Vandali scatenati tentano d’appiccare un incendio nella villa: messi in fuga

Hanno tentato d’appiccare un incendio alle piante sistemate nell’area dei giochi per bambini della villa comunale di viale Della Vittoria di Canicattì. E lo hanno utilizzando un contenitore di plastica. Mancavano 4 minuti all’una quando alla centrale operativa dei vigili del fuoco è arrivata la richiesta di intervento. 

I pompieri del distaccamento cittadino si sono immediatamente precipitati e sono rimasti, nella villa comunale, fino all’una e venti. Pare che a evitare il peggio siano stati però un paio di canicattinesi. Due uomini che hanno visto qualcosa di strano all’interno della villa e non hanno esitato ad entrare. Due ragazzini, vistisi scoperti, sono immediatamente fuggiti ed hanno abbandonato il contenitore di plastica che doveva servire come innesco. 

Ruba un cellullare e chiede denaro per la restituzione, arrestato 18enne

I poliziotti del commissario di Canicattì, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno arrestato , ai domiciliari, Simone Gennaro. Il 18enne , già sottoposto a misura cautelare per altri fatti, ieri pomeriggio è stato colto nella flagranza del reato di tentata estorsione e ricettazione. Il giovane canicattinese avrebbe rubato il cellulare ad una donna ed è stato sorpreso da personale della sezione volanti mentre tentava di farsi consegnare del denaro al fine della restituzione. I poliziotti hanno anche rinvenuto, nei pressi del luogo dell’arresto, un tablet in uso al piccolo figlio della donna. Il cellulare, nonostante diverse perquisizioni domiciliari e ricerche non è stato al momento rinvenuto.

Aveva 20 grammi di hashish, nei guai canicattinese

Personale della sezione volanti del Commissariato di Canicattì, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli , nel centro cittadino ha fermato un giovane rumeno, residente a Canicattì, in atteggiamento sospetto . Addosso al giovane di 31 anni sono stati rinvenuti due involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di quasi 20 grammi.

 

 

Scovate migliaia di confenzioni contraffatte di fondotinta Deborah

Scovate migliaia di confenzioni contraffatte di fondotinta Deborah in un tir sbarcato a Palermo e diretto nell’Agrigentino. I finanzieri del Gruppo di Palermo hanno sequestrato 6mila cofanetti di prodotti cosmetici al porto nel corso di un servizio di contrasto al contrabbando e ai traffici illeciti. A insospettire gli investigatori durante il controllo è stato il documento di trasporto esibito dall’autotrasportatore, che indicava come mittente e destinatario due distinte persone fisiche senza alcuna indicazione di partita Iva.

Gli approfondimenti eseguiti dalle fiamme gialle hanno permesso di scoprire l’esistenza di un canale commerciale di cosmetici contraffatti tra Bergamo e Canicattì, nell’Agrigentino.

Omicidio Vinci, la parte civile chiede condanna per Lodato senza alcuna attenuante

Continua il processo a carico Daniele Lodato, il 34enne che, lo scorso giugno, uccise a coltellate Marco Vinci di fronte un pub a Canicattì.
Dopo la requisitoria del pubblico Ministero e la richiesta di condanna a 30 anni, è stata la volta della parte civile. Gli avvocati della famiglia della vittima, hanno chiesto la condanna del 34enne senza alcuna attenuante possibile.
Lodato, infatti, sembrerebbe avere avuto il tempo di far sbollire la rabbia montata in seguito alla discussione con Marco Vinci, visto che sarebbe salito in macchina per tornare a casa e prendere il coltello con cui uccise il giovane canicattinese.

Controlli a tappeto a Canicattì: cinque le persone denunciate.

 Sul territorio di Canicattì sono entrate in azione numerose pattuglie della locale Compagnia Carabinieri, che ha impiegato sul campo circa 50 Carabinieri in un servizio straordinario di controllo finalizzato ad intensificare le attività di prevenzione e contrasto della criminalità diffusa. I carabinieri hanno denunciato cinque persone: furto di un cellullare, rifiuto di sottoporsi ad accertamenti finalizzati a verificare lo stato di ebbrezza, guida con tasso alcoolemico superiore al limite consentito, alla guida senza patente perchè mai conseguita e e ritrovamento di due coltelli a serramanico della lunghezza di 20 cm circa. Queste le accuse mosse ai cinque denunciati “beccati” durante i numerosi posti di blocco effettuati dai carabiniti. Inoltre, segnalati alla Prefettura di Agrigento, quali assuntori di sostanze stupefacenti, cinque ventenni ed un trentottenne, sorpresi con modiche quantità di droga, subito sottoposta a sequestro dai militari. Per quanto attiene al rispetto del Codice della Strada, sono state elevate una trentina di sanzioni, in particolare per uso del cellulare alla guida, mancata copertura assicurativa e mancata revisione.  

 Evade dai domiciliari e scippa un’anziana donna. In manette un ventenne romeno.

Attimi di panico si sono vissuti ieri a Canicattì in via Padre Reginaldo Giuliani.   Erano passate da poco le 12.00 quando un ignoto aveva violentemente scippato una donna 78 enne, asportandole la borsetta con all’interno i documenti ed il portafoglio con 50 euro. In quel momento lungo la strada in questione stavano transitando altre persone ma il malvivente, incurante della situazione, si è avvicinato in modo fulmineo alla vittima strappandole con forza la borsa, dileguandosi subito a piedi. Immediatamente i Carabinieri della Compagnia di Canicattì, allertati telefonicamente al “112”, sono intervenuti sul posto, svolgendo un accurato sopralluogo, acquisendo i filmati degli impianti di video-sorveglianza della zona, riuscendo anche, attraverso le prime descrizioni dei testimoni, a delineare un identikit del soggetto. Tra le prime ipotesi al vaglio, vi era anche quella che portava ad un individuo romeno, 20 enne, domiciliato nelle vicinanze. E’ scattata quindi una tempestiva attività di ricerca del soggetto, subito rintracciato presso la sua abitazione. Condotto in caserma, dopo alcune ore di incalzanti domande degli inquirenti, il romeno ha ammesso le sue responsabilità, facendo ritrovare anche la borsa dell’anziana donna. A quel punto, sono scattate le manette ai polsi di Marius Costantin Toderita, 20 enne, con l’accusa di “Furto con strappo” ed “Evasione.  Per l’uomo, si sono aperte le porte del carcere di Agrigento.  La refurtiva è stata restituita alla vittima.

Bimba di due anni punta da una zecca finisce in ospedale

Una bambina di due anni è finita al pronto soccorso dell’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì dopo essere stata punta da una zecca. E’ accaduto venerdì scorso, in serata. La piccina era stata alla villa comunale della città. Poi, è appunto finita in ospedale: a quanto pare la zecca si era attaccata all’altezza della nuca, sotto i capelli. Sotto choc i familiari, ma anche tutti coloro che sono venuti a conoscenza di questo episodio. Canicattinesi che, di fatto, reclamano la disinfestazione.

Sorpresi a rubare una tonnellata di uva. Arrestati dai carabinieri due fratelli canicattinesi.

Stavano caricando circa 1.000 chili di uva su di un autocarro, ma sono stati colti in flagrante dai Carabinieri della Stazione di Castrofilippo e della Compagnia di Canicattì.  I militari dell’Arma, nel transitare in C.da Aquilata avrebbero notato alcune ombre aggirarsi sotto i teloni bianchi di un vigneto ed, avvicinandosi al fondo agricolo, avrebbero notato che i lucchetti posti a chiusura del cancello erano stati divelti.  I Carabinieri hanno bloccato due fratelli, Calogero e Bruno Massarto, posti agli arresti domiciliari.

Tentata rapina a una sede di corriere espresso, tre malviventi in fuga

Tre malviventi, con il volto coperto, hanno tentato di rapinare la sede del corriere espresso “Gls”, in contrada Sciabani, fra Canicattì e Naro. I delinquenti sono entrati in azione, durante la notte fra lunedì e martedì, mentre, a quanto pare, gli addetti stavano scaricando un carico. In quell’esatto momento – ossia mentre i tre malviventi – tentavano di mettere a segno il colpo, sono sopraggiunti i vigilantes della Ksm. Vigilantes che sono stati – secondo la ricostruzione ufficiale dei carabinieri – letteralmente speronati dai delinquenti che hanno tentato e sono così riusciti ad aprirsi un “varco” per scappare. Scattato l’allarme, in contrada Sciabani, sono accorse le pattuglie dei carabinieri della stazione di Naro che hanno anche tentato di inseguire il mezzo a bordo del quale si trovavano i rapinatori. I tre sono però riusciti a dileguarsi.

Accoltellato giovane egiziano. I carabinieri arrestano gli aggressori.

E’ in prognosi riservata – ma non dovrebbe essere in pericolo di vita – l’egiziano di 18 anni che è stato accoltellato al torace. I carabinieri della compagnia di Canicattì hanno arrestato due connazionali: un ventunenne ed un diciassettenne. I due dovranno, adesso, rispondere dell’ipotesi di reato di tentato omicidio.

Ieri, dall’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì partiva la segnalzione. Al pronto soccorso era appena arrivato un diciottenne, egiziano, ospite di una comunità alloggio della città, giunto con ferite da arma da taglio al torace.

Il giovane è stato subito ricoverato, le profonde ferite per poco non hanno leso i suoi organi vitali. Le attività di indagine, svolte immediatamente dai carabinieri, avrebbero permesso di raccogliere schiaccianti elementi probatori a carico di due egiziani, individuati quali aggressori della vittima.

Non è chiaro perché ci sia stata l’aggressione del diciottenne. Aggressione ed accoltellamento che è avvenuta sulla strada, proprio davanti la struttura alloggio. I due arrestati sono stati, rispettivamente, portati rispettivamente al Petrusa di Agrigento ed all’istituto penale per minorenni Malaspina di Palermo

“Non avevano le autorizzazioni per somministrare cibi e bevande”, blitz del Nas in due locali

Due locali di Canicattì molto frequentati non avrebbero i requisiti e le autorizzazioni necessarie per la somministrazione di cibi e bevande negli spazi e nelle strutture utilizzati. A queste conclusioni sono giunti i carabinieri del Nas di Palermo che, nella serata di venerdì, hanno effettuato una serie di controlli in attività commerciali e di somministrazione di cibo e bevande. I controlli erano specifici: verificare il possesso delle autorizzazioni sanitarie ed amministrative ed anche l’osservanza delle norme in materia igienico-sanitaria. Sotto quest’ultimo aspetto i carabinieri del Nas avrebbero trovato tutto in ordine e tutto pulito al punto da non avere nulla da eccepire. Cosa diversa invece per quanto attiene – secondo quanto riporta il Giornale di Sicilia – gli accertamenti dei carabinieri in merito all’occupazione del suolo pubblico e all’aumento delle volumetrie che non avrebbero corrispondenza con le autorizzazioni in possesso dei locali e che comunque seguirebbero un diverso iter amministrativo sia sotto l’aspetto edilizio che urbanistico. Secondo indiscrezioni, i titolari dei locali controllati sul momento non erano in grado di esibire alcune autorizzazioni richieste dai militari.

