Diciannove nuovi infermieri in arrivo

La dotazione di personale infermieristico presso i diversi presìdi e ambulatori dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento viene potenziata con l’immissione in servizio di diciannove nuovi professionisti. Il provvedimento con il quale la Direzione strategica Asp ha deliberato il conferimento di diciotto incarichi a tempo determinato e di una supplenza, ha l’obiettivo di incrementare l’efficienza operativa dei servizi e far fronte alle criticità dell’attuale carenza organica. Il nuovo contingente di collaboratori professionali sanitari infermieri sarà variamente distribuito tra le diverse strutture aziendali: sei infermieri andranno ad integrare gli organici del presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca, altri due, sempre a Sciacca, saranno invece in forze al distretto sanitario di base. Due unità verranno destinate al reparto di hospice e clinica del dolore dell’ospedale di Agrigento, cinque al dipartimento di salute mentale (presso le unità operative SPDC di Sciacca e Agrigento), mentre i restanti quattro incarichi incrementeranno la dotazione di personale in servizio a Ribera (due presso l’ospedale “fratelli Parlapiano” e due al DSB). I nuovi contratti avranno durata sino al 31 dicembre 2018 ma potranno cessare anticipatamente qualora l’Azienda arruolasse nuovo personale a tempo indeterminato attraverso le diverse modalità d’assunzione previste dalla normativa vigente.

Centra un sacco della spazzatura con la moto, giovane in ospedale

Centra un grosso sacco di rifiuti abbandonato in mezzo la strada, in via Berlinguer per la precisione, viene sbalzato dalla moto e finisce per terra dolorante. Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia. A soccorrere il centauro empedoclino sono stati due ragazzi che passavano per caso. Il ferito è stato subito portato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento dove i medici hanno diagnosticato una brutta contusione ad un braccio e ferite sparse in tutto il corpo. 

La causa dell’incidente è stata, e senza alcuna ombra di dubbio, il sacco di rifiuti che il centauro si è, all’improvviso, ritrovato – erano le due della notte – davanti agli occhi.

Due gemelli abbandonati dalla nascita, ricoverati al “San Giovanni di Dio”

 I due gemellini di colore, hanno conquistato tutti. I piccoli sono stati abbandonati da una madre dopo avere partorito al “Barone Lombardo” di Canicattì. I gemelli stanno bene e sono tenuti sotto stretta osservazione al reparto di terapia intensiva del “San Giovanni di Dio” di Agrigento. La foto ha fatto il giro del web, secondo quanto riferisce l’edizione odierna del Giornale di Sicilia, si è messa in moto una vera e propria macchina di solidarietà. “I bimbi sono in terapia intensiva – fanno sapere dall’Asp  – perché nati da un parto gemellare, vogliamo però rassicurare che si trovano in buone condizioni di salute. Infermieri e medici si stanno prendendo cura di questi bambini con amore e dedizione, così come stanno facendo anche gli altri genitori presenti al reparto, che hanno offerto doni ai due gemelli”.

Dei due bimbi non si conosce il nome, i neonati trascorreranno ancora altri giorni giorni all’ospedale della città.

Un agrigentino elogia medici e staff per un caso di ottima sanità

Sicilia non è solo “malasanità”, precarietà e viaggi della speranza. Sicilia è anche, e fortunatamente lo è sempre più spesso, buona sanità. E ciò è testimoniato da coloro che in prima persona hanno vissuto in Sicilia un’esperienza di buona sanità. E’ il caso di un cinquantenne agrigentino, originario di Licata, Angelo Incorvaia, che ha diffuso una lettera alle redazioni e ai vertici delle Aziende sanitarie di Agrigento e Palermo dopo essere stato prima ricoverato ad Agrigento e poi in elisoccorso trasferito a Palermo, al “Maria Eleonora Hospital”. Angelo Incorvaia è stato sottoposto ad un delicato intervento cardiaco durato più di sei ore, “risvegliandomi e sentendomi un’altra persona” – scrive Incorvaia, che plaude alla straordinaria professionalità dello staff del “Maria Eleonora Hospital”. Incorvaia ringrazia il dottor Emerico Ballo, il secondo operatore dottor Giuseppe Di Modica, l’anestesista  dottor Gianluca Pugliese e tutta l’equipe, “straordinari medici – sottolinea – che ogni giorno salvano tante vite umane”. A seguito di alcune complicazioni insorte meno di un mese dopo, Incorvaia è stato sotto le cure del reparto Emodinamica dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. E allo stesso modo ha apprezzato le straordinarie capacità professionali e umane del primario Giuseppe Caramanno e dello staff del reparto. Angelo Incorvaia conclude: “ Oggi mi ritrovo a casa, sto perfettamente bene grazie alla professionalità indiscussa prima dei medici di Palermo e poi di quelli di Agrigento. Un sincero e profondo grazie ai medici di Palermo e di Agrigento”.

