Porto turistico di Licata: evasione dell’Imu da 800 mila euro

Ammonta a 800mila euro l’evasione di imposte nel porto turistico “Marina di Cala del Sole” di Licata. E’ stata la guardia di finanza a scoprire , in particolare, una evasione dell’Imu da parte di alcune  società operanti all’interno del porto.

Le attività ispettive effettuate dalle fiamme gialle del nucleo di polizia economico-finanziaria di Agrigento hanno accertato il mancato pagamento dell’imposta municipale unica dal 2013 al 2017.Dagli accertamenti è emersa anche l’esistenza di 394 posti barca dai 4 ai 70 metri, presenti nello specchio d’acqua antistante il porto, non censiti catastalmente, per i quali gli enti competenti provvederanno all’espletamento delle procedure previste per l’aggiornamento catastale.

Oltre all’imposta evasa, le società che non hanno adempiuto ai previsti pagamenti, saranno soggette anche ad una sanzione amministrativa del 30% dell’importo dovuto, nei casi in cui i ritardi nei pagamenti siano superiori ai 90 giorni. “Le attività della Guardia di finanza agrigentina – fanno sapere le fiamme gialle- a tutela delle imposte locali sono state eseguite al fine di garantire ogni forma di equità a favore di chi rispetta le regole”.

Gessica Lattuca, sequestrati oggetti.

Passano i giorni, 55, le indagini, ricerche e perquisizioni proseguono ma di Gessica Lattuca nessuna traccia, la 27 enne di Favara scomparsa lo scorso 12 agosto non si trova. Nelle prossime ore, verranno sequestrati – e portati via – degli oggetti che saranno sottoposti a specifiche analisi di laboratorio da parte del Ris di Messina. Si tratta di oggetti per i quali, proprio gli specialisti hanno avanzato l’idea di approfondire le verifiche.

Ma per gli esami di laboratorio ci vorrà tempo. Almeno una trentina di giorni. 

I Ris di Messina, anche ieri, sono rimasti al lavoro fra il magazzino e lo stabile di via Fratelli Gracchi – nei pressi di via Agrigento – di Filippo Russotto: ex compagno di Gessica Lattuca e e padre di tre dei suoi 4 figli che chiedono della loro mamma e aspettano. Gli specialisti dell’Arma ieri sono tornati nuovamente in contrada Burraitotto, lungo la strada fra il Villaggio Mosè e Naro. Ispezioni e verifiche sono state eseguite anche in un’altra casa di campagna appartenente all’ex compagno della ventisettenne: in contrada Malvizzo a Favara. Nel pomeriggio di ieri tutte le squadre dei carabinieri con le unità cinofile sono tornate nella vecchia casa di campagna che Filippo Russotto, assieme ai suo congiunti, ha ereditato soltanto da pochi mesi e chiusa da 14 anni. Al momento le indagini proseguono sempre contro ignoti e nessuna persona risulta iscritta sul registro degli indagati.

Diplomat, Cani: ” accuse totalmente infondate”

Parla di accuse totalmente infondate l’ex deputato regionale, Gaetano Cani. Il riferimento è all‘operazionea denominata “Diplomat”: le fiamme gialle di Ragusa hanno individuato una organizzazione che avrebbe rilasciato diplomi di maturità irregolari. Centodieci gli indagati, quattro le scuole paritarie che “vendevano” diplomi e 300mila euro in contanti, all’interno di una scatola di scarpe, trovati e sequestrati nell’abitazione di Gaetano Cani, dirigente scolastico, principale indagato dell’inchiesta. “Puntualizzo che ho ricevuto oggi -scrive in una nota Gaetano Cani- la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari e quindi di non aver ancora potuto esercitare il diritto di difesa. L’infondatezza non potrà che risultatre all’esito dell’eventuale fase processuale. Mi preme sottolineare che i timbri sequestrati nella mia abitazione , diversi anni fa e in occasione di una perquisizione, non hanno alcun collegamento con le indagini diplomat ed è destituita di ogni fondamento la notizia secondo cui era stata scoperta a casa mia una vera e propria “fabbrica del falso”. Preciso anche che la domma di denaro a suo tempo sequestrata nella mia abitazione è di entità inferiore ed è di provenienza del tutto lecita. Ribadisco la certezza di poter dimostrare, nelle sede opportune la mia correttezza e lineariatà”. Gli investigatori hanno controllato le attività di un centro d’istruzione non riconosciuto dalle autorità scolastiche, con base logistica a Ispica (Ragusa) e rapporti con scuole paritarie di Catania, Licata e Canicattì. Quattro gli istituti coinvolti. Sono l’istituto Pirandello di Licata, l’istituto Pirandello di Canicattì, la scuola “Alessandro Volta” di Canicattì e l’istituto San Marco di Acireale.

