Minacce per aggiudicarsi il servizio di scuolabus, 6 arresti: nei guai pure 4 impiegati comunali

Avrebbe fatto desistere, a seguito di gravi minacce, la ditta di trasporti di San Giovanni Gemini – aggiudicatrice dalla gara d’appalto – dall’accettare il servizio di scuolabus. Servizio che, per scorrimento della graduatoria, veniva attribuito alla ditta – appositamente costituita – intestata alla figlia del mafioso. 

Un’operazione antimafia dei carabinieri della compagnia di Lercara Friddi è stata realizzata all’alba. I militari dell’Arma, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Palermo, su richiesta della Dda, hanno arrestato sei persone ritenute  responsabili, a vario titolo, delle ipotesi di reato di estorsione aggravata, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e trasferimento fraudolento di valori.

Fra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare un imprenditore già condannato per associazione mafiosa. Arresti domiciliari, invece, per tre amministratori e un dipendente del Comune di Castronovo di Sicilia. 

Aggredito in un pub al grido di “sporco negro”, scatta un arresto

Lesioni personali, in concorso, con l’aggravante d’aver agito con la finalità dell’odio etnico e razziale. E’ per questa ipotesi di reato che i carabinieri della compagnia di Lercara Friddi hanno eseguito l’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari – emessa dal Gip Michele Guarnotta del tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica – a carico di Giuseppe Cascino, 29 anni, di Lercara Friddi.  Il ventinovenne è stato ritenuto responsabile, in concorso con un minore, dell’aggressione avvenuta all’alba dello scorso 22 luglio, nei confronti del ventitreenne Davide Mangiapane (nato a Palermo e residente a San Giovanni Gemini, ma figlio di genitori naturali della Repubblica di Mauritius).  Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Lercara Friddi la vittima era stata colpita con calci, pugni e colpi di vario genere al capo e al corpo, anche mentre si trovava per terra ed era, dunque, incapace di difendersi.

Sorpreso con due etti di droga un insospettabile 40 enne di San Giovanni Gemini.

Sorpreso con due etti di droga un insospettabile 40 enne di San Giovanni Gemini. Fermato e controllato per strada ad un posto di blocco dai Carabinieri della Compagnia di Cammarata, sono subito saltati fuori alcuni grammi di marijuana ed hashish. Ma i militari , insospettiti, hanno deciso di approfondire le verifiche. Immediatamente è stata perquisita l’abitazione del 40 enne a San Giovanni Gemini. Durante il controllo, i militari dell’Arma hanno scovato circa un etto di “marijuana” ed oltre un etto di “hashish”, nascosti fuori dalle finestre sul tetto dell’abitazione. Inoltre, durante le verifiche, sono saltate fuori anche numerose banconote, per un ammontare complessivo di circa seimila euro, soldi di cui l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza ed anche un bilancino di precisione. Il 40 enne è stato arrestato, ai domiciliari, con l’accusa di “Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti”.

Aggredito in un pub al grido di “sporco negro”, mandibola rotta al 23enne

Un ventitreenne di colore – adottato appena nato da una famiglia di San Giovanni Gemini – è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico ed è ricoverato al reparto di Chirugia maxillo facciale dell’ospedale “Civico” di Palermo dove i medici gli hanno diagnosticato 30 giorni di prognosi.  Il  ragazzo ha subito un pestaggio – in un pub di Lercara Friddi – all’alba del 22 luglio scorso. La notizia è stata però resa nota, dai carabinieri, soltanto ieri: dopo la denuncia dei presunti aggressori.  “Mio figlio è molto demoralizzato, non avrebbe mai pensato di subire un’aggressione del genere”. Lo ha detto, al Giornale di Sicilia, Giuseppe Mangiapane, padre di Davide. Dopo avere fatto degli apprezzamenti ad una ragazza – secondo la ricostruzione dei carabinieri – sarebbe stato avvicinato dal fidanzato e da un suo amico che gli hanno intimato d’andare via dicendo: “Sporco negro, torna a casa tua, non sei degno di stare in mezzo a noi”. Una provocazione alla quale Mangiapane non ha reagito. I presunti aggressori gli avrebbero dunque fatto cadere il cappellino ed è stato pestato a sangue.

