Scoperto a Raffadali un “baby” ladro seriale.

Si è reso autore di quattro furti in soli due mesi, ma alla fine è stato individuato dai Carabinieri della Stazione di Raffadali e denunciato all’Autorità Giudiziaria. È questo il significativo bilancio dell’indagine portata a termine dai militari dell’Arma che ha visto protagonista un 14enne raffadalese, il quale, nelle ultime ore, è stato collocato dai Carabinieri presso una Comunità per minori. Il 14 enne, nonostante la sua giovanissima età, era già da qualche tempo sotto osservazione dei Carabinieri, i quali, attraverso meticolose indagini e mediante la visione di un ingente quantitativo di filmati di video sorveglianza dell’intero paese, sono riusciti a dimostrare le responsabilità del “baby” ladro seriale, facendo luce su quattro episodi di furto avvenuti nel giro di due mesi: il primo ad inizio Agosto, ai danni di un negozio di telefonia di Raffadali, dove sono stati asportati vari telefoni cellulari per un valore di circa 5000 euro. A seguire, un furto in abitazione dove sono stati arraffati denaro contante (circa un centinaio di euro), gioielli (collane e un bracciale in oro) ed un telefono cellulare. Successivamente, un altro furto in abitazione, sempre a Raffadali, in cui sono stati sottratti 7 pregiati cardellini del Venezuela (del valore stimato di circa mille euro) ed infine, un furto ai danni di un bar del centro, in cui sono stati rubati i soldi (circa 50 euro) contenuti nella cassa.

I Carabinieri di Raffadali, al termine dell’attività investigativa, nel corso di una perquisizione domiciliare, sono riusciti anche a recuperare gran parte della refurtiva ed a restituirla ai legittimi proprietari. A causa di questa escalation di furti commessi, il GIP del Tribunale per i Minorenni di Palermo ha disposto nei confronti del giovane la misura cautelare del collocamento presso un’apposita comunità.

“Responsabile del caveau di banca si appropria di 131 mila euro”, 50enne patteggia

Il responsabile del caveau della Banca di credito siciliano di Roma si appropria di oltre 131 mila euro con la complicità di un’amica. Il raffadalese Antonino Gerardo Plano, 50 anni, patteggia un anno e sei mesi di reclusione e definisce la vicenda senza altri strascichi grazie anche alla sospensione condizionale.

La sentenza di applicazione della pena è stata ratificata ieri mattina dal gup di Roma, Fabrizio Gentili, su richiesta del difensore di Plano, l’avvocato Giuseppe Barba e del pubblico ministero Rita Ceraso.La vicenda risale al maggio del 2016. Plano, con la complicità di un’amica, Cristiana Cocco, 48 anni, che ha scelto la strada del giudizio abbreviato, avrebbe sottratto a più riprese la somma contenuta nel caveau della banca di cui aveva la responsabilità. 

 

Violenta lite tra stranieri a Raffadali

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Una violenta lite tra due stranieri si è verificata durante la scorsa serata a Raffadali. I Carabinieri hanno sorpreso per strada, in via Bellini, due stranieri che si stavano picchiando fra loro. L’immediato intervento dei militari ha evitato il peggio. I militari, dopo aver bloccato ed immobilizzato i due, hanno letteralmente tolto dalle loro mani e sequestrato un coltello lungo circa 25 centimetri ed una grossa pietra. I due stranieri, un 37 enne ed un 32 enne, già noti alle forze dell’Ordine, dopo essere stati identificati, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di minacce aggravate e lesioni. Resta ancora da chiarire il motivo della lite.

Viabilità, Uil lancia la proposta di una marcia “per i diritti di sopravvivenza”.

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Ha scelto di chiamarla ” una marcia per i diritti di sopravvivenza” la uil agrigentina l’iniziativa che propone per cercare , almeno vuole provarci, di scuotere gli animi delle autorità competenti sulla viabilità provinciale. Il segretario provinciale del sindacato, Gero Acquisto,  dice basta ad una situazione che si trascina ormai da troppo tempo e che adesso con viadotti chiusi, strade dissestate, ha raggiunto uno stato inaccettabile oltre che invivibile. La uil lancuia la proposta di una marcia per i diritti, che veda coinvolti gli agrigentini e le forze sane del territorio. “Ormai abbiamo chiaro che la situazione della viabilità nella nostra provincia- spiega Acquisto- ha bisogno di un cambio di passo, per sollecitare gli enti preposti a smuoversi concretamente, vedi Anas in  testa, con le ordinanze di chiusura o semafori o monocorsie. Ci stiamo abituando con troppa velocità a questo stato di cose drammatiche. Soprattutto, purtroppo e ancora, nulla sulle famose strade alternative, vie di fuga o viabilità complementare. Abbiamo visto in questi ultimi due anni che piega ha preso la situazione generale in provincia sulle strade di collegamento. Infatti, dal Petrusa nel novembre 2016, al Morandi nel marzo 2017 e ora anche la galleria Spinasanta, i tempi sono troppo lunghi e contestualmente di soluzioni alternative non ve ne sono state. Questo si è riverberato negativamente sui cittadini residenti di un’area vasta. Abbiamo visto che anche i tavoli tecnici non hanno dato risposte certe sui tempi della viabilità supplementare, adesso è chiaro che per sollecitare realmente gli organi preposti a intervenire bisogna scendere in piazza”. La Uil ricorda la marcia organizzata dell’arcidiocesi agrigentina sullo sblocco dei lavori della Cattedrale di Agrigento, dopo sette anni dalla chiusura: ” una marcia- scrive il sindacalista- che senza alcuna bandiera da parte di nessuno ha avuto il merito di accelerare e sbloccare progetto e finanziamenti.”

