Banda di ladri “visita” l’abitazione di una impiegata: portati via tutti i gioielli

Hanno portato via monili in oro per alcune migliaia di euro. E’ in un’abitazione estiva di Porto Palo di Menfi che i malviventi sono riusciti, negli scorsi giorni, ad intrufolarsi e a razziare. Si tratta di una residenza che, al momento, è vissuta da una impiegata che abita al Nord e che a Menfi era, semplicemente, venuta in vacanza. 

I “topi d’appartamento” sono riusciti ad intrufolarsi dopo una effrazione alla finestra. Dopo aver rovistato fra armadi e cassetti, hanno portato via ciò che di più prezioso hanno trovato: tutti i gioielli. 

I carabinieri hanno già fatto un sopralluogo e constatato il furto con scasso. Sono state avviate le indagini per cercare di dare una identità ai balordi.

“Il responsabile si presenti ai carabinieri”

Non si fermano le indagini dei carabinieri di Favara. Sono sulle tracce di chi la sera della scorso 8 agosto ha travolto uno scooter, in contrada Crocca, sul quale viaggiavano un 17enne di Favara e una 16enne di Agrigento. È stata la ragazza ha riportare le conseguenze più gravi. E’ ancora in coma. I militari stanno continuando a cercare l’autovettura. Secondo i militari dell’Arma dovrebbe trattarsi di una Fiat Punto. Gli investigatori, a pochi passi dallo scooter incidentato, hanno ritrovato e sequestrato dei pezzi rimasti sull’asfalto subito dopo il violento impatto.  Le due comunità di Agrigento e Favara pregano e sperano. “Forza Sofia, in questo momento siamo tutti con te!” Lo ha scritto il sindaco di Agrigento: Lillo Firetto. In città sono state già organizzate diverse veglie di preghiera per la sedicenne che ha la passione della danza. Sia Firetto che il sindaco di Favara, Anna Alba, di fatto, con un’unica voce, si sono uniti alle preghiere di familiari, amici e conoscenti ed hanno lanciato un appello. “Mi unisco alle preghiere per Sofia, affinché possa al più presto riprendere la vita di sempre – ha scritto Firetto – . Lancio anche un appello a chi consapevole di quanto accaduto, a chi ha determinato l’incidente, possa subito presentarsi alle autorità per chiarire la propria posizione”. “Chiedo a chi ha visto qualcosa o al responsabile di questo terribile incidente – ha detto il sindaco di Favara, Anna Alba, – di presentarsi ai carabinieri per chiarire la dinamica dell’incidente e per evitare di rimanere con questo peso sul cuore”. 

Era ricercato in tutta Europa. In manette un rapinatore 26 enne romeno

SONY DSC

Era ricercato in tutta Europa. In manette un rapinatore 26 enne romeno, beccato ad un posto di blocco dei Carabinieri della Compagnia di Canicatti’. I militari dell’Arma, dopo aver fermato ed identificato l’uomo, dai successivi controlli svolti al terminale in uso alle forze dell’Ordine, hanno appreso che il romeno era destinatario di un “Mandato di arresto europeo”, emesso dall’Autorità Giudiziaria romena per una “Rapina”, commessa nel mese di Febbraio del 2014, a seguito della quale l’uomo deve ora scontare la pena di oltre 3 anni e mezzo di reclusione.  Il 26enne è stato rinchiuso in carcere

Perseguita la ex moglie. Stalker in manette a Cianciana.

SONY DSC

Un nuovo episodio di stalking si è verificato in provincia nelle ultime ore. Riguarda in particolare un uomo, 35 enne, già noto alle forze dell’ordine, che non riusciva ad accettare la fine della relazione con la ex moglie ed aveva dunque deciso anche di pedinarla. Dopo alcuni episodi di minacce ha chiesto telefonicamente aiuto ai Carabinieri della Stazione di Cianciana, segnalando quanto stava accadendo. L’immediato intervento dei militari dell’Arma ha permesso di sorprendere l’uomo per strada, ancora sotto casa della vittima, a Cianciana. Il 35 enne, peraltro, insoddisfatto dell’evolversi della vicenda, ha pensato anche di rivolgere frasi intimidatorie nei riguardi della donna, anche alla presenza dei Carabinieri. A quel punto, sono subito scattate le manette ai polsi dell’individuo, con l’accusa di “Atti persecutori”.

Bottiglia incendiaria contro stabilimento balneare, aperta l’inchiesta

Hanno utilizzato una bottiglietta di plastica con degli stracci. L’hanno posizionata accanto alla parete esterna dello stabilimento balneare e hanno appiccato il fuoco. Avvertimento, nella tarda serata di martedì, alla struttura di contrada Mollarella a Licata che, cinque giorni addietro, aveva subito una rapina.

Ad accorgersi delle fiamme sono stati i gestori dello stabilimento che, pare si trovassero, forse per la cena, a poca distanza. Subito sono accorsi e, con gli estintori, sono riusciti a spegnere la fiammata che ha provocato lievi danni – l’annerimento – alla parete esterna. E’ stato lanciato l’Sos al 112 e, sul posto, si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Licata. I militari hanno constatato il danneggiamento e avviato le indagini. 

Sequestrati venti chili di “Marijuana”: arrestati zio e nipote

Sarebbe stato un raccolto di uva “aromatizzata” alla marijuana, quello che i Carabinieri hanno scoperto nelle campagne di Palma di Montechiaro. Nel corso di un servizio di prevenzione svolto nelle aree rurali, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro, mentre stavano perlustrando le campagne della zona, hanno notato uno strano via vai da un appezzamento di terreno. Insospettiti dalla situazione, hanno subito chiesto rinforzi, cinturando l’area. E così, una decina di militari dell’Arma hanno fatto irruzione nel fondo agricolo, dove sono stati subito rintracciati due individui del posto, zio e nipote, già noti alle forze dell’ordine. Poco dopo aver iniziato la perquisizione, i sospetti si sono rivelati fondati: in un casolare, sono saltati fuori dei sacchi contenenti delle foglie di “Marijuana” già essiccata e quindi pronta per essere smerciata. Inoltre, nascosto tra i vigneti, tra i vari grappoli d’uva, i Carabinieri hanno trovato altro abbondante quantitativo di “Marijuana”, in fase di essicazione. Al termine delle operazioni, sono stati complessivamente rinvenuti e sequestrati venti chili di “Marijuana”. Per i due individui, Gioacchino e Angelo Mangiavillano, 52 e 30 anno, è subito scattato l’arresto, ai domiciliari, in flagranza per “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. Si stima che il quantitativo di droga sequestrato, smerciato al dettaglio, avrebbe potuto fruttare circa 100mila euro.

NAS in azione nei festival del cibo da strada. Sanzioni e sequestri a San Leone e Sciacca

Attività di controllo dei miliatri del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Palermo lo scorso week-end a Sciacca e Agrigento, centri quest’ultimi interessati da due eventi gastronomici che hanno richiamato divese migliaia di persone. Li chiamano festival del cibo da strada, dal 2 al 5 agosto scorsi, nel quartiere balneare agrigentino di San Leone e in piazza Scandaliato a Sciacca, si sono svolte le iniziative finite nel mirino dei militari del N.A.S.

A San Leone i Carabinieri hanno sequestrato circa 40 chili di carne in cattivo stato di conservazione e denunciando all’Autorità Giudiziaria un iraniano 40 enne, titolare di uno stand dedito prevalentemente alla preparazione del kebab.

Spostandoci di una sessantina di chilometri invece a Sciacca, i militari in uno stand di prodotti dolciari, hanno sequestrato circa 130 chili di creme, perchè conservate in secchi in plastica, prive di tracciabilità e dell’elenco riportante le indicazioni obbligatorie previste per Legge. Pesante la sanzione inflitta al titolare che è stata di 7500 euro.

Dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Palermo precisano che street food e ristorazione collettiva, saranno oggetto di controlli per tutta la stagione estiva, allo scopo di tutelare la salute dei cittadini e dei turisti.

 

Aggredito in un pub al grido di “sporco negro”, scatta un arresto

Lesioni personali, in concorso, con l’aggravante d’aver agito con la finalità dell’odio etnico e razziale. E’ per questa ipotesi di reato che i carabinieri della compagnia di Lercara Friddi hanno eseguito l’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari – emessa dal Gip Michele Guarnotta del tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica – a carico di Giuseppe Cascino, 29 anni, di Lercara Friddi.  Il ventinovenne è stato ritenuto responsabile, in concorso con un minore, dell’aggressione avvenuta all’alba dello scorso 22 luglio, nei confronti del ventitreenne Davide Mangiapane (nato a Palermo e residente a San Giovanni Gemini, ma figlio di genitori naturali della Repubblica di Mauritius).  Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Lercara Friddi la vittima era stata colpita con calci, pugni e colpi di vario genere al capo e al corpo, anche mentre si trovava per terra ed era, dunque, incapace di difendersi.

Sorpreso con due etti di droga un insospettabile 40 enne di San Giovanni Gemini.

Sorpreso con due etti di droga un insospettabile 40 enne di San Giovanni Gemini. Fermato e controllato per strada ad un posto di blocco dai Carabinieri della Compagnia di Cammarata, sono subito saltati fuori alcuni grammi di marijuana ed hashish. Ma i militari , insospettiti, hanno deciso di approfondire le verifiche. Immediatamente è stata perquisita l’abitazione del 40 enne a San Giovanni Gemini. Durante il controllo, i militari dell’Arma hanno scovato circa un etto di “marijuana” ed oltre un etto di “hashish”, nascosti fuori dalle finestre sul tetto dell’abitazione. Inoltre, durante le verifiche, sono saltate fuori anche numerose banconote, per un ammontare complessivo di circa seimila euro, soldi di cui l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza ed anche un bilancino di precisione. Il 40 enne è stato arrestato, ai domiciliari, con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”.

Pistola in pugno e con il volto travisato, rapina un lido balneare: arrestato

SONY DSC

Attimi di terrore si sono vissuti ieri mattina all’alba, in un lido balneare di contrada Mollarella a Licata. Una persona con il volto travisato ha fatto irruzione nella struttura, mentre il gestore ed alcuni suoi collaboratori stavano contando i soldi dell’incasso della serata precedente. Il rapinatore solitario, con il volto travisato, ha subito puntato la pistola ai dipendenti presenti, facendosi consegnare alcune centinaia di euro. Subito dopo, si è diretto verso il gestore della struttura esplodendogli improvvisamente contro un colpo di pistola, che fortunatamente non ha colpito la vittima. Un testimone ha composto il “112”. “Nel frattempo- raccontano i carabinieri- alcuni dipendenti hanno cercato di reagire, mettendo in fuga il malvivente, L’uomo è stato raggiunto ed immobilizzato dai militari. Dalle sue tasche è saltata fuori la pistola utilizzata ed alcune cartucce nonché le banconote sottratte nel corso della rapina. Nei confronti dell’uomo, Giuseppe Orazio Sortino, 30 enne, licatese, già noto alle forze dell’ordine, sono subito scattare le manette ai polsi con l’accusa di “tentato omicidio, rapina a mano armata e porto abusivo di arma da fuoco”.

Cinque arresti e sei denunce, controlli a tappeto dei carabinieri

Cinque le persone arrestate, sei denunce, multe e il sequestro di un ingente quantitativo di borse e portafogli contraffatti. Individuati e multati anche tre parcheggiatori abusivi. E’ in sintesi il risultato del servizio straordinario di controllo del territorio da parte dei carabinieri finalizzato ad intensificare la prevenzione ed il contrasto della criminalità diffusa. In tutta la fascia costiera della provincia di Agrigento, da nord a sud , sono entrate in azione numerose pattuglie delle Compagnie Carabinieri di Agrigento, Sciacca e Licata e delle Stazioni dell’Arma. Complessivamente sono stati impiegati sul campo una settantina di Carabinieri che hanno effettuato numerosi posti di blocco e controllato oltre 200 veicoli, identificato circa 400 persone, elevando anche sanzioni al codice della strada, in particolare per uso del cellulare alla guida. Verifiche ed accertamenti sono stati svolti anche nei confronti di un centinaio di persone sottoposte a misure disposte dall’Autorità Giudiziaria. Delle cinque persone arrestate, tre per “furto aggravato” d’acqua pubblica, una per “evasione” dagli arresti domiciliari ed una, un palmese 54 enne, destinatario di un ordine di carcerazione, in quanto deve scontare la pena di 3 anni ed otto mesi di reclusione per violenza sessuale.  In particolare, i tre individui arrestati per furto aggravato sono stati notati da una pattuglia mentre entravano in un casolare a Porto Empedocle. I militari dell’Arma,m insospettiti , hanno deciso di effettuare un blitz all’interno dell’immobile, scoprendo che era stato illecitamente adibito ad una sorta di abitazione dai tre individui, un empedoclino 45 enne e due stranieri originari del Bangladesh. Nel corso delle verifiche, è saltato fuori anche un allaccio abusivo alla rete idrica. Non sono mancati controlli nei pressi delle principali spiagge della provincia al fine di contrastare il fenomeno dell’abusivismo commerciale e della contraffazione con la denucia di sei persone, circa 10mila euro le sanzioni amministrative elevate e un ingente quantitatove di merce contraffatta sequestrata.

Sequestra e maltratta moglie e figlio per una notte intera. In manette un 42 enne licatese.

  Un grave episodio di maltrattamenti in famiglia si è verificato nelle ultime ore a Licata. I Carabinieri , questa mattina, a seguito di una richiesta d’aiuto pervenuta al “112”, sono intervenuti in un’abitazione in località Piano cannelle, dalla quale provenivano delle grida. Riusciti ad entrare all’interno, i militari dell’Arma hanno soccorso e liberato un intero nucleo familiare, composto da una donna ed un figlio minore, sottoposti a violenze fisiche ed ai quali era stato impedito di uscire dall’unità abitativa per tutta la notte, proprio dal marito della donna. L’uomo, un 42 enne già noto alle forze dell’ordine, mentre i Carabinieri stavano soccorrendo i suoi familiari, ha reagito in modo violento proprio contro i militari, riuscendo in un primo tempo a barricarsi dentro la sua abitazione. Sul posto sono arrivati in soccorso una dozzina di Carabinieri. Nel corso della conseguente opera di dialogo e mediazione, durata alcune ore, i Carabinieri sono riusciti, con non poche difficoltà, ad entrare nuovamente nell’appartamento, immobilizzando definitivamente l’uomo. E’ stato arrestato l’accusa di “sequestro di persona, maltrattamenti contro familiari e resistenza a pubblico ufficiale”.

