Nascondeva un panetto di “Hashish” negli slip. Arrestato 20enne

Continua l’azione di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestato un giovane saccense, trovato in possesso di un panetto di Hashish. Si tratta di un ventenne fermato nel centro storico del paese. Il suo nervosismo e la circostanza che era appena sceso da un pullman proveniente da Palermo, hanno insospettito i carabinieri . Sono state effettuate così più approfondite verifiche e durante la successiva perquisizione del giovane, una volta tolti i propri indumenti, dal suo slip è uscito fuori un panetto di “Hashish” del peso di circa un etto, subito sequestrato. Nei confronti del giovane, che in quel momento non ha saputo fornire alcuna giustificazione, sono pertanto scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

Peculato, avviso di conclusione di indagini per il sindaco di Naro

Durante le indagini dei carabinieri sull’ex assessore di Naro, Francesco Lisinicchia, estraneo a questa inchiesta, da intercettazioni sarebbe emerso che il sindaco di Naro, Lillo Cremona, avrebbe ordinato all’operaio, dipendente della ditta che aveva vinto l’appalto per la raccolta differenziata, di sgombrare il fango che si era accumulato nella sua casa di campagna dopo una delle ultime giornate di forte pioggia, utilizzando illecitamente un mezzo del Comune di Naro. Il sindaco, informato dall’operaio che, durante i lavori, era esplosa una ruota del bobcat comunale, avrebbe ordinato di far sostituire la ruota a spese del Comune, cosa che avveniva con fattura rilasciata dall’ignaro gommista a carico delle casse del Municipio. Un avviso di chiusura indagini è stato emesso dalla Procura di Agrigento nei confronti del sindaco di Naro, Lillo Cremona, e di un operaio, indagati entrambi per concorso in peculato d’uso e il primo cittadino anche per per abuso d’ufficio. Il provvedimento è stato firmato dall’aggiunto Salvatore Vella. L’ex assessore Francesco Lisinicchia, è accusato , invece, di avere fatto pressioni indebite nei confronti di un imprenditore per costringerlo a stipulare un contratto con un istituto di vigilanza del quale è dipendente oltre che responsabile di zona. Il gip Alessandra Vella, ieri mattina ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con l’obbligo di firma per tre volte alla settimana.   La vicenda di Cremona è del tutto diversa e nulla c’entra con quella che ha visto coinvolto Lisinicchia. I difensori avranno adesso venti giorni di tempo per tentare di convincere i pm, attraverso memorie o sollecitando altre indagini, a non chiedere il rinvio a giudizio. 

Tragico incidente stradale sulla S.S. 115, morto sul colpo un fattorino di 29 anni di Canicattì.

Ennesimo tragico incidente sul lavoro nell’agrigentino dove nel tardo pomeriggio di ieri, Angelo Corbo 29 anni fattorino di Canicattì ha perso la vita mentre era alla guida del furgone con cui effettuava le consegne per conto di una ditta di San Cataldo.

Il giovane che aveva festeggiato il compleanno lunedì scorso, viaggiava in direzione Agrigento quanto, giunto in prossimità del km 166 della S.S. 115 in territorio di Siculiana, si è schiantato contro un autoarticolato. Violentissimo l’impatto che non gli ha lasciato scampo uccidendolo sul colpo. Sarà cura dei Carabinieri stabilire l’esatta dinamica dell’incidnete, pare che il grosso TIR comunque fosse fermo, il conducente del furgone dunque, non si sarebbe accorto dell’ostacolo, finendo la sua marcia proprio controil rimorchio dell’autoarticolato. Difficili sono state per i Vigili del Fuoco le operazioni di estrazione del corpo incastrato tra le lamiere contorte del mezzo.

La salma del ventinovenne è stata momentaneamente trasferita nell’obitorio del cimitero di Siculiana a disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento che ha aperto un’inchiesta.

