Blitz all’interno di un’abitazione a Favara. Trovata una mini serra di “Marijuana”.

Scoperta coltivazione “fai da te” a Favara.Arrestato ai domililiari un giovane 25enne. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Agrigento, hanno sorpreso fuori dalla sua abitazione Antonio LORIA attualmente sottoposto alla detenzione domiciliare, contestandogli dunque il reato di evasione. Subito dopo, i militari hanno deciso di approfondire il controllo, facendo scattare un blitz anche all’interno del domicilio. In una adiacente pertinenza dell’immobile, i Carabinieri hanno scovato una sorta di mini serra artigianale di piante di “Marijuana”, con tanto di lampade e ventilatore, per accelerarne lo sviluppo e la maturazione. Inoltre, i militari dell’Arma hanno sequestrato tutto quel materiale utile alla crescita delle piante tra cui fitofarmaci e terriccio.

Nell’abitazione del 25enne scoperta anche l’allaccio abusivo della corrente elettrica. Il giovane dovrà rispondere di “Coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti”, Furto aggravato” ed “Evasione”.

Sparì con i soldi delle Poste, incendiata la saracinesca del garage dell’ex impiegato

Misterioso incendio al portone di ingresso dell’abitazione di un ex impiegato delle Poste di Favara che nel febbraio dello scorso anno prelevò circa 450 mila euro facendo perdere le proprie tracce; ora le fiamme hanno preso di mira la saracinesca del garage.

Pochi dubbi sulla possibile intimidazione ai danni dell’ex impiegato delle Poste. Un nuovo episodio sul quale ora indagano i militari dell’Arma dei Carabinieri della locale tenenza.

Probabile, anche se saranno solo le indagini a svelare il mistero, che il rogo sia di natura dolosa e presumibilmente legato al furto messo a segno dall’impiegato.

Palmese ricercato da cinque anni, catturato nella notte ad Agrigento.

Era ricercato da cinque anni. E’ stato localizzato e catturato nella notte ad Agrigento.

È finita così, in mezzo ad una strada del quartiere “fontanelle” di Agrigento, la lunga fuga dell’evaso Alfonso Manganello, 47 enne di Palma di Montechiaro. I Carabinieri non lo avevano mai perso d’occhio sin dal mese di Settembre 2013, quando si era reso irreperibile mentre si trovava in regime di detenzione domiciliare presso la sua abitazione di residenza. Da quel momento, si erano perse le sue tracce.

I primi sospetti della presenza di Alfonso Manganello sul territorio agrigentino, i Carabinieri della Tenenza di Favara (Ag) li avevano avuti recentemente, quando erano stati notati movimenti sospetti di alcuni suoi conoscenti, che avevano portato a ritenere che l’uomo potesse trovarsi proprio nella città di Agrigento. Dopo reiterati servizi di osservazione, i sospetti si sono poi rivelati realtà, quando questa notte, intorno all’una, è scattato il blitz dei Carabinieri della Compagnia di Agrigento e della Tenenza di Favara. Una decina di militari in borghese si sono messi a pedinare un’utilitaria con a bordo una persona, fortemente somigliante al ricercato. Dopo alcuni minuti, la decisione di far scattare il controllo con varie pattuglie, nel quartiere fontanelle di Agrigento.

Il Manganello, vistosi subito accerchiato e circondato, non ha opposto resistenza, lasciandosi ammanettare, dopo oltre cinque anni di irreperibilità. Al 47 enne è stato subito notificato un Ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Agrigento, in quanto oltre a dover rispondere del reato di “Evasione”, dovrà ora scontare anche un anno di reclusione con l’accusa di “Furto in abitazione” ed “Indebito utilizzo di carte di credito”. Dopo le operazioni di identificazione, l’uomo è stato subito ristretto in carcere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Favara. Sulla Crocca spuntano scritte che indicano il presunto assassino di Gessica Lattuca. Indagano i Carabinieri

