Cronaca

Porto Empedocle, evacuata una palazzina di cinque piani

I vigili del fuoco di Agrigento e i responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Porto Empedocle questa sera hanno provveduto a sgomberare una palazzina di cinque piani in via Crispi a Porto Empedocle. L’edificio presentava delle vistose crepe e dopo i rilievi fatti è emersa la reale possibilità di un crollo. Le famiglie evacuate sono state sistemate in un albergo di Porto Empedocle.

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Ancora un crollo nel centro storico di Agrigento

Paura nel centro storico di Agrigento per il crollo di una parte di uno stabile fatiscente e disabitato in via Cobbaitari, nel quartiere di Santa Croce. In questi ultimi giorni, complice il maltempo con forti precipitazioni, l’ultima in ordine di tempo la grandinata di ieri, si sono verificati ulteriori alri cedimenti di tetti, cornicioni e solai di edifici abbandonati e pericolanti. A venire giù come cartone il tetto e una parete di un vecchio edificio lasciato al proprio destino dai proprietari. I residenti che si trovano a ridosso della suddetta via, hanno chiamato i vigili del fuoco, sottolineando il pericolo costante a cui quotidianamente vanno incontro. Come è già accaduto per altre situazioni, i vigili del fuoco hanno provveduto a transennare l’area dove si è verificato il cedimento, ma questo non basta a ridurre i pericoli. Gli abitanti lamentano il fatto che ancora oggi, non si è provveduto, dopo eventi simili alla messa in sicurezza di alcuni edifici pericolanti o ad interventi di bonifica di muri o costruzioni pericolose, con il rischio che prima o poi qualcuno ne possa rimanere coinvolto, il crollo di Favara dovrebbe pur fare capire il grande rischio per l’incolumità pubblica. In via Cobbaitari nella giornata di ieri i vigili del fuoco hanno allertato i tecnici per un sopralluogo. Subito dopo è stato informato del pericolo crollo il Comune, che ancora una volta è chiamato a prendere urgenti provvedimenti per la messa in sicurezza di diversi stabili pericolanti.

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Tragedia di Favara: i sindaci condannano la protesta dell’Arcivescovo

I sindaci dell’agrigentino, riuniti a Favara per fare il punto della situazione sui centri storici diroccati e chiedere aiuto alla Regione e allo Stato, hanno avuto parole di forte condanna sul comportamento dell’arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, che si è rifiutato di celebrare i funerali delle due sorelline Marianna e Chiara Pia Bellavia, morte sabato mattina nel crollo della palazzina di via Del Carmine dove vivevano. “Il crollo della palazzina – ha detto il sindaco di Favara Domenico Russello – non è certamente dipeso dalle mie responsabilità. Non era affatto un evento franoso annunciato e le parole dell’arcivescovo non hanno fatto altro che alimentare le polemiche”. La riunione fra sindaci e presidente della provincia Eugenio D’Orsi è ancora in corso. Intanto, in procura, ad Agrigento, si è concluso un vertice fra i carabinieri e il pool di magistrati che sta indagando sulle cause del crollo della palazzina di via Del Carmine e sulla mancata assegnazione alle famiglie indigenti delle 56 case popolari di contrada Piana dei Peri. Al momento non ci saranno iscritti nel registro degli indagati – trapela dagli ambienti giudiziari – perchè si dovrà risalire indietro nel tempo e stabilire chi eventualmente avesse la responsabilità della sicurezza pubblica di Favara e dell’assegnazione degli alloggi. Le 19 persone sfollate, 7 famiglie complessivamente, continuano ad essere alloggiate fra parenti ed amici. Soltanto sei persone sono ospiti dell’istituto delle suore Boccone del Povero. “Aspettiamo una sistemazione. Per ora siamo ospiti delle suore, al Boccone del povero. Ci hanno detto che ci devono dare qualcosa di meglio – dice Andrea Vincenzo Crapa, sgomberato con la sua famiglia composta da cinque persone – Aspettiamo con ansia anche perchè non possiamo certo rimanere qui in eterno. Questa sistemazione provvisoria non può diventare definitiva. Abbiamo bisogno di una casa per ricominciare a vivere, la mia sorellina più piccola di cinque anni non fa altro che piangere. Non riesce ad accettare di trovarsi qui, senza più una casa nostra”.

