Cronaca

Canicattì, arrestato 33enne sorpreso con 3 grammi di cocaina

I carabinieri della compagnia di Canicattì, coordinati dal capitano Diego Polio, hanno arrestato, Angelo Scopelliti, 33 anni, del luogo, per detenzione di sostanze stupefacente ai fini di spaccio. Il giovane, secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, durante una perquisizione veicolare sarebbe stato trovato in possesso di tre grammi di cocaina. Dopo l’arresto Angelo Scopelliti è stato rinchiuso al carcere di contrada Petrusa.

Cronaca

Arrestato 19enne per spaccio

I carabinieri di Agrigento hanno arrestato un giovane di 19 anni per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Il ragazzo, in via Dante, alla vista della pattuglia, ha tentato di disfarsi di un involucro, con all’interno 7 dosi di cocaina per un peso complessivo di 2 grammi. La sostanza stupefacente è stata recuperata e posta sotto sequestro. L’arrestato si trova adesso al carcere Petrusa di Agrigento.

Cronaca

Canicattì, pensionato uccide l’ex moglie romena

Si è costituito nella caserma dei carabinieri di Canicattì, Calogero Onolfo, 71 anni, il pensionato che intorno alle 9,30 del mattino ha ucciso a coltellate l’ ex moglie, una cittadina romena, Costanta Paduraru, di 52 anni. L’omicidio si è consumato tra le vie Prez e Milano, due stradine nei pressi della chiesa di San Domenico. Il pensionato ha visto l’ex moglie, dalla quale si era separato circa due anni fa, vicino al luogo sacro, l’ ha fermata, e ha cercato un approccio. Al rifiuto della donna, l’ha colpita con un coltello da cucina una, due volte. Paduraru pur ferita ha cercato di sottrarsi alla furia omicida dell’uomo, scappando. Ma è riuscita solo a fare pochi passi, l’anziano dopo averla raggiunta ha colpito ancora con altri fendenti. Subito soccorsa da alcuni connazionali e dai passanti, la romena è stata trasportata con un’ambulanza del 118, al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo, dove però è giunta cadavere. Durante il tragitto verso il nosocomio ha avuto solo il tempo di pronunciare il nome dell’assassino. A nulla sono valsi i tentativi dei medici di strapparla alla morte. Nel frattempo l’omicida si è recato nella vicina caserma, dove si è costituito ai militari dell’Arma, ai quali avrebbe detto di aver ucciso l’ex moglie in un raptus. Secondo quanto dichiarato da Onolfo, i due si sarebbero incrociati per puro caso. Alla vista dell’ex marito, la cinquantaduenne gli avrebbe sputato. La reazione dell’anziano è stata violentissima, dopo aver impugnato il coltello ha colpito ed infierito senza pietà. L’arma da taglio lunga parecchi centimetri, gli sarebbe servita per raccogliere la verdura dal suo appezzamento di terreno. Ma la presenza del coltello indosso al pensionato fa pensare, ad un omicidio premeditato. Arma che ancora non è stata trovata. Il pensionato, infatti, ha spiegato ai carabinieri di averla buttata a terra, non lontano dal luogo dell’omicidio.

Cronaca

Territorio agrigentino passato al setaccio dai Carabinieri

I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento sono stati impegnati in un vasto servizio di controllo che ha interessato il territorio provinciale, in particolare la città di Agrigento e i quartieri periferici di San Leone, Villaseta e Giardina Gallotti, Favara, Cammarata, Porto Empedocle e Raffadali. A coordinare il servizio straordinario di controllo del territorio sono stati il capitano Giuseppe Asti e il tenente Dario Solito. Oltre all’intensificazione dell’attività di prevenzione generale,come il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di droghe, i servizi sono stati mirati al controllo degli esercizi pubblici, soprattutto quelli notturni. Impegnati 108 carabinieri e 43 automezzi. Questi i risultati dell’attività svolta: 4 le persone tratte in arresto e altrettanti quelle denunciate in stato di libertà, 3 le persone segnalate alla Prefettura come assuntori di sostanze stupefacenti, 351 le persone controllate e identificate, un’arma improrpia sequestrata, 22 le perquisizioni domiciliari e 31 quelle personali, 23 le contravvenzioni elevate per un importo di 944 euro, 2 le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza, 4 le carte di circolazione ritirate, 24 gli esercizi pubblici controllati. Ad Agrigento i militari dell’Arma hanno arrestato un cittadino dell’Eritrea, Fedaku Tesfay 29 anni perchè inottemperante al decreto di espulsione emesso dal prefetto di Roma. A Licata le manette ai polsi sono scattate per Alessandro Simonetti 25 anni perchè trovato in possesso di 1 grammo di cocaina, e per Giovanbattista Greco 54 anni, dovendo espiare la pena definitiva di due anni di reclusione perchè riconosciuto colpevole di associazione per delinquere finalizzata all’usura. A Bivona i carabinieri hanno arrestato Daniele Ciccarello 34 anni per evasione dagli arresti domiciliari. A Monserrato i militari hanno denunciato L.F.V. 22 anni di Porto Empedocle per possesso ingiustificato di arma impropria.

