Cemento armato anziché legno per realizzare un chiosco sul mare: scatta il sequestro

La Guardia costiera di Porto Empedocle ha sequestrato un cantiere nei pressi della Scala dei Turchi, a Realmonte. Su un terreno privato erano in corso di realizzazione delle opere edili per creare un chiosco che è risultato però essere in difformità rispetto alle autorizzazion già ottenute. “Si stavano realizzando – secondo quanto ha ricostruito la Capitaneria di porto – delle opere in cemento armato entro la fascia di inedificabilità assoluta dei 150 metri dalla battigia e in difformità del permesso a costruire rilasciato dal Comune di Realmonte, relativo all’esecuzione di opere di consolidamento, con opere di rinaturalizzazione e realizzazione di una struttura precaria in legno”.

La Guardia costiera ha dunque apposto i sigilli al cantiere, in esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal pubblico ministero Cecilia Baravelli.

Scoppia lite in un bar, colluttazione tra padre e figli: un ferito

Dal diverbio alla lite, fino alle scazzottate. A Porto Empedocle, è scoppiata una violenta rissa tra un padre e i suoi due figli. Secondo quanto ricostruito dagli intervenuti, si sarebbe trattato di un diverbio degenerato in fretta.

In particolare, i fatti sono avvenuti la notte scorsa, poco prima della mezzanotte. Soltanto l’intervento dei militari è riuscito a riportare la calma tra i litiganti, i quali sono stati subito separati.Non è chiaro del tutto il motivo che avrebbe scatenato la lite, anche se non si esclude l’aspetto economico. Uno dei tre colluttanti, inoltre, è rimasto lievemente ferito. Per quest’ultimo, infatti, è stato necessario l’intervento del personale medico.

Affiancata e scippata da un malvivente: pensionata ottantenne sotto choc

I carabinieri della Tenenza di Favara hanno avviato le indagini per risalire all’identità di un borseggiatore che nella giornata di martedì ha scippato una collana d’oro, dal valore di duecento euro, ad un’anziana mentre stava camminando lungo via Nuova. 

La donna, che per fortuna non è rimasta ferita, ha chiamato aiuto e in suo soccorso sono sopraggiunti alcuni passanti. Immediata poi la chiamata ai carabinieri. Adesso al vaglio ci sono possibili immagini riprese dalle telecamere di esercizi commerciali per identificare il malvivente.

Nuovo maxi incendio nella discarica di contrada Taccio Vecchio a Lampedusa

Nuovo maxi incendio nella discarica di contrada Taccio Vecchio a Lampedusa. Le fiamme hanno interesato cumuli di rifiuti: anche materiali speciali come copertoni, plastica, batterie e rifiuti ingombranti. Una nube nera è arrivata nel centro cittadino e c’è allarme diossina fra gli isolani e non soltanto. A lavoro i vigili del fuoco. Le raffiche di Maestrale non hanno aiutato però il lavoro dei pompieri. In contrada Taccio Vecchio si sono recati anche due mezzi del distaccamento aeroportuale dei vigili del fuoco. Sono stati, inoltre, richiamati in servizio tutti i pompieri che erano liberi. 

Sequestra e violenta una donna a Canicattì: in manette un romeno 39 enne.  

