Furto in via La Loggia, portato via anche il cane

Un furto è stato messo a segno in via Enrico La Loggia, ad Agrigento. Oltre ad una macchina fotografica d’ultima generazione e ad una borsetta di una prestigiosa marca, i malviventi non hanno rinunciato a portar via anche il cane di razza che hanno trovato nell’abitazione.

I malviventi, approfittando della momentanea assenza dei padroni di casa, sono riusciti ad intrufolarsi dopo aver forzato una porta. All’interno della residenza hanno “lavorato” in maniera indisturbata, rovistando fra armadi e cassetti. Quando i proprietari sono rientrati hanno notato subito i segni d’effrazione e hanno chiamato il 113.

Agrigento, inchiesta sui corsi di formazione: Riesame conferma il sequestro

I giudici del Tribunale del Riesame hanno confermato il provvedimento di sequestro dei supporti informatici e della documentazione sequestrata durante la perquisizione effettuata su disposizione della procura della Repubblica di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta nata sull’attività di una università telematica e sui corsi di formazione.

Secondo l’accusa vi sarebbero stati dei brogli per il rilascio di attestati relativi a diversi corsi di formazione. Le ipotesi di reato contestate vanno dall’associazione a delinquere, al falso, alla truffa e all’autoriciclaggio.Il principale indagato è il favarese Giuseppe Arnone, 49 anni, uno dei punti di riferimento del settore, molto noto anche per il suo impegno in politica.

Il sequestro di documenti e supporti informatici, ad opera degli agenti della Digos, sarebbe avvenuto solo nei giorni scorsi dopo un’indagine avviata già da tempo.

Chiede di incontrare il sindaco e va su tutte le furie: caos al comune di Porto Empedocle

Chiedeva di incontrare il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina. Una richiesta, quella di un trentenne empedoclino, che ha fatto scoppiare il caos al Comune dopo la comunicazione che il primo cittadino era impegnato e in quel momento non sarebbe stato possibile riceverlo. Dalle prime ricostruzioni, pare che l’uomo era andato alla ricerca di un incontro per chiedere un posto di lavoro o, in alternativa, degli aiuti di tipo economico. Un grande caos scoppiato dopo che il trentenne, probabilmente in preda alla disperazione, ha ricevuto il momentaneo diniego all’incontro.

Ad intervenire sono stati i militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno riportato la calma. Al momento nessuna denuncia è stata presentata.

I“furbetti” dei contatori. Quattro persone in manette e due denunciate.

Proseguono senza tregua le verifiche dei militari dell’Arma in tutta la provincia, finalizzate a scovare furti di acqua e di energia elettrica. A Licata, è stato arrestato un operaio del luogo 43 enne, che aveva effettuato un allaccio abusivo alla rete elettrica per alimentare gratuitamente la propria abitazione. A Ravanusa , invece, sono scattate le manette ai polsi di un pensionato, 50 enne, che per alimentare gratis di luce la sua abitazione, aveva realizzato un allaccio abusivo alla rete pubblica. A Favara , è stata arrestata una casalinga di 19 anni che alimentava la propria abitazione con un allaccio abusivo alla rete elettrica. A Porto Empedocle, è finito in manette un operaio 35 enne che si stava rifornendo gratuitamente di acqua, mediante un allaccio artigianale alla condotta pubblica. Ad  Agrigento, nel quartiere di Villaseta, i Carabinieri hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un pensionato 76 enne, che si riforniva gratis di acqua, attraverso un allaccio abusivo, mentre a Sambuca di Sicilia denunciato un 50 enne, pensionato: l’uomo aveva manomesso i sigilli del contatore idrico, approvvigionandosi così di acqua in modo gratuito.

Per tutti, è stata contestata l’accusa di “Furto aggravato”.

Rissa fra famiglie a Villaseta: donna finisce in ospedale

Sarebbero state due le famiglie protagoniste a Villaseta nella tarda serata di lunedì scorso di un accesa discussione sfiorata in una maxi rissa.

Almeno quindici le persone coinvolte per motivi ancora tutti da chiarire. Quel che è certo è che una donna sarebbe stata colpita più volte con calci e pugni, rendendo così necessario l’intervento dei sanitari del 118 che hanno effettuato il trasferimento all’Ospedale “San Giovanni di Dio”. I medici avrebbero diagnosticato alcune ferite, ma nessuna delle quali dovrebbe essere di grave entità.

A far scattare la scintilla, pare vi siano precedenti dissidi fra nuclei familiari. Lanciato l’allarme, sul posto sono intervenute le pattuglie della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento e i militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno riportato la calma e invitato le parti a formalizzare querele di parte.

