Porto Empedocle: ancora multe agli “sporcaccioni”

E’ arrivato a 100 il numero delle multe elevate dai Vigili urbani di Poro Empedocle, impegnati, ormai da mesi, in una vera e propria lotta senza quartiere per contrastare il fenomeno dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti. Negli ultimi dieci giorni, insieme agli operatori ecologici della Realmarina, sono stati individuati decine e decine di soggetti nell’atto di abbandonare la spazzatura ai bordi delle strade o lungo i marciapiedi e altre decine di persone sono state individuate e successivamente multate dopo essere risaliti alla loro identità attraverso lo “spacchettamento” dei rifiuti. Molte di queste sanzioni, sono state elevate grazie all’ausilio delle telecamere di videosorveglianza installate in diverse aree della città e delle periferie urbane. “A noi non piace elevare le multe– ha commentato il Comandante dei Vigili Calogero Putrone – e soprattutto non ci fa bene come Corpo, distrarre tante unità da lavori importanti riguardanti l’ordine e la sicurezza pubblica, ma dobbiamo farlo nella speranza che sia di insegnamento”.

Anche questa volta, i lanciatori seriali hanno preso di mira la zona dei Grandi lavori, di Villaggio Bellavista, Piano Lanterna, nel centro storico, a Ciuccafa. Multe e sanzioni anche in via San Calogero Napolitano, via Costantino e Masseria. “Vigili ed operatori ecologici – commenta l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi –continueranno inoltre a cercare di individuare, attraverso il contenuto dei sacchetti, elementi che possano ricondurre all’identità del trasgressore e di conseguenza a multarlo”.

Con un solo euro ha vinto un milione

Con un solo euro ha vinto un milione. La dea bendata si è fermata ed ha dato un bacio in fronte ad un giocatore di Porto Empedocle. Una persona che ha indovinato la combinazione dei 5 numeri vincenti ed ha, dunque, realizzato il sogno di vincere – con la cinquina: 7, 8, 23, 24 e 46 – un milione di euro. 

Adesso, a Porto Empedocle, è già “caccia” al fortunato.

“MillionDay”, il nuovo gioco numerico a quota fissa di Lottomatica, si conferma un gioco di successo. A sei mesi dal lancio sono già 27 le vincite da un milione di euro distribuite in Italia. Dal giorno del lancio, “Millionday” ha distribuito vincite in tutta Italia per oltre 67 milioni di euro, con oltre 7.800 vincite da 1000 euro.L’estrazione dei 5 numeri vincenti avviene ogni giorno, alle 19. 

Debiti del Comune, saranno pagati “solo” otto milioni di euro a ditte e fornitori

Porto Empedocle, anche la Giunta ha deliberato: solo il 50% dei debiti riconosciuti ammissibili dall’organismo straordinario di liquidazione saranno pagati ai fornitori. In linea con quanto proposto dalla commissione di nomina statale, infatti, l’Amministrazione ha deciso di scegliere una via mediana che alla fine consentirà di sostenere “solo” otto milioni e 21mila euro sugli oltre 16 milioni di euro di debiti accertati.

Effetti “benefici” del dissesto, che consente appunto di schermarsi in parte da quanto dovuto nei confronti di imprese e società varie che hanno fornito servizi al Comune e che ora hanno due possibilità: accettare il 50% di quanto vantato oppure intraprendere le vie legali per ottenere le somme. I debiti complessivamente erano comunque più alti: i debiti ammontavano infatti ad oltre 21 milioni di euro, ma l’organismo straordinario per la liquidazione ha deciso di scendere di cinque milioni di euro circa ritenendo che le altre somme non fossero immediatamente da saldare, perché, ad esempio, potenzialmente oggetto di azioni di rivalsa o di compensazione da parte del Comune.

“Fermati due pescherecci illegali”, sequestrati 350 chili di pesce e maxi multe da oltre 12mila euro

Controlli a tappeto della Guardia costiera di Porto Empedocle, sulla filiera della pesca a bordo di pescherecci. 

Nel corso di un’operazione dei militari, a circa 40 miglia a sud di Porto Empedocle, è stata accertata la presenza di due motopesca, entrambi iscritti nelle matricole del Compartimento marittimo di Porto Empedocle, che stavano pescando con reti non consentite, dal momento che le maglie avevano misure diverse da quelle previste dalla legge. Le reti sono state confiscate e nei confronti dei comandanti delle unità e degli armatori sono stati elevati due verbali amministrativi pari a 4mila euro ciascuno. Dai successivi e più approfonditi controlli effettuati è emerso inoltre che, a bordo vi fossero dei marittimi imbarcati e non annotati sul ruolino equipaggio, in violazione del Codice di Navigazione, tra cui lo stesso comandante dell’unità: per questo sono stati elevati nei confronti dei marittimi irregolarmente imbarcati e degli armatori, verbali amministrativi con pena pecuniaria pari a 308 euro ciascuno. Infine, a carico dei titolari della licenza dei motopeschereccio in parola, per le violazioni in materia di pesca di cui sopra, sono stati attribuiti 7 punti di penalizzazione ciascuno.

Profanata la tomba del padre del sindaco Ida Carmina: “Caso? Stanno diventando troppi”

Presa di mira la tomba del padre del sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina. Il vile gesto, ha gettato nello scorso anche i parenti del primo cittadino della città marinara. E’ stata distrutta, parzialmente, la foto del padre di ida Carmina.

“In via precauzionale, ho formalizzato la denuncia alla polizia. Può essere stata anche una casualità – ha spiegato Ida Carmina – ma tutte queste casualità stanno cominciando a diventare un po’ troppe. E’ stata danneggiata proprio la parte dove c’è la foto di mio padre e non di mio zio. A me dispiace di più per i miei cari – ha aggiunto – . A chi, in queste ore, mi ha detto che il paese non lo merita rispondo che non sono un eroe, ma sono al servizio del mio paese e faccio quello che impone il mio dovere, non arretro, non giro la testa, non scendo a compromessi”.

Usura, sequestro di beni a imprenditore di Porto Empedocle

Sigilli a appartamenti e locali di Alfonso Zambito, già condannato dopo il blitz “Easy Money”. La sezione Misure di prevenzione del tribunale di Agrigento, su proposta del questore Maurizio Auriemma, ha emesso un provvedimento di sequestro di alcuni immobili, di proprietà o nella disponibilità di Zambito, 45 anni, titolare di un bar e già condannato con sentenza irrevocabile per il reato di usura. La misura è arrivata dopo gli accertamenti patrimoniali effettuati dal personale dell’ufficio Misure di prevenzione patrimoniali della divisione Anticrimine. L’operazione “Easy money”, svolta dalla squadra mobile, portò alla condanna di 8 persone per il reato di usura in concorso.
Le indagini dell’inchiesta erano scaturite dalle dichiarazioni di Paolo Ferrara, già sindaco di Porto Empedocle, che aveva raccontato di un vasto giro di usura, del quale era rimasto vittima assieme ad altre persone, con tassi di interesse variabili tra il 120 per cento e il 394 per cento annuale. Sono stati sequestrati due appartamenti, quattro locali commerciali e un terreno edificabile, tutti a Porto Empedocle. Il valore approssimativo dei beni sequestrati è di circa 500 mila euro.

Agguato al porto di Porto Empedocle: Burgio resta in carcere

James Burgio, il ventiseienne fermato dalla squadra mobile con la duplice accusa di tentato omicidio per la sparatoria di sabato sera al porto, resta in carcere. Tuttavia, secondo il gip Stefano Zammuto che ha emesso l’ordinanza, non si trattò di tentato omicidio perchè “ha sparato un solo colpo in direzione della gamba” all’indirizzo del pescatore trentenne Angelo Marino. Sembrerebbe, inoltre, che Burgio abbia mirato alla stessa parte del corpo quando avrebbe tentato di sparare all’indirizzo dell’armatore ventisettenne rimasto illeso per l’inceppamento dell’arma. L’agguato sarebbe avvenuto per un banale litigio i cui contorni sono ancora da chiarire. Burgio, difeso dagli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, lunedì mattina, sapendo di essere braccato si è consegnato alla Questura. Per questo il gip non ha convalidato il fermo, disposto dal pm Elenia Manno, ritenendo che non vi potesse essere alcun pericolo di fuga. L’ordinanza cautelare in carcere è stata, comunque, applicata ma il giudice ha escluso che si sia trattato di tentato omicidio ritenendo che, invece, vi siano solo gli indizi del reato di lesioni aggravate oltre a quello di detenzione illegale di arma.

Sanzionato e arrestato venditore ambulante.

I carabinieri della stazione di Porto Empedocle hanno arrestato un 48enne, pregiudicato, commerciante.

L’uomo mentre era intento a vendere prodotti ittici senza alcuna autorizzazione lungo via Roma, è stato controllato dai Carabinieri che a causa delle irregolarità rilevate a suo carico, lo hanno sanzionato con multe per oltre 6mila euro.

Le sanzioni hanno mandato in escandecenze il 48enne che si è scagliato contro un militare, spintonandolo e ingiuriandolo.

Immediatamente bloccato, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari.

“Picchia la convivente e il suocero”, i carabinieri arrestano un giovane

Avrebbe picchiato la convivente e il suocero. E’ accaduto, sabato sera, in un’abitazione di contrada Durrueli a Porto Empedocle. I carabinieri della stazione cittadina, che intervenendo tempestivamente hanno evitato il peggio, hanno arrestato l’agrigentino Dario Micalizio. Nelle prossime ore, l’indagato sarà sottoposto all’udienza di convalida.

“Induce ragazzina a masturbarsi e mandargli le foto su whatsapp”, 21enne patteggia

Un anno di reclusione per l’accusa di avere indotto una ragazzina di dodici anni a praticare autoerotismo e poi fotografarsi e inviargli gli screenshot sullo smartphone. Il diciannovenne Salvatore Galante di Porto Empedocle, imputato di atti sessuali con minorenne, patteggia la pena ed evita un vero e proprio processo. La pena è stata applicata, su richiesta del difensore Davide Casà e con l’accordo del pm Salvatore Vella, dal gup Stefano Zammuto.

42enne empedoclino trovato morto all’interno della sua abitazione.

Un 42enne empedoclino è stato trovato senza vita all’interno della sua abitazione. Si tratta di Ivan Nuara, noto alle Forze dell’Ordine poiché con precedenti penali.

A riportare la notizia il quotidiano “La Sicilia”. Un vero e proprio “giallo”, almeno per il momento, la morte del 42enne sulla quale ora stanno indagando i militari dell’Arma dei Carabinieri.

Il corpo sarebbe stato trovato da un amico del giovane. Massimo riserbo al momento da parte degli investigatori

 

L’ultimo saluto a Marco Ferrera

Grande commozione ieri pomeriggio per l’ultimo saluto a Marco Ferrera, il 37enne tragicamente morto in un incidente stradale avvenuto all’alba di domenica scorsa lungo la via Luca Crescente, ad Agrigento, nel giorno del suo compleanno.

Centinaia di persone presenti alla Chiesa Madre di Porto Empedocle che non sono volute mancare ai funerali celebrati dall’arciprete don Leo Argento.

Familiari, amici, conoscenti, ex compagni di squadra chiusi nel dolore di una tragica perdita che ha scosso le anime dell’intera comunità agrigentina. Marco era infatti un ragazzo conosciuto e stimato per le sue doti umani. Un ricordo manifestato dal Sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina che ha alla fine della Santa Messa ha parlato del forte amore del “capitano” per la sua città e per le sue tradizioni cattoliche essendo devoto portatore di San Calogero

Tentativo di incendio in un chiosco

Danneggiata una parete esterna di un chiosco lungo la spiaggia fra Porto Empedocle e Realmonte. 

Ignoti avrebbero infatti tentato di appiccare un incendio nella notte fra giovedì e venerdì. Ad accorgersi del fatto gli stessi proprietari del locale che hanno annunciato di presentare denuncia alle Forze dell’Ordine. Le fiamme, fortunatamente, non si sarebbero facilmente propagate all’interno dei locali grazie alle recenti piogge che hanno limitato i danni.

Morte sospetta di un giovane empedoclino

La morte di un giovane empedoclino di 29 anni è stata annunciata dai suoi cari sui social network. In un post pubblicato da un cugino del giovane scomparso, scrive di una broncopolmonite curata al Policlinico di Palermo ma che, durante la degenza in ospedale, forse a causa delle difese immunitarie basse, avrebbe contratto una non precisata patologia che secondo il parente, sarebbe stata trasmessa da un paziente straniero ricoverato nella stessa stanza. Una pubblica denuncia che quindi solleva dei dubbi sulla morte del giovane agrigentino che era abbastanza conosciuto a Porto Empedocle.

“Va a fare il vaccino e ruba il cellulare all’infermiera”, denunciato

Va a farsi il vaccino, alla Guardia medica di Porto Empedocle, e ruba il cellulare all’infermiera. I poliziotti del commissariato “Frontiera” – coordinati dal vice questore Cesare Castelli – dopo una breve attività investigativa sono riusciti a rintracciare il tunisino di 39 anni, richiedente protezione internazionale e pertanto ospite di una comunità alloggio di Agrigento, e a ritrovare lo smartphone rubato.Un telefono cellulare d’ultima generazione che l’immigrato aveva già utilizzato per fare dei selfie e che avrebbe poi nascosto nell’area di campagna attigua alla comunità d’accoglienza. Il trentanovenne è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento per furto.

Doveva portar via la moto sequestrata, fermato anche il carro attrezzi

Durante dei serrati controlli effettuati dagli agenti del commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle e dalla stradale di Palermo, tra Porto Empedocle e Realmonte, sarebbe stato fermato un centauro, senza casco, a bordo di uno scooter. Da un immediato controllo gli agenti si sarebbero accorti che lo scooter era sprovvisto di assicurazione. Emessa dunque la sanzione e il sequestro del mezzo, motivo per cui i poliziotti avrebbero chiamato il carroattrezzi.

Ma anche quest’ultimo presentava delle irregolarità: il mezzo, infatti, era senza revisione e il conducente non era in possesso della necessaria patente di guida. Scatta dunque il sequestro anche del carroattrezzi. E’ stato chiamato così un secondo carroattrezzi per prelevare il primo e lo scooter.

