La famiglia di Ignazio di Cutrò dicono che non rischia ma intanto fioccano i 41 bis

Carcere duro disposto dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafaede a diversi esponenti di spicco della criminalità organizzata agrigentina arrestati nell’ambito delle inchieste antimafia “Nuova Cupola” e “Montagna”. 

L’applicazione del 41 bis ha interessato  anche il boss Francesco Fragapane, ritenuto a capo della mafia agrigentina; Calogerino Giambrone, reggente del clan di Cammarata e San Giovanni Gemini; Pasquale Fanara, esponente di spicco di Favara; Giuseppe Nugara, ritenuto a capo del clan di San Biagio Platani e Giuseppe Spoto, reggente della famiglia Bivona”. 

Dal ministero inoltre è giunta anche la conferma del carcere duro ai boss emergenti Giovanni Tarallo e Francesco Ribisi, coinvolti nell’operazione “Nuova Cupola” e attualmente detenuti.

Diversi di questi nominativi soggetti al regime di 41 bis non sono nuovi al testimone di giustizia Ignazio Cutrò così come per alcuni di loro, non è sconosciuta l’identità dell’ex imprenditore di Bivona. Di questa conoscenza biunivoca ne sono consapevoli anche le autorità inquirenti tant’è che il 6 febbraio del 2014 in un’intercettazione, Giuseppe Nugara, ritenuto a capo della famiglia di San Biagio Platani, diceva di Cutrò ad un allevatore suo compaesano “Appena lo Stato si stanca… che gli toglie la scorta poi vedi che poi…”.

Intercettazioni queste, risalenti al 2014 ma pubblicate dopo il taglio della scorta ai familiari di Cutrò e il declassamento del livello di protezione allo stesso. 

Una decisone quella avallata anche dalla Prefettura di Agrigento che aveva suscitato scalpore e che aveva indotto il testimone di giustizia a rinunciare a qualsiasi dispositivo riservato alla sua persona per, paradossalmente, auto proteggere i suoi cari. La famiglia Cutrò dunque non correva più nessun rischio, oggi però alcuni dei nemici dell’ex imprenditore edile, per volontà del ministro della Giustizia, sono ristretti al carcere duro.

Pronta è stata la replica di Cutró “ Eppoi – ha dichiarato – dicono che io e la mia famiglia non corriamo alcun pericolo. In tutto ciò – aggiunge il testimone di giustizia – assisto con sdegno e umiliazione al silenzio di quelle istituzioni che dovrebbero proteggerci. Dove sono – si interroga – quegli organi dello Stato che dichiaravano che la famiglia Cutrò non aveva nulla da temere? Perché non hanno il coraggio di dire che si sono sbagliati e che la mia famiglia va pienamente protetta? Hanno vergogna a dire che hanno preso una decisione sbagliata oppure non hanno proprio vergogna visto e considerato che, ancora oggi, tacciono spudoratamente? Io – conclude Ignazio Cutrò – non mi sono girato dall’altra parte quando si è trattato di denunciare, loro invece hanno voltato le spalle ad una onesta famiglia”.

Alle amare dichiarazioni di Cutrò si aggiungono anche quelle di un’altra testimone di giustizia, oggi deputato alla Camera,  Piera Aiello che ha dichiarato: “Sono in pensiero per lui. Leggo e rileggo alcuni passi tratti dalle intercettazioni del 6 febbraio 2014. Oggi – ha aggiunto l’onorevole – Ignazio Cutrò è senza scorta, e da tempo porta avanti una battaglia affinché tutta la sua famiglia torni ad essere protetta e non solo la sua persona. 

Mi sono recata personalmente da Ignazio la scorsa settimana, ho rivolto lui la mia solidarietà e la promessa che mi occuperò personalmente della sua situazione.

E’ arrivato il momento di ridare dignità a Chi ha donato la propria vita allo Stato.

Ignazio non sei solo” – ha concluso.

