Affiancata e scippata da un malvivente: pensionata ottantenne sotto choc

I carabinieri della Tenenza di Favara hanno avviato le indagini per risalire all’identità di un borseggiatore che nella giornata di martedì ha scippato una collana d’oro, dal valore di duecento euro, ad un’anziana mentre stava camminando lungo via Nuova. 

La donna, che per fortuna non è rimasta ferita, ha chiamato aiuto e in suo soccorso sono sopraggiunti alcuni passanti. Immediata poi la chiamata ai carabinieri. Adesso al vaglio ci sono possibili immagini riprese dalle telecamere di esercizi commerciali per identificare il malvivente.

Era fuggito con i soldi dei clienti: catturato

I Carabinieri di Agrigento hanno catturato, in Germania, Pasquale Distefano, l’impiegato infedele 62enne di un istituto di credito di Favara. Aveva fatto sparire ben 573 mila euro dai conti correnti dei clienti. I militari, sulle tracce del ricercato sin dal 12 febbraio scorso, quando si era reso irreperibile all’emissione di un provvedimento restrittivo, lo hanno localizzato in un appartamento di Volklingen, un centro di 40 mila abitanti vicino al confine con la Francia. Attivando i canali di cooperazione internazionale, gli uomini dell’Arma hanno ottenuto la piena collaborazione della polizia tedesca, che, a seguito di un blitz, lo ha sorpreso, lo scorso 3 aprile, all’interno della sua abitazione. Questa mattina, all’aeroporto di Milano Linate, i Carabinieri della Tenenza di Favara erano ad aspettarlo per condurlo, in manette, agli arresti domiciliari.

Particolarmente complessa è la vicenda sulla quale i Carabinieri della Tenenza di Favara avevano indagato nella seconda metà dell’anno passato, riuscendo a fare luce, sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica di Agrigento, D.ssa Bisso, su una serie di strani ammanchi di denaro segnalati nel tempo da numerosi clienti, soprattutto anziani, di un istituto di credito di Favara. I Carabinieri si erano infatti messi sulle tracce del 62enne favarese, dipendente quale impiegato, ritenuto l’artefice di una serie di raggiri posti in essere sin dal 2011 e portati avanti fino al dicembre 2017. L’uomo era stato accusato di essersi appropriato indebitamente di una somma di oltre 570 mila euro. Nei suoi confronti, il 12 febbraio scorso, i Carabinieri, in collaborazione con il Nucleo P.E.F. di Agrigento, su delega dell’autorità Giudiziaria, avevano fatto scattare un provvedimento di sequestro preventivo per un ammontare totale di 573 mila euro, facendo scattare i sigilli su ben 9 immobili, alcuni rapporti bancari, 3 rapporti assicurativi e 2 automezzi.

La vicenda è particolarmente odiosa e dolorosa, in quanto, i Carabinieri, partendo dalle numerose denunce presentate nel 2018 da una sessantina di anziani clienti dell’istituto creditizio, erano riusciti ad evidenziare la costante presenza dell’indagato nel corso di operazioni di sportello sospette. Il modus operandi prendeva le mosse proprio dalla selezione di clienti particolarmente anziani e vulnerabili, i quali, dietro pressante consiglio dell’impiegato 62enne, gli lasciavano sostanzialmente in custodia i propri libretti di risparmio, cedendo altresì alla lusinga della proposta di accedere a buoni fruttiferi, il cui contenuto era poi sistematicamente oggetto di prelievi e rimborsi non autorizzati. In un caso, per esempio, uno dei due buoni fruttiferi consigliati (da 2500 euro cadauno) era, in realtà, semplicemente una fotocopia, la cui cifra è stata poi fatta sparire.

La complessa vicenda andò ad intrecciarsi poi con la condotta tenuta da una coppia residente nel catanese (la donna 43enne originaria di Favara ed il coniuge 38enne originario di Messina), i quali, venuti a conoscenza di particolari imbarazzanti della vita privata dell’impiegato, a più riprese, dietro la minaccia di rendere pubbliche situazioni sconvenienti, avevano estorto, tra il 2016 e il 2017, ben 250 mila euro all’impiegato 62enne, il quale, con tutta probabilità, aveva attinto l’ingente somma versata a più riprese, dai 573 mila euro accaparrati nel tempo. E fu proprio la denuncia per estorsione presentata dall’impiegato, quando già era oggetto di pressanti indagini da parte dei Carabinieri, ad aver consentito ai militari di ricostruire l’intera vicenda estorsiva, facendo scattare, quel 12 febbraio, gli arresti domiciliari a carico della coppia catanese, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento, D.ssa Vella, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, D.ssa Bisso.

