Picchia la convivente per strada. In manette un tunisino 35 enne.

Un ennesimo episodio di maltrattamenti contro familiari si è verificato in provincia nelle ultime ore. Un tunisino, 35 enne, già noto alle forze dell’ordine, per alcune incomprensioni con la convivente, ha deciso di malmenarla per strada, a Siculiana. I Carabinieri si sono precipitati in via Mangione, sorprendendo l’uomo sulla pubblica via, mentre stava ancora picchiando la giovane donna, bloccandolo ed impedendo ogni sua ulteriore reazione. A quel punto, sono subito scattate le manette ai polsi dello straniero, con l’accusa di “Maltrattamenti contro familiari e lesioni personali”. La donna ha riportato solo delle lievi ferite.

Omicidio Passafiume, dopo 25 anni arrestato il killer

Venne ucciso – gli spararono anche in faccia – il giorno del suo anniversario di matrimonio: il 22 agosto del 1993. A distanza di 25 anni da quell’efferato delitto, i carabinieri del reparto Operativo di Agrigento e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno individuato e arrestato il presunto esecutore materiale dell’omicidio di Diego Passafiume. In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal Gip del tribunale di Palermo e richiesta dalla Dda, è stato arrestato Filippo Sciara, 54 anni, ritenuto – da investigatori e inquirenti – affiliato alla “famiglia” di Siculiana. 

La vittima, un onesto imprenditore nel settore del movimento terra, un quarantunenne, venne ucciso mentre era alla guida della propria auto. La vettura venne raggiunta da alcune fucilate, sparategli da un ignoto che si era, poi, subito dileguato con altri complici, a bordo di una macchina.

Durante le immediate ricerche, i carabinieri ritrovarono, in fiamme, l’auto utilizzata dai killers. L’autopsia confermò che l’imprenditore era stato colpito da tre fucilate, di cui una in pieno volto. Le indagini, sin da subito, si mostrarono alquanto difficili. Venne privilegiata la pista che portava ai sub appalti, settore in cui risultava ben inserito Passafiume. Dalle indiscrezioni allora raccolte, era emerso che l’imprenditore non aveva voluto piegarsi alle regole imposte dalle cosche mafiose in ordine alla spartizione dei sub appalti nel settore del movimento terra e del trasporto di inerti.

Dopo una prima archiviazione delle indagini, a carico di ignoti, l’inchiesta era stata riaperta grazie anche ad alcune dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia. La morsa degli investigatori del reparto Operativo di Agrigento però non si è mai allentata ed infatti, il “cold case” è stato risolto grazie alla raccolta ed all’incrocio di alcuni indizi raccolti nel tempo.

La vera e propria svolta nelle indagini si è avuta nel luglio del 2017, quando i militari dell’Arma, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, hanno acquisito determinanti indizi di colpevolezza nei confronti di un individuo, sospettato di essere l’esecutore materiale del brutale omicidio. “Grazie ad alcuni album fotografici esibiti ad alcuni parenti della vittima, che all’epoca avevano assistito alla tragica scena del delitto, i carabinieri hanno stretto il cerchio dei loro sospetti – viene ricostruito, ufficialmente, dai militari dell’Arma del comando provinciale di Agrigento – nei confronti di Filippo Sciara, agrigentino, 54enne, già affiliato alla ‘famiglia’ mafiosa di Siculiana, coinvolto anche nella nota vicenda del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo”.

A carico dell’indagato anche le convergenti dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia: Pasquale Salemi, Maurizio Di Gati e Giuseppe Salvatore Vaccaro. Proprio secondo i pentiti sarebbe emerso che “l’omicidio fu commesso nel contesto mafioso territoriale, in quanto Diego Passafiume era ritenuto un imprenditore ‘scomodo’, che faceva troppa concorrenza alle dinamiche mafiose”.Filippo Sciara – destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere – è indagato per l’ipotesi di reato di omicidio premeditato, con l’aggravante di aver agevolato l’attività dell’associazione mafiosa denominata Cosa Nostra.