Sequestrata altra “roba”

Ci sono ragazzi che già all’ultimo anno delle medie hanno avuto un primo contatto con gli spinelli e che quando arrivano alla scuola superiore sono già “pronti” anche a fare il salto di qualità. Un vero e proprio allarme che desta sempre più preoccupazione.

Nei giorni scorsi, ad Agrigento, la polizia ha controllato due istituti scolastici . Il controllo ha consentito il rinvenimento di una trentina di “spinelli” abbandonati in prossimità degli istituti scolastici ed alla segnalazione alla locale Prefettura di uno studente, quale assuntore di sostanza stupefacente tipo “hashish”. Da Agrigento a Licata. Anche i poliziotti del commissariato di Licata, in collaborazione con il personale della Guardia di finanza e con “Tasco” – l’unità cinofila – al seguito, hanno controllato, l’istituto “Filippo Re Capriata” – che ospita l’alberghiero e l’istituto tecnico commerciale – e il liceo scientifico “Linares”. I poliziotti hanno sequestrato un involucro di cellophane che conteneva ben 10 grammi di marijuana. Un involucro che, una volta aperto, sarebbe dovuto servire per smistare – spacciare – lo stupefacente. L’operazione – denominata “Scuole sicure”, rientra nel vasto piano finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti in prossimità delle scuole, disposto dal questore Maurizio Auriemma.Due gli studenti che sono stati segnalati – quali consumatori di droghe – alla Prefettura di Agrigento.

“Diplomat”, scoperto un sodalizio che si occupava dell’illecito rilascio di diplomi

L’hanno chiamata operazione “Diplomat”. Un’inchiesta che ha permesso di individuare – su tutto il territorio regionale – la presenza di un sodalizio criminale dedito alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica, con particolare riferimento all’indebito rilascio di diplomi di maturità. E il tutto sarebbe avvenuto grazie alla dimostrata ed incondizionata connivenza di pubblici ufficiali: preside e insegnanti ed incaricati di pubblico servizio, personale di segreteria appartenenti a quattro distinti istituti paritari.

In particolare, gli investigatori hanno controllato le attività di un centro d’istruzione, non riconosciuto dalle autorità scolastiche, che aveva base logistica a Ispica, nel Ragusano, e saldi rapporti – ha ricostruito il procuratore capo Luigi Patronaggio – con scuole paritarie della provincia di Agrigento – Licata e Canicattì – e Catania . Disposto il sequestro preventivo d’urgenza di 22 diplomi di scuola media superiore irregolarmente conseguiti nell’anno scolastico 2014/2015 da altrettanti soggetti.I dettagli dell’operazione “Diplomat” saranno resi noti domattina, alle 10, in Procura. 

Gdf: Fabio Sava lascia la guida del nucleo di polizia economico-finanziaria di Agrigento

Dopo quattro anni di comando il Tenente Colonnello Fabio Sava lascia la guida del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Agrigento per trasferirsi al Comando Interregionale per l’Italia Sud-Occidentale di Palermo quale Capo Ufficio Personale e Affari Generali.

Nel periodo di permanenza nella provincia di Agrigento, dove Sava ha ricoperto anche l’incarico di Comandante Provinciale in Sede Vacante, l’Ufficiale ha condotto plurime attività di servizio in tutti i principali settori istituzionali, quali il contrasto economico alla criminalità organizzata, all’evasione fiscale ed agli illeciti nel settore della spesa pubblica, tra le quali si evidenziarono, in particolare, le operazioni denominate “DUTY FREE”, “DISCOUNT” e “GIANO BIFRONTE”.