Trovato morto all’interno di un cortile, “caccia” aperta ai possibili complici

“Caccia” aperta ai complici di Viorel Popescu, 28 anni, trovato cadavere lunedì mattina in un condominio di largo Aosta. Per gli agenti del commissariato di polizia di Canicattì – secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia –  le possibilità che ci stia sbagliando nell’indicare la vittima come un “ladro acrobata” sono pressoché remote.  I poliziotti stanno cercando di individuare chi si trovasse, al momento della disgrazia, con il romeno, da tempo residente in città. Gli agenti della polizia Scientifica in queste ore hanno ipotizzato anche l’altezza ed il piano da cui è caduto nel tentativo di raggiungere un appartamento in cui rubare.

Canicatti’. Maxi controllo del territorio, un arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale

I carabinieri di Canicattì hanno effettuato un servizio straordinario di controllo nel centro cittadino e lungo le locali arterie stradali maggiormente trafficate. Durante un controllo, i militari hanno fermato un ciclomotore che circolava con il faro spento. Il conducente, un 40nne residente a Canicattì, però, non avrebbe rallentato, urtando il carabiniere che gli aveva intimato l’alt e successivamente avrebbe perso il controllo del ciclomotore andando a sbattere contro una vettura in sosta. Subito dopo, in evidente stato di alterazione psicofisica, si sarebbe scagliato contro gli altri carabinieri, i quali, con non poca fatica, sono riusciti ad immobilizzarlo. L’uomo è stato arrestato per “violenza e resistenza a pubblico ufficiale” ed sanzionato per guida in stato di ebbrezza, guida senza patente e circolazione senza la prevista copertura assicurativa.

Canicattì. Fiamme Gialle in azione in un noto locale della movìda

9 dipendenti in nero sono stati scoperti dai militari della Guardia di Finanza in un noto locale della movida canicattinese. Si tratta di camerieri, barman e cuochi che l’impresa aveva impiegato senza però assolvere ai doveri previsti dalla Legge. Tenuto conto che i lavoratori non assunti sono risultati superiori al 20 % dei dipendenti regolarmente occupati dell’impresa controllata, i finanziari hanno proceduto alla segnalazione dell’azienda all’Ispettorato del lavoro.

Asp, 8 dirigenti medici ad Ahrigento, Sciacca e Canicattì

Le priorità saranno per gli ospedali nei quali si sono registrate le maggiori cricità. Saranno otto i dirigenti medici che entreranno in servizio a breve, destinati ai pronto soccorso e, in generale, all’area di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza negli ospedali di Agrigento, Canicattì e Sciaca. Sarà questo il primo effetto dell’assunzione a tempo indeterminato di personale della dirigenza medica e del comparto in provincia. L’Asp di Agrigento ha, infatti, formalmente avviato le procedure per reclutare, con immediatezza, le nuove figure professionali con cui potenziare gli organici dando una decisa precedenza ai pronto soccorso e, in generale, all’area di medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza. I primi telegrammi sono già in partenza e fanno riferimento a posti vacanti relativi a selezioni precedentemente indette dall’Azienda, inseriti nella vecchia pianta organica e confermati con l’approvazione della nuova.La tanto attesa notizia, come si ricorderà, era stata comunicato, nei giorni scorsi, dal commissario dell’Asp, Gervasio Venuti, a margine di un  incontro con le organizzazioni sindacali e la RSU aziendale. I provvedimenti di reclutamento, una vera boccata d’ossigeno nel contrastare le criticità legate a carenze di personale sanitario, sono conseguenziali all’approvazione della dotazione organica, già decretata dall’Assessorato regionale alla Salute, e del piano del fabbisogno triennale 2017/2019 trasmesso, in via informativa, proprio alle stesse sigle sindacali.

Agrigento. Chiusa l’istruttoria diocesana per la causa di beatificazione del giudice Livatino

L’istruttoria diocesana sulla causa di beatificazione del giudice Rosario Livatino è stata completata. All’arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro sono stati consegnati i faldoni che raccolgono le testimonianze deposte dinanzi al Tribunale Ecclesiastico, ultima in ordine di tempo è stato il racconto fatto da un conoscente del giudice canicattinese agli organi milanesi della magistratura ecclesiastica. Sarebbero una ventina le testimonianze raccolte dal Tribunale ecclesiastico di Agrigento presieduto da don Lillo Argento, tra le quali quelle di una misteriosa guarigione di una donna e di alcuni avvocati di Agrigento e Canicattì, che nella loro attività professionale hanno avuto modo di confrontarsi con il giudice Rosario Livatino. La postulazione della causa di canonizzazione del giudice barbaramente assassinato il 21settembre del 1990 lungo la Strada Statale 640, era stata avanzata dal cugino del magistrato ucciso, don Giuseppe Livatino che guida la comunità di Raffadali. Adesso al cardinale Montenegro il compito di portare in Vaticano le carte che saranno vagliate dalla Sacra Congregazione per le cause dei Santi , per la valutazione finale circa l’eroicità delle virtù del Servo di Dio. Dopo eventualmente spetterà al prefetto della Congregazione proporre al Papa la firma del decreto di venerabilità, che permetterà al Servo di Dio di essere destinatario di culto pubblico, nell’attesa di essere proclamato beato. Una notizia attesa nell’agrigentino e che giunge a pochi giorni del danneggiamento della stele commemorativa posta dai genitori di Rosario Livatino sul luogo del delitto.

 

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Azzannato da un randagio finisce in ospedale: 40 punti di sutura

Tenta di difendere il proprio cane dall’aggressione di un randagio, che è riuscito ad intrufolarsi all’interno del giardino, e viene azzannato ad un polpaggio. Un uomo di Canicattì è finito – secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Sicilia – al pronto soccorso dell’ospedale “Barone Lombardo” dove i medici gli hanno applicato una quarantina di punti di sutura. E’ accaduto in un’abitazione di campagna.  Ed ieri, visto che a quanto pare il cittadino ferito è molto conosciuto in città, a Canicattì non si parlava d’altro.

L’oltraggio alla stele di Livatino, Montenegro: “Evitiamo compromessi con la mentalità mafiosa”

Sono parole intense di significato quelle dell’arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, dopo la notizia dell’oltraggio alla stele che ricorda il sacrificio di sangue che il Giudice Livatino ha pagato nel 1990. Se da una parte don Franco parla del vile gesto come una offesa nei confronti dei cittadini , dall’altro lo considera come una “spinta che spinge a recuperare con maggiore forza l’impegno a vivere e a testimoniare la giustizia”. ” Un oltraggio alla sua memoria- ha detto l’arcivescovo- per tentare di eliminare ogni traccia che ricordasse un uomo che ha vissuto per la giustizia e per essa ha dato la vita.

Dietro il vile atto di infrangere il monumento al giudice di Canicattì si nasconde quella logica mafiosa che tanto male ha fatto al nostro territorio. A queste persone ripetiamo l’appello di Giovanni Paolo II: “Convertitevi, un giorno verrà il giudizio di Dio”; a queste persone vogliamo dire con chiarezza che il loro modo di ragionare e di fare è fuori dal Vangelo e, pertanto, loro stessi sono fuori dalla chiesa; a queste persone vorremmo giungesse il grido di dolore di tanti genitori che – come quelli di Livatino – hanno dovuto piangere i loro figli innocenti, nella speranza che quelle lacrime li convincessero a fermarsi”. Nelle nota di mons. Montenegro si ripete la parola “basta”. “Basta con i reati contro la giustizia! Basta con il sangue innocente! Basta con la cattiveria- dice- usata nei confronti di chi vuole lavorare onestamente! Basta!”. Don Franco lancia un appello : “cerchiamo di essere noi un monumento vivente alla giustizia- afferma- al bene, al rispetto delle regole, all’amore. Come Livatino, nel posto in cui ci troviamo e nel lavoro che svolgiamo, impegniamoci ad essere persone giuste, corrette, integre; evitiamo ogni forma di compromesso con la mentalità mafiosa, ogni forma di omertà, di connivenza e di complicità con chi vuole dominare con il potere e l’ingiustizia. L’esempio che ci ha lasciato Livatino ci porti ad essere “affamati e assetati di giustizia”.

Solo così il suo esempio continuerà a vivere e la nostra testimonianza sarà la risposta più bella a quanti vogliono offendere la memoria delle persone giuste che hanno fatto grande la nostra terra”.

Coltivava Marijuana in casa. Arrestato giovane canicattinese

I carabinieri di Canicattì hanno arrestato, ai domiciliari, un 20enne del luogo per coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nell’abitazione del giovane i militari hanno trovato 4 vasi con piante di marijuana. Nel corso della perquisizione rinvenuta anche della sostanza stupefacente posta ad essiccare e nascosta all’interno di alcuni contenitori.

Rubava corrente elettrica. Arrestato canicattinese.

I carabinieri di Canicattì hanno arrestato , ai domiciliari, un 63enne per furto di energia elettrica. Nell’abitazione dell’uomo, alla periferia del comune di Canicattì, i militari, coadiuvati dal personale dell’Enel, avrebbero riscontrato un allaccio abusivo alla rete elettrica, realizzato dal canicattinese per alimentare la propria abitazione. Al 63enne, inoltre, è stato ritrovata una pistola semiautomatica detenuta legalmente ma durante i controlli ” è emerso – fanno sapere i carabinieri- che l’arma si trovava in un luogo diverso da quello indicato nella denuncia”. Oltre al furto di energia elettrica, l’uomo, dunque, dovrà rispondere anche della violazione alle norme in materia di custodia e detenzione delle armi.

Canicattì ricorda Marco Vinci il giovane ucciso per aver difeso un’amica

In un commosso silenzio, la città di Canicattì ha ricordato ieri in una fiaccolata, Marco Vinci il giovane brutalmente assassinato la notte tra il 17 e 18 giugno scorsi in piazza Dante. Parenti, autorità, amici e comuni ciottadini sono scesi in strada per ricordare il 22enne ucciso per aver difeso un’amica dalle avence di Daniele Lodato che è stato arrestato e si trova in Carcere.

