“Sono stato accoltellato” ma mente: denunciato 17enne

Voleva mettere nei guai i responsabili della struttura di accoglienza dove è ospitato ma la polizia capisce che è una messa in scena. Dovrà rispondere delle ipotesi di reato di minacce aggravate e calunnia un diciassettenne gambiano che è stato anche ricollocato in un’altra struttura d’accoglienza: da Agrigento è stato trasferito a Palma di Montechiaro. Si sarebbe procurato alcune ferite da arma da taglio al braccio, pare con un coltello, e poi si è recato in questura: “sono stato ripetutamente accoltellato”. Attribuisce la responsabilità ai gestori della comunità d’accoglienza e ad alcuni immigrati sistemati nella stessa struttura. Gli agenti delle volanti, però, hanno capito che le vere vittime erano gli ignari gestori e gli immigrati ospiti.

I poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento – coordinati dal commissario capo Francesco Sammartino – hanno fatto trasferire il ferito al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, dove i medici gli hanno dato diversi punti di sutura alle braccia, e hanno avviato accertamenti, verifiche e indagini. Sono stati sentiti subito i gestori della struttura d’accoglienza, ma anche alcuni dei migranti ospiti. Così, gli agenti sono riusciti a ricostruire cosa effettivamente fosse accaduto all’interno della struttura. Il diciassettenne – stando a quanto è stato ricostruito dalla polizia di Stato – è rientrato nella comunità d’accoglienza alle 3,30 della notte fra lunedì e martedì. Pare che non abbia trovato il portafogli e avrebbe iniziato ad accusare alcuni compagni di stanza. Il diciassettenne avrebbe, a questo punto, preso un coltello e, accusando, avrebbe iniziato a minacciare tutti. Poi pare che sia scappato dalla struttura e dunque, alle 10 circa di martedì, si è recato in Questura. Pare, fra l’altro, che il diciassettenne abbia dei problemi con le sostanze stupefacenti. Sembra probabile, dunque, che il giovane immigrato sia rimasto tagliuzzato durante le concitate fasi di minaccia o che possa essersi autonomamente ferito.

Atto vandalico alla Chiesa Santa Croce di Villaseta

Devastati gli arredi esterni della Chiesa Santa Croce di Villaseta. Un gesto vandalico messo in atto da un uomo nella mattinata di ieri per motivi ancora sconosciuti.

Un uomo che in pieno stato di escandescenza avrebbe anche tentato di entrare all’interno della Chiesa che era stata però chiusa in via precauzionale. Alcuni fedeli infatti, assistiti i gesti dell’uomo, avevano ben pensato di chiudere il portone di ingresso. Un uomo che, nel tentativo scagliarsi contro un vaso, si sarebbe anche ferito prima di abbandonare il luogo e far perdere le proprie tracce.

Lanciato l’allarme, sul posto sono giunti i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento che hanno raccolto le informazioni dei presenti e avviato le indagini per scovare il presunto responsabile.

Agrigento, sposini litigano al trattenimento per pagare il conto

E’ dovuta intervenire una pattuglia della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento per sedare una furibonda lite scoppiata durante il trattenimento delle nozze di una coppia di giovani sposini. Protagonista di quella che appare una vicenda grottesca, una coppia di agrigentini che, proprio all’interno della sala in cui si stava svolgendo la festa di nozze, ha cominciato a litigare.

Il motivo pare sia da ricondurre a chi dovesse pagare il conto del ristorante. E proprio il titolare del ristorante ha chiamato la polizia dopo che il marito, andato in escandescenze, avrebbe danneggiato alcune suppellettili, il tutto davanti ai parenti increduli.

Agguato al porto di Porto Empedocle: Burgio resta in carcere

James Burgio, il ventiseienne fermato dalla squadra mobile con la duplice accusa di tentato omicidio per la sparatoria di sabato sera al porto, resta in carcere. Tuttavia, secondo il gip Stefano Zammuto che ha emesso l’ordinanza, non si trattò di tentato omicidio perchè “ha sparato un solo colpo in direzione della gamba” all’indirizzo del pescatore trentenne Angelo Marino. Sembrerebbe, inoltre, che Burgio abbia mirato alla stessa parte del corpo quando avrebbe tentato di sparare all’indirizzo dell’armatore ventisettenne rimasto illeso per l’inceppamento dell’arma. L’agguato sarebbe avvenuto per un banale litigio i cui contorni sono ancora da chiarire. Burgio, difeso dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, lunedì mattina, sapendo di essere braccato si è consegnato alla Questura. Per questo il gip non ha convalidato il fermo, disposto dal pm Elenia Manno, ritenendo che non vi potesse essere alcun pericolo di fuga. L’ordinanza cautelare in carcere è stata, comunque, applicata ma il giudice ha escluso che si sia trattato di tentato omicidio ritenendo che, invece, vi siano solo gli indizi del reato di lesioni aggravate oltre a quello di detenzione illegale di arma.

“Switch On”, arrestato Roberto Onolfo

La polizia di Stato ha arrestato Roberto Onolfo , 26 anni, in esecuzione ad un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Agrigento, lo scorso 9 maggio.

La cattura, ad opera della Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, è avvenuta a poche ore dal rientro sul territorio nazionale del 26enne per il quale, tra l’altro, era stato anche emesso un mandato di arresto europeo.

Il giovane, lo scorso mese di febbraio, era sfuggito agli arresti eseguiti dalla stessa Squadra Mobile nel corso dell’operazione denominata “Switch On”.

ONOLFO è ritenuto responsabile di associazione per delinquere finalizzata ai furti, rapine e ricettazione, rapina pluriaggravata in concorso, ai danni di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Siculiana speronata da un gruppo di giovani al fine di assicurarsi la fuga, nonché vari episodi di furti aggravati, perpetrati in vari Centri di questa Provincia.

“Organizzate serate danzanti senza licenza di polizia”, chiuso un locale pubblico

Sarebbero state organizzate serate danzanti senza avere la licenza di polizia. La polizia Amministrativa, Sociale e dell’Immigrazione della Questura di Agrigento, coordinata dal primo dirigente Fatima Celona, ha notificato un provvedimento di chiusura ad un esercizio pubblico. Provvedimento emanato dal questore di Agrigento Maurizio Auriemma.

Al provvedimento si è arrivati dopo ripetuti controlli e verifiche effettuati dalla polizia che ha accertato come nel locale si facessero “svolgere serate danzanti senza avere ancora conseguito la licenza, presupposto necessario per potere intraprendere l’attività imprenditoriale di pubblico spettacolo. Il locale – stando alle ricostruzioni ufficiali della Questura – oltre ad essere privo di licenza sarebbe risultato essere luogo di disturbo alla pubblica e privata quiete, determinando una situazione di grave allarme sociale e di pericolo concreto per la collettività tale da ritenersi necessario un intervento di urgenza al fine di ripristinare adeguate condizioni di ordine e sicurezza pubblica”.

Vandali al tribunale di sorveglianza di Villaseta

Sassaiola contro gli uffici della cancelleria del tribunale di Sorveglianza di Villaseta. E’ accaduto ieri mattina, in via Mongitore, nel rione satellite di Villaseta. Ad agire sarebbe stata una banda di vandali: dei ragazzini residenti nella zona che hanno scagliato diverse pietre contro le finestre dell’immobile. Almeno tre le vetrate mandate in frantumi. Scattato l’allarme, sul posto, si sono precipitate le pattuglie della sezione “Volanti” della Questura. I poliziotti hanno aperto un’inchiesta e non è escluso che, nelle prossime ore, vengano acquisiti dei filmati da alcune telecamere di video sorveglianza che sono proprio in quell’area.

“Nascondeva hashish nelle parti intime”, il cane “Eschilo” fa arrestare un 18enne

Sorpreso con droga appena sceso dal treno proveniente da Palermo. Con l’accusa di detenzione di stupefacenti è stato arrestato dalla polizia, nella stazione centrale di Agrigento,  un diciottenne originario della Guinea. L’operazione è stata condotta dalla polizia ferroviaria insieme al comparto cinofili della Guardia di finanza di Agrigento. È stato proprio il cane antidroga “Eschilo” della Guardia di finanza a fiutare la droga addosso al giovane, appena arrivato ad Agrigento su un treno regionale proveniente dal capoluogo siciliano. Subito fermato, il 18enne è stato condotto negli uffici della Polfer dove è stato perquisito dagli agenti e dai finanzieri, che hanno trovato nascosti nelle parti intime due panetti di hashish del peso complessivo di 200 grammi. Nella tasca destra dei pantaloni, inoltre, sono stati trovati 60 euro in contanti. Il giovane, domiciliato in una comunità d’accoglienza, è stato arrestato e condotto nel carcere di Agrigento.

“Fanno fuggire il sorvegliato speciale”: 4 arresti, 3 denunce e due poliziotti feriti

Una quindicina di persone a “difesa” del ventunenne Salvatore Camilleri. Calci e pugni contro i poliziotti della sezione “Volanti”, due dei quali sono rimasti leggermente feriti. Quattro arresti, tre denunce alla Procura. E’ stato il caos, martedì sera, sera, nel quartiere Bonamorone di Agrigento. I poliziotti delle “Volanti”, durante un controllo in via Artemide, hanno notato che era in corso un evento musicale. Erano le 22.25, quando gli agenti scorgevano – in quella che sembrava essere una festa – Salvatore Camilleri, loro vecchia conoscenza, sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno, alle 20 avrebbe dovuto essere a casa. “Camilleri, alla vista dell’autovettura delle forze dell’ordine, tentava di rientrare in casa – ricostruisce la Questura di Agrigento – . Gli agenti,  nell’immediatezza, riuscivano a bloccare il giovane nei pressi del portone d’ingresso”. Un vicino di casa però – prosegue la ricostruzione della polizia di Stato – chiamava, a gran voce, quanti pare stessero partecipando all’evento musicale per assicurare la fuga del sorvegliato speciale”. Giungevano, correndo, una quindicina di persone che si sarebbero scaglivati contro gli agenti colpendoli con calci, pugni e violenti spintoni. Il tutto al fine di lasciar fuggire Salvatore Camilleri. Il sorvegliato speciale è riuscito a scappare. Durante il caos, una donna di 28 anni, con dei calci, avrebbe danneggiato l’autovettura della polizia di Stato. Nel quartiere di Bonamorone sono, naturalmente, arrivati i rinforzi: altri poliziotti della sezione “Volanti” e i carabinieri. Quando è stata riportata la calma, Maurizio Camilleri di 40 anni, Calogero Modica di 35 anni, Alfonso Alongi di 22 anni e Salvatore Salamone di 31 anni sono stati arrestati. Su disposizione del sostituto procuratore di turno, sono stati posti agli arresti domiciliari. Tutti sono stati indagati per favoreggiamento personale, resistenza violenza minacce e lesioni a pubblico ufficiale. Tre gli agrigentini che invece sono stati denunciati. Camilleri è riuscito a fuggire e ieri si è presentato in questura dove è stato arrestato.

“Picchia la moglie e frattura il braccio allo zio della donna”, arrestato disoccupato

Arrestato in flagranza di reato un uomo di trentaquattro anni trovato dagli agenti della Polizia di Stato, intervenuti dopo una segnalazione al Villaggio Mosè, mentre stava picchiando la moglie. Sono stati i poliziotti della sezione “Volanti” a fermare l’uomo che ora dovrà rispondere delle ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Secondo quanto ricostruito, sarebbe dapprima scattata una accesa discussione fra i due coniugi che ha reso necessario l’intervento di alcuni familiari della giovane donna nel tentativo di riportare la calma. Nulla da fare però per il giovane che, andato in escandescenza, di sarebbe scagliato contro di loro. Rimasto ferito anche un familiare della donna che avrebbe riportato la frattura di un arto e per questo trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento per le cure del caso. Gli agenti hanno così arrestato l’uomo che, su disposizione del sostituto procuratore di turno, è stato posto ai domiciliari

Gela. Furto e ricettazione di auto e moto scatta l’operazione “Fast & Furios”

All’alba di oggi, la Polizia di Gela ha fatto scattare il blitz “Fast and Furios” dall’omonima serie di film ispirati al mondo illecito delle corse. Le indagini del locale commissariato si sono indirizzate su una presunta banda criminale dedita ai furti e al ricilaggio di auto e moto.

Un vero e proprio supermarket clandestino di pezzi di ricambio quello scoperto e sequestrato dalla Polizia. 11 sono state le oridnaze di custodia emesse nei riguardi di altrettanti soggetti tutti residenti a Gela.

Su ordine del G.I.P. del Tribunale di Gela, in carcere sono finiti : Mirko Russello classe 1989, detenuto a Trapani il coetaneo Francesco Caci e il 37enne Salvatore Raniolo e una quarta persona invece è attualmente ricercata dalla Polizia poiché irreperibile.

Ai domiciliari invece : Gianluca Scollo di 33 anni, Vincenzo Scerra di 22 anni, Nunzio Vinelli di 40 anni e Vincenzo Cassisi di 29 anni.

Obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria invece per Francesco Alma di 44 anni, Salvatore Alma di 22 anni e Liborio Scollo di 67 anni.

Le indagini, come spiegato in conferenza dal Questore Giovanni Signer e dal Procuratore Capo, Fernando Asaro, sono partite sul finire del 2015 dopo un sostanziale incremento di furti che nella città del petrolchimico si sono registrati anche nel 2016. Per tutti l’accusa è di furto, ricettazione e danneggiamento a seguito di incendio.

