Blitz in quattro sale da gioco. Cinque denunce.

Blitz all’interno di sale giochi da parte dei carabinieri. A Ribera, in due sale giochi, i gestori, due fratelli del luogo, 30 enni, risultavano sprovvisti della prevista licenza per l’accettazione di scommesse sportive, scovando e sequestrando inoltre 4 apparecchi da intrattenimento illeciti, elevando multe per oltre 40mila euro.

La seconda sala scommesse controllata, risultava anch’essa sprovvista della necessaria licenza per accettazione di scommesse sportive ed il titolare è stato multato per oltre 20.000 euro.

Al termine degli accertamenti, per i tre gestori è scattata una denuncia all’Autorità Giudiziaria. Sequestrato altri 16 computer e 9 monitor tv, utilizzati nell’ambito delle illecite attività.

Analoghi controlli sono stati svolti anche a Santa Margherita di Belice ed a Montevago, dove i Carabinieri hanno denunciato due titolari di un’associazione che permettevano ai clienti di effettuare scommesse on-line seppur sprovvisti delle necessarie autorizzazioni, contestando loro multe per complessivi 20.000 euro e sequestrando 4 computer.

In manette per “furto con strappo” un commerciante  della provincia di Enna

Un 53 enne, originario della provincia di Enna, in una tabaccheria di Montevago, dopo aver comprato un pacchetto di sigarette ed averlo pagato con una banconota da 50 euro, ha poi tentato di strappare dalla mano del tabaccaio sia la banconota appena consegnata, sia il resto, tentando infine una fuga per le vie del centro.

Ne è scaturito un inseguimento con una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Montevago subito allertati telefonicamente.

I militari dell’Arma, sulla base delle descrizioni somatiche fornite, sono riusciti, a bloccare il malvivente in pieno paese.

L’uomo, un commerciante di metalli, già noto alle forze dell’Ordine, non ha opposto alcuna resistenza. Sono subito scattate le manette ai suoi polsi per il reato di “furto con strappo”, venendo successivamente ristretto agli arresti domiciliari.

Agrigento. Sale la febbre “rosa”: il percorso della quinta tappa del Giro d’Italia

Alle ore 13:20, i 175 ciclisti, in gruppo scenderanno da piazza Vittorio Emanuele verso piazza Stazione, dopo aver affrontato la prima curva della tappa, percorreranno la Via Crispi, giunti nei pressi di Bonamorone poi la svolta a destra lungo la suggestiva Panoramica dei Templi per poi proseguire ancora, sempre in discesa, lungo la Passeggiata Archeologica.

Sicuramente un bel colpo d’occhio per il gruppo dei corridori che dopo le iniziali curve vedranno all’orizzonte il maestoso Tempio della Concordia. L’onda rosa proseguirà passando da Porta Aurea e da via Luca Crescente da dove poi, sulla Statale, l’avvio della vera gare verso Santa Ninfa. Nella città dei Templi, il passaggio dei mezzi lungo il circuito, sarà consentito sino alle ore 07:30.

Primo centro urbano toccato in corsa sarà Porto Empeodcle, dopo un breve tratto di Statale, gli atleti delle 22 squadre partecipanti, vireranno in zona Caos, faranno ingresso a Vigata dalla galleria, attraversarenno la via Empedocle costeggiando l’area portuale e ad andatura certamente sostenuta, passerano dinanzi la Torre di Carlo V per poi proseguire lungo costa e dalla curva Capizzi risaliranno verso la Strada Statale 115.

In mattinata, lavori straordinari a Porto Empeodcle dove operai e mezzi hanno provveduto a rendere più agevole il passaggo della carovana. A Vigata la chiusura delle strade, sia quelle interessate dal passaggio delle bici sia il tratto di Statale che attraversa il territorio comunale, si effettuerà alle ore 11:00.

Dopo Porto Empecole, altro centro agrigentino attraversato dai corridori sarà Sciacca, poi il 101° Giro d’Italia tocca alcuni dei centri della Valle del Belice devsatati dal tragico terremoto del 1968.