Sbarcano in spiaggia e tentano la fuga, bloccati una ventina di tunisini

Questa mattina intorno alle 5 del mattino, una ventina di tunisini sono sbarcati sulla spiaggia di Torre Salsa, in territorio di Siculiana. Il tentativo di dileguarsi è stato subito contenuto dai Carabinieri della locale Stazione che hanno bloccato i migranti, tutti uomini, sorpresi in strada. Altre ricerche sono in corso. La barca è sotto sequestro.

Raduno di naturisti, segnalati casi di atti osceni in luogo pubblico

Un raduno naturista si è svolto domenica scorsa nella riserva naturale di Torre Salsa in un tratto di spiaggia ormai da tempo frequentato dagli amanti del corpo nudo in bella mostra. Una “giornata di sensibilizzazione” è stata promossa dall’associazione Unione Naturisti Siciliani in collaborazione con la Fenait, Federazione naturista italiana che “promuove la pratica del naturismo-nudismo in Italia come ideale di vita naturale nel rispetto di se stessi degli altri e dell’ambiente”. E mentre c’è chi pratica regolarmente il naturismo in una delle spiagge più belle della Sicilia, c’è chi segnala all’ente gestore della riserva, il Wwf, atti osceni in luogo pubblico in qualche modo legati al nudismo. Fenomeni collaterali da cui hanno sempre preso le distanze i rappresentanti delle varie associazioni naturiste. Della vicenda si starebbero di nuovo occupando, dopo le segnalazioni, anche i carabinieri della stazione di Siculiana, che già anni addietro, con un vero e proprio blitz in spiaggia, denunciarono diversi nudisti, anche se poi l’accusa, così come tante altre in altri luoghi, fu archiviata. 

L’incidente sulla statale 115, muore dopo 10 giorni il 41enne ferito

Ha lottato per 10 giorni. Stanotte, all’una circa, il cuore di Nicola Marsala, il quarantunenne di Ribera rimasto coinvolto – lo scorso 20 luglio – nell’incidente lungo la statale 115, all’altezza del viadotto “Canne”, si è fermato. Il viadotto “Canne” si trova fra Siculiana e Montallegro. il quarantunenne, all’ospedale “Sant’Elia”, era stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici. La prognosi sulla sua vita è sempre rimasta riservata. Marsala era al volante della Lancia Y che, per cause ancora al vaglio dei carabinieri della stazione di Siculiana, si è scontrata con una Fiat Cinquecento. Anche le condizioni dei due agrigentini, che erano sulla Fiat Cinquecento, – uno di 68 anni e l’altro di 63 anni – sono risultate essere gravi. Entrambi sono stati subito ricoverati alla Rianimazione dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

Brutto scontro sulla 115

Tre persone ferite , uno in maniera grave. È il bilancio del violento incidente stradale avvenuto ieri lungo la statale 115 fra Siculiana e Montallegro. Uno scontro frontale tra due auto, una lancia Lancia Y e una Fiat Cinquecento. L’elisoccorso del 118 ha portato uno dei feriti , un quarantunenne di Ribera, al pronto soccorso dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Gli altri due – con le ambulanze – sono stati invece trasferiti all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Il traffico sulla strada statale 115 “Sud Occidentale Sicula” è stata bloccata per qualche ora . Il quarantunenne giunto all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta è stato sottoposto a tutti i necessari accertamenti medici. E’ in gravi condizioni. Nell’incidente stradale ha riportato un gravissimo trauma toracico, un trauma cranico e la frattura delle gambe. 

