Marijuana e arresto di un’intera famiglia, il Gip rimette tutti in libertà

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, in sede di convalida dell’arresto, ha rimesso in libertà i quattro componenti del nucleo familiare arrestato, nei giorni scorsi, dai carabinieri. Il Gip ha fatto proprie, infatti, le argomentazioni dell’avvocato Carmelo Pitrola. Il legale di fiducia ha precisato, infatti, che “le quattro piantine di cannabis rinvenute, non sono state trovate nell’appartamento del centro di Ravanusa dove vive la famiglia ma nella casa di campagna. Dell’esistenza delle quattro piantine era a conoscenza solo il capo famiglia – ha reso noto l’avvocato – che le aveva destinate ad un uso esclusivamente personale e non per fini di spaccio. La moglie e i due figli non erano a conoscenza dell’esistenza delle piantine che si trovavano in campagna e nemmeno della minima quantità di influorescenze rinvenute nell’appartamento (destinate ad un uso esclusivamente personale). Il contatore di cui si parla non è il contatore dell’appartamento – continua la precisazione del legale – ma il contatore sempre della casa di campagna. Il peso di mezzo chilo non riguarda la mariuanama dele foglie di cannabis o influorescenze, dalle quali si potrebbero ricavare nemmeno 100 grammi di sostanza”.

Agrigento: la Polizia ferma uno scafista

La Polizia di Stato ha arrestato un sudanese, 25 anni, ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina perché, in concorso con altri soggetti, trasportava nel territorio italiano altri diciassette cittadini extracomunitari a bordo di un natante in vetroresina della lunghezza di 5 metri, proveniente dal Nord Africa. Le attività investigative , avviate immediatamente dopo lo sbarco avvenuto a Lampedusa lo scorso 8 novembre , hanno fatto emergere che il fermato aveva condotto l’imbarcazione per tutta la durata della traversata in mare. Nel corso del procedimento penale risulta indagato anche un altro soggetto, di nazionalità algerina il quale, oltre ad utilizzare la bussola ed indicare la rotta da seguire, avrebbe anche rifornito il natante di carburante durante la navigazione.

Blitz all’interno di un’abitazione a Favara. Trovata una mini serra di “Marijuana”.

Scoperta coltivazione “fai da te” a Favara.Arrestato ai domililiari un giovane 25enne. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Agrigento, hanno sorpreso fuori dalla sua abitazione Antonio LORIA attualmente sottoposto alla detenzione domiciliare, contestandogli dunque il reato di evasione. Subito dopo, i militari hanno deciso di approfondire il controllo, facendo scattare un blitz anche all’interno del domicilio. In una adiacente pertinenza dell’immobile, i Carabinieri hanno scovato una sorta di mini serra artigianale di piante di “Marijuana”, con tanto di lampade e ventilatore, per accelerarne lo sviluppo e la maturazione. Inoltre, i militari dell’Arma hanno sequestrato tutto quel materiale utile alla crescita delle piante tra cui fitofarmaci e terriccio.

Nell’abitazione del 25enne scoperta anche l’allaccio abusivo della corrente elettrica. Il giovane dovrà rispondere di “Coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti”, Furto aggravato” ed “Evasione”.

Scoperta coltivazione casalinga a Ravanusa

Intero nucleo familiare arrestato a Ravanusa, ai domiciliari, con l’accusa di “Coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti” e di “Furto aggravato”. I Carabinieri di Ravanusa, hanno fatto scattare un blitz all’interno di un’abitazione ubicata nel centro del paese, all’interno della quale hanno sorpreso un intero nucleo familiare, marito, moglie e due figli, con una particolare passione per il “verde”. I quattro, infatti, sono stati beccati con una piccola serra artigianale di “Marijuana” realizzata all’interno della loro dimora. In particolare, i militari hanno scovato in uno scantinato cinque piante quasi pronte per essere raccolte ed in uno stanzino adiacente altra sostanza, già in fase di essicazione, per un totale di oltre “mezzo chilo” di “marijuana” che di lì a poco si sarebbe potuta smerciare, con un valore al dettaglio stimato in alcune centinaia di euro. I Carabinieri hanno anche notato qualcosa di anomalo sul contatore della luce. Effettuati i necessari accertamenti, è emerso che era stato realizzato un allaccio abusivo che consentiva di rifornirsi gratis di luce.