Dopo Menfi e la risalita verso Santa Margherita di Belice e Montevago dove è stato fissato il primo dei tre gran premi della montagna di quarta categoria. Altro traguardo che assegnerà punti per la classifica degli scalatori sarà a Partanna da dove si scenderà verso Poggioreale, nella città vecchia è stato disposto il terzo e ultimo GPM di tappa che spianerà ai corridori la strada vesro il traguardo di Santa Ninfa.

Rubata segnaletica su alcune strade provinciali

Una vera e propria escalation di furti di segnali stradali è stata denunciata ai Carabinieri dai capicantonieri del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Furti anomali, avvenuti in un settore ben preciso della viabilità centro-ovest, e precisamente sulle Strade Provinciali n. 87 Montallegro-Bovo Marina, n. 29 Ribera-Montallegro, n. 31 Ribera-Cianciana e n. 61 Ribera-Montallegro. Sono letteralmente spariti circa cinquanta tra segnali di pericolo e di divieto oltre a numerosi new jersey utilizzati per circoscrivere alcune situazioni di pericolo per frane o asfalto in cattive condizioni. I furti sono avvenuti sicuramente nelle ore notturne, quando i ladri hanno potuto agire indisturbati smontando dai pali i segnali, che difficilmente potrebbero essere utilizzati senza incorrere nell’inevitabile denuncia per furto in quanto punzonati con il logo del Libero Consorzio. “I capicantonieri- fanno sapere dal libero consorzio- sono già al lavoro per rimpiazzare la segnaletica rubata”.

Giovane aggredita da un cane a Montevago

Continuano ad arrivare notizie che raccontano di aggressioni di cani randagi. L’ultimo episodio arriva da Montevago dove una giovane 20enne è finita al pronto soccorso dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca dopo che è stata morsa proprio da un cane randagio. La giovane è stata azzannata da un grosso cane ad un braccio ed all’addome ed i medici hanno dovuto darle diversi punti di sutura. La 20enne è finita per terra ed è stata salvata dal provvidenziale intervento di un militare della Guardia di finanza.  La polizia municipale sta effettuando i controlli per cercare di ritrovare l’animale. Non sono poche le segnalazioni che arrivano alla nostra redazione di gruppi di cani randagi che circolano liberamente per diversi comuni dell’agrigentino. Il territorio sta facendo i conti da troppo tempo col problema del randagismo. La gente è stanca e chiede a chi di competenza di risolvere il problema.

Riapre la Calcestruzzi Belice

Lo scorso 13 maggio la notizia che la Corte di Appello di Palermo aveva revocato la decisione del Tribunale di Sciacca che aveva dichiarato il fallimento della “Calcestruzzi Belice” di Montevago e ha condannato l’Eni alle spese legali. Questa mattina la struttura ha riaperto i cancelli. Una buona notiza per gli 11 lavoratori che erano stati licenziati.  Il fallimento era stato disposto per un debito di 30 mila euro della Calcestruzzi con l’Eni. Una vicenda che aveva suscitano la rabbia di molti , non solo dei dipendenti della stessa società , ma anche di sindacati, istituzioni politiche e religiose. Una battaglia che alla fina sembra essersi conclusa positivamente dopo mesi di inattività. Il sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo parlava di  “un’ingiustizia gravissima, per un debito irrisorio e contratto prima dell’amministrazione giudiziaria”. I lavoratori non si sono mai arresi, presidiando l’azienda che  aveva dichiarato il fallimento. L’idea è quella di affidare ad una cooperativa il personale , intanto i lavoratori di buon mattino si sono messi a disposizione, esultando per la riapertura di una struttura importante controllata dall’agenzia nazione per i beni sequestrati e confiscati.

Elezioni comunali 2017. I sindaci eletti nell’agrigentino

Giochi fatti nei 12 comuni agrigentini chiamati ieri al rinnovo di sindaci e consiglieri comunali, in attesa del dato definitivo che sarà sancito dalla proclamazione ufficiale delle singole commissioni elettorali, vediamo insieme chi sono i sindaci eletti e chi invece dovrà attendere gli esiti del ballottaggio e comunque interesserà solo gli elettori di Sciacca dove tra due settimane a contendersi la fascia tricolore saranno i candidati sindaco Calogero Bono e Francesca Valenti.

