Blitz al liceo “Odierna”: sequestrata “roba”, Auriemma incontra il provveditore

Una fuga sui tetti della scuola probabilmente per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Succede anche questo durante l’operazione “Scuole Sicure” condotta dalla Polizia di Stato negli istituti scolastici dell’agrigentino. Il video è stato pubblicato sui sociale da un coetano del fuggitivo. E i controlli non si fermano. Dopo Agrigento e Licata , la polizia è stata anche a Palma di Montechiario e i risultati, purtroppo, non sono mancati. Gli agenti insieme alle unità cinofile della Guardia di Finanza, hanno controllato gli studenti del Liceo Scientifico “Odierna”. Nell’area esterna antistante la scuola è stato ritrovato ualche grammo di stupefacente. Un giovane è stato segnalato all’autorità amministrativa. “Nel corso dell’operazione “Scuole Sicure”- fanno sapere dalla Questura di Agrigento- abbiamo riscontrato un’ampia collaborazione da parte dei Dirigenti Scolastici che hanno manifestato apprezzamento e gratitudine per la costante azione delle Forze di Polizia negli istituti scolastici e nelle aree circostanti, volta a frenare il fenomeno dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti, rendendosi disponibili alla più ampia collaborazione”.Il questore ha incontrato il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Agrigento, Raffaele Zarbo, alla presenza anche del capo di Gabinetto Carlo Mossuto e del dirigente dell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico Francesco Sammartino, responsabile operativo dei servizi svolti ad Agrigento. “E’ stato deciso di intraprendere, da subito, un percorso educativo, condiviso e virtuoso, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, del personale amministrativo delle scuole e delle famiglie che culminerà in una prossima conferenza di servizi con tutte le componenti del mondo scolastico e che vedrà anche la partecipazione diretta della polizia di Stato” – ha concluso la Questura –

Guidava auto radiata con patente falsa, nei guai un giovane

E’ stato “pizzicato” alla guida di un’autovettura radiata, naturalmente non assicurata, e con una patente verosimilmente falsa o falsificata. Un giovane – durante un controllo in centro, a Palma di Montechiaro, – è finito nei guai. Non soltanto gli sono state elevate delle pesanti sanzioni – soltanto per la mancanza della copertura assicurativa la multa è di circa 800 euro – ma la sua posizione è al vaglio. Rischia una denuncia alla Procura, qualora naturalmente dovesse essere confermato – dalla Motorizzazione – che la patente di guida, così come è stato sospettato dalla polizia di Stato, è falsa o falsificata.

I poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro hanno anche “pizzicato” due ventenni che erano in possesso di droga – e sono stati entrambi segnalati, alla Prefettura di Agrigento, quali assuntori di droghe, – e un altro automobilista, residente in provincia di Trapani, che è risultato essersi messo alla guida nonostante avesse bevuto troppo.A suo carico è scattata una denuncia alla Procura per l’ipotesi di reato di guida in stato di ebbrezza.

Rapina ai danni di un anziano.In manette una trentenne romena.    

Rapina in pieno centro a Palma di Montechiaro. Identificata e catturata la responsabile del violento fatto criminoso.

Aveva approfittato di un momento di distrazione di un pensionato 80 enne ed improvvisamente, nella centralissima piazza Matteotti, lo aveva aggredito e strattonato, portandogli via un portafoglio contenente 800 euro in contanti. Il pensionato ha chiesto subito aiuto al “112”. I Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro hanno identificato la donna, una romena 30 enne, durante un posto blocco. Inutile la fuga a piedi. È stata arrestata con l’accusa di “rapina”. L’anziano ha riportato lievi ferite ed escoriazioni,

Deve scontare 7 anni e 4 mesi per violenza sessuale su minori, arrestato settantenne

I poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un uomo di 72 anni che deve scontare 7 anni, 4 mesi e 5 giorni per l’accusa di violenza sessuale su minori. Il provvedimento è stato emesso dalla procura generale di Palermo.
Gli stessi agenti hanno eseguito un’ordinanza, emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo a carico di G.V., palmese, 74 anni, pensionato, che sconterà agli arresti domiciliari la condanna a un anno e quattro mesi per il reato di calunnia.
Provvedimento analogo per S.D., empedoclino, 40 anni, che sconterà in casa la pena di un anno e sei mesi per l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Sequestrati venti chili di “Marijuana”: arrestati zio e nipote

