occasione della quarta Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, l’isola di Lampedusa, all’interno del progetto “l’Europa abbraccia Lampedusa” ospiterà circa 200 studenti provenienti da tutta Europa insieme con i superstiti e familiari delle numerose vittime dei naufragi avvenuti nelle acque del Mediterraneo. Dal 30 settembre al 3 ottobre prossimo, le nuove generazioni prenderanno parte ad un vero e proprio programma interculturale che favorirà l’incontro di storie, etnie e culture diverse incoraggiando il dialogo, l’apprendimento e soprattutto la solidarietà verso chi ha o ha avuto la forza di partire per diventare cittadino del mondo.
Organizzato dal MIUR e dal COMITATO 3 OTTOBRE, in collaborazione con RAI-Radiotelevisione Italiana e con il Patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa, con il sostegno di numerose associazioni, con il progetto l’Europa decide di abbattere la discriminazione ed il razzismo per abbracciare una nuova idea di solidarietà. Particolarmente suggestivi saranno i momneto organizzati per il 3 ottobre. In programma una marcia degli stundenti insieme , tra gli altri, al presidente del Senato, Pietro Grasso e il ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, che partirà da piazza Castello per raggiungere la porta D’Europa . Qui insieme ai superstiti della tragedia ci si fermerà per un momento di raccoglimento. A seguire la cerimonia in mare con il coinvolgimento della guardia costiera e dei pescatori di Lampedusa.

Sbarchi in Sicilia 1800 migranti nel week – end: allarme rientrato a Lampedusa

E’ stata una domenica intensa sul fronte sbarchi in Sicilia nel week – end 15 sono stati gli interventi di soccorso con circa 1.800 persone salvate con l’aiuto delle navi militari e di quelle delle poche Ong rimaste davanti al mare della Libia e il coordinamento della Guardia costiera italiana. Tra gli sbarchi più consistenti, 371i migranti giunti a Trapani con la «Aquarius», la nave di Sos Méditerranée. Altri 589 migranti che erano a bordo della «Vos Hestia» di Save the Children, invece sono scesi a Catania. La nave militare irlandese «Yeats» con a bordo 552 migranti e tre cadaveri, invece ha fatto scalo al porto siracusano di Augusta. Intanto è rientrata la provocazione lanciata sabato scorso dal sindaco di Lampedusa che chiedeva la chiusura dell’hotspot dell’Isola per porre fine al bivacco per le strade di Lampedusa di circa 180 tunisini che secondo Martello, si prestano a molestare donne, a rubacchiare nei negozi e a usare i marciapiedi come bagni. Dopo le dichiarazioni del sindaco infatti, a Lampedusa sarebbero stati intensificati i controlli e l’hotspot ha ripreso a funzionare.

 

Sbarco “fantasma” nelle vicinanze della Scala dei Turchi, bloccati 20 tunisini

Sono approdati sull’arenile di Punta Grande, a Realmonte, ed hanno tentato di far perdere le proprie tracce. Una ventina di tuninisi, fra cui diversi minorenni, sono stati già bloccati dai carabinieri e dalla polizia di Stato e si trovano, al momento, alla caserma “Anghelone” dove sono in corso le procedure di identificazione.  Durante la notte, qualcuno – automobilisti di passaggio – ha notato dei piccoli gruppetti di migranti che camminavano sul ciglio della statale 115. E’ stato lanciato l’allarme. Carabinieri e polizia hanno avviato, immediatamente, le perlustrazioni e, piano, piano, hanno bloccato diversi gruppetti, fino ad arrivare, al momento, a 20 tunisini. Le ricerche sono però ancora in corso. Si presume, infatti che sulla barchetta di circa 6 metri potessero esserci complessivamente una trentina di persone. I migranti, giunti a circa 500 metri dalla Scala dei Turchi, non appena hanno messo piede sulla terraferma hanno tentato di allontanarsi, sparpagliandosi. La Guardia costiera ha già posto sotto sequestro l’imbarcazione.

Volevano il campo sportivo con l’erbetta, scoppia la protesta dei migranti

Si aspettavano un campetto di calcio con l’erbetta, forse anche sintetica. Ne hanno trovato uno fatto con il semplice cemento. Un “dettaglio” che non è andato giù al gruppo di migranti – ospiti di una struttura d’accoglienza – che avrebbe voluto usufruire dell’impianto sportivo. I giovani nordafricani hanno, dunque, inscenato una sorta di protesta pacifica.

