Morte sospetta di un giovane empedoclino

La morte di un giovane empedoclino di 29 anni è stata annunciata dai suoi cari sui social network. In un post pubblicato da un cugino del giovane scomparso, scrive di una broncopolmonite curata al Policlinico di Palermo ma che, durante la degenza in ospedale, forse a causa delle difese immunitarie basse, avrebbe contratto una non precisata patologia che secondo il parente, sarebbe stata trasmessa da un paziente straniero ricoverato nella stessa stanza. Una pubblica denuncia che quindi solleva dei dubbi sulla morte del giovane agrigentino che era abbastanza conosciuto a Porto Empedocle.

IL Buccheri La Ferla di Palermo celebra i “30 anni di accoglienza alla vita”

“30 anni di accoglienza alla vita”. Un congresso sulle patologie ostetriche organizzatodall’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo in vista del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
dell’ospedale. Per l’occasione, l’Unità Operativa Complessa di ostetricia e ginecologia, diretta dalla dott.ssa Maria Rosa D’Anna ha organizzato un congresso dal titolo: “Multidisciplinarietà e Patologie ostetriche”.

Atteso dagli specialisti è l’incontro di domani, 17 Maggio, presso il San Paolo Palace diPalermo (dalle ore 9,00 fino alle ore 18,30).
Da parecchi anni, l’Unità Operativa di Ostetricia è il primo punto nascita della Sicilia con circa 2500 parti l’anno, 67 mila nel corso dei 30 anni.

In occasione del 30° anniversario dell’apertura del Dipartimento Materno Infantile
– dichiara la dott.ssa D’Anna -abbiamo pensato di organizzare un evento  scientifico che propone temi di patologia ostetrica con i quali quotidianamente ci confrontiamo, oltre ad una serie di progetti inerenti la specialità, che stiamo portando avanti, nell’intento di migliorare i risultati della salute materno-feto-
neonatale. Nelle varie sessioni – continua –  saranno presentati casi clinici commentati da un diversi esperti e saranno esposte le linee guida attuali e gli studi in corso sull’argomento. Ogni professionista deve conoscere le azioni da svolgere, in quale sequenza ed in quali tempi. Occorre standardizzare il più possibile i processi per condurre una assistenza puntuale, precisa ed aderente alle procedure ed alle linee guida. In ambito di emergenze ostetriche oltre alla simulazione il confronto clinico fra diversi professionisti rappresenta – conclude – una grande risorsa”.

Elezioni regionali, centro sinistra spaccato: sulle primarie Faraone bacchetta Crocetta

“E’ legittimo che il presidente voglia difendere cinque anni di governo in Sicilia. Ma non accettiamo lezioni di democrazia. Renzi e la classe dirigente del Pd, sottoscritto compreso, hanno posto le primarie al centro del nuovo corso”. Parla Davide Faraone sottosegretario alla Salute e guida dei renziani siciliani. Lo fa all’indomani della ‘minaccia’ del presidente della regione che vuole essere candidato o azzererà la giunta e torna a chiedere le primarie. Faraone, però, sceglie il Mattino, giornale di Napoli per esprimere la sua opinione politica. “Le primarie furono proposte a Crocetta a suo tempo – ricorda il sottosegretario – gli chiedemmo la disponibilità per i primi di luglio, ma il governatore rifiutò: le avvertiva come una sorta di messa in discussione della sua avventura politica. Come può chiederle adesso a due mesi dalle elezioni, e senza la disponibilità dei partiti di coalizione?” Per Faraone il tempo è scaduto e ribadisce che il candidato è Fabrizio Micari “Il Pd ha abbracciato un altro progetto, e sarebbe saggio pensare al bene del partito. La sua è una richiesta strumentale, un detonatore che mira a far esplodere la coalizione”. Il sottosegretario poi contesta l’idea di Crocetta in base alla quale il progetto Micari sarebbe perdente: “Io credo che la candidatura di Micari sia viceversa di alto profilo perché rappresenta l’unica vera novità in campo per la vita politica dell’Isola. Un candidato eccellente, rettore di un’università importante come quella di Palermo, che rappresenta per giovani e precari siciliani un importante segnale di attenzione. Gli altri parlano di vento nuovo, ma Cancelleri è stato già candidato alle regionali, e Musumeci è al terzo tentativo. Non proprio due volti nuovi”. Sulla scelta di Mdp di candidare Claudio Fava il sottosegretario, poi, nutre ancora delle speranze: “Il mio auspicio è che Mdp torni sui suoi passi. Erano stati loro stessi, insieme a Sinistra italiana, a proporre la candidatura di Micari nei colloqui con il sindaco Orlando. Ma hanno fatto retromarcia a causa di Alternativa popolare”.