Cronaca

Agrigento, frana il muro del cortile Polibio

Uno smottamento di terreno causato quasi sicuramente dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi ha provocato il cedimento di parte di un muro nel cortile Polibio, situato a valle della via Manzoni. Ad accorgersi dell’accaduto sono stati i residenti della zona che hanno avvertito i vigili del fuoco del comando di Villaseta. Poco vicino al terreno franato c’è un edificio a sei piani.Sul posto è intervenuto il personale dell’ufficio tecnico comunale per verificare la situazione. Infatti potrebbero verificarsi altri smottamenti del terreno. La zona è stata interdetta al passaggio pedonale dai vigili urbani e dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile.

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Favara: inchiesta omicidio Salvo, altri due giovani nei guai. Stuto progettava di rapire il figlio d

La Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato a due giovani di Favara l’avviso di conclusione delle indagini sul loro conto, nel quadro dell’inchiesta sulla scomparsa e sul delitto dell’imprenditore di Serradifalco Luigi Salvo, trovato morto il 10 luglio scorso nelle campagne di Favara. Si tratta dei favaresi Giuseppe Maria, 22 anni, disoccupato, e Giuseppe Vetro, 27 anni, gestore di un bar nel paese. In carcere perché accusati a vario titolo di essere stati i presunti ideatori ed esecutori del rapimento e dell’uccisione di Salvo, sono dal luglio scorso Rosario Stuto e Michele Bongiorno, anch’essi giovani di Favara, arrestati dopo il rinvenimento del cadavere dell’imprenditore nisseno, assassinato con due colpi di pistola, dopo essere stato prelevato la mattina del 18 giugno, secondo gli inquirenti da Stuto e Bongiorno. Per loro le accuse sono di sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere. Accuse che non vengono rivolte ai due compaesani di Stuto e Bongiorno. A carico di Giuseppe Maria e Giuseppe Vetro vengono addebitati altri fatti. Al primo di essere stato complice con Stuto, il 10 giugno scorso – 8 giorni prima della sparizione di Salvo – di un furto con scasso all’interno del ristorante “Capriccio di mare” ad Agrigento. Giuseppe Vetro si sarebbe invece prestato a fornire un alibi all’amico Bongiorno, durante le concitate prime fasi delle indagini sulla scomparsa di Salvo. Sia Maria che Vetro però, vengono ritenuti dall’autorità giudiziaria perfettamente organici a quella sorta di gruppo che nei mesi precedenti al delitto dell’imprenditore nisseno si erano messi in testa di fare i capi della criminalità a Favara. In questo contesto pare che Stuto – a capo di questa gang – avrebbe avuto l’intenzione di rapire il figlio del sindaco di Favara, Mimmo Russello, allo scopo di accreditarsi verso Cosa Nostra.

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Omicidio nel Varesotto: due empedoclini e un palmese tra i 9 arrestati

Vecchia Messina I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Como hanno arrestato 9 persone responsabili dell’omicidio dell’imprenditore Giuseppe Monterosso, di Sommatino, avvenuto il 6 maggio 2009 a Cavaria con Premezzo (Varese). Gli investigatori hanno accertato che i responsabili del delitto appartenevano ad un’associazione di stampo mafioso, famiglia Albanese-Messina di Porto Empledocle. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite nella provincia di Agrigento e nella provincia di Como. A Porto Empedocle sono finiti in manette Fabrizio Messina (fratello del boss Gerlandino, attualmente latitante) e Giuseppe Volpe. Un terzo provvedimento restrittivo è stato notificato a Gaetano Ribisi, di Palma di Montechiaro, attualmente in carcere perché arrestato nell’ottobre scorso a Messina per armi. Nell’ambito di questa inchiesta erano già finiti in manette, nel maggio scorso, Andrea Vecchia, Alessio Contrino, Giuseppe Luparello (poi subito scarcerato) e Giuseppe Cuntrera (solo per armi).