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Donna muore per una caduta nel sottoscala di casa sua

Una anziana di 89 anni, Carmela Tabone, è morta questo pomeriggio intorno alle 15 dopo una caduta nel sottoscala di casa sua in via San Francesco D’Assisi, la strada parallela alla centralissima via Atenea. La donna, che viveva insieme al figlio di 69 anni, sarebbe scivolata battendo la testa. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della sezione Volante, gli agenti della Scientifica e i Vigili del Fuoco del comando di Villaseta. A constatare la morte è stato il medico legale Gianfranco Pullara che ha accertato che per la donna non c’era più niente da fare. Pullara ha disposto peer domani mattina l’ispezione cadaverica per accertare le cause della morte. La donna e il figlio vivevano in condizioni di totale degrado e abbandono.

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Incidente stradale nella rotatoria Giunone, ferita una donna

Una donna è rimasta ferita in un incidente stradale che si è verificato nella rotatoria Giunone. Per cause ancora in corso di accertamento da parte dei vigili urbani si sono scontrate un’autovettura, Toyota Yaris e un pullman turistico, occupato dal solo autista. Dopo l’impatto l’automobile ha proseguito la sua corsa andando a finire contro il guard-rail della rotatoria. Ad avere la peggio è stata la conducente della vettura, una quarantacinquenne agrigentina, che per le ferite riportate si è reso il trasporto con un’ambulanza del 118 al proto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio. Sul posto si sono portati i vigili urbani della sezione Infortunistica che hanno effettuato i rilievi di rito e i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile. A garantire la viabilità è sono stati i poliziotti del Commissariato di Licata, che stavano transitando per puro caso nella zona.

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Casteltermini, crolla vecchia palazzina nel centro storico

Ancora un crollo nell’Agrigentino. Una fatiscente palazzina di due piani, si è sbriciolata al suolo in via Cavour, nel centro di Casteltermini. Fortunatamente lo stabile era disabitato da alcuni anni e il crollo non ha provocato danni alle persone. Nella via sottostante in quel momento non transitava nessuno. .La palazzina, pericolante e disabitata, della quale era prevista la ricostruzione a carico dei proprietari, ha tuttavia visto peggiorare sensibilmente le proprie condizioni di staticità già dallo scorso anno, quando alcuni cittadini residenti nella zona avevano effettuato una richiesta di pronto intervento al 115. La stessa scena si è ripetuta ancora, nella mattina di ieri. Sul posto si sono subito portati i vigili del fuoco del comando di Villaseta, i carabinieri della stazione di Casteltermini e gli agenti della polizia municipale.

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Crollo Favara: un pool di magistrati per indagare sulla tragedia e sui 56 alloggi popolari mai conse

Sarà un pool di magistrati ad indagare sul crollo della palazzina avvenuta in via del Carmine e sulla documentazione relativa ai 56 alloggi popolari costruiti, e mai consegnate. I carabinieri, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, stanno acquisendo, fra gli uffici comunali di Favara e l’istituto autonomo case popolari, tutti gli incartamenti. Per indagare su tutti gli aspetti della vicenda il procuratore di Agrigento Renato Di Natale ha avviato un’attività di indagini preliminari per appurare le cause del crollo e tutti gli altri eventi che possono aver agevolato la morte di Marianna e Chiarapia. < Il primo obbligo che abbiamo è giuridico e cioè verificare l’accaduto, poi-ha spiegato Di Natale abbiamo l’obbligo morale di capire se dietro la non assegnazione delle case popolari che erano pronte e non sono state consegnate vi siano delle responsabilità. Per fare tutto questo abbiamo nominato dei consulenti, delegato le indagini ai carabinieri e costituito un pool di magistrati >. Il poo di magistrati sarà composto dallo stesso Di Natale, l’aggiunto Ignazio Fonzo e i sostituti Lucia Bresia e Giacomo Forte. L’inchiesta della Procura ipotizza, a carico di ignoti, i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo e rovina di edificio.

