Il venerdì Santo e le parole di don Franco

Tanti i temi affrontati dal pastore della chiesa agrigentina, davanti la chiesa di San Domenico. Parole forti ascoltate in religioso silenzio dalla folla di fedeli.Ecco il testo integrale del messaggio:

Signore Gesù,
in questa notte agrigentina, Venerdì Santo di morte e salvezza, ci stringiamo a Te: “uomo dei dolori che ben conosce la sofferenza”; sfigurato a tal punto, da non attirare lo sguardo; privato come sei di dignità e di bellezza (cfr Is 53,2-3). Gesù, nonostante tentiamo di girare lo sguardo altrove per non fissarlo sulla dura realtà della croce, Tu però non stancarti, dalla posizione elevata e scomoda in cui ti trovi, di fissare lo sguardo su di noi. Il Tuo sguardo, che penetra nelle profondità dell’essere e della storia, non umilia, non giudica e non condanna ma incoraggia, libera, consola, guarisce, salva.
A pensarci bene, la Tua passione, Signore, è un continuo incrocio di sguardi: Giuda, Pietro, Pilato, il malfattore che si pente, i soldati, Barabba, Erode, Tua Madre, le donne, Simone di Cirene. Sguardi palesi e furtivi; di compassione e di sdegno; di compiacimento e di pena.
Gli occhi scrutano, accusano, catturano, comunicano vita e amore, ma sono anche capaci di odio e di morte. Il Tuo sguardo, Signore Gesù, per noi è come un abbraccio di tenerezza e misericordia che ci avvolge. Sai, ne abbiamo un enorme e urgente bisogno, abbiamo bisogno di Te che sei luce (cfr Gv 8,12), abbiamo bisogno della Tua luce per poter e saper usare gli occhi. Come è diverso il Tuo sguardo da tanti altri, falsi, che spesso si poggiano su questa nostra terra, fingendo di guardarla con interesse ma in effetti illudono, perché sono pieni di interesse: quante promesse abbiamo ascoltato di sviluppo umano, di salvaguardia e promozione del territorio, di correttezza e impegno per il bene comune… promesse che poi puntualmente vengono disattese, e si risolvono in tanti, troppi casi, nella ricerca del profitto personale, o di congreghe e clientele varie, nel malaffare dei mafiosi, negli intrallazzi della corruzione, nei cavilli procedurali di una lenta, lentissima e paralizzante burocrazia. Sono come le bolle di sapone, delicatamente colorate che, all’ inizio creano curiosità e stupore, ma poi improvvisamente scoppiano e ti lasciano con niente in mano, come succede ai bambini che giocano. Ma questo è un gioco che gli adulti non si possono permettere! Tante promesse fatte e intanto nella nostra terra i poveri diventano sempre più poveri; le famiglie perdono casa e lavoro; ai giovani si scippa speranza e futuro; nel Mediterraneo si continua a morire; le costruzioni si sgretolano e cadono a pezzi nei centri storici; le reti viarie, urbane ed extraurbane, diventano dei veri “colabrodo”; si sfilaccia sempre di più il tessuto sociale; il territorio si spopola, l’ emorragia da emigrazione sembra inarrestabile (gli ultimi dati a mia conoscenza parlano di circa 155.000 emigranti di questa terra. La provincia di Agrigento è la seconda per residenti all’estero); si surriscalda il clima di litigiosità e violenza, che penosamente si risolve, in alcuni casi, nell’ eliminazione dell’altro: penso a Vincenzo Busciglio di Alessandria della Rocca, ucciso a metà marzo, e a Marco Vinci, ucciso a Canicattì, nel 2018: tutti e due la stessa età, 22 anni, tutti e due accoltellati. Ma non meno preoccupanti sono gli altri delitti, ai danni di persone e del patrimonio, avvenuti nei diversi centri della provincia. E che dire dello scempio del paesaggio naturale, violentato dall’avidità dell’accaparramento della terra. Mi chiedo se la coppia Fustaino, travolta ed inghiottita da una frana a Cammarata, nello scorso novembre, più che vittime della natura, non lo siano state della scarsa umanità dell’uomo? Il non rispetto per gli altri e per il creato è chiaro segno di disumanizzazione e di grave imbarbarimento.
Qualche profeta oggi, cavalcando l’onda della paura, afferma che il problema sono i poveri-cristi che vengono dai sud del mondo. Non riesco a convincermi. È possibile che il problema sono ancora i migranti e i poveri, dato che come dice ormai i loro arrivi si sono ridotti sensibilmente? Perché chi decide la sorte di quella gente non ci parla delle carceri, delle torture, dei morti della Libia, del mare, del deserto? Ma di questa situazione i popoli civili non hanno nessuna responsabilità? E quanto sta avvenendo ora nella Libia? Perché i profeti non ci parlano, con la stessa veemenza dell’illegalità, della corruzione, delle mafie che dilagano. Mi sbaglio senz’altro, Signore? Compatiscimi, capisco così poco!