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Easy money, emergono colpi di scena

Emergono altri colpi di scena nell’inchiesta antiusura che è sfociata nell’operazione denominata “Easy money” che ha consentito di assicurare alla giustizia alcuni presunti usurai che operavano prevalentemente nel territorio di Porto Empedocle. Si aggrava la posizione dei palmesi Antonio Di Vincenzo e Calogero Bordino di 49 e 51 anni. Ieri i poliziotti hanno notificato in carcere ai due palmesi una nuova ordinanza di custodia cautelare, a seguito delle precise e dettagliate denunce presentate nei giorni scorsi da due imprenditori del settore dolciario, strozzati in epoche diverse in particolare dai palmesi. Si tratta di S.C. con attività aperta a Comitini e A.S. anch’esso titolare di un bar alla periferia del capoluogo. A emettere il nuovo provvedimento restrittivo a carico dei due palmesi è stato il Gip Stefano Zammuto, su richiesta dei PmFonzo, Sciarretta e Scudieri. Si tratta del primo riscontro concreto e immediato rispetto alle denunce tanto auspicate dagli inquirenti tra chi ha subito prestiti a usura.

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Ss 115, incidente mortale tra Sciacca e Ribera

Un gravissimo incidente stradale si è verificato, intorno alle 8.30, lungo la strada statale 115, in località San Giorgio, a cavallo tra i territori di Sciacca e Ribera. Per cause ancora in corso di accertamento da parte degli investigatori, due auto – una Ford Fiesta e una Nissan Micra – che viaggiavano in direzione opposta si sono scontrate frontalmente. La conducente della Micra, Claudia Spinuso, 48 anni, di Menfi, è morta sulo colpo, mentre la conducente della Fiesta, Maria Patrizia Friscia, 38 anni, di Sciacca, è rimasta ferita ed è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Sciacca. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco. Problemi per la viabilità.

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Porto Empedocle, evacuata una palazzina di cinque piani

I vigili del fuoco di Agrigento e i responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Porto Empedocle questa sera hanno provveduto a sgomberare una palazzina di cinque piani in via Crispi a Porto Empedocle. L’edificio presentava delle vistose crepe e dopo i rilievi fatti è emersa la reale possibilità di un crollo. Le famiglie evacuate sono state sistemate in un albergo di Porto Empedocle.

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Ancora un crollo nel centro storico di Agrigento

Paura nel centro storico di Agrigento per il crollo di una parte di uno stabile fatiscente e disabitato in via Cobbaitari, nel quartiere di Santa Croce. In questi ultimi giorni, complice il maltempo con forti precipitazioni, l’ultima in ordine di tempo la grandinata di ieri, si sono verificati ulteriori alri cedimenti di tetti, cornicioni e solai di edifici abbandonati e pericolanti. A venire giù come cartone il tetto e una parete di un vecchio edificio lasciato al proprio destino dai proprietari. I residenti che si trovano a ridosso della suddetta via, hanno chiamato i vigili del fuoco, sottolineando il pericolo costante a cui quotidianamente vanno incontro. Come è già accaduto per altre situazioni, i vigili del fuoco hanno provveduto a transennare l’area dove si è verificato il cedimento, ma questo non basta a ridurre i pericoli. Gli abitanti lamentano il fatto che ancora oggi, non si è provveduto, dopo eventi simili alla messa in sicurezza di alcuni edifici pericolanti o ad interventi di bonifica di muri o costruzioni pericolose, con il rischio che prima o poi qualcuno ne possa rimanere coinvolto, il crollo di Favara dovrebbe pur fare capire il grande rischio per l’incolumità pubblica. In via Cobbaitari nella giornata di ieri i vigili del fuoco hanno allertato i tecnici per un sopralluogo. Subito dopo è stato informato del pericolo crollo il Comune, che ancora una volta è chiamato a prendere urgenti provvedimenti per la messa in sicurezza di diversi stabili pericolanti.

