SEAP Aragona: altro colpo di mercato, arriva la centrale Ambra Composto

La società SEAP Pallavolo Aragona ufficializza l’ingaggio della forte centrale palermitana, Ambra Composto, 29 anni, proveniente dal Volley Palermo di serie B2.

Si tratta di un’atleta di grande esperienza e di indiscusso valore, che il presidente Nino Di Giacomo è riuscita a strappare alla concorrenza di tanti club, anche di categoria superiore.

Curriculum di tutto rispetto per Ambra Composto con un passato anche in serie B2 e B1 con la squadra agrigentina dell’Akragas Volley.

Seap Pallavolo Aragona: ingaggiata la palleggiatrice Sara Gabriele

La società SEAP Pallavolo Aragona, prossima a disputare il campionato nazionale di Serie B2, comunica di aver perfezionato l’ingaggio della palleggiatrice marsalese Sara Gabriele, classe 1993, proveniente dall’Holimpia Siracusa di B2.

Si tratta di una giocatrice di buon livello, molto ambita nel territorio siciliano, che nel recente passato ha giocato anche con la Pvt Modica in B2.

Sorpresi di notte con le mani nel sacco: due incensurati in manette per furto aggravato.

Pensavano di passare inosservati, sfruttando l’oscurità ed invece sono stati acciuffati nottetempo dai Carabinieri della Stazione di Aragona,  nella zona industriale di contrada San Benedetto. In particolare, i militari, durante un servizio di pattuglia, hanno notato strani movimenti all’interno del piazzale di una ditta attualmente sottoposta a sequestro fallimentare ed hanno deciso di effettuare un accurato sopralluogo. Addentratisi nella struttura, i Carabinieri hanno subito scovato i due soggetti mentre erano intenti a caricare su due autovetture 3 serbatoi in polietilene da 200 litri ciascuno e 15 fioriere di vari forme e dimensioni. Una volta circondati e bloccati, sono subito scattate le manette ai polsi di un 39 enne di Porto Empedocle e un 37 enne di Aragona, entrambi incensurati.

I due soggetti, con l’accusa di “furto aggravato in concorso”, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati dapprima ristretti agli arresti domiciliari e dopo la convalida dell’arresto sono stati rimessi in libertà. 

Tragedia delle Maccalube, il giudice: “Non ci fu vigilanza e quella riserva andava chiusa”

“Non ci fu vigilanza, quella riserva andava chiusa”. E’ questa una delle motivazioni della sentenza per la morte dei fratelli Mulone ad Aragona. Sotto accusa la mancanza di una recinzione idonea. Le motivazioni del giudice Giancarlo Caruso del tribunale di Agrigento sono scritte dentro ad una sentenza a chiare lettere. Il fatto risale al settembre del 2014, quando i due fratellini Carmelo e Laura Mulone furono inghiottiti dal fango della riserva delle Maccalube. I piccoli furono travolti dall’esplosione di un vulcanello della riserva aragonese. Nel gennaio scorso il giudice condanno in primo grado Domenico Fontana e Daniele Gucciardo, rispettivamente presidente di Legambiente Sicilia e operatore della Riserva. Fu assolto invece Francesco Gendusa, funzionario della Regione. “L’esistenza di una barriera, ancorché precaria – sottolinea il giudice Caruso –  in grado di frapporre una distanza minima dalla sede dell’esplosione, avrebbe potuto esercitare un’incidenza rilevante, quantomeno in termini di mitigazione del rischio, sugli eventi verificatisi il 27 settembre 2014. “

Vertenza Favara Ovest. I Comuni chiedono il referendum alla Regione

Vertenza Favara Ovest, da oggi si è definitivamente chiuso l’iter burocratico riguardante i confini territoriali tra i comuni di Favara, Agrigento e Aragona e nello specifico della cessione di Agrigento a Favara della zona denominata Favara Ovest. In mattinata, le tre amministrazioni coinvolte si sono incontrate a Palazzo dei Giganti dove hanno siglato l’accordo di trasmissione alla Regione Sicilia della richiesta per la consultazione referendaria. Dopo oltre trent’anni di diatribe, la parola passa prima alla Regione e poi ai cittadini interessati , che tramite un referendum, dovranno scegliere definitivamente se essere cittadini agrigentini o favaresi.