Più volte Gesù, ho provato la sensazione che questo territorio e la Chiesa che lo abita siano impegnati nel ricordare una storia e una fede che non ci sono più, e curvi su tale ricordo, finiscono per addormentare la carica di futuro che tu ci vuoi trasmettere con la tua Pasqua. È come se si faccia a gara per ridurre la riserva di speranza che dovrebbe far guardare al futuro, sapendo bene che il futuro arriva solo se c’è la speranza. Qui da noi i verbi al futuro sembrano assenti dalla grammatica della vita e così ci si appiattisce su un presente, tanto cupo quanto triste, di cui ci si lamenta, utilizzando anzi le lagnanze come balsamo per acquietare le coscienze.
Non mi stanco di ripeterlo: Agrigento siamo noi! Lamentarsi è autoaccusarsi! Tu stesso, Signore, ci hai avvisati sull’inutilità di piangere sulle rovine di Gerusalemme.
Non c’è dubbio che ci sia un deficit di fede, ma è altrettanto evidente il deficit di cittadinanza attiva e responsabile. Costruire la città ‘nuova’ non è un compito delegabile ma nemmeno rimandabile. La nostra Cattedrale, da poco riaperta, al di là del suo valore religioso, è testimone prezioso di sguardi e di visioni proiettati in avanti, non è un museo ma una finestra, volta su un futuro da costruire giorno per giorno, mattone dopo mattone: è ricordo ed eredità della tenacia dei nostri padri, è seme di vita per noi e per le generazioni che verranno e che su di essa, sulle sue radici, dovranno edificare la novità di una storia nuova.
In questo momento il pensiero, Signore, va ai nostri fratelli parigini, duramente provati dal dolore per l’incendio di Notre-Dame. Le Cattedrali, come le nostre mamme sono la nostra carne, la loro malattia o la loro morte è una ferita che sanguina senza mai cicatrizzarsi. Noi lo sappiamo bene!

Il tuo sguardo, Gesù, ha permesso a tanti uomini e donne da Te incontrati di cambiare vita: penso alla samaritana (cfr Gv 4,5ss), all’adultera (cfr Gv 8,1-11), a Zaccheo (cfr Lc 19,1-10); a Bartimeo (cfr Mc 10,46-52); alla figlia di Giairo (cfr Mc 5,21-43;), al figlio della vedova di Nain (cfr Lc 7,11-17), e a Lazzaro (cfr Gv 11,1-44)… La tua Pasqua, primavera della chiesa, ha comunicato l’ energia della nuova stagione, a Pietro e Paolo, a Libertino e a Gerlando, a Rosario Livatino e a Padre Pino Puglisi; a Chiara Mangiacavallo, la ragazza di Sciacca che si è preparata alla sua morte come a una festa.
Signore, sentendo il tuo sguardo d’amore su di noi, Ti presto la mia voce perché Tu dica forte a me e alla mia gente: anche voi Agrigentini potete costruire nuove reti di fraternità, anche voi potete tessere relazioni nuove e rinnovate. Credeteci! Desideratelo! Osate!
Dicono gli africani: ‘Attacca il tuo aratro a una stella’. Impariamo a farlo! Lanciamo i nostri cuori in avanti e seguiamoli: è la condizione per costruire un bel futuro.
Sentiamo la voce di Maria, la Mamma addolorata, che anche Lei come il Figlio ci ripete: Agrigento scuotiti! Alzati! Risorgi!