Atti vandalici alla stazione di Porto Empedocle, Ferrovie Kaos: “imbrattato il prospetto dell’ottocentesco fabbricato”

Ennesima incursione vandalica al parco ferroviario di Porto Empedocle. Ignoti hanno scavalcato le recinzioni e, una volta entrati nell’area, hanno imbrattato con bombolette spray i prospetti degli storici edifici. A fare l’amara scoperta sono stati i soci di Ferrovie Kaos domenica mattina in occasione della giornata di apertura al pubblico degli spazi museali.”Sul fabbricato viaggiatori, il magazzino lavori e l’ex locale verifica – si legge in una nota dell’associazione – sono apparsi scarabocchi, simboli inneggianti all’anarchia e bestemmie. Gli autori hanno lasciato anche una firma: Liolà e Calypso. Alcuni prospetti, recentemente, erano stati ristrutturati e, adesso, si presentano nuovamente degradati a causa delle scritte apparse”. “Non siamo nuovi a questi episodi. Non riusciamo a capacitarci del fatto che possano esistere soggetti che non nutrono la benchè minima sensibilità in ordine alla salvaguardia e alla preservazione di un bene pubblico come la stazione di Porto Empedocle”, conclude la nota di Ferrovie Kaos.

Agrigento. Sale la febbre “rosa”: il percorso della quinta tappa del Giro d’Italia

Alle ore 13:20, i 175 ciclisti, in gruppo scenderanno da piazza Vittorio Emanuele verso piazza Stazione, dopo aver affrontato la prima curva della tappa, percorreranno la Via Crispi, giunti nei pressi di Bonamorone poi la svolta a destra lungo la suggestiva Panoramica dei Templi per poi proseguire ancora, sempre in discesa, lungo la Passeggiata Archeologica.

Sicuramente un bel colpo d’occhio per il gruppo dei corridori che dopo le iniziali curve vedranno all’orizzonte il maestoso Tempio della Concordia. L’onda rosa proseguirà passando da Porta Aurea e da via Luca Crescente da dove poi, sulla Statale, l’avvio della vera gare verso Santa Ninfa. Nella città dei Templi, il passaggio dei mezzi lungo il circuito, sarà consentito sino alle ore 07:30.

Primo centro urbano toccato in corsa sarà Porto Empeodcle, dopo un breve tratto di Statale, gli atleti delle 22 squadre partecipanti, vireranno in zona Caos, faranno ingresso a Vigata dalla galleria, attraversarenno la via Empedocle costeggiando l’area portuale e ad andatura certamente sostenuta, passerano dinanzi la Torre di Carlo V per poi proseguire lungo costa e dalla curva Capizzi risaliranno verso la Strada Statale 115.

In mattinata, lavori straordinari a Porto Empeodcle dove operai e mezzi hanno provveduto a rendere più agevole il passaggo della carovana. A Vigata la chiusura delle strade, sia quelle interessate dal passaggio delle bici sia il tratto di Statale che attraversa il territorio comunale, si effettuerà alle ore 11:00.

Dopo Porto Empecole, altro centro agrigentino attraversato dai corridori sarà Sciacca, poi il 101° Giro d’Italia tocca alcuni dei centri della Valle del Belice devsatati dal tragico terremoto del 1968.

Dopo Menfi e la risalita verso Santa Margherita di Belice e Montevago dove è stato fissato il primo dei tre gran premi della montagna di quarta categoria. Altro traguardo che assegnerà punti per la classifica degli scalatori sarà a Partanna da dove si scenderà verso Poggioreale, nella città vecchia è stato disposto il terzo e ultimo GPM di tappa che spianerà ai corridori la strada vesro il traguardo di Santa Ninfa.

Porto Empedocle e Ribera: possibili intimidazioni ai sindaci

Una testa di mucca in avanzato stato di decomposizione è stata trovata dal sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, davanti al cancello di un terreno di sua proprietà. Il primo cittadino ha presentato denuncia alla Polizia e dell’episodio è stato informato anche il prefetto. “”Non lo so se è una intimidazione. Era una testa di mucca mozzata e in forte stato di decomposizione. Per la posizione in cui era messa, molto strana, proprio davanti al cancello – ha dichiarato il sindaco Ida Carmina – ci siamo impressionati e ho formalizzato denuncia alla polizia di Stato. Ne ho anche parlato con il prefetto. Sono serena e vado avanti per la mia strada – ha detto -. Ho massima fiducia nel prefetto, nelle forze dell’ordine e nella magistratura e sono certa che si farà presto luce su questo episodio”. Già in passato Carmina, eletta tra le file del M5s, era stata oggetto di “attenzioni”: danneggiamenti all’auto e un’incursione “sospetta” nella sua abitazione.

Da Porto Empedocle a Ribera dove a Bmw del sindaco Carmelo Pace è stata danneggiata nella giornata da parte di un soggetto che è stato già individuato e denunciato alle forze dell’Ordine. L’uomo sarebbe stato già autore di un precedente danneggiamento che aveva riguardato l’auto della moglie del sindaco crispino. L’autore del gesto è stato individuato grazie a dei testimoni e delle telecamere del sistema di videosorveglianza.

“Non si tratta di un atto intimidatorio, dato il soggetto in questione – spiega Carmelo Pace -. Detto questo, credo che i sindaci siano rimasti ad oggi l’unico avamposto dello Stato sui territori insieme al prefetto. Siamo il parafulmine di ogni disperazione: da una bolletta che non può essere pagata, all’assenza di lavoro, passando per presunte ingiustizie subite, tutto si riversa su di noi. E questo non è più tollerabile.”

Rifiuti: lotta agli incivili.

Nasce una task force per cercare di sconfiggere il fenomeno degli incivili che si ostinano a non fare la differenziara. Ieri un vertice in Procura che ha sancito la nascita del coordinamento composto da vigili urbani e carabinieri del reparto anticrimine che dovrà realizzare con apparecchiature specifiche controlli ancora più mirati. Da ora in poi non si procederà più soltanto con una multa ma per gli sporcaccioni scatterà anche una denuncia penale: ” dovranno andarsi a cercare un avvocato- ha commentano il sindaco Firetto- molto spesso i rifiuti indifferenziati o speciali vengono abbandonati in aree sottoposte a vincoli”. Nella città dei templi, inoltre, parte la linea dura sul controllo dei rifiuti prodotti dalle grandi utenze (enti pubblici, grandi aziende e supermercati). A partire dal 3 maggio prossimo, gli addetti alla raccolta dei rifiuti differenziati, prima di effettuare il ritiro nelle grande utenze, effettueranno, con l’assistenza della Polizia Locale, il controllo della regolarità del conferimento della frazione secca residua. Nel caso venissero rilevate anomalie, verrà elevata una sanzione amministrativa e lo smaltimento in discarica resterà a carico dei trasgressori. L’assessore comunale all’Ecologia, Nello Hamel, ha già fatto notificare, tramite posta certificata, la diffida ad effettuare la corretta differenziazione dei rifiuti, ricordando ai grandi utenti che l’adempimento non è facoltativo ma è un obbligo di legge. Da Agrigento a Porto Empedocle. Anche nella città marinara continua la ”lotta” contro il malcostume, ancora purtroppo molto diffuso, di gettare rifiuti fuori orario o lungo strade e marciapiedi pubblici, creando così discariche abusive sempre più difficili da ripulire. Grazie al coordinamento del Comandante dei Vigili Calogero Putrone, solo nella giornata del 25 Aprile, sono state sanzionate 11 persone, scoperte a lasciare rifiuti indifferenziati di ogni tipo a Piano Lanterna, in pieno centro empedoclino. Questi 11 verbali, vanno ad aggiungersi ai circa 15 elevati sono nelle ultime due settimane sempre a Porto Empedocle, dai Vigli urbani che nelle operazioni diurne, vengono spesso affiancati dagli operatori ecologici della Realmarina. “A fine maggio, al massimo ai primi di giugno – ha ribadito l’assessore all’ecologia Salvatore Baiamonte – partiremo con il potenziamento estivo delle zone balneari , soprattutto ai Lidi mentre abbiamo acquistato, con le nostre indennità, telecamere di ultima generazione per incrementare i controlli anti incivili in diverse zone del centro e delle periferie”.

“Ha rotto la testa a un impiegato dell’Asp”, arrestato 32enne

Finisce agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico, il trentaduenne empedoclino protagonista dell’aggressione ad un dipendente dell’Asp di Agrigento avvenuta lo scorso 10 aprile.

Gli agenti di Polizia della sezione “Volanti” e quelli del commissariato di “Frontiera” di Porto Empedocle, hanno infatti notificato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Agrigento su richiesta dei pm che si occupano delle indagini. L’ipotesi di reato è di lesioni personali aggravate e interruzione di pubblico servizio.

Come si ricorderà, fu lo stesso aggressore, dopo qualche ora, a presentarsi volontariamente al commissariato di Polizia di Porto Empedocle, ammettendo l’aggressione all’impiegato, un cinquantenne di Raffadali che riportò una frattura al cranio ed una emorragia cerebrale.

Tentano furto in un chiosco: due minori nei guai

 Avrebbero tentato di forzare la saracinesca di ingresso di chiosco lungo la zona portuale di Porto Empedocle. Due i minorenni finiti nei guai che sono stati segnalati dagli agenti della Polizia di Stato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Palermo. Ad accorgersi del tentato furto lo stesso proprietario dell’esercizio commerciale che, avendo subito il giorno prima un piccolo furto, si era appostato per sorprendere gli eventuali responsabili. Avrebbe così notato un gruppo di ragazzi intenti a scassinare la saracinesca e dopo le urla avrebbe messo in fuga i giovani. Dopo un breve inseguimento, uno di questi è stato fermato, mentre un altro giovane si è consegnato, accompagnato dal padre, al commissariato di Polizia. Agenti che ora sono alla ricerca di almeno altri due giovani e presunti responsabili del “gesto” che pare essere stata una bravata. Da appurare se il precedente furto subito dall’esercente sia stata opera del gruppetto. I due dovranno ora rispondere dell’ipotesi di reato di tentato furto aggravato in concorso

Regione, la finanziaria e il ruolo del M5S.

“La legge finanziaria è tutt’altro che ridotta e rappresenta un sostanziale elemento di novità in una strategia di politica economica che si dispiegherà nel corso della legislatura”. Lo dice l’assessore alla Salute della Regione siciliana, Ruggero Razza, a proposito del contenuto della legge di stabilità, spiegando che “le norme più rilevanti, a partire dalla fusione Crias-Ircac, dalla costituzione dell’Agenzia per la casa, passando per le norme in materia di territorio, saranno nel testo che esaminerà la commissione Bilancio”. In merito alla finanziaria regionale abbiamo sentito il vice presidente dell’Ars, Giancarlo Cancelleri.

Porto Empedocle. La Polizia scova droga e armi nel magazzino di un insospettabile.

Vincenzo Filippazzo, 22enne empedoclino incensurato custodiva nel proprio magazzino oltre 3.6 Kg di hashish e due micidiali fucili. L’operazione che ha portato all’arresto del giovane è nata quasi casualmente, anche se gli agenti del commissariato Frontiera, lo stavano  monitorando da tempo.  A tradire il giovane era stata la sua guida incerta mentre a bordo di uno scooter si accingeva ad oltrepassare un posto di blocco della Polizia. I poliziotti, agli ordini del vice questore aggiunto Cesare Castelli, insospettiti, oltre al controllo personale del centauro, hanno voluto approfondire, disponendo anche una perquisizione domiciliare  nel magazzino in uso alla propria famiglia, nella zona dei Grandi Lavori ed ecco la sorpresa. 32 panetti interi più altra hashish per il peso complessivo di 3 chili e 666 grammi che piazzata sul mercato, avrebbe potuto fruttare ben 20 mila euro e del denaro contante ritenuto provento delle attività di spaccio e ciò che più inquieta gli investigatori, imballati nel cellophane, un fucile a pompa e uno a canne mozze, entrambi calibro 12 più 32 cartucce dello stesso calibro. Da un primo esame, gli inquirenti assicurano che i fucili, nonostante la ruggine, fossero efficienti e pronti all’uso. Adesso sarà cura degli uomini della scientifica stabilire se quelle armi sono state utilizzate recentemente. Ovviamente la presenza delle armi, apre tanti scenari investigativi, non ultimo, quella della faida sull’asse Favara – Porto Empedocle – Liegi. 

Agrigento ricorda il maresciallo Guazzelli a 26 anni dell’assassinino.

Oggi ricorre il 26° anniversario dell’omicidio del maresciallo Giuliano Guazzelli, il sotto ufficiale calabrese, originario di Gallico, che venne barbaramente assassinato il 4 aprile del 1992 sullo svincolo per Porto Empedocle del viadotto Morandi di Agrigento. 

Il “mastino” così era soprannominato negli ambienti investigativi per la sua capacità di fare presa sulle attività di cosa nostra. Durante il suo servizio svolto a Palermo e Agriegnto, aveva maturato una notevole esperienza nella lotta alla mafia. Lavoro che poi gli è costato la vita. In mattinata, la città di Agrigento e l’Arma dei Carabinieri, hanno celebrato la memoria del sacrificio del martire della giustizia Giuliano Guazzelli che alla presenza delle autorità e della figlia, è stato ricordato con una santa messa svoltasi presso il santuario di San Calogero e con la deposizione di una corona di alloro sul luogo del delitto.

Pasqua sicura sulle strade agrigentine. Ecco dove saranno i controlli della Polizia Stradale.

Pasqua sicura grazie ai controlli della Polizia Stradale. Per il lungo ponte si intensificheranno le pattuglie in servizio presso le maggiori arterie stradali. Abbiamo incontrato il dirigente capo della Polstrada di Agrigento che puntualmente lancia dei consigli utili per chi si deve mettere in viaggio.

Randagismo, riunione a Palermo. Due sospettati a Sciacca.

