Lampedusa: trovata una soluzione per la vertenza netturbini, riprende la raccolta

Si è sbloccata nel pomeriggio di ieri, la vertenza degli operatori ecologici di Lampedusa che da qualche giorno avevano fermato il servizio di raccolta rifiuti sulle isole pelagiche per protesta contro i ritardi nel pagamento dei loro stipendi.

Il vertice in Prefettura, si era inizialmente concluso con un nulla di fatto per la dichiarata impossibilità del Comune, rappresentato dal sindaco Totò Martello di far fronte immediatamente al pagamento delle fatture arretrate alle imprese della Rti che gestisce il servizio e che ammonta a complessivi 800 mila euro. Da Giancarlo Alongi è arrivata la proposta che ha poi sbloccato il tavolo. Agli operai si possono pagare subito 500 euro come anticipo della quattordicesima mentre il sindaco ha spiegato che lunedì avrebbe pagato una delle fatture arretrate alle imprese che si sono a loro volta impegnate a versare uno dei due stipendi arretrati ai netturbini. I netturbini si sono detti disponibili a riprendere il servizio . Per accelerare il ritorno alla normalità in tempi rapidi, le imprese hanno chiesto al Comune di autorizzare servizi straordinari e l’utilizzo di mezzi aggiuntivi.

L’incidente stradale di Lampedusa: non ce l’ha fatta l’odontotecnico di Latina

Non ce l’ha fatta Stefano Ciocca, 51 anni, di Latina, rimasto coinvolto in un incidente stradale avvenuto l’otto luglio mentre era in vacanza a Lampedusa. L’uomo, odontotecnico, è deceduto dopo quasi 10 giorni dall’incidente mentre era ricoverato all’ospedale Villa Sofia di Palermo, dove era stato trasferito. Era alla guida della sua moto quando si è scontrato con un’utilitaria condotta da un giovane di Palermo. L’automobilista è rimasto illeso mentre ad avere la peggio è stato proprio il centauro che nell’impatto è rimasto gravemente ferito. Dopo l’incidente Stefano Ciocca è stato soccorso da un’eliambulanza e trasferito all’ospedale “Villa Sofia” di Palermo dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Con il passare dei giorni le sue condizioni si sono aggravate e l’uomo è deceduto nella giornata di ieri.

Sbarcano a Lampedusa quindici tunisini

Sbarcano a Lampedusa quindici tunisini intercettati dalle Forze dell’Ordine e trasferiti all’hotspot dell’isola di contrada Imbriacola.

I migranti sarebbero arrivati autonomamente per quello che potrebbe essere uno dei primi sbarchi “fantasma” della stagione estiva sulle coste agrigentine.

Da USB Vigili del Fuoco un “piano di lavoro” per Lampedusa

È stata una festa non fine a se stessa quella che lo scorso primo maggio si è svolta a Lampedusa dove il coordinamento nazionale dell’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco e il collettivo Askavusa sono scesi in piazza per rivendicare i diritti universali dell’uomo e per rilanciare l’immagine dell’Isola agrigentina.

Da troppi anni – dicono dall’USB – l’isola di Lampedusa viene usata per creare emergenze o mettere in scena retoriche ed immagini che vanno a giustificare ed alimentare politiche di sfruttamento, reclusione, disumanizzazione.

Lampedusa – aggiungono dall’organizzazione sindacale – è luogo fondamentale per la pesca mediterranea, rifugio per chi naviga, meta turistica e oasi di pace da smilitarizzare”.

Durante la manifestazione è stato presentato il piano del lavoro per Lampedusa, si tratta di un documento programmatico che tra le priorità vede, intanto garantire i diritti dei lavoratori, eliminare definitivamente la militarizzazione dell’isola e garantire delle adeguate politiche di salvaguardia dell’ambiente.

Tutti temi quest’ultimi affrontati dal responsabile del coordinamento nazionale USB Vigili del Fuoco Costantio Saporito che sul palco allestito nella principale piazza dell’isola ha rivendicato i diritti di Lampedusa e dei suoi abitanti.

Gli organizzatori hanno anche voluto parlare di un “ponte” ideale che da Lampedusa collega Reggio Calabria dove il primo maggio è stato dedicato ai braccianti agricoli e Catania che ha dedicato la ricorrenza alle problematiche della Palestina.

Una unione di luoghi volta a restituire dignità a Lampedusa affinché quest’ultima diventi luogo di pace e dialogo tra i popoli.

Depuratore inquinante sequestrato a Lampedusa: 13 avvisi di garanzia

IL gip del tribunale di Agrigento Francesco Provenzano, ha disposto il sequestro preventivo del depuratore comunale di contrada Cavallo Bianco a Lampedusa, poiché a seguito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e condotte da Carabinieri e Guardia Costiera, è risultato essere non funzionante.

13 sono stati gli avvisi di garanzia emessi, tra gli indagati anche l’ex sindaco Giusi Nicolini e l’attuale primo cittadino dell’isola Salvatore Martello, ma nel mirino della magistratura ci sono anche tecnici comunali e funzionari regionali.

La vicenda trae origine dalla realizzazione del nuovo impianto di depurazione datata 2012, costo dell’opera 8 milioni di euro, dalla dismissione del vecchio impianto, le acque dovevano continuare ad essere trattate in attesa dell’entrata in esercizio della nuova struttura.

Secondo gli inquirenti invece, tramite un pennello a mare, non autorizzato, i liquami venivano scaricati direttamente in acqua tramite una condotta sottomarina che tra le altre cose, come rilevato dai sommozzatori della guardia Costiera, era rotta a pochi metri dalla costa.

Dalle analisi dell’ARPA, nello specchio d’acqua antistante la Porta d’Europa, sono stati rilevati valori fecali 10 mila volte superiori ai limiti consentiti.

Tra le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, ci sono quelle di inquinamento ambientale, distruzione di habitat protetto e omissione in atti d’ufficio.

Durante i controlli, gli inquirenti hanno anche scoperto e sequestrato un deposito all’interno del quale, erano stati stoccati irregolarmente circa 60 tonnellate di materiale, ritenuto potenzialmente pericoloso.

Con il depuratore comunale di Lampedusa, cresce la lista degli impianti sequestrati dalla magistratura in Provincia di Agrigento, in precedenza i sigilli erano scattati in diverse strutture gestite dalla società Girgenti Acque.

USB e Askavusa festeggiano il primo maggio a Lampedusa

Restituire dignità all’immagine dell’Isola di Lampedusa troppo spesso associata ad emergenze che possono anche mutarsi in politiche di sfruttamento, reclusione e disumanizzazione.

Questo è il sentimento dei responsabili del sindacato USB Costantino Saportito e Annalisa D’Ancona del collettivo ASKAVUSA che per il prossimo primo maggio promuovono diverse iniziative sull’Isola agrigentina.
“Un momento – dicono gli organizzatori – per ripensare ai motivi che spingono milioni di persone a lasciare il proprio paese e al perché non si possa viaggiare in maniera regolare e senza passare dalla “macchina dell’accoglienza” che tutto fa tranne che accogliere.

Adesso – aggiungono – è tempo che l’hot-spot chiuda definitivamente. Si apra piuttosto una struttura ospedaliera in grado di dare assistenza a tutti coloro che vivono o “passano” da Lampedusa, un ospedale tanto per i lavoratori del mare quanto per chi da troppo tempo ha visto negato il diritto alla salvaguardia della salute.

Affinché chi decida di spostarsi – concludono – lo possa fare in maniera regolare senza essere costretto a rischiare la vita ed ingrassare gli apparati militari e le mafie internazionali”.

La manifestazione a cui partecipano diversi musicisti si svolge nella principale piazza dell’Isola.

Torturava i migranti , fermato un altro nigeriano.

Tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La squadra mobile di Agrrigento con queste accuse ha arrestato un nigeriano di 21 anni GIFT DEJI, chiamato con il nome di Sofi, riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrate in Libia all’interno della safe house di “Alì il Libico”, dove i migranti, in attesa di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane, venivano privati della libertà personale e torturati per estorcere loro denaro. Il 21enne da migrante si sarebbe offerto di entrare a far parte del gruppo di criminali al fine di poter, in seguito, intraprendere gratuitamente la traversata verso l’Italia. Anche in questo caso fondamentali ai fini dell’arresto sono state le dichiarazioni di alcune delle vittime: “Le violenze perpetrate dal Sofi- hanno raccontato- consistevano nel colpire in diverse parti del corpo i migranti tenuti in ostaggio, con molta violenza, mediante l’utilizzo di una cintura in cuoio e/o tubi di gomma. Oltre a questi oggetti, ho visto più volte Sofi utilizzare sui prigionieri due cavi eletrtici collegati alla corrente elettrica come strumento di tortura”. Il fermo di Sofi è frutto dell’incessante attività investigativa della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, che sta ricostruendo l’intera cellula di criminali e torturatori che operavano in Libia all’interno del tristemente noto “Ghetto di Alì il Libico”. I primi utili risultati investigativi di questa ultima indagine si sono avuti con l’individuazione ed il fermo, nei mesi scorsi, di altri soggetti. Il Sofi è stato individuato e catturato all’interno del CDA “S.Anna” di Isola di Capo Rizzuto e adesso si trova rinchiuso al carcere di Catanzaro.