Potenziato il servizio antincendio dell’ufficio provinciale di protezione civile

Potenziato il servizio di vigilanza antincendio già attivato nei giorni scorsi dal Libero Consorzio Comunale lungo alcune strade provinciali, ex consortili e alcuni tratti di statali. Da stamani, infatti, il servizio è attivo anche nell’area di Cammarata-Santo Stefano di Quisquina grazie all’accordo con l’Organizzazione Sicilia Soccorso di San Giovanni Gemini , che con i suoi volontari sorveglierà tramite postazioni dinamiche alcuni tratti strategici della provinciale n. 24 Cammarata-Santo Stefano di Quisquina e della 26 C Santo Stefano Quisquina-Confine Provinciale di Palermo. Il servizio, richiesto dalla Prefettura, per il terzo anno consecutivo mira a prevenire e contrastare gli incendi boschivi  attraverso una continua attività di avvistamento lungo le strade  limitrofe alle aree boscate, sarà attivo sino a tutto il mese di Agosto 2017, ed è svolto dalle Associazioni di Volontariato di Protezione Civile con squadre di due volontari per almeno otto ore consecutive tutti i giorni, festivi e prefestivi compresi, che operano sotto il diretto coordinamento dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio.

Torna la neve in Sicilia. Disagi nei collegamenti e scuole chiuse nell’agrigentino

Le correnti artiche delle ultime ore, stanno provocando disagi, in molti centri la neve è tornata copiosa e nei comuni montani della Provincia di Agrigento, per precauzione, le scuole sono state momentaneamente chiuse. Questa mattina infatti, cancelli chiusi nelle scuole di ogni ordine e grado di Cammarata, San Giovanni Gemini e Santo Stefano Quisquina. Anche la circolazione stradale è problematica nelle arterie considerate a rischio. La neve e il gelo infatti, causno rallentamenti nei collegamenti interni e in alcuni tratti delle statali 189, Agrigento Palermo e sulla Palermo Sciacca. Nella giornata di ieri invece, la grandine ha fatto capolino in alcuni comuni della fascia costiera e della collina agrigentina. Secondo gli esperti, il picco del calo termico si avrà nella giornata di domani, per quanti dovessero necessariamente mettersi in viaggio, le forze dell’ordine consigliano cautela e soprattutto, di avere a bordo le catene e/o i pneumatici invernali. I mezzi spargisale e il personale Anas e del Libero Consorzio Comunale di Agrigento comunque sono al lavoro per garantire la fruibilità della rete stradale.

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Un arresto a San Giovanni Gemini per scippo

A San Giovanni Gemini, i carabinieri della compagnia di Cammarata, hanno arrestato Carmelo Vicari, 47 anni, di San Giovanni Gemini, perché presunto responsabile di uno scippo, a danno di un’anziana donna, in via Vittorio Veneto, durante il mercato settimanale. L’uomo avrebbe rubato alla pensionata, strappandoglielo dalle mani, un borsellino, poi è scappato, ma è stato raggiunto dai Carabinieri e riconosciuto dalla donna che ha sporto denuncia.

San Giovanni Gemini, scoperti lavoratori in nero

A San Giovanni, zona montana della provincia di Agrigento, i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e i militari dell’Arma del Comando provinciale di Agrigento, insieme agli Ispettori civili della Direzione territoriale del lavoro e dell’Inps, hanno ispezionato un’azienda produttrice di salotti. Ebbene, su 23 lavoratori presenti, 22 sono risultati del tutto in nero. L’ attività imprenditoriale è stata sospesa. Oltre 110mila euro di sanzioni amministrative, comprensive di 4mila euro di maxi sanzione per ogni singola posizione lavorativa in nero. Nel frattempo i titolari hanno avviato le procedure di sanatoria e di regolarizzazione.

Rapina in banca a San Giovanni Gemini

Due banditi, apparentemente non armati e a volto scoperto, sono entrati nella filiale del Monte dei Paschi di Siena, a San Giovanni Gemini, in corso Francesco Crispi, hanno minacciato i dipendenti della banca e hanno rubato il denaro in cassa. Poi, sono fuggiti. Il bottino ammonta a circa 2mila euro. Indagano i Carabinieri.