Si sono seduti sul cemento e nonostante i tentativi per farli tornare indietro, non hanno voluto saperne di andare via. E’ accaduto nei pressi di via Falcone ad Aragona. Sono dovuti intervenire anche i carabinieri. E dopo diversi tentativi, i militari sono riusciti a far rientrare la protesta dei giovani migranti.

Sbarco di migranti a Siculiana: la testimonianza di un bagnante. La Procura indaga

Aperto il canale, si teme adesso una nuova ondata di sbarchi sulle coste agrigentine, ieri un barcone è giunto all’ora di pranzo con il suo carico di essere umani sulla spiaggia “pietre cadute” in territorio di Siculiana. Una settantina di giovani nord africani, che dalle testimonianze raccolte tra i bagnanti presenti, sarebbero stati osservati a vista da un’imbarcazione delle autorità marittime, nonostante la “scorta” però i migranti, sempre secondo alcuni testimoni, sono scesi liberamente in spiaggia per poi dileguarsi. Le forze dell’ordine, sarebbero giunte sull’arenile dopo circa 90 minuti dallo sbarco che è anche stato documentato con gli smartphone dalle persone presenti in spiaggia. Estese poi le ricerche, una ventina di migranti, alcuni dei quali intercettati lungo la Strada Statale 115, sono poi stati accompagnati presso la stazione Carabinieri di Siculiana, mentre le fiamme gialle hanno sequestrato alcuni zaini abbandonati in spiaggia. Su questo sbarco, la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta, sui presunti ritardi delle operazioni di terra denunciati anche dal turista il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio dice che serve un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine. Intanto, sulle modalità di controllo effettuate dalla Capitaneria di Porto, dal comando empedoclino di via Gioeni dicono di aver applicato le regole di ingaggio, l’equipaggio della motovedetta che ha affiancato il barcone avrebbe intimato l’alt, l’imbarcazione dei migranti però ha continuato dritto verso la riva, il poco pescaggio, sempre secondo la versione della Capitaneria, non avrebbe consentito all’unità navale di seguire il barcone. Intanto in mattinata un altro sbarco si è verificato in territorio di Sciacca, nei pressi di torre Macauda.

Nel Tg di oggi anche l’intervista telefonica al comandante della C.P. Di Porto Empedcole Filippo Maria Parisi

A Siculiana Marina l’ennesimo sbarco di migranti

Ennesimo sbarco di migranti ieri lungo le coste agrigentine, nel pomeriggio a Siculiana Marina, sulla spiaggia antistante il camping “Le Canne”. Un barcone in legno, lungo una decina di metri con una cinquantina di persone a bordo è giunto in prossimità dell’arenile, scene simili a quelle registrate in passato con i migranti in fuga e l’imbarcazione abbandonata alla deriva con il motore ancora acceso e l’avvio delle ricerche dei migranti delle forze dell’ordine. In serata, alla caserma dei Carabinieri di Siculiana, erano in 17 quelli individuati e trasferiti in una struttura di accoglienza di Trapani, tra loro anche una donna e un uomo per il quale si è reso necessario il trasporto in Ospeale per accertamenti sanitari. Il gruppo dei migranti, provenienti dalla regione del Maghreb, è arrivato a Siculiana in buone condizioni di salute, alcuni addirittura senza i segni della lunga e rischiosa traversata, circostanza quest’ultima che potrebbe rafforzare l’ipotesi di un traffico di migranti legate alla presenza di grandi navi madri che dalle coste africane si muovono, cariche di essere umani, verso l’Italia, giunti a pochi chilometri dalla costa poi, il trasbordo su piccole imbarcazioni che arrivano a destinazione.

Sbarchi fantasma. Grasso: “terroristi sui barconi? Solo un’ipotesi”

“Non si possono fare ipotesi sulla possibile appartenenza dei migranti ‘fantasma’ che sbarcano sulle coste siciliane a cellule islamiche. Vanno tutti identificati e il controllo c’è. Non si può creare un fenomeno su una ipotesi”.

Lo ha detto – secondo quanto riferisce l’Ansa – il presidente del Senato Pietro Grasso a margine delle commemorazioni organizzate nell’anniversario dell’uccisione dell’imprenditore Libero Grassi.

“Noi sappiamo se il Paese ha retto sotto il profilo della prevenzione. – ha aggiunto – Siamo fiduciosi che i controlli che si fanno durante gli sbarchi possano evitare infiltrazioni di qualsiasi tipo. E poi non vedo la figura del terrorista che rischia di morire durante la traversata. Se deve morire, secondo la loro ottica deviata, deve morire gloriosamente”. Grasso, parla dell’Italia, del rischio attentati in Italia. “Come tutti i paesi dell’Europa – dice – siamo un obiettivo. Finora, per fortuna, non siamo stati bersaglio del terrorismo islamico. E non possiamo che essere soddisfatti di questo risultato”.