Stalking e maltrattamenti in famiglia. Due persone in manette.

Due episodi di stalking e maltrattamenti in famiglia, si sono verificati in provincia nelle ultime ore. A Licata , i carabinieri hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal GIP del Tribunale di Agrigento, associando agli arresti domiciliari un 68 enne del luogo, pensionato, in quanto a seguito di indagini sono emerse nei suoi confronti responsabilità per il reato di atti persecutori nei confronti di una donna 50 enne del luogo, che era stata oggetto di pedinamenti, persino mentre faceva benzina in un distributore di carburanti. L’uomo, inoltre, era già stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla donna. A Santa Margherita di Belice, sempre i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal GIP del Tribunale di Sciacca, associando in carcere un 45 enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, in quanto a seguito di indagini sono emerse nei suoi confronti responsabilità per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della propria convivente, che aveva subito in più circostanze violenze fisiche da parte dell’uomo.

Straniero in manette a Racalmuto per furto aggravato di acqua.

I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno arrestato, ai domiciliari, un cittadino afghano, 35 enne, con l’accusa di furto aggravato d’acqua. Nel corso di una verifica eseguita nel suo domicilio a Racalmuto, i militari dell’Arma hanno accertato che lo straniero aveva manomesso i sigilli precedentemente apposti al suo contatore dell’acqua per morosità, continuando indisturbato ad approvvigionarsi di acqua. Durante le verifiche, lo straniero ha anche reagito con violenza nei confronti dei Carabinieri, che lo hanno arrestato anche per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Nascondeva la droga in una pentola della cucina. In manette ambulante licatese.

Nelle ultime ore, dopo vari appostamenti e pedinamenti, i Carabinieri di Licata hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione di un venditore ambulante licatese, trovandolo in possesso di oltre un etto di “Marijuana”. Nel corso della perquisizione dei Carabinieri, è  saltato fuori un involucro con circa 120 grammi di Marijuana nascosto dentro una pentola ed un bilancino di precisione per pesare la droga, che avrebbe poi fruttato alcune centinaia di euro di guadagno. Inoltre, mentre i militari stavano per uscire dall’abitazione, hanno notato qualcosa di anomalo nel contatore della luce. Ed i sospetti si sono rivelati fondati, in quanto è stato accertato anche un allaccio abusivo alla linea elettrica. Sono così scattate le manette ai polsi di Accursio Marco, 26 enne, con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e per furto aggravato di energia elettrica.

Incendio contrada Petrusa, si difende l’arrestato

Arresto convalidato ma senza l’applicazione di alcuna misura cautelare. Queste le decisioni del giudice Antonio Genna nei confronti del trentaseienne favarese Gaetano Meli, accusato di avere appiccato un incendio ad alcune sterpaglie nella statale 122. L’uomo, difeso dall’avvocato Angela Porcello, si è giustificando dicendo che stava solo facendo pulizia nel suo terreno, nei pressi di contrada Petrusa, levando alcuni rovi.

“Horc” fiuta la droga, arrestato 37enne

A Ribera i carabinieri hanno arrestato un 37enne con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. “Horc”, uno splendido esemplare di pastore tedesco di 8 anni ha fiutato la presenza di sostanza stupefacente. Poco distante dall’abitazione dell’uomo, ben occultata tra le pietre di un muretto a secco, è stata trovata la droga. Horc ha iniziato ad abbaiare e a scavare tra le piante del giardino. Ben tre panetti di hashish, per un totale di 300 grammi di sostanza stupefacente, sono così saltati fuori.

La droga sequestrata, del valore al dettaglio di circa 1500 euro, verrà analizzata per stabilirne la qualità, per poi essere distrutta.

Arrestato piromane: aveva appicato incendio in contrada Petrusa

Aveva appena appiccato le fiamme a sterpaglie e rifiuti ma è stato beccato dai carabinieri che lo hanno arrestato. E’ un 35enne agrigentino il piromane che non è sfuggito ai carabinieri impegnati, dopo gli incendi nelle aree boschive e rurali che hanno interessato la provincia agrigentina, in pattugliamenti predisposti dal Comando Provinciale. È proprio durante uno di questi servizi dedicati alla prevenzione degli incendi di natura dolosa che una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Agrigento si è imbattuta, lo scorso pomeriggio, nel piromane che aveva appena appiccato le fiamme alle sterpaglie e ai rifiuti abbandonati sul ciglio della statale 122 in Contrada Petrusa. L’ agrigentino, già noto alle forze dell’ordine, alla vista dei militari, ha tentato di guadagnarsi la fuga mettendosi repentinamente alla guida della propria autovettura. Ne è scaturito un rocambolesco inseguimento a sirene spiegate. Dopo alcune abili manovre, Carabinieri del Nucleo Radiomobile lo hanno raggiunto, tagliandogli la strada. Immediato è stato l’arresto e anche la perquisizione. All’interno delle sue tasche, i militari hanno rinvenuto due accendini e una confezione di fiammiferi. In auto, invece, vi era anche materiale infiammabile. I Carabinieri, una volta ammanettato il piromane, sono anche tornati indietro per spegnere le fiamme. L’intervento dei militari ha infatti evitato che l’incendio appena appiccato si propagasse alle campagne circostanti, ricche di vegetazione e, soprattutto, caratterizzate da abitazioni che avrebbero potuto correre non pochi pericoli. Arrestato con l’accusa di “tentato incendio doloso”, il 35enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari. “I servizi antincendio dei Carabinieri di Agrigento- fanno sapere dal comando provinciale- continueranno per tutta l’estate e confidano anche sulle segnalazioni al 112. Chiunque dovesse notare l’atteggiamento sospetto a bordo strada di strani individui è invitato a chiamare i Carabinieri.”

Sanzionato e arrestato venditore ambulante.

I carabinieri della stazione di Porto Empedocle hanno arrestato un 48enne, pregiudicato, commerciante.

L’uomo mentre era intento a vendere prodotti ittici senza alcuna autorizzazione lungo via Roma, è stato controllato dai Carabinieri che a causa delle irregolarità rilevate a suo carico, lo hanno sanzionato con multe per oltre 6mila euro.

Le sanzioni hanno mandato in escandecenze il 48enne che si è scagliato contro un militare, spintonandolo e ingiuriandolo.

Immediatamente bloccato, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari.

Multato parcheggiatore abusivo

Ennesimo controllo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, per contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi a San Leone. A farne le spese, questa volta, un marocchino, con precedenti di polizia, che giovedì sera è stato sorpreso in via Nettuno a chiedere denaro ad un uomo che aveva parcheggiato la macchina poco prima. I militari dell’Arma si erano appostati per effettuare servizi di osservazione nei pressi del parcheggio. Hanno potuto così osservare da vicino l’attività del parcheggiatore abusivo, al quale, a causa della sua condotta, sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 1.100 euro. I Carabinieri gli hanno sequestrato, inoltre, la somma di 21 euro, “guadagnata” già in pochi minuti di attività. Si tratta del quarto parcheggiatore abusivo multato dai Carabinieri nelle ultime settimane. “Il servizio- fanno sapere dal comando provinciale dell’arma dei carabinieri- è inserito nella più ampia attività di controllo disposta dal Comando Provinciale di Agrigento e finalizzata al contrasto dell’abusivismo a San Leone, in tutte le sue forme, attività per la quale i militari dell’Arma hanno recentemente ricevuto numerosi apprezzamenti dagli abitanti della zona.”

“Picchia la convivente e il suocero”, i carabinieri arrestano un giovane

Avrebbe picchiato la convivente e il suocero. E’ accaduto, sabato sera, in un’abitazione di contrada Durrueli a Porto Empedocle. I carabinieri della stazione cittadina, che intervenendo tempestivamente hanno evitato il peggio, hanno arrestato l’agrigentino Dario Micalizio. Nelle prossime ore, l’indagato sarà sottoposto all’udienza di convalida.

Scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica, arrestato un 29enne

Nell’arco di neanche 48 ore sono saliti a tre gli arresti eseguiti, dai carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea, per furto aggravato di energia elettrica. L’ultimo, in ordine di tempo, che è finito nei guai è un ventinovenne.  I carabinieri durante un controllo nella sua abitazione hanno trovato un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il giovane, dopo le formalità di rito, è stato posto – su disposizione del sostituto procuratore di turno – ai domiciliari

Entra nella casa della sua ex, spacca i mobili e la aggredisce: arrestato.

I carabinieri di Licata hanno arrestato un uomo di nazionalità romena che si era introdotto nell’abitazione della sua ex compagna, assente da casa, spaccando alcuni mobili e mettendo a soqquadro l’abitazione. I forti rumori, provenienti dall’abitazione della donna, hanno allertato, alle tre di notte, i vicini che hanno chiesto l’intervento dei Carabinieri. Quando la pattuglia è arrivata sul posto, il 36enne si trovava ancora all’interno della casa e, oltre a rifiutarsi di dare le proprie generalità ai militari intervenuti, vedendo rincasare anche la ex compagna, ha indirizzato nei suoi confronti minacce di morte tentando di colpirla. I militari lo hanno subito immobilizzato ammanettandolo e conducendolo alla compagnia carabinieri di Licata. L’uomo è stato accompagnato al carcere di Agrigento.

All’opera con un escavatore per farsi il posto barca. Denunciato dai Carabinieri.

SONY DSC

Prime ore del mattino, spiaggia deserta ed un uomo, originario di Palma di Montechiaro, alle prese con un escavatore.  Questa è la scena che i Carabinieri della Stazione di Licata e del Nucleo Radiomobile si sono trovati davanti nella mattina di ieri in contrada Torre di Gaffe. Increduli di fronte all’attività di “sbancamento” della spiaggia, messa in atto dal palmese, i militari hanno presto realizzato che questo stava dragando il fondo per realizzare un comodo posto barca in vista della stagione estiva. L’uomo, con le sue attività, ha danneggiato un breve tratto di spiaggia depositando fanghi ed altri materiali che oltre a deturpare le bellezze paesaggistiche della zona hanno creato un serio rischio di inquinamento ambientale. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per esecuzione di opere in assenza di autorizzazione, distruzione o deturpamento di bellezze naturali e per inquinamento ambientale.

Evaso e irreperibile: rocambolesco arresto dei Carabinieri in un bosco.

Evade dai domiciliari e si rende irreperibile. Rocambolesco arresto dei carabinieri in un bosco, nei pressi di Ravanusa. Irreperibile da circa un mese, un 48enne, era evaso dagli arresti domiciliari facendo perdere le proprie tracce. Prolungate indagini svolte dai carabinieri della Stazione di Ravanusa e della Compagnia di Licata hanno consentito ai militari di restringere il cerchio delle ricerche su un area del bosco in contrada “Monte Saraceno – Stornello” e in particolare di localizzare il covo utilizzato come nascondiglio dall’evaso. Il 48enne si era rifugiato in una baracca all’interno del bosco. Una volta immobilizzato, è stato condotto in caserma dove oltre ad essere arrestato in flagranza per il reato di evasione gli è stata notificata un’ordinanza emessa dal tribunale di Agrigento con la quale si è aggravata la misura cautelare. L’uomo è stato rinchiuso al carcere di Agrigento.

Omicidio Pinau a Naro. Convalidati gli arresti

Sono stati convalidati gli arresti dei romeni, accusati dell’omicidio del bracciante agricolo Pinau Costantin, assassinato domenica scorsa nel quartiere Sant’Erasmo a Naro. IL gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha confermato il carcere per il principale sospettato del delitto, Vasile Lupascu di 44 anni. Lasciano la casa circondariale invece la moglie Anisoara di 39 anni e il figlio Valdut di 19 anni, ad entrambi sono stati concessi i domiciliari e sono stati applicati i braccialetti elettronici di sorveglianza.

Le indagini, mirano ancora a capire il movente di un delitto che sembra a tutti gli effetti un regolamento di conti tra due nuclei familiari rivali.

L’omicidio come ricorderete avvenne intorno alle ore 06:00 di domenica 8 luglio in via Donnaligara .

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima e sua moglie, stavano rientrando a casa dopo aver festeggiato un battesimo, ad attenderli però c’erano i tre membri della famiglia Lupascu, ne scaturì subito una violenta lite nel corso del quale, Pinau Costantin venne violentemente colpito alla testa con una pesante spranga. A causa delle gravi ferite riportate, l’uomo è deceduto poche ore dopo all’Ospedale di Canicattì dove era stato trasportato.

Quasi in simultanea con l’ora del decesso del 37enne, i Carabinieri fermarono nei pressi dell’Ospedale di Caltanissetta, Vasile Lupascu e il figlio Vlad che furono poi portati in caserma a Naro dove furono interrogati per diverse ore prima di essere trasferiti in carcere.

Tentavano di realizzare un by-pass nella condotta idrica: 5 arresti

Avevano pensato bene di ammortizzare i costi d’irrigazione, realizzando un by-pass nella condotta idrica dell’acqua pubblica.

Cinque persone sarebbero state colte sul fatto dai Carabinieri della compagnia di Licata mentre erano appunto intenti a sotterrare il tubo che avrebbe condotto l’acqua in una vasca di raccolta da cui prelevare il prezioso liquido per irrigare i campi siti nei pressi della strada statale 115

 

42enne empedoclino trovato morto all’interno della sua abitazione.

Un 42enne empedoclino è stato trovato senza vita all’interno della sua abitazione. Si tratta di Ivan Nuara, noto alle Forze dell’Ordine poiché con precedenti penali.