Ritardi sui lavori della Palermo – Agrigento. Operai in sciopero

Il cantiere dovrebbe concludersi entro il 2018, con un anno di ritardo rispetto ai 1200 giorni previsti a inizio 2014. Il via al progetto risale al 2001. Ma adesso una variante di percorso con costi aggiuntivi rischia di consegnare agli automobilisti un’opera incompleta, mentre si licenziano lavoratori. Non c’è pace per gli sfortunati 34 chilometri che separano Bolognetta e Lercara Friddi.

Oggi, è stato proclamato uno sciopero di due ore nel cantiere Bolognetta – Lercara, . Dopo un’assemblea con i lavoratori, è stata proclamata l’astensione dal lavoro in quanto l’azienda non ha dato risposte ai sindacati in merito alla proroga dei contratti a tempo di 15 operai in scadenza il 31 luglio. “Contestiamo la scelta dell’azienda di non confermare questi contratti malgrado dall’incontro con l’Anas, dei giorni scorsi, sia emersa invece la necessità di aumentare la produzione del cantiere – dichiarano Ignazio Baudo, Paolo D’Anca e Francesco Piastra per Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Palermo- Chiediamo la proroga dei contratti e di avviare un confronto con l’azienda per discutere dell’assetto produttivo del cantiere”.

Se non arriveranno risposte, i 101 lavoratori impegnati nelle opere di ammodernamento del tratto della Palermo-Agrigento, lunedì faranno un presidio davanti agli uffici della Bolognetta spca, dopo lo svincolo di Villafrati, per continuare la protesta.

Il Cua contro la Regione

E’ braccio di ferro tra il consorzio universitario di Agrigento e la Regione. Il Cda del Cua ha deliberato d’impugnare davanti al Consiglio di giustizia amministrativa il decreto regionale relativo al protocollo d’intesa che è stato firmato tra gli assessori Alessandro Baccei e Carlo Vermiglio e le tre università statali siciliane, che di fatto priva della propria competenza i territori in cui insistono i Consorzi universitari, delle loro prerogative di programmazione e di definizione di politiche di sviluppo del decentramento universitario. Lo ha dichiarato il Cua attraverso una nota stampa. “Nell’ordinanza emessa dal Tar – si legge – emerge che i consorzi universitari siciliani abbiano provveduto alle modifiche statutarie previste dal decreto assessoriale che subordinano la concessione dei contributi Regionali previo adeguamento degli statuti dei consorzi. In realtà nessun consorzio universitario, fatta eccezione per quello di Trapani, ha provveduto a tali modifiche, non condividendone i contenuti dello stesso protocollo d’intesa”. “Peraltro, l’Assemblea regionale siciliana con un ordine del giorno approvato da tutti i gruppi parlamentari, – aggiungono dal Cua – ha invitato l’assessore Baccei a disdettare tale protocollo d’intesa senza indugio alcuno e ad attivare da subito un tavolo di confronto tra l’amministrazione regionale, le università operanti in Sicilia e i Consorzi universitari siciliani per la individuazione di alcune linee guida alle quali ispirare una riforma organica sui consorzi”.

