Favara, ancora un atto sacrilego: distrutta la statua del Cristo in Via Saragat

Nella notte ancora un grave atto sacrilego ai danni della statua del Cristo, inaugurata un mese fa in via Saragat, a Favara.

La statua era stata collocata il 17 febbraio scorso benedetta da  padre Calogero Lo Bello alla presenza del Sindaco Anna Alba ed un nutrito gruppo di fedeli. Statua di Gesù, realizzata dall’artista Giuseppe Alba, posta nella nuova zona di espansione urbana.

Adesso l’opera è stata ridotta in mille pezzi, il grave gesto sacrilego va ad aggiungersi ad una lunga serie che preoccupa la collettività favarese. Questa volta le immagini sono state registrate dalla telecamera e sono in possesso della Tenenza dei Carabinieri di Favara. Il malvimente pare abbia agito incappucciato e con una ferocia inverosimile.

Raffica di controlli e posti di blocco ad Agrigento ed a Favara

Pattuglie piazzatte lungo le principali arterie stradali che conducono ai centri storici di Agrigento e Favara, perlustrazioni in piazze, luoghi di aggregazione, parchi urbani e nelle adiacenze degli esercizi commerciali. E’ il servizio scattato nel fine settimana predisposto dal comando Provinciale dell’Arma dei carabinieri di Agrigento. L’etilometro non ha risparmiato un 26 enne di Favara ed una ragazza 21 enne di Agrigento. Per i due giovani è scattato il ritiro della patente di guida e la denuncia per “Guida sotto l’influenza dell’alcool”. Durante un altro posto di blocco, è stato sorpreso alla guida un 40 enne agrigentino, risultato sprovvisto della patente di guida poiché già revocata: anche il 40enne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

A Favara, è stato identificato un gambiano 18 enne, apparso insolitamente nervoso: nelle tasche del suo giubbotto, i militari gli hanno trovato circa 4 grammi di “Hashish”, subito sequestrati. Per il giovane, è scattata la prevista segnalazione alla Prefettura di Agrigento, in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti.

Sempre a Favara, i Carabinieri della locale Tenenza hanno identificato un nigeriano 37 enne ed un ghanese 30 enne. Analizzando i loro documenti, i militari hanno scoperto che i due stranieri erano inadempienti all’ordine di lasciare il territorio dello stato italiano entro sette giorni. Per i due stranieri, pertanto, è stata formalizzata una denuncia all’Autorità Giudiziaria. Assieme ai due vi era anche una donna, 44 enne, nigeriana, nei cui confronti è stato accertato che era riuscita ad entrare nel territorio italiano sottraendosi ai controlli di frontiera: è stata decretata l’espulsione dal territorio nazionale.

Favara, rapinato supermercato: “bottino” da 700 euro

Rapina a mano armata a Favara dove alcuni malviventi hanno preso di mira il supermercato Fortè di via Capitano Callea.

I rapinatori, con il volto travisato da alcune maschere di carnevale sono entrati in azione minacciando i cassieri che nulla hanno potuto se non consegnare il denaro presente. Un “bottino” di circa 700 euro che, una volta prelevato, ha visto i malviventi mettersi in fuga.

Lanciato l’allarme, sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno subito avviato le indagini alla ricerca dei responsabili.

Incendio in un’abitazione a Favara.

Incendio in un’abitazione abbandonata e disabitata di via Matteotti a Favara. La residenza pare che fosse ricolma di rifiuti e proprio all’immondizia è stata appiccata la fiammata iniziale che ha poi divorato ogni cosa.  Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento che sono rimasti al lavoro, per riuscire ad avere la meglio sull’incendio prima e per mettere tutto in sicurezza dopo, per quasi quattro ore.  Nessun dubbio sul fatto che l’incendio sia stato appiccato con dolo.

“Hanno estorto 250 mila euro all’impiegato infedele delle Poste”: arrestata una coppia

Fatta luce sul denaro sparito dai conti correnti dell’ufficio postale di Favara . I militari sono sulle tracce di un impiegato 62enne del posto, nei confronti del quale i Carabinieri, in collaborazione con la Guardia di Finanza, hanno fatto scattare un sequestro preventivo di beni e denaro per ben 573 mila euro, pari alle somme indebitamente sottratte nel tempo. Arrestata anche una coppia favarese ritenuta responsabile di aver estorto, a più riprese, 250 mila euro proprio all’impiegato infedele.

