Un agrigentino elogia medici e staff per un caso di ottima sanità

Sicilia non è solo “malasanità”, precarietà e viaggi della speranza. Sicilia è anche, e fortunatamente lo è sempre più spesso, buona sanità. E ciò è testimoniato da coloro che in prima persona hanno vissuto in Sicilia un’esperienza di buona sanità. E’ il caso di un cinquantenne agrigentino, originario di Licata, Angelo Incorvaia, che ha diffuso una lettera alle redazioni e ai vertici delle Aziende sanitarie di Agrigento e Palermo dopo essere stato prima ricoverato ad Agrigento e poi in elisoccorso trasferito a Palermo, al “Maria Eleonora Hospital”. Angelo Incorvaia è stato sottoposto ad un delicato intervento cardiaco durato più di sei ore, “risvegliandomi e sentendomi un’altra persona” – scrive Incorvaia, che plaude alla straordinaria professionalità dello staff del “Maria Eleonora Hospital”. Incorvaia ringrazia il dottor Emerico Ballo, il secondo operatore dottor Giuseppe Di Modica, l’anestesista  dottor Gianluca Pugliese e tutta l’equipe, “straordinari medici – sottolinea – che ogni giorno salvano tante vite umane”. A seguito di alcune complicazioni insorte meno di un mese dopo, Incorvaia è stato sotto le cure del reparto Emodinamica dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. E allo stesso modo ha apprezzato le straordinarie capacità professionali e umane del primario Giuseppe Caramanno e dello staff del reparto. Angelo Incorvaia conclude: “ Oggi mi ritrovo a casa, sto perfettamente bene grazie alla professionalità indiscussa prima dei medici di Palermo e poi di quelli di Agrigento. Un sincero e profondo grazie ai medici di Palermo e di Agrigento”.

“Morte sospetta” al San Giovanni di Dio, procura procedimento penale

I familiari di una donna di 63 anni di Palma di Montechiaro, morta al San Giovanni di Dio di Agrigento, chiedono chiarezza sulla improvvisa morte di Marianna Bellia. Lunedì scorso era andata all’ospedale perché lamentava dolori all’addome, i medici sono intervenuti per sospetti calcoli renali, ma dal “San Giovanni di Dio” la donna non è più uscita viva. In poco più di un giorno è spirata . I familiari vogliono capire cosa sia successo e si sono affidati allo studio legale 3A. La Procura di Agrigento , attraverso il Pubblico Ministero, Emiliana Busto, ha aperto un procedimento penale per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti, e ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia sulla salma. I risultati dell’esame autoptico, che sarà effettuato domani , a partire dalle 9, saranno decisivi per stabilire le cause del decesso e se sussistano responsabilità da parte dei sanitari che hanno avuto in cura la donna.

Asp. Ottanta dirigenti medici e cento collaboratori professionali escono dal precariato

