Sicurezza sui luoghi di lavoro, controlli dei carabinieri

Continuano i controlli dei carabinieri finalizzati al contrasto del lavoro nero e a garanzia della sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare,  nel settore dell’ edilizia e della ristorazione.

A Sciacca denunciato il titolare di una impresa edile di Sciacca, ritenuto responsabile dell’utilizzo di un ponteggio non a norma, allestito per effettuare dei lavori di ripristino di un prospetto di edificio. A Montaperto è scattato un provvedimento di sospensione di una attività imprenditoriale per aver impiegato un lavoratore in nero. In totale le sanzioni amministrative ammontano a oltre 15.000 euro.

Canicattì. Scoperti rifiuti interrati in un’area dove doveva sorgere un vigneto.

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A Canicattì, è scattato il sequestro di un’area estesa circa 20.000 metri quadrati, precedentemente adibita a cava di calcare. I carabinieri, nel corso di un sopralluogo, hanno scoperto che quella che doveva essere un’operazione di recupero ambientale, di fatto, altro non era invece che un vero e proprio illecito di natura ambientale. Il concime naturale detto “compost” doveva essere utilizzato per colmare il vuoto della ex cava di calcare in questione, dove si sarebbe dovuto successivamente impiantare un vigneto. In realtà, invece, i militari dell’Arma si sono accorti che nel terreno in questione della ex cava di contrada “Cazzola”, non vi era compost ma bensì rifiuti solidi urbani indifferenziati. Dall’esame approfondito delle zolle di terreno, i Carabinieri hanno visto saltare fuori lattine, bottiglie di plastica, bidoni, ceramiche, laterizi, paraurti di automobili e persino ornamenti funerari di marmo. Nella circostanza, è intervenuto anche personale dell’ARPA, che ha prelevato  campioni di acqua, per verificarne le caratteristiche chimico-fisiche. Ultimati gli accertamenti, per le violazioni riscontrate, i Carabinieri hanno posto i sigilli alla vasta area di circa 20.000 m.q., facendo scattare anche il sequestro delle macchine operatrici sorprese mentre stavano effettuando le illecite operazioni di interramento ed occultamento dei rifiuti. Oltre al sequestro dell’area in questione, con l’accusa di aver realizzato una discarica abusiva a cielo aperto, è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria di un operatore sorpreso mentre stava manovrando una ruspa e di due amministratori della ditta che avrebbe dovuto svolgere le operazioni per colmare il vuoto della cava in questione.

Rumori molesti e diatribe da vicinato: scoppia la maxi rissa, 5 arresti e feriti in ospedale

Rumori molesti e varie diatribe di vicinato hanno fatto divampare, ieri sera, una maxi rissa a Licata. Cinque le persone – tutti uomini – che sono state arrestate dai carabinieri. Militari dell’Arma che hanno anche sequestrato una spranga di ferro e un piccone che, a quanto pare, sarebbero stati utilizzati durante il tafferuglio. 

I coinvolti nella maxi rissa sono rimasti feriti e sono stati portati al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso”. Qualcuno ha riportato un trauma cranico, altri hanno ferite sparse anche al volto. Nessuno è in pericolo di vita. 

Blitz dei militari in pieno centro a piazzale Rosselli.  Sequestrato “Hashish” e “Ecstasy”.

Blitz antidroga a Piazzale Rosselli, ad Agrigento. A seguito di una perquisizione effettuata ad un senegalese di 23 anni, dalle tasche del giubbotto, è saltato fuori un involucro contenente un etto e mezzo di “Hashish” e una una dozzina di pastiglie colorate di “Ecstasy”. I Carabinieri hanno sequestrato la droga ed oltre 400 euro in contanti, facendo scattare le manette ai polsi del 23 enne senegalese, domiciliato da qualche tempo ad Agrigento, con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”. L’Autorità Giudiziaria ha subito disposto che l’uomo venga trasferito in carcere.