Due immigrati vengono alle mani, entrambi feriti finiscono in ospedale

Due extracomunitari, ospiti della struttura d’accoglienza “Villa Sikania” di Siculiana, sono venuti alle mani. Si sarebbe trattata di una vera e propria, ed anche abbastanza violenta, scazzottata. Un tafferuglio che ha fatto finire i due migranti al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove i medici, dopo averli sottoposti a tutti i controlli sanitari necessari, hanno diagnosticato ferite e traumi guaribili in 20 e 25 giorni. Del “caso” si sta occupando la polizia di Stato

In manette un tunisino a Siculiana

A Siculiana, i carabinieri, hanno arrestato un tunisino accusato di rapina durante il mercato settimanale. Un venditore ambulante  senegalese, munito di permesso di soggiorno ed in possesso di regolare licenza, mentre vendeva capi d’abbigliamento, è stato immobilizzato con violenza da un individuo, che gli ha asportato oltre 150 euro in banconote di vario taglio dal portafoglio e successivamente, approfittando della confusione, è fuggito indisturbato. Dopo avere acquisto le descrizioni , i militari hanno fatto scattare le ricerche in tutto il paese. E proprio durante le attività di pattugliamento, è stato notato uno straniero mentre si stava dirigendo a passo svelto verso la struttura ricettiva “Villa Sikania”. Nel corso della perquisizione, sono saltate fuori le banconote sottratte al venditore ambulante. Il tunisino, 37 enne, ospite nel centro di accoglienza “Villa Sikania” di Siculiana è stato arrestato e rinchiuso al carcere di Agrigento.

Acciuffati in flagranza due topi d’appartamento.

Una lussuosa villetta un po’ isolata a Siculiana poteva sembrare un facile colpo per due empedoclini 35enni già noti alle forze dell’ordine. I due pprofittando del fatto che l’immobile non era abitato in quanto confiscato alla mafia, erano riusciti ad entrare indisturbati nell’abitazione, in pieno giorno, rovistando e mettendo a soqquadro tutte le stanze, arraffando ogni cosa.

Ai topi d’appartamento, che stavano saccheggiando l’immobile, è stato fatale però l’improvviso abbaiare insistente di alcuni cani che da qualche tempo vivevano nel giardino della villa. Un vicino insospettito ha telefonato al “112”. I Carabinieri di Siculiana già impegnati in vari posti di blocco sul territorio,  dopo aver circondato la villetta, hanno fatto irruzione all’interno, sorprendendo i due empedoclini ancora con le mani nel sacco. A bordo del loro Fiorino, i due avevano persino già caricato una cappa da cucina ed un tapis roulant.

Dai loro indumenti, durante le perquisizioni, sono saltati fuori altri oggetti di ogni genere e numerosi arnesi atti allo scasso, subito sequestrati. E così, con l’accusa diFurto in abitazione”, i Carabinieri hanno arrestato Gerlando Attardo e Alessio Migliaria.

L’Autorità Giudiziaria ha subito disposto gli arresti domiciliari.

Agrigento. Sale la febbre “rosa”: il percorso della quinta tappa del Giro d’Italia

Alle ore 13:20, i 175 ciclisti, in gruppo scenderanno da piazza Vittorio Emanuele verso piazza Stazione, dopo aver affrontato la prima curva della tappa, percorreranno la Via Crispi, giunti nei pressi di Bonamorone poi la svolta a destra lungo la suggestiva Panoramica dei Templi per poi proseguire ancora, sempre in discesa, lungo la Passeggiata Archeologica.

Sicuramente un bel colpo d’occhio per il gruppo dei corridori che dopo le iniziali curve vedranno all’orizzonte il maestoso Tempio della Concordia. L’onda rosa proseguirà passando da Porta Aurea e da via Luca Crescente da dove poi, sulla Statale, l’avvio della vera gare verso Santa Ninfa. Nella città dei Templi, il passaggio dei mezzi lungo il circuito, sarà consentito sino alle ore 07:30.

Primo centro urbano toccato in corsa sarà Porto Empeodcle, dopo un breve tratto di Statale, gli atleti delle 22 squadre partecipanti, vireranno in zona Caos, faranno ingresso a Vigata dalla galleria, attraversarenno la via Empedocle costeggiando l’area portuale e ad andatura certamente sostenuta, passerano dinanzi la Torre di Carlo V per poi proseguire lungo costa e dalla curva Capizzi risaliranno verso la Strada Statale 115.