“Il canile deve essere una tappa, l’adozione, invece, la meta”. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha sintetizzato così il suo pensiero al termine dell’incontro organizzato, a Palazzo d’Orleans, con le associazioni animaliste maggiormente rappresentative e alla presenza dell’assessore della Salute, Ruggero Razza, e dei vertici dei Servizi veterinari, per confrontarsi sul tema del randagismo nell’Isola. Nel corso della riunione è emerso, in modo unanime, come la legge regionale in vigore, non debba essere modificata, ma solamente revisionata in qualche piccola parte. Quasi una ventina gli interventi che si sono susseguiti in circa due ore di incontro e tutti concordi nel confermare la bontà dell’attuale legge, con la necessità, però, di procedere a una campagna massiccia di sterilizzazione degli animali e con la contestuale microchippatura degli stessi, per un’anagrafe canina aggiornata. Chiesti più controlli nei canili e maggiore sensibilizzazione dei Comuni, moltissimi dei quali senza strutture adeguate, e dei servizi veterinari. “Già nei prossimi giorni – ha annunciato l’assessore Razza – verrà inviato un atto di indirizzo per richiamare le nove Asp a un comportamento uniforme in tutte le Province. Chiederemo ai canili anche un maggiore rispetto degli orari, che possa consentire alle associazioni animaliste, iscritte all’albo regionale, verifiche sulla sistemazione e il mantenimento degli animali, oltre che controlli sui rifugi nei quali sono portati. Molte delle proposte avanzate non necessitano di impegni di spesa, quindi sarà molto più semplice darvi esecuzione”.Il presidente della Regione ha lanciato l’idea di mantenere un costante confronto con le associazioni sul randagismo per un monitoraggio del fenomeno, con il coinvolgimento dei Comuni, dei Corpi di polizia municipale e delle Aziende sanitarie provinciali.
E, intanto, ci sono due sospettati per l’avvelenamento di 25 cani in contrada Muciare a Sciacca. La Procura della Repubblica avrebbe raccolto significativi elementi circa un loro possibile coinvolgimento nella strage. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Michele Marrone, rimangono avvolte in uno stretto riserbo, ma dagli interrogatori effettuati, dalle perquisizioni e da ulteriore attività svolta dai carabinieri della compagnia di Sciacca e della sezione di polizia giudiziaria che opera presso la Procura sarebbero emersi elementi che hanno orientato il lavoro dei magistrati in una direzione ben precisa.

Strage di cani a Sciacca, perché in Sicilia non si accudiscono i randagi?

Cuccioli abbandonati accanto ai cassonetti, branchi di cani che si moltiplicano nelle periferie e aggressioni che non tendono a diminuire. La situazione è critica in Sicilia. Le ultime stime del ministero della Salute forniscono un quadro allarmante del fenomeno. Sono circa 60 mila i randagi, in tutta l’Isola. Il caso dei cani avvelati a Sciacca , 25 in tutto, pone l’accento sul problema randagismo nell’intera Sicilia. Un fatto ,  purtroppo, non nuovo per l’isola ma che sembra non essere stato affrontato nei giusti termini. “Servono iniziative, anche legislative, immediate e risolutive”,  ha detto il presidente della Regione Musumeci che , nelle prossime ore, incontrerà  le autorità veterinarie regionali e  le più rappresentative associazioni di volontariato per trovare soluzioni condivise. La legge 281 del 14 agosto 1991 parla chiaro. I Comuni italiani devono provvedere ai cani randagi mordaci o ammalati, considerati dunque pericolosi per la comunità, che vanno tolti dalla strada per essere trasferiti, seppure temporaneamente, in canili pubblici o privati o in cliniche specializzate. La Lav, la Lega anti vivisezione, ha anche scritto a Nello Musumeci per sollecitarlo ad applicare subito il programma Lav di prevenzione del randagismo da lui firmato lo scorso novembre in periodo elettorale, che prevede, tra l’altro, la re-immissione dei cani curati e sterilizzati in aree concordate con le associazioni animaliste, contributi economici non inferiori al 50% della spesa effettuata ai Comuni e alle associazioni iscritte all’albo che presentino progetti per la sterilizzazione di animali, anche di proprietà, e per la costruzione di nuovi e moderni rifugi sanitari o adatti al ricovero, e non inferiori al 75% della spesa effettuata alle associazioni che intendano effettuare azioni didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. Oltre alla creazione di un numero verde di pronto intervento regionale anti maltrattamenti e soccorso animali attivo 24 ore su 24 e di un’unità operativa regionale per l’emergenza randagismo in Sicilia, che possa portare a una piena e coordinata applicazione delle normative nazionali e regionali.  E sul tema randagismo interviene anche il commissaùrio straordinario di Licata, Maria Grazia Brandara che invita la politica regionale ad affrontare il fenomeno trovando adeguate soluzioni.

Cadavere di un empedoclino in mare, proseguono le indagini.

Proseguono le indagini sul rinvenimento del corpo del pescatore empedoclino Aristide Daino, il cui cadavere è stato recuperato venerdì scorso nello specchio d’acqua antistante la banchina del Porto. 

Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle telecamere di video sorveglianza dell’area, nella speranza che l’impianto abbia immortalato il momento della caduta in acqua dell’uomo. L’autopsia sulla  sua salma , con molta probabilità sarà effettuata domani, sul suo corpo, da una prima ispezione cadaverica, non erano stati riscontrati segni di violenza. 

Tra le ipotesi plausibili, ci sarebbe quella di un malore, anche se al momento gli inquirenti non escludono nessuna pista. 

Le immagini delle telecamere e ancor di più gli esiti dell’esame necrospopico, chiariranno definitivamente se l’uomo sia morto per annegamento o se il suo corpo senza vita, sia stato gettato in mare.

Bloccano la strada con una “montagna” di rifiuti, a tradirli un video sui social

L’astensione dal lavoro dei netturbini a Porto Empedocle , in arretrato di diverse  mensilità, ha portato a delle conseguenze non indifferenti per la città marinara. Montagne di rifiuti sparse qua e là in diverse zone con odori sgradevoli, così come è facile immaginare. Nella zona dei grandi lavori, poi, a farla da padrona è stata l’inciviltà di alcuni cittadini. Come documenta con queste immagini l’associazione ambientalista mareamico Agrigento, qualcuno ha pensato di spargere per strada i sacchetti abbandodati ai lati creando una montagna di rifiuti e provocando così l’interruzione della circolazione stradale. Da subito si sono messi in moto i poliziotti del locale commissariato, coordinati dal vice questore aggiunto Cesare Castelli. Un video pubblicato su facebook ha incastrato gli autori , tre soggetti che sono stati  denunciati, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per danneggiamento e imbrattamento e gli verranno contestati anche illeciti amministrativi per conferimento non autorizzato e per aver provocato l’interruzione della circolazione stradale. “Non potevano essere stati i cani a trascinare tutti quei rifiuti e a comporli in quel modo – ha commentato ieri sera il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina – . E’ stato fatto un vero e proprio blocco stradale ed era chiaro, fin da subito, che fosse opera di persone. Persone che cercano di turbare l’opinione pubblica e determinare la distruzione o il danneggiamento dell’immagine della città e dunque dell’immagine politica di una persona che fa parte di un movimento. E il tutto avviene ad un mese delle elezioni. Sono coincidenze? O c’è una regia dietro? – chiede il sindaco del movimento Cinque Stelle, Ida Carmina – . Adesso abbiamo la prova che è accaduto qualcosa di strano”.

Rifiuti, riprende la raccolta a Porto Empedocle News Agrigentotv

Riprende a Porto Empedocle il servizio di raccolta porta a porta dopo lo stop di 6 giorni deciso dai netturbini per il mancato pagamento degli stipendi di visto di marzo, aprile maggio, novembre e dicembre 2017, la tredicesima e due rate della quattordicesima. Al momento, il Comune di Porto Empedocle ha un arretrato con le imprese di diversi mesi con l’ultima fattura pagata per servizi resi relativa al mese di maggio 2017. La situazione si è sbloccata ieri a tarda sera nel corso dell’ultimo, ennesimo, incontro tra i rappresentanti della “Realmarina”, che gestisce il servizio in città, e l’amministrazione comunale guidata da Ida Carmina. L’intesa raggiunta prevede che il Comune di Porto Empedocle paghi il primo febbraio prossimo due delle fatture arretrate alle imprese della “Realmarina” che a loro volta, si sono impegnate a saldare ai lavoratori due stipendi arretrati e la tredicesima. ” Ci vorranno alcuni giorni per ritornare alla normalità- ha affermato il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina-. Spero nella collaborazione di tutti”. Carmina incalza e invita gli empedoclini a pagare la Tari: “ è indispensabile che la gente paghi. Ha dteto- per coprire il costo del servizio e faccia con scrupolo la differenziata che consente di migliorare l’ambiente e di diminuire il costo. Perchè – sottolinea Ida Carmina -se è vero che c’è gente che non riesce a provvedere ai pagamenti , ci sono tanti che “scroccano il servizio” per abitudine ai danni della collettività. Che la sofferenza di questi giorni dell’intero paese possa risvegliare qualche coscienza. Noi non rinunciamo a credere che ci vorrà tempo ma la rivoluzione culturale è necessaria ed inevitabile”, conclude il primo cittadino.

380 milioni di fondi europei destinati alla Sicilia tornano nelle casse dell’Europa. News Agrigentotv

Troppe irregolarità sui fondi di Agenda 2000: l’Europa si riprende 380 milioni dalla Sicilia. I l tribunale del Lussemburgo respinge il ricorso dell’Italia . Contestate violazioni sugli appalti, spese inutili e progetti presentati in ritardo.

La Sicilia, non avrà a disposizione i circa 380 milioni di euro previsti dall’Europa
per la programmazione 2000-2006, la cosiddetta “Agenda 2000”.
A deciderlo, in prima istanza, sono stati i giudici del tribunale del Lussemburgo a cui si è appellato il governo nazionale per chiedere l’annullamento del taglio dei finanziamenti del fondo sociale europeo.
Si tratta di progetti redatti nel periodo del governo regionale guidato da Totò Cuffaro. Secondo gli ispettori comunitari, molte richieste erano state presentate fuori il termine di scadenza previsto dai bandi e non solo, alcune delle spese per il personale non erano correlate al tempo effettivamente impiegato e giustificativi di spesa insufficienti. Sempre secondo gli ispettori, nei progetti erano finiti consulenti esterni privi delle qualifiche richieste e richieste spese non pertinenti, contestate anche le violazioni nelle procedure di appalto e nella selezione di personale da impiegare.

Il ricorso avanzato dall’avvocatura dello Stato non ha convinto i giudici del Lussemburgo secondo i quali è innegabile l’esistenza di errori sistemici, imputabili a insufficienze nei sistemi di gestione e di controllo.

In parole povere, l’impreparazione degli uffici cosiddetti “competenti, potrebbe costare caro ai siciliani e il rischio che i 380 milioni di euro possano tornare indietro è veramente alto.

Porto Empedocle, “fumata nera” al Comune prosegue lo sciopero dei netturbini News Agrigentotv

Gli operatori ecologici che operano a Porto Empedocle avevano riposto in quell’incontro qualche speranza. Ma alla fine la riunione di ieri tra il comune di Porto Empedocle e le imprese si è conclusa con un nulla di fatto. Un tavolo che sarebbe dovuto servire a fare il punto della situazione. La raccolta dei rifiuti, dunque, resta  ferma a Porto Empedocle. Sono stati gli operatori ecologici intervenuti all’incontro, ad alzarsi e a lasciare il Tavolo, dopo avere appreso che nelle casse del Comune non ci sono soldi e che non ce ne saranno a breve. Soldi che sarebbero dovuti servire a pagare alcune fatture arretrate per servizi già svolti alle ditte della Realmarina, che a loro volta avrebbero provveduto a pagare gli stipendi ai lavoratori. Per loro, è in vigore uno stato di agitazione permanente ormai dallo scorso novembre, visto che devono ancora riscuotere gli stipendi di marzo, aprile maggio, novembre e dicembre 2017, la tredicesima e due rate della quattordicesima. Al momento, il Comune di Porto Empedocle ha un arretrato con le imprese di diversi mesi con l’ultima fattura pagata per servizi resi relativa al mese di maggio 2017. La raccolta è  ferma ormai da venerdì scorso e gli operatori ecologici sembra non abbiano alcuna intenzione di tornare in servizio.

Altri particolari dell’operazione antimafia Montagna News Agrigentotv

Nuovi particolari emergono dall’operazione antimafia “Montagna”   che è  frutto di una complessa e prolungata indagine dei  Carabinieri del Reparto Operativo di Agrigento. Iniziata a fine 2013, è stata svolta con  le più sofisticate tecnologie di intercettazione telefonica e ambientale, con sistemi di 

localizzazione satellitare e, soprattutto, con intense attività di indagine  vecchio stile: pedinamenti e servizi di osservazione. Le indagini hanno pienamente fatto luce sugli attuali assetti organizzativi e gestionali  dei mandamenti mafiosi di Sciacca (AG) e di Santa Elisabetta (AG). Ma hanno anche  documentato l’esistenza di un nuovo mandamento, quello, appunto, della “Montagna”,  da cui, tra l’altro, prende il nome l’operazione. Il nuovo mandamento è risultato essere  il frutto di una scelta fatta nel 2014 dal 37enne Francesco Fragapane, figlio di  Salvatore, quest’ultimo già capo provincia di Cosa Nostra agrigentina e da sempre in  strettissimi rapporti con Totò Riina.  È stata insomma fatta luce sui vertici di tutti i mandamenti agrigentini e delle sedici  famiglie mafiose ad essi collegate. Le telecamere dei Carabinieri hanno registrato incontri e riunioni segrete,  evidenziando la completa ed attuale interconnessione tra i capi mandamento, i boss 

delle famiglie mafiose di quasi tutte le province siciliane e persino esponenti delle ‘ndrine calabresi. “Questa indagine – ha commentato il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi -dimostra che la presenza di cosa nostra continua a essere attuale e vitale  In zone come quella dell’agrigentino – ha aggiunto –  si connota per una rigidità estrema e per la chiusura delle strutture organizzative che cercano contatti con mandamenti di altre province e con personaggi calabresi per favorire traffici droga”. 