Dicevamo che la città ha scelto il silenzio interrotto, in piazza Dante, sul luogo del delitto, dalla prghiera, una comunità ancora incredula e scossa che chiede una maggiore sicurezza allo Stato anche in considerazione ad altri episodi violenti che si sono verificati a Canicattì recentemente.

Un abbraccio simbolico quello che gli abitanti del grosso centro agrigentino hanno voluto dare ai familiari del giovane ucciso e per cui si chiede adesso giustizia.

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Fiaccolata in memoria di Marco Vinci

Una fiaccolata in memoria del giovane Marco Vinci, assassinato lo scorso 18 giugno a Canicattì per difendere una donna.  Nei locali della sala Giunta del palazzo di città si è tenuta la conferenza di servizi per la pianificazione logistica relativa all’evento di commemorazione. Concordata la data della fiaccolata che, in pieno accordo con la famiglia, si terrà martedì 4 luglio alle 20.30. La manifestazione prenderà il via da L.go Savoia (p.zza s.Diego) e si snoderà per il V.le Regina Margherita, via Cattaneo per concludersi in piazza Dante. “La cittadinanza- fanno sapere dal Comune – tutta è invitata a partecipare a questo momento di raccoglimento nel ricordo del giovane Marco Vinci già in possesso di fiaccola/candela”.

Incidente sulla 122, deceduto 85enne

Le sue condizioni inizialmente non sembravano destare preoccupazione. Ma sarebbe poi peggiorato. Non c’è stato nulla da fare per Giuseppe Capillo, coinvolto nell’incidente stradale di ieri mattina , lungo la strada provinciale 122 , che collega Canicattì con Castrofilippo. È deceduto questa notte al l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Il pensionato era al volante della sua Fiat Seicento quando, per cause ancora in corso di ricostruzione da parte della polizia Stradale, ha sbattuto – violentemente – con un autoarticolato di circa 18 metri di lunghezza.  L’impatto è stato violento. Capillo, residente a Castrofilippo, è rimasto incastrato fra le lamiere dell’utilitaria ed è stato soccorso e liberato dai vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì. Era ferito seriamente l’anziano, ma non risultava – stando a quanto è trapelato – essere in prognosi riservata. Durante la notte, però, il suo stato clinico si è aggravato.L’incidente stradale fra l’autoarticolato e la piccola utilitaria è stato ripreso dalle telecamere di un impianto di video sorveglianza del distributore di benzina lungo la statale 122. Immagini acquisite dalla polizia Stradale del distaccamento di Canicattì.

Castrofilippo. Violento scontro tra un’auto e un camion

Violento scontro in mattinata a Castrofilippo tra una fiat 600 con a bordo un anziano 85enne del luogo ed un autoarticolato, l’incidente si è verificato lungo la Strada Statale 122 per Canicattì, nei pressi di un distributore di carburanti. Ad avere la peggio il conducente dell’utilitaria che è stato trasferito d’urgenza in ambulanza all’Ospedale Barone Lombardo, le sue condizioni di salute sarebbero gravi ma l’85enne automobilista non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, anche i Vigili del Fuoco e gli agenti della Polizia Stradale di Canicattì che hanno eseguito i rilievi di rito. Al vaglio dei poliziotti anche le immagini dell’impianto di videosorveglianza della stazione di servizio che avrebbero potuto immortalare il violento impatto.

 

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Porto Empedocle. Successo per il 5° Festival di Danza Sportiva

Successo di pubblico per il quinto festival della danza sportiva svoltosi al PalaMoncada di Porto Empedocle. Ad incantare gli spettatori gli allievi dell’accademia “The Royal Latin American School” di Ribera e Canicattì. Circa 100 i ballerini che hanno dato saggio delle loro doti artistiche grazie alla minuziosa preparazione effettuata dai tecnici federali Ferdinando Marchese e Clara Brunetti che archiviato il festival, stanno già pensando ai campionati italiani in programma a Rimini per il mese prossimo. Nel tempio del basket agrigentino, tema principale della serata è stato il musical ‘La Bella e La Bestia’ tratto dall’ultimo colossal firmato Disney. In scena anche un particolare Show Dance tributo al principe della risata Totò, omagio che i maestri Marchese e Brunetti hanno preparato nell’anno del 50esimo anniversario di morte dell’indimenticabile attore. Ospiti della serata sono stati ‘I FUSIBILI’, la coppia di comici siciliani noti per aver partecipato ad importanti trasmissioni televisive. Tra i tanti talenti che si sono esibiti anche la cantante riberese Agata Aquilina, reduce da successo ottenuto nel talent Rai ‘THE VOICE’. A condurre la serata, Dario Testa, presentatore ufficiale della Federazione Italiana Danza Sportiva.

 

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Canicattì. In Ospedale due feriti rispettivamente con pistola e con coltello

Nella serata di ieri a Canicattì, 4 colpi di pistola sono stati indirizzati ad un uomo del luogo, V.C. queste le sue iniziali, di 31 anni. Quest’ultimo ferito alla coscia destra e al costato è giunto sanguinante al Pronto Soccocrso dell’Ospedale Barone Lombardo dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, il 31enne una volta uscito dalla sala operatoria è stato sentito dai Carabinieri guidati dal capitano Mario Amengoni, ai militari però l’uomo avrebbe riferito di non ricordare nulla sull’accaduto. Nella città dell’Uva Italia, ancora scossa per il brutale assassinio del giovane Marco Vinci, si è subito ipotizzata la pista passionale quale movente di quello che ha tutte le caratteristiche di un avvertimento piuttosto che di un tentativo di omicidio. Gli inquirenti comunque non escludono nessuna ipotesi e le indagini ruotano a 360°. Sempre ieri nel nosocomio canicattinese era giunto anche un bracciante agricolo di origine romena di 46 anni con ferite gravi da arma di taglio. L’uomo, al culmine di una lite sfociata nei campi a Delia, sarebbe stato accoltelato da un suo connazionale di 67 anni. Il ferito, sarebbe stato raggiunto da alcuni fendenti al ventre, sottoposto ad un delicato intervento chirurgico sarebbe adesso fuori pericolo.

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Nell’agrigentino anche i defunti rinnovano la tessera del PD: succede a Ribera

Bufera tesseramenti nel PD agrigentino, a Ribera grosso centro conosciuto per le sue arance e anche per aver dato i natali a Francesco Crispi, anche i defunti avrebbero rinnovato la tessera di partito. E’ il caso del compianto deputato regionale, nonché sindaco di Ribera, Santo Tortorici. L’ex onorevole infatti, è passato a miglior vita nel maggio dell’anno scorso, i suoi funerali si svolsero nella chiesa madre di Ribera, alle esequie partecipò una folla commossa che rese omaggio a colui che per 15 anni guidò il paese. Nonostante la sua dipartita però, Santo Tortorici lo scorso 24 febbraio avrebbe rinnovato l’adesione al partito democratico, seppur con una data di nascita sbagliata, il suo nominativo figurerebbe nell’elenco degli iscritti al circolo di Ribera.

La campagna di tesseramento comunque nel centro Crispino, avrebbe fatto registrare altre anomalie di cui si sarebbe accorto anche il segretario del locale circolo l’avvocato Nino Tornambè, quest’ultimo vicino alle posizioni dell’onorevole Angelo Capodicasa, avrebbe consegnato al Partito un elenco di 111 nominativi che subito dopo, sarebbero diventati 366, ovvero 255 in più, tra loro anche il defunto Tortorici.

Tornambè avrebbe dunque comunicato le incongruenze alla segreteria Provinciale, che per tutta risposta, tramite email, avrebbe avvertito il segretario del circolo di Ribera, che nelle more delle dovute verifiche a cura della commissione di garanzia, la campagna tesseramento viene momentaneamente sospesa.

Una comunicazione interna che però il segretario di Ribera avrebbe reso nota, gesto quest’ultimo che ha fatto indispettire il segretario provinciale del PD di Agrigento Peppe Zambito che a breve, chiederà il commissariamento del circolo di Ribera.

“Le anomalie possono succedere – ci dice il renziano Peppe Zambito – l’anno scorso, in Provincia di Agrigento, abbiamo annullato 1000 tessere, stiamo provvedendo a verificare gli elenchi in tutti i grossi centri dell’agrigentino, Sciacca, Licata, Ribera, Canicattì e Favara, comunque, la responsabilità sul tesseramento a Ribera è del segretario locale che dopo la comunicazione delle anomalie, doveva lavorare con la segreteria Provinciale e non rendere pubbliche delle comunicazioni interne. Tra l’altro – ha aggiunto Zambito – ci risulta che Tornambè, in fase di tesseramaneto, non abbia fatto una campagna promozionale consona alle regole del partito.”

Dal suo canto, Tornambè dice di non puntare l’indice contro nessuno e di lavorare per il bene del partito.

Nell’attesa che il PD faccia luce sul numero esatto dei suoi tesserati, in molti nell’agrigentino, mettono in dubbio non solo l’entità numerica degli iscritti ma anche la regolarità delle altre attività del partito, in primis quelle dello svolgimento delle primarie per la scelta dei candidati. E il tutto accade alla vigilia del rinnovo del parlamento e del governo regionale.

 

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Dedè Cammalleri di Canicattì a 111 anni è il cavaliere più anziano d’Italia

L’insegnate in pensione Diega Cammalleri, 111 anni di Canicattì, è stata insignita dell’onorificenza a “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica”. A concedere il riconoscimento è stato la più alta carica dello Stato, ovvero il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Diega Cammaleri, al secolo Dedè, ha dedicato la sua vita alla formazione, laureata in Pedagogia a Messina, è stata la maestra di diverse generazioni di alunni. Lo scorso 23 ottobre, ha festeggiato il suo 111° compleanno. La maestra più longeva d’Italia non ha mai voluto sposarsi e attualmente vive con la sorella minore, Filippa, che di anni ne ha “solo” 105. A quanti gli chiedono di cosa è ghiotta, Dedè risponde senza indugi: caffè, bevanda quest’ultima che non può mancare in casa Cammalleri. La pergamena della onorificenza concessa dal Presidente Mattarella, si aggiunge al diploma di benemerenza di prima classe per otto lustri di lodevole servizio nelle scuole elementari, conferitole il 18 luglio 1975 e a un riconoscimento del Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini giunto in occasione del 111° compleanno.