Si mette “mano” alla manutenzione: al via i cantieri servizio ad Agrigento

129 persone impegnate per tre mesi: sono stati finanziati i cantieri di servizio che permetteranno di mettere mano alla manutenzione ordinaria e straordinaria della città di Agrigento. Delle 129, quaranta si occuperanno di scerbatura dei cigli stradali e, in particolare, venti in centro città  e venti nelle periferie; altri venti, invece, attueranno piccole riparazioni negli immobili comunali, comprese le scuole; altri ancora opereranno per la derattizzazione e il randagismo e a supporto di altri servizi.  In particolare la città sarà interessata da servizi di pulitura di caditoie e cunette stradali e di scerbatura  nel centro urbano e nelle periferie; servizi di derattizzazione del territorio comunale e degli edifici di pertinenza comunale; diverse unità saranno impegnate come custodi, o  in attività di  supporto al servizio di lotta al randagismo e al servizio di manutenzione del verde pubblico nelle ville comunali, nelle aiuole, negli spazi pubblici, oltreché  a interventi di decoro urbano,  piccole riparazioni e manutenzione degli immobili comunali e delle isole ecologiche. I  portatori di handicap saranno destinati a servizio di supporto dell’attività degli uscieri negli uffici comunali. I soggetti beneficiari percepiranno da un minimo di 453 euro a un massimo di 1223. “Diamo una risposta ai cittadini che chiedono giustamente più ordine e pulizia e  una risposta agli operatori turistici e commerciali che tengono molto a offrire a clienti e visitatori un maggior decoro; diamo contemporaneamente una risposta, seppur limitata nel tempo, alle famiglie più disagiate che meritano di poter contare su un’occasione di lavoro” sostiene il sindaco Lillo Firetto .

Agrigento, scattano nuovi divieti di balneazione: tutte le zone off limits

Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, ha firmato nelle ultime ore i divieti di balneazione in alcuni tratti di costa.  Per la stagione balneare 2019, con inizio primo di aprile e termine il 31 di ottobre, il divieto riguarderà – per rischio crolli – la località Caos, per un tratto lungo 1.900 metri, e la località Drasy per un tratto lungo 3 mila metri.

Per il Caos, negli anni passati, il divieto è stato fra i 200 e i 300 metri. Divieto di balneazione anche alla foce del fiume Akragas, per una lunghezza di 500 metri e divieto permanente anche 200 metri a destra e 200 metri a sinistra dalla foce del Fiume Naro.

Montevago, cerimonia di insediamento del baby sindaco e del baby consiglio comunale

Si è svolta oggi nell’aula consiliare “Falcone e Borsellino” di Montevago, alla presenza delle autorità cittadine, la cerimonia di insediamento del baby sindaco e del baby consiglio comunale eletti alla scuola media “Tenente Giuffrida”.

Anche il “primo cittadino junior” è una donna: a capo della baby giunta, è stata eletta Asia Abate, che ha già nominato come vice sindaco Gabriella Nieli e che nei prossimi giorni nominerà quattro assessori. Questi, invece, i baby consiglieri comunali eletti: Giulia Ganci, Audenzio La Rocca, Jana Vaccaro, Sofia Mauceri, Joele Giambalvo, Salvatore Basile, Marco Barrile, Gabriele Zito.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo, il presidente del consiglio comunale Nino Mauceri, il comandante della locale stazione dei carabinieri maresciallo Francesco Monachella, l’arciprete don Emanuele Casola, il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Giuseppe Tomasi di Lampedusa” Girolamo Piazza e la professore di Lettere, Accursia Mistretta, che ha coordinato il progetto.

“Ringrazio la scuola, il preside e gli insegnanti – ha detto il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo – per la passione e l’impegno con cui hanno portato avanti questo progetto di educazione civica finalizzato a formare, responsabilizzare e a rendere i giovani partecipi e protagonisti della vita sociale, culturale e politica del paese. In questa direzione va anche la Consulta giovanile già in fase di costituzione. Trasmettendo ai giovani i valori della Costituzione e il senso dello Stato si traccia il percorso per un futuro migliore nel solco della trasparenza e della legalità. A collaborare con i ragazzi saranno anche la parrocchia e la caserma dei carabinieri. Siamo pronti a confrontarci con i più piccoli e ad impegnarci affinché le prime proposte, già illustrate durante la seduta d’insediamento, possano essere realizzate. Auguro a tutti i giovani eletti un buon lavoro al servizio della collettività”.

