Cronaca

Crollo Favara: un pool di magistrati per indagare sulla tragedia e sui 56 alloggi popolari mai conse

Sarà un pool di magistrati ad indagare sul crollo della palazzina avvenuta in via del Carmine e sulla documentazione relativa ai 56 alloggi popolari costruiti, e mai consegnate. I carabinieri, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, stanno acquisendo, fra gli uffici comunali di Favara e l’istituto autonomo case popolari, tutti gli incartamenti. Per indagare su tutti gli aspetti della vicenda il procuratore di Agrigento Renato Di Natale ha avviato un’attività di indagini preliminari per appurare le cause del crollo e tutti gli altri eventi che possono aver agevolato la morte di Marianna e Chiarapia. < Il primo obbligo che abbiamo è giuridico e cioè verificare l’accaduto, poi-ha spiegato Di Natale abbiamo l’obbligo morale di capire se dietro la non assegnazione delle case popolari che erano pronte e non sono state consegnate vi siano delle responsabilità. Per fare tutto questo abbiamo nominato dei consulenti, delegato le indagini ai carabinieri e costituito un pool di magistrati >. Il poo di magistrati sarà composto dallo stesso Di Natale, l’aggiunto Ignazio Fonzo e i sostituti Lucia Bresia e Giacomo Forte. L’inchiesta della Procura ipotizza, a carico di ignoti, i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo e rovina di edificio.

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Blitz antidroga Mata Hari

Gli agenti del commissariato di Sciacca, in collaborazione con la squadra mobile di Agrigento, hanno eseguito una ordinanza di misura cautelare nei confronti di 19 presunti componenti di un’organizzazione che avrebbe gestito lo spaccio di stupefacenti nella zona tra Sciacca e Ribera, dove negli ultimi tempi si sono registrate alcune vittime per overdose. Alla vasta operazione, coordinata dal Pm della Procura di Sciacca, Paolo Mazza, hanno partecipato anche uomini della Questura di Trapani, del Nucleo Prevenzione Crimine di Palermo e Catania, elicotteri ed unità cinofile. Secondo gli investigatori l’organizzazione, guidata da Stefano Vinci, di 42 anni, avrebbe avuto come basi operative per lo spaccio alcuni bar di Ribera. L’operazione è stata denominata in codice “Mata Hari”. In manette sono finiti Stefano Vinci, 43 anni; Alberto Bilella, 32; Calogero Seidita, 53; Salvatore Montalbano, 42 anni; Giuseppe Arasi, 52 anni; Salvatore Giuseppe Failla, 34 anni; Calogero Puleo, 23 anni; Diego Sabella (alias Dino Broscina), 34 anni; Mario Gallo, 26; Leonardo Di Giorgi, 41; Giacomo Santannera, 32 anni; Pierpaolo Abbruzzo, 25 anni; Giuseppe Di Giorgi, 33 anni. Arresti domiciliari per Filippo Tardo, 48 anni, e Gianvito Ferreri, di 34. Per altre tre persone è scattato l’obbligo di dimora nei rispettivi luoghi di residenza. Infine obbligo di presentazione alla P.G. per una donna di 25 anni.

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Favara, crolla vecchia casa: morte due bambine di 11 e 3 anni

Uno stabile sito in via Carmine, nel centro storico di Favara, è crollato all’alba di oggi. Sul posto sono immediatamente giunti i vigili del fuoco e i carabinieri. Nell’immobile abitava la famiglia Bellavia composta da cinque persone. I genitori, Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, sono stati estratti subito dalle macerie. L’uomo è rimasto lievemente ferito ed è rimasto sul posto a dare manforte ai soccorritori, mentre la donna è stata trasportata in ospedale di Agrigento in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. Sotto le macerie, inizialmente, sono rimasti i tre figlioletti di 12, 11 e 3 anni. Marianna, la secondogenita, e Chiara Pia, la più piccola, sono state estratte morte dai soccorritori. Giovanni, 12 anni, è stato estratto vivo e trasportato immediatamente all’ospedale di Agrigento. Le sue condizioni non sono gravi “Apriremo un’inchiesta a carico di ignoti – ha dichiarato Renato Di Natale, procuratore della Repubblica di Agrigento – ma al momento la cosa che più ci interessa è che si salvino i due bambini. Fino a questo momento non abbiamo ipotizzato nessun reato, neppure quello di disastro colposo. È ancora troppo presto. Siamo in una fase iniziale”. “In tutti i centri storici di tante località del Mezzogiorno – ha detto Umberto Postiglione, prefetto di Agrigento – la situazione è questa. Si tratta di case in parte abbandonate e abitate da persone in difficoltà. Adesso verificheremo insieme alla magistratura le responsabilità”. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia del tragico bilancio del crollo di una palazzina a Favara, ha chiesto al prefetto di Agrigento di rappresentare alla famiglia Bellavia i suoi sentimenti di partecipazione al dolore per la perdita delle piccole Chiara e Arianna. Lo rende noto un comunicato del Quirinale. “Ho seguito con apprensione le operazioni di soccorso seguite al crollo di una palazzina a Favara, apprendendo con profondo dolore della morte delle piccole Arianna e Chiara. La prego di far pervenire ai familiari il più profondo cordoglio mio e dei colleghi senatori”. È quanto scrive il presidente del Senato Renato Schifani nel messaggio inviato al prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione.