Incidente mortale a San Giovanni Gemini

Incidente stradale mortale nel centro abitato di San Giovanni Gemini, nella zona montana della provincia di Agrigento. In via San Paolo, una Fiat Punto si è ribaltata per cause in corso di accertamento. Il conducente, Gaetano Panepinto, 73 anni, pensionato, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio ad Agrigento, dov’e’ deceduto durante la notte. Inutili sono stati i tentativi dei medici di strapparlo alla morte. Indagano i Carabinieri.

Si ammoderna la strada statale “189”

L’ appalto per la progettazione dell’ ammodernamento della statale 189 “Della Valle del Platani” per il tratto della provincia di Agrigento, è stato aggiudicato al raggruppamento temporaneo d’imprese capeggiato dalla Italconsult di Roma, insieme alla Delta Ingegneria, Omniservice Engineering e Arien Consulting, che ha offerto un ribasso del 35 percento e una riduzione percentuale del 20 per cento sui termini di espletamento del servizio. L’appalto è stato aggiudicato per 2milioni e 187mila euro su una base di gara che è stata di 3milioni e 364mila euro. Il raggruppamento ha a disposizione 180 giorni naturali e consecutivi dalla stipula del contratto per la conclusione del progetto che interessa il tratto da Agrigento a Cammarata – San Giovanni Gemini.

Celebrati i funerali di Angelina Reina e Concetta Traina

La chiesa Madre di San Giovanni Gemini e’ gremita all’inverosimile per i funerali di Angelina Reina e Concetta Traina, madre e figlia, assassinate a mani nude da Mirco Lena, l’ex fidanzato di Concetta, poi morto suicida. La tragedia si e’ consumata all’interno dello stabile, a tre piani, in via Leopardi, nel rione Sacramento. Le due bare sono una accanto all’altra. In chiesa, oltre ai parenti piu’ stretti, vi sono gli amici della giovane e tanta gente comune. Rabbia e commozione durante il rito funebre celebrato dall’arciprete don Luca Restivo, per un lutto, inaspettato, che ha scosso la coscienza di tutti. Il paese montano, infatti, si e’ fermato per un intero pomeriggio per dare l’ultimo saluto alle due sfortunate donne, uccise durante la notte di mercoledì 8 ottobre. Ai funerali ha partecipato, tra gli altri, anche il sindaco di San Giovanni Gemini, Carmelo Panepinto, che ha proclamato il lutto cittadino. Concetta Traina, 28 anni, babysitter laureata in filosofia stava per diventare un’insegnante ed era una ragazza solare e amatissima dagli amici. La madre Angelina Reina, pensionata di 70 anni, casalinga, vedova da qualche anno e madre di un altro figlio 30enne, conduceva una vita normalissima e riservata. Le loro morti hanno destato parecchio scalpore nell’agrigentino. Sono state uccise dalla furia omicida di Mirko Lena, disoccupato saltuariamente impegnato nella piccola fabbrica di materassi del padre. L’uomo, in preda a un raptus per la fine della storia d’amore con Concetta, ha ucciso le due donne massacrandole di botte e strozzandole all’interno delle loro abitazioni, al primo e secondo piano. In mansarda, poi, Mirko Lena si e’ suicidato impiccandosi con dei cavi elettrici dopo aver scritto sul muro “E’ la fine del buio”. Il funerale di Mirko Lena, invece, sara’ celebrato martedì pomeriggio, alle 16, sempre nella stessa chiesa di San Giovanni Gemini.