Per i responsabili della Direzione Distrettuale Antimafia l’operazione “Montagna” è stata tra  le più grandi attività di contrasto  a cosa nostra realizzate in  Provincia di Agrigento. Dalle indagini, sono state  documentate richieste di pizzo ai danni di ventisette società  appaltatrici di opere pubbliche . In dieci casi, la “messa a posto” è  andata a buon fine. La pretesa andava dai 2000,00 ai 20.000,00 euro. Per realizzarle,  gli indagati hanno posto in essere i più disparati atti intimidatori, fino ad arrivare 

all’incendio doloso di diverse macchine operatrici. Le ditte prese di mira sono 

soprattutto quelle del settore edile e del movimento terra e vengono dalle province di  Agrigento, Palermo, Caltanissetta, Messina, Enna e Ragusa. 

Tra gli atti intimidatori  commessi, I Carabinieri hanno documentato il caso di un mini escavatore incendiato il 15 settembre del duemilaquattordici.

Durante il blitz che ha impiegato circa 400 Carabinieri, sono state inoltre trovati oltre mezzo milione di euro in contanti, custoditi da persone ufficialmente disoccupate. Inoltre, gli inquirenti hanno anche accertato come i ricavi dello spaccio di stupefacenti, servivano a sostenere i familiari degli affiliati in carcere.

Accoltellò il figlio, torna in carcere Pietrino Falzone. News Agrigentotv

Torna in carcere il sessantenne empedoclino Pietrino Falzone accusato di avere accoltellato e ucciso nel maggio del 2014 il figlio. L’uomo, deve scontare la pena residua di cinque anni, un mese e due giorni; per questo gli agenti del commissariato di Frontiere coordinato dal vice questore aggiunto Cesare Castelli, hanno notificato il provvedimento emesso dalla Procura generale presso la Corte di Appello e posto agli arresti il pescatore empedoclino. Nella notte fra il 26 e 27 maggio del 2014 il figlio, che da tempo abitava con una anziana amica di famiglia, con una scusa tornò a casa, nella zona dei grandi lavori , a Porto Empedocle, scavalcando il balcone, e aggredì il padre che, in primo grado,  fu condannato in primo grado, a tre anni di reclusione,  con l’accusa di eccesso colposo di legittima difesa.  In considerazione della pena molto contenuta, il Gup scarcerò subito l’imputato. Il pubblico ministero Alessandro Macaluso aveva chiesto, invece, durante la requisitoria, 14 anni di reclusione.Pietrino Falzone aveva ammesso da subito i fatti  raccontando ai carabinieri di averlo colpito perché temeva per la sua vita, ma senza la volontà di ucciderlo. Fra l’altro, qualche ora prima, in ospedale, dove tutta la famiglia era andata per fare ricoverare l’anziana con cui Marco conviveva, il pescatore sarebbe stato aggredito dal figlio con un pugno senza alcun motivo. Lo stesso sarebbe accaduto decine di altre volte.

Chiedono il trasferimento da Siculiana. Migranti bloccano la Agrigento – Sciacca News Agrigentotv

Dopo i cittadini che a Siculiana lo scorso 5 dicembre, erano scesi in strada per chiedere la chiusura dell’hotspot hub Villa Sikania, questa volta a protestare sono stati i migranti ospiti del centro di accoglienza straordinaria.  In mattinata, oltre un centinaio di migranti  hanno dato vita a un  blocco stradale nell’area antistante l’ex albergo, chiudendo  il passaggio in entrambe le direzioni di marcia  sulla strada Statale 115. La protesta, sarebbe sfociata a causa dei ritardi nei trasferimenti degli stessi. l’Hotspot hub Villa Sikania, gestito dall’associazione culturale Cometa, che ha una capienza di 278 posti letto, teoricamente è una struttura che dovrebbe accogliere i migranti, per un tempo limitato, dopo l’arrivo in Italia infatti, i migranti vengono accompagnati in questi centri per l’identificazione per poi, nel caso dei richiedenti asilo, essere trasferiti in strutture di seconda accoglienza. Evidentemente, i tempi di attesa si allungano ed ecco spiegata quindi la protesta odierna. Per ridurre i disagi ai fruitori dell’importante arteria stradale, sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale di Agrigento che hanno deviato il traffico veicolare dal centro urbano. Un breve percorso alternativo che comunque ha evitato lunghi incolonnamenti sulla trafficata strada. La protesta è rientrata nell’arco di un paio di ore e la situazione del traffico, è tornata subito alla normalità.

Nuova indagine della Procura di Agrigento su la società idrica pesanti i reati ipotizzati News Agrigentotv

I Carabinieri e gli uomini delle Fiamme Gialle dei rispettivi comandi provinciali di Agrigento hanno fatto irruzione negli uffici di Girgenti Acque e di Hydrotecne, società quest’ultima controllata dalla setssa Girgenti Acque e per conto della quale, cura anche la spedizione e il recapito delle bollette idriche.  I militari, su ordine del Procuratore Capo di Agrigento Luigi Patronaggio e dei sostituti Salvatore Vella, Alessandra Vella e Paola Vetro, hanno acquisito documenti utili ai fini di un altro filone di indagine aperto dalla Procura della Repubblica di Agrigento che tra i reati ipotizzati, contesta ai vertici delle due società anche quelli di associazione a delinquere,  corruzione,  falso in bilancio e inquinamento ambientale. Sull’indagine, c’è massimo riserbo da parte della magistratura, da indiscrezioni comunque sarebbero almeno quattro le persone iscritte sul registro degli indagati, tra loro, il presidente di Girgenti Acque Marco Campione e l’amministratore di Hydrotecne Pietro Arnone. Le perquisizioni disposte dalla Procura, oltre a interessare gli uffici della zona industriale si sarebbero estese anche alle abitazioni degli indagati.  Intanto la società che gestisce il servizio idrico integrato in 27 dei 43 comuni della Provincia di Agrigento si dice serena e fiduciosa negli organi Inquirenti e confida sulla celerità delle verifiche e degli accertamenti . Dopo le indagini sui contatori idrici ritenuti irregolari, le presunte assunzioni facili sponsorizzate dalla politica, i sequestri dei diversi depuratori, un’altra tegola giudiziaria si abbatte sulla società che con i suoi disservizi non è certamente amata dai contribuenti agrigentini, recentemente infatti anche alcuni amministratori comunali, per i disagi subiti,  hanno più volte diffidato la società.

Riparte la lotta senza quartiere a Porto Empedocle contro gli incivili della differenziata News Agrigentotv

Riparte la lotta  a Porto Empedocle contro gli incivili della differenziata. In azione Vigili urbani ed operatori ecologici con l’intento di porre fine al  malcostume di gettare rifiuti fuori orario o lungo strade e marciapiedi pubblici, creando così discariche abusive sempre più difficili da ripulire.  Su tutto il territorio comunale, squadre di vigili urbani ed operatori ecologici  renderanno particolarmente dura la vita a chi si ostina a non effettuare la raccolta differenziata iniziata ormai da più di un anno. Vigili ed operatori ecologici cercheranno in sostanza di individuare, attraverso il contenuto dei sacchetti, elementi che possano ricondurre all’identità del trasgressore e di conseguenza a multarlo. A Porto Empedocle, è stato accertato che ci sono zone più interessate di altre da questo triste fenomeno di inciviltà che per quanto minimo, riesce a sporcare la città fornendo un’immagine falsata di quella che è la partecipazione degli empedoclini alla raccolta differenziata.  “Abbiamo fatto appello al senso civico dei nostri cittadini – ha detto l’assessore all’Ecologia Salvatore Baiamonte – ma evidentemente non è bastato, da qui la necessità di riprendere con i controlli”. Ad essere maggiormente colpite sono le zone dei Grandi Lavori, la via Garibaldi, la strada che da Porto Empedocle conduce ai Lidi, le piazzole di sosta nelle arterie di acceso alla città e laddove, un tempo, c’erano i cassonetti dei rifiuti.  Continuerà ad essere ispezionata la spazzatura abbandonata indiscriminatamente cercando di risalire ai “proprietari” che possono anche essere segnalati all’autorità giudiziaria specie se si  tratta di rifiuti speciali o dannosi per l’incolumità pubblica.

Agrigento. Incidente autonomo con auto rubata fermato un giovane News Agrigentotv

Incidente stradale con arresto ad Agrigento dove in via Luca Crescente, l’arteria che scende verso il viale Emporium di San Leone, poco prima di mezzanotte, un giovane, a bordo di una vecchia Fiat Panda, per cause in corso di accertamento ha perso il controllo del mezzo e si è schiantato contro il guardrail. Un banalissimo incidente stradale autonomo se l’auto coinvolta non fosse stata rubata.  La Fiat Panda infatti era stata rubata in mattinata a Ribera, ecco spiegato quindi il perché l’uomo alla guida, dopo lo scontro contro la barriera di protezione metallica, ha abbandonato l’utilitaria e ha tentato la fuga a piedi verso San Leone. Sfortunatamente per lui, una pattuglia della Polizia lo ha fermato e trasferito in caserma per gli accertamenti di rito. Meno clemente invece è stato il destino dell’auto che in seguito al violento impatto si è pure incendiata. A limitare i danni ci hanno pensato però gli uomini del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Agrigento che hanno estinto il rogo. Sul caso indaga la Polizia.

La tratta ferroviaria Agrigento – Palermo tra le peggiori in Italia News Agrigentotv

Sull’inefficienza dei collegamenti ferroviari in Sicilia, ne sono particolarmente coscienti i pendolari agrigentini, ma adesso arriva a confermare i disagi è uno studio pubblicato da  Legambiente, “Pendolaria” che misura la qualità dei treni e dei servizi ai viaggiatori. Dal lavoro svolto dall’associazione ambientalista, emerge come la tratta ferroviaria Agrigento – Palermo sia tra le linee peggiori d’Italia e si piazza al sesto posto nella speciale classifica elaborata. La graduatoria è stata stilata tenendo conto dei ritardi, delle lamentele e della tipologia dei treni, ma anche capienza ed età. In classifica anche la frequenza dei convogli e la condizione delle stazione. Secondo “Pendolaria” il tempo di percorrenza è di poco più di 2 ore, percorsi con una   velocità media di 67 chilometri orari, e sono 12 le coppie di treni che quotidianamente percorrono la linea lunga 137 chilometri ed elettrificata dagli anni 90. Malgrado la domanda di spostamento tra le due città sia molto rilevante, solo una percentuale bassa si sposta in treno”. La ragione -secondo Legambiente- sta nel fatto che i treni sono pochi e risultano molto spesso in ritardo, malgrado la linea sia ampiamente sotto utilizzata, specialmente nelle giornate di pioggia quando in molte stazioni si allagano i binari e si verificano frane.  E se da un lato, abbiamo linee ferrate pessime, dall’altro, la rete stradale siciliana non gode certo di ottima salute e a subire i disagi comunque restano sempre i cittadini costretti a stringere la cinghia per pagare i lauti tributi al fronte di servizi sempre più carenti o prossimi allo zero.

Agrigento. Da oggi parte la raccolta differenziata News Agrigentotv

Nonostante le polemiche e nonostante gli errori, il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” a Villaggio Mosè, Peruzzo e nella zona balneare di Agrigento partità il prossimo lunedì.  Sembra che già in alcune non sia più possibile confereire nelle pattumigliere.  I rifiuti dovranno essere esposti dalle ore 20 della giornata precedente il ritiro e non oltre le 6 della stessa giornata del ritiro. Purtroppo però non tutti i residenti delle zone in cui luned’ partità il servizio sono pronti perchè , nonostante, abbiamo cercatio di ritirate il kit non sarebbe riusciti ad ottenere quello che in città viene definito quasi “un trofeo”

La Fortitudo Moncada Agrigento, domenica  3 dicembre, affronterà la Virtus Roma News Agrigentotv

Conferenza stampa questa mattina della Fortitudo Moncada Agrigento di presentazione della decima giornata di campionato A2 Ovest, stagione 2017/2018.

 La Fortitudo Moncada Agrigento, domenica  3 dicembre, affronterà la Virtus Roma.  La partita si giocherà al PalaMoncada di Porto Empedocle, palla a 2 alle 18. Interviste a coach Franco Ciani e a Simone Pepe.

Firetto: “sentenze anticipatorie”

Il giorno dopo la conferenza stampa del sindaco di Porto Empedocle , Ida Carmina, a parlare è l’ex amministratore dell’ente marinaro, oggi primo cittadino di Agrigento, Lillo Firetto. La vicenda è quella relativa la citazione in giudizio dlelo stessso Firetto da parte della Procura regionale della Corte dei conti per danno all’erario, insieme a lui Salvatore Alesci responsabile del settore economico-finanziario del comune empedoclino.

Ai due viene contestato di aver utilizzato le anticipazioni di liquidità ottenute nell’anno 2014 per fare fronte a spese correnti del comune, contravvenendo così all’obbligo legale della destinazione dei fondi ricevuti e vincolati al pagamento dei debiti scaduti delle pubbliche amministrazioni verso terzi (imprese e privati). L’udienza innanzi alla sezione giurisdizionale di primo grado è stata fissata per il 28 febbraio prossimo ma per Firetto c’è chi già parla di “sentenze anticipatorie”, così come scrive in una nosta stampa. ” quel che mi sorprende- dice- è la disinvoltura con la quale si affermano per “come accertati” , fatti e responsabilità che, invece ed ancora, sono tutte da accertare: e proprio in questa anticipazione di giudizio risiede il carattere illazionistico e diffamatorio delle accuse, che suonano di “sentenze anticipatorie”, che senza remore si è ritenuto di profferire.

Comprendo e ritengo legittimo che gli avversari politici sfruttino occasioni come queste per denigrare il mio operato e non mi sorprende che a strumentalizzare la vicenda siano soggetti “interessati” come il nuovo sindaco di Porto Empedocle e il suo entourage. Non posso non evidenziare che quella che viene definita, con evidenti fini propagandistici, “operazione verità” altro non è che il tentativo di mascherare le proprie inefficienze, vedi da ultimo lo sciopero ad oltranza dei netturbini”. Firetto di dice sereno e fiducio : ” mi sottopongo al giudizio della Magistratura contabile a quelle che saranno le relative decisioni- conclude- ma di certo sarà mia cura, avendo già investito il mio legale in tal senso, di perseguitare tutti coloro che nell’esercitare il diritto di critica, ne travalicheranno i confini, anticipando sentenze che ad altri compete di emettere”.