Nell’occasione, però, il Distefano si era reso irreperibile. I Carabinieri, tuttavia, non hanno mai mollato la presa, essendo a conoscenza del fatto che il ricercato avesse fatto ingresso in territorio tedesco. Da qui l’immediata richiesta e l’ottenimento di un Mandato di Arresto Europeo. Ne è nata una caccia all’uomo senza tregua, che ha fatto restringere il cerchio delle ricerche sempre più, fino a giungere ad un piccolo appartamento situato al secondo piano di una palazzina elegante di Volklingen. Preziosa è stata la piena collaborazione della Polizia tedesca nel momento in cui i Carabinieri hanno segnalato con precisione l’obiettivo da perquisire. Il blitz è scattato la notte del 3 aprile scorso, sorprendendo nel sonno l’ex impiegato 62enne. Questa mattina, il Distefano è infine atterrato all’aeroporto di Milano Linate, dove ha trovato ad attenderlo i Carabinieri della Tenenza di Favara, che gli hanno notificato un provvedimento restrittivo con l’accusa di  peculato.

 

 

Favara, travolta da un’auto in pieno centro: 72enne in ospedale

Investita in pieno centro a Favara una anziana di 72 anni dopo essere uscita da un negozio. Secondo quanto ricostruito, la donna è stata travolta da un’auto in corsa e trascinata per alcuni metri.

E’ stato lo stesso conducente del veicolo a fermarsi e a soccorrere la donna che ora si trova ricoverata all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Diversi traumi e ferite che, fortunatamente, non dovrebbero destare particolare preoccupazione.

Spetterà ora ai rilievi delle Forze dell’ordine fare chiarezza su quanto accaduto per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

False vendite sul web, un arresto a Favara

Nicolò Pollicino, 28 anni di Favara è stato arrestato dai Carabinieri della locale Tenenza per l’ipotesi di reato di truffa aggravata. Il giovane si sarebbe reso responsabile di diversi raggiri effettuati tramite la fittizia vendita di prodotti su internet. Nello specifico, il 28enne, avrebbe pubblicato, sui portali commerciali, le foto di diversi prodotti in vendita: dagli smartphone ai ricambi per mezzi pesanti. Le ignare vittime, attirate anche da prezzi vantaggiosi, procedevano al pagamento senza però ricevere mai il prodotto acquistato.  Secondo gli inquirenti, i colpi messi a segno avrebbero fruttato circa 9 mila euro. Il maldestro truffatore si sarebbe incastrato con le sue stesse mani, perché convocato nella Caserma di via Olanda, insieme ad altri soggetti, era ritenuto persona sospetta, durante una conversazione telefonica però è stato sentito da un militare in servizio, mentre contrattava la vendita di un’imbarcazione. Da qui l’individuazione del presunto truffatore. Al 28enne sono stati concessi i domiciliari.

“C’è un inizio e una fine per tutti”: lettera di minacce e insulti per le suore

C’è un inizio e una fine per tutti”. Questa una delle frasi contenuta nella lettera di minacce, ingiurie e offese che, qualcuno, ha lasciato sotto la porta di un convento del centro storico di Favara. Il fatto è stato denunciato, da una delle suore del convento, ai carabinieri della tenenza cittadina. Militari dell’Arma che hanno avviato le indagini. Un’attività investigativa che, nel più fitto e categorico riserbo, i carabinieri stanno portando avanti su un fronte di trecentosessanta gradi, di fatto senza nulla escludere, né niente privilegiare.Pare che la lettera sia stata collocata direttamente sotto la porta del convento, nel centro storico di Favara.

Favara, ancora un atto sacrilego: distrutta la statua del Cristo in Via Saragat

Nella notte ancora un grave atto sacrilego ai danni della statua del Cristo, inaugurata un mese fa in via Saragat, a Favara.