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Scippo in chiesa a Cianciana, arrestato

Finita la funzione religiosa in chiesa erano rimasti solo in due: un’anziana fedele intenta a pregare ed un uomo, in ultima fila, noto comunque alla donna. In pochi attimi la decisione e così l’uomo s’impossessava della borsa fuggendo per le vie del paese. L’immediato allarme lanciato dalla donna e le indicazioni fornite, consentivano ai Carabinieri della locale Stazione, collaborati dalla Polizia Municipale, di rintracciare e arrestare Domenico Paci, 40enne, pregiudicato del luogo e recuperare la refurtiva. L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Sciacca, a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente. La borsa ed il suo contenuto sono stati restituiti alla vittima.

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Cammarata, denunciato titolare di supermercato per frode in commercio

I carabinieri della compagnia di Cammarata hanno denunciato un palermitano, G.F. per tentata frode in commercio. L’uomo, titolare di una nota catena di supermercati, sostituiva le etichette di qualità del prosciutto sottovuoto posto in vendita nel banco-frigo di un supermercato diversi giorni prima. A scoprire le gravi modalità di sostituzione, è stato un brigadiere dell’Arma in servizio nella compagnia di Lercara Friddi, che intento con la moglie a fare la spesa si è accorto che le etichette erano state sostituite. Il sottufficiale attraverso al compagnia dei carabinieri di Cammarata ha attivato l’intervento del personale del Nas di Palermo. Eseguiti gli accertamenti è ermersa la verità. Il prosciutto posto in vendita e contenuto nelle confezioni oggetto di accertamento era di marca, qualità e prezzo diversi di gran lunga inferiori di quanto indicato. Il prosciutto veniva venduto da 8,50 euro/Kg. a 14,99.

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Sciacca, è di Cangialosi il sangue trovato sull’auto sequestrata

Svolta nell’inchiesta sull’omicidio del saccense Michele Cangialosi. In alcuni microscopici reperti trovati all’interno dell’autovettura Citroen C3 sequestrata agli indagati sono state trovate tracce di sangue umano. Tracce ematiche che appartengono alla vittima del feroce omicidio avvenuto a Sciacca e per il quale sono in stato di custodia cautelare in carcere la moglie, Celeste Saieva, l’amante della moglie, Nicola Piazza, Paolo Naro e un minorenne. I Ris dei carabinieri nello scorso novembre hanno effettuato alcuni rilievi nell’abitazione teatro dell’efferato omicidio, sul fuoristrada e sull’utilitaria. Nonostante siano trascorsi mesi dall’omicidio e il degrado dei reperti, i Ris hanno scovato tracce importanti per l’esito delle indagini.

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Cattolica Eraclea, incendio in un’abitazione: famiglia evacuata e danni ingenti

Una famiglia evacuata e danni ingenti all’abitazione. E’ il bilancio di un incendio partito da un magazzino e poi estesosi al primo piano di uno stabile. E’ accaduto la notte scorsa in via San Giuseppe, a Cattolica Eraclea. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 2. Secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco del comando di Villaseta e dei carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea il rogo si sarebbe sviluppato per cause accidentali ma hanno trovato terreno fertile all’interno del magazzino. L’incendio in pochi minuti ha riguardato tutto il seminterrato dell’abitazione. Soltanto dopo oltre due ore di opera di spegnimento, l’incendio è stato domato dai vigili del fuoco. Ingenti i danni. Le fiamme hanno distrutto un ciclomotore, diversi mobili e suppellettili. La famiglia proprietaria dell’immobile in via precauzionale è stata evacuata dai carabinieri. Il fumo ha annerito le pareti della casa, dei piani bassi della palazzina e le scale.

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Servizio idrico integrato, il Cga respinge il ricorso dei sindaci

L’affidamento del servizio idrico integrato a Girgenti Acque è stato legittimo. Lo ha ribadito il Consiglio di Giustizia Amministrativa che ieri, nella tarda serata, ha emesso la sentenza relativa al giudizio d’appello instaurato a seguito del ricorso presentato dai sindaci dei di Palma di Montechiaro, Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Camastra, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Licata, Menfi, Montevago, Monteallegro, Naro, Racalmuto, Realmonte, Ribera, San Biagio Platani, Santo Stefano di Quisquina, San Giovanni Gemini, Santa Margherita Belice e Sambuca di Sicilia, dichiarato “improcedibile”.