“Morte sospetta” al San Giovanni di Dio, procura procedimento penale

I familiari di una donna di 63 anni di Palma di Montechiaro, morta al San Giovanni di Dio di Agrigento, chiedono chiarezza sulla improvvisa morte di Marianna Bellia. Lunedì scorso era andata all’ospedale perché lamentava dolori all’addome, i medici sono intervenuti per sospetti calcoli renali, ma dal “San Giovanni di Dio” la donna non è più uscita viva. In poco più di un giorno è spirata . I familiari vogliono capire cosa sia successo e si sono affidati allo studio legale 3A. La Procura di Agrigento , attraverso il Pubblico Ministero, Emiliana Busto, ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia sulla salma. I risultati dell’esame autoptico, che sarà effettuato domani , a partire dalle 9, saranno decisivi per stabilire le cause del decesso e se sussistano responsabilità da parte dei sanitari che hanno avuto in cura la donna.

Asp. Ottanta dirigenti medici e cento collaboratori professionali escono dal precariato

Una corposa trance di stabilizzazioni potenzia gli organici dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Ottanta dirigenti medici e cento collaboratori professionali escono dal precariato.Sono stati convocati presso la Cittadella della salute del viale della Vittoria per sottoscrivere il contratto di lavoro a tempo indeterminato e realizzare quello che, a detta di molti, può considerarsi un traguardo storico. Una nuova ondata di stabilizzazioni, deliberata con una serie di provvedimenti dalla Direzione strategica dell’Asp ha reso infatti possibile l’assunzione a tempo indeterminato di ottanta dirigenti medici e ben cento collaboratori professionali di vari profili sanitari che, dopo anni di lavoro scanditi da ripetuti rinnovi di incarichi per periodi circoscritti, escono finalmente dal precariato. Per ciò che riguarda il personale medico, si tratta di 4 oncologi, 6 medici di medicina interna, 4 patologi clinici, 3 urologi, 2 chirurghi vascolari, 2 otorinolaringoiatri, 1 neurologo, 4 pediatri, 2 neonatologi, 2 ortopedici, 8 ginecologi, 7 psichiatri, 2 nefrologi, 2 anestesisti e rianimatori, 8 cardiologi, 2 medici di medicina trasfusionale, 7 di chirurgia d’accettazione ed urgenza, 6 di medicina fisica e riabilitativa, 7 di chirurgia generale, 1 di medicina nucleare. A completare la procedura di reclutamento prevista dal comma 1 dell’articolo 20 del decreto legislativo 75 del 2017, il cosiddetto “decreto Madia”, anche 62 infermieri, 15 tecnici di laboratorio biomedico, 13 farmacisti, 6 ostetriche, 3 tecnici sanitari di radiologia medica ed un tecnico di neurofisiopatologia. La nuova, massiccia assunzione a tempo indeterminato consente di coprire quasi il 50% del fabbisogno triennale 2018-2020 di personale ed è destinata a non fermarsi visto che, nelle prossime settimane, ulteriori stabilizzazioni saranno portate a compimento ai sensi del comma 2 dello stesso articolo di legge. Il restante 50% circa dei posti disponibili verrà attribuito attraverso le procedure di mobilità già deliberate, pubblicate in GURS e in fase di pubblicazione in GURI. Se tutti i posti disponibili non saranno coperti attraverso la mobilità, verranno attivati nuovi concorsi per accesso dall’esterno. Oltre a consentire l’uscita dal precariato del personale interessato, l’iter appena concluso ha sortito l’effetto di evitare gravi criticità presso i reparti ospedalieri dove i sanitari stanno prestando servizio. I vari professionisti avrebbero infatti potuto lasciare le strutture agrigentine per assumere nuovi incarichi presso altre aziende sanitarie dove sono in corso analoghe procedure concorsuali di reclutamento di personale. La direzione aziendale, dopo aver acquisito la disponibilità dei professionisti a continuare a esercitare il proprio mandato presso l’Asp di Agrigento, ha in diversi casi avviato, come previsto dall’Assessorato Regionale della Salute in una recente circolare, un virtuoso esempio di dialogo interistituzionale con le varie aziende. Ciò ha consentito ai sanitari di esercitare il loro diritto di scelta rimanendo nel territorio provinciale e continuando ad assistere i pazienti agrigentini.