Processo Macalube. Condannati i responsabili della riserva naturale


Ci sono due condanne di primo grado per duplice omicidio colposo per la tragedia delle Macalube di Aragona dove, a causa dell’esplosione di un vulcanello, il 27 settembre del 2014, persero la vita i fratelli Carmelo e Laura Mulone di 9 e 7 anni. Il giudice della prima sezione penale, Giancarlo Caruso ha emesso la sentenza che condanna a sei anni l’ex presidente di Legambiente ed ex assessore comunale di Agrigento Mimmo Fontana, l’accusa aveva chiesto la pena a 8 anni, e a 5 anni e 3 mesi di reclusione per Daniele Gucciardo operatore quest’ultimo della riserva naturale integrale “Macalube” di Aragona, per lui invece la richiesta di pena era stata di 6 anni e 8 mesi. Per entrambi gli esponenti di Legambiente è scattata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e, in solido con il comitato regionale di Legambiente, al risarcimento di 600 mila euro di provvisionale per ciascuna delle parti civili. Nell’aula 6 del Tribunale di Agrigento ad attendere la sentenza del giudice, da un lato gli imputati, dall’altro invece i genitori degli sfortunati bambini, papà Rosario e mamma Giovanna che dopo la pronuncia del verdetto si sono commossi e abbracciati. “Anche se i miei figli non ritorneranno in vita – ha detto a caldo la signora Giovanna Lucchese – siamo soddisfatti della sentenza”. Nel processo invece è stato assolto con la formula del fatto non costituisce reato, l’allora dirigente responsabile delle aree protette della Regione, Francesco Gendusa. Il Giudice ha infine rigettato le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili, ovvero Comune di Aragona, Presidenza della Regione e Assessorato Regionale Territorio e Ambiente. Inattesa di conoscere le motivazioni della sentenza, Lagambiente annuncia di ricorrere in appello.“Fiduciosi nell’operato della magistratura – di legge in una nota – aspettiamo di conoscere le motivazioni della sentenza -per impugnarle nelle forme previste dalla legge, convinti che nel giudizio di appello – si legge ancora – sarà dimostrata l’obiettiva inevitabilità di questo dramma e, quindi, l’assenza di responsabilità da imputare alla nostra associazione e ai nostri dirigenti”.

Auto si schianta contro la rotonda San Pietro

Grave lussazione ad una spalla e traumi al petto. Prevedendo 45 giorni per la guarigione, i medici dell’ospedale “San Giovanni di Dio” hanno sciolto la prognosi per le ferite ed i traumi riportati dall’automobilista, di 57 anni, di Agrigento, che, stanotte, è stato – suo malgrado – protagonista di un terribile incidente stradale autonomo.L ‘Audi A4 che stava guidando si è schiantata contro la rotonda San Pietro, dove è stato collocato il cartellone con i volti degli scrittori. Non è chiaro cosa abbia fatto perdere il controllo della berlina all’automobilista. Scattati i soccorsi, il cinquantasettenne è stato portato al pronto soccorso di contrada Consolida, mentre lungo la statale 640, la Agrigento-Caltanissetta, sono giunte le pattuglie della polizia Stradale.

Proprio i poliziotti della Stradale si sono occupati dei rilievi tecnici di rito per ricostruire la dinamica dell’incidente. Non è il primo incidente stradale che si verifica contro quella rotonda. Chi proviene dal rettilineo di Aragona, per intenderci , con il buio non riesce sempre a vedere la rotonda.

Pozzuoli come Aragona, parla la mamma di Carmelo e Laura Mulone: il video

Pozzuoli come Aragona. Parla al tg1 la mamma di Carmelo e Laura Mulone, i fratellini vittime della tragedia del 27 settembre del 2014 alla Maccalune di Aragona. Rosario e Giovanna Mulone rivedendo le immagini della tragedia avvenuta nel Napoletano hanno rivissuto quel 27 settembre del 2014 .

