La targa delle polemiche

L’indignazione è stata tanta fino al punto che quella targa nella salita Madonna degli Angeli, è stata rimossa. La targa in ceramica con il simbolo di Agrigento a dire di molti presentava dei Telamoni brutti e offensivi per la città. Il lavoro, fatto dal ceramista Nino Parrucca, è stato rimosso, per volere dello stesso autore anche dopo le oltre 450 firme raccolte in una petizione on line. Ed ecco che è arrivata la nuova opera ed è nuovamente polemica. “Non solo è orrenda e mal eseguita, ma sono mattonelle da bagno”.Che fine ha fatto la promessa di presentare alla città 3 bozze tra cui scegliere il logo da raffigurare?”, questi soltanto alcuni dei commenti. La nuova proposta artistica, sempre a cura di Nino Parruca, suscita la reazione negativa di larga parte dei cittadini, per quanto questo stemma ricordi maggiormente quello tradizionale della città, con due giganti maschi e una femmina, dalla forma però molto diversa. Parrucca  aveva ribadito che l’opera avrebbe risentito comunque del suo stile personale, per quanto il ceramista aveva rimosso la precedente tabella dando la disponibilità a crearne una nuova che sarebbe stata progettata alla luce di bozzetti che avrebbero dovuto avere il via libera del sindaco. I promotori della precedente raccolta firme scrivono su facebook a commento della targa: “Alzo bandiera bianca, mi arrendo.” A dire la sua, oltre a tanti cittadini, anche il coordinatore dle movimento mani libere di Agrigento, Giuseppe Di Rosa che afferma: SINDACO, MA LEI, SA CHI SONO E COSA RAPPRESENTANO I TELAMONI PER GLI AGRIGENTINI ?” La preghiamo, la smetta di continuare ad offendere l’agrigentinità che è dentro ognuno di noi. LA PREGHIAMO SINDACO- conclude Di Rosa- TORNI NELLA SUA CITTA’.”

Credito di imposta fino al 90% su investimenti pubblicitari: hai tempo fino al 22 ottobre

Credito di imposta fino al 90% su investimenti pubblicitari:
hai tempo fino al 22 ottobre
. Tutte le imprese, lavoratori autonomi ed enti commerciali che devono effettuare investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, possono richiedere un Credito d`Imposta fino al 90% del valore dell`investimento.
Per l’anno in corso, la comunicazione telematica deve essere presentata a partire dal sessantesimo giorno ed entro il novantesimo giorno successivo al 24 luglio 2018 (data di pubblicazione del Decreto, e quindi 
dal 22 settembre al 22 ottobre 2018.

Viabilità e sicurezza: completato il monitoraggio dei ponti sulle strade provinciali.

Ponte Morandi, viadotto Salsetto, galleria Spinasanta e chi più ne ha più ne metta. Dopo i fatti di Genova i riflettori sono stati accesi con più attenzione sulle condizioni in cui versano strutture e strade della provincia agrigentina. Ed ecco che un processo già avviato da qualche anno, dopo gli incontri con il Presidente della Regione Musumeci e l’Assessore Regionale alle Infrastrutture Falcone, ha avuto un’ulteriore spinta per individuare le criticità sulle quali effettuare interventi di diagnosi ed eventuale manutenzione straordinaria. C’è un allarme sicurezza per i ponti della provincia di Agrigento. Un primo elenco di criticità è stato trasmesso dal Libero Consorzio di Agrigento, e riguarda le strade dei comparti ovest e centro nord, ovvero le Strade Provinciali 17, 19B, 28, 29, 31, 33, 34, 39, 58, 76 e la n. 30, sulle quali alcuni ponti presentano evidenti problemi strutturali (carbonatazione delle strutture in ferro, lesioni nelle strutture resistenti, scalzamento delle fondazioni, giunti in cattive condizioni. Le schede tecniche corredate di relazioni, foto e altri elementi utili sono state inviate all’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità, che sulla base delle indicazioni del Libero Consorzio valuterà la messa a disposizione di finanziamenti regionali per le indagini propedeutiche (carotaggi, prove di carico, tenuta di eventuali stralli, ecc.) indispensabili per pianificare tutti gli interventi di messa in sicurezza e di eventuale ristrutturazione.