“Sono molto felice e onorata – ha detto il baby sindaco Asia Abate – di essere stata eletta per proporre le idee che ho condiviso con gli altri ragazzi della scuola. Sinceramente non mi aspettavo questo risultato e questo mi emoziona tanto perché quello del baby sindaco è un ruolo importante e impegnativo. A scuola abbiamo lavorato per capire come possiamo migliorare il nostro paese e anche se siamo solo ragazzi questo lavoro ci ha dato la possibilità di poter trasformare le nostre idee in proposte valide che possano essere prese in seria considerazione. Assieme ai consiglieri tutti ci impegneremo a far capire che le cose pubbliche, la scuola, le strade, le piazze, sono beni che appartengono a tutti e quindi vanno rispettati”.

Differenziata, disagi in vista

A distanza di un mese ci risiamo. Chiude per alcuni giorni l’impianto di compostaggio di Belpasso e si prospettano giorni non proprio felici nell’agrigentino per la raccolta dell’umido visto che non ci sono alternative. Questa volta l’impianto è chiuso a causa di alcuni guasti. L’assessore all’ecologia del comune di Agrigento Nello Hamel informa che domani (mercoledì 17 aprile) non verrà effettuata la raccolta dell’organico. “In atto- afferma Hamel- non esistono in Sicilia altri centri disponibili a ricevere i rifiuti organici.” Domani si ritirerà la carta e il cartone. A Belpasso conferiscono praticamente tutti i comuni dell’Agrigentino, data la carenza sistematica di strutture dedicate specificatamente al compostaggio. Non dovrebbero esserci novità nel calendario della differenziata per giovedì (18 aprile), con la raccolta dell’indifferenziato, e per venerdì (19 aprile) giorno destinato alla raccolta della plastica. Sabato prossimo (20 aprile), l’umido dovrebbe essere raccolto , sempre che non sorgano nuovi problemi all’impianto di Belpasso.

Visite mediche all’Asp, potenziato il servizio di prenotazione via Whatsapp

Sarà potenziato il servizio di prenotazione delle visite specialistiche tramite l’applicazione per cellulare “Whatsapp”. L’Asp di Agrigento ha reso noto che sono attivi ben due numeri per le prenotazioni via messaggio. Sono il 3341071445 per cognomi dalla A alla L e 3384680487 per cognomi dalla M alla Z.Per eventuali modifiche sulle prenotazioni già effettuate o informazioni sui servizi erogati dal servizio sanitario nazionale o informazioni varie sulle strutture di competenza dell’Asp di Agrigento, ci si deve rivolgere invece al numero verde 800589444.  Il servizio di prenotazione via “whatsapp”, inaugurato l’anno scorso, è stato utilizzato da circa 3.500 persone ed era stato pensato per alleggerire il carico che gravava sui centralino aziendale.

Disabili psichici , chi mette le risorse?

“La paura del raggiungimento degli obiettivi economici, l’indifferenza o cos’altro induce le ASP a non rispettare la legge sulla quota di compartecipazione al ricovero disabili psichici?” E’ l’interrogativo che pone il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro sulla vigente normativa in materia. La norma prevede che i disabili psichici, senza adeguato supporto familiare, vengano ricoverati in comunità alloggio, regolarmente iscritte all’albo regionale. La retta da corrispondere alle Comunità consta di una parte sociale che è a carico del Comune di residenza del disabile e una parte sanitaria che è a carico dell’ASP , i comuni devono provvedere ad anticipare l’importo totale della rette ed esercitare, successivamente, l’azione di rivalsa nei confronti dell’ASP, per il recupero della quota sanitaria della retta, che grava sul fondo sanitario regionale. “L’ASP – tuona Silvio Cuffaro- non soltanto non corrisponde quanto dovuto ai comuni, ma addirittura si oppone ai legittimi decreti ingiunti, con motivazioni fantasiose e non conferenti. Considerato che negli anni si sono accumulati importi di centinaia di migliaia di euro, se non di milioni, che i comuni devono ricevere dall’ASP- conclude il sindaco di Raffadali- si rende assolutamente necessario, da un lato accelerare la definizione dei contenziosi giudiziari in corso e, dell’altro, un urgente intervento legislativo che ponga direttamente a carico dell’ASP la quota sanitaria per i ricoveri, pena il rischio di default dei comuni.”