La statua era stata collocata il 17 febbraio scorso benedetta da  padre Calogero Lo Bello alla presenza del Sindaco Anna Alba ed un nutrito gruppo di fedeli. Statua di Gesù, realizzata dall’artista Giuseppe Alba, posta nella nuova zona di espansione urbana.

Adesso l’opera è stata ridotta in mille pezzi, il grave gesto sacrilego va ad aggiungersi ad una lunga serie che preoccupa la collettività favarese. Questa volta le immagini sono state registrate dalla telecamera e sono in possesso della Tenenza dei Carabinieri di Favara. Il malvimente pare abbia agito incappucciato e con una ferocia inverosimile.

Raffica di controlli e posti di blocco ad Agrigento ed a Favara

Pattuglie piazzatte lungo le principali arterie stradali che conducono ai centri storici di Agrigento e Favara, perlustrazioni in piazze, luoghi di aggregazione, parchi urbani e nelle adiacenze degli esercizi commerciali. E’ il servizio scattato nel fine settimana predisposto dal comando Provinciale dell’Arma dei carabinieri di Agrigento. L’etilometro non ha risparmiato un 26 enne di Favara ed una ragazza 21 enne di Agrigento. Per i due giovani è scattato il ritiro della patente di guida e la denuncia per “Guida sotto l’influenza dell’alcool”. Durante un altro posto di blocco, è stato sorpreso alla guida un 40 enne agrigentino, risultato sprovvisto della patente di guida poiché già revocata: anche il 40enne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

A Favara, è stato identificato un gambiano 18 enne, apparso insolitamente nervoso: nelle tasche del suo giubbotto, i militari gli hanno trovato circa 4 grammi di “Hashish”, subito sequestrati. Per il giovane, è scattata la prevista segnalazione alla Prefettura di Agrigento, in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti.

Sempre a Favara, i Carabinieri della locale Tenenza hanno identificato un nigeriano 37 enne ed un ghanese 30 enne. Analizzando i loro documenti, i militari hanno scoperto che i due stranieri erano inadempienti all’ordine di lasciare il territorio dello stato italiano entro sette giorni. Per i due stranieri, pertanto, è stata formalizzata una denuncia all’Autorità Giudiziaria. Assieme ai due vi era anche una donna, 44 enne, nigeriana, nei cui confronti è stato accertato che era riuscita ad entrare nel territorio italiano sottraendosi ai controlli di frontiera: è stata decretata l’espulsione dal territorio nazionale.

Favara, rapinato supermercato: “bottino” da 700 euro

Rapina a mano armata a Favara dove alcuni malviventi hanno preso di mira il supermercato Fortè di via Capitano Callea.

I rapinatori, con il volto travisato da alcune maschere di carnevale sono entrati in azione minacciando i cassieri che nulla hanno potuto se non consegnare il denaro presente. Un “bottino” di circa 700 euro che, una volta prelevato, ha visto i malviventi mettersi in fuga.

Lanciato l’allarme, sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno subito avviato le indagini alla ricerca dei responsabili.

Incendio in un’abitazione a Favara.

Incendio in un’abitazione abbandonata e disabitata di via Matteotti a Favara. La residenza pare che fosse ricolma di rifiuti e proprio all’immondizia è stata appiccata la fiammata iniziale che ha poi divorato ogni cosa.  Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento che sono rimasti al lavoro, per riuscire ad avere la meglio sull’incendio prima e per mettere tutto in sicurezza dopo, per quasi quattro ore.  Nessun dubbio sul fatto che l’incendio sia stato appiccato con dolo.

“Hanno estorto 250 mila euro all’impiegato infedele delle Poste”: arrestata una coppia

Fatta luce sul denaro sparito dai conti correnti dell’ufficio postale di Favara . I militari sono sulle tracce di un impiegato 62enne del posto, nei confronti del quale i Carabinieri, in collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno fatto scattare un sequestro preventivo di beni e denaro per ben 573 mila euro, pari alle somme indebitamente sottratte nel tempo. Arrestata anche una coppia favarese ritenuta responsabile di aver estorto, a più riprese, 250 mila euro proprio all’impiegato infedele.