Realmonte.Colpi di pistola contro la villa del sindaco

Quattro colpi di pistola sono stati sparati dall’esterno della villetta del sindaco di Realmonte Lillo Zicari verso il cortile interno. I proiettili hanno colpito l’automobile della moglie di Zicari. L’intimidazione è avvenuta alle due della scorsa notte ed è stata denunciata ai carabinieri. “Sono tranquillo, in questi tre anni e mezzo non ho mai ricevuto minacce, né altro – ha detto Zicari -. Non ho la più pallida idea su chi possa essere stato o su cosa abbia determinato questo inquietante episodio. Spetterà alle indagini dei carabinieri accertarlo”. Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Alberto Avenia, a nome dell’intera categoria esprime la propria vicinanza e solidarietà al sindaco di Realmonte Calogero Zicari, componente del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Agrigento, vittima di un gravissimo atto intimidatorio.  “La correttezza e il rigore di Lillo Zicari nello svolgere il proprio ruolo politico e professionale sono per noi un’assoluta certezza – spiega -, così come siamo certi che gesti vigliacchi come quello consumatosi in queste ore non avranno alcun reale potere intimidatorio su di lui. A Lillo, e alla sua famiglia, va la vicinanza affettuosa di tutti gli ingegneri agrigentini”.

Era ricercato: arrestato 29enne

La Polizia di Stato di Canicattì, diretta dal vice questore, Cesare Castelli, ha arrestato, in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica al Tribunale di Roma, il rumeno Ioan Alexandu MITREA , 29 anni, residente in Inghilterra ma di fatto domiciliato in un paese di questa provincia.

Era ricercato in ambito nazionale poiché doveva scontare in carcere una pena definitiva di 4 anni e 7 mesi di reclusione poiché tratto arrestato da personale della Questura di Roma e ritenuto colpevole, con sentenza definitiva, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, è maturato nel corso di una vasta operazione anticrimine disposta dal Questore Maurizio Auriemma nel territorio di Canicattì, e condotta dal personale del locale Commissariato di polizia. L’arrestato è stato sorpreso dalle pattuglie dell’Ufficio all’interno di un noto bar del centro cittadino canicattinese, tra gli avventori dell’esercizio commerciale, e condotto, dopo gli adempimenti di rito. Nell’operazione della polizia, attuata anche con l’ausilio degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Occidentale” di Palermo e della Sezione Polizia Stradale di Agrigento, sono stati effettuati 9 posti di controllo in tutto il territorio comunale, identificate 91 persone, controllati 51 veicoli, elevate 17 contravvenzioni al Codice della Strada, 26 persone sono state controllate per accertare l’eventuale guida in stato di ebbrezza alcoolica , sono stati effettuati 3 attenti controlli amministrativi ad esercizio pubblici e sono stati controllate diverse persone sottoposte a misure alternative alla detenzione .  

Nubifragio ed esondazione dell’Akragas, 12 mila euro per gli interventi urgenti

La quantificazione dei danni è ancora in corso e le cifre si stanno rivelando consistenti rispetto alle prime, sommarie, valutazioni. Lo ha ammesso ieri il sindaco di Agrigento Lillo Firetto annunciando l’arrivo, lunedì alle 16, del ministro alle Infrastrutture Toninelli. Nelle ultime ore, ad esempio, la Giunta ha approvato il verbale di somma urgenza per i primi interventi emergenziali effettuati sulle vie Apollo, Olimpo e Teti – tutte strade in prossimità dell’alveo del fiume Akragas che è esondato – , su via Serraferlicchio, parte del viale Sicilia a Fontanelle e strada di collegamento con la statale 118, in via Caduti di Marzabotto, in via Degli Ulivi, nonché in via Gela e al viale Falcone e Borsellino. La spesa complessiva, per gli interventi emergenziali, è stata di 12MILA 400 euro circa.