La madre muore e continua a incassare la pensione per tre anni, donna a giudizio per truffa

Incassa per tre anni la pensione della madre morta: un’indagine della Guardia di Finanza la scopre e una donna, Angela Maria Marracini, di San Biagio Platani, finisce a processo per truffa aggravata. Ieri mattina, davanti al collegio di giudici della seconda sezione penale, sono stati sentiti due sottufficiali della Guardia di finanza che hanno ricostruito le indagini.

Nell’aprile del 2009 la madre dell’imputata è morta ma la figlia, sostiene l’accusa, avrebbe effettuato solo una delle due comunicazioni ad Inps e Inpdap facendo cessare la pensione di invalidità ma non quella di vecchiaia.

 

“Guerra” ai B&B irregolari

Non solo scoprire gli abusivi ma anche , di cosenguenza, gli evasori. I poliziotti dell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura, da qualche settimana ormai, stanno controllando i B&B di Agrigento. E hanno scoperto che uno sue due è abusivo. Su una cinquantina di B&B controllati finora ben 25 sono risultati non in regola. In questura si è tenuto un tavolo di coordinamento sui b&b, presente tra gli altri, anche la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Entrate: verranno trasmessi a loro tutti gli incartamenti dei poliziotti delle “Volanti”. Il dilagante fenomeno delle strutture ricettive non autorizzate, di fatto, arreca un danno all’erario in termini di evasione fiscale, oltre che limitare l’attività investigativa dal momento che chiunque potrebbe trovare ospitalità nell strutture senza doversi necessariamente registrare, eludendo in tal modo i controlli di polizia anche in materia di antiterrorismo. Le strutture ricettive: hotel o B&B devono comunicare obbligatoriamente alla Questura le schede (nominativi e generalità) delle persone alloggiate. Lo stabilisce la normativa.  Ad Agrigento ci sono, parecchi B&B che o non sono registrati sul portale della Questura oppure, pur essendo registrati, non comunicano.

Trainavano una “carretta” del mare con a bordo dei migranti, arrestati sei scafisti

Arrestati sei membri dell’equipaggio di un motopesca tunisino sorpreso mentre trainava verso Lampedusa un barchino che trasportava 14 migranti. L’operazione di polizia in mare è stata svolta da unità navali della Guardia di Finanza e proseguita dai finanzieri della Brigata di Lampedusa con il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento. Nel primo pomeriggio del 29 agosto scorso, un aereo da ricognizione gestito dall’Agenzia Europea Frotex ha avvistato in mare aperto, a più di 80 miglia a sud di Lampedusa, una piccola imbarcazione con 10-15 persone a bordo al traino di un peschereccio con insegne tunisine diretto a Nord, verso le coste della Sicilia.Entrambe le imbarcazioni sono state scortate al porto di Lampedusa, dove, i finanzieri dell’isola denunciavano per ingresso illegale nel territorio dello Stato i 14 migranti, arrestavano i 6 membri dell’equipaggio del motopesca in relazione all’ipotesi di reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e procedevano al sequestro dei mezzi impiegati dai trafficanti. Tutti gli arrestati sono stati rinchiusi al carcere di Agrigento. 

Stroncato mercato illegale dei cardellini, denunciati cinque favaresi

Duro colpo al mercato illegale dei cardellini. I carabinieri forestali del centro anticrimine natura di Palermo e Agrigento, nucleo cites, e delle guardie giurate zoofile e venatorie del Wwf Sicilia, in occasione della tradizionale fiera dell’agricoltura che si svolge a ferragosto a Favara, hanno scoperto cinque postazioni abusive, presidiate da persone poi identificate e denunciate a piede libero, dove si offrivano in vendita diversi esemplari di avifauna selvatica protetta, rinchiusi in gabbiette piccole o comunque in condizioni di grave sovraffollamento. Lo hanno reso noto le Guardie giurate del Wwf. Al termine dell’operazione i 29 cardellini sequestrati dall’Arma, dopo l’esame clinico da parte del Dirigente Veterinario del Servizio sanità animale dell’Asp di Agrigento, sono stati reimmessi in natura in un luogo idoneo, d’intesa con l’autorità giudiziaria che ne ha autorizzato la liberazione. A carico dei cinque favaresi denunciati, sono state contestate le ipotesi di reato di ricettazione e detenzione di animali in condizioni incompatibili.

