Licata, cadavere di un 30enne trovato nella sua abitazione

Il cadavere di un giovane di 30 anni è stato trovato, ieri sera, all’interno di un’appartamento del quartiere Marina, a Licata. A trovare il corpo privo di vita sarebbero stati i familiari dello stesso trentenne. Sul posto gli agenti del locale Commissariato e gli uomini del 118.

Sembra che il decesso possa essere avvenuto per cause naturali.

Un fiume di droga nell’agrigentino. I carabinieri tolgono dal mercato 30 tonnellate di marijuana

Green River, la hnno battezzata così i Carabinieri di Agrigento la maxi operazione antidroga, una delle più grandi mai effettuate in Sicilia. Un vero e proprio fiume verde quello scoperto dai militari nelle campagne tra Naro e Campobello di Licata che ha portato al sequestro di circa 30 tonnellate di marijuana. Sostanza che una volta immessa sul mercato avrebbe fruttato oltre 15 milioni di euro.

Tre le persone in manette:Carmelo Collana 53 anni di Campobello di Licata e i fratelli Pietro e Vincenzo Martini, rispettivamente di 22 e 19 anni originiari di Belmonte Mezzagno, nel palermitano.

Un’indagine vecchio stampo, fatta di pedinamenti e osservazioni quella condotta dai militari della Compagnia di Licata che avevano notato dei movimenti sospetti ma che probabilmente mai avrebbero immaginato l’entità dell’operazione.

Prima del blitz, la certezza, con il volo di un drone che ha mostrato agli inquirenti i filari di sostanza coltivata tra gli alberi di cachi, poi l’irruzione in quella che potremo definire una vera azienda gricola.

Un intervento chirurgico quello effettuato dai Carabinieri che con discrezione hanno dapprima fermato il proprietario del fondo agricolo, il 53enne Carmelo Collana, dipendente del Comune di Canicattì. Subito dopo, i militari hanno colto in flagranza di reato i due palermitani intenti alla lavorazione e confezionamento della marijuana.

Nel comodino del proprietario è stata trovata anche un’arma da guerra, una pistola calibro 9 di fabbricazione ungherese e 50 cartucce dello stesso calibro. Arma e munizioni che sono stati inviati al RIS di Messina per le analisi balistiche.

In un primo momento, in un casolare, il quantitativo di marjuana scoperta, già essiccata e confezionata in sacchetti di cellophane, era di 135 chilogrammi, poi nel locale adibito all’essiccazione delle piante, che tra le altre cose è risultato essere anche allacciato abusivamente alle rete elettrica, la sopresa con circa una tonnellata di marijuna.

Ma per i militari le sorpese non erano ancora finite, grazie al fiuto dei cani antidroga infatti, in un terreno poco distante, una distesa verde, fatta di circa 10 mila piante coltivate tra gli alberi di cachi.

Secondo i militari, il peso stimato delle piante sarebbe di circa 29 tonnellate che si va quindi ad aggiungere ai mille chili scoperti nei locali di essiccazione per un peso complessivo di 30 tonnellate.

Come è stato possibile che tre persone insospettabili, una delle quali addirittura un dipendente pubblico, abbiano potuto agire liberamente e in modo così dirompennte in un settore, quello del mercato degli stupefacenti, storicamente gestito da cosa nostra?

Ed ancora, le persone arrestate, sono dunque dei cani sciolti, o dietro c’è l’ombra della mafia? Interrogativi a cui stanno cercando di dare le risposte gli stessi inquirenti.

Inchiesta “bilanci” al Comune di Porto Empedocle: al via l’incidente probatorio

Si svolgeranno nei prossimi giorni le operazioni relative alla perizia sui bilanci del Comune di Porto Empedocle relative agli anni 2011, 2012, 2013 e 2014 per “accertare la veridicità e la congruenza degli strumenti contabili e nelle certificazioni del Patto di stabilità con particolare riferimento agli importi versati da Enel per le misure compensative”.