Agrigento, nuovo centro di accoglienza? Comitato chiede risposte

Avrebbero visto una impresa pulire la struttura , in via Giovanni XXIII ad Agrigento, dove da qualche tempo sono puntati i riflettori perchè si teme la nascita di un nuovo centro di accoglienza. L’apertura del centro d’accoglienza, per immigrati minorenni non accompagnati, a Porto Empedocle ha nuovamente messo in allarme gli agrigentini che, da qualche tempo, si sono riuniti in un comitato.  “Alla luce della recente e repentina apertura del centro di Porto Empedocle, avvenuta a quanto pare all’insaputa di tutti, – scrivono dal comitato – si chiede che il sindaco, il prefetto e l’assessore al ramo, Gerlando Riolo, diano notizie ufficiali su eventuali richieste di nullaosta pervenute da uffici regionali, relativamente all’apertura di nuove strutture che insisterebbero ancora sul nostro territorio”. “Non tollereremo di essere presi in giro dalla nostra amministrazione” – hanno concluso dal comitato cittadino – . E, nel frattempo, a Porto Empedocle la tensione rimane alta dopo l’apertura “a sorpresa” del nuovo centro di accoglienza in via Roma. I commercianti si dicono pronti a scendere in piazza e hanno organizzato una riunione proprio per organizzare la protesta. L’attuale coordinatore del comitato dei commercianti di via Roma, Alfonso Lazzara, dopo che ignoti hanno imbrattoato la porta del suo negozio con escrementi , lascerà l’incarico ad un collega che sarà nominato nelle prossime ore.”Non abbiamo avuto più alcuna interlocuzione con le istituzioni, in primo luogo con la Prefettura – afferma Lazzara al quotidiano La Sicilia – per non parlare della giunta e del Consiglio comunale che, facendosi la guerra, dimostrano di non essere nelle condizioni di affrontare e risolvere la questione”.

Siculiana. Sbarco di migranti a Torre Salsa

Nell’arco di 24 ore, due barconi carichi di migranti sono giunti sulle coste agrigentine, dopo lo sbarco di Punta Grande un’altra imbarcazione lunga 11 metri è approdato sul litorale di Torre Salsa a Siculiana. Il barcone era stato avvistato al largo da un peschereccio che aveva allertato la Capitaneria di Porto. Due motovedette della Guardia Costiera avevano raggiunto il barcone dei migranti che però è riuscito a dileguarsi. Giunti sulla terraferma, un nutrito gruppo di persone, circa 90, probabilmente provenienti dai paesi del Nord Africa, dopo essersi liberati di indumenti bagnati e di quant’altro avrebbe reso difficile la fuga, hanno cercato di dileguarsi in fretta, una quarantina però, sono stati subito rintracciati dalle forze dell’ordine, l’imbarcazione utilizzata nella traversata è stata sequestrata.

Nuovo centro d’accoglienza, cresce la tensione

Esattamente per come gli empedoclini temevano dall’inizio dello scorso maggio, è nato un nuovo centro d’accoglienza. A Porto Empedocle è bufera. Lunedì, «a sorpresa» – secondo le parole del sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina del M5S – sono arrivati 43 migranti minorenni, non accompagnati. E sono stati ospitati in un palazzo della via Roma. Il clima è teso. Commercianti ed istituzioni comunali continuano a dire “no” al nuovo centro d’accoglienza.  Qualcuno, così come riporta il quotidiano “La Sicilia” ha sradicato dalla parete il citofono della struttura adibita a centro d’accoglienza per immigranti minorenni non accompagnati. A quanto pare sarebbero state rigate anche alcune autovetture dei dipendenti della cooperativa che si occupa dell’accoglienza dei migranti. Ida Carmina si sarebbe già messa in contatto con i commercianti del centro storico per organizzare una forma di protesta contro l’apertura di questa struttura d’accoglienza. Ma lo «scontro» si è ben presto fatto politico. «Il sindaco – ha scritto il presidente del consiglio comunale di Porto Empedocle, Marilù Caci – era perfettamente a conoscenza che i migranti sarebbero arrivati in città nel giro di pochi giorni, ma non ha fatto nulla, ma proprio nulla, per osteggiare preventivamente l’apertura della struttura in pieno centro».

