Torturava i migranti , fermato un altro nigeriano.

Tratta di persone, sequestro di persona, violenza sessuale, omicidio aggravato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La squadra mobile di Agrrigento con queste accuse ha arrestato un nigeriano di 21 anni GIFT DEJI, chiamato con il nome di Sofi, riconosciuto come uno dei responsabili di torture e sevizie perpetrate in Libia all’interno della safe house di “Alì il Libico”, dove i migranti, in attesa di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane, venivano privati della libertà personale e torturati per estorcere loro denaro. Il 21enne da migrante si sarebbe offerto di entrare a far parte del gruppo di criminali al fine di poter, in seguito, intraprendere gratuitamente la traversata verso l’Italia. Anche in questo caso fondamentali ai fini dell’arresto sono state le dichiarazioni di alcune delle vittime: “Le violenze perpetrate dal Sofi- hanno raccontato- consistevano nel colpire in diverse parti del corpo i migranti tenuti in ostaggio, con molta violenza, mediante l’utilizzo di una cintura in cuoio e/o tubi di gomma. Oltre a questi oggetti, ho visto più volte Sofi utilizzare sui prigionieri due cavi eletrtici collegati alla corrente elettrica come strumento di tortura”. Il fermo di Sofi è frutto dell’incessante attività investigativa della Squadra Mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, che sta ricostruendo l’intera cellula di criminali e torturatori che operavano in Libia all’interno del tristemente noto “Ghetto di Alì il Libico”. I primi utili risultati investigativi di questa ultima indagine si sono avuti con l’individuazione ed il fermo, nei mesi scorsi, di altri soggetti. Il Sofi è stato individuato e catturato all’interno del CDA “S.Anna” di Isola di Capo Rizzuto e adesso si trova rinchiuso al carcere di Catanzaro.

Tensione al centro di accoglienza di Lampedusa

Momenti di tensione all’hot spot di Lampedusa. Prima una protesta violenta per un ventilato rimpatrio, prontamente sedata dalle forze dell’ordine in servizio sull’isola, poi, dopo la calma apparente, sarebbe scoppiata una violenta rissa tra magrebini per futili motivi. Oggetto dello scampato massacro, delle sigarette offerte e mai più restituite. Gli immigrati se le sarebbero date di santa ragione tanto da finire al poliambulatorio uno con un vistoso e profondo taglio sul volto, l’altro con un trauma cranico non grave. I due rischiano la denuncia alla Procura della Repubblica

Lampedusa quattro anni dopo la strage

Il 16 marzo del 2016 , il Senato della Repubblica ha istituito in via definitiva, il 3 ottobre, la giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. La ricorrenza, stabilita per ricordare chi “ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria”, nasce nel solco di una delle peggiori stragi mai accadute sulle cose italiane, quella che al largo di Lampedusa, il 3 ottobre 2013, appunto, vide morire ben 366 migranti. Il primo passo è non dimenticare. Tante le iniziative anche per quest’anno sparse qua e là per lo stivale, accomunate dal filo rosso del ricordo di quei 366 morti annegati nel Canale di Sicilia 4 anni fa, a bordo di una sgangherata imbarcazione libica naufragata a poche miglia dal porto dell’isola.In occasione della quarta Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, l’isola di Lampedusa, all’interno del progetto “l’Europa abbraccia Lampedusa” ospiterà circa 200 studenti provenienti da tutta Europa insieme con i superstiti e familiari delle numerose vittime dei naufragi avvenuti nelle acque del Mediterraneo. Dal 30 settembre al 3 ottobre prossimo, le nuove generazioni prenderanno parte ad un vero e proprio programma interculturale che favorirà l’incontro di storie, etnie e culture diverse incoraggiando il dialogo, l’apprendimento e soprattutto la solidarietà verso chi ha o ha avuto la forza di partire per diventare cittadino del mondo.
Organizzato dal MIUR e dal COMITATO 3 OTTOBRE, in collaborazione con RAI-Radiotelevisione Italiana e con il Patrocinio del Comune di Lampedusa e Linosa, con il sostegno di numerose associazioni, con il progetto l’Europa decide di abbattere la discriminazione ed il razzismo per abbracciare una nuova idea di solidarietà. Particolarmente suggestivi saranno i momneto organizzati per il 3 ottobre. In programma una marcia degli stundenti insieme , tra gli altri, al presidente del Senato, Pietro Grasso e il ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, che partirà da piazza Castello per raggiungere la porta D’Europa . Qui insieme ai superstiti della tragedia ci si fermerà per un momento di raccoglimento. A seguire la cerimonia in mare con il coinvolgimento della guardia costiera e dei pescatori di Lampedusa.