A riportare la notizia il quotidiano “La Sicilia”. Un vero e proprio “giallo”, almeno per il momento, la morte del 42enne sulla quale ora stanno indagando i militari dell’Arma dei Carabinieri.

Il corpo sarebbe stato trovato da un amico del giovane. Massimo riserbo al momento da parte degli investigatori

 

“C’è uno che spaccia al mercato”, 22enne arrestato dopo la “soffiata”

Sarebbe stato beccato dai Carabinieri, mentre con indosso un panetto di hashish pronto per essere spacciato.

Si tratta di un 22enne di Agrigento, arrestato in quello che dovrebbe essere il suo abituale luogo di lavoro, al Villaggio Mosè nei pressi del mercato ortofrutticolo. Il giovane, durante la perquisizione in casa sua, avrebbe consegnato altra sostanza psicotropa.

L’agrigentino dovrà rispondere di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio

Truffa dello specchietto, vittima una donna: “Non hai contanti? Comprami un telefono”

Torna di “moda”, ad Agrigento,  la banda dello specchietto. L’auto di una 30enne è stata colpita da un sasso, la donna ha scelto di fermarsi ed è stata raggiunta da dei balordi che le contestavano il presunto contatto tra i due specchietti. La situazione, secondo i malviventi, andava risolta in modo amichevole. La 30enne, però, non aveva contanti con sé, per questo i due le hanno consigliato il centro commerciale vicino, lì potrebbe esserci un bancomat.

Arrivati sul posto, le operazioni sono fallite, per guasti agli sportelli Atm. I balordi, però, non demordono e obbligano la ragazza a comprare un telefono cellulare, questo per ripagare il danno provocato alla specchietto. La donna li accontenta e sente odore di truffa.

Maxi blitz dei carabinieri nelle sale giochi

Maxi blitz dei carabinieri  di Agrigento nelle sale giochi e nei circoli di tutta la provincia. Nel corso della trascorsa settimana i Carabinieri hanno avviato una serie di controlli in tutto il territorio della provincia, dal paesino più piccolo fino al capoluogo Agrigento. L’obiettivo? Contrastare il fenomeno delle scommesse dei minorenni, nonché dell’abuso della pratica dei giochi e delle scommesse, che a volte porta a veri e propri casi di ludopatia. Da est a ovest, da nord a sud, sono stati circa settanta i circoli, i centri scommesse, le sale giochi controllate. E  i risultati non si sono fatti attendere. Dieci titolari, gestori e/o presidenti di circoli sono stati, a vario titolo, denunciati. Di questi, uno è stato denunciato perché all’interno della sala scommesse i militari hanno identificato due minori, intenti ad effettuare attività da gioco non consentite; ben sei sono risultati sprovvisti della prevista licenza di Pubblica Sicurezza; cinque dei dieci soggetti, infine, non hanno esposto all’interno dei propri locali la tabella dei giochi proibiti. Non sono mancate, poi, le infrazioni di natura amministrativa. Nel complesso, in tutta la provincia sono state elevate sanzioni per un ammontare complessivo di circa 250.000 euro. Sequestrate, infine, 2 intere sale scommesse, nonché 18 computer, terminali ed apparecchi da intrattenimento illeciti. 

Sassaiola tra giovanissimi, colpito e ferito un giornalista: l’uomo è fuori pericolo

Doveva essere una normale passeggiata, ma per un licatese si è trasformata in una esperienza da dimenticare. Protagonista di un increscioso episodio è stato il licatese Pino Santamaria. Il giornalista è stato colpito da una pietra lanciata da un giovanissimo, che, sostenuto da altri ragazzini, ha messo in atto una vera sassaiola contro un gruppo di minori.Secondo quanto riferisce l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, l’uomo sarebbe stato colpito accidentalmente. Per lui sono scattati subito i soccorsi, il licatese è stato trasportato in ambulanza all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso”. Il fatto è accaduto al porto turistico di Licata. Santamaria è stato dimesso con una prognosi di quattro giorni. “È una vergogna – ha detto Santamaria -. Sono stato colpito alla testa da una pietrata, al porto turistico, mentre due bande di ragazzini si fronteggiavano a colpi di massi. C’erano tanti turisti in quel momento e tanti bambini e se quella pietra mi avesse colpito in pieno?” L’episodio è stato segnalato ai carabinieri di Licata.

Sorpresi di notte con le mani nel sacco: due incensurati in manette per furto aggravato.

Pensavano di passare inosservati, sfruttando l’oscurità ed invece sono stati acciuffati nottetempo dai Carabinieri della Stazione di Aragona,  nella zona industriale di contrada San Benedetto. In particolare, i militari, durante un servizio di pattuglia, hanno notato strani movimenti all’interno del piazzale di una ditta attualmente sottoposta a sequestro fallimentare ed hanno deciso di effettuare un accurato sopralluogo. Addentratisi nella struttura, i Carabinieri hanno subito scovato i due soggetti mentre erano intenti a caricare su due autovetture 3 serbatoi in polietilene da 200 litri ciascuno e 15 fioriere di vari forme e dimensioni. Una volta circondati e bloccati, sono subito scattate le manette ai polsi di un 39 enne di Porto Empedocle e un 37 enne di Aragona, entrambi incensurati.

I due soggetti, con l’accusa di “furto aggravato in concorso”, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati dapprima ristretti agli arresti domiciliari e dopo la convalida dell’arresto sono stati rimessi in libertà. 

Cammarata (AG). I NAS chiudono i locali del 118 risultati non idonei

Locali non idonei a proseguire le attività sanitarie, questa in sintesi è stata la motivazione che ha indotto i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità ha diposorre la chiusura della postazione 118 di Cammarata.

Il sopralluogo dei militari dunque ha fatto emergere le criticità che la segreteria aziendale della Confederazione Italiana Medici Ospedalieri aveva già segnalato sia all’ASP di Agrigento sia all’assessorato regionale alla Sanità.

Si è arrivati alla chiusura e allo sgombero della postazione del 118 di Cammarata con gli operatori, addetti al servizio, che hanno trascorso la notte in auto – dichiara in una nota la CIMO- senza che l’azienda si sia premurata di trovare una soluzione alternativa . A nessuno, né in azienda né in assessorato – aggiunge la Confederazione dei Medici Ospedalieri – sembrano interessare i problemi legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro, ma la scomoda e battagliera segreteria aziendale Cimo ha continuato a denunciare queste situazioni ai limiti della decenza e del decoro dei lavoratori. Si è preferito – scrivono ancora dalla stessa segreteria – aspettare l’intervento dei Nas e la chiusura dei locali assegnati al 118, con conseguente multa da pagare e correlato procedimento penale. Speriamo – si legge ancora nella nota – almeno che adesso qualcosa di concreto venga fatto, senza dover attendere le calende greche e senza che gli operatori del 118 continuino a trascorre le notti di guardia per strada in perfetto stile terremotati”.

Sull’argoimento interviene anche la segreteria provinciale dell’Unionio Sindacale di Base che, nel rimarcare i disagi evidenziati dalla CIMO si complimenta anche con NAS e Magistratura per l’operazione eseguita.

“Trovati mentre confezionavano dosi di droga”, arrestati tre giovani

Stavano confezionando dosi di hashish. Tre uomini di origine nigeriana di 19, 21 e 24 anni sono stati arrestati dai Carabinieri della stazione di Santa Elisabetta, coordinata dal comando compagnia di Canicattì.

I militari dell’Arma, entrati in azione, hanno trovato circa 37 dosi di sostanza stupefacente del peso di poco meno di 50 grammi. I tre, sono stati posti agli arresti e rinchiusi al carcere “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. L’ipotesi di reato contestata è detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Acciuffati 3 truffatori. Denunciati altri tre tra Sciacca e Caltabellotta

E’ stato un giovedì abbanstanza “animato” quello trascorso a Ribera. Durante il mercato settimanale una donna, ha rivisto, tra la folla degli acquirenti, i tre finti esperti di pietre preziose che l’avevano truffata qualche settimana prima. Senza pensarci due volte ha preso il telefono e composto il 112. Dopo aver individuato i tre soggetti, i militari si sono avvicinati e i tre avrebbero tentato una repentinafuga. Dopo un breve inseguimento a piedi sono stati bloccati ed identificati dai militari. Si tratta di palermitani con precedenti per truffa, denunciati per truffa aggravata e continuata in concorso. Perquisiti, sono stati trovati in possesso di alcuni gioielli falsi, di svariate banconote da 500 euro anch’esse fasulle e di una lente di ingrandimento.
L’operazione rientra in una serie di servizi preventivi disposti dal comando provinciale di Agrigento proprio per frenare il fenomeno delle truffe di vario genere di cui fanno le spese maggiormente le fasce più deboli, anziani soprattutto. Tra le truffe più gettonate proprio quella delle false pietre preziose in cui i truffatori, di solito in tre, con diversi ruoli ben definiti riescono a convincere la vittima della genuinità e l’autenticità del gioiello. Anche a Sciacca e Caltabellotta, i carabinieri , hanno denunciato altre 3 persone per truffa. Nel primo caso la truffa consisteva in un finto incidente, la cosidetta “truffa dello specchietto”. A Caltabellotta , invece, i militari hanno denunciato 2 persone di origine campana, per aver indotto la vittima a pagare una somma di denaro per delle polizze assicurative riconducibili a compagnie inesistenti.
la compagnia carabinieri di sciacca invita, a prestare particolare attenzione al fenomeno delle truffe e, chiamare, il 112.

Sale gioco, stangata a Campobello di Licata

Raffica di controlli disposti dal comando provinciale di Agrigento alle sale gioco di Campobello di Licata. 3 su 5 sono risultate irregolari. 10 i videopoker trovati totalmente clandestini, poiché del tutto invisibili all’Erario. I controlli sono scattati a seguito dei ripetuti servizi di osservazione dei militari che avevano registrato nei giorni precedenti un via vai di giovani diretti a giocare alle macchinette. Nel mirino dei Carabinieri, questa volta, sono finiti ben cinque esercizi commerciali di Campobello di Licata ed il dato che desta preoccupazione è che tra questi, ben tre sono risultati non in regola con la legge. Ben dieci video poker infatti risultavano completamente scollegati dal sistema nazionale dei Monopoli di Stato. Pertanto tutto il guadagno in contanti finiva nelle tasche dei gestori, senza dare luogo al previsto versamento delle tasse. Sono state rilevate, i violazioni per mancanza di qualsiasi autorizzazione all’istallazione delle slot machines. I controlli di ieri rientrano in un più ampio piano di monitoraggio del fenomeno disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento, volto al contrasto dei fenomeni illeciti in materia di gioco. L’ attività va anche a tutela dei fruitori, molto spesso giovanissimi, che come è noto alle cronache, spesso cadono nella trappola del gioco. Soprattutto quando il miraggio di una maggiore vincita, leggendariamente erogata dalle macchinette “fuorilegge”, spinge le vittime ad un maggiore azzardo nel gioco. A conclusione delle operazioni, i militari dell’Arma hanno sequestrato dieci slot machines e dispositivi con connessione telematica per il gioco online ed elevato sanzioni amministrative ai danni dei titolari degli esercizi commerciali per un ammontare di quasi 100.000 euro.

Scoppia una rissa nel centro storico, fermato un giovane che girava a torso nudo

Rissa in strada nel centro storico in via Madonna degli Angeli, a pochi passi dalla scalinata. Diversi residenti, l’altra sera, – si legge sul quotidiano La Sicilia – hanno allertato i centralini delle forze dell’ordine, riferendo di una zuffa esplosa fra tre o quattro persone, per futili motivi.Quando sul posto si sono presentate tre pattuglie dei poliziotti ed i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, i protagonisti della rissa si erano già dileguati. Le forze dell’ordine hanno setacciato la zona per risalire ai partecipanti ed hanno identificato solo un giovane a torso nudo. La sua posizione adesso è al vaglio degli investigatori.

Sarebbe rimasto vittima delle fiamme: morto anziano

Trovato morto un anziano nella campagne di contrada Ramalia, a Favara. L’ottantenne, secondo quella che al momento è solo un’ipotesi, sarebbe rimasto vittima delle fiamme che lo avrebbero avvolto dopo un possibile ed improvviso malore.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo sarebbe andato a ripulire dalle sterpaglie l’appezzamento di terreno con alcuni fuochi controllati. Un malore improvviso però avrebbe complicato le cose e le fiamme lo avrebbero avvolto.

A lanciare l’allarme i familiari, preoccupati dal mancato rientro dell’uomo. Sul posto sono giunti gli operatori del 118 e i militari dell’Arma dei Carabinieri.

 

Furto a Villaseta, trafugata porta d’ingresso

Ignoti malviventi, nottetempo, avrebbero prelevato una porta in ferro dell’istituto scolastico “Scurpiddu” di Villaseta, ad Agrigento. Solitamente, chi riesce a penetrare all’interno degli istituti scolastici, predilige prelevare materiale informatico, o assaltare le macchinette distributrici di bibite e merendine. Questa volta no. Si desume, da questo, che gli autori potrebbero essere i cosiddetti cacciatori di ferraglia.

Sul posto intervenuti i Carabinieri che avrebbero avviato le indagini per dare un volto ai malviventi.

Tenta violenza sessuale in spiaggia: arrestato

Si è finto poliziotto, impugnando una torcia sulla spiaggia di Sciacca e avvicinando due ragazze di 18 e 19 anni. “Polizia, polizia”, ha urlato l’uomo e le due amiche sulla spiaggia hanno pensato a un controllo di routine. L’uomo davanti a loro, invece, si è abbassato i pantaloni e ha cercato di baciare una delle due. L’altra ha cercato di liberare l’amica dalle grinfie dell’aggressore.
Le urla e il tentativo di liberarsi hanno infastidito l’uomo che, prima di andare via, ha sferrato un calcio al mento di una delle due ragazze. Nonostante le richieste di aiuto da parte delle due, vista l’ora, in quel momento, nessuno si è accorto di quanto stava accadendoDopo la denuncia delle giovani e la descrizione dell’aggressore al 112, i carabinieri sono riusciti a individuare un romeno di 39 anni che vive in una baracca.Una volta sentito dai carabinieri il romeno avrebbe ammesso le sue responsabilità. L’uomo è stato sottoposto a fermo per i numerosi indizi che lo indicherebbero come il probabile aggressore delle ragazze. È accusato di tenta violenza sessuale e lesioni.