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Tragedia di Favara: i sindaci condannano la protesta dell’Arcivescovo

I sindaci dell’agrigentino, riuniti a Favara per fare il punto della situazione sui centri storici diroccati e chiedere aiuto alla Regione e allo Stato, hanno avuto parole di forte condanna sul comportamento dell’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, che si è rifiutato di celebrare i funerali delle due sorelline Marianna e Chiara Pia Bellavia, morte sabato mattina nel crollo della palazzina di via Del Carmine dove vivevano. “Il crollo della palazzina – ha detto il sindaco di Favara Domenico Russello – non è certamente dipeso dalle mie responsabilità. Non era affatto un evento franoso annunciato e le parole dell’arcivescovo non hanno fatto altro che alimentare le polemiche”. La riunione fra sindaci e presidente della provincia Eugenio D’Orsi è ancora in corso. Intanto, in procura, ad Agrigento, si è concluso un vertice fra i carabinieri e il pool di magistrati che sta indagando sulle cause del crollo della palazzina di via Del Carmine e sulla mancata assegnazione alle famiglie indigenti delle 56 case popolari di contrada Piana dei Peri. Al momento non ci saranno iscritti nel registro degli indagati – trapela dagli ambienti giudiziari – perchè si dovrà risalire indietro nel tempo e stabilire chi eventualmente avesse la responsabilità della sicurezza pubblica di Favara e dell’assegnazione degli alloggi. Le 19 persone sfollate, 7 famiglie complessivamente, continuano ad essere alloggiate fra parenti ed amici. Soltanto sei persone sono ospiti dell’istituto delle suore Boccone del Povero. “Aspettiamo una sistemazione. Per ora siamo ospiti delle suore, al Boccone del povero. Ci hanno detto che ci devono dare qualcosa di meglio – dice Andrea Vincenzo Crapa, sgomberato con la sua famiglia composta da cinque persone – Aspettiamo con ansia anche perchè non possiamo certo rimanere qui in eterno. Questa sistemazione provvisoria non può diventare definitiva. Abbiamo bisogno di una casa per ricominciare a vivere, la mia sorellina più piccola di cinque anni non fa altro che piangere. Non riesce ad accettare di trovarsi qui, senza più una casa nostra”.

Cronaca

Donna muore per una caduta nel sottoscala di casa sua

Una anziana di 89 anni, Carmela Tabone, è morta questo pomeriggio intorno alle 15 dopo una caduta nel sottoscala di casa sua in via San Francesco D’Assisi, la strada parallela alla centralissima via Atenea. La donna, che viveva insieme al figlio di 69 anni, sarebbe scivolata battendo la testa. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della sezione Volante, gli agenti della Scientifica e i Vigili del Fuoco del comando di Villaseta. A constatare la morte è stato il medico legale Gianfranco Pullara che ha accertato che per la donna non c’era più niente da fare. Pullara ha disposto peer domani mattina l’ispezione cadaverica per accertare le cause della morte. La donna e il figlio vivevano in condizioni di totale degrado e abbandono.

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Incidente stradale nella rotatoria Giunone, ferita una donna

Una donna è rimasta ferita in un incidente stradale che si è verificato nella rotatoria Giunone. Per cause ancora in corso di accertamento da parte dei vigili urbani si sono scontrate un’autovettura, Toyota Yaris e un pullman turistico, occupato dal solo autista. Dopo l’impatto l’automobile ha proseguito la sua corsa andando a finire contro il guard-rail della rotatoria. Ad avere la peggio è stata la conducente della vettura, una quarantacinquenne agrigentina, che per le ferite riportate si è reso il trasporto con un’ambulanza del 118 al proto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio. Sul posto si sono portati i vigili urbani della sezione Infortunistica che hanno effettuato i rilievi di rito e i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. A garantire la viabilità è sono stati i poliziotti del Commissariato di Licata, che stavano transitando per puro caso nella zona.

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Casteltermini, crolla vecchia palazzina nel centro storico

Ancora un crollo nell’Agrigentino. Una fatiscente palazzina di due piani, si è sbriciolata al suolo in via Cavour, nel centro di Casteltermini. Fortunatamente lo stabile era disabitato da alcuni anni e il crollo non ha provocato danni alle persone. Nella via sottostante in quel momento non transitava nessuno. .La palazzina, pericolante e disabitata, della quale era prevista la ricostruzione a carico dei proprietari, ha tuttavia visto peggiorare sensibilmente le proprie condizioni di staticità già dallo scorso anno, quando alcuni cittadini residenti nella zona avevano effettuato una richiesta di pronto intervento al 115. La stessa scena si è ripetuta ancora, nella mattina di ieri. Sul posto si sono subito portati i vigili del fuoco del comando di Villaseta, i carabinieri della stazione di Casteltermini e gli agenti della polizia municipale.