Tensione al centro di accoglienza di Lampedusa

Momenti di tensione all’hot spot di Lampedusa. Prima una protesta violenta per un ventilato rimpatrio, prontamente sedata dalle forze dell’ordine in servizio sull’isola, poi, dopo la calma apparente, sarebbe scoppiata una violenta rissa tra magrebini per futili motivi. Oggetto dello scampato massacro, delle sigarette offerte e mai più restituite. Gli immigrati se le sarebbero date di santa ragione tanto da finire al poliambulatorio uno con un vistoso e profondo taglio sul volto, l’altro con un trauma cranico non grave. I due rischiano la denuncia alla Procura della Repubblica

Lampedusa quattro anni dopo la strage

Il 16 marzo del 2016 , il Senato della Repubblica ha istituito in via definitiva, il 3 ottobre, la giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. La ricorrenza, stabilita per ricordare chi “ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria”, nasce nel solco di una delle peggiori stragi mai accadute sulle cose italiane, quella che al largo di Lampedusa, il 3 ottobre 2013, appunto, vide morire ben 366 migranti. Il primo passo è non dimenticare. Tante le iniziative anche per quest’anno sparse qua e là per lo stivale, accomunate dal filo rosso del ricordo di quei 366 morti annegati nel Canale di Sicilia 4 anni fa, a bordo di una sgangherata imbarcazione libica naufragata a poche miglia dal porto dell’isola.In occasione della quarta Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, l’isola di Lampedusa, all’interno del progetto “l’Europa abbraccia Lampedusa” ospiterà circa 200 studenti provenienti da tutta Europa insieme con i superstiti e familiari delle numerose vittime dei naufragi avvenuti nelle acque del Mediterraneo. Dal 30 settembre al 3 ottobre prossimo, le nuove generazioni prenderanno parte ad un vero e proprio programma interculturale che favorirà l’incontro di storie, etnie e culture diverse incoraggiando il dialogo, l’apprendimento e soprattutto la solidarietà verso chi ha o ha avuto la forza di partire per diventare cittadino del mondo.
Organizzato dal MIUR e dal COMITATO 3 OTTOBRE, in collaborazione con RAI-Radiotelevisione Italiana e con il Patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa, con il sostegno di numerose associazioni, con il progetto l’Europa decide di abbattere la discriminazione ed il razzismo per abbracciare una nuova idea di solidarietà. Particolarmente suggestivi saranno i momneto organizzati per il 3 ottobre. In programma una marcia degli stundenti insieme , tra gli altri, al presidente del Senato, Pietro Grasso e il ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, che partirà da piazza Castello per raggiungere la porta D’Europa . Qui insieme ai superstiti della tragedia ci si fermerà per un momento di raccoglimento. A seguire la cerimonia in mare con il coinvolgimento della guardia costiera e dei pescatori di Lampedusa.

Sbarchi in Sicilia 1800 migranti nel week – end: allarme rientrato a Lampedusa

E’ stata una domenica intensa sul fronte sbarchi in Sicilia nel week – end 15 sono stati gli interventi di soccorso con circa 1.800 persone salvate con l’aiuto delle navi militari e di quelle delle poche Ong rimaste davanti al mare della Libia e il coordinamento della Guardia costiera italiana. Tra gli sbarchi più consistenti, 371i migranti giunti a Trapani con la «Aquarius», la nave di Sos Méditerranée. Altri 589 migranti che erano a bordo della «Vos Hestia» di Save the Children, invece sono scesi a Catania. La nave militare irlandese «Yeats» con a bordo 552 migranti e tre cadaveri, invece ha fatto scalo al porto siracusano di Augusta. Intanto è rientrata la provocazione lanciata sabato scorso dal sindaco di Lampedusa che chiedeva la chiusura dell’hotspot dell’Isola per porre fine al bivacco per le strade di Lampedusa di circa 180 tunisini che secondo Martello, si prestano a molestare donne, a rubacchiare nei negozi e a usare i marciapiedi come bagni. Dopo le dichiarazioni del sindaco infatti, a Lampedusa sarebbero stati intensificati i controlli e l’hotspot ha ripreso a funzionare.

 

La nave “Iuventa” è attraccata a Trapani.

E’ arrivata al porto di Trapani ieri pomeriggio, poco prima delle 17.30, la nave “Iuventa” della Ong tedesca Jugend Rettet, sottoposta a sequestro preventivo. La Procura trapanese procede per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina contro ignoti. A condurla da Lampedusa al porto trapanese sono stati i militari della Guardia costiera. La Ong respinge fermamente ogni accusa e attraverso il legale Leonardo Marino ha annunciato ricorso per ottenere il dissequestro del materiale sequestrato e soprattutto della nave, senza la quale l’organizzazione non può operare per il salvataggio dei migranti. Perchè la ong tedesca è finita sotto accusa? Pochi giorni dopo la mancata firma del codice delle ONG, è uscita la notizia che Jugend Rettet è accusata dalla Procura di Trapani di favorire l’immigrazione clandestina. L’inchiesta è partita dalle segnalazione di personale della sicurezza a bordo di una nave di Save the Children (dipendendenti una società terza, non nostri – ha precisato l’ONG) poi si è deciso di affiancare un agente dello Sco infiltrato per 40 giorni sulla nave di Save the Children che ha girato foto e video. Secondo i magistrati in almeno tre operazioni a ridosso delle coste libiche la nave di Jugend Rettet ha accolto a bordo migranti che si trovavano su barconi che non erano sul punto di affondare, facendo pensare ad una consegna da parte degli scafisti invece che ad un salvataggio. Un comportamento irregolare e punito dal codice penale, quello della ONG, in cui i magistrati non rilevano scopi di lucro ma motivi umanitari. La nave Iuventa – un vecchio peschereccio comprato grazie a risparmi e donazioni dai ragazzi di Jugend Rettet – era troppo piccola per fare la spola fino alle coste italiane. Il suo lavoro, principalmente, consisteva nello stare al largo, soccorrere i migranti e trasferirli su altre navi perchè li portassero sulla terraferma.

Indagini sulla nave Iuventa

La nave Iuventa della ong tedesca è ancora sotto sorveglianza. L’imbarcazione, fermata su ordine della procura di Trapani che indaga sulla condotta di alcune organizzazioni non governative impegnate nel soccorso dei migranti, è ancora attraccata al porto di Lampedusa.

L’equipaggio è stato trasferito in alcune abitazioni private dell’isola, solitamente affittate ai turisti. La nave è stata fermata l’altro ieri notte nel porto della maggiore delle Pelagie. Ieri mattina l’equipaggio era stato interrogato dagli inquirenti che ipotizzano irregolarità nelle operazioni di soccorso in mare e contestano – ma il fascicolo è ancora a carico di ignoti – il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Fermata due giorni fa, la Guardia costiera, che aveva parlato di controlli di routine, ha notificato ieri il provvedimento di sequestro. La nave è stata perquisita anche con l’aiuto di cani molecolari e la Guardia costiera ha portato via i documenti di bordo.

Non ha firmato protocollo con Viminale, fermata nave Ong

Il codice di comportamento del Viminale nei confronti delle organizzazioni non governative che soccorrono i migranti, inizia a dare i primi segnali concreti.  La nave Iuventa della ong tedesca, che non ha firmato il protocollo, sottoscritto finora solo da tre ong, è stata bloccata in nottata al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera italiana, che l’ha scortata fino al porto. Dalla nave sono stati fatti scendere due siriani, che sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza dell’isola. I due migranti erano stati trasferiti in precedenza a bordo della nave della ONG tedesca proprio da una delle unità militari italiane impegnate nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Per scortare in porto la Iuventa sono intervenute diverse motovedette della Guardia costiera, con un grande spiegamento di forze dell’ordine anche sulla banchina.

Elezioni comunali 2017. I sindaci eletti nell’agrigentino

Giochi fatti nei 12 comuni agrigentini chiamati ieri al rinnovo di sindaci e consiglieri comunali, in attesa del dato definitivo che sarà sancito dalla proclamazione ufficiale delle singole commissioni elettorali, vediamo insieme chi sono i sindaci eletti e chi invece dovrà attendere gli esiti del ballottaggio e comunque interesserà solo gli elettori di Sciacca dove tra due settimane a contendersi la fascia tricolore saranno i candidati sindaco Calogero Bono e Francesca Valenti.

Elezione diretta a primo turno invece a Palma di Montechiaro per Stefano Castellino che ha staccato nettamente il candidato Rosario Bellanti.

A Cattolica Eraclea, il nuovo sindaco è, Santino Borsellino, che ha avuto la meglio su Giuseppe Giuffrida. Gioacchino Nicastro ha vinto a Casteltermini, battendo Arturo Ripepe e Filippo Pellitteri. A Campobello di Licata, invece, Giovanni Picone resta primo cittadino, dietro di lui Giovanni Gibella e Giuseppe Sicilia. A Montallegro Rina Scalia è il nuovo sindaco avendo avuto la meglio i sull’altro candidato Giovanni Cirillo.

A Bivona è stato un testa a testa. Il nuovo sindaco è Milko Cinà, che ha avuto cinque voti in più rispetto al rivale Salvatore Marrone. Nino Contino, invece, è tornato ad essere sindaco di Comitini, battendo l’altro candidato Giacomo Orlando. A Villafranca Sicula, riconfermato il sindaco uscente Domenico Balsamo.

A Lampedusa, l’uscente Giusi Nicolini, vincitrice del Premio Unesco per la Pace, esce sconfitta classificandosi terza, dietro al neo sindaco Salvatore Martello e Filippo Mannino.

Ad Aragona il sindaco eletto dovrebbe essere Giuseppe Pendolino, sbaragliando quindi la concorrenza che vedeva subito dietro l’uscente Salvatore Parello. A Santa Margherita Belice, infine il sindaco eletto dovrebbe essere Franco Valenti, seguito da Pier Paolo Di Prima.

 

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Marrobbio a Lampedusa. Ingenti danni ai pescherecci: il sindaco Nicolini chiede aiuto

Le forti raffiche di scirocco a Lampedusa hanno provocato l’innalzamento improvviso del livello del mare, fenomeno che gli esperti chiamano marrobbio, ingenti i danni che sono in corso di quantificazione. Il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini ha lanciato un appello:”E’ un disastro – ha detto – è come se ci fosse stato un piccolo tsunami, tutte le barche si sono alzate. Già stanotte – ha aggiunto il sindaco – ho avvisato la Prefettura di Agrigento ed ho chiamato il presidente della Regione che sta convocando la Protezione civile. Siamo di fronte ad una calamità naturale seria. C’è stato un vento fortissimo, una sorta di tromba d’aria – racconta Nicolini – si sono alzate le onde e l’acqua è arrivata fino al campo sportivo. C’è bisogno di aiuto, di riportare all’asciutto i pescherecci affondati e di controllare tutti gli altri. E’ affondata la vita ed i sacrifici fatti dai pescatori”.

La calamità ha interessato l’area del porto nuovo dell’Isola, due pescherecci ed alcune piccole imbarcazioni da diporto sono affondate, danneggiata anche una motovedetta dei Carabinieri, divelti  diversi  pontili del molo.

E’ stata una notte di lavoro intensa per le forze dell’ordine impegnati a salvare le imbarcazioni . Il marrobbio, a Lampedusa non si verificava da circa 20 anni, Totò Martello, presidente del consorzio dei pescatori di Lampedusa in merito ai danni causati alle imbarcazioni sui social scrive:”Molti danni, molte barche affondate. Famiglie rovinate. Per noi è un momento triste. Per i pescatori di Lampedusa è un dramma”.