Una corposa trance di stabilizzazioni potenzia gli organici dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Ottanta dirigenti medici e cento collaboratori professionali escono dal precariato.Sono stati convocati presso la Cittadella della salute del viale della Vittoria per sottoscrivere il contratto di lavoro a tempo indeterminato e realizzare quello che, a detta di molti, può considerarsi un traguardo storico. Una nuova ondata di stabilizzazioni, deliberata con una serie di provvedimenti dalla Direzione strategica dell’Asp ha reso infatti possibile l’assunzione a tempo indeterminato di ottanta dirigenti medici e ben cento collaboratori professionali di vari profili sanitari che, dopo anni di lavoro scanditi da ripetuti rinnovi di incarichi per periodi circoscritti, escono finalmente dal precariato. Per ciò che riguarda il personale medico, si tratta di 4 oncologi, 6 medici di medicina interna, 4 patologi clinici, 3 urologi, 2 chirurghi vascolari, 2 otorinolaringoiatri, 1 neurologo, 4 pediatri, 2 neonatologi, 2 ortopedici, 8 ginecologi, 7 psichiatri, 2 nefrologi, 2 anestesisti e rianimatori, 8 cardiologi, 2 medici di medicina trasfusionale, 7 di chirurgia d’accettazione ed urgenza, 6 di medicina fisica e riabilitativa, 7 di chirurgia generale, 1 di medicina nucleare. A completare la procedura di reclutamento prevista dal comma 1 dell’articolo 20 del decreto legislativo 75 del 2017, il cosiddetto “decreto Madia”, anche 62 infermieri, 15 tecnici di laboratorio biomedico, 13 farmacisti, 6 ostetriche, 3 tecnici sanitari di radiologia medica ed un tecnico di neurofisiopatologia. La nuova, massiccia assunzione a tempo indeterminato consente di coprire quasi il 50% del fabbisogno triennale 2018-2020 di personale ed è destinata a non fermarsi visto che, nelle prossime settimane, ulteriori stabilizzazioni saranno portate a compimento ai sensi del comma 2 dello stesso articolo di legge. Il restante 50% circa dei posti disponibili verrà attribuito attraverso le procedure di mobilità già deliberate, pubblicate in GURS e in fase di pubblicazione in GURI. Se tutti i posti disponibili non saranno coperti attraverso la mobilità, verranno attivati nuovi concorsi per accesso dall’esterno. Oltre a consentire l’uscita dal precariato del personale interessato, l’iter appena concluso ha sortito l’effetto di evitare gravi criticità presso i reparti ospedalieri dove i sanitari stanno prestando servizio. I vari professionisti avrebbero infatti potuto lasciare le strutture agrigentine per assumere nuovi incarichi presso altre aziende sanitarie dove sono in corso analoghe procedure concorsuali di reclutamento di personale. La direzione aziendale, dopo aver acquisito la disponibilità dei professionisti a continuare a esercitare il proprio mandato presso l’Asp di Agrigento, ha in diversi casi avviato, come previsto dall’Assessorato Regionale della Salute in una recente circolare, un virtuoso esempio di dialogo interistituzionale con le varie aziende. Ciò ha consentito ai sanitari di esercitare il loro diritto di scelta rimanendo nel territorio provinciale e continuando ad assistere i pazienti agrigentini.

In attesa della conclusione delle procedure di stabilizzazione indette ai sensi del comma 2 dell’art. 20 della legge Madia e delle procedure di assunzione attraverso mobilità da altre aziende pubbliche, sono stati indetti bandi per acquisire personale in comando, i cui termini di presentazione delle domande sono già conclusi, che porteranno a breve un ulteriore contributo professionale alla sanità della provincia di Agrigento.

Morte sospetta di un giovane empedoclino

La morte di un giovane empedoclino di 29 anni è stata annunciata dai suoi cari sui social network. In un post pubblicato da un cugino del giovane scomparso, scrive di una broncopolmonite curata al Policlinico di Palermo ma che, durante la degenza in ospedale, forse a causa delle difese immunitarie basse, avrebbe contratto una non precisata patologia che secondo il parente, sarebbe stata trasmessa da un paziente straniero ricoverato nella stessa stanza. Una pubblica denuncia che quindi solleva dei dubbi sulla morte del giovane agrigentino che era abbastanza conosciuto a Porto Empedocle.

Relazione non accettata: finisce in rissa tra le famiglie

Probabile rissa nella serata di martedì scorso in contrada San Giusippuzzu. Il bilancio è di tre persone finite al Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento.

Un “chiarimento” fra due famiglie finito male per dissapori che pare abbiano avuto inizio per una relazione fra giovani non gradita. Una dinamica ancora tutta da chiarire su cosa sia realmente accaduto nella serata di martedì. Secondo le prime indiscrezioni pare che le due famiglie “contendenti” si siano incontrate per limare i dissapori e le reciproche accuse; ma come accade spesso il passaggio alle mani è breve. Almeno due le donne che sono venute alle mani. Una dinamica sulla quale stanno indagando i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento.

IL Buccheri La Ferla di Palermo celebra i “30 anni di accoglienza alla vita”

“30 anni di accoglienza alla vita”. Un congresso sulle patologie ostetriche organizzatodall’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo in vista del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
dell’ospedale. Per l’occasione, l’Unità Operativa Complessa di ostetricia e ginecologia, diretta dalla dott.ssa Maria Rosa D’Anna ha organizzato un congresso dal titolo: “Multidisciplinarietà e Patologie ostetriche”.