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Blitz antidroga Mata Hari

Gli agenti del commissariato di Sciacca, in collaborazione con la squadra mobile di Agrigento, hanno eseguito una ordinanza di misura cautelare nei confronti di 19 presunti componenti di un’organizzazione che avrebbe gestito lo spaccio di stupefacenti nella zona tra Sciacca e Ribera, dove negli ultimi tempi si sono registrate alcune vittime per overdose. Alla vasta operazione, coordinata dal Pm della Procura di Sciacca, Paolo Mazza, hanno partecipato anche uomini della Questura di Trapani, del Nucleo Prevenzione Crimine di Palermo e Catania, elicotteri ed unità cinofile. Secondo gli investigatori l’organizzazione, guidata da Stefano Vinci, di 42 anni, avrebbe avuto come basi operative per lo spaccio alcuni bar di Ribera. L’operazione è stata denominata in codice “Mata Hari”. In manette sono finiti Stefano Vinci, 43 anni; Alberto Bilella, 32; Calogero Seidita, 53; Salvatore Montalbano, 42 anni; Giuseppe Arasi, 52 anni; Salvatore Giuseppe Failla, 34 anni; Calogero Puleo, 23 anni; Diego Sabella (alias Dino Broscina), 34 anni; Mario Gallo, 26; Leonardo Di Giorgi, 41; Giacomo Santannera, 32 anni; Pierpaolo Abbruzzo, 25 anni; Giuseppe Di Giorgi, 33 anni. Arresti domiciliari per Filippo Tardo, 48 anni, e Gianvito Ferreri, di 34. Per altre tre persone è scattato l’obbligo di dimora nei rispettivi luoghi di residenza. Infine obbligo di presentazione alla P.G. per una donna di 25 anni.

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Favara, crolla vecchia casa: morte due bambine di 11 e 3 anni

Uno stabile sito in via Carmine, nel centro storico di Favara, è crollato all’alba di oggi. Sul posto sono immediatamente giunti i vigili del fuoco e i carabinieri. Nell’immobile abitava la famiglia Bellavia composta da cinque persone. I genitori, Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, sono stati estratti subito dalle macerie. L’uomo è rimasto lievemente ferito ed è rimasto sul posto a dare manforte ai soccorritori, mentre la donna è stata trasportata in ospedale di Agrigento in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. Sotto le macerie, inizialmente, sono rimasti i tre figlioletti di 12, 11 e 3 anni. Marianna, la secondogenita, e Chiara Pia, la più piccola, sono state estratte morte dai soccorritori. Giovanni, 12 anni, è stato estratto vivo e trasportato immediatamente all’ospedale di Agrigento. Le sue condizioni non sono gravi “Apriremo un’inchiesta a carico di ignoti – ha dichiarato Renato Di Natale, procuratore della Repubblica di Agrigento – ma al momento la cosa che più ci interessa è che si salvino i due bambini. Fino a questo momento non abbiamo ipotizzato nessun reato, neppure quello di disastro colposo. È ancora troppo presto. Siamo in una fase iniziale”. “In tutti i centri storici di tante località del Mezzogiorno – ha detto Umberto Postiglione, prefetto di Agrigento – la situazione è questa. Si tratta di case in parte abbandonate e abitate da persone in difficoltà. Adesso verificheremo insieme alla magistratura le responsabilità”. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia del tragico bilancio del crollo di una palazzina a Favara, ha chiesto al prefetto di Agrigento di rappresentare alla famiglia Bellavia i suoi sentimenti di partecipazione al dolore per la perdita delle piccole Chiara e Arianna. Lo rende noto un comunicato del Quirinale. “Ho seguito con apprensione le operazioni di soccorso seguite al crollo di una palazzina a Favara, apprendendo con profondo dolore della morte delle piccole Arianna e Chiara. La prego di far pervenire ai familiari il più profondo cordoglio mio e dei colleghi senatori”. È quanto scrive il presidente del Senato Renato Schifani nel messaggio inviato al prefetto di Agrigento, Umberto Postiglione.

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Scippo in chiesa a Cianciana, arrestato

Finita la funzione religiosa in chiesa erano rimasti solo in due: un’anziana fedele intenta a pregare ed un uomo, in ultima fila, noto comunque alla donna. In pochi attimi la decisione e così l’uomo s’impossessava della borsa fuggendo per le vie del paese. L’immediato allarme lanciato dalla donna e le indicazioni fornite, consentivano ai Carabinieri della locale Stazione, collaborati dalla Polizia Municipale, di rintracciare e arrestare Domenico Paci, 40enne, pregiudicato del luogo e recuperare la refurtiva. L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Sciacca, a disposizione dell’Autorità giudiziaria competente. La borsa ed il suo contenuto sono stati restituiti alla vittima.