In attesa della conclusione delle procedure di stabilizzazione indette ai sensi del comma 2 dell’art. 20 della legge Madia e delle procedure di assunzione attraverso mobilità da altre aziende pubbliche, sono stati indetti bandi per acquisire personale in comando, i cui termini di presentazione delle domande sono già conclusi, che porteranno a breve un ulteriore contributo professionale alla sanità della provincia di Agrigento.

Morte sospetta di un giovane empedoclino

La morte di un giovane empedoclino di 29 anni è stata annunciata dai suoi cari sui social network. In un post pubblicato da un cugino del giovane scomparso, scrive di una broncopolmonite curata al Policlinico di Palermo ma che, durante la degenza in ospedale, forse a causa delle difese immunitarie basse, avrebbe contratto una non precisata patologia che secondo il parente, sarebbe stata trasmessa da un paziente straniero ricoverato nella stessa stanza. Una pubblica denuncia che quindi solleva dei dubbi sulla morte del giovane agrigentino che era abbastanza conosciuto a Porto Empedocle.

Relazione non accettata: finisce in rissa tra le famiglie

Probabile rissa nella serata di martedì scorso in contrada San Giusippuzzu. Il bilancio è di tre persone finite al Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

Un “chiarimento” fra due famiglie finito male per dissapori che pare abbiano avuto inizio per una relazione fra giovani non gradita. Una dinamica ancora tutta da chiarire su cosa sia realmente accaduto nella serata di martedì. Secondo le prime indiscrezioni pare che le due famiglie “contendenti” si siano incontrate per limare i dissapori e le reciproche accuse; ma come accade spesso il passaggio alle mani è breve. Almeno due le donne che sono venute alle mani. Una dinamica sulla quale stanno indagando i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento.

IL Buccheri La Ferla di Palermo celebra i “30 anni di accoglienza alla vita”

“30 anni di accoglienza alla vita”. Un congresso sulle patologie ostetriche organizzatodall’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo in vista del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
dell’ospedale. Per l’occasione, l’Unità Operativa Complessa di ostetricia e ginecologia, diretta dalla dott.ssa Maria Rosa D’Anna ha organizzato un congresso dal titolo: “Multidisciplinarietà e Patologie ostetriche”.

Atteso dagli specialisti è l’incontro di domani, 17 Maggio, presso il San Paolo Palace diPalermo (dalle ore 9,00 fino alle ore 18,30).
Da parecchi anni, l’Unità Operativa di Ostetricia è il primo punto nascita della Sicilia con circa 2500 parti l’anno, 67 mila nel corso dei 30 anni.

In occasione del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
– dichiara la dott.ssa D’Anna -abbiamo pensato di organizzare un evento  scientifico che propone temi di patologia ostetrica con i quali quotidianamente ci confrontiamo, oltre ad una serie di progetti inerenti la specialità, che stiamo portando avanti, nell’intento di migliorare i risultati della salute materno-feto-
neonatale. Nelle varie sessioni – continua –  saranno presentati casi clinici commentati da un diversi esperti e saranno esposte le linee guida attuali e gli studi in corso sull’argomento. Ogni professionista deve conoscere le azioni da svolgere, in quale sequenza ed in quali tempi. Occorre standardizzare il più possibile i processi per condurre una assistenza puntuale, precisa ed aderente alle procedure ed alle linee guida. In ambito di emergenze ostetriche oltre alla simulazione il confronto clinico fra diversi professionisti rappresenta – conclude – una grande risorsa”.