Elezione diretta a primo turno invece a Palma di Montechiaro per Stefano Castellino che ha staccato nettamente il candidato Rosario Bellanti.

A Cattolica Eraclea, il nuovo sindaco è, Santino Borsellino, che ha avuto la meglio su Giuseppe Giuffrida. Gioacchino Nicastro ha vinto a Casteltermini, battendo Arturo Ripepe e Filippo Pellitteri. A Campobello di Licata, invece, Giovanni Picone resta primo cittadino, dietro di lui Giovanni Gibella e Giuseppe Sicilia. A Montallegro Rina Scalia è il nuovo sindaco avendo avuto la meglio i sull’altro candidato Giovanni Cirillo.

A Bivona è stato un testa a testa. Il nuovo sindaco è Milko Cinà, che ha avuto cinque voti in più rispetto al rivale Salvatore Marrone. Nino Contino, invece, è tornato ad essere sindaco di Comitini, battendo l’altro candidato Giacomo Orlando. A Villafranca Sicula, riconfermato il sindaco uscente Domenico Balsamo.

A Lampedusa, l’uscente Giusi Nicolini, vincitrice del Premio Unesco per la Pace, esce sconfitta classificandosi terza, dietro al neo sindaco Salvatore Martello e Filippo Mannino.

Ad Aragona il sindaco eletto dovrebbe essere Giuseppe Pendolino, sbaragliando quindi la concorrenza che vedeva subito dietro l’uscente Salvatore Parello. A Santa Margherita Belice, infine il sindaco eletto dovrebbe essere Franco Valenti, seguito da Pier Paolo Di Prima.

 

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Rischia di morire soffocato, salavato dalla manovra Heimlich

Basta un attimo, una situazione banale che può trasformarsi in una tragedia senza ritorno: un bambino che soffoca e che cerca aiuto con gli occhi e la sensazione di essere impotente.E’ salvo grazie alla manovra di Heimlich. Un bambino di 17 mesi, a Montallegro, ha rischiato di morire soffocato dopo aver ingoiato un dolcino. Le urla di panico della famiglia, quando il piccolo ha iniziato a non poter più respirare, hanno richiamato l’attenzione dei vicini di casa, ed una in particolare che ha immediatamente chiamato al telefono il padre, soccorritore del 118, il quale ha subito spiegato come fare la manovra di Heimlich. La ragazza, quindi, mentre era al telefono, riferiva le informazioni al padre del bimbo che è riuscito grazie a quella manovra ad evitare il soffocamento. Quando l’autoambulanza del 118 di Siculiana è arrivata, il piccolo era già fuori pericolo. È stato trasportato all’ospedale di Sciacca solo in via precauzionale. In tv ma anche su web e anche attraverso appositi corsi, la manovra di Heimlich da tempo viene diffusa. Secondo le indicazioni, il soccorritore si pone alle spalle del bambino e lo circonda con le proprie braccia, chiude una mano a pugno con il pollice all’interno posizionandola tra l’estremità dello sterno e l’ombelico, la zona conosciuta come “bocca dello stomaco”; Si afferra poi il proprio pugno con l’altra mano e si esercita una compressine subdiaframmatica sull’addome verso l’interno, dal basso verso l’alto e si praticano più compressioni distinte. Non è una manovra difficile, tutti la possono imparare e può salvare la vita in un attimo come nel caso del piccolo di Montallegro.

