Morte sospetta di un giovane empedoclino

La morte di un giovane empedoclino di 29 anni è stata annunciata dai suoi cari sui social network. In un post pubblicato da un cugino del giovane scomparso, scrive di una broncopolmonite curata al Policlinico di Palermo ma che, durante la degenza in ospedale, forse a causa delle difese immunitarie basse, avrebbe contratto una non precisata patologia che secondo il parente, sarebbe stata trasmessa da un paziente straniero ricoverato nella stessa stanza. Una pubblica denuncia che quindi solleva dei dubbi sulla morte del giovane agrigentino che era abbastanza conosciuto a Porto Empedocle.

IL Buccheri La Ferla di Palermo celebra i “30 anni di accoglienza alla vita”

“30 anni di accoglienza alla vita”. Un congresso sulle patologie ostetriche organizzatodall’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo in vista del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
dell’ospedale. Per l’occasione, l’Unità Operativa Complessa di ostetricia e ginecologia, diretta dalla dott.ssa Maria Rosa D’Anna ha organizzato un congresso dal titolo: “Multidisciplinarietà e Patologie ostetriche”.

Atteso dagli specialisti è l’incontro di domani, 17 Maggio, presso il San Paolo Palace diPalermo (dalle ore 9,00 fino alle ore 18,30).
Da parecchi anni, l’Unità Operativa di Ostetricia è il primo punto nascita della Sicilia con circa 2500 parti l’anno, 67 mila nel corso dei 30 anni.

In occasione del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
– dichiara la dott.ssa D’Anna -abbiamo pensato di organizzare un evento  scientifico che propone temi di patologia ostetrica con i quali quotidianamente ci confrontiamo, oltre ad una serie di progetti inerenti la specialità, che stiamo portando avanti, nell’intento di migliorare i risultati della salute materno-feto-
neonatale. Nelle varie sessioni – continua –  saranno presentati casi clinici commentati da un diversi esperti e saranno esposte le linee guida attuali e gli studi in corso sull’argomento. Ogni professionista deve conoscere le azioni da svolgere, in quale sequenza ed in quali tempi. Occorre standardizzare il più possibile i processi per condurre una assistenza puntuale, precisa ed aderente alle procedure ed alle linee guida. In ambito di emergenze ostetriche oltre alla simulazione il confronto clinico fra diversi professionisti rappresenta – conclude – una grande risorsa”.

Elezioni regionali, centro sinistra spaccato: sulle primarie Faraone bacchetta Crocetta

“E’ legittimo che il presidente voglia difendere cinque anni di governo in Sicilia. Ma non accettiamo lezioni di democrazia. Renzi e la classe dirigente del Pd, sottoscritto compreso, hanno posto le primarie al centro del nuovo corso”. Parla Davide Faraone sottosegretario alla Salute e guida dei renziani siciliani. Lo fa all’indomani della ‘minaccia’ del presidente della regione che vuole essere candidato o azzererà la giunta e torna a chiedere le primarie. Faraone, però, sceglie il Mattino, giornale di Napoli per esprimere la sua opinione politica. “Le primarie furono proposte a Crocetta a suo tempo – ricorda il sottosegretario – gli chiedemmo la disponibilità per i primi di luglio, ma il governatore rifiutò: le avvertiva come una sorta di messa in discussione della sua avventura politica. Come può chiederle adesso a due mesi dalle elezioni, e senza la disponibilità dei partiti di coalizione?” Per Faraone il tempo è scaduto e ribadisce che il candidato è Fabrizio Micari “Il Pd ha abbracciato un altro progetto, e sarebbe saggio pensare al bene del partito. La sua è una richiesta strumentale, un detonatore che mira a far esplodere la coalizione”. Il sottosegretario poi contesta l’idea di Crocetta in base alla quale il progetto Micari sarebbe perdente: “Io credo che la candidatura di Micari sia viceversa di alto profilo perché rappresenta l’unica vera novità in campo per la vita politica dell’Isola. Un candidato eccellente, rettore di un’università importante come quella di Palermo, che rappresenta per giovani e precari siciliani un importante segnale di attenzione. Gli altri parlano di vento nuovo, ma Cancelleri è stato già candidato alle regionali, e Musumeci è al terzo tentativo. Non proprio due volti nuovi”. Sulla scelta di Mdp di candidare Claudio Fava il sottosegretario, poi, nutre ancora delle speranze: “Il mio auspicio è che Mdp torni sui suoi passi. Erano stati loro stessi, insieme a Sinistra italiana, a proporre la candidatura di Micari nei colloqui con il sindaco Orlando. Ma hanno fatto retromarcia a causa di Alternativa popolare”.

Ritardi sui lavori della Palermo – Agrigento. Operai in sciopero

Il cantiere dovrebbe concludersi entro il 2018, con un anno di ritardo rispetto ai 1200 giorni previsti a inizio 2014. Il via al progetto risale al 2001. Ma adesso una variante di percorso con costi aggiuntivi rischia di consegnare agli automobilisti un’opera incompleta, mentre si licenziano lavoratori. Non c’è pace per gli sfortunati 34 chilometri che separano Bolognetta e Lercara Friddi.

Oggi, è stato proclamato uno sciopero di due ore nel cantiere Bolognetta – Lercara, . Dopo un’assemblea con i lavoratori, è stata proclamata l’astensione dal lavoro in quanto l’azienda non ha dato risposte ai sindacati in merito alla proroga dei contratti a tempo di 15 operai in scadenza il 31 luglio. “Contestiamo la scelta dell’azienda di non confermare questi contratti malgrado dall’incontro con l’Anas, dei giorni scorsi, sia emersa invece la necessità di aumentare la produzione del cantiere – dichiarano Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Francesco Piastra per Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Palermo- Chiediamo la proroga dei contratti e di avviare un confronto con l’azienda per discutere dell’assetto produttivo del cantiere”.

Se non arriveranno risposte, i 101 lavoratori impegnati nelle opere di ammodernamento del tratto della Palermo-Agrigento, lunedì faranno un presidio davanti agli uffici della Bolognetta spca, dopo lo svincolo di Villafrati, per continuare la protesta.

Il Cua contro la Regione

E’ braccio di ferro tra il consorzio universitario di Agrigento e la Regione. Il Cda del Cua ha deliberato d’impugnare davanti al Consiglio di giustizia amministrativa il decreto regionale relativo al protocollo d’intesa che è stato firmato tra gli assessori Alessandro Baccei e Carlo Vermiglio e le tre università statali siciliane, che di fatto priva della propria competenza i territori in cui insistono i Consorzi universitari, delle loro prerogative di programmazione e di definizione di politiche di sviluppo del decentramento universitario. Lo ha dichiarato il Cua attraverso una nota stampa. “Nell’ordinanza emessa dal Tar – si legge – emerge che i consorzi universitari siciliani abbiano provveduto alle modifiche statutarie previste dal decreto assessoriale che subordinano la concessione dei contributi Regionali previo adeguamento degli statuti dei consorzi. In realtà nessun consorzio universitario, fatta eccezione per quello di Trapani, ha provveduto a tali modifiche, non condividendone i contenuti dello stesso protocollo d’intesa”. “Peraltro, l’Assemblea regionale siciliana con un ordine del giorno approvato da tutti i gruppi parlamentari, – aggiungono dal Cua – ha invitato l’assessore Baccei a disdettare tale protocollo d’intesa senza indugio alcuno e ad attivare da subito un tavolo di confronto tra l’amministrazione regionale, le università operanti in Sicilia e i Consorzi universitari siciliani per la individuazione di alcune linee guida alle quali ispirare una riforma organica sui consorzi”.

Gdf sequestra 800 grammi di hashish grazie al fiuto di “Tasko”

Il fiuto di “Tasko”, il cane della Guardia di finanza, ha “incastrato”, alla stazione ferroviaria di Agrigento, un palermitano ventisettenne. E’ stato trovato in possesso di otto panetti di hashish, occultati dentro una borsa a tracolla, per un peso complessivo di 800 grammi.  Le Fiamme gialle, ieri pomeriggio, hanno effettuato – nell’ambito di una costante azione di prevenzione e repressione del traffico illecito e della commercializzazione di sostanze stupefacenti – un controllo alla stazione ferroviaria di Agrigento. C’erano anche le unità cinofile. E “Tasko” non s’è fatto sfuggire il giovane, proveniente dalla stazione di Bagheria, che aveva la droga. Il ventisettenne, A. M. G., è stato arrestato per l’ipotesi di reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.  I finanzieri hanno accertato anche che, al momento dell’arresto, il giovane era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato accompagnato alla casa circondariale di contrada Petrusa.

Rosario Crocetta. “Io mi ricandido di sicuro”

Non si sarebbe candidato solo se Pietro Grasso avrebbe detto “si” a correre alla poltrona di presidente della Regione siciliana. Dunque, Rosario Crocetta ci sarà . “Io mi ricandido di sicuro”: Rosario Crocetta così rompe gli indugi e rilancia la propria corsa verso un nuovo mandato a Palazzo d’Orleans. Dopo il no del presidente del Senato è partito un pressing da parte di tutti i partiti ma la frase  di Crocetta è un indizio che porta a ritenere che potrebbe arrivare un altro no. E a questo punto la partita si riapre, almeno per Crocetta. Il presidente uscente della Regione si dice certo di poterci riprovare con qualunque formula: «Il Pd vuole fare le primarie? Ok, misuriamoci e vediamo chi ha più voti». È un messaggio rivolto ai leader delle altre correnti, da Giuseppe Lupo a Davide Faraone, già impegnati in candidature alternative o personali. E per rafforzare la propria corsa bis, Crocetta ha colto al balzo il via libera al bilancio della Regione appena arrivato dalla Corte dei Conti: «Quando sono stato eletto ho trovato un buco di due miliardi, ora i conti sono in attivo. È vero, i magistrati contabili ci hanno suggerito alcune azioni correttive. Le farò se sarò ancora presidente della Regione…». Ma il segretario del Pd, Fausto Raciti, stoppa subito le ambizioni del presidente: “Prima le alleanze, poi il candidato”. Segnale che il partito lavora in una direzione totalmente diversa a quella della ricandidatura di Crocetta, visto anche la contrarietà esplicitata da tutti gli altri leader della coalizione di centrosinistra.

Sicilia. Crocetta:”Mi impegnerò fino in fondo a portare avanti il processo di riscatto e crescita della Sicilia”

“Avevo aderito con sincerità e lealtà al progetto Grasso  Presidente. E credo che non esistano precedenti di presidenti della Regione  uscenti, che abbiano dimostrato tanta lealtà nei confronti del proprio partito  e della coalizione con la quale ha governato”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario  Crocetta.  ” Occorre adesso -continua Crocetta- riprendere il   confronto unitario, partendo dalla valutazione del  grande lavoro che è stato  svolto alla Regione in questi anni e che ha salvato la Sicilia.  La Regione non  può essere affidata a pericolose avventure di governo che ripropongono gli  schemi di quel passato che l’ha distrutta.  Indietro non si torna e tale consapevolezza mi  spinge a lottare e a  impegnarmi con maggior vigore, fino in fondo, per fare della Sicilia una delle  terre più avanzate e più ricche d’Europa, in un percorso di trasparenza e  legalità”

Mariella Lo Bello: “I bandi in Gazzetta Ufficiale. Pioggia di milioni per le imprese siciliane”.

Sono in Gazzetta Ufficiale le 4 azioni del PO – Fesr per complessivi 170 milioni di euro  di competenza dell’ Assessorato Regionale delle Attività Produttive. Ne da comunicazione l’ Assessore Regionale al ramo Mariella Lo Bello che afferma “Con questo lavoro che abbiamo portato a termine, le imprese siciliane potranno avere sostegno nell’innovazione, supporto  per le nuove idee, determinando nuova occupazione stabile e creando nuove prospettive di crescita. La Sicilia adesso ha gli strumenti per essere competitiva, servono solo uomini e progetti”.

Palermo è capitale italiana della cultura 2018

Palermo è la capitale italiana della cultura 2018, è stato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ad annunciarlo. La scelta della giuria presieduta da Stefano Baia è caduta quindi sul capoluogo siciliano, serrata era la concorrenza tra le altre città finaliste, figuravano infatti Alghero, Trento, Recanati, Ercolano e l’altra siciliana, Erice. “La candidatura è sostenuta da un progetto credibile, di altissimo livello supportato da tutti i partner istituzionali” ha commentato il ministro Franceschini. Tre anni e mezzo dopo la bocciatura di Palermo della candidatura a capitale europea della cultura 2019, l’amministrazione comunale guidata da Leoluca Orlando ci ha riprovato: e stavolta ci è riuscita. Palermo, qualche settimana fa, è stata proclamata anche capitale italiana dei giovani per il 2017. Nel dossier presentato dal Comune, si è fatto leva su Manifesta1.2, una fra le principale biennali di arte contemporanea su scala mondiale che si svolgerà in città proprio nel 2018. Ma hanno anche utilizzato il riconoscimento Unesco percorso arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù patrimonio dell’umanità. E ancora il boom di turismo, con i visitatori che sono aumentati a vista d’occhio anche come conseguenza del terrorismo che ha reso insicure le mete del Nord Africa. La storia e la cultura millenaria di Palermo quindi saranno degni testimoni dell’immenso patrimonio culturale del “Bel Paese”. Il riconoscimento del MIBAC, avrà influenze positive nel centro palatino, soprattutto per quanto riguarda l’atteso incremento turistico. Circostanza quest’ultima a cui aspira anche un altro capoluogo siciliano, Agrigento. Nella città dei Templi infatti, recentemente l’amministrazione comunale, ha incaricato una società ad elaborare un report da presentare al ministero per la candidatura di Agrigento a capitale italiana della cultura 2020.