La statale 115 trasformata nella strada dei semafori

Da due giorni è stato piazzato un altro semaforo sulla statale 115. L’apparecchio di segnalazione luminosa è stato installato agli ingressi della galleria Caos . Anche in questo caso, i tecnici dell’Anas stanno svolgendo – secondo quanto scrive oggi La Sicilia – lavori per il potenziamento dell’illuminazione interna alla galleria. Semafori quest’ultimi che si aggiungono a quelli, per il senso unico alternato, sul viadotto Salsetto che è oggetto d’accertamenti per verificarne la staticità. 

Agli automobilisti non sono stati garantiti percorsi alternativi. Da lunedì, fra l’altro, è stato annunciato – dall’Anas – il senso unico alternato, regolato da semafori, sempre lungo la statale 115, all’imbocco della galleria “Rocca di Corvo” che si trova fra il Villaggio Mosè e Palma di Montechiaro. Anche in questo caso verranno fatti lavori di manutenzione ordinaria degli impianti di illuminazione. Sull’annoso tema della viabilità agrigentina, intanto, interviene oggi la Cgil provinciale: ” Sull’insieme della “questione viabilità e trasporti”- dicono dal sindacato- non si può più solo fronteggiare l’emergenza, occorrerebbe fare una riflessione approfondita per capire come pensare alla mobilità del futuro e a come “collegare Agrigento al Mondo”. Questo chiama in causa ANAS, Ferrovie, Libero Consorzio, Comuni ad una riflessione. Su questi temi dibatteremo nel Congresso Provinciale della FILT CGIL del prossimo 6 Ottobre ed in quello della CGIL il 18 Ottobre”.

In commissione ambiente e territorio per parlare della viabilità agrigentina.

Una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che adesso con viadotti chiusi, strade dissestate, ha raggiunto uno stato inaccettabile oltre che invivibile. Stiamo parlando, ovviamente, della viabilità agrigentina . Ieri la questione è stata affrontata durante i lavori della commissione parlamentare IV dell’Assemblea regionale siciliana. Sul tavolo (attorno al quale si sono seduti il sindaco Firetto, gli ordini professionali e Anas) tanti argomenti, a partire dal viadotto Akragas che, ha ribadito Anas, sarà recuperato in circa 2 anni. Per quanto riguarda la galleria “Spinasanta” che, ha spiegato la società, è stata chiusa principalmente a causa del serio problema di infiltrazioni che la sta riguardando, gli operai stanno già rimuovendo le parti ammalorate ed è partita un’attività di monitoraggio per individuare da dove proviene l’acqua, dato che una parte potrebbe derivare da perdite in condotta. Per il recupero e l’ammodernamento della galleria Anas ha già stanziato 9 milioni di euro complessivi, anche se l’obiettivo immediato è valutare una riapertura con semplici interventi di manutenzione ordinaria.

Nel frattempo, ha spiegato Anas, si sta ridiscutendo della possibilità di un’apertura a doppio senso, che però porterebbe con sè numerose questioni rispetto alla sicurezza. “Un impatto frontale – ha detto – provocherebbe un incendio con tutte le conseguenze del caso. Visto però il caos provocato dalla chiusura stiamo facendo le nostre valutazioni”. Sul viadotto Morando Anas ha infatti ribadito che dal suo punto di vista l’unica strada percorribile è , e rimane, quella dell’intervento di consolidamento già previsto e che a breve sarà messo a gara d’appalto con il sistema dell’accordo quadro. Sulla demolizione hanno spiegato che “è un problema territoriale” lasciando intendere quindi che ogni decisione in tal senso spetta alla città e alla sua classe politica. Sollecitato sul tema costi, Nicola Montesano, responsabile dell’area compartimentale di Palermo, ha spiegato che l’operazione potrebbe avere un costo di almeno 6 milioni di euro, con tendenze sensibili al rialzo data la complessità potenziale dell’intervento da realizzarsi in area archeologica.

Viabilità, Uil lancia la proposta di una marcia “per i diritti di sopravvivenza”.