Sarà, come incaricato dal gip del Tribunale di Agrigento, la commercialista Rita Amato a svolgere la perizia. L’inchiesta, come si ricorderà, vede coinvolto il già Sindaco del comune marinaro e attuale primo cittadino di Agrigento, Lillo Firetto, l’ex responsabile dei Servizi finanziari del comune empedoclino Salvatore Alesci e di sei revisori dei conti che si sono alternati fra il 2011 e il 2014.

L’incidente probatorio era stato chiesto di non celebrarlo dai difensori di Firetto e Alesci, poiché già la Corte dei Conti aveva totalmente assolto i due assistiti, facendo così chiarezza sui fatti contestati.

Tenta assalto in un’abitazione. In manette ladro acrobata.

Si arrampica sul balcone ed entra nell’abitazione. Poi tenta di fuggire dai tetti. Ladro acrobata finisce in manette a Canicattì.

Si tratta di uno straniero, 31enne, che dopo aver forzato un’imposta, era riuscito ad entrare all’interno dell’appartamento di un’anziana donna. E’ stata la vittima, una 85 enne, a chiamare i carabinieri dopo aver sentito dei rumori e visto l’ombra dell’uomo. Il 31enne è stato beccato sul tetto di un’altra abitazione attigua e disabitata. Il tunisino avrebbe cercato ancora di dileguarsi, scagliandosi contro i militari.

Lo straniero è stato arrestato con l’accusa di “Tentato furto in abitazione” e “Resistenza a pubblico ufficiale”.

Gessica Lattuca, fatta sparire per un ricatto?

Potrebbe esserci la vendetta per un ricatto dietro la misteriosa scomparsa di Gessica Lattuca. Si ipotizza che la ventisettenne madre di quattro figli, unitamente ad altre ragazze coinvolte nel giro di prostituzione, su cui dal 2015 si erano già posate le lenti della Procura di Agrigento, avrebbero filmato gli incontri intimi con i clienti, specie quelli con persone sposate. Dopo agli stessi, per non rendere pubblici i filmati, sarebbero state richieste delle somme di denaro. Se questa ipotesi trovasse conferme investigative, non sarebbe da escludere dunque che Gessica, sarebbe stata fatta sparire proprio da un cliente.
Secondo quanto appreso dai familiari della ventisettenne, la stessa non era in possesso di uno smartphone, Gessica infatti aveva solo un vecchio telefono GSM  privo di fotocamera. Apparecchio dunque impossibilitato a filmare e fotografare, gli inquirenti però avrebbero sequestrato lo smartphone che Filippo Russotto avrebbe regalato al figlio per il suo quarto compleanno e che mamma Gessica  avrebbe spesso utilizzato. Non sarebbe da escludere anche l’esistenza di altri apparecchi forniti dalla rete di sfruttatori il cui presunto capo sarebbe Gaspare Volpe il sessantenne ex datore di lavoro di Gessica. Intanto sempre dai racconti dei familiari altri particolari emergono sulla vita privata della giovane scomparsa. Due mesi prima di quel 12 agosto infatti, Gessica sarebbe stata particolarmente nervosa, condizione quest’ultima che sarebbe stata dovuta ad un stato di alterazione psicologica dovuta probabilmente all’assunzione di cocaina, alcool e psicofarmaci. Un mix micidiale di sostanze che avrebbe devastato anche fisicamente la esile ragazza.

Scappa dalla comunità di Salemi, Vecchio trovato e arrestato dai carabineri di Favara

I carabinieri della tenenza di Favara hanno arrestato il 36enne Gaspare Vecchio. L’uomo lo scorso 27 settembre si era allontano dalla comunità di Salemi dove si trovava per espiare una condanna a 5 anni di reclusione per tentato omicidio, porto illegali di arma ed oggetti atti ad offendere, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. La notizia della fuga ha subito messo in allarme i carabinieri convinti che Vecchio sarebbe tornato a Favara. I carabinieri lo hanno trovato nell’abitazione dove abita la moglie. Inutile il tentativo di nascondersi sul tetto dell’abitazione. Vedendosi accrechiato, Gaspare Vecchio non ha opposto resistenza. E’ stato rinchiuso al carcere di Agrigento.

