Vincenzo Licata di Grotte, è tra le 39 vittime accertate nel crollo del viadotto “Morandi” di Genova.

Vincenzo Licata, 58 anni originario di Grotte è tra le 39 vittime accertate nel tragico crollo del viadotto “Morandi” di Genova. L’uomo, autotrasportatore, unitamente alla moglie e ai suoi due figli, da qualche decennio aveva lasciato il paese d’origine per trasferirsi a Vicenza. Ieri, Vincenzo stava eseguendo l’ennesimo trasporto prima di essere coinvolto nell’immane tragedia. I familiari, sapendo della tratta percorsa dal congiunto, hanno provato subito a mettersi in contatto con lui. Tentativi che purtroppo sono risultati vani e in mattinata nell’ospedale del capoluogo ligure, il riconoscimento della vittima.

Incidente di Lido Fiori, muore il bambino di 6 anni.

I medici hanno tentato di salvarlo ma non è riuscito a superare la notte il bambino di 6 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale verificatosi a Menfi, ieri pomeriggio, al quadrivio di Contrada Terranova. Viaggiava insieme ai suoi familiari, originari di Partanna ma residenti a Como, quando si è verificato il terribile incidente. Uno scontro frontale tra due auto. I genitori del piccolo sono rimasti lievemente feriti. L’ auto è stata attraversata da un palo in ferro utilizzato come barriera della carreggiata. Il bambino era stato trasportato subito , in elisoccorso, all’ospedale civico di Palermo.

Incidente mortrale sulla 189

Incidente mortale lungo la strada statale 189, la Agrigento-Palermo, in territorio di Cammarata, all’altezza di un noto albergo. A scontrarsi frontalmente, per cause ancora in corso d’accertamento da parte dei carabinieri di Cammarata, sono stati un mezzo pesante: un camion frigorifero, che pare trasportasse pollame, e un’autovettura. L’uomo che era al volante della macchina ha perso la vita.  Lungo la strada statale oltre ai carabinieri, presenti i vigili del fuoco e un paio d’ambulanze del 118. Secondo quanto reso noto dall’Anas c’è anche una persona gravemente ferita. 

Sbarcano in spiaggia e tentano la fuga, bloccati una ventina di tunisini

Questa mattina intorno alle 5 del mattino, una ventina di tunisini sono sbarcati sulla spiaggia di Torre Salsa, in territorio di Siculiana. Il tentativo di dileguarsi è stato subito contenuto dai Carabinieri della locale Stazione che hanno bloccato i migranti, tutti uomini, sorpresi in strada. Altre ricerche sono in corso. La barca è sotto sequestro.

Banda di ladri “visita” l’abitazione di una impiegata: portati via tutti i gioielli

Hanno portato via monili in oro per alcune migliaia di euro. E’ in un’abitazione estiva di Porto Palo di Menfi che i malviventi sono riusciti, negli scorsi giorni, ad intrufolarsi e a razziare. Si tratta di una residenza che, al momento, è vissuta da una impiegata che abita al Nord e che a Menfi era, semplicemente, venuta in vacanza. 

I “topi d’appartamento” sono riusciti ad intrufolarsi dopo una effrazione alla finestra. Dopo aver rovistato fra armadi e cassetti, hanno portato via ciò che di più prezioso hanno trovato: tutti i gioielli. 

I carabinieri hanno già fatto un sopralluogo e constatato il furto con scasso. Sono state avviate le indagini per cercare di dare una identità ai balordi.

“Il responsabile si presenti ai carabinieri”

Non si fermano le indagini dei carabinieri di Favara. Sono sulle tracce di chi la sera della scorso 8 agosto ha travolto uno scooter, in contrada Crocca, sul quale viaggiavano un 17enne di Favara e una 16enne di Agrigento. È stata la ragazza ha riportare le conseguenze più gravi. E’ ancora in coma. I militari stanno continuando a cercare l’autovettura. Secondo i militari dell’Arma dovrebbe trattarsi di una Fiat Punto. Gli investigatori, a pochi passi dallo scooter incidentato, hanno ritrovato e sequestrato dei pezzi rimasti sull’asfalto subito dopo il violento impatto.  Le due comunità di Agrigento e Favara pregano e sperano. “Forza Sofia, in questo momento siamo tutti con te!” Lo ha scritto il sindaco di Agrigento: Lillo Firetto. In città sono state già organizzate diverse veglie di preghiera per la sedicenne che ha la passione della danza. Sia Firetto che il sindaco di Favara, Anna Alba, di fatto, con un’unica voce, si sono uniti alle preghiere di familiari, amici e conoscenti ed hanno lanciato un appello. “Mi unisco alle preghiere per Sofia, affinché possa al più presto riprendere la vita di sempre – ha scritto Firetto – . Lancio anche un appello a chi consapevole di quanto accaduto, a chi ha determinato l’incidente, possa subito presentarsi alle autorità per chiarire la propria posizione”. “Chiedo a chi ha visto qualcosa o al responsabile di questo terribile incidente – ha detto il sindaco di Favara, Anna Alba, – di presentarsi ai carabinieri per chiarire la dinamica dell’incidente e per evitare di rimanere con questo peso sul cuore”. 

Un agrigentino elogia medici e staff per un caso di ottima sanità

Sicilia non è solo “malasanità”, precarietà e viaggi della speranza. Sicilia è anche, e fortunatamente lo è sempre più spesso, buona sanità. E ciò è testimoniato da coloro che in prima persona hanno vissuto in Sicilia un’esperienza di buona sanità. E’ il caso di un cinquantenne agrigentino, originario di Licata, Angelo Incorvaia, che ha diffuso una lettera alle redazioni e ai vertici delle Aziende sanitarie di Agrigento e Palermo dopo essere stato prima ricoverato ad Agrigento e poi in elisoccorso trasferito a Palermo, al “Maria Eleonora Hospital”. Angelo Incorvaia è stato sottoposto ad un delicato intervento cardiaco durato più di sei ore, “risvegliandomi e sentendomi un’altra persona” – scrive Incorvaia, che plaude alla straordinaria professionalità dello staff del “Maria Eleonora Hospital”. Incorvaia ringrazia il dottor Emerico Ballo, il secondo operatore dottor Giuseppe Di Modica, l’anestesista  dottor Gianluca Pugliese e tutta l’equipe, “straordinari medici – sottolinea – che ogni giorno salvano tante vite umane”. A seguito di alcune complicazioni insorte meno di un mese dopo, Incorvaia è stato sotto le cure del reparto Emodinamica dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. E allo stesso modo ha apprezzato le straordinarie capacità professionali e umane del primario Giuseppe Caramanno e dello staff del reparto. Angelo Incorvaia conclude: “ Oggi mi ritrovo a casa, sto perfettamente bene grazie alla professionalità indiscussa prima dei medici di Palermo e poi di quelli di Agrigento. Un sincero e profondo grazie ai medici di Palermo e di Agrigento”.

“Vendeva pesce scongelato spacciandolo per fresco”: multa e sequestro

Avrebbe venduto, sulla banchina del porto, pesce scongelato e d’allevamento spacciandolo per prodotto fresco. I militari del Circomare di Sciacca hanno sequestrato il prodotto ittico ed elevato una sanzione da 1500 euro nei confronti dell’ambulante con motoape.Controlli, in queste ore, vengono effettuati anche nei ristoranti e nelle pescherie di Sciacca, Menfi e di altri Comuni della zona, di competenza dell’ufficio circondariale marittimo di Sciacca, per tutelare il consumatore ed evitare il consumo di prodotti ittici per i quali non è possibile accertare la tracciabilità

San Biagio Platani, arrivano i commissari

La notizia era nell’aria sin da quando venne arrestato Santo Sabella lo scorso gennaio nell’ambito del blitz “montagna”. Adesso è arrivata la conferma: A San Biagio Platani, arrivano i commissari. Lo scorso gennaio era stato sciolto per mafia per infiltrazioni mafiose delle cosche locali, in particolare da parte del boss di San Biagio,Giuseppe Nugara.»La notizia è stata pubblicata sul sito del Governo, dopo la riunione del Consiglio dei ministri avvenuta la sera dello scorso 2 agosto. I commissari si erano insediati subito dopo l’arresto del primo cittadino ma per lo scioglimento definitivo del Comune era necessario attendere la conclusione dell’inchiesta e dei controlli all’interno dei documenti da parte della commissione prefettizia.

Il decreto di scioglimento – normativamente – dispiega e conserva i suoi effetti per un periodo che va da 12 a 18 mesi, prorogabili fino ad un massimo di 24 mesi in casi eccezionali. Stando così la norma del testo unico degli Enti locali, San Biagio Platani non potrà che andare ad elezioni amministrative fra almeno un anno. 

Intanto, naturalmente, si dovrà aspettare la pubblicazione su Gazzetta ufficiale del decreto di scioglimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con i nominativi dei tre commissari prefettizi definitivi. Lo scioglimento – normativamente – comporta anche, di diritto, la risoluzione degli incarichi – qualora esistenti – di revisore dei conti e degli eventuali rapporti di consulenza e di collaborazione coordinata e continuativa che potranno però venire rinnovati dalla commissione straordinaria che dovrà amministrare il Comune

Era ricercato in tutta Europa. In manette un rapinatore 26 enne romeno

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Era ricercato in tutta Europa. In manette un rapinatore 26 enne romeno, beccato ad un posto di blocco dei Carabinieri della Compagnia di Canicatti’. I militari dell’Arma, dopo aver fermato ed identificato l’uomo, dai successivi controlli svolti al terminale in uso alle forze dell’Ordine, hanno appreso che il romeno era destinatario di un “Mandato di arresto europeo”, emesso dall’Autorità Giudiziaria romena per una “Rapina”, commessa nel mese di Febbraio del 2014, a seguito della quale l’uomo deve ora scontare la pena di oltre 3 anni e mezzo di reclusione.  Il 26enne è stato rinchiuso in carcere

Porto Empedocle: ancora multe agli “sporcaccioni”

E’ arrivato a 100 il numero delle multe elevate dai Vigili urbani di Poro Empedocle, impegnati, ormai da mesi, in una vera e propria lotta senza quartiere per contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Negli ultimi dieci giorni, insieme agli operatori ecologici della Realmarina, sono stati individuati decine e decine di soggetti nell’atto di abbandonare la spazzatura ai bordi delle strade o lungo i marciapiedi e altre decine di persone sono state individuate e successivamente multate dopo essere risaliti alla loro identità attraverso lo “spacchettamento” dei rifiuti. Molte di queste sanzioni, sono state elevate grazie all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza installate in diverse aree della città e delle periferie urbane. “A noi non piace elevare le multe– ha commentato il Comandante dei Vigili Calogero Putrone – e soprattutto non ci fa bene come Corpo, distrarre tante unità da lavori importanti riguardanti l’ordine e la sicurezza pubblica, ma dobbiamo farlo nella speranza che sia di insegnamento”.

Anche questa volta, i lanciatori seriali hanno preso di mira la zona dei Grandi lavori, di Villaggio Bellavista, Piano Lanterna, nel centro storico, a Ciuccafa. Multe e sanzioni anche in via San Calogero Napolitano, via Costantino e Masseria. “Vigili ed operatori ecologici – commenta l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi –continueranno inoltre a cercare di individuare, attraverso il contenuto dei sacchetti, elementi che possano ricondurre all’identità del trasgressore e di conseguenza a multarlo”.

Con un solo euro ha vinto un milione

Con un solo euro ha vinto un milione. La dea bendata si è fermata ed ha dato un bacio in fronte ad un giocatore di Porto Empedocle. Una persona che ha indovinato la combinazione dei 5 numeri vincenti ed ha, dunque, realizzato il sogno di vincere – con la cinquina: 7, 8, 23, 24 e 46 – un milione di euro. 

Adesso, a Porto Empedocle, è già “caccia” al fortunato.

“MillionDay”, il nuovo gioco numerico a quota fissa di Lottomatica, si conferma un gioco di successo. A sei mesi dal lancio sono già 27 le vincite da un milione di euro distribuite in Italia. Dal giorno del lancio, “Millionday” ha distribuito vincite in tutta Italia per oltre 67 milioni di euro, con oltre 7.800 vincite da 1000 euro.L’estrazione dei 5 numeri vincenti avviene ogni giorno, alle 19. 

Investe scooter e scappa, 16enne in coma

Grave incidente nella notte tra mercoledì e giovedì in contrada Crocca a Favara, dove una giovane sedicenne di Agrigento a bordo di uno scooter è rimasta ferita dopo essere stata investita da un pirata della strada. E’ in coma.

La giovane è ora ricoverata all’Ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta nel reparto di Neurochirurgia dopo essere stata trasportata dai mezzi di soccorso. La 16enne, insieme ad un giovane diciassettenne alla guida dello scooter, sono stati dapprima trasportati al nosocomio agrigentino del “San Giovanni di Dio”. Nulla di grave per il ragazzo alla guida che avrebbe riportato solo qualche ferita.

Per la 16enne invece i medici hanno riscontrato un trauma cranico e facciale che ha reso necessario il trasferimento alla struttura sanitaria nissena dove sarebbe stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico.

Ad indagare sono i militari dell’Arma dei Carabinieri della tenenza di Favara che sono alla caccia del “pirata”.