Sulla scomparsa di Gessica Lattuca, più volte si è detto del muro di omertà eretto sulla vicenda, in attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti svolti ieri nei laboratori del RIS di Messina però, in mattinata delle inquietanti scritte sono apparse nella periferia di Favara, più precisamente sulla strada della Crocca. Con della vernice spray di colore rosso, è stato scritto un nome Lillo seguito da un cognome o un soprannome, nominativo che l’autore indica come l’assassino di Gessica. Ovviamente è un messaggio da prendere con le pinze, perchè non si esclude che possa trattarsi del gesto di qualcuno che, visto il clamore mediatico della vicenda, possa voler attrarre l’attenzione su di se. Ma al momento non si può neanche escludere la volontà, in forma anomina di fornire un indizio concreto agli inquirenti. Intanto, i Carabinieri della Tenenza di Favara hanno avviato le indagini per risalire all’autore.

Dicevamo che ieri, a Messina si sono svolte le analisi di laboratorio i cui esiti, con molta probabilità giungeranno nei prossimi giorni, intanto sia Filippo Russotto, ex compagno di Gessica sia Enzo Lattuca, fratello della giovane scomparsa, ritornano a parlare dei presunti ritardi nell’avvio delle indagini.

Il fratello di Gessica, nonostante ad oggi, l’ex cognato sia l’unica persona iscritta sul registro degli indagati, continua a sostenere l’estraneità di Filippo.

Gessica Lattuca, fatta sparire per un ricatto?

Potrebbe esserci la vendetta per un ricatto dietro la misteriosa scomparsa di Gessica Lattuca. Si ipotizza che la ventisettenne madre di quattro figli, unitamente ad altre ragazze coinvolte nel giro di prostituzione, su cui dal 2015 si erano già posate le lenti della Procura di Agrigento, avrebbero filmato gli incontri intimi con i clienti, specie quelli con persone sposate. Dopo agli stessi, per non rendere pubblici i filmati, sarebbero state richieste delle somme di denaro. Se questa ipotesi trovasse conferme investigative, non sarebbe da escludere dunque che Gessica, sarebbe stata fatta sparire proprio da un cliente.
Secondo quanto appreso dai familiari della ventisettenne, la stessa non era in possesso di uno smartphone, Gessica infatti aveva solo un vecchio telefono GSM  privo di fotocamera. Apparecchio dunque impossibilitato a filmare e fotografare, gli inquirenti però avrebbero sequestrato lo smartphone che Filippo Russotto avrebbe regalato al figlio per il suo quarto compleanno e che mamma Gessica  avrebbe spesso utilizzato. Non sarebbe da escludere anche l’esistenza di altri apparecchi forniti dalla rete di sfruttatori il cui presunto capo sarebbe Gaspare Volpe il sessantenne ex datore di lavoro di Gessica. Intanto sempre dai racconti dei familiari altri particolari emergono sulla vita privata della giovane scomparsa. Due mesi prima di quel 12 agosto infatti, Gessica sarebbe stata particolarmente nervosa, condizione quest’ultima che sarebbe stata dovuta ad un stato di alterazione psicologica dovuta probabilmente all’assunzione di cocaina, alcool e psicofarmaci. Un mix micidiale di sostanze che avrebbe devastato anche fisicamente la esile ragazza.

Scappa dalla comunità di Salemi, Vecchio trovato e arrestato dai carabineri di Favara

I carabinieri della tenenza di Favara hanno arrestato il 36enne Gaspare Vecchio. L’uomo lo scorso 27 settembre si era allontano dalla comunità di Salemi dove si trovava per espiare una condanna a 5 anni di reclusione per tentato omicidio, porto illegali di arma ed oggetti atti ad offendere, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. La notizia della fuga ha subito messo in allarme i carabinieri convinti che Vecchio sarebbe tornato a Favara. I carabinieri lo hanno trovato nell’abitazione dove abita la moglie. Inutile il tentativo di nascondersi sul tetto dell’abitazione. Vedendosi accrechiato, Gaspare Vecchio non ha opposto resistenza. E’ stato rinchiuso al carcere di Agrigento.