Sbarchi in Sicilia 1800 migranti nel week – end: allarme rientrato a Lampedusa

E’ stata una domenica intensa sul fronte sbarchi in Sicilia nel week – end 15 sono stati gli interventi di soccorso con circa 1.800 persone salvate con l’aiuto delle navi militari e di quelle delle poche Ong rimaste davanti al mare della Libia e il coordinamento della Guardia costiera italiana. Tra gli sbarchi più consistenti, 371i migranti giunti a Trapani con la «Aquarius», la nave di Sos Méditerranée. Altri 589 migranti che erano a bordo della «Vos Hestia» di Save the Children, invece sono scesi a Catania. La nave militare irlandese «Yeats» con a bordo 552 migranti e tre cadaveri, invece ha fatto scalo al porto siracusano di Augusta. Intanto è rientrata la provocazione lanciata sabato scorso dal sindaco di Lampedusa che chiedeva la chiusura dell’hotspot dell’Isola per porre fine al bivacco per le strade di Lampedusa di circa 180 tunisini che secondo Martello, si prestano a molestare donne, a rubacchiare nei negozi e a usare i marciapiedi come bagni. Dopo le dichiarazioni del sindaco infatti, a Lampedusa sarebbero stati intensificati i controlli e l’hotspot ha ripreso a funzionare.

 

La nave “Iuventa” è attraccata a Trapani.

E’ arrivata al porto di Trapani ieri pomeriggio, poco prima delle 17.30, la nave “Iuventa” della Ong tedesca Jugend Rettet, sottoposta a sequestro preventivo. La Procura trapanese procede per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina contro ignoti. A condurla da Lampedusa al porto trapanese sono stati i militari della Guardia costiera. La Ong respinge fermamente ogni accusa e attraverso il legale Leonardo Marino ha annunciato ricorso per ottenere il dissequestro del materiale sequestrato e soprattutto della nave, senza la quale l’organizzazione non può operare per il salvataggio dei migranti. Perchè la ong tedesca è finita sotto accusa? Pochi giorni dopo la mancata firma del codice delle ONG, è uscita la notizia che Jugend Rettet è accusata dalla Procura di Trapani di favorire l’immigrazione clandestina. L’inchiesta è partita dalle segnalazione di personale della sicurezza a bordo di una nave di Save the Children (dipendendenti una società terza, non nostri – ha precisato l’ONG) poi si è deciso di affiancare un agente dello Sco infiltrato per 40 giorni sulla nave di Save the Children che ha girato foto e video. Secondo i magistrati in almeno tre operazioni a ridosso delle coste libiche la nave di Jugend Rettet ha accolto a bordo migranti che si trovavano su barconi che non erano sul punto di affondare, facendo pensare ad una consegna da parte degli scafisti invece che ad un salvataggio. Un comportamento irregolare e punito dal codice penale, quello della ONG, in cui i magistrati non rilevano scopi di lucro ma motivi umanitari. La nave Iuventa – un vecchio peschereccio comprato grazie a risparmi e donazioni dai ragazzi di Jugend Rettet – era troppo piccola per fare la spola fino alle coste italiane. Il suo lavoro, principalmente, consisteva nello stare al largo, soccorrere i migranti e trasferirli su altre navi perchè li portassero sulla terraferma.

Indagini sulla nave Iuventa

La nave Iuventa della ong tedesca è ancora sotto sorveglianza. L’imbarcazione, fermata su ordine della procura di Trapani che indaga sulla condotta di alcune organizzazioni non governative impegnate nel soccorso dei migranti, è ancora attraccata al porto di Lampedusa.

L’equipaggio è stato trasferito in alcune abitazioni private dell’isola, solitamente affittate ai turisti. La nave è stata fermata l’altro ieri notte nel porto della maggiore delle Pelagie. Ieri mattina l’equipaggio era stato interrogato dagli inquirenti che ipotizzano irregolarità nelle operazioni di soccorso in mare e contestano – ma il fascicolo è ancora a carico di ignoti – il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Fermata due giorni fa, la Guardia costiera, che aveva parlato di controlli di routine, ha notificato ieri il provvedimento di sequestro. La nave è stata perquisita anche con l’aiuto di cani molecolari e la Guardia costiera ha portato via i documenti di bordo.