Debito con Banca da saldare entro dieci giorni per Ignazio Cutrò. Il Testimone di Giustizia minaccia di darsi fuoco

Dopo la recente revoca della protezione ai familiari e la conseguente volontà a rinunciare alla tutela personale, la già turbata serenità della famiglia del testimone di giustizia Ignazio Cutrò viene ulteriormente messa in difficoltà da un atto di precetto della Banca Popolare Sant’Angelo che intima all’ex imprenditore di pagare un vecchio debito di circa 60 mila euro, oltre more ed interessi, entro e non oltre il 19 agosto prossimo.

Acclarato, con documenti ufficiali redatti dagli organi dello Stato, che la chiusura dell’impresa edile di Cutrò è stata dovuta ai debiti accumulati dall’azienda dopo le denunce per le estorsioni subite, per l’ex imprenditore di Bivona adesso è una corsa contro il tempo per chiedere ai responsabili dell’Istituto di credito licatese, il blocco della precettazione.

Il 23 maggio del 2013, nel giorno del ventunesimo anniversario della strage di Capaci, il tribunale di Sciacca emanava un decreto Ingiuntivo di pagamento del debito in favore della Banca Popolare Sant’Angelo, Ma per come spiega lo stesso Cutrò : ”Grazie alla sensibilità dell’allora presidente della Banca, Nicolò Curella, il decreto ingiuntivo, alla luce del racconto delle mie vicende, era stato momentaneamente sospeso.

Quattro anni dopo, nel novembre del 2017 – aggiunge il testimone di giustizia – torna a rivivere il decreto ingiuntivo per mano dell’avvocato Corrado Candiano, con il quale oltretutto ho avuto un incontro mostrando la documentazione trasmessa al Ministero. Nulla di ciò li ha bloccati, oggi – dice ancora Cutrò – è arrivato l’atto di precetto, che precede di dieci giorni il pignoramento forzato”.

Non è la prima volta che l’ex imprenditore, la cui azienda, prima delle denunce al racket, faceva diverse migliaia di euro di utili all’anno, si trova in questa situazione. Già nel 2016 UniCredit ha teso la mano al testimone di giustizia congelando un debito nettamente superiore a quello maturato con la banca licatese. 

L’uomo che per essersi ribellato alla mafia ha perso lavoro e serenità e che per la stessa ragione ha più volte denunciato di essere stato abbandonato dallo Stato non ci sta e annuncia una drastica protesta. 

“Se non riesco a trovare un modo per incontrare e bloccare l’atto tramite il presidente della banca, il dott. Antonio Coppola, pagherò con la mia stessa vita, dandomi fuoco davanti ad una loro filiale che sceglierò a caso e senza comunicare a nessuno data e ora dell’eventuale gesto. Ormai -conclude Cutrò – non ho più nulla da perdere, la mafia mi ha tolto tutto”.

Perseguita la ex moglie. Stalker in manette a Cianciana.

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Un nuovo episodio di stalking si è verificato in provincia nelle ultime ore. Riguarda in particolare un uomo, 35 enne, già noto alle forze dell’ordine, che non riusciva ad accettare la fine della relazione con la ex moglie ed aveva dunque deciso anche di pedinarla. Dopo alcuni episodi di minacce ha chiesto telefonicamente aiuto ai Carabinieri della Stazione di Cianciana, segnalando quanto stava accadendo. L’immediato intervento dei militari dell’Arma ha permesso di sorprendere l’uomo per strada, ancora sotto casa della vittima, a Cianciana. Il 35 enne, peraltro, insoddisfatto dell’evolversi della vicenda, ha pensato anche di rivolgere frasi intimidatorie nei riguardi della donna, anche alla presenza dei Carabinieri. A quel punto, sono subito scattate le manette ai polsi dell’individuo, con l’accusa di “Atti persecutori”.

Bottiglia incendiaria contro stabilimento balneare, aperta l’inchiesta

Hanno utilizzato una bottiglietta di plastica con degli stracci. L’hanno posizionata accanto alla parete esterna dello stabilimento balneare e hanno appiccato il fuoco. Avvertimento, nella tarda serata di martedì, alla struttura di contrada Mollarella a Licata che, cinque giorni addietro, aveva subito una rapina.

Ad accorgersi delle fiamme sono stati i gestori dello stabilimento che, pare si trovassero, forse per la cena, a poca distanza. Subito sono accorsi e, con gli estintori, sono riusciti a spegnere la fiammata che ha provocato lievi danni – l’annerimento – alla parete esterna. E’ stato lanciato l’Sos al 112 e, sul posto, si sono precipitate le pattuglie dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Licata. I militari hanno constatato il danneggiamento e avviato le indagini. 

Sequestrati venti chili di “Marijuana”: arrestati zio e nipote

Sarebbe stato un raccolto di uva “aromatizzata” alla marijuana, quello che i Carabinieri hanno scoperto nelle campagne di Palma di Montechiaro. Nel corso di un servizio di prevenzione svolto nelle aree rurali, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro, mentre stavano perlustrando le campagne della zona, hanno notato uno strano via vai da un appezzamento di terreno. Insospettiti dalla situazione, hanno subito chiesto rinforzi, cinturando l’area. E così, una decina di militari dell’Arma hanno fatto irruzione nel fondo agricolo, dove sono stati subito rintracciati due individui del posto, zio e nipote, già noti alle forze dell’ordine. Poco dopo aver iniziato la perquisizione, i sospetti si sono rivelati fondati: in un casolare, sono saltati fuori dei sacchi contenenti delle foglie di “Marijuana” già essiccata e quindi pronta per essere smerciata. Inoltre, nascosto tra i vigneti, tra i vari grappoli d’uva, i Carabinieri hanno trovato altro abbondante quantitativo di “Marijuana”, in fase di essicazione. Al termine delle operazioni, sono stati complessivamente rinvenuti e sequestrati venti chili di “Marijuana”. Per i due individui, Gioacchino e Angelo Mangiavillano, 52 e 30 anno, è subito scattato l’arresto, ai domiciliari, in flagranza per “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. Si stima che il quantitativo di droga sequestrato, smerciato al dettaglio, avrebbe potuto fruttare circa 100mila euro.

NAS in azione nei festival del cibo da strada. Sanzioni e sequestri a San Leone e Sciacca

Attività di controllo dei miliatri del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Palermo lo scorso week-end a Sciacca e Agrigento, centri quest’ultimi interessati da due eventi gastronomici che hanno richiamato divese migliaia di persone. Li chiamano festival del cibo da strada, dal 2 al 5 agosto scorsi, nel quartiere balneare agrigentino di San Leone e in piazza Scandaliato a Sciacca, si sono svolte le iniziative finite nel mirino dei militari del N.A.S.

A San Leone i Carabinieri hanno sequestrato circa 40 chili di carne in cattivo stato di conservazione e denunciando all’Autorità Giudiziaria un iraniano 40 enne, titolare di uno stand dedito prevalentemente alla preparazione del kebab.

Spostandoci di una sessantina di chilometri invece a Sciacca, i militari in uno stand di prodotti dolciari, hanno sequestrato circa 130 chili di creme, perchè conservate in secchi in plastica, prive di tracciabilità e dell’elenco riportante le indicazioni obbligatorie previste per Legge. Pesante la sanzione inflitta al titolare che è stata di 7500 euro.

Dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Palermo precisano che street food e ristorazione collettiva, saranno oggetto di controlli per tutta la stagione estiva, allo scopo di tutelare la salute dei cittadini e dei turisti.

 

Aggredito in un pub al grido di “sporco negro”, scatta un arresto

Lesioni personali, in concorso, con l’aggravante d’aver agito con la finalità dell’odio etnico e razziale. E’ per questa ipotesi di reato che i carabinieri della compagnia di Lercara Friddi hanno eseguito l’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari – emessa dal Gip Michele Guarnotta del tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica – a carico di Giuseppe Cascino, 29 anni, di Lercara Friddi.  Il ventinovenne è stato ritenuto responsabile, in concorso con un minore, dell’aggressione avvenuta all’alba dello scorso 22 luglio, nei confronti del ventitreenne Davide Mangiapane (nato a Palermo e residente a San Giovanni Gemini, ma figlio di genitori naturali della Repubblica di Mauritius).  Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Lercara Friddi la vittima era stata colpita con calci, pugni e colpi di vario genere al capo e al corpo, anche mentre si trovava per terra ed era, dunque, incapace di difendersi.

Sorpreso con due etti di droga un insospettabile 40 enne di San Giovanni Gemini.

Sorpreso con due etti di droga un insospettabile 40 enne di San Giovanni Gemini. Fermato e controllato per strada ad un posto di blocco dai Carabinieri della Compagnia di Cammarata, sono subito saltati fuori alcuni grammi di marijuana ed hashish. Ma i militari , insospettiti, hanno deciso di approfondire le verifiche. Immediatamente è stata perquisita l’abitazione del 40 enne a San Giovanni Gemini. Durante il controllo, i militari dell’Arma hanno scovato circa un etto di “marijuana” ed oltre un etto di “hashish”, nascosti fuori dalle finestre sul tetto dell’abitazione. Inoltre, durante le verifiche, sono saltate fuori anche numerose banconote, per un ammontare complessivo di circa seimila euro, soldi di cui l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza ed anche un bilancino di precisione. Il 40 enne è stato arrestato, ai domiciliari, con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”.

Debiti del Comune, saranno pagati “solo” otto milioni di euro a ditte e fornitori

Porto Empedocle, anche la Giunta ha deliberato: solo il 50% dei debiti riconosciuti ammissibili dall’organismo straordinario di liquidazione saranno pagati ai fornitori. In linea con quanto proposto dalla commissione di nomina statale, infatti, l’Amministrazione ha deciso di scegliere una via mediana che alla fine consentirà di sostenere “solo” otto milioni e 21mila euro sugli oltre 16 milioni di euro di debiti accertati.

Effetti “benefici” del dissesto, che consente appunto di schermarsi in parte da quanto dovuto nei confronti di imprese e società varie che hanno fornito servizi al Comune e che ora hanno due possibilità: accettare il 50% di quanto vantato oppure intraprendere le vie legali per ottenere le somme. I debiti complessivamente erano comunque più alti: i debiti ammontavano infatti ad oltre 21 milioni di euro, ma l’organismo straordinario per la liquidazione ha deciso di scendere di cinque milioni di euro circa ritenendo che le altre somme non fossero immediatamente da saldare, perché, ad esempio, potenzialmente oggetto di azioni di rivalsa o di compensazione da parte del Comune.

Girgenti Acque ha dato via ai licenziamenti

Girgenti Acque ha dato via ai licenziamenti – per motivazioni economiche – che erano stati annunciati alcuni mesi fa. Inutili le concertazioni e l’intervento dei sindacati: l’azienda continua a sostenere che, tra le altre cose, la mancata realizzazione dei progetti e l’impossibilità di ridurre i costi per l’acqua, che si perde sotto terra a causa di reti fatiscenti, non rendano più economicamente sostenibile l’attuale struttura.In totale, stando agli accordi, i licenziati dovrebbero essere una quarantina, i sindacati di categoria sono pronti a dare battaglia, anche perché una tale riduzione del personale (che non risulta in alcun modo in esubero) comporterà un’aggravio pesante dei turni di lavoro per chi rimarrà al suo posto. 

Pistola in pugno e con il volto travisato, rapina un lido balneare: arrestato

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Attimi di terrore si sono vissuti ieri mattina all’alba, in un lido balneare di contrada Mollarella a Licata. Una persona con il volto travisato ha fatto irruzione nella struttura, mentre il gestore ed alcuni suoi collaboratori stavano contando i soldi dell’incasso della serata precedente. Il rapinatore solitario, con il volto travisato, ha subito puntato la pistola ai dipendenti presenti, facendosi consegnare alcune centinaia di euro. Subito dopo, si è diretto verso il gestore della struttura esplodendogli improvvisamente contro un colpo di pistola, che fortunatamente non ha colpito la vittima. Un testimone ha composto il “112”. “Nel frattempo- raccontano i carabinieri- alcuni dipendenti hanno cercato di reagire, mettendo in fuga il malvivente, L’uomo è stato raggiunto ed immobilizzato dai militari. Dalle sue tasche è saltata fuori la pistola utilizzata ed alcune cartucce nonché le banconote sottratte nel corso della rapina. Nei confronti dell’uomo, Giuseppe Orazio Sortino, 30 enne, licatese, già noto alle forze dell’ordine, sono subito scattare le manette ai polsi con l’accusa di “tentato omicidio, rapina a mano armata e porto abusivo di arma da fuoco”.

“Fermati due pescherecci illegali”, sequestrati 350 chili di pesce e maxi multe da oltre 12mila euro

Controlli a tappeto della Guardia costiera di Porto Empedocle, sulla filiera della pesca a bordo di pescherecci. 

Nel corso di un’operazione dei militari, a circa 40 miglia a sud di Porto Empedocle, è stata accertata la presenza di due motopesca, entrambi iscritti nelle matricole del Compartimento marittimo di Porto Empedocle, che stavano pescando con reti non consentite, dal momento che le maglie avevano misure diverse da quelle previste dalla legge. Le reti sono state confiscate e nei confronti dei comandanti delle unità e degli armatori sono stati elevati due verbali amministrativi pari a 4mila euro ciascuno. Dai successivi e più approfonditi controlli effettuati è emerso inoltre che, a bordo vi fossero dei marittimi imbarcati e non annotati sul ruolino equipaggio, in violazione del Codice di Navigazione, tra cui lo stesso comandante dell’unità: per questo sono stati elevati nei confronti dei marittimi irregolarmente imbarcati e degli armatori, verbali amministrativi con pena pecuniaria pari a 308 euro ciascuno. Infine, a carico dei titolari della licenza dei motopeschereccio in parola, per le violazioni in materia di pesca di cui sopra, sono stati attribuiti 7 punti di penalizzazione ciascuno.