In mattinata, lavori straordinari a Porto Empeodcle dove operai e mezzi hanno provveduto a rendere più agevole il passaggo della carovana. A Vigata la chiusura delle strade, sia quelle interessate dal passaggio delle bici sia il tratto di Statale che attraversa il territorio comunale, si effettuerà alle ore 11:00.

Dopo Porto Empecole, altro centro agrigentino attraversato dai corridori sarà Sciacca, poi il 101° Giro d’Italia tocca alcuni dei centri della Valle del Belice devsatati dal tragico terremoto del 1968.

Dopo Menfi e la risalita verso Santa Margherita di Belice e Montevago dove è stato fissato il primo dei tre gran premi della montagna di quarta categoria. Altro traguardo che assegnerà punti per la classifica degli scalatori sarà a Partanna da dove si scenderà verso Poggioreale, nella città vecchia è stato disposto il terzo e ultimo GPM di tappa che spianerà ai corridori la strada vesro il traguardo di Santa Ninfa.

Sbarco di migranti a Siculiana: la testimonianza di un bagnante. La Procura indaga

Aperto il canale, si teme adesso una nuova ondata di sbarchi sulle coste agrigentine, ieri un barcone è giunto all’ora di pranzo con il suo carico di essere umani sulla spiaggia “pietre cadute” in territorio di Siculiana. Una settantina di giovani nord africani, che dalle testimonianze raccolte tra i bagnanti presenti, sarebbero stati osservati a vista da un’imbarcazione delle autorità marittime, nonostante la “scorta” però i migranti, sempre secondo alcuni testimoni, sono scesi liberamente in spiaggia per poi dileguarsi. Le forze dell’ordine, sarebbero giunte sull’arenile dopo circa 90 minuti dallo sbarco che è anche stato documentato con gli smartphone dalle persone presenti in spiaggia. Estese poi le ricerche, una ventina di migranti, alcuni dei quali intercettati lungo la Strada Statale 115, sono poi stati accompagnati presso la stazione Carabinieri di Siculiana, mentre le fiamme gialle hanno sequestrato alcuni zaini abbandonati in spiaggia. Su questo sbarco, la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un’inchiesta, sui presunti ritardi delle operazioni di terra denunciati anche dal turista il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio dice che serve un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine. Intanto, sulle modalità di controllo effettuate dalla Capitaneria di Porto, dal comando empedoclino di via Gioeni dicono di aver applicato le regole di ingaggio, l’equipaggio della motovedetta che ha affiancato il barcone avrebbe intimato l’alt, l’imbarcazione dei migranti però ha continuato dritto verso la riva, il poco pescaggio, sempre secondo la versione della Capitaneria, non avrebbe consentito all’unità navale di seguire il barcone. Intanto in mattinata un altro sbarco si è verificato in territorio di Sciacca, nei pressi di torre Macauda.

Nel Tg di oggi anche l’intervista telefonica al comandante della C.P. Di Porto Empedcole Filippo Maria Parisi

Siculiana (Ag). Barcone di migranti arriva sulla spiaggia di c.da “pietre cadute” i bagnanti: erano scortati dalle autorità

Un altro barcone è giunto all’ora di pranzo con il suo carico di essere umani, questa volta è accaduto sulla spiaggia “pietre cadute” sempre in territorio di Siculiana. Una settantina di giovani nord africani, che dalle testimonianze raccolte tra i bagnanti presenti, sarebbero stati osservati a vista da un’imbarcazione delle autorità marittime, nonostante la “scorta” però i migranti, sempre secondo alcuni testimoni, sono scesi liberamente in spiaggia per poi dileguarsi. Le forze dell’ordine, sarebbero giunte sull’arenile dopo circa 90 minuti lo sbarco che è anche stato documentato con gli smartphone dalle persone presenti in spiaggia. Estese poi le ricerche, una quindicina di migranti sono stati intercettati ed accompagnati presso la caserma stazione Carabinieri di Siculiana, mentre le fiamme gialle hanno sequestrato alcuni zaini abbandonati in spiaggia.