Particolarmente complessa è la vicenda sulla quale i Carabinieri della Tenenza di Favara hanno indagato nella seconda metà dell’anno passato, riuscendo a fare luce, sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica di Agrigento, Dr.ssa Chiara Bisso, su una serie di strani ammanchi di denaro segnalati nel tempo da numerosi clienti, soprattutto anziani, di un ufficio postale di Favara. I Carabinieri sono infatti sulle tracce di un 62enne del posto, dipendente quale impiegato, ritenuto l’artefice di una serie di raggiri posti in essere sin dal 2011 e portati avanti fino al dicembre 2017. L’uomo viene accusato di essersi appropriato indebitamente di una somma di oltre 570 mila euro. Nei suoi confronti, questa mattina, i Carabinieri, in collaborazione con il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Agrigento, su delega dell’Autorità Giudiziaria, hanno fatto scattare un provvedimento di sequestro preventivo di beni immobili e mobili registrati per un ammontare totale di 573 mila euro. In particolare, le Fiamme Gialle hanno dato luogo ad una indagine patrimoniale finalizzata ad individuare ed aggredire le consistenze economiche dell’indagato. Il sequestro preventivo ha colpito, nel dettaglio, ben 9 immobili, alcuni rapporti bancari, 3 rapporti assicurativi e 2 automezzi.

La vicenda è particolarmente odiosa e dolorosa, in quanto, i Carabinieri, partendo dalle numerose denunce presentate nel 2018 da una sessantina di anziani clienti dell’ufficio postale, sono riusciti ad evidenziare la costante presenza dell’indagato nel corso di operazioni di sportello sospette. Il modus operandi  prendeva le mosse proprio dalla selezione di clienti particolarmente anziani e vulnerabili, i quali, dietro pressante consiglio dell’impiegato 62enne, gli lasciavano sostanzialmente in custodia i propri libretti di risparmio, cedendo altresì alla lusinga della proposta di accedere a buoni fruttiferi, il cui contenuto era poi sistematicamente oggetto di prelievi e rimborsi non autorizzati. In un caso, per esempio, uno dei due buoni fruttiferi consigliati (da 2500 euro cadauno) era, in realtà, semplicemente una fotocopia, la cui cifra è stata poi fatta sparire.

La complessa vicenda va ad intrecciarsi poi con la condotta tenuta da una coppia attualmente residente nel catanese (la donna 43enne originaria di Favara ed il coniuge 38enne originario di Messina), la quale, essendo venuta a conoscenza di particolari imbarazzanti della vita privata dell’impiegato, a più riprese, dietro la minaccia di rendere pubbliche situazioni sconvenienti, ha estorto, tra il 2016 e il 2017, ben 250 mila euro all’impiegato 62enne, il quale, con tutta probabilità, ha attinto l’ingente somma versata a più riprese, dai 573 mila euro accaparrati nel tempo. Ed è proprio la denuncia per estorsione presentata dall’impiegato, quando già era oggetto di pressanti indagini da parte dei Carabinieri, ad aver consentito ai militari di ricostruire l’intera vicenda estorsiva e di far scattare, questa mattina, gli arresti domiciliari a carico della coppia catanese, su disposizione del Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Agrigento, Dr.ssa Alessandra Vella, e su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Dr.ssa Chiara Bisso.

Ponte Petrusa, cominciati i lavori di ricostruzione

Dopo l’affidamento dei lavori da parte di Anas, la ditta responsabile ha iniziato le opere che porteranno alla posa della nuova struttura nei prossimi mesi. Primo giorno di lavoro, ieri,  per la ricostruzione del Ponte Petrusa, importante infrastruttura che collega la zona nord di Agrigento a Favara. 

I lavori di ricostruzione del ponte, in corrispondenza della S.S.122, tanto attesi dalla cittadinanza, per un importo di oltre 2 milioni e 736 mila euro, verranno realizzati in 300 giorni dal raggruppamento temporaneo d’imprese che si è aggiudicato la realizzazione dell’opera. 

Favara, auto a fuoco

Una notte di fuoco quella registrata a Favara fra martedì e mercoledì, dove gli uomini dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Agrigento sono dovuti intervenire in due distinti roghi che hanno danneggiato altrettante auto.

Distinti episodi sui quali ora indagano i militari dell’Arma dei Carabinieri della locale tenenza per accertare le cause dei due incendi.