Due case rischiano di crollare, sgomberate due famiglie

Gli edifici sono pericolanti, emesse due ordinanze di sgombero e di messa in sicurezza in via Santa Croce. Tutto parte nei giorni scorsi da un sopralluogo, realizzato dai vigili del fuoco per verificare le condizioni di due edifici. Quanto individuato dai tecnici è tutt’altro che rassicurante: una delle due strutture aveva “lesioni nei muri perimetrali” e segni di infiltrazioni d’acqua, mentre l’altra mostrava chiari segnali di cedimento. L’area fu quindi interdetta e oggetto di un successivo sopralluogo il 7 novembre da parte della polizia locale e della Protezione civile comunale, che accertate le generalità dei proprietari delle unità immobiliari in questione, hanno predisposto gli atti che adesso è stato il sindaco a trasformare in una ordinanza di sgombero cautelativo e precauzionale per cinque famiglie, due delle quali extracomunitarie. Il primo cittadino nel suo atto impone anche ai proprietari la messa in sicurezza e la verifica statica delle strutture entro 15 giorni. 

Aveva droga in casa: arrestato

A Canicattì, la Polizia di Stato ha arrestato, ai domiciliari, un 33enne colto nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione eseguita nell’abitazione dell’uomo, gli agenti hanno rinvenuto due involucri contenenti marijuana, per un peso complessivo di 79,7 grammi.

Tentano il furto in una villa, durante la fuga un delinquente perde la pistola

Sentono dei rumori, provenire da una villa disabitata, e chiamano la polizia. Nei pressi di contrada Tre Fontane, a Canicattì, gli agenti della Stradale e quelli del commissariato cittadino. Un intervento lampo che ha, di fatto, messo in fuga i delinquenti: quattro persone – tutti giovani – che hanno agito con il volto coperto. E durante la fuga uno dei delinquenti, scavalcando un muretto, ha perso una pistola: una calibro 9X21 con matricola abrasa. I poliziotti ci hanno provato, e anche con insistenza, ad acciuffarli, ma non c’è stato molto da fare. Il sopralluogo nella villa – che è appunto disabitata – ha poi permesso di confermare l’ipotesi: avevano mandato in frantumi dei vetri e stavano cercando di forzare per intrufolarsi.

Maxi scazzottata finisce in farmacia: un ferito e un denunciato

Lesioni personali gravi”. E’ per questa ipotesi di reato che un quarantenne di Palma di Montechiaro è stato denunciato, dalla polizia, alla Procura della Repubblica di Agrigento. L’uomo sarebbe l’autore del pestaggio di un suo coetaneo e concittadino. Fra i due, a quanto pare, vi sarebbe stata una violenta lite in mezzo alla strada. Calci e pugni – ma anche urla a perdifiato – e poi, ad un certo punto, uno dei due ha tentato di scappare, rifugiandosi nella vicina farmacia. Ma sarebbe stato inseguito ed ancora malmenato, tanto che ad un certo punto il quarantenne denunciato gli avrebbe anche spaccato in testa una sedia. Lasciandolo poi, per terra, ferito, il quarantenne avrebbe rivolto una esplicita minaccia al farmacista: “Cancella subito le immagini della video sorveglianza”. Il ferito è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata dove i medici, dopo i necessari controlli sanitari, hanno diagnosticato ferite e traumi guaribili in circa 12 giorni.

E’ annegato cercando di raggiungere il peschereccio che stava salvando i connazionali: due fermi

La Squadra Mobile di Agrigento ha fermato, in esecuzione di un provvedimento della Procura, un nigeriano e un egiziano ritenuti responsabili di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due presunti scafisti avrebbero trasportato, uno pilotando e l’altro gestendo la bussola, 40 extracomunitari a bordo di un gommone proveniente dalle coste libiche. Gommone, salpato lo scorso 8 novembre, che dopo 2 giorni di navigazione è andato in avaria ed è rimasto in balia delle onde. Il gruppo di migranti è riuscito ad avvicinarsi ad un peschereccio e alcuni degli extracomunitari si sono tuffati in mare, aggrappandosi alle reti da pesca. L’equipaggio del peschereccio ha tratto in salvo tutti i migranti, ma a causa del buio e del mare in tempesta non hanno potuto rendersi conto che, uno dei profughi che si era gettato in acqua nel tentativo di raggiungere il peschereccio e mettersi in salvo, è annegato. 