Agrigento: detenevano droga in casa. La Polizia di Stato arresta due immigrati

La Polizia di Stato ha arrestato due immigrati di 35 e 46 anni colti nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed, il primo, anche per il reato di evasione. I poliziotti sono interventi dopo una richiesta di intervento in via Boccerie , nel centro storico di Agrigento, per probabile spaccio di droga ad opera di cittadini extracomunitari. A seguito di una perquisizione domiciliare, occultato dietro ad un mobile, è stato ritrovato un panetto di grammi circa 100 grammi di “hashish”, un bilancino di precisione e un coltello a serramanico con la lama intrisa di sostanza presumibilmente stupefacente. Rinvenuta anche una scimitarra con la lama affilata artigianalmente. Ai due, dunque, contestato anche il reato di detenzione illegale di arma propria.

Ruba un cellullare e chiede denaro per la restituzione, arrestato 18enne

I poliziotti del commissario di Canicattì, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno arrestato , ai domiciliari, Simone Gennaro. Il 18enne , già sottoposto a misura cautelare per altri fatti, ieri pomeriggio è stato colto nella flagranza del reato di tentata estorsione e ricettazione. Il giovane canicattinese avrebbe rubato il cellulare ad una donna ed è stato sorpreso da personale della sezione volanti mentre tentava di farsi consegnare del denaro al fine della restituzione. I poliziotti hanno anche rinvenuto, nei pressi del luogo dell’arresto, un tablet in uso al piccolo figlio della donna. Il cellulare, nonostante diverse perquisizioni domiciliari e ricerche non è stato al momento rinvenuto.

Aveva 20 grammi di hashish, nei guai canicattinese

Personale della sezione volanti del Commissariato di Canicattì, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli , nel centro cittadino ha fermato un giovane rumeno, residente a Canicattì, in atteggiamento sospetto . Addosso al giovane di 31 anni sono stati rinvenuti due involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di quasi 20 grammi.

 

 

Arriva l'”estate sicura”

C’è bisogno di sicurezza per la società agrigentina e la Polizia di Stato è pronta a soddisfarlo, investendo energie e risorse, sia umane che tecniche, per tutelare il cittadino e mettere un freno ai reati. E’ per questo che il Questore di Agrigento, Maurizio Auriemma, su disposizione del Comando compartimento polizia stradale “Sicilia Occidentale” di Palermo , in occasione dell’esodo estivo, ha deciso di potenziare  al massimo i servizi di vigilanza stradale, su tutte le strade statali e provinciali di Agrigento. Si tratta della cosiddetta operazione “Estate sicura”. 

Il dispositivo mira a garantire un’estate sicura a cittadini e turisti e comporta l’impiego dei poliziotti della Questura, quelli dei commissariati e della polizia stradale, che già da giorni stanno eseguendo una fitta serie di controlli su tutte le aree provinciali.

Massima attenzione sulle strade, in particolare quelle del litorale. “Come di consueto, – fanno sapere dalla Questura – verranno impiegate tutte le apparecchiature speciali, quali autovelox, telelaser, etilometro, al fine di reprimere le infrazioni alle norme di comportamento che, come è noto, assumono un più alto grado di pericolosità. Le stesse apparecchiature speciali (in particolar modo precursori ed etilometri) saranno utilizzate nei servizi già predisposti nelle strade che adducono a locali notturni e discoteche, nelle notti di luglio e agosto, per ottenere una efficace attività di controllo allo scopo di prevenire il tristemente noto fenomeno delle “stragi del sabato sera”. La stradale fa sapere anche che “saranno effettuati incisivi controlli nel settore del trasporto professionale di merci e persone”.  E’ stato fornito, infine, il bilancio del primo semestre del 2018. Le infrazioni per il mancato uso delle cinture di sicurezza sono state 874, 11 per l’uso del cellulare alla guida, 105 per superamento dei limiti di velocità, 48 per sorpasso vietato, 313 per mancata copertura assicurativa, 626 per assenza della revisione del mezzo, 81 per guida senza patente e 40 per guida in stato di ebbrezza alcolica.

Agguato Palma, continuano le indagini

continuano le indagini da parte degli agenti della Polizia di Stato dopo l’agguato avvenuto nella tarda serata di martedì a Palma di Montechiato in via Salvatore Quasimodo che ha portato al ferimento di un venticinquenne.

Un fatto che, quasi sicuramente, sembrerebbe essere legato al ritrovamento di un’auto – una Fiat Panda – crivellata di colpi di pistola calibro 7,65. Dalla segnalazione dell’auto, sarebbe arrivata dopo la notizia che informava la Polizia del giovane venticinquenne arrivato all’Ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata poiché ferito da un’arma da fuoco. Un colpo sparato da una pistola calibro 45 che lo avrebbe centrato all’addome.

Intanto sarebbero almeno due le persone che sono state sottoposte all’esame dello “Stub”, il tampone che permetterà di evidenziare eventuali tracce di polvere da sparo. Esiti che arriveranno nei prossimi giorni dopo i rilievi effettuati dalla Polizia Scientifica, per incasellare tutti gli elementi e dare così un quadro a cosa sia realmente accaduto nella serata di martedì scorso.

A coordinare le indagini il sostituto procuratore Alessandra Russo.

Scoppia una rissa nel centro storico, fermato un giovane che girava a torso nudo

Rissa in strada nel centro storico in via Madonna degli Angeli, a pochi passi dalla scalinata. Diversi residenti, l’altra sera, – si legge sul quotidiano La Sicilia – hanno allertato i centralini delle forze dell’ordine, riferendo di una zuffa esplosa fra tre o quattro persone, per futili motivi.Quando sul posto si sono presentate tre pattuglie dei poliziotti ed i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, i protagonisti della rissa si erano già dileguati. Le forze dell’ordine hanno setacciato la zona per risalire ai partecipanti ed hanno identificato solo un giovane a torso nudo. La sua posizione adesso è al vaglio degli investigatori.

Tentato omicidio a Palma di Montechiaro. Ferito gravemente un giovane del luogo

Si torna a sparare in Provincia di Agrigento e con esattezza a Palma di Montechiaro dove nella serata di ieri, otto colpi di pistola sono stati indirizzati a un giovane di 25 anni del luogo, Leandro Onolfo.

Degli otto colpi uno solo è andato a segno, colpendolo all’addome. Traferito d’urgenza all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, è attualemnte ricoverato nel reparto di terapia intesiva del San Giovanni di Dio di Agrigento, le sue condizioni sarebbero gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.

Le indagini, a cura degli agenti del locale commissariato di Polizia e della Squadra Mobile di Agrigento, mirano a fare chiarezza intanto sul movente dell’agguato. Chi è perché ha sparato contro un pedone in via Salvatore Quiasimodo, zona ovest del centro agrigentino; si è trattato di un avvertimento? O più semplicemente chi ha puntato l’arma non aveva dimistichezza con la stessa? Non è ancora chiaro se a sparare sia stata una sola arma e persona o se si sia trattato di un commando armato. I bossoli sono stati recuperati e inviati alla scientifica per i rilievi di rito.

Intanto gli inquirenti, scavano sulla vita privata del giovane, nessuna pista è al momento esclusa e sul tentato omicidio vige il massimo riserbo.

Armi giocattoli in vere pistole, nei guai 55enne

Con le ipotesi di reato di detenzione illegale di munizionamento, appartenente alle forze armate militari, ricettazione, detenzione di munizionamento di armi comuni di sparo che un artigiano 55enne di Palma di Montechiaro è stato arrestato dai poliziotti del locale commissariato.

Per l’uomo, il cui arresto è stato convalidato è stato disposto dal giudice l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  Secondo l’accusa, l’artigiano avrebbe trasformato delle armi giocattolo in vere e proprie pistole.

I poliziotti avrebbero scoperto il tutto dopo una perquisizione di un immobile nel centro storico di Palma di Montechiaro dove furono trovati e sequestrati diversi attrezzi, munizioni di vario calibro, nonchè elementi utili al confezionamento di vere armi.

Scazzottata fra commercianti di souvenir nella Valle, c’è un ferito

Se le sarebbero date di santa ragioni due ambulanti di souvenir nei pressi della Valle dei Templi di Agrigento. 

Calci, pugni e spintoni che hanno reso necessario l’intervento della Polizia che ha dovuto sedare gli animi dei contendenti che hanno dato spettacolo davanti a numerosi turisti presenti nella zona. I due, secondo una prima ricostruzione, avrebbero prima discusso animatamente per poi finire alle mani.

Intervenuta anche un’ambulanza del 118 per soccorrere uno dei due, rimasto lievemente ferito.

Quattordicenne scomparsa da due giorni, ritrovata dalla polizia

Era in stato confusionale la quattordicenne scomparsa da due giorni e ritrovata dagli agenti di Polizia al Quadrivio Spinasanta, ad Agrigento.

Gli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento hanno infatti visto la giovane ragazza vagare nel quartiere agrigentino nella serata di mercoledì scorso. Un atteggiamento “insolito” quello della giovane che ha subito allarmato i poliziotti che, dopo un breve controllo, hanno constatato l’allontanamento dalla propria abitazione di un paese della provincia.

Non sarebbe la prima volta che la giovane si allontana da casa. Gli agenti avrebbero allertato anche i Servizi Sociali affinché prendessero in esame il “caso”.

Controllo del territorio, revocata la licenza ad un’agenzia di scommesse

Revocata la licenza ad un’agenzia di scommesse di Agrigento.Con il provvedimento, emesso il 28 maggio dalla Questura di Agrigento, dopo un’attività di controllo del territorio, è stata ordinata la cessazione immediata dell’attività di raccolta scommesse che veniva esercitata in assenza della licenza di polizia. Il provvedimento di revoca dell’autorizzazione e la contestuale cessazione dell’attività abusivamente esercitata è stato notificato il 5 giugno dal personale della Divisione polizia amministrativa e sociale della Questura.

Fermate due donne sospette: scatta l’arresto

Fermate dagli agenti di polizia della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento tre donne di origine croata dopo la segnalazione al 113 da parte di alcuni cittadini che avevano notato l’atteggiamento sospetto delle tre giovani fra le vie Petrarca, Luigi Sturzo e Esseneto.

Tre donne di 18, 21 e 26 anni che sono state identificate dai poliziotti all’interno di un cortile di via Ugo La Malfa e portate in caserma. Dopo gli accertamenti di rito, la scoperta che a carico di una delle tre donne vi era un ordine di esecuzione poiché doveva scontare un anno e mezzo di reclusione per una condanna di furto; per la più giovane gravava invece un ordine di custodia per furto; per l’ultima delle tre risultata invece un obbligo di soggiorno ad Acireale. Inevitabile l’arresto per le prime due donne che sono così state trasferite al carcere “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento e all’istituto minorile di Caltanissetta; per la terza invece la denuncia alla Procura della Repubblica di Agrigento per inosservanza dell’obbligo di soggiorno.

“Va a fare il vaccino e ruba il cellulare all’infermiera”, denunciato

Va a farsi il vaccino, alla Guardia medica di Porto Empedocle, e ruba il cellulare all’infermiera. I poliziotti del commissariato “Frontiera” – coordinati dal vice questore Cesare Castelli – dopo una breve attività investigativa sono riusciti a rintracciare il tunisino di 39 anni, richiedente protezione internazionale e pertanto ospite di una comunità alloggio di Agrigento, e a ritrovare lo smartphone rubato.Un telefono cellulare d’ultima generazione che l’immigrato aveva già utilizzato per fare dei selfie e che avrebbe poi nascosto nell’area di campagna attigua alla comunità d’accoglienza. Il trentanovenne è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento per furto.

Omicidi e indagini, scatta una perquisizione: trovati un fucile e una pistola

Case popolari passate al setaccio a Favara, dove i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento hanno rinvenuto e sequestrato all’interno di un locale condominiale una pistola ed un fucile. Massimo riserbo sull’attività svolta martedì scorso dagli agenti dopo quella che sarebbe stata una “soffiata” che ha fatto scattare il blitz. A riportare la notizia il quotidiano “La Sicilia”. Dalle prime indiscrezioni pare siano, al momento, due le persone ascoltate dagli agenti della Squadra Mobile, diretta dal dirigente Giovanni Minardi. Uno dei due sarebbe un conoscente del 41enne Emanuele Ferraro, l’uomo ucciso lo scorso mese di marzo in via Diaz. L’ultimo fatto di cronaca rilevante a Favara in ordine di tempo dopo il tentato omicidio di Carmelo Nicotra e l’omicidio di Carmelo Ciffa avvenuto il 26 ottobre del 2016. Fatti che non hanno mai fatto abbassare la guardia agli investigatori che continuano incessantemente nella loro attività per capire eventuali legali e connessioni.

“Aveva un’arma clandestina e munizioni da guerra”, arrestato un disoccupato

Sarebbe stato trovato in possesso di un’arma clandestina e alterata, di munizioni da guerra e comuni. I poliziotti del commissariato di Licata assieme alla Guardia di finanza, ieri, hanno arrestato Bennardo Polizzi, disoccupato, di 52 anni. 

Durante una vasta attività anticrimine disposta dal questore di Agrigento Maurizio Auriemma, gli agenti del commissariato di Licata, in collaborazione con militari della tenenza della Guardia di finanza hanno effettuato una perquisizione all’interno di un magazzino di contrada San Michele. E durante questa perquisizione sono state ritrovate – secondo quanto rende noto la Questura di Agrigento – 68 cartucce di vario calibro, uso caccia, e 477 cartucce per arma corta di vario calibro.Nello stesso locale – prosegue la ricostruzione della Questura di Agrigento –  sarebbe stato rinvenuto anche un revolver lanciarazzi di calibro imprecisato e all’interno di un sacchetto un fucile calibro 12 a canne mozze con matricola abrasa caricato con due cartucce.”

Motociclo scappa all’Alt, inseguito e bloccato: maxi multa da 5 mila euro

Scappa all’Alt della polizia di Stato, imposto lungo la statale 115 all’altezza del Villaggio Mosè, e viene inseguito – dalla pattuglia della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento – per chilometri e chilometri. Quando i poliziotti riescono a fermare l’adolescente, che era alla guida del ciclomotore 125 di cilindrata, ci impiegano veramente pochi secondi ad accertare il perché di quella rocambolesca fuga. Il sedicenne agrigentino era senza patente. Al ragazzino è stata elevata – per guida senza patente – una maxi contravvenzione: ben 5 mila euro. Sanzionato, però, anche il padre del ragazzo. Per l’incauto affidamento del mezzo, il genitore dovrà pagare una multa da 400 euro.