“Hanno estorto 250 mila euro all’impiegato infedele delle Poste”: arrestata una coppia

Fatta luce sul denaro sparito dai conti correnti dell’ufficio postale di Favara . I militari sono sulle tracce di un impiegato 62enne del posto, nei confronti del quale i Carabinieri, in collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno fatto scattare un sequestro preventivo di beni e denaro per ben 573 mila euro, pari alle somme indebitamente sottratte nel tempo. Arrestata anche una coppia favarese ritenuta responsabile di aver estorto, a più riprese, 250 mila euro proprio all’impiegato infedele.

Particolarmente complessa è la vicenda sulla quale i Carabinieri della Tenenza di Favara hanno indagato nella seconda metà dell’anno passato, riuscendo a fare luce, sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica di Agrigento, Dr.ssa Chiara Bisso, su una serie di strani ammanchi di denaro segnalati nel tempo da numerosi clienti, soprattutto anziani, di un ufficio postale di Favara. I Carabinieri sono infatti sulle tracce di un 62enne del posto, dipendente quale impiegato, ritenuto l’artefice di una serie di raggiri posti in essere sin dal 2011 e portati avanti fino al dicembre 2017. L’uomo viene accusato di essersi appropriato indebitamente di una somma di oltre 570 mila euro. Nei suoi confronti, questa mattina, i Carabinieri, in collaborazione con il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Agrigento, su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno fatto scattare un provvedimento di sequestro preventivo di beni immobili e mobili registrati per un ammontare totale di 573 mila euro. In particolare, le Fiamme Gialle hanno dato luogo ad una indagine patrimoniale finalizzata ad individuare ed aggredire le consistenze economiche dell’indagato. Il sequestro preventivo ha colpito, nel dettaglio, ben 9 immobili, alcuni rapporti bancari, 3 rapporti assicurativi e 2 automezzi.

La vicenda è particolarmente odiosa e dolorosa, in quanto, i Carabinieri, partendo dalle numerose denunce presentate nel 2018 da una sessantina di anziani clienti dell’ufficio postale, sono riusciti ad evidenziare la costante presenza dell’indagato nel corso di operazioni di sportello sospette. Il modus operandi  prendeva le mosse proprio dalla selezione di clienti particolarmente anziani e vulnerabili, i quali, dietro pressante consiglio dell’impiegato 62enne, gli lasciavano sostanzialmente in custodia i propri libretti di risparmio, cedendo altresì alla lusinga della proposta di accedere a buoni fruttiferi, il cui contenuto era poi sistematicamente oggetto di prelievi e rimborsi non autorizzati. In un caso, per esempio, uno dei due buoni fruttiferi consigliati (da 2500 euro cadauno) era, in realtà, semplicemente una fotocopia, la cui cifra è stata poi fatta sparire.

La complessa vicenda va ad intrecciarsi poi con la condotta tenuta da una coppia attualmente residente nel catanese (la donna 43enne originaria di Favara ed il coniuge 38enne originario di Messina), la quale, essendo venuta a conoscenza di particolari imbarazzanti della vita privata dell’impiegato, a più riprese, dietro la minaccia di rendere pubbliche situazioni sconvenienti, ha estorto, tra il 2016 e il 2017, ben 250 mila euro all’impiegato 62enne, il quale, con tutta probabilità, ha attinto l’ingente somma versata a più riprese, dai 573 mila euro accaparrati nel tempo. Ed è proprio la denuncia per estorsione presentata dall’impiegato, quando già era oggetto di pressanti indagini da parte dei Carabinieri, ad aver consentito ai militari di ricostruire l’intera vicenda estorsiva e di far scattare, questa mattina, gli arresti domiciliari a carico della coppia catanese, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento, Dr.ssa Alessandra Vella, e su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dr.ssa Chiara Bisso.