Gessica Lattuca non si trova

Con il passare delle ore e dei giorni, cresce, inevitabilmente, la paura e l’esasperazione dei familiari. Di Gessica Lattuca non si hanno più notizie. La 27enne è scomparsa da otto giorni. L’attività di ricerca dei carabinieri della Tenenza di Favara e del comando Provinciale di Agrigento prosegue incessantemente, coordinata dalla locale Prefettura, nell’ambito del piano provinciale di ricerche. La donna, di cui non si hanno più notizie dal 12 agosto scorso, non ha in alcun modo dato tracce di sé e pertanto, nelle ultime ore, sono state effettuate ulteriori operazioni di ricerca nelle campagne limitrofe alla cittadina di Favara.

Una ventina di militari dell’Arma sono stati impegnati, per tutta la giornata, a setacciare le campagne circostanti l’abitato. Nelle attività di perlustrazione, i carabinieri sono stati anche coadiuvati dall’alto, con un elicottero dell’elinucleo carabinieri di Palermo.

I militari della Tenenza di Favara hanno raccolto la denuncia il 14 agosto scorso e da allora hanno avviato le ricerche nei luoghi abitualmente frequentati dalla giovane donna. Da oggi le ricerche sono state estese anche in campagna ed a breve verranno impiegate anche le unità cinofile. Le operazioni di ricerca, al momento, hanno dato esito negativo. “Si invita chiunque,  in caso di possibile avvistamento della donna – fanno sapere i militari dell’Arma –  a contattare tempestivamente il 112 od i carabinieri della tenenza di Favara”. La donna, capelli biondi e occhi verdi, al momento della scomparsa indossava una camicetta turchese e pantacollant di colore blu. È stata vista per l’ultima volta nella parte bassa di via Umberto, a Favara.

Chiunque ritenga di averla vista o di avere informazioni che la riguardano, fornisca indicazioni ai carabinieri della tenenza di Favara.

La famiglia, in queste ore, con una lettera diramata dall’avvocato di fiducia Salvatore Cusumano, ha “auspicato un maggior impegno delle forze dell’ordine per la ricerca della congiunta scomparsa, senza escludere alcuna pista investigativa”.
«Aiutateci a ritrovarla. Vi preghiamo di contattare suo fratello Enzo Lattuca o i Carabinieri», si legge sui social della famiglia Lattuca, letteralmente in angoscia per una sparizione davvero misteriosa. Tra i messaggi dei parenti che hanno diffuso le foto, vi sono anche quelli dell’ex compagno Filippo Russotto, padre di tre dei suoi figli, che scrive su Facebook: «Una persona non può così scomparire da un momento all’altro. Se qualcuno sa dov’è, mi contatti. Non succederà niente». Come riporta Il Messaggero, Filippo Russotto è lo zio di Gerlando Russotto, arrestato dopo le rivelazioni del neo pentito favarese Mario Rizzo. L’ipotesi che la sparizione possa c’entrare con queste dinamiche della malavita siciliana ancora non è dato saperlo, quello che è certo è che una mamma di quattro bambini giovanissima manca all’appello da troppi giorni e bisogna assolutamente trovarla, con ogni mezzo.

Statale 640, sequestrato furgone con merce contraffatta: un denunciato

La Guardia di finanza di Caltanissetta ha fermato e controllato, sulla statale Caltanissetta-Agrigento, un furgone con a bordo un senegalese.  Il mezzo conteneva, occultate tra merce legale e bigiotteria di scarso valore, circa 550 borse contraffatte di varie note case di moda nazionali ed internazionali. Oltre ai prodotti contraffatti ed al fine di impedire l’ingresso di ulteriore merce illegale nella provincia, è stato sottoposto a sequestro penale anche l’automezzo utilizzato per l’illecito trasporto. L’extracomunitario è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Caltanissetta per la violazione del reato di contraffazione.