Gdf sequestra 800 grammi di hashish grazie al fiuto di “Tasko”

Il fiuto di “Tasko”, il cane della Guardia di finanza, ha “incastrato”, alla stazione ferroviaria di Agrigento, un palermitano ventisettenne. E’ stato trovato in possesso di otto panetti di hashish, occultati dentro una borsa a tracolla, per un peso complessivo di 800 grammi.  Le Fiamme gialle, ieri pomeriggio, hanno effettuato – nell’ambito di una costante azione di prevenzione e repressione del traffico illecito e della commercializzazione di sostanze stupefacenti – un controllo alla stazione ferroviaria di Agrigento. C’erano anche le unità cinofile. E “Tasko” non s’è fatto sfuggire il giovane, proveniente dalla stazione di Bagheria, che aveva la droga. Il ventisettenne, A. M. G., è stato arrestato per l’ipotesi di reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.  I finanzieri hanno accertato anche che, al momento dell’arresto, il giovane era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Dopo le formalità di rito, il giovane è stato accompagnato alla casa circondariale di contrada Petrusa.

Rosario Crocetta. “Io mi ricandido di sicuro”

Non si sarebbe candidato solo se Pietro Grasso avrebbe detto “si” a correre alla poltrona di presidente della Regione siciliana. Dunque, Rosario Crocetta ci sarà . “Io mi ricandido di sicuro”: Rosario Crocetta così rompe gli indugi e rilancia la propria corsa verso un nuovo mandato a Palazzo d’Orleans. Dopo il no del presidente del Senato è partito un pressing da parte di tutti i partiti ma la frase  di Crocetta è un indizio che porta a ritenere che potrebbe arrivare un altro no. E a questo punto la partita si riapre, almeno per Crocetta. Il presidente uscente della Regione si dice certo di poterci riprovare con qualunque formula: «Il Pd vuole fare le primarie? Ok, misuriamoci e vediamo chi ha più voti». È un messaggio rivolto ai leader delle altre correnti, da Giuseppe Lupo a Davide Faraone, già impegnati in candidature alternative o personali. E per rafforzare la propria corsa bis, Crocetta ha colto al balzo il via libera al bilancio della Regione appena arrivato dalla Corte dei Conti: «Quando sono stato eletto ho trovato un buco di due miliardi, ora i conti sono in attivo. È vero, i magistrati contabili ci hanno suggerito alcune azioni correttive. Le farò se sarò ancora presidente della Regione…». Ma il segretario del Pd, Fausto Raciti, stoppa subito le ambizioni del presidente: “Prima le alleanze, poi il candidato”. Segnale che il partito lavora in una direzione totalmente diversa a quella della ricandidatura di Crocetta, visto anche la contrarietà esplicitata da tutti gli altri leader della coalizione di centrosinistra.

Sicilia. Crocetta:”Mi impegnerò fino in fondo a portare avanti il processo di riscatto e crescita della Sicilia”

“Avevo aderito con sincerità e lealtà al progetto Grasso  Presidente. E credo che non esistano precedenti di presidenti della Regione  uscenti, che abbiano dimostrato tanta lealtà nei confronti del proprio partito  e della coalizione con la quale ha governato”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana Rosario  Crocetta.  ” Occorre adesso -continua Crocetta- riprendere il   confronto unitario, partendo dalla valutazione del  grande lavoro che è stato  svolto alla Regione in questi anni e che ha salvato la Sicilia.  La Regione non  può essere affidata a pericolose avventure di governo che ripropongono gli  schemi di quel passato che l’ha distrutta.  Indietro non si torna e tale consapevolezza mi  spinge a lottare e a  impegnarmi con maggior vigore, fino in fondo, per fare della Sicilia una delle  terre più avanzate e più ricche d’Europa, in un percorso di trasparenza e  legalità”

Mariella Lo Bello: “I bandi in Gazzetta Ufficiale. Pioggia di milioni per le imprese siciliane”.