“Perde soldi in sala giochi e vuole restituiti 2 mila euro”: arrestato

I carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato, con l’accusa di tentata estorsione, Gaspare Antona, disoccupato di 35 anni di Licata. L’uomo sarebbe andato in escandescenza al rifiuto del titolare di una sala giochi di risarcire l’importo giocato dallo stesso alle slot machine, circa duemila euro. Al rifiuto del gestore il 35enne lo avrebbe minacciato. Sul posto sono giunti carabinieri che hanno fermato l’uomo che è stato posto, dopo l’udienza di convalida dell’arresto già avvenuta, ai domiciliari.

In macchina con più di un etto di cocaina: arrestato quarantenne agrigentino

I carabinieri , nel centro di Agrigento, hanno fermato un quarantenne agrigentino, alla guida della sua autovettura. Nel bagagliaio hanno trovato più di un etto di cocaina nonché sostanze da taglio ed un bilancino di precisione, oltre al materiale necessario al confezionamento della droga.

Per lui è scattato subito l’arresto ed il sequestro dello stupefacente rinvenuto. L’uomo, ai domiciliari, si è presentato davanti al giudice per l’udienza di convalida.

Per la morte Sofia Tedesco indagato il conducente dello scooter

Svolta nelle indagini sul tragico incidente stradale costato la vita alla studentessa agrigentina Sofia Tedesco. Dal 9 agosto scorso, l’ipotesi investigativa, avviata dalle dichiarazioni del conducente dello scooter sul quale viaggiava Sofia, un diciassettenne di Favara, era quella di uno scontro tra auto e ciclomotore con l’automobilista che poi sarebbe fuggito senza prestare soccorso. Da allora, è stata caccia ad una Fiat Punto di colore grigio, per come indicato dal giovane centauro.

Versione dei fatti che però non ha mai convinto i Carabinieri della Tenenza di Favara che in questi sei mesi hanno lavorato in silenzio e senza sosta. Le telecamere degli impianti di video sorveglianza presenti sulle strade di Favara avevano indotto i carabinieri ad interrogarsi sulla versione fornita dal conducente perché dell’auto indicata, non c’era traccia. Così come sono sembrati anomali i lievi danni riportati dall’Honda SH che non sarebbero stati compatibili con un violento urto.

Grazie all’ausilio di consulenti tecnici, dopo l’analisi del traffico telefonico della zona e l’incessante ricerca di testimoni, i militari della Tenenza di Favara parlano oggi di probabile Incidente autonomo. Secondo una ricostruzione, Il diciassettenne avrebbe fatto tutto da solo e avrebbe cercato di coprire le sue responsabilità addossando la colpa alla fantomatica Punto grigia.
Il giovane è stato iscritto sul registro degli indagati, tra le accuse contestate omissione di soccorso e omicidio stradale. Il fascicolo è stato trasmesso al competente Tribunale per i minorenni di Palermo.

Catturato nella notte un “topo” d’appartamento a Campobello di Licata

Catturato nel cuore della notte con le mani nel sacco all’interno di una villetta a Campobello di Licata. Si era già impossessato di numerosi gioielli: si tratta di un 38enne del luogo. Forzando una finestra, armato con un grosso coltello, si è intrufolato in una villetta ubicata in periferia. Approfittando del buio e dell’assenza della proprietaria, una pensionata 77 enne, ha iniziato a rovistare e fare razzia di gioielli ed oggetti vari in ogni stanza. Al topo d’appartamento è stato fatale però l’aver acceso le luci di alcune stanze. I Carabinieri , giunti nei pressi dell’abitazione, dopo averla circondata, hanno subito notato nell’oscurità il malvivente, mentre stava tentando di allontanarsi con il bottino, catturandolo poi dopo un breve inseguimento a piedi. Nel corso dell’immediata perquisizione, dalle tasche dell’uomo sono saltati fuori numerosi gioielli ed oggetti trafugati, nonché vari arnesi atti allo scasso. La refurtiva, del valore di alcune migliaia di euro, è stata interamente recuperata e sarà ora restituita alla proprietaria.