Atteso dagli specialisti è l’incontro di domani, 17 Maggio, presso il San Paolo Palace diPalermo (dalle ore 9,00 fino alle ore 18,30).
Da parecchi anni, l’Unità Operativa di Ostetricia è il primo punto nascita della Sicilia con circa 2500 parti l’anno, 67 mila nel corso dei 30 anni.

In occasione del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
– dichiara la dott.ssa D’Anna -abbiamo pensato di organizzare un evento  scientifico che propone temi di patologia ostetrica con i quali quotidianamente ci confrontiamo, oltre ad una serie di progetti inerenti la specialità, che stiamo portando avanti, nell’intento di migliorare i risultati della salute materno-feto-
neonatale. Nelle varie sessioni – continua –  saranno presentati casi clinici commentati da un diversi esperti e saranno esposte le linee guida attuali e gli studi in corso sull’argomento. Ogni professionista deve conoscere le azioni da svolgere, in quale sequenza ed in quali tempi. Occorre standardizzare il più possibile i processi per condurre una assistenza puntuale, precisa ed aderente alle procedure ed alle linee guida. In ambito di emergenze ostetriche oltre alla simulazione il confronto clinico fra diversi professionisti rappresenta – conclude – una grande risorsa”.

Conferenza dei sindaci su piano rimodulazione rete ospedaliera provinciale

Sindaci, amministratori e dirigenti medici della provincia hanno preso parte oggi pomeriggio, su iniziativa del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, all’incontro periodico, previsto dalla Conferenza dei Sindaci, per la definizione del Piano di rimodulazione della Rete provinciale ospedaliera ad opera della Regione Siciliana. All’incontro era presente il Presidente della Commissione legislativa parlamentare alla salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo e la Dirigente dell’Assessorato Regionale alla Sanità, Lucia Lisacchi.Nei numerosi interventi sono state evidenziate le criticità dei vari territori in materia di sanità e funzionamento di ospedali e guardie mediche ma sono state avanzate anche numerose proposte. “L’incontro di oggi  – ha dichiarato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – è stato un utile confronto sulle condizioni funzionali dei presidi ospedalieri della provincia in vista del nuovo Piano di Rete ospedaliera regionale come l’efficientamento dei pronto soccorso dell’agrigentino, come pure il necessario rafforzamento dei posti letto. Consegneremo all’Assessorato Regionale – ha concluso Firetto – una bozza con le richieste di modifica”. 

Iacolino-Falzone: A quando i concorsi in Sanità? Basta con i ritardi della Regione

“Malgrado la professionalità e la buona volontà degli operatori sanitari e gli sforzi della Direzione aziendale dell’Asp 1 di Agrigento, restano serie difficoltà nella gestione dei pazienti specialmente nel Pronto Soccorso dell’Ospedale di Agrigento”. A parlare sono i consiglieri comunali di Agrigento Iacolino e Falzone. ” La carenza di medici e di ausiliari, in particolare- continuano i due- rallenta le procedure di gestione ed allunga i tempi di permanenza nel Pronto Soccorso. Perché la Regione si ostina a non autorizzare le procedure concorsuali, dai primari che mancano agli infermieri,Oss e tecnici, penalizzando le aree di emergenza ed i reparti degli ospedali?
La Regione metta mano alla rete ospedaliera ,riconoscendo all’ospedale di Agrigento la sua centralità” .

Frattura al femore e “cure sbagliate”, chiesti 500 mila euro all’Asp

Chiesto una maxi risarcimento da oltre 500 mila euro all’Asp di Agrigento per presunte cure mediche errate a seguito di una frattura al femore destro provocata da un incidente stradale nel 2009.

E’ stata infatti presentata una istanza di risarcimento per “responsabilità da colpa medica consequenziale alle ritenute errate cure ricevute”. L’Ente si è costituita in giudizio.

Intensa attività dell’ Asp per l’assunzione di nuove figure

Sono giorni d’intensa attività quelli che l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento sta vivendo in questo periodo nell’intento concreto di incrementare gli organici di diverse figure professionali tramite le procedure di assunzione a tempo indeterminato. Al contingente già annunciato di otto medici da destinare alla medicina e chirurgia d’accettazione ed urgenza che si intende potenziare presso i pronto soccorso degli ospedali Asp, si aggiunge l’iter d’immissione in ruolo di altri dirigenti medici. L’Azienda rende infatti noto che è già in corso la procedura di reclutamento per quattro cardiologi, un pediatra ed un neurologo. Si tratta di azioni già definite con specifici provvedimenti deliberativi già in pubblicazione cui faranno seguito ulteriori assunzioni. Sul fronte degli incarichi a tempo determinato l’Asp di Agrigento ha approvato, con deliberazione n.30 dello scorso 31 agosto, una graduatoria per dirigenti medici di nefrologia da cui attingerà quattro nuovi professionisti.