Tenta di incassare “Gratta e Vinci” da 100 mila euro, ticket falso e 50enne denunciata

Si è presentata ai Monopoli di Stato di Roma con un “Gratta e Vinci” che contrassegnava la vittoria di 100 mila euro. “Gratta e Vinci” che s’è scoperto essere fasullo e l’empedoclina cinquantenne – che ha tentato di incassare la presunta vincita – è stata denunciata, in stato di libertà, per falso e tentata truffa. Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia.  

Ai responsabili del Monopoli di Stato di Roma, nel momento in cui la donna s’è presentata per l’incasso, è bastato un semplice controllo per appurare che quel “Gratta e Vinci” era falso.

Sorpreso ad un posto di blocco con due panetti di “Hashish”. In manette un giovane saccense

E’ incappato ad un posto di blocco dei Carabinieri della Compagnia di Sciacca , lungo la statale 624, all’altezza della contrada Misilbesi. E’ finito in manette un 20 enne, ritenuto insospettabile. Il giovane ha sin da subito mostrato un evidente nervosismo, che è aumentato quando i Carabinieri gli hanno chiesto di aprire il porta bagagli dell’auto su cui viaggiava. Ed infatti, nel corso di una approfondita ispezione, dal vano della ruota di scorta sono saltati fuori due panetti di “Hashish”, del peso complessivo di oltre un Etto e mezzo, subito sequestrati dai militari.

Automobilisti con il piede pesante, è arrivato il nuovo telelaser: inchiodati 8 indisciplinati

Correva a 182 chilometri orari, quando il limite massimo è di 110, lungo la statale 640: la Agrigento-Caltanissetta . Ad “incastrare” l’automobilista con il piede pesante è stato il nuovo telelaser, d’ultimissima generazione, di cui è stata dotata la polizia Stradale di Agrigento. Una apparecchiatura che sulla “Strada degli scrittori”, ha consentito di elevare ben otto contravvenzioni – nel giro di neanche tre ore – per superamento dei limiti di velocità. Complessivamente sono stati 38 i punti ritirati e due le licenze di guida ritirate. Il nuovo, super tecnologico, telelaser dotato di telecamera e dunque capace di realizzare dei brevi video, consegnato alla polizia Stradale di Agrigento servirà per i servizi di controllo contro l’alta velocità e verrà utilizzato in tutta la provincia. 

Scomparsa Gessica Lattuca, indagato Russotto: “un atto dovuto”

Sulla scomparsa di Gessica Lattuca la ventisettenne, mamma di quattro bambini, misteriosamente sparita da Favara il 12 agosto scorso, la tanto attesa svolta sulle indagini tarda ad arrivare anche se c’è qualche novità. A Filippo Russotto, l’ex compagno della donna e padre di 3 dei suoi 4 figli,è stato notificato l’avviso degli accertamenti tecnici non ripetibili. È stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Agrigento per i reati di scomparsa e sfruttamento dlela prostituzione. Sarebbe un atto dovuto per rendere utilizzabili a livello probatorio i risultati degli esami di laboratorio dei Ris di Messina . Il legale di Russotto , Salvatore Cusumano, esclude categoricamente la notifica di avvisi di garanzia al suo assistito. Intanto, le ricrche di Gessica continuano.

Porto turistico di Licata: evasione dell’Imu da 800 mila euro

Ammonta a 800mila euro l’evasione di imposte nel porto turistico “Marina di Cala del Sole” di Licata. E’ stata la guardia di finanza a scoprire , in particolare, una evasione dell’Imu da parte di alcune  società operanti all’interno del porto.