Ribera: Acciuffati in flagranza due topi d’appartamento.

Presi con le mani nel sacco due topi d’appartamento a Ribera. Si stavano impossessando pure di una lavatrice in una casa ubicata nella periferia . Ai topi d’appartamento, che stavano facendo razzia di elettrodomestici ed oggetti vari, è stato fatale il passaggio di un vicino davanti la casa che ha allertato il “112”. I militari, dopo aver circondato l’area in questione, hanno subito intercettato i due malviventi mentre avevano letteralmente in spalla una lavatrice, bloccandoli poi dopo un breve inseguimento a piedi. Nel corso dell’immediata perquisizione, dalle loro tasche sono saltati fuori anche alcuni oggetti trafugati, subito recuperati e restituiti al proprietario. Con l’accusa diFurto in abitazione”, sono stati arrestati, ai domiciliari, Luigi Raimondi , 25 enne e Giancarlo Tomasello, 44 enne, entrambi di Ribera.

Raffica di controlli e posti di blocco

Posti di blocco in diversi angoli della città di Agrigento con una lente di ingrandimento più attenta su Fontanelle. È il servizio portato avanti dal comando proivinciale dei Carabinieri di Agrigento. E i risultati non si sono fatti attendere. Elevate multe per 3.000 euro per violazioni al codice della strada. Una persona in manette ed una denunciata all’Autorità Giudiziaria. Due assuntori di stupefacenti segnalati alla Prefettura.

Lungo la strada statale 115 invece sono state fermate una trentina di autovetture ed elevate varie sanzioni per violazioni al codice della strada. Inoltre, nei confronti di una donna 32 enne, favarese, è scattata anche la denuncia per “Guida sotto l’influenza dell’alcool, poiché è stato accertato che aveva un tasso alcolemico superiore alla soglia consentita.  La sua patente, è stata subito ritirata. Durante un posto di blocco, i Carabinieri hanno fermato un insospettabile 22 enne agrigentino, il quale sin da subito ha mostrato un certo nervosismo. Dopo aver controllato i suoi documenti d’identità, è scattata una perquisizione, nel corso della quale dalle tasche del suo giubbotto e dall’abitacolo della sua auto, sono saltati fuori nove involucri contenenti sei grammi di “Cocaina” pura, che se rivenduta al dettaglio avrebbe potuto fruttare alcune centinaia di euro. E’ stato arrestasto con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”.

Pizzicati lungo le vie del centro storico, due giovani agrigentini, trovati in possesso di modiche quantità di droga : sono stati segnalati alla Prefettura in qualità di “assuntori” di sostanze stupefacenti.

Armato di coltellaccio, rapina un supermercato a Palma di Montechiaro. In manette un 30 enne.

Con un coltello in pugno, ha rapinato un supermercato del centro di Palma di Montechiaro. Rintracciato e catturato l’autore con il bottino negli slip. Si tratta del 30enne Giuseppe Bongiorno. Ha fatto irruzione, ieri sera, in un noto supermercato del centro di Palma di Montechiaro, armato di coltello e a volto scoperto. Dopo aver minacciato la cassiera, si è fatto consegnare circa 600 euro in contanti, dileguandosi a piedi. I Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro hanno realizzato un identikit dell’autore. Dopo circa mezz’ora dalla rapina, durante un posto di blocco, il 30enne è incappato al controllo. I militari di pattuglia hanno fatto scattare una immediata perquisizione, durante la quale dai suoi slip sono saltate fuori gran parte delle banconote frutto del bottino della rapina. Bongiorno è stato arrestato ìcon l’accusa di “Rapina a mano armata”.