“Illecita detenzione di droga”, era ricercato da 20 anni: arrestato un palmese

Era ricercato da oltre vent’anni. E’ stato localizzato e catturato in pieno centro dai Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro si tratta di  Gaspare Calafato, di 44 anni, residente a Paliano in Provincia di Frosinone. dall’ Agosto del 1998, l’Autorità Giudiziaria tedesca aveva emesso nei suoi confronti un provvedimento di cattura per reati in materia di illecita detenzione di sostanze stupefacenti.

I primi sospetti della sua presenza sul territorio, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro li avevano avuti recentemente, quando erano stati notati dei movimenti sospetti di alcuni suoi conoscenti. Alcuni militari in borghese, hanno dunque iniziato a pedinare un’auto con a bordo una persona, fortemente somigliante al ricercato. Dopo alcuni minuti, la decisione di far scattare il blitz. L’uomo, vistosi accerchiato e circondato, non ha opposto alcuna resistenza, lasciandosi ammanettare. Al 44 enne è stato quindi notificato il provvedimento in questione emesso dalla magistratura tedesca e dopo le operazioni di identificazione, è stato subito trasferito in carcere.

Coltivavano la “marijuana” fra le zucchine. Due persone in manette.

Nel corso di un servizio investigativo, i carabinieri a Licata, hanno scovato una piantagione di “Marijuana” in mezzo ad una coltivazione di zucchine. I militari, da qualche tempo, avevano notato movimenti anomali nelle vicinanze del fondo agricolo di proprietà di un 51 enne del luogo, in contrada Fiumevecchio. Sul posto, è stato subito rintracciato il proprietario, in compagnia di un altro bracciante agricolo, 46 enne. Durante il controllo in una serra adibita alla coltivazione di zucchine, è saltata fuori una vera e propria piantagione, con circa settanta piante di “canapa indiana”, che una volta essiccata, sarebbe stata pronta ad essere smerciata.

Al termine delle operazioni, le piante di “Marijuana” sequestrate dai militari, sono risultate del peso complessivo di oltre quindici chili. Per i due individui, dunque, sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. L’Autorità Giudiziaria ha già convalidato l’arresto ed ha disposto che il bracciante agricolo venga ristretto agli “arresti domiciliari” mentre il proprietario del fondo sarà sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Licata.

Si stima che il quantitativo di droga sequestrato, se ceduto al dettaglio, avrebbe potuto fruttare alcune migliaia di euro.

Tragedia nell’Agrigentino, 21enne travolta da un’auto

È stata falciata sulla SS 123 mentre camminava al margine della strada nel tratto che collega Campobello di Licata e Canicattì. È morta sul colpo Jasmin Bono di 21 anni, di Porto Empedocle.

Sul posto è arrivata un’ambulanza con personale medico a bordo che ha potuto soltanto constatare la morte della ragazza. L’incidente è avvenuto al chilometro 8. Sul posto hanno effettuato i rilievi di carabinieri di Licata.

Il conducente dell’auto si era inizialmente allontanato ed è stato poi rintracciato dai carabinieri di Licata. Si tratta di un uomo di 43 anni di Canicattì che ha ammesso le proprie responsabilità. Per il momento è stato denunciato ma su di lui pendono le accuse di omicidio stradale e omissione di soccorso.

La ventunenne era ricoverata nel reparto presso il reparto di psichiatria dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì, dal quale si era allontanata volontariamente.

Trovate munizioni ed una pistola. In manette un meccanico.