 

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Tragico scontro di Canicattì. La Procura apre un’inchiesta

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta sull’incidente di domenica scorsa che lungo il vecchio tracciato della Strada Statale 640 in territorio di Canicattì, ha causato la morte della 38enne Elena Giardina. Intanto su disposizione del magistrato titolare, la dottoressa Simona Faga, è stato restituita la salma ai familiari per i funerali. A causa di un violento trauma cranico, un bambino di 11 anni che viaggiava a bordo della Renault Megane condotta dal padre, è stato trasferito in un nosocomio di Messina. Le sue condizioni di salute avrebbero messo in allarme i sanitari del Barone Lombardo di Canicattì che ne hanno disposto il ricovero in una struttura più attrezzata. Stazionarie invece le condizioni degli altri membri della famiglia canicattinese coinvolta nell’incidente. Ricordiamo che il tragico sinistro avvenne intorno alle ore 13:00 di domenica scorsa nel vecchio tracciato della statale che dal Centro Commerciale di Castrofilippo porta a Canicattì. Le condizioni di salute della donna, erano subito apparse gravi ai sanitari del 118. Nonostante il tentativo di strapparla alla morte, Elena Giardina è deceduta durante il trasporto all’Ospedale Sant’Elina di Caltanissetta.

 

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Canicattì, tragico incidente stradale: muore giovane mamma

Tragico incidente stradale sulla Strada Statale 640 Agrigento Caltanissetta, pesante il bilancio che è di una vittima e 5 feriti.Lo scontro è avvenuto lungo il vecchio tracciato della statale che dal Centro Commerciale di Castrofilippo porta a Canicattì, il sinistro è avvenuto ieri intorno alle ore 13:00, ad entrare in collisione una ford Fiesta con a bordo una donna di Canicattì, e una Reanualt Megane su cui viaggiava una famiglia di 5 persone. Lo scontro, le cui cause sono al vaglio degli agenti della Polizia Stradale di Canicattì, non ha lasciato scampo alla donna, si tratta di Elena Giardina di 38 anni. Le sue condizioni di salute erano subito apparse critiche ai sanitari giunti sul posto. Il decesso sarebbe avvenuto sull’ambulanza, durante la disperata corsa verso l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta dove però è giunta cadavere. Conseguenze fortunatamente non gravi invece per gli occupanti dell’utilitaria francese che sono stati trasportati con le ambulanze al vicino ospedale Barone Lombardo. Elena Giardina, lascia il marito e una figlia piccola.

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Occupazione. Offerte di lavoro consultabili presso l’URP dell’ex Provincia di Agrigento

Opportunità occupazionali, secondo quanto trasmesso dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento, sarebbero più di 1000 le offerte di lavoro, che le migliaia di persone in cerca di occupazione possono consultare, recandosi presso l’ufficio relazioni con il pubblico dell’ex Ente Provincia. Gli impieghi si riferiscono a tutto il territorio Nazionale e riguardano sia il settore pubblico sia quello privato, con tipologie di contratto a tempo determinato o part-time. Un’offerta ampia e diversificata – dicono dal Libero Consorzio – 1000 sono i posti disponibili per il reclutamento di giovani nella Polizia di Stato. In Italia si cercano anche 65 figure professionali, in possesso delle lauree in Psicologia, Ingegneria, e Biologia da impiegare sempre nei reparti della Polizia. Altri concorsi e assunzioni riguardano l’Agenzia delle Entrate, il ministero dei Beni Culturali, il servizio centrale dell’avvocatura di Torino, l’Istituto di vigilanza assicurazioni e l’Epso dove è stato bandito un concorso pubblico per funzionari amministrativi. I bandi e le offerte di lavoro, come detto, sono consultabili presso l’Ufficio relazioni con il pubblico di Agrigento sito in piazza Vittorio Emanuele, oppure nelle sedi periferiche di Canicattì, Bivona, Sciacca, Cammarata, Licata e Ribera. Un importante servizio quindi, volto ad informare i tanti giovani in cerca di un lavoro, in una terra, dove purtroppo, il tasso di disoccupazione è ai massimi livelli storici e da qualche anno dilaga il fenomeno della emigrazione.

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Canicattì. Il freddo uccide un senzatetto sessantenne

Il freddo ha causato una vittima anche nell’agrigentino, le gelide temperature della scorsa notte non hanno lasciato scampo ad un senzatetto a Canicattì, la vittima si chiamava Gioacchino Mongitore, 57 anni del luogo. Un uomo solitario, con un passato nel calcio professionistico all’estero, in Belgio e che per varie vicisittudini, aveva deciso di isolarsi, anche dalla famiglia cercando anche consolazione nell’alcool. IL suo cadavere è stato scoperto nella mattinata di ieri nei pressi di una panchina in piazza Vespri. A notare il corpo esamine, alcuni passanti che hanno allertato i soccorsi. Inutili i tentativi di rianimarlo dei sanitari del 118, l’uomo secondo i medici, sarebbe morto per assideramento. Un ragazzo per bene che non dava fastidio a nessuno, così lo ricorda il macellaio della zona che è stato tra le persone che hanno chiamato il 118. Quella di Gioacchino Mongitore è il tragico epilogo di un atroce destino quello di un uomo, che grazie alla sue professione, ha probabilmente conosciuto gli agi di un’attività redditizia sfumata poi nei tortuosi sentirti della vita.

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Allarme centri storici in Sicilia: il pericolo è dietro l’angolo

Il crollo della vecchia palazzina a tre elevazioni nel centro storico di Canicattì, riaccende i riflettori sullo stato di emergenza in cui versano i vecchi nuclei abitativi. L’immobile ubicato in un cortile adiacente alla via Trapani, è un manifesto tipo, condizione comune a innumerevoli vetusti edifici abbandonati e lasciati al loro triste destino, il tutto naturalmente a discapito della pubblica incolumità. Fortunatamente l’edificio canicattinese era abbandonato da tempo e secondo quanto appreso, lo stesso era stato attenzionato dal Comune, sull’immobile infatti, penderebbe un’ordinanza di messa in sicurezza che però non sarebbe stata eseguita dai proprietari che risiederebbero all’estero. Il crollo che si è registrato nella Città dell’Uva Italia, è simile ad altri che frequentamente avvengono in molti altri centri storici della Sicilia. I cuori antichi delle città, purtroppo, a causa dell’incuria e dell’abbandono, rappresentano spesso dei veri e propri focolai di pericoli pubblici. Anche a Canicattì, il destino non ha voluto danni a persone, ma non sempre la fortuna assiste, basti ricordare ad esempio, il drammatico caso del 23 gennaio 2010 di via del Carmine a Favara, dove persero la vita le piccole sorelle Bellavia. Mai come adesso, in Sicilia, occorrerebbe una politica della messa in sicurezza, salvaguardia e valorizzazione dei centri storici che garantirebbe non solo la sicurezza degli abitanti ma anche uno sviluppo economico e turistico dei quartieri tramandatici dai nostri avi.

 

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Ecco la nuova rete ospedaliera siciliana

L’obiettivo è quello di migliorare la “sanità di prossimità” per garantire ai pazienti le cure migliori, nel tempo minore. In questo contesto l’assessore regionale Baldo Gucciardi ha presentato , ieri, ai sindacati numerose novità dell’ennesima riscrittura della rete ospedaliera siciliana. La rete segue il modello che suddivide gli ospedali gerarchicamente in “hub” (strutture di secondo livello altamente specializzate e integrate), “spoke” (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (sono quelli che mantengono almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l’ortopedia), ospedali in zone disagiate (dispongono delle strutture base per affrontare le emergenze). Numerose le modifiche rispetto alla classificazione, abbastanza contestata, presentata lo scorso mese di settembre. Ad Agrigento, insieme allo spoke già individuato in precedenza nel “San Giovanni di Dio” del capoluogo, si aggiunge l’ospedale riunito di Sciacca e Ribera. Confermati come presidi ospedalieri di base quelli di Canicattì e Licata. A Caltanissetta spunta un “hub”, una struttura altamente specializzata, quindi, non prevista nella prima versione della rete: è quella che unisce l’ospedale del capoluogo nisseno con quello di San Cataldo. I centri hub cioè quelli di secondo livello altamente specializzati e integrati, da tre diventeranno ben otto. Non sarà più ridimensionato il San Raffaele Giglio di Cefalù: il suo ruolo, infatti, sarà quello di ospedale di primo livello (Spoke) e non semplice presidio di base, e ciò certamente scongiurerà il taglio di reparti e personale. Nella nuova rete scompaiono gli “ospedali di comunità” e fanno la propria comparsa le strutture in zone “ad alto rischio ambientale”. Quella presentata da Gucciardi non è ancora tutta la rete ospedaliera: per conoscere l’articolazione dei reparti e dei singoli posti letto provincia per provincia si dovrà aspettare alcuni giorni.

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Canicattì, arrestato 30enne. E’ accusato di maltrattamenti, minacce e lesioni all’ex moglie.

Non poteva avvicinarsi all’ex moglie, su disposizione della procura della Repubblica di Agrigento, ma ha violato la misura cautelare. A Canicattì, ieri pomeriggio, la Polizia, ha arrestato in flagranza di reato di Vincenzo Curto di 30 anni. L’uomo si è recato , a casa dell’ex moglie e con la forza ha tentato di entrare in casa abbattendo la porta con calci e pugni, in presenza dei tre figli minori di 8 e 5 anni e 10 mesi. Il 30enne enne è stato arrestato per i reati di maltrattamenti in famiglia, danneggiamento aggravato, minacce gravi e lesioni personali nei confronti dell’ex moglie. La donna durante l’aggressione è rimasta ferita ad entrambi i polsi ed è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì.

 

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Coltellata contro un ghanese, 20enne nigeriano nei guai

Momenti di panico in una stuttura di accoglienza di Canicattì.

Un nigeriano sarebbe andato in escandescenze, danneggiando gli arredi della comunità e con un coltello avrebbe ferito un ghanese, ospite della stessa struttura. E’ accaduto nella tarda serata di ieri .

I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia, immediatamente arrivati sul posto, hanno arrestato, in flagranza di reato, l’immigrato. Dovrà, adesso, rispondere di danneggiamento, lesioni personali, porto abusivo d’armi e resistenza a pubblico ufficiale. Il nigeriano di 20 anni, dopo l’arresto, è stato collocato nelle camere di sicurezza della compagnia dell’arma di Canicattì, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

L’immigrato – stando alle ricostuzioni dei carabinieri – è andato in escandescenze per futili motivi.

 

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Sferra una coltellata ad un amico, arrestato

Un romeno di 49 anni, Adrian Daraban, è stato arrestato, in flagranza di reato, dai carabinieri a Canicattì per aver sferrato una coltellata, per futili motivi, ad un connazionale. E’ accaduto il primo giorno dell’anno.