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Diritti negati, il Tg 5 si occupa del calvario di una maestra di Favara

In un Paese paralizzato dalla burocrazia, dove dilaga la corruzione, i cittadini onesti per ottenere i propri diritti, spesso ricorrono alle denunce pubbliche tramite i media nazionali, nell’auspicio che le segnalazioni, grazie al clamore mediatico, possano trovare una risposta. Questo è stato il caso, ad esempio, di un’insegnante di Favara, che grazie all’intervento del TG5 e nello specifico del giornalista agrigentino Carmelo Sardo, ha potuto rendere noto il calvario a cui è sottoposta. Prima di addentrarci nella storia che la signora ha raccontato all’inviato di Mediaset però, occorre contestualizzare l’ambiente in cui questo accade. Siamo in Provincia di Agrigento, dove è in corso l’inchiesta “La carica delle 104”, l’indagine che vede coinvolte oltre un centinaio di persone, mira a fare luce su un presunto giro di truffe attuate da soggetti che, mediante certificazioni mendaci (ottenute grazie alla disponibilità di alcuni operatori sanitari) hanno usufruito i benefici previsti dalla Legge 104 che, nel caso degli insegnanti, serve ad ottenete l’assegnazione di una cattedra nella Provincia di residenza. Uno scandalo, questo dei furbetti delle 104, che vede proprio in Favara e Raffadali i centri più attivi nell’organizzazione dei rilasci delle certificazioni false che attualmente sono al vaglio della Magistratura. Fatta la dovuta premessa, passiamo ad esaminare il caso della signora Carmen. Una vita felice per la giovane docente, che con sacrifici, dopo un breve periodo da precaria, riesce finalmente ad ottenere la cattedra in una delle Province del Nord. Poi, con l’arrivo della prima figlia, il trasferimento provvisorio in Sicilia. IL calvario della signora Carmen però nasce con l’arrivo di Filippo, un bambino affetto da una rarissima encefalopatia e che proprio per la situazione clinica, necessita di assistenza continua. La mamma, inizia quindi a chiedere al Ministero dell’Istruzione di poter lavorare in un luogo vicino al proprio bambino. Richieste che non sono mai state accolte. Grazie ad una Legge, Carmen, comunque riesce a lavorare per tre anni alla Procura della Repubblica di Agrigento come cancelliere. Scaduti i 36 mesi però, Carmen è tornata ad insegnare a Palermo, centro distante circa a 3 ore di macchina dalla sua abitazione. Poi arriva la riforma della “Buona Scuola” di Renzi e paradossalmente, la mamma (insegnante di ruolo) che da circa 6 anni chiede al ministero di essere trasferita in una scuola della sua Provincia per poter essere vicina al figlio gravemente malato, non ottiene una cattedra nell’agrigentino perchè i posti, 52 per l’anno scolastico in corso, sono stati assegnati ad altrettanti docenti precari in possesso della famosa 104 personale. Carmen, anche lei è in possesso della 104, ma non quella personale, quindi ai fini della graduatoria, la mamma che al ritorno dal lavoro da Palermo anziché riposare è costretta a rimettersi in viaggio per Canicattì per portare Filippo in una struttura di riabilitazione, non può lavorare nella sua zona. Per esigenze che tutti, tranne lo Stato, comprendiamo, la mamma è spesso costretta ad usufruire dei congedi, in totale sono di due anni quelli concessi per la carriera degli insegnati. La signora Carmen li ha già quasi esauriti e da maggio prossimo, se le cose non cambiano, sarà costretta a lasciare il mondo dell’insegnamento. La signora si sente una vittima del sistema, gli abusi che negli anni si sono fatti dei benefici legati alla 104, dovrebbero far riflettere soprattutto chi, ottenendoli in modo illecito, toglie inesorabilmente il diritto a chi ne ha estremamente bisogno. L’auspicio naturalmente è che la dignità della lavoratrice e mamma, venga presa in considerazione dallo Stato che a volte, consentiteci, sembra quasi favorire i furbetti rispetto alla gente onesta che chiede solo ciò che gli spetta.

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Maltempo: Dichiarato lo stato di calamità in Sicilia

In seguito alle recenti ondate di maltempo che si sono abbattute in Sicilia, la giunta regionale ha dichiarato lo stato di calamità e richiesto lo stato di emergenza. A Palazzo D’Orleans inoltre è stato varato un emendamento che assegna alla Protezione Civile 10 milioni di euro per coprire le spese degli enti locali che hanno anticipato i fondi per gli interventi in somma urgenza e 20 milioni in più, oltre ai 70 già previsti nel Poc, per intervenire su situazioni a rischio. Intanto la sezione di Sciacca della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, chiede alla locale amministrazione comunale , di sospendere i tributi locali per le aziende che hanno subito danni dai nubifragi. “Il tessuto produttivo saccense, messo già a dura prova dalle dinamiche congiunturali legate alla crisi economica nel suo complesso – spiega in una nota il presidente Giuseppe Catanzaro – sta soffrendo ulteriormente e rischia il collasso sotto il peso di queste devastanti precipitazioni e allagamenti che hanno messo in ginocchio la nostra città”.

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Lo Bello: “selezionate le imprese che parteciperanno alle fiere”

“Sono state selezionate le imprese che parteciperanno alle Fiere dei settori artigianato, agroalimentare e nautica, scelte dall’ Assessorato Regionale delle Attività Produttive, nell’ambito dell’attività svolta dal servizio di internazionalizzazione e che si svolgeranno prossimamente in Italia e all’estero”.
Ne da comunicazione l’ assessore regionale delle attività produttive Mariella Lo Bello che sottolinea “ c’è stata una folta partecipazione  all’avviso che abbiamo emanato. Le aziende scelte, i cui elenchi sono pubblicati sul sito istituzionale dell’ Assessorato e dello Sprint, hanno avuto la priorità, per fatturato e capacità produttiva, valutati come adeguati alla partecipazione. E’
stato anche considerato il possesso di sito web funzionante, come requisito indispensabile per la presenza alle manifestazioni in programma”.

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Piano Giovani. Slitta la data di avvio in Sicilia

E’ stata riattivata la seconda selezione del Piano Giovani per 800 tirocinanti. A darne notizia è stato l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale Bruno Marziano che annuncia entro l’anno altri 1000 tirocini. In 79 hanno rinunciato all’adesione e ,nei 721 rimanenti, per 227 è stata già effettuata la verifica per l’assunzione nelle imprese mentre per i restanti 494 si sta verificando la disponibilità sia dei tirocinanti che delle aziende. «Con l’attivazione delle procedure della seconda finestra – ha dichiarato l’assessore regionale Bruno Marziano -, più di mille giovani potranno essere immessi nel mondo del lavoro e procedere con il loro tirocinio. A conclusione della seconda finestra questo assessorato si ripromette di avviare la terza e conclusiva finestra che riguarderà un numero di giovani variabile in grado di completare il monte totale di tirocinanti stabilito in 2200 giovani. Esprimo soddisfazione perché quello che sembrava un diritto negato si è trasformato nella possibilità data a tanti giovani siciliani di formarsi professionalmente in ambito lavorativo».

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Il TAR condanna l’assessorato regionale della Salute su sanzioni per aggregazione tardiva dei laboratori di analisi

I titolari di due laboratori di analisi cliniche con sedi rispettivamente a Palma di Montechiaro e Aragona, si erano appellati al TAR Sicilia, per impugnare il decreto dell’Assessore Regionale della Salute che disciplina il sistema di aggregazione dei laboratori di analisi in Sicilia , contenente una previsione di decadenza automatica dell’accreditamento nell’ipotesi di omessa presentazione, entro i termini previsti. I titolari dei due laboratori, patrocinati dagli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri hanno fatto leva sull’illegittimità di una previsione temporale assai ristretta, 60 giorni, per l’aggregazione tra laboratori per il raggiungimento di una soglia minima di prestazioni, contestualemnte i due legali, hanno anche posto l’indice sull’illegittimità della sanzione della automatica decadenza dell’accreditamento di ogni singola struttura nell’ipotesi di esito negativo del procedimento di accreditamento dell’aggregato. I difensori hanno altresì censurato la violazione dei principi comunitari in materia di concorrenza e di autonomia privata. Si è costituito in giudizio l’assessorato regionale della Salute, che chiedeva il rigetto del ricorso, avanzato dai due laboratori. Già il Presidente della Terza sezione del TAR Sicilia, aveva accolto la richiesta di misure cautelari monocratiche avanzata dai difensori , sospendendo l’efficacia della sanzione automatica contenuta nel decreto assessoriale impugnato. Da ultimo il Tar condividendo le censure formulate dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha accolto il ricorso condannando l’assessorato regionale della Salute anche al pagamento delle spese giudiziali.

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ARS. La casta non taglia i vitalizi, 590 mila euro al mese per i compianti onorevoli

Razionalizzare, tagli, lotta agli sprechi, spending review, sono questi alcuni dei termini che da qualche anno, caratterizzano la grave crisi economica che attanaglia la nostra nazione e che comunemente sono utilizzati dagli esponenti politici di tutte le compagini.

Concretamente però, i tagli vengono sempre attuati a discapito dei contribuenti, con la riduzione dei servizi essenziali, quali Sanità ed Istruzione. Ma la classe politica, che chiede i sacrifici ai cittadini, è disposta a stringere la cinghia anche lei? A giudicare da quello che accade all’Assemblea Regionale Siciliana, possiamo tranquillamente affermare che la “casta” continua ad usufruire dei benefici. Ci spieghiamo meglio, ogni anno, i contribuenti siciliani pagano circa sette milioni di euro per assegni di reversibilità ai familiari di ex deputati regionali. E nel mentre in Sicilia non si trovano i soldi necessari alla stabilizzazione dei precari, i fondi destinati ai vitalizi, sono invece inseriti in una voce fissa del bilancio dell’ARS.

Sarebbero circa diciotto milioni di euro annui che, negli ultimi cinque anni, sono stati impiegati per pagare vitalizi agli ex deputati e pensioni di reversibilità a parenti di onorevoli scomparsi.

Una somma addirittura superiore a quella prevista per gli indennizzi dei parlamentari in carica.

Un sistema consolidato che premia gli eredi di esponenti politici, a volte semisconosciuti, che hanno militato fra i banchi di Sala d’Ercole persino nell’immediato Dopoguerra.

Ne è un esempio, l’assegno di circa 3 mila euro al mese, per i familiari del marsalese Ignazio Adamo, eletto letto per il Blocco del popolo e all’Ars sino al 1955.

Ma sono tanti i casi, che riportano addirittura ad esponenti del partito monarchico.

La lista degli assegni di reversibilità comprende 130 nomi di beneficiari, per un costo mensile di 590mila euro, circa sette milioni l’anno. Sono invece 180 gli ex onorevoli ancora in vita che sono titolari di vitalizi “diretti”, per una spesa complessiva di quasi 882mila euro al mese, oltre dieci milioni di euro l’anno. Fra questi, anche parlamentari che sono passati dalle parti di Palazzo dei Normanni per poche settimane.

Altro che stringere tutti la cinghia, quando si tratta dei vitalizi, gli onorevoli siciliani non solo non sono disposti a tagliargli ma li lasciano anche in eredità, il tutto, ovviamente sulle spalle delle migliaia di famiglie siciliane che non arrivano a fine mese.

 

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Novità per le elezioni dei presidenti dei Liberi Consorzi in Sicilia

Nelle more che il governatore della Regione, Rosario Crocetta, ufficializzi la data delle elezioni per il presidente e del consiglio dei Liberi Consorzi Comunali, è stato modificato, in parte, il meccanismo del voto ponderato. La rettifica è stata inserita in un decreto dell’Assessore Regionale alle Autonomie Locali Luisa Lantieri. Comunque le elezioni dovrebbero svolgersi entro il prossimo 26 febbraio.
Le principali modifiche prevedono, tra le altre cose anche l’incremento del voto ponderato di ciascun consigliere nei comuni dove si è votato nel 2016. Incremento che servirà a compensare la diminuzione del 20% del numero dei consiglieri comunali.In provincia di Agrigento sono interessati alla modifica i Comuni di : Canicattì, Favara, Porto Empedocle e Montevago che sono andati al voto la primavera scorsa.La fase transitoria avrà termine, quando, all’interno dell’Ente di area vasta di appartenenza, i Comuni della medesima fascia demografica avranno tutti rinnovato i propri organi elettivi, con l’attuale normativa elettorale.
Ai fini dell’applicazione del coefficiente, il voto di ciascuno consigliere dovrà essere dapprima moltiplicato per un coefficiente correttivo pari a 1,25 ed il risultato ottenuto dovrà a sua volta essere moltiplicato per l’indice di ponderazione della fascia di appartenenza. Il voto dei consiglieri dovrà essere espresso mediante l’utilizzo di apposite schede del colore della fascia di appartenenza del comune in base alla popolazione, con l’aggiunta, nella parte esterna della scheda, della dicitura bis, al fine della corretta applicazione della procedura di calcolo individuata.

Come si ricorderà, le elezioni di secondo grado degli organi del Libero Consorzio sono previste utilizzando il meccanismo del voto ponderato assegnato a ciascun sindaco e consigliere comunale della provincia in base alla fascia demografica di appartenenza.

 

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Regione. La Giunta Crocetta stanzia 800 mila euro per la cattedrale di S. Gerlando

A 2128 giorni di distanza dalla chiusura della cattedrale di Agrigento, la Giunta Crocetta ha deliberato la somma di 800 mila euro per la messa in sicurezza del Duomo dedicato a San Gerlando.

Serviranno però circa 1 milione e mezzo di euro, la restante parte, 700 mila euro, sarà a carico dell’arcidiocesi.

L’assessorato regionale alle infrastrutture nelle prossime settimane, dopo la ricezione da parte dell’arcidiocesi del crono programma delle opere da eseguire, emetterà il relativo decreto di finanziamento affinché i lavori possano partire nei primi mesi del 2017.

Soddisfazioni per il provvedimento varato a Palazzo d’Orleans esprimono la parlamentare regionale Margherita La Rocca Ruvolo ce il responsabile dei beni culturali dell’ arcidiocesi di Agrigento,don Giuseppe Pontillo.

Apprezzamenti giungono anche dal Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto che in merito dichiara: “Primo atto tangibile e concreto per la cantierabilità degli interventi di messa in sicurezza della Cattedrale di Agrigento. Abbiamo condiviso sin dal principio – ha aggiunto il primo cittadino – la necessità di dare priorità e centralità al problema della messa in sicurezza della Cattedrale, cuore pulsante della nostra Arcidiocesi e simbolo della nostra Girgenti.

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Regione. La Giunta approva il bilancio provvisorio, salvi i precari

La giunta regionale guidata dal Presidente Rosario Crocetta, ha approvato due disegni di legge, il primo circa il processo di stabilizzazione dei precari,  il secondo invece è relativo all’approvazione del bilancio provvisorio per 45 giorni. “A questo punto – dice il presidente – l’Assemblea è in grado di approvare le norme di stabilizzazione dei precari e la prosecuzione dell’attività  amministrativa, attraverso il bilancio provvisorio e, dopo l’approvazione di  questi testi, iniziare l’esame di merito della legge di bilancio
definitiva”. A Palzzo d’Orleans è stato varato anche un progetto di 85 milioni di euro a valere sul fondo sociale europeo, per l’occupazione di tutti gli ex  sportellisti siciliani per un periodo di 18 mesi. “Tale progetto – dice il  presidente – permette di avviare al lavoro tutti e consente di avviare con serenità un confronto con i lavoratori e con le rappresentanze sindacali, per  trovare una soluzione definitiva. Abbiamo onorato gli impegni – conclude  Crocetta – che insieme all’assessore Gianluca Miccichè avevamo assunto con i  lavoratori”. Per i deputati del Movimento Cinque Stelle all’ARS, con l’esercizio provvisorio, il marchio di fabbrica del governo Crocetta sono “AAA, approssimazione, assenteismo, allucinazioni”. “Crocetta – dicono Giancarlo Cancelleri e Sergio Tancredi – lo ha fatto facendo anche terrorismo e cercando di scaricare sul parlamento responsabilità che sono solo sue e della maggioranza Pd che lo sostiene e che in questi giorni – aggiungono – non è riuscita a raccattare il numero legale. Non solo, i numeri sono mancati addirittura in giunta, dove solo per il rotto della cuffia si è riusciti a mettere assieme il numero degli assessori per varare i disegni di legge che hanno portato oggi in commissione. E tutto questo – concludono Cancelleri e Tancredi – come al solito, mentre la Sicilia aspetta e continua ad affogare”
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Redditi degli onorevoli siciliani. Vincenzo Fontana è il “paperone” dell’ARS

161 mila 167 euro, è questo il reddito dichiarato quest’anno dall’onorevole agrigentino Vincenzo Fontana che gli vale il primato dei parlamentari regionali più ricchi a Sala D’Ercole.