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Canicattì, tentata rapina a distributore carburanti

Tentata rapina ai danni di un distributore di carburanti di Canicattì. La scorsa sera gli agenti del Commissariato di Polizia, si sono portati presso il distributore di carburanti “Erg” sito in viale della Vittoria, dove il gestore Giuseppe Rallo, palmese di 35 anni, ha riferito che poco prima due persone a bordo di un’autovettura, un’ Audi A3 di colore grigio chiaro, di cui non ha letto la targa, dopo essersi fermati con la scusa di effettuare il rifornimento, il passeggero velocemente si è abbassato il berrettino di lana sul viso e ha mostrato una pistola automatica chiedendogli di consegnare l’incasso. Rallo spaventato ha indietreggiato senza consegnare il denaro. I malviventi vista la reazione del gestore e per la presenza di un’altra persona, si sono dati ad una precipitosa fuga. Infagini in corso dei poliziotti canicattinesi, coordinati dal vice questore Corrado Empoli.

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Operazione antiusura: cominciati gli interrogatori

Sono cominciati gli interrogatori delle persone arrestate dalla Squadra Mobile di Agrigento nell’ambito dell’operazione antiusura “Easy Money”. Davanti al Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, sono comparsi Alfonso e Antonio Zambito, padre e figlio, rispettivamente di 61 e 38 anni di Porto Empedocle nonché Salvatore Falzone, 41 anni di Agrigento. Alfonso Zambito non ha risposto alle domande del giudice e si è avvalso della facoltà riconosciuta per legge di non rispondere. Antonio Zambito, invece, ha risposto ammettendo di avere avuto rapporti con Roberto Melfa, ricevendo e scambiando assegni ma di non sapere nulla di usura e di non conoscere l’ex sindaco di Porto Empedocle Paolo Ferrara, vittima della presunta banda di cravattari. I due Zambito sono difesi dall’avvocato Salvatore Pennica. Quest’ultimo difende, insieme all’avvocato Enrico Quattrocchi, Salvatore Falzone che ha negato ogni addebito, anche il più lieve. Ha negato tutto e ha dichiarato pure lui di non conoscere l’ex primo cittadino di Porto Empedocle. Gli altri sei interrogatori sono in programma tra il pomeriggio di oggi e domani.

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Incidente stradale mortale

E' stato un terribile scontro a non lasciare scampo a, Salvatore Taffari, 43 anni morto a seguito di un incidente stradale lungo la strada statale 115 tra i comuni di Ribera e Sciacca, nell'agrigentino. Il 43enne non ha fatto neanche in tempo ad arrivare in ospedale, è deceduto in elisoccorso poco prima dell’arrivo al nosocomio di Sciacca. Altre due persone sono rimaste ferite e trasportate con le ambulanze del 118 negli ospedali di Ribera e Sciacca. Per cause ancora in corso di accertamento della Polstrada si sono scontrate due autovetture, un Opel Astra e una Ford Focus. La vittima viaggiava sulla prima vettura, assieme ad un 40enne di Menfi, rimasto ferito così come la conducente della Focus, una agrigentina di 48 anni. Duro è stato il lavoro dei vigili del fuoco che hanno estratto i feriti dalle lamiere contorte dei mezzi coinvolti nello scontro. La Polizia Stradale di Sciacca e Agrigento sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica del terribile incidente . Il traffico veicolare nella zona è andato completamente in tilt con lunghe file di autovetture e camion.

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Bltz antiusura, nove persone in manette tra Agrigento, Porto Empedocle e Palma di Montechiaro

E’ Paolo Ferrara, ex sindaco di Porto Empedocle una della vittime della banda di usurai finita in manette la scorsa notte tra Agrigento, Palma di Montechiaro e Porto Empedocle. L’ex primo cittadino in passato aveva denunciato una serie di atti intimidatori compiuti nei suoi confronti, tanto che la Prefettura di Agrigento gli assegnò la scorta e un’autovettura blindata. Da quel filone di indagini, i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento hanno scoperto un vasto giro d’usura. Nove le persone arrestate, Roberto Melfa 44 anni, Carmelo Filippazzo 44 anni, Antonio Zambito 60 anni, Alfonso Zambito 37 anni, tutti di Porto Empedocle, Pietro Anastasio Natale 40 anni, Massimo Zacari 36 anni e Salvatore Falzone 40 anni, ed infine due palmesi, Antonio Di Vincenzo 48 anni e un ex bancario Calogero Bordino 51 anni. Nei loro confronti il gip di Agrigento, Stefano Zammuto, ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere su richiesta del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, e dei sostituti Adriano Scudieri e Luca Sciarretta del dipartimento reati usura ed estorsioni della Procura. Secondo l’accusa i nove uomini avrebbero concesso prestiti con tassi di interesse che oscillavano, a seconda dei casi, tra i 120 e i 550% l’anno. Gli inquirenti hanno anche sequestrato beni per oltre 600 mila euro. Durante l’operazione nell’abitazione di uno degli indagati sono stati trovati e sequestrati 40.000 mila euro in contanti.Paolo Ferrara, si era dimesso dalla carica di capo dell’amministrazione comunale di Porto Empedocle nel 2005, ed è tornata ad esercitare la sua professione di bancario.