L’arresto è stato già convalidato ed il romeno è stato sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora. E’ accusato delle ipotesi di reato di lesioni personali aggravate e porto di armi ed oggetti atti ad offendere. La discussione, per futili motivi, si è verificata nel centro abitato. Il 49enne avrebbe – secondo la ricostruzione dei carabinieri – estratto un coltello a serramanico ed avrebbe sferrato una coltellata al proprio connazionale. I carabinieri di Canicattì, intervenendo immediatamente, sono riusciti a bloccare in flagranza di reato il romeno che è stato arrestato e posto, su disposizione del sostituto procuratore di turno, agli arresti domiciliari.

Il ferito è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale “Barone Lombardo”.

 

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Assunzioni “fantasma”

Assunzioni “fantasma” che avrebbero garantito finte giornate di lavoro a 32 persone con truffa pari a 150mila euro. Le ha scoperte la guardia di finanza di Canicattì, nell’ambito di un’operazione denominata “le anime morte” che ha consentito di denunciare due titolari di aziende agricole e 32 falsi lavoratoti. Le fiamme gialle su ordine dal sostituto procuratore delle Repubblica di Agrigento , Andrea Maggioni, passando al setaccio la documentazione contabile hanno smascherato rapporti di lavoro in realtà del tutto inesistenti per i quali l’I.n.p.s ha erogato indennità, negli anni 2008, 2009, 2010 e 2011, assistenziali e previdenziali (disoccupazione, maternità e malattia). Il presupposto per aver titolo all’erogazione dell’indennità è, oltre allo stato di disoccupazione, quello di aver svolto nell’anno di riferimento attività bracciantile per un numero minimo di giornate lavorative. Numerosi gli elementi che hanno portato i finanzieri a dimostrare la fittizietà delle imprese agricole coinvolte come, ad esempio, la completa assenza di sedi operative, l’omessa presentazione delle previste dichiarazioni dei redditi, l’assenza dei requisiti minimi necessari per poter svolgere una qualsiasi attività d’impresa agricola.

L’accusa per tutti è di truffa aggravata ai danni dell’Inps.

L’operazione ha confermato la gravità e l’estensione del fenomeno delle truffe ai danni dell’istituto previdenziale collegate alle false assunzioni di braccianti agricoli, metodiche fraudolente particolarmente diffuse nelle zone la cui economia vede una forte presenza dell’agricoltura .

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Canicattì. Rubata l’auto di don Giuseppe Pontillo

Parroco si reca nel suo paese di origine per soggiornare nella casa di famiglia ma al risveglio, trova una brutta sorpresa, ignoti malviventi infatti avrebbero rubato la sua automobile.

Questa in sintesi è quanto accaduto a don Giuseppe Pontillo, attuale responsabile dei Beni culturali della Diocesi di Agrigento. Il furto si è verificato in via Sondrio a Canicattì, l’auto rubata è una Alfa Romeo Giulietta.

Don Giuseppe ha denunciato il furto alle forze dell’ordine. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Usura. Maxi sequestro ai canicattinesi Marturana

Beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, sono stati sequestrati ai fratelli canicattinesi Gaetano e Roberto Marturana, rispettivamente di 51 e 38 anni ed alla loro madre, Angela Luvaro di 74 anni. Il provvedimento è stato emesso Operazione “Tie Break”, sequestrato il patrimonio dei fratelli Marturana, dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Agrigento, ed è stato eseguito dalla sezione anticrimine della Polizia di Agrigento in collaborazione con gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza. I Marturana, coinvolti nell’operazione “Tie Break”, secondo gli inquirenti, devono la loro fortuna alle attività di usura. Ricordiamo che l’operazione “Tie Break” scattò nel settembre 1998 quando finirono in carcere più di venti persone. Tra di loro anche professionisti e bancari. Il processo si è concluso nel 2010 con undici condanne per complessivi 66 anni di carcere, 31 mila euro di multa e quasi 16 mila euro quale provvisionale di risarcimento danni alle parti civili. La condanna più pesante, 13 anni di carcere, era stata emessa per Gaetano Marturana ritenuto la mente dell’organizzazione di usurai. Condannata era stata anche la madre, Angela Luvaro, complessivamente a a 7 anni di reclusione, ed il 38enne fratello minore, Roberto Marturana, a 5 anni. In mattinata i dettagli dell’operazione sono stati illustrati alla Questura di Agrigento nel corso di una conferenza congiunta tra Polizia e Fiamme Gialle. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

38enne disoccupato di Canicattì arrestato dai Carabinieri per espiazione pena in carcere

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Licata, in esecuzione dell’Ordinanza emessa dall’Ufficio Esecuzioni penali del Tribunale di Agrigento, traevano in arresto, ARROSTUTO Giampiero, classe 1978, disoccupato di Canicattì, pregiudicato, dovendo il medesimo espiare la pena definitiva di anni 3 e mesi 1 di reclusione poiché giudicato colpevole di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, fatti commessi a Licata nell’anno 2012. L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva associato presso la Casa Circondariale di Agrigento, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

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Canicattì, denunciata famiglia violenta 

I poliziotti del Commissariato di Canicattì hanno denunciato i componenti di una famiglia, il padre di 45 anni, il figlio di 22 anni, la figlia di 18 anni, e il convivente della 18enne, di 25 anni. Risponderanno di lesioni aggravate, minacce, e danneggiamenti contro un uomo di 29 anni di Canicattì che sarebbe stato fidanzato, per un periodo di tempo, con un’ altra figlia, di 23 anni, del 45enne il quale, appena appresa la notizia dello scioglimento del fidanzamento, spalleggiato dagli altri familiari, avrebbe organizzato una spedizione punitiva contro il 29enne: sotto casa di lui, prima minacce, poi l’aggressione, e poi il grave danneggiamento della sua automobile.

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DEPURATORE NON IN REGOLA A CANICATTI, ARRIVANO LE MULTE 

Continuano gli accertamenti diretti a verificare lo stato dei depuratori nei vari comuni dell’agrigentino. Dopo quello di Siculiana, è arrivato il turno del comune di Canicatti. Il controllo non ha avuto esiti positivi secondo i tecnici dell’Arpa i quali hanno eseguito  i prelievi analizzando le acque che dal depuratore vengono riversate nel fiume Naro.  Nello specifico,   i prelievi sono stati eseguiti nelle acque in entrata e in uscita dal depuratore di contrada Ponte Bonavia, alla periferia di Canicattì. I risultati registrati, dagli accertamenti compiuti,  vanno ogni oltre limite consentito dalla legge in materia tutela ambientale.  Dunque ne ha fatto seguito una multa nei confronti del sindaco  Vincenzo Corbo,del presidente Marco Campione, e del legale rappresentante di Girgenti Acque, Calogero Giuffrida. Ognuno di loro dovra’ pagare 6 mila euro ciascuno. I tre  rischiano anche un’ammenda che va dai 3 ai 30 mila euro ciascuno.

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Polizia indaga su appalto rifiuti di Canicattì

La Polizia di Canicatti’ ha acquisito in Municipio alcuni documenti sulla gara d’appalto per l’assegnazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani espletata dal comune di Canicattì nel settembre del 2014 quando l’amministrazione del sindaco Vincenzo Corbo decise di fuoriuscire dalla Dedalo ambiente e provvedere autonomamente a gestire il servizio di nettezza urbana. Si tratterebbe di un accertamento sollecitato dalla Regione Sicilia che ha appena segnalato all’Autorità nazionale anticorruzione ben 74 Comuni siciliani che hanno affidato, senza alcuna gara d’appalto, il servizio di raccolta dei rifiuti. Sono stati ascoltati anche tecnici e dirigenti comunali.

Canicattì, rocambolesca rapina a distributore carburanti 

Alla periferia di Canicatti’ ignoti malviventi hanno divelto e rubato una colonnina contenente i soldi di un distributore di benzina. Per scassinare la colonnina i banditi hanno utilizzato un trattore appena rubato in un fondo agricolo a Ravanusa. Poi il trattore è stato abbandonato a poca distanza dal distributore, è stato recuperato dai Carabinieri e restituito al proprietario. Il bottino ammonta a circa 80 euro, davvero misero, ma il colpo ha provocato ingenti danni al distributore.

Canicattì, soccorsa bimba abbandonata in un’abitazione

Una bambina di un anno e 2 mesi, e’ ricoverata, nel reparto di Pediatria dell’ospedale “Barone Lombardo” di Canicatti’. E’ figlia di una coppia originaria della Romania ed e’ stata scoperta dai Carabinieri all’interno di un’abitazione fatiscente e precaria. La bambina era denutrita ed in condizioni di ipotermia. Subito soccorsa e trasportata in ospedale, adesso saranno gli assistenti sociali a valutare se affidare la bambina a una comunità protetta. Nel frattempo la posizione dei genitori è al vaglio degli inquirenti.

Furto di olive a Canicattì in terreno confiscato alla mafia

E’ stato perpetrato un furto di olive, ancora non raccolte, a Canicatti’, in contrada Cuccavecchia, in un terreno confiscato all’imprenditore Calogero Di Caro, più volte condannato per associazione mafiosa. Ad accorgersi e a denunciare il furto sono stati gli operai della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, impegnati nella stagionale raccolta delle olivo su invito dell’amministrazione comunale di Canicattì.

Venticinque anni fa l’omicidio Livatino

Un 21 settembre come oggi ma di 25 anni fa. Un periodo cruento in cui si fronteggiavano Cosa Nostra e Stidda. In provincia di Agrigento, l’organizzazione criminale ribelle decise di mostrare i muscoli con un omicidio che avrebbe fatto discutere. Nel mirino un giovane giudice canicattinese: Rosario Livatino. Solo, a bordo della sua Ford Fiesta, lungo la statale 640, diretto come ogni giorno al Tribunale di Agrigento, fu affiancato da un commando che lo finì in una scarpata arida alle porte della città dei Templi, nel vano tentativo di fuggire. Venticinque anni dopo, la sua città lo ricorda con una serie di iniziative che oggi raggiunge il suo culmine. Nella Chiesa Madre di Canicattì, questa mattina, una messa è stata concelebrata dall’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Franco Montenegro. Presente anche don Luigi Ciotti, presidente di Libera. La personalità religiosa di Livatino, oggi Servo di Dio per la Chiesa, è al centro di un processo di canonizzazione, le cui testimonianze arriveranno a breve in Vaticano.   Alle cerimonie di questa mattina, poi spostatesi nel luogo del delitto dove sorge una stele, ha preso parte anche il ministro degli Interni, Angelino Alfano. Da Guardasigilli, il politico agrigentino fece intitolare al magistrato canicattinese l’aula verde del Ministero della Giustizia.  Mandanti ed esecutori dell’omicidio di Rosario Livatino sono stati processati e condannati con sentenza passata in giudicato. In tre processi con 10 imputati, ad 8 è stato inflitto l’ergastolo, mentre uno sconto di pena è stato applicato a due collaboratori di giustizia.