Conferenza dei sindaci su piano rimodulazione rete ospedaliera provinciale

Sindaci, amministratori e dirigenti medici della provincia hanno preso parte oggi pomeriggio, su iniziativa del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, all’incontro periodico, previsto dalla Conferenza dei Sindaci, per la definizione del Piano di rimodulazione della Rete provinciale ospedaliera ad opera della Regione Siciliana. All’incontro era presente il Presidente della Commissione legislativa parlamentare alla salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo e la Dirigente dell’Assessorato Regionale alla Sanità, Lucia Lisacchi.Nei numerosi interventi sono state evidenziate le criticità dei vari territori in materia di sanità e funzionamento di ospedali e guardie mediche ma sono state avanzate anche numerose proposte. “L’incontro di oggi  – ha dichiarato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – è stato un utile confronto sulle condizioni funzionali dei presidi ospedalieri della provincia in vista del nuovo Piano di Rete ospedaliera regionale come l’efficientamento dei pronto soccorso dell’agrigentino, come pure il necessario rafforzamento dei posti letto. Consegneremo all’Assessorato Regionale – ha concluso Firetto – una bozza con le richieste di modifica”. 

Iacolino-Falzone: A quando i concorsi in Sanità? Basta con i ritardi della Regione

“Malgrado la professionalità e la buona volontà degli operatori sanitari e gli sforzi della Direzione aziendale dell’Asp 1 di Agrigento, restano serie difficoltà nella gestione dei pazienti specialmente nel Pronto Soccorso dell’Ospedale di Agrigento”. A parlare sono i consiglieri comunali di Agrigento Iacolino e Falzone. ” La carenza di medici e di ausiliari, in particolare- continuano i due- rallenta le procedure di gestione ed allunga i tempi di permanenza nel Pronto Soccorso. Perché la Regione si ostina a non autorizzare le procedure concorsuali, dai primari che mancano agli infermieri,Oss e tecnici, penalizzando le aree di emergenza ed i reparti degli ospedali?
La Regione metta mano alla rete ospedaliera ,riconoscendo all’ospedale di Agrigento la sua centralità” .

Frattura al femore e “cure sbagliate”, chiesti 500 mila euro all’Asp

Chiesto una maxi risarcimento da oltre 500 mila euro all’Asp di Agrigento per presunte cure mediche errate a seguito di una frattura al femore destro provocata da un incidente stradale nel 2009.

E’ stata infatti presentata una istanza di risarcimento per “responsabilità da colpa medica consequenziale alle ritenute errate cure ricevute”. L’Ente si è costituita in giudizio.

Intensa attività dell’ Asp per l’assunzione di nuove figure

Sono giorni d’intensa attività quelli che l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento sta vivendo in questo periodo nell’intento concreto di incrementare gli organici di diverse figure professionali tramite le procedure di assunzione a tempo indeterminato. Al contingente già annunciato di otto medici da destinare alla medicina e chirurgia d’accettazione ed urgenza che si intende potenziare presso i pronto soccorso degli ospedali Asp, si aggiunge l’iter d’immissione in ruolo di altri dirigenti medici. L’Azienda rende infatti noto che è già in corso la procedura di reclutamento per quattro cardiologi, un pediatra ed un neurologo. Si tratta di azioni già definite con specifici provvedimenti deliberativi già in pubblicazione cui faranno seguito ulteriori assunzioni. Sul fronte degli incarichi a tempo determinato l’Asp di Agrigento ha approvato, con deliberazione n.30 dello scorso 31 agosto, una graduatoria per dirigenti medici di nefrologia da cui attingerà quattro nuovi professionisti.