 

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Chiuso il ponte “canne” . Nuovi divieti e limiti di velocità

All’indomani dalla segnalazione di mareamico , il settore infrastrutture stradali del libero consorzio di Agrigento ha disposto la chiusura del ponte “canne” lungo la  provinciale 75 Siculiana-Montallegro. “La chiusura- si legge in una nota- è stata disposta come misura esclusivamente cautelativa per l’esecuzione delle opportune verifiche strutturali, anche se il sopralluogo eseguito stamani da tecnici e cantonieri del Libero Consorzio comunale ha evidenziato che la struttura portante del ponte si presenta in buone condizioni e non è assolutamente pericolante, mentre alcuni elementi sovrastrutturali, in particolare sulla parte superiore della campata, presentano diversi distacchi di calcinacci che non influiscono assolutamente sulla struttura. Si tratta di uno dei ponti già da molto tempo sottoposti a continuo monitoraggio dal Libero consorzio- continua la nota- che ha elaborato da tempo diversi progetti per la ristrutturazione non ancora finanziati dal Governo regionale, nonostante le ripetute sollecitazione degli uffici competenti. Il risalto mediatico dato alle condizioni del ponte da mareamico – conclude la nota-non trova effettivo riscontro nelle condizioni strutturali, che in ogni caso saranno verificate”.

 

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Convocazione di Girgenti Acque in commissione antimafia. Il riassunto delle puntate precedenti.

Le indagini avviate dalla magistratura su Girgenti Acque unitamente alle audizioni raccolte dalla commissione antimafia, hanno indotto l’organo nazionale di vigilanza presieduto da Rosy Bindi, a disporre una prossima convocazione dei vertici della società che gestisce il servizio idrico integrato in 27 comuni della Provincia di Agrigento. Attualmente ricordiamo che i controlli disposti dalle autorità giudiziarie hanno portato al sequestro degli impianti di depurazione nei centri di Agrigento, Favara, Licata, Cattolica Eraclea, Raffadali, Montallegro, Siculiana e Realmonte. Diverse sono state le anomalie riscontrate dagli inquirenti, tra queste anche le dovute autorizzazioni scadute. Era prevedibile comunque che la commissione antimafia si occupasse della gestione del servizio idrico. Ricordiamo infatti che la direzione distrettuale antimafia di Palermo ha avviato un’indagine che mira a fare luce anche su giro di presunte assunzioni sospette attuate da Girgenti Acque. Nel mirino della magistratura ci sarebbero circa 330 rapporti di lavoro che la società attualmente presieduta da Marco Campione, avrebbe avviato per “favorire” la classe politica. In tal senso , dinanzi al procuratore aggiunto Maurizio Scalia e al pubblico ministero Calogero Ferrara, sono già comparsi diversi soggetti politici. Tra gli amministratori sentiti come persone informate dei fatti ci sono stati anche il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, quello di Raffadali, Silvio Cuffaro e il deputato nazionale Maria Iacono. L’on. Bindi ieri da Agrigento ha accennato anche la questione dei contatori cinesi, il riferimento è stato alla partita di misuratori idrici che la società avrebbe acquistato in vista dell’installazione alle utenze. Contatori di fabbricazione cinese su cui gravano dubbi sulla corretta funzionalità e genuinità dei rilevamenti. In attesa quindi dei risvolti giudiziari per le inchieste già in corso, il malumore dei contribuenti nei confronti di Girgenti Acque è tangibile, basta commisurare ad esempio il costo del servizio idrico effettivamente pagato e i tanti disagi denunciati in diversi comuni.

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Denunciati due tombaroli a Montallegro 

A Montallegro, i Carabinieri della locale stazione hanno denunciato alla Procura di Agrigento due persone di Realmonte, A T sono le iniziali del nome, 33 anni, e G C, 30 anni, per i reati di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, furto aggravato e porto abusivo di coltelli di genere vietato. I due sono stati sorpresi in contrada Mortilla, a bordo di un’automobile, in possesso di 10 monete risalenti al periodo medievale, di interesse storico e culturale, e frammenti in metallo di varia natura ossidati, per un peso complessivo di due chili e mezzo circa, il tutto asportato poco prima, all’interno del sito archeologico in contrada Campanaio. Inoltre, a bordo del mezzo sono stati scoperti e sequestrati 2 metal detector, 2 zappe e 2 coltelli a serramanico, entrambi della lunghezza di 17 centimetri, di cui 10 di lama.