Duplice tentato omicidio a Canicattì

Nell’arco di una notte, la polizia ha chiuso il cerchio sulle sue ipotesi investigative, la magistratura sta mettendo un primo sigillo alle indagini. Al centro del lavoro degli inquirenti, un grave fatto di sangue come quelli che non si ricordavano dai tempi della Guerra di Mafia a Canicattì. Stavolta però il contesto non riguarda la criminalità organizzata ma lo spaccio di sostanze stupefacenti. Almeno così riferiscono le fonti investigative. Ieri sera, intorno alle ore 21, all’estrema periferia della città dell’Uva Italia, in contrada Coda di Volpe, nei pressi del cimitero, una sparatoria ha travolto due canicattinesi di 27 e 41 anni: Giuseppe Sorce e Giovanni Milana. Entrambi sono stati raggiunti da circa tre colpi d’arma da fuoco ciascuno, in punti sensibili del loro corpo, come l’addome o lo sterno, tanto che le loro condizioni sono apparse gravissime sin da subito. Secondo una prima ricostruzione, non si è trattato di un avvertimento: i killer volevano uccidere. Scattato l’allarme, le ambulanze del 118 hanno soccorso le vittime, trasportandole d’urgenza all’ospedale “Barone Lombardo”. Giuseppe Sorce e Giovanni Milana sono stati sottoposti nella notte a dei delicati interventi chirurgici, ma il loro quadro clinico rimane delicato. Nelle stesse ore in cui i medici del nosocomio canicattinese lavoravano tra bisturi e garze, i poliziotti del Commissariato, diretto dal vice questore aggiunto Valerio Saitta, hanno scavato nel vissuto dei feriti e sono arrivati a Giuseppe e Vincenzo Mongitore, padre e figlio di 60 e 31 anni.  Il più giovane dei due è stato coinvolto nell’autunno del 2011 in due inchiesta antidroga: “Panis” e “Strike”. La sua posizione giudiziaria è stata unificata in un unico processo, ancora pendente in primo grado al tribunale di Agrigento, per via di problemi ad un giudice del collegio. Giuseppe e Vincenzo Mongitore sono stati fermati stanotte, intorno alle 2, dalla polizia e sono stati subito sottoposti al test dello stub, l’esame utile a rilevare la presenza di polvere da sparo sul corpo e sui vestiti. I risultati non sono stati ancora diffusi ma i due, nella tarda mattinata di oggi, sono stati condotti nel carcere Petrusa di Agrigento, in attesa della convalida delle prossime ore. Il loro legale è l’avvocato Calogero Meli. I Mongitore sono accusati a vario titolo di tentato omicidio, concorso in tentato omicidio e porto illegale di armi da fuoco.

Muore dopo la separazione dal marito  

A Canicattì una donna di 45 anni, abitante da sola dopo la separazione dal marito, è stata scoperta cadavere nella sua abitazione. Il corpo è in avanzato stato di decomposizione ma senza tracce di violenza. Polizia e Vigili del fuoco sono stati allarmati dai vicini di casa preoccupati dall’ assenza perdurante della donna. Verosimilmente un malore ha provocato il decesso.

Incidente mortale sulla Naro – Canicatti’

Ancora una domenica di sangue sulle strade della provincia di Agrigento. Ancora una giovane vita spezzata in un caldissimo giorno d’estate. A perdere la vita, Angela Cutaia, 19 anni di Canicatti’. La ragazza e’ morta in un incidente lungo la strada provinciale che collega Naro con Canicatti’. Angela Cutaia era a bordo di una Fiat Seicento azzurra che, per causa ancora in corso di accertamento da parte dei carabinieri, si e’ ribaltata piu’ volte. Secondo i primi riscontri, l’incidente sarebbe autonomo. A quanto pare, la vittima viaggiava nel sedile passeggero. Forse un malore di chi era alla guida della piccola utilitaria, oppure una distrazione, potrebbero essere le cause che hanno determinato l’incidente che ha innescato il successivo capottamento dell’auto. Angela Cutaia e’ deceduta poco prima dell’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale Barole Lombardo di Canicatti’. Inutile la corsa in ambulanza nel tentativo di strapparla alla morte. Lievemente ferita la ragazza alla guida, T.A. anche lei diciannovenne e anche lei di Canicatti’. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i carabinieri di Naro.

 

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Pronto soccorso di Canicattì, al via i lavori di ristrutturazione

Il Direttore Generale dell’ASP di Agrigento, Salvatore Lucio Ficarra, comunica che in data odierna sono iniziati i lavori di ristrutturazione del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero del Barone Lombardo di Canicattì.I lavori, in questa prima fase, riguardano lo spostamento del “Triage” che verrà allocato in un ambiente che consentirà il controllo della sala d’attesa e l’ampliamento degli spazi di osservazione. Le nuove aree consentiranno di migliorare la logistica interna, tenuto conto dell’alto numero di pazienti che ogni giorno aspettano l’eventuale ricovero. Questi lavori sono inseriti in un programma-progetto che prevede una nuova e più efficiente sistemazione del Pronto Soccorso di Canicattì. Tutto ciò, al fine di eliminare gli annosi problemi che da tempo affliggono il P.O. Barone Lombardo ed in particolare il Reparto di Pronto Soccorso.

Canicatti’ inaugurata la mostra La grande guerra. Fede e valore

Sara’ possibile visitarla fino al 31 marzo a Canicatti’, all’interno del Museo sociale,  la mostra dal titolo “la Grande guerra. Fede e valore”, inaugurata ieri in presenza del Prefetto Nicola Diomede e con la partecipazione, tra gli altri, del sindaco e del Comandante della Regione Militare Sud. L’evento s’inserisce nell’ambito delle iniziative del Centenario della “Grande Guerra”. Durante l’esposizione, il personale dell’Esercito guidera’ il pubblico attraverso la narrazione di 18 pagine di storia che testimoniano non solo il sacrificio dei nistri soldati che hanno partecipato alle operazioni belliche ma anche i volti della gente comune e le difficolta’ di interi nucleri familiari che hanno vissuto quel delicatissimo e travagliato periodo storico.

ARRESTATO CALOGERO TURCO

Calogero Turco, abitante a Canicattì, 29enne disoccupato, è stato arrestato in mattinata dai Carabinieri della locale Stazione in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo.L’uomo deve scontare in stato di detenzione domiciliare la pena di un anno e due mesi a cui è stato condannato per detenzione illegale di una pistola con matricola abrasa.La vicenda risale al mese di settembre del 2013. Ed ancora un operaio di Licata è stato arrestato  dai militari dell’Arma di Licata in ottemperanza di un provvedimento di carcerazione emesso alcuni giorni fa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo. Filippo Moscato, 58enne, condannato alla pena di cinque mesi di reclusione per evasione, dopo la notifica dell’ordinanza è stato accompagnato nella propria abitazione dove dovrà scontare la pena  in stato di detenzione domiciliare.

 

Cronaca del 13-01-2015

A Porto Empedocle, due donne, spacciandosi come impiegate dell’Inps, hanno approfittato dell’imprudenza di un anziano di 90 anni, hanno bussato e sono entrate dentro casa sua, e hanno rubato i soldi custoditi dentro una cassaforte. Il bottino ammonterebbe a circa 3mila euro. Indagini in corso da parte della Polizia del locale commissariato diretto da Cesare Castelli. E sempre a Porto Empedocle, in via Roma, il 5 dicembre 2013, si è scatenata una violenta rissa. Un ragazzo di 26 anni, al culmine dello scontro, è stato accoltellato. Il giovane, ferito all’addome, è stato soccorso e trasportato all’ Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Ad accoltellare il 26enne sarebbe stato Giuseppe Gangarossa, 51 anni, di Porto Empedocle, arrestato dalla Polizia. Adesso, al palazzo di giustizia, il Tribunale di Agrigento ha condannato l’empedoclino a 4 anni di carcere. E a Canicattì si sono vissuti momenti di panico e paura per una lite tra marito e moglie. La donna è scappata in strada per sfuggire alla rabbia dell’uomo. Il marito ha inseguito la moglie, e lei si è riparata dentro la Guardia Medica, in via Pietro Micca. Le forze dell’ordine, allarmate dal personale della Guardia Medica, si sono adoperate per restituire ordine e serenità alla coppia che è rientrata in casa. Ed ancora i Carabinieri di Cattolica Eraclea hanno denunciato a piede libero alla Procura, per danneggiamento aggravato, B S , ecco le iniziali del nome, 40 anni, disoccupato, allorchè nottetempo avrebbe appiccato il fuoco al portone d’ingresso del Municipio recentemente intitolato al professor Francesco Renda.

 

 

 

Canicatti’, investito e ucciso un romeno

Un romeno senza fissa dimora, Costantin Dongoru, 63 anni, è stato investito da un’automobile, all’ingresso di Canicatti’. Il conducente ha prestato il soccorso ma l’ uomo è morto. Dongoru da tempo ha vissuto a Canicattì grazie alla locale mensa della solidarietà. Il servizio funebre è stato pagato dall’ amministrazione comunale presieduta dal sindaco Corbo.

Approvata la rete ospedaliera in Commissione Sanità

La nuova rete ospedaliera c’è. Finalmente la Commissione Sanità dell’Ars ha dato il via libera al nuovo piano di rimodulazione della rete apprezzando la nuova riorganizzazione nel mondo sanitario siciliano. Nasceranno dunque gli ospedali riuniti con il conseguente taglio dei 270 reparti in tutta la Sicilia. Nella provincia agrigentina saranno accorpati gli ospedali di Licata e Canicattì e, confermato almeno per il momento, l’accorpamento di Sciacca e Ribera. La notizia, che alcuni giorni fa aveva destato tanta preoccupazione e che riguardava la trasformazione dell’ospedale di Ribera in ospedale di Comunità, sembra essere rientrata. I deputati della VI Commisssione, ad unanimità, hanno chiesto all’assessore Borsellino di cancellare il termine ultimo del 31 dicembre 2016 per la trasformazione ed i tagli dei reparti, guadagnando così altro tempo per salvare gli otto ospedali individuati dall’assessorato. Fondamentale salvare il Presidio Ospedaliero di Ribera il quale vanta un pronto soccorso all’avanguardia, inaugurato a fine settembre, due sale operatorie di ultima generazione e il polo di eccellenza per la riabilitazione in Sicilia della Fondazione Maugeri con la quale l’Asp agrigentina sta rafforzando e stipulando un protocollo aggiuntivo per i bambini. Il nuovo piano di rimodulazione della rete ospedaliera in Sicilia è cambiato in alcune parti, per quanto riguarda i trapianti che nella prima bozza del piano era stata riconosciuta un’esclusività all’Ismett è stata rimossa. Sarà varata anche una griglia di valutazione degli ospedali tramite cui saranno valutati le occupazioni dei posti letto, l’appropriatezza di una cura e la complessità degli interventi eseguiti e in base a queste valutazioni decidere ove andranno tagliati, entro il 2018, i 400 posti letto. Adesso si aspetta il passaggio in giunta per l’approvazione definitiva con decreto dell’assessore alla sanità Lucia Borsellino, piano che oltre a ridurre gli sprechi servirà a sbloccare i concorsi e a dare il via libera ai manager delle varie aziende consentendogli di stabilire le nuove piante organiche ed il tutto avverrà entro dicembre.