Sarebbe stato un raccolto di uva “aromatizzata” alla marijuana, quello che i Carabinieri hanno scoperto nelle campagne di Palma di Montechiaro. Nel corso di un servizio di prevenzione svolto nelle aree rurali, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro, mentre stavano perlustrando le campagne della zona, hanno notato uno strano via vai da un appezzamento di terreno. Insospettiti dalla situazione, hanno subito chiesto rinforzi, cinturando l’area. E così, una decina di militari dell’Arma hanno fatto irruzione nel fondo agricolo, dove sono stati subito rintracciati due individui del posto, zio e nipote, già noti alle forze dell’ordine. Poco dopo aver iniziato la perquisizione, i sospetti si sono rivelati fondati: in un casolare, sono saltati fuori dei sacchi contenenti delle foglie di “Marijuana” già essiccata e quindi pronta per essere smerciata. Inoltre, nascosto tra i vigneti, tra i vari grappoli d’uva, i Carabinieri hanno trovato altro abbondante quantitativo di “Marijuana”, in fase di essicazione. Al termine delle operazioni, sono stati complessivamente rinvenuti e sequestrati venti chili di “Marijuana”. Per i due individui, Gioacchino e Angelo Mangiavillano, 52 e 30 anno, è subito scattato l’arresto, ai domiciliari, in flagranza per “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. Si stima che il quantitativo di droga sequestrato, smerciato al dettaglio, avrebbe potuto fruttare circa 100mila euro.

“Centro scommesse illegale nascosto in un bar”, maxi multa da 80mila euro

I funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli di Palermo, su richiesta del Comando dei carabinieri di Palma di Montechiaro, hanno scoperto dopo un sopralluogo in una caffetteria del paese, un vero e proprio centro scommesse clandestino, nascosto all’interno del locale.  In una stanza adibita a “centro elaborazioni dati”, – fanno sapere dall’Agenzia delle Dogane – si nascondeva uno spazio con un’offerta di gioco a 360 gradi. Il titolare, un 45enne nato ad Agrigento, ma residente a Palma, è stato denunciato per esercizio abusivo ed organizzazione di pubbliche scommesse sportive oltre che per gioco d’azzardo. Inoltre sono state contestate violazioni amministrative che prevedono l’irrogazione di sanzioni per oltre 80.000 euro, oltre al sequestro di tutte le apparecchiature all’interno del locale, per un valore di circa 2.500 euro.  L’uomo avrebbe esercitato abusivamente senza la licenza rilasciata dalla Questura, attività di scommesse sportive sul sito “Leaderbet.com” tramite l’installazione di 6 computer e, specificatamente, quella sulle corse virtuali dei cani per il tramite con due dispositivi “Racing Dog”. 

“Morte sospetta” al San Giovanni di Dio, procura procedimento penale

I familiari di una donna di 63 anni di Palma di Montechiaro, morta al San Giovanni di Dio di Agrigento, chiedono chiarezza sulla improvvisa morte di Marianna Bellia. Lunedì scorso era andata all’ospedale perché lamentava dolori all’addome, i medici sono intervenuti per sospetti calcoli renali, ma dal “San Giovanni di Dio” la donna non è più uscita viva. In poco più di un giorno è spirata . I familiari vogliono capire cosa sia successo e si sono affidati allo studio legale 3A. La Procura di Agrigento , attraverso il Pubblico Ministero, Emiliana Busto, ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia sulla salma. I risultati dell’esame autoptico, che sarà effettuato domani , a partire dalle 9, saranno decisivi per stabilire le cause del decesso e se sussistano responsabilità da parte dei sanitari che hanno avuto in cura la donna.

Agguato Palma, continuano le indagini

continuano le indagini da parte degli agenti della Polizia di Stato dopo l’agguato avvenuto nella tarda serata di martedì a Palma di Montechiato in via Salvatore Quasimodo che ha portato al ferimento di un venticinquenne.

Un fatto che, quasi sicuramente, sembrerebbe essere legato al ritrovamento di un’auto – una Fiat Panda – crivellata di colpi di pistola calibro 7,65. Dalla segnalazione dell’auto, sarebbe arrivata dopo la notizia che informava la Polizia del giovane venticinquenne arrivato all’Ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata poiché ferito da un’arma da fuoco. Un colpo sparato da una pistola calibro 45 che lo avrebbe centrato all’addome.

Intanto sarebbero almeno due le persone che sono state sottoposte all’esame dello “Stub”, il tampone che permetterà di evidenziare eventuali tracce di polvere da sparo. Esiti che arriveranno nei prossimi giorni dopo i rilievi effettuati dalla Polizia Scientifica, per incasellare tutti gli elementi e dare così un quadro a cosa sia realmente accaduto nella serata di martedì scorso.