Non ha firmato protocollo con Viminale, fermata nave Ong

Il codice di comportamento del Viminale nei confronti delle organizzazioni non governative che soccorrono i migranti, inizia a dare i primi segnali concreti.  La nave Iuventa della ong tedesca, che non ha firmato il protocollo, sottoscritto finora solo da tre ong, è stata bloccata in nottata al largo di Lampedusa dalla Guardia costiera italiana, che l’ha scortata fino al porto. Dalla nave sono stati fatti scendere due siriani, che sono stati accompagnati nel Centro di prima accoglienza dell’isola. I due migranti erano stati trasferiti in precedenza a bordo della nave della ONG tedesca proprio da una delle unità militari italiane impegnate nelle operazioni di soccorso ai migranti nel Mediterraneo. Per scortare in porto la Iuventa sono intervenute diverse motovedette della Guardia costiera, con un grande spiegamento di forze dell’ordine anche sulla banchina.

Elezioni comunali 2017. I sindaci eletti nell’agrigentino

Giochi fatti nei 12 comuni agrigentini chiamati ieri al rinnovo di sindaci e consiglieri comunali, in attesa del dato definitivo che sarà sancito dalla proclamazione ufficiale delle singole commissioni elettorali, vediamo insieme chi sono i sindaci eletti e chi invece dovrà attendere gli esiti del ballottaggio e comunque interesserà solo gli elettori di Sciacca dove tra due settimane a contendersi la fascia tricolore saranno i candidati sindaco Calogero Bono e Francesca Valenti.

Elezione diretta a primo turno invece a Palma di Montechiaro per Stefano Castellino che ha staccato nettamente il candidato Rosario Bellanti.

A Cattolica Eraclea, il nuovo sindaco è, Santino Borsellino, che ha avuto la meglio su Giuseppe Giuffrida. Gioacchino Nicastro ha vinto a Casteltermini, battendo Arturo Ripepe e Filippo Pellitteri. A Campobello di Licata, invece, Giovanni Picone resta primo cittadino, dietro di lui Giovanni Gibella e Giuseppe Sicilia. A Montallegro Rina Scalia è il nuovo sindaco avendo avuto la meglio i sull’altro candidato Giovanni Cirillo.

A Bivona è stato un testa a testa. Il nuovo sindaco è Milko Cinà, che ha avuto cinque voti in più rispetto al rivale Salvatore Marrone. Nino Contino, invece, è tornato ad essere sindaco di Comitini, battendo l’altro candidato Giacomo Orlando. A Villafranca Sicula, riconfermato il sindaco uscente Domenico Balsamo.

A Lampedusa, l’uscente Giusi Nicolini, vincitrice del Premio Unesco per la Pace, esce sconfitta classificandosi terza, dietro al neo sindaco Salvatore Martello e Filippo Mannino.

Ad Aragona il sindaco eletto dovrebbe essere Giuseppe Pendolino, sbaragliando quindi la concorrenza che vedeva subito dietro l’uscente Salvatore Parello. A Santa Margherita Belice, infine il sindaco eletto dovrebbe essere Franco Valenti, seguito da Pier Paolo Di Prima.

 

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Marrobbio a Lampedusa. Ingenti danni ai pescherecci: il sindaco Nicolini chiede aiuto

Le forti raffiche di scirocco a Lampedusa hanno provocato l’innalzamento improvviso del livello del mare, fenomeno che gli esperti chiamano marrobbio, ingenti i danni che sono in corso di quantificazione. Il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini ha lanciato un appello:”E’ un disastro – ha detto – è come se ci fosse stato un piccolo tsunami, tutte le barche si sono alzate. Già stanotte – ha aggiunto il sindaco – ho avvisato la Prefettura di Agrigento ed ho chiamato il presidente della Regione che sta convocando la Protezione civile. Siamo di fronte ad una calamità naturale seria. C’è stato un vento fortissimo, una sorta di tromba d’aria – racconta Nicolini – si sono alzate le onde e l’acqua è arrivata fino al campo sportivo. C’è bisogno di aiuto, di riportare all’asciutto i pescherecci affondati e di controllare tutti gli altri. E’ affondata la vita ed i sacrifici fatti dai pescatori”.

La calamità ha interessato l’area del porto nuovo dell’Isola, due pescherecci ed alcune piccole imbarcazioni da diporto sono affondate, danneggiata anche una motovedetta dei Carabinieri, divelti  diversi  pontili del molo.