Fontana, uomo politico di fiducia del minixtro Alfano, medico di professione, è stato parlamentare nazionale ed ex presidente della Provincia di Agrigento, è approdato all’ARS nel 2012 ottenendo il primato di voti nella lista del PDL.

Nella speciale classifica dei “paperoni”, gli altri deputati regionali agrigentini sono notevolmente distaccati dal podio, nella parte bassa della graduatoria infatti, troviamo gli onorevoli, Margherita La Rocca Ruvolo e Matteo Mangiacavallo che nell’anno 2015 hanno dichiarato rispettivamente 69 mila 853 e 68.331 euro.

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Raffadali, Giuseppe Curaba non ce l’ha fatta: è spirato oggi pomeriggio a Palermo

È morto, ieri pomeriggio, all’ospedale Villa Sofia di Palermo il giovane di Raffadali, Giuseppe Curaba.

Era precipitato dal balcone di casa sua, lo scorso 4 novembre, da un’altezza di circa dieci metri. L’incidente è avvenuto in via A 12, nel quartiere Voltano, a Raffadali, e la dinamica non è stata ancora completamente accertata. Di sicuro, il giovane, assieme al fratello, stava usando il montacarichi per salire al terzo piano il combustibile per la caldaia. [kkstarratings][wp-rss-aggregator]

INPS. Maxi multa alla Regione Sicilia per contributi non versati

Spesso abbiamo sentito di imprenditori che non versano i contributi previdenziali ai propri dipendenti, ma quando l’evasione viene attuata dalla pubblica amministrazione, la cosa inizia a farsi più rara.

E’ il caso scoperto dall’INPS in Sicilia, secondo l’Istituto infatti, la Regione Sicilia, per gli anni 2014 e 2015, non avrebbe versato i contributi a 36 lavoratori precari del settore Ambiente.

Per questo motivo, l’INPS ha già notificato al competente dipartimento regionale, un verbale di circa 570 mila euro, di cui circa 200 mila euro di sanzioni e 10 mila di interessi.

Il dirigente di settore, dopo aver preso visione del verbale, avrebbe già firmato il decreto con il quale, si impegneranno le somme necessarie al pagamento.

Oltre al danno anche la beffa con i lavoratori per i quali non erano stati versati i contributi che intanto sono stati licenziati e i 570 mila euro adesso che dovranno sborsare i contribuenti siciliani che tanto ormai, sono abituati ad accollarsi le spese prodotte dagli errori dei burocrati e dalla classe politica.

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Al via il Piano di Comunicazione “New York scoprila al volo!”

L’aeroporto di Palermo è sempre più vicino alla Città dei Templi. Mercoledì 8 Giugno alle ore 12.00 presso l’ex Collegio dei Filippini di via Atenea ad Agrigento, verranno presentate alla Stampa le nuove agevolazioni per i fruitori agrigentini dell’aeroporto palermitano di Punta Raisi e il Piano di Comunicazione “New York scoprila al volo!”  sul nuovo volo di collegamento diretto della Compagnia Meridiana, da Palermo a New York. Alla Conferenza Stampa sarà presente il vertice Gesap, la Società che gestisce l’aeroporto di Punta Raisi, con Fabio Giambrone, Presidente, Giuseppe Mistretta, Amministratore delegato e Natale Chieppa Direttore commerciale oltre ad Andrea Andorno, Direttore commerciale della Compagnia Meridiana, Lillo Firetto, sindaco di Agrigento e Giuseppe Parello, Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico Valle dei templi di Agrigento. Sempre presso l’ex Collegio dei Filippini, mercoledì 8 giugno ma alle ore 19 e 30 è previsto l’Evento “New York scoprila al volo” con interventi e video proiezioni e al termine un buffet per gli ospiti, organizzato dalla Gesap.

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Spese pazze Ars, PM: “processare deputati”

La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per gli ex capigruppo e deputati dell’Assemblea regionale siciliana indagati per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “spese pazze” nel corso della precedente legislatura, dal 2008 al 2012. Si tratta degli imputati che hanno scelto il rito ordinario: Giulia Adamo (Pdl, gruppo misto e Udc), Nunzio Cappadona (Aps, Alleati per la Sicilia), Francesco Musotto (Mpa), Rudy Maira (Udc e Pid), Nicola D’Agostino (Mpa), Marianna Caronia (Mpa e Pid), Paolo Ruggirello (Mpa e gruppo misto), Livio Marrocco (Pdl e Fli), Cataldo Fiorenza (Pd e gruppo misto), Salvo Pogliese (Pdl), Innocenzo Leontini (Pdl) e Cateno De Luca (Mpa e gruppo misto) hanno scelto il rito abbreviato e la prossima udienza sarà il 4 luglio. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci, e dai pm Sergio Demontis, Maurizio Agnello e Luca Battinieri.

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Morte cerebrale per un tredicenne di Palermo 

E’ stata dichiarata la morte cerebrale per M P , sono le iniziali del nome, il ragazzino di 13 anni che venerdì scorso, 27 maggio, è stato investito in via Gibilrossa a Palermo da una Citroen C3 guidata da un uomo di Belmonte Mezzagno di 66 anni. Il 13enne, intento a recarsi a scuola insiene al fratello, ha attraversato la strada ed è stato falciato dall’auto.

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Palermo, arrestato docente di religione 

I poliziotti della Squadra mobile e la Procura della Repubblica di Palermo hanno arrestato ai domiciliari, con braccialetto elettronico, un professore di religione, indagato per atti sessuali con una ex alunna minorenne. A carico del docente, di 47 anni, di Palermo, in servizio in un Istituto superiore della città, vi sono gravi indizi raccolti dalla Sezione reati sessuali e in danno di minori della Squadra mobile.

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Anniversario strage di Capaci

Via Notarbartolo a Palermo: palloncini di tutti i colori, slogan e canti per Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e urla contro la mafia. C’e’ anche la musica di Lorenzo Fragola e infine alle 17,58, nell’attimo esatto della strage l’elenco delle vittime letto dal presidente Piero Grasso: Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, anche lei magistrato, Antonino Antinoro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani, insieme a quelli di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Poi il minuto di silenzio che anche quest’anno ha chiuso le numerose manifestazioni per il ventiquattresimo anniversario della strage di Capaci. Migliaia di studenti, scout e volontari delle associazioni, urlando “Palermo chiama Italia”, hanno aperto il corteo partito dall’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, dove prima si sono tenuti parecchi interventi anche istituzionali. Collegate con l’aula otto città italiane.

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Droga, operazione “Veleno”, conferma condanna Zinerco

La Corte d’ Appello di Palermo ha confermato la sentenza di condanna a 9 anni di reclusione emessa il 16 luglio 2015 dal Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, a carico di Valerio Zinerco, 28 anni, di Ribera, ritenuto il personaggio chiave dell’inchiesta antidroga cosiddetta “Veleno” che il 16 luglio 2014 ha provocato 53 misure cautelari, tra carcere, domiciliari e obblighi di dimora. Zinerco avrebbe ceduto la dose di eroina che si sarebbe rivelata mortale per Jessica Miceli, una ragazza di Ribera di 20 anni.

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Strage di Capaci, iniziative in Sicilia

“Palermo chiama e l’Italia risponde”: è questo il titolo scelto per tutte le cerimonie che oggi ricorderanno il ventiquattresimo anniversario della strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e alcuni agenti della scorta del magistrato siciliano. Il programma organizzato dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” si è avvalso della collaborazione del ministero dell’Istruzione, per organizzare delle manifestazione a Palermo e in altre otto città italiane: Milano, Gattatico (Reggio Emilia), Firenze, Napoli, Roma, Pescara, Bari, Barile (Potenza). Falcone venne assassinato nella strage di Capaci, il 23 maggio 1992, mentre rientrava da Roma, atterrato alle 16:45 all’aeroporto di Punta Raisi. Nell’Aula Bunker del carcere Ucciardone presenti, fra le autorità, il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, il Presidente della Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone” Maria Falcone, il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, il Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, il Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti. Nell’aula anche circa mille studenti.

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Mafia: operazione dei Carabinieri, 7 arresti a Palermo

Il Comando provinciale dei Carabinieri e la Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno arrestato altri 7 presunti affiliati ai mandamenti di “Porta Nuova” e di “Bagheria”, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Commercianti e imprenditori sono stati costretti a pagare somme di denaro, con cadenza mensile o in occasione delle festività di Pasqua e di Natale. Gli arrestati in carcere sono i palermitani Antonino Abbate, 39 anni, Gaspare Parisi, 39 anni, Vincenzo Vullo , 42 anni, Giuseppe Minardi, 68 anni, Salvatore Ingrassia, 51 anni, e Bartolomeo Militello, di Villabate, 69 anni. Poi Salvatore Martorana, 70 anni, di Bagheria, consigliere comunale di minoranza a Santa Flavia. Alcuni negozianti del “Borgo Vecchio” hanno scavalcato il muro dell’omertà e hanno resto ampia collaborazione agli inquirenti.

Crocetta guadagna quasi 10 mila euro al mese 

Novemila e cinquecento euro al mese, al netto delle tasse. Ecco quanto guadagna al mese il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Ai 9.500 euro di Crocetta si arriva sommando l’indennità da parlamentare regionale (compenso più diaria), pari a circa 8.100 euro netti al mese, e l’indennità di funzione di presidente della Regione, pari a 1.428,51 euro netti al mese. Negli ultimi giorni Crocetta è stato attaccato sui propri compensi paragonati a quelli di Renzi e Putin. Crocetta versa ogni mese 700 euro al suo partito, il Pd, prendendoli dalla sua indennità di parlamentare. Da deputato regionale, Crocetta inoltre rinuncia a 3.200 euro al mese per i portaborse, somma che gli altri parlamentari ricevono dall’Assemblea, fuori busta.

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CROCETTA SI RICANDIDA ALLE REGIONALI 

Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta pensa già al futuro e si proietta alle prossime elezioni regionali del 2017 annunciando la propria ricandidatura. “Ci saro’ anch’io in campo”-dichiara il governatore siciliano  che prosegue- indietro non si torna. I miei governi hanno messo dei paletti. Non mi sono candidato – dice a un quotidiano siciliano – per mettere la cipria sul vecchio blocco di potere. Il fatto che si sia creata la rottura, e’ il segnale che abbiamo visto giusto”. Anche se in ambito politico le alleanze cambiano dall’oggi al domani, Crocetta è già al lavoro per creare delle basi solide per presentarsi alle prossime elezioni. Mentre nell’area di centro  i suoi alleati  hanno  aperto il dialogo a Berlusconi dopo la sua tappa a Palermo questo fine settimana,  Crocetta pensa già ad un incontro con il segretario regionale del Pd  Raciti per rendere forte il suo prossimo obiettivo politico. Crocetta si toglie anche  qualche sassolino dalla scarpa quando afferma che il sistema politico dovrebbe ringraziarlo perche’ lui ha  fatto da parafulmine lasciando che tutte le polemiche ricadessero su se stesso in merito a quanto è stato fatto fino ad ora.

Paura per treno Agrigento-Palermo fuori binari

E’ stata temporaneamente sospesa fino a soluzione la circolazione ferroviaria tra Roccapalumba e Lercara Bassa, lungo la linea Palermo – Agrigento, a causa dello svio di un treno regionale, in viaggio a velocità ridotta. Non vi sono stati feriti tra i viaggiatori e personale di bordo, fanno sapere le Ferrovie. Le cause sono in corso di accertamento. E’ stato attivato un servizio di autobus sostitutivi.

Terribile schianto frontale tra due auto, conducenti vivi per miracolo

Terribile schianto frontale ieri sera sulla strada statale 189 Agrigento – Palermo, a circa 500 metri dal bivio per Aragona.  Una Renault Laguna e una Fiat Punto si sono scontrate. Non e’ ancora chiara l’esatta dinamica della violenta collisione. L’impatto è stato tremendo e la parte anteriore dei veicoli è andata praticamente distrutta. L’incidente si e’ verificato intorno alle ore 19. A lanciare l’allarme sono stati alcuni automobilisti in transito che hanno subito chiamato i soccorsi, rallentato il traffico e prestato le prime cure ai feriti, due uomini rimasti incastrati negli abitacoli dei due mezzi. Sul posto sono intervenute alcune squadre dei Vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento, i carabinieri della stazione di Aragona, le ambulanza e i soccorritori del 118. I pompieri e i sanitari hanno estratto prima il conducente della station wagon che ha riportato la frattura della gamba destra e altre ferite sparse in varie parti del corpo, e subito dopo, a fatica, il ragazzo alla guida della Punto, anche lui con parecchi traumi, soprattutto, alla testa. Entrambi i feriti sono stati trasportati all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento e non sono in pericolo di vita. Le auto incidente sono state recuperate dal soccorso stradale Galvano. Il traffico veicolare e’ rimasto bloccato per oltre un’ora. Poi la strada e’ stata sgomberata anche dai detriti e ripulita da olio e carburante che si e’ riversato sull’asfalto.

Antonella De Miro nuovo prefetto di Palermo

Antonella De Miro e’ il nuovo prefetto di Palermo. La nomina è stata varata dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha anche destinato Annunziato Vardè da Ragusa a Brindisi, nominando Maria Carmela Librizzi al suo posto, e ha disposto che Fernando Guida da Enna sia trasferito a Isernia. Antonella De Miro, catanese, 60 anni, è stata prefetto di Reggio Emilia dal 2009 al 2014, e poi è stata nominata prefetto a Perugia. Durante la carriera si è distinta per l’azione di prevenzione e lotta contro le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici e negli enti locali. Antonella De Miro, laureata in giurisprudenza, è stata successivamente cancelliere del Tribunale di Agrigento, fino al 1981, ed è figlia del già Soprintendente ai Beni culturali di Agrigento, Ernesto De Miro.

Inchiesta Icaro, e’ ricorso al riesame della DDA

A Palermo i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia, Fulantelli e Ravaglioli, si sono rivolti al Tribunale del Riesame di Palermo al fine di ottenere provvedimenti di custodia cautelare in carcere a carico di alcuni indagati agrigentini nell’ ambito dell’ inchiesta “Icaro”, dal nome del blitz della Squadra mobile di Agrigento del 2 dicembre scorso. L’ operazione ha provocato 13 misure cautelari (6 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 4 con obbligo di firma). Dunque, la Procura di Palermo ricorre al Riesame affinchè i 3 ai domiciliari e i 4 con obbligo di firma siano trasferiti in carcere.