Anche l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro si è messo in contatto con l’amministrazione comunale delle Pelagie, il pastore della chiesa agrigentina si sarebbe messo a disposizione del sindaco Nicolini e avrebbe espresso la sua solidarietà alle famiglie di pescatori danneggiate.

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100 mila euro per recuperare il peschereccio “Giacomo Maria”

Dopo il recupero del corpo di Francesco Solina ( nella foto) vittima di un naufragio lo scorso 3 gennaio, adesso si pensa a recuperare il peschereccio “Giacomo Maria” adagiato a circa cinque miglia dalla costa lampedusana, ad una profondità di ben 60 metri. Per farlo occorrono ben 100mila euro che saranno a carito dell’armatore. Il sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, ha chiesto alla Regione Sicilia di aiutare la famiglia dell’armatore. “C’è un precedente con la Regione Campania – ha spiegato il sindaco delle Pelagie, Giusi Nicolini, – . La Regione Campania è riuscita a dare un contributo per il recupero di un peschereccio che era naufragato. Inoltre, armatori e pescatori stanno continuando a raccogliere i fondi”. Nei giorni scorsi, è stato aperto un conto corrente, su sollecitazione dei pescatori dell’isola, per aiutare la famiglia della vittima del naufragio e la famiglia dell’armatore. “La risposta c’è. Tanti proprietari di barche e marinai – ha spiegato il sindaco Nicolini al sito web agrigentonotizie- hanno già versato. L’isola, in questi casi così drammatici, è normalmente molto solidale. Cercheremo di fare tutto il possibile – ha concluso il sindaco di Lampedusa e Linosa – per aiutare l’armatore e la famiglia di Francesco Solina. Speriamo naturalmente di ottenere una risposta positiva da parte della Regione. Mi risulta che si stia studiando quale misura si potrebbe adottare”.

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Lutto cittadino a Lampedusa, oggi i funerali del marinaio Francesco Solina

L’Isola di Lampedusa da’ oggi l’estremo saluto a Francesco Solina, il pescatore di 51 anni annegato a seguito dell’inabissamento del peschereccio “Giacomo Maria” . Il Naufragio dell’imbarcazione avvenne lo scorso 3 gennaio, 4 erano i membri dell’equipaggio, in tre si salvarono, sfortunatamente il 51 enne cadde in acqua, e di lui si persero subito le tracce. Le avverse condizioni meteo non facilitarono le ricerche. Nel Canale di Sicilia anche il robot ROV l’unità di ricerca della Guardia costiera di Messina che la settimana scorsa aveva localizzato il cadavere dell’uomo il cui recuperò però è avvenuto solo nella giornata di ieri. In occasione delle esequie, il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini ha dichiarato il lutto cittadino, ai familiari di Francesco Solina il cordoglio del Governatore della Regione, Rosario Crocetta che li ha raggiunti telefonicamente.

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Nuovo drammatico sbarco di immigrati a Lampedusa

Nuovo sbarco di migrante questa notte a Lampedura. In 167 sono approdati sull’isola e un immigrato è morto durante il trasferimento dal porto di Lampedusa al Poliambulatorio. I migranti sono arrivati un due distinti gruppi di 87 e 60 persone. Nel gruppo di 87 persone c’erano già due cadaveri di altrettanti uomini. Due persone, in gravi condizioni, sono state subito trasferite verso il Poliambulatorio. Una donna, incinta, in gravi condizioni di ipotermia, è arrivata viva al Poliambulatorio ed è stata subito trasferita, con elisoccorso, in un ospedale di Palermo.

La Marina militare ha portato fino al porto di Lampedusa i primi 87 migranti. Il gruppo di 60 – su un altro gommone – è stato invece soccorso da un peschereccio di Mazara del Vallo e poi è stato effettuato il trasbordo, per velocizzare le operazioni di soccorso, sulle motovedette della Guardia costiera. I soccorsi, nel canale di Sicilia, però proseguono ancora e questa mattina è giunta a Lampedusa una motovedetta della Capitaneria con a bordo 20 migranti, tutte donne e due minori. Il centro d’accoglienza di contrada Imbriacola era stato svuotato appena ieri.

 

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Bono e Solina, sospese le ricerche

Sono state sospese le ricerce di Vincenzo Bono ,a Sciacca , e di Francesco Solina a Lampedusa. Del primo non si hanno più notizie dallo scorso 25 novembre , da quando un violento nubifragio ha devastato Sciacca e Ribera. Le tracce dell’allevatore si sono fermate in contrada Muciare dove è stata ritrovata la sua auto, completamente distrutta. I soccorritori ed i volontari hanno setacciato ogni zona, nella speranza di ritrovare l’uomo o il suo cadavere. A Lampedusa, già da ieri, sono state sospese, certamente fino a lunedì, le ricerche del marinaio cinquantunenne, Francesco Solina, disperso dalla notte fra lunedì e martedì scorsi. Il “rov” – il robot della Guardia costiera di Messina – non ha puotuto immergersi e le motovedette della Capitaneria di porto di Lampedusa sono dovute rimanere all’ancora, a causa dlele condizioni meteo. “Ho incontrato i pescatori di Lampedusa – ha spiegato ieri il sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini – e visto che sono tutti concordi nell’avviare una raccolta di fondi, lunedì il Comune aprirà un conto corrente, faremo una delibera di Giunta ed avvieremo, appunto, una trasparente raccolta di fondi. Raccolta di denaro che speriamo possa concretamente aiutare le famiglie coinvolte in questa tragedia”.

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Peschereccio affondato, procura apre inchiesta

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta per accertare cosa sia accaduto a Lampedusa all’alba di ieri mattina. Il peschereccio “Giacomo Maria”, imbarcazione lunga 17 metri, a largo dell’isola , a circa 4 miglia dalla costa. Il marinaio, Francesco Solina 51 anni, risulta disperso. Le motovedette della Guardia costiera, aiutati anche da un particolare robot del nucleo sommozzatori della Guardia costiera di Messina , continuano le ricerche dell’uomo che potrebbe essere rimasto incastrato nell’area di poppa. Il robot ha delle telecamere che consentono di registrare tutto quello che c’è a 70 metri circa di profondità.  I tre superstiti – secondo quanto è stato ufficialmente ricostuito dalla Guardia costiera – si trovavano, al momento dell’affondamento, infatti, a prua. Non è nemmeno escluso, al momento, che Francesco Solina possa essere sceso sottocoperta per accertarsi di cosa stesse effettivamente accadendo.  Con il passare delle ore, a causa del mare grosso e del freddo, le flebili speranze di trovare in vita il 51enne sembrano, purtroppo, ridursi ulteriormente. Sembra , poi, che i supersisti siano salvi anche grazie alla tempestività di uni dei tre nel leggere la situazione dell’imminente ammaraggio ma, soprattutto, grazie ad uno smartphone di ultima generazione resistente all’acqua. Uno dei membri dell’equipaggio pare sia riuscito a chiamare un pescatore in zona che con geolocalizzatore, avrebbe individuato e trovato il peschereccio.

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Lampedusa. Affonda un peschereccio: un marinaio disperso

Un peschereccio affondato e un marinaio disperso, questo è il bilancio di un incidente verificatosi all’alba di oggi nel canale di Sicilia nello specchio d’acqua che dista circa due miglia e mezzo dall’Isola di Lampedusa. Un’avaria all’impianto di pompaggio dell’imbarcazione avrebbe causato l’inabissamento del motopesca “Giacomo Maria”, subito lanciato l’allarme, in soccorso dell’equipaggio sarebbe accorso prima un motoscafo e successivamente gli uomini della Guardia Costiera. In salvo, fortunatamente, il capitano del peschereccio Daniele Minio e altri due marinai, Mimmo Solina e Nicola Mannino. In mare invece è finito il 51enne Francesco Solina. La Guardia Costiera ha avviato le ricerche in mare. I naufraghi invece sono stati trasferiti al poliambulatorio dell’isola agrigentina, le loro condizioni di salute sarebbero buone. Adesso è corsa contro il tempo per i soccorritori che stanno battendo la zona, nella speranza di trovare il marittimo ancora in vita.

 

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Presunto autore della strage di Berlino, era stato arrestato a Lampedusa.

In questo momento è Anis Amri il 24 enne tunisino, presunto autore della strage di Berlino, l’uomo più ricercato d’Europa. Il nord africano, su cui grava un un mandato di arresto internazionale e su cui pende anche una taglia di 100 mila euro della polizia federale tedesca.  Amnri, era giunto a Lampedusa nel febbraio del 2011, successivamente, nel mese di maggio dello stesso anno, era stato tra gli autori della protesta al Centro di Accoglienza di contrada Imbriacola, sfociata poi nell’incendio della stessa struttura. La polizia lo aveva individuato ed arrestato. Condannato a quattro anni di carcere, il tunisino, che vediamo in queste immagini che lo ritraggono a bordo di un mezzo della guardia di finanza al porto di Lampedusa, ha scontato la sua pena nel carcere Ucciardone di Palermo. L’uomo, accusato quindi della strage che ha provocato la morte di 12 persone e il ferimento di altre 48, dopo la galera, era stato espulso dall’Italia. Era arrivato in Germania nel 2015 e dopo avere vissuto brevemente nello stato della Renania Settentrionale-Vestfalia, lo scorso febbraio si è trasferito a Berlino. A giugno la sua richiesta di asilo in Germania era stata rifiutata, ma Amri non era stato rimpatriato perché sprovvisto di un documento di identità. Nonostante fosse tenuto d’occhio dalla polizia, Amri aveva fatto perdere le sue tracce lo scorso novembre e di lui non si era più saputo niente fino a che un suo documento d’identità è stato ritrovato sul camion usato per l’attentato di lunedì.

 

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Lampedusa inizia a produrre energia pulita.

È stato inaugurato ieri a Lampedusa l’impianto fotovoltaico finanziato dalla raccolta fondi “Accendiamo il sole“, promossa da Greenpeace a cui hanno contribuito quasi mille persone.

Oltre 160 pannelli sono stati installati sul tetto di un edificio comunale, che hanno iniziato a produrre energia pulita. L’impianto negli anni garantirà all’isola un risparmio complessivo di quasi 200 mila euro, ma soprattutto evitanto l’inquinamento tramite l’emissione di CO2 (anidride carbonica).