Manager Asp Ficarra, si lavora per l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì

In merito alla manifestazione che si è svolta questa mattina davanti l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì promossa dal comitato civico pro-ospedale, e per la quale la direzione generale dell’Asp, già nei scorsi giorni ha annunciato  di aver  segnalato il suddetto comitato, nella persona di Salvatore Castellano, per la diffusione di  notizie prive di fondamento, alle autorità giudiziaria competente per l’eventuale allarme sociale procurato e in luce  dell’avvenuta manifestazione, oggi il direttore generale dell’Asp di Agrigento dichiara: “Il futuro degli ospedali dipende dall’approvazione della rete regionale da parte della Regione e del Ministero e non dal direttore dell’Asp. Per quello che informalmente conosco nessun depotenziamento di Canicattì e’ in corso, anzi abbiamo avviato diversi interventi strutturali quali la revisione del pronto soccorso, abbiamo dato mandato di rinnovare l’incarico alle suore, abbiamo previsto la nuova dotazione organica di infermieri OSS e ASS aumentandone il numero. Abbiamo previsto l’assistente sociale e stiamo prevedendo la figura dello psicologo. Abbiamo riassegnato due fisioterapisti all’ospedale di Canicattì fino a qualche giorno fa ad Agrigento. Abbiamo rinnovato gli incarichi a tempo determinato preesistenti. Abbiamo chiesto e ottenuto la sostituzione in garanzia della risonanza magnetica con una migliore e di ultima generazione grazie al lavoro congiunto con il dott. Iacolino e Seminerio ed alla sensibilità della ditta fornitrice. Abbiamo affidato i lavori per la riparazione degli ascensori con un risparmio di 15 mila euro, Abbiamo riassestato la direzione sanitario di presidio affidando l’incarico ad un dirigente medico che sarà in servizio solo a Canicattì e che collaborerà la direzione del distretto ospedaliero di Agrigento. Abbiamo riassegnato, riunificando le unità operative l’incarico al neurologo collegandolo alla U.O.C. di Agrigento che dovrà garantire la continuità del servizio, – ancora dichiara Ficarra – abbiamo avviato tutte le gare scadute per la mensa, le pulizie e forniture di vario genere impedendo frazionamenti di spesa discutibili già all’attenzione dei revisori dei conti. Abbiamo nominato il nuovo responsabile della ginecologia e stiamo aspettando l’autorizzazione per nominare gli altri dirigenti su posti vacanti. Se il cambiamento e il rinnovamento e seguire i binari della legalità spaventano qualcuno e causano magari manifestazioni di piazza c’è da riflettere”. Conclude così il direttore generale dell’Asp di Agrigento Salvatore Lucio Ficarra.

 

Canicatti’, furto di uva

Nelle campagne di Canicatti’, in contrada Deliella, un gruppo di 7 persone ha rubato 2mila chili di uva, tagliandola da un vigneto. Prima della fuga, i banditi sono stati sorpresi dall’ intervento tempestivo dei poliziotti che hanno recuperato la refurtiva. Tra i 7 è stato acciuffato un catanese di 52 anni. Gli altri 6, seppur a mani vuote, sono fuggiti. Il 52enne è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento, e risponderà di furto aggravato. L’uva è stata restituita al legittimo proprietario.

COMMERCIANTE NELLA RETE DEI CARABINIERI – TRAFFICAVA HASHISH

I Carabinieri di Canicattì hanno arrestato il canicattinese Salvatore Furia, 46enne, commerciante, pregiudicato.E’ stato sorpreso dai Carabinieri mentre prelevava un involucro che nascondeva dieci panetti di hashish del peso complessivo di un chilogrammo, da un vecchio furgone usato come deposito, parcheggiato in un suo fondo agricolo a pochi chilometri dal centro abitato. Salvatore Furia  si trova adesso al “Petrusa” di Agrigento.

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ASP Agrigento, Ficarra e Seminerio al Barone Lombardo di Canicattì

Visita ufficiale questa mattina all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì da parte del direttore generale dell’Asp di agrigento, Salvatore Lucio Ficarra. Insieme al neo direttore Sanitario del nosocomio canicattinese hanno voluto incontrare gli operatori del presidio ospedaliero per verificare la funzionalità dei servizi offerti agli utenti e come procedere per migliorare le eventuali carenze. (Intervista Salvatore Lucio Ficarra, dir. generale Asp Agrigento) Il Direttore Sanitario Antonello Seminerio, già da vent’anni  al vertice del presidio ospedaliero agrigentino, il 10 settembre è stato nominato direttore sanitario di altri due presidi, Il Barone Lombardo di Canicattì e il San Giacomo D’Altopasso di Licata. Ha voluto constatare di persona le condizioni dei nosocomi in questione, evidenziando quali sono le priorità da affrontare per migliorare il servizio offerto. (intervista Antonello Seminerio, dir. San. P.O. Canicattì) L’ospedale Barone Lombardo di Canicattì è un’importante punto di riferimento sanitario per l’interland che lo circonda, adesso impegno per il neo direttore Seminerio sarà portare il presidio ospedaliero al massimo delle potenzialità in stretta collaborazione con il dirigente generale dell’Asp Ficarra.

 

Droga 1 arresto a Canicattì

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Canicattì, in collaborazione con i militari delle Stazioni di Castrofilippo e Favara, hanno scoperto delle piantagioni  di cannabis indica. Si tratta, in particolare, di otto piante nascoste all’interno di una casa fatiscente, trasformata in serra, ubicata in contrada Sant’Anna a Favara. In manette è finito il proprietario del terreno  Calogero Patti, 37enne, disoccupato di Favara, con precedenti penali. Nel corso di ulteriori accertamenti i carabinieri hanno rinvenuto  diversi involucri delle medesima sostanza, per un peso complessivo di oltre un chilo e mezzo. Calogero Patti, su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento, si trova adesso agli arresti ai domiciliari

Calogero Patti

La “ricca” pagina della cronaca

Da una rapina ad una coppietta, ad una intimidazione ad una azienda, un operaio muore schiacciato da un albero, arresti e incidenti stradali. C’è questo e altro ancora nella cronaca di oggi. Ad Agrigento, nella località balneare di San Leone, momenti di paura per due giovani fidanzati agrigentini che si erano appartati nella tarda serata di mercoledì scorso in una delle traverse della località balneare di San Leone. Due nordafricani si sono avvicinati all’autovettura con a bordo la coppia, e dopo avere rotto delle bottiglie con i cocci di vetro hanno minacciato i due ragazzi, facendosi consegnare alcune decine di euro e un telefonino cellulare. A  Burgio, Raffaele Sala  muore schiacciato da un albero. L’ operaio di 42 anni,   era in compagnia del figlio diciottenne e stava operando sul posto con una motosega, quando improvvisamente una parte del fusto dell’albero gli è finita addosso, schiacciando il torace.

A Realmonte, una decina di colpi d’arma da fuoco, quasi sicuramente una pistola, sono stati esplosi da ignoti la notte scorsa, contro il fabbricato di un’azienda di infissi, a Realmonte. Colpiti la porta d’ingresso e la parte esterna della struttura.  Da Realmonte a Favara, dove un centauro, alla guida del suo scooter  si è schiantato contro un palo dell’illuminazione, in viale Berlinguer.  Le sue condizioni sono giudicate gravi. A Canicattì devastato l’Istituto Ipia Marconi  da vandali, che hanno preso di mira un’area del Centro Sociale, danneggiandolo e imbrattando le pareti dei locali interni.

Dramma della solitudine a Favara, dove un pensionato di 76 anni è stato trovato morto in casa , nel quartiere Itria. Dai primi accertamenti probabilmente l’anziano è deceduto per cause naturali, anche se non viene scartata l’ipotesi, che possa essere rimasto fulminato da una scarica elettrica fuoriuscita da un piccolo asciugacapelli. A Porto Empedocle  i Carabinieri  hanno arrestato in flagranza di reato , per produzione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti di Domenico La Porta, 54enne. E’  stato trovato in possesso di oltre 140 grammi di marijuana essiccata e due piante di cannabis , ognuna dell’altezza di circa 2 metri, coltivate in vasi custoditi in bella mostra nei locali adibiti a cucina e stanza da letto. Rinvenuto un bilancino di precisione che l’uomo con buona probabilità avrebbe utilizzato per confezionare le dosi da porre sul mercato della droga nonché 200 semi di cannabis.

A Canicattì , sempre i carabinieri , hanno tratto in arresto un bracciante agricolo di 46 anni,  sorpreso nel proprio fondo agricolo ad accudire piante di cannabis indica, coltivate tra i propri vigneti. I militari dopo aver estirpato e sequestrato ben 31 piante hanno trovato anche 18 kg di infiorescenza di cannabis, essiccati e pronti per la vendita.La sostanza stupefacente se introdotta nell’illecito mercato dello spaccio avrebbe fruttato circa 130.000 euro.