Discussione “animata” al Quadrivio Spinasanta: due giovani nei guai

Un arresto e una denuncia. Finiscono nei guai due giovani dopo l’intervento al Quadrivio Spinansanta degli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento, intervenuti dopo la segnalazione di una lite.

Dopo il loro arrivo i due avrebbero mostrato un atteggiamento ostile nei confronti degli agenti che sarebbero rimasti leggermente feriti dopo che uno dei due si sarebbe scagliato contro.

Da qui l’arresto di un 24enne di origini marocchine che ora dovrà rispondere delle ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e oltraggio.

E’ accaduto tutto nella notte fra lunedì e martedì quando all’arrivo dei poliziotti vi erano una decina di ragazzi che discutevano animatamente. Da qui i controlli di rito che ha visto i due opporre resistenza. Un giovane 22enne sarebbe dunque stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica.

Consorzio universitario Agrigento, la Corte dei Conti condanna Mifsud

La Corte dei Conti ha condannato in contumacia, perché non si è mai presentato al cospetto dei giudici, l’ex presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio universitario di Agrigento, Joseph Mifsud, a risarcire allo stesso Consorzio oltre 49.300 euro. Si tratta della cifra che comprende lo stipendio e l’indennità di risultato dell’ex segretario generale Giuseppe Vella, oggi a Palermo. Il compenso, secondo i magistrati contabili, è stato non ancorato ad alcun parametro di riferimento e notevolmente superiore a quanto corrisposto al predecessore di Vella nell’incarico sia alla Provincia di Agrigento che al Consorzio universitario.

Raffica di controlli tra Agrigento e Porto Empedocle

14 denunce per la violazione della normativa sul diritto d’autore, 50 chili di prodotti ittici sequestrati e multe anche a commercianti abusivi. E’ il bilancio del maxi controllo effettuato dal Comando Provinciale Carabinieri ad Agrigento e nella città di Porto Empedocle, finalizzato a scovare eventuali “furbetti” degli abbonamenti alle “pay tv” ed a verificare anche il rispetto delle normative igienico sanitarie nel settore ittico. Una trentina i locali controllati, tra sale giochi, pizzerie, circoli, internet point, bar e sale scommesse. I Carabinieri hanno scoperto vari casi in cui i relativi gestori o titolari, sebbene in possesso di abbonamento a piattaforme televisive per “uso domestico”, utilizzavano le proprie smart card per diffondere la visione degli eventi sportivi al pubblico presente nell’esercizio. In alcuni casi, addirittura, si è accertata la presenza di decoder e  smart card “pirata”, che sono stati subito sequestrati.

Sotto la lente di ingrandimento dei Carabinieri, inoltre, il rispetto delle norme igienico-sanitarie nel settore del commercio ittico. In una pescheria di Porto Empedocle, i militari dell’Arma hanno sequestrato 50 chili di prodotti ittici, risultati in cattivo stato di conservazione e che erano in vendita come prodotti freschi, elevando sanzioni amministrative per un ammontare di seimila euro e denunciando il titolare all’Autorità Giudiziaria per “Frode nell’esercizio del commercio”.

Multe salate, per un ammontare complessivo di circa 18.000 euro, sono state contestate anche a 5 commercianti ambulanti, sorpresi tra Agrigento e Porto Empedocle, mentre trasportavano prodotti ittici, alla guida di veicoli sprovvisti delle necessarie autorizzazioni al trasporto di merci deperibili.

Enti di formazione e scuole telematiche, aperta un’inchiesta

Aperta, dalla Procura, un’inchiesta sugli enti di formazione – le cosiddette scuole telematiche – operanti ad Agrigento: quelli che rilasciano attestazioni e certificazioni che fanno curriculum. La Digos della Questura, nei giorni scorsi, ha effettuato una decina di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici di persone che hanno a che fare con questo ente di formazione – riporta oggi il quotidiano La Sicilia – . Pare che in maniera particolare l’attenzione sia stata focalizzata su una persona che, da anni, è il punto di riferimento di questo settore. Non vi sarebbero persone iscritte nel registro degli indagati. Il materiale sequestrato dalla Digos – materiale cartaceo ed informatico – è in fase di studio ed analisi da diversi giorni ormai e nei prossimi giorni che il tribunale debba valutare l’istanza di dissequestro. 

Armato di coltello controllava i migranti mentre gli altri guidavano, fermati 4 tunisini

Quattro tunisini sono stati fermati, in quanto indiziati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, dalla polizia ha eseguito un decreto della Procura di Agrigento. Ai quattro viene contestato d’aver trasportato – lo scorso 13 settembre – fino a Lampedusa, in concorso con altri soggetti ancora ignoti, circa 70 migranti che erano a bordo di una imbarcazione partita dalla Tunisia. Due, in particolare, svolgevano il ruolo di piloti; uno quello di motorista e l’altro – armato di coltello – teneva l’ordine a bordo del natante.