E’ stata una notte di lavoro intensa per le forze dell’ordine impegnati a salvare le imbarcazioni . Il marrobbio, a Lampedusa non si verificava da circa 20 anni, Totò Martello, presidente del consorzio dei pescatori di Lampedusa in merito ai danni causati alle imbarcazioni sui social scrive:”Molti danni, molte barche affondate. Famiglie rovinate. Per noi è un momento triste. Per i pescatori di Lampedusa è un dramma”.

Anche l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro si è messo in contatto con l’amministrazione comunale delle Pelagie, il pastore della chiesa agrigentina si sarebbe messo a disposizione del sindaco Nicolini e avrebbe espresso la sua solidarietà alle famiglie di pescatori danneggiate.

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100 mila euro per recuperare il peschereccio “Giacomo Maria”

Dopo il recupero del corpo di Francesco Solina ( nella foto) vittima di un naufragio lo scorso 3 gennaio, adesso si pensa a recuperare il peschereccio “Giacomo Maria” adagiato a circa cinque miglia dalla costa lampedusana, ad una profondità di ben 60 metri. Per farlo occorrono ben 100mila euro che saranno a carito dell’armatore. Il sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, ha chiesto alla Regione Sicilia di aiutare la famiglia dell’armatore. “C’è un precedente con la Regione Campania – ha spiegato il sindaco delle Pelagie, Giusi Nicolini, – . La Regione Campania è riuscita a dare un contributo per il recupero di un peschereccio che era naufragato. Inoltre, armatori e pescatori stanno continuando a raccogliere i fondi”. Nei giorni scorsi, è stato aperto un conto corrente, su sollecitazione dei pescatori dell’isola, per aiutare la famiglia della vittima del naufragio e la famiglia dell’armatore. “La risposta c’è. Tanti proprietari di barche e marinai – ha spiegato il sindaco Nicolini al sito web agrigentonotizie- hanno già versato. L’isola, in questi casi così drammatici, è normalmente molto solidale. Cercheremo di fare tutto il possibile – ha concluso il sindaco di Lampedusa e Linosa – per aiutare l’armatore e la famiglia di Francesco Solina. Speriamo naturalmente di ottenere una risposta positiva da parte della Regione. Mi risulta che si stia studiando quale misura si potrebbe adottare”.

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Lutto cittadino a Lampedusa, oggi i funerali del marinaio Francesco Solina

L’Isola di Lampedusa da’ oggi l’estremo saluto a Francesco Solina, il pescatore di 51 anni annegato a seguito dell’inabissamento del peschereccio “Giacomo Maria” . Il Naufragio dell’imbarcazione avvenne lo scorso 3 gennaio, 4 erano i membri dell’equipaggio, in tre si salvarono, sfortunatamente il 51 enne cadde in acqua, e di lui si persero subito le tracce. Le avverse condizioni meteo non facilitarono le ricerche. Nel Canale di Sicilia anche il robot ROV l’unità di ricerca della Guardia costiera di Messina che la settimana scorsa aveva localizzato il cadavere dell’uomo il cui recuperò però è avvenuto solo nella giornata di ieri. In occasione delle esequie, il sindaco di Lampedusa e Linosa, Giusi Nicolini ha dichiarato il lutto cittadino, ai familiari di Francesco Solina il cordoglio del Governatore della Regione, Rosario Crocetta che li ha raggiunti telefonicamente.

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Nuovo drammatico sbarco di immigrati a Lampedusa

Nuovo sbarco di migrante questa notte a Lampedura. In 167 sono approdati sull’isola e un immigrato è morto durante il trasferimento dal porto di Lampedusa al Poliambulatorio. I migranti sono arrivati un due distinti gruppi di 87 e 60 persone. Nel gruppo di 87 persone c’erano già due cadaveri di altrettanti uomini. Due persone, in gravi condizioni, sono state subito trasferite verso il Poliambulatorio. Una donna, incinta, in gravi condizioni di ipotermia, è arrivata viva al Poliambulatorio ed è stata subito trasferita, con elisoccorso, in un ospedale di Palermo.