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Torre Salsa, clamorose novità sui confini

La riserva naturale “Torre Salsa”, posta sul territorio del litorale costiero a cavallo tra Siculiana e Montallegro, avrà competenza territoriale solo sui terreni di enti pubblici o del demanio forestale e non su aree private che in passato sono state recintate dagli enti gestori. A sostenerlo e’ il comitato spontaneo ambientale “Torre Salsa”, con l’avvocato Carlo Cincotti, legale responsabile del movimento per la riforma dei parchi in Sicilia che cura e lotta per la liberalizzazione dei terreni privati inglobati nei parchi e nelle oasi naturali. Il comitato si fa forte della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato che la Regione Siciliana deve applicare la sentenza della stessa Corte che dichiara illegittima la riserva “Pantani della Sicilia sud orientale” per violazione della legge quadro nazionale sui parchi ed oasi del ‘91. In estrema sintesi, la Regione Siciliana deve utilizzare terreni di enti pubblici e non terreni di privati cittadini la cui disciplina è regolamentata dall’art. 42 della Costituzione. Lo Stato o la Regione possono espropriare i terreni privati per pubblica utilità, previo indennizzo ai proprietari. Nella riserva di “Torre Salsa”, come in altre oasi dell’Isola, la Regione Siciliana, in particolare l’assessorato regionale a Territorio e Ambiente, dovrà rimuovere immediatamente i paletti, i cartelli e la segnaletica all’interno dei terreni privati e portare i confini naturali di parchi ed oasi a ridosso delle aree demaniali. Nel recente passato, diversi agricoltori di Montallegro e di Siculiana sono arrivati anche ai ferri corti con l’ente gestore della riserva circa la possibilità di raggiungere e potere coltivare, con i mezzi agricoli, i loro terreni, attraverso i tre ingressi dell’area naturale agrigentina.

Montallegro Denuncia Mobbing ma viene condannato a risarcire il comune

Un architetto in servizio presso il comune di Montallegro, R.P le iniziali del nome, 41 anni, ha preteso 20mila euro di risarcimento del danno da mobbing ma è stato condannato a pagare oltre 3.500 euro di spese legali. L’uomo ha riferito di essere stato vittima  dal 2009 in poi di comportamenti prevaricatori e vessatori tanto da costringerlo a cure mediche specialistiche. Nel 2011 si è rivolto al Giudice del Lavoro di Agrigento lamentando anche di essere stato costretto a svolgere mansioni non di sua competenza. In giudizio si è costituito il comune di Montallegro difeso dall’ avvocato Girolamo Rubino il quale ha dimostrato che è stato il dipendente stesso a svolgere in ritardo e in modo ridotto le proprie funzioni. Il Giudice del Lavoro, Chiara Gagliano, ha accolto le tesi di Rubino e ha rigettato il ricorso.

Montallegro, architetto denuncia mobbing ma è condannato

A Montallegro, nell’agrigentino, un tecnico del comune ha preteso 20mila euro di risarcimento del danno da mobbing ma è stato condannato a pagare oltre 3.500 euro di spese giudiziali. Si tratta di un architetto di 41 anni di Agrigento, R P sono le iniziali del nome, trasferito nel 2006 nel Comune di Montallegro, dove ha denunciato di essere stato vittima sul luogo di lavoro dal 2009 in poi di comportamenti prevaricatori e vessatori tanto da costringerlo a cure mediche specialistiche. Nel 2011 si è rivolto al Giudice del Lavoro di Agrigento lamentando, tra l’altro, di essere stato costretto a svolgere mansioni non di sua competenza. In giudizio si è costituito il comune di Montallegro difeso dall’ avvocato Girolamo Rubino. E l’ avvocato Rubino ha sostenuto che è stato il dipendente a svolgere in ritardo e in modo ridotto le proprie funzioni, a danno dell’ Erario. Il Giudice del Lavoro, Chiara Gagliano, ha accolto le tesi di Rubino e ha rigettato il ricorso, condannando il ricorrente anche al pagamento delle spese giudiziali per 3mila e 528 euro.