Erano da poco passate le otto di sera di sabato scorso, quando una donna romena di 29 anni, domiciliata nei pressi di Canicattì, ha deciso di rompere il silenzio e si è presentata al pronto soccorso, raccontando di aver subito una violenza sessuale. I sanitari, appresa la notizia, hanno subito avvisato i Carabinieri del locale Comando Compagnia, che sono immediatamente giunti in ospedale per ascoltare la donna. La  presunta vittima, nonostante la comprensibile paura, è subito riuscita a fornire agli investigatori dell’Arma elementi significativi per far scattare le indagini, riferendo ai militari di essere stata attirata nella precedente mattinata da un suo connazionale presso un’abitazione di Canicattì, per svolgere, a pagamento, alcune faccende domestiche. La giovane 29 enne, fidatasi dell’uomo, lo ha seguito nell’abitazione ma una volta all’interno, sarebbe stata bloccata, terrorizzata e minacciata di morte ed alla fine costretta a subire, per alcune ore, ripetuti atti sessuali. La povera donna però non si è persa d’animo e dopo il brutale episodio criminoso, con la promessa di non raccontare a nessuno quanto subito, è riuscita ad allontanarsi dal suo aguzzino. Ai militari, successivamente, la presunta vittima ha descritto in modo particolareggiato il malvivente, gli indumenti indossati ed il quartiere ove era ubicato l’appartamento. I Carabinieri della Compagnia di Canicattì, a quel punto, dopo aver realizzato un identikit del ricercato, hanno subito attivato contemporaneamente le ricerche dell’uomo in ogni angolo della città, con una fitta rete di posti di blocco. E così, dopo circa un’ora dal momento in cui era stata ascoltata la vittima, durante un controllo attuato nel quartiere in questione, è incappato all’Alt dei militari un soggetto che è risultato avere le stesse caratteristiche somatiche ed i medesimi vestiti descritti nell’identikit. In quel frangente, i Carabinieri di pattuglia non hanno avuto alcun dubbio e dopo averlo immobilizzato, gli hanno stretto le manette ai polsi con l’accusa di “Sequestro di persona e violenza sessuale”. L’uomo, un bracciante agricolo 39 enne, nell’immediatezza, avrebbe anche spontaneamente ammesso le proprie responsabilità e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato subito trasferito agli arresti domiciliari.

Realmonte, portone di una abitazione imbrattato di vernice: si indaga

Imbrattato con vernice un portone d’ingresso di una abitazione di un pensionato di Realmonte. Ad indagare sono i militari dell’Arma dei Carabinieri della locale stazione cittadina che hanno avviato alcuni accertamenti per comprendere se sia trattato di un semplice atto vandalico o dietro vi sia altro.

L’abitazione di via San Martino è di proprietà di un pensionato che vive in Germania. Un gesto che ora è sotto la lente di ingrandimento degli investigatori che stanno cercando di capire chi sia l’autore. Per questo non è escluso che vengano osservati i video del sistema di video sorveglianza presente in zona.

Eplosione al mercato di Gela, due agrigentini tra i feriti gravi

E’ di 20 feriti di cui quattro in modo grave, il bilancio dell’esplosione della bombola di gas di un furgone adibito alla vendita di polli allo spiedo verificatosi ieri al mercato settimanale di Gela. Titolare del mezzo commerciale è il grottese Claudio Catanese.

La deflagrazione del contenitore di Gpl è avvenuta intorno a mezzo giorno ed ha investito in pieno le tre persone che vi lavoravano a bordo, due uomini e una ragazza, le fiamme sprigionate hanno

causato ustioni anche tra gli avventori.

Tra i feriti gravi, Simona Martorana, casalinga all’ottavo mese di gravidanza,che è stata trasferita al centro Grandi ustioni di Palermo. Al Cannizzaro di Catania invece e’ stata trasportata, Melania Marretta, di 22 anni, la ragazza che lavorava nel furgone che ha riportato ustioni sul 50% del corpo. Ricoverati in codice rosso anche il proprietario del furgone, Claudio Catanese e il racalmutese Vittorio Manta.

La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta per stabilire le cause dell’esplosione.

“Totem per il gioco d’azzardo senza autorizzazione”, 100 mila euro di multa a barista

Hanno trovato tre apparecchi elettronici – due totem per il gioco d’azzardo e un terzo per intrattenimento – senza codice identificativo e dunque senza nulla osta per la messa in esercizio. E’ nell’ambito di controlli contro il gioco d’azzardo che i carabinieri della stazione di Campobello di Licata, coordinati dal comando compagnia di Licata, hanno realizzato un servizio ispettivo in un bar del centro. Il titolare dell’esercizio commerciale è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento. L’ipotesi di reato contestata è “esercizio di giochi d’azzardo”.Al trentenne di Campobello di Licata sono state elevate anche delle sanzioni per circa 100 mila euro.