Rissa a San Leone tra parcheggiatori abusivi

Tre sono stati “pizzicati” in piazzale Caratozzolo, due in via Nettuno e l’ultimo è stato bloccato nel piazzale dell’ex eliporto. Sono, al momento, sei i parcheggiatori abusivi che sono stati identificati e allontanati dalla location di “lavoro” dagli agenti della polizia municipale. Vigili urbani che, coordinati dal comandante Gaetano Di Giovanni, hanno anche sequestrato i primi “guadagni” realizzati dai sei: circa 50 euro. E due volanti della Polizia di Stato sono accorse, ieri a San Leone, nel parcheggio prospiciente piazza Sandro Pertini a San Leone per sedare una lite.

A darsele di santa ragione due presunte fazioni opposte di parcheggiatori abusivi, evidentemente infervorati dal guadagno di una trafficata domenica di inizio estate.

Accorsa l’ambulanza del 118 per medicare i “protagonisti” della rissa.

Caltanissetta. “Inquinamento delle prove” Antonello Montante trasferito in galera

Antonello Montante, ex presidenti degli industriali siciliani dai domiciliari nell’abitazione di Serradifalco è passato in una cella del carcere Malaspinadi Caltanissetta.

L’inasprimento della misura cautelare è stato richiesto dal procuratore capo Amedeo Bertone e disposto dal Gip del Tribunale nisseno.

A prelevare Montante sono stati gli agenti della squadra mobile.

L’ordinanza di carcerazione è “riconducibile – motivano gli inquirenti – alla grave condotta d’inquinamento di prove messa in atto dal Montante in occasione del suo arresto, avvenuto a Milano lo scorso 14 maggio. L’arrestato, infatti, – si legge tra le righe dell’ordinanza – nell’occasione, si barricava in casa per quasi due ore, non aprendo ai poliziotti e distruggendo documenti e circa ventiquattro pen drive. Lo stesso – aggiungono gli inquirenti – tentava anche di disfarsi di altra documentazione che veniva però rinvenuta e sequestrata dagli agenti della Squadra Mobile di Caltanissetta”.

Dieci giorni dopo il blitz “double face” che ne aveva cagionato il suo arresto per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, l’ex responsabile “legalità” di Confindistria ha trascorso la sua prima notte in galera. Ci ha provato Montante a distruggere delle potenziali prove che attualmente sono al vaglio dei tecnici della Polizia di Stato che avranno il compito di estrapolare dai dispositivi danneggiati, elementi utili alle indagini.

Alcune pen drive e degli hard disk sono stati recuperati in un pozzo luce di casa Montante, mente altro materiale è stato raccolto nel cortile adiacente alla sua abitazione, mentre uno zainetto contente altri documenti era stato lanciato nel balcone di uno stabile vicino.

Ma Montante, avrebbe cercato di inquinare le prove non solo il giorno dell’arresto ma anche l’indodmani, il 15 maggio.

“Le gravi condotte – scrivono gli investigatori – che hanno indotto il giudice a inasprire la misura cautelare sono proseguite anche dopo l’arresto dell’indagato. Infatti, una volta condotto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Serradifalco, dopo l’interrogatorio di garanzia avvenuto lo scorso 15 maggio, il Montante Antonio Calogero – aggiungono – ha violato le prescrizioni impostegli dal Giudice con il provvedimento che ha disposto gli arresti domiciliari.”

Nello specifico, Montante non avrebbe rispettato l’obbligo di non avere contatti con altre persone non autorizzate, gli agenti della squadra mobile di Caltanissetta infatti, nella casa di Serradifalco, avrebbero documentato alcuni incontri tra Montante e altre persone.

Intanto dei dubbi sono sorti sulla storia dell’azienda della famiglia Montante. Secondo l’ANSA infatti alcuni degli anziani di Serradifalco incalzati dai giornalisti che chiedevano informazioni sulla fabbrica di bicilette, avrebbero fornito notizie discordanti. “C’è chi dice che la fabbrica di biciclette non è mai esistita – scrive l’agenzia di stampa – chi parla di una officina che rigenerava ammortizzatori e chi ricorda “un negozio che vendeva biciclette di vari marchi e le affittava chiedendo in pegno giubbotti e maglioni”.

La Cicli Montante, secondo Antonello Montante e per come si legge anche sul sito aziendale, fu creata dal nonno Calogero a cavallo tra le due guerre.

“Trasportava 26 ovini senza adeguata documentazione”, scatta la multa

Trasportava animali senza le necessarie documentazioni ed in condizioni non idonee alla loro salute. La polizia stradale di Agrigento, coordinata dal vice questore aggiunto Andrea Morreale, durante un controllo nei pressi di Montallegro, ha fermato un veicolo che stava trasportando 26 ovini diretti ad un Comune del Palermitano. 

Gli agenti – ricostruiscono dalla Questura – hanno accertato varie violazioni, per un totale di circa 3.600 euro di sanzioni, contestate al trasportatore. In particolare è stata accertata dagli agenti una incompleta redazione della documentazione. Inoltre, il vano di carico del veicolo non era idoneo al trasporto, con gli animali ammassati e impossibilitati a mantenere una posizione eretta.

Parcheggia l’ auto e la ritrova svaligiata

Parcheggia la propria auto lungo il viale delle Dune a San Leone per una pausa pranza, ma al suo rientro lo attende una amara scoperta. Un furto con scasso che ha permesso ad alcuni malviventi di impossessarsi di due borse all’interno delle quali vi erano dispositivi elettronici fra pc e tablet e alcuni documenti con un campionario di cosmetici.

Il proprietario non ha potuto fare altro che chiamare il 113 per denunciare il fatto. Sul posto gli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento che hanno constato il furto con scasso e avviato le indagini.

Gruppo di extracomunitari sospetti: ” beccati” a spacciare

E’ stata grazie alla segnalazione al 113 di una cittadina che è stato possibile trovare nelle tasche di un tunisino alcuni grammi di sostanza stupefacente.

E’ accaduto in via Acrone, dove per il giovane tunisino è scattata la segnalazione in Prefettura quale consumatore di sostanze stupefacenti. Gli agenti della sezione “Volanti” sono intervenuti sul posto dopo la segnalazione arrivata al centralino dove veniva segnalata la presenza di un gruppo di extracomunitari “sospetti”. Il tempestivo intervento e i successivi controlli hanno fatto in modo di trovare la “sostanza”.

Auto danneggiata in via Esseneto: hanno “ballato” sulla carrozzeria

Avviate le indagini da parte degli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento dopo il danneggiamento di un’auto parcheggiata in via Esseneto di proprietà di un trentenne di origine romena.

La vettura è stata infatti trovata dal proprietario con evidenti segni di ammaccatura sulla carrozzeria, segno che probabilmente qualcuno si è divertito a prendere a calci e pugni il cofano del veicolo.

E’ stato lo stesso proprietario del mezzo ad allertare il 113 e denunciare quando accaduto. Indagini sono in corso.

Tentata rapina ai danni di un esercente commerciale in via Mazzini

Tentata rapina ai danni di un esercente commerciale in via Mazzini, ad Agrigento nella notte fra giovedì e venerdì.

Secondo una prima ricostruzione sarebbero stati due i malviventi ad entrare in azione nel tentativo di rapinare l’uomo, un giovane trentenne, che è stato sorpreso e aggredito dopo la chiusura la chiusura della sua attività.

I due, con il volto travisato, avrebbero prima minacciato l’uomo e poi, dopo il tentativo di fuga di quest’ultimo, lo avrebbero colpito con una spranga. Solo dopo non aver trovato il denaro che cercavano, i due sarebbero fuggiti facendo perdere così le loro tracce. Dopo l’allarme, la vittima dell’aggressione è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove i medici hanno applicato alcuni punti di sutura per le ferite riportate alla testa.

Sul “caso” si stanno occupando i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento e i colleghi della Squadra Mobile.

Doveva portar via la moto sequestrata, fermato anche il carro attrezzi

Durante dei serrati controlli effettuati dagli agenti del commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle e dalla stradale di Palermo, tra Porto Empedocle e Realmonte, sarebbe stato fermato un centauro, senza casco, a bordo di uno scooter. Da un immediato controllo gli agenti si sarebbero accorti che lo scooter era sprovvisto di assicurazione. Emessa dunque la sanzione e il sequestro del mezzo, motivo per cui i poliziotti avrebbero chiamato il carroattrezzi.

Ma anche quest’ultimo presentava delle irregolarità: il mezzo, infatti, era senza revisione e il conducente non era in possesso della necessaria patente di guida. Scatta dunque il sequestro anche del carroattrezzi. E’ stato chiamato così un secondo carroattrezzi per prelevare il primo e lo scooter.

“Trovati 36 lavoratori in nero in un vigneto”: scattano tre arresti

Tre persone – un imprenditore e due romeni – sono state arrestate e poste ai domiciliari. Elevate sanzioni per oltre 50 mila euro. E’ l’esito di quello che è stato – nelle campagne fra Naro e Camastra – un vero e proprio blitz anticaporalato realizzato dalla Squadra Mobile della Questura di Agrigento, dai poliziotti del commissariato di Canicattì e da quelli della Scientifica sempre di Agrigento. In un vigneto, i poliziotti hanno trovato ben 36 operai, fra cui due minorenni. A quanto pare si trattava – per tutti 36 – di lavoratori in nero. Operai che si stavano occupando, per conto di una ditta che produce e commercializza uva, di preparare i vigneti per una migliore coltivazione dell’uva. Quando il blitz è scattato, i poliziotti sono riusciti ad accerchiare la zona e ad evitare che qualcuno riuscisse ad allontanarsi.

Ecco Youpol contro droga e bullismo

La Polizia di Stato sempre più vicina ai cittadini, soprattutto ai più giovani, scegliendo di parlare lo stesso linguaggio e di utilizzare gli stessi strumenti. Da oggi è attiva anche ad Agrigento You-Pol, la app che permette di mettersi in contatto in tempo reale con la centrale operativa che gestisce il pronto intervento per segnalare, anche inviando fotografie, episodi di criminalità, dallo spaccio al bullismo ai maltrattamenti. Lo strumento , questa mattina, è stato promosso e diffuso all’sitituto Nicolò Gallo di Agrigento. “È uno strumento tecnologico e spetta a voi farlo vivere”, ha detto il questore Murizio Auriemma agli studenti. ” E’ stato creato uno strumento facile e amichevole per cercare di coinvolgervi il più possibile”. Sarà possibile fare segnalazioni con più facilità- ha chiarito ”. Carlo Mossuto, capo gabinetto della questura Agrigento ha spiegato: ” è un  nuovo modo per denunciare alle autorità competenti fatti di cui si è testimoni diretti o notizie di cui si ha conoscenza indirettamente. ‘You Pol’ è l’app che permette di inviare immagini, video, segnalazioni scritte, link, siti web, in tempo reale alle sale operative della Polizia di Stato per denunciare episodi di bullismo o di spaccio”. Come funziona? “L’app può essere scaricata su tutti i dispositivi, smartphone e tablet, accedendo alle piattaforme Apple Store e Play Store e al sistema operativo Android- ha detto Cesare Castelli, dirigente dell’ ufficio Prevenzione e soccorso pubblico-. Tra le possibilità messe a disposizione dell’applicazione c’è anche la chiamata di emergenza: un pulsante di colore rosso con la scritta ‘chiamata di emergenza’ metterà in contatto direttamente l’utente con la sala operativa della Questura in cui si trova il dispositivo, grazie alla ‘georeferenziazione’ immediata del dispositivo segnalante e del luogo interessato dall’evento. YouPol è a disposizione di tutti i cittadini e può essere usata sia attraverso una registrazione che in forma anonima. ”.

Controlli della stradale: 5 denunciati per guida in stato di ebrezza. “Pizzicati” parcheggiatori abusivi

Nello scorso fine settimana, durante un servizio finalizzato a scongiurare le “Stragi del sabato sera”, ad Agrigento, pattuglie della Polizia Stradale di Agrigento hanno denunciato 5 conducenti, 4 uomini e 1 donna, per guida in stato di ebbrezza alcolica . In totale 53 le persone controllate con precursore, 6 patenti ritirate, 2 veicoli sequestrati, 91 punti patente decurtati. Durante il servizio sanzionati anche 4 “parcheggiatori abusivi ”. Durante il week end, i poliziotti – coordinati dal vice questore aggiunto Andrea Morreale – li hanno pizzicati mentre erano intenti al “lavoro” fra il viale Delle Dune e il lungomare Falcone-Borsellino.  Ad ognuno di loro è stata elevata una sanzione da mille euro ed in più i poliziotti hanno sequestrato le somme che avevano indebitamente ricavato, per un totale di 103,87 euro, dall’illegale attività. A carico dei quattro – uno dei quali extracomunitario – sono scattati gli ordini di allontanamento dai luoghi dove svolgevano l’attività abusiva.  

Sequestrato il centro di compostaggio di Joppolo Giancaxio.