Galleria Spinasanta e viadotto Salsetto, tuona l’arcidiocesi

Crolli, viadotti pericolanti, strade interrotte e chiuse ai mezzi a due ruote, deviazioni: è questa la situazione della viabilità agrigentina. A seguito della chiusura della galleria Spinasanta la situazione, abbastanza critica, della viabilità della città di Agrigento, già interessata dalla chiusura del Ponte Morandi, la soppressione del ponte Petrusa che permetteva un alleggerimento del traffico veicolare da e per Favara, da e per il Villaggio Mosè, il Quadrivio e il centro città, è diventata pesantemente critica. Oggi il servizio di pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Agrigento, guidato da don Mario Sorce, si unisce alle voci di quanti, in questi giorni, auspicano che, chi di dovere e secondo le proprie competenze, trovi una celere soluzione al problema, proponendo una valida alternativa alla chiusura della galleria Santa Lucia per dirottare il traffico veicolare. “Quotidianamente- dice don Mario che è anche parroco della chiesa Sacro cuore di Gesù del Quadrivio Spinasanta- si registrano code eccessivamente lunghe e non pochi disagi per i cittadini, gli studenti e i commercianti della città senza dimenticare le ripercussioni sui comuni limitrofi quali Joppolo Giancaxio, Raffadali, Porto Empedocle. Auspichiamo inoltre che vertici Anas e comune trovino una soluzione alla viabilità anche per il tratto della SS.115, viadotto Salsetto (zon Ciuccafa) in cui il traffico veicolare viene gestito con impianto semaforico a senso alternato. “

Alternativa Popolare “Galleria Santa Lucia, aprire subito il doppio senso di circolazione”

I consiglieri comunali di Alternativa Popolare di Agrigento, Teresa Nobile, Alessandro Sollano e Alfonso Mirotta, esprimono il loro totale disappunto per la poca attenzione data alla chiusura della galleria Santa Lucia della  Statale 115 direzione Agrigento – Raffadali. “Il traffico in proveniente dall’Area Nord di Agrigento, sarà costretto ad entrare in Città per potere dirigersi verso Raffadali- dicono- è qualcosa di assurdo e inaudito, soprattutto oggi che con l’inizio della scuola si darà inizio ad un notevole innalzamento del traffico veicolare in Città in particolar modo. E’ è necessario che le istituzioni a tutti i livelli si attivino al fine di trovare l’unica soluzione che secondo noi è quella di trasformare l’altra galleria direzione Raffadali – Agrigento in doppio senso di circolazione, ovviamente con tutte le misure di sicurezza del caso, in modo da decongestionare il traffico in Città” .

Galleria Spinasanta, Confcommercio: “L’Anas ristabilisca subito viabilità alternativa”

Chiusura della galleria Spinasanta, non si fa attendere la “protesta” di Confcommercio. “L’imminente inizio delle scuole,  quando migliaia di ragazzi si sposteranno per andare a studiare nel capoluogo i quali poi, ovviamente, faranno ritorno a casa, dopo aver fatto i  conti con l’emergenza sulle nostre strade, con il viadotto Morandi chiuso e con il viadotto Salsetto a senso unico alternato da semaforo, e la zona del Quadrivio Spinasanta con una delle due gallerie chiuse”. “Anas – afferma Alberto Panarisi, vice presidente Confcommercio Agrigento – ristabilisca subito viabilità alternativa per limitare i disagi della galleria Spinasanta. Già oggi i disagi sono tantissimi con file chilometriche che stanno mettendo in ginocchio il traffico veicolare della città, sia in entrata che in uscita e con  la strada statale 118 che collega il capoluogo a Raffadali, difficile da raggiungere. Auspichiamo che Anas ponga presto rimedio a questa situazione, intanto per limitare i disagi occorre predisporre il doppio senso di marcia su una delle canne rimaste aperte, deviando il traffico in modo più razionale. Tra poco – conclude Panarisi  – cominceranno le scuole e si rischia la paralisi totale”.