Sono in Gazzetta Ufficiale le 4 azioni del PO – Fesr per complessivi 170 milioni di euro  di competenza dell’ Assessorato Regionale delle Attività Produttive. Ne da comunicazione l’ Assessore Regionale al ramo Mariella Lo Bello che afferma “Con questo lavoro che abbiamo portato a termine, le imprese siciliane potranno avere sostegno nell’innovazione, supporto  per le nuove idee, determinando nuova occupazione stabile e creando nuove prospettive di crescita. La Sicilia adesso ha gli strumenti per essere competitiva, servono solo uomini e progetti”.

Palermo è capitale italiana della cultura 2018

Palermo è la capitale italiana della cultura 2018, è stato il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ad annunciarlo. La scelta della giuria presieduta da Stefano Baia è caduta quindi sul capoluogo siciliano, serrata era la concorrenza tra le altre città finaliste, figuravano infatti Alghero, Trento, Recanati, Ercolano e l’altra siciliana, Erice. “La candidatura è sostenuta da un progetto credibile, di altissimo livello supportato da tutti i partner istituzionali” ha commentato il ministro Franceschini. Tre anni e mezzo dopo la bocciatura di Palermo della candidatura a capitale europea della cultura 2019, l’amministrazione comunale guidata da Leoluca Orlando ci ha riprovato: e stavolta ci è riuscita. Palermo, qualche settimana fa, è stata proclamata anche capitale italiana dei giovani per il 2017. Nel dossier presentato dal Comune, si è fatto leva su Manifesta1.2, una fra le principale biennali di arte contemporanea su scala mondiale che si svolgerà in città proprio nel 2018. Ma hanno anche utilizzato il riconoscimento Unesco percorso arabo-normanno di Palermo, Monreale e Cefalù patrimonio dell’umanità. E ancora il boom di turismo, con i visitatori che sono aumentati a vista d’occhio anche come conseguenza del terrorismo che ha reso insicure le mete del Nord Africa. La storia e la cultura millenaria di Palermo quindi saranno degni testimoni dell’immenso patrimonio culturale del “Bel Paese”. Il riconoscimento del MIBAC, avrà influenze positive nel centro palatino, soprattutto per quanto riguarda l’atteso incremento turistico. Circostanza quest’ultima a cui aspira anche un altro capoluogo siciliano, Agrigento. Nella città dei Templi infatti, recentemente l’amministrazione comunale, ha incaricato una società ad elaborare un report da presentare al ministero per la candidatura di Agrigento a capitale italiana della cultura 2020.

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Diritti negati, il Tg 5 si occupa del calvario di una maestra di Favara