Scoperti gli autori della rapina ad un’agenzia di assicurazioni di Menfi

Le indagini furono avviate dai Carabinieri subito dopo la rapina ai danni dell’Agenzia di Assicurazioni “Unipol Sai” di Menfi. A distanza di quasi nove mesi, svolta nelle indagini la brutale rapina a mano armata avvenutanel mese di maggio dello scorso anno, ai danni dell’agenzia. In manette un 21 enne menfitano: Francesco Sabella. Denunciato anche il suo complice, un 27 enne , anche lui di Menfi. . Il bottino  era stato di quasi 800 euro in contanti, sottratti da un giovane con il volto travisato da casco, che aveva brutalmente minacciato con una pistola il direttore dell’Agenzia. Subito dopo il rapinatore si era dileguato, grazie all’aiuto di un complice che lo stava attendendo fuori, a bordo di una moto senza targa. Durante i primi accertamenti, i Carabinieri grazie a dei filmati video e ad alcune testimonianze riuscirono ad acquisire indizi importanti, tra cui il tipo di pistola utilizzata, gli abiti indossati dal rapinatore, ovvero una tuta da moto cross, con protezioni di colore arancione sia alle gambe sia ai gomiti. Ma il tassello fondamentale dell’inchiesta, è stato acquisito a seguito di un posto di blocco effettuato alcuni giorni dopo dai Carabinieri, lungo la strada statale 624. In quell’occasione i militari, dopo aver fermato un giovane 21 enne che viaggiava a forte velocità, nel corso di perquisizione all’interno della sua auto, scovarono un panetto di hashish ed una pistola a gas, priva del tappo rosso, risultata coincidente con quella descritta dai testimoni della rapina.

A quel punto gli investigatori hanno fatto subito scattare una perquisizione anche nell’abitazione del sospettato, dove è saltata fuori una tuta da motociclista arancione, uguale a quella indossata dall’autore della rapina all’agenzia assicurativa. Ad aiutare le indagini anche alcuni dialoghi del sospettato intercettati dai Carabinieri.

Con una tanica di benzina minaccia i carabinieri: in manette un palermitano.

Con una tanica di benzina, minaccia i Carabinieri a Cianciana. Finisce in manette un 33enne.  In una via del centro di Cianciana, l’uomo, dopo aver avuto un diverbio con alcuni dipendenti di una Banca, uscito per strada, quando ha visto sopraggiungere una pattuglia dei Carabinieri, ha tirato fuori dalla propria auto una tanica contenente benzina. I militari hanno cercato di comprendere i fatti e di riportare la calma ma l’uomo avrebbe minacciato di volerli dare alle fiamme. I due carabinieri avrebbero tentato un dialogo, avvicinandosi lentamente all’uomo che si sarebbe scagliato contro di loro, venendo poco dopo immobilizzato ed ammanettato con l’accusa di  “violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale”. L’uomo, originario di Palermo, domiciliato da qualche tempo a Bivona, già noto alle forze dell’ordine, è stato ristretto agli arresti domiciliari.

Sequestrato il poligono: trovate oltre 1100 cartucce illegalmente detenute

Blitz all’interno del poligono di tiro in contrada Pietrarossa, sulla 640. Apposti i sigilli all’intera struttura. Durante l’ispezione “a sorpresa” effettuata dai militari dell’Arma, è subito emerso che il poligono, gestito da un’Associazione sportiva, non era in possesso delle necessarie autorizzazioni di Pubblica Sicurezza, della certificazione in materia antincendio e del piano di sicurezza del poligono. Inoltre, nel corso delle verifiche svolte all’interno della struttura, i Carabinieri hanno trovato oltre 1.100 cartucce per pistola e fucile, di vari calibri, risultate illegalmente detenute. In particolare, si tratta di munizioni realizzate e confezionate artigianalmente. Dunque, i militari dell’Arma si sono trovati di fronte ad una sorta di deposito abusivo di cartucce “fai da te”. Non avendo rispettato quanto previsto dal Codice Penale e dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il gestore del poligono, un 59 enne agrigentino, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.