È paradossale che in luoghi famosi per il sole, il mare e la bellezza come Lampedusa” -dichiara Andrea Purgatori, Presidente di Greenpeace Italia- “l’energia venga prodotta quasi completamente dal petrolio”. “Noi vogliamo” -continua- “invertire questo trend e per questo auspichiamo che l’inaugurazione sia solo un primo concreto passo verso un futuro al 100 per cento rinnovabile per le isole italiane”.

Hanno preso parte alla cerimonia, oltre Greenpeace, anche il sindaco Giusi Nicolini, diversi rappresentanti del Comune di Lampedusa e una delegazione di Casa di Love, fondazione taiwanese che ha finanziato i costi relativi all’installazione dell’impianto. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Una tela di Caravaggio al museo di Lampedusa 

“Torna nelle sue acque di origine, e non solo per un motivo artistico, l’Eros Dormiente del Caravaggio, simbolo di accoglienza e speranza”. Così il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, spiega l’esposizione dell’Eros Dormiente di Caravaggio nel museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo inaugurato a Lampedusa. “Caravaggio lo dipinse nel 1608 mentre, ricercato per omicidio, si era rifugiato ed era stato accolto a Malta”, spiega Schmidt. Il progetto del museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo ha tra i suoi partner la Rai, l’Associazione nazionali delle vittime civili di guerra, la Fondazione Falcone e il Comitato 3 Ottobre.

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Lampedusa, incendiati sei cassonetti dei rifiuti, Alongi: “Non capiamo i motivi di un gesto simile”

 

Sono sei i cassonetti dei rifiuti, recentemente collocati a Lampedusa, dati alle fiamme e distrutti, la notte scorsa a Lampedusa.  I contenitori colmi di rifiuti e dati alle fiamme da ignoti, erano collocati accanto al liceo scientifico dell’isola in località cala Pisana. A segnalare l’incendio, sono stati gli operatori ecologici dell’Iseda impegnati nel servizio di raccolta rifiuti che avviene alle prime luci dell’alba. Informate le ditte, i responsabili delle aziende hanno provveduto a girare la comunicazione gli uffici comunali competenti e alle forze dell’ordine che stanno indagando.   “Continuiamo a non capire i motivi del gesto – dice l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – anche perché al momento sull’isola non esistono emergenze riguardo la raccolta dei rifiuti con criticità che altre volte si sono registrate in altre circostanze quando altri contenitori sono stati dati alle fiamme dando luogo per altro, alla diffusione nell’aria di sostanze assolutamente tossiche per chi le respira”.

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Incendio centro d’accoglienza Lampedusa, fermati 7 tunisini

La Polizia ha arrestato a Lampedusa 7 tunisini a seguito del violento incendio divampato nel Centro d’accoglienza per i migranti. Sono indagati per incendio, tentata strage, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo la Squadra mobile di Agrigento, capitanata da Giovanni Minardi, la sera di lunedì scorso, i tunisini avrebbero inveito contro altri migranti dell’Africa, ospiti dello stesso Centro di accoglienza, minacciandoli con bottiglie di vetro in frantumi e altre armi improprie. Subito dopo avrebbero incendiato, in due differenti punti del padiglione, dei materassi, consapevoli della presenza nel posto di alcuni migranti e, quindi, del grave pericolo di vita a cui li hanno esposti. Durante le indagini, i 7 avrebbero reagito con violenza agli operatori delle forze dell’ordine. I 7 tunisini sono stati trasferiti con la nave di linea prima al porto di Porto Empedocle e poi reclusi nel carcere Petrusa ad Agrigento a disposizione della locale Procura della Repubblica.

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Lampedusa, incendio al centro accoglienza

Incendio e attimi di paura ieri sera a Lampedusa. Le fiamme hanno danneggiato un padiglione del Centro di primo soccorso e accoglienza della piccola isola in provincia di Agrigento. A domare le fiamme sono state le squadre dei Vigili del fuoco. Entrate subito in azione sono riusciti in poco tempo a limitare i danni e compiere un primo sopralluogo. I danni sarebbero ingenti. L’interno della struttura è stato completamente divorato dalle fiamme e quindi inagibile. Anche in questa occasione, come nel 2009 e nel 2001, il fuoco sarebbe stato appiccato da alcuni migranti tunisini. Alla base del gesto ci sarebbe la diffusione della voce di un loro possibile rimpatrio in aereo. Quattro di loro sono stati fermati mentre tentavano di fuggire. Sul caso indaga la squadra mobile di Agrigento diretti dea Giovanni Minardi, su richiesta della Procura della Repubblica. A dare la notizia è stato il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, che stamattina si trova in udienza da Papa Francesco. “Quello che non va lo dico da mesi- ha detto il sindaco di Lampedusa -. Con gli hotspot sono più i respinti e i rimpatriati che gli accolti. Tutti gli altri sono destinati a rimanere in Italia, mentre vorrebbero raggiungere i paesi dell’Europa del nord. Tutto questo – conclude Nicolini- – genera la sofferenza nelle strutture.  Il primo cittadino,  subito dopo l’udienza in Vaticano, tornerà sull’isola e visiterà la struttura di contrada Imbriacole per rendersi conto personalmente della situazione.

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LAMPEDUSA, CAMBIA LE GESTIONE DEL CENTRO DI PRIMA ACCOGLIENZA 

Il centro di prima accoglienza di Lampedusa pronto a cambiare gestione. I plichi contenenti le offerte verranno aperti in Prefettura il primo aprile prossimo e da li, si deciderà a chi affidare per un lasso di tempo, che potrebbe non superare un anno, la gestione della struttura che accoglie ininterrottamente migranti. Il centro verrà concesso in comodato d’uso gratuito  al gestore sotto la super visione della Prefettura. Nel frattempo non si arresta il flusso degli sbarchi che prosegue senza sosta anche grazie alle buone condizioni meteorologiche. Intanto, nelle ultime ore, il Canale di Sicilia è stato interessato  dall’arrivo di 2.800 migranti. 796 di essi  sono stati trasportati  al porto di Augusta. A Trapani  ne sono stati trasportati  381.  Ed ancora  371 a Messina  e 744 a Reggio Calabria.  Nel Canale di Sicilia anche due barconi egiziani per un totale di 550 migranti.

La Croce ‘Milagro’  a Lampedusa 

La Croce ‘Milagro’  da ieri nella parrocchia San Gerlando di Lampedusa. Si tratta del  Crocifisso che Fidel e Raul Castro hanno donato al Papa durante la sua visita a Cuba. Francesco ha voluto che fosse portata a Lampedusa e ieri, il Cardinale Francesco Montenegro, in occasione della  102° giornata mondiale del migrante e del rifugiato, ha seguito la volontà del Santo Padre. Prima della  celebrazione della Santa messa, il parroco dell’isola , insieme all’artista dell’opera ed all’ambasciatore cubano presso la Santa Sede, hanno svelato la croce all’interno della chiesa Madre. Il Cristo del Mediterraneo, cosi chiamato dal Cardinale Montenegro, rappresenta il simbolo dell’accoglienza dei migranti.  “Migranti e rifugiati ci interpellano”ha detto Montenegro che ha proseguito:”  In questa significativa occasione abbiamo aperto la Porta Santa e abbiamo scelto questo giorno, ritenendolo il più adatto, per consegnare alla comunità lampedusana il Crocifisso.  Egli di qui guarda l’isola e guarda il mare. Mi piace chiamarlo: Cristo del Mediterraneo.

Eritrei in sciopero della fame a Lampedusa 

Sono rientrati al centro di prima accoglienza di Lampedusa, in contrada Imbriacola, ma proseguiranno a oltranza lo sciopero della fame i 200 eritrei che hanno protestato rifiutandosi di rendere le impronte digitali. I migranti temono che il completamento delle procedure di identificazione, su cui l’Unione europea ha rimproverato l’Italia, gli impedirebbe di proseguire il viaggio oltre l’ Italia perché, come impone il trattato di Dublino, l’ asilo politico deve essere richiesto nella nazione dove si è approdati, e quindi l’ Italia.

A Giusi Nicolini il Premio della Pace 2015 del movimento civico Die Anstifter di Stoccarda.

In questi mesi si è parlato di una probabile candidatura al nobel per la pace a favore del sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini  e mentre si ipotizzano i  nomi dei possibili assegnatari a Stoccarda riceve l’ambito premio della Pace 2015.  Il premio è stato assegnato alla Nicolini per il  messaggio politico venuto fuori dalla gestione del fenomeno migratorio in contrapposizione alle politiche europee.  L’onoreficenza conferita a Giusi Nicolini è stata affidata a Costantino Baratta, uno dei soccorritori del tragico naufragio del 3 ottobre 2013 di Lampedusa. La cerimonia di premiazione  si è tenuta  al Theaterhaus di Stoccarda, dove però la Nicolini non ha potuto presenziare per impegni  amministrativi delle isole e ove,  Baratta ha dato lettura di un messaggio firmato dalla prima cittadina delle Pelagie dove ha ribadito “il bisogno di lottare per spiegare che le migrazioni non sono la causa della crisi dell’occidente, semmai sono le politiche di rapina e di sfruttamento ad avere aggravato le condizioni di povertà e disagio che mettono in fuga le persone dall’Africa”. La cerimonia di premiazione si è pregiata dell’elogio del giornalista  tedesco Jakob Augstein nei confronti del sindaco e dei lampedusani. Il Premio del movimento civico  comprende anche una borsa da cinquemila euro, somma  che Giusi Nicolini ha deciso di devolvere in favore dei servizi sociali di Lampedusa e Linosa.  In coincidenza del Premio della Pace di Stoccarda anche Papa Francesco è tornato con la memoria alla tragedia in mare di Lampedusa durante il collegamento con Assisi, dove ai piedi dell’albero di Natale, acceso dal Santo Padre, è stata collocata una barca di migranti proveniente da Lampedusa e al cui interno è stata installata una natività.