Era la fine del mese di gennaio scorso quando la polizia effettuava un blitz nell’impianto di compostaggio di Joppolo Giancaxio. Adesso a seguito di quella perquisizione,durata per 12 ore, il centro è stato sequestrato. “Il provvedimento, eseguito dagli agenti della DIGOS- scrivono dalla questura di Agrigento- si è reso necessario all’esito di una perquisizione effettuata dai poliziotti, unitamente a tecnici dell’ARPA nel corso della quale sono state riscontrate gravi irregolarità nel processo di compostaggio, violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti con conseguente deterioramento delle acque, dei terreni e dell’ecosistema circostante, con l’aggravante della continuazione del reato”. Indagati i titolari della ditta che gestisce l’impianto. L’inchiesta venne avviata a seguito di un esposto del comitato spontaneo nato a Joppolo Giancaxio: cittadini proprietari di terreni vicini al luogo dove sorge il centro di compostaggio. Sulla vicenda interviene Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia. “Il sequestro preventivo dell’impianto di compostaggio – dice- al di là degli ulteriori sviluppi che la vicenda giudiziaria in questione potrà avere, impone al governo regionale di chiarire una volta per tutte quali sono le regole alle quali non ci si può in alcun modo sottrarre per fare correttamente impresa nel delicato settore della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, senza arrecare danno all’ambiente ed alla salute dei cittadini.”

“Trovato con hashish e cocaina”, arrestato un ventunenne

Sarebbe stato trovato in possesso di 5 panetti di hashish e poco meno di due grammi di cocaina. E’ per l’ipotesi di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio che i poliziotti del commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle hanno arrestato – ad Agrigento, nel quartiere di San Leone – l’empedoclino ventunenne Agostino Marrali.

I poliziotti del “Frontiera”, coordinati dal vice questore Cesare Castelli, da tempo ormai portano avanti quella che è un’autentica “battaglia” per la prevenzione e repressione dello spaccio di stupefacenti. Sistematicamente vengono effettuati dei controlli. Ed è proprio durante uno di questi controlli che il giovane è finito nei guai. A quanto pare il giovane è stato fermato e controllato mentre era in macchina. Il suo atteggiamento nervoso ha fatto scattare la perquisizione e dunque sono stati trovati i cinque panetti di hashish per circa 500 grammi.

Su disposizione del sostituto procuratore di turno, titolare del fascicolo d’inchiesta immediatamente aperto, il ventuenne empedoclino – dopo le formalità di rito dell’arresto – è stato portato in carcere.

Ladri acrobati mettono a segno un furto in un appartamento di via Giovanni XXIII.

Appartamento svaligiato in via Giovanni XXIII, ad Agrigento. Ladri in azione che avrebbero avuto accesso alla casa dopo essersi arrampicati dal prospetto del palazzo. Agevolati dalla presenza di un ponteggio per alcuni lavori, i malviventi hanno scassinato una finestra entrando così indisturbati all’interno. Dopo avere rovistato fra cassetti e armadi, sarebbero stati portati via alcuni oggetti preziosi. Da verificare l’esatto giorno in cui è stata “visitata” l’abitazione vista l’assenza dei proprietari che da circa quindici giorni erano assenti. Ad indagare sono i poliziotti della sezione “Volanti” che hanno raccolto la denuncia contro ignoti.

Spintona e scippa il cellulare ad una donna, bloccato un immigrato

 Dapprima sarebbe scoppiata una lite in pieno centro in via Atenea, pare per un alterco pregresso, poi un giovane immigrato sarebbe passato alle mani spintonando una donna e scippandole dalle mani un telefono cellulare. Dopo l’allarme, sul posto sono giunti i poliziotti della sezione “Volanti” che avrebbero individuato il presunto autore e portato in Questura per accertamenti.

Rubano in un supermecato, nei guai un gruppo di minorenni

 Denunciati un gruppo di minorenni sorpresi a rubare all’interno di un supermercato delle bibite, sacchetti di patatine e delle caramelle. Si tratta di tre giovani di età compresa fra i 15 ed i 16 anni che sono finiti nei guai dopo essere stati identificati all’interno dell’esercizio commerciale di via Crispi, ad Agrigento. Un altro minorenne sarebbe invece in fase di identificazione poichè sarebbe riuscito a fuggire. Identificazione che potrebbe avvenire grazie alle telecamere di video sorveglianza presenti all’interno. A fermare il gruppo sono stati gli stessi impiegati del supermercato che si sono accorti del tentato furto. Dopo l’allarme lanciato al 113 e l’arrivo degli agenti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento, è scattata la denuncia alla Procura del Tribunale per i minorenni di Palermo.

Agrigento. Due topi di appartamento in trappola a San Leone

Due topi di appartamento si stavano accingendo a fare irruzione in una villetta della frazione balneare agrigentina di San Leone, ma la pronta azione dei poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e degli agenti del commissariato di Porto Empedocle ha permesso di fermare il colpo sul nascere . Dopo un rocambolesco tentativo di fuga, i poliziotti sono riusciti ad arrestarli, si tratta dei pregiudicati: Fabrizio Rizzo, 27 anni di Agrigento e Roberto Iovine, 53 anni originario di Napoli.

Gli inquirenti sono giunti ai due, grazie alle tradizionali tecniche investigative e durante le fasi degli arresti, due agenti si sono feriti, per uno di loro, si sono resi necessari 5 punti di sutura applicati dai sanitari ad una gamba, per entrambi la prognosi è di dieci giorni. Gli agenti, dopo che hanno avuto certezza sulle intenzioni dei due, hanno deciso di entrare in azione. Nei pressi di una siepe sono stati trovati un piede di porco e un flex, arnesi quest’ultimi che dovevano servire allo scasso.

Iovine, era già riuscito ad aprire una porta finestra della villetta ma non ha fatto in tempo ad entrare. Poco prima, un’altra abitazione della zona era stata visita dai ladri, da quella casa però non è stato portato via niente. Non si esclude che anche in quel caso gli autori possono essere stati gli stessi Rizzo e Iovine. Nei pressi del domicilio del 53enne poi, gli agenti hanno trovato occultati, diversi monili in oro e preziosi, ritenuti frutto di precedenti colpi. Parte della refurtiva è stata riconosciuta dai proprietari di una villette che era stata messa a soqquadro, sempre a San Leone, lo scorso 27 aprile.

Ad entrambi sono contestate le accuse di tentato furto e ricettazione. Le indagini adesso mirano a capire se i due soggetti, sono i responsabili anche di altri furti che da qualche mese interessano la zona.

Dalla Questura di Agrigento chiedono la collaborazione dei cittadini per segnalare alle forze dell’ordine atteggiamenti o movimenti sospetti.

Violenze verbali e visiche alla miglie e alla figlia: disposto allontamento per 41enne

La Polizia di Stato ha eseguito in Palma di Montechiaro a carico di Giuseppe Incardona , 41 anni, un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Agrigento con la quale è stata disposta la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

“All’uomo – spiegano dalla polizia- vengono contestati gravissimi reati che sarebbero stati commessi all’interno della casa familiare ad iniziare dal 2015, e commessi principalmente in danno della coniuge, di una delle figlie, e degli altri due, che, seppur non coinvolti in prima persona hanno dovuto assistere a scene di inaudita violenza, costretti a vivere in un ambiente che ben poco si addice allo sviluppo di un individuo.

Incardona si sarebbe reso responsabile di gravi violenze verbali ma anche fisiche alla moglie e alla figlia . Più avrebbe più volte stretto le braccia intorno al collo delle due donne, quasi a strozzarle, proseguendo con morsi alle loro guance, nonché con pugni e calci in varie parti del corpo. “

Controlli della polizia: multe salate

A bordo di una moto senza avere la patente, perchè mai conseguita e senza la copertura assicurativa.Oltre 6 mila euro di multa per un giovane ventitreenne agrigentino. Lo hanno “beccato” i poliziotti durante un servizio di controllo a San Leone. Gli agenti poliziotti, dopo un approfondito controllo, hanno scoperto le infrazioni che hanno portato, ovviamente, anche al sequestro del veicolo a due ruote. E sempre la polizia ha multato un autobus perchè senza cinture di sicurezza. Il mezzo avrebbe dovuto trasportare degli studenti di una scuola di Agrigento in gita scolastica, nel Nisseno, precisamente a Montedoro. Gita annullata e bambini delusi che hanno dovuto far rientro a casa. E’ accaduto tutto in piazza Ugo La Malfa dove il pullman avrebbe dovuto caricare 50 piccoli turisti già pronti con zaini e cappellini a trascorrere la giornata di relax insieme ai compagni e ai docenti. Le cinture di sicurezza sono uno di quegli argomenti che non riusciranno mai a mettere tutti veramente d’accordo. Sebbene la legge ne imponga l’obbligo in tutte le circostanze (salvo rare eccezioni) per il guidatore e per tutti i passeggeri, anche posteriori, sono veramente poche le persone che conoscono le norme del codice della strada in materia di dispositivi di ritenuta. Il mancato uso delle cinture di sicurezza non solo espone a sanzioni, ma può anche essere un fattore determinante nella valutazione delle responsabilità in seguito ad un sinistro. E se a contravvenire è un minore la responsabilità ricade sul conducente se a bordo non ci sono i genitori.

“Ha rotto la testa a un impiegato dell’Asp”, arrestato 32enne

Finisce agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, il trentaduenne empedoclino protagonista dell’aggressione ad un dipendente dell’Asp di Agrigento avvenuta lo scorso 10 aprile.

Gli agenti di Polizia della sezione “Volanti” e quelli del commissariato di “Frontiera” di Porto Empedocle, hanno infatti notificato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Agrigento su richiesta dei pm che si occupano delle indagini. L’ipotesi di reato è di lesioni personali aggravate e interruzione di pubblico servizio.

Come si ricorderà, fu lo stesso aggressore, dopo qualche ora, a presentarsi volontariamente al commissariato di Polizia di Porto Empedocle, ammettendo l’aggressione all’impiegato, un cinquantenne di Raffadali che riportò una frattura al cranio ed una emorragia cerebrale.

Tentano furto in un chiosco: due minori nei guai

 Avrebbero tentato di forzare la saracinesca di ingresso di chiosco lungo la zona portuale di Porto Empedocle. Due i minorenni finiti nei guai che sono stati segnalati dagli agenti della Polizia di Stato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Palermo. Ad accorgersi del tentato furto lo stesso proprietario dell’esercizio commerciale che, avendo subito il giorno prima un piccolo furto, si era appostato per sorprendere gli eventuali responsabili. Avrebbe così notato un gruppo di ragazzi intenti a scassinare la saracinesca e dopo le urla avrebbe messo in fuga i giovani. Dopo un breve inseguimento, uno di questi è stato fermato, mentre un altro giovane si è consegnato, accompagnato dal padre, al commissariato di Polizia. Agenti che ora sono alla ricerca di almeno altri due giovani e presunti responsabili del “gesto” che pare essere stata una bravata. Da appurare se il precedente furto subito dall’esercente sia stata opera del gruppetto. I due dovranno ora rispondere dell’ipotesi di reato di tentato furto aggravato in concorso

L’inchiesta su La Gaipa potrebbe allargarsi

Confermati gli arresti domiciliari per l’imprenditore agrigentino Fabrizio La Gaipa, l’inchiesta ora potrebbe allargarsi. Una ipotesi al momento, ma non da essere totalmente esclusa.

Secondo quanto riportato dal “Giornale di Sicilia”, gli investigatori vogliono capire se si tratta di un sistema ripetuto. La Gaipa, come si ricorderà, è finito agli arresti dopo essere stato accusato di avere presumibilmente estorto parte dello stipendio risultante in busta paga ad alcuni dipendenti. Un’accusa che lo stesso Fabrizio, ed il fratello Salvatore, hanno respinto, parlando di “acconti” versati ai dipendenti e poi restituiti. Una tesi che non aveva convinto il pm titolare dell’inchiesta che aveva chiesto la conferma delle misure cautelari, ieri disposte dal gip del Tribunale di Agrigento.

Inoltre, si starebbe indagando anche su un altro fatto. Sarebbe infatti stato ritrovato sul tergicristalli dell’auto di uno degli ex dipendenti, ritenuto il principale accusatore, un accendino. Un fatto che si sta cercando di decifrare.

Torturava i migranti , fermato un altro nigeriano.

Tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La squadra mobile di Agrrigento con queste accuse ha arrestato un nigeriano di 21 anni GIFT DEJI, chiamato con il nome di Sofi, riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrate in Libia all’interno della safe house di “Alì il Libico”, dove i migranti, in attesa di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane, venivano privati della libertà personale e torturati per estorcere loro denaro. Il 21enne da migrante si sarebbe offerto di entrare a far parte del gruppo di criminali al fine di poter, in seguito, intraprendere gratuitamente la traversata verso l’Italia. Anche in questo caso fondamentali ai fini dell’arresto sono state le dichiarazioni di alcune delle vittime: “Le violenze perpetrate dal Sofi- hanno raccontato- consistevano nel colpire in diverse parti del corpo i migranti tenuti in ostaggio, con molta violenza, mediante l’utilizzo di una cintura in cuoio e/o tubi di gomma. Oltre a questi oggetti, ho visto più volte Sofi utilizzare sui prigionieri due cavi eletrtici collegati alla corrente elettrica come strumento di tortura”. Il fermo di Sofi è frutto dell’incessante attività investigativa della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, che sta ricostruendo l’intera cellula di criminali e torturatori che operavano in Libia all’interno del tristemente noto “Ghetto di Alì il Libico”. I primi utili risultati investigativi di questa ultima indagine si sono avuti con l’individuazione ed il fermo, nei mesi scorsi, di altri soggetti. Il Sofi è stato individuato e catturato all’interno del CDA “S.Anna” di Isola di Capo Rizzuto e adesso si trova rinchiuso al carcere di Catanzaro.

Musica ad alto volume e schiamazzi, intervengono le forze dell’ordine

Musica ad alto volume e schiamazzi che hanno reso necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine. E’ accaduto ancora una volta nel centro di Agrigento, dove al Viale della Vittoria alcuni residenti hanno allertato Polizia e Carabinieri, esausti di quella che è la “movida”.

Giunti sul posto i poliziotti della sezione “Volanti”, allarmati anche dalla segnalazione di una rissa con bottiglie, hanno controllato numerosi locali del centro città, passando al setaccio le zone del Viale della Vittoria e del centro storico agrigentino fra via Atenea, piazza San Francesco e via Pirandello.