Scomparsa Gessica Lattuca, indagato Russotto: “un atto dovuto”

Sulla scomparsa di Gessica Lattuca la ventisettenne, mamma di quattro bambini, misteriosamente sparita da Favara il 12 agosto scorso, la tanto attesa svolta sulle indagini tarda ad arrivare anche se c’è qualche novità. A Filippo Russotto, l’ex compagno della donna e padre di 3 dei suoi 4 figli,è stato notificato l’avviso degli accertamenti tecnici non ripetibili. È stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Agrigento per i reati di scomparsa e sfruttamento dlela prostituzione. Sarebbe un atto dovuto per rendere utilizzabili a livello probatorio i risultati degli esami di laboratorio dei Ris di Messina . Il legale di Russotto , Salvatore Cusumano, esclude categoricamente la notifica di avvisi di garanzia al suo assistito. Intanto, le ricrche di Gessica continuano.

Gessica Lattuca due mesi dopo la sua scomparsa

Sulla scomparsa di Gessica Lattuca la ventisettenne, mamma di quattro bambini, misteriosamente sparita da Favara il 12 agosto scorso, la tanto attesa svolta sulle indagini trada ad arrivare anche se, secondo alcune fonti, qualche novità importante potrebbe giungere nei prossimi giorni se non addirittura nelle prossime ore.

Ieri i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno calato uno speciale robot nel pozzo interno alla proprietà della famiglia dell’ex compagno di Gessica, Filippo Russotto, ma da contrada Buraitotto non è emerso nessun indizio. A richiedere l’intervento dei sommozzatori erano stati gli stessi Inquirenti che, nonostante una preventiva ispezione, vista l’impossibilità di svuotare l’acqua del pozzo hanno voluto avere la certezza che nelle sue viscere non si trovasse il corpo della giovane scomparsa. 

Intanto, si attendono ancora i risultati delle analisi del RIS di Messina sui rilievi svolti sia nella casa rurale tra Naro e Favara sia nell’abitazione di Filippo Russotto. 

Ad oggi, nessuna persona risulta essere indagata dalla Procura di Agrigento che ipotizza il reato di sequestro di persona.

Tra le ipotesi investigative quella del giro di prostituzione nel quale sarebbe stata coinvolta Gessica. Un giro di squillo che a Favara avrebbe interessato delle giovani donne in difficoltà economiche e con problemi di varia natura, prestazioni sessuali che avrebbero fruttato alle stesse alcune dosi di sostanze stupefacenti e regalie di poca entità. 

Da indiscrezioni pare che gli inquirenti siano a conoscenza di queste vicende e che agli stessi siano stati forniti alcuni nominativi, un elenco che conterrebbe le generalità di presunti: sfruttatori, fiancheggiatori e clienti.

Probabile che Gessica, la sera del 12 agosto, abbia lasciato la casa paterna dove abita il fratello Enzo, proprio per raggiungere un cliente, circostanza quest’ultima che potrebbe spiegare lo spegnimento del suo telefono cellulare.

Gessica Lattuca, sequestrati oggetti.

Passano i giorni, 55, le indagini, ricerche e perquisizioni proseguono ma di Gessica Lattuca nessuna traccia, la 27 enne di Favara scomparsa lo scorso 12 agosto non si trova. Nelle prossime ore, verranno sequestrati – e portati via – degli oggetti che saranno sottoposti a specifiche analisi di laboratorio da parte del Ris di Messina. Si tratta di oggetti per i quali, proprio gli specialisti hanno avanzato l’idea di approfondire le verifiche.

Ma per gli esami di laboratorio ci vorrà tempo. Almeno una trentina di giorni. 