Ad essere danneggiate una Fiat Panda di proprietà di un disoccupato 35enne e una Volkswagen di un operaio 64enne.

Nessuna pista, al momento, viene esclusa.

Favara. Nasce il “Carmelo Belluzzo Fun Club”

Carmelo Belluzzo, il talentuoso pilota favarese che a soli sette anni vanta già esperienze internazionali nell’ambito dei campionati di minimoto e su cui sarebbero pronti a scommetere importanti team motociclistici, ha adesso un club tutto suo.

Nei giorni scorsi proprio nella sua Favara è stato inaugurato il “Carmelo Belluzzo fan Club” dove tifosi e appassionati potranno seguire e sostenere la promettente carriera del piccolo pilota.

L’idea, voluta da un tifosissimo del piccolo centauro, ovvero Marcello Scifo, è stata subito accolta dall’endurance e dal team e nel giorno dell’inaugurazione è stata grande festa, alla presenza tra gli altri anche di tanti bambini che proprio in Carmelo hanno un modello di riferimento.

Atto intimidatorio ai danni di un giovane imprenditore favarese

Nessun dubbio. Non per i carabinieri della tenenza di Favara e per quelli della compagnia di Agrigento. Le fiamme che hanno danneggiato, lievemente, il portone di ingresso dell’abitazione di un imprenditore trentasettenne sono di origine dolosa. Qualcuno, durante la notte fra giovedì e ieri, ha gettato verosimilmente del liquido infiammabile e poi avrebbe appiccato le fiamme. E’ accaduto in via Ancona. Un episodio sul quale i carabinieri ieri stavano alacremente lavorando. Il danno, provocato al portone, è stato, appunto, limitato. E’ il gesto che, naturalmente, ha dell’inquietante.

I carabinieri della tenenza di Favara, come procedura investigativa esige, hanno sentito, cercando di acquisire elementi per poter immediatamente indirizzare l’attività investigativa, l’imprenditore trentasettenne. Le indagini, a quanto pare, vengono portate avanti su un fronte di trecentosessanta gradi, senza nulla escludere e nulla privilegiare.

Scomparsa Gessica Lattuca: nuova scritta su muro

Alla vigilia del quarto mese dalla scomparsa della ventisettenne Gessica Lattuca, dopo 47 giorni di silenzio, l’anonimo delle scritte sui muri è ritornato. Questa mattina, una telefonata anonima ha avvisato i Carabinieri della stazione di Naro della presenza sulla Strada Statale 576 di un’altra inquitante scritta, realizzata sempre con una bomboletta spray di colore rosso.

Questa volta il testo recita” Nel caso di Gessica Lattuca è coinvolto” e c’è indicato un nominativo, poi prosegue, “amico dei mafiosi questa è la verità lo sbirro”. Il reparto scientifico del Carabinieri di Agrigento ha eseguito i rilievi di rito e anche questa nuova scritta, sarà dunque al vaglio degli inquirenti. Così come era avvenuto lo scorso 25 ottobre sulla Strada Provinciale 3 Favara – Villaggio Mosè, quando di scritte ne erano apparse due, anche in questo caso, il nominativo descritto è stato subito associato ad una persona specifica. Sono molte le similitudini tra le scritte, dal colore, alla calligrafia in stampatello che comunque, potrebbe indurre a pensare ad un autore con un gardo di istruzione basso. E se nelle prime due, l’anonimo indica l’assassino, questa volta, punta l’indice su un presunto complice, un misterioso uomo che sarebbe conivolto. C’è poi il finale della nuova scritta, “lo sbirro” che potrebbe far pensare ad un esponente delle forze dell’ordine con un’accusa ancora più infamante “amico dei mafiosi”.

Che cosa ha spinto l’autore a scrivere quelle frasi, sono veramente degli indizi? Oppure si tratta di semplici depistaggi o di ritorsioni nei confronti delle persone indicate?

L’anonimo delle scritte ha dunque le sue verità, per gli inquirenti riuscire ad identificarlo dunque, potrebbe significare tanto, soltanto dopo aver dato un volto a questo autore anonimo, si potrà capire se si tratta realmente di una persona informata sui fatti o più semplicemente di un mitomane.