Verifiche che hanno portato a stilare alcuni verbali che ora verranno trasmessi alla sezione “Pasi” per verificare eventuali sanzioni da emettere.

Trovato con parrucca, cappellino di lana e tagliabalsa: denunciato 66enne

Ha del misterioso quanto è accaduto sabato lungo la parte interdetta alla circolazione stradale del viadotto Morandi e l’incrocio con via Petrarca. I poliziotti della sezione “Volanti” hanno notato un anziano che camminava sul ciglio della strada, proprio dove, sul cavalcavia, la circolazione delle auto è sbarrata. L’uomo è stato fermato e controllato.

Non avrebbe voluto fornire documenti di identificazione. Notando che teneva qualcosa nelle tasche del giubbotto, i poliziotti hanno deciso di sottoporlo a perquisizione e hanno trovato, nelle sue tasche, una parrucca di colore nero, un cappellino di lana nero, un tagliabalsa, un palanchino ed un tondino in ferro ripiegato ad “U” per meglio essere impugnato.

Sul possesso e sull’uso di tutto questo materiale, nonché sulla sua misteriosa presenza sul viadotto, l’anziano non ha voluto fornire nessuna spiegazione. E’ stato, a questo punto, portato alla caserma “Anghelone” ed è stato fotosegnalato. Il sessantaseienne, M. F., è stato, dunque, denunciato in stato di libertà alla Procura per il possesso degli oggetti che sarebbero potuti servire per una rapina.

34enne scippata in via Cimarra

Scippata in via Matteo Cimarra, in pieno centro urbano ad Agrigento, mentre cammina sul ciglio del marciapiede. La disavventura è capitata, nella serata di mercoledì, ad una trentaquattrenne. La donna – stando alle frammentarie informazioni – sarebbe stata avvicinata da tre uomini, pare extracomunitari, che, all’improvviso, le hanno portato via la borsetta che teneva sulla spalla. Tanta paura per la giovane agrigentina che è riuscita a chiedere aiuto alle forze dell’ordine.

Dopo qualche ora, è stata recuperata e portata in Questura la borsetta della trentaquattrenne. Borsetta che era stata, “naturalmente”, svuotata. Alla fine sono risultati mancare, a quanto pare, soltanto i circa 30 euro che la giovane agrigentina aveva dentro il portafogli.

Va in escandescenze e minaccia l’educatrice, la Rx svela che non è minorenne: denunciato

Reclamava il permesso di soggiorno. Non si sentiva ben accolto nella comunità per immigrati minorenni e voleva poter andare via, ottenendo però prima il permesso di soggiorno. Un immigrato, ieri mattina, è andato in escandescenze mentre si trovava all’interno della comunità, dove era ospite, in via Santa Sofia, alle spalle del Municipio di Agrigento. Il giovane ha iniziato ad urlare e a minacciare l’educatrice che ha chiamato il 113. Gli agenti sono riusciti a riportare la calma. Il giovane aveva iniziato a scagliarsi contro mobili e suppellettili.

Riportata la calma, i poliziotti – con autorizzazione del tribunale per i minorenni – hanno fatto sottoporre l’immigrato a delle radiografie. E ancora una volta, è stato accertato che quell’immigrato non era affatto un minorenne. Il giovane è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’ipotesi di minaccia aggravata.

Minacciano di morte e tengono in ostaggio operatrice di una comunità, arrestati due immigrati

Volevano essere trasferiti in un’altra comunità d’accoglienza. A nulla sono valsi i tentativi di spiegazione da parte dell’operatrice della struttura che, ad un certo punto, è stata minacciata di morte con un coltello da cucina ed è stata tenuta in ostaggio da due giovani de Gambia. Entrambi – che si erano detto minorenni – sono stati arrestati dalla polizia di Stato che è anche riuscita ad accertare la maggiore età.  E’ accaduto nella comunità per minori denominata “Il melograno”, al Villaggio Mosè. È stata la stessa donna a chiamare il 113.

I poliziotti delle “Volanti” hanno immediatamente individuato i due migranti e sono stati portati alla caserma “Anghelone”. Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, entrambi i gambiani sono stati sottoposti a radiografie per accertare la maggiore età.

Accertata, dunque, la maggiore età i due sono stati arrestati. Dovranno rispondere delle ipotesi di reato di danneggiamento aggravato, violenza privata, minaccia aggravata e false dichiarazione alla polizia giudiziaria. Sono stati portati – su disposizione del sostituto procurator di turno – al carcere Petrusa.

“Tenta il furto in ospedale”, poliziotto in trasferta arresta un 48enne

Poliziotto, in servizio al commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle, arresta un palermitano di 48 anni, Massimo Giovanni Di Maria, all’ospedale dei bambini “Di Cristina”. Su disposizione del Pm di turno, l’uomo – che dovrà rispondere delle ipotesi di reato di tentato furto aggravato e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso – è stato posto ai domiciliari.

Il poliziotto – libero dal servizio – si trovava all’ospedale “Di Cristina” per assistere il figlio ricoverato da diversi giorni. Notando un uomo che, di sera, si aggirava per il reparto con fare sospetto, ha deciso di seguirlo. Il quarantottenne si sarebbe introdotto negli spogliatoi dei medici dove avrebbe forzato 3 armadietti. E’ in questo momento che il poliziotto, in servizio a Porto Empedocle, è intervenuto arrestandolo e chiamando rinforzi.

“Obbligava la figlia a mendicare”, denunciato un trentottenne

Avrebbe obbligato la figlia – una minorenne – all’accattonaggio. E non sarebbe stato neanche la prima volta. La polizia di Stato, martedì, lo ha però “pizzicato” e denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica. L’uomo – C. I., romeno, di 38 anni, – dovrà adesso rispondere dell’ipotesi di reato di impiego di minorenni nell’accattonaggio. I poliziotti della sezione “Volanti” e quelli dell’Anticrimine della Questura si sono accorti del trentottenne in piazza Aldo Moro, in pieno centro cittadino dunque. E’ scattato il controllo e, naturalmente, immediatamente dopo anche la formalizzazione della denuncia. La figlia dell’uomo – utilizzata appunto per mendicare per strada – sarebbe una minore degli anni 14. E a quanto pare, stando sempre a quanto accertato dalla polizia di Stato, non sarebbe stato neanche la prima volta che, sempre nel centro cittadino di Agrigento, il trentottenne avrebbe obbligato la figlia a mendicare e ad impietosire tutti i passanti.

Trovato in possesso di armi e munizioni, arrestato 23enne

I poliziotti, a Palma di Montechiaro, hanno arrestato Carlo Castellana palmese di 23 anni, colto nella flagranza di reato di detenzione illegale di armi clandestine ed alterate e munizioni.

A seguito di perquisizione domiciliare effettuata nell’abitazione del 23enne, gli agenti avrebbero rinvenuto una pistola cal. 9, con relativo caricatore privo di munizionamento, 1 caricatore privo di cartucce riconducibile ad una pistola cal.

7,65, un fucile semiautomatico cal. 12 con matricola abrasa e 21 cartucce a pallini cal. 12. Il giovane è stato rinchiuso al Petrusa di Agrigento. A Licata, sempre ieri, gli agenti del locale commissariato hanno arrestato Angelo Parafino , di 28 anni, in esecuzione del provvedimento emesso, lo scorso 30 maggio, dall’Ufficio di Sorveglianza di Agrigento con il quale veniva disposta la provvisoria ed immediata sospensione della detenzione domiciliare ed in contestuale immediato trasferimento al Petrusa di Agrigento.

Assistente sociale e coop nel “mirino”: appiccati due incendi

Prima, il Fiat Scudo – posteggiato in viale Della Vittoria – di proprietà di una cooperativa che si occupa di una casa famiglia e di una comunità alloggio per minori. Poi, la Citroen C3 – lasciata parcheggiata in via Caricatore – di proprietà di una assistente sociale di 44 anni. Due gli inquietanti episodi verificatisi a Sciacca, a partire dall’1,15 circa – ossia quando è risuonato, per la prima volta, l’Sos alla centrale operativa dei vigili del fuoco.

Nel primo caso, per il Fiat Scudo, nessun ombra di dubbio circa la matrice dolosa: sarebbero state rinvenute, infatti, tracce di liquido infiammabile all’interno dell’abitacolo. L’altro rogo, quello all’utilitaria dell’assistente sociale, sarebbe stato, invece, appiccato ad uno pneumatico.

Hanno trovato la serratura forzata, tentato furto? O tentata occupazione abusiva?

Rientrano a casa e trovano la porta dell’abitazione, una semi-blindata, forzata. Non riuscendo ad aprire e temendo anche che dentro la residenza potesse esserci qualcuno, una famiglia di empedoclini, nella tarda serata di martedì, ha chiamato il 113. Dalla polizia di Stato, per aprire la porta, è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Villaseta. E’ accaduto tutto in via Dello Sport a Porto Empedocle. Tutto all’interno della residenza è stato trovato a posto.  Due le ipotesi: In via Dello Sport, qualcuno avrebbe tentato di forzare la serratura della porta di ingresso per intrufolarsi e mettere a segno un furto oppure l’effrazione potrebbe essere riconducibile ad un tentativo di occupazione abusiva dell’appartamento.

“Bottigliata in testa a un 39enne”, un giovane finisce nei guai

Avrebbe scaraventato una bottiglia di vetro sulla testa di un trentanovenne. E’ per le ipotesi di reato di minacce gravi e lesioni personali aggravate che un ventiduenne di Agrigento è stato denunciato, in stato di libertà, dalla polizia di Stato alla Procura della Repubblica. E’ accaduto tutto domenica sera in piazza San Francesco, nel centro di Agrigento. Sul posto, una volta scattato l’allarme, si sono precipitati i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura e un’autoambulanza del 118. Il trentanovenne palermitano è rimasto seriamente ferito ed è stato soccorso dai sanitari del 118 che lo hanno portato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” dove i medici gli hanno applicato 12 punti di sutura e giudicato, dopo tutti gli accertamenti necessari, guaribile in 10 giorni. Non è chiaro, non lo risultava esserlo nemmeno ieri, cosa abbia fatto scatenare l’aggressione, che è seguita probabilmente ad una discussione. Fra le ipotesi al vaglio degli investigatori anche quella di una donna forse contesa.

“Ruba un’autovettura e scappa”, alla vista dei poliziotti si schianta contro il guard-rail: arrestata

Ruba un’autovettura, una Opel Astra, lasciata momentaneamente posteggiata nel piazzale di un supermercato di Sciacca e scappa. Una fuga che è durata per poco visto che una “Volante” del commissariato di Sciacca – presumendo quale avrebbe potuto essere la via di fuga – ha perlustrato lo scorrimento veloce Sciacca-Palermo ed ha incrociato, alle porte di Sambuca di Sicilia, l’auto rubata. Alla vista della polizia di Stato, la donna, che stava guidando con direzione Palermo, allarmandosi, ha accelerato ed ha iniziato a sorpassare pericolosamente fino a schiantarsi contro il guard-rail.

E’ stata naturalmente arrestata. Si tratta di una slovacca di 43 anni, residente a Sciacca, che dovrà, adesso, rispondere delle ipotesi di reato di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. La donna, nonostante l’impatto contro il guard-rail, è rimasta illesa

Spacciavano nel centro che li ospitava, arrestati 5 extracomunitari

La base era il centro di accoglienza, ad Agrigento, nel quale erano ospitati. Qui cinque entracomunitari di 20, 21, 23, 24 e 29 anni, spacciavano hashish a uomini e donne dell’hinterland agrigentino per uso personale. La squadra mobile di Agrigento, coordinata da Giovanni Minardi, li ha arrestati. Probabilmemnte è stato il continuo via vai dalla struttura ad insospettire i poliziotti. Ad incastrare i 5 giovani extracomunitari sono state le telecamere installate all’interno del centro, su disposizione della Procura della Repubblica. Immagini che hanno permesso di individuare numerosi soggetti che quotidianamente acquistavano stupefacenti del tipo hashish dagli ospiti del centro. Buona parte dei “clienti” sono stati bloccati e controllati dopo l’acquisto. I poliziotti hanno sequestrato svariate decine di dosi di sostanza stupefacente e identificato decine di consumatori.

In una occasione il personale della Squadra Mobile ha individuato ed arrestato anche una donna di origine nigeriana che trasportava circa un chilo e mezzo di hashish destinato ad uno degli arrestati.

I 5 extracomunitari si trovano adesso rinchiusi al Petrusa di Agrigento.

Il sequestro di quasi 3 tonnellate di cannabis, adesso è “caccia” ai complici

Per la procura di Agrigento il sequestro di ieri di quasi tre tonnellate di cannabis a Licata è l’avvio di una nuova fase investigativa per identificare eventuali complici. I poliziotti del commissariato di Licata e quelli della Squadra Mobile della Questura di Agrigento hanno sequestrato, per la precisione, un totale di 2.867 chilogrammi di cannabis indica. Un quantitativo che , secondo gli inquirenti, non può essere “legato” esclusivamente alla “piazza” di Licata. “Questo quantitativo veniva smerciato anche oltre i confini di Licata, quindi in provincia, o addirittura fuori dall’Agrigentino – ha spiegato il procuratore Luigi Patronaggio – visto che Licata si trova al confine con territori come Gela”. Per “esportare” la droga servivano dei complici. Gli inquirenti non sanno ancora a quanto ammonta di preciso il valore economico delle quasi tre tonnellate di droga sequestrata in 11 serre. E’ scontato – ed è stato evidenziato dal procuratore – che oltre ad essere un sequestro record quello di Licata ha anche un valore ingente.   Quello della tarda mattinata di mercoledì è, per Licata, il quinto sequestro di piantagioni di marijuana in appena due mesi.  “A Licata sta venendo fuori, sia per caratteristiche idrogeografiche che per capacità delinquenziali un fenomeno, quello della coltivazione di stupefacenti, davvero allarmante” – ha detto, ieri, il sostituto procuratore, titolare del fascicolo di inchiesta, Salvatore Vella – . Proprio Vella si occuperà delle indagini per cercare di identificare gli eventuali complici del trentottenne arrestato e per tracciare i canali che la cannabis indica seguiva per spostarsi.