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Ha scelto di chiamarla ” una marcia per i diritti di sopravvivenza” la uil agrigentina l’iniziativa che propone per cercare , almeno vuole provarci, di scuotere gli animi delle autorità competenti sulla viabilità provinciale. Il segretario provinciale del sindacato, Gero Acquisto,  dice basta ad una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che adesso con viadotti chiusi, strade dissestate, ha raggiunto uno stato inaccettabile oltre che invivibile. La uil lancuia la proposta di una marcia per i diritti, che veda coinvolti gli agrigentini e le forze sane del territorio. “Ormai abbiamo chiaro che la situazione della viabilità nella nostra provincia- spiega Acquisto- ha bisogno di un cambio di passo, per sollecitare gli enti preposti a smuoversi concretamente, vedi Anas in  testa, con le ordinanze di chiusura o semafori o monocorsie. Ci stiamo abituando con troppa velocità a questo stato di cose drammatiche. Soprattutto, purtroppo e ancora, nulla sulle famose strade alternative, vie di fuga o viabilità complementare. Abbiamo visto in questi ultimi due anni che piega ha preso la situazione generale in provincia sulle strade di collegamento. Infatti, dal Petrusa nel novembre 2016, al Morandi nel marzo 2017 e ora anche la galleria Spinasanta, i tempi sono troppo lunghi e contestualmente di soluzioni alternative non ve ne sono state. Questo si è riverberato negativamente sui cittadini residenti di un’area vasta. Abbiamo visto che anche i tavoli tecnici non hanno dato risposte certe sui tempi della viabilità supplementare, adesso è chiaro che per sollecitare realmente gli organi preposti a intervenire bisogna scendere in piazza”. La Uil ricorda la marcia organizzata dell’arcidiocesi agrigentina sullo sblocco dei lavori della Cattedrale di Agrigento, dopo sette anni dalla chiusura: ” una marcia- scrive il sindacalista- che senza alcuna bandiera da parte di nessuno ha avuto il merito di accelerare e sbloccare progetto e finanziamenti.”

Un progetto per ridurre i tempi d’attesa nel reparto di radiologia dell’ospedale di Sciacca.

L’Asp di Agrigento approva un progetto per ridurre i tempi d’attesa nel reparto di radiologia dell’ospedale di Sciacca. La Direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale , nell’intento di snellire le liste delle prenotazioni, ha disposto il potenziamento delle attività per il periodo che va dal 4 settembre al 27 novembre 2018 integrando l’azione ordinaria del reparto di radiologia di Sciacca con turni aggiuntivi durante i quali sarà possibile effettuare ecografie, tomografie computerizzate, risonanze magnetiche e mammografie. Nello specifico, il “surplus” d’azione deliberato dall’Asp prevede che, nel periodo indicato, si possano effettuare dalle 15 alle 18 di tutti i martedì le prestazioni extra di risonanza magnetica senza mezzo di contrasto. Nei giorni di giovedì 20 settembre, 18 ottobre e 15 novembre, ancora dalle 15 alle 18, sono invece programmati turni integrativi per le mammografie. Il 20 settembre, il 4 e 18 ottobre ed il 15 novembre saranno giorni dedicati anche a prestazioni pomeridiane di ecografia addominale. Le ecografie mammarie integrative si svolgeranno invece dalle ore 15 alle 18 del 6 e 27 settembre, 11 e 25 ottobre, 8 e 22 novembre. Le mattine di sabato 15 settembre, 6 e 20 ottobre, 3 e 17 novembre, dalle ore 8 alle 14, saranno dedicate a sfoltire le agende per le prestazioni di tomografia computerizzata con mezzo di contrasto mentre quelle del 13 ottobre e del 10 novembre, sempre negli stessi orari, verranno impiegate per le risonanze magnetiche nucleari con e senza mezzo di contrasto. Il periodo aggiuntivo di lavoro, preventivamente concordato con gli operatori sanitari coinvolti, permetterà dunque di contrarre i volumi e i tempi delle prestazioni radiologiche e sarà compensato dall’Azienda, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, attraverso un impegno economico di quasi undicimila euro.

