Agrigento. Divieti di transito ma non per tutti. “Mani Libere” denuncia il Comune

Bike tour trophy Akragas” la manifestazione ciclistica che si è svolta ieri sulle strade agrigentine, potrebbe avere degli strascichi giudiziari a seguito di un esposto alla Procura della Repubblica presentato da Giuseppe Di Rosa, ex consigliere comunale ed attuale coordinatore del Movimento “Mani Libere”. Di Rosa, pone l’accento sul transito delle bici lungo il viale Falcone Borsellino di San Leone. Lo scorso 7 marzo infatti, con l’ordinanza dirigenziale n°39, dal Comune di Agrigento era stato instituito il divieto di transito alle due ruote a causa di un avvallamento al centro della carreggiata presente in un tratto del viale. Nell’ordinanza si legge testualmente “divieto di transito ai motocicli, ciclomotori, biciclette e comunque a tutti i veicoli a due ruote, ridotto il limite massimo di velocità a tutti i veicoli a 20 Km/h”. “Ritenuto che – si legge nell’esposto – gli organizzatori ivi compreso il Comune di Agrigento, permettendo il transito su quella strada ha di fatto messo a repentaglio l’incolumità dei circa 300 atleti partecipanti e dei motociclisti a loro seguito”. L’esposto inoltrato alla Procura e al Comando di Polizia Locale si chiude con” si denuncia il Comune di Agrigento e gli organizzatori della manifestazione per le ripetute trasgressioni, con particolare attenzione al comune di Agrigento che per l’ennesima volta – scrive Di Rosa – non da esempio di buona politica e buona amministrazione della cosa pubblica non dando un buon esempio a quanti hanno assistito e assistono al regolare trasgredire delle leggi vigenti da parte di chi amministra”.

Emergenza rifiuti a Zingarello. No alla discarica, gli abitanti chiedono l’avvio del porta a porta

20 giorni di non ritiro dei rifiuti e la discarica voluta dal Comune di Agrigento in viale del Sole nel quartiere balneare di Zingarello, cresce mettendo a rischio l’incolumità degli abitanti setssi.

Dicevamo discarica, perché nonostante da Palzzo dei Giganti, c’era stata l’intenzione di creare nel quartiere periferico un’isola ecologica per la differenzazione dei rifiuti, dalla collocazione dei cassonetti la situazione è fin da subito degenerata.

Problemi legati nono solo all’inciviltà di chi deposita in strada qualsiasi tipo di materiale, ma anche ai continui e ripetuti ritardi nel ritiro dei rifiuti.

Dopo 20 giorni, i rifiuti accumulati, così come testimoniano le immagini realizzate dall’associazione Mareamico Agrigento, occupano anche parte della carreggiata di una strada, asfaltata e illuminta a proprie spese dagli abitanti.

Di nessun intervento, negli anni, il Comune di Agrigento ha beneficiato la zona, un Ente che solo recentemente ha pesanto al quartiere regalando ai residenti un’isola ecologica rivelatasi poi una vera e propria discarica a cielo aperto.

La presenza dei rifiuti, non solo pregiudica la salute pubblica ma danneggia anche l’immagine dell’intera città. Gli abitanti, a cui è stato promesso l’avvio in estate del porta a porta, chiedono la partenza immediata del servizo e la rimozione dei cassonetti, pena plateali forme di protesta.

Agrigento. La giunta Musumeci approva il ripascimento del litorale di Eraclea Minoa e getta le basi per il centro direzionale della Regione

Poco più di 4 milioni e 95 mila euro sono stati stanziati dalla Regione Siciliana per arginare il fenomeno dell’erosione costiera che sta letteralmente spazzando via la suggestiva spiaggia di Eraclea Minoa nell’agrigentino.

Il problema, era stato recentemente amplificato dall’associazione ambientalista Mareamico Agrigento, che aveva documentato come, in pochi anni, la lingua di sabbia dorata si sia notevolmente ristretta a tal punto da determinare anche la perdita di numerosi arbusti del boschetto che un tempo si affacciava su un’ampia spiaggia.

La giunta del governo Musumeci, riunitasi in modo eccezionale ad Agrigento, ha infatto approvato il progetto di ripascimento artificiale del litorale in erosione a protezione delle arterie urbane viale Eracle, via Artemide e viale Minosse di Cattolica Eraclea.

Nel corso della riunione di Giunta è stata approvata anche la delibera che prevede la realizzazione in via Ugo La Malfa a Palermo di un unico centro direzionale della Regione. Un ambizioso progetto che vuole accorpare, i diversi edifici che ospitano gli uffici che attualemnnte invece sono sparsi in diverse zone della città capoluogo.