“Coltivava marijuana sul balcone della via Atenea”, denunciato

Coltivava marijuana su un balcone della via Atenea. Ad accorgersi di quelle strane foglie , in mezzo a tante altre piante, sono stati i poliziotti di quartiere. Agenti che, seppur increduli, visto che il dubbio si è innescato proprio per un balcone della via Atenea, hanno immediatamente avviato le indagini e richiesto l’intervento dei “Falchi” della Squadra Mobile.

L’attività investigativa è stata rapidissima. Subodorato, dunque, che sul quel balcone ci fossero delle piante di marijuana è scattata, su disposizione della Procura, la perquisizione. E così la polizia di Stato ha davvero trovato cinque piantine di marijuana che erano sistemate sul balcone della centralissima via Atenea e le cui foglie erano ben visibili dalle inferriate.

La perquisizione è stata, naturalmente, estesa ed all’interno della stanza di un ventiduenne, agrigentino, impiegato, sono stati trovati 5 grammi di “erba” ed hashish. A carico del giovane è stata, dunque, formalizzata una denuncia, in stato di libertà, per detenzione illegale di sostanze stupefacenti.

Ladri in azione al Villaggio Mosè, colpo da 15 mila euro

Approfittano della momentanea assenza della padrona di casa, forzano la porta di ingresso ed arraffano tutto l’oro, l’argento ed il denaro che sono riusciti a trovare. Colpo da 15 mila euro circa quello che è stato messo a segno, nei giorni scorsi, in un appartamento della via Eraclito, nel quartiere commerciale del Villaggio Mosè.

A fare l’amara scoperta, al momento del rientro a casa, è stata l’agrigentina proprietaria della residenza. Subito ha lanciato l’Sos, componendo il 113. Sul posto si sono precipitati i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura che hanno raccolto la denuncia di furto, contro ignoti, ed avviato prima i rastrellamenti del territorio e poi le indagini.

Si spaccia per la nuova vicina di casa, derubata una pensionata

Si è presentata e “spacciata” come la nuova vicina di casa. Ha raccontato d’aver preso in affitto l’abitazione attigua dove, nei prossimi giorni, si sarebbe trasferita a vivere con il marito. L’anziana, che aveva aperto la porta, cercando di instaurare buoni rapporti di vicinato, ha invitato la donna ad entrare per offrirle un caffè.La porta della residenza è rimasta socchiusa ed il complice – mentre le due donne erano in cucina – s’è intrufolato ed ha arraffato tutto quello che ha trovato: oro, argento e denaro. Una razzia in piena regola. Un furto avvenuto, in pieno giorno, in una residenza di una traversa del viale Emporium ad Agrigento. Quando l’anziana agrigentina si è accorta del “colpaccio” che aveva subito, non ha potuto far altro che comporre il 113 e chiedere l’intervento della polizia di Stato. Sono state effettuate le ricerche: l’intera area è stata perlustrata, nella speranza di individuare e rintracciare i due possibili sospetti. Ma, purtroppo, ogni tentativo è stato praticamente vano.

Spacciavano droga nel centro storico, arresti due giovani

Due giovani del Gambia – uno di 19 e l’altro di 18 anni – sono stati denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Le segnalazioni, da parte dei residenti del centro storico di Porto Empedocle, si ripetevano. C’erano dei giovani immigrati – veniva segnalato – che spacciavano. La polizia di Stato di Porto Empedocle, senza perder tempo, è dunque intervenuta ed ha colto in flagranza i due che – secondo l’accusa – detenevano quasi 5 grammi di hashish, già suddiviso in dosi. Uno dei due è, fra l’altro, risultato essere sottoposto ad un obbligo di dimora proprio per spaccio.

Trovato morto all’interno di un cortile, “caccia” aperta ai possibili complici

“Caccia” aperta ai complici di Viorel Popescu, 28 anni, trovato cadavere lunedì mattina in un condominio di largo Aosta. Per gli agenti del commissariato di polizia di Canicattì – secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia –  le possibilità che ci stia sbagliando nell’indicare la vittima come un “ladro acrobata” sono pressoché remote.  I poliziotti stanno cercando di individuare chi si trovasse, al momento della disgrazia, con il romeno, da tempo residente in città. Gli agenti della polizia Scientifica in queste ore hanno ipotizzato anche l’altezza ed il piano da cui è caduto nel tentativo di raggiungere un appartamento in cui rubare.

Agrigento. Trenino turistico non in regola: la Polizia Stradale ferma il variopinto convoglio

Revisione scaduta e mezzo intestato ad altri, sono queste le violazioni al codice della strada contestate dalla Polizia Stradale di Agrigento alla ditta di Favara proprietaria del colorato trenino turistico che la scorsa settimana aveva avviato le corse nella città di Agrigento.  La mancata voltura sulla proprietà del mezzo e la scadenza della revisione hanno prodotto, non solo il fermo amministrativo del mezzo che attualmente è ricoverato presso la caserma “Anghelone” di via Crispi, ma anche sanzioni amministrative per 2.730 euro.  Il fermo del variopinto convoglio, ci ha spiegato il comandante della Polizia Stradale, Andrea Morreale, è temporaneo in quanto non appena il proprietario del mezzo regolarizzerà la sua posizione, il trenino potrà tornare a circolare liberamente.

Intanto in molti ad Agrigento si chiedono come sia possibile che la ditta abbia ottenuto dal Comune le autorizzazioni nonostante il mezzo non fosse in regola?

Agrigento. Controlli antiterrorismo a Porta di Ponte

Si intensificano anche ad Agrigento i controlli antiterrorismo, dopo le barriere in cemento poste sull’area pedonale del lungomare Falcone Borsellino di San Leone, le attività delle forze dell’ordine si concentrano anche sulla centrale via Atenea. Al varco ZTL di Porta di Ponte infatti, da qualche giorno, poliziotti passano al setaccio i furgoni che entrano per il carico e scarico merci. Al momento nessuna anomalia sembra essere stata riscontrata, ma specie dopo l’ultimo attentato di Barcellona, il livello di allarme si è alzato e la prevenzione, in questi casi, non guasta.

“Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, 4 fermi ed un arresto

4 sudanesi fermati e un tunisino arrestato, l’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e reingresso in Italia nonostante i decreti di espulsione. Mercoledì scorso, la Squadra Mobile ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto due sudanesi di 23 e 20 anni , entrambi erano sbarcati, il giorno prima, a Porto Empedocle, assieme ad altri 97 migranti. “Il provvedimento si è reso necessario – scrivono dalla Questura – alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti a loro carico, poiché indiziati, in concorso, del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e del fondato pericolo di fuga”.

Giovedì, sempre i poliziotti della Mobile, ad Agrigento, hanno arrestato un tunisino di 20 ritenuto responsabile del reato di reingresso illegale nel territorio nazionale attraverso la frontiera marittima di Lampedusa nel corso dello sbarco registratosi sull’isola il 22 agosto. Un rientro fatto dal ventenne che era già “gravato” da un decreto di espulsione emesso dal prefetto della provincia di Brescia nel settembre dello scorso anno.

Ieri, poi, i poliziotri hanno eseguito, d’iniziativa, il fermo di indiziato di delitto per altri due sudanesi di 20 e 19 anni: lo scorso 14 luglio avrebbero effetto il trasporto illegale di 129 migranti dalla Libia verso l’Italia, procurando a tutti l’ingresso illegale in Italia, attraverso la frontiera marittima di Lampedusa.

Maxi rissa in piazzale Rosselli

Una trentenne è finita al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dopo una presunta aggressione. E’ l’epilogo di una serata concitata, quella di martedì, in piazzale Rosselli ad Agrigento. A chiamare il 113 è stato un passante. Qualcuno che ha notato la giovane mentre era riversa sull’asfalto e che, naturalmente, allarmato ha lanciato l’Sos.

In piazzale Fratelli Rosselli, in una manciata di minuti, sono accorsi i poliziotti della sezione Anticrimine della Questura e un’autoambulanza del 118. I sanitari hanno soccorso la giovane – si tratta di una marocchina – .

Incendio davanti ad un ristorante, la polizia avvia le indagini

Incendio all’alba di ieri davanti ad un ristorante di via Roma, a Porto Empedocle. Per la polizia di Stato l’origine è dolosa. L’incendio ha danneggiato una sorta di recinzione esterna,  fatta con grigliato e cannucciato. Erano le 5 circa quando i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento hanno raccolto l’Sos. La recinzione serviva a delimitare i tavoli e le sedie poste all’esterno di un ristorante.

Omicidio Marzullo a Licata. Fermato il nipote della vittima

Una lite, l’ennesima per dissidi familiari, questa volta però a porre definitivamente fine ai contrasti è stata una pistola automatica calibro 9. Questa in sintesi è la ricostruzione del delitto dell’agricoltore licatese Giacinto Marzullo avvenuto in c.da Ritornella Margi. Nel pomeriggio è stato fermato il nipote di Marzullo, si tratta di Giuseppe Volpe di 19 anni, quest’ultimo è il figlio della sorella dell’uomo ucciso. Ieri pomeriggio Volpe in compagnia della madre, si sarebbero recati nella campagna dello zio. Avrebbero discusso di soldi, motivo quest’ultimo dei dissidi tra i due consanguinei, dalle parole però si sarebbe passato subito ai fatti con il giovane che avrebbe tirato fuori la pistola e sparato diversi colpi allo zio che poco dopo sarebbe morto sul viale di casa. Sarebbe stata la sorella a chiamare l’ambulanza anche se la stessa non avrebbe atteso l’arrivo dei sanitari. Gli agenti del commissariato di Licata, unitamente ai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e ai Carabinieri di Licata, dopo aver sentito alcune persone, hanno subito capito che l’omicidio sarebbe maturato nell’ambito familiare. Il magistrato titolare dell’inchiesta, il dott. Carlo Cinque aveva infatti disposto accertamenti tecnici sui vestiti e sull’auto del giovane. Volpe, forse sentitosi alle strette, ha poi collaborato con gli inquirenti indicando loro il luogo dove lo stesso aveva abbandonato l’arma che è stata rinvenuta in un canalone poco distante dal luogo del delitto. Anche sulla calibro 9, legalmente detenuta, saranno eseguiti dettagliati esami. Durante i controlli indirizzati al nipote della vittima però è emerso un altro reato, il diciannovenne infatti sarebbe stato trovato in possesso di una cinquantina di piante di marijuana da lui coltivate. Circostanza quest’ultima che aveva fatto scattare l’arresto. Giuseppe Volpe è stato trasferito al carcere Petrusa di Agrigento.

Licata. Agricoltore assassinato forse per un’eredità contesa

Giacinto Marzullo, agricoltore licatese di 52 anni è stato barbaramente assassinato nel tardo pomeriggio di ieri in contrada Ritornella Margi, zona limitrofa al quartiere balneare di Mollarella.  L’uomo intento a lavorare in un suo appezzamento di terreno, è stato raggiunto da diversi colpi di pistola calibro 9, 5 dei quali andati a segno. Probabile che l’agricoltore abbia provato a cercare riparo nella casa rurale, fuga che però si è interrotta sul viale dell’abitazione dove l’uomo è caduto esanime.  Ad allertare il 118 sarebbe stata una chiamata anonima giunta intorno alle ore 18:30, al telefono sarebbe stata segnalata una persona riversa a terra ma giunti sul posto, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 52enne.
Le indagini del caso sono a cura degli agenti del locale commissariato di Polizia, la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta coordinata dal dott. Carlo Cinque che ha disposto l’autopsia sul cadavere dell’uomo. Il movente dell’omicidio potrebbe ricercarsi nell’ambito di contrasti familiari per un’eredità contesa. Al momento, per il delitto, non ci sarebbero fermi anche se al vaglio degli inquirenti ci sarebbe la posizione di due persone.
Se questa ipotesi investigativa troverà conferma, l’assassino anziché impugnare una successione ereditaria avrebbe impugnato la pistola.
Fondamentali, per la risoluzione del caso, potrebbero anche rivelarsi le immagini registrate da una telecamera di videosorveglianza installata proprio su un angolo del fabbricato e che avrebbe potuto filare la scena del delitto.

Notte di razzie fra Porto Empedocle e Realmonte.

Notte di razzie fra Porto Empedocle e Realmonte. Due giovani, pare extracomunitari, sono riusciti a far perdere le proprie tracce. I due hanno prima rubato un ciclomotore lungo la strada statale 115, nei pressi di un bar di Porto Empedocle, e sono scappati verso Agrigento. Sempre in sella a quello stesso scooter sono giunti in piazza Stazione, nella città dei Templi, ed hanno rubato dall’abitacolo di un’autovettura, regolarmente posteggiata, una borsa. Un altro colpo fulmineo seguito da una nuova fuga lungo via Empedocle bloccata da un finanziere che ha allertato il 113 e sul posto sono state convogliate tutte le pattuglie della sezione “Volanti” della Questura. Ormai braccati, i due malviventi hanno perso l’equilibrio e sono caduti, con il ciclomotore, sul selciato. Si sono, però, subito rialzati ed abbandonando tutta la refurtiva: sia il ciclomotore che la borsetta arraffata dall’autovettura, sono fuggiti a gambe levate, scappando verso la zona della ferrovia.

I poliziotti della sezione “Volanti” hanno setacciato l’intera area, ma purtroppo dei due delinquenti non è saltata fuori alcuna traccia.