Favara. In municipio come nei saloon: rissa tra due consiglieri comunali

La letteratura cinematografica dei film western all’italiana ci ha abituato alle famigerate risse nei saloon di cui Bud Spencer e Terence Hill sono indimenticati protagonisti di pellicole di successo, ma spesso alla fantasia del grande schermo si sostituisce la realtà degli episodi di violenza, scaturiti anche per futili motivi. Di scazzottate all’interno dei palazzi del potere però, specie in Italia, ne succedono poche, nella tarda mattinata di ieri però al Municipio di Favara è andata in scena un duello tra due consiglieri comunali. Durante una riunione di commissione, al primo piano del Palazzo di Città, a darsele di santa ragione sono stati i consiglieri Tonino Scalia, 54 anni esponente di PDR – Sicilia Futura e Calogero Castronovo, 45 anni del Partito Democratico. Da un’accesa discussione politica, su temi legati al bilancio dell’Ente, si è poi passati alle mani, con pugni e oggetti scagliati. La rissa iniziata all’interno della sala commissioni, sarebbe poi continuata nell’atrio del Muncipio. Scene di panico ovviamente tra gli increduli impiegati e gli altri consiglieri comunali impegnati nella commissione. Uno dei due rivali, a causa della rottura degli occhiali, ha riportato una ferita all’arcata sopraccigliare con conseguente sanguinamento. Sul posto, si è reso necessario anche l’intervento dei sanitari del 118 che hanno trsportato in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento il più anziano dei due consiglieri, ovvero Scalia. Anche Castronovo, poco dopo, avrebbe raggiunto il collega in pronto soccorso per le medicazioni. Entrambi comunque sono stati dimessi in serata. La rissa tra i due rappresentati delle istituzioni ha fatto indignare non poco la comunità favarese, la prima a condannare il gesto è stata la sindaco Anna Alba che ha chiesto ai due consiglieri di scusarsi con i cittadini. Sulla stessa scia della sindaco anche il presidente del consiglio comunale, Totò Di Naro. Dai social invece, sono molti i favaresi che oltre alle scuse, accetterebbero volentieri anche le dimissioni. Al momento nessuna dichiarazione di condanna invece è giunta dai due partiti politici di appartenenza. I militari della Tenenza, hanno sentito i testimoni della rissa, se le parti interessate, presenteranno querela, le deposizioni raccolte dai Carabinieri, potranno essere utilizzate nelle indagini. Una brutta pagina quella scritta ieri dai due consiglieri comunali di Favara che certamente non fa’ bene ad una classe politica che fatica a recuperare credibilità.

Asp, 8 dirigenti medici ad Ahrigento, Sciacca e Canicattì

Le priorità saranno per gli ospedali nei quali si sono registrate le maggiori cricità. Saranno otto i dirigenti medici che entreranno in servizio a breve, destinati ai pronto soccorso e, in generale, all’area di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza negli ospedali di Agrigento, Canicattì e Sciaca. Sarà questo il primo effetto dell’assunzione a tempo indeterminato di personale della dirigenza medica e del comparto in provincia. L’Asp di Agrigento ha, infatti, formalmente avviato le procedure per reclutare, con immediatezza, le nuove figure professionali con cui potenziare gli organici dando una decisa precedenza ai pronto soccorso e, in generale, all’area di medicina e chirurgia d’accettazione e urgenza. I primi telegrammi sono già in partenza e fanno riferimento a posti vacanti relativi a selezioni precedentemente indette dall’Azienda, inseriti nella vecchia pianta organica e confermati con l’approvazione della nuova.La tanto attesa notizia, come si ricorderà, era stata comunicato, nei giorni scorsi, dal commissario dell’Asp, Gervasio Venuti, a margine di un  incontro con le organizzazioni sindacali e la RSU aziendale. I provvedimenti di reclutamento, una vera boccata d’ossigeno nel contrastare le criticità legate a carenze di personale sanitario, sono conseguenziali all’approvazione della dotazione organica, già decretata dall’Assessorato regionale alla Salute, e del piano del fabbisogno triennale 2017/2019 trasmesso, in via informativa, proprio alle stesse sigle sindacali.