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CONTROLLI CARABINIERI IN PROVINCIA, 15 I DENUNCIATI

Sono 15 le persone denunciate in provincia di Agrigento  dai Carabinieri nell’ambito di un’attività diretta alla  tutela della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico anche nei più piccoli centri abitati, da Menfi a Licata, da Cammarata al capoluogo provinciale. Denunciati per guida in stato di ebrezza alcolica  e guida senza patente G.G., di 40 anni,  F.V., 47enne,  G.F., 30enne e A.F., 20enne.Dopo avere innescato una lite, E.M., 43enne e C.E., 35enne, entrambi di Racalmuto, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento. Alla guida di un ciclomotore Malagutti privo di targa ed assicurazione L.C., 18enne di Naro, è stato pure sorpreso dai Carabinieri di Castrofilippo che hanno accertato a carico del giovane anche la guida senza patente perché mai conseguita. Nell’ambito delle attività di contrasto alla contraffazione per avere posto in vendita prodotti con etichettatura falsa ad Agrigento, in piazza Ugo La Malfa, è stato denunciato  dai Carabinieri  per le ipotesi di reato di ricettazione e vendita ambulante non autorizzata di strumenti da punta e da taglio atti ad offendere,M.M., 51 enne, di Caltanissetta. Analoghe violazioni sono state rilevate dai Carabinieri di Villaseta nei confronti di P.S., 52enne e poi R.E., 29enne. A Villaggio Mosè di Agrigento, in piazza Caratozzolo  i militari dell’Arma hanno invece controllato e successivamente deferito in stato di libertà, N.A., venditore ambulante 54enne, di origini senegalesi, trovato con alcune borse monospalla e occhiali da sole di marca, senza averne potuto o voluto indicare la provenienza. L’attività per la lotta alla contraffazione di materiale posto in vendita, espletata dai Carabinieri, ha anche consentito di segnalare D.M., di 57 anni, di origini senegalesi.Nell’ambito dell’attività di vigilanza a mare assicurata dal personale dell’Arma nella zona costiera di competenza, a Lampedusa, è stato sorpreso G.A., 38enne, in vacanza nell’isola, con un natante in area marina protetta .Per porto abusivo di arma bianca, i Carabinieri di Agrigento hanno segnalato in stato di libertà  C.R., 25enne.

I CARABINIERI ARRESTANO RUMENO A CANICATTI’

Un rumeno è stato arrestato nel corso della mattinata dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Canicattì. Si tratta di un  44enne, già noto alle Forze dell’ordine,  responsabile di evasione.L’uomo dopo le preliminari formalità di legge in caserma è stato quindi tradotto alla Casa circondariale di Agrigento e posto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Sospeso per stalking consigliere comunale

Con la pesante accusa di stalking, e’ stato sospeso dalla carica di consigliere comunale di Canicatti’, Raimondo Baldo Marrocco, 42 anni, eletto il 30 giugno del 2011 con la lista civica “Corbo Sindaco”, a sostegno del poi eletto sindaco di Canicatti’, Vincenzo Corbo. L’uomo, addetto alle vendite in un negozio di abbigliamento, avrebbe perseguitato la moglie nelle more della separazione. Al consigliere comunale Marrocco e’ stato anche imposto il divieto di soggiorno nel Comune di residenza. I provvedimenti sono della Procura della Repubblica di Agrigento. Il mandato e’ firmato dal Prefetto, Nicola Diomede. La tipologia di reato ipotizzata ha portato la Procura della Repubblica a sottoporre Baldo Marocco alla misura del “divieto di dimora a Canicattì” e quindi di conseguenza all’impossibilità di svolgere il mandato elettivo di consigliere comunale per cui è scattato il provvedimento di sospensione firmato nella tarda serata di ieri dal prefetto di Agrigento. Raimondo Baldo Marrocco e’ componente della terza commissione consiliare Polizia Locale e Sicurezza Stradale.

Cronaca del Week End

Una turista di 37 anni, in vacanza ad Agrigento con il marito, ha rischiato di annegare ieri pomeriggio nel mare antistante Lido Rossello a Realmonte. E’ stata salvata da morte certa da un agrigentino, Lillo Russo, un operatore della Seus del 118, libero dal servizio e a mare con la famiglia, che si e’ gettato in mare ed e’ riuscito a riportarla in riva. La donna era in stato di shock e principio di annegamento. A prestare i primi soccorsi alla 37enne anche una dottoressa ed un infermiere in ferie a Lido Rossello. Poi la donna e’ stata trasportata con l’ambulanza all’ospedale di Agrigento per le cure del caso. A Ribera, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca, Giuseppe Miceli, ha concesso gli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, a Gianfranco Termine, 23 anni, di Ribera, condannato lo scorso 2 aprile, a conclusione del giudizio abbreviato, a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Termine, che seguirà un percorso sanitario in un Centro di salute mentale, è stato arrestato l’ 11 gennaio 2013 dopo avere accoltellato con 20 fendenti l’ex fidanzata minorenne all’ interno del cimitero di Ribera. Secondo i consulenti incaricati dallo stesso Giudice, il riberese sarebbe stato capace di intendere e di volere all’ atto di accoltellare l’ex fidanzata. Ad Agrigento, alcuni mesi addietro, il pitbull di un padrone incosciente e irresponsabile ha sbranato il cagnolino di un’altra persona in piazza Cavour, nel centro cittadino. Adesso, un altro pitbull, libero, senza padrone, ha ucciso il cagnolino di una ragazza, in via Graceffo, nei pressi dello stadio Esseneto. Sul posto sono intervenuti i Vigili urbani che hanno catturato il cane, che ha le orecchie mozzate. Si tratta del terzo pitbull catturato nella zona del quartiere Esseneto in pochi giorni. Forse, ignoti delinquenti usano i cani per le lotte clandestine. Nelle campagne di Canicattì, in periferia, in contrada Stretto, un bracciante agricolo, Gioacchino Amato, 31 anni, ha subito un grave incidente sul lavoro allorchè è stato schiacciato da un trattore in fase di caricamento su un camion, in un terreno di sua proprietà appena arato. Sono stati alcuni suoi colleghi a lanciare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Amato è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all’ Ospedale di Canicattì dove adesso è ricoverato in prognosi riservata.                                            

A BREVE I LAVORI DI AMMODERNAMENTO PER LE STRADE SICILIANE

 A breve partirà un un piano di ammodernamento per le strade della Sicilia.  Si tratta di un piano  ci circa due miliardi di euro  per delle opere che dovrebbero essere completate entro i prossimi due anni.  E’ questo il frutto di una previsione del Contratto  Istituzionale di Sviluppo  con il quale  i tempi di realizzazione  e le fonti di finanziamento delle opere vengono fissati e  tenuti sempre sotto controllo  garantendo che nessuna opera venga lasciata incompleta.  La funzione di questi contratti è quella di  accelerare  tali interventi in zone particolari come quelle del mezzogiorno.   Per la Sicilia sono  circa 10 i contratti previsti in tal senso e verranno finanziati  con i fondi comunitari  del Fondo  sviluppo e coesione. Fondamentale sarà per la nostra provincia   il secondo lotto dei lavori  di consolidamento lungo la Agrigento -Caltanissetta per un totale di  quasi un miliardo di euro.   Altri 399 milioni sono quelli stanziati  per il secondo lotto  della Nord-Sud , ovvero la dorsale  che da Santo Stefano di Camastra  dovrà arrivare fino a Gela. Dei lavori verranno attuati anche  sulla statale Palermo-Agrigento nel tratto tra il bivio  Manganaro e Bolognetta.  A metà settembre sara’ l’assessore  Nico Torrisi a firmare  a Roma il contratto con i rappresentanti del governo e l’Anas. 

Canicatti, autopsia operaio morto in cantiere

A Canicatti’, e’ stata eseguita, l’autopsia, in attesa degli esiti medici ufficiali, sul cadavere di Salvatore Bio, l’ operaio di 52 anni morto lunedì scorso precipitando dall’impalcatura di un cantiere in via Botticelli. L’esame è stato compiuto nella camera mortuaria dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento su incarico del magistrato titolare dell’inchiesta, Brunella Sardoni. L’iniziativa e’ necessaria al fine di accertare le cause della morte dell’ operaio, ed in particolare, se la caduta dell’uomo, da oltre 10 metri, sia stata causata da un improvviso malore. Nel frattempo, proseguono le indagini dei poliziotti, impegnati non soltanto nel tentativo di ricostruire la dinamica dell’ incidente ma anche nell’acciuffare gli sciacalli che lunedì pomeriggio hanno rubato a casa di Salvatore Bio approfittando della sua morte.

Cronaca agostana

Canicatti’ balza agli onori della cronaca per vigliaccheria e indifferenza. E’ la notizia ha del clamoroso. Nei minuti successivi il decesso dell’operaio Salvatore Bio, 54 anni, morto precipitando da una impalcatura in un cantiere lunedì scorso, con il cadavere esamine per terra in una pozza di sangue, ignoti ladri ne hanno approfittato e sono entrati dentro l’abitazione della vittima, in via Botticelli, rubando gioielli per alcune migliaia di euro. E’ stata la Polizia di Canicatti’ ha denunciare il furto. Nel frattempo, nell’ ambito dell’ inchiesta sull’ incidente sul lavoro, il proprietario dell’edificio in cui ha lavorato Salvatore Bio, è stato iscritto nel registro degli indagati. I poliziotti del Commissariato di Canicattì hanno ascoltato i primi testimoni. Il magistrato ha disposto l’autopsia sul corpo di Salvatore Bio. E da canicatti’ ci spostiamo a Porto Empedocle, dove una barca con 4 egiziani a bordo è stata sorpresa e bloccata nei pressi del porto dalla Capitaneria e dalla Polizia. Il peschereccio, con scafo in legno di colore blu e bande rosse, della lunghezza di circa 12 metri e con segni di identificazione scritti in lingua araba lungo la fiancata, ha tentato la fuga ma è stato raggiunto e sequestrato. Nella zona montana dell’agrigentino, a Casteltermini, i Carabinieri hanno arrestato Mario La Greca, 43 anni, per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, maltrattamenti in famiglia e minacce, allorchè, per futili motivi e in evidente stato di ebbrezza alcolica, a casa sua, ha minacciato di morte la moglie, e quando sono intervenuti i Carabinieri lui si è scagliato contro i militari colpendoli con calci e pugni.

 

 

Operaio morto sul lavoro a Canicattì

Un’altra morte sul lavoro nell’agrigentino. A Canicatti’, ieri pomeriggio, un operaio di 54 anni, Salvatore Bio, ha perso la vita inseguito ad un incidente in un cantiere. L’uomo stava lavorando su una impalcatura, in via Botticelli, una traversa della via Nazionale, quando per cause ancora in corso di accertamento e’ precipitato nel vuoto da un’altezza di oltre 5 metri. Lo sfortunato operaio avrebbe battuto violentemente la testa sul selciato. Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti il 118 e la polizia. Il personale medico ha provato a rianimare l’operaio, ma ogni tentativo e’ risultato vano. Salvatore Bio e’ morto sul colpo. Il suo corpo si trova all’obitorio dell’ospedale di Canicatti’ per l’autopsia. Il cantiere e’ stato posto sotto sequestro dall’autorita’ giudiziaria. Sull’incidente indaga la Polizia di Canicatti’.