I dati della polstrada per la vigilia di ferragosto

Son 5 le patenti ritirare per guida in stato di ebbrezza alcolica la notte di ferragosto a San Leone, ad Agrigento, da due pattuglie della polizia stradale guidata da Andrea Morreale. Si tratta di due donne , una di Reggio Emilia di 26 anni, e l’altra agrigentina di 40, e tre uomini , un palermitano di 27 anni, un 38enne di Favara e un 66enne agrigentino. Il servizio di controllo è stato effettuato dalla mezzanotte alle 3.30. A Sciacca, il pomeriggio del 14, sono state ritirare due patenti di guida una perchè scaduta e il proprietario era ugualmente alla guida di un’auto e l’attra perchè l’automobilista era alla guida di un auto di cilindrata maggiore a quella consentita perchè neopatentato. Sulla 115 la polizia stradale ha anche elevato un multa di 110 euro ad un uomo perchè fumava dentro l’auto in presenza della figlia di 5 mesi. La sigaretta al volante, in presenza di soggetti ritenuti a rischio, è proibita da una legge del 2016 che pochi conoscono.

Agrigento. Pensionato muore sulla “Strada degli Scrittori”

Tragico schianto lungo la Strada Statale 640 dove un anziano di 84 anni ha perso la vita. L’uomo che viaggiava a bordo di una Fiat Panda, per cause in corso di aggiornamento da parte degli agenti della Polizia Stradale di Agrigento, avrebbe perso il controllo del mezzo schiantandosi sulla rotonda che in c.da San Pietro, indica l’inizio del primo tratto della “Strada degli Scrittori”. L’anziano automobilista, originario di Aragona ma residente ad Agrigento, sarebbe morto sul colpo. La nuova Strada Statale dunque miete la prima vittima in un tratto che sin dalla sua inaugurazione, ha subito destato preoccupazione tra i passanti.  Per i mezzi che viaggiano in direzione Porto Empedcole, infatti c’è l’obbligo di dare la precedenza, ma la visibilità è ridotta a causa dell’altezza del guard rail.

Esodo di ferragosto. La Polizia Stradale intensifica i controlli: ecco dove nell’agrigentino

Esodo di Ferragosto, bollino rosso oggi in molte strade e autostrade con traffico intenso soprattutto sulle arterie di collegamento alle località di villeggiatura. Come da tradizione, a garantire la sicurezza degli spostamenti degli italiani, ci saranno le pattuglie della Polizia Stradale che per il lungo ponte di Ferragosto, intensificai controlli garantendo una maggiore presenza sulla rete stradale.

Nell’agrigentino, particolarmente presidiate saranno le località balneari e le Statali che collegano la città dei Templi a Palermo e Caltanissetta ma anche la Strada Statale 115, arteria quest’ultima che viaggia parallelamente alla linea di costa e che quindi sarà maggiormente attraversata dai mezzi in transito.

Come sempre, la Polizia Stradale fornisce il vademecum dei consigli ai viaggiatori.

Si raccomanda a tutti gli automobilisti di attenersi ad una guida prudente e corretta. A tal fine, si richiamano alcuni preziosi suggerimenti:

a) Prima di mettersi alla guida controllare l’efficienza e la funzionalità del veicolo in tutti i suoi organi;

b) Non affrontare il viaggio subito dopo aver pranzato o cenato e comunque in condizioni di stress e stanchezza;

c) Evitare di sovraccaricare l’autovettura con pacchi ingombranti, tavolini e quant’altro di grosso volume e peso;

d) Osservare rigorosamente la distanza di sicurezza dal veicolo che precede;

e) Assicurare tutti coloro che viaggiano a bordo di autovettura con le cinture di sicurezza, e se bambini sugli appositi seggiolini e/o sedili di sicurezza omologati;

f) Indossare sempre il casco protettivo per chi si pone alla guida di motoveicoli e ciclomotori;

g) Rispettare i limiti di velocità, che in ogni caso va adeguata alle contingenti condizioni della strada e del traffico;

h) Non fare uso di telefono cellulare se non con apposito viva voce o auricolare;

Ricordiamo che i mezzi pesanti dovranno restare fermi dalle ore 07:00 alle ore 22:00 di lunedì e dalle ore 08:00 alle ore 22.00 di martedì prossimo 15 agosto.

Butera (CL). Scontro frontale in c.da Desusino: 2 feriti

E’di due feriti il bilancio di un incidente verificatosi sabato notte sulla Strada Statale 115. Il sinistro si è verificato in c.da Desusino, territorio di Butera. Intorno alle ore 02:20, a scontrarsi frontalmente sono state una Wolkswagen Golf e una Fiat 500 L. Ad vere la peggio il conducente della berlina tedesca, un extracomunitario che nell’impatto ha riportato la frattura di una gamba ed altri traumi. Con lui viaggiava anche una donna di nazionalità romena che è rimasta illesa. A bordo della familiare italiana invece, un fotografo di Campobello di Licata di ritorno da un matrimonio, anche lui ferito ma non in modo grave. Sul posto hanno lavorato i Carabinieri della Compagnia di Gela e le ambulanze del 118 che hanno trasportato i feriti negli ospedali di Gela e Licata. Pesanti i disagi al traffico veicolare con la strada che è rimasta chiusa per oltre 5 ore.

Tragico incidente sulla ss189, pedone ucciso da auto in corsa

Tragico incidente alle porte di Agrigento dove, intorno alle ore 4.00 del mattino, lungo la Strada Statale 189 nei pressi del bivio per Fontanelle, un pedone di 45 anni è stato travolto da un’auto in transito che lo ha ucciso sul colpo. La vittima è  Taoufik Lahmar operaio di origine tunisina ma da diversi anni residente nella Città dei Templi.  Secondo una ricostruzione, l’uomo si stava recando a piedi al lavoro, ovvero al marcato ortofrutticolo quando per sua sfortuna mentre attraversava la Strada a scorrimento veloce,  è sopraggiunta l’auto in corsa, una Alfa Romeo 159, alla cui guida c’era  un medico di 36 anni che avrebbe dovuto recarsi d’urgenza al pronto soccorso del San Giovanni di Dio per ragioni di servizio. L’impatto tra auto e pedone, da come si può vedere anche dai danni riportati dalla berlina, è stato violentissimo, probabile che l’automobilista, a causa anche del buio, si sia accorto dell’uomo solo ad impatto avvenuto. Inutile ogni tentativo di rianimazione, il 45enne che è stato sbalzato a decine di metri, è deceduto sul colpo. Ferito e trasferito in ospedale anche il medico.  Sul posto, per i rilievi di rito, hanno lavorato gli agenti della Polizia Stradale di Agrigento, l’incidente ha provocato rallentamenti al traffico veicolare, situazione che però è tornata alla normalità in tarda mattinata. Probabile che l’incidente sia oggetto di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento  che potrebbe indagare per omicidio stradale.

Calunnia: arrestato il pentito Tuzzolino per la Procura l’archietto “è propeso al mendacio”

L’architetto favarese Giuseppe Tuzzolino è stato arrestato con l’accusa di calunnia ai danni di un magistrato, di un avvocato e del suocero. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal gip del tribunale di Caltanissetta su richiesta della Dda.

Tuzzolino, discusso collaboratore di giustizia, era già stato arrestato nel 2013 nell’ambito di un’inchiesta che mirava a fare luce su un presunto giro di truffe all’Ufficio Tecnico di Palma di Montechiaro, da li a poco, il professionista, grazie ai suoi racconti, sarebbe diventato punto di riferimento per le Procure di mezza Sicilia, tirando in ballo anche il boss latitante Matteo Messina Denaro, la banda della Magliana e il clan dei Casamonica. L’arresto del pentito Tuzzolino è stato eseguito dagli agenti della squadra mobile di Caltanissetta.

“Tuzzolino – scrive il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone – è propenso al mendacio e aduso a strumentalizzare a fini personali il suo status di collaboratore di giustizia, non esitando – ha concluso il magistrato nisseno – a formulare gravissime accuse a chi ha avuto la sfortuna di trovarsi a interagire con lui”.

 

Palma di Montechiaro si ferma per l’ultimo saluto a Leonardo

Sarà lutto cittadino a Palma di Montechiaro in occasione dei funerali di Leonardo Salvatore D’Alesandro il 26enne motociclista deceduto sabato sera sulla Strada Statale 115.  Per volontà del neo sindaco Stefano Castellino, bandiere a mezz’asta durante appunto le esequie dello sfortunato giovane che dovrebbero, con molta probabilità svolgersi domani, mercoledì. “Leonardo – dichiara in merito il sindaco di Palma di Montechiaro – viene descritto come un bravissimo ragazzo. Personalmente lo conoscevo solo di vista, ma conosco la famiglia: persone veramente perbene. Il giovane – ha aggiunto – studiava Economia a Palermo, dopo che aveva superato ed ottenuto la laurea di primo livello a Milano. E’ un dramma quello che è accaduto. Una vera tragedia. Palma di Montechiaro è tutta, in maniera compatta, accanto al dolore ed alla disperazione della famiglia”. Intanto proseguono le indagini coordinate dal sostituto Andrea Maggioni volte ad attribuire le eventuali responsabilità del terribile scontro che vede anche il coinvolgimento di un’autovettura alla cui guida c’era un 24enne studente di Favara che non si sarebbe fermato a prestare soccorso ma che poco dopo, spontaneamente si è recato presso la Tenenza dei Carabinieri di Favara per costituirsi. La sua posizione è ancora al vaglio della Procura che a breve dovrà sciogliere le riserve sui probabili capi di imputazione.

 

Lotta alla contraffazione, blitz interforze ad Agrigento

Controlli interforze contro l’abusivismo commerciale e la contraffazione nel week-end trascorso a San Leone. Le verifiche  dei finanzieri, poliziotti, carabinieri e vigili urbani sono scattate nei marciapiedi del lungomare Falcone e Borsellino, zona tradizionalmente invasa dalle bancarelle dei venditori ambulanti che espongono tranquillamente prodotti con marchi contraffatti. E’ inutile dire che alla vista delle forze dell’ordine, molti extracomunitari si sono dati alla fuga riuscendo quindi a scampare ai controlli che comunque hanno portato alla denuncia a piede libero di  un cittadino senegalese e al sequestro di numerosi capi di abbigliamento ed accessori, riportanti marchi di note griffe italiane ed estere.

Tragico scontro sulla S.S.115: muore sul colpo giovane centauro di Palma di M.

La comunità di Palma di Montechiaro piange l’ennesima giovane vittima della strada, si tratta di Leonardo Salvatore D’Alessandro di 25 anni. L’incidente stradale si è verificato sabato sera, nei pressi del bivio che collega la Strada Provinciale 71 – Agrigento – Palma e la Strada Statale 115. Il giovane palmese, viaggiava a bordo di una moto Kawasaky quando, per cause in corso di accertamento da parte degli agenti della Polizia Stradale, ha perso il controllo della potente due ruote, arrestando la sua corsa in un terreno adiacente la carreggiata, tremendo lo schianto che non ha lasciato scampo al centauro.  Coinvolto nell’incidente anche un automobilista, un giovane studente di 24 anni di Favara, l’auto guidata dal ragazzo, una Fiat Punto, sarebbe entrata in collisione con la moto, i rilievi della Polizia comunque serviranno a chiarire l’esatta dinamica dell’incidente, tra le probabili cause comunque, ci sarebbero l’alta velocità e un probabile sorpasso azzardato. L’automobilista che non si è fermato a prestare soccorso, poche ore dopo l’incidente, intorno alle ore 22:00, in presenza del suo legale, si è recato spontaneamente alla Tenenza Carabinieri di Favara, sottoposto ad esami clinici, i sanitari hanno escluso che lo stesso fosse sotto effetto di alcool e droga. Sul tragico incidente stradale, la Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d’inchiesta di cui è titolare il sostituto Andrea Magioni.  Il 24enne automobilista è stato sentito dagli inquirenti, al momento non si conoscono le accuse mosse nei suoi confronti, anche se l’ipotesi di omissione di soccorso sembra essere inevitabile.

 

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Lotta al caporalato, in 11 province italiane scatta l’operazione “alto impatto – freedom”

“Alto impatto-Freedom” è il nome dell’operazione di Polizia contro il caporalato condotta in 11 province della penisola, ovvero : Agrigento, Forlì-Cesena, Latina, Lecce, Matera, Ragusa, Salerno, Siracusa, Taranto, Verona e Vibo Valentia. Nel corso dell’operazione è stata accertata l’inosservanza delle norme contributivo-previdenziali e di sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché, in alcuni casi, dell’illecita attività di intermediazione tra la domanda e l’offerta, compiuta dai cosiddetti “caporali”. Tra il 17 ed il 22 luglio scorsi, sono state identificate 632 persone e controllato 50 aziende. Nell’agrigentino le attività passate al setaccio sono state 12, due delle quali sono state sospese ed elevate sanzioni per 69 mila euro. Restando in Sicilia, in provincia di Ragusa sono stati arrestati 3 italiani, responsabili di costrizioni nei confronti di alcuni braccianti retribuiti con 30 euro giornalieri, a fronte di un impiego in turni di circa 12 ore. Altri 9 individui, sempre nel Ragusano, sono stati deferiti per lo stesso reato. Niente sanzioni nel siracusano invece dove sono state 12 le imprese visitate dai poliziotti. Dal 26 giugno al 22 luglio scorsi, le attività di contrasto al caporalato della Polizia di Stato hanno portato complessivamente al controllo di 76 aziende, 10 arresti, 24 denunce e 4 attività sospese.

