Agrigento, niente benedizione per i pani da lanciare al simulacro, per il rettore”il pane lo buttano i ricchi”

Nel giorno dopo la festa di San Calogero, in città si discute su un episodio che ha visto protagonista l’operatore culturale Lello Casesa in merito alla tradizione popolare dei pani votivi. Casesa, ieri mattina, unitamente alla sua famiglia si sarebbe recato nel santuario con un sacchetto di pane e ha chiesto ad un sacerdote di benedirlo per poi distribuirlo, ma il parroco si è rifiutato. Nella città dei Templi, la tradizione del lancio del pane, non solo è testimoniata nei secoli, ma rievoca la raccolta di pane che il monaco turco faceva in città, San Calogero infatti, essendo in contatto con i lebbrosi, spesso ritornava in città per chiedere del cibo, la gente però per evitare il contagio, gli lanciava il pane dalle finestre, da qui deriva dunque la tradizione di lanciare il pane al simulacro.

Ad Agrigento, il primo a puntare l’indice sullo spreco di pane era stato negli anni scorsi l’arcivescovo Francesco Montenegro.

Sulla stessa linea di pensiero l’attuale rettore del santuario, Mons. Giuseppe Veneziano che sul rifiuto di benedire il pane da lanciare al simulacro è categorico”Il pane lo buttano i ricchi, i poveri invece lo mangiano, anche duro”. Il rettore del santuario quindi non accetta il folklore legato alla tradizione popolare e si auspica che i devoti, anziché sprecare il pane lanciandolo in strada lo portassero al santuario a cui poi spetterebbe il compito della distribuzione alle famiglie bisognose.

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