In un Paese paralizzato dalla burocrazia, dove dilaga la corruzione, i cittadini onesti per ottenere i propri diritti, spesso ricorrono alle denunce pubbliche tramite i media nazionali, nell’auspicio che le segnalazioni, grazie al clamore mediatico, possano trovare una risposta. Questo è stato il caso, ad esempio, di un’insegnante di Favara, che grazie all’intervento del TG5 e nello specifico del giornalista agrigentino Carmelo Sardo, ha potuto rendere noto il calvario a cui è sottoposta. Prima di addentrarci nella storia che la signora ha raccontato all’inviato di Mediaset però, occorre contestualizzare l’ambiente in cui questo accade. Siamo in Provincia di Agrigento, dove è in corso l’inchiesta “La carica delle 104”, l’indagine che vede coinvolte oltre un centinaio di persone, mira a fare luce su un presunto giro di truffe attuate da soggetti che, mediante certificazioni mendaci (ottenute grazie alla disponibilità di alcuni operatori sanitari) hanno usufruito i benefici previsti dalla Legge 104 che, nel caso degli insegnanti, serve ad ottenete l’assegnazione di una cattedra nella Provincia di residenza. Uno scandalo, questo dei furbetti delle 104, che vede proprio in Favara e Raffadali i centri più attivi nell’organizzazione dei rilasci delle certificazioni false che attualmente sono al vaglio della Magistratura. Fatta la dovuta premessa, passiamo ad esaminare il caso della signora Carmen. Una vita felice per la giovane docente, che con sacrifici, dopo un breve periodo da precaria, riesce finalmente ad ottenere la cattedra in una delle Province del Nord. Poi, con l’arrivo della prima figlia, il trasferimento provvisorio in Sicilia. IL calvario della signora Carmen però nasce con l’arrivo di Filippo, un bambino affetto da una rarissima encefalopatia e che proprio per la situazione clinica, necessita di assistenza continua. La mamma, inizia quindi a chiedere al Ministero dell’Istruzione di poter lavorare in un luogo vicino al proprio bambino. Richieste che non sono mai state accolte. Grazie ad una Legge, Carmen, comunque riesce a lavorare per tre anni alla Procura della Repubblica di Agrigento come cancelliere. Scaduti i 36 mesi però, Carmen è tornata ad insegnare a Palermo, centro distante circa a 3 ore di macchina dalla sua abitazione. Poi arriva la riforma della “Buona Scuola” di Renzi e paradossalmente, la mamma (insegnante di ruolo) che da circa 6 anni chiede al ministero di essere trasferita in una scuola della sua Provincia per poter essere vicina al figlio gravemente malato, non ottiene una cattedra nell’agrigentino perchè i posti, 52 per l’anno scolastico in corso, sono stati assegnati ad altrettanti docenti precari in possesso della famosa 104 personale. Carmen, anche lei è in possesso della 104, ma non quella personale, quindi ai fini della graduatoria, la mamma che al ritorno dal lavoro da Palermo anziché riposare è costretta a rimettersi in viaggio per Canicattì per portare Filippo in una struttura di riabilitazione, non può lavorare nella sua zona. Per esigenze che tutti, tranne lo Stato, comprendiamo, la mamma è spesso costretta ad usufruire dei congedi, in totale sono di due anni quelli concessi per la carriera degli insegnati. La signora Carmen li ha già quasi esauriti e da maggio prossimo, se le cose non cambiano, sarà costretta a lasciare il mondo dell’insegnamento. La signora si sente una vittima del sistema, gli abusi che negli anni si sono fatti dei benefici legati alla 104, dovrebbero far riflettere soprattutto chi, ottenendoli in modo illecito, toglie inesorabilmente il diritto a chi ne ha estremamente bisogno. L’auspicio naturalmente è che la dignità della lavoratrice e mamma, venga presa in considerazione dallo Stato che a volte, consentiteci, sembra quasi favorire i furbetti rispetto alla gente onesta che chiede solo ciò che gli spetta.

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Maltempo: Dichiarato lo stato di calamità in Sicilia

In seguito alle recenti ondate di maltempo che si sono abbattute in Sicilia, la giunta regionale ha dichiarato lo stato di calamità e richiesto lo stato di emergenza. A Palazzo D’Orleans inoltre è stato varato un emendamento che assegna alla Protezione Civile 10 milioni di euro per coprire le spese degli enti locali che hanno anticipato i fondi per gli interventi in somma urgenza e 20 milioni in più, oltre ai 70 già previsti nel Poc, per intervenire su situazioni a rischio. Intanto la sezione di Sciacca della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, chiede alla locale amministrazione comunale , di sospendere i tributi locali per le aziende che hanno subito danni dai nubifragi. “Il tessuto produttivo saccense, messo già a dura prova dalle dinamiche congiunturali legate alla crisi economica nel suo complesso – spiega in una nota il presidente Giuseppe Catanzaro – sta soffrendo ulteriormente e rischia il collasso sotto il peso di queste devastanti precipitazioni e allagamenti che hanno messo in ginocchio la nostra città”.