Italcementi, firmato accordo

E’ stato firmato, ieri, in Prefettura di Agrigento da Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil, Prefetto, Sindaco di Porto Empedocle, Italcementi e Sicindustria un protocollo d’intesa a favore degli ex lavoratori dello stabilimento italcementi. “Si apre così per questi lavoratori- si legge in una nota dei sindacati- la possibilità nel prossimo futuro di lavorare in aziende che per conto del Comune realizzeranno delle opere pubbliche o presso aziende che per conto di Italcementi effettueranno dei lavori di manutenzione straordinarie nello stabilimento di Porto Empedocle. La Prefettura di Agrigento, oltre ad essere la sede della firma del protocollo e dei successivi incontri, è garante dell’attuazione dell’accordo. Il Comune di Porto Empedocle, inoltre, si impegna a favorire nuovi insediamenti produttivi creando un apposito ufficio, semplificando e snellendo gli iter autorizzativi ed adottando misure fiscali che incentivino le aziende. Italcementi in questo accordo ribadisce l’impegno a favorire insediamenti produttivi, in una porzione dell’area industriale in suo possesso a Porto Empedocle, di terzi imprenditori che volessero investire assumendo tutti o in parte i lavoratori licenziati”

“Tenta il furto in ospedale”, poliziotto in trasferta arresta un 48enne

Poliziotto, in servizio al commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle, arresta un palermitano di 48 anni, Massimo Giovanni Di Maria, all’ospedale dei bambini “Di Cristina”. Su disposizione del Pm di turno, l’uomo – che dovrà rispondere delle ipotesi di reato di tentato furto aggravato e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso – è stato posto ai domiciliari.

Il poliziotto – libero dal servizio – si trovava all’ospedale “Di Cristina” per assistere il figlio ricoverato da diversi giorni. Notando un uomo che, di sera, si aggirava per il reparto con fare sospetto, ha deciso di seguirlo. Il quarantottenne si sarebbe introdotto negli spogliatoi dei medici dove avrebbe forzato 3 armadietti. E’ in questo momento che il poliziotto, in servizio a Porto Empedocle, è intervenuto arrestandolo e chiamando rinforzi.

Hanno trovato la serratura forzata, tentato furto? O tentata occupazione abusiva?

Rientrano a casa e trovano la porta dell’abitazione, una semi-blindata, forzata. Non riuscendo ad aprire e temendo anche che dentro la residenza potesse esserci qualcuno, una famiglia di empedoclini, nella tarda serata di martedì, ha chiamato il 113. Dalla polizia di Stato, per aprire la porta, è stato richiesto l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale di Villaseta. E’ accaduto tutto in via Dello Sport a Porto Empedocle. Tutto all’interno della residenza è stato trovato a posto.  Due le ipotesi: In via Dello Sport, qualcuno avrebbe tentato di forzare la serratura della porta di ingresso per intrufolarsi e mettere a segno un furto oppure l’effrazione potrebbe essere riconducibile ad un tentativo di occupazione abusiva dell’appartamento.

Porto Empedocle. Operatori ecologici verso la protesta

 

Operatori ecologici nuovamente sul piede di guerra a Porto Empedocle, una situazione insostenibile dicono gli operai che, con diversificazioni contrattuali, nella migliore delle ipotesi non percepiscono lo stipendio da sei mesi. La Fit – Cisl per il prossimo 30 settembre ha proclamato lo sciopero dei lavoratori.  Operai che nonostante il duro lavoro, per vivere sono costretti a chiedere prestiti di denaro a familiari ed amici e che si appellano al diritto di ogni lavoratore, ovvero la giusta retribuzione per il servizio prestato. Dal Municipio di Porto Empedocle, Ente in dissesto finanziario, addebitano le responsabilità dell’attuale situazione all’amministrazione comunale precedente, ad oggi il Comune deve alle ditte che si occupano del servizio di nettezza urbana, sei mensilità e il sindaco pentastellato Ida Carmina, confida nei frutti della raccolta differenziata per sopperire al problema. Per quanto riguarda invece il contrasto all’evasione della tassa sui rifiuti, l’amministrazione punta sulla rateizzazione delle bollette a chi versa in condizioni economiche svantaggiate.

 

Sbarco “fantasma” nelle vicinanze della Scala dei Turchi, bloccati 20 tunisini

Sono approdati sull’arenile di Punta Grande, a Realmonte, ed hanno tentato di far perdere le proprie tracce. Una ventina di tuninisi, fra cui diversi minorenni, sono stati già bloccati dai carabinieri e dalla polizia di Stato e si trovano, al momento, alla caserma “Anghelone” dove sono in corso le procedure di identificazione.  Durante la notte, qualcuno – automobilisti di passaggio – ha notato dei piccoli gruppetti di migranti che camminavano sul ciglio della statale 115. E’ stato lanciato l’allarme. Carabinieri e polizia hanno avviato, immediatamente, le perlustrazioni e, piano, piano, hanno bloccato diversi gruppetti, fino ad arrivare, al momento, a 20 tunisini. Le ricerche sono però ancora in corso. Si presume, infatti che sulla barchetta di circa 6 metri potessero esserci complessivamente una trentina di persone. I migranti, giunti a circa 500 metri dalla Scala dei Turchi, non appena hanno messo piede sulla terraferma hanno tentato di allontanarsi, sparpagliandosi. La Guardia costiera ha già posto sotto sequestro l’imbarcazione.

“La banda del ferro”, sette rinvii a giudizio: tre imprenditori sotto accusa

Il gup del tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha rinviato a giudizio sette persone accudati di furti di ferro. Il materiale veniva rubato da un gruppetto di persone che poi la andava a smaltire in un’azienda di autodemolizioni.

A processo, a partire dal 7 novembre, davanti al giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Maria Teresa Moretti, andranno Salvatore Siracusa, 51 anni, di Porto Empedocle; Giuseppe Mannella, 52 anni, di Porto Empedocle; Gino Mendola, 28 anni, di Porto Empedocle; Carmelo Vaccaro, 49 anni, di Cattolica Eraclea; Angelo Nobile, 36 anni, di Agrigento; Eugenio Nobile, 66 anni, di Agrigento; e Carmelo Nobile, 31 anni, di Agrigento. I difensori , qualche ora prima che il giudice emettesse il provvedimento, avevano illustrato le loro tesi chiedendo il non doversi procedere. Le indagini sono state svolte sul campo dai carabinieri della stazione di Realmonte. La maggior parte dei furti sarebbe avvenuta nei pressi di Porto Empedocle.

Spacciavano droga nel centro storico, arresti due giovani

Due giovani del Gambia – uno di 19 e l’altro di 18 anni – sono stati denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Le segnalazioni, da parte dei residenti del centro storico di Porto Empedocle, si ripetevano. C’erano dei giovani immigrati – veniva segnalato – che spacciavano. La polizia di Stato di Porto Empedocle, senza perder tempo, è dunque intervenuta ed ha colto in flagranza i due che – secondo l’accusa – detenevano quasi 5 grammi di hashish, già suddiviso in dosi. Uno dei due è, fra l’altro, risultato essere sottoposto ad un obbligo di dimora proprio per spaccio.

Incendio davanti ad un ristorante, la polizia avvia le indagini

Incendio all’alba di ieri davanti ad un ristorante di via Roma, a Porto Empedocle. Per la polizia di Stato l’origine è dolosa. L’incendio ha danneggiato una sorta di recinzione esterna,  fatta con grigliato e cannucciato. Erano le 5 circa quando i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento hanno raccolto l’Sos. La recinzione serviva a delimitare i tavoli e le sedie poste all’esterno di un ristorante.

Nuovo centro d’accoglienza, cresce la tensione

Esattamente per come gli empedoclini temevano dall’inizio dello scorso maggio, è nato un nuovo centro d’accoglienza. A Porto Empedocle è bufera. Lunedì, «a sorpresa» – secondo le parole del sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina del M5S – sono arrivati 43 migranti minorenni, non accompagnati. E sono stati ospitati in un palazzo della via Roma. Il clima è teso. Commercianti ed istituzioni comunali continuano a dire “no” al nuovo centro d’accoglienza.  Qualcuno, così come riporta il quotidiano “La Sicilia” ha sradicato dalla parete il citofono della struttura adibita a centro d’accoglienza per immigranti minorenni non accompagnati. A quanto pare sarebbero state rigate anche alcune autovetture dei dipendenti della cooperativa che si occupa dell’accoglienza dei migranti. Ida Carmina si sarebbe già messa in contatto con i commercianti del centro storico per organizzare una forma di protesta contro l’apertura di questa struttura d’accoglienza. Ma lo «scontro» si è ben presto fatto politico. «Il sindaco – ha scritto il presidente del consiglio comunale di Porto Empedocle, Marilù Caci – era perfettamente a conoscenza che i migranti sarebbero arrivati in città nel giro di pochi giorni, ma non ha fatto nulla, ma proprio nulla, per osteggiare preventivamente l’apertura della struttura in pieno centro».

Finisce sui tizzoni di un falò e si ustiona, bimba in gravi condizioni

E’ bastato un attimo e una giornata di festa si è trasformata in tragedia per una famiglia di Caltanissetta che aveva deciso di trascorrere il giorno del ferragosto nelle spiagge di Porto Empedocle. Una bambina di un anno e mezzo è rimasta ustionata da un falò mentre camminava sulla spaggia. La piccola sarebbe finita sui tizzoni ancora ardenti di un falò acceso la notte prima. Le grida strazianti della piccola hanno attirato l’attezione dei genitori e dei bagnanti , presenti in quel momento in spiaggia, che subito si sono precipitati a soccorrerla. La gravità della situazione non sarebbe stata capita immediatamente dai genitori che , invece di chiamare un’ambulanza, avrebbero deciso di portare in auto la piccola all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Gravità che, invece, è stata fin da subito evidente al medico di turno al pronto soccorso nisseno . La piccola aveva ustioni gravissime di II e III grado sul 50 per cento del corpo, disponendo il trasferimento al reparto “Grandi ustionati” del Cannizzaro di Catania. La bimba adesso è ricoverata in gravi condizioni, in prognosi riservata. La notizia è trapelata soltanto nel tardo pomeriggio di ieri e anche il sindaco di Porto Empedocle sembra ne fosse all’oscuro. “Francamente non sapevo nulla. Ho contattato anche polizia e carabinieri ma anche loro non avevano informazioni su un episodio per il quale provo sincero dispiacere- ha detto Ida Carmina al Giornale di Sicilia. “Prima di Ferragosto – ha aggiunto il primo cittadino empedoclino – avevo diffuso una ordinanza con la quale veniva vietata l’accensione dei falò e debbo dire che i controlli, la notte di Ferragosto, sono stati particolarmente rigorosi negli otto chilometri di costa. Non mi sono state segnalate anomalie di sorta e l’indomani abbiamo provveduto alla pulizia straordinaria della spiaggia. Non mi spiego come possa essere accaduta una simile cosa. Quest’anno le spiagge dei Porto Empedocle non erano particolarmente affollate, la gente si era riversata a Punta Grande vicino Realmonte. Ripeto i servizi, di polizia, carabinieri e Capitaneria di porto, sono stati severi la notte di Ferragosto e nessuno sapeva quello che adesso apprendo dagli organi di stampa”.

Opere abusive su terreni demaniali, raffica di sequestri e denunce

Gazebo, piattaforme in cemento, scale e discese al mare: la Guardia di finanza di Porto Empedocle ha messo sotto sequestro diverse zone demaniali che hanno comportato la modifica della scogliera, la realizzazione di terrazzamenti in cemento, scalinate, discese a mare e punti d’ormeggio. Il tutto lungo la fascia costiera da Porto Empedocle a Siculiana Marina attraversando anche la “Scala dei Turchi” di Realmonte. Individuate quindici opere abusive e denunciate 10 persone, oltre a 10 in corso di identificazione, alle quali sono stati contestati i reati di occupazione abusiva di demanio marittimo, distruzione e deturpamento di bellezze naturali, realizzazione di opere edilizie in assenza di permesso di costruire in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. “In particolare- fa sapere la guardia di Finanza- al termine dell’attività di monitoraggio ed ispezione della costa, durata diversi mesi e portata avanti anche con l’ausilio delle unità navali, sono state individuate diverse opere sul pubblico demanio marittimo, realizzate abusivamente con evidenti danni per l’ambiente costiero”.Le attività, dirette dalla Procura della Repubblica di Agrigento, proseguiranno per individuare eventuali altri responsabili.

Incendi. Venerdì infernale nell’agrigentino: canadair senza carburante non interviene

70 richieste di intervento sono giunte ieri presso la sala operativa del comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Agrigento, incendi a macchia di leopardo hanno interessato diverse zone dell’hinterland. Il rogo che ha destato maggiori preoccupazioni è stato quello di c.a Pero a Porto Empedocle dove le altissime fiamme hanno minacciato le abitazioni. Alle temperature già roventi, che hanno sfiorato i 47 gradi, si è aggiunto anche il fumo che ha reso l’aria praticamente irrespirabile. Paura tra i residenti della zona periferica, che per ragioni di sicurezza sono stati fatti allontanare dalle abitazioni. Timori che si sono intensificati a causa di due esplosioni avvertite dalla popolazione e che sono stati dovuti all’esplosione di due bombole del gas. Livello di allerta alto anche nei pressi dello stabilimento Italcementi che è stato lambito dalle fiamme. Squadre formate da Pompieri e uomini del Corpo Forestale hanno lavorato incessantemente, problemi si sono registrati anche alla viabilità con un tratto della Strada Statale 115 che è stata addirittura chiusa al traffico per diverse ore. A Porto Empedocle era stato chiesto l’intervento del canadair che però non è mai giunto in c.da Pero, Dal dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco infatti, via radio, hanno comunicato il non impiego del mezzo aereo per mancanza di carburante. Roghi si sono avuti anche in c.da Ciavolotta, alle porte del villaggio Mosè, sulla Strada Statale 640, nei pressi della rotonda Giunone di Agrigento e nell’area boschiva demaniale di Siculiuana. Pesante il bollettino degli incendi, con diversi ettari di macchia mediterranea andati in fumo che si aggiungono al gravissimo bilancio di un’estate di fuoco che, dall’inizio della stagione, su tutto il territorio regionale supera abbondantemente i 30 mila ettari, evidenziando quindi come in Sicilia la prevenzione degli incendi, resti probabilmente solo un’utopia.