Finisce sui tizzoni di un falò e si ustiona, bimba in gravi condizioni

E’ bastato un attimo e una giornata di festa si è trasformata in tragedia per una famiglia di Caltanissetta che aveva deciso di trascorrere il giorno del ferragosto nelle spiagge di Porto Empedocle. Una bambina di un anno e mezzo è rimasta ustionata da un falò mentre camminava sulla spaggia. La piccola sarebbe finita sui tizzoni ancora ardenti di un falò acceso la notte prima. Le grida strazianti della piccola hanno attirato l’attezione dei genitori e dei bagnanti , presenti in quel momento in spiaggia, che subito si sono precipitati a soccorrerla. La gravità della situazione non sarebbe stata capita immediatamente dai genitori che , invece di chiamare un’ambulanza, avrebbero deciso di portare in auto la piccola all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Gravità che, invece, è stata fin da subito evidente al medico di turno al pronto soccorso nisseno . La piccola aveva ustioni gravissime di II e III grado sul 50 per cento del corpo, disponendo il trasferimento al reparto “Grandi ustionati” del Cannizzaro di Catania. La bimba adesso è ricoverata in gravi condizioni, in prognosi riservata. La notizia è trapelata soltanto nel tardo pomeriggio di ieri e anche il sindaco di Porto Empedocle sembra ne fosse all’oscuro. “Francamente non sapevo nulla. Ho contattato anche polizia e carabinieri ma anche loro non avevano informazioni su un episodio per il quale provo sincero dispiacere- ha detto Ida Carmina al Giornale di Sicilia. “Prima di Ferragosto – ha aggiunto il primo cittadino empedoclino – avevo diffuso una ordinanza con la quale veniva vietata l’accensione dei falò e debbo dire che i controlli, la notte di Ferragosto, sono stati particolarmente rigorosi negli otto chilometri di costa. Non mi sono state segnalate anomalie di sorta e l’indomani abbiamo provveduto alla pulizia straordinaria della spiaggia. Non mi spiego come possa essere accaduta una simile cosa. Quest’anno le spiagge dei Porto Empedocle non erano particolarmente affollate, la gente si era riversata a Punta Grande vicino Realmonte. Ripeto i servizi, di polizia, carabinieri e Capitaneria di porto, sono stati severi la notte di Ferragosto e nessuno sapeva quello che adesso apprendo dagli organi di stampa”.

Investito ciclista, è grave

E’ stato investito sulla strada che collega Cammarata con Castronovo di Sicilia. Un panettiere quarantenne di Mussomeli è in gravi condizioni e, dopo essere stato soccorso dall’elicottero del 118, è ricoverato all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. L’uomo avrebbe riportato fratture alle braccia, ai polsi ed alle gambe.

Il panettiere si trovava, a quanto pare, in compagnia di un amico e stavano percorrendo la Cammarata-Castronovo di Sicilia quando, all’improvviso, sarebbe stato investito da una Fiat Punto. E’ finito pesantemente sul selciato e visto le gravi fratture riportate è stato trasferito all’ospedale Nisseno.

Riabilitazione pazienti cerebrolesi, in arrivo all’ospedale di Agrigento un’apparecchiatura robotizzata

Un sistema robotizzato di ultima generazione per la riabilitazione passiva degli arti inferiori nel paziente cerebroleso è in arrivo presso il presidio ospedaliero “san Giovanni di Dio di Agrigento”. La Direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha disposto l’acquisto, per un importo di circa quarantamila euro oltre iva, dell’innovativa apparecchiatura elettromedicale che incrementerà la dotazione strumentale della “Speciale Unità di Accoglienza Permanente” (SUAP), l’area dedicata a persone che si trovano in prolungati stati di ridotta coscienza. Il letto robotizzato consentirà di eseguire sul paziente una terapia mirata ed intensiva sin dalle fasi acute e sub-acute della malattia ossia, in prevalenza, nei casi di patologie del sistema nervoso, negli esiti post ictus, nelle gravi lesioni cerebrali o nella malattia di Alzheimer. La mobilizzazione precoce e controllata di questi soggetti contribuirà a prevenire le complicanze dovute all’immobilità e favorirà il recupero delle capacità motorie e posturali. La ripetibilità degli esercizi, garantita dalla tecnologia robotica controllata dall’operatore attraverso un touchpad incorporato nell’apparecchio, consentirà di indirizzare le scelte terapeutiche in ragione dei progressi ottenuti e di personalizzare i trattamenti grazie al continuo aggiornamento di un database interno.