Due immigrati vengono alle mani, entrambi feriti finiscono in ospedale

Due extracomunitari, ospiti della struttura d’accoglienza “Villa Sikania” di Siculiana, sono venuti alle mani. Si sarebbe trattata di una vera e propria, ed anche abbastanza violenta, scazzottata. Un tafferuglio che ha fatto finire i due migranti al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove i medici, dopo averli sottoposti a tutti i controlli sanitari necessari, hanno diagnosticato ferite e traumi guaribili in 20 e 25 giorni. Del “caso” si sta occupando la polizia di Stato

In manette un tunisino a Siculiana

A Siculiana, i carabinieri, hanno arrestato un tunisino accusato di rapina durante il mercato settimanale. Un venditore ambulante  senegalese, munito di permesso di soggiorno ed in possesso di regolare licenza, mentre vendeva capi d’abbigliamento, è stato immobilizzato con violenza da un individuo, che gli ha asportato oltre 150 euro in banconote di vario taglio dal portafoglio e successivamente, approfittando della confusione, è fuggito indisturbato. Dopo avere acquisto le descrizioni , i militari hanno fatto scattare le ricerche in tutto il paese. E proprio durante le attività di pattugliamento, è stato notato uno straniero mentre si stava dirigendo a passo svelto verso la struttura ricettiva “Villa Sikania”. Nel corso della perquisizione, sono saltate fuori le banconote sottratte al venditore ambulante. Il tunisino, 37 enne, ospite nel centro di accoglienza “Villa Sikania” di Siculiana è stato arrestato e rinchiuso al carcere di Agrigento.

In manette per “furto con strappo” un commerciante  della provincia di Enna

Un 53 enne, originario della provincia di Enna, in una tabaccheria di Montevago, dopo aver comprato un pacchetto di sigarette ed averlo pagato con una banconota da 50 euro, ha poi tentato di strappare dalla mano del tabaccaio sia la banconota appena consegnata, sia il resto, tentando infine una fuga per le vie del centro.

Ne è scaturito un inseguimento con una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Montevago subito allertati telefonicamente.

I militari dell’Arma, sulla base delle descrizioni somatiche fornite, sono riusciti, a bloccare il malvivente in pieno paese.

L’uomo, un commerciante di metalli, già noto alle forze dell’Ordine, non ha opposto alcuna resistenza. Sono subito scattate le manette ai suoi polsi per il reato di “furto con strappo”, venendo successivamente ristretto agli arresti domiciliari.

In manette un giovane di Castrofilippo sorpreso con numerose dosi di “hashish”

I carabinieri di Castrofilippo hanno effettuato alcune perquisizioni domiciliari a giovani locali sospettati di detenere sostanze stupefacenti.

In un’abitazione i militarihanno rinvenuto 29 dosi già confezionate in bustine di cellophane per un peso complessivo di 30 grammi circa, nonché materiale atto al taglio e confezionamento. Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato arrestato ai domiciliari un 19enne, Pasqualino Pio Spallino. Sempre a Castrofilippo, i carabinieri , nell’abitazione di unn 32enne hanno rinvenuto un pezzo di hashish del peso di 15 grammi circa ed una pianta di marijuana, interrata in un vaso, alta 50 cm circa. Il 32enne è stato denunciato.

Sorpreso con mezzo etto di “hashish”. In manette un giovane agrigentino

Beccato in piena notte con circa mezzo etto di hashish. I carabinieri hanno fermato un giovane 32enne per un normale controllo. Pur sapendo dove abitava, i Carabinieri gli hanno chiesto dove si trovasse la sua abitazione ed il giovane ha negato di sapere il suo indirizzo di casa. I militari, a quel punto, insospettiti ulteriormente dall’affermazione del giovane, hanno approfondito il controllo, effettuando l’accesso nell’abitazione, facendo scattare una perquisizione che ha permesso di rinvenire: Circa mezzo etto di “hashish”; 1 bilancino di precisione, perfettamente funzionante; oltre 350 euro di banconote di vario taglio, ritenute provento dell’illecita attività.

 Si stima che la sostanza stupefacente sequestrata, era destinata a rifornire la “piazza” della movida agrigentina.

Per il giovane, sono subito scattate le manette ai polsi per “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”, venendo successivamente sottoposto all’obbligo di firma, da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Agrigento. Furto di ruote in centro e auto poggiata sulle pietre

Singolare furto nella notte ad Agrigento dove, all’altezza del civico 271 del viale della Vittoria, ignoti malviventi hanno rubato le quattro ruote di una lancia Y in sosta. I ladri, che indisturbati hanno compiuto il furto, grazie a delle leve hanno posizionato delle grosse pietre sotto il pianale dell’utilitaria, per intenderci, hanno realizzato un rudimentale ponte che ha facilitato le operazioni di smontaggio.

A scoprire il furto, lo stesso proprietario, un giovane di origine palermitana da poco residente nella città dei Templi che incredulo ha chiamato il 112 per la dovuta denuncia.

Un furto inusuale per la città di Agrigento e che rimanda la memoria indietro nel tempo di almento un quarto di secolo. L’auto senza ruote appoggiata sulle pietre ha suscitato la cusiosità di molte persone in transito.

La foto della depredata utilitaria stanno già facendo il giro del web.

Le indagini sono a cura dei Carabinieri della Stazione di Agrigento, resta comunque da capire, come sia stato possibile, che gli autori, abbiano agito così indisturbati in una delle vie più trafficate della città.

Sorpreso con droga: nei guai 26enne

E’ con l’accusa di spaccio e detenzione illecita di sostanze stupefacenti che un giovane 26enne  licatese è stato arrestato a Catania dai militari dell’Arma dei Carabinieri.A riportare la notizia il quotidiano “La Sicilia”. Il giovane sarebbe stato trovato in un rave party nella zona “Playa” e identificato quale presunto spacciatore di sostanze stupefacenti.

I militari dell’Arma dopo aver fermato il giovane licatese hanno sequestrato 200 dosi di cocaina, hashish, marijuana, ketamina e circa 100 pasticche.

Controlli di prevenzione a San Leone: denunciati parcheggiatori. Giovane trovato con hashish

Controlli e prevenzione a San Leone e lungo il litorale. Tra le varie file di auto in sosta, alcuni militari in borghese hanno pizzicato due parcheggiatori abusivi, sorpresi mentre effettuavano l’illecita attività, chiedendo un compenso a turisti e cittadini che avevano parcheggiato l’auto in zona. L’attività di controllo, svolta da una dozzina di Carabinieri, ha consentito di identificare i due parcheggiatori irregolari, due tunisini 30 enni, ospitati in una comunità alloggio del capoluogo. Per loro sono scattate multe per un ammontare complessivo di 2.000 euro in tutto. Anche il gruzzolo intascato, circa 50 euro, è stato sequestrato.   Ai parcheggiatori abusivi, inoltre, i Carabinieri hanno notificato il Verbale di allontanamento.

E sempre a San Leone, è incappato nei controlli un giovane 20 enne agrigentino, sorpreso con varie dosi di “Hashish”, per un peso complessivo di oltre mezzo etto, un bilancino di precisione e circa 240 euro in contanti, subito sequestrati dai militari. Per il giovane, incensurato, è scattata una denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento.

Tragico incidente stradale nel siracusano. Muore una giovane di Ferla

Ancora sangue sulle strade siciliane con l’ennesimo incidente costato la vita ad una giovane, Liliana Montalto 29 anni di Ferla nel siracusano. La vittima viaggiava, da passeggera, a bordo di una BMW serie 3 in compagnia di una giovane coppia di  amici e compaesani. 

Erano circa le tre del mattino quando i tre stavano rientrando a Ferla dopo la giornata festiva trascorsa in spensieratezza. Stavano percorrendo la SP 10 che collega Buccheri a Ferla quando, giunti in prossimità della località “Montagna” per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri, il giovane alla guida della berlina ha perso il controllo del mezzo che si è ribaltato più volte, innescando così una carambola che poi si è rivelata mortale. 

I due fidanzati, sono risusciti a tirarsi fuori dall’abitacolo contorto dell’auto per Liliana invece non c’è stato nulla da fare, la ragazza sarebbe morta sul colpo. 

A lanciare l’S.O.S. Un automobilista che è transitato qualche minuto dopo.

Per estrarre il corpo della ventinovenne dall’auto si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco.

La coppia, a scopo precauzionale, è stata accompagnata in ospedale con le ambulanze. Shock a parte, le loro condizioni di salute non sono gravi.

La salma della ventinovenne invece è stata momentaneamente portata nella camera mortuaria del cimitero di Palazzolo Acreide in attesa che la stessa venga restituita ai familiari per i funerali.

Il sindaco di Ferla, Michelangelo Giansiracusa ha già annunciato il lutto cittadino.

La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta.

Liliana, Lilla per gli amici, era molto conosciuta a Ferla dove è ricordata come una ragazza cordiale, disponibile e sorridente. Avendo lavorato in uno dei bar più frequentati della zona, il suo ricordo tra la gente è vivo. L’intera comunità ferlese è scossa.

Operazione “prendi uno e pagano in 2”: denunciato il titolare di una farmacia

“Tirava via le fustelle e rivendeva le confezioni delle medicine”. Dovrà rispondere di tentata truffa aggravata il titolare di una farmacia di Agrigento. I carabinieri hanno sequestrato 500 scatole di farmaci senza il bollino sanitario, noti come fustelle: sono dei talloncini che si trovano sulle confezioni dei farmaci e costituiscono la garanzia dell’autenticità dei medicinali in commercio in Italia. Vengono tolte dalla confezione ed applicate sulla ricetta del medico, quando la prescrizione del determinato farmaco è rimborsabile. Il titolare della farmacia in questione, secondo quanto emerso nel corso delle verifiche, avrebbe venduto regolarmente i farmaci ai clienti, togliendo però le fustelle dalle confezioni, per poi richiedere l’indebito rimborso dei farmaci al Servizio Sanitario Nazionale. Proprio da questo modus operandi, è derivato il nome dell’operazione svolta dai Carabinieri: “Prendi uno e pagano in due”, ovvero sia il cliente sia il Servizio Sanitario Nazionale”. L’operazione è stata portata a termine dai Carabinieri della Compagnia di Agrigento, in collaborazione con i colleghi del NAS di Palermo e del locale Nucleo Ispettorato Lavoro che hanno setacciato alcune farmacie del capoluogo, per verificare il rispetto delle particolari normative vigenti in materia.

Sorpreso con varie stecche di “Hashish”: in manette uno straniero

Beccato ad Agrigento in pieno pomeriggio con varie dosi di hashish. I Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno pedinato un gambiano ospite di una locale comunità di accoglienza, sospettato di essere un “pusher” che rifornisce la piazza del capoluogo di provincia. Cinque Carabinieri hanno accerchiato e bloccato lo straniero in pieno centro, sulla pubblica via, mentre stava per disfarsi della droga, tentando di nasconderla in alcune intercapedini delle pareti di un edificio abbandonato. Nel corso della immediata perquisizione, dalle tasche del gambiano sono dunque saltate fuori “sei stecche di Hashish ed un panetto” del peso complessivo di quasi un Etto ed oltre centocinquanta euro in contanti. Si stima che la sostanza stupefacente sequestrata, di ottima qualità, era destinata a rifornire la “piazza” della movida agrigentina.

Per lo straniero, 19 enne, sono subito scattate le manette ai polsi per “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti” ed è stato rinchiuso al Petrusa di Agrigento.

Controlli nel week end lungo le principali arterie stradali. 3 persone in manette

In tutta la fascia costiera della provincia di Agrigento e nella valle del Belìce, durante il fine settimana, è scattato un servizio per il controllo del territorio, finalizzato ad intensificare le attività di prevenzione e contrasto della criminalità . Per quanto attiene al rispetto del Codice della Strada, sono state elevate una ventina di sanzioni. Durante i posti di blocco, lungo la strada statale che collega Sciacca a Palermo, i Carabinieri della Stazione di Santa Margherita di Belìce hanno imposto l’alt ad una vettura con a bordo tre giovani, apparsi sin da subito molto nervosi. Durante la perquisizione, sono saltati fuori oltre due etti e mezzo di Marijuana e circa 250 euro in contanti, subito sequestrati dai militari. Conclusi gli accertamenti, con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”, i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Pasquale Caruso, 25 enne da Lucca sicula , Vincenzo Bufalo, 29 enne da Lucca Sicula e Calogero Grillo, 31 enne da Villafranca Sicula. I tre sono stati ristretti agli arresti domiciliari.

Raffica di controlli a San Leone: stangata per tre parcheggiatori abusivi.

Pensavano di passare inosservati tra le numerose file di auto in sosta sul lungomare di San Leone. Ma ad osservarli dai tetti c’erano Carabinieri in borghese che sono riusciti a documentare il “lavoro”, per così dire, degli abusivi, sorprendendo complessivamente tre parcheggiatori irregolari. I Carabinieri di Agrigento, infatti, avevano raccolto già da qualche giorno alcune segnalazioni da parte di cittadini residenti ed hanno così intensificato i controlli nella zona. 

I risultati non si sono fatti attendere. Dopo essersi mimetizzati tra le numerose persone che affollavano il lungomare ed essersi appostati sui tetti, è scattato il blitz. I militari hanno pizzicato i tre parcheggiatori proprio mentre stavano aspettando di ricevere del danaro da alcuni automobilisti che avevano parcheggiato l’auto in zona. L’attività di controllo, svolta da una quindicina di Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, ha portato ad una vera e propria stangata nei confronti dei tre. Per loro sono scattatemulte salatissime: 3.900 euro in tutto. Anche il gruzzolo racimolato, oltre 100 euro, è stato sequestrato.  Ai parcheggiatori abusivi, i Carabinieri hanno anche notificato il verbale di allontanamento, come previsto dalla normativa in vigore. Sono stati inoltre effettuati in zona numerosi posti di blocco, al fine di prevenire ogni forma di illegalità ma anche controlli per verificare il rispetto del codice della strada.