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Cammarata, denunciato titolare di supermercato per frode in commercio

I carabinieri della compagnia di Cammarata hanno denunciato un palermitano, G.F. per tentata frode in commercio. L’uomo, titolare di una nota catena di supermercati, sostituiva le etichette di qualità del prosciutto sottovuoto posto in vendita nel banco-frigo di un supermercato diversi giorni prima. A scoprire le gravi modalità di sostituzione, è stato un brigadiere dell’Arma in servizio nella compagnia di Lercara Friddi, che intento con la moglie a fare la spesa si è accorto che le etichette erano state sostituite. Il sottufficiale attraverso al compagnia dei carabinieri di Cammarata ha attivato l’intervento del personale del Nas di Palermo. Eseguiti gli accertamenti è ermersa la verità. Il prosciutto posto in vendita e contenuto nelle confezioni oggetto di accertamento era di marca, qualità e prezzo diversi di gran lunga inferiori di quanto indicato. Il prosciutto veniva venduto da 8,50 euro/Kg. a 14,99.

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Sciacca, è di Cangialosi il sangue trovato sull’auto sequestrata

Svolta nell’inchiesta sull’omicidio del saccense Michele Cangialosi. In alcuni microscopici reperti trovati all’interno dell’autovettura Citroen C3 sequestrata agli indagati sono state trovate tracce di sangue umano. Tracce ematiche che appartengono alla vittima del feroce omicidio avvenuto a Sciacca e per il quale sono in stato di custodia cautelare in carcere la moglie, Celeste Saieva, l’amante della moglie, Nicola Piazza, Paolo Naro e un minorenne. I Ris dei carabinieri nello scorso novembre hanno effettuato alcuni rilievi nell’abitazione teatro dell’efferato omicidio, sul fuoristrada e sull’utilitaria. Nonostante siano trascorsi mesi dall’omicidio e il degrado dei reperti, i Ris hanno scovato tracce importanti per l’esito delle indagini.

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Cattolica Eraclea, incendio in un’abitazione: famiglia evacuata e danni ingenti

Una famiglia evacuata e danni ingenti all’abitazione. E’ il bilancio di un incendio partito da un magazzino e poi estesosi al primo piano di uno stabile. E’ accaduto la notte scorsa in via San Giuseppe, a Cattolica Eraclea. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 2. Secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco del comando di Villaseta e dei carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea il rogo si sarebbe sviluppato per cause accidentali ma hanno trovato terreno fertile all’interno del magazzino. L’incendio in pochi minuti ha riguardato tutto il seminterrato dell’abitazione. Soltanto dopo oltre due ore di opera di spegnimento, l’incendio è stato domato dai vigili del fuoco. Ingenti i danni. Le fiamme hanno distrutto un ciclomotore, diversi mobili e suppellettili. La famiglia proprietaria dell’immobile in via precauzionale è stata evacuata dai carabinieri. Il fumo ha annerito le pareti della casa, dei piani bassi della palazzina e le scale.

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Servizio idrico integrato, il Cga respinge il ricorso dei sindaci

L’affidamento del servizio idrico integrato a Girgenti Acque è stato legittimo. Lo ha ribadito il Consiglio di Giustizia Amministrativa che ieri, nella tarda serata, ha emesso la sentenza relativa al giudizio d’appello instaurato a seguito del ricorso presentato dai sindaci dei di Palma di Montechiaro, Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Camastra, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Licata, Menfi, Montevago, Monteallegro, Naro, Racalmuto, Realmonte, Ribera, San Biagio Platani, Santo Stefano di Quisquina, San Giovanni Gemini, Santa Margherita Belice e Sambuca di Sicilia, dichiarato “improcedibile”.

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Canicattì, tentata rapina a distributore carburanti

Tentata rapina ai danni di un distributore di carburanti di Canicattì. La scorsa sera gli agenti del Commissariato di Polizia, si sono portati presso il distributore di carburanti “Erg” sito in viale della Vittoria, dove il gestore Giuseppe Rallo, palmese di 35 anni, ha riferito che poco prima due persone a bordo di un’autovettura, un’ Audi A3 di colore grigio chiaro, di cui non ha letto la targa, dopo essersi fermati con la scusa di effettuare il rifornimento, il passeggero velocemente si è abbassato il berrettino di lana sul viso e ha mostrato una pistola automatica chiedendogli di consegnare l’incasso. Rallo spaventato ha indietreggiato senza consegnare il denaro. I malviventi vista la reazione del gestore e per la presenza di un’altra persona, si sono dati ad una precipitosa fuga. Infagini in corso dei poliziotti canicattinesi, coordinati dal vice questore Corrado Empoli.