Le indagini, disposte dal procuratore capo di Agrigento: Luigi Patronaggio, sono state svolte dalla Squadra Mobile di Agrigento all’hotspot di Lampedusa e poi sono proseguite nella struttura d’accoglienza di Trapani dove i migranti sono stati trasferiti. I quattro presunti scafisti, dopo il fermo di indiziato di delitto, sono stati portati al carcere di Trapani.

La butta fuori casa e scoppia la lite: denunciate due donne

L’ha ospitata per un mese, all’interno del suo appartamento. E lo ha fatto in attesa che trovasse un’abitazione stabile. Non è accaduto e un’anziana di 80 anni, ad un certo punto, ha fatto collocare un catenaccio sul portone, lasciando – di fatto – fuori casa una donna 50enne. Fra le due è nata una violenta discussione. Per riportare la calma, sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato di Sciacca. Agenti che sono stati pesantemente minacciati dalla cinquantenne. La donna è stata denunciata alla Procura della Repubblica. Dovrà, adesso, rispondere delle ipotesi di reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, resistenza a pubblico ufficiale, offesa all’onore di un pubblico ufficiale e possesso di oggetti atti allo scasso. Anche l’anziana – l’ottantenne – è stata denunciata per l’ipotesi di reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.  

Centrano in pieno la carcassa di un cane, due ragazzi in ospedale

Incidente nella notte tra venerdì e sabato a Porta Aurea, nella Valle dei Templi, dove due giovani che si trovavano a bordo di uno scooter sono rovinati a terra dopo avere investito la carcassa di un cane morto.

Secondo la ricostruzione del fatto, i due ragazzi non si sarebbero accorti della presenza dei resti dell’animale al centro della carreggiata a causa della scarsa illuminazione e li avrebbero centrati in pieno.

Sul posto dell’incidente si sono presentati i sanitari del 118 e gli agenti della sezione volanti di Agrigento. I due giovani feriti sono stati portati all’ospedale San Giovanni Di Dio per le cure mediche del caso.

Fortunatamente i due pazienti non hanno subìto danni particolarmente gravi e la loro prognosi avrà una durata di pochi giorni.

Minacce per aggiudicarsi il servizio di scuolabus, 6 arresti: nei guai pure 4 impiegati comunali

Avrebbe fatto desistere, a seguito di gravi minacce, la ditta di trasporti di San Giovanni Gemini – aggiudicatrice dalla gara d’appalto – dall’accettare il servizio di scuolabus. Servizio che, per scorrimento della graduatoria, veniva attribuito alla ditta – appositamente costituita – intestata alla figlia del mafioso. 

Un’operazione antimafia dei carabinieri della compagnia di Lercara Friddi è stata realizzata all’alba. I militari dell’Arma, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Palermo, su richiesta della Dda, hanno arrestato sei persone ritenute  responsabili, a vario titolo, delle ipotesi di reato di estorsione aggravata, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e trasferimento fraudolento di valori.

Fra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare un imprenditore già condannato per associazione mafiosa. Arresti domiciliari, invece, per tre amministratori e un dipendente del Comune di Castronovo di Sicilia. 

Cadono in mare con lo scooter, zia e nipote salvati dai carabinieri

Erano in sella ad uno scooter quando all’improvviso, per cause in corso di accertamento, hanno perso il controllo del ciclomotore, scivolando in mare, in località Cala Pisana, a Lampedusa. L’episodio è accaduto nella scorsa serata, ad una donna 40 enne mentre era assieme al nipote 14 enne. In quel frangente, stava transitando una pattuglia dei Carabinieri. Un carabiniere si è subito tuffato in acqua, soccorrendo a nuoto le due persone, riuscendo, anche con l’aiuto del padre del minore, a portare a riva ed in salvo i due. Le operazioni di soccorso si sono concluse nel migliore dei modi: nessuno ha riportato ferite ma solo un brutto spavento per la donna ed il nipote.

Violenta lite tra stranieri a Raffadali

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Una violenta lite tra due stranieri si è verificata durante la scorsa serata a Raffadali. I Carabinieri hanno sorpreso per strada, in via Bellini, due stranieri che si stavano picchiando fra loro. L’immediato intervento dei militari ha evitato il peggio. I militari, dopo aver bloccato ed immobilizzato i due, hanno letteralmente tolto dalle loro mani e sequestrato un coltello lungo circa 25 centimetri ed una grossa pietra. I due stranieri, un 37 enne ed un 32 enne, già noti alle forze dell’Ordine, dopo essere stati identificati, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di minacce aggravate e lesioni. Resta ancora da chiarire il motivo della lite.