S. Stefano di Quisquina sotto shock. Giovane madre e figlioletto perdono la vita sulla “Corleonese Agrigentina” grave l’altra figlia

La comunità di Santo Stefano di Quisquina è sotto shock per il tragico incidente stradale verificatosi lungo la Strada Statale 118 “Corleonese – Agrigentina”, alle porte del centro montano.

Due le vittime, Maria Stella Traina, infermiera di 32 anni e il figlioletto, Angelo di 4 anni. Ferita gravemente la figlia maggiore di 7 anni che trasferita in elisoccorso all’Ospedale Di Cristina di Palermo lotta tra la vita e la morte.

La donna, come ogni mattina, da Lercara Friddi, luogo dove si era trasferita dopo la fine del suo matrimonio, si stava recando nella clinica “Attardi” di Santo Stefano di Quisquina dove lavorava. A bordo della Fiat Punto c’erano i due bambini che usualmente, Maria Stella affidava all’ex marito prima di recarsi in clinica. Ma al cosnueto appuntamento, la donna e i piccoli non sono arrivati. Giunta in prossimità del viadotto “Contuberna”, per cause ancora in corso di accertamento, la donna ha perso il controllo dell’utilitara che ha impattato lateralmente il gardrail, barriera che ha quindi fatto da trampolino di lancio con l’automobile che

è precipitata sotto il viadotto alto circa 20 metri. Volo che non ha lasciato scampo alla donna e al figlioletto che sono morti sul colpo.

La notizia del tragico incidente, dicevamo che ha scosso l’intera comunità stefanese, straziante il dolore dei familiari presenti. Il sindaco, del centro agrigentino, Francesco Cacciatore ha già annunciato che nel giorno dei funerali sarà lutto cittadino.

Santo Stefano di Quisquina intanto prega e spera per la piccola ricoverata a Palermo.

La Procura di Sciacca ha aperto un fascicolo d’inchiesta, i rilievi di rito sono stati curati dai Carabinieri.

Due casalinghe in manette per furto aggravato

Pensavano di potersela svignare senza conseguenze le due casalinghe arrestate in flagranza per “Furto aggravato” dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Agrigento.

Le due donne, all’interno dell’ipermercato del noto centro commerciale cittadino in località Villaseta, pensando di passare inosservate, avevano iniziato ad occultare nelle proprie borse oggetti vari ed anche generi alimentari. Ma il loro comportamento ha suscitato il sospetto di alcuni addetti alla sicurezza, che hanno chiesto un intervento al “112”.

Per le sue sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Controlli antidroga nel belicino. Un giovane in manette

Perché mi controllate cosa ho fatto.” Sono state queste le prime parole che si sono sentiti dire i Carabinieri della Stazione di Santa Margherita di Belice da un giovane straniero fermato nel centro storico del paese. Il suo nervosismo e la circostanza che era appena sceso da un pullman proveniente da Palermo, hanno ulteriormente insospettito i militari. Dalle tasche del 18 enne gambiano, sono saltati fuori un panetto di “Hashish” del peso di circa un etto ed alcuni grammi di “Marijuana”, subito sequestrati.

Sono scattate, pertanto, le manette ai polsi del giovane straniero, che ora dovrà rispondere di “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

La droga, ceduta al dettaglio, avrebbe potuto fruttare circa mille euro. 

Spaccia in pieno centro storico: in manette un extracomunitario

Ennesimo arresto per spaccio dei carabinieri della stazione di Agrigento. Nella rete dei militari , questa volta, è finito un 20enne del Gambia, che sabato sera si intratteneva in pieno centro storico con fare sospetto tra il via vai di ragazzi. I Carabinieri, insospettiti dal suo atteggiamento , lo hanno pedinato per tutto il pomeriggio. Nei pressi di via Gallo, i militari gli hanno trovato addosso oltre dieci grammi tra hashish e marijuana, già suddivisi in singole dosi pronte alla vendita. I Carabinieri, inoltre, hanno scoperto un nascondiglio utilizzato dallo spacciatore per nascondere la propria merce; in un anfratto di un muretto a secco hanno infatti trovato altri 40 grammi di hashish ed un coltellino utilizzato per suddividere la sostanza in singole dosi. Il giovane, colto di sorpresa, si è opposto all’intervento dei militari. Ne è scaturita una violenta colluttazione che però non ha impedito ad un Carabiniere di ammanettarlo. Sia il militare, sia lo spacciatore sono dovuti ricorrere alle cure mediche. Il gambiano, terminate le cure, è stato arrestato e portato direttamente al carcere di Agrigento.

Mafia. Estradato dal Belgio il sabettese Daniele Fragapane sfuggito al blitz “Montagna”

È durata poco meno di quattro mesi la latitanza di Daniele Fragapane, il trentaduenne originario di Santa Elisabetta che lo scorso 22 gennaio era sfuggito all’arresto nell’ambito dell’operazione antimafia “Montagna”.

Fragapane è stato fermato all’aeroporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino a Roma. 

Il trentaduenne era appena sceso da un aereo proveniente dal Belgio ma ad attenderlo al ritiro bagagli, c’erano i Carabinieri del Reparto Operativo di Agrigento che lo hanno arrestato.

Fragapane è giunto nella Capitale scortato da personale dello Scip, Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Dipartimento della pubblica sicurezza. A carico di Fragapane era stato emesso un mandato d’arresto europeo

I militari, agli ordini del colonnello Rodrigo Micucci, gli stavano col fiato sul collo , lo avevano localizzato in un piccolo paese distante circa 45 km da Bruxelles, esattamente a  Le Roeulx, 7.000 abitanti, dove Fragapane era riuscito a inserirsi arrivando anche a ricoprire il ruolo di dirigente di una squadra locale di calcio, conducendo una vita apparentemente normale.

Le indagini, condotte dai carabinieri di Agrigento con il supporto operativo per l’estero dello Scip e in sinergia con le autorita’ belghe, hanno permesso l’arresto del latitante ed il suo rientro in Italia

i Carabinieri, di fatto, non lo avevano mai perso d’occhio sin dal 22 Gennaio quando durante il maxi blitz antimafia, ordinato dalla D.D.A di Palermo, furono arrestate 58 persone. Il 32 enne era ricercato poiché destinatario di un’Ordinanza di Custodia Cautelare con l’accusa di “Associazione di tipo mafioso armata” e “Tentata estorsione”, quale appartenente alla “famiglia” di Santa Elisabetta (Ag), con il ruolo di consigliere di Francesco Fragapane , ritenuto il capo del  maxi mandamento  “Montagna”.

Acciuffati in flagranza due topi d’appartamento.

Una lussuosa villetta un po’ isolata a Siculiana poteva sembrare un facile colpo per due empedoclini 35enni già noti alle forze dell’ordine. I due pprofittando del fatto che l’immobile non era abitato in quanto confiscato alla mafia, erano riusciti ad entrare indisturbati nell’abitazione, in pieno giorno, rovistando e mettendo a soqquadro tutte le stanze, arraffando ogni cosa.

Ai topi d’appartamento, che stavano saccheggiando l’immobile, è stato fatale però l’improvviso abbaiare insistente di alcuni cani che da qualche tempo vivevano nel giardino della villa. Un vicino insospettito ha telefonato al “112”. I Carabinieri di Siculiana già impegnati in vari posti di blocco sul territorio,  dopo aver circondato la villetta, hanno fatto irruzione all’interno, sorprendendo i due empedoclini ancora con le mani nel sacco. A bordo del loro Fiorino, i due avevano persino già caricato una cappa da cucina ed un tapis roulant.

Dai loro indumenti, durante le perquisizioni, sono saltati fuori altri oggetti di ogni genere e numerosi arnesi atti allo scasso, subito sequestrati. E così, con l’accusa diFurto in abitazione”, i Carabinieri hanno arrestato Gerlando Attardo e Alessio Migliaria.

L’Autorità Giudiziaria ha subito disposto gli arresti domiciliari.

Romeno in manette per il classico “cavallo di ritorno”.

Si era fatto consegnare con una scusa il telefono cellulare da un suo conoscente ma, dopo averlo utilizzato, non lo avrebbe più restituito se non sotto minaccia e mediante la consegna di 50 euro in contanti. Ma i carabinieri della compagnia di Sciacca e della stazione di Burgio avevano già avviato le indagini in quanto la vittima nel frattempo si era rivolta proprio ai militari dell’Arma.

E così dopo una rapida attività investigativa, è stata organizzata la riconsegna del telefono alla giovane vittima, monitorata a distanza da alcuni carabinieri in borghese.

L’estortore, un 23enne romeno, è caduto nella “trappola” ed è stato arrestato in flagranza per “Estorsione”, non appena si è intascato i 50 euro come “cavallo di ritorno”.

Il giovane si trova adesso agli arresti domiciliari.

Raffica di controlli ad esercizi di ristorazione e panifici.

Raffica di controlli ad esercizi di ristorazione e panifici da parte dei carabinieri. In un panificio di Agrigento sono stati saltati fuori prodotti non tracciati e serviti oltre la data di scadenza. Inoltre, venivano venduti come freschi dei biscotti che in realtà erano stati comprati a livello industriale. I Carabinieri hanno anche trovato dei cardellini chiusi in gabbia, animali riconosciuti come avifauna protetta e pertanto i proprietari dell’attività sono stati denunciati mentre i cardellini sono stati liberati. I Carabinieri hanno fatto scattare un blitz anche in un grande ristorante etnico cittadino, scovando molti prodotti di provenienza incerta e serviti oltre due anni dopo la naturale data di scadenza. In questo caso sono state elevate sanzioni per quasi 9 mila euro , con il sequestro di circa due quintali di alimenti ed oltre 70 litri di bevande e liquidi. Altro controllo è stato effettuato ad una rosticceria in pieno centro storico di Agrigento. Anche in questo esercizio sono saltati fuori prodotti privi di rintracciabilità e scaduti. Sono state elevate quindi sanzioni amministrative per un importo di 3mila euro circa e sono stati sequestrati oltre un quintale di alimenti vari. 

Auto incendiata al sindaco di Delia. La scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza

Non ci sono dubbi sulla matrice dolosa dell’incendio che a Delia ha distrutto l’auto del sindaco del comune nisseno. La scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza poste a poche decine di metri, immagini che sono al vaglio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caltanissetta e che presto potrebbero portare a una svolta nelle indagini.

Gianfilippo Bancheri, assessore comunale ai lavori pubblici dal 2009 al 2011, si presenta alle amministrative del 2013 con una lista civica e viene eletto sindaco. Durante il suo mandato, sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti, Delia raggiunge ottimi risultati che portano il comune nisseno ad essere tra i 37 centri più virtusosi dell’Isola. IL prossimo 10 giugno, il Comune di Delia è chiamato nuovamente alle urne per eleggere sindaco e consiglieri e Gianfilippo Bancheri ha già annunciato da tempo la sua candidatura.

La sera di giovedì 10 maggio, Bancheri rientra a casa, intorno alle ore 23:30 come sua abitudine, parcheggia l’auto, una Lancia Lybra, sotto la sua abitazione, in via Luigi La Verde. Mezz’ora dopo è un vicino di casa a citofonoare al sindaco per avvisarlo che la sua auto stava andando a fuoco.

Nonostante l’arrivo dei Vigili del Fuoco, per la vecchia berlina del sindaco non c’è stato niente da fare.

Bancheri che dice di non aver mai subito minacce, non sa’ dare una spiegazione a questo gesto.

Le modalità dell’atto intimidatorio potrebbero aprire inquitanti scenari, per questo motivo da parte degli inquirenti c’è il massimo riserbo e le indagini ruotano a 360°. Sarebbe troppo facile infatti pensare al gesto di sprovveduti che non hanno calcolato la presenza delle telecamere.

Intanto, il giovane amministratore che ribadisce l’assenza di pressioni durante il suo mandato, potrebbe giustificare l’incendio ipotizzando la matrice politica del gesto e annuncia la ferma volontà a presentarsi alle urne il prossimo 10 giugno.

Favara. Migranti protestano per cibo e poket money

Nuova protesta di migranti nell’agrigentino, questa volta a Favara dove mercoledì scorso, un nutrito gruppo di minori non accompagnati hanno alzato la voce nella struttura di cui sono ospiti. Le cause delle rimostranze sarebbero il vitto, poco gradito e il pocket money coniderato irrisorio.
Ci sono volute oltre due ore di trattative tra gli stessi stranieri e i Carabinieri della Tenenza di Favara per far rientrare la protesta, chiusa fortunatamente senza particolari danni.

Ai giovani, gli operatori della struttura, avrebebro spiegato che l’entità della paga giornaliera spettante è decisa dal Ministero e quindi gli stessi responsabili della comunità non potevano fare niente per concedere l’aumento richiesto.
Giustificazioni però che non sono state subito capite dagli ospiti che si sono calmati, fortunatamente senza provocare danni, solo dopo l’incessante lavoro di mediazione dei militari.

Ancora fiamme a Licata

Fiamme anche in un bar di corso Roma. E’ accaduto all’alba, a pochi passi dal Municipio. E non è che l’ennesimo rogo che si registra a Licata dove, visto il ripetersi di misteriosi incendi, è allarme.

I vigili del fuoco sono intervenuti alle 4 e sono rimasti al lavoro, cercando di salvare il salvabile, fino alle 5,30. Accanto ai pompieri anche i carabinieri che hanno avviato le indagini su un fronte di 360 gradi, senza nulla escludere e senza – sembrerebbe – nulla privileggiare. Le cause dell’incendio non sono chiare. Di certo pare però che vi sia un fatto: i carabinieri non hanno riscontrato alcun segno di effrazione ai locali del bar “Despacito”.