Particolarmente complessa è la vicenda sulla quale i Carabinieri della Tenenza di Favara hanno indagato nella seconda metà dell’anno passato, riuscendo a fare luce, sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica di Agrigento, Dr.ssa Chiara Bisso, su una serie di strani ammanchi di denaro segnalati nel tempo da numerosi clienti, soprattutto anziani, di un ufficio postale di Favara. I Carabinieri sono infatti sulle tracce di un 62enne del posto, dipendente quale impiegato, ritenuto l’artefice di una serie di raggiri posti in essere sin dal 2011 e portati avanti fino al dicembre 2017. L’uomo viene accusato di essersi appropriato indebitamente di una somma di oltre 570 mila euro. Nei suoi confronti, questa mattina, i Carabinieri, in collaborazione con il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Agrigento, su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno fatto scattare un provvedimento di sequestro preventivo di beni immobili e mobili registrati per un ammontare totale di 573 mila euro. In particolare, le Fiamme Gialle hanno dato luogo ad una indagine patrimoniale finalizzata ad individuare ed aggredire le consistenze economiche dell’indagato. Il sequestro preventivo ha colpito, nel dettaglio, ben 9 immobili, alcuni rapporti bancari, 3 rapporti assicurativi e 2 automezzi.

La vicenda è particolarmente odiosa e dolorosa, in quanto, i Carabinieri, partendo dalle numerose denunce presentate nel 2018 da una sessantina di anziani clienti dell’ufficio postale, sono riusciti ad evidenziare la costante presenza dell’indagato nel corso di operazioni di sportello sospette. Il modus operandi  prendeva le mosse proprio dalla selezione di clienti particolarmente anziani e vulnerabili, i quali, dietro pressante consiglio dell’impiegato 62enne, gli lasciavano sostanzialmente in custodia i propri libretti di risparmio, cedendo altresì alla lusinga della proposta di accedere a buoni fruttiferi, il cui contenuto era poi sistematicamente oggetto di prelievi e rimborsi non autorizzati. In un caso, per esempio, uno dei due buoni fruttiferi consigliati (da 2500 euro cadauno) era, in realtà, semplicemente una fotocopia, la cui cifra è stata poi fatta sparire.

La complessa vicenda va ad intrecciarsi poi con la condotta tenuta da una coppia attualmente residente nel catanese (la donna 43enne originaria di Favara ed il coniuge 38enne originario di Messina), la quale, essendo venuta a conoscenza di particolari imbarazzanti della vita privata dell’impiegato, a più riprese, dietro la minaccia di rendere pubbliche situazioni sconvenienti, ha estorto, tra il 2016 e il 2017, ben 250 mila euro all’impiegato 62enne, il quale, con tutta probabilità, ha attinto l’ingente somma versata a più riprese, dai 573 mila euro accaparrati nel tempo. Ed è proprio la denuncia per estorsione presentata dall’impiegato, quando già era oggetto di pressanti indagini da parte dei Carabinieri, ad aver consentito ai militari di ricostruire l’intera vicenda estorsiva e di far scattare, questa mattina, gli arresti domiciliari a carico della coppia catanese, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento, Dr.ssa Alessandra Vella, e su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dr.ssa Chiara Bisso.

Ponte Petrusa, cominciati i lavori di ricostruzione

Dopo l’affidamento dei lavori da parte di Anas, la ditta responsabile ha iniziato le opere che porteranno alla posa della nuova struttura nei prossimi mesi. Primo giorno di lavoro, ieri,  per la ricostruzione del Ponte Petrusa, importante infrastruttura che collega la zona nord di Agrigento a Favara. 

I lavori di ricostruzione del ponte, in corrispondenza della S.S.122, tanto attesi dalla cittadinanza, per un importo di oltre 2 milioni e 736 mila euro, verranno realizzati in 300 giorni dal raggruppamento temporaneo d’imprese che si è aggiudicato la realizzazione dell’opera. 

Favara, auto a fuoco

Una notte di fuoco quella registrata a Favara fra martedì e mercoledì, dove gli uomini dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Agrigento sono dovuti intervenire in due distinti roghi che hanno danneggiato altrettante auto.

Distinti episodi sui quali ora indagano i militari dell’Arma dei Carabinieri della locale tenenza per accertare le cause dei due incendi.