Asp, Ficarra trasferito

Il manager dell’Asp di Agrigento, Salvatore Lucio Ficarra è stato trasferito. Ieri sembrava che la nomina fosse stata confermata e invece oggi è arrivata la notizia del trasferimento. Il suo contratto scadrà il 30 giugno, l’indiscrezione era diventata un vero caso politico, con un botta e risposta tra lo stesso Ficarra e la segreteria provinciale del Pd. Il manager cambia sede, al suo posto in città arriva Gervasio Venuti.   Quest’ultimo proviene dalla guida dell’ospedale Villa Sofia  e Cervello di Palermo. Venuti guiderà anche la delicata questione delle assunzioni nell’azienda sanitaria agrigentina. ù Ficarra andrà a Ragusa e prenderà il posto Aricò, manager dell’Asp di Ragusa.Gli unici direttori col contratto in scadenza il 30 giugno confermati al loro posto sono Antonio Candela all’Asp di Palermo, Giovanni Migliore all’Arnas Civico del capoluogo, Giulio Santonocito manager dell’ospedale Garibaldi di Catania,  Michele Sirna direttore generale dell’Asp di Messina e di Salvatore Brugaletta direttore generale dell’Asp di Siracusa.

Castrofilippo. Violento scontro tra un’auto e un camion

Violento scontro in mattinata a Castrofilippo tra una fiat 600 con a bordo un anziano 85enne del luogo ed un autoarticolato, l’incidente si è verificato lungo la Strada Statale 122 per Canicattì, nei pressi di un distributore di carburanti. Ad avere la peggio il conducente dell’utilitaria che è stato trasferito d’urgenza in ambulanza all’Ospedale Barone Lombardo, le sue condizioni di salute sarebbero gravi ma l’85enne automobilista non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, anche i Vigili del Fuoco e gli agenti della Polizia Stradale di Canicattì che hanno eseguito i rilievi di rito. Al vaglio dei poliziotti anche le immagini dell’impianto di videosorveglianza della stazione di servizio che avrebbero potuto immortalare il violento impatto.

 

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Tentato omicidio a Favara. In mano agli inquirenti alcuni tasselli del complicato puzzle

Tentato omicidio di martedì scorso in via Torino a Favara, le indagini di Polizia e Carabinieri continuano serrate, tanti i lati oscuri della vicenda a cui gli investigatori lentamente stanno cercando di dare una spiegazione. Non ci sono ancora certezze sul come sia stato possibile che il 35enne sia scampato all’agguato, così come poco chiaro al momento se dal magazzino hanno risposto al fuoco incrociato dei sicari. In questo complicato puzzle però qualche tassello potrebbe già essere in mano agli inquirenti, tra le certezze il numero del commando di fuoco, composto da quattro persone. Tutti giunti in via Torino a bordo di un Renault Kangoo, intorno alle ore 22.13 dal mezzo fermo nella parte alta della stessa via, tre uomini armati con il volto travisato da caschi e passamontagna, sono scesi in direzione del magazzino aprendo il fuoco. Una ventina i colpi esplosi con pistole e armi d’assalto, tra i quali anche un kalashnikov. Poi la fuga della banda. Il 35enne, ferito ad un gluteo e agli arti inferiori, incredibilmente scampato alla morte, riesce poi a raggiungere l’Ospedale di Agrigento nonostante la sua auto, una BMW, fosse rimasta ferma in via Torino. Qualcuno quindi avrà accompagnato C.N. Fuori dall’Ospedale, non si esclude che quel qualcuno, fosse proprio in compagnia del ferito durante l’agguato. Ovvio che le indagini mirano all’identificazione, oltre dei sicari anche degli eventuali accompagnatori.

