“Cancellavano debiti tributari”, creando dei falsi crediti d’imposta: in manette anche due agrigentini

Cancellavano debiti tributari”, creando dei falsi crediti d’imposta, con questa accusa sono in 117 gli indagati in tutta Italia. Nell’ambito dell’operazione della Guardia di Finanza, sono finiti, tra gli altri, in manette anche due agrigentini. Si tratta di Salvatore Sambito, 38anni, consulente e revisore di conti e l’imprenditore Rosario Barragatto, 47 anni di Palma di Montechiaro.

A capo della banda ci sarebbe un imprenditore di 33 anni. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone accusate di avere costituito un’associazione a delinquere finalizzata all’indebita compensazione di crediti di imposta. La procura di Gela ha ipotizzato un sistema ben consolidato messo in piedi da una vera e propria associazione a delinquere che avrebbe beneficiato della cancellazione, appunto, di alcuni debiti tributari. Le cifre parlerebbero di oltre 22 milioni di euro.

“Trovato hashish nella scala d’emergenza della scuola”, sequestrato anche un coltello

I controlli della polizia di Stato, con al seguito le unità cinofile della Guardia di finanza, hanno scovato droga all’interno del bagno dell’istituto scolastico “Don Michele Arena” di Sciacca. Ben 11 dosi – pari a sette grammi di hashish – erano nascosti nel basamento della scala d’emergenza. Poco distante, la polizia ha anche rinvenuto e sequestrato un coltello a serramanico. Un coltello la cui lama era annerita, verosimilmente utilizzato per il “taglio” della “roba”.  

Agrigento, in possesso di hashish: fermati due extracomunitari

Trovati in possesso di sostanze stupefacenti. Gli agenti della Guardia di Finanza nelle ultime ore hanno arrestato due extracomunitari, trovati in possesso di hashish.

Due distinte operazioni che ha permesso, in un caso, di bloccare e fermare un giovane del Gambia al terminal dei bus di piazzale Fratelli Rosselli trovato in possesso di circa 600 grammi di hashish; in un altro caso, un giovane della Nuova Guinea è stato invece trovato in possesso di poco meno di 200 grammi della stessa sostanza. I finanzieri, grazie all’ausilio delll’unità cinofila hanno così “fermato” due presunti pusher. Nel primo caso, il giovane Gambiano è stato tradotto alla casa Circondariale “Di Lorenzo” di contrada Petrusa, mentre per l’altro extracomunitario sono stati disposti i domiciliari.

“Tornava da Palermo con hashish e cocaina”, arrestato un “corriere”

Sarebbe stato trovato in possesso di 400 grammi di hashish e 5 di cocaina. Un ventisettenne, residente a Lampedusa è stato arrestato dalla Guardia di finanza per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il controllo dei militari della compagnia delle Fiamme gialle di Agrigento è stato effettuato assieme alle unità cinofile. Il ventisettenne è stato ritenuto un “corriere”. L’uomo,  appena rientrato da Palermo a bordo di un autobus di linea, è stato controllato dai finanzieri che, grazie al fiuto infallibile del cane antidroga “Eschilo”, hanno rinvenuto e sequestrato 400 grammi di hashish e circa 5 grammi di cocaina. Per l’uomo è scattato l’arresto in flagranza di reato. 

Agrigento, droga nei pressi delle scuole: continuano i controlli delle Forze dell’Ordine

Continua senza sosta la lotta allo spaccio ed al consumo di sostanze stupefacenti fra i “banchi di scuola” nell’agrigentino.

Forze dell’Ordine a lavoro negli istituti scolastici della provincia per cercare di arginare il consumo fra i giovani di droghe. Nelle ultime ore gli agenti della sezione “Volanti” della Polizia di Stato, insieme agli uomini della Guardia di Finanza hanno concentrato i controlli nelle scuole “Majorana” e “Foderà”.

Scoperti, nei pressi degli istituti scolastici, circa 12 grammi fra hashish e marijuana che, naturalmente, è stata posta sotto sequestro.