A coordinare le indagini il sostituto procuratore Alessandra Russo.

Tentato omicidio a Palma di Montechiaro. Ferito gravemente un giovane del luogo

Si torna a sparare in Provincia di Agrigento e con esattezza a Palma di Montechiaro dove nella serata di ieri, otto colpi di pistola sono stati indirizzati a un giovane di 25 anni del luogo, Leandro Onolfo.

Degli otto colpi uno solo è andato a segno, colpendolo all’addome. Traferito d’urgenza all’ospedale San Giacomo d’Altopasso di Licata, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, è attualemnte ricoverato nel reparto di terapia intesiva del San Giovanni di Dio di Agrigento, le sue condizioni sarebbero gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.

Le indagini, a cura degli agenti del locale commissariato di Polizia e della Squadra Mobile di Agrigento, mirano a fare chiarezza intanto sul movente dell’agguato. Chi è perché ha sparato contro un pedone in via Salvatore Quiasimodo, zona ovest del centro agrigentino; si è trattato di un avvertimento? O più semplicemente chi ha puntato l’arma non aveva dimistichezza con la stessa? Non è ancora chiaro se a sparare sia stata una sola arma e persona o se si sia trattato di un commando armato. I bossoli sono stati recuperati e inviati alla scientifica per i rilievi di rito.

Intanto gli inquirenti, scavano sulla vita privata del giovane, nessuna pista è al momento esclusa e sul tentato omicidio vige il massimo riserbo.

Armi giocattoli in vere pistole, nei guai 55enne

Con le ipotesi di reato di detenzione illegale di munizionamento, appartenente alle forze armate militari, ricettazione, detenzione di munizionamento di armi comuni di sparo che un artigiano 55enne di Palma di Montechiaro è stato arrestato dai poliziotti del locale commissariato.

Per l’uomo, il cui arresto è stato convalidato è stato disposto dal giudice l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  Secondo l’accusa, l’artigiano avrebbe trasformato delle armi giocattolo in vere e proprie pistole.

I poliziotti avrebbero scoperto il tutto dopo una perquisizione di un immobile nel centro storico di Palma di Montechiaro dove furono trovati e sequestrati diversi attrezzi, munizioni di vario calibro, nonchè elementi utili al confezionamento di vere armi.

Raffica di controlli sul territorio. Cinque arresti e due denunce.

In tutta la provincia di Agrigento, durante il ponte del primo maggio, è scattato in simultanea un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato ad intensificare la prevenzione ed il contrasto della criminalità. Sono entrate in azione numerose pattuglie dei cinque Comandi Compagnia Carabinieri (Agrigento -Sciacca – Cammarata – Canicattì – Licata) e delle 43 Stazioni dell’Arma, presenti in modo capillare nella provincia. Complessivamente sono stati impiegati sul campo 150 Carabinieri che hanno identificato oltre 300 persone e controllati circa 200 veicoli. Per quanto attiene al rispetto del Codice della Strada, sono state elevate circa 40 sanzioni, in particolare per guida pericolosa, uso del cellulare alla guida, mancata copertura assicurativa e mancata revisione.  In due casi, è scattata anche la denuncia per guida in stato di ebbrezza. Sono state ritirate quattro carte di circolazione ed altrettanti i mezzi sequestrati.

Verifiche ed accertamenti sono stati eseguiti anche nelle piazze e nei luoghi di ritrovo di persone di interesse operativo ma anche nei confronti di un centinaio di persone sottoposte a misure cautelari di varia natura o alternative alla detenzione. Complessivamente sono state 5 le persone arrestate, in particolare per reati contro il patrimonio e violazioni alle misure di prevenzione o cautelari.

In particolare a Licata, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Samanta Cicatello, 30 enne,casalinga e Angela Castagna Angela, 50 enne, anche lei casalinga per  furto aggravato in concorso, in quanto a seguito di ispezione nelle loro abitazioni assieme al personale della società Enel distribuzione di Palermo, è stato verificato  che le due donne si erano allacciate arbitrariamente alla rete elettrica pubblica, sottraendo fraudolentemente energia per alimentare  le loro abitazioni.

A Ribera, i militari della locale Tenenza Carabinieri hanno bloccato ed arrestato, in quanto destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall’ ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Sarullo 26 enne del luogo, operaio, poichè deve espiare la pena detentiva di anni 1 e mesi 4 di reclusione per “ricettazione”.