Chiusura della galleria Spinasanta. Giuseppe Pane: “Ci metterete in ginocchio”

“Ci metterete in ginocchio”. Questo è il grido di allarme che Giuseppe Pane imprenditore di Raffadali , in rappresentanza di un cospicuo gruppo di commercianti ed artigiani di concerto con la Confesercenti provinciale, lancia per la chiusura della galleria Spinasanta direzione Raffadali.  “Già il nostro territorio – continua Pane –  è martoriato da una viabilità da terzo mondo, adesso questa scellerata decisione porterà al collasso tutti gli operatori economici dell’entroterra. Certamente la messa in sicurezza della galleria è priorità assoluta ma la regolare manutenzione dell’infrastruttura  nel corso degli anni avrebbe evitato tale disagio. In ogni modo si poteva valutare il doppio senso di marcia in una unica galleria. Ovviamente l’Anas, ente gestore, non si sogna di riunire in  un tavolo tecnico  i vari sindaci e le associazioni per cercare di trovare soluzioni che riducano al minimo il disagio”.

“Chi deve arrivare a Raffadali o In uno dei paesi dell’entroterra da Licata, – aggiunge Pane – e non conosce le scorciatoie, fidandosi delle sole indicazioni stradali, deve percorrere la ss115 dei scrittori, arrivare fino allo svincolo per la Favara nord/zona industriale essendo il viadotto Petrusa chiuso, ritornare in direzione Agrigento, infine vista la chiusura della galleria entrare ad Agrigento percorrendo la via Imera ed il quadrivio Spinasanta con attese che in orario di punta con le aperture delle scuole può far ritardare il percorso di almeno 60 minuti, un vero e proprio pellegrinaggio”.

“Non è assolutamente una condizione accettabile – conclude Giuseppe Pane – e alla luce di ciò chiedo per nome e per conto dell’imprenditoria locale, che una delegazione dell’Anas, incontri i sindaci dei paesi dell’entroterra coinvolti  e le associazioni con in testa Confesercenti, per trovare immediate soluzioni e date certe, dato che per come recita il comunicato, la data del 30 novembre si deve considerare solo per procedere ai rilievi, mentre eventuali interventi di manutenzione saranno successivi, dunque non traspare una reale data di riapertura della canna ammalorata. Confidiamo pertanto nel buon senso delle istituzioni e della politica per far sì che non si dia il colpo finale alla nostra già moribonda situazione mettendoci ulteriormente e definitivamente in ginocchio”.

Aggressione al 16enne tunisino, il sindaco: “Inviteremo i ragazzi della comunità a cena”

Raffadali non si è mai girata dall’altra parte. Siamo dispiaciuti per quanto è accaduto ad Ahmed e l’idea, che si concretizzerà nei prossimi giorni, è quella di invitare tutti gli ospiti della comunità a cena. Esattamente come si fa fra amici”. Lo ha detto il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro. 

Ahmed è il tunisino sedicenne aggredito, al grido “Ora te ne puoi tornare al tuo paese”, da un cinquantenne di Raffadali.  Nessun dubbio, per i responsabili della comunità, proprio per la frase pronunciata, sul fatto che sia stata un’aggressione razzista. Il sedicenne tunisino, domenica pomeriggio, è stato colpito prima con una sportellata e poi con calci e pugni. L’adolescente ha riportato una contusione ad un testicolo ed escoriazioni ad un ginocchio, giudicati guaribili in 5 giorni dai medici del pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento

Pozzanghere, infiltrazioni e umidità nella galleria Spinasanta

Infiltrazioni d’acqua nella galleria Spinasanta, lungo la statale 118, tra Agrigento e Raffadali. Acqua che gocciola – si legge sul quotidiano La Sicilia – penetra, inzuppa le pareti, in alcuni casi creando piccole pozzanghere.

Basterebbe questo per creare qualche campanello d’allarme. Un flusso continuo d’acqua scorre sulle pareti, dove sono state collocate delle superfici forse assorbenti un tempo, ma che desso sembrano avere esaurito la loro funzione.

Tutta la galleria ha le pareti grigie e annerite dall’umidità. Nel corso degli anni, l’Anas è spesso intervenuta su questo tunnel, disponendo la chiusura al traffico per effettuare degli interventi di manutenzione. Ma evidentemente ancora il problemi non sono stati risolti.