Profanata la tomba del padre del sindaco Ida Carmina: “Caso? Stanno diventando troppi”

Presa di mira la tomba del padre del sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina. Il vile gesto, ha gettato nello scorso anche i parenti del primo cittadino della città marinara. E’ stata distrutta, parzialmente, la foto del padre di ida Carmina.

“In via precauzionale, ho formalizzato la denuncia alla polizia. Può essere stata anche una casualità – ha spiegato Ida Carmina – ma tutte queste casualità stanno cominciando a diventare un po’ troppe. E’ stata danneggiata proprio la parte dove c’è la foto di mio padre e non di mio zio. A me dispiace di più per i miei cari – ha aggiunto – . A chi, in queste ore, mi ha detto che il paese non lo merita rispondo che non sono un eroe, ma sono al servizio del mio paese e faccio quello che impone il mio dovere, non arretro, non giro la testa, non scendo a compromessi”.

Savarino: ” soluzioni per scongiurare emergenza rifiuti”

“Nel giro di un paio di giorni, per la provincia di Agrigento, sara’ possibile uscire definitivamente dall’emergenza rifiuti”. Lo rende noto il presidente della commissione regionale territorio e ambiente, Giusi Savarino, che ha sottoposto il problema all’attenzione dell’assessore Pierobon e del dirigente Cocina. “Sono state sinergicamente individuate diverse soluzioni- continua Savarino- che possano non solo garantire di superare l’emergenza ma anche riuscire a premiare i comuni virtuosi.
Tra queste, è stata sbloccata la discarica pubblica di Enna, dove da lunedì si potrà conferire i rifiuti. La stagione estiva puo’ dunque continuare senza preoccupazioni per la salute dei turisti e dei cittadini”.

A Grotte la quinta edizione di “Donna con Te”

Mercoledì 8 Agosto prossimo alle 21:00, in Piazza Umberto I a Grotte, la quinta edizione di “Donna con Te”: Concerto in passerella contro la violenza sulle donne.

Uno spettacolo di circa due ore, che vedrà sul palco oltre 100 persone tra cantanti, ballerini, modelle, attori.

A curarne la direzione artistica, anche quest’anno, coadiuvato da un operativo Staff e da Photo Evolution, Angelo Palermo che vestirà i panni di presentatore insieme alla madrina dell’evento Chiara Esposito, volto nazionale in quanto Professoressa de “L’eredità” su Rai 1, nonché Miss Sicilia e finalista di Miss Italia con la fascia Miss Eleganza.

L’invito è rivolto a tutti, con l’intento di essere uniti per dire NO alla violenza sulle donne.

Sequestra e maltratta moglie e figlio per una notte intera. In manette un 42 enne licatese.

  Un grave episodio di maltrattamenti in famiglia si è verificato nelle ultime ore a Licata. I Carabinieri , questa mattina, a seguito di una richiesta d’aiuto pervenuta al “112”, sono intervenuti in un’abitazione in località Piano cannelle, dalla quale provenivano delle grida. Riusciti ad entrare all’interno, i militari dell’Arma hanno soccorso e liberato un intero nucleo familiare, composto da una donna ed un figlio minore, sottoposti a violenze fisiche ed ai quali era stato impedito di uscire dall’unità abitativa per tutta la notte, proprio dal marito della donna. L’uomo, un 42 enne già noto alle forze dell’ordine, mentre i Carabinieri stavano soccorrendo i suoi familiari, ha reagito in modo violento proprio contro i militari, riuscendo in un primo tempo a barricarsi dentro la sua abitazione. Sul posto sono arrivati in soccorso una dozzina di Carabinieri. Nel corso della conseguente opera di dialogo e mediazione, durata alcune ore, i Carabinieri sono riusciti, con non poche difficoltà, ad entrare nuovamente nell’appartamento, immobilizzando definitivamente l’uomo. E’ stato arrestato l’accusa di “sequestro di persona, maltrattamenti contro familiari e resistenza a pubblico ufficiale”.

Aggredito in un pub al grido di “sporco negro”, mandibola rotta al 23enne

Un ventitreenne di colore – adottato appena nato da una famiglia di San Giovanni Gemini – è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico ed è ricoverato al reparto di Chirugia maxillo facciale dell’ospedale “Civico” di Palermo dove i medici gli hanno diagnosticato 30 giorni di prognosi.  Il  ragazzo ha subito un pestaggio – in un pub di Lercara Friddi – all’alba del 22 luglio scorso. La notizia è stata però resa nota, dai carabinieri, soltanto ieri: dopo la denuncia dei presunti aggressori.  “Mio figlio è molto demoralizzato, non avrebbe mai pensato di subire un’aggressione del genere”. Lo ha detto, al Giornale di Sicilia, Giuseppe Mangiapane, padre di Davide. Dopo avere fatto degli apprezzamenti ad una ragazza – secondo la ricostruzione dei carabinieri – sarebbe stato avvicinato dal fidanzato e da un suo amico che gli hanno intimato d’andare via dicendo: “Sporco negro, torna a casa tua, non sei degno di stare in mezzo a noi”. Una provocazione alla quale Mangiapane non ha reagito. I presunti aggressori gli avrebbero dunque fatto cadere il cappellino ed è stato pestato a sangue.

Usura, sequestro di beni a imprenditore di Porto Empedocle

Sigilli a appartamenti e locali di Alfonso Zambito, già condannato dopo il blitz “Easy Money”. La sezione Misure di prevenzione del tribunale di Agrigento, su proposta del questore Maurizio Auriemma, ha emesso un provvedimento di sequestro di alcuni immobili, di proprietà o nella disponibilità di Zambito, 45 anni, titolare di un bar e già condannato con sentenza irrevocabile per il reato di usura. La misura è arrivata dopo gli accertamenti patrimoniali effettuati dal personale dell’ufficio Misure di prevenzione patrimoniali della divisione Anticrimine. L’operazione “Easy money”, svolta dalla squadra mobile, portò alla condanna di 8 persone per il reato di usura in concorso.
Le indagini dell’inchiesta erano scaturite dalle dichiarazioni di Paolo Ferrara, già sindaco di Porto Empedocle, che aveva raccontato di un vasto giro di usura, del quale era rimasto vittima assieme ad altre persone, con tassi di interesse variabili tra il 120 per cento e il 394 per cento annuale. Sono stati sequestrati due appartamenti, quattro locali commerciali e un terreno edificabile, tutti a Porto Empedocle. Il valore approssimativo dei beni sequestrati è di circa 500 mila euro.

“Centro scommesse illegale nascosto in un bar”, maxi multa da 80mila euro

I funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Palermo, su richiesta del Comando dei carabinieri di Palma di Montechiaro, hanno scoperto dopo un sopralluogo in una caffetteria del paese, un vero e proprio centro scommesse clandestino, nascosto all’interno del locale.  In una stanza adibita a “centro elaborazioni dati”, – fanno sapere dall’Agenzia delle Dogane – si nascondeva uno spazio con un’offerta di gioco a 360 gradi. Il titolare, un 45enne nato ad Agrigento, ma residente a Palma, è stato denunciato per esercizio abusivo ed organizzazione di pubbliche scommesse sportive oltre che per gioco d’azzardo. Inoltre sono state contestate violazioni amministrative che prevedono l’irrogazione di sanzioni per oltre 80.000 euro, oltre al sequestro di tutte le apparecchiature all’interno del locale, per un valore di circa 2.500 euro.  L’uomo avrebbe esercitato abusivamente senza la licenza rilasciata dalla Questura, attività di scommesse sportive sul sito “Leaderbet.com” tramite l’installazione di 6 computer e, specificatamente, quella sulle corse virtuali dei cani per il tramite con due dispositivi “Racing Dog”. 

Stalking e maltrattamenti in famiglia. Due persone in manette.

Due episodi di stalking e maltrattamenti in famiglia, si sono verificati in provincia nelle ultime ore. A Licata , i carabinieri hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal GIP del Tribunale di Agrigento, associando agli arresti domiciliari un 68 enne del luogo, pensionato, in quanto a seguito di indagini sono emerse nei suoi confronti responsabilità per il reato di atti persecutori nei confronti di una donna 50 enne del luogo, che era stata oggetto di pedinamenti, persino mentre faceva benzina in un distributore di carburanti. L’uomo, inoltre, era già stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla donna. A Santa Margherita di Belice, sempre i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal GIP del Tribunale di Sciacca, associando in carcere un 45 enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine, in quanto a seguito di indagini sono emerse nei suoi confronti responsabilità per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della propria convivente, che aveva subito in più circostanze violenze fisiche da parte dell’uomo.

Degrado ambientale e sanitario.Tuona la Palermo

Via libera in commissione salute e sanità alla rimodulazione della rete ospedaliera targata Ruggero Razza. Nonostante il voto contrario annunciato dai 5 stelle, la rete è passata dalla Commissione con esito positivo anche grazie all’astenzione, sia pure critica, del Pd. “Un ottimo risultato quello raggiunto in sesta commissione, dove abbiamo lavorato con tenacia e determinazione e, soprattutto, ascoltando le istanze provenienti dai territori”, ha detto il presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo.   “Abbiamo espresso  parere favorevole alla rete – ha aggiunto – impegnando il governo a tenere conto dei suggerimenti che erano arrivati dalla commissione in seguito a numerose audizioni di associazioni di pazienti, medici, comunità scientifica e sindaci di vari territori. Un risultato importante perché adesso la rete potrà essere valutata a livello nazionale e perché questo darà stabilità al sistema sanitario siciliano e permetterà lo sblocco dei concorsi. Con la nuova rete ospedaliera, aumentano i posti letto nell’Agrigentino. “Diverse le novità introdotte durante l’esame in commissione per dare risposte concrete alle istanze provenienti dal territorio”, ha detto La Rocca Ruvolo. Complessivamente nell’Asp di Agrigento sono previsti 126 posti letto in più, si passa da 761 a 887. All’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, confermato Dea di primo livello, da 274 posti letti si passa a 313, quindi 39 posti letto in più. Nel presidio di base “Barone Lombardo” di Canicattì aggiunti 26 posti letto: da 92 diventano 118. Al “San Giacomo d’Altopasso” di Licata si passa da 105 a 120. Questa, invece, la situazione negli Ospedali Civili Riuniti di Sciacca che costituiscono Dea di primo livello: al “Giovanni Paolo II” di Sciacca 4 posti letto in più (da 230 a 234); nel presidio ospedaliero “Fratelli Parlapiano” i posti letto passano da 60 a 102. Queste le novità introdotte dall’assessore per la Salute Ruggero Razza a seguito delle osservazioni avanzate dalla sesta commissione dell’Ars: nell’ospedale di Agrigento la lungodegenza diventa Unità operativa complessa , la riabilitazione diventa Unità operativa semplice . Nell’ospedale di Sciacca l’unità coronarica da Unità operativa semplice dipartimentale diventa Unità operativa semplice . Nell’ospedale di Ribera previsto il servizio di Farmacia, in quello di Licata inserita una Unità operativa semplice di Farmacia.

Straniero in manette a Racalmuto per furto aggravato di acqua.

I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno arrestato, ai domiciliari, un cittadino afghano, 35 enne, con l’accusa di furto aggravato d’acqua. Nel corso di una verifica eseguita nel suo domicilio a Racalmuto, i militari dell’Arma hanno accertato che lo straniero aveva manomesso i sigilli precedentemente apposti al suo contatore dell’acqua per morosità, continuando indisturbato ad approvvigionarsi di acqua. Durante le verifiche, lo straniero ha anche reagito con violenza nei confronti dei Carabinieri, che lo hanno arrestato anche per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Raduno di naturisti, segnalati casi di atti osceni in luogo pubblico

Un raduno naturista si è svolto domenica scorsa nella riserva naturale di Torre Salsa in un tratto di spiaggia ormai da tempo frequentato dagli amanti del corpo nudo in bella mostra. Una “giornata di sensibilizzazione” è stata promossa dall’associazione Unione Naturisti Siciliani in collaborazione con la Fenait, Federazione naturista italiana che “promuove la pratica del naturismo-nudismo in Italia come ideale di vita naturale nel rispetto di se stessi degli altri e dell’ambiente”. E mentre c’è chi pratica regolarmente il naturismo in una delle spiagge più belle della Sicilia, c’è chi segnala all’ente gestore della riserva, il Wwf, atti osceni in luogo pubblico in qualche modo legati al nudismo. Fenomeni collaterali da cui hanno sempre preso le distanze i rappresentanti delle varie associazioni naturiste. Della vicenda si starebbero di nuovo occupando, dopo le segnalazioni, anche i carabinieri della stazione di Siculiana, che già anni addietro, con un vero e proprio blitz in spiaggia, denunciarono diversi nudisti, anche se poi l’accusa, così come tante altre in altri luoghi, fu archiviata. 

Ignazio Cutrò, testimone di giustizia denuncia: “Qualcuno, per due volte è riuscito ad intrufolarsi nella mia proprietà”

“Qualcuno, per due volte è riuscito ad intrufolarsi nella mia proprietà approfittando del buio della sera.
Ho denunciato entrambi gli episodi alle autorità, ciò non toglie lo stato di tensione in cui siamo costretti a vivere io e la mia famiglia”.