I Ris di Messina, anche ieri, sono rimasti al lavoro fra il magazzino e lo stabile di via Fratelli Gracchi – nei pressi di via Agrigento – di Filippo Russotto: ex compagno di Gessica Lattuca e e padre di tre dei suoi 4 figli che chiedono della loro mamma e aspettano. Gli specialisti dell’Arma ieri sono tornati nuovamente in contrada Burraitotto, lungo la strada fra il Villaggio Mosè e Naro. Ispezioni e verifiche sono state eseguite anche in un’altra casa di campagna appartenente all’ex compagno della ventisettenne: in contrada Malvizzo a Favara. Nel pomeriggio di ieri tutte le squadre dei carabinieri con le unità cinofile sono tornate nella vecchia casa di campagna che Filippo Russotto, assieme ai suo congiunti, ha ereditato soltanto da pochi mesi e chiusa da 14 anni. Al momento le indagini proseguono sempre contro ignoti e nessuna persona risulta iscritta sul registro degli indagati.

Acciuffati due topi d’appartamento.  

Ladri in azione in una villetta un po’ isolata ubicata nelle campagne di Favara.

Approfittando del fatto che l’immobile non era abitato, due fratelli erano riusciti ad entrare indisturbati nell’abitazione, in pieno giorno, rovistando e mettendo a soqquadro tutte le stanze. Ai due è stato fatale l’improvviso abbaiare insistente di alcuni cani vicino la villa. Un vicino insospettito ha telefonato al “112”. In contrada Stefano nei pressi della villetta, i carabinieri hanno subito intercettato i due malviventi a bordo di un auto, mentre stavano già tentando la fuga. Uno dei fratelli si è costituito , l’altro è stato ritrovato dopo circa due ore. Nel corso dell’immediata perquisizione dell’auto utilizzata per la fuga, sono saltati fuori degli infissi di ottima qualità ed altri oggetti trafugati nonchè vari arnesi atti allo scasso, subito sequestrati. I Carabinieri hanno arrestto Michele Bellavia Michele, 52 enne e denunciato per il fratello 45 enne che si era costituito, entrambi favaresi.

Il “giallo” della scomparsa di Gessica Lattuca, arrivati i Ris e due unità cinofile molecolari

In via Olanda – a Favara –  sono arrivati i Ris di Messina e due specialissime unità cinofile, capaci di ricerca molecolare. Si cercano – e questa volta anche in maniera specialistiche – delle tracce di Gessica Lattuca, la ventisettenne di Favara, scomparsa dallo scorso 12 agosto.  Verranno ispezionate e perquisite delle abitazioni, saranno rastrellati – e in maniera mirata – degli appezzamenti di terreno. Chiunque, fra il tardo pomeriggio e la prima serata del 12 agosto, ha avuto contatti con la ventisettenne vedrà arrivarsi a casa, o comunque nei luoghi usualmente frequentati, i carabinieri del reparto investigazioni scientifiche e le due unità cinofile addestrate fra Polonia e Germania. Fra i primi destinatari della perquisizione: l’ex compagno – nonché padre di tre dei quattro figli di Gessica- Filippo Russotto, che non è iscritto nel registro degli indagati. Ma le ricerche della donna non si concentreranno soltanto sui luoghi di proprietà dell’ex compagno. A quanto pare, inoltre, le perquisizioni e i controlli non dovrebbero finire nella giornata di oggi, ma potrebbero continuare anche nei prossimi giorni. 

“Violazione degli obblighi di assistenza familiare”, arrestato l’ex datore di lavoro di Gessica

Violazione degli obblighi di assistenza familiare. E’ per questo reato – commesso in provincia di Bergamo – che Gaspare Volpe, 60 anni, ex datore di lavoro della ventisettenne scomparsa Gessica Lattuca, è stato arrestato – dai carabinieri della tenenza di Favara – e portato alla casa circondariale “Di Lorenzo” di Agrigento. I militari dell’Arma hanno eseguito un ordine di espiazione pena. Il sessantenne deve, infatti, scontare 9 mesi di reclusione. Il sessantenne di Favara, già coinvolto in altre indagini, lo scorso 23 settembre subì l’incendio di un’autovettura che utilizzava e che era posteggiata in via Bolzano.