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San Leone, è ritornato a casa il bambino rumeno

Il bambino rumeno, A.T. di 12 anni è ritornato a casa. Scomparso nella mattina di ieri il piccolo, intorno alle 14,30 ha riabbracciato la sua mamma. Del dodicenne, figlio di genitori rumeni si erano perse le tracce nella mattinata di ieri, quando uscito dalla casa di via Cipro dove abita con la mamma, non aveva più fatto ritorno. Svanito nel nulla. Durante la notte polizia e carabinieri avevano esteso le ricerche in tutta la frazione agrigentina. Ma con esito negativo. Del bambino nessuna traccia. Gli investigatori dopo aver ascoltato la mamma del bambino, che svolge l’attività di badante,( nella foto presa di spalle mentre partecipa allle ricerche del figlio), hanno cercato di capire cosa abbia spinto il bambino a fuggire da casa. Da quanto si è appreso forse è andato via da casa volontariamente per raggiungere in treno il padre che si trova per lavoro a Roma. Fuga volontaria o qualcos’altro? Su tutta la vicenda poliziotti e militari dell’Arma mantengono il più stretto riserbo e stanno accertando effettivamente come siano andate le cose. Intorno a mezzoggiorno si era sparsa la voce del ritrovamento del bambino, in una via del centro cittadino di Agrigento. Sarebbe stato uno zio a ritrovarlo, ma secondo lo stesso, il dodicenne sarebbe dato di nuova alla fuga, fino al ritorno da solo a casa. Gli agenti della Squadra Mobile diretti dal vice questore Alfonso Iadevaia stanno verificando il racconto della mamma e dello zio. Forse qualcosa nel racconto non convince del tutto.

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Casteltermini, proseguono le indagni dopo il ritrovamento dei cadaveri di due anziani

In attesa dell’autopsia, al momento non ci sono certezze sulla data, proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri sulla morte di Calogero De Marco 68 anni e della moglie Carmela Capozza 80 anni, rinvenuti cadaveri nella loro villetta in contrada Malva a pochi chilometri del centro abitato di Casteltermini. Nella notte sono stati sentiti, in qualità di persone informate dei fatti, amici e parenti dei due anziani, ma nulla di importante sarebbe emerso. Stamattina in Procura si è svolto un vertice per fare il punto della situazione, mentre un altro sopralluogo nella casa è stato effettuato dai militari dell’Arma della Compagnia di Cammarata diretti dal capitano Alessandro Trovato alla ricerca di elementi utili per fare luce sull’episodio. Acquisito diverso materiale che è stato repertato per inviarlo ai carabinieri del Ris di Messina, dove saranno analizzati. I due anziani coniugi sono stati trovati praticamente nudi e privi di vita dal figlio della coppia. Sui corpi nessun segno di violenza. Per il momento la pista privilegiata è quella di un avvelenamento da cibo, ma restano in piedi tutte le altre ipotesi.

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Canicattì, due arresti per tentato omicidio

I poliziotti del Commissariato di Canicattì e della Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato due giovani ritenuti responsabili di tentato omicidio. In carcere sono finiti Christian Nicosia, 24 anni, e Salvatore Gioachino Gettino, 28 anni, entrambi canicattinesi. I due avrebbero ferito il 13 novembre del 2008, un bracciante agricolo del luogo, Vincenzo Adamo, 52 anni. L’uomo subito dopo il fatto arrivò al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo con una brutta ferita d’arma da fuoco alla spalla. Secondo quanto riferì Adamo alla polizia, ignoti avrebbero esploso alcuni colpi d’arma da fuoco dall’esterno dell’abitazione, situata in via Messina, quando è stato colpito da un proiettile. Dai successivi rilievi la polizia Scientifica sul posto ha poi trovato 3 bossoli calibro 32 e 2 proiettili di cui uno conficcato nell’anta in alluminio della finestra del bagno, dove si trovava l’uomo nel momento in cui fu raggiunto alla spalla.