Così il testimone di giustizia Ignazio Cutrò racconta, in una nota stampa, i due episodi che si sono verificati a pochi giorni di distanza nella sua proprietà di contrada San Leonardo a Bivona.
“Il primo caso – aggiunge Cutró – è accaduto la sera dello scorso 8 luglio, erano circa le ore 21:30 quando insieme a mia moglie e mia figlia, dalla tavernetta di casa, abbiamo sentito dei rumori provenire dalla baracca degli attrezzi.
Come se fossero stati – continua ancora il testimone di giustizia – dei pugni sferrati sulla lamiera. Mi sono così affacciato, ho gridato verso la baracca e ho notato un’ombra allontanarsi”.

L’episodio è stato prontamente segnalato alla stazione Carabinieri di Bivona.

Nel secondo episodio denunciato da Ignazio Cutrò invece, si registra la presenza di alcuni testimoni ospiti della famiglia bivonese, tra loro anche un ex appartenente delle forze dell’ordine in quiescenza.

“La sera del 20 Luglio, erano circa le ore 22:30 – spiega il testimone di giustizia – mentre stavamo cenando insieme a degli amici, dalla tavernetta di casa, abbiamo sentito due fischi provenire dal terreno sottostante, come – scrive ancora Cutrò – se si trattasse di un richiamo tra due persone. Abbiamo immediatamente chiamato la caserma dei Carabinieri e una pattuglia è arrivata dopo una ventina di minuti ma i militari non hanno notato nessuna anomalia”.

Entrambi i casi, oltre ad essere stati denunciati alle forze dell’ordine sono stati anche racchiusi in un esposto che il presidente dell’Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia ha inoltrato al Prefetto di Agrigento e alla Stazione Carabinieri di Bivona.

Ignazio Cutrò, che dopo la revoca della scorta ai familiari ha deciso di rinunciare alla protezione personale, tiene a precisare che non intende ritornare sui propri passi.
“Continueró da uomo libero – dice – a invogliare gli imprenditori onesti a denunciare il racket, così come – aggiunge il testimone di giustizia – sempre da uomo libero, resterò a testa alta nella mia Bivona dove può accadere anche di incrociare in strada lo sguardo dei miei aguzzini, ma se questo accadrà – dichiara ancora Cutrò – io non abbasserò mai gli occhi, l’aver denunciato i miei estorsori, ha cambiato la mia vita e quella della mia famiglia, ma mi rende orgoglioso per essermi ribellato al malaffare fidandomi delle Istituzioni e di avere ottenuto, grazie alla mia testardaggine, alcune normative che oggi sono riferimento per tutti i testimoni di giustizia. Ho voluto rendere noti i due episodi – conclude Cutrò – non per chiedere il ripristino dei servizi di protezione ma per informare l’opinione pubblica dello stato di tensione in cui vive la famiglia Cutrò, la stessa che per le istituzioni non correrebbe più nessun rischio”.

“Morte sospetta” al San Giovanni di Dio, procura procedimento penale

I familiari di una donna di 63 anni di Palma di Montechiaro, morta al San Giovanni di Dio di Agrigento, chiedono chiarezza sulla improvvisa morte di Marianna Bellia. Lunedì scorso era andata all’ospedale perché lamentava dolori all’addome, i medici sono intervenuti per sospetti calcoli renali, ma dal “San Giovanni di Dio” la donna non è più uscita viva. In poco più di un giorno è spirata . I familiari vogliono capire cosa sia successo e si sono affidati allo studio legale 3A. La Procura di Agrigento , attraverso il Pubblico Ministero, Emiliana Busto, ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia sulla salma. I risultati dell’esame autoptico, che sarà effettuato domani , a partire dalle 9, saranno decisivi per stabilire le cause del decesso e se sussistano responsabilità da parte dei sanitari che hanno avuto in cura la donna.

Nascondeva la droga in una pentola della cucina. In manette ambulante licatese.

Nelle ultime ore, dopo vari appostamenti e pedinamenti, i Carabinieri di Licata hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione di un venditore ambulante licatese, trovandolo in possesso di oltre un etto di “Marijuana”. Nel corso della perquisizione dei Carabinieri, è  saltato fuori un involucro con circa 120 grammi di Marijuana nascosto dentro una pentola ed un bilancino di precisione per pesare la droga, che avrebbe poi fruttato alcune centinaia di euro di guadagno. Inoltre, mentre i militari stavano per uscire dall’abitazione, hanno notato qualcosa di anomalo nel contatore della luce. Ed i sospetti si sono rivelati fondati, in quanto è stato accertato anche un allaccio abusivo alla linea elettrica. Sono così scattate le manette ai polsi di Accursio Marco, 26 enne, con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e per furto aggravato di energia elettrica.

Licata. Grave incidente stradale sulla statale 115

Tre persone sono rimaste ferite in un brutto incidente stradale che si è verificato, ieri sera, lungo la strada statale 115, all’altezza dell’incrocio con la via Gela a Licata. Pare che padre, madre e figlia stessero tornando a casa – a Riesi – dopo una giornata trascorsa al mare. La loro auto è rimasta coinvolta in un incidente stradale con un’altra vettura. 

La mamma e la figlia , in un primo momento , erano state portate al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata ma dopo un primo ricovero i medici – appurando le gravi condizioni di entrambe – hanno deciso per il trasferimento, in elisoccorso, in strutture sanitarie meglio attrezzate. La donna è stata trasportata a Catania, la figlia invece a Messina. Il marito, nonché papà, è stato invece trasferito, con un elisoccorso del 118, all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. La prognosi sulla vita sarebbe riservata. Lungo la statale 115 si sono precipitati i carabinieri, la polizia, gli operatori del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento cittadino che hanno estratto dalle lamiere contorte della vettura i feriti.

 

L’incidente sulla statale 115, muore dopo 10 giorni il 41enne ferito

Ha lottato per 10 giorni. Stanotte, all’una circa, il cuore di Nicola Marsala, il quarantunenne di Ribera rimasto coinvolto – lo scorso 20 luglio – nell’incidente lungo la statale 115, all’altezza del viadotto “Canne”, si è fermato. Il viadotto “Canne” si trova fra Siculiana e Montallegro. il quarantunenne, all’ospedale “Sant’Elia”, era stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici. La prognosi sulla sua vita è sempre rimasta riservata. Marsala era al volante della Lancia Y che, per cause ancora al vaglio dei carabinieri della stazione di Siculiana, si è scontrata con una Fiat Cinquecento. Anche le condizioni dei due agrigentini, che erano sulla Fiat Cinquecento, – uno di 68 anni e l’altro di 63 anni – sono risultate essere gravi. Entrambi sono stati subito ricoverati alla Rianimazione dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

Lampedusa: trovata una soluzione per la vertenza netturbini, riprende la raccolta

Si è sbloccata nel pomeriggio di ieri, la vertenza degli operatori ecologici di Lampedusa che da qualche giorno avevano fermato il servizio di raccolta rifiuti sulle isole pelagiche per protesta contro i ritardi nel pagamento dei loro stipendi.

Il vertice in Prefettura, si era inizialmente concluso con un nulla di fatto per la dichiarata impossibilità del Comune, rappresentato dal sindaco Totò Martello di far fronte immediatamente al pagamento delle fatture arretrate alle imprese della Rti che gestisce il servizio e che ammonta a complessivi 800 mila euro. Da Giancarlo Alongi è arrivata la proposta che ha poi sbloccato il tavolo. Agli operai si possono pagare subito 500 euro come anticipo della quattordicesima mentre il sindaco ha spiegato che lunedì avrebbe pagato una delle fatture arretrate alle imprese che si sono a loro volta impegnate a versare uno dei due stipendi arretrati ai netturbini. I netturbini si sono detti disponibili a riprendere il servizio . Per accelerare il ritorno alla normalità in tempi rapidi, le imprese hanno chiesto al Comune di autorizzare servizi straordinari e l’utilizzo di mezzi aggiuntivi.

Agguato al porto di Porto Empedocle: Burgio resta in carcere

James Burgio, il ventiseienne fermato dalla squadra mobile con la duplice accusa di tentato omicidio per la sparatoria di sabato sera al porto, resta in carcere. Tuttavia, secondo il gip Stefano Zammuto che ha emesso l’ordinanza, non si trattò di tentato omicidio perchè “ha sparato un solo colpo in direzione della gamba” all’indirizzo del pescatore trentenne Angelo Marino. Sembrerebbe, inoltre, che Burgio abbia mirato alla stessa parte del corpo quando avrebbe tentato di sparare all’indirizzo dell’armatore ventisettenne rimasto illeso per l’inceppamento dell’arma. L’agguato sarebbe avvenuto per un banale litigio i cui contorni sono ancora da chiarire. Burgio, difeso dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, lunedì mattina, sapendo di essere braccato si è consegnato alla Questura. Per questo il gip non ha convalidato il fermo, disposto dal pm Elenia Manno, ritenendo che non vi potesse essere alcun pericolo di fuga. L’ordinanza cautelare in carcere è stata, comunque, applicata ma il giudice ha escluso che si sia trattato di tentato omicidio ritenendo che, invece, vi siano solo gli indizi del reato di lesioni aggravate oltre a quello di detenzione illegale di arma.

Non hanno fornito chiarimenti sui bilanci 2017, commissari per 29 Comuni.

C’è anche il comune di Agrigento tra i comuni che avrebbero dovuto fornire chiarimenti sull’approvazione del bilancio consuntivo 2017 entro fine aprile scorso e per questo è in arrivo il commissaio ad acta. Sono una trentina i Comuni dell’agrigentino, alcuni ancora alle prese con i consuntivi del 2016 , nei quali arriveranno i commissari per il rendiconto dell’anno scorso.In molti casi, non hanno nemmeno iniziato le procedure per la trattazione dello strumento finanziario. I provvedimenti, che su base regionale riguardano decine di comuni in tutta l’Isola, sono stati firmati dall’assessorato regionale agli Enti locali individuando tutti i municipi che, sebbene ufficialmente intimati, non abbiano provveduto ad inviare alla Regione Siciliana gli atti comprovanti l’adozione dello strumento finanziario. In sintesi: nel lungo elenco realizzato potrebbero rientrare anche Enti che in realtà hanno approvato lo strumento, ma semplicemente non lo hanno comunicato. Per questo i commissari, avranno in una prima fase l’onere di verificare questo specifico aspetto e, solo successivamente, insediarsi.Stando all’elenco dell’Assessorato, i commissari sono stati nominati oltre che per il comune di di Agrigento anche per Bivona, Cammarata, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Cianciana, Comitini, Grotte, Lampedusa e Linosa, Licata, Menfi, Montallegro, Montevago, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Raffadali, Ravanusa, Realmonte, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belice, Santo Stefano Quisquina, Sciacca e Siculiana.

“Intesta casa e yacht a prestanome”, sequesto da 300mila euro

Uno yacht di oltre 21 metri e una villa a Sciacca in contrada Molara. Ammonta complessivamente a 300mila euro il valore dei beni sequestrati dalla guardia di finanza ad un pluripregiudicato saccense denunciato alla Procura per il reato di trasferimento fraudolento di valori. Per sottrarsi all’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali l’uomo si era avvalso di un prestanome a cui aveva intestato i beni il cui acquisto per lui sarebbe stato impossibile da giustificare con le risorse reddituali e patrimoniali ufficialmente dichiarate. Ieri, i militari della guardia di finanza di Sciacca, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno eseguito i due provvedimenti emessi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sciacca con i quali e’ stato disposto il sequestro preventivo. “L’uomo- fanno sapere dalla guardia di finanza- è stato piu’ volte condannato in via definitiva per truffa, estorsione, appropriazione indebita, ricettazione e minaccia”

“Horc” fiuta la droga, arrestato 37enne

A Ribera i carabinieri hanno arrestato un 37enne con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. “Horc”, uno splendido esemplare di pastore tedesco di 8 anni ha fiutato la presenza di sostanza stupefacente. Poco distante dall’abitazione dell’uomo, ben occultata tra le pietre di un muretto a secco, è stata trovata la droga. Horc ha iniziato ad abbaiare e a scavare tra le piante del giardino. Ben tre panetti di hashish, per un totale di 300 grammi di sostanza stupefacente, sono così saltati fuori.

La droga sequestrata, del valore al dettaglio di circa 1500 euro, verrà analizzata per stabilirne la qualità, per poi essere distrutta.

Incidente nell’agrigentino, donna estratta dalle lamiere

Non si conosce ancora la dinamica dell’incidente che ha portato una 45enne di Favara a perdere il controllo della sua auto.

La donna si sarebbe schiantata contro un muretto di una rotatoria nei dintorni di Campobello di Licata. Un impatto molto violento che ha fatto temere il peggio. La casalinga sarebbe rimasta incastrata tra le lamiere all’interno dell’abitacolo della sua utilitaria. Intervenuti i vigili del fuoco che sarebbero riuscita ad estrarla.

La donna, gravemente ferita, sarebbe stata trasportata d’urgenza all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. I Carabinieri avrebbero fatto i rilievi del caso per comprendere la dinamica dell’incidente autonomo.