Auto sbanda e finisce sulla strada sottostante, in ospedale un 70enne

Un pensionato di 70 anni è finito al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dopo che, stamattina, l’autovettura che guidava è “volata” da via Kennedy sul sottostante corso Vittorio Veneto a Favara. Non è chiaro cosa abbia determinato l’incidente stradale: forse una manovra azzardata o un improvviso guasto meccanico. Di fatto, il pensionato avrebbe travolto la barriera che delimitava il ciglio stradale ed è precipitato – mentre era alla guida della sua Fiat Punto, vecchio tipo, – sul sottostante corso Vittorio Veneto.  Sul posto, si è immediatamente precipitata un’ambulanza del 118 che ha trasferito il settantenne all’ospedale di Agrigento e i carabinieri della tenenza di Favara. I militari dell’Arma hanno subito avviato i rilievi per ricostruire la dinamica. Dinamica che appare essere, appunto, abbastanza chiara. L’anziano, giunto al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, è stato sottoposto a tutti i controlli sanitari ritenuti necessari. Per sua fortuna, non è in pericolo di vita. 

“Dacci i gioielli”, 89enne rapinata davanti la porta di casa

Avrebbero costretto una anziana di Racalmuto a togliersi la collana, il bracciale e le fedi d’oro. Due donne avrebbero così rapinato la pensionata che si trovava lungo il vicolo Sottotenente Di Vita. Alla donna non è rimasto altro che denunciare l’accaduto ai militari dell’Arma dei Carabinieri che hanno subito avviato le indagini alla ricerca delle due malviventi.

Minacce ai responsabili del Consorzio di bonifica

Nuovo messaggio intimidatorio nei confronti del responsabile del consorzio di bonifica Sicilia Occidentale Giovanni Tomasino. All’uomo è arrivata una busta anonima con all’intero un ritaglio di giornale, ovvero l’articolo dello scorso 22 novembre nel quale si dava notizia di una prima intimidazione.

I carabinieri della tenenza di Favara stanno cercando di individuare la giusta pista investigativa. L’ipotesi investigativa che sembrerebbe essere privilegiata è quella della reiterazione dell’intimidazione fatta al direttore del consorzio.

Scomparsa di Gessica Lattuca. Le chiamate anonime? Per il procuratore Patronaggio “sono solo invenzioni giornalistiche”

“Non abbiamo al momento nessun elemento utile per indire una conferenza stampa sul caso di Gessica Lattuca, lo scenario dove è maturata la vicenda è talmente ampio che non si può escludere nessuna pista” così il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio smentisce l’imminente incontro con la stampa per fare il punto sul caso di cornaca che dallo scorso 12 agosto, giorno della scomparsa della ventisettenne, sta tenendo banco nei salotti di diverse trasmissioni televisive.

Proprio sull’esposizione mediatica del caso Gessica e sulle presunte indiscrezioni giornalistiche Patronaggio è stato lapidario “ le telefonate anonime di cui si parla, sono pure invenzioni giornalisiche su cui costruire le puntate”.

Nessuna chiamata anonima dunque sarebbe pervenuta ai Carabinieri per indicare luoghi (Punta Bianca) così come non esisterebbero neanche altre telefonate che indicherebbero i presunti responsabili.

Bufale dunque, così si chiamano le notizie false o se preferite le fake news, create appositamente per la redazione di un copione sviluppato dgli autori dei programmi con l’unico obbiettivo di raggiungere il maggior numero di spettatori.

Si continua a navigare nel solo campo delle ipotesi con il rischio concreto di creare delle illusioni nei familiari, già pesantemente colpiti dalla scomparsa della congiunta e che da oltre tre mesi sperano di avere notizie utili al suo ritrovamento.

 Con un assegno falso, truffa una gioielleria di Favara. In manette un agrigentino.

Con un assegno falso, ha messo a segno una truffa ad una gioielleria di Favara. Con l’accusa di “Truffa aggravata” i carabinieri hanno arrestato, ai domiciliari, il 38enne Antonino Mangione. Dopo aver visionato una notevole quantità di gioielli, l’uomo ha acquistato monili in oro ed argento, per un valore complessivo di oltre 8.000 euro. Al momento del pagamento, ha consegnato al titolare un assegno bancario. Non sapeva però, che nel frattempo, la sua presenza all’interno della gioielleria era stata notata da una pattuglia dei Carabinieri della Tenenza di Favara. I militari, avendo riconosciuto l’uomo , già noto per i suoi trascorsi, avevano deciso di appostarsi fuori. Le immediate verifiche svolte dai militari hanno consentito in breve tempo di accertare che l’assegno era falso.