La nave “Iuventa” è attraccata a Trapani.

E’ arrivata al porto di Trapani ieri pomeriggio, poco prima delle 17.30, la nave “Iuventa” della Ong tedesca Jugend Rettet, sottoposta a sequestro preventivo. La Procura trapanese procede per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina contro ignoti. A condurla da Lampedusa al porto trapanese sono stati i militari della Guardia costiera. La Ong respinge fermamente ogni accusa e attraverso il legale Leonardo Marino ha annunciato ricorso per ottenere il dissequestro del materiale sequestrato e soprattutto della nave, senza la quale l’organizzazione non può operare per il salvataggio dei migranti. Perchè la ong tedesca è finita sotto accusa? Pochi giorni dopo la mancata firma del codice delle ONG, è uscita la notizia che Jugend Rettet è accusata dalla Procura di Trapani di favorire l’immigrazione clandestina. L’inchiesta è partita dalle segnalazione di personale della sicurezza a bordo di una nave di Save the Children (dipendendenti una società terza, non nostri – ha precisato l’ONG) poi si è deciso di affiancare un agente dello Sco infiltrato per 40 giorni sulla nave di Save the Children che ha girato foto e video. Secondo i magistrati in almeno tre operazioni a ridosso delle coste libiche la nave di Jugend Rettet ha accolto a bordo migranti che si trovavano su barconi che non erano sul punto di affondare, facendo pensare ad una consegna da parte degli scafisti invece che ad un salvataggio. Un comportamento irregolare e punito dal codice penale, quello della ONG, in cui i magistrati non rilevano scopi di lucro ma motivi umanitari. La nave Iuventa – un vecchio peschereccio comprato grazie a risparmi e donazioni dai ragazzi di Jugend Rettet – era troppo piccola per fare la spola fino alle coste italiane. Il suo lavoro, principalmente, consisteva nello stare al largo, soccorrere i migranti e trasferirli su altre navi perchè li portassero sulla terraferma.

167 migranti sbarcati a Porto Empedocle

Sono 167 i migranti – 115 uomini e 52 donne, di nazionalità subsahariana – che sono sbarcati a Porto Empedocle. Il gruppo è giunto da Lampedusa. L’approdo alla banchina Todaro è stato possibile grazie a due motovedette della Guardia Costiera. Erano stati soccorsi, nei giorni scorsi, in diverse operazioni di soccorso nel canale di Sicilia. I militari della Guardia costiera hanno fornito assistenza al dispositivo delle forze di polizia, degli operatori socio-sanitari e della Croce rossa Italiana. Dopo il nulla-osta allo sbarco, i 167 sono stati affidati alle forze di polizia per gli adempimenti di rito ed il successivo trasferimento in strutture idonee.

Agrigento. Sbarco di migranti sulla spiaggia di Drasy

Due barconi in legno e il loro carico di uomini, dal nord Africa si sono spinti fino alle coste agrigentine, un viaggio carico di speranza, uno dei tanti che spinge milioni di uomini e donne a mettere in gioco la propria vita pur di fuggire dai paesi d’origine. Ed ecco quindi che ieri sera, due imbarcazioni, eludendo i controlli, sono riuscite ad approdare sull’arenile della spiaggia di Drasy, nei pressi di Punta Bianca. Non precisato il numero delle persone a bordo, sulla sabbia i vestiti bagnati usati durante la traversata e le buste di plastica che probabilmente contenevano gli abiti asciutti indossati dai migranti al loro arrivo. Uno scenario non nuovo, che però ritorna sulle nostre coste dopo un lungo periodo di tregua. Del gruppo di persone arrivate, sicuramente anche delle donne, come testimoniato da alcuni indumenti lasciati in spiaggia e da un paio di ballerine. Scesi dai barconi di circa 7 metri di lunghezza, prima il sabotaggio dei motori, per renderne così inutile ogni riutilizzo, e poi, alla luce della luna, il cammino per le campagne, lasciandosi alle spalle quel mare spesso insanguinato. Dei passanti li avrebbero notati vagare in strada e da qui la segnalazione al 113. Sul posto, personale della Polizia e della Guardia Costiera. In 11 sono stati rintracciati dalle forze dell’ordine, una donna è stata anche trasferita in ospedale. A bordo delle imbarcazioni, ci sono ancora le taniche di carburante. Le persone rintracciate sono state accompagnate ad Agrigento nella caserma “Anghelone” della Polizia di Stato per l’avvio dell’iter di identificazione.

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