Volevano il campo sportivo con l’erbetta, scoppia la protesta dei migranti

Si aspettavano un campetto di calcio con l’erbetta, forse anche sintetica. Ne hanno trovato uno fatto con il semplice cemento. Un “dettaglio” che non è andato giù al gruppo di migranti – ospiti di una struttura d’accoglienza – che avrebbe voluto usufruire dell’impianto sportivo. I giovani nordafricani hanno, dunque, inscenato una sorta di protesta pacifica.

Si sono seduti sul cemento e nonostante i tentativi per farli tornare indietro, non hanno voluto saperne di andare via. E’ accaduto nei pressi di via Falcone ad Aragona. Sono dovuti intervenire anche i carabinieri. E dopo diversi tentativi, i militari sono riusciti a far rientrare la protesta dei giovani migranti.

Maccalube verso la riapertura?

Potrebbe tornare fruibile la riserva delle Maccalube di Aragona. Almeno questa è la richiesta di Legambiente. «La nostra associazione, attraverso il responsabile del sito Domenico Fontana, – spiega il direttore regionale di Legambiente, Claudia Casa ad agrigentonotizie – ha proposto alla Regione di riaprire la riserva magari programmando un sistema di fruizione diverso». Nel settembre del 2014 la riserva fu posta sotto sequestro in seguito ai tragici fatti in cui morirono i fratellini Carmelo e Laura Mulone, divorati da un’esplosione dei vulcanelli. Le difficoltà sono legate al fatto che la riserva, chiusa dal presidente della Regione Rosario Crocetta all’indomani della tragedia , è tuttora sotto sequestro. Di conseguenza le decisioni politiche si dovranno necessariamente confrontare con quelle degli organi giudiziari. «La magistratura sta accertando i fatti – spiega Claudia Casa che, peraltro, di recente è stata ascoltata al processo – e di conseguenza l’aspetto giudiziario non sarà secondario nella definizione della questione. L’associazione Legambiente, che gestisce la riserva, ha intanto chiesto alla Regione di valutare questo aspetto ed è in corso un’interlocuzione con la Regione».

La strage delle Maccalube, Fontana: “Chiedevo ogni anno alla Regione di finanziare sicurezza”

“Ogni anno scrivevo una relazione alla Regione Sicilia, proprietaria della riserva naturale sollecitandola a prevedere il finanziamento di un monitoraggio. Ci è stato sempre risposto che non c’erano le risorse finanziarie e, in effetti, mi rendo conto che sarebbe stata una cifra molto elevata”: l’architetto Domenico Fontana, direttore della riserva delle Maccalube dove il 27 settembre del 2014 morirono i fratellino Carmelo e Laura Mulone, di 9 e 7 anni, travolti dal fango dei vulcanelli della riserva di Aragona mentre facevano una passeggiata insieme al padre, si difende. Fontana, attuale assessore comunale ed esponente di spicco di Legambiente, associazione che gestiva la riserva su incarico della Regione, è imputato di omicidio colposo insieme all’architetto Daniele Gucciardo, dipendente del sito e al dirigente della Regione Francesco Gendusa. Sul ruolo di quest’ultimo aspetto, peraltro, Fontana ha precisato: “Non era l’unico funzionario con cui interloquivo per questioni che riguardavano la gestione della riserva ma avevo almeno altri tre o quattro interlocutori”.

Elezioni comunali 2017. I sindaci eletti nell’agrigentino

Giochi fatti nei 12 comuni agrigentini chiamati ieri al rinnovo di sindaci e consiglieri comunali, in attesa del dato definitivo che sarà sancito dalla proclamazione ufficiale delle singole commissioni elettorali, vediamo insieme chi sono i sindaci eletti e chi invece dovrà attendere gli esiti del ballottaggio e comunque interesserà solo gli elettori di Sciacca dove tra due settimane a contendersi la fascia tricolore saranno i candidati sindaco Calogero Bono e Francesca Valenti.