Trainavano un’imbarcazione con 68 migranti a bordo, arrestati sei presunti scafisti

Sono sei gli scafisti arrestati, nel corso di una complessa operazione. La Guardia di finanza ha catturato un peschereccio che rimorchiava migranti attraverso il Canale di Sicilia.

A bordo dell’imbarcazione vi erano in tutto 68 persone. Ad essere stati fermati sono stati sei componenti dell’equipaggio  del peschereccio trainava la carretta del mare. Alle sei persone è stato contestato il reato di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.

Droga nascosta in un bagno e nella presa elettrica di due scuole, blitz di polizia e cinofili

Due pezzi di hashish – per un peso complessivo di 0,5 grammi – e uno spinello già confezionato nascosti nei bagni dell’istituto superiore alberghiero “Niccolò Gallo”. Uno spinello, già confezionato e pronto al consumo, nascosto all’interno di una presa elettrica all’istituto tecnico commerciale “Leonardo Sciascia”.

Nuovo blitz – nell’ambito del progetto denominato “Scuole sicure” – degli agenti della sezione “Volanti” e dell’unità cinofile della Guardia di finanza. Controlli realizzati, sulla base di indicazioni del ministero dell’Interno, per volontà del questore di Agrigento Maurizio Auriemma.

Sembra scontato che, ancora una volta, alla vista dell’arrivo dei poliziotti delle “Volanti” e dei cani delle Fiamme Gialle, gli studenti abbiano provato a nascondere la “roba”. Il fiuto infallibile dei cani gli ha però fatto andare per aria ogni proposito.

Porto turistico di Licata: evasione dell’Imu da 800 mila euro

Ammonta a 800mila euro l’evasione di imposte nel porto turistico “Marina di Cala del Sole” di Licata. E’ stata la guardia di finanza a scoprire , in particolare, una evasione dell’Imu da parte di alcune  società operanti all’interno del porto.

Le attività ispettive effettuate dalle fiamme gialle del nucleo di polizia economico-finanziaria di Agrigento hanno accertato il mancato pagamento dell’imposta municipale unica dal 2013 al 2017.Dagli accertamenti è emersa anche l’esistenza di 394 posti barca dai 4 ai 70 metri, presenti nello specchio d’acqua antistante il porto, non censiti catastalmente, per i quali gli enti competenti provvederanno all’espletamento delle procedure previste per l’aggiornamento catastale.

Oltre all’imposta evasa, le società che non hanno adempiuto ai previsti pagamenti, saranno soggette anche ad una sanzione amministrativa del 30% dell’importo dovuto, nei casi in cui i ritardi nei pagamenti siano superiori ai 90 giorni. “Le attività della Guardia di finanza agrigentina – fanno sapere le fiamme gialle- a tutela delle imposte locali sono state eseguite al fine di garantire ogni forma di equità a favore di chi rispetta le regole”.

Gessica Lattuca, sequestrati oggetti.

Passano i giorni, 55, le indagini, ricerche e perquisizioni proseguono ma di Gessica Lattuca nessuna traccia, la 27 enne di Favara scomparsa lo scorso 12 agosto non si trova. Nelle prossime ore, verranno sequestrati – e portati via – degli oggetti che saranno sottoposti a specifiche analisi di laboratorio da parte del Ris di Messina. Si tratta di oggetti per i quali, proprio gli specialisti hanno avanzato l’idea di approfondire le verifiche.

Ma per gli esami di laboratorio ci vorrà tempo. Almeno una trentina di giorni. 