Sagra del Tataratà, individuata la data?

Pare potrebbe tenersi sabato 8 e domenica 9 giugno la sagra del Tataratà a Casteltermini. Liti, aggressioni e minacce che si sono registrate a partire da venerdì sera, all’arrivo del corteo storico, nei pressi del monumento dei caduti hanno messo uno stop momentaneo alla festa giunta alla sua 352° edizione. A firmare l’intimazione – “a non effettuare la manifestazione non sussistendo le adeguate garanzie a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e dell’incolumità degli spettatori” – è stato il questore di Agrigento Rosa Maria Iraci.

A difendere la sagra i castelterminesi che hanno chiesto a gran voce la festa ma anche Michele Guardì, autore televisivo e regista Rai rimasto legato alla sua terra e a Casteltermini. “L’ho ripresa io quella festa, portando, alla fine degli anni Sessanta, i costumi del 600 e riorganizzandola in forma meno paesana” ha spiegato ieri. “Io avrei preferito che la parte religiosa fosse celebrata, avrei portato in giro la Croce, in forma di processione. Senza cavalcata! Ricordo che – continua – era sempre il Comune ad organizzare le festa, perdendo il controllo organizzativo il Comune non ne può rispondere”. In queste ore, la macchina amministrativa di Casteltermini è freneticamente al lavoro. Perché per come era stato deciso durante il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, svoltosi domenica mattina, la kermesse – che coniuga riti religiosi e folclore – dovrà essere organizzata dal Comune e non più dall’associazione che rappresenta i ceti. 

“Ha ucciso e sviscerato un gattino”, 50enne confessa: “Volevo mangiarlo”

Ha ucciso e sviscerato un gattino. Ha 50 anni l’uomo, di origini romene, che è stato denunciato alla Procura di Agrigento – dalla polizia di Canicattì – per uccisione di animale e porto illecito di arma bianca, un coltello da sub. I poliziotti del commissariato di Canicattì, diretto da Cesare Castelli, ieri pomeriggio, sono intervenuti in centro perché, nei pressi di un noto supermercato, era stato segnalato un uomo che stava maltrattando un gattino. La pattuglia, giunta tempestivamente sul posto ha bloccato e perquisito l’uomo. All’interno dello zaino, che aveva con se, è stato ritrovato il gatto privo di vita e il coltello, ancora sporco di sangue. L’uomo è stato sentito dai poliziotti ed avrebbe ammesso: “Volevo mangiarlo!” E’ stato denunciato alla Procura e verrà segnalato, sempre dai poliziotti del locale commissariato, ai Servizi sociali del Comune di Canicattì.

Identificati gli autori di un raid vandalico alla villa comunale di Licata.

I carabinieri sono riusciti ad identificare gli autori di un atto vandalico verificatosi nello scorso mese di maggio ai danni di una casetta-gioco di legno ed un palo della segnaletica, all’interno del parco giochi per bambini, della villa comunale “Regina Elena” di Licata.

Si tratta di tre giovanissimi del luogo, i quali, convocati in caserma con i rispettivi genitori, hanno ammesso le loro responsabilità.

Ciò che ha più impressionato, è che a compiere I gesti è stato un terzetto di ragazzi giovanissimi, incensurati, di varia estrazione sociale, che per puro divertimento o forse per noia, avrebbero danneggiato il parco giochi destinato ai bambini.