Galleria Spinasanta e viadotto Salsetto, tuona l’arcidiocesi

Crolli, viadotti pericolanti, strade interrotte e chiuse ai mezzi a due ruote, deviazioni: è questa la situazione della viabilità agrigentina. A seguito della chiusura della galleria Spinasanta la situazione, abbastanza critica, della viabilità della città di Agrigento, già interessata dalla chiusura del Ponte Morandi, la soppressione del ponte Petrusa che permetteva un alleggerimento del traffico veicolare da e per Favara, da e per il Villaggio Mosè, il Quadrivio e il centro città, è diventata pesantemente critica. Oggi il servizio di pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Agrigento, guidato da don Mario Sorce, si unisce alle voci di quanti, in questi giorni, auspicano che, chi di dovere e secondo le proprie competenze, trovi una celere soluzione al problema, proponendo una valida alternativa alla chiusura della galleria Santa Lucia per dirottare il traffico veicolare. “Quotidianamente- dice don Mario che è anche parroco della chiesa Sacro cuore di Gesù del Quadrivio Spinasanta- si registrano code eccessivamente lunghe e non pochi disagi per i cittadini, gli studenti e i commercianti della città senza dimenticare le ripercussioni sui comuni limitrofi quali Joppolo Giancaxio, Raffadali, Porto Empedocle. Auspichiamo inoltre che vertici Anas e comune trovino una soluzione alla viabilità anche per il tratto della SS.115, viadotto Salsetto (zon Ciuccafa) in cui il traffico veicolare viene gestito con impianto semaforico a senso alternato. “

Consolidamento della Cattedrale, via alla tesatura delle catene

5 mesi ancora e , dopo quasi 7 anni, la cattedrale di Agrigento potrebbe essere riaperta. Nonostante siano tante le incertezze rispetto ai lavori di consolidamento della collina su cui si regge la madre di tutte le chiese, i lavori del duomo di Agirgento dovrebbero terminate entro il prossimo mese di febbario.

Per gli interventi di messa in sicurezza del luogo di culto è arrivato il momento in cui le “catene”, cavi d’acciaio fatti scorrere dentro specifiche guaine lungo le pareti perimetrali della chiesa, saranno messe progressivamente in tensione per iniziare a svolgere la funzione per cui sono state installate: ridare “struttura scatolare” all’edificio. Un processo teoricamente molto semplice ma che porta con sè grandi complessità tecniche, dato che la “fase B” di questi lavori prevede l’abbattimento di alcuni contrafforti collocati negli anni sia dentro che fuori dalla chiesa al fine, si ritenne allora, di sostenerla. Un peso inutile secondo il consulente dell’Arcidiocesi, il professor Teotista Panzeca, sostenitore di una “decostruzione” da associare appunto al rafforzamento di quanto esistente al fine di prolungare la salute della struttura in attesa, comunque, degli indispensabili interventi sulla collina che attualmente devono ancora essere progettati.

La famiglia di Ignazio di Cutrò dicono che non rischia ma intanto fioccano i 41 bis

Carcere duro disposto dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafaede a diversi esponenti di spicco della criminalità organizzata agrigentina arrestati nell’ambito delle inchieste antimafia “Nuova Cupola” e “Montagna”. 

L’applicazione del 41 bis ha interessato  anche il boss Francesco Fragapane, ritenuto a capo della mafia agrigentina; Calogerino Giambrone, reggente del clan di Cammarata e San Giovanni Gemini; Pasquale Fanara, esponente di spicco di Favara; Giuseppe Nugara, ritenuto a capo del clan di San Biagio Platani e Giuseppe Spoto, reggente della famiglia Bivona”. 

Dal ministero inoltre è giunta anche la conferma del carcere duro ai boss emergenti Giovanni Tarallo e Francesco Ribisi, coinvolti nell’operazione “Nuova Cupola” e attualmente detenuti.

Diversi di questi nominativi soggetti al regime di 41 bis non sono nuovi al testimone di giustizia Ignazio Cutrò così come per alcuni di loro, non è sconosciuta l’identità dell’ex imprenditore di Bivona. Di questa conoscenza biunivoca ne sono consapevoli anche le autorità inquirenti tant’è che il 6 febbraio del 2014 in un’intercettazione, Giuseppe Nugara, ritenuto a capo della famiglia di San Biagio Platani, diceva di Cutrò ad un allevatore suo compaesano “Appena lo Stato si stanca… che gli toglie la scorta poi vedi che poi…”.

Intercettazioni queste, risalenti al 2014 ma pubblicate dopo il taglio della scorta ai familiari di Cutrò e il declassamento del livello di protezione allo stesso. 

Una decisone quella avallata anche dalla Prefettura di Agrigento che aveva suscitato scalpore e che aveva indotto il testimone di giustizia a rinunciare a qualsiasi dispositivo riservato alla sua persona per, paradossalmente, auto proteggere i suoi cari. La famiglia Cutrò dunque non correva più nessun rischio, oggi però alcuni dei nemici dell’ex imprenditore edile, per volontà del ministro della Giustizia, sono ristretti al carcere duro.