I Ris di Messina, anche ieri, sono rimasti al lavoro fra il magazzino e lo stabile di via Fratelli Gracchi – nei pressi di via Agrigento – di Filippo Russotto: ex compagno di Gessica Lattuca e e padre di tre dei suoi 4 figli che chiedono della loro mamma e aspettano. Gli specialisti dell’Arma ieri sono tornati nuovamente in contrada Burraitotto, lungo la strada fra il Villaggio Mosè e Naro. Ispezioni e verifiche sono state eseguite anche in un’altra casa di campagna appartenente all’ex compagno della ventisettenne: in contrada Malvizzo a Favara. Nel pomeriggio di ieri tutte le squadre dei carabinieri con le unità cinofile sono tornate nella vecchia casa di campagna che Filippo Russotto, assieme ai suo congiunti, ha ereditato soltanto da pochi mesi e chiusa da 14 anni. Al momento le indagini proseguono sempre contro ignoti e nessuna persona risulta iscritta sul registro degli indagati.

Diplomat, Cani: ” accuse totalmente infondate”

Parla di accuse totalmente infondate l’ex deputato regionale, Gaetano Cani. Il riferimento è all‘operazionea denominata “Diplomat”: le fiamme gialle di Ragusa hanno individuato una organizzazione che avrebbe rilasciato diplomi di maturità irregolari. Centodieci gli indagati, quattro le scuole paritarie che “vendevano” diplomi e 300mila euro in contanti, all’interno di una scatola di scarpe, trovati e sequestrati nell’abitazione di Gaetano Cani, dirigente scolastico, principale indagato dell’inchiesta. “Puntualizzo che ho ricevuto oggi -scrive in una nota Gaetano Cani- la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari e quindi di non aver ancora potuto esercitare il diritto di difesa. L’infondatezza non potrà che risultatre all’esito dell’eventuale fase processuale. Mi preme sottolineare che i timbri sequestrati nella mia abitazione , diversi anni fa e in occasione di una perquisizione, non hanno alcun collegamento con le indagini diplomat ed è destituita di ogni fondamento la notizia secondo cui era stata scoperta a casa mia una vera e propria “fabbrica del falso”. Preciso anche che la domma di denaro a suo tempo sequestrata nella mia abitazione è di entità inferiore ed è di provenienza del tutto lecita. Ribadisco la certezza di poter dimostrare, nelle sede opportune la mia correttezza e lineariatà”. Gli investigatori hanno controllato le attività di un centro d’istruzione non riconosciuto dalle autorità scolastiche, con base logistica a Ispica (Ragusa) e rapporti con scuole paritarie di Catania, Licata e Canicattì. Quattro gli istituti coinvolti. Sono l’istituto Pirandello di Licata, l’istituto Pirandello di Canicattì, la scuola “Alessandro Volta” di Canicattì e l’istituto San Marco di Acireale.

Sequestrata altra “roba”

Ci sono ragazzi che già all’ultimo anno delle medie hanno avuto un primo contatto con gli spinelli e che quando arrivano alla scuola superiore sono già “pronti” anche a fare il salto di qualità. Un vero e proprio allarme che desta sempre più preoccupazione.

Nei giorni scorsi, ad Agrigento, la polizia ha controllato due istituti scolastici . Il controllo ha consentito il rinvenimento di una trentina di “spinelli” abbandonati in prossimità degli istituti scolastici ed alla segnalazione alla locale Prefettura di uno studente, quale assuntore di sostanza stupefacente tipo “hashish”. Da Agrigento a Licata. Anche i poliziotti del commissariato di Licata, in collaborazione con il personale della Guardia di finanza e con “Tasco” – l’unità cinofila – al seguito, hanno controllato, l’istituto “Filippo Re Capriata” – che ospita l’alberghiero e l’istituto tecnico commerciale – e il liceo scientifico “Linares”. I poliziotti hanno sequestrato un involucro di cellophane che conteneva ben 10 grammi di marijuana. Un involucro che, una volta aperto, sarebbe dovuto servire per smistare – spacciare – lo stupefacente. L’operazione – denominata “Scuole sicure”, rientra nel vasto piano finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti in prossimità delle scuole, disposto dal questore Maurizio Auriemma.Due gli studenti che sono stati segnalati – quali consumatori di droghe – alla Prefettura di Agrigento.