Era fuggito con i soldi dei clienti: catturato

I Carabinieri di Agrigento hanno catturato, in Germania, Pasquale Distefano, l’impiegato infedele 62enne di un istituto di credito di Favara. Aveva fatto sparire ben 573 mila euro dai conti correnti dei clienti. I militari, sulle tracce del ricercato sin dal 12 febbraio scorso, quando si era reso irreperibile all’emissione di un provvedimento restrittivo, lo hanno localizzato in un appartamento di Volklingen, un centro di 40 mila abitanti vicino al confine con la Francia. Attivando i canali di cooperazione internazionale, gli uomini dell’Arma hanno ottenuto la piena collaborazione della polizia tedesca, che, a seguito di un blitz, lo ha sorpreso, lo scorso 3 aprile, all’interno della sua abitazione. Questa mattina, all’aeroporto di Milano Linate, i Carabinieri della Tenenza di Favara erano ad aspettarlo per condurlo, in manette, agli arresti domiciliari.

Particolarmente complessa è la vicenda sulla quale i Carabinieri della Tenenza di Favara avevano indagato nella seconda metà dell’anno passato, riuscendo a fare luce, sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica di Agrigento, D.ssa Bisso, su una serie di strani ammanchi di denaro segnalati nel tempo da numerosi clienti, soprattutto anziani, di un istituto di credito di Favara. I Carabinieri si erano infatti messi sulle tracce del 62enne favarese, dipendente quale impiegato, ritenuto l’artefice di una serie di raggiri posti in essere sin dal 2011 e portati avanti fino al dicembre 2017. L’uomo era stato accusato di essersi appropriato indebitamente di una somma di oltre 570 mila euro. Nei suoi confronti, il 12 febbraio scorso, i Carabinieri, in collaborazione con il Nucleo P.E.F. di Agrigento, su delega dell’autorità Giudiziaria, avevano fatto scattare un provvedimento di sequestro preventivo per un ammontare totale di 573 mila euro, facendo scattare i sigilli su ben 9 immobili, alcuni rapporti bancari, 3 rapporti assicurativi e 2 automezzi.

La vicenda è particolarmente odiosa e dolorosa, in quanto, i Carabinieri, partendo dalle numerose denunce presentate nel 2018 da una sessantina di anziani clienti dell’istituto creditizio, erano riusciti ad evidenziare la costante presenza dell’indagato nel corso di operazioni di sportello sospette. Il modus operandi prendeva le mosse proprio dalla selezione di clienti particolarmente anziani e vulnerabili, i quali, dietro pressante consiglio dell’impiegato 62enne, gli lasciavano sostanzialmente in custodia i propri libretti di risparmio, cedendo altresì alla lusinga della proposta di accedere a buoni fruttiferi, il cui contenuto era poi sistematicamente oggetto di prelievi e rimborsi non autorizzati. In un caso, per esempio, uno dei due buoni fruttiferi consigliati (da 2500 euro cadauno) era, in realtà, semplicemente una fotocopia, la cui cifra è stata poi fatta sparire.

La complessa vicenda andò ad intrecciarsi poi con la condotta tenuta da una coppia residente nel catanese (la donna 43enne originaria di Favara ed il coniuge 38enne originario di Messina), i quali, venuti a conoscenza di particolari imbarazzanti della vita privata dell’impiegato, a più riprese, dietro la minaccia di rendere pubbliche situazioni sconvenienti, avevano estorto, tra il 2016 e il 2017, ben 250 mila euro all’impiegato 62enne, il quale, con tutta probabilità, aveva attinto l’ingente somma versata a più riprese, dai 573 mila euro accaparrati nel tempo. E fu proprio la denuncia per estorsione presentata dall’impiegato, quando già era oggetto di pressanti indagini da parte dei Carabinieri, ad aver consentito ai militari di ricostruire l’intera vicenda estorsiva, facendo scattare, quel 12 febbraio, gli arresti domiciliari a carico della coppia catanese, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento, D.ssa Vella, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, D.ssa Bisso.