Le attività ispettive effettuate dalle fiamme gialle del nucleo di polizia economico-finanziaria di Agrigento hanno accertato il mancato pagamento dell’imposta municipale unica dal 2013 al 2017.Dagli accertamenti è emersa anche l’esistenza di 394 posti barca dai 4 ai 70 metri, presenti nello specchio d’acqua antistante il porto, non censiti catastalmente, per i quali gli enti competenti provvederanno all’espletamento delle procedure previste per l’aggiornamento catastale.

Oltre all’imposta evasa, le società che non hanno adempiuto ai previsti pagamenti, saranno soggette anche ad una sanzione amministrativa del 30% dell’importo dovuto, nei casi in cui i ritardi nei pagamenti siano superiori ai 90 giorni. “Le attività della Guardia di finanza agrigentina – fanno sapere le fiamme gialle- a tutela delle imposte locali sono state eseguite al fine di garantire ogni forma di equità a favore di chi rispetta le regole”.

Scoperto a Raffadali un “baby” ladro seriale.

Si è reso autore di quattro furti in soli due mesi, ma alla fine è stato individuato dai Carabinieri della Stazione di Raffadali e denunciato all’Autorità Giudiziaria. È questo il significativo bilancio dell’indagine portata a termine dai militari dell’Arma che ha visto protagonista un 14enne raffadalese, il quale, nelle ultime ore, è stato collocato dai Carabinieri presso una Comunità per minori. Il 14 enne, nonostante la sua giovanissima età, era già da qualche tempo sotto osservazione dei Carabinieri, i quali, attraverso meticolose indagini e mediante la visione di un ingente quantitativo di filmati di video sorveglianza dell’intero paese, sono riusciti a dimostrare le responsabilità del “baby” ladro seriale, facendo luce su quattro episodi di furto avvenuti nel giro di due mesi: il primo ad inizio Agosto, ai danni di un negozio di telefonia di Raffadali, dove sono stati asportati vari telefoni cellulari per un valore di circa 5000 euro. A seguire, un furto in abitazione dove sono stati arraffati denaro contante (circa un centinaio di euro), gioielli (collane e un bracciale in oro) ed un telefono cellulare. Successivamente, un altro furto in abitazione, sempre a Raffadali, in cui sono stati sottratti 7 pregiati cardellini del Venezuela (del valore stimato di circa mille euro) ed infine, un furto ai danni di un bar del centro, in cui sono stati rubati i soldi (circa 50 euro) contenuti nella cassa.

I Carabinieri di Raffadali, al termine dell’attività investigativa, nel corso di una perquisizione domiciliare, sono riusciti anche a recuperare gran parte della refurtiva ed a restituirla ai legittimi proprietari. A causa di questa escalation di furti commessi, il GIP del Tribunale per i Minorenni di Palermo ha disposto nei confronti del giovane la misura cautelare del collocamento presso un’apposita comunità.

Gessica Lattuca due mesi dopo la sua scomparsa

Sulla scomparsa di Gessica Lattuca la ventisettenne, mamma di quattro bambini, misteriosamente sparita da Favara il 12 agosto scorso, la tanto attesa svolta sulle indagini trada ad arrivare anche se, secondo alcune fonti, qualche novità importante potrebbe giungere nei prossimi giorni se non addirittura nelle prossime ore.

Ieri i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno calato uno speciale robot nel pozzo interno alla proprietà della famiglia dell’ex compagno di Gessica, Filippo Russotto, ma da contrada Buraitotto non è emerso nessun indizio. A richiedere l’intervento dei sommozzatori erano stati gli stessi Inquirenti che, nonostante una preventiva ispezione, vista l’impossibilità di svuotare l’acqua del pozzo hanno voluto avere la certezza che nelle sue viscere non si trovasse il corpo della giovane scomparsa. 