Arrestato piromane: aveva appicato incendio in contrada Petrusa

Aveva appena appiccato le fiamme a sterpaglie e rifiuti ma è stato beccato dai carabinieri che lo hanno arrestato. E’ un 35enne agrigentino il piromane che non è sfuggito ai carabinieri impegnati, dopo gli incendi nelle aree boschive e rurali che hanno interessato la provincia agrigentina, in pattugliamenti predisposti dal Comando Provinciale. È proprio durante uno di questi servizi dedicati alla prevenzione degli incendi di natura dolosa che una pattuglia del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Agrigento si è imbattuta, lo scorso pomeriggio, nel piromane che aveva appena appiccato le fiamme alle sterpaglie e ai rifiuti abbandonati sul ciglio della statale 122 in Contrada Petrusa. L’ agrigentino, già noto alle forze dell’ordine, alla vista dei militari, ha tentato di guadagnarsi la fuga mettendosi repentinamente alla guida della propria autovettura. Ne è scaturito un rocambolesco inseguimento a sirene spiegate. Dopo alcune abili manovre, Carabinieri del Nucleo Radiomobile lo hanno raggiunto, tagliandogli la strada. Immediato è stato l’arresto e anche la perquisizione. All’interno delle sue tasche, i militari hanno rinvenuto due accendini e una confezione di fiammiferi. In auto, invece, vi era anche materiale infiammabile. I Carabinieri, una volta ammanettato il piromane, sono anche tornati indietro per spegnere le fiamme. L’intervento dei militari ha infatti evitato che l’incendio appena appiccato si propagasse alle campagne circostanti, ricche di vegetazione e, soprattutto, caratterizzate da abitazioni che avrebbero potuto correre non pochi pericoli. Arrestato con l’accusa di “tentato incendio doloso”, il 35enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari. “I servizi antincendio dei Carabinieri di Agrigento- fanno sapere dal comando provinciale- continueranno per tutta l’estate e confidano anche sulle segnalazioni al 112. Chiunque dovesse notare l’atteggiamento sospetto a bordo strada di strani individui è invitato a chiamare i Carabinieri.”

Asp. Ottanta dirigenti medici e cento collaboratori professionali escono dal precariato

Una corposa trance di stabilizzazioni potenzia gli organici dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Ottanta dirigenti medici e cento collaboratori professionali escono dal precariato.Sono stati convocati presso la Cittadella della salute del viale della Vittoria per sottoscrivere il contratto di lavoro a tempo indeterminato e realizzare quello che, a detta di molti, può considerarsi un traguardo storico. Una nuova ondata di stabilizzazioni, deliberata con una serie di provvedimenti dalla Direzione strategica dell’Asp ha reso infatti possibile l’assunzione a tempo indeterminato di ottanta dirigenti medici e ben cento collaboratori professionali di vari profili sanitari che, dopo anni di lavoro scanditi da ripetuti rinnovi di incarichi per periodi circoscritti, escono finalmente dal precariato. Per ciò che riguarda il personale medico, si tratta di 4 oncologi, 6 medici di medicina interna, 4 patologi clinici, 3 urologi, 2 chirurghi vascolari, 2 otorinolaringoiatri, 1 neurologo, 4 pediatri, 2 neonatologi, 2 ortopedici, 8 ginecologi, 7 psichiatri, 2 nefrologi, 2 anestesisti e rianimatori, 8 cardiologi, 2 medici di medicina trasfusionale, 7 di chirurgia d’accettazione ed urgenza, 6 di medicina fisica e riabilitativa, 7 di chirurgia generale, 1 di medicina nucleare. A completare la procedura di reclutamento prevista dal comma 1 dell’articolo 20 del decreto legislativo 75 del 2017, il cosiddetto “decreto Madia”, anche 62 infermieri, 15 tecnici di laboratorio biomedico, 13 farmacisti, 6 ostetriche, 3 tecnici sanitari di radiologia medica ed un tecnico di neurofisiopatologia. La nuova, massiccia assunzione a tempo indeterminato consente di coprire quasi il 50% del fabbisogno triennale 2018-2020 di personale ed è destinata a non fermarsi visto che, nelle prossime settimane, ulteriori stabilizzazioni saranno portate a compimento ai sensi del comma 2 dello stesso articolo di legge. Il restante 50% circa dei posti disponibili verrà attribuito attraverso le procedure di mobilità già deliberate, pubblicate in GURS e in fase di pubblicazione in GURI. Se tutti i posti disponibili non saranno coperti attraverso la mobilità, verranno attivati nuovi concorsi per accesso dall’esterno. Oltre a consentire l’uscita dal precariato del personale interessato, l’iter appena concluso ha sortito l’effetto di evitare gravi criticità presso i reparti ospedalieri dove i sanitari stanno prestando servizio. I vari professionisti avrebbero infatti potuto lasciare le strutture agrigentine per assumere nuovi incarichi presso altre aziende sanitarie dove sono in corso analoghe procedure concorsuali di reclutamento di personale. La direzione aziendale, dopo aver acquisito la disponibilità dei professionisti a continuare a esercitare il proprio mandato presso l’Asp di Agrigento, ha in diversi casi avviato, come previsto dall’Assessorato Regionale della Salute in una recente circolare, un virtuoso esempio di dialogo interistituzionale con le varie aziende. Ciò ha consentito ai sanitari di esercitare il loro diritto di scelta rimanendo nel territorio provinciale e continuando ad assistere i pazienti agrigentini.

In attesa della conclusione delle procedure di stabilizzazione indette ai sensi del comma 2 dell’art. 20 della legge Madia e delle procedure di assunzione attraverso mobilità da altre aziende pubbliche, sono stati indetti bandi per acquisire personale in comando, i cui termini di presentazione delle domande sono già conclusi, che porteranno a breve un ulteriore contributo professionale alla sanità della provincia di Agrigento.

Al teatro Costabianca torna in scena “PIPINO IL BREVE”

Il prossimo 1 agosto, alle 21,00, nell’ambito della rassegna “Maree Mediterranee”, la compagnia teatrale “Centro Cultura Mediterranea”, riproporrà la “favola” del Re di Francia Pipino e della sua regina Berta “la piedona”, le gesta dei paladini di Francia, i tradimenti di Falista di Magonza e del suo cavaliere Marante. Un entusiasmante viaggio nella storia, nel mito e nel folklore di Sicilia.

Per il cast, formato da 30 attori e 8 musicisti, guidati magistralmente da Franco Sodano e Pippo Crapanzano (quest’ultimo nei panni di Pipino), sarà l’occasione per rendere un tributo speciale al padre dell’opera, scomparso recentemente all’età di 81 anni.

Sanzionato e arrestato venditore ambulante.

I carabinieri della stazione di Porto Empedocle hanno arrestato un 48enne, pregiudicato, commerciante.

L’uomo mentre era intento a vendere prodotti ittici senza alcuna autorizzazione lungo via Roma, è stato controllato dai Carabinieri che a causa delle irregolarità rilevate a suo carico, lo hanno sanzionato con multe per oltre 6mila euro.

Le sanzioni hanno mandato in escandecenze il 48enne che si è scagliato contro un militare, spintonandolo e ingiuriandolo.

Immediatamente bloccato, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari.

“Picchia la convivente e il suocero”, i carabinieri arrestano un giovane

Avrebbe picchiato la convivente e il suocero. E’ accaduto, sabato sera, in un’abitazione di contrada Durrueli a Porto Empedocle. I carabinieri della stazione cittadina, che intervenendo tempestivamente hanno evitato il peggio, hanno arrestato l’agrigentino Dario Micalizio. Nelle prossime ore, l’indagato sarà sottoposto all’udienza di convalida.

Brutto scontro sulla 115

Tre persone ferite , uno in maniera grave. È il bilancio del violento incidente stradale avvenuto ieri lungo la statale 115 fra Siculiana e Montallegro. Uno scontro frontale tra due auto, una lancia Lancia Y e una Fiat Cinquecento. L’elisoccorso del 118 ha portato uno dei feriti , un quarantunenne di Ribera, al pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Gli altri due – con le ambulanze – sono stati invece trasferiti all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Il traffico sulla strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula” è stata bloccata per qualche ora . Il quarantunenne giunto all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta è stato sottoposto a tutti i necessari accertamenti medici. E’ in gravi condizioni. Nell’incidente stradale ha riportato un gravissimo trauma toracico, un trauma cranico e la frattura delle gambe. 

“Induce ragazzina a masturbarsi e mandargli le foto su whatsapp”, 21enne patteggia

Un anno di reclusione per l’accusa di avere indotto una ragazzina di dodici anni a praticare autoerotismo e poi fotografarsi e inviargli gli screenshot sullo smartphone. Il diciannovenne Salvatore Galante di Porto Empedocle, imputato di atti sessuali con minorenne, patteggia la pena ed evita un vero e proprio processo. La pena è stata applicata, su richiesta del difensore Davide Casà e con l’accordo del pm Salvatore Vella, dal gup Stefano Zammuto.

Scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica, arrestato un 29enne

Nell’arco di neanche 48 ore sono saliti a tre gli arresti eseguiti, dai carabinieri della stazione di Cattolica Eraclea, per furto aggravato di energia elettrica. L’ultimo, in ordine di tempo, che è finito nei guai è un ventinovenne.  I carabinieri durante un controllo nella sua abitazione hanno trovato un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il giovane, dopo le formalità di rito, è stato posto – su disposizione del sostituto procuratore di turno – ai domiciliari

Fise Assoambiente. L’imprenditore Giancarlo Alongi confermato nel Consiglio direttivo nazionale

L’imprenditore agrigentino Giancarlo Alongi, è stato riconfermato, per il prossimo biennio, componente del Consiglio Direttivo nazionale, nel settore Servizi Rifiuti Urbani di FISE Assoambiente, l’Associazione Imprese Servizi Ambientali.

Alongi, attuale amministratore delegato di Iseda, azienda capofila del raggruppamento temporaneo di imprese del comparto rifiuti, è stato rieletto ieri pomeriggio al termine dell’Assemblea nazionale di Fise Assoambiente in corso a Roma.

Nel corso della stessa assemblea, è stato eletto anche il nuovo presidente nazionale di Fise Assoambiente. Si tratta di Chicco Testa, tra i fondatori di Legambiente nazionale, deputato nazionale dal 1987 al 1994, dirigente industriale e giornalista.

Entra nella casa della sua ex, spacca i mobili e la aggredisce: arrestato.

I carabinieri di Licata hanno arrestato un uomo di nazionalità romena che si era introdotto nell’abitazione della sua ex compagna, assente da casa, spaccando alcuni mobili e mettendo a soqquadro l’abitazione. I forti rumori, provenienti dall’abitazione della donna, hanno allertato, alle tre di notte, i vicini che hanno chiesto l’intervento dei Carabinieri. Quando la pattuglia è arrivata sul posto, il 36enne si trovava ancora all’interno della casa e, oltre a rifiutarsi di dare le proprie generalità ai militari intervenuti, vedendo rincasare anche la ex compagna, ha indirizzato nei suoi confronti minacce di morte tentando di colpirla. I militari lo hanno subito immobilizzato ammanettandolo e conducendolo alla compagnia carabinieri di Licata. L’uomo è stato accompagnato al carcere di Agrigento.

L’incidente stradale di Lampedusa: non ce l’ha fatta l’odontotecnico di Latina

Non ce l’ha fatta Stefano Ciocca, 51 anni, di Latina, rimasto coinvolto in un incidente stradale avvenuto l’otto luglio mentre era in vacanza a Lampedusa. L’uomo, odontotecnico, è deceduto dopo quasi 10 giorni dall’incidente mentre era ricoverato all’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove era stato trasferito. Era alla guida della sua moto quando si è scontrato con un’utilitaria condotta da un giovane di Palermo. L’automobilista è rimasto illeso mentre ad avere la peggio è stato proprio il centauro che nell’impatto è rimasto gravemente ferito. Dopo l’incidente Stefano Ciocca è stato soccorso da un’eliambulanza e trasferito all’ospedale “Villa Sofia” di Palermo dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Con il passare dei giorni le sue condizioni si sono aggravate e l’uomo è deceduto nella giornata di ieri.

All’opera con un escavatore per farsi il posto barca. Denunciato dai Carabinieri.

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Prime ore del mattino, spiaggia deserta ed un uomo, originario di Palma di Montechiaro, alle prese con un escavatore.  Questa è la scena che i Carabinieri della Stazione di Licata e del Nucleo Radiomobile si sono trovati davanti nella mattina di ieri in contrada Torre di Gaffe. Increduli di fronte all’attività di “sbancamento” della spiaggia, messa in atto dal palmese, i militari hanno presto realizzato che questo stava dragando il fondo per realizzare un comodo posto barca in vista della stagione estiva. L’uomo, con le sue attività, ha danneggiato un breve tratto di spiaggia depositando fanghi ed altri materiali che oltre a deturpare le bellezze paesaggistiche della zona hanno creato un serio rischio di inquinamento ambientale. L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per esecuzione di opere in assenza di autorizzazione, distruzione o deturpamento di bellezze naturali e per inquinamento ambientale.

“5 ore per la vita”

Tutto pronto per il Rally dei Templi 2018, organizzato dall’automobil clun di Agrigento,  in programma il prossimo week-end.  Ieri, un’anteprima all’Autodromo Valle dei Templicon la manifestazione ” 5 ORE IN PISTA PER LA VITA ” riservata alle persone diversamente abili e con svantaggi sociali, che hanno avuto la possibilità di scendere in pista gratuitamente su auto da competizione condotte dai piloti dell’agrigentino e non solo. Ospite d’onore il Pluri Campione Mondiale Miki Biasion.
Una giornata di gioia  per ricordare che lo sport supera ogni barriera.
Nel pomeriggio un corso sulla Sicurezza Stradale con la partecipazione dei Componenti del Consorzio Autoscuole della Provincia di Agrigento ( C.A.P.A) la partecipazione dei Componenti del Consiglio Direttivo dell’ Automobile Club Agrigento e l’intervento di Miki Biasion.