Ad essere danneggiate una Fiat Panda di proprietà di un disoccupato 35enne e una Volkswagen di un operaio 64enne.

Nessuna pista, al momento, viene esclusa.

Favara. Nasce il “Carmelo Belluzzo Fun Club”

Carmelo Belluzzo, il talentuoso pilota favarese che a soli sette anni vanta già esperienze internazionali nell’ambito dei campionati di minimoto e su cui sarebbero pronti a scommetere importanti team motociclistici, ha adesso un club tutto suo.

Nei giorni scorsi proprio nella sua Favara è stato inaugurato il “Carmelo Belluzzo fan Club” dove tifosi e appassionati potranno seguire e sostenere la promettente carriera del piccolo pilota.

L’idea, voluta da un tifosissimo del piccolo centauro, ovvero Marcello Scifo, è stata subito accolta dall’endurance e dal team e nel giorno dell’inaugurazione è stata grande festa, alla presenza tra gli altri anche di tanti bambini che proprio in Carmelo hanno un modello di riferimento.

Atto intimidatorio ai danni di un giovane imprenditore favarese

Nessun dubbio. Non per i carabinieri della tenenza di Favara e per quelli della compagnia di Agrigento. Le fiamme che hanno danneggiato, lievemente, il portone di ingresso dell’abitazione di un imprenditore trentasettenne sono di origine dolosa. Qualcuno, durante la notte fra giovedì e ieri, ha gettato verosimilmente del liquido infiammabile e poi avrebbe appiccato le fiamme. E’ accaduto in via Ancona. Un episodio sul quale i carabinieri ieri stavano alacremente lavorando. Il danno, provocato al portone, è stato, appunto, limitato. E’ il gesto che, naturalmente, ha dell’inquietante.

I carabinieri della tenenza di Favara, come procedura investigativa esige, hanno sentito, cercando di acquisire elementi per poter immediatamente indirizzare l’attività investigativa, l’imprenditore trentasettenne. Le indagini, a quanto pare, vengono portate avanti su un fronte di trecentosessanta gradi, senza nulla escludere e nulla privilegiare.

Scomparsa Gessica Lattuca: nuova scritta su muro

Alla vigilia del quarto mese dalla scomparsa della ventisettenne Gessica Lattuca, dopo 47 giorni di silenzio, l’anonimo delle scritte sui muri è ritornato. Questa mattina, una telefonata anonima ha avvisato i Carabinieri della stazione di Naro della presenza sulla Strada Statale 576 di un’altra inquitante scritta, realizzata sempre con una bomboletta spray di colore rosso.

Questa volta il testo recita” Nel caso di Gessica Lattuca è coinvolto” e c’è indicato un nominativo, poi prosegue, “amico dei mafiosi questa è la verità lo sbirro”. Il reparto scientifico del Carabinieri di Agrigento ha eseguito i rilievi di rito e anche questa nuova scritta, sarà dunque al vaglio degli inquirenti. Così come era avvenuto lo scorso 25 ottobre sulla Strada Provinciale 3 Favara – Villaggio Mosè, quando di scritte ne erano apparse due, anche in questo caso, il nominativo descritto è stato subito associato ad una persona specifica. Sono molte le similitudini tra le scritte, dal colore, alla calligrafia in stampatello che comunque, potrebbe indurre a pensare ad un autore con un gardo di istruzione basso. E se nelle prime due, l’anonimo indica l’assassino, questa volta, punta l’indice su un presunto complice, un misterioso uomo che sarebbe conivolto. C’è poi il finale della nuova scritta, “lo sbirro” che potrebbe far pensare ad un esponente delle forze dell’ordine con un’accusa ancora più infamante “amico dei mafiosi”.

Che cosa ha spinto l’autore a scrivere quelle frasi, sono veramente degli indizi? Oppure si tratta di semplici depistaggi o di ritorsioni nei confronti delle persone indicate?

L’anonimo delle scritte ha dunque le sue verità, per gli inquirenti riuscire ad identificarlo dunque, potrebbe significare tanto, soltanto dopo aver dato un volto a questo autore anonimo, si potrà capire se si tratta realmente di una persona informata sui fatti o più semplicemente di un mitomane.