Intanto, si attendono ancora i risultati delle analisi del RIS di Messina sui rilievi svolti sia nella casa rurale tra Naro e Favara sia nell’abitazione di Filippo Russotto. 

Ad oggi, nessuna persona risulta essere indagata dalla Procura di Agrigento che ipotizza il reato di sequestro di persona.

Tra le ipotesi investigative quella del giro di prostituzione nel quale sarebbe stata coinvolta Gessica. Un giro di squillo che a Favara avrebbe interessato delle giovani donne in difficoltà economiche e con problemi di varia natura, prestazioni sessuali che avrebbero fruttato alle stesse alcune dosi di sostanze stupefacenti e regalie di poca entità. 

Da indiscrezioni pare che gli inquirenti siano a conoscenza di queste vicende e che agli stessi siano stati forniti alcuni nominativi, un elenco che conterrebbe le generalità di presunti: sfruttatori, fiancheggiatori e clienti.

Probabile che Gessica, la sera del 12 agosto, abbia lasciato la casa paterna dove abita il fratello Enzo, proprio per raggiungere un cliente, circostanza quest’ultima che potrebbe spiegare lo spegnimento del suo telefono cellulare.

Prova ad adescare i ragazzini, bloccato un giovane con problemi psichici

Avrebbe agito in prossimità delle scuole di Canicattì e nelle adiacenze della stazione ferroviaria, cercando pare di adescare studenti e ragazzini, attirandoli con un cellulare con il quale mostrava alle vittime dei video pornografici. Un giovane, con problemi psichici, ospite di una comunità terapeutica della città, di cui non sono state fornite le generalità, è stato fermato ieri mattina dai carabinieri della locale compagnia, allertati da alcuni genitori preoccupati dalla presenza del soggetto nelle adiacenze delle scuole.

Ultraleggero si schiantò sulla statale, l’Anas: “non era al lavoro per noi”

Il 21 marzo del 2017 Salvatore Scannella , dipendente dell’Anas, morì dopo che l’ultraleggero che stava guidando è precipitato lungo la statale 640. Un incidente sul quale in molti , fin da quel giorno, si sono posti degli interrogativi e sul quale la Procura di Agrigento aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, immediatamente dopo il tragico ultimo volo del cinquantacinquenne. “L’Anas, ad oggi, non intende assumersi alcuna responsabilità sulla tragedia”. Lo ha detto al Giornale di Sicilia Francesco Scannella, figlio di Salvatore. “Mio padre – racconta – quella mattina su incarico e autorizzazione dei suoi diretti superiori, si era messo a bordo del suo Tecnam per effettuare delle riprese aeree su alcuni nuovi lotti prossimi all’apertura al traffico. Mio padre – afferma ancora il figlio – si trovava in volo per conto e nell’esclusivo interesse di Anas tant’è che è precipitato in un tratto stradale della statale 640. Incredibilmente però la società ancora ad oggi non intende assumersi alcuna responsabilità sulla tragedia”. La Procura decise , subito dopo la tragedia, di archiviare il filone sulle responsabilità da addebitare al direttore regionale di Anas Valerio Mele. La famiglia Scannella si è opposta all’archiviazione. Il gip di Agrigento ha accolto l’istanza e lo scorso 19 settembre si è tenuta l’udienza. La famiglia ha cercato di controbattere presentando alcuni punti a proprio favore, contestando in primis la perizia secondo cui il velivolo non aveva l’autorizzazione necessaria a sorvolare la zona alla quota alla quale volava al momento dell’impatto letale con i cavi dell’alta tensione. “Come ha scritto il nostro consulente di parte – chiarisce Francesco Scannella – gli ultraleggeri hanno altri limiti di quote e mio padre stava volando alla quota giusta per effettuare le riprese e non ha avuto nessuna colpa se chi di dovere non aveva provveduto a segnalare i cavi con i consueti dispositivi”.