A Palma di Montechiaro, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno sorpreso in flagranza di reato Giuseppe Calafato , 20 enne del luogo, poiché responsabile di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e lesioni personali, commesse in danno dei propri genitori. Lo stesso, benchè sottoposto al divieto di avvicinamento, è stato bloccato dai militari poco dopo aver aggredito il proprio padre.

Infine i Carabinieri della Stazione di Licata, mentre erano di pattuglia per controllare il pacifico svolgimento delle festività dedicate a S. Angelo, hanno beccato Samanta Cicatello , già arrestata il giorno prima per furto di energia elettrica e posta ai domiciliari, mentre era intenta, lungo la pubblica via, a preparare panini e a vendere bibite in occasione della festa. La donna, dunque, è stata arrestata per evasione e nuovamente associata presso la sua abitazione, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Tormentava la ex fidanzata: finisce in manette un presunto “stalker”

Era diventato l’incubo della sua ex fidanzata, una donna 40 enne, ormai stanca ed impaurita dalle ripetute molestie e minacce subite. Dopo le prime denunce, l’individuo in questione, 36 enne, era stato sottoposto al “divieto di avvicinamento” alla donna. Ma ciò purtroppo non è stato sufficiente: la vittima sarebbe stata nuovamente minacciata, rivolgendosi subito ai Carabinieri.  

I militari della Stazione di Palma di Montechiaro hanno sorpreso l’uomo in flagranza, proprio sotto l’abitazione della vittima. A quel punto, sono scattate le manette ai polsi dell’individuo, Salvatore Vella, originario di Palma di Montechiaro.

Violenze verbali e visiche alla miglie e alla figlia: disposto allontamento per 41enne

La Polizia di Stato ha eseguito in Palma di Montechiaro a carico di Giuseppe Incardona , 41 anni, un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Agrigento con la quale è stata disposta la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

“All’uomo – spiegano dalla polizia- vengono contestati gravissimi reati che sarebbero stati commessi all’interno della casa familiare ad iniziare dal 2015, e commessi principalmente in danno della coniuge, di una delle figlie, e degli altri due, che, seppur non coinvolti in prima persona hanno dovuto assistere a scene di inaudita violenza, costretti a vivere in un ambiente che ben poco si addice allo sviluppo di un individuo.

Incardona si sarebbe reso responsabile di gravi violenze verbali ma anche fisiche alla moglie e alla figlia . Più avrebbe più volte stretto le braccia intorno al collo delle due donne, quasi a strozzarle, proseguendo con morsi alle loro guance, nonché con pugni e calci in varie parti del corpo. “

Nascondeva le dosi in bagno. Pusher in manette.

Nascondeva le dosi in bagno. Questo ed altro hanno accertato i Carabinieri nell’ambito di una indagine mirata a prevenire il fenomeno dell’uso, consumo e spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro hanno sorpreso in flagranza di reato Calogero Napoli , 27 enne, originario di Palermo, mentre si trovava nella sua abitazione, intento a cedere ad alcuni giovani delle dosi di “Marijuana”. Durante la perquisizione, i militari dell’Arma accertavano che il 27 enne aveva nascosto 11 dosi di “Marijuana” all’interno di un mobile del bagno. La droga è stata posta sotto sequestro, mentre il giovane è stato ristretto agli arresti domiciliari.

Trovato in possesso di armi e munizioni, arrestato 23enne

I poliziotti, a Palma di Montechiaro, hanno arrestato Carlo Castellana palmese di 23 anni, colto nella flagranza di reato di detenzione illegale di armi clandestine ed alterate e munizioni.

A seguito di perquisizione domiciliare effettuata nell’abitazione del 23enne, gli agenti avrebbero rinvenuto una pistola cal. 9, con relativo caricatore privo di munizionamento, 1 caricatore privo di cartucce riconducibile ad una pistola cal.

7,65, un fucile semiautomatico cal. 12 con matricola abrasa e 21 cartucce a pallini cal. 12. Il giovane è stato rinchiuso al Petrusa di Agrigento. A Licata, sempre ieri, gli agenti del locale commissariato hanno arrestato Angelo Parafino , di 28 anni, in esecuzione del provvedimento emesso, lo scorso 30 maggio, dall’Ufficio di Sorveglianza di Agrigento con il quale veniva disposta la provvisoria ed immediata sospensione della detenzione domiciliare ed in contestuale immediato trasferimento al Petrusa di Agrigento.