Pronta è stata la replica di Cutró “ Eppoi – ha dichiarato – dicono che io e la mia famiglia non corriamo alcun pericolo. In tutto ciò – aggiunge il testimone di giustizia – assisto con sdegno e umiliazione al silenzio di quelle istituzioni che dovrebbero proteggerci. Dove sono – si interroga – quegli organi dello Stato che dichiaravano che la famiglia Cutrò non aveva nulla da temere? Perché non hanno il coraggio di dire che si sono sbagliati e che la mia famiglia va pienamente protetta? Hanno vergogna a dire che hanno preso una decisione sbagliata oppure non hanno proprio vergogna visto e considerato che, ancora oggi, tacciono spudoratamente? Io – conclude Ignazio Cutrò – non mi sono girato dall’altra parte quando si è trattato di denunciare, loro invece hanno voltato le spalle ad una onesta famiglia”.

Alle amare dichiarazioni di Cutrò si aggiungono anche quelle di un’altra testimone di giustizia, oggi deputato alla Camera,  Piera Aiello che ha dichiarato: “Sono in pensiero per lui. Leggo e rileggo alcuni passi tratti dalle intercettazioni del 6 febbraio 2014. Oggi – ha aggiunto l’onorevole – Ignazio Cutrò è senza scorta, e da tempo porta avanti una battaglia affinché tutta la sua famiglia torni ad essere protetta e non solo la sua persona. 

Mi sono recata personalmente da Ignazio la scorsa settimana, ho rivolto lui la mia solidarietà e la promessa che mi occuperò personalmente della sua situazione.

E’ arrivato il momento di ridare dignità a Chi ha donato la propria vita allo Stato.

Ignazio non sei solo” – ha concluso.

Galleria Spinasanta, Confcommercio: “L’Anas ristabilisca subito viabilità alternativa”

Chiusura della galleria Spinasanta, non si fa attendere la “protesta” di Confcommercio. “L’imminente inizio delle scuole,  quando migliaia di ragazzi si sposteranno per andare a studiare nel capoluogo i quali poi, ovviamente, faranno ritorno a casa, dopo aver fatto i  conti con l’emergenza sulle nostre strade, con il viadotto Morandi chiuso e con il viadotto Salsetto a senso unico alternato da semaforo, e la zona del Quadrivio Spinasanta con una delle due gallerie chiuse”. “Anas – afferma Alberto Panarisi, vice presidente Confcommercio Agrigento – ristabilisca subito viabilità alternativa per limitare i disagi della galleria Spinasanta. Già oggi i disagi sono tantissimi con file chilometriche che stanno mettendo in ginocchio il traffico veicolare della città, sia in entrata che in uscita e con  la strada statale 118 che collega il capoluogo a Raffadali, difficile da raggiungere. Auspichiamo che Anas ponga presto rimedio a questa situazione, intanto per limitare i disagi occorre predisporre il doppio senso di marcia su una delle canne rimaste aperte, deviando il traffico in modo più razionale. Tra poco – conclude Panarisi  – cominceranno le scuole e si rischia la paralisi totale”.

Premio Persefone assegnato a “Il banchiere anarchico” di Giulio Base

E’ tornato anche quest’anno il premio Persefone fortemente voluto dal regista agrigentino, Francesco Bellomo e da Maurizio Costanzo. Un premio che affonda le proprie radici nella cultura classica per farsi sostenitore del teatro in tutte le sue forme e che per il 2018 è stato assegnato a “Il banchiere anarchico” di Giulio Base da lui diretto e interpretato insieme a Paolo Fosso selezionato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione “Sconfini” . Il film prodotto da Agnus Dei Production in collaborazione con Rai Cinema e coprodotto da AlberTeam Group e dal Solaria Film, uscirà in autunno nelle sale. Un premio che Bellomo, insieme a Maurizio Costanzo, hanno deciso di consegnare durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per sottolineare l’impegno di chi ha trasformato il proprio lavoro, sul palco e sullo schermo, in un valore concreto per la cultura.  La pellicola  è stata premiata, dallo stesso Bellomo con l’attrice Caterina Milicchio nello Spazio dell’Ente dello Spettacolo dell’Hotel Excelsior, con la seguente motivazione:“Regista, sceneggiatore e attore di successo ha sempre tenuto un rapporto costante con il cinema, il teatro e la narrativa. L’espediente dei campi e controcampi, il dinamismo delle immagini accompagnato a quello delle parole, danno all’autore la garanzia di svicolare dal pericolo di filmare staticamente. Il film evidenzia una delle più sottili ed intelligenti critiche alla politica e alla società del tempo. Inoltre ci ricorda come la libertà non sia una concessione, o un bene, ma sempre un faticoso traguardo, il tutto in un’atmosfera degna del miglior Pessoa”. Soddisfatto Bellomo: “Siamo orgogliosi di aver conferito al regista Giulio Base questo nostro riconoscimento, che nel tempo ha assunto valore e identità con un pregevole albo di premiati, meritevoli di aver dedicato la propria vita all’arte del teatro e del cinema”.  Lo storico appuntamento con il Premio Persefone Classic è previsto per lunedì 1 ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma.