Elezione diretta a primo turno invece a Palma di Montechiaro per Stefano Castellino che ha staccato nettamente il candidato Rosario Bellanti.

A Cattolica Eraclea, il nuovo sindaco è, Santino Borsellino, che ha avuto la meglio su Giuseppe Giuffrida. Gioacchino Nicastro ha vinto a Casteltermini, battendo Arturo Ripepe e Filippo Pellitteri. A Campobello di Licata, invece, Giovanni Picone resta primo cittadino, dietro di lui Giovanni Gibella e Giuseppe Sicilia. A Montallegro Rina Scalia è il nuovo sindaco avendo avuto la meglio i sull’altro candidato Giovanni Cirillo.

A Bivona è stato un testa a testa. Il nuovo sindaco è Milko Cinà, che ha avuto cinque voti in più rispetto al rivale Salvatore Marrone. Nino Contino, invece, è tornato ad essere sindaco di Comitini, battendo l’altro candidato Giacomo Orlando. A Villafranca Sicula, riconfermato il sindaco uscente Domenico Balsamo.

A Lampedusa, l’uscente Giusi Nicolini, vincitrice del Premio Unesco per la Pace, esce sconfitta classificandosi terza, dietro al neo sindaco Salvatore Martello e Filippo Mannino.

Ad Aragona il sindaco eletto dovrebbe essere Giuseppe Pendolino, sbaragliando quindi la concorrenza che vedeva subito dietro l’uscente Salvatore Parello. A Santa Margherita Belice, infine il sindaco eletto dovrebbe essere Franco Valenti, seguito da Pier Paolo Di Prima.

 

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Aragona. L’appello al premier di Antonella insegnate e mamma di un figlio disabile

Insegnante, mamma di un figlio con disabilità gravissima, lancia un appello al presidente del consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni per chiedere di poter lavorare nella sua città, in modo da poter accudire e assistere il proprio congiunto. Questa è la storia di Antonella Zammito, insegnante con cattedra a Catania, ma provvisoriamente trasferita nella sua Aragona che unitamente ad altre mamme – nelle sue stesse condizioni – si fa portavoce dei disagi e nel giorno della festa della mamma si è rivolta premier.

“ Le chiediamo . Si legge nella lettera dell’insegnate – un gesto speciale per la festa della mamma: impegni il governo a cambiare la norma che non tutela i dipendenti pubblici come noi, docenti e genitori di disabili gravi, dal rischio di essere annualmente assegnati a centinaia di chilometri dai nostri figli”.

Antonella è la mamma di Andrea, 19 anni, costretto in carrozzina da una malattia neurodegenerativa e che necessita di un’assistenza continua.

L’assegnazione provvisoria ad Aragona dal prossimo anno scolastico potrebbe essere annullata, questo significherebbe mettere alle corde la mamma, che però non demorde e nell’eventualità di questa ipotesi, annuncia una battaglia legale contro il Ministero.
Intanto proprio per chiedere un emendamento all’articolo 7 del testo unico sul pubblico impiego, che consentirebbe a chi ha figli disabili gravi -di lavorare nel comune di residenza è stata lanciata una petizione sul web. “Non possiamo lasciarli soli” dalla piattaforma Progressi.org che ha già registrato oltre 11 mila sottoscrizioni.

Antonella Zammito da 13 anni presenta regolarmente la domanda di trasferimento in Provincia di Agrigento, richiesta che puntualmente viene respinta, cattedra che probabilmente può essere stata anche assegnata ai cosiddetti furbetti della 104 di cui però si sta occupando la magistratura.