Un momento della cerimonia al Theaterhaus Costantino Baratta durante la cerimonia

Giusi Nicolini tra i papabili per il premio Nobel per la Pace

Si chiacchiera già da un po’ che  Giusi Nicolini,  sindaco di Lampedusa, sia  in corsa tra le figure a cui potrebbe essere assegnato quest’anno il Nobel per la Pace. Insieme all’isola di Lampedusa, che da anni compie uno sforzo sempre in prima linea nell’accoglienza e nell’assistenza dei migranti, circola da tempo come “papabile” per il premio Nobel più ambito, che sarà assegnato venerdì prossimo ad Oslo. Il comitato norvegese potrebbe fare una scelta dettata dall’attualità storica che l’Europa  sta vivendo, premiando un soggetto  o un’istituzione che abbia contribuito ad attenuare le sofferenze di coloro che fuggono da guerre o dai regimi autoritari.  Ma la Nicolini non è l’unica in lista,  tra i nomi più in  quota figura anche quello del cancelliere tedesco, Angela Merkel, che ha aperto le frontiere della Germania a migliaia di migranti in cerca di  asilo politico. Poi si vocifera  il prete cattolico eritreo, Mussie Zerai, che ha aiutato migliaia di rifugiati ad attraversare il Mediterraneo, infine l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati. Partita completamente aperta dunque, ma solo ed esclusivamente   solo se il comitato norvegese si baserà sul tema migranti. Cambiato tema cambieranno anche i nomi.

La Casa del Musical fa tappa a Lampedusa

Trasferta a Lampedusa per la “Casa del Musical” di Marco Savatteri.  Gli allievi della scuola di musical, canto e recitazione insieme ad attori professionisti si esibiranno la sera del 25 e del 26 settembre sulla piccola isola, in piazza Garibaldi con due spettacoli: “I colori del Musical” e “L’uomo, la Vespa e la virtù”.  Lo spettacolo diretto e adattato da Marco Savatteri,  è organizzato dal comune di Lampedusa in collaborazione con la Casa del Musical.

Estate young a Lampedusa 

Estate giovane quella appena trascorsa per le Pelagie. L’arcipelago agrigentino rientra tra le mete predilette dei turisti meno attempati. A rendere noto questo dato lusinghiero per il settore lampedusano sono i risultati del sondaggio turistico del sito web PaesiOnLine. Ad essere presi in esame sono stati i mesi di giugno, luglio e agosto, ovvero la stagione estiva in cui Lampedusa incrementa la propria demografia grazie ai visitatori provenienti da ogniddove. La panoramica di PaesiOnline ha approfondito tutte le scelte degli italiani tra i 18 e i 34 anni. Stando alle ricerche, i turisti italiani under 35 che quest’anno hanno deciso di spostarsi, hanno affollato l’isola, eleggendola a meta preferita. Lampedusa si è attestata prima superando le altre rivali blasonate, grazie all’eccellenza della Spiaggia dei Conigli. Il sito sorge al centro di un’ampia baia ed è il regno del gabbiano reale, che conta una popolazione di circa 100 coppie, ed è qui che nidifica. In estate è possibile raggiungere Lampedusa grazie alle rotte aeree low cost, partendo da diverse città italiane, oppure con i traghetti in partenza dalla Sicilia. L’isola è molto amata dai turisti per le sue spiagge di sabbia bianca, per lo splendido mare azzurro e per i fondali incontaminati, perfetti per gli amanti delle immersioni. A Lampedusa la movida comincia all’ora dell’aperitivo, di solito nella zona occidentale dell’isola (la più bella al tramonto). I locali notturni, dai bar alle paninoteche, dalle discoteche ai pub si concentrano tutti intorno al principale asse viario, via Roma.

MINORI PROTESTANO AL CENTRO DI ACCOGLIENZA  DI LAMPEDUSA

Un gruppo di minori, ieri, ha protestato a Lampedusa uscendo in massa dal centro di accoglienza recandosi al porto commerciale dell’isola. Il MOTIVO  del malcontento deriva dal fatto che volevano essere trasferiti tutti insieme e non a gruppi. Dalle nove del mattino i migranti sono stati supervisionati dalla Guardia costiera, dai carabinieri della locale Stazione e dai poliziotti operanti al centro di accoglienza. Il tutto si è risolto con il rientro della maggior parte dei migranti.

LAMPEDUSA: ATTIVATO L’AMBULATORIO MATERNO-INFANTILE

Per la prima volta l’isola di Lampedusa può contare su un ambulatorio materno-infantile con la presenza a tempo pieno di ginecologa, pediatra ed ostetrica.  Il servizio, ospitato nei locali del Poliambulatorio di contrada Grecale, sarà in funzione tutti i giorni  dalle 8 alle 14 e nelle ore pomeridiane di martedì DALLE 15 alle 17.

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IN AVARIA LA PIETRO NOVELLI

Periodo critico per chi ha deciso in questi giorni di mettersi in viaggio  verso Linosa e Lampedusa. Anche il traghetto Pietro Novelli bloccato da un guasto. Il traghetto che, sostituisce, in questi ultimi mesi la motonave Sansovino, ha registrato dei problemi  e questa notte non è partito per le isole Pelagie. Domenica notte, dopo  circa una quarantina di minuti di viaggio, partendo dal porto di Porto Empedocle, con a bordo 180 passeggeri e 26 veicoli, il mezzo è  rientrato in porto per un’avaria al motore sinistro.  Si attende adesso di conoscere  dalla Compagnia delle Isole, i tempi per mettere in funzione  sia la Novelli che la Sansovino. Non si sa ancora quando ci sarà da aspettare, cio’ che è certo al momento è la difficoltà in cui si ritrovano adesso le tante persone che dovevano fare rientro a casa. Un guasto che ha fatto saltare i piani anche  ai turisti che avevano programmato di trascorrere le ferie a Lampedusa e Linosa.  Una situazione poco felice in un periodo in cui il turismo dovrebbe essere incentivato in ogni modo e con ogni mezzo.

Recuperati i 3 tunisini nascosta nella grotta a Lampedusa 

Sono stati recuperati i 3 tunisini che si sono barricati dentro una grotta a Lampedusa, in contrada Grottacce, perche’ timorosi dell’applicazione delle normative sull’immigrazione. I 3 nordafricani, giunti sull’ isola con altri 7 connazionali, hanno tentato così di sfuggire alle procedure di identificazione e di eventuale rimpatrio. Durante le trattative, uno dei 3 dentro la grotta ha lanciato una pietra contro un Carabiniere, lievemente ferito e medicato al Poliambulatorio. Il tunisino rischia adesso la denuncia per lesioni. I 3 sono stati condotti nel centro di accoglienza in contrada Imbriacola. Saranno rimpatriati.

A Lampedusa migranti nascosti in grotta 

A Lampedusa dalla notte scorsa prosegue una trattativa tra vigili del fuoco e forze dell’ordine con 3 tunisini che dopo essere giunti a Lampedusa su una barca con altri 7 connazionali si sono rifugiati in una grotta e non vogliono uscire. In località Grottacce si è tentato di convincere i tre di consegnarsi alle autorità per i controlli previsti sull’immigrazione.

18 anni a Khaled Bensalem per la strage del 3 ottobre 2013,  condannato per favoreggiamento all’immigrazione, disastro e omicidio colposo plurimo di 366 persone

Eccolo Khaled Bensalem. Non trapelano le emozioni dal suo sguardo, vagano nel vuoto di chi sa che dovrà rimanere in carcere per 18 anni e chi lo sa, è forse il rimorso e la consapevolezza di essere stato  causa di morte e sofferenza che lo rende di ghiaccio.  Il Gup del Tribinale di Agrigento, Stefano Zammuto, ieri pomeriggio lo ha condannato per favoreggiamento all’immigrazione, disastro e omicidio colposo plurimo. E’ lui, il tunisino 36enne, che  quel disgraziato 3 ottobre 2013 fece naufragare nelle acque lampedusane 500 migranti. Khaled, il “Capitano”  del peschereccio, appiccò il fuoco ad una coperta  per attirare l’attenzione dei soccorritori, fiamme che sono costate la vita a 366 persone tra cui  uomini, donne e bambini. Ad accusarlo furono alcuni eritrei  sopravvissuti alla strage che lo hanno identificato grazie al colore più chiaro della sua pelle “White Man” così lo avevano soprannominato. Processato con  il rito abbreviato  ha comportato la riduzione di un terzo della pena. Il Pubblico Ministero  Andrea Maggioni aveva invece chiesto 30 anni di carcere diventati 20  per la scelta del rito. Inizialmente era stato contestato l’omicidio volontario ma è stato riconosciuto come colposo in seguito anche ad altre indagini condotte  dalla DDA dove  è emerso che Bensalem non era riconducibile all’organizzazione che gestisce il traffico di migranti ma soltanto uno scafista. Nel processo a carico di Khaled Bensalem  si è costituito parte civile solamente il Comune di Lampedusa, con la volontà di rappresentare  idealmente  i  familiari delle vittime. Un processo storico grazie alle testimonianze dei sopravvissuti che hanno raccontato le violenze subite durante il lungo viaggio che dall’Africa li ha condotti fino alle coste lampedusane.

 

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ARRIVA L’ALISCAFO PER LINOSA 

Finalmente un aliscafo per collegare Linosa a Lampedusa. Il mezzo, dopo circa sette mesi di attesa è arrivato domenica dando agli abitanti della piu’ piccola isola delle Pelagie  nuovamente la possibilità di spostarsi per raggiungere Lampedusa. Il tempo di ripristinare il servizio che già l’indomani, cioè ieri, il mezzo ha dovuto rispettare il turno di riposo infrasettimanale suscitando non poche polemiche. L’aliscafo, tra l’altro, non consentirà al momento il collegamento con Porto Empedocle per il quale continua a garantire  il servizio  di trasporto la nave Pietro Novelli che , a sua volta, sostituisce la Sansovino ferma per un guasto.  La Novelli ha una capienza minore rispetto alla nave che ormeggia ormai da diversi giorni nel porto empedoclino, per cui non mancheranno i problemi con i passeggeri quando il flusso turistico aumentera’ nei giorni  piu’ caldi dell’estate. Nel frattempo, a Linosa, dopo le proteste degli abitanti, nei giorni scorsi, alle quali ha preso parte anche il sindaco Giusi Nicolini, per ripristinare il collegamento tra le due piccole isole, si pensa ancora a continuare la protesta per ottenere il collegamento diretto con Porto Empedocle. A tal fine, i linosani, proseguiranno  la pacifica occupazione del comune. Il timore è quello di essere dimenticati dalle istituzioni e dover rinunciare non solo al diritto di usufruire dei servizi di prima necessità, ma anche di vedere andare a rotoli una delle principali fonti di ricchezza dell’isola, ovvero  il turismo.