 

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Porto Empedocle, battuta di pesca con ustioni per due uomini del luogo

Brutta avventura per due uomini empedoclini che di ritorno da una battuta di pesca si sono viste le fiamme a bordo del gommone su cui viaggiavano. Estintori alla mano, i due, hanno domato l’incendio riportando però ustioni di secondo e terzo grado. Soccorsi non appena giunti sul molo empedoclino, si trovano attualmente ricoverati nel reparto “grandi ustioni” dell’Ospedale Civico di Palermo.

 

Anna Messina torna in libertà

I termini di custodia cautelare sono scaduti: Anna Messina, 38 anni, dopo l’annullamento con rinvio della condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, torna in libertà. I giudici della terza sezione della Corte di appello, presieduta da Antonio Napoli , hanno revocato gli arresti domiciliari alla quale la donna era sottoposta ininterrottamente dal 6 febbraio del 2014.La scorsa settimana la Cassazione, accogliendo in parte il ricorso del difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, ha disposto un nuovo processo di appello per la donna, accusata di avere smistato messaggi e direttive per conto del fratello durante la latitanza. In appello, peraltro, i giudici avevano concesso le attenuanti generiche riducendo la pena da sei a cinque anni. Il fatto che il processo sia “regredito” all’appello ha fatto scadere i termini di custodia cautelare.

Emergenza incendi. Piromane arrestato a Sciacca

Sul fronte incendi, è stato letteralmente un week – end di fuoco quello vissuto nell’agrigentino dove, diversi roghi hanno interessato zone comprese tra i comuni di Agrigento, Porto Empedocle e Grotte. Nella notte tra sabato e domenica Vigili del Fuoco a lavoro, nel centro capoluogo di Provincia nella zona della clinica Sant’Anna e nella mattinata di ieri anche nel quartiere di Villaggio Mosè. A Porto Empedcole invece le fiamme hanno avvolto parte della contrada “Ciuccafa. Fuoco anche nell’agro di Grotte. Tutti incendi comunque che fortunatamente non hanno coinvolto persone, ma ettari di vegetazione sono andate in cenere. Intanto a Sciacca, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un uomo del luogo, sorpreso ad appiccare fuoco a dei mucchi di sterpaglie in prossimità di un terreno incolto situato nelle immediate vicinanze del centro abitato. L’uomo è stato avvistato dai militari poco dopo le ore sette del mattino in via Agatocle, a poche decine di metri dalle Terme di Sciacca, si deve ad un maresciallo dei carabinieri, che ha spento il fuoco il propagarsi delle fiamme. Al presunto piromane comunque non verrebbe contestato l’innesco delle fiamme che venerdì scorso hanno seminato il terrore tra gli abitanti del quartiere Sant’Agostino. L’uomo che è stato posto ai domiciliari rischia una pena detentiva compresa tra 4 e 10 anni. Rimane alta l’allerta incendi nell’agrigentino, intanto l’ex Provincia Regionale ha avviato il servizio di vigilanza antincendio lungo alcune strade, provinciali e consortili.

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Immigrato ubriaco infastidisce i passanti, è accaduto a Porto Empedocle

Immigrato ubriaco infastidisce i passanti e, ad un certo punto, afferra per un braccio anche una giovane donna extracomunitaria che, però, riesce a divincolarsi e ad allontanarsi. E’ accaduto tra via Pirandello e discesa Empedocle.  L’uomo avrebbe infastidito i passanti ed anche anche gestori di attività lavorative, uno dei quali ha anche cercato di allontanarlo. L’immigrato ubriaco si è allontanato però soltanto quando ha visto arrivare le pattuglie delle forze dell’ordine.

Italcementi, i sindacati incontrano i lavoratori

Si sentono abbandonati. Sono delusi i 25 ex lavoratori dell’Italcementi che vedono esaurire ogni ammortizzatore sociale ed ogni risorsa economica. Li hanno incontrati i sindacati confederali che hanno , a loro volta, scritto al Prefetto di Agrigento. “E’ stato davvero complicato stemperare la rabbia e la tensione di questi 25 Lavoratori – dicono Cgil Cisl e Uil-. Italcementi ha deciso di riorganizzare la sua presenza nel Paese decidendo, incredibilmente, di partire dalla parte più debole dello stesso, convertendo il sito produttivo dello stabilimento di Porto Empedocle in Centro di Macinazione”.

Questo ha determinato un “esubero” di 25 unità che sono fuori ormai dal 14 Dicembre 2014.

“Esiste un accordo- continuano i sindacati- che impegna l’Azienda alla ricollocazione di 25 unità in altri Stabilimenti presenti in Italia oppure in eventuali Aziende che verranno a collocarsi nell’area non utilizzata dello Stabilimento di Porto Empedocle: ad oggi nessuno di questi impegni ha avuto una concreta attuazione!

Il massimo del risultato è stata la proroga di tale impegno al 2018. L’Azienda non può dichiarare la sopravvenuta “inidoneità” a lavorare in altri stabilimenti per dei Dipendenti che hanno una storia decennale nello stabilimento di Porto Empedocle.

L’altra aggravante è il “fattore tempo”. Sono passati quasi 3 anni dal licenziamento- tuonano i sindacati- e riteniamo utile che l’Azienda ci dica cosa c’è di concreto circa i ragionamenti fatti su un diverso utilizzo dell’Area di Porto Empedocle”.

Per tutto questo, Cgil, Cisl e Uil invitano ITALCEMENTI, il Comune di PORTO EMPEDOCLE, CONFINDUSTRIA ad un nuovo incontro per la sottoscrizione di protocollo che possa dare tranquillità agli ex dipendenti.

167 migranti sbarcati a Porto Empedocle

Sono 167 i migranti – 115 uomini e 52 donne, di nazionalità subsahariana – che sono sbarcati a Porto Empedocle. Il gruppo è giunto da Lampedusa. L’approdo alla banchina Todaro è stato possibile grazie a due motovedette della Guardia Costiera. Erano stati soccorsi, nei giorni scorsi, in diverse operazioni di soccorso nel canale di Sicilia. I militari della Guardia costiera hanno fornito assistenza al dispositivo delle forze di polizia, degli operatori socio-sanitari e della Croce rossa Italiana. Dopo il nulla-osta allo sbarco, i 167 sono stati affidati alle forze di polizia per gli adempimenti di rito ed il successivo trasferimento in strutture idonee.

Situazione drammatica per gli operatori ecologici di Porto Empedcole

Da insostenibile sta mutando in drammatica la situazione economica degli operatori ecologici in servizio al Comune di Porto Empedocle senza stipendio da oltre nove mesi. Succede anche questo purtroppo in un territorio carente di servizi e che penalizza soprattutto chi si sporca le mani lavorando, è il caso dei netturbini, e i contribuenti costretti a pagare bollette sempre più salate ricevendo in cambio servizi nettamente inadeguati rispetto al costo dei tributi. Ieri, gli stessi operai, in vista delle due giornate di sciopero indette per i prossimi 22 e 23 giugno, hanno deciso arbitrariamente di non lavorare, lasciando così i rifiuti al loro posto. Ovviamente spiazzata la collettività empedoclina costretta così a convivere con la spazzatura. La sindaco, Ida Carmina avrebbe già chiesto lumi alle ditte sull’imprevisto disservizio di ieri.

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Favara dice no alle mafie ma i cittadini non scendono in strada

Favara ripudia le mafie, la manifestazione promossa dall’amministrazione comunale in seguito ai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto, direttamente e indirettamente, persone della città dell’agnello pasquale, si è svolta sabato scorso.

Ad accogliere l’invito della sindaco Anna Alba, quelli che in termini giornalistici si definiscono “gli addetti ai lavori”, assente la collettività. Favara non è nuova a queste diserzioni, in passato lo ha fatto per i problemi idrici e da sette anni lo fa’ in occasione della festa della Legalità, manifestazione rilegata alla sola presenza delle scuole, ciò non toglie ovviamente la ferma condanna alla criminalità organizzata della maggioranza assoluta del grosso centro cittadino.

Per la cronaca, tra le personalità presenti, segnaliamo il vice presidente della commissione nazionale antimafia Mario Giarrusso, del vice Prefetto di Agrigento, Carmelina Guarneri e della sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina. Significativa la presenza dell’amministratrice empedoclina in quanto, secondo gli inquirenti, i recenti episodi malavitosi, potrebbero essere il frutto di un contrasto tra clan di Favara e Porto Empedcole per il controllo del mercato dello spaccio della droga. Ci sono delle interviste, vediamo.

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Liquami a Lido Rossello e a Lido Azzurro, Mareamico: “si tratta di scarichi fognari”

La notizia arriva in un giorno abbastanza caldo di inizio estate che porta molti bagnanti i spiaggia. I liquami in spiaggia a Lido Rossello, a Realmonte, e a Lido Azzurro, a Porto Empedocle, erano di origine fognaria. Lo ha reso noto l’associazione ambientalista Mareamico Agrigento, che lo scorso 31 maggio aveva denunciato sversamenti sospetti. Sono arrivati gli esiti dei rilievi dell’Arpa Sicilia che certificano l’inquinamento dopo aver analizzato i campioni di acqua prelevati dai lidi. “Si reputa indispensabile – scrive l’Arpa – che si proceda alla individuazione e all’immediata eliminazione della causa dei saltuari sversamenti cloacali, causa di grave pericolo per la salute pubblica”. “Questo accade perché l’ente gestore delle fognature – scrive Mareamico – lavora con molta approssimazione e le rispettive amministrazioni non controllano nulla e soprattutto non sanzionano per il danno causato. In queste condizioni è quasi impossibile fare turismo”. E, intanto, Girgenti acque ha comunicato la pulizia straordinaria di sollevamenti fognari e collettori che interferiscono sulle aree balneari, ” per consentire – scrive la società-un funzionamento regolare ed efficiente. La società anche a Reamolte e Porto Empedocle ha previsto interventi : nella prima per pulire il collettore fognario nella zona punta grande e a Porto Empedocle sul sollevamento Lido Azzurro. Ad Agrigento i sollevamenti fognari che saranno interessati dalla pulizia saranno , a San Leone, quello della Pubblica Sicurezza, di Piazzale delle Dune, di via Cavaleri Magazzeni e dei Padri Vocazionisti. A Licata si lavoreràò sul sollevamento di Via Paraguay e di corso Argentina, a Sciacca sul sollevamento del Porto e di lido Esperando e sul Collettore ingresso sollevamento Cansalamone.

Ritrovata a Porto Empedcole la studentessa scomparsa da Favara: sta bene

Silvia Manganella la studentessa di 15 anni scomparsa da Favara giovedì scorso è stata ritrovata a Porto Empedocle e sta bene. Da indiscrezioni , la giovane sarebbe stata avvistata nel centro marinaro, poi la chiamata al 113 ed infine i riscontri positivi degli agenti del locale commissariato di polizia coordinanti da Cesare Castelli. Avuta la conferma che si trattasse proprio della ragazza di cui si erano perse le tracce, dal commissariato empedoclino la chiamata alla Tenenza di Favara e da qui, la lieta notizia al padre che si è subito recato a Porto Empedocle per riabbracciare la figlia. Silvia è stata sentita a lungo dagli inquirenti. Al momento non si conoscono i motivi della sua scomparsa anche se la pista più plausibile sembra essere quella di un allontanamento volontario. Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno investito la città di Favara, la notizia del ritrovamento ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla comunità che, dai social network , si era attivata nelle ricerche della giovane.

 

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Porto Empedocle. Presunto stalker allontanato dai luoghi frequentati dalla vittima

Stalking e lesioni personali aggravate, queste sono le accuse mosse a carico di Lorenzo Terranova 39 anni di Favara su cui pende l’ordine del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla sua presunta vittima, una donna che lo ha denunciato alle autorità. L’ordinanza di applicazione della misura cautelare, disposta dal Gip del Tribunale di Agrigento è stata eseguita dai poliziotti del commissariato di Porto Empedcole.

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Tentato omicidio a Favara. In mano agli inquirenti alcuni tasselli del complicato puzzle

Tentato omicidio di martedì scorso in via Torino a Favara, le indagini di Polizia e Carabinieri continuano serrate, tanti i lati oscuri della vicenda a cui gli investigatori lentamente stanno cercando di dare una spiegazione. Non ci sono ancora certezze sul come sia stato possibile che il 35enne sia scampato all’agguato, così come poco chiaro al momento se dal magazzino hanno risposto al fuoco incrociato dei sicari. In questo complicato puzzle però qualche tassello potrebbe già essere in mano agli inquirenti, tra le certezze il numero del commando di fuoco, composto da quattro persone. Tutti giunti in via Torino a bordo di un Renault Kangoo, intorno alle ore 22.13 dal mezzo fermo nella parte alta della stessa via, tre uomini armati con il volto travisato da caschi e passamontagna, sono scesi in direzione del magazzino aprendo il fuoco. Una ventina i colpi esplosi con pistole e armi d’assalto, tra i quali anche un kalashnikov. Poi la fuga della banda. Il 35enne, ferito ad un gluteo e agli arti inferiori, incredibilmente scampato alla morte, riesce poi a raggiungere l’Ospedale di Agrigento nonostante la sua auto, una BMW, fosse rimasta ferma in via Torino. Qualcuno quindi avrà accompagnato C.N. Fuori dall’Ospedale, non si esclude che quel qualcuno, fosse proprio in compagnia del ferito durante l’agguato. Ovvio che le indagini mirano all’identificazione, oltre dei sicari anche degli eventuali accompagnatori.

La stessa sera dell’agguato, nella frazione balneare di Cannatello, un’auto è stata data alle fiamme, indagini specifiche chiariranno se quel mezzo è lo stesso utilizzato dalla banda armata o se è in qualche modo collegato ai fatti di via Torino.

Il ferito, che ha diversi precedenti di polizia giudiziaria, è ricoverato all’Ospedale San Giovanni Di Dio a seguito dell’intervento chirurgico ad una gamba le cui ossa erano state pesantemente danneggiate dai colpi ricevuti. Nessuna pista è esclusa, ma quella privilegiata resta comunque quella che lega, il fatto di martedì sera con gli altri omicidi avvenuti sia in Belgio che a Favara.