 

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Agrigento. Ponti Petrusa e Morandi chiusi, quando iniziano i lavori? Lo abbiamo chiesto a ANAS

Nell’agrigentino continuano i disagi nei collegamenti interni, In c.da Petrusa lungo la Starada Statale 122 Agrigento – Favara, il cantiere per la demolizione e ricostruzione del viadotto, registra una sospensione dei lavori. Il ponte, lungo poco più di 150 metri, era stato chiuso al traffico nello scorso mese di Novembre da Anas che successivamente aveva fatto sapere che la struttura sarebbe stata abbattuta e ricostruita con tecniche diverse. In prossimità dell’apertura del sottostante tracciato della raddoppiata 640, i lavori di demolizione subirono un’accelerazione. Mezzi e uomini all’opera notte e giorno per abbattere le due campate sovrastanti. Dal 28 marzo scorso però, data quest’ultima dell’inaugurazione del primo lotto della strada Agrigento – Caltanissetta, il cantiere del viadotto Petrusa è stato praticamente abbandonato. Abbiamo chiesto ad ANAS, spiegazioni circa i tempi di ripristino dei lavori, l’ufficio stampa della società, ci fa sapere che il progetto per la ricostruzione del ponte sono in corso, sui tempi di riavvio dei lavori ANAS non è attualmente in grado di fornire una data certa poiché, completata la fase progettuale si dovrebbe poi procedere all’espletamento della dovuta gara d’appalto. Un tempo indefinito, certamente lungo, quello per la fruizione completa della S.S122. Un disagio continuo quindi per chi da entrambi i sensi di marcia deve spostarsi in direzione Agrigento o Favara, per chi proviene da quest’ultima cittadina le difficoltà sono maggiori poiché, per superare l’ostacolo del ponte chiuso, deve lasciare la 122, scendere sulla 640 percorrerla e dall’uscita Aragona Caldare ritornare in dietro, una deviazione lunga circa 12 km. Facendo un po’ i calcoli dei costi maggiori a cui sono soggetti gli automobilisti, abbiamo ipotizzato a 12 km/l il consumo medio di un’automobile, quindi il giro lungo a cui è costretto chi da contrada Petrusa vuole raggiungere Agrigento, costa mediamente 1,60 € ad ogni passaggio. E’ chiaro come questo costo aggiuntivo, alla lunga, influisce pesantemente sui bilanci familiari. Passando all’altro viadotto chiuso, ovvero il Ponte Morandi, ANAS, anche in questo caso non è stato in grado di fornirci una data certa sull’avvio degli attesi lavori di manutenzione. Opere preventivate in 6 mesi. Ricordiamo che il viadotto Akragas, è chiuso dallo scorso 16 marzo e la sua interdizione attualmente causa non pochi disagi agli automobilisti agrigentini. Sulla situazione dei cantieri su entrambi i viadotti, ci torneremo prossimamente.

 

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Oro Rosso. Agrigento: 4000 Kg di rame rubato in C.da S. Benedetto

Dopo gli innumerevoli furti, nell’agrigentino, di centinaia di chilometri di cavi della rete elettrica per l’estrazione del rame, ignoti malviventi hanno messo a segno un altro colpo, è successo in c.da San Benedetto, nei pressi della zona industriale di Agrigento, Favara e Aragona. I ladri, questa volta non si sono dovuti arrampicare sui pali, ma hanno asportato circa 4000 chilogrammi di rame, custodito in due depositi adibiti al recupero e allo smaltimento dell’”oro rosso”. Il valore del materiale rubato si aggirerebbe intorno ai 50 mila euro. Il furto è stato denunciato ai Carabinieri che hanno avviato le indagini. Una situazione, quella dei furti di rame nell’agrigentino, che negli anni ha causato innumerevoli disagi, specie quando si è trattato dei cavi elettrici, con migliaia di abitazioni che sono rimaste al buio per diverso tempo. A nulla è servita la speciale task force interforze istituita negli anni scorsi in Prefettura alla presenza, tra gli atri anche dell’ex ministro degli Interni, Angelino Alfano. Il rame in provincia di Agrigento continua ad essere una fonte attrattiva per quella, che potrebbe essere anche un’associazione di specialisti. Un’organizzazione a tutti gli effetti che prepara i colpi e poi li mette a segno, riuscendo quasi sempre a farla franca.

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