Allarme della procura: Rischio di terroristi sulle barche di migranti

Arrivano sulla costa agrigentina direttamente sulle spiagge. Sbarcano in gruppi di 30 o 40, a bordo di piccoli pescherecci. Sono i migranti tunisini protagonisti di una rotta migratoria che al tempo stesso è nuova e antica: una via del mare che unisce la Tunisia alla Sicilia e che preoccupa le autorità italiane. Molto.Questa almeno è l’opinione del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che in un’intervista a La Stampa illustra i contorni di quella che è stata ribattezzata come “sbarchi fantasma”. Il fenomeno è iniziato ad inizio estate e da allora in questo modo sono già sbarcati oltre cinquemila tunisini, più qualche altro maghrebino che si infila sui barconi all’ultimo minuto.Le autorità italiane ipotizzano che la rete dei trafficanti utilizzi pescherecci di dimensioni maggiori per poi distribuire i passeggeri su scafi più piccoli appena prima dello sbarco, così da eludere la sorveglianza dei radar. Così le lance e le barche di legno passerebbero inosservate e potrebbero raggiungere approdi più isolati. Alcuni migranti troverebbero poi un aiuto a terra, con dei basisti pronti a fornire loro le indicazioni necessarie per darsi alla macchia e sparire nel nulla.In effetti almeno la metà sono scomparsi, senza che di loro non si sia più saputo niente. Ed è proprio quest’ultimo particolare a mettere in allerta il procuratore Patronaggio, poiché su quelle barche potrebbero esserci anche persone legate al terrorismo internazionale. “I motivi per cui arrivano in Italia potrebbero non essere solo legati a bisogni economici. Tra loro – dice Patronaggio a La Stampa – ci sono persone che non vogliono farsi identificare, gente già espulsa in passato dall’Italia o appena liberata con l’amnistia dalle carceri tunisine o magari che ha preso parte alle rivolte del 2011”. Il timore, già manifestato nelle scorse settimane, resta: “Tra loro potrebbero esserci anche persone legate al terrorismo internazionale. Per questo penso che siamo di fronte a un’immigrazione pericolosa”.

Auto si schianta contro la rotonda San Pietro

Grave lussazione ad una spalla e traumi al petto. Prevedendo 45 giorni per la guarigione, i medici dell’ospedale “San Giovanni di Dio” hanno sciolto la prognosi per le ferite ed i traumi riportati dall’automobilista, di 57 anni, di Agrigento, che, stanotte, è stato – suo malgrado – protagonista di un terribile incidente stradale autonomo.L ‘Audi A4 che stava guidando si è schiantata contro la rotonda San Pietro, dove è stato collocato il cartellone con i volti degli scrittori. Non è chiaro cosa abbia fatto perdere il controllo della berlina all’automobilista. Scattati i soccorsi, il cinquantasettenne è stato portato al pronto soccorso di contrada Consolida, mentre lungo la statale 640, la Agrigento-Caltanissetta, sono giunte le pattuglie della polizia Stradale.

Proprio i poliziotti della Stradale si sono occupati dei rilievi tecnici di rito per ricostruire la dinamica dell’incidente. Non è il primo incidente stradale che si verifica contro quella rotonda. Chi proviene dal rettilineo di Aragona, per intenderci , con il buio non riesce sempre a vedere la rotonda.

Cumuli di rifuti esportati a Monserrato. Vullo: “allarme igienico-sanitario”

“Rifiuti di ogni genere, odore nauseabondo e topi giganteschi. Questo lo scenario che si presenta all’ingresso della frazione di Monserrato, divenuta ormai una vera e propria discarica, alimentata da quanti, nei paesi vicini, sono costretti ad effettuare la raccolta differenziata”. Il consigliere comunale di Agrigento, Marco Vullo parla di una vera e propria emergenza. “I residenti sono arrabbiati, disperati e si sentono abbandonati dell’amministrazione attiva – aggiunge l’esponente del gruppo “Uniti per la Città” – costantemente ricevo lamentele e segnalazioni rispetto ad un problema che rischia concretamente di trasformarsi in un allarme igienico–sanitario per l’intero quartiere. Va posto urgentemente un serio rimedio alle esportazioni di montagne di spazzatura che semplici cittadini, ma anche e soprattutto operatori economici della confinante Porto Empedocle, vengono ad abbandonare nel nostro territorio, dove la differenziata è stata annunciata ma non è ancora colpevolmente partita”.

Fiamme in un appartamento di Palma di Montechiaro.

Fiamme e paura in un appartamento di Palma di Montechiaro. In via De Amicis è scoppiato un incendio, sul posto i poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro. A dare l’allarme gli abitanti dell’edificio che per la paura hanno lasciato le loro abitazioni. Sul posto anche i vigili del fuoco.

Randagi inseguono e tentano di azzannare due dodicenni

Chi percorre il villaggio Mosè di Agrigento spesso si trova davanti numerosi cani randagi. Diverse nel tempo sono state le aggressioni. Ieri due dodicenni sono riusciti a mettersi in salvo. Gli animali li hanno seguiti ed hanno cercato più volte di azzannarli. I ragazzini sono riusciti a mettersi in salvo salendo sul tetto di un’autovettura lasciata parcheggiata sul ciglio della strada. Lo ha raccontato oggi il quotidiano La Sicilia.