Mafia, 38 arresti a Palermo

Vasta operazione dei carabinieri contro la mafia a Palermo, Roma, Milano e Napoli: i militari hanno eseguito 38 fermi su disposizione della Direzione distrettuale antimafia nei confronti di capi e gregari dei clan di Palermo Porta-Nuova e Bagheria. Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga, illecita concorrenza con minaccia o violenza, detenzione illegale di armi e turbativa d’asta. L’indagine, denominata «Panta Rei» in particolare ha evidenziato il ruolo di Teresa Marino, moglie del capocosca Tommaso Lo Presti. La donna gestiva ogni attività criminale dell’associazione mafiosa secondo le direttive impartite dal marito, condizionando costantemente le attività illecite anche degli altri affiliati e capi famiglia, in particolare nel settore del traffico degli stupefacenti. Alla moglie del capomafia anche il ruolo di tesoriera e cassiera del clan.

22mila precari siciliani, la manovra di Crocetta per salvare le proroghe

Sono 22 mila i precari in Sicilia negli enti locali che speravano nella stabilizzazione annunciata da tempo dal governatore Crocetta. Ma così non sarà, e come ogni anno sotto le feste di natale, ecco l’ombra dello scadere dei contratti. Ma Crocetta sembra avere un piano per salvare i precari. La giunta regionale ha, infatti  inviato a Roma un emendamento che punta in prima battuta su altri tre anni di proroghe piuttosto che sulla stabilizzazione immediata. Crocetta ha fatto scrivere a Palazzo d’Orleans un emendamento di 6 commi che prevede di estendere fino al 31 dicembre 2018 il regime transitorio delle assunzioni e delle proroghe già disciplinato dalle leggi approvate nel 2013. A salvarsi, almeno per questi tre anni, i precari cosiddetti storici dell’isola che prestano servizio presso i  Comuni, le Aziende sanitarie provinciali, Ospedali e Regione. Molti hanno il contratto in scadenza a fine anno, per la maggior parte però la scadenza è a fine 2016. Occorre però una copertura finanziaria  agganciandosi a norme nazionali che allunghino i termini assegnati ai vari enti per chiudere i percorsi di stabilizzazione. In pratica, le norme approvate nel 2013 consentivano proroghe anche fino al dicembre 2016 ma solo se nel frattempo gli enti avviavano le pratiche per la stabilizzazione individuando la disponibilità dei posti in pianta organica e le coperture finanziarie. Procedura che non tutti  hanno compiuto e che di fatto ne impedisce le nuove proroghe. Per questo motivo  la norma va corretta  creando le condizioni per poter prorogare ancora nel corso del nuovo anno. Ecco perchè Crocetta vuole spostare   di tre anni  tutte le scadenze. Permettendo così agli enti interessati di effettuare una programmazione pluriennale nell’ambito di un più esteso spazio temporale.

Mafia blitz a Corleone, progettavano di assassinare Angelino Alfano

Programmavano un omicidio e si sente con chiarezza  nelle intercettazioni dei Carabinieri  che da mesi,  li tenevano sotto controllo, per scoprire i piani dei nuovi padrini di Corleone. Questa notte su  ordine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo sono stati fermati sei allevatori della cosiddetta  mafia rurale, la più antica.  Per loro  Salvatore Riina era un’ispirazione. Il capo di Cosa nostra rinchiuso da ventidue anni e sottoposto al regime del 41 bis. Parlando come lui progettavano omicidi. Nei loro piani di sangue figurava il  ministro dell’Interno, l’agrigentino, Angelino Alfano. La sua colpa sarebbe stata quella di avere aggravato il carcero duro. La condotta del Ministro l’hanno  paragonato a   quella di John Fitzgerald Kennedy, il presidente degli Stati Uniti assassinato  a Dallas il 22 novembre 1963. Nell’intercettazione  i mafiosi di Corleone sostenevano che sarebbe stata Cosa nostra a decidere la morte di Kennedy, per punirlo di un suo voltafaccia.  Alfano, secondo le intercettazioni, per i mafiosi meritava la stessa morte del Presidente perchè avrebbe tenuto lo stesso comportamento, ossia sarebbe stato eletto con i loro voti  per poi non interessarsi più  delle loro questioni ed anzi inasprendo il carcere duro. I militari del gruppo di Monreale, supportati dalle unità cinofile per la ricerca di armi e da un elicottero, sono entrati in azione in una vasta area compresa tra Corleone, Chiusa Sclafani e Contessa Entellina. Con questi arresti  l’operazione di stanotte ha impedito il progetto di un omicidio e secondo i carabinieri  è stato  azzerato il mandamento di Corleone, un tempo regno dei padrini di Cosa nostra Totò Riina e Bernardo Provenzano.

 

 

Ars, la Giunta quater scricchiola, Cardinale ritira l’assessore al Territorio Maurizio Croce

Non ha avuto lunga vita la giunta quater di Crocetta. Aleggia nell’aria un’altra crisi di Governo dovuta alla nomina di ieri dell’assessore alla Funzione Pubblica, Luisa Lantieri. L’ex Ministro Totò Cardinale, che da poco ha fondato il partito Sicilia Futura, passa all’opposizione e Maurizio Croce, suo assessore al Territorio sarebbe pronto a dimettersi. E così la maggioranza di Crocetta è appesa ad un filo, anzi ad un deputato soltanto, il governatore infatti ha dalla sua parte all’Ars, da questo momento, 46 deputati su 90. La rabbia di Cardinale è scaturita dalla nomina ufficializzata della Lantieri, deputata di Piazza Armerina eletta in Grande Sud, partito fondato da Miccichè, e poi transitata nel centrosinistra in Sicilia Democratica, seguendo le orme dell’ex vice-governatore della Sicilia, ai tempi di Cuffaro, Lino Leanza, spentosi recentemente alla giovane età di 58 anni. Cardinale lo aveva annunciato più volte che la nomina della Lantieri come assessore avrebbe determinato il passaggio di Sicilia Futura all’opposizione. I dissapori con Cardinale nascono quando quest’estate la deputata si è rifiutata di passare nel suo movimento dopo la morte di Leanza, quando in molti hanno cercato di portare i deputati di Sicilia Democratica all’interno dei propri partiti. A questo va aggiunta l’alleanza con Udc, Pd e Ncd che non è ben vista dall’ex Ministro. Sfuma così il buon proposito lanciato dal Presidente Crocetta di portare fino alla fine del mandato questa nuova giunta. Dovrà preoccuparsi adesso di mantenere stabile la maggioranza all’Ars e intanto i siciliani continuano a vivere nella speranza di un futuro migliore nell’attesa che abbiano fine le beghe politiche per cominciare a lavorare, e sarebbe ora, sulla ripresa dell’isola.

La Corte dei Conti boccia il bilancio della Regione

 “Il deficit tra entrate e spese tendenziali nel documento finanziario, si attesterebbe a un miliardo e mezzo in ciascuno degli anni del triennio”. Lo ha detto il presidente delle sezioni riunite della Corte dei conti, Maurizio Graffeo, parlando in Commissione Bilancio all’Ars. Nella relazione della Corte dei Conti illustrata in commissione emergono i problemi economici della Sicilia. ” Le previsioni sembrano improntate ad ottimismo, ma di solito all’incremento del pil per le entrate, dovrebbe conseguire un adeguamento alle previsioni, anche a livello regionale e questo non avviene. Il documento non è pertanto coerente, come avrebbe dovuto essere, con l’andamento del pil nominale e programmatico”, dice Graffeo, che ha anche parlato di una “forte criticità della situazione finanziaria a causa delle entrate tributarie che, con una stima prudenziale, ma attendibile, da parte del dipartimento delle finanze, a fine esercizio subirebbero una contrazione ulteriore, rispetto a quella di 65 milioni di euro, già contabilizzata nel 2015, di un importo compreso tra 400 e 500 milioni di euro”. Una “decurtazione delle entrate nel bilancio della Regione siciliana di altri 500 milioni potrebbe arrivare verosimilmente dalle entrate di Ire, Ires, Iva e Irap”, si legge nella relazione della Corte dei Conti regionale.  La Corte dei Conti  inoltre “stronca” il Dpef 2016-2018 approvato dal governo Crocetta su proposta dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, ritenendolo “non conforme” al sistema contabile adottato dal governo centrale per la stesura del Def nazionale e perché elude “i nuovi principi della programmazione”. Singolari i  conti della Sanità, con debiti fino al 2045. La Regione siciliana si è indebitata per un importo di 2,4 miliardi.  “Confermiamo il blocco della spesa per il 2015 mentre saranno previste altre misure per limitare al massimo le minori entrate” ha detto invece  l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, sentito anche lui in commissione Bilancio Ars.. L’assessore ha ipotizzato un incremento delle entrate per due miliardi sul prossimo bilancio che dovrebbero arrivare in parte dalla chiusura dei tavoli romani. Ha poi ribadito che “non si andrà all’esercizio provvisorio che comporterebbe una serie di problemi che vogliamo evitare. Pensiamo di preparare un bilancio con le sole spese obbligatorie portando avanti intanto la negoziazione con lo Stato”. – conclude Bacchi.

Ars Giunta quater,  Mariella Lo Bello annuncia nuovo bando per le imprese

Presentata ufficialmente la giunta quater di Crocetta all’Ars. Sono undici gli assessori nominati: Antonello Cracolici,  Anthony Barbagallo, Bruno Marziano, Baldo Gucciardi, Alessandro Baccei, Vania Contrafatto, Maurizio Croce, Giovanni Pistorio, Gianluca Miccichè, Carlo Vermiglio e l’agrigentina Mariella Lo Bello che oltre a mantenere la carica di vice presidente della regione ottiene la delega alle attività produttive. Un nuovo impegno per il neo assessore, che a dire dal governatore, insieme alla nuova giunta governeranno la sicilia fino allo scadere del mandato. (intervista a Mariella Lo Bello) Il dodicesimo  assessore della  giunta quater di Crocetta sarà Luisa Lantieri. Raggiunto dunque l’accordo con il PD. Giovanni Di Giacinto, ex Megafono transitato al Psi, dovrebbe  guidare  la  commissione parlamentare al Bilancio, anche se l’Ncd vorrebbe che a guidarla fosse un suo uomo. Staremo a vedere, anche in prospettiva di un’alleanza con il partito di Alfano che si fa sempre più salda. Per quanto riguarda la finanziaria del 2016 sarà approvata il 30 aprile,  scontato, dunque l’esercizio provvisorio. Il “Piano di rientro” presentato dalla Regione sembra aver convinto il governo Renzi, unica questione: trovare i soldi. Bisognerà rientrare 1,4 miliardi di euro ricavabili, secondo il piano di Baccei,    anche dalla revisione dello Statuto siciliano. Lunedì prossimo si svolgerà un incontro tra l’assessorato regionale dell’Economia e la Ragioneria generale dello Stato, per valutare la fattibilità del piano. Per quanto riguarda la stabilità del governo, Crocetta punta i piedi e afferma che non ci sarà il voto anticipato, nè il default della Regione e le elezioni si svolgeranno fra due ani a fine mandato e, a quanto pare, l’intenzione del governatore è quella di correre nuovamente alla presidenza della Sicilia.

‘BLACK LIST’ CAMPIONE CONFERMA TUTTO 

Riconfermate  tutte le accuse  mosse a Dario Lo Bosco. E’ questo il frutto di un nuovo interrogatorio cui è stato sottoposto Massimo Campione. Piu’ di 4 ore di interrogatorio durante il quale l’imprenditore agrigentino, ascoltato dal procuratore aggiunto Dino Petralia, dal pm Claudio Camilleri, alla presenza di uno dei propri legali, ha confermato quanto raccontato nello scorso interrogatorio. Procede dunque speditamente l’inchiesta ‘Black List’  su un presunto giro di tangenti sull’appalto siciliano delle torrette antincendio e che ha visto Campione possessore di una lista di nomi con accanto l’indicazione di una somma di denaro. Nella lista, ci sarebbero  i nomi non solo di dipendenti regionali e professionisti, ma anche di politici e funzionari dello Stato come appunto  quello di Dario Lo Bosco, docente universitario,  presidente  dell’Ast e di  Rete Ferrovia Italiana.  Il nuovo interrogatorio cui è stato sottoposto Campione è stato necessario in quanto ad  un amico di  Lo Bosco che lo aveva avvicinato, Campione aveva assicurato che le accuse contro di lui erano una «farsa».Ma al procuratore aggiunto Petralia   e al pm Camilleri, Campione ha detto che si è trattato solo di un modo per tranquillizzare la persona vicina a Lo Bosco.

Operazione Black list, le ultime news

Sono alle prese con un mole di documenti che fa tremare non solo la burocrazia regionale ma soprattutto i politici, gli uomini della squadra mobile di Palermo coordinati dal capo Rodolfo Ruperti. Se il sistema di Massimo Campione emerso nel sistema del libro mastro trovato nella cartella in macchina lo scorso settembre lo si estende ai tantissimi lavori eseguiti dalla imprese c’è da che fare tremare i polsi a tanti. L’azienda di Campione ad esempio ha realizzato il sistema degli impianti elettrici, telefonici, videoconferenza e videosorveglianza, presso i locali della Digos di Palermo. Il ventaglio degli appalti, insomma, abbraccia tanti settori e quindi tanti assessorati, e tanti ministeri. L’impresa ad esempio ha realizzato nell’autostrada Milano – Laghi, svincolo lago di Varese la posa di cavi in fibra ottica a servizio del tele rilevamento, telemetria e tele domotica. Poi lavori di adeguamento delle linee guida per il miglioramento della sicurezza della galleria Marianopoli e della linea Fiumetorto – Bicocca. Per la Rfi, è stata realizzata la fornitura nella tratta di Ancona la posa e attivazione di apparecchiature telefoniche linee Giulianuova- Teramo – Pescara nonché la giunzione, collaudo e messa in esercizio di cavo fibra ottica. Sempre per le ferrovie i lavori di fornitura in opera delle apparecchiature telefoniche delle linee Giulianova-Teramo e Pescara-Sulmona in dipendenza del potenziamento degli impianti ferroviari della Regione Abruzzo. Con le ferrovie c’era un ottimo rapporto. La società ha lavorato per il completamento della linea ferroviaria Palermo – Carini – Aeroporto di Punta Raisi. E proprio da Punta Raisi che arriverebbe il là a questa mega inchiesta che rischia di provocare un vero terremoto politico burocratico. Secondo quanto stanno accertando gli uomini della polizia coordinati dal procuratore Franco Lo Voi l’inchiesta che ha portato agli arresti di tre, oltre il presidente di Rfi Dario Lo Bosco anche due dirigenti del Corpo Forestale Giuseppe Quattrocchi e Salvatore Marranca, nasce sulla passata gestione della Gesap, la società che gestisce lo scalo aeroportuale di Palermo. Nell’ambito dell’indagine sulla Gesap, che cerca di far luce sui ritardi nelle esecuzioni dei lavori nell’aeroporto e su alcune maxi consulenze, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata su Massimo Campione, imprenditore agrigentino intercettato mentre parlava con alcuni indagati. Campione che si è aggiudicato appalti in diversi settori, viene messo sotto controllo ed è così che gli inquirenti scoprono, tra l’altro, il giro di mazzette che ha portato ai domiciliari Lo Bosco e i due funzionari. Nell’auto dell’imprenditore è stato trovato un libro mastro pieno di nomi con accanto cifre: mazzette sborsate, ha ammesso Campione che sta collaborando con i magistrati. Ma le tangenti scoperte sono una parte di una inchiesta più ampia sugli appalti e su presunte ipotesi di corruzione che va avanti. Gli investigatori stanno cercando di approfondire la documentazione sequestrata: le 15 pagine del “registro contabile” usate nell’indagine a carico di Lo Bosco e dei due funzionari sono una minima parte della documentazione scandagliata dalla polizia. E il difensore di Dario Lo Bosco, l’avvocato Bartolomeo Romano, annuncia che il suo assistito rispondera’ lunedì prossimo all’interrogatorio al Giudice per le indagini preliminari. L’avvocato Romano afferma : “Il mio cliente, Dario Lo Bosco, ha intenzione di rispondere al Gip all’interrogatorio di garanzia per dimostrare la sua totale estraneità alle accuse che gli sono state mosse. Se chiarire la vicenda dovesse richiedere tempo, valuterà, ma solo per motivi di opportunità, la possibilità di lasciare Rete Ferrovie Italiane. Riguardo la tangente di 58mila e 650 euro che avrebbe intascato dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione per favorire l’acquisto di un prototipo da utilizzare per il monitoraggio dell’usura delle carrozze ferroviarie preciso che il progetto non è mai stato acquistato da Rete Ferrovie. Dimostreremo che Rete Ferrovie non ha mai avuto nessun rapporto con l’imprenditore” – conclude l’avvocato Bartolomeo Romano.