Controlli a tappeto a Canicattì: cinque le persone denunciate.

 Sul territorio di Canicattì sono entrate in azione numerose pattuglie della locale Compagnia Carabinieri, che ha impiegato sul campo circa 50 Carabinieri in un servizio straordinario di controllo finalizzato ad intensificare le attività di prevenzione e contrasto della criminalità diffusa. I carabinieri hanno denunciato cinque persone: furto di un cellullare, rifiuto di sottoporsi ad accertamenti finalizzati a verificare lo stato di ebbrezza, guida con tasso alcoolemico superiore al limite consentito, alla guida senza patente perchè mai conseguita e e ritrovamento di due coltelli a serramanico della lunghezza di 20 cm circa. Queste le accuse mosse ai cinque denunciati “beccati” durante i numerosi posti di blocco effettuati dai carabiniti. Inoltre, segnalati alla Prefettura di Agrigento, quali assuntori di sostanze stupefacenti, cinque ventenni ed un trentottenne, sorpresi con modiche quantità di droga, subito sottoposta a sequestro dai militari. Per quanto attiene al rispetto del Codice della Strada, sono state elevate una trentina di sanzioni, in particolare per uso del cellulare alla guida, mancata copertura assicurativa e mancata revisione.  

 Evade dai domiciliari e scippa un’anziana donna. In manette un ventenne romeno.

Attimi di panico si sono vissuti ieri a Canicattì in via Padre Reginaldo Giuliani.   Erano passate da poco le 12.00 quando un ignoto aveva violentemente scippato una donna 78 enne, asportandole la borsetta con all’interno i documenti ed il portafoglio con 50 euro. In quel momento lungo la strada in questione stavano transitando altre persone ma il malvivente, incurante della situazione, si è avvicinato in modo fulmineo alla vittima strappandole con forza la borsa, dileguandosi subito a piedi. Immediatamente i Carabinieri della Compagnia di Canicattì, allertati telefonicamente al “112”, sono intervenuti sul posto, svolgendo un accurato sopralluogo, acquisendo i filmati degli impianti di video-sorveglianza della zona, riuscendo anche, attraverso le prime descrizioni dei testimoni, a delineare un identikit del soggetto. Tra le prime ipotesi al vaglio, vi era anche quella che portava ad un individuo romeno, 20 enne, domiciliato nelle vicinanze. E’ scattata quindi una tempestiva attività di ricerca del soggetto, subito rintracciato presso la sua abitazione. Condotto in caserma, dopo alcune ore di incalzanti domande degli inquirenti, il romeno ha ammesso le sue responsabilità, facendo ritrovare anche la borsa dell’anziana donna. A quel punto, sono scattate le manette ai polsi di Marius Costantin Toderita, 20 enne, con l’accusa di “Furto con strappo” ed “Evasione.  Per l’uomo, si sono aperte le porte del carcere di Agrigento.  La refurtiva è stata restituita alla vittima.

Scene da “Arancia Meccanica” a Naro. I Carabinieri arrestano due giovani

Con l’accusa di rapina pluriaggravata e lesioni personali aggravate i Carabinieri di Naro e Licata hanno arrestato due giovanissimi naresi ritenuti gli autori del violento pestaggio commesso lo scorso 14 aprile nell’abitazione di un anziano di 86 anni in via Piave, nel centro storico della cittadina barocca.

All’alba di oggi i militari hanno fatto scattare le manette ai polsi di Calogero Troisi di 22 anni e di un 17enne. Ad incastrarli sarebbero state le testimonianze raccolte dai Carabinieri da alcuni abitanti della zona che avrebbero fornito agli inquirenti elementi utili alla loro identificazione.

Le modalità di azione dei due, sono degne di una sceneggiatura di Kubrick.

Si sarebbero avvicinati alla vittima e con la scusa di vendere una vecchia giara, l’anfora siciliana che un tempo era comunemente usata per contenre l’acqua si introdotti all’interno dell’abitazione, poi la violenza con le botte ai danni dell’86enne colpito al volto da un pugno e la succesiva razzia che avrebbe portato al furto di 125 euro che la vittima aveva nel portafoglio e ad una prognosi di 22 giorni per il malcapitato anziano.

Un fatto di cronaca che scosse la comunità narese e che 24 ore dopo, il 15 aprile, si è ripetuta, questa volta in contrada Mintina, zona rurale compresa tra i centri di Naro e Camastra. Anche in questo caso, la vittima prescelta è un’anziana che vive da sola, una dottoressa in pensione che ha subito una violenta aggressione da una banda di ignoti malviventi che riuscirono a portare via l’utilitaria della donna oltre a denaro e prezionsi che la pensionata custodiva in casa.

Il lavoro degli inquirenti, mira adesso a capire se tra le rapine di via Piave e Contrada Mintina c’è un collegamento diretto, ovvero se i giovani arrestati oggi a Naro sono coinvolti in entrambi gli episodi.

A Calogero Troisi sono stati concessi i domiciliari mentre per il minorenne si sono aperte le porte di una comunià.

Presenta il candidato a sindaco del Pd e qualcuno gli taglia le ruote: intimidito Panepinto

“Se qualcuno pensa di intimorirmi con atti di questo tipo non mi conosce bene, nessuno potrà impedirmi di svolgere la mia attività politica con la stessa passione e la stessa determinazione di sempre”.

Questo il commento di Giovanni Panepinto, ex deputato regionale del Pd e attualmente segretario comunale a Lampedusa, dopo l’atto di intimidazione subito ieri a Cianciana. L’esponente politico a conclusione di una riunione del comitato elettorale per la presentazione della lista “Insieme per Cianciana”, che sostiene alle elezioni comunali del 10 giugno il candidato sindaco del Pd Salvatore Sanzeri, ha trovato i quattro pneumatici della sua macchina, che aveva posteggiato nei pressi della sede del comitato, tagliati. Il fatto è stato subito interpretato come un evidente gesto di intimidazione.

Sull’episodio indagano i carabinieri, ai quali Panepinto ha presentato la denuncia.

Controlli antidroga a Ribera. Sequestrati hashish ed eroina.

bty

Da alcuni giorni i Carabinieri della Tenenza di Ribera avevano notato strani movimenti di uno straniero, algerino, notato mentre si incontrava con alcuni giovani del luogo, destando sospetto. Lo straniero, poco prima di essere perquisito, ha cercato di disfarsi di alcune dosi di hashish del peso di circa 25 grammi, subito rinvenute e sequestrate dai militari dell’Arma. Inoltre, i Carabinieri hanno bloccato due giovani che avevano poco prima ricevuto alcune dosi proprio dall’algerino.  A quel punto, Katit Fares, 27 enne, è stato ammanettato in flagranza con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Raffadali: i Carabinieri scoprono finto fisiatra: nei guai anche due coniugi del luogo

A Raffadali i militari della locale stazione hanno scoperto e sequestrato uno studio abusivo di riabilitazione dove un sedicente fisiatra esercitava la professione medica senza averne i titoli.
La denuncia per truffa ed esercizio abusivo della professione medica è scattata per un 48enne di origine marocchina (il falso medico) e per due coniugi raffadalesi che secondo gli inquirenti erano i procacciatori dei pazienti.
Il magazzino, adibito ad ambulatorio era completo delle attrezzature mediche necessarie, i dubbi sulle attività del sedicente fisiatra nella cittadina agrigentina erano sorti in seguito alle inefficienze delle terapie somministrate dallo stesso. Da qui le indagini dei Carabinieri che dopo i controlli di rito hanno scoperto l’assenza di iscirzione all’albo dei medici e il non possesso dello stesso, di nessun titolo per esercitare la professione medica.

Durante l’irruzione nello studio, i militari hanno trovato diverse lastre e certificazioni mediche che gli ignari pazienti avevano portato durante le visite. Inoltre secondo i Carabinieri, le attività del finto fisiatra gli avrebbero consentito di intascare circa 50 mila euro.

Furto in un’abitazione: rubati attrezzi da lavoro

 Avrebbero prelevato arnesi da lavoro come un trapano, una motosega ed un decespugliatore. Ladri in azione a Casteltermini in una abitazione di proprietà di un pensionato settantenne in contrada Cipolluzzi.

Un “bottino” di circa mille euro quello prelevato dai malviventi nelle campagne di Casteltermini che hanno agito senza essere notati da alcuno.

Si tratta del terzo episodio nel giro di pochi giorni e che farebbero pensare alla stessa “mano” visto il modus con cui i ladri entrano in azione. Del fatto si stanno occupando i Carabinieri del comando compagnia di Cammarata.

Malmenati, minacciati con una accetta e rapinati in casa: coniugi in ospedale

Violenta rapina a Grotte ai danni di due coniugi che sono stati minacciati con una accetta all’interno della loro abitazione. Malviventi con il volto travisato che sono riusciti, nella notte fra mercoledì e giovedì, ad entrare in azione in contrada Mandra.

Dopo l’allarme, sul posto, sono intervenuti i militari dell’Arma dei Carabinieri della stazione di Grotte e quelli della compagnia di Canicattì che hanno subito avviato le indagini per identificare i rapinatori, probabilmente quattro uomini di origine romena.

Soggetti che minacciando la coppia di coniugi sessantaquattrenni sono riusciti a farsi consegnare oggetti preziosi e gioielli, oltre al contante presente in casa. Da quantificare l’esatto ammontare del “bottino”. I due coniugi sono stati soccorsi e trasportati all’Ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì per alcuni lievi ferite riportate e giudicabili guaribili in pochi giorni.

Secondo la ricostruzione, i malviventi sarebbero entrati nell’abitazione armati di una accetta, probabilmente prelevata poco prima da un magazzino, e dopo avere strattonato le due vittime hanno posto in essere il loro piano criminale sotto le minacce. Alla fine i quattro avrebbero abbandonato l’abitazione con il “bottino” senza lasciare alcuna traccia.

Favara, anziana scippata della collana

 Scippata nella mattinata di lunedì scorso a Favara una anziana pensionata di 83 anni. Secondo la ricostruzione dei fatti, due malviventi con il volto travisato da un passamontagna avrebbero avvicinato l’anziana donna riuscendo a scippare la collana in oro che indossava.

La donna sarebbe prima stata accerchiata dai malviventi e poi avrebbero concentrato l’attenzione sulla collana. Messo a segno il colpo, i due si sarebbero allontanati facendo perdere le loro tracce. E’ stata la stessa vittima a denunciare il tutto ai militari dell’Arma dei Carabinieri della locale tenenza che hanno avviato subito le indagini per risalire agli autori dello scippo.

Mafia, la maxi inchiesta “Montagna” approda in Cassazione

L’inchiesta antimafia “Montagna”, che il 22 gennaio ha disarticolato le nuove famiglie mafiose della provincia di Agrigento, approda in Cassazione. Davanti alla Suprema Corte saranno discusse quasi tutte le cinquantacinque posizioni degli indagati. Da una parte i ricorsi della difesa contro le decisioni del tribunale del riesame di confermare gli arresti e dall’altra quelli della Dda che chiedono di ripristinare le misure cautelari annullate.

Il 24 maggio toccherà a Raffaele La Rosa, 59 anni, ritenuto un componente della famiglia mafiosa di San Biagio Platani. Devono essere ancora fissate le date ma con ogni probabilità saranno lo stesso giorno, oppure a ridosso, le udienze per l’ormai ex sindaco di San Biagio Platani, Santo Sabella, dimessosi dopo l’arresto, e per il presunto boss del paese Giuseppe Nugara, con cui avrebbe stretto un patto elettorale in occasione delle elezioni amministrative del 2014.

Raffica di controlli sul territorio. Cinque arresti e due denunce.

In tutta la provincia di Agrigento, durante il ponte del primo maggio, è scattato in simultanea un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato ad intensificare la prevenzione ed il contrasto della criminalità. Sono entrate in azione numerose pattuglie dei cinque Comandi Compagnia Carabinieri (Agrigento -Sciacca – Cammarata – Canicattì – Licata) e delle 43 Stazioni dell’Arma, presenti in modo capillare nella provincia. Complessivamente sono stati impiegati sul campo 150 Carabinieri che hanno identificato oltre 300 persone e controllati circa 200 veicoli. Per quanto attiene al rispetto del Codice della Strada, sono state elevate circa 40 sanzioni, in particolare per guida pericolosa, uso del cellulare alla guida, mancata copertura assicurativa e mancata revisione.  In due casi, è scattata anche la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Sono state ritirate quattro carte di circolazione ed altrettanti i mezzi sequestrati.

Verifiche ed accertamenti sono stati eseguiti anche nelle piazze e nei luoghi di ritrovo di persone di interesse operativo ma anche nei confronti di un centinaio di persone sottoposte a misure cautelari di varia natura o alternative alla detenzione. Complessivamente sono state 5 le persone arrestate, in particolare per reati contro il patrimonio e violazioni alle misure di prevenzione o cautelari.

In particolare a Licata, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Samanta Cicatello, 30 enne,casalinga e Angela Castagna Angela, 50 enne, anche lei casalinga per  furto aggravato in concorso, in quanto a seguito di ispezione nelle loro abitazioni assieme al personale della società Enel distribuzione di Palermo, è stato verificato  che le due donne si erano allacciate arbitrariamente alla rete elettrica pubblica, sottraendo fraudolentemente energia per alimentare  le loro abitazioni.

A Ribera, i militari della locale Tenenza Carabinieri hanno bloccato ed arrestato, in quanto destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall’ ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Sarullo 26 enne del luogo, operaio, poichè deve espiare la pena detentiva di anni 1 e mesi 4 di reclusione per “ricettazione”.

A Palma di Montechiaro, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno sorpreso in flagranza di reato Giuseppe Calafato , 20 enne del luogo, poiché responsabile di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e lesioni personali, commesse in danno dei propri genitori. Lo stesso, benchè sottoposto al divieto di avvicinamento, è stato bloccato dai militari poco dopo aver aggredito il proprio padre.