Vandali scatenati tentano d’appiccare un incendio nella villa: messi in fuga

Hanno tentato d’appiccare un incendio alle piante sistemate nell’area dei giochi per bambini della villa comunale di viale Della Vittoria di Canicattì. E lo hanno utilizzando un contenitore di plastica. Mancavano 4 minuti all’una quando alla centrale operativa dei vigili del fuoco è arrivata la richiesta di intervento. 

I pompieri del distaccamento cittadino si sono immediatamente precipitati e sono rimasti, nella villa comunale, fino all’una e venti. Pare che a evitare il peggio siano stati però un paio di canicattinesi. Due uomini che hanno visto qualcosa di strano all’interno della villa e non hanno esitato ad entrare. Due ragazzini, vistisi scoperti, sono immediatamente fuggiti ed hanno abbandonato il contenitore di plastica che doveva servire come innesco. 

Viabilità provinciale su Favara: progetti esecutivi già finanziati, gare d’appalto da fissare dopo l’approvazione del bilancio.

In seguito a notizie di stampa riguardanti le condizioni delle strade provinciali che conducono da Agrigento a Favara, il Libero Consorzio precisa che “i tecnici del Settore Infrastrutture Stradali sono a conoscenza delle difficoltà che gli automobilisti incontrano quotidianamente a causa delle condizioni non ottimali. Per questo motivo sono stati progettati vari interventi con due progetti. Il primo riguarda i lavori di eliminazione delle frane sulle strade n.3-B Favara.-Crocca, n. 80 Baiata-Favara e n. 7 Esa-Chimento, importo di 350mila euro. Il secondo è relativo ai i lavori di manutenzione straordinaria lungo la provinciale 80 e la 3A Bivio Caldare-Favara, importo di 896mila 892. Per poter fissare le gare d’appalto – spiegano da libero consorzio- è necessaria l’approvazione del bilancio di previsione 2018 del Libero Consorzio, la cui sorte è legata ad un maggior trasferimento di risorse dalla Regione ai Liberi Consorzi. Si correil serio rischio che questi finanziamenti possano andare perduti se dal Governo Regionale non arriveranno ulteriori risorse e, di conseguenza, il Libero Consorzio non sarà in condizione di approvare il bilancio 2018.”

Evaso e irreperibile: rocambolesco arresto dei Carabinieri in un bosco.

Evade dai domiciliari e si rende irreperibile. Rocambolesco arresto dei carabinieri in un bosco, nei pressi di Ravanusa. Irreperibile da circa un mese, un 48enne, era evaso dagli arresti domiciliari facendo perdere le proprie tracce. Prolungate indagini svolte dai carabinieri della Stazione di Ravanusa e della Compagnia di Licata hanno consentito ai militari di restringere il cerchio delle ricerche su un area del bosco in contrada “Monte Saraceno – Stornello” e in particolare di localizzare il covo utilizzato come nascondiglio dall’evaso. Il 48enne si era rifugiato in una baracca all’interno del bosco. Una volta immobilizzato, è stato condotto in caserma dove oltre ad essere arrestato in flagranza per il reato di evasione gli è stata notificata un’ordinanza emessa dal tribunale di Agrigento con la quale si è aggravata la misura cautelare. L’uomo è stato rinchiuso al carcere di Agrigento.

Taglio dei vitalizi degli ex-parlamentari, intervento di Michele Sodano

“Abbiamo realizzato una promessa portata avanti durante tutta la campagna elettorale: il taglio dei vitalizi degli ex-parlamentari; un privilegio aristocratico, incompatibile con il cambiamento chiesto a gran voce da tutti noi, un passo importantissimo nella direzione della riduzione dei costi della politica.”. Sono parole del deputato nazionale del movimento 5 stelle, l’agrigentino Michele Sodano. “Adesso – continua- gli assegni d’oro degli ex deputati maturati versando pochissimi contributi, e a volte senza aver mai messo piede alla Camera, sono stati aboliti per sempre.  Anche se nessuna prima pagina dei principali quotidiani italiani porta questa notizia dalla rilevanza storica, da oggi è più chiaro a ognuno di noi che in un Paese veramente democratico possono esserci solo diritti uguali per tutti, non posizioni di vantaggio a favore di alcune figure.”

SEAP Aragona: altro colpo di mercato, arriva la centrale Ambra Composto

La società SEAP Pallavolo Aragona ufficializza l’ingaggio della forte centrale palermitana, Ambra Composto, 29 anni, proveniente dal Volley Palermo di serie B2.

Si tratta di un’atleta di grande esperienza e di indiscusso valore, che il presidente Nino Di Giacomo è riuscita a strappare alla concorrenza di tanti club, anche di categoria superiore.

Curriculum di tutto rispetto per Ambra Composto con un passato anche in serie B2 e B1 con la squadra agrigentina dell’Akragas Volley.

Omicidio Pinau a Naro. Convalidati gli arresti

Sono stati convalidati gli arresti dei romeni, accusati dell’omicidio del bracciante agricolo Pinau Costantin, assassinato domenica scorsa nel quartiere Sant’Erasmo a Naro. IL gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha confermato il carcere per il principale sospettato del delitto, Vasile Lupascu di 44 anni. Lasciano la casa circondariale invece la moglie Anisoara di 39 anni e il figlio Valdut di 19 anni, ad entrambi sono stati concessi i domiciliari e sono stati applicati i braccialetti elettronici di sorveglianza.

Le indagini, mirano ancora a capire il movente di un delitto che sembra a tutti gli effetti un regolamento di conti tra due nuclei familiari rivali.

L’omicidio come ricorderete avvenne intorno alle ore 06:00 di domenica 8 luglio in via Donnaligara .

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima e sua moglie, stavano rientrando a casa dopo aver festeggiato un battesimo, ad attenderli però c’erano i tre membri della famiglia Lupascu, ne scaturì subito una violenta lite nel corso del quale, Pinau Costantin venne violentemente colpito alla testa con una pesante spranga. A causa delle gravi ferite riportate, l’uomo è deceduto poche ore dopo all’Ospedale di Canicattì dove era stato trasportato.

Quasi in simultanea con l’ora del decesso del 37enne, i Carabinieri fermarono nei pressi dell’Ospedale di Caltanissetta, Vasile Lupascu e il figlio Vlad che furono poi portati in caserma a Naro dove furono interrogati per diverse ore prima di essere trasferiti in carcere.

Ruba un cellullare e chiede denaro per la restituzione, arrestato 18enne

I poliziotti del commissario di Canicattì, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno arrestato , ai domiciliari, Simone Gennaro. Il 18enne , già sottoposto a misura cautelare per altri fatti, ieri pomeriggio è stato colto nella flagranza del reato di tentata estorsione e ricettazione. Il giovane canicattinese avrebbe rubato il cellulare ad una donna ed è stato sorpreso da personale della sezione volanti mentre tentava di farsi consegnare del denaro al fine della restituzione. I poliziotti hanno anche rinvenuto, nei pressi del luogo dell’arresto, un tablet in uso al piccolo figlio della donna. Il cellulare, nonostante diverse perquisizioni domiciliari e ricerche non è stato al momento rinvenuto.

Aveva 20 grammi di hashish, nei guai canicattinese

Personale della sezione volanti del Commissariato di Canicattì, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli , nel centro cittadino ha fermato un giovane rumeno, residente a Canicattì, in atteggiamento sospetto . Addosso al giovane di 31 anni sono stati rinvenuti due involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di quasi 20 grammi.

 

 

Tentavano di realizzare un by-pass nella condotta idrica: 5 arresti

Avevano pensato bene di ammortizzare i costi d’irrigazione, realizzando un by-pass nella condotta idrica dell’acqua pubblica.

Cinque persone sarebbero state colte sul fatto dai Carabinieri della compagnia di Licata mentre erano appunto intenti a sotterrare il tubo che avrebbe condotto l’acqua in una vasca di raccolta da cui prelevare il prezioso liquido per irrigare i campi siti nei pressi della strada statale 115

 

42enne empedoclino trovato morto all’interno della sua abitazione.

Un 42enne empedoclino è stato trovato senza vita all’interno della sua abitazione. Si tratta di Ivan Nuara, noto alle Forze dell’Ordine poiché con precedenti penali.

A riportare la notizia il quotidiano “La Sicilia”. Un vero e proprio “giallo”, almeno per il momento, la morte del 42enne sulla quale ora stanno indagando i militari dell’Arma dei Carabinieri.

Il corpo sarebbe stato trovato da un amico del giovane. Massimo riserbo al momento da parte degli investigatori

 

Viabilità e Scuole: ecco il Piano delle Opere Pubbliche del Libero Consorzio.

Non solo interventi massicci sulla viabilità interna ma anche sulla manutenzione straordinaria e sulla sicurezza degli istituti scolastici. Un Piano di Opere Pubbliche arrivato grazie alla mai cessata attività progettuale del Libero Consorzio Comunale, nonostante la gravissima situazione finanziaria dovuta ai mancati o insufficienti trasferimenti da Stato e Regione che di fatto hanno rallentato, se non addirittura bloccato, gli interventi sul territorio. Il Piano è stato presentato questa mattina nel corso di un’affollata conferenza stampa dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio dr. Girolamo Alberto Di Pisa, ed illustrato con l’ausilio di slides dai funzionari tecnici responsabili dei Settori Infrastrutture Stradali ed Edilizia Scolastica. Alla conferenza sono intervenuti anche il Segretario Generale del Libero Consorzio dott.ssa Caterina Moricca, Sindaci e Tecnici dei Comuni, gli Ordini Professionali, la Protezione Civile Regionale e le Associazioni di Categoria.
    “Sulla Viabilità interna- ha detto Di Pisa- il lavoro instancabile dei tecnici del Settore Infrastrutture Stradali ha permesso di accedere ai finanziamenti indispensabili per migliorare la transitabilità delle strade, secondo un elenco di priorità varato già qualche anno addietro, diverse strade provinciali che rappresentano importanti, se non esclusive, vie di comunicazione tra i paesi dell’entroterra”. Le linee di finanziamento di questi progetti esecutivi redatti dai nostri tecnici sono state:
1. la delibera di Giunta Regionale n. 64/2015, che ha riprogrammato le risorse ex FAS 2000/2006 destinate a strade interne di rilevante importanza ma con evidenti criticità tali da non consentire il normale transito dei veicoli e quindi non in grado di assicurare i collegamenti con i servizi primari (scuole, attività lavorative, ospedali, ecc.). Sette progetti per quasi sei milioni di euro, con cinque gare d’appalto già ultimate, contratti firmati o in corso di stipula, mentre due progetti sono stati oggetto di recenti decreti di finanziamento.
2. Il Patto per il Sud, che ha finanziato lavori di manutenzione straordinaria di sei grandi comparti stradali per 19.857.000 euro, gare che sono in attesa di essere espletate all’UREGA (secondo la vigente normativa in materia di appalti)
3. I Fondi della Protezione Civile Regionale, che finanziano quattro progetti
4. la Delibera CIPE-Programma Operativo Complementare, con un importante progetto che interessa la SP n. 17-B Raffadali-Siculiana (6.500.000 euro) in attesa di decreto di finanziamento
5. La Delibera di Giunta Regionale n. 87/2017, che ha ammesso a finanziamento dieci progetti esecutivi riguardanti altrettante strade per oltre 9 milioni di euro. Si tratta di interventi già contenuti nella delibera 64/2015 per i quali erano mancati i fondi. In questi casi, si è in attesa dei decreti di finanziamento.
    “Efficace ed articolato – ha continuato Di Pisa- anche il lavoro dei tecnici del Settore Edilizia Scolastica, con progetti sul miglioramento della sicurezza negli istituti di competenza del Libero Consorzio finanziati grazie all’Utilizzo degli spazi finanziari MEF per l’Edilizia Scolastica (interventi inseriti nella riprogrammazione dei Fondi MIUR con Decreto Ministeriale 607/2017), per oltre 2.500.000 euro di finanziamenti che hanno interessato quattro istituti scolastici (gare aggiudicate o in corso di aggiudicazione). Con lo stesso decreto sono stati finanziati altri due importanti interventi, rispettivamente di completamento del Liceo “Fermi” di Sciacca e di costruzione dell’ITC di Campobello di Licata, per oltre 9.500.000 euro, i cui bandi di gara sono stati pubblicati.
    Sono stati richiesti inoltre 287.729 euro per l’esecuzione di indagini diagnostiche e le verifiche tecniche per la valutazione del rischio sismico in otto istituti (graduatoria del 19 giugno 2018, contributi a regia regionale)”.
    Sono state presentate, inoltre, le candidature per l’accesso ai finanziamenti per le verifiche di vulnerabilità sismica e progettazione di eventuali interventi di adeguamento, 29 progetti per un importo di 7.591.000 euro (Registro ufficiale MIUR 00080008 del 28/03/2018, il cui termine per la candidatura è scaduto lo scorso 5 giugno).
    Infine, sono state presentate anche le candidature per accedere ai finanziamenti per la messa a norma, secondo (Legge 128/2013, DDG 1448/ISTR del 20/04/2018 dell’Assessorato regionale dell’Istruzione) per interventi di adeguamento antisismico, impiantistico e funzionale e adeguamenti strutturali, per un importo richiesto di oltre 39.000.000 euro (termine scaduto lo scorso 2 luglio).

Fiamme nell’Agrigentino: coinvolto anche un centro demolizioni

Fiamme nell’Agrigentino. L’allarme è scattato intorno alle 14 di ieri, a bruciare è stata parte della contrada Pioppo, a Favara. Il rogo ha coinvolto anche un centro di auto demolizione della zona.