La stessa sera dell’agguato, nella frazione balneare di Cannatello, un’auto è stata data alle fiamme, indagini specifiche chiariranno se quel mezzo è lo stesso utilizzato dalla banda armata o se è in qualche modo collegato ai fatti di via Torino.

Il ferito, che ha diversi precedenti di polizia giudiziaria, è ricoverato all’Ospedale San Giovanni Di Dio a seguito dell’intervento chirurgico ad una gamba le cui ossa erano state pesantemente danneggiate dai colpi ricevuti. Nessuna pista è esclusa, ma quella privilegiata resta comunque quella che lega, il fatto di martedì sera con gli altri omicidi avvenuti sia in Belgio che a Favara.

Inquietante comunque l’uso di armi d’assalto che farebbe pensare ad un commando organizzato. Per questo motivo, i fatti di favara, sarebbero al vaglio anche delle squadre antimafia.

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Gravissimo incidente stradale sulla statale 640

Gravissimo incidente stradale lungo il vecchio tracciato della statale 640, la Agrigento-Caltanissetta. L’impatto si è verificato fra Racalmuto e Canicattì, all’altezza della “Tenuta Roveto”. A sbattere, per cause ancora in corso di ricostruzione da parte della polizia Stradale del distaccamento di Canicattì, sono state due autovetture: una Ford Fiesta ed una Renault Megane. La Ford Fiesta, guidata dalla donna, è stata sventrata – a causa dell’impatto – lungo tutta la fiancata passeggero.  La donna che era al volante della Ford Fiesta, a causa delle terribili ferite riportate, è stata subito caricata su un elisoccorso del 118 ed è stata trasferita all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Le sue condizioni sono apparse, fin dai primissimi momenti, drammatiche. E all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, la trentottenne – sposata e mamma di una bambina – è giunta cadavere.Gli occupanti della Renault Megane – il conducente ed altre quattro persone, tutte appartenenti alla stessa famiglia, sono stati invece soccorsi dalle ambulanze del 118 e sono stati portati al vicino ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. Non sarebbero feriti in maniera grave.  A quanto pare, la trentottenne aveva appena lasciato il posto di lavoro: il centro commerciale “Le Vigne” e si stava dirigendo verso casa. Una strada fatta tantissime volte. Ma oggi si è registrata la tragedia. Sul posto, scattato l’allarme si sono precipitati i poliziotti della Stradale del distaccamento di Canicattì ed i carabinieri. I militari dell’Arma si sono occupati della circolazione stradale, facendo passare le vetture su un unico senso alternato. I poliziotti della Stradale dopo aver facilitato i soccorsi, con elicottero ed ambulanza, si sono occupati dei rilievi tecnici. Rilievi, per niente semplici, che dovranno servire a ricostruire la dinamica della tragedia.

 

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Agrigento. Ispezione dei Carabinieri del N.A.S. all’Ospedale San Giovanni di Dio

La rete ospedaliera siciliana in questi giorni nel mirino dei militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma. Ispezioni infatti, si sono registrate in diversi presidi ospedalieri della Regione, nei giorni scorsi, i Carabinieri del N.A.S. Si sono presentati anche al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, per verifiche alla funzionalità del reparto. Da indiscrezioni, pare che non siano state riscontrate anomalie rilevanti. Proprio sul Pronto Soccorso del nosocomio di contrada Consolida, nei giorni scorsi, un cittadino ci aveva segnalato l’odissea a cui era stata sottoposta l’anziana madre. Giunta in mattinata al Pronto Soccorso per dolori al petto, secondo quanto riferitoci, la stessa dopo il triage, sarebbe stata visitata dai medici dopo oltre otto ore di attesa. Fortunatamente per la signora, non si sono avute gravi conseguenze, e dopo la visita è tornata nella sua abitazione. Un periodo di attesa però, troppo lungo in ambienti, poco confortevoli. La recente segnalazione giuntaci in redazione comunque è simile a tante altre inoltrateci nel tempo. Da segnalare come da diversi anni, al Pronto Soccorso del San Giovanni di Dio, si attendono i dovuti lavori di ampliamento e ristrutturazione, che consentirebbero, ai sanitari di lavorare in ambienti più consoni e ai pazienti, di usufruire di locali idonei.

 

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