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Lo Bello: “selezionate le imprese che parteciperanno alle fiere”

“Sono state selezionate le imprese che parteciperanno alle Fiere dei settori artigianato, agroalimentare e nautica, scelte dall’ Assessorato Regionale delle Attività Produttive, nell’ambito dell’attività svolta dal servizio di internazionalizzazione e che si svolgeranno prossimamente in Italia e all’estero”.
Ne da comunicazione l’ assessore regionale delle attività produttive Mariella Lo Bello che sottolinea “ c’è stata una folta partecipazione  all’avviso che abbiamo emanato. Le aziende scelte, i cui elenchi sono pubblicati sul sito istituzionale dell’ Assessorato e dello Sprint, hanno avuto la priorità, per fatturato e capacità produttiva, valutati come adeguati alla partecipazione. E’
stato anche considerato il possesso di sito web funzionante, come requisito indispensabile per la presenza alle manifestazioni in programma”.

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Piano Giovani. Slitta la data di avvio in Sicilia

E’ stata riattivata la seconda selezione del Piano Giovani per 800 tirocinanti. A darne notizia è stato l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale Bruno Marziano che annuncia entro l’anno altri 1000 tirocini. In 79 hanno rinunciato all’adesione e ,nei 721 rimanenti, per 227 è stata già effettuata la verifica per l’assunzione nelle imprese mentre per i restanti 494 si sta verificando la disponibilità sia dei tirocinanti che delle aziende. «Con l’attivazione delle procedure della seconda finestra – ha dichiarato l’assessore regionale Bruno Marziano -, più di mille giovani potranno essere immessi nel mondo del lavoro e procedere con il loro tirocinio. A conclusione della seconda finestra questo assessorato si ripromette di avviare la terza e conclusiva finestra che riguarderà un numero di giovani variabile in grado di completare il monte totale di tirocinanti stabilito in 2200 giovani. Esprimo soddisfazione perché quello che sembrava un diritto negato si è trasformato nella possibilità data a tanti giovani siciliani di formarsi professionalmente in ambito lavorativo».

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Il TAR condanna l’assessorato regionale della Salute su sanzioni per aggregazione tardiva dei laboratori di analisi

I titolari di due laboratori di analisi cliniche con sedi rispettivamente a Palma di Montechiaro e Aragona, si erano appellati al TAR Sicilia, per impugnare il decreto dell’Assessore Regionale della Salute che disciplina il sistema di aggregazione dei laboratori di analisi in Sicilia , contenente una previsione di decadenza automatica dell’accreditamento nell’ipotesi di omessa presentazione, entro i termini previsti. I titolari dei due laboratori, patrocinati dagli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri hanno fatto leva sull’illegittimità di una previsione temporale assai ristretta, 60 giorni, per l’aggregazione tra laboratori per il raggiungimento di una soglia minima di prestazioni, contestualemnte i due legali, hanno anche posto l’indice sull’illegittimità della sanzione della automatica decadenza dell’accreditamento di ogni singola struttura nell’ipotesi di esito negativo del procedimento di accreditamento dell’aggregato. I difensori hanno altresì censurato la violazione dei principi comunitari in materia di concorrenza e di autonomia privata. Si è costituito in giudizio l’assessorato regionale della Salute, che chiedeva il rigetto del ricorso, avanzato dai due laboratori. Già il Presidente della Terza sezione del TAR Sicilia, aveva accolto la richiesta di misure cautelari monocratiche avanzata dai difensori , sospendendo l’efficacia della sanzione automatica contenuta nel decreto assessoriale impugnato. Da ultimo il Tar condividendo le censure formulate dagli avvocati Rubino e Alfieri, ha accolto il ricorso condannando l’assessorato regionale della Salute anche al pagamento delle spese giudiziali.

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