Sabato nuovo governo, oggi  ultime consultazioni con alleati

 “Domani  ci sará il nuovo governo”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta dopo aver sentito il segretario Raciti, che completerà oggi il giro consultazioni con gli alleati.  “E’ necessario formare subito la nuova giunta – dice il presidente – per assicurare quella coesione necessaria per affrontare i problemi della Sicilia”.

Operazione Black list

Un “libro mastro” con appunti, cifre, totali e “subtotali”, e poi nomi e cognomi “eccellenti” che adesso fa tremare buona parte della Sicilia. E quello che hanno trovato i poliziotti della Squadra Mobile di Palermo in mano all’imprenditore di Agrigento, Massimo Campione, titolare della “Sistet Tecnology srl”, ditta che opera nel settore della radiocomunicazione e video-sorveglianza. Il tutto emerge dall’operazione “Black list” che ha portato all’arresto del raffadalese Dario Lo Bosco, presidente di Rete Ferroviaria Italiana e dell’Ast, e di due funzionari del Corpo Forestale della Regione Siciliana con l’accusa di concussione: Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. Tutti e tre si trovano ai domiciliari. Il provvedimento e’ stato emesso dal Gip, Ettorina Contino, su richiesta del procuratore aggiunto Bernardo Petralia e del sostituto procuratore Claudio Camilleri, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi.
Nell’operazione “Black list”, ci sono altri indagati: Pietro Tolomeo, ex dirigente generale della forestale, Giovanni Tesoriere, preside di ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere alla forestale, e Maria Grazia Buttice’, compagna dell’imprenditore agrigentino, Massimo Campione, che ha distribuito le mazzette ai funzionari pubblici. Per Tolomeo il gip ha respinto gli arresti domiciliari richiesti dalla procura. Vi sarebbero altre persone sotto inchiesta ma non ci sono nomi di politici, ha chiarito in conferenza stampa il capo della Procura di Palermo, Lo Voi.

Tangenti, arrestato Dario Lo Bosco

E’ stato arrestato con l’accusa di concussione e induzione indebita a dare o promettere utilita’, Dario Lo Bosco, originario di Raffadali, in provincia di Agrigento, presidente di Rete Ferroviaria Italiana nonché presidente dell’Azienda Siciliana Trasporti ed ex Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Catania. Il dirigente, fratello di Silvio Lo Bosco direttore sanitario dell’Asp di Agrigento, e’ stato fermato dalla Polizia di Stato di Palermo, guidata da Rodolfo Ruperti, nell’ambito di un’operazione denominata “black list”. Agli arresti domiciliari anche due dirigenti del Corpo forestale, Salvatore Marranca, responsabile del Servizio tecnico, e Giuseppe Quattrocchi, a capo del Servizio speciale per la conservazione del suolo e dell’ambiente naturale. Salvatore Marranca avrebbe percepito tangenti per quasi 150 mila euro e Giuseppe Quattrocchi, per una somma di circa 90 mila euro. Dario Lo Bosco, invece, avrebbe intascato una tangente di poco meno di 59 mila euro legata ad un appalto per l’acquisto di un sensore per il monitoraggio delle corse dei treni. Al centro dell’inchiesta due distinte vicende: quella che coinvolge Marranca e Quattrocchi e’ relativa a un appalto per l’ammodernamento della rete di comunicazione via radio; l’altra, che riguarda Lo Bosco, ha per oggetto l’acquisto di un sensore. L’ordinanza di custodia cautelare era stata chiesta al gip dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia. Al centro dell’indagine, le mazzette che sarebbero state pagate dall’imprenditore agrigentino Massimo Campione, titolare di un’impresa di costruzioni, strade e impianti eolici. Nelle scorse settimane, i poliziotti della Mobile avevano fermato l’industriale all’aeroporto Falcone Borsellino, nella borsa aveva una cartella scritta al computer con una serie di nomi, cifre e date, erano i riferimenti alle mazzette pagate per costruire le torrette antincendio in mezza Sicilia. Fra quei nomi, riferimenti anche ad esponenti politici, su cui adesso si indaga. Gli arresti di oggi derivano dalle “confidenze” fatte dall’imprenditore agli investigatori.

Maltempo Sicilia: RIAPERTA LA PALERMO-AGRIGENTO

Quarantotto ore di lavoro incessanti per gli uomini dell’Anas per rimuovere fango e detriti da moltissime strade della regione al fine di ripristinare la regolare transitabilità dopo le piogge degli scorsi giorni.  E’ stata cosi riaperta al traffico, con restringimenti di carreggiata,la strada statale 189 “della Valle del Platani” (itinerario Palermo-Agrigento) chiusa durante la notte di ieri, sempre a causa di smottamenti dovuti al maltempo.

I costi dell’ARS, sfiorati i 14 milioni di euro al mese

La Sicilia un’isola dalle mille meraviglie affranta da un’economia che non parte, da una disoccupazione dilagante, dalla mancanza di collegamenti stradali accentuati adesso da una serie di crolli che aggrava ancor più la situazione viaria nell’isola. I giovani vanno via in cerca di un futuro migliore e le famiglie si impoveriscono. Una situazione quella siciliana che è stata riposta nelle mani di Crocetta e dei deputati regionali in attesa di quella rivoluzione che avrebbe fatto decollare l’economia nell’isola. Una rivoluzione che stenta a partire a causa della carenza di fondi. La Sicilia che è a Statuto Autonomo dovrebbe avere una serie di privilegi e in effetti li ha: è l’unica Regione in cui l’Assemblea Regionale  vanta il titolo di Parlamento tra i venti consigli regionali in Italia. Ricco di privilegi per gli onorevoli da noi eletti. 158 milioni di euro l’anno è il costo per mantenere l’assemblea regionale secondo l’ultimo bilancio interno, ossia quasi 14 milioni di euro al mese. Considerato che in media l’assemblea si riunisce 3 volte al mese, questi costi tra  bollette, spese varie e dipendenti di Sala D’Ercole, non passano certo inosservato. Intanto si fanno tagli alla sanità, alla formazione professionale, insomma ai servizi per i cittadini con la scusa “non ci sono soldi”, e in effetti mancano ma a quanto pare solo per il popolo siciliano che ormai fatica parecchio per sbarcare il lunario e se ha, tra l’altro,  la fortuna di averlo un lavoro stabile.

LA REGIONE ASSUME ALTRI 13 TESTIMONI DI GIUSTIZIA

Prosegue il procedimento per la stipula dei contratti di assunzione alla regione Sicilia nei confronti  dei testimoni di giustizia. Assunti altri 13 dipendenti.  Il progetto risponde all’obiettivo di  una legge varata dal  Parlamento siciliano per manifestare solidarietà a favore di quanti si sono esposti rischiando la vita per amore della giustizia nei tribunali a fare nomi e cognomi dei loro carnefici. Gli scorsi mesi sono state eseguite le prime assunzioni. Oggi, si continua con la procedura sulla base di una convenzione con il Ministero dell’Interno.  I testimoni, oltre che lavorare in Sicilia potranno anche essere impiegati in prefetture, uffici giudiziari di altre regioni. Si tratta infatti di persone che spesse volte  sono state costrette a cambiare identità per non essere identificate dai mafiosi. Gente che ha dovuto rivoluzionare la propria vita insieme ai familiari dopo aver avuto il coraggio di denunciare. Appunto per questo motivo,  la normativa regionale, mira ad offrire una nuova opportunità di vita a coloro i quali hanno manifestato il pieno attaccamento alla legalità.

Borsellino, la commemorazione a 23 anni dalla strage di via D’Amelio

L’Italia e la Sicilia hanno ricordato uno dei giorni più tragici della storia Repubblica. Alle 16:58 in via D’Amelio a Palermo, un minuto di silenzio ha commemorato l’attimo in cui, il 19 luglio di 23 anni fa, veniva ucciso il magistrato Paolo Borsellino con la sua scorta. Le agende rosse alzate durante il suono della tromba, preceduto dai nomi delle vittime scanditi uno per uno, e l’inno nazionale a seguire. In serata, circa mille persone hanno partecipato alla fiaccolata contro “la mafia dell’antimafia” che ha percorso le strade della città fino al luogo della strage. Le celebrazioni che si sono svolte quest’anno sono state particolarmente difficili dopo ” lo scandalo che ha travolto il governatore della Regione Sicilia, Rosario Crocetta.  Sabato mattina, Manfredi Borsellino, figlio del magistrato, ha visitato in forma privata, accompagnato dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati Rodolfo Sabelli, il Giardino della Memoria di Ciaculli e ha reso omaggio alle vittime della strage. ” I momenti celebrativi sono iniziati sabato con un toccante discorso di Manfredi che tra le lacrime, in riferimento alla intercettazioni tra Crocetta e il medico Matteo Tutino, ha dichiarato: “Non pensavo che mia sorella arrivasse a vivere un calvario simile a quello di mio padre”.

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TUTINO A CROCETTA “LA BORSELLINO VA FATTA FUORI”

Ci sarebbe stata una pesante conversazione telefonica tra il medico chirurgo Matteo Tutino e il presidente della Regione Rosario Crocetta. Secondo il settimanale l’Espresso, in una intercettazione telefonica tra i due, Tutino avrebbe detto a Crocetta “Lucia Borsellino va fermata , fatta fuori come so padre”. Il medico   personale del governatore siciliano, arrestato nell’ambito di una inchiesta sull’ospedale Villa Sofia, avrebbe dunque manifestato questa idea nei confronti dell’ex assessore alla sanità che si è dimessa qualche mese fa, figlia  del giudice Paolo Borsellino,  ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992 in un attentato. Il presidente della Regione non avrebbe reagito di fronte a queste affermazioni andando oltre nel discorso. E oggi, all’Ansa  smentisce  il tipo di conversazione affermando di non aver sentito quella frase. “Se avessi sentito Tutino-dice Crocetta- non so… avrei provato a raggiungere Tutino per massacrarlo di botte, forse avrei chiamato subito i magistrati. Non so… sono sconvolto. Provo un orrore profondo. Ma io quella frase al telefono pronunciata da Tutino   non l’ho sentita.  La prova che non l’ho sentita sta nel mio silenzio”. Una notizia sconvolgente che sta sollevando indignazione e polemiche su qualsiasi fronte.  Nel frattempo l’assessore regionale alla salute Baldo Gucciardi,chiede  al  direttore generale dell’Azienda Villa Sofia-Cervello di  svolgere le tempestive verifiche del caso ponendo in essere i provvedimenti consequenziali”.

Sequestro record di beni a Palermo

La Direzione investigativa antimafia e il Tribunale di Palermo hanno compiuto un maxi sequestro da record di 1 miliardo e 600 milioni di euro a carico di Gaetano Virga, imprenditore del settore calcestruzzi, la cui azienda ha sede a Marineo, e dei suoi familiari. L’imprenditore è conosciuto per avere presentato numerose denunce contro il racket delle estorsioni. Il patrimonio colpito dalla misura di prevenzione è intestato ai fratelli Carmelo Virga 66 anni, Vincenzo 78 anni, Anna 76 anni, Francesco 71 anni e Rosa 68 anni. Le indagini patrimoniali sono state coordinate dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia. Secondo gli inquirenti i Virga avrebbero beneficiato del determinante appoggio di Cosa Nostra per l’aggiudicazione di lavori e di appalti pubblici nel settore dell’edilizia e sarebbero organici alla famiglia mafiosa di Marineo legata al mandamento di Corleone. Il sequestro rappresenta, per valore complessivo, uno dei più ingenti mai eseguiti sino ad oggi.

Regione, Crocetta nomina comitato di saggi per la sanità siciliana

La giunta Crocetta continua a perdere pezzi. Dopo gli addii in polemica di Ettore Leotta e Nino Calca, ieri si e’ ufficialmente dimessa l’ormai ex assessore alla Sanita’, Lucia Borsellino, dirigente regionale, nominata da Crocetta quando nell’ottobre 2012 si candida’ alla Presidenza della Regione. Secondo indiscrezioni e’ prossima a lasciare la giunta anche Linda Vancheri. Ma il governatore della Sicilia non demorde e ha deciso di assumere ad interim la delega alla Sanita’, e sottolinea:  “Per un periodo limitato alla identificazione di una figura di alto profilo e di ampie competenze”. Il presidente della Regione ha anche nominato cio’ che lui stesso definisce “un comitato di saggi che intendo formalizzare in modo permanente, per supportare con figure di altissimo profilo le decisioni di governo dei prossimi anni nell’ambito della sanità siciliana”. I componenti del comitato dei saggi sono Bruno Gridelli, direttore dell’Ismett, Francesco Basile, preside della Facoltà di Medicina all’Università di Catania e componente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto superiore di Sanità, poi Gaspare Gulotta, direttore della scuola di specializzazione in chirurgia all’Università di Palermo, Marco Restuccia, direttore generale al Policlinico di Messina, Antonio Candela, direttore dell’Azienda sanitaria di Palermo, e il Ragioniere Generale Salvatore Sammartano, già direttore generale alla Sanita’. Il comitato si avvarra’ anche della collaborazione dei due direttori generali dell’assessorato alla Sanita’, Gaetano Chiaro e Ignazio Tozzo. Dunque, il dopo Borsellino e’ gia iniziato. La figlia del giudice Paolo, ucciso dalla mafia, nella strage di via D’Amelio, ha scritto una lettera di 3 pagine spiegando al presidente i motivi delle dimissioni irrevocabili. Lucia Borsellino, tra l’altro, scrive : “Vari sono stati gli accadimenti che hanno aggredito la credibilita’ dell’istituzione sanitaria che sono stata chiamata a rappresentare quindi della mia persona. Prevalenti ragioni di ordine etico e morale e quindi personale, sempre più inconciliabili con la prosecuzione del mio mandato, mi spingono a questa decisione anche in considerazione del mio percorso professionale di oltre 20 anni in seno all’amministrazione regionale della Salute”. E Lucia Borsellino ha citato due casi che l’hanno piu’ colpita degli altri : la morte della piccola Nicole e l’arresto del primario Matteo Tutino, amico di Crocetta.