San Giovanni di Dio. Completati i lavori di realizzazione della segnaletica esterna

Può finalmente entrare nel vivo l’efficacia della convenzione tra l’Azienda sanitaria provinciale ed il Comune di Agrigento volta a disciplinare il traffico veicolare e le modalità di sosta delle autovetture nell’area del presidio ospedaliero “san Giovanni di Dio” di Agrigento. L’Asp ha recentemente completato tutti gli interventi di realizzazione e adeguamento della segnaletica orizzontale e verticale richiesti dal Comando di Polizia municipale e propedeutici all’attivazione del protocollo operativo sottoscritto lo scorso mese di novembre. Da questo momento gli agenti della Municipale e, più in generale, tutte le forze dell’ordine contemplate nell’articolo 12 del codice della strada, potranno intervenire con sanzioni in caso di comportamenti non conformi al buon senso civico e di infrazioni alle prescrizioni del codice della strada.

Omicidio Passafiume. Ignazio Cutrò (TdG) “vicinanza ai familiari del collega che non si è piegato alla mafia”

L’aver appreso dell’arresto del killer dell’imprenditore di Cianciana, Diego Passafiume, ucciso a 41 anni il 23 agosto del 1993 nel giorno del suo anniversario di matrimonio suscita in me sentimenti contrastanti, se da un lato c’è la soddisfazione per il lavoro svolto dagli inquirenti, che nonostante i 25 anni trascorsi, hanno riaperto e risolto il caso, dall’altro lato c’è il rammarico per le motivazioni che avrebbero indotto cosa nostra a condannare a morte l’imprenditore ciancianese”. Così il presidente dell’associazione nazionale Testimoni di Giustizia Ignazio Cutrò commenta l’arresto dell’agrigentino Filippo Sciara, quest’ultimo affiliato alla famiglia mafiosa di Siculiana.
Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo infatti, la condanna a morte di Passafiume sarebbe stata dovuta al fatto che l’imprenditore non aveva voluto piegarsi alle regole imposte dalle cosche mafiose in ordine alla spartizione dei sub appalti nel settore del movimento terra e del trasporto di inerti.
“In questo giorno, nel quale mi sento emotivamente vicino ai familiari dell’ex collega ucciso – dice Cutrò – mi auguro che il suo sacrificio, unitamente agli sforzi di legalità compiuti da tanti imprenditori onesti, non risulti vano e che le Istituzioni sane di questo Paese attivino tutte le forze necessarie affinché il numero delle denunce per estorsioni, cresca sino a diventare la normalità a tutela delle imprese che non solo hanno il diritto di lavorare ma anche – conclude il presidente dell’associazione Testimoni di Giustizia – il dovere di offrire sbocchi occupazionali nel proprio territorio”.

Totò Cuffaro vuole chiedere la riabilitazione

L’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, vuole chiedere la riabilitazione al tribunale di sorveglianza. Dopo aver scontato la condanna a sette anni per favoreggiamento alla mafia nel 2015, l’ex governatore a gennaio avanzerà la richiesta che, se dovesse essere accolta, farà decadere l’interdizione dai pubblici uffici. In questo contesto, Cuffaro potrebbe anche candidarsi alle elezioni europee.

L’ipotesi – si legge sul Giornale di Sicilia – da settimane circola all’Ars e alimenta i boatos sulle candidature. Ma l’avvocato dell’ex presidente, Nino Caleca, dà una lettura diversa del passaggio che avverrà al tribunale di sorveglianza: “La riabilitazione – si legge ancora sul quotidiano – può essere richiesta solo dopo alcuni anni dalla fine della detenzione. Ed è quello che stiamo preparando per gennaio. Dubito però che una decisione possa arrivare in tempo per le europee”.