 

“Provocò la morte dell’amico ma non guidava drogato”, chiesta condanna a 2 anni

Due anni di reclusione per omicidio stradale e lesioni personali colpose ma non c’è la prova che l’automobilista guidasse drogato, “perché andavano fatti ulteriori accertamenti”. Il pubblico ministero Antonella Pandolfi esclude un’aggravante che, nel caso in cui, invece, dovesse essere riconosciuta, potrebbe portare a una condanna fino a dieci anni di carcere. Il processo, in corso con rito abbreviato davanti al gup Alessandra Vella, è quello per la morte del ventitreenne di Raffadali Salvatore Lombardo.

Secondo la Procura, il ragazzino morì per colpa dell’amico, Alfonso Amodeo, 25 anni, di Raffadali. Il pm Silvia Baldi, trasferita nei mesi scorsi, aveva chiesto il rinvio a giudizio contestandogli l’aggravante di avere guidato la Fiat Punto, a bordo della quale si trovavano insieme a un terzo ragazzo, in stato di alterazione dovuto all’assunzione di droghe leggere.

Raffadali: i Carabinieri scoprono finto fisiatra: nei guai anche due coniugi del luogo

A Raffadali i militari della locale stazione hanno scoperto e sequestrato uno studio abusivo di riabilitazione dove un sedicente fisiatra esercitava la professione medica senza averne i titoli.
La denuncia per truffa ed esercizio abusivo della professione medica è scattata per un 48enne di origine marocchina (il falso medico) e per due coniugi raffadalesi che secondo gli inquirenti erano i procacciatori dei pazienti.
Il magazzino, adibito ad ambulatorio era completo delle attrezzature mediche necessarie, i dubbi sulle attività del sedicente fisiatra nella cittadina agrigentina erano sorti in seguito alle inefficienze delle terapie somministrate dallo stesso. Da qui le indagini dei Carabinieri che dopo i controlli di rito hanno scoperto l’assenza di iscirzione all’albo dei medici e il non possesso dello stesso, di nessun titolo per esercitare la professione medica.

Durante l’irruzione nello studio, i militari hanno trovato diverse lastre e certificazioni mediche che gli ignari pazienti avevano portato durante le visite. Inoltre secondo i Carabinieri, le attività del finto fisiatra gli avrebbero consentito di intascare circa 50 mila euro.

Torna la festa del pistacchio a Raffadali

Sono state ufficializzate le date per la quarta edizione, della festa del Pistacchio di Raffadali, che si svolgerà il 21/22/23 Settembre 2018. L’evento organizzato dall’associazione per la tutela del pistacchio di Raffadali, dopo il successo della scorsa edizione, si preannuncia ricco di novità. 

“Ampio spazio- dicono dall’organizzazione- sarà dato ai diversi argomenti che  ruotano attorno a questo prezioso prodotto: dalle tecniche di coltivazione alla promozione del territorio, dalla pasticceria classica  al food, con convegni, spettacoli, show cooking e degustazioni.

Gli organizzatori sono già al lavoro , per elaborare un programma per rendere queste tre giornate un’importante vetrina per le eccellenze siciliane dell’agroalimentare.

Giovane raffadalese in manette per tentata estorsione

I carabinieri hanno sventato un tentativo di estorsione a Raffadali. Ricevuta la richiesta di aiuto da parte della madre di un giovane che non era rincasato, sono state avviate le indagini. Il giovane è stato ritrovato in un immobile insieme ad un altro ragazzo. I carabinieri hanno accertato che il giovane che era scomparso da alcune ore, era stato convinto da un suo conoscente, con un pretesto, a recarsi in quell’abitazione ma, una volta giunti, era stato minacciato che se non avesse consegnato l’importo di un debito pregresso di famiglia di 800 euro, non sarebbe stato lasciato libero. In particolare, il denaro sarebbe servito a risarcire un debito contratto dal nonno della vittima, alcuni anni prima. I due giovani, vittima e carnefice, venivano successivamente condotti in caserma per i conseguenti accertamenti ed ultimate le necessarie verifiche, l’autore del fatto criminoso, un raffadalese, 18 enne,è stato arrestato in flagranza per “Tentata estorsione”.

Raffadali, Giuseppe Curaba non ce l’ha fatta: è spirato oggi pomeriggio a Palermo

È morto, ieri pomeriggio, all’ospedale Villa Sofia di Palermo il giovane di Raffadali, Giuseppe Curaba.

Era precipitato dal balcone di casa sua, lo scorso 4 novembre, da un’altezza di circa dieci metri. L’incidente è avvenuto in via A 12, nel quartiere Voltano, a Raffadali, e la dinamica non è stata ancora completamente accertata. Di sicuro, il giovane, assieme al fratello, stava usando il montacarichi per salire al terzo piano il combustibile per la caldaia. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]