770 migranti sbarcati a Palermo, verranno trasferiti anche al nord

I viaggi dei disperati nel canale di sicilia continua e con il miglioramento delle condizioni meteo-marine e la bella stagione si prevede un aumento notevole di sbarchi. Questa mattina 770 migranti sono sbarca ti al Porto di Palermo con la nave Simpilot, battente bandiera norvegese. 557 gli uomini, 169 le donne tra cui 10 in gravidanza e 42 i minori soccorsi nel canale di Sicilia Fuggono  dalla Nigeria, dall’Eritrea, dal Sudan, dal Pakistan, dal Camerun, dalla Siria, dalla Libia, dal Marocco, dal Bangladesh, dal Senegal e dalla Costa d’Avorio. Una volta sbarcati i migranti sono stati assistiti e visitati dai 54 professionisti dell’Asp palermitana che ha allestito tre punti medici avanzati in banchina per effettuare i triage. A illustrare il loro stato di salute il dottore Antonio Candela, direttore generale dell’Asp di Palermo. Dopo la visita i migranti sono stati trasferiti nei centri Caritas e nei centri accoglienza della provincia. Molti saranno trasferiti in altre città italiane del Nord. A darne notizia il Prefetto di Palermo Francesca Cannizzo

 

Lillo Firetto Sindaco di Agrigento si è dimesso da deputato regionale

Questa sera Lillo Firetto ha presentato e protocollato la sua lettera
di dimissioni da parlamentare regionale. Le dimissioni avvengono a
pochissimi giorni di distanza dall’elezione di Lillo Firetto a sindaco
della città di Agrigento. E’ la prima volta che un deputato regionale
siciliano rinuncia al mandato parlamentare per spendersi come sindaco.
Lillo Firetto era arrivato all’Assemblea Regionale Siciliana, primo
fra gli eletti di tutte le liste in provincia di Agrigento e secondo
eletto in Sicilia, nel Novembre 2012.Nel corso della sua imponente
attività parlamentare, Lillo Firetto ha presentato come primo
firmatario, ben 22 Disegni di Legge, 30 interrogazioni parlamentari, 3
Interpellanze parlamentari, 2 mozioni e 4 Ordini del Giorno. Lillo
Firetto è stato inoltre co-firmatario di 30 Disegni di Legge, 14
interrogazioni parlamentari, un’interpellanza parlamentare, 22
mozioni, e 22 Ordini del Giorno. Inoltre è stato, dal 19 dicembre
2012, componente della sesta commissione “Servizi sociali e sanitari”
e dal 30 aprile 2013 al 10 agosto 2014 Presidente di Gruppo
Parlamentare all’Ars.
“Chiudo una bella esperienza – ha detto questa sera Lillo Firetto –
per dedicarmi pienamente ad una nuova stagione per Agrigento”.foto firetto

I LAVORI DELLA FINANZIARIA

Approvate le prime norme della Finanziaria. I punti salienti che emergono sono quelli relativi ad un  mutuo da 145 milioni di euro  e l’utilizzo dei Fondi destinati agli investimenti per la copertura del “buco” della Regione. Approvato anche

un emendamento di Mariella Maggio  che prevede lo  stanziamento di  37 milioni  di euro per il  finanziamento delll’impiego degli Asu. Passano anche i finanziamenti per circa 250 milioni per i 24 mila precari degli enti locali.

Insieme alle norme  approvate, arriva pure qualche bocciatura. Ad esempio,  l’articolo che avrebbe consentito a 180 dipendenti ex Coinres di transitare nelle società che dovranno gestire la raccolta rifiuti in Sicilia. L’Aula ha bocciato l’articolo che prevedeva il loro passaggio nelle Srr che dovranno occuparsi della raccolta rifiuti.

Respinto l’emendamento del M5S che prevedeva l’istituzione nei comuni, a partire dal 2016, di un organismo di composizione delle crisi da sovra indebitamento

Quelle che seguono sono adesso ore calde per la discussione di altri emendamenti.

L’OK ALL’ARS PER LA RIFORMA DELLE PROVINCE

Entro la prossima estate,la riforma sui i Liberi Consorzi e Le Citta’ Metropolitane potrebbe entrare a regime. Le Regioni italiane, seppur con ritardo rispetto ai termini previsti dal decreto della riforma, stanno provvedendo alla riorganizzazione delle funzioni provinciali attraverso l’approvazione di leggi mirate. Per quanto concerne la Sicilia, la commissione Affari istituzionali dell’Ars, con nove voti favorevoli e due contrari, ha approvato il disegno di legge di riforma delle “ex Province” . Favorevoli i nove esponenti di maggioranza; contrari due esponenti del M5S; assenti i tre esponenti di centrodestra.

Per la Sicilia si prevede l’introduzione di sei Liberi Consorzi e tre Città Metropolitane. Adesso si attende un confronto in sala D’Ercole. L’obiettivo è quello di far diventare il testo legge e dare il giusto assetto ai nuovi enti gestiti al momento da commissari.

Prima che questo accada si dovranno riorganizzare le funzioni, per definire l’organico e di conseguenza gli eventuali esuberi e i trasferimenti.

Agrigento: raccolta fondi per oncologia pediatrica “Civico” Palermo

Sabato e domenica prossimi, 14 e 15 marzo, si svolgerà anche ad Agrigento la campagna di raccolta fondi a favore dell’associazione dell’oncologia pediatrica di Palermo. Regalando un uovo di cioccolata è possibile sostenere e migliorare la qualità di vita e di cura dei bambini affetti da tumori, malattie del sangue ed altre gravi patologie, ricoverati nel Reparto di Oncologia Pediatrica dell’Ospedale Civico di Palermo. Ad Agrigento i volontari saranno presenti a piazza Cavour. Domenica 15, oltre piazza Cavour, sarà allestito uno stand anche innanzi alla chiesa della Provvidenza, nei pressi dello stadio Esseneto. Ad Agrigento, tra gli altri, raccoglieranno i fondi i coniugi Ballacchino, il cui figlioletto è ricoverato da mesi a Palermo.

L’immondizia di Palermo a Siculiana

L’immondizia di Palermo sara’ scaricata a Siculiana, nell’agrigentino. Lo ha deciso, con propria ordinanza di emergenza, il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, perche’ al momento non e’ possibile continuare a scaricare a Bellolampo i rifiuti dei comuni del palermitano. La Rap, la societa’ che gestisce l’impianto, infatti, non ha presentato il piano di coltivazione in sicurezza ne’ ha fatto sapere, al governo regionale, per sistemare la parete dove vengono sistemati i rifiuti. Dunque, con le porte sbarrate a Bellolampo, il governatore Crocetta ha deciso di trasferire l’immondizia di 52 comuni del palermitano anche a Siculiana nella discarica di contrada Matarana. Una prospettiva che ha gia’ scatenato la protesta del gestore della discarica, la ditta Catanzaro, e del sindaco di Siculiana, Mariella Bruno, per il fondato rischio che la discarica di contrada Matarana si riempia molto in fretta. Ma di fronte all’ordinanza di Palazzo d’Orleans non potrebbero opporsi. Il primo cittadino Mariella Bruno non si arrende e attraverso una nota stampa invita la Provincia regionale e l’Arpa di Agrigento ad adoperarsi per porre fine a questa situazione che genera pericolo anche nella viabilita’ per l’aumento dei mezzi in transito su una delle strade piu’ pericolose dell’isola. Ed ancora il sindaco Bruno, si rivolge al presidente della Regione, Crocetta, affinche’ prenda atto della situazione di grande tensione che si sta verificando a seguito delle consistenti autorizzazioni che stanno rendendo Siculiana la pattumiera della Sicilia. Mariella Bruno, nella nota stampa, sottolinea i numeri dell’emergenza: 50 comuni prima e 52 comuni adesso sono stati autorizzati a scaricare l’immondizia a Siculiana, aumentando di ulteriori 400 tonnellate al giorno il limite massimo consentito di 800 tonnellate al giorno. E a breve, conclude Bruno, i comuni dell’agrigentino ricadranno in emergenza sanitaria per esaurimento del secondo modulo della vasca V4 della discarica di contrada Matarana.

Riccardo Gallo chiede al governo interventi per la sicurezza della Sicilia

Il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ha presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio, al ministro degli Affari Esteri e al ministro della Difesa per sapere se sussistano pericoli per la sicurezza nazionale, e in particolare per la Sicilia, a seguito dei tragici avvenimenti in corso in Libia, un Paese che, senza la guida di un Governo democratico, è in parte conquistato dai pericolosissimi terroristi islamici dell’Isis che hanno minacciato in diverse occasioni di attaccare anche l’Italia. Gallo chiede dunque di conoscere quali iniziative urgenti e necessarie si intendano intraprendere per garantire adeguati livelli di tutela e sicurezza per il nostro Paese, ed in modo particolare per la Sicilia.

Condanne e rinvii nell’inchiesta Grandi Eventi

Al palazzo di giustizia di Palermo, il Giudice per le udienze preliminari, Ettorina Contino, ha condannato a 1 anno di reclusione Elio Carreca, imputato di corruzione, e a 8 mesi Daniela Craparotta, imputata di turbativa d’asta. Per entrambi la pena è sospesa. E’ stato, invece, assolto Alfonso Maffeo, come richiesto dal pubblico ministero Piero Padova. I tre sono imputati nell’ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Grandi eventi”, su un presunto sistema illecito progettato per controllare alcune gare bandite dalla Regione siciliana. Il Gup ha rinviato a giudizio l’ex manager del Ciapi, Faustino Giacchetto, di Canicattì, Rossella Bussetti, Luciano Muratore, Bruno De Vita, Sandro Tatano, Dario Mirri, Gaspare Alessi, Giampiero Sommariva, e Federica Zeppillo. Sono quattro i “Grandi eventi” nel mirino dell’ indagine : il Taormina Fashion Awards, il Sicilian Ladies open golf, gli Assoluti di scherma e la Settimana tricolore di ciclismo.

Garanzia Giovani, pubblicati i sei bandi

Vedono finalmente la luce i bandi di Garanzia Giovani. Pubblicati  nel sito della Regione i sei bandi per quasi 115 milioni di euro. A presentarlo ieri in conferenza stampa  a Palazzo d’Orleans l’assessore regionale al Lavoro, Bruno Caruso, e il  dirigente del dipartimento al Lavoro, Anna Rosa Corsello. I bandi si rivolgono a 13.850 giovani tra i 15 e i 29 anni, i cosiddetti “neet”, ossia giovani non occupati e non studenti. I tirocinanti percepiranno  500 euro, oltre la   quota destinata all’azienda che assumerà il tirocinante. Saranno i  centri per l’impiego ad incrociare domanda e offerta di lavoro. Altri 450 tirocini sono previsti per il bando anche in mobilità transnazionale con un  budget pari a due milioni di euro. I fondi per questo bando sono pari a circa 53 milioni. Per la formazione per l’inserimento lavorativo previsti 46 milioni di euro. Verrà  stilato un catalogo di offerte che darà la possibilità ai giovani di scegliere il percorso formativo che intenderà intraprendere e con chi quale azienda effettuarlo. Gli altri bandi riguardano le misure contro la dispersione scolastica, pari a 10 milioni di euro, quattro milioni equamente divisi  per  la mobilità interregionale e  transnazionale. Entro febbraio sarà pubblicato un nuovo bando destinato all’auto-impiego e all’auto-impresa attraverso il meccanismo del micro credito. In pratica  i giovani “neet” potranno beneficiare di un contributo che va da 25 a 35 mila euro, con il  supporto di Sviluppo Italia Sicilia e Invitalia, braccio operativo del Ministero per lo Sviluppo.  I prestiti saranno a tasso zero, con  la prima rata a partire dopo sei mesi di attività  e con un piano di ammortamento di sette anni, grazie anche ad un fondo di rotazione creato appositamente. Adesso non rimane che aspettare che il piano possa essere attuato al più presto, perché se i fondi non saranno spesi  entro la fine dell’anno,  torneranno nelle casse dello Stato.

Zambuto: “Chi ha sbagliato, paghi. Salvatore Giglione venga rimosso dal suo incarico”

“Prima il reintegro di Beatrice Basile, adesso l’archiviazione del caso sulla piscina abusiva di Maria Rita Sgarlata. È arrivato il momento in cui chi ha sbagliato veramente si assuma le proprie responsabilità. Chiedo che il Presidente della Regione rimuova Salvatore Giglione dal suo incarico di Dirigente generale del dipartimento regionale dei beni culturali”. Lo ha detto Marco Zambuto, Presidente regionale del Partito Democratico, commentando la decisione della Procura di Siracusa di archiviare il procedimento penale in merito alla realizzazione di una piscina, ritenuta abusiva, nella villa dell’ex Assessore regionale del territorio, Maria Rita Sgarlata. La vicenda che ha portato alle dimissioni della Sgarlata, aveva coinvolto anche Beatrice Basile, sospesa dal suo incarico di Soprintendente dei beni culturali a Siracusa dopo un’ispezione dell’assessorato. “Sono state screditate delle persone sulla base di supposizioni e notizie che si sono rivelate false. Adesso – ha concluso Zambuto – di fronte all’evidenza dei fatti, è giusto che chi ha commesso errori paghi”.

Garanzia Giovani, 10 milioni di euro per i NEET.

Approvato dall’Assessorato Regionale all’Istruzione e Formazione l’avviso per il reinserimento in percorsi di istruzione e formazione professionale nell’ambito di Garanzia Giovani – annualità 2014-2015. Ne da comunicazione l’Assessore Regionale Mariella Lo Bello che sottolinea l’importanza strategica dell’intervento, finalizzato al contrasto della dispersione scolastica e formativa nel territorio regionale e che, contribuendo alla riduzione del fenomeno dei NEET (ovvero coloro che non studiano e non lavorano) di età compresa tra i 15 e i 19 anni, concorre al raggiungimento degli obiettivi del Piano di attuazione italiano della Garanzia Giovani. Le risorse finalizzate all’azione oggetto dell’avviso, continua l’Assessore Lo Bello, ammontano a 10 milioni di euro coinvolgendo circa 3500 giovani  che non possiedono alcun contratto di lavoro e non frequentano un regolare corso di studi o formazione.