Nell’occasione, però, il Distefano si era reso irreperibile. I Carabinieri, tuttavia, non hanno mai mollato la presa, essendo a conoscenza del fatto che il ricercato avesse fatto ingresso in territorio tedesco. Da qui l’immediata richiesta e l’ottenimento di un Mandato di Arresto Europeo. Ne è nata una caccia all’uomo senza tregua, che ha fatto restringere il cerchio delle ricerche sempre più, fino a giungere ad un piccolo appartamento situato al secondo piano di una palazzina elegante di Volklingen. Preziosa è stata la piena collaborazione della Polizia tedesca nel momento in cui i Carabinieri hanno segnalato con precisione l’obiettivo da perquisire. Il blitz è scattato la notte del 3 aprile scorso, sorprendendo nel sonno l’ex impiegato 62enne. Questa mattina, il Distefano è infine atterrato all’aeroporto di Milano Linate, dove ha trovato ad attenderlo i Carabinieri della Tenenza di Favara, che gli hanno notificato un provvedimento restrittivo con l’accusa di  peculato.

 

 

Niente sagra del Tataratà nel fine settimana: si pensa ad un rinvio

A Casteltermini quello appena trascorso sarebbe dovuto essere un fine settimana all’insegna della festa del tataratà ma così non è stato. Liti, aggressioni e minacce che si sono registrate a partire da venerdì sera, all’arrivo del corteo storico, nei pressi del monumento dei caduti hanno messo uno stop momentaneo alla festa giunta alla sua 352° edizione. Venerdì sera la lite non è degenerata grazie all’intervento tempestivo di alcune persone che provvedevano a separare i litiganti. Anche sabato sarebbe arrivata alla stazione dei carabinieri di Casteltermini una telefonata che avvisava di una aggressione ai danni di una persona che sarebbe stata anche minacciata. A firmare l’intimazione – “a non effettuare la manifestazione denominata ‘Festa di Santa Croce – Sagra del Tataratà 2019’, non sussistendo le adeguate garanzie a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e dell’incolumità degli spettatori” – è stato il questore di Agrigento Rosa Maria Iraci.Anche ieri, nonostante qualcuno ancora sperasse di recuperare i momenti salienti della giornata conclusiva, non c’è stato niente: né la processione della reliquia, né il rito della Real maestranza che deposita le insegne al Comune, né l’esibizione del gruppo del Tataratà. Ma non sarebbe tutto perso. A margine delle celebrazioni della Festa della Repubblica, si è riunito, in Prefettura, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. A presiederlo il prefetto Dario Caputo. Il comitato ha stabilito il differimento della Sagra del Tataratà ad un’altra data: preferibilmente tra due settimane. Una decisione che dovrebbe, di fatto, far rientrare il caos che si sta registrando in queste ore a Casteltermini. Qualche assessore sta valuntando, secondo alcune voci, le dimmissioni.

Favara, travolta da un’auto in pieno centro: 72enne in ospedale

Investita in pieno centro a Favara una anziana di 72 anni dopo essere uscita da un negozio. Secondo quanto ricostruito, la donna è stata travolta da un’auto in corsa e trascinata per alcuni metri.

E’ stato lo stesso conducente del veicolo a fermarsi e a soccorrere la donna che ora si trova ricoverata all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Diversi traumi e ferite che, fortunatamente, non dovrebbero destare particolare preoccupazione.

Spetterà ora ai rilievi delle Forze dell’ordine fare chiarezza su quanto accaduto per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Aveva parti di munizionamento bellico, denunciata lampedusana

La Polizia di Stato ha denunciato alla procura della Repubblica di Agrigento una donna di 38 anni di Lampedusa, per il reato di detenzione di parti di munizionamento bellico. La stessa era già stata denunciata dagli uomini della Squadra Mobile di Agrigento, diretta da Giovanni Minardi, per il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, poiché, in concorso con altre persone, avrebbe favorito la permanenza di stranieri irregolari sul territorio nazionale, mettendo a loro disposizione alcune abitazioni site a Lampedusa e fornendo agli stessi indicazioni volte ad eludere i controlli della Polizia e ad evitare i rimpatri. Le munizioni sono state rinvenute dagli agenti della Squadra Mobile nel corso di una perquisizione nell’abitazione della donna insieme anche a volantini, seppur datati, contro le istituzioni.