Commissione Salute Ars, La Rocca Ruvolo: avviato percorso per primo hospice perinatale in Sicilia

Avviato in commissione Salute, in sinergia con il governo regionale, un percorso che potrebbe portare all’istituzione del primo hospice perinatale in Sicilia all’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo”. Lo dichiara la presidente della sesta commissione dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine dell’audizione

sulla questione delle fragilità prenatali svolta su richiesta dalla fondazione “Il Cuore in una Goccia” onlus che ha proposto di adottare in Sicilia un modello di medicina condivisa per la diagnosi prenatale patologica. L’hospice perinatale, hanno spiegato gli esperti, non è solo un luogo medico dove si esprimono esperienze cliniche e scientifiche di tipo medico ma è soprattutto una modalità assistenziale e relazionale.

Erosione della costa ai piedi della 640 ad Agrigento: le soluzioni progettuali di Anas

Non solo il costone di Via Vincenzella, per il quale (è di notizia di ieri) il dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana,  ha stanziato trecentomila euro per un intervento di somma urgenza: iei la IV Commissione territorio e ambiente dell’Ars, presieduta da Giusi Savarino, ha discusso sui danni causati dal dissesto idrogeologico ad Agrigento. Un incontro volto ad individuare le azioni da eseguire per far fronte al fenomeno dell’erosione della costa ai piedi della 640. L’Anas, presente all’incontro, nel ribadire di aver già “segnalato il fenomeno alle amministrazioni competenti, invitando a provvedere alla messa in sicurezza del costone ”  ha tenuto a sottolineare che “il fenomeno erosivo non interessa, purtroppo, la sola statale 640, ma anche un importante agglomerato residenziale immediatamente a monte della strada, che poterebbe essere interessato in caso di aggravamento del fenomeno”. La falesia, come monitorato da Anas, ha subìto un arretramento di oltre 15 metri nel periodo compreso tra il 1994 e il 2012. “L’ arretramento- ha continua Anas- è dovuto unicamente all’erosione delle onde e delle correnti marine. Proprio in quel tratto, infatti, non sono presenti i frangiflutti a mare che ridurrebbero sensibilmente il fenomeno erosivo”. Nel corso della riunione è stato inoltre completamente escluso, dalla società autostradale- che il fenomeno possa essere attribuito alle acque piovane provenienti dal tratto stradale, che risultano efficacemente convogliate nelle opere di presidio idraulico predisposto da Anas. Come concordato durante la riunione tenutasi lo scorso 18 marzo, si è proceduto a verificare l’impatto sull’erosione delle cosiddette acque di scorrimento, provenienti dalle aree non di competenza Anas che si trovano a monte della strada statale. In seguito a tali verifiche, Anas ha portato all’attenzione degli uffici competenti un progetto finalizzato alla realizzazione di una trincea drenante, a protezione della piattaforma stradale, atta a convogliare le acque a monte delle pertinenze Anas in un tombino di scolo posto a valle della statale. In seguito alla riunioneè stato stabilito che Anas, oltre alla realizzazione della trincea, si farà carico anche della progettazione e realizzazione di una vasca di decantazione delle acque provenienti dalla piattaforma stradale e del progetto di ripristino delle opere di intercettazione e regolare deflusso delle acque. La Conferenza dei Servizi è convocata per il prossimo mese di giugno.Secondo la tesi dell’ANAS l’unico responsabile dell’erosione sarebbe, dunque, il mare, mareamico non la pensa allo stesso modo, si legge in una nota della stessa associazione ambietalista. “Tanti altri fattori partecipano al disastro – dice mareamico-che è sotto gli occhi di tutti: il dissesto idrogeologico, il mancato drenaggio delle acque piovane e la mancata manutenzione dei luoghi. Quanto ipotizzato dall’ANAS, è solo una tesi che ha lo scopo di scaricare le colpe sugli altri”, conclude mareamico.

Arrivano le carrozzine a motore nella valle dei templi

La Valle dei templi sarà più accessibile per i disabili. Per l’ estate 2019 saranno infatti operative delle nuove carrozzine a motore che il Parco ha acquistato per agevolare il percorso di visita per le persone con problemi di mobilità. Gli ausili, costati oltre 9.300 euro, saranno collocati presso la biglietteria del tempio di Giunone e consentiranno di percorrere tutta la via Sacra fino all’area del tempio di Zeus.