I Carabinieri della Stazione di Racalmuto hanno effettuato un blitz all’interno di un’abitazione nella disponibilità di un insospettabile meccanico 54 enne del luogo, nei cui confronti i militari avevano da qualche tempo notato dei comportamenti ritenuti sospetti. Durante la perquisizione, i militari dell’Arma, dopo aver attentamente ispezionato ogni angolo dell’unità abitativa, in un vecchio armadio, sotto un cumulo di indumenti vari, hanno improvvisamente trovato una Pistola revolver calibro 38 di fabbricazione estera ed oltre 40 cartucce dello stesso calibro. Sia la pistola sia le munizioni sono apparse efficienti e non erano mai state dichiarate dall’uomo e dunque sono risultate illegalmente detenute. Al termine del blitz, i Carabinieri hanno pertanto sequestrato la pistola e le cartucce, in attesa di  ulteriori accertamenti ed analisi a cura dei militari del R.I.S di Messina. Per l’insospettabile meccanico racalmutese, invece, sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di “Illegale detenzione di arma da fuoco e munizioni”, venendo ristretto agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

“Macellava clandestinamente carne di cavallo”, denuncia e sequestro

Macellazione clandestina. Macellazione di carne di cavallo. E’ questo quello che hanno scoperto, negli scorsi giorni, i poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro assieme ai funzionari dell’azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Un palmese di 57 anni è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura. L’ipotesi di reato contestata è lavorazione e macellazione abusiva di carne priva di segni di identificazione e di tracciabilità. Ben 75 i chili di carne equina sequestrati, carne per la quale è arrivato il via libera alla distruzione.I poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro, assieme all’Asp appunto, hanno fatto un blitz all’interno di un magazzino. E hanno trovato la carne – ben 75 chilogrammi – disossata, in un ambiente che, naturalmente, non aveva le necessarie e minime condizioni igienico-sanitarie. E’ proprio all’interno di quel magazzino – stando all’accusa formalizzata – che il cavallo sarebbe stato macellato.

Cinque colpi di pistola contro l’auto e il furgone di un imprenditore

Cinque colpi di pistola – una calibro 9 – contro l’autovettura e il furgoncino del proprietario, un cinquantenne, di una onoranza funebre. Nessun dubbio, non per la polizia di Stato, sul fatto che, nei giorni scorsi sia stata messa a segno una intimidazione. I due mezzi, secondo quanto filtrato dal silenzio assoluto di investigatori e inquirenti, erano stati lasciati, a quanto pare, posteggiati sotto casa del proprietario ed è proprio lì che sono stati danneggiati, pesantemente, a colpi di pistola.

L’uomo ha, naturalmente, formalizzato denuncia contro ignoti e i poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro hanno avviato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento, l’attività investigativa. 

“Dacci i gioielli”, 89enne rapinata davanti la porta di casa

Avrebbero costretto una anziana di Racalmuto a togliersi la collana, il bracciale e le fedi d’oro. Due donne avrebbero così rapinato la pensionata che si trovava lungo il vicolo Sottotenente Di Vita. Alla donna non è rimasto altro che denunciare l’accaduto ai militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno subito avviato le indagini alla ricerca delle due malviventi.

Montenegro lascia la guida della Caritas

Parla di «scelta sofferta», il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, che ha annunciato le sue “dimissioni” dall’incarico di presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute. Il cardinale decade anche dalla presidenza di Caritas italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali. Una scelta, ha dichiarato, «che ho maturato dopo una lunga riflessione, fatta di confronto e di lettura della situazione». Oggi, ha spiegato, «per senso di responsabilità nei confronti della diocesi di Agrigento che mi è stata affidata dieci anni fa, mi ritrovo a dover scegliere di rimettere il mandato». “Prima di dirvi ciao vi dico grazie e ci metto tutto me stesso, perché il mondo Caritas è stato fondamentale per tutte le mie scelte“ ha detto Montenegro.

Una storia, la sua, da sempre strettamente intrecciata con quella della Caritas. Ordinato sacerdote l’8 agosto 1969, dal 1988 è stato direttore della Caritas diocesana di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, delegato regionale della Caritas in Sicilia e rappresentante regionale in Consiglio nazionale. Eletto alla Chiesa titolare di Aurusuliana e nominato ausiliare di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela il 18 marzo 2000, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 29 aprile dello stesso anno. Montenegro era già stato presidente di Caritas italiana dal 2003 al 2008 e dal maggio 2013 era presidente della Commissione episcopale per le migrazioni e della Fondazione Migrantes. Nel Concistoro del febbraio 2015, la nomina a cardinale da parte di Papa Francesco, per il quale, l’8 luglio 2013, aveva organizzato il primo viaggio del pontificato, a Lampedusa, rimanendogli accanto lungo tutto il percorso nell’isola più a sud d’Italia. Pochi mesi dopo il Concistoro, il 21 maggio 2015 era stato eletto presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e, in quanto tale, presidente di Caritas italiana e della Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali.