Incendia 5 auto: arrestato

Aveva provocato, nel mese di Agosto scorso, l’incendio di cinque auto nel centro di Sambuca di Sicilia e a distanza di tre mesi è stato arrestato dai carabinieri. Fabio Pullara , 40 enne palermitano, sarebbe stato inastrato dai filmati video di alcune telecamere di videosorveglianza della zona. Il 40enne avrebbe incendiato un’auto parcheggiata all’interno del centro storico di Sambuca di Sicilia. Le fiamme poi si sono propagate velocemente anche ad altre auto vicine, cinque in totale, distruggendole completamente per un danno complessivo di 100mila euro.

Le fiamme divampatesi, alte alcuni metri e l’intenso fumo prodotto, avevano svegliato molti abitanti del centro storico, creando allarme.

Dalle visione dei filmati, i militari dell’Arma hanno accertato che gli individui potenzialmente coinvolti nel fatto criminoso erano tre. Resta ancora da chiarire, il movente dell’incendio. Le indagini continuano per cercare di risalire ai due complici del palermitano.

“Nascondeva hashish, semi di marijuana e una piccola serra”: arrestato

Un panetto, 10 stecchette già confezionate e piccoli frammenti di hashish. Trovata la “roba”, durante una perquisizione personale e domiciliare, i poliziotti del commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle hanno fatto scattare l’arresto. A finire nei guai, in flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato Marco Inguanta di 38 anni, residente ad Agrigento. I poliziotti avrebbero trovato l’uomo in possesso anche di “una mazzetta di bustine del tipo di quelle in cui erano confezionate le stecchette di ‘roba’ e di un cutter, oltre ad una vaschetta all’interno della quale erano posti due batuffoli di cotone idrofilo imbevuti e contenenti semi di marijuana di tre diverse varietà – ha ricostruito, ufficialmente, la Questura di Agrigento – .

Minacce al procuratore aggiunto Vella

Parole pesanti sarebbero state rivolte al procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. Chi le ha pronunciate è stato risconosciuto e denuciato. «Dobbiamo farlo saltare col tritolo». Queste le parole che Fabio Bellanca, 37enne di Joppolo Giancaxio, avrebbe pronunciato contro Salvatore Vella. Minacce che il procuratore aggiunto di Agrigento ha sentito. Ha riconosciuto il 37enne e ha subito chiamato i carabinieri che lo hanno identificato e denunciato. Tutto sarebbe accaduto lo scorso 17 luglio, all’interno del centro commerciale di Agrigento dove l’indagato ha, incontrato e riconosciuto Vella che stava pranzando insieme ad una collaboratrice. Adesso il pubblico ministero di Caltanissetta, Stefano Sallicano, gli ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Bellanca, rappresentato e difeso dall’avvocato Daniele Re, poco dopo dopo le minacce al procuratore aggiunto di Agrigento fu arrestato per estorsione ed è attualmente detenuto alla casa circondariale di Termini Imerese.L’accusa di estorsione è scattata perché avrebbe minacciato e costretto una donna di Petralia Sottana – i fatti sarebbero avvenuti a Blufi – a dargli circa 27 mila euro, tra la fine dello scorso anno e il giugno di quest’anno, attraverso ricariche poste pay. «Dammi i soldi o ti faccio saltare in aria con il tritolo a te e a tutta la tua famiglia. Ti sciolgo nell’acido, non troveranno nemmeno il Dna» – questa la minaccia rivolta alla donna che ha denunciato e fatto scattare l’arresto lo scorso 28 agosto.