Favara. In municipio come nei saloon: rissa tra due consiglieri comunali

La letteratura cinematografica dei film western all’italiana ci ha abituato alle famigerate risse nei saloon di cui Bud Spencer e Terence Hill sono indimenticati protagonisti di pellicole di successo, ma spesso alla fantasia del grande schermo si sostituisce la realtà degli episodi di violenza, scaturiti anche per futili motivi. Di scazzottate all’interno dei palazzi del potere però, specie in Italia, ne succedono poche, nella tarda mattinata di ieri però al Municipio di Favara è andata in scena un duello tra due consiglieri comunali. Durante una riunione di commissione, al primo piano del Palazzo di Città, a darsele di santa ragione sono stati i consiglieri Tonino Scalia, 54 anni esponente di PDR – Sicilia Futura e Calogero Castronovo, 45 anni del Partito Democratico. Da un’accesa discussione politica, su temi legati al bilancio dell’Ente, si è poi passati alle mani, con pugni e oggetti scagliati. La rissa iniziata all’interno della sala commissioni, sarebbe poi continuata nell’atrio del Muncipio. Scene di panico ovviamente tra gli increduli impiegati e gli altri consiglieri comunali impegnati nella commissione. Uno dei due rivali, a causa della rottura degli occhiali, ha riportato una ferita all’arcata sopraccigliare con conseguente sanguinamento. Sul posto, si è reso necessario anche l’intervento dei sanitari del 118 che hanno trsportato in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento il più anziano dei due consiglieri, ovvero Scalia. Anche Castronovo, poco dopo, avrebbe raggiunto il collega in pronto soccorso per le medicazioni. Entrambi comunque sono stati dimessi in serata. La rissa tra i due rappresentati delle istituzioni ha fatto indignare non poco la comunità favarese, la prima a condannare il gesto è stata la sindaco Anna Alba che ha chiesto ai due consiglieri di scusarsi con i cittadini. Sulla stessa scia della sindaco anche il presidente del consiglio comunale, Totò Di Naro. Dai social invece, sono molti i favaresi che oltre alle scuse, accetterebbero volentieri anche le dimissioni. Al momento nessuna dichiarazione di condanna invece è giunta dai due partiti politici di appartenenza. I militari della Tenenza, hanno sentito i testimoni della rissa, se le parti interessate, presenteranno querela, le deposizioni raccolte dai Carabinieri, potranno essere utilizzate nelle indagini. Una brutta pagina quella scritta ieri dai due consiglieri comunali di Favara che certamente non fa’ bene ad una classe politica che fatica a recuperare credibilità.

Asp, 8 dirigenti medici ad Ahrigento, Sciacca e Canicattì

Le priorità saranno per gli ospedali nei quali si sono registrate le maggiori cricità. Saranno otto i dirigenti medici che entreranno in servizio a breve, destinati ai pronto soccorso e, in generale, all’area di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza negli ospedali di Agrigento, Canicattì e Sciaca. Sarà questo il primo effetto dell’assunzione a tempo indeterminato di personale della dirigenza medica e del comparto in provincia. L’Asp di Agrigento ha, infatti, formalmente avviato le procedure per reclutare, con immediatezza, le nuove figure professionali con cui potenziare gli organici dando una decisa precedenza ai pronto soccorso e, in generale, all’area di medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza. I primi telegrammi sono già in partenza e fanno riferimento a posti vacanti relativi a selezioni precedentemente indette dall’Azienda, inseriti nella vecchia pianta organica e confermati con l’approvazione della nuova.La tanto attesa notizia, come si ricorderà, era stata comunicato, nei giorni scorsi, dal commissario dell’Asp, Gervasio Venuti, a margine di un  incontro con le organizzazioni sindacali e la RSU aziendale. I provvedimenti di reclutamento, una vera boccata d’ossigeno nel contrastare le criticità legate a carenze di personale sanitario, sono conseguenziali all’approvazione della dotazione organica, già decretata dall’Assessorato regionale alla Salute, e del piano del fabbisogno triennale 2017/2019 trasmesso, in via informativa, proprio alle stesse sigle sindacali.