Minacce ai responsabili del Consorzio di bonifica

Nuovo messaggio intimidatorio nei confronti del responsabile del consorzio di bonifica Sicilia Occidentale Giovanni Tomasino. All’uomo è arrivata una busta anonima con all’intero un ritaglio di giornale, ovvero l’articolo dello scorso 22 novembre nel quale si dava notizia di una prima intimidazione.

I carabinieri della tenenza di Favara stanno cercando di individuare la giusta pista investigativa. L’ipotesi investigativa che sembrerebbe essere privilegiata è quella della reiterazione dell’intimidazione fatta al direttore del consorzio.

Testa d’agnello mozzata con in bocca una cartuccia, intimidita una guardia giurata

Una testa d’agnello mozzata con in bocca una cartuccia calibro 12. Macabro messaggio intimidatorio quello che è stato “recapitato” ad una guardia giurata quarantenne di Canicattì. Del caso – nell’assoluto riserbo investigativo – si stanno occupando i carabinieri. Qualcuno ha sfondato il vetro dell’autovettura, lasciata posteggiata lungo una strada di Canicattì e all’interno dell’abitacolo ha collocato l’inquietante “missiva”.

E’ stata formalizzata una denuncia, contro ignoti, ai carabinieri che hanno anche posto sotto sequestro la cartuccia calibro 12, nonché la testa mozzata dell’agnello. 

Coltivava in casa marijuana. Arrestato 22enne

In casa aveva una serra per la produzione di marijuana. I Carabinieri della Stazione di Campobello di Licata hanno arrestato lo scorso fine settimana un giovane di 22 anni. La coltivazione della canapa indiana era stata organizzata in modo professionale, completa di sistemi d’irrigazione, climatizzazione ed illuminazione. Il giovane, oltre alle attrezzature necessarie per la coltivazione, aveva anche un manuale che conteneva un elenco delle diverse varietà di piante di marijuana esistenti, della loro resa in termini di prodotto, dei tempi di crescita ed ogni dettaglio tecnico utile per coltivarle. I militari dell’Arma, durante l’intervento nell’abitazione del giovane, hanno scoperto che la serra era alimentata tramite corrente elettrica sottratta alla rete per mezzo di un allaccio abusivo. Il riscaldamento della serra avveniva appunto tramite potenti lampade alogene, che creavano il microclima ideale per una rapida crescita delle piante di cannabis. Nella disponibilità dell’arrestato, i Carabinieri hanno inoltre rinvenuto il materiale necessario per il confezionamento della marijuana essiccata.  Lo stupefacente sarebbe stato poi immesso sul mercato illecito per fruttuosi guadagni.

Al via “Riberella Winter Food Festival”

Parte ufficialmente giovedì 6 dicembre il Riberella Winter Food Festival. Ma già da questa mattina sono iniziate le iniziative collaterali nelle scuole. L’evento è realizzato con la collaborazione di un sodalizio che vede il consorzio di tutela dell’Arancia di Ribera Dop, accanto all’amministrazione comunale e alla Pro Loco di Ribera, al Comune di Calamonaci ed alla Adv Network, oltre a tanti partners istituzionali e privati.

La Sagra rappresenta un valido strumento, anche se non il solo, per sostenere e rilanciare concretamente il comparto agricolo – dichiara l’assessore all’Agricoltura di Ribera, Mimmo Aquè – in quanto volano principale dell’economia cittadina e del comprensorio”