Sul posto hanno agito due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento. I pompieri hanno, senza non poche difficoltà,  hanno spento l’incendio. Una colonna di fumo nero si è alzata nei cieli di contrada Pioppo, super lavoro dei vigili del fuoco che hanno cercato di limitare i danni.

Costrinse la cognata a fare sesso: il processo il 2 ottobre

Bisognerà attendere il prossimo 2 ottobre, data in cui verrà avviato il processo che vede imputati una donna, suo cognato, suo marito ed il suocero.

Una torbida storia che arriva da Favara. La donna sarebbe stata costretta dal cognato ad avere un rapporto sessuale. Denunciata la violenza per la favarese ne arriva un’altra di violenza, quella psicologica esercitata dal suocero e dal marito di lei, nonché fratello del presunto violentatore.

I “protagonisti” di questa vicenda saranno imputati nel processo che si aprirà il prossimo autunno. La donna si costituirà parte civile

Seap Pallavolo Aragona: ingaggiata la palleggiatrice Sara Gabriele

La società SEAP Pallavolo Aragona, prossima a disputare il campionato nazionale di Serie B2, comunica di aver perfezionato l’ingaggio della palleggiatrice marsalese Sara Gabriele, classe 1993, proveniente dall’Holimpia Siracusa di B2.

Si tratta di una giocatrice di buon livello, molto ambita nel territorio siciliano, che nel recente passato ha giocato anche con la Pvt Modica in B2.

Sassaiola tra giovanissimi, colpito e ferito un giornalista: l’uomo è fuori pericolo

Doveva essere una normale passeggiata, ma per un licatese si è trasformata in una esperienza da dimenticare. Protagonista di un increscioso episodio è stato il licatese Pino Santamaria. Il giornalista è stato colpito da una pietra lanciata da un giovanissimo, che, sostenuto da altri ragazzini, ha messo in atto una vera sassaiola contro un gruppo di minori.Secondo quanto riferisce l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, l’uomo sarebbe stato colpito accidentalmente. Per lui sono scattati subito i soccorsi, il licatese è stato trasportato in ambulanza all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso”. Il fatto è accaduto al porto turistico di Licata. Santamaria è stato dimesso con una prognosi di quattro giorni. “È una vergogna – ha detto Santamaria -. Sono stato colpito alla testa da una pietrata, al porto turistico, mentre due bande di ragazzini si fronteggiavano a colpi di massi. C’erano tanti turisti in quel momento e tanti bambini e se quella pietra mi avesse colpito in pieno?” L’episodio è stato segnalato ai carabinieri di Licata.

L’ultimo saluto a Marco Ferrera

Grande commozione ieri pomeriggio per l’ultimo saluto a Marco Ferrera, il 37enne tragicamente morto in un incidente stradale avvenuto all’alba di domenica scorsa lungo la via Luca Crescente, ad Agrigento, nel giorno del suo compleanno.

Centinaia di persone presenti alla Chiesa Madre di Porto Empedocle che non sono volute mancare ai funerali celebrati dall’arciprete don Leo Argento.

Familiari, amici, conoscenti, ex compagni di squadra chiusi nel dolore di una tragica perdita che ha scosso le anime dell’intera comunità agrigentina. Marco era infatti un ragazzo conosciuto e stimato per le sue doti umani. Un ricordo manifestato dal Sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina che ha alla fine della Santa Messa ha parlato del forte amore del “capitano” per la sua città e per le sue tradizioni cattoliche essendo devoto portatore di San Calogero

Scovate migliaia di confenzioni contraffatte di fondotinta Deborah

Scovate migliaia di confenzioni contraffatte di fondotinta Deborah in un tir sbarcato a Palermo e diretto nell’Agrigentino. I finanzieri del Gruppo di Palermo hanno sequestrato 6mila cofanetti di prodotti cosmetici al porto nel corso di un servizio di contrasto al contrabbando e ai traffici illeciti. A insospettire gli investigatori durante il controllo è stato il documento di trasporto esibito dall’autotrasportatore, che indicava come mittente e destinatario due distinte persone fisiche senza alcuna indicazione di partita Iva.

Gli approfondimenti eseguiti dalle fiamme gialle hanno permesso di scoprire l’esistenza di un canale commerciale di cosmetici contraffatti tra Bergamo e Canicattì, nell’Agrigentino.

Sorpresi di notte con le mani nel sacco: due incensurati in manette per furto aggravato.

Pensavano di passare inosservati, sfruttando l’oscurità ed invece sono stati acciuffati nottetempo dai Carabinieri della Stazione di Aragona,  nella zona industriale di contrada San Benedetto. In particolare, i militari, durante un servizio di pattuglia, hanno notato strani movimenti all’interno del piazzale di una ditta attualmente sottoposta a sequestro fallimentare ed hanno deciso di effettuare un accurato sopralluogo. Addentratisi nella struttura, i Carabinieri hanno subito scovato i due soggetti mentre erano intenti a caricare su due autovetture 3 serbatoi in polietilene da 200 litri ciascuno e 15 fioriere di vari forme e dimensioni. Una volta circondati e bloccati, sono subito scattate le manette ai polsi di un 39 enne di Porto Empedocle e un 37 enne di Aragona, entrambi incensurati.

I due soggetti, con l’accusa di “furto aggravato in concorso”, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati dapprima ristretti agli arresti domiciliari e dopo la convalida dell’arresto sono stati rimessi in libertà. 

Cammarata (AG). I NAS chiudono i locali del 118 risultati non idonei

Locali non idonei a proseguire le attività sanitarie, questa in sintesi è stata la motivazione che ha indotto i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità ha diposorre la chiusura della postazione 118 di Cammarata.

Il sopralluogo dei militari dunque ha fatto emergere le criticità che la segreteria aziendale della Confederazione Italiana Medici Ospedalieri aveva già segnalato sia all’ASP di Agrigento sia all’assessorato regionale alla Sanità.

Si è arrivati alla chiusura e allo sgombero della postazione del 118 di Cammarata con gli operatori, addetti al servizio, che hanno trascorso la notte in auto – dichiara in una nota la CIMO- senza che l’azienda si sia premurata di trovare una soluzione alternativa . A nessuno, né in azienda né in assessorato – aggiunge la Confederazione dei Medici Ospedalieri – sembrano interessare i problemi legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro, ma la scomoda e battagliera segreteria aziendale Cimo ha continuato a denunciare queste situazioni ai limiti della decenza e del decoro dei lavoratori. Si è preferito – scrivono ancora dalla stessa segreteria – aspettare l’intervento dei Nas e la chiusura dei locali assegnati al 118, con conseguente multa da pagare e correlato procedimento penale. Speriamo – si legge ancora nella nota – almeno che adesso qualcosa di concreto venga fatto, senza dover attendere le calende greche e senza che gli operatori del 118 continuino a trascorre le notti di guardia per strada in perfetto stile terremotati”.

Sull’argoimento interviene anche la segreteria provinciale dell’Unionio Sindacale di Base che, nel rimarcare i disagi evidenziati dalla CIMO si complimenta anche con NAS e Magistratura per l’operazione eseguita.

“Trovati mentre confezionavano dosi di droga”, arrestati tre giovani

Stavano confezionando dosi di hashish. Tre uomini di origine nigeriana di 19, 21 e 24 anni sono stati arrestati dai Carabinieri della stazione di Santa Elisabetta, coordinata dal comando compagnia di Canicattì.

I militari dell’Arma, entrati in azione, hanno trovato circa 37 dosi di sostanza stupefacente del peso di poco meno di 50 grammi. I tre, sono stati posti agli arresti e rinchiusi al carcere “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. L’ipotesi di reato contestata è detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Tentativo di incendio in un chiosco

Danneggiata una parete esterna di un chiosco lungo la spiaggia fra Porto Empedocle e Realmonte. 

Ignoti avrebbero infatti tentato di appiccare un incendio nella notte fra giovedì e venerdì. Ad accorgersi del fatto gli stessi proprietari del locale che hanno annunciato di presentare denuncia alle Forze dell’Ordine. Le fiamme, fortunatamente, non si sarebbero facilmente propagate all’interno dei locali grazie alle recenti piogge che hanno limitato i danni.

Acciuffati 3 truffatori. Denunciati altri tre tra Sciacca e Caltabellotta

E’ stato un giovedì abbanstanza “animato” quello trascorso a Ribera. Durante il mercato settimanale una donna, ha rivisto, tra la folla degli acquirenti, i tre finti esperti di pietre preziose che l’avevano truffata qualche settimana prima. Senza pensarci due volte ha preso il telefono e composto il 112. Dopo aver individuato i tre soggetti, i militari si sono avvicinati e i tre avrebbero tentato una repentinafuga. Dopo un breve inseguimento a piedi sono stati bloccati ed identificati dai militari. Si tratta di palermitani con precedenti per truffa, denunciati per truffa aggravata e continuata in concorso. Perquisiti, sono stati trovati in possesso di alcuni gioielli falsi, di svariate banconote da 500 euro anch’esse fasulle e di una lente di ingrandimento.
L’operazione rientra in una serie di servizi preventivi disposti dal comando provinciale di Agrigento proprio per frenare il fenomeno delle truffe di vario genere di cui fanno le spese maggiormente le fasce più deboli, anziani soprattutto. Tra le truffe più gettonate proprio quella delle false pietre preziose in cui i truffatori, di solito in tre, con diversi ruoli ben definiti riescono a convincere la vittima della genuinità e l’autenticità del gioiello. Anche a Sciacca e Caltabellotta, i carabinieri , hanno denunciato altre 3 persone per truffa. Nel primo caso la truffa consisteva in un finto incidente, la cosidetta “truffa dello specchietto”. A Caltabellotta , invece, i militari hanno denunciato 2 persone di origine campana, per aver indotto la vittima a pagare una somma di denaro per delle polizze assicurative riconducibili a compagnie inesistenti.
la compagnia carabinieri di sciacca invita, a prestare particolare attenzione al fenomeno delle truffe e, chiamare, il 112.

Tragedia delle Maccalube, il giudice: “Non ci fu vigilanza e quella riserva andava chiusa”

“Non ci fu vigilanza, quella riserva andava chiusa”. E’ questa una delle motivazioni della sentenza per la morte dei fratelli Mulone ad Aragona. Sotto accusa la mancanza di una recinzione idonea. Le motivazioni del giudice Giancarlo Caruso del tribunale di Agrigento sono scritte dentro ad una sentenza a chiare lettere. Il fatto risale al settembre del 2014, quando i due fratellini Carmelo e Laura Mulone furono inghiottiti dal fango della riserva delle Maccalube. I piccoli furono travolti dall’esplosione di un vulcanello della riserva aragonese. Nel gennaio scorso il giudice condanno in primo grado Domenico Fontana e Daniele Gucciardo, rispettivamente presidente di Legambiente Sicilia e operatore della Riserva. Fu assolto invece Francesco Gendusa, funzionario della Regione. “L’esistenza di una barriera, ancorché precaria – sottolinea il giudice Caruso –  in grado di frapporre una distanza minima dalla sede dell’esplosione, avrebbe potuto esercitare un’incidenza rilevante, quantomeno in termini di mitigazione del rischio, sugli eventi verificatisi il 27 settembre 2014. “

Sale gioco, stangata a Campobello di Licata

Raffica di controlli disposti dal comando provinciale di Agrigento alle sale gioco di Campobello di Licata. 3 su 5 sono risultate irregolari. 10 i videopoker trovati totalmente clandestini, poiché del tutto invisibili all’Erario. I controlli sono scattati a seguito dei ripetuti servizi di osservazione dei militari che avevano registrato nei giorni precedenti un via vai di giovani diretti a giocare alle macchinette. Nel mirino dei Carabinieri, questa volta, sono finiti ben cinque esercizi commerciali di Campobello di Licata ed il dato che desta preoccupazione è che tra questi, ben tre sono risultati non in regola con la legge. Ben dieci video poker infatti risultavano completamente scollegati dal sistema nazionale dei Monopoli di Stato. Pertanto tutto il guadagno in contanti finiva nelle tasche dei gestori, senza dare luogo al previsto versamento delle tasse. Sono state rilevate, i violazioni per mancanza di qualsiasi autorizzazione all’istallazione delle slot machines. I controlli di ieri rientrano in un più ampio piano di monitoraggio del fenomeno disposto dal Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento, volto al contrasto dei fenomeni illeciti in materia di gioco. L’ attività va anche a tutela dei fruitori, molto spesso giovanissimi, che come è noto alle cronache, spesso cadono nella trappola del gioco. Soprattutto quando il miraggio di una maggiore vincita, leggendariamente erogata dalle macchinette “fuorilegge”, spinge le vittime ad un maggiore azzardo nel gioco. A conclusione delle operazioni, i militari dell’Arma hanno sequestrato dieci slot machines e dispositivi con connessione telematica per il gioco online ed elevato sanzioni amministrative ai danni dei titolari degli esercizi commerciali per un ammontare di quasi 100.000 euro.

Agguato Palma, continuano le indagini

continuano le indagini da parte degli agenti della Polizia di Stato dopo l’agguato avvenuto nella tarda serata di martedì a Palma di Montechiato in via Salvatore Quasimodo che ha portato al ferimento di un venticinquenne.

Un fatto che, quasi sicuramente, sembrerebbe essere legato al ritrovamento di un’auto – una Fiat Panda – crivellata di colpi di pistola calibro 7,65. Dalla segnalazione dell’auto, sarebbe arrivata dopo la notizia che informava la Polizia del giovane venticinquenne arrivato all’Ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata poiché ferito da un’arma da fuoco. Un colpo sparato da una pistola calibro 45 che lo avrebbe centrato all’addome.