Traghetto Lampedusa: disagi e danni economici per i turisti

Siamo alle solite. Arriva l’estate, con essa i turisti e la nave traghetto per Lampedusa ha un guasto. Ferma in porto da due giorni lo rimarrà per 2 settimane. I lampedusani si sentono abbandonati dalle istituzioni che non hanno mai risolto il problema. E’ il caso di una signora costretta a viaggiare per motivi di salute I passeggeri che sono stati dirottati in mattinata su un aliscafo della Ustica Lines in direzione Lampedusa e Linosa sono arrabbiati e amareggiati, fanno un appello alla Regione Sicilia, al sindaco di Agrigento e Lampedusa. Disagi anche per chi aveva previsto di partire in serata ed invece sono stati avvisati che la partenza si anticipava a questa mattina. Quindi per molti turisti annullata la possibilità di far visita nella valle dei Templi. Disagi e danno economico è la rabbia dei turisti e di chi trasporta il pesce a Lampedusa imbarcato con il camion due giorni fa.Per chi viaggia spesso per Lampedusa sottolinea come questo tipo di disagio si ripeta nel tempo. Amarezza anche da parte del comandante dell’aliscafo della Ustica Lines che chiede di potenziare la linea  per Lampedusa e Linosa. Inoltre ancora ad oggi infatti il servizio non è attivo, in quanto la Regione non ha ancora dato il via libera alla tratta. Situazione che ha creato danni al turismo nel nostro territorio e che se non si troverà immediatamente una soluzione continuerà ad allontanare i turisti scoraggiati dall’organizzazione carente e disagi costanti.

LAMPEDUSA ALL’EXPO DI MILANO 

Lampedusa è tornata ad Expo 2015. Dopo il successo del 5 giugno,  il Comune  è tornato a Milano.  Questa volta la trasferta si è svolta nell’ambito della manifestazione organizzata dal Gac del Golfo di Gela, di cui Lampedusa è parte.  In scena sono andati piatti tipici d’alto mare e dimostrazioni di lavorazione del pesce e trattamento delle note spugne di mare di cui Lampedusa è caposcuola. Un’ altra partenza , potrebbe essere prevista per il prossimo settembre.

Un momento della festa della buona cucina lampedusana Musica e intrattenimento al Cluster Bio-Mediterraneo di Expo 2015 Il maestro pasticcere Mariano Capitano riceve i complimenti di Vittorio Sgarbi Il Commissario della Regione Sicilia Dario Cartabellotta con gli Chef lampedusani Cartabellotta con Carol Bouquet e Pietro Lipadusa Assalto alle prelibatezze della tradizione culinaria lampedusana

LAMPEDUSA, POTENZIATI I SERVIZI SANITARI

È stato  potenziato il servizio sanitario sulle isole di Lampedusa e Linosa. Il servizio di logopedia è attivo dai primi di maggio ed è fruibile presso il centro di fisioterapia di Lampedusa, mattina e pomeriggio, dal lunedì al venerdì. Potenziato anche il servizio ginecologico presso il poliambulatorio di Lampedusa e l’ambulatorio pediatrico all’interno della stessa struttura.

Lampedusa, Gdf arresta 3 scafisti

 

La Guardia di Finanza di Lampedusa ha arrestato, in flagranza di reato, 3 scafisti tunisini che hanno condotto fino a Lampedusa un’ imbarcazione carica di altri 43 africani. I tre scafisti, Sami El Akkar, 28 anni, Mohammed Salem, 21 anni, e Tamel Hosni, 26 anni, sono adesso reclusi nel carcere “Petrusa” di Agrigento.

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VENTI MILIONI DI EURO PER LAMPEDUSA

Una boccata d’ossigeno per Lampedusa per la quale è in arrivo una somma di 20 milioni di euro  assegnati al Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 a seguito delle gravi emergenze legate ai flussi migratori a cui l’isola si è trovata a far fronte.  Esperita l’attività preliminare, è stata quindi presentata la relazione di intervento che vede l’impiego di 5.750.000 euro per l’edilizia scolastica, 5.800.000 euro verranno destinati alla ristrutturazione e alla nuova realizzazione di rete idrica e fognaria. Dalla relazione emerge anche il capitolo principale definito “riqualificazione urbana e territoriale”. Per questa voce sono stati predisposti 7.900.000 euro a copertura dei lavori di riqualificazione del nucleo urbano, del Porto Vecchio e a sostegno di iniziative private di rifacimento dei fronti edilizi nel centro urbano. Un finanziamento che rappresenta una compensazione importante  a tutti i disagi e le difficoltà che Lampedusa ha dovuto affrontare fino a d ora. Una notizia che è stata accolta con soddisfazione dal sindaco Giusi Nicolini.  La “regia” del piano di interventi avrà sede a Lampedusa e sarà composta da una squadra di cinque tecnici che lavoreranno a stretto contatto con il Sindaco. Dunque, l’isola maggiore delle Pelagie, a breve inizierà un cammino per una nuova immagine.

Il CGA dà torto al Comune di Lampedusa. Lo stabilimento balneare può essere mantenuto tutto l’anno

La Ditta Beach Guitgia, titolare di uno stabilimento balneare  nel comune di Lampedusa, aveva chiesto di poter mantenere la struttura durante la stagione invernale; ma l’Ufficio Tecnico Comunale di Lampedusa aveva rigettato l’istanza ordinando di provvedere allo smontaggio della struttura. La ditta lampedusana ha allora proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, contro il Comune di Lampedusa, per l’annullamento. La richiesta è stata accolta.

 

MALTEMPO, FINISCONO LE SCORTE DI ALIMENTARI A LAMPEDUSA

E’ il maltempo il protagonista di queste fredde giornate invernali. Pioggia e forti mareggiate, stanno mettendo cosi in ginocchio Lampedusa e Linosa. Da otto giorni il traghetto di linea per le Isole Pelagie non riesce a mollare l’ancora lasciandole prive di scorte alimentari . Negli scaffali dei supermercati sono finite le scorte di latte, mozzarelle, yogurt,  frutta e verdura. A breve finiranno anche quelle di  carne e bombole del gas. C’è molta preoccupazione quindi tra gli isolani. Preoccupazione che aumenta in vista delle ultime notizie secondo le quali  il traghetto non dovrebbe arrivare fino a giovedì o venerdì prossimi. I collegamenti sono impediti dalle forti raffiche di vento e dal  mare grosso. Dunque si preannunciano giorni difficili per gli abitanti delle due isole che , ancora una volta, si sentono abbandonati dalle istituzioni e da chi, con un po’ di organizzazione maggiore, potrebbe evitare l’accadimento di fatti cosi spiacevoli. C’è chi lancia un appello al sindaco Giusi Nicolini chiedendo  l’intervento di un velivolo della Protezione civile per far arrivare le scorte dei beni di prima necessità.

Allerta Meteo di Venerdì 7 novembre

Agrigento. Allerta meteo diramata dalla “Sala Operativa Regionale Integrata Siciliana” circa la possibile criticità in evoluzione per forti venti e significative mareggiate sulle zone costiere della Sicilia meridionale. Il rischio è che possano verificarsi dei Tornado nella Costa e dunque si consiglia di rimanere in casa ed uscire solo se strettamente necessario, di allontanarsi da strutture vulnerabili e soprattutto dalla zona Costiera. Il momento critico è previsto per ore 20:00/21:00. Tutte le forze di sicurezza e protezione sono state allertate e pronte nel caso ad intervenire. I volontari appartenenti al Comitato provinciale di Agrigento della Croce Rossa Italiana stanno monitorando con la massima attenzione tutta la zona costiera di San Leone, invitando la gente ad allontanarsi dai lungomari, dalle spiagge e dalle strutture precarie e vulnerabili. La protezione civile sta effetuando sopralluoghi in tute le zone del territorio. Allertati i Vigili del Fuoco che si trovano anch’essi in punti strategici della città.

Ricordando il tre ottobre

Sono emozionati, nelle loro menti il ricordo di quella tragedia, il rosario di Papa Francesco al collo, la maglietta nera con su scritto: “Proteggete le persone, non i confini”. I superstiti della tragedia del 3 ottobre 2013 con il naufragio di un barcone davanti alla costa dell’isola e la morte di 368 persone hanno reso omaggio così, con una cerimonia interreligiosa, i compagni di viaggio che oggi non ci sono più. “Cancellati da crudele gioco dei più forti in un tempo in cui sembra che vinca la violenza”, ha detto l’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro che ha officiato il rito insieme a tutti i rappresentanti delle diverse comunità religiose. Per i superstiti della strage del 3 ottobre il ritorno a Lampedusa un anno dopo non è stato semplice.  Sono arrivati in due tornate, una quarantina tra superstiti di quel naufragio e familiari delle vittime che sperano adesso, con le procedure di comparazione del Dna finalmente avviate, di poter ufficialmente riconoscere i loro cari sepolti con un numero sulla tomba in diversi cimiteri dell’isola e riportarli in patria. Per molti di loro è la prima volta su un aereo, la prima volta con un regolare biglietto di andata e ritorno, la prima volta con i documenti da cittadino europeo.Ad attenderli all’aeroporto ci sono le famiglie lampedusane che li hanno accolti in casa nelle settimane successive al naufragio e che li ritengono come dei figli. Per loro è un giorno di gioia e commozione ma è una Lampedusa a due facce quella che saluta il ritorno dei superstiti del naufragio e dei familiari delle vittime, portati sull’isola grazie all’opera del comitato Tre ottobre, tra gli organizzatori, insieme all’Arci e al Comune, di Sabir, un festival sulle migrazioni che ha preso il posta di O’scià di Claudio Baglioni. Davanti la parrocchia di Lampedusa  si è svolto una suggestiva commemorazione, i superstiti hanno anche scritto un pensiero per quei fratelli che sono morti in mare durante un viaggio della speranza, quella di una vita migliore. Poi è stata celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime e , in serata, un corteo a cui hanno partecipato i cittadini dell’isola, i superstiti e i familiari delle vittime, i volontari, gli operatori del soccorso e quelli delle associazioni umanitarie. Alcune decine di lampedusani manifestavano con compostezza ma con decisione il loro disappunto: no alla militarizzazione dell’isola, scandivano, ma anche l’epiteto “assassini”, urlato a quell’Ue che per ammissione dello stesso Schulz “ha fatto poco finora, mentre l’Italia ha fatto tanto”. E, intanto, i migranti continuano ad arrivare. Ieri pomeriggio la sala operativa della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle ha coordinato le operazioni di sbarco di 344 migranti, tra cui 269 uomini 44 donne e 31 minori recuperati nel Canale di Sicilia dal pattugliatore “CP 906” della Guardia Costiera. L’unità, al comando del Tenente di Vascello Martina Francesco, è giunta agli ormeggi nella banchina Todaro attorno alle  16.30. I migranti, provenienti dal medio oriente e dall’africa subsahariana e di nazionalità varie erano tutte in buone condizioni di salute.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LAMPEDUSA, UN ANNO DOPO, SI RIORDANO LE VITTIME DEL MARE