A Siculiana Marina l’ennesimo sbarco di migranti

Ennesimo sbarco di migranti ieri lungo le coste agrigentine, nel pomeriggio a Siculiana Marina, sulla spiaggia antistante il camping “Le Canne”. Un barcone in legno, lungo una decina di metri con una cinquantina di persone a bordo è giunto in prossimità dell’arenile, scene simili a quelle registrate in passato con i migranti in fuga e l’imbarcazione abbandonata alla deriva con il motore ancora acceso e l’avvio delle ricerche dei migranti delle forze dell’ordine. In serata, alla caserma dei Carabinieri di Siculiana, erano in 17 quelli individuati e trasferiti in una struttura di accoglienza di Trapani, tra loro anche una donna e un uomo per il quale si è reso necessario il trasporto in Ospeale per accertamenti sanitari. Il gruppo dei migranti, provenienti dalla regione del Maghreb, è arrivato a Siculiana in buone condizioni di salute, alcuni addirittura senza i segni della lunga e rischiosa traversata, circostanza quest’ultima che potrebbe rafforzare l’ipotesi di un traffico di migranti legate alla presenza di grandi navi madri che dalle coste africane si muovono, cariche di essere umani, verso l’Italia, giunti a pochi chilometri dalla costa poi, il trasbordo su piccole imbarcazioni che arrivano a destinazione.

Siculiana. Sbarco di migranti a Torre Salsa

Nell’arco di 24 ore, due barconi carichi di migranti sono giunti sulle coste agrigentine, dopo lo sbarco di Punta Grande un’altra imbarcazione lunga 11 metri è approdato sul litorale di Torre Salsa a Siculiana. Il barcone era stato avvistato al largo da un peschereccio che aveva allertato la Capitaneria di Porto. Due motovedette della Guardia Costiera avevano raggiunto il barcone dei migranti che però è riuscito a dileguarsi. Giunti sulla terraferma, un nutrito gruppo di persone, circa 90, probabilmente provenienti dai paesi del Nord Africa, dopo essersi liberati di indumenti bagnati e di quant’altro avrebbe reso difficile la fuga, hanno cercato di dileguarsi in fretta, una quarantina però, sono stati subito rintracciati dalle forze dell’ordine, l’imbarcazione utilizzata nella traversata è stata sequestrata.

Opere abusive su terreni demaniali, raffica di sequestri e denunce

Gazebo, piattaforme in cemento, scale e discese al mare: la Guardia di finanza di Porto Empedocle ha messo sotto sequestro diverse zone demaniali che hanno comportato la modifica della scogliera, la realizzazione di terrazzamenti in cemento, scalinate, discese a mare e punti d’ormeggio. Il tutto lungo la fascia costiera da Porto Empedocle a Siculiana Marina attraversando anche la “Scala dei Turchi” di Realmonte. Individuate quindici opere abusive e denunciate 10 persone, oltre a 10 in corso di identificazione, alle quali sono stati contestati i reati di occupazione abusiva di demanio marittimo, distruzione e deturpamento di bellezze naturali, realizzazione di opere edilizie in assenza di permesso di costruire in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. “In particolare- fa sapere la guardia di Finanza- al termine dell’attività di monitoraggio ed ispezione della costa, durata diversi mesi e portata avanti anche con l’ausilio delle unità navali, sono state individuate diverse opere sul pubblico demanio marittimo, realizzate abusivamente con evidenti danni per l’ambiente costiero”.Le attività, dirette dalla Procura della Repubblica di Agrigento, proseguiranno per individuare eventuali altri responsabili.