Duplice omicidio – suicidio a San Giovanni Gemini

Sara’ il medico legale Giuseppe Ragazzi di Catania, conosciuto anche per essersi occupato della morte dell’ispettore di polizia, Francesco Raciti, ad eseguire l’autopsia sui corpi delle tre vittime della strage della follia familiare a San Giovanni Gemini, nell’agrigentino. L’inchiesta e’ coordinata dalla magistrato Antonella Pandolfi, che ieri mattina si e’ precipitata nel rione Sacramento, all’interno dell’abitazione a tre piani, in via Leopardi, teatro del duplice omicidio-suicidio, che ha sconvolto un’intera comunita’. A distanza di un giorno dalla terribile tragedia emergono altri primi particolari sulla dinamica di quanto accaduto. Mirko Lena, 27 anni, avrebbe premeditato quanto poi avrebbe compiuto recandosi martedì notte a casa delle vittime, ha forzato un ingresso ed e’ entrato. Poi avrebbe raggiunto la camera da letto, dove dormiva la sua fidanzata, o ex tale, Concetta Traina, 27 anni, aggredendola con calci e pungi per poi ucciderla con un’arma da taglio, che, pero’, al momento non e’ stata scoperta. Le urla della ragazza avrebbero svegliato l’anziana madre, Angelina Reina, che dormiva da sola, perche’ vedova, al piano di sopra. Le grida sono state udite anche dai vicini di casa, come hanno raccontato ai carabinieri. L’uomo, allora, e’ salito al secondo piano della palazzina e ha colpito con violenza anche la pensionata, poi uccisa, probabilmente, con la stessa arma che ha posto fine alla vita di Concetta. Mirko Lena ha proseguito la sua furia omicida assassinando anche il cane della ragazza. Poi, l’uomo, si e’ impiccato con dei cavi elettrici agganciati a una trave della mansarda dell’ultimo piano. Concetta Traina, laureata in filosofia, ha appena superato la prova di tirocinio formativo per l’abilitazione all’insegnamento e avrebbe dovuto svolgere lo scritto ad ottobre. Nel frattempo, ha lavorato come babysitter, ed è stato il padre del bambino da lei accudito a insospettirsi dell’assenza di lei e a lanciare l’allarme. Mirko Lena, invece, era disoccupato e di tanto in tanto aiutava il padre che ha una fabbrica di materassi, e forse sarebbe stato preda della delusione e della rabbia. Concetta, nella sua pagina Facebook, tra i tanti amici, a testimonianza del suo carattere solare ed estroverso, è amica dei due fratelli e della sorella di Mirko Lena, e non piu’ di lui, che sarebbe stato più riservato e molto meno espansivo. Tra i due vi sarebbe stata una separazione, forse motivata dalla gelosia di lui. Anche gli amici avrebbero confermato questo.

 

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Omicidio-Suicidio a San Giovanni Gemini

Mirko Lena, 30 anni, prima di togliersi la vita, impiccandosi con un cavo elettrico, dopo aver accoltellato e ucciso due donne, Angelina Reina e Concetta Traina, madre e figlia, di 71 e 27 anni, ha scritto sul muro la frase “E’ finito il buio” ed ha lasciato aperto il libro della Divina Commedia di Dante sulle pagine dell’Inferno, come a presagire il luogo dove avrebbe meritato di andare per aver assassinato due donne. E’ stato un giorno terribile per San Giovanni Gemini, piccolo comune montano della provincia di Agrigento, sconvolto da questa mattina da una terribile tragedia familiare. Tre cadaveri rinvenuti questa mattina, in tre piani diversi, all’interno di questa palazzina, in via Leopardi nel rione Sacramento, nel centro del paese. La tragedia della follia sarebbe avvenuta martedì notte, probabilmente al culmine di una lite per motivi di gelosia, tra i due giovani, forse non piu’ fidanzati. Secondo le prime indagini delle forze dell’ordine, che hanno anche raccolto le testimonianze di alcuni vicini di casa, Mirko Lena sarebbe entrato nell’abitazione, al pianterreno, forzando una finestra. Poi si sarebbe recato in camera da letto dove dormiva da sola Concetta Traina e l’avrebbe uccisa con diverse coltellate. Le urla della ragazza avrebbero svegliato la mamma, che dormiva, anche lei da sola, al secondo piano. A quel punto, dopo aver coperto con un lenzuolo il cadavere di Concetta, l’uomo sarebbe andato incontro all’anziana vedova, Angelina Reina, per assassinarla con la stessa arma, senza pieta’. Dopo aver portato a termine la missione omicida, il terribile rimorso di coscienza avrebbe spinto l’omicida a salire all’ultimo piano della palazzina, in soffitta, dove si e’ impiccato. A dare l’allarme un uomo di San Giovanni Gemini presso il quale la ragazza lavorava come baby sitter, che non vedendo arrivare puntuale come al solito la giovane e non ricevendo risposta al telefono, è passato dall’abitazione per capire il perche’ di quel silenzio. Sul posto hanno lavorato i carabinieri del comando di Cammarata, capitanati da Vincenzo Bulla e il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento Antonella Pandolfi che sta coordinando l’inchiesta. L’ipotesi è dunque quella di un omicidio-suicidio.