Infine i Carabinieri della Stazione di Licata, mentre erano di pattuglia per controllare il pacifico svolgimento delle festività dedicate a S. Angelo, hanno beccato Samanta Cicatello , già arrestata il giorno prima per furto di energia elettrica e posta ai domiciliari, mentre era intenta, lungo la pubblica via, a preparare panini e a vendere bibite in occasione della festa. La donna, dunque, è stata arrestata per evasione e nuovamente associata presso la sua abitazione, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Tormentava la ex fidanzata: finisce in manette un presunto “stalker”

Era diventato l’incubo della sua ex fidanzata, una donna 40 enne, ormai stanca ed impaurita dalle ripetute molestie e minacce subite. Dopo le prime denunce, l’individuo in questione, 36 enne, era stato sottoposto al “divieto di avvicinamento” alla donna. Ma ciò purtroppo non è stato sufficiente: la vittima sarebbe stata nuovamente minacciata, rivolgendosi subito ai Carabinieri.  

I militari della Stazione di Palma di Montechiaro hanno sorpreso l’uomo in flagranza, proprio sotto l’abitazione della vittima. A quel punto, sono scattate le manette ai polsi dell’individuo, Salvatore Vella, originario di Palma di Montechiaro.

Blitz antidroga a Campobello di Licata. Hashish e cocaina nascosti nella cella frigorifera.

Da alcuni giorni i carabinieri stavano monitorando una famiglia residente a Campobello di Licata, in quanto erano stati notati dei movimenti sospetti vicino la loro abitazione. Dopo alcuni appostamenti svolti da militari in borghese, è scattato il blitz. I principali sospettati, due fratelli, fruttivendoli, sono stati bloccati dai militari  di Licata  e condotti nella loro abitazione  dove sono saltate fuori alcune stecche di “hashish” , un bilancino di precisione e materiale vario per il confezionamento, nonché circa 2000 euro in banconote, il tutto occultato in una camera da letto.

Subito dopo, i carabinieri hanno esteso la perquisizione nel garage dell’abitazione, dove vi era anche una cella frigorifera, al cui interno è stato rinvenuto e sequestrato un tesoretto di droga: 10 grammi di “Cocaina” e vari panetti di “Hashish”, per un peso complessivo di circa mezzo chilo, sostanze che rivendute avrebbero potuto fruttare circa 30.000 euro.

Immediatamente, sono scattate le manette ai polsi dei due fratelli, Giuseppe e Agostino Melluzza di 30 e  27 anni, con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.  Ai due sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Raffica di controlli alla “Scala dei turchi”. Multate 21 persone.

Raffica di controlli alla “Scala dei turchi”. Multate 21 persone.

Nelle ultime ore, i Carabinieri della Stazione  di Realmonte , nel corso di specifici servizi e controlli svolti presso il noto sito della “Scala dei Turchi”, hanno elevato 21 sanzioni amministrative nei confronti di altrettanti individui, non curanti della vigente Ordinanza sindacale e della Capitaneria di Porto Empedocle, sorpresi mentre accedevano illecitamente nelle aree interdette.

Nel dicembre 2017, infatti, la scala dei turchi era stata interessata da una frana e dopo il sopralluogo svolto dal locale ufficio tecnico comunale, era stata emanata una specifica Ordinanza sindacale per limitare l’accesso al sito, volta a garantire l’incolumità dei turisti. All’ordinanza sindacale è poi seguita un’altra specifica ordinanza della Capitaneria di Porto. Ciò nonostante, nel corso degli ordinari servizi di controllo del territorio, i militari dell’Arma si erano accorti di possibili illecite presenze nel sito. E così, durante le conseguenti verifiche, sono state complessivamente pizzicate 21 persone, nei cui confronti sono scattate salate multe, per un ammontare complessivo di oltre 2.000 euro. 

Favara. Commerciante sfregiato al volto sotto gli occhi della moglie edei figli: fermato l’aggressore

A Favara, marito, moglie e tre figli piccoli, tornano a casa dalla scampagnata della Liberazione e a chiusura di una giornata di relax accade quello che non avrebbero mai immaginato. Il capofamiglia, un commerciante di 45 anni, parcheggia l’auto sotto casa, in via Firenze e mentre si dirige verso la sua abitazione viene fermato da un giovane alla guida di un veicolo. quest’ultimo accende un diverbio e dalle parole passa ai fatti, estrae un taglierino, sferra al volto del commerciante diversi fendenti e scappa. Ad assistere inermi alla scena i familiari della vittima. I vicini, attirati dalle urla, allertano i soccorsi. Sul posto i carabinieri della locale tenenza e un’ambulanza del 118. Al ferito, grave ma non in pericolo di vita, i sanitari dell’ospedale San Giovanni Di Dio hanno dovuto applicare oltre 100 punti di sutura. La fuga dell’aggressore è però durata poco, i militari lo hanno rintracciato ed arrestato poche ore dopo. Si tratta di Salvatore Kessler di 29 anni. Da una ricostruzione, il giovane che aveva un po’ alzato il gomito, in serata aveva avuto questioni con altre persone in piazza della Libertà, zona urbana diametralmente opposta alla via Firenze. Nonostante l’assunzione di alcool il ventinovenne si sarebbe messo alla guida per cercare di vendicare i presunti torti subiti ed ecco quindi che transitando sotto la casa della vittima avrebbe riconosciuto in lui, una delle persone con cui avrebbe discusso prima, ma si sarebbe trattato di uno scambio di persona. A Kessler che avrebbe ammesso tutto ai militari, sono stati concessi i domiciliari, dovrà rispondere di lesioni personali aggravate.

Depuratore inquinante sequestrato a Lampedusa: 13 avvisi di garanzia

IL gip del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano, ha disposto il sequestro preventivo del depuratore comunale di contrada Cavallo Bianco a Lampedusa, poiché a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e condotte da Carabinieri e Guardia Costiera, è risultato essere non funzionante.

13 sono stati gli avvisi di garanzia emessi, tra gli indagati anche l’ex sindaco Giusi Nicolini e l’attuale primo cittadino dell’isola Salvatore Martello, ma nel mirino della magistratura ci sono anche tecnici comunali e funzionari regionali.

La vicenda trae origine dalla realizzazione del nuovo impianto di depurazione datata 2012, costo dell’opera 8 milioni di euro, dalla dismissione del vecchio impianto, le acque dovevano continuare ad essere trattate in attesa dell’entrata in esercizio della nuova struttura.

Secondo gli inquirenti invece, tramite un pennello a mare, non autorizzato, i liquami venivano scaricati direttamente in acqua tramite una condotta sottomarina che tra le altre cose, come rilevato dai sommozzatori della guardia Costiera, era rotta a pochi metri dalla costa.

Dalle analisi dell’ARPA, nello specchio d’acqua antistante la Porta d’Europa, sono stati rilevati valori fecali 10 mila volte superiori ai limiti consentiti.

Tra le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, ci sono quelle di inquinamento ambientale, distruzione di habitat protetto e omissione in atti d’ufficio.

Durante i controlli, gli inquirenti hanno anche scoperto e sequestrato un deposito all’interno del quale, erano stati stoccati irregolarmente circa 60 tonnellate di materiale, ritenuto potenzialmente pericoloso.

Con il depuratore comunale di Lampedusa, cresce la lista degli impianti sequestrati dalla magistratura in Provincia di Agrigento, in precedenza i sigilli erano scattati in diverse strutture gestite dalla società Girgenti Acque.

Fanno sparire la targa ed il telaio da un’autovettura rubata: in manette madre e figlio.

I carabinieri della di Ravanusa già da qualche giorno erano sulle tracce di una Fiat Panda rubata a Sommatino, notata transitare sul territorio di competenza. E così durante un servizio di prevenzione svolto in contrada Canale, i militari dell’Arma hanno sorpreso un 48enne, assieme alla madre 76 enne, mentre erano intenti a ripulire la Panda in questione, smontando e nascondendo i vari segni identificativi, tra cui targa e telaio, al fine di poter ottenere un’auto “pulita”.   Per madre e figlio, pizzicati in flagranza di reato, sono così scattate le manette ai polsi e l’Autorità Giudiziaria ha subito disposto gli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida

Operazione antidroga “Home Made” News Agrigentotv

La droga dal produttore arrivava direttamente al consumatore. Per questo l’operazione dei carabinieri  è stata denominata “home made”. Era la coltivazione diretta della sostanza stupefacente nelle campagne licatesi, il principale metodo di approvvigionamento utilizzato dal sodalizio per rifornirsi di “Marijuana” che veniva poi rivenduta su tre province della Sicilia. Un’ asse che si snodava  tra le piazze di Licata, Catania e Messina, con lo smercio di ingenti quantitativi di “Marijuana” ed in alcune occasioni anche di “Cocaina”. Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Licata a disarticolare il gruppo , sviluppando un’intensa indagine conclusasi nella mattinata di oggi , con l’esecuzione di dieci misure cautelari emesse dal GIP del Tribunale di Agrigento, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti dei componenti del sodalizio, ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso di “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. I provvedimenti sono scaturiti da un’intensa attività investigativa sviluppata attraverso intercettazioni e pedinamenti, che hanno consentito di documentare le modalità di approvvigionamento della “Marijuana” e la successiva capillare cessione al dettaglio tra i giovanissimi, in particolare nelle piazze della movida di Licata, Messina e Catania. Nel corso delle indagini è stato accertato che il sodalizio, grazie a strette amicizie con personaggi del catanese, era riuscito a smerciare nella piazza etnea complessivamente circa 7 Kg di Marijuana. Ancor più rilevante è stato il rinvenimento e sequestro di una piantagione di marijuana individuata in Contrada Giacobbe di Licata, consistente in una serra estesa per circa 3.000 mq., realizzata con rivestimento in plastica opacizzata, all’interno della quale i militari dell’Arma hanno rinvenuto circa 2.800 piante di marijuana dell’altezza media di 4 metri e mezzo.  In totale sono nove le persone colpite da misure cautelari, di cui quattro sottoposte agli arresti domiciliari, quattro al divieto di dimora ed una sottoposta all’obbligo di firma. circa cinquanta i Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, impegnati nell’operazioneinsieme  ad unità Cinofile dell’Arma.

Blitz antidroga nel centro storico. In manette tre stranieri

Da qualche giorno i Carabinieri della Compagnia di Agrigento impegnati nei servizi di pattuglia a piedi nel centro storico, avevano notato uno strano via vai da un appartamento di via Bac Bac. Sono pertanto stati subito attuati dei servizi di osservazione, svolti questa volta da Carabinieri in borghese del Nucleo Operativo, che hanno confermato l’esistenza di movimenti sospetti, in particolare di alcuni giovani che entravano ed uscivano più volte, durante la giornata, dal palazzo in cui insisteva l’appartamento in questione. E così alle prime luci dell’alba, una decina di militari dell’Arma hanno fatto irruzione nell’unità abitativa, dove sono stati subito rintracciati tre cittadini extracomunitari, un libico e due pakistani, di 19, 22 e 23 anni già noti alle forze dell’ordine. Nella dispensa della cucina, tra una confezione di spaghetti ed un pacco di caffè, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un panetto di 100 grammi di “Hashish” e 6 grammi di “Cocaina”.

Giovane raffadalese in manette per tentata estorsione

I carabinieri hanno sventato un tentativo di estorsione a Raffadali. Ricevuta la richiesta di aiuto da parte della madre di un giovane che non era rincasato, sono state avviate le indagini. Il giovane è stato ritrovato in un immobile insieme ad un altro ragazzo. I carabinieri hanno accertato che il giovane che era scomparso da alcune ore, era stato convinto da un suo conoscente, con un pretesto, a recarsi in quell’abitazione ma, una volta giunti, era stato minacciato che se non avesse consegnato l’importo di un debito pregresso di famiglia di 800 euro, non sarebbe stato lasciato libero. In particolare, il denaro sarebbe servito a risarcire un debito contratto dal nonno della vittima, alcuni anni prima. I due giovani, vittima e carnefice, venivano successivamente condotti in caserma per i conseguenti accertamenti ed ultimate le necessarie verifiche, l’autore del fatto criminoso, un raffadalese, 18 enne,è stato arrestato in flagranza per “Tentata estorsione”.

Scoperto “covo” pieno di refurtiva. Fermati tre romeni

Attrezzi da lavoro ed apparecchiature di vario genere per il valore stimato di svariate decine di migliaia di euro.

Si è concluso ieri il blitz portato a termine da una dozzina di militari dell’Arma di Sciacca, assieme ai colleghi della Tenenza  di Ribera e della Stazione di Calamonaci.

Dopo accurate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Sciacca e numerosi servizi di osservazione, i Carabinieri hanno individuato e bloccato tre romeni di 24, 23 e 22 anni, risalendo poi anche al magazzino, ubicato a Ribera , dove era nascosta tutta la refurtiva. Nei confronti dei tre è scattato nel pomeriggio di ieri il fermo per ricettazione. All’interno del covo, vi erano anche tre costose selle da cavallo, casse musicali, apparecchiature elettroniche varie, computers, taniche di olio e di gasolio, un fucile ad aria compressa, svariati trapani ed utensili da lavoro, per un valore complessivo stimato in circa 50mila euro.

I Carabinieri invitano i cittadini vittime di furti a recarsi nella caserma sede della Tenenza di Ribera, per il riconoscimento della refurtiva.

Musica ad alto volume e schiamazzi, intervengono le forze dell’ordine

Musica ad alto volume e schiamazzi che hanno reso necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine. E’ accaduto ancora una volta nel centro di Agrigento, dove al Viale della Vittoria alcuni residenti hanno allertato Polizia e Carabinieri, esausti di quella che è la “movida”.

Giunti sul posto i poliziotti della sezione “Volanti”, allarmati anche dalla segnalazione di una rissa con bottiglie, hanno controllato numerosi locali del centro città, passando al setaccio le zone del Viale della Vittoria e del centro storico agrigentino fra via Atenea, piazza San Francesco e via Pirandello.