Frana di via Lincoln, in arrivo 300 mila euro dalla Regione

Considerata la difficile situazione finanziaria in cui versa il Comune di Porto Empedocle, la Regione, ha deciso di scendere direttamente in campo per assicurare gli interventi di messa in sicurezza del costone di Vincenzella. La notizia postitiva è che il dipartimento della Protezione civile della presidenza della Regione Siciliana, guidato da Calogero Foti, ha stanziato trecentomila euro per un intervento di somma urgenza. I fondi saranno erogati direttamente all’amministrazione comunale empedoclina, che entro ottobre dovrà realizzare le opere sul costone in cui è avvenuto il crollo. “Una soluzione immediata – spiega il presidente Nello Musumeci – adottata, anzitutto, nel supremo interesse della gente che, già da due settimane, non può rientrare in casa. A loro bisogna assicurare, nel più breve tempo possibile, un ritorno a una vita normale ed è per questo che, attraverso la nostra Protezione civile, abbiamo deciso di farci carico, sotto il profilo finanziario, di questo intervento che dovrà eliminare il rischio incombente di nuovi cedimenti in attesa di pianificare un’azione di recupero complessiva e definitiva”.Per il consolidamento dell’intero costone roccioso che sovrasta la via Lincoln, lungo circa due chilometri, il Comune empedoclino aveva elaborato già nel 2007 un progetto esecutivo. Adesso – come si è deciso durante la riunione alla quale hanno preso parte anche i responsabili dei dipartimenti delle Infrastrutture e dell’Ambiente, Fulvio Bellomo e Beppe Battaglia, e il soggetto attuatore dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico Maurizio Croce – si procederà ad aggiornarlo e a trasmetterlo alla Struttura commissariale per il finanziamento. Questa mattina , intanto la IV Commissione presieduta da Giusi Savarino ha tenuto un’ audizione avente ad oggetto proprio le problematiche della frana che lo scorso 26 marzo travolse una palazzona di via Lincoln. Oggetto dell’incontro anche i danni causati dal dissesto idrogeologico ad Agrigento e Palermo .

Interdittiva antimafia anche per la Hydortecne

Anche alla Hydortecne è arrivata una interdittiva antimafia. “Sussistono elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa rispetto alla società Hydortecne- si legge del documento- dato che essa fa capo alla medesima compagine proprietaria a carico della quale, nel novembre del 2018 sono stati accertati i presupposti interdittivi ed è di fatto un “clone” della Girgenti Acque”. Per conto di Girgenti Acque la società Hydortecne svolgeva una serie di attività: dall’installazione dei contatori all’invio delle bollette. Il provvedimento, che ha ricevuto il “giudizio unanime di tutti i componenti del gruppo ispettivo misto” che trova, secondo la Prefettura, fondamento anche nelle attività di accertamento dei commissari. Un lavoro di verifica e ricerca che induce a “ritenere che l’intensità, la continuatività e la rilevanza dei collegamenti dei vincoli associativi esistenti tra le due compagini trovino la propria origine e principale ragion d’essere nella volontà della società “madre” di perseguire finalità illecite attraverso la “filiazione” Hydortecne”. A pesare sulla decisione di questa nuova interdittiva anche i rapporti diretti tra Marco Campione e Pietro Arnone, amministratore unico di Hydortecne il quale, dice la Prefettura, “risulta essere stato titolare di almeno una carica in quaranta imprese, in gran parte a struttura consortile, molte delle quali riconducibili alla famiglia Campione ovvero ad elementi contigui alla mafia o dichiaratamente mafiosi”. Inoltre secondo la Prefettura non basta la semplice gestione commissariale a “recidere” i rapporti tra Campione e Arnone, con il primo che sarebbe stato in condizione di influire sulle scelte della società. Adesso, come era già avvenuto per il gestore del servizio idrico, sarà l’Anac a pronunciarsi sull’ipotesi di un commissariamento.Appresa la notizia dell’interdittiva antimafia alla Hydortecne, a temere ancor di più per il proprio futuro occupazionale sono sia i 150 dipendenti della società che i 198 di Girgenti Acque.

La nave Alan Kurdi fa rotta su Malta.