“Diplomat”, scoperto un sodalizio che si occupava dell’illecito rilascio di diplomi

L’hanno chiamata operazione “Diplomat”. Un’inchiesta che ha permesso di individuare – su tutto il territorio regionale – la presenza di un sodalizio criminale dedito alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica, con particolare riferimento all’indebito rilascio di diplomi di maturità. E il tutto sarebbe avvenuto grazie alla dimostrata ed incondizionata connivenza di pubblici ufficiali: preside e insegnanti ed incaricati di pubblico servizio, personale di segreteria appartenenti a quattro distinti istituti paritari.

In particolare, gli investigatori hanno controllato le attività di un centro d’istruzione, non riconosciuto dalle autorità scolastiche, che aveva base logistica a Ispica, nel Ragusano, e saldi rapporti – ha ricostruito il procuratore capo Luigi Patronaggio – con scuole paritarie della provincia di Agrigento – Licata e Canicattì – e Catania . Disposto il sequestro preventivo d’urgenza di 22 diplomi di scuola media superiore irregolarmente conseguiti nell’anno scolastico 2014/2015 da altrettanti soggetti.I dettagli dell’operazione “Diplomat” saranno resi noti domattina, alle 10, in Procura. 

Gdf: Fabio Sava lascia la guida del nucleo di polizia economico-finanziaria di Agrigento

Dopo quattro anni di comando il Tenente Colonnello Fabio Sava lascia la guida del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Agrigento per trasferirsi al Comando Interregionale per l’Italia Sud-Occidentale di Palermo quale Capo Ufficio Personale e Affari Generali.

Nel periodo di permanenza nella provincia di Agrigento, dove Sava ha ricoperto anche l’incarico di Comandante Provinciale in Sede Vacante, l’Ufficiale ha condotto plurime attività di servizio in tutti i principali settori istituzionali, quali il contrasto economico alla criminalità organizzata, all’evasione fiscale ed agli illeciti nel settore della spesa pubblica, tra le quali si evidenziarono, in particolare, le operazioni denominate “DUTY FREE”, “DISCOUNT” e “GIANO BIFRONTE”.

La madre muore e continua a incassare la pensione per tre anni, donna a giudizio per truffa

Incassa per tre anni la pensione della madre morta: un’indagine della Guardia di Finanza la scopre e una donna, Angela Maria Marracini, di San Biagio Platani, finisce a processo per truffa aggravata. Ieri mattina, davanti al collegio di giudici della seconda sezione penale, sono stati sentiti due sottufficiali della Guardia di finanza che hanno ricostruito le indagini.

Nell’aprile del 2009 la madre dell’imputata è morta ma la figlia, sostiene l’accusa, avrebbe effettuato solo una delle due comunicazioni ad Inps e Inpdap facendo cessare la pensione di invalidità ma non quella di vecchiaia.

 

“Guerra” ai B&B irregolari

Non solo scoprire gli abusivi ma anche , di cosenguenza, gli evasori. I poliziotti dell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura, da qualche settimana ormai, stanno controllando i B&B di Agrigento. E hanno scoperto che uno sue due è abusivo. Su una cinquantina di B&B controllati finora ben 25 sono risultati non in regola. In questura si è tenuto un tavolo di coordinamento sui b&b, presente tra gli altri, anche la Guardia di finanza e l’Agenzia delle Entrate: verranno trasmessi a loro tutti gli incartamenti dei poliziotti delle “Volanti”. Il dilagante fenomeno delle strutture ricettive non autorizzate, di fatto, arreca un danno all’erario in termini di evasione fiscale, oltre che limitare l’attività investigativa dal momento che chiunque potrebbe trovare ospitalità nell strutture senza doversi necessariamente registrare, eludendo in tal modo i controlli di polizia anche in materia di antiterrorismo. Le strutture ricettive: hotel o B&B devono comunicare obbligatoriamente alla Questura le schede (nominativi e generalità) delle persone alloggiate. Lo stabilisce la normativa.  Ad Agrigento ci sono, parecchi B&B che o non sono registrati sul portale della Questura oppure, pur essendo registrati, non comunicano.