Lanciato l’allarme, sono poi intervenuti i responsabili degli uffici che si occupano di randagismo. Se i protagonisti della vicebda non fossero stati i 12enne che habno avuto la prontezza di salire sul tetto di un’auto ma una mamma con tanto di figli al seguiro o qualche anziano la vicenda, di certo, si sarebbe chiusa diversamente. Più volte il nostro tg ha raccontato di aggressioni e del fenomeno randagismo ma, purtroppo, niente sembra essere cambiato. Il randagismo in molti centri della provincia agrigentina è divenuta una vera e propria piaga rispetto alla quale, tuttavia, i Comuni sembrano non poter fare molto vista la poca presenza di strutture adeguate. Ad Agrigento esiste solamente una struttura non ancora completata in contrada Consolida che, comunque, servirà solo come rifugio sanitario per un limitato numero di animali: qui potranno essere solamente medicati, chippati e sterilizzati. Per la gestione del servizio vero e proprio l’Ente ha realizzato un bando da 250mila euro appaltato alla Sigma Srl di Siculiana. A queste somme si sono aggiunte, per l’anno 2016, oltre 108mila euro liquidate all’Enpa per la gestione del canile di contrada Ciavolotta dove sono ospitati un’ottantina di animali. Struttura che lo stesso Ente aveva giudicato non adeguato per ospitare tutti i cani che lì erano presenti da anni e che, nel frattempo sono stati inviati in Campania per essere ospitati da una società . In tutto sono mille i cani randagi ospitati tra rifugi e canili ad Agrigento, Siculiana, Licata, Ribera, Sciacca e Santa Margherita. Ma queste strutture non bastano e a confermarlo è la vera e propria invasione di randagi.

Incidente sulla 122, deceduto 85enne

Le sue condizioni inizialmente non sembravano destare preoccupazione. Ma sarebbe poi peggiorato. Non c’è stato nulla da fare per Giuseppe Capillo, coinvolto nell’incidente stradale di ieri mattina , lungo la strada provinciale 122 , che collega Canicattì con Castrofilippo. È deceduto questa notte al l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Il pensionato era al volante della sua Fiat Seicento quando, per cause ancora in corso di ricostruzione da parte della polizia Stradale, ha sbattuto – violentemente – con un autoarticolato di circa 18 metri di lunghezza.  L’impatto è stato violento. Capillo, residente a Castrofilippo, è rimasto incastrato fra le lamiere dell’utilitaria ed è stato soccorso e liberato dai vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì. Era ferito seriamente l’anziano, ma non risultava – stando a quanto è trapelato – essere in prognosi riservata. Durante la notte, però, il suo stato clinico si è aggravato.L’incidente stradale fra l’autoarticolato e la piccola utilitaria è stato ripreso dalle telecamere di un impianto di video sorveglianza del distributore di benzina lungo la statale 122. Immagini acquisite dalla polizia Stradale del distaccamento di Canicattì.

Maltempo: Dichiarato lo stato di calamità in Sicilia

In seguito alle recenti ondate di maltempo che si sono abbattute in Sicilia, la giunta regionale ha dichiarato lo stato di calamità e richiesto lo stato di emergenza. A Palazzo D’Orleans inoltre è stato varato un emendamento che assegna alla Protezione Civile 10 milioni di euro per coprire le spese degli enti locali che hanno anticipato i fondi per gli interventi in somma urgenza e 20 milioni in più, oltre ai 70 già previsti nel Poc, per intervenire su situazioni a rischio. Intanto la sezione di Sciacca della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, chiede alla locale amministrazione comunale , di sospendere i tributi locali per le aziende che hanno subito danni dai nubifragi. “Il tessuto produttivo saccense, messo già a dura prova dalle dinamiche congiunturali legate alla crisi economica nel suo complesso – spiega in una nota il presidente Giuseppe Catanzaro – sta soffrendo ulteriormente e rischia il collasso sotto il peso di queste devastanti precipitazioni e allagamenti che hanno messo in ginocchio la nostra città”.

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Agrigento, tragedia sfiorata in via Passeggiata Archeologica: rischio che doveva essere evitato

Tragedia sfiorata sabato scorso ad Agrigento dove, nell’ora di pranzo, un grosso ramo di un albero di pino, si è spezzato ed è caduto sulla strada fortunatamente senza colpire i passanti. L’episodio si è verificato in una delle arterie più suggestive ma anche più trafficate di Agrigento, ovvero in via passeggiata archeologica. Un ramo, di oltre un quintale di peso, è improvvisamente caduto da un’altezza di oltre 6 metri, è intuibile i danni che avrebbe potuto causare se avrebbe investito uno delle migliaia di mezzi che quotidianamente vi transitano. Solo il caso quindi non ha voluto ulteriori danni, c’è da segnalare comunque come nel fusto dell’albero da cui si è staccato il ramo, figura l’ormai noto bollino rosso, si tratta della segnalazione di pericolosità delle piante che dovrebbero essere abbattute. Censimento che era stato effettuato dal Comune di Agrigento ma che, inspiegabilmente non è stato seguito, da un piano di abbattimenti capillari. Sabato scorso in via Passeggiata Archeologica poteva seriamente scapparci il morto, rischio che poteva essere evitato con l’abbattimento dell’albero che era già stato ritenuto pericoloso. Per la cronaca, per la rimozione del ramo dalla strada si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e per alcune ore la stessa arteria è stata chiusa al traffico.

 

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