La nave della ong tedesca, fa rotta su Malta per chiedere un porto sicuro, “protezione dalle intemperie, acqua potabile e possibilmente cibo”. Alla Alan Kurdi l’Italia non ha concesso di approdare a Lampedusa. Lo fa sapere la stessa ong ribadendo che i bambini e le loro madri ieri non hanno accettato di sbarcare per non essere separati dai padri e attaccando il ministro Salvini: «non ha umiliato solo i naufraghi-dicono- ma sfrutta tutto e tutti per ottenere il massimo vantaggio possibile da questa situazione». La ong accusa l’Italia “di non aver rispettato gli obblighi di protezione delle famiglie per strumentalizzazione politica. Non c’era alcuna ragione obiettiva per insistere sulla separazione delle famiglie. Era presumibilmente l’intenzione dei decisori politici portare l’equipaggio dell’Alan Kurdi a un dilemma morale”. Dal canto suo il vicepremier su Facebook ha scritto: “Dietrofront, nave Ong diretta a Malta. Molto bene, in Italia non si passa. Porti chiusi”.La Procura di Agrigento, che proprio nei giorni scorsi ha interrogato il capo missione di Ong Mediterranea, Luca Casarini, nell’ambito dell’indagine sul caso della Mare Jonio, stava seguendo la vicenda ma non ha ritenuto che vi fossero, allo stato, elementi per aprire un’indagine.

Nave “Alan Kurdi” dell’ong Sea Eye in “pendolamento” al limite delle acque territoriali italiane

La nave “Alan Kurdi” della Sea Eye fa su e giù dall’alba, a 15 miglia a sud est di Lampedusa, al limite delle acque territoriali italiane. Tecnicamente si chiama “pendolamento”, la nave non entra in acque italiane, ma non si tiene distante, anche perché il maltempo consiglia di non avventurarsi e mantenersi vicini a un porto in cui ripararsi, in questo caso proprio l’isola siciliana.

A bordo 64 migranti (tra i quali 12 donne e due bimbi). Finora, dunque, il comandante della nave ha rispettato l’ordine intimato dal Viminale a non entrare in acque italiane, negando così il porto sicuro richiesto. Trattative diplomatiche sono in corso tra autorità italiane e tedesche per arrivare ad una soluzione.

La posizione di Matteo Salvini è di chiusura assoluta: “Ho detto al collega tedesco che il problema è loro, visto che c’è una nave tedesca, con equipaggio tedesco. Risolvano loro, alla Alan Kurdi non sarà permesso di entrare in acque territoriali italiane”, ha tuonato. Coinvolta anche la Farnesina che ha inviato una “nota verbale” all’Ambasciata tedesca: dietro il linguaggio diplomatico non viene nascosta l’irritazione per l’intervento di soccorso e per la rotta seguita dalla nave che “risultano quanto meno dubbi dal punto di vista delle norme europee ed italiane in materia di sicurezza, controllo delle frontiere e contrasto all’immigrazione illegale”. Tentare di entrare in acque italiane sarebbe dunque “una minaccia al buon ordine ed alla sicurezza dello Stato”. Ecco perchè la nave “non sarà autorizzata”. Anche per il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli “solo la Germania può farsi carico delle scelte della sua imbarcazione”.

Salubrità dei servizi mensa, Asp avvia ispezioni

Il campanello d’allarme è arrivato dal Giovanni Paolo II di Sciacca: qui i locali del servizio di cucina sono stati chiusi a seguito di una disposizione interna dal Dipartimento di prevenzione ASP che ha recepito alcune indicazioni del NAS dei Carabinieri di Palermo. La Direzione aziendale ha avviato la procedura di risoluzione del contratto con la ditta “Blue Coop” che gestisce l’appalto. Il servizio di ristorazione per l’utenza dell’ospedale di Sciacca è comunque garantito. Con un provvedimento urgente e senza precedenti, il commissario straordinario dell’ASP, Giulio Santonocito, ha disposto un’ispezione “in notturna” per accertare lo stato di salubrità e di decoro degli ambienti che ospitano i servizi mensa e cucina all’interno dei presidi ospedalieri della provincia agrigentina. Scattata intorno alle  20 di giovedì scorso, e condotta da personale esperto coordinato dai direttori sanitari di ciascun ospedale, l’operazione si è resa necessaria per sgombrare il campo da eventuali perplessità in ordine a possibili disservizi, come quelli emersi nelle scorse ore, che hanno portato alla temporanea sospensione del servizio cucina al “Giovanni Paolo II” di Sciacca. ” Il benessere dei pazienti e la qualità dei servizi proposti – dice Sontonocito- è certamente prioritario nella pianificazione delle scelte direzionali ed è per questo motivo che abbiamo voluto integrare le routinarie procedure di controllo degli ambienti con questo tipo di azione a carattere straordinario”.