 

“IL SILENZIO E’ DOLO”

Una forma artistica di denuncia contro tutte le mafie, una forma di riscatto per milioni di giovani che provano ad alzare la testa contro chi “ha voluto far credere che il silenzio è d’oro”. E’ questo l’obiettivo del nuovo singolo di Marco Ligabue dal titolo “Il silenzio e’ dolo”. Un pezzo nato con la collaborazione straordinaria del cantautore agrigentino Lello Analfino dei Tinturia e del rapper palermitano Othelloman per denunciare qualsiasi forma di atto che agevoli la mafia. Ieri, il nuovo lavoro, in collaborazione con la Nazionale Italiana Cantanti,  è stato presentato  al palazzo di Montecitorio. “Il silenzio è dolo” è anche un video virale, una proposta di legge, una campagna contro tutte le mafie” fanno sapere gli artisti che hanno realizzato il singolo. Il videoclip è stato girato  tra Palermo e Villabate e vede la partecipazione di liberi cittadini, giovani siciliani, il giornalista Pino Maniaci direttore di Telejato, insieme, tra gli altri, al giovane Ismaele La Vardera e alla testimone di giustizia Valeria Grasso.Sullo sfondo, una terra che soffre più di tutte dell’equazione Sicilia=mafia, a causa di quelle poche migliaia di persone macchiate da una cultura mafiosa.“Le canzoni non cambiano il mondo-ha dichiarato Marco Ligabue- ma possono essere parte di “quelle piccole cose che fanno la differenza. E possono essere miccia che accenda un fuoco, e io mi auguro che si faccia sempre più grande”.

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Toto’ Cuffaro chiede la grazia al Capo dello Stato

Toto’ Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia, ha chiesto la grazia al capo dello Stato. Cuffaro è in carcere da 4 anni, dal 22 gennaio 2011, quando si è costituito a Rebibbia, e ne dovrà scontare altri 3 a seguito di una condanna definitiva per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. La domanda di Cuffaro e’ stata trasmessa dal Quirinale al Procuratore generale Roberto Scarpinato affinchè esprima un parere. Nel corso degli anni di detenzione, Cuffaro ha mantenuto in carcere il comportamento di un detenuto modello. L’ ex presidente della Regione segue un corso di laurea in Giurisprudenza e ha scritto due romanzi.

 

Crollo un tratto del viadotto Scorciavacche 2: aperta un’ inchiesta

La Procura della Repubblica di Termini Imerese, competente per territorio, ha avviato una inchiesta, ipotizzando il reato di crollo colposo, a seguito del cedimento di un tratto di strada del viadotto “Scorciavacche 2″, lungo la statale 121 Palermo – Lercara Friddi, inaugurato lo scorso 23 dicembre e costato 13 milioni di euro. I magistrati palermitani hanno sequestrato l’area del disastro. E’ stata affidata una consulenza tecnica ad un pool di periti che accerteranno le cause del cedimento e quali materiali, e in quante quantità, sono stati utilizzati per la costruzione del ponte. Nel frattempo, la Regione ha inviato i propri ispettori nella zona del viadotto.

Si e’ dimesso l’assessore regionale Marcella Castronovo

Marcella Castronovo, assessore regionale alla Funzione pubblica, ha rassegnato le dimissioni a distanza di un mese e mezzo dall’insediamento della terza giunta Crocetta. La Castronovo, indicata da Gianpiero D’Alia e che ha a lungo lavorato anche con Graziano Delrio, e’ stata travolta da gravi problemi familiari. Il leader dell’Udc, Gianpiero D’Alia, le ha chiesto di resistere ma lei, dopo alcune settimane, ha inviato la lettera di dimissioni. Tra l’altro, Marcella Castronovo, forse, non avrebbe gradito le intrusioni nella propria materia da parte dell’ assessore all’ Economia, Baccei, che punta le misure correttive anche sulle riforme nel settore pubblico. Il presidente della Regione, Crocetta, sarebbe intenzionato ad assegnare l’assessorato all’ex preside della facoltà di Giurisprudenza di Palermo, Giuseppe Verde.

NUOVA MINACCIA DI MORTE PER CROCETTA

“E CROCETTA MURIU” . Questa la frase di una telefonata che ha raggiunto il 113. Un uomo, questa mattina, alle 6 e 16 minuti ha telefonato la polizia da un telefono del centro di Palermo e con una forte inflessione dialettale ha minacciato di morte il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta. Sulla base di questa minaccia,  è stato dunque  rafforzato il sistema di sicurezza attorno al governatore siciliano, che vive sotto scorta da quando il clan mafioso degli Emanuello lo condannò a morte per le sue battaglie da sindaco di Gela. Ad avvertire Crocetta sono stati gli agenti del servizio scorta di Palazzo d’Orleans che hanno ricevuto la segnalazione dalla Questura di Palermo. All’ennesima minaccia ricevuta, Crocetta ha reagito con serenità  dichiarando «Sono i miei auguri di Natale. Sono molto tranquillo, proseguo il mio lavoro per liberare la Sicilia dalla corruzione e dalla criminalità».

Incidente stradale sulla Statale 189

Sono tre le autovetture coinvolte in un incidente mortale avvenuto oggi intorno alle 13:00 sulla Statale 189 Agrigento – Palermo, nei pressi del bivio per Milena nel nisseno. Il bilancio è di un morto e due feriti. A perdere la vita Gioacchino Campanella, 52 anni di Montedoro. I feriti ammonterebbero a due e sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale di Mussomeli. Non è chiara ancora la dinamica dell’incidente ma sembra che a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia una delle tre vetture abbia perso il controllo provocando lo scontro tra la Fiat Punto guidata dalla vittima, una Kia Karnival e una Fiat Stilo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno faticato non poco per estrarre l’uomo dalle lamiere, vani i tentativi dell’equipe medica di rianimarlo a causa delle gravi feriti riportate. I Carabinieri delle Compagnie di Cammarata e Mussoneli hanno effettuato i rilievi per fare luce sulle eventuali responsabilità e chiarire la dinamica dell’incidente.

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Treno storico anche da Palermo

Grande successo per il treno storico che domenica ha portato 350 turisti in un viaggio unico da Catania a Porto Empedocle, provenienti da varie parti d’Italia e che hanno visitato le bellezze della nostra provincia. ll convoglio, organizzato da Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane e Ferrovie Kaos non si ferma qui e il 23 novembre partirà da Palermo diretto a Trapani e Segesta, con la collaborazione di Treno Doc. (int. Daniele Fucarino, resp. Treno Doc) Un evento che ha entusiasmato i partecipanti e gratificato gli organizzatori dell’evento. Adesso la macchina organizzativa si rimette in moto per conquistare lo stesso successo nel versante palermitano.

Ars: Giunta Ter entro fine settimana, parla Raciti

Sono ore delicate quelle che si stanno vivendo nei corridoi di Palazzo d’orleans. Il Presidente Regionale Crocetta che con un colpo di spugna dopo mesi di pressione ha azzerato la giunta regionale, sta lavorando per cercare di dare luce ad una terza legislatura che tenga buono il pd e gli alleati. Ieri sera la riunione tra tutti i vertici del quadro politico siciliano si è conclusa a tarda notte. Chiara la posizione di   Raciti il quale vuole solo facce nuove e anche se gli assessori  Scilabra, Bruno, Gerratana e Agnello sono di corrente Pd vuole, che vengano cambiati, quanto meno nelle deleghe. (Int. Fausto Raciti, segretario regionale Pd: “Il Pd ha separato le sue sorti da quelle del governo regionale ora sta al Presidente della Regione decidere in quali orizzonti muoversi, se continuare a lavorare come ha lavorato in questi anni e andare avanti per la sua strada, ma farlo senza il pd, oppure se aprire un percorso diverso. Ma  a questo punto sta alla responsabilità del Presidente della Regione individuare.”) La scilabra, che continua a essere difesa a spada tratta da Crocetta a breve transiterà al Megafono ed intanto dal presidente proprio durante la riunione di ieri sera è stato evidenziato come per la formazione l’assessore abbia fatto un ottimo lavoro e che sono in arrivo altri finanziamenti. Stessa protezione il Presidente pone sulla delega assessoriale della  Borsellino alla Sanità. Una giunta ter che secondo la volontà del Presidente Crocetta va presentata in tempi brevissimi, e possibilmente in coincidenza con la visita di venerdì di Graziano Del Rio a Palermo, così da rinsaldare i rapporti con il partito Renziano, infatti il governo regionale per venire a capo della critica situazione dei conti della regione punta agli aiuti da parte  del governo nazionale. (Int. Fausto Raciti, seg. Reg. Pd: “Noi con il governo Renzi dialoghiamo e cerchiamo di dialogaresolo in maniera seria. Prendendo le questioni per quello che sono cercando di affrontarle di petto, mi riferisco prima di tutto alla preoccupante sistuazione di cassa dell’amministrazione regionale così come brutte sono le condizioni di cassa delle amministrazioni locali, farlo con onestà senza sorticismo, con serietà, sapendo che Renzi peraltro è stato anche lui un sindaco per anni, un bravo sindaco,e sapendo che  è partito da queste cose e non dalla difesa delle rendite anche in quelle politiche, che si può costruire un rapporto positivo con il Governo Nazionale”). Una riunione che da oggi alle 15:00 vede Crocetta, gli alletati, i capigruppo dei partiti, Raciti e Faraone riuniti per dare luce a quella che dovrebbe essere la giunta regionale ideale per cominciare finalmente la rivoluzione e lo sviluppo che il governatore ha annunciato da sempre ma che non è mai partita.

 

 

 

La cronaca tra Palermo e Agrigento

Tanta cronaca tra la capitale della Sicilia, Palermo, e la provincia di Agrigento. I carabinieri della Tenenza di Favara, hanno arrestato Salvatore Sorce, 25 anni, accusato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sorce, sottoposto a perquisizione nei pressi della sua abitazione, è stato sorpreso in possesso di 60 grammi di marijuana. La perquisizione è stata estesa al suo domicilio, dove i militari hanno sequestrato 1 grammo e mezzo di hashish e 2mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Salvatore Sorce è stato ristretto ai domiciliari. Ad Agrigento, nella frazione del Villaggio Mosè, in via Mattia Pascal, ignoti banditi si sono arrampicati su una scala, hanno forzato l’ infisso di un balcone, sono entrati dentro un’ abitazione, al primo piano di una palazzina, e hanno rubato 2 televisori, argenteria e altri oggetti di valore per diverse migliaia di euro. Sul posto, allarmati dai proprietari al rientro, sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volanti. In territorio di Racalmuto, lungo la statale 640, ignoti ladri, a bordo di un’automobile, hanno sfondato la vetrata del bar della stazione di servizio Esso, e hanno rubato marche da bollo, due scatole di sigarette, diversi blocchi di Gratta e Vinci e alcune centinaia di euro in cassa. Il titolare, scoperto il raid, ha lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Racalmuto e la Scientifica dell’Arma. A Palermo, invece, i poliziotti hanno arrestato Roberto e Vincenzo Bellante, di 39 e 21 anni, padre e figlio, perché avrebbero coltivato marijuana nella villa confiscata al boss Pietro Aglieri. L’immobile si trova nel rione Guadagna. I due sono stati sorpresi in flagranza. Al primo piano della villa sono state scoperte una cinquantina di piante, riscaldate da lampade alogene. Due deumidificatori hanno mantenuto la temperatura costante nelle camere, trasformate in serre. I tecnici dell’Enel hanno inoltre scoperto che l’impianto elettrico è stato allacciato abusivamente alla rete. Falso allarme bomba al palazzo di giustizia di Palermo. Una telefonata anonima al centralino del tribunale ha annunciato la presenza di una bomba nel palazzo e che l’ordigno sarebbe scoppiato in mattinata. Sono scattati gli accertamenti, tra Carabinieri e Polizia scientifica. L’allarme si è rivelato infondato.

 

 

MANIFESTAZIONE A PALERMO DEI LAVORATORI SICILIANI IL 18 OTTOBRE

I lavoratori agrigentini testimoni della crisi che ha devastato il tessuto economico e sociale manifesteranno insieme agli altri lavoratori siciliani giorno 18 prossimo in piazza Indipendenza  Palermo. ” È strano – dichiara Maurizio Saia segretario della Cisl – come in un paese in recessione in forte crisi occupazionale il Governo voglia eliminare l’art. 18 dello statuto dei lavoratori per rendere più facili i licenziamenti anziché preoccuparsi di politiche attive del lavoro, di strumenti ed azioni che attraggano investimenti e che favoriscano l’occupazione. Chiederemo a politica e governo regionale, strategie di risanamento e riduzione degli sprechi, ma anche un taglio delle tasse, generali e locali “.

Positivo l’incontro alla Regione per salvare la Cattedrale

Positivo l’incontro alla Regione  per salvare il Costone del centro storico e la Cattedrale di Agrigento. Ieri all’ufficio di  presidenza della Regione  alla presenza di Rosario Crocetta e Mariella Lo Bello, capo di gabinetto del governatore, che ha fortemente voluto l’incontro, si sono riuniti l’Arcivescovo di Agrigento mons. Francesco Montenegro, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Piergiorgio Gerratana,  il dirigente generale del Dipartimento Regionale della Protezione Civile  Calogero Foti, don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio Beni culturali della Curia di Agrigento, il prof. Teotista Panzeca, consulente della Curia e Ordinario di Scienze delle costruzioni, e   l’on. Margherita La Rocca, deputato regionale e presidente regionale dell’UDC.  Il presidente Crocetta, oltre a riconfermare l’impegno di spesa annunciato durante la conferenza stampa tenuta ad Agrigento nel novembre del 2013, ha dato incarico all’assessore Gerratana, di trovare una soluzione entro 30 giorni e di indire un tavolo tecnico-scientifico in cui gli esperti degli Enti coinvolti possano concordare le azioni da eseguire per avviare il progetto di  messa in sicurezza del costone su cui insiste la Cattedrale.  Riconfermate le fasi dei lavori da eseguire che vanno dalla stabilizzazione del pendio che prevede un pre-consolidamento propedeutico tale, che possa far resistere la Cattedrale alle vibrazioni e  all’indotto degli interventi stessi. Il prof. Panzeca,   ha proposto un intervento di preconsolidamento   sulla fabbrica del Duomo meno invasivo e reversibile rispetto a quelli prospettati dalla Protezione Civile.  Argomento che verrà approfondito durante  Il tavolo tecnico-scientifico fissato per il 16 di ottobre.