Infiltrazioni mafiose al Comune di San Biagio Platani, le motivazioni della commissione prefettizia

Una situazione di “grave inquinamento e deterioramento dell’ente locale”, un sistema politico a disposizione della criminalità organizzata, un sindaco, Santo Sabella, che ricopriva un “ruolo attivo” in un sistema “caratterizzato dal ricorso costante a estorsioni e intimidazioni”. Sono questi alcuni dei passaggi della commissione prefettizia incaricata dal Ministero dell’Interno di vagliare la sussistenza delle infiltrazioni mafiose al comune di Santo Biagio Platani, sciolto per mafia ad inizio agosto.
Stando a quanto scrive la commissione era l’intero sistema politico del Comune a risentire di “un “condizionamento’” che si è concretizzato “nella inoperosità del Consiglio comunale ai fini dell’osservanza dei principi di legalità e della mancata attivazione dell’esercizio dei poteri di vigilanza e controllo da parte dell’esecutivo (inteso come sindaco e giunta) ai fini della imparzialità e trasparenza della cosa pubblica. Il comportamento tenuto dai pubblici amministratori – dicono ancora – va ad inquadrarsi in un perdurante comportamento di passività, indifferenza ed acquiescenza in ordine alle attenzioni ed alle agevolazioni date, attraverso il sistema degli affidamenti diretti ed il ricorso alle procedure di somma urgenza”.  Dagli atti, dicono ancora, emergono “precise consequenzialità tra il contesto socio-criminale locale, i collegamenti diretti ed indiretti con esponenti della criminalità organizzata degli organi elettivi e le attività amministrative poste in essere che, per le loro deviazioni dai principi di trasparenza, imparzialità e correttezza delineano un complessivo forte ‘quadro presuntivo’ di illecite interferenze e ingerenze del crimine organizzato di stampo mafioso all’interno del Comune”.Se precisi sono i riferimenti all’ex sindaco Sabella (il cui nome è comunque spesso omissato) e ad una fitta rete di parentele con soggetti a volte poco “raccomandabili”, la commissione rileva anche come la mafia prosperi dove maggiore è il bisogno. Dicono, infatti, che dall’attività di verifica e dalle carte della stessa operazione “Montagna” getta luce “su un modo di essere della criminalità organizzata che si conferma caratteristico di questa parte del territorio agrigentino, tipico di un contesto socio-economico connotato da forti sacche di sottosviluppo, dove non possono trovare luogo le moderne e sofisticate metodologie adottate dall’organizzazione mafiosa dei grandi contesti urbani ed economicamente più ricchi, ma che piuttosto fa leva su una condizione endemica di assoggettamento e bisogno”.

 

San Biagio Platani, arrivano i commissari

La notizia era nell’aria sin da quando venne arrestato Santo Sabella lo scorso gennaio nell’ambito del blitz “montagna”. Adesso è arrivata la conferma: A San Biagio Platani, arrivano i commissari. Lo scorso gennaio era stato sciolto per mafia per infiltrazioni mafiose delle cosche locali, in particolare da parte del boss di San Biagio,Giuseppe Nugara.»La notizia è stata pubblicata sul sito del Governo, dopo la riunione del Consiglio dei ministri avvenuta la sera dello scorso 2 agosto. I commissari si erano insediati subito dopo l’arresto del primo cittadino ma per lo scioglimento definitivo del Comune era necessario attendere la conclusione dell’inchiesta e dei controlli all’interno dei documenti da parte della commissione prefettizia.

Il decreto di scioglimento – normativamente – dispiega e conserva i suoi effetti per un periodo che va da 12 a 18 mesi, prorogabili fino ad un massimo di 24 mesi in casi eccezionali. Stando così la norma del testo unico degli Enti locali, San Biagio Platani non potrà che andare ad elezioni amministrative fra almeno un anno. 