Inquietante comunque l’uso di armi d’assalto che farebbe pensare ad un commando organizzato. Per questo motivo, i fatti di favara, sarebbero al vaglio anche delle squadre antimafia.

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Favara raffiche di Kalashnikov in pieno centro: ferito un 35enne, si teme una faida tra clan rivali

Tentato omicidio ieri sera in via Torino a Favara, colpi di Kalashnikov sono stati indirizzati ad un trentacinquenne del luogo, C.N. queste le iniziali del suo nome. Quest’ultimo, ferito, in compagnia forse di altri, avrebbero risposto al fuoco mettendo così in fuga i sicari che in Via Torino sarebbero giunti a bordo di un Fiorino. Le raffiche dei colpi hanno interrotto il silenzio del tranquillo quartiere del centro, erano circa le 22:20 quando si sono uditi gli spari. In molti tra gli abitanti, hanno inizialmente pensato allo scoppio di petardi ma così non è stato.

Il conflitto a fuoco, sarebbe iniziato in strada, con il ferito che probabilmente ha cercato riparo in un suo magazzino, lo stesso poi, probabilmente aiutato da altri, si è dileguato lasciandosi dietro tracce del sangue e dalla sovrastante via Firenze sarebbe poi stato prelevato e accompagnato nei pressi dell’Ospedale di Agrigento. Il 35enne infatti, non è stato accompagnato dentro il nosocomio. Lo stesso, è stato poi soccorso e sottoposto ad intervento chirurgico, il suo quadro clinico non sarebbe grave. Sentito, il ferito non avrebbe fornito elementi utili agli inquirenti. IL 35enne, probabilmente in compagnia di altre persone, era arrivato in via Torino con una BMW station wagon, a bordo della quale pare essere stata trovata un’altra pistola. Nella strada retrostante la centralissima piazza don Giustino, si sono recati i Carabinieri della locale Tenenza e di Agrigento, agli uomini della scientifica poi il compito dei rilievi di rito. Le tracce di sangue rilevate in zona, sarebbero di due gruppi sanguigni differenti, se questa ipotesi troverà conferma, i feriti sarebbero quindi due.

Massimo riserbo degli inquirenti che non escludono nessuna ipotesi, il tentato omicidio di ieri però porta a pensare al recente filo di sangue che scorre sull’asse Favara – Porto Empedocle – Liegi.

Probabile che ci sia un nesso tra la sparatoria di via Torino e l’omicidio dello scorso 4 maggio a Liegi del ristoratore favarese Rino Sorce, così come potrebbero esserci collegamenti con il delitto, sempre in Belgio, del 14  settembre quando era stato assassinato l’empedoclino Mario Jakelich e ferito gravemente il favarese Maurizio Di Stefano. Era il 26 ottobre, quando un altro empedoclino venne assassinato in pieno giorno in corso Vittorio Veneto a Favara, Carmelo Ciffa, 42 anni operaio con precedenti per droga.Una presunta faida quindi tra clan che si contenderebbero la piazza dello spaccio di stupefacenti, indagini che sono a cura della Squadra Mobile di Agrigento che, dopo la sparatoria di ieri, avrà ulteriore materiale da aggiungere alle attività investigative già in atto.

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DISSEQUESTRATA AREA POSTA SOTTO SEQUESTRO DALLA G.d.F. NEL MESE DI OTTOBRE 2016

E’ stata dissequestrata l’area, sita nel comune di Porto Empedocle ed in uso ad un 45 enne empedoclino, posta sotto sequestro dalla Guardia di Finanza a seguito di un controllo. Alla contestazione, da parte dei militari della G.d.F., della presenza di pneumatici, di carcasse di auto e lastre, considerate di amianto in matrice compatta, i legali del 45enne sono riusciti a dimostrare che non tutto quanto depositato nel sito rientrasse nella disciplina dei rifiuti, in quanto ancora in uso al soggetto, e che le lastre non potevano essere considerate di amianto ma bensì in fibrocemento come da divieto di utilizzo stabilito dalla Legge n. 257/1992. Ad avvalorare la tesi difensiva il successivo sopralluogo effettuato da tecnici dell’ARPA e del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e, pertanto, in sede di sequestro, non potevano essere considerati tutti rifiuti né, tantomento, rifiuti pericolosi; “Dopo aver provveduto alla bonifica dell’area, con l’ausilio dell’Ing. Ciro Messina e della Geologa Dott.ssa Luana Li Causi, aver ottenuto il dissequestro dell’area e dei mezzi meccanici di proprietà del Ns. assistito, spiegano i legali Roberta Tuttolomondo e Francesco Messina, è un risultato importante perchè gli stessi beni ritornano nella disponibilità dello stesso.” Il 45enne è stato seguito per l’attività giudiziale ed extragiudiziale dai Legali Roberta Tuttolomondo e Francesco Messina nonché dai tecnici Ing. Ciro Messina e Dott.ssa Luana Li Causi.

LA CASSAZIONE ANNULLA IL SEQUESTRO DEL DEPURATORE DI PORTO EMPEDOCLE

Su ricorso dell’Avv. Lillo Fiorello, la  Cassazione,  ha annullato senza rinvio l’ordinanza del tribunale del riesame, nonché il decreto del Gip del 27 giugno entrambi inerenti il sequestro dell’impianto di depurazione di Porto Empedocle, disponendo la restituzione alla Girgenti Acque. A darne comunicazione è la stessa società che gestisce il servizio idrico in diversi comuni dell’agrigentino.

La cronaca del fine settimana nell’agrigentino

Un week – end di lavoro, quello appena trascorso per le forze dell’ordine impegnate nell’agrigentino in diverse attività. Nella serata di sabato, i carabinieri di Licata, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura della Repubblica, hanno arrestato un pastore romeno di 22 anni , domiciliato a Naro. Il giovane è accusato dei reati di concorso in detenzione abusiva di arma clandestina e munizioni. Il 22enne è stato trovato in possesso di una pistola marca beretta, calibro 9 con le relative munizioni , arma che secondo i militari, sarebbe stata utilizzata da un romeno lo scorso 20 gennaio per togliersi la vita. Sul fronte antidroga invece, dopo i massicci controlli eseguiti dai Carabinieri venerdì scorso a Favara, i militari stavolta sono entrati in azione ad Agrigento, dove grazie all’ausilio di unita’ cinofila della guardia di finanza, hanno arrestato tre cittadini extracomunitari, rispettivamente di 33, 27 e 20 anni per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. All’interno di un appartamento , in via Gallo, ad Agrigento, i tre sono stati trovati in possesso di 169 grammi di hashish, suddivisa in diversi involucri di cellophane, 2 bilancini di precisione, 2 coltelli da cucina anneriti e imbrattati di sostanza resinosa. Inoltre , da un controllo effettuato nella banca dati , e’ risultato che a carico di due dei tre arrestati, risultano anche provvedimenti di espulsione dal territorio nazionale. Singolare vicenda invece a Porto Empedocle, dove uno sprovveduto automobilista di 27 anni, è stato beccato dalla Polizia, per due volte in 24 ore, alla guida di un’automobile senza che lo stesso fosse in possesso della patente perchè revocata. L’uomo, in un solo giorno ha rimediato sanzioni per circa 10 mila oltre al sequestro di due autovetture, la prima intestata alla moglie e la seconda ad un amico. Restando a Porto Empedocle, gli agenti della sezione Volanti di Agrigento hanno avviato le indagini su un presunto atto intimidatorio avvenuto sabato notte in via Platani, dove, ignoti, hanno cosparso di liquido infiammabile il portone d’ingresso di un’abitazione ed appiccato il fuoco che però è stato tempestivamente spento dai Vigili del Fuoco, senza fortunatamente provocare ulteriori danni allo stabile. Week end sicuramente movimentato nel centro empedoclino, dove gli agenti del locale commissariato, coordinati dal vice questore aggiunto Cesare Castelli, hanno arrestato due uomini, si tratta di Gino Mendola, empedoclino ventottenne e del coetaneo Andrea Castellino di Cattolica Eraclea. I due sono accusati dei reati di resistenza a Pubblico Ufficiale, fabbricazione, detenzione e porto di armi in luogo pubblico. I due giovani, a bordo di un’auto condotta dall’empedoclino, avevano cercato di forzare un posto di blocco, nella fuga, avevano lanciato dal finestrino un oggetto in metallo, giunti in prossimità della zona lidi, i due hanno tentato la fuga a piedi, ma sono stati fermati dai poliziotti. Catsellino per un momento era anche riuscito a nascondersi tra gli scogli, ma è stato arrestato poco dopo. Complessivamente i due hanno cercato di liberarsi di 6 cartucce da caccia calibro 16, un fucile artigianale a canne mozze. Da una successiva perquisizione nella casa del Cattolicese poi, sono state trovate: una pistola a salve, un macete, e 16 cartucce calibro 16. Entrambi, sono stati trasferiti al Carcere Petrusa di Agrigento. A Santa Margherita di Belice invece, lungo la strada di collegamento a Menfi, un incidente stradale ha causato il ferimento di 7 giovani di ritorno da una serata di festa. Le conseguenze più gravi si sono avute per una ragazza di Menfi per la quale si è reso necessario anche il trasporto in elisoccorso a Palermo.

 

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Comune in dissesto. Lunedì a Porto Empedocle i commissari inviati dal ministero

Era la sera dello scorso 13 Ottobre, quando all’unanimità dei presenti, il consiglio comunale di Porto Empedocle aveva deliberato il dissesto finanziario dell’Ente, avviato l’iter burocratico, lunedì prossimo 23 gennaio, a distanza di poco più di tre mesi, al municipio di via Roma sono attesi i commissari ministeriali che avranno l’arduo compito di risanare i debiti del comune. Circa 20 milioni di euro era il debito accumulato dalle amministrazioni comunali che hanno preceduto l’attuale governo cittadino, una cifra incolmabile per il sindaco pentastellato Ida Carmina eletta la scorsa estate. Non è da escludere, che nei tre mesi trascorsi dalla dichiarazione del crack finanziario, i debiti dell’Ente siano ulteriormente levitati, primo compito dei commissari quindi, potrebbe essere quello di ordinare agli uffici contabili, una nuova ricognizione dell’asse debitorio del Comune. Successivamente, i dirigenti inviati dal Ministero, vaglieranno le strategie da adottare per risanare le casse, in primis, le aliquote dei tributi locali verranno innalzate al massimo consentito dalla legge, poi si procederà ai tagli dei servizi non indispensabili e in una drastica politica di razionalizzazione e recupero, non è da escludere neanche la messa in vendita degli immobili di proprietà del Comune di Porto Empedocle. Una situazione quella empedoclina, comune ad altri centri del mezzogiorno, sulle stesse acque dell’Ente guidato da Ida Carmina naviga anche un altro Comune targato Cinque Stelle, ovvero Favara che ha dichiarato il dissesto finanziario a fine novembre 2016.

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Porto Empedocle. Il consigliere Bartolotta sul degrado del “mini zoo ecologico”

Degrado nella villa “mini zoo ecologico” del Villaggio Bellavista di Porto Empedocle, la segnalazione giunge dal locale consigliere comunale Salvatore Bartolotta che sull’argomento interroga l’amministrazione comunale sui provvedimenti da adottare per risolvere la situazione di disagio a cui sono soggetti i fruitori. Nello specifico, in una nota, Bartolotta denuncia incuria nella manutenzione del verde, pericolosità dei giochi per i bambini, evidentemente vandalizzati ed ancora problemi di pulizia, pericoli dovuti all’assenza dei coperchi nei tombini e soprattutto, pesanti accumuli di rifiuti anche pericolosi.

 

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Anche a Porto Empedocle si avvia la raccolta differenziata dei rifiuti

Partirà lunedì 16 gennaio,  il nuovo servizio di raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” nel comune di Porto Empedocle che riguarderà, in questa prima fase, le utenze domestiche e commerciali della cosiddetta “Zona A”, che comprende le contrade: Bellavista, Ciuccafa, Pero, Lido Azzurro, Marinella, Caliato, e anche la zona bassa da Cannelle a zona Stazione, Salita Spinola e Zona Vincenzella.

Il nuovo servizio, rientra nell’ambito del progetto denominato “Da stasera uscite separati” messo a punto dall’Aro Vigata – Scala dei Turchi e verrà assicurato dalle imprese Iseda-capofila, Icos ed Ecoin.

A tutti i cittadini utenti che si sono recati presso gli uffici messi a disposizione dall’Aro, sono già stati consegnati sia i contenitori di plastica di differenti colori che saranno utilizzati per effettuare la suddivisione dei rifiuti, sia i calendari giornalieri a cui dovranno attenersi.

I cittadini, dovranno esporre i contenitori di plastica all’esterno delle proprie abitazioni o dei condomini dalle ore 20:00 fino alle 6:00 del mattino. Il primo materiale ad essere conferito con il nuovo metodo, sarà il secco residuo.

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Circolano banconote false, allarme della polizia

Il timore è che in tutta la provincia agrigentina possano circolare banconote false. L’allarme lo ha lanciato la polizia a seguito di due episodi avenuto a Porto Empedocle. Nel paese marinaro, una giovane paga la spesa in un supermecato e avrebbe ricevuto il resto di 20 euro, in un’unica banconota. Banconota che, poco dopo, avrebbe tentato di spendere in un altro negozio che però non l’ha accettata in quanto – a dire dell’ultimo esercente commerciale – falsa. A questo punto, la giovane – chiedendo anche l’intervento del genitore – sarebbe tornata al supermercato per avere spiegazioni. Si è innescata però una discussione molto accesa. Sul posto, per riportare la calma, è dovuta intervenire la polizia di Stato. Per l’ipotesi di reato di spendita di banconota falsa è stata formalizzata una denuncia, in stato di libertà, alla Procura. Tempo fa, sempre a Porto Empedocle, un uomo aveva consegnato una banconota da 100 euro ad una associazione benefica. Voleva far beneficenza. Ma, trattandosi di una cifra importante, ha scelto di donare solo 30 euro delle 100 già consegnate al responsabile dell’associazione, facendosi – di fatto – dare il resto di 70 euro. E’ stato scoperto dopo che la banconota da 100 euro era falsa. Si teme che la scoperta sia solo la punta di un iceberg. Per questo la polizia invita i consumatori a controllare con maggiore attenzione tutte le banconote. La scoperta di un falso, hanno obbliga il cittadino a denunciarne la provenienza se non vuole incorrere in reati penali che prevedono l’arresto sino ad un anno.