E’ passato un anno, ma ancora sono vivi i ricordi di quel naufragio che si consumo’ al largo delle coste di Lampedusa e che vide morire 368   migranti la notte del 3 ottobre 2013. Solo alle prime luci del mattino si comprese che  una torcia di fuoco caduta nel gasolio fu la causa scatenante di una tragedia immane. Da qui  l’incessante via vai delle motovedette per portare in salvo i piu’ fortunati che sono scampati alla morte e poi l’inizio delle ricerche dei corpi privi di vita. Un’immagine forte, un ricordo indelebile quello delle bare numerate all’interno  dell’hangar dell’aeroporto diventato per l’emergenza un obitorio. Oggi, ricorre dunque l’anniversario e Lampedusa, ricorda l’evento con la “prima giornata della Memoria e dell’Accoglienza ”. Diverse le iniziative in programma tra la realizzazione di murales, flash mob e poi ancora l’immissione di una corona di fiori  in mare e un corteo che con la liberazione nel cielo di  368 lanterne  per ciascuna vittima del  naufragio. Ancora oggi continuano senza sosta gli arrivi dei migranti. Rari i casi in cui adesso si registrano vittime grazie all’intervento delle navi istituite dall’Operazione Mare Nostrum scattata ufficialmente il 18 ottobre 2013: una missione militare e umanitaria, che impegna quasi mille uomini in divisa e punta al salvataggio delle vite umane in pericolo sul Mediterraneo, anche con l’intervento in acque internazionali, e all’arresto degli scafisti. Negli ultimi due giornI circa 2000 i migranti salvati dalle navi militari. Nel pomeriggio, a Porto Empedocle, l’arrivo di 350 migranti. Nel frattempo, la Marina Militare, in stretto coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Catania nel corso della notte ha posto in stato di fermo  16 scafisti di nazionalità egiziana dediti al traffico  di esseri umani.

 

 

 

 

Auto a fuoco a Lampedusa

Nel centro abitato, di Lampedusa, in via San Bernardo, nottetempo, hanno subito un incendio due automobili, una Peugeot 207 e una Volkswagen Golf, di proprietà di una coppia di conviventi romeni, residenti a Lampedusa. Entrambi lavorano come aiuto cuoco in locali dell’isola. Le auto sono state posteggiate una accanto all’altra nei pressi dell’abitazione dove i due dimorano. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Carabinieri.

590 migranti soccorsi nel canale di Sicilia

Domenica di soccorsi per le Navi della Marina Militare che sono intervenute ieri in 3 operazioni di soccorso ad imbarcazioni provenienti dalle coste del nord Africa imbarcando numerosi migranti anche da navi mercantili che hanno supportato le operazioni nel Canale di Sicilia. Il pattugliatore Sirio della Marina Militare ha soccorso ieri pomeriggio a sud di Lampedusa un gommone con 105 migranti tra cui 1 donna ed 1 minore. Al termine del recupero la Sirio si è diretta nell’area dove una motonave del Singapore ha soccorso, numerosi naufraghi di un’imbarcazione affondata. Per supportare le operazioni di ricerca e soccorso è intervenuto anche un elicottero della Marina Militare decollato dalla base di Lampedusa. Ultimato il trasbordo di 55 naufraghi soccorsi dalla motonave, il pattugliatore Sirio è rimasto sul posto per continuare le ricerche di eventuali altri superstiti. La fregata Aliseo durante la notte ha soccorso 96 migranti da una imbarcazione in legno. E sempre ieri, la nave anfibia San Giusto ha recuperato 105 migranti da un gommone in evidente stato di difficoltà e successivamente ha imbarcato 229 migranti già recuperati dalla nave mercantile norvegese Bourbon Orca. Nel pomeriggio la motovedetta CP302 ha soccorso 33 migranti da una imbarcazione trasportandoli a Lampedusa. Tra loro anche una donna in stato interessante. In totale sono 590 i migranti soccorsi e nella giornata di oggi verrano imbarcati per raggiungere le aree portuali delle coste siciliane tra cui Porto Empedocle.

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Sbarcati 432 migranti a Porto Empedocle

Le temperature si stanno abbassando e le condizioni meteo marine non sono delle migliori, ma questo non scoraggia i migranti che nonostante tutto si mettono in mare su  gommoni o barche  fatiscenti. Martedì nel canale di Sicilia sono stati soccorsi 112 migranti, tra cui 26 donne. Ad offrire loro riparo la nave mercantile Sea Supra ed uno dei pattugliatori della Guardia Costiera. In un secondo momento i migranti sono stati trasbordati a bordo del pattugliatore della Guardia Costiera di Trieste agli ordini del comandante Vero, temporaneamente dislocata a Lampedusa,  giunta agli ormeggi alla banchina Sciangula del Porto di Porto Empedocle attorno alle ore 21.15 di ieri sera. I migranti, provenienti da Nigeria, Somalia e Ghana, sono risultati complessivamente in buone condizioni di salute, due persone con difficoltà motorie e una donna con temperatura corporea elevata sono state assistite dai medici intervenuti sul posto. A coordinare le operazioni di sbarco i Militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di P. Empedocle agli ordini del Comandante Massimo Di Marco, coadiuvato dal responsabile d’ispezione Guardiamarina, Nicola Coniglio, i quali hanno fornito assistenza agli operatori socio-sanitari e al dispositivo delle forze di polizia, coordinate dal Vice questore aggiunto  Cesare Castelli, che oltre ad effettuare gli adempimenti di rito ha coordinato il trasferimento dei  migranti nelle varie strutture di accoglienza. La  stessa procedura è stata attivata in tarda mattinata di oggi sempre al Porto di Porto Empedocle dove sono sbarcati 320 migranti soccorsi dal pattugliatore “Corsi” della Guardia Costiera. Tra Loro 29 donne e 33 bambini, provenienti da Syria, Nigeria, Ghana, Mali e Somalia. Due dei migranti sono stati immediatamente soccorsi dai medici in quanto, uno lamentava dolori addominali con  febbre alta e l’altro invece è ferito con una frattura all’arto.  E con oggi dall’inizio dell’anno a Porto Empedocle, oltre ai 2 cadaveri,  sono sbarcati in totale  13.441 persone.

 

CONTROLLI CARABINIERI IN PROVINCIA, 15 I DENUNCIATI

Sono 15 le persone denunciate in provincia di Agrigento  dai Carabinieri nell’ambito di un’attività diretta alla  tutela della sicurezza pubblica e dell’ordine pubblico anche nei più piccoli centri abitati, da Menfi a Licata, da Cammarata al capoluogo provinciale. Denunciati per guida in stato di ebrezza alcolica  e guida senza patente G.G., di 40 anni,  F.V., 47enne,  G.F., 30enne e A.F., 20enne.Dopo avere innescato una lite, E.M., 43enne e C.E., 35enne, entrambi di Racalmuto, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento. Alla guida di un ciclomotore Malagutti privo di targa ed assicurazione L.C., 18enne di Naro, è stato pure sorpreso dai Carabinieri di Castrofilippo che hanno accertato a carico del giovane anche la guida senza patente perché mai conseguita. Nell’ambito delle attività di contrasto alla contraffazione per avere posto in vendita prodotti con etichettatura falsa ad Agrigento, in piazza Ugo La Malfa, è stato denunciato  dai Carabinieri  per le ipotesi di reato di ricettazione e vendita ambulante non autorizzata di strumenti da punta e da taglio atti ad offendere,M.M., 51 enne, di Caltanissetta. Analoghe violazioni sono state rilevate dai Carabinieri di Villaseta nei confronti di P.S., 52enne e poi R.E., 29enne. A Villaggio Mosè di Agrigento, in piazza Caratozzolo  i militari dell’Arma hanno invece controllato e successivamente deferito in stato di libertà, N.A., venditore ambulante 54enne, di origini senegalesi, trovato con alcune borse monospalla e occhiali da sole di marca, senza averne potuto o voluto indicare la provenienza. L’attività per la lotta alla contraffazione di materiale posto in vendita, espletata dai Carabinieri, ha anche consentito di segnalare D.M., di 57 anni, di origini senegalesi.Nell’ambito dell’attività di vigilanza a mare assicurata dal personale dell’Arma nella zona costiera di competenza, a Lampedusa, è stato sorpreso G.A., 38enne, in vacanza nell’isola, con un natante in area marina protetta .Per porto abusivo di arma bianca, i Carabinieri di Agrigento hanno segnalato in stato di libertà  C.R., 25enne.

Si schiudono le uova di caretta caretta nella spiaggia dei conigli di Lampedusa.

Si schiudono le uova di caretta caretta nella spiaggia dei conigli di Lampedusa. 32 piccole tartarughe sono uscite una dopo l’altra facendosi strada attraverso la sabbia, fino ad emergere dal nido. Così,  è iniziata la loro frenetica corsa verso il mare, dove passeranno il resto della loro vita; soltanto le femmine, una volta adulte, torneranno sulla terra per deporre le uova. Il carapace dei piccoli appena nati misura circa 4 cm e il loro peso si aggira intorno ai 17-18 grammi. Le piccole tartarughe continueranno a nascere anche nelle prossime notti, infatti il nido contiene 91 uova.