La Marina militare ha portato fino al porto di Lampedusa i primi 87 migranti. Il gruppo di 60 – su un altro gommone – è stato invece soccorso da un peschereccio di Mazara del Vallo e poi è stato effettuato il trasbordo, per velocizzare le operazioni di soccorso, sulle motovedette della Guardia costiera. I soccorsi, nel canale di Sicilia, però proseguono ancora e questa mattina è giunta a Lampedusa una motovedetta della Capitaneria con a bordo 20 migranti, tutte donne e due minori. Il centro d’accoglienza di contrada Imbriacola era stato svuotato appena ieri.

 

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Bono e Solina, sospese le ricerche

Sono state sospese le ricerce di Vincenzo Bono ,a Sciacca , e di Francesco Solina a Lampedusa. Del primo non si hanno più notizie dallo scorso 25 novembre , da quando un violento nubifragio ha devastato Sciacca e Ribera. Le tracce dell’allevatore si sono fermate in contrada Muciare dove è stata ritrovata la sua auto, completamente distrutta. I soccorritori ed i volontari hanno setacciato ogni zona, nella speranza di ritrovare l’uomo o il suo cadavere. A Lampedusa, già da ieri, sono state sospese, certamente fino a lunedì, le ricerche del marinaio cinquantunenne, Francesco Solina, disperso dalla notte fra lunedì e martedì scorsi. Il “rov” – il robot della Guardia costiera di Messina – non ha puotuto immergersi e le motovedette della Capitaneria di porto di Lampedusa sono dovute rimanere all’ancora, a causa dlele condizioni meteo. “Ho incontrato i pescatori di Lampedusa – ha spiegato ieri il sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini – e visto che sono tutti concordi nell’avviare una raccolta di fondi, lunedì il Comune aprirà un conto corrente, faremo una delibera di Giunta ed avvieremo, appunto, una trasparente raccolta di fondi. Raccolta di denaro che speriamo possa concretamente aiutare le famiglie coinvolte in questa tragedia”.

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Peschereccio affondato, procura apre inchiesta

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo di inchiesta per accertare cosa sia accaduto a Lampedusa all’alba di ieri mattina. Il peschereccio “Giacomo Maria”, imbarcazione lunga 17 metri, a largo dell’isola , a circa 4 miglia dalla costa. Il marinaio, Francesco Solina 51 anni, risulta disperso. Le motovedette della Guardia costiera, aiutati anche da un particolare robot del nucleo sommozzatori della Guardia costiera di Messina , continuano le ricerche dell’uomo che potrebbe essere rimasto incastrato nell’area di poppa. Il robot ha delle telecamere che consentono di registrare tutto quello che c’è a 70 metri circa di profondità.  I tre superstiti – secondo quanto è stato ufficialmente ricostuito dalla Guardia costiera – si trovavano, al momento dell’affondamento, infatti, a prua. Non è nemmeno escluso, al momento, che Francesco Solina possa essere sceso sottocoperta per accertarsi di cosa stesse effettivamente accadendo.  Con il passare delle ore, a causa del mare grosso e del freddo, le flebili speranze di trovare in vita il 51enne sembrano, purtroppo, ridursi ulteriormente. Sembra , poi, che i supersisti siano salvi anche grazie alla tempestività di uni dei tre nel leggere la situazione dell’imminente ammaraggio ma, soprattutto, grazie ad uno smartphone di ultima generazione resistente all’acqua. Uno dei membri dell’equipaggio pare sia riuscito a chiamare un pescatore in zona che con geolocalizzatore, avrebbe individuato e trovato il peschereccio.

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Lampedusa. Affonda un peschereccio: un marinaio disperso

Un peschereccio affondato e un marinaio disperso, questo è il bilancio di un incidente verificatosi all’alba di oggi nel canale di Sicilia nello specchio d’acqua che dista circa due miglia e mezzo dall’Isola di Lampedusa. Un’avaria all’impianto di pompaggio dell’imbarcazione avrebbe causato l’inabissamento del motopesca “Giacomo Maria”, subito lanciato l’allarme, in soccorso dell’equipaggio sarebbe accorso prima un motoscafo e successivamente gli uomini della Guardia Costiera. In salvo, fortunatamente, il capitano del peschereccio Daniele Minio e altri due marinai, Mimmo Solina e Nicola Mannino. In mare invece è finito il 51enne Francesco Solina. La Guardia Costiera ha avviato le ricerche in mare. I naufraghi invece sono stati trasferiti al poliambulatorio dell’isola agrigentina, le loro condizioni di salute sarebbero buone. Adesso è corsa contro il tempo per i soccorritori che stanno battendo la zona, nella speranza di trovare il marittimo ancora in vita.

 

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