Continue violazioni, arrestato empedoclino

Nella giornata di ieri a Porto Empedocle, la Polizia di Stato ha arrestato ai domiciliari, James Burgio, 24 anni, residente nella cittadina marinara, già gravato da numerosi reati nonché sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune empedoclino e sottoposto ad altra misura cautelare. Il provvedimento cautelare, emesso ieri dal gip presso il tribunale di Agrigento, giunge a seguito delle numerose segnalazioni effettuate dal personale del commissariato di Porto Empedocle che ha riscontrato continue violazioni delle prescrizioni imposte al 24enne.

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Prolungate a Porto Empedocle le proiezioni del docufilm “Ero Malerba” di Toni Trupia

Grande successo di pubblico e critica per le 4 serate di proiezioni a Porto Empedocle del documentario di Toni Trupia “Ero Malerba”, con Carmelo Sardo e Giuseppe Grassonelli. 

Il cinema Mezzano di Porto Empedocle ha deciso di continuare la programmazione del film fino al prossimo 10 gennaio.
Orario spettacoli 18.30 e 20.30.

(Nel TG l’intervista al regista Toni Trupia).

Proroga contrattuale per i precari dei comuni di Porto Empedocle e Sciacca

Inizio di anno meno duro per i precari degli enti pubblici in Sicilia, che in virtù dell’impegno assunto dalla Regione con l’approvazione dell’esercizio provvisorio, hanno avuto una proroga contrattuale. Tra loro anche i 57 dipendenti a tempo determinato in servizio al Comune di Porto Empedocle, ente quest’ultimo, il cui fallimento era stato decretato dal consiglio comunale nello scorso mese di ottobre. Sempre nella cittadina marinara, sono stati pagati anche gli stipendi arretrati, tredicesima compresa, ai dipendenti comunali di ruolo. Anche a Sciacca, la giunta guidata dal sindaco Fabrizio Di Paola, ha deliberato la proroga di un anno ai 58 contrattisti dell’Ente. Provvedimenti analoghi si stanno comunque attuando in tutti i Comuni siciliani che hanno in organico, dipendenti a tempo determinato.

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Sbarchi, 380 immigrati approdato a Porto Empedocle

Sono arrivati questa mattina , a Porto Empedocle, a bordo della nave Aquarius , 380 migranti soccorsi ieri nel Mediterraneo durante un’operazione coordinata dalla guardia costiera e alla quale ha partecipato anche una nave della marina britannica. Fra i 380 ci sono 45 donne, una delle quali incinta, e 85 minori.I migranti – somali, eritrei, pachistani, bengalesi e siriani – erano a bordo di due barconi in legno e di una barca più piccola con a bordo 40 persone. Impossibile, a cause delle condizioni del mare, il trasferimento, pianificato per consentire il ricongiungimento dei nuclei familiari, di alcuni profughi a bordo della nave della marina. Durante la navigazione le onde hanno raggiunto un’altezza di quattro metri e le previsioni del tempo annunciano un peggioramento nelle prossime ore, motivo per cui la Aquarius ha fatto rotta a Porto Empedocle. Ad occuparsi dell’approdo e dello sbarco dei profughi è stata la Guardia costiera. Dopo i primi controlli sanitari , i migranti, verranno trasferiti nelle strutture d’accoglienza.  Al molo Ronciglio est di Trapani, sempre questa mattina, sono sbarcati 515 migranti. Tra le varie nazionalità, il numero più alto di immigrati in arrivo oggi è del Marocco, con 176 persone, 127 cittadini del Bangladesh, 113 dal Pakistan. Gli sbarchi del 2016 hanno superato il boom del 2014. Le cifre ufficiali del Viminali, aggiornate alla fine dello scorso mese di novembre, fanno registrare il dato record di 171.299 arrivi nel 2016 sulle coste del nostro Paese. Un numero che, in neanche undici mesi, ha superato il consuntivo dell’intero 2014, quando sbarcarono in Italia 170mila100 persone, e del 2015 quando ne arrivarono 153mila842.

 

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Traffico internazionale di droga nell’agrigentino. Scatta l’operazione “Up & down”: 6 arresti

Operazione antidroga “ Up & Down” dei Carabinieri della Compagnia di Agrigento che all’alba della vigilia di Natale hanno arrestato 5 persone, una sesta è stata fermata ieri pomeriggio all’aeroporto Fontana Rossa di Catania.

Scoperto un traffico di sostanze stupefacenti tra il Belgio, Palermo, Favara e Porto Empedocle.

Gli arrestasti, accusati di associazione a delinquere finalizzato al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti sono i favaresi Carmelo Fallea di 41 anni, Calogero Presti 43 anni, Carmelo Vaccaro di 38 anni e l’empedoclino Stefano Sacco di 52 anni. Per questi quattro, si sono aperte le celle del Carcere Petrusa di Agrigento, ai domiciliari invece il favarese Gaspare Indelicato di 34 anni e la marocchina residente ad Agrigento, Rania El Moussaid, quest’ultima, che si trovava a Parigi al momento dell’emissione della misura di custodia cautelare, è stata arrestata ieri dai Carabinieri all’aeroporto di Catania.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, Claudio Camilleri e condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Agrigento e dalla Tenenza di Favara , dall’Aprile al Novembre del 2014, ha portato all’individuazione di un’organizzazione criminale operante nella provincia dedita al traffico di Cocaina e di Hashish che dal Belgio e da Palermo faceva pervenire regolarmente presso Favara per poi distribuire le sostanze stupefacenti al dettaglio. È stato proprio il percorso che seguiva la droga verso il basso dal nord Europa all’Italia a dare il nome all’indagine “Up & Down”.

Secondo gli inquirenti, Carmelo Fallea acquistava l’hashish da soggetti palermitani, che mediante dei corrieri lo facevano poi pervenire a Favara, dove lo stesso si avvaleva di alcuni soggetti come Presti o l’empedoclino Sacco per occultarlo in luoghi sicuri e a lui non riconducibili, ma anche per venderla al dettaglio agli spacciatori locali. Il referente dell’organizzazione palermitana era Vincenzo Giudice, soggetto di spicco di cosa nostra già arresto nel maggio del 2015 nell’ambito dell’operazione “Verbero”. Il fornitore Giudice, secondo quanto accertato dalle indagini, non aveva contatti diretti con l’organizzazione. Era, infatti, la sua compagna Rania El Moussaid, che curava le comunicazioni tra il palermitano e il favarese Fallea.

La sostanza stupefacente del tipo “Cocaina” invece proveniva circa una volta al mese dal Belgio, occultata all’interno di pacchi spediti, ovviamente con destinatario e mittene fasulli, tramite le diverse società di trasporti e traslochi che regolarmente compiono viaggi da e per il Belgio a favore soprattutto dei molti emigrati. Giunti a destinazione i pacchi venivano ritirati direttamente presso il deposito degli spedizionieri, che fungevano, del tutto ignari, da corrieri. Il pagamento della sostanza veniva effettuato dal Fallea che personalmente si recava in Belgio accompagnato da Vaccaro. Durante il corso dell’indagine sono stati effettuati l’arresto nel giugno 2014 di Caloger Presti che nella sua abitazione di campagna aveva 20 Kg di Hashish. Nel periodo delle indagini in manette era finito anche Ignazio Blandino che appena sbarcato a Lampedusa proveniente da Porto Empedocle aveva appena ricevuto 50 grammi di cocaina da soggetti dell’organizzazione oggetto d’indagine. Un ulteriore sequestro di 1 Kg di Cocaina e di 4 kg di Hashish era stato effettuato nel settembre del 2014: da qui i militari hanno appurato la metodologia di spedizione dal Belgio all’Italia attraverso ignare compagnie di trasporto favaresi.

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Porto Empedocle: furti in due villette estive, magro il bottino

Due furti, in altrettante abitazioni residenziali, sono stati commessi nella frazione balneare di lido Azzurro a Porto Empedocle.

Entrambe le villette visitate dai ladri, sono residenze estive, quindi disabitate in questo periodo. Magro il bottino dei due colpi, solo qualche vecchio televisore e altri oggetti di poco valore.

In entrambi i casi, indaga la Polizia.

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Porto Empedocle. La Polizia intensifica i controlli

Prevenire e contrastare il fenomeno delle rapine che spesso possono anche degenerare in crimini più gravi, è stato questo il motivo che ha indotto il commissariato di Polizia di Porto Empedocle ad intensificare i controlli del territorio.

La maggiore presenza delle pattuglie nei luoghi che spesso sono stati scelti dai malviventi, segue la recente rapina commessa alla farmacia nella zona dei Grandi Lavori, sulla Strada Statale 115.

A vigilare sulla sicurezza, anche auto civetta ed agenti in borghese pronti ad intervenire.

Una presenza indiscreta quindi che potrebbe indurre i malintenzionati nell’errore di essere liberi di operare senza nessun contrasto.

Come ricorderete, a mettere a segno la rapina nella Farmacia erano stati due malviventi armati di pistola che si erano introdotti all’interno, con il volto coperto. Al vaglio degli agenti del commissariato diretto da Cesare Castelli, le immagini immortalate dall’impianto di sorveglianza, proseguono quindi le ricerche dei responsabili e non si esclude una svolta nelle indagini.

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Violazione degli obblighi imposti. Nuovi guai per un empedoclino

La Polizia di Stato empedoclina , la notte appena trascorsa, , in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Agrigento, ha arrestato l’empedoclino Ivan NUARA , 40 anni, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni in danno dell’anziana madre.
Di recente, il quarantenne era stato sottoposto alla misura del divieto di dimora nella provincia.
Provvedimento che, però, avrebbe violato.

 

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Al circolo Empedocleo il teatro da camera

Domani alle 18.15 andrà in scena la terza serata della stagione 2016-2017 della rassegna di teatro da camera, organizzata dal circolo Empedocleo-Teatro Club presieduto da Giuseppe Adamo e dal Pirandello stable festival di Mario Gaziano.

Sarà presentato lo spettacolo teatrale: “LE PAROLE del NATALE”. Un’azione scenica, in forma di TEATRO DA CAMERA tra recitazione, canti popolari della tradizione , movimenti coreografici e insert video con una iconografia sacra dal ‘300 al ‘600 . [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Discarica a Porto Empedocle

Una vera e propria discarica a cielo aperto. È quella segnalata con tanto di foto e video da mareamico Agrigento a Porto Empedocle , in località San Calogero, a poca distanza dalla statale 115 , da un hotel e , volendo anche dalla casa Natale di Luigi Pirandello. Ad arricchire , per così dire, la discarica diversi materiali: plastica, legno, eternit, materassi , gomme di auto, elettrodomestici e anche vecchi mobili. Nelle periferie dei comuni agrigentini le discariche abusive proliferano in modo esponenziale. Veri episodi di inciviltà e degrado ambientale. Un problema che non riesce a risolversi e che va avanti da anni e anni. Le varie discariche abusive vengono segnalate da cittadini , associazioni ambietaliste e dai mezzi di informazione e nei casi in cui si interviene il problema si ripropone. Eppure si tratta di decoro e di igiene ambientale. Le discariche abusive rappresentano davvero uno spettacolo indecoroso. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Porto Empedocle. 40enne allontanato dalla Provincia per aver maltrattato la madre

Divieto di dimora in Provincia di Agrigento per l’empedoclino Ivan Nuara, di 40 anni. L’uomo era già domiciliari per maltrattamenti ai danni dell’anziana madre. Avrebbe violato le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria, ovvero quelle del divieto di avvicinamento alla persona offesa. A seguito delle indagini effettuate dagli agenti del Commissariato di Polizia di Porto Empedocle e su disposizione del GIP del Tribunale di Agrigento, è stato allontanato dalla Provincia.

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Chiamata di imbarco per un marinaio a Porto Empedocle

La Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle lancia la chiamata di imbarco per un marittimo, con la qualifica di marinaio, per completare l’equipaggio del motopesca “QUEEN” . Le persone interessate possono rivolgersi direttamente agli uffici della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Via Gioeni 55, 92014 Porto Empedocle (AG)

Centralino: 0922 531811 – 531812

Sala Operativa: 0922 535182 – 531836 – 531845

Fax 0922 535747

www.guardiacostiera.it/portoempedocle

posta certificata: cp-portoempedocle@pec.mit.gov.

posta elettronica: cpempedocle@mit.gov.it

Sicilia, Anas: riaperto al traffico il viadotto “San Giuliano” sulla strada statale 640 “Di Porto Empedocle”

L’ Anas è stato riaperto al traffico il tratto della strada statale 640 “di Porto Empedocle” compreso tra il km 62,700 e il km 63,400.

 Il divieto di transito permarrà per i mezzi pesanti eccedenti le 20 tonnellate, che dovranno continuare a transitare sul percorso alternativo.

 Anas raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione `VAI Anas Plus`, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Inoltre il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il nuovo numero verde, gratuito, 800 841 148. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

Porto Empedocle. Sbarcati 475 migranti

475 migranti, di cui 75 donne, sono giunti ieri al Porto di Porto Empedocle a bordo del rimorchiatore Panther.

Il gruppo di migranti era stato soccorso da una nave della Marina Militare al largo delle coste libiche.

Buono lo stato di salute generale dei migranti, accolti come sempre, dalle forze dell’ordine, dai volontari delle associazioni umanitarie e dagli operatori sanitari. Le operazioni di sbarco sono state coordinate dalla sala operativa della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle.

Il 2016 sarà l’anno dei record per gli arrivi dei migranti sulle nostre coste.

Dai dati delle nazioni unite, dal primo gennaio al 31 ottobre scorso, le persone giunte in Europa sono state 331.016 di cui 158.774 solo in italia, Quasi la metà dei migranti arrivati nel vecchio continente quindi, sono approdati in Italia in una Unione, quella europea, che conta ben 28 Stati membri. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]