Nel Mediterraneo 2.000 migranti morti

Mentre l’Italia e l’Europa trattano sul futuro dei soccorsi nel Mediterraneo vi sono ancora cadaveri visto galleggiare e non mancano le violenze sui migranti pronti a partire sulle coste libiche. Si è aggravato il bilancio delle vittime dell’ultimo naufragio nel Canale di Sicilia. Sono 24 i corpi senza vita recuperati durante le ricerche da parte del pattugliatore “Foscari” e della corvetta “Fenice” nel luogo dove si è capovolto il peschereccio domenica scorsa. Tra le salme, ci sono sette donne e un neonato. La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta. Sono 364 i migranti salvati dalle navi della Marina Militare e dalla motovedetta delle Capitanerie di porto «Fiorillo». Tutte le imbarcazioni sono giunte nel porto di Augusta ieri pomeriggio. Numeri che si vanno ad aggiungere al macabro censimento che conta 1.889 persone morte nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, 1.600 delle quali nei mesi estivi, secondo la stima dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur), che ribadisce la richiesta di un’azione «europea urgente e concertata». Ed è proprio l’obiettivo a cui si lavora in queste ore. Cominciare a definire in termini politici una “exit strategy” dall’operazione Mare Nostrum attraverso il rafforzamento del ruolo di Frontex e un maggior coinvolgimento degli altri Paesi dell’Unione europea: questo, in sintesi, l’obiettivo dell’incontro che si terrà oggi a Bruxelles tra il ministro dell’Interno Angelino Alfano e la commissaria europea agli Affari interni Cecilia Malmström. Intanto le richieste di aiuto e i soccorsi in mare continuano senza sosta. Una nave mercantile ha imbarcato nel Canale di Sicilia 480 immigrati. Il cargo Aquila, di bandiera britannica, si sta dirigendo verso il porto di Pozzallo, nel Ragusano. E la nave della Marina militare Sirio ha soccorso due gommoni in difficoltà nel canale di Sicilia, trasferendo a bordo altri 171 migranti. Ulteriori drammatici particolari sui recenti naufragi emergono dalle testimonianze dei supersiti e dalla confessione di un giovane, che si sarebbe prestato a fare lo scafista del gommone su cui sono stati trovati 18 uomini morti. Gibril Jammeh, 19 anni, del Gambia, fermato dalla squadra mobile di Ragusa ha confessato di avere condotto il gommone della morte. Le vittime sarebbero state uccise dalla miscela di acqua e carburante che si era accumulata nello scafo, sommersi e bloccati dagli altri compagni di viaggio durante una fase di difficoltà nella navigazione. Ma dalle dichiarazioni dei sopravvissuti è emerso anche che, durante le fasi di partenza, i migranti sono stati picchiati con grosse spranghe in ferro, che potrebbero averne causato la morte.

Rissa tra migranti a Siculiana

Momenti di tensione a Siculiana. All’interno dell’ex Hotel Villa Sikania, da poco diventato Centro di accoglienza provvisoria per i migranti, si è scatenata una violenta rissa, per futili motivi, tra gli ospiti. I Carabinieri hanno frenato lo scontro e hanno arrestato e trasferito in camera di sicurezza due bengalesi. Risponderanno di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Attualmente al Sikania sono ospitati oltre 200 immigrati di varie etnie

Immigrazione, aumenta il numero dei morti in mare

E’ salito da 6 a 24 il bilancio delle vittime del naufragio dell’altra sera nel Canale di Sicilia, dove un peschereccio carico di migranti si è rovesciato. I corpi sono stati recuperati dalle navi della Marina impegnate per tutta la giornata di ieri nelle ricerche dei dispersi. Per i 364 superstiti destinazione Augusta. Le ricerche sul luogo dove domenica si è rovesciato il peschereccio sono state condotte dal pattugliatore Foscari e dalla corvetta Fenice della Marina militare, insieme alla motovedetta della Capitaneria di porto Fiorillo, e si sono concluse ieri sera. Morti per percosse e per asfissia i 18 migranti arrivati domenica a Pozzallo. Sarebbero morti per le ferite riportate durante l’imbarco sul gommone in Libia alcuni dei 18 migranti i cui corpi sono arrivati due giorni fa con la nave Sirio a Pozzallo. E’ quanto emerso dagli esami medico legali eseguiti sulle salme che hanno rilevato le presenze di fratture letali alla testa e alla colonna vertebrali procurate da violenti colpi sferrati con delle spranghe. Altri migranti, invece, sarebbero morti per asfissia in sommersione: praticamente sarebbero annegati nei pochi decimetri di miscela di acqua e carburante che si era accumulata sullo scafo del gommone. Sarebbero rimasti sommersi e bloccati da altri passeggeri durante una fase di forte difficoltà durante la navigazione. Alcuni sarebbero caduti in acqua. Dalle testimonianze raccolte dalla squadra mobile della polizia di Ragusa, tra i sopravvissuti, i dispersi sarebbero un numero compreso tra 10 e 20. Nel frattempo, a Pozzallo la Polizia ha arrestato un uomo originario del Gambia, ritenuto lo scafista del gommone su cui sono stati scoperti 18 migranti morti insieme a 97 sopravvissuti. La Procura di Ragusa ipotizza, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, anche il reato di morte come conseguenza di un altro delitto.

Cronaca del Week End

Una turista di 37 anni, in vacanza ad Agrigento con il marito, ha rischiato di annegare ieri pomeriggio nel mare antistante Lido Rossello a Realmonte. E’ stata salvata da morte certa da un agrigentino, Lillo Russo, un operatore della Seus del 118, libero dal servizio e a mare con la famiglia, che si e’ gettato in mare ed e’ riuscito a riportarla in riva. La donna era in stato di shock e principio di annegamento. A prestare i primi soccorsi alla 37enne anche una dottoressa ed un infermiere in ferie a Lido Rossello. Poi la donna e’ stata trasportata con l’ambulanza all’ospedale di Agrigento per le cure del caso. A Ribera, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca, Giuseppe Miceli, ha concesso gli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, a Gianfranco Termine, 23 anni, di Ribera, condannato lo scorso 2 aprile, a conclusione del giudizio abbreviato, a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Termine, che seguirà un percorso sanitario in un Centro di salute mentale, è stato arrestato l’ 11 gennaio 2013 dopo avere accoltellato con 20 fendenti l’ex fidanzata minorenne all’ interno del cimitero di Ribera. Secondo i consulenti incaricati dallo stesso Giudice, il riberese sarebbe stato capace di intendere e di volere all’ atto di accoltellare l’ex fidanzata. Ad Agrigento, alcuni mesi addietro, il pitbull di un padrone incosciente e irresponsabile ha sbranato il cagnolino di un’altra persona in piazza Cavour, nel centro cittadino. Adesso, un altro pitbull, libero, senza padrone, ha ucciso il cagnolino di una ragazza, in via Graceffo, nei pressi dello stadio Esseneto. Sul posto sono intervenuti i Vigili urbani che hanno catturato il cane, che ha le orecchie mozzate. Si tratta del terzo pitbull catturato nella zona del quartiere Esseneto in pochi giorni. Forse, ignoti delinquenti usano i cani per le lotte clandestine. Nelle campagne di Canicattì, in periferia, in contrada Stretto, un bracciante agricolo, Gioacchino Amato, 31 anni, ha subito un grave incidente sul lavoro allorchè è stato schiacciato da un trattore in fase di caricamento su un camion, in un terreno di sua proprietà appena arato. Sono stati alcuni suoi colleghi a lanciare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Amato è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all’ Ospedale di Canicattì dove adesso è ricoverato in prognosi riservata.                                            

Immigrati nuova tragedia, 18 morti a sud di Lampedusa

Ennesima tragedia in mare. I corpi di 18 immigrati, tutti uomini, sono stati recuperati a sud di Lampedusa dalla Marina Militare. Gli uomini impegnati nell’operazione “Mare nostrum” sono intervenuti in seguito all’avvistamento di un gommone, effettuato nella notte, tra sabato e domenica scorsi, dalla nave Sirio. La Marina militare ha tratto in salvo altri 73 migranti che si trovavano sul gommone, in difficoltà probabilmente per un problema al motore. I soccorsi sono scattati subito dopo l’avvistamento dell’imbarcazione, nel corso della notte, ma per 18 uomini non c’è stato nulla da fare. I 73 migranti salvati ieri e le 18 salme dei loro compagni morti probabilmente di sete sono stati portati al porto di Pozzallo, insieme ad altri 193 profughi che erano stati salvati dalle motovedette della Guardia costiera e trasbordati sulla nave militare Sirio. E da Pozzallo, con le immagini ci trasferiamo, al porto di Licata. Ecco l’arrivo di 277 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia da tre pattugliatori d’altura della Guardia Costiera. Le operazioni di ormeggio delle tre unita’ navali sono state coordinate dall’ufficio Circondariale Marittimo – Guardia Costiera Licata. Dall’inizio dell’anno, nel compartimento marittimo di Porto Empedocle, che comprende anche Licata, sono 12.027 gli stranieri approdati. E solo tra venerdì e domenica 24 agosto ne sono stati recuperati quasi 4.000 nell’ambito della “Mare Nostrum”, che il ministro dell’ Interno, Angelino Alfano, è pronto a interrompere qualora la risposta dell’ Europa ad assumerne il carico sia negativa. “E l’Europa – ammonisce Alfano – non risponda che non ha i soldi perché anche noi non li abbiamo. Aspetto il sì o il no, se sarà no allora proporrò al Consiglio dei Ministri dei progetti alternativi. Stop a Mare Nostrum. E l’ Italia sarà impegnata nel soccorso in mare ordinariamente, secondo le leggi del diritto internazionale”.

Lampedusa, un arresto per possesso di cocaina

I carabinieri della stazione di Lampedusa hanno arrestato Ignazio Blandina, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Durante un controllo messo in atto dai militari dell’Arma, il lampedusano è stato trovato in possesso di 10 grammi di cocaina. Lo stretto riserbo che caratterizza i carabinieri di Lampedusa su questo arresto, fa credere che l’operazione sia ancora in corso.

Torna la Sansovino a Porto Empedocle

Da domani sera, venerdi’ 22 agosto, il collegamento da Porto Empedocle a Lampedusa sarà garantito dalla Sansovino. Un’imbarcazione rimessa a nuovo prima nei nei cantieri navali di Durazzo e poi in quelli di Palermo che garantirà un servizio più efficiente e con una maggiore capienza di posti auto e cabine per i passeggeri.  Si passa dai 90 posti in cabine della Pietro Novelli, il traghetto utilizzato dalla Compagnia delle Isola in questo mese di emergenza, 340 posti. Nei due grandi garage c’è posto per 260 vetture contro le 90 del traghetto che oggi dovrebbe garantire l’ultima corsa. A regime nella Sansovino potranno essere accolti 800 passeggeri, contro i 570 che può trasportare la Novelli.