L’operazione delle Fiamme Gialle Nissene rientra nei servizi, predisposti a livello provinciale dalla Prefettura, per il piano nazionale “Estate sicura”.

“Intesta casa e yacht a prestanome”, sequesto da 300mila euro

Uno yacht di oltre 21 metri e una villa a Sciacca in contrada Molara. Ammonta complessivamente a 300mila euro il valore dei beni sequestrati dalla guardia di finanza ad un pluripregiudicato saccense denunciato alla Procura per il reato di trasferimento fraudolento di valori. Per sottrarsi all’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali l’uomo si era avvalso di un prestanome a cui aveva intestato i beni il cui acquisto per lui sarebbe stato impossibile da giustificare con le risorse reddituali e patrimoniali ufficialmente dichiarate. Ieri, i militari della guardia di finanza di Sciacca, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito i due provvedimenti emessi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sciacca con i quali e’ stato disposto il sequestro preventivo. “L’uomo- fanno sapere dalla guardia di finanza- è stato piu’ volte condannato in via definitiva per truffa, estorsione, appropriazione indebita, ricettazione e minaccia”

“Nascondeva hashish nelle parti intime”, il cane “Eschilo” fa arrestare un 18enne

Sorpreso con droga appena sceso dal treno proveniente da Palermo. Con l’accusa di detenzione di stupefacenti è stato arrestato dalla polizia, nella stazione centrale di Agrigento,  un diciottenne originario della Guinea. L’operazione è stata condotta dalla polizia ferroviaria insieme al comparto cinofili della Guardia di finanza di Agrigento. È stato proprio il cane antidroga “Eschilo” della Guardia di finanza a fiutare la droga addosso al giovane, appena arrivato ad Agrigento su un treno regionale proveniente dal capoluogo siciliano. Subito fermato, il 18enne è stato condotto negli uffici della Polfer dove è stato perquisito dagli agenti e dai finanzieri, che hanno trovato nascosti nelle parti intime due panetti di hashish del peso complessivo di 200 grammi. Nella tasca destra dei pantaloni, inoltre, sono stati trovati 60 euro in contanti. Il giovane, domiciliato in una comunità d’accoglienza, è stato arrestato e condotto nel carcere di Agrigento.

Scafista condannato a 7 anni

Arriva la prima condanna per uno dei presunti scafisti di uno degli sbarchi fantasma in provincia di Agrigento. Sette anni di reclusione sono stati inflitti al primo presunto scafista di sbarchi “fantasma”, intercettato e fermato dalle motovedette della Guardia di Finanza di Porto Empedocle lo scorso 22 settembre, nelle acque antistanti il comune di Realmonte, a bordo di un peschereccio con il quale tentava la fuga per rientrare in Tunisia. Si tratta di un tunisino di 27 anni, arrestato dai militari della Sezione Operativa Navale e della Tenenza della Guardia di finanza di Porto Empedocle al termine di un inseguimento in mare, dopo che lo stesso aveva scaricato numerosi tunisini. L’extracomunitario, entrato in Italia altre cinque volte fornendo altrettante false generalità, con un’imbarcazione in legno della lunghezza di circa 12 metri, è accusato di aver effettuato il trasporto di oltre 45 cittadini extracomunitari dalla Tunisia verso l’Italia, procurando loro l’ingresso illegale nel territorio italiano, facendosi pagare per il trasporto un compenso di 2mila 500 dinari tunisini, corrispondenti a circa 750 euro a persona. Ad incastrarlo le testimonianze dagli extracomunitari fermati dalle forze dell’ordine. In particolare il presunto scafista aveva violato l’ordine dei finanzieri di fermarsi per essere sottoposto a controllo, gettato in mare cellulare e navigatore per proseguire la marcia a tutta velocità verso la Tunisia. La sentenza è stata emessa dal collegio di giudici del tribunale di Agrigento presieduto da Luisa Turco, a fronte della richiesta del pubblico ministero Salvatore Vella di una condanna a undici anni di reclusione.