 

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“Voleva separare il rame dalla plastica ed ha appiccato il fuoco”, un giovane rimane ustionato

E’ rimasto gravemente ustionato, in varie parti del corpo, braccia e gambe soprattutto, nel tentativo di seperare la plastica dal rame. È accaduto ad Agrigento, nella tarda di mattinata di giovedì ed è stata la polizia di Stato a ricostruite i fatti. Un giovane di 26 anni è stato soccorso, da un’autoambulanza del 118, nel piazzale di ingresso del tempio di Giunone. Nell’area del Parco archeologico, nel frattempo, sono accorse le pattuglie della polizia Stradale e della sezione “Volanti” che via radio, hanno comunicato la presenza di un pericoloso incendio nell’area boschiva vicino al museo vivente del mandorlo, a poca distanza dal tempio di Giunone. Gli agenti della volante, accertato che le fiamme avrebbero potuto propagarsi in una pochi minuti, interessando dunque il Parco archeologico, non hanno esitato a mobilitarsi ed a spegnere il rogo con l’estintore in dotazione.

Gli stessi poliziotti, una volta spente le fiamme, hanno trovato un ammasso di fili di rame ancora incandescenti da cui era divampato l’incendio. “Pil 26enne insieme ad ventenne – ricostruisce la Questura – si erano dati appuntamento nel boschetto per bruciare una matassa di cavi elettrici da cui ricavare rame.I due, per separare il rame dalle parti in plastica ed accelerare il processo combustivo , avevano prelevato della benzina da una moto ape e, dopo aver cosparso la massa da incendiare, la fiamma è divampata sfuggendo al loro controllo ed ustionando il 26enne”. I due sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Agrigento. Il 26enneè stato trasferito, in elisoccorso, al centro Grandi ustioni dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania .

Operazione “oro rosso”, fermato camion

Un camion stracolmo di ferraglia è stato fermato, sanzionato e sequestrato nella zona industriale di Agrigento. Un sessantacinquenne, sorvegliato speciale, di Favara: B. M. è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura. Dovrà rispondere, adesso, dell’ipotesi di reato di trasporto non autorizzato di rifiuti speciali. Ad effettuare l’operazione denominata “Oro rosso” è stata la polizia ferroviaria di Agrigento. E all’operazione ministeriale, ad un certo punto, ha contribuito anche la polizia Stradale che è coordinata dal vice questore aggiunto Andrea Morreale. Fra l’altro, colui che lo guidava non sarebbe risultato essere il proprietario del mezzo perché il passaggio di proprietà non sarebbe stato mai effettuato. Il camion era anche senza carta di circolazione e mancava il formulario. Diverse, dunque, le sanzioni amministrative che sono state elevate e che sono arrivate ad un totale di oltre 5.200 euro.

Tamponamento sulla statale 115, coinvolto un pullman

Scontro tra pullman e una automobile ieri sulla strada statale 115 al chilometro 171. Sul posto per i rilievi di rito la polizia stradale. Il bilancio è di un ferito, che non desterebbe gravi preoccupazioni.  Il traffico ha subito un importante rallentamento, sul posto anche l’Anas. La viabilità è andata in crisi, per poi tornare nella normalità dopo poco qualche. Il pullman viaggiava in direzione Agrigento, non si conoscono ancora le dinamiche esatte dell’impatto.

Gestore di un chiosco rimprovera dei ragazzi, scoppia la rissa furibonda

Rimprovera alcuni giovani e poi viene aggredito. Il fatto è successo a Realmonte, in uno stabilimento balneare. I ragazzi avrebbero aggredito il gestore del chiosco, colpevole di averli rimproverati. Ne è scaturita una vera rissa, generando il parapiglia all’interno della spiaggia. Il bilancio è di due feriti e altrettanti giovani denunciati. Sul posto gli agenti del commissariato di Porto Empedocle. L’indagine secondo quanto riferisce il quotidiano La Sicilia, è stata affidata alla Squadra Mobile. Gli agenti hanno raccolto la denuncia dei titolari del chiosco.

 

Centro d’accoglienza in via Giovanni XXIII. Nuccia Palermo : “Attendiamo incontro con il Prefetto”. 

“A distanza di settimane, ormai, l’allerta dei residenti di via Giovanni XXIII rimane sempre alta e non possiamo che essere soddisfatti nel leggere che anche altri esponenti politici si siano accodati alla nostra richiesta di incontro con il Prefetto Nicola Diomede”. A ritornare sull’argomento emergenza immigrazione è ancora il Capogruppo del PDR Sicilia Futura, Nuccia Palermo, che attende ad oggi chiarezza. “Abbiamo interloquito e continuiamo a farlo con gli uffici del comune di Agrigento e con l’amministrazione attiva – conclude Nuccia Palermo – che al momento ufficiosamente ci comunicano che non vi è alcuna richiesta ufficiale relativamente all’apertura del centro di accoglienza in questione. Ma siamo dell’idea che quando le voci di corridoio sono insistenti un fondo di verità è possibile che vi sia e sulla base di ciò, come già richiesto, insistiamo per essere ricevuti, insieme ad una delegazione di residenti, dal Prefetto di Agrigento Nicola Diomede”.

La cronaca del tragico week – end dell’agrigentino

Week – end funesto nell’agrigentino con due distinti tragici incidenti che sono costate la vita ad un giovane di Raffadali e ad un imprenditore di Palma di Montechiaro, ma andiamo con ordine: a Raffadali, nei pressi del Villaggio della Gioventù, uno scontro frontale tra due auto, una Fiat Punto con 4 giovani a bordo e una Ford Fiesta condotta da un anziano del luogo. Nel violento scontro dopo gli invani tentativi dei sanitari, è morto Salvatore Lombardo di 23 anni. Tutte ferite in modo grave le altre persone coinvolte con uno dei giovani che viaggiavano a bordo della Punto che è stato anche sottoposto ad un intervento chirurgico, comunque nessuno dei feriti sarebbe in pericolo di Vita. Scossa la comunità raffadalese con il sindaco Silvio Cuffaro che proclamerà il lutto cittadino nel giorno del funerale.

A Palma di Montechiaro invece per l’imprenditore Michele Sanfilippo di 40 anni, fatale è stato un lancio con il parapendio. L’uomo esperto amante di questo sport era uscito di casa per un lancio ma non essendo rientrato a casa, la moglie aveva chiamato i soccorsi. Un centinaio di persone, tra parenti, amici e forze dell’ordine hanno battuto palmo a palmo i luoghi sorvolati dall’uomo. Nelle ricerche anche l’ausilio di un elicottero della Guardia Costiera, intorno alle 4 del mattino di ieri, il parapendista è stato ritrovato nei pressi di Punta Pizzo Falcone, gravemente ferito, morirà poi all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. La Procura ha aperto un’inchiesta per stabilire le cause dell’incidente.

Tragedia fortunatamente scampata invece nel mare di San Leone dove, nonostante il forte vento, una bagnante ha deciso di tuffarsi in acqua per trovarsi poi in difficoltà. Tempestivo l’intervento del bagnino che la ha tratta in salvo.

Sempre nella frazione balneare di San Leone, sabato sera, due venditori ambulanti originari del Bangladesh, sono stati protagonisti di una violenta rissa nel corso del quale sarebbero stati utilizzati anche dei bastoni. Per riportare la calma si è reso necessario l’intervento dei Carabinieri, entrambi i venditori sono stati poi trasferiti in ambulanza al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Agrigento per le cure del caso.

Restando ad Agrigento ma spostandoci nel quartiere del Quadrivio Spinasanta, un gruppo di migranti minorenni, ospiti di una comunità alloggio della zona, hanno dato vita ad una accesa protesta, con il danneggiamento degli arredi presenti nell’immobile. 8 giovani sono stati segnalati dai poliziotti della Sezione Volanti per danneggiamento aggravato. Pare che il motivo della rivolta sia legato all’assenza dell’acqua calda nella struttura.

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Droga.Piantagione di marijuana a Licata: un arresto

Operazione antidroga della Polizia di Licata, Settantacinque sono state le piante di marijuana sequestrate per un peso complessivo di circa 7 kg. Le piante di altezza variabile tra i 30 e 60 centimetri sono state trovate dagli agenti coordinati dal dirigente Marco Alletto, all’interno di alcune serre in terreni di c.da Passarello . Altre 4 mila piantine, sempre di canapa indica, erano invece ancora riposte all’interno dei semenzai per poi creare una nuova coltivazione. Le piante di “erba” collocate nelle serre sarebbero state irrigate con un impianto a goccia. In manette è finito Calogero Valoroso, bracciante agricolo di 36 anni.

 

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Castrofilippo. Violento scontro tra un’auto e un camion

Violento scontro in mattinata a Castrofilippo tra una fiat 600 con a bordo un anziano 85enne del luogo ed un autoarticolato, l’incidente si è verificato lungo la Strada Statale 122 per Canicattì, nei pressi di un distributore di carburanti. Ad avere la peggio il conducente dell’utilitaria che è stato trasferito d’urgenza in ambulanza all’Ospedale Barone Lombardo, le sue condizioni di salute sarebbero gravi ma l’85enne automobilista non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, anche i Vigili del Fuoco e gli agenti della Polizia Stradale di Canicattì che hanno eseguito i rilievi di rito. Al vaglio dei poliziotti anche le immagini dell’impianto di videosorveglianza della stazione di servizio che avrebbero potuto immortalare il violento impatto.

 

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Torturava migranti, arrestato somalo


Ha torturato, seviziato e stuprato migranti prima che partissero verso le coste italiane. La polizia di Agrigento ne ha arrestato un altro. All’interno dell’hotspot di Lampedusa le vittime hanno risconosciuto Taher Mouhamed Ahmed somalo di 23 anni. E’ sospettato di far parte di un’associazione per delinquere, armata, di carattere trasnazionale, dedita a commettere reati contro la persona – ed in particolare – tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.  TAHER è stato riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrati in Libia dove i migranti venivano privati della libertà personale prima di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane. I racconti delle vittime sono agghiaccianti: vevivanmo costrette a contattare telefonicamente i parenti e durante le comunicazioni venivano colpiti ripetutamente con dei tubi di gomma. Le torture non di limitavano ai momenti delle telefonate ma si potraevano anche solo per intimorire i reclusi. Alla famiglia di una delle vittime , stando al racconto, sarebbero stati estorti 5mila dollari. Tutto pur di incassare soldi, un riscatto per la vita di uomini e donne. Chi può paga e, se resiste, nel giro di qualche mese è fuori con segni indelebili sul corpo e nella mente, chi non può viene ucciso
L’arrestato, a Lampedusa, avrebbe minacciato le sue vittime, per convincerle a non denunciarlo alla Polizia Italiana. È il sesto torturatore arrestato in un paio di mesi, così come ha sottolienato il capo della squadra mobile di Agrigento, Giovanni Minardi.

Canicattì. Fermato un pastore di 33 anni per tentato omicidio: reato annunciato su facebook?

Risolto a Canicattì il caso del tentato omicidio commesso giovedì scorso nel quartiere Borgalino . Ieri gli agenti della Squadra Mobile di Agrigento in collaborazione con i Carabinieri della locale Compagnia, su ordine di carcerazione emesso dal pm Carlo Cinque, hanno arrestato Gianluca Scaccia, 33 anni, pastore canicattinese accusato di tentato omicidio per avere esploso, tre colpi di pistola calibro 7,65 contro il 31enne V.C. La Procura della Repubblica di Agrigento contestano anche i reati di porto aggravato e detenzione illegale di pistola. Pare che le voci circolate nella città dell’Uva Italia circa il movente passionale del tentato omicidio, siano state confermate dagli inquirenti. Dalla ricostruzione dei fatti sembra che i tre copli di pistola siano stati esplosi nella zona di Borgalino alta, un proiettile ha raggiunto il trentunenne al torace mentre altri due colpi lo hanno ferito alla gamba destra. Al momento gli inquirenti sono ancora in cerca della pistola utilizzata dal pastore, Gianluca Scaccia è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, quest’ultimo nel giugno del 2010, unitamente ad altri suoi familiari, per problemi legati ai pascoli, aveva aggredito e minacciato un pastore di origine romena, reati quest’ultimi che gli costarono l’arresto. Ritornando al tentato omicidio di giovedì scorso, Scaccia, sul suo profilo facebook, due giorni prima di sparare al 31enne, aveva pubblicato un inquietante foto raffigurante un uomo con una pistola in mano e la frase in dialetto campano “Tocca ciò che è mio e t spar ngap” ovvero tocca ciò che è mio e ti sparo in testa. Sarà semplicemente stato un caso o premeditazione? Il trentatreenne dopo il suo arresto, nel tardo pomeriggio di ieri è stato trasferito al Carcere Petrusa di Agrigento.

Maurizio Auriemma è il neo questore di Agrigento

Cambio di guardia al vertice della Questura di Agrigento, dopo meno di quattro anni di onorato servizio il dott. Mario Finocchiaro lascia la città dei Templi per guidare la Polizia di Messina dove prenderà il posto dell’agrigentino Giuseppe Cucchiara trasferito in altra sede.  Il Ministero dell’Interno per la guida della questura di Agrigento ha scelto il dirigente superiore Maurizio Auriemma, proveniente dalla Questura di Trento. Auriemma, sposato e padre di tre figli recentemente è stato nominato dal Presidente della Repubblica Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. Entrato in Polizia nel maggio del 1985, come Vice Commissario ha prestato servizio in Liguria a Genova e La Spezia poi in Calabria a Palmi, e in Lombardia, presso la Squadra Mobile di Milano. Nel suo curriculum vanta la responsabilità dell’attività logistica della Polizia di Stato assicurata in occasione del Vertice G8 2001 di Genova e delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 e da ultimo ha seguito e coordinato i servizi di ordine e sicurezza pubblica nella Provincia Autonoma di Trento, compresi quelli inerenti le Universiadi invernali 2013 Trentino. Durante la carriera ha avuto la responsabilità della Divisione Polizia Amministrativa Sociale e dell’Immigrazione. Da ottobre 2014 a febbraio 2015 è stato anche direttore a scavalco del Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena.

 

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