“Trovato con un fucile a canne mozze e matricola abrasa”, arrestato un muratore

Sarebbe stato trovato in possesso di un fucile a canne mozze con matricola abrasa e con una ventina di munizioni. E’ stato arrestato, in flagranza di reato, dai poliziotti del commissariato “Frontiera”, il favarese Carmelo Tuzzolino di 32 anni. 

I poliziotti del commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle, ieri, hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione. Pare che cercassero droga. Avrebbero trovato – e, naturalmente, sequestrato – invece il fucile a canne mozze, con la matricola abrasa, e le munizioni. Su disposizione del sostituto procuratore di turno, titolare del fascicolo d’inchiesta immediatamente aperto a carico del trentaduenne, il muratore originario di Favara è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto

 

Agrigento, inchiesta sui corsi di formazione: Riesame conferma il sequestro

I giudici del Tribunale del Riesame hanno confermato il provvedimento di sequestro dei supporti informatici e della documentazione sequestrata durante la perquisizione effettuata su disposizione della procura della Repubblica di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta nata sull’attività di una università telematica e sui corsi di formazione.

Secondo l’accusa vi sarebbero stati dei brogli per il rilascio di attestati relativi a diversi corsi di formazione. Le ipotesi di reato contestate vanno dall’associazione a delinquere, al falso, alla truffa e all’autoriciclaggio.Il principale indagato è il favarese Giuseppe Arnone, 49 anni, uno dei punti di riferimento del settore, molto noto anche per il suo impegno in politica.

Il sequestro di documenti e supporti informatici, ad opera degli agenti della Digos, sarebbe avvenuto solo nei giorni scorsi dopo un’indagine avviata già da tempo.

Viabilità, Uil lancia la proposta di una marcia “per i diritti di sopravvivenza”.

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Ha scelto di chiamarla ” una marcia per i diritti di sopravvivenza” la uil agrigentina l’iniziativa che propone per cercare , almeno vuole provarci, di scuotere gli animi delle autorità competenti sulla viabilità provinciale. Il segretario provinciale del sindacato, Gero Acquisto,  dice basta ad una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che adesso con viadotti chiusi, strade dissestate, ha raggiunto uno stato inaccettabile oltre che invivibile. La uil lancuia la proposta di una marcia per i diritti, che veda coinvolti gli agrigentini e le forze sane del territorio. “Ormai abbiamo chiaro che la situazione della viabilità nella nostra provincia- spiega Acquisto- ha bisogno di un cambio di passo, per sollecitare gli enti preposti a smuoversi concretamente, vedi Anas in  testa, con le ordinanze di chiusura o semafori o monocorsie. Ci stiamo abituando con troppa velocità a questo stato di cose drammatiche. Soprattutto, purtroppo e ancora, nulla sulle famose strade alternative, vie di fuga o viabilità complementare. Abbiamo visto in questi ultimi due anni che piega ha preso la situazione generale in provincia sulle strade di collegamento. Infatti, dal Petrusa nel novembre 2016, al Morandi nel marzo 2017 e ora anche la galleria Spinasanta, i tempi sono troppo lunghi e contestualmente di soluzioni alternative non ve ne sono state. Questo si è riverberato negativamente sui cittadini residenti di un’area vasta. Abbiamo visto che anche i tavoli tecnici non hanno dato risposte certe sui tempi della viabilità supplementare, adesso è chiaro che per sollecitare realmente gli organi preposti a intervenire bisogna scendere in piazza”. La Uil ricorda la marcia organizzata dell’arcidiocesi agrigentina sullo sblocco dei lavori della Cattedrale di Agrigento, dopo sette anni dalla chiusura: ” una marcia- scrive il sindacalista- che senza alcuna bandiera da parte di nessuno ha avuto il merito di accelerare e sbloccare progetto e finanziamenti.”