Verifiche che hanno portato a stilare alcuni verbali che ora verranno trasmessi alla sezione “Pasi” per verificare eventuali sanzioni da emettere.

In manette ladro d’uva

Stava ultimando il caricamento di alcune cassette d’uva, asportate in pieno giorno ed alla luce del sole, da un vigneto in contrada “Grazia” di Naro.

Un settantatreenne, infatti, aveva deciso di fare una bella “scorta” di uva da tavola, ma proprio sul finire e poco prima di dileguarsi, è stato acciuffato dai Carabinieri della Compagnia di Licata e della Stazione di Naro, impegnati in un servizio di prevenzione nelle aree rurali.

L’anziano, vistosi accerchiare dai militari dell’Arma, non ha neanche tentato la fuga a piedi. E’ finito cosi’ in manette Angelo Cusumano , originario della provincia di Siracusa, già noto alle forze dell’ordine. La refurtiva e’ stata subito riconsegnata al proprietario del vigneto, mentre lo sfortunato ladro, su disposizione dell’Autorita’ Giudiziaria, è stato ristretto agli arresti domiciliari.

In manette pusher ospite della cooperativa “Quadrifoglio”.

Da alcuni giorni i Carabinieri della Compagnia di Sciacca, assieme ai colleghi della Stazione di Santa Margherita di Belice, avevano notato strani movimenti di alcuni ospiti della cooperativa “Il Quadrifoglio” dell’omonimo centro belicino.Durante un appostamento di alcuni carabinieri in borghese, è scattata la perquisizione per D. I., diciannovenne, originario del Gambia, giunto in Italia da qualche mese; dalle tasche dei suoi pantaloni sono subito saltate fuori alcune dosi di hashish. Nel corso della ulteriore perquisizione nella stanza occupata all’interno della cooperativa, i militari dell’Arma hanno trovato un panetto di “Hashish” del peso di circa 65 grammi ed alcuni taglierini ancora sporchi della sostanza stupefacente, verosimilmente utilizzati per la suddivisione in dosi del panetto. A quel punto sono scattate le manette ed il giovane gambiano è stato arrestato in flagranza e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Anziana rapinata a Grotte, portati via gioelli e preziosi

Rapinata una anziana donna nella propria abitazione a Grotte. Probabilmente una donna si sarebbe intrufolata all’interno approfittando della porta socchiusa, minacciando l’ottantenne di consegnare i gioielli.

E’ accaduto nella giornata di domenica scorsa. La anziana donna non ha potuto fare altro che consegnare i preziosi alla malvivente che, una volta preso tutto, si è allontanata facendo perdere le proprie tracce.

Dopo l’allarme, sul posto sono giunti i militari dell’Arma dei Carabinieri della compagnia di Canicattì che hanno raccolto la denuncia dell’anziana signora e avviato le indagini di rito.

Preso con le mani nel sacco ladro tunisino.

Era l’ora dell’aperitivo. In una nota enoteca della centralissima via Atenea, numerosi clienti erano rilassati a sorseggiare il loro drink ed il proprietario era intento a soddisfare le loro esigenze. Proprio approfittando di quell’atmosfera, un tunisino è entrato di soppiatto nel locale, si è avvicinato alla cassa ed ha arraffato tutto il denaro, in tutto 65 euro. Non ha fatto i conti però con un Carabiniere, libero dal servizio, che non lo ha perso di vista un attimo, come anche le immagini delle telecamere di sorveglianza del negozio. Prima che si allontanasse, lo ha bloccato a terra ed ha chiamato il 112. Dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale sono arrivate subito tre pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile di Agrigento che stavano già perlustrando la zona nell’ambito dei numerosissimi servizi perlustrativi svolti in pieno centro.  

Per il 32 enne tunisino, Nabil Hassen, già noto alle Forze dell’Ordine, sono subito scattate le manette ai polsi, con l’accusa di furto aggravato. Dalla immediata perquisizione, sono saltati fuori i soldi sottratti che sono stati subito restituiti al proprietario del locale che non ha nascosto, insieme ai clienti presenti, la sua gratitudine ai Carabinieri.

I massicci e visibili controlli dei Carabinieri proseguiranno senza sosta in tutta la città. Qualsiasi cittadino che dovesse notare una minima anomalia, può contattare subito il 112 che invierà quanto prima una pattuglia a verificare la situazione.

Operazione “Street food”, droga destinata a giovanissimi

La droga era destinata ai giovani e i pusher a volte utilizzavano anche due ragazze quattordicenni, sia come corrieri sia come assuntori finali delle sostanze stupefacenti. Alle prime luci dell’alba, a Menfi (Ag), i Carabinieri della Compagnia di Sciacca assieme ai colleghi della locale Stazione, a conclusione di un’articolata attività investigativa, hanno eseguito sei Ordinanze di custodia cautelare, in carcere ed agli arresti domiciliari, emesse dal GIP Tribunale di Sciacca su richiesta della locale Procura della Repubblica, per i reati di “Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, con l’aggravante di aver destinato l’uso della droga anche a minori. Le indagini hanno consentito di bloccare una consistente rete di spaccio ed approvvigionamento di sostanze stupefacenti, “Hashish” e “Cocaina”, proveniente da Palermo e destinata ad essere smerciata nelle piazze di Menfi, Santa Margherita di Belice (Ag), Montevago (Ag) e Poggioreale (Tp). Quello che i Carabinieri hanno accertato, grazie anche ad attività tecniche ed a numerosi servizi di osservazione e pedinamenti, è che la sostanza stupefacente veniva spesso consegnata a pusher locali che a loro volta la rivendevano ad una clientela molto giovane.

L’indagine è stata denominata “Street food” poiché i corrieri, residenti  tra Menfi e Santa Margherita di Belice, per organizzare i viaggi necessari per approvvigionarsi dei quantitativi di droga,  facevano riferimento a “cene, cibi di strada e fast food”. I carichi di droga, durante i viaggi da Palermo a Menfi, venivano nascosti dentro le autovetture utilizzate ma, in alcuni casi, anche all’interno degli indumenti intimi delle giovani ragazze. Tra gli indagati spiccano le figure di due menfitani, (uno detto papà) ed un altro (detto carciofetto), che gestivano il sodalizio mettendo a disposizione autovetture e telefoni cellulari per l’approvvigionamento ed il trasporto della droga.

Si stima che in circa tre mesi, gli indagati abbiano movimentato sulle piazze di spaccio vari chili di hashish ed alcuni etti di cocaina, la maggior parte destinati ai più giovani, per un giro di affari complessivo di circa 200 mila euro.

Ex mediatori culturali divenuti grossisti della droga assieme a giovane migrante.

Ex mediatori culturali divenuti grossisti della droga assieme a giovane migrante. Quando i tre sono stati fermati e trovati in possesso della droga, i Carabinieri sono rimasti stupiti. Il primo, di origini libiche, sbarcato a Lampedusa nel 2011, ex mediatore culturale ed il secondo, pachistano, in Italia dalla nascita e figlio di migranti, anche lui ex mediatore culturale. Mentre il terzo, di origini pachistane, ospitato attualmente in una comunità alloggio agrigentina, ove aveva conosciuto i due mediatori con i quali in breve tempo era diventato socio in “affari”. Questo il profilo dei tre cittadini extra-comunitari beccati dai Carabinieri in flagranza di reato con un carico di droga. Stranieri giunti in Italia in cerca di “facili fortune” a cui però qualcosa è andato storto. Infatti i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Agrigento, durante un servizio investigativo, li hanno sorpresi sulla pubblica via con 1 Chilo di “Hashish”, verosimilmente da rivendere agli assuntori del capoluogo, a partire dal centro storico sino alla frazione balneare di San Leone.

“Ha tentato di uccidere il padre e ha aggredito le forze dell’ordine”, arrestato un 44enne

Ha tentato di uccidere il padre, una persona molto nota a Sciacca per essere stato sindaco negli anni Settanta. L’anziano è stato ritrovato agonizzante e in una pozza di sangue. E’ stato subito trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II”. Ma riuscire a liberarlo non è stato semplice per polizia e carabinieri che, comunque, hanno arrestato il figlio: Francesco La Torre di 44 anni.

“Fucili detenuti illegalmente”, torna libero l’impiegato 49enne

I due fucili calibro 12, e le munizioni, erano stati regolarmente denunciati dal padre, poi deceduto. In casa del quarantanovenne, a Naro, ci sarebbero finite in quanto il figlio non era nient’altro che un erede detentore. Mercoledì mattina, davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto, si è tenuta l’udienza di convalida per l’impiegato quarantanovenne, C. G. di Naro, arrestato sabato scorso dai carabinieri per l’ipotesi di reato di detenzione illegale di armi. L’indagato, difeso dall’avvocato Luigi Reale, è, dunque, comparso davanti al Gip. Il pubblico ministero – durante l’udienza di convalida – ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari. Il giudice Stefano Zammuto, sciogliendo la riserva, come chiesto dal difensore Luigi Reale, ha deciso di non applicare nessuna misura al quarantanovenne, disponendone l’immediata scarcerazione

In manette insospettabile impiegato trovato in possesso di armi

A Naro , i carabinieri della locale stazione , a conclusione di una mirata attività info-investigativa, nel corso di una perquisizione effettuata nell’abitazione di un insospettabile impiegato, hanno rinvenuto due Fucili calibro 12 e relativo munizionamento, risultati illegalmente detenuti da G.C., 49 enne del luogo, impiegato pubblico, incensurato, il quale è stato arrestato in flagranza di reato e ristretto agli arresti domiciliari.

Le armi si presentavano in ottimo stato di conservazione ed efficienza e saranno successivamente inviate ai laboratori del RIS dei Carabinieri, per stabilire se siano state utilizzate in episodi criminosi.

Nascondeva le dosi in bagno. Pusher in manette.

Nascondeva le dosi in bagno. Questo ed altro hanno accertato i Carabinieri nell’ambito di una indagine mirata a prevenire il fenomeno dell’uso, consumo e spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro hanno sorpreso in flagranza di reato Calogero Napoli , 27 enne, originario di Palermo, mentre si trovava nella sua abitazione, intento a cedere ad alcuni giovani delle dosi di “Marijuana”. Durante la perquisizione, i militari dell’Arma accertavano che il 27 enne aveva nascosto 11 dosi di “Marijuana” all’interno di un mobile del bagno. La droga è stata posta sotto sequestro, mentre il giovane è stato ristretto agli arresti domiciliari.

Scafista tradito da un selfie, arrestato dai carabinieri

Non avrebbe resistito alla voglia di fare un selfie mentre pilotava una imbarcazione con a bordo dei migranti. Proprio quella foto insieme ad altre e ad alcuni video , trovati nel suo cellulare, lo avrebbero tradito. E i carabinieri lo hanno arrestato. È un 27enne tunisino accusato di essere lo scafista dell’imbarcazione, un piccolo gommone di cinque metri, giunto sulla spiaggia della riserva naturale di Torre Salsa, a Siculiana, con a bordo 9 immigrati clandestini. I migranti avrebbero tentato di far perdere le proprie tracce ma, 6 di loro sono stati fermati. In primo momento, i militaru hanno identificato tre dei 9 immigranti mentre tentavano di nascondersi tra la vegetazione. Dopo alcune ore di ricerche, i coadiuvati dai colleghi della guardia di finanza, ne hanno rintracciati altri tre. Le indagini sono partite da un navigatore satellitare trovato nelle mani di uno dei migranti. Poi, dal cellulare dello scafista , sono saltate fuori le foto e i video. Le dichiarazioni degli altri compagni di viaggio, poi, non hanno fatto altro che riscontrare le responsabilità dello scafista, facendo emergere anche quelle di un altro dei trasportati, quale complice. Per il tunisino , sono così scattate le manette in esecuzione di un fermo di indiziato di delitto per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Accusa questa, per la quale è stato denunciato in stato di libertà anche un secondo connazionale, mentre i rimanenti quattro sono stati segnalati alla procura della Repubblica di Agrigento per ingresso illegale nel territorio dello stato.

Notte di controlli durante la movida del sabato sera.  

Lotta  alle stragi del sabato sera, carabinieri di Agrigento in campo per evitare che il divertimento si trasformi i tragedia, distruggendo vite e famiglie. Controlli ritenuti necessari, per far comprendere, in particolar modo ai più giovani che il sabato frequentano i locali notturni, che non ci si deve mettere alla guida se non si è in condizioni di farlo.  Nel centro di Favara è stato controllato alla guida della sua auto un giovane, il quale, evidenziando chiari sintomi di ebbrezza alcolica, si è comunque rifiutato di sottoporsi all’alcool test mediante etilometro e dunque è scattata la denuncia con l’applicazione della sanzione del ritiro della patente. Ad Agrigento, invece, sono state denunciate due persone per guida in stato di ebbrezza alcolica oltre la soglia prevista . Anche in questo caso è stata applicata la sanzione accessoria del ritiro della patente.

Complessivamente, sono state controllate 80 persone di cui tre denunciate, 50 autovetture di cui quattro sottoposte a sequestro e cinque carte di circolazione ritirate.

“I servizi di controllo alla circolazione stradale- fanno sapere i carabinieri- verranno intensificati, in particolare durante il fine settimana, per contribuire alla prevenzione dei vari incidenti, il più delle volte provocati da chi alza il gomito prima di mettersi alla guida.”

Sorpresi a rubare una tonnellata di uva. Arrestati dai carabinieri due fratelli canicattinesi.

Stavano caricando circa 1.000 chili di uva su di un autocarro, ma sono stati colti in flagrante dai Carabinieri della Stazione di Castrofilippo e della Compagnia di Canicattì.  I militari dell’Arma, nel transitare in C.da Aquilata avrebbero notato alcune ombre aggirarsi sotto i teloni bianchi di un vigneto ed, avvicinandosi al fondo agricolo, avrebbero notato che i lucchetti posti a chiusura del cancello erano stati divelti.  I Carabinieri hanno bloccato due fratelli, Calogero e Bruno Massarto, posti agli arresti domiciliari.