Incontro alla Regione per salvare la Cattedrale di Agrigento

Una Mamma Malata, così ha definito più volte la Cattedrale di Agrigento l’arcivescovo Montenegro e sono tante le omelie dove con dolore ha gridato alle istituzioni chiedendo di trovare una soluzione per salvare il costone dove erge la Cattedrale di Agrigento. Nella giornata di oggi il governatore siciliano Rosario Crocetta, Don Franco e Mariella Lo Bello, adesso capo di Gabinetto del governatore si incontreranno in una riunione privata. (int. Mariella Lo Bello) L’incontro è stato voluto proprio dalla Lo Bello,  ex assessore al territorio nella giunta Crocetta che per prima si era spesa per il reperimento delle somme necessarie per mettere in sicurezza il centro storico e riaprire la Cattedrale. (int. Mariella Lo Bello) Un incontro per  far luce  sui fonti di finanziamento, definire interventi e progetti per salvare il costone e quindi anche la Cattedrale, che è il simbolo di un’Agrigento Cristiana.

Ars Crocetta cerca l’inciucio

Dalla rivoluzione siciliana, all’inciucio alla siciliana il passo è breve. Il governo Crocetta, ormai orfano del sostegno di buona parte del Partito Democratico, rischia di non vedere l’alba del 2015. E allora ecco che si fanno sempre più insistenti le voci di un grande inciucio con pezzi del centro destra, residui del Pd e delle altre forze politiche presenti all’Assemblea Regionale Siciliana. I deputati Di Mauro, Musumeci , Cordaro, D’Asero, Falcone e Fazio hanno inviato un comunicato congiunto, attraverso il quale lasciano intendere la loro disponibilità alle larghe intese. Nella nota si legge che l’unica vera possibilità è quella di mettere rapidamente in moto l’attività legislativa dell’Ars, approvando con urgenza alcuni provvedimenti legislativi strategici contro le emergenze della Sicilia, per passare, poi, la parola ai siciliani.Insomma potrebbe aprirsi uno scenario assolutamente imbarazzante per l’attuale maggioranza che ha sempre ostentato una sorta di patente di legalità rispetto a tutte le altre forze politiche. Le ultime evoluzioni del pensiero crocettiano incontrano feroci resistenze anche da parte del deputato regionale Calogero Firetto.

FIRETTO

Dunque l’ipotesi di staccare la spina al Governo non appare così remota. Anche quello che è stato sempre considerato il “pezzo da 90” della giunta, ovvero l’assessore alla Salute Lucia Borsellino potrebbe presto abbandonare la nave capitanata dal Presidente del Megafono. Voci non confermato danno la Borsellino in partenza per Roma. Per lei si profila un posto di sottosegretario nel Governo Nazionale.

ARS, per Crocetta niente rimpasto

Rimpasto all’Ars se ne parla ma non si fa. Il governo regionale ha vissuto un  pesante mese di agosto, la vicenda legata al flop day del piano giovani ha dato una batosta finale alla già precaria situazione del governo. Della mozione di censura alla Scilabra Crocetta non ne vuole proprio sentire parlare e se il segretario regionale del Pd Raciti assicura che voteranno la mozione, Crocetta la respinge e conferma l’assessorato della formazione alla Scilabra.  Ma la mozione riguarda anche altri assessori, a riceverla da parte di UDC e parte del PD anche Roberto Agnello assessore all’economia.  Crocetta chiede all’assessore al territorio e ambiente  Maria Rita Sgarlata di dimettersi, visto i dubbi sulle autorizzazioni  per la realizzazione di una piscina nella sua villa, anche se gli ambientalisti la difendono. Il tanto atteso incontro romano tra  il vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, Raciti, Davide Faraone e  Crocetta non si è svolto. Chiaro segnale che sia Crocetta che i vertici del partito romano non sono interessati a predisporre  una nuova giunta. Anzi sembra che il governo nazionale non lo voglia proprio e frena. E  Crocetta annuncia che il rimpasto non ci sarà perchè non è la priorità.  Situazione che rende ancora più tesi i rapporto tra il partito ed il governo. Crocetta che in realtà si è recato al Viminale ma si è preoccupato di tutt’altro, ossia discutere con i funzionari del ministero dell’interno e del servizio di protezione, di un protocollo d’intesa per facilitare le assunzioni di testimoni di giustizia. Ma Crocetta cerca di fortificare  i punti cardini della sua debole maggioranza,  si è incontrato anche con D’Alia e Faraone  dove hanno parlato di progetti per rilanciare un’azione di governo  tramite la costruzione di una manovra finanziaria quater in autunno e  la predisposizione di una nuova programmazione europea. Raciti, che aveva consegnato al vice di Renzi la proposta del Pd siciliano per la giunta di governo, confermando i due assessori di area Renzi   Bruno e Agnello e all’inserimento  dei cuperliani Angelo Villari e Cataldo Salerno, vicini all’area Crisafulli, adesso dichiara che il termine per trovare un intesa con Crocetta è scaduto. Tanti i nodi da sciogliere il 15 settembre è   la data in cui il gruppo del Pd si riunirà all’Ars e si confronterà con Crocetta.     

“Spese pazze” all’Ars , indagati sette agrigentini

Ci sono anche 7 agrigentini tra gli 83 destinatari degli avvisi di proroga delle indagini , notificati  dalla Procura della Repubblica di Palermo e dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’indagine sulle presunte “spese pazze” sostenute dall’Assemblea Regionale Siciliana  in questi ultimi anni. Si tratta di  Luigi Gentile, Roberto Di Mauro, Michele Cimino, Salvatore Cascio, Vincenzo Marinello, Giacomo Di Benedetto,deceduto lo scorso luglio, e Giovanni Panepinto. Per tutti, l’ipotesi di reato è quella di peculato. I soldi destinati a  usi istituzionali, venivano usati per usi personali stando ai risultati dell’inchiesta condotta  dal procuratore aggiunto  di Palermo  Leonardo Agueci. Tra le spese pazze,  duemila euro spesi in una gioielleria, bonifici impegnati per acquistare un’auto di lusso e shopping sfrenato. Dalla borsa Louis Vuitton, a cravatte e profumi. Ma anche cialde per il caffè, mance al bar, intimo, soggiorni in alberghi di lusso, e persino fumetti: tutto accompagnato da note di credito al fine di ottenere i rimborsi. Nell’inchiesta risulta coinvolto oltre un terzo del Parlamento siciliano. Ci sono anche  il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone e l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo.

Silvia e Oieni dirigenti alla formazione e al lavoro.

Adesso è ufficiale Anna Rosa Corsello non è più Dirigente del dipartimento alla Formazione e interim al   lavoro. Lo ha annunciato il governatore della Regione Sicilia Rosario Crocetta ieri in conferenza stampa. Ha accettato le dimissioni della Corsello e ha dato all’ex dirigente la colpa di avere mal gestito tutta la vicenda piano giovani, dal flop del clic day a causa dell’inefficienza di ETT,  alla pubblicazione del nuovo bando di giorno 18. In particolare la Corsello pubblicando frettolosamente il nuovo bando ed accorpandolo al precedente ha sottratto risorse economiche al primo, creando un danno erariale che a dire di Crocetta la dott.ssa Corsello dovrà rispondere. I posti che così sono passati da 2000 a ventimila vede accorpati i due progetti  Piano Giovani e Garanzia Giovani, bando che doveva partire il 22 settembre, data non confermata da Crocetta che ha sulla questione  molti dubbi da sciogliere. Crocetta ritiene di salvare i primi 800 tirocini assegnati ed anche una buona parte delle assegnazioni del 5 agosto, il giorno del flop day per intenderci, chiarendo che eventuali ricorsi verrebbero a gravare nella già difficile situazione economica del progetto. A questa vicenda si aggiunge anche quella di Italia Lavoro, infatti se si scioglie il contratto con questa società non ci sarà chi potrà occuparsi delle nuove selezioni, a Sicilia e servizi non può essere affidata la gestione del piano giovani a causa della mancanza di personale che non sarebbe sufficiente alla mole di lavoro a cui verrebbe sottoposta, e neanche la stessa si trova nelle condizioni di potere assumere altro personale. Impossibile usufruire dei  centri per l’impiego che oltre a rallentare le selezioni, non dispone di personale adeguatamente  formato.  Dunque l’affidamento a Italia Lavoro rimane,  anche perchè revocare il contratto e affidare il lavoro ad altre società sarebbe conseguenza di ricorsi legali con altro danno erariale per il governo. E intanto il 22 settembre si avvicina ma Crocetta ha ormai dichiarato che la data verrà spostata anche di un mese, se sarà necessario, questo per evitare altri flop. Intanto sono stati nominati i nuovi dirigenti, Gianni Silvia, capo di Gabinetto del Presidente, adesso dirigerà  il Dipartimento alla Formazione, mentre la dirigenza al dipartimento del  Lavoro  va a Lucio Oieni, attuale capo di gabinetto dell’assessore Giuseppe Bruno.

Piano Giovani: V Commissione parlano Corsello e Scilabra

Piano Giovani: il giorno della resa dei conti è arrivato e dopo “la ricognizione” da parte della Corte dei Conti e l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Palermo, oggi è il governo regionale a volerci vedere  chiaro. Questa mattina intorno alle 11 in Commissione lavoro è stata ascoltata la Corsello, ex dirigente alla formazione ed interim al dipartimento lavoro, sì ex, perchè a quanto pare già l’8 agosto avrebbe presentato formali dimissioni con una lettera che si troverebbe sul tavolo di Crocetta. Rinuncia al posto di dirigente alla formazione e a quanto pare sarebbe stato ritirato in questi giorni l’interim al Lavoro. Dato comunque che lascia qualche perplessità visto che la dirigente il 18 agosto aveva pubblicato sul portale regionale il nuovo bando del piano giovani. Questa mattina la Corsello ha portato in commissione lavoro un dossier in cui praticamente addossa le colpe del flop delle assegnazioni dei tirocini del 5 agosto all’assessore Nelli Scilabra e accusa l’assessore di averle imposto l’affidamento diretto a Italia Lavoro. La Scilabra si difende e  accusa  la Corsello di “illazioni nella relazione che avranno conseguenze legali” e sottolinea la presenza di atti amministrativi a firm a deella Corsello dove indica Italia Lavoro e Sviluppo Italia Sicilia come unica società possibile a gestire il bando. Poi in preda all’emozione  dichiara che a crollare è stato un portale, un server non il  piano giovani: (intervento Nelli Scilabra) La Scilabra definisce la vicenda uno spettacolo raccapricciante  agli occhi dei giovani, spettacolo teso  ad attaccare la sua figura. Intanto Crocetta cerca di evitare una guerra tra assessori e dirigenti soprattutto quando a farne le spese sono i giovani che aspettano chiarezza sul bando del piano giovani che non va perduto ma perfezionato.

Piano Giovani: ok per 800 Tirocini, scontro tra Scilabra e Falcone

Non si spengono  i riflettori sulla vicenda del  piano giovani, che di ora in ora si arricchisce  sempre di forti novità. Nelle settimane scorse, visto il flop del click day, La Dirigente alla Formazione Anna Rosa Corsello aveva annullato l’assegnazione dei  1600 tirocini del 14 luglio e del 5 agosto. E allo stesso tempo aveva pubblicato un nuovo bando che accorpava il precedente, quindi ai giovani tra i 25 ed i 35 anni adesso si aggiungono i giovani tra i 18 ed i 29 anni ampliando l’offerta da 2000 posti a ventimila. Crocetta che aveva bacchettato la Corsello, accusandola di volere “fare la Prima della classe”, adesso conferma la regolarità dei primi 800 tirocinanti selezionati, che secondo la relazione di Sicilia E Servizi, sono stati assegnati senza alcuna irregolarità. Dunque annullati solo i tirocinanti selezionati il 5 agosto, il giorno del flop-day, per intenderci. Intanto domani in Commissione Lavoro verrà ascoltata la Corsello che dovrà spiegare il perchè delle sue azioni, intanto Crocetta specifica che in tutta questa vicenda il governo non ha alcuna responsabilità, e una volta  accertate  di chi siano  con fermezza dichiara: “chi ha sbagliato deve pagare”. Intanto la Scilabra dopo essere stata ascoltata dalla Procura di Palermo, che ha aperto un’inchiesta contro ignoti, ha dato mandato ai propri legali di procedere sia in forma civile che in forma penale nei confronti di Falcone, capogruppo di Forza Italia,  per le  “infamanti e calunniose dichiarazioni”. Così  ha definito l’assessore Scilabra il dossier per cui svelerebbe, secondo Falcone,  un presunto caso di clientelismo nella selezione dei 94 esperti di facebook.  La Scilabra accusa Falcone di voler confondere le acque e lo stesso risponde che il tentativo era quello non di confondere  ma di fare chiarezza sulla vicenda. Intanto sul social network  twitter arriva la solidarietà all’assessore regionale alla formazione Nelli Scilabra: è partito un  hashtag #IostoconNelli, a condividerlo, ragazzi della  Rete Universitaria Mediterranea, che è il bacino di riferimento dell’assessore. Nel frattempo si aspetta di sapere come e se il nuovo bando del piano giovani verrà modificato dopo che sarà esaminato dal governatore Crocetta.

Piano Giovani: la Procura di Palermo apre un’inchiesta

Dopo l’apertura di un fascicolo sul piano giovani da parte della Corte dei conti che dovrà accertare eventuali danni erariali, adesso anche la Procura di Palermo vuole vederci chiaro ed apre un’inchiesta, a coordinare le indagini il procuratore aggiunto Dino Petralia. Il fascicolo è a carico di ignoti, attualmente non c’è nessun indagato. In giornata sarà ascoltata l’assessore regionale alla formazione professionale Nelli Scilabra come persona informata sui fatti, ed in seguito sarà ascoltata anche la dirigente alla formazione e del dipartimento al Lavoro Anna Rosa Corsello. Il magistrato sta indagando in merito agli affidamenti diretti effettuati dalla Regione a Italia Lavoro e alla Ett, la prima incaricata di gestire il pianogiovani, la seconda di personalizzare il portale Silav e gestire il click day, fallito come è noto il 5 agosto. Italia Lavoro, che intanto annuncia ricorso per la revoca del contratto da 5 milioni di euro avvenuto dopo il flop day, è inoltre destinataria di  altri 1,9 milioni di euro, per  monitorare delle linee che riguardano gli interventi per i “giovani professionisti”, “giovani in impresa”, il “rafforzamento del sistema dell’apprendistato”e il “miglioramento della governance del mercato del lavoro”. Ma considerato la norma voluta da Crocetta per cui il governo regionale non può erogare fondi a società che abbiano contenziosi con la regione, anche questo ulteriore finanziamento potrebbe essere bloccato. Da chiarire la posizione  di Formez e Sviluppo Italia che insieme ad Italia Lavoro  dovrebbero occuparsi di  “assicurare il miglioramento della capacità gestionale dell’amministrazione regionale, favorire processi di internalizzazione delle competenze”, e “garantire una valutazione periodica del Piano volto a migliorare la qualità, l’efficacia e la coerenza degli interventi previsti rispetto alla strategia e all’attuazione del Piano giovani”. Insomma ancora tutto rimane in sospeso, e tra indagini della procura, mozioni di sfiducia all’assessore Scilabra e pioggia di critiche da parte del mondo politico, fermo il dato per cui le domande per partecipare ai tirocini partiranno il 22 settembre prossimo.