Intanto, naturalmente, si dovrà aspettare la pubblicazione su Gazzetta ufficiale del decreto di scioglimento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con i nominativi dei tre commissari prefettizi definitivi. Lo scioglimento – normativamente – comporta anche, di diritto, la risoluzione degli incarichi – qualora esistenti – di revisore dei conti e degli eventuali rapporti di consulenza e di collaborazione coordinata e continuativa che potranno però venire rinnovati dalla commissione straordinaria che dovrà amministrare il Comune

Maltempo. A Ribera esonda il fiume Verdura, danni e disagi nel belicino e non solo

Nuova allerta meteo nell’agrigentino, le forti precipitazioni odierne stanno causando notevoli disagi nella zona occidentale della Provincia, a Ribera si registra l’esondazione del fiume Verdura. Problemi anche nel centro crispino dove l’acqua ha invaso olte strade.

A scopo precauzionale, l’ANAS, in prossimità del fiume, ha chiuso il traffico veicolare con devizione obbligatoria lungo la strada di collegamento per Lucca Sicula. Strade allagate e cedimenti anche in diverse arterie provinciali e in molti centri del belicino.

Dall’alba di oggi, la sala operativa del comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Agrigento coordina diversi interventi, molte infatti sono state le richieste di intervento al 115. Lavoro straordinario anche per gli uomini della Protezione Civile e delle forze dell’ordine impegnati a regolamentare il traffico.

Sulla SP 25 Soria – Mussomeli; SP 26 Tumarrano – Valledolmo e nel tratto compreso tra Cammarata stazione e bivio Castronovo, è stato imposto il limite massimo di velocità di 30 km/h. A Sciacca, particolarmente diffcili sono i colegamenti con Menfi e in città  si è verificato un cedimento stradale in via Amendola, nei pressi del Tribunale, il Sindaco Fabrizio Di Paola ha invitato i cittadini a restare in casa ed uscire solo in casi di effettiva necessità e a non soggiornare negli ambienti seminterrati.

A Licata invece, per ordine del sindaco Angelo Cambiano, scuole chiuse e in città ritorna la paura che la pioggia possa provocare alluvioni. Le piogge, secondo gli esperti, dovrebbero accompagnarci per tutta la giornata odierna, qualche schiarita è attesa solo a partire a domani.

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Emergenza maltempo: situazione critica sulle strade provinciali del comparto ovest – Liberate alcune auto bloccate sulla SP n. 32

Continua ad essere critica la situazione su diverse strade provinciali a causa dell’ondata di maltempo che sta interessando tutta la nostra provincia, e in particolare la zona occidentale. Chiusa dalle prime ore del mattino a causa di una frana che ha completamente ostruito la sede stradale, è stata parzialmente riaperta al traffico la provinciale n. 19-B San Biagio Platani-Alessandria della Rocca. Sul posto l’Ufficio di Protezione Civile del Comune di San Biagio Platani e il personale stradale del Libero Consorzio. Il transito è difficoltoso e occore procedere con estrema prudenza, rispettando i limiti di velocità segnalati lungo il percorso.

Le maggiori criticità vengono segnalate nel comparto ovest, in particolare nel Riberese. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

“1° Camminata in Rosa” a San Biagio Platani

A San Biagio Platani, comune dell’entroterra agrigentino, le locali comunità ecclesiali e le associazioni sanbiagesi, hanno organizzato, per il prossimo 2 giugno, la prima edizione dell’evento “Camminata in Rosa. Sotto gli archi di Pasqua”. Caratteristica principali dell’evento e’ la presenza delle donne che hanno affrontato personalmente un tumore al seno e per l’occasione indosseranno un maglietta o un cappellino di colore rosa. Il raduno delle partecipanti e’ previsto alle ore 9.30 dinanzi la Chiesa Madre. Alle 10 la partenza.

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SAN BIAGIO PLATANI, RITROVATO MORTO GIUSEPPE DI MARCO 

E’ stato ritrovato morto Giuseppe Di Marco, il 67enne di San Biagio Platani del quale non si avevano notizie da domenica scorsa. Il cadavere dell’uomo è stato ritrovato in un dirupo della città. Gli inquirenti stanno ricostruendo le dinamiche dell’accaduto.