Intanto sarebbero almeno due le persone che sono state sottoposte all’esame dello “Stub”, il tampone che permetterà di evidenziare eventuali tracce di polvere da sparo. Esiti che arriveranno nei prossimi giorni dopo i rilievi effettuati dalla Polizia Scientifica, per incasellare tutti gli elementi e dare così un quadro a cosa sia realmente accaduto nella serata di martedì scorso.

A coordinare le indagini il sostituto procuratore Alessandra Russo.

“Provocò la morte dell’amico ma non guidava drogato”, chiesta condanna a 2 anni

Due anni di reclusione per omicidio stradale e lesioni personali colpose ma non c’è la prova che l’automobilista guidasse drogato, “perché andavano fatti ulteriori accertamenti”. Il pubblico ministero Antonella Pandolfi esclude un’aggravante che, nel caso in cui, invece, dovesse essere riconosciuta, potrebbe portare a una condanna fino a dieci anni di carcere. Il processo, in corso con rito abbreviato davanti al gup Alessandra Vella, è quello per la morte del ventitreenne di Raffadali Salvatore Lombardo.

Secondo la Procura, il ragazzino morì per colpa dell’amico, Alfonso Amodeo, 25 anni, di Raffadali. Il pm Silvia Baldi, trasferita nei mesi scorsi, aveva chiesto il rinvio a giudizio contestandogli l’aggravante di avere guidato la Fiat Punto, a bordo della quale si trovavano insieme a un terzo ragazzo, in stato di alterazione dovuto all’assunzione di droghe leggere.

Tentato omicidio a Palma di Montechiaro. Ferito gravemente un giovane del luogo

Si torna a sparare in Provincia di Agrigento e con esattezza a Palma di Montechiaro dove nella serata di ieri, otto colpi di pistola sono stati indirizzati a un giovane di 25 anni del luogo, Leandro Onolfo.

Degli otto colpi uno solo è andato a segno, colpendolo all’addome. Traferito d’urgenza all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, è attualemnte ricoverato nel reparto di terapia intesiva del San Giovanni di Dio di Agrigento, le sue condizioni sarebbero gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.

Le indagini, a cura degli agenti del locale commissariato di Polizia e della Squadra Mobile di Agrigento, mirano a fare chiarezza intanto sul movente dell’agguato. Chi è perché ha sparato contro un pedone in via Salvatore Quiasimodo, zona ovest del centro agrigentino; si è trattato di un avvertimento? O più semplicemente chi ha puntato l’arma non aveva dimistichezza con la stessa? Non è ancora chiaro se a sparare sia stata una sola arma e persona o se si sia trattato di un commando armato. I bossoli sono stati recuperati e inviati alla scientifica per i rilievi di rito.

Intanto gli inquirenti, scavano sulla vita privata del giovane, nessuna pista è al momento esclusa e sul tentato omicidio vige il massimo riserbo.

Sarebbe rimasto vittima delle fiamme: morto anziano

Trovato morto un anziano nella campagne di contrada Ramalia, a Favara. L’ottantenne, secondo quella che al momento è solo un’ipotesi, sarebbe rimasto vittima delle fiamme che lo avrebbero avvolto dopo un possibile ed improvviso malore.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo sarebbe andato a ripulire dalle sterpaglie l’appezzamento di terreno con alcuni fuochi controllati. Un malore improvviso però avrebbe complicato le cose e le fiamme lo avrebbero avvolto.

A lanciare l’allarme i familiari, preoccupati dal mancato rientro dell’uomo. Sul posto sono giunti gli operatori del 118 e i militari dell’Arma dei Carabinieri.

 

Tenta violenza sessuale in spiaggia: arrestato

Si è finto poliziotto, impugnando una torcia sulla spiaggia di Sciacca e avvicinando due ragazze di 18 e 19 anni. “Polizia, polizia”, ha urlato l’uomo e le due amiche sulla spiaggia hanno pensato a un controllo di routine. L’uomo davanti a loro, invece, si è abbassato i pantaloni e ha cercato di baciare una delle due. L’altra ha cercato di liberare l’amica dalle grinfie dell’aggressore.
Le urla e il tentativo di liberarsi hanno infastidito l’uomo che, prima di andare via, ha sferrato un calcio al mento di una delle due ragazze. Nonostante le richieste di aiuto da parte delle due, vista l’ora, in quel momento, nessuno si è accorto di quanto stava accadendoDopo la denuncia delle giovani e la descrizione dell’aggressore al 112, i carabinieri sono riusciti a individuare un romeno di 39 anni che vive in una baracca.Una volta sentito dai carabinieri il romeno avrebbe ammesso le sue responsabilità. L’uomo è stato sottoposto a fermo per i numerosi indizi che lo indicherebbero come il probabile aggressore delle ragazze. È accusato di tenta violenza sessuale e lesioni.

Caterina Maria Moricca è il nuovo segretario generale del libero consorzio comunale di Agrigento

Il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Girolamo Alberto Di Pisa ha nominato Caterina Maria Moricca nuovo Segretario e Direttore Generale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Moricca prenderà servizio nell’Ente a partire dal 15 giugno 2018.

Il nuovo Segretario Generale proviene dal Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta.

Moricca prende il posto di Giuseppe Vella, nominato Segretario Generale a al comune di Palermo.

Tribunale, si insedia Salvatore Vella

Cerimonia d’insediamento, questa mattina, del procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella. Davanti al presidente Pietro Maria Antonio Falcone,  presenti tutte le istituzioni e le forze dell’ordine della provincia.  Parole di elogio sono arrivate dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio: “Siamo contenti di questa nomina, Vella ha dimostrato ampliamente grandi di doti di eloquenza e sagezza, sia come magistrato, come ad esempio nei processi di mafia, sia per come interloquisce con la società civile, su temi delicati come l’immigrazione clandestina”. Era la fine dello scorso marzo quando il Plenum del Consiglio superiore della magistratura decise: Salvatore Vella è il nuovo procuratore aggiunto di Agrigento. Vella prende il posto che era stato ricoperto, per otto anni, dal magistrato uscente Ignazio Fonzo che, nell’aprile del 2017, è stato nominato aggiunto a Catania.

Due immigrati vengono alle mani, entrambi feriti finiscono in ospedale

Due extracomunitari, ospiti della struttura d’accoglienza “Villa Sikania” di Siculiana, sono venuti alle mani. Si sarebbe trattata di una vera e propria, ed anche abbastanza violenta, scazzottata. Un tafferuglio che ha fatto finire i due migranti al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove i medici, dopo averli sottoposti a tutti i controlli sanitari necessari, hanno diagnosticato ferite e traumi guaribili in 20 e 25 giorni. Del “caso” si sta occupando la polizia di Stato

In manette un tunisino a Siculiana

A Siculiana, i carabinieri, hanno arrestato un tunisino accusato di rapina durante il mercato settimanale. Un venditore ambulante  senegalese, munito di permesso di soggiorno ed in possesso di regolare licenza, mentre vendeva capi d’abbigliamento, è stato immobilizzato con violenza da un individuo, che gli ha asportato oltre 150 euro in banconote di vario taglio dal portafoglio e successivamente, approfittando della confusione, è fuggito indisturbato. Dopo avere acquisto le descrizioni , i militari hanno fatto scattare le ricerche in tutto il paese. E proprio durante le attività di pattugliamento, è stato notato uno straniero mentre si stava dirigendo a passo svelto verso la struttura ricettiva “Villa Sikania”. Nel corso della perquisizione, sono saltate fuori le banconote sottratte al venditore ambulante. Il tunisino, 37 enne, ospite nel centro di accoglienza “Villa Sikania” di Siculiana è stato arrestato e rinchiuso al carcere di Agrigento.

In manette per “furto con strappo” un commerciante  della provincia di Enna

Un 53 enne, originario della provincia di Enna, in una tabaccheria di Montevago, dopo aver comprato un pacchetto di sigarette ed averlo pagato con una banconota da 50 euro, ha poi tentato di strappare dalla mano del tabaccaio sia la banconota appena consegnata, sia il resto, tentando infine una fuga per le vie del centro.

Ne è scaturito un inseguimento con una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Montevago subito allertati telefonicamente.

I militari dell’Arma, sulla base delle descrizioni somatiche fornite, sono riusciti, a bloccare il malvivente in pieno paese.

L’uomo, un commerciante di metalli, già noto alle forze dell’Ordine, non ha opposto alcuna resistenza. Sono subito scattate le manette ai suoi polsi per il reato di “furto con strappo”, venendo successivamente ristretto agli arresti domiciliari.

In manette un giovane di Castrofilippo sorpreso con numerose dosi di “hashish”

I carabinieri di Castrofilippo hanno effettuato alcune perquisizioni domiciliari a giovani locali sospettati di detenere sostanze stupefacenti.

In un’abitazione i militarihanno rinvenuto 29 dosi già confezionate in bustine di cellophane per un peso complessivo di 30 grammi circa, nonché materiale atto al taglio e confezionamento. Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato arrestato ai domiciliari un 19enne, Pasqualino Pio Spallino. Sempre a Castrofilippo, i carabinieri , nell’abitazione di unn 32enne hanno rinvenuto un pezzo di hashish del peso di 15 grammi circa ed una pianta di marijuana, interrata in un vaso, alta 50 cm circa. Il 32enne è stato denunciato.

Armi giocattoli in vere pistole, nei guai 55enne

Con le ipotesi di reato di detenzione illegale di munizionamento, appartenente alle forze armate militari, ricettazione, detenzione di munizionamento di armi comuni di sparo che un artigiano 55enne di Palma di Montechiaro è stato arrestato dai poliziotti del locale commissariato.

Per l’uomo, il cui arresto è stato convalidato è stato disposto dal giudice l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  Secondo l’accusa, l’artigiano avrebbe trasformato delle armi giocattolo in vere e proprie pistole.

I poliziotti avrebbero scoperto il tutto dopo una perquisizione di un immobile nel centro storico di Palma di Montechiaro dove furono trovati e sequestrati diversi attrezzi, munizioni di vario calibro, nonchè elementi utili al confezionamento di vere armi.

Sbarcano a Lampedusa quindici tunisini

Sbarcano a Lampedusa quindici tunisini intercettati dalle Forze dell’Ordine e trasferiti all’hotspot dell’isola di contrada Imbriacola.

I migranti sarebbero arrivati autonomamente per quello che potrebbe essere uno dei primi sbarchi “fantasma” della stagione estiva sulle coste agrigentine.

Devastato dalle fiamme un appartamento, indagano i carabinieri

Incendio nella notte in uno degli appartamenti abbandonati di via Largo Martiri, in via Fani a Ribera. Il fatto è accaduto la notte tra mercoledì e giovedì. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri. L’appartamento preso di mira, è uno degli alloggi che dovrebbe essere demolito e ricostruito. Le case, ad oggi, sono occupate abusivamente. A viverci dentro sono degli immigrati, anche irregolari, che fanno i braccianti agricoli. L’appartamento ha subito ingenti danni.

Morte sospetta di un giovane empedoclino

La morte di un giovane empedoclino di 29 anni è stata annunciata dai suoi cari sui social network. In un post pubblicato da un cugino del giovane scomparso, scrive di una broncopolmonite curata al Policlinico di Palermo ma che, durante la degenza in ospedale, forse a causa delle difese immunitarie basse, avrebbe contratto una non precisata patologia che secondo il parente, sarebbe stata trasmessa da un paziente straniero ricoverato nella stessa stanza. Una pubblica denuncia che quindi solleva dei dubbi sulla morte del giovane agrigentino che era abbastanza conosciuto a Porto Empedocle.

Mafia. Tre milioni di euro di beni sequestrati a imprenditore di Favara

Maxi sequestro di beni, del valolre complessivo di tre milioni di euro, della Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento nei confronti dell’imprenditore Giuseppe Scariano 66 anni di Favara. Secondo gli inquirenti, l’uomo sarebbe affiliato alle cosche mafiose della Provincia per il quale, tramite gli appalti pubblici, avrebbe curato gli interessi della stessa criminalità organizzata. Le indagini della DIA, si sono avvalse anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustiza, tra i quali quelle del racalmutese Maurizio Di Gati che avrebbe parlato degli interessi di cosa nostra nel settore degli appalti e nello specifico proprio del ruolo dell’imprenditore favarese.

Su proposta del direttore della sezione agrigentina della DIA, Roberto Cilona, il Tribunale ha disposto il sequestro di 25 terreni, 14 fabbricati, quote di proprietà in altri 26 terreni, 3 società, un conto corrente e una quota societaria in un consorzio.

Tenta di fermare il trattore ma rimane schiacciato, anziano in gravi condizioni

Tenta di fermare un trattore, ma resta schiacciato. E’ ricoverato in gravi condizioni un anziano uomo di Ribera.  L’ottantunenne ha riportato delle ferite gravissime. Il fatto è accaduto nel pomeriggio di ieri nelle campagne riberesi.

L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe sceso dal trattore e vedendo indietreggiare il mezzo avrebbe tentato di fermarlo con forza, ma ha avuto la peggio. Il riberese è rimasto schiacciato. Sul posto ha agito l’elisoccorso della centrale del 118 di Caltanissetta. L’uomo, ricoverato al “Sant’Elia” ha riportato ferite gravi: tra queste anche una frattura al bacino. L’ottantunenne è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Attualmente è ricoverato in prognosi riservata.