Abiti da sposa per donne indigenti, l’iniziativa dei volontari di strada

Nuova iniziativa di solidarietà promossa dai Volontari di strada di Agrigento. Dietro una piccola offerta in denaro, è possibile acquistare uno degli abiti da sposa nuovi, messi a disposizione dall’Atelier “Le Spose di Barone”.  La presidente dell’associazione, Anna Marino, spiega: “Barone ha messo a disposizione uno stock di abiti da sposa che sarà messo in vendita per beneficenza. In alcuni casi gli abiti saranno donati a quelle ragazze, prossime al matrimonio, che dovessero risultare appartenenti a famiglie totalmente indigenti. Da sottolineare che il ricavato della vendita degli abiti da sposa sarà destinato all’acquisto di prodotti per bambini, quali latte, omogeneizzati, pannolini, biscotti ed altri ancora”. “Per visionare gli abiti disponibili ed eventualmente procedere all’acquisto, – aggiunge la presidente – è possibile venirci a trovare tutti i sabato mattina, a partire dal 5 agosto, nella nostra sede del viale della Vittoria, accanto al bar Uaddan”.

Situazione drammatica per gli operatori ecologici di Porto Empedcole

Da insostenibile sta mutando in drammatica la situazione economica degli operatori ecologici in servizio al Comune di Porto Empedocle senza stipendio da oltre nove mesi. Succede anche questo purtroppo in un territorio carente di servizi e che penalizza soprattutto chi si sporca le mani lavorando, è il caso dei netturbini, e i contribuenti costretti a pagare bollette sempre più salate ricevendo in cambio servizi nettamente inadeguati rispetto al costo dei tributi. Ieri, gli stessi operai, in vista delle due giornate di sciopero indette per i prossimi 22 e 23 giugno, hanno deciso arbitrariamente di non lavorare, lasciando così i rifiuti al loro posto. Ovviamente spiazzata la collettività empedoclina costretta così a convivere con la spazzatura. La sindaco, Ida Carmina avrebbe già chiesto lumi alle ditte sull’imprevisto disservizio di ieri.

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Aragona. L’appello al premier di Antonella insegnate e mamma di un figlio disabile

Insegnante, mamma di un figlio con disabilità gravissima, lancia un appello al presidente del consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni per chiedere di poter lavorare nella sua città, in modo da poter accudire e assistere il proprio congiunto. Questa è la storia di Antonella Zammito, insegnante con cattedra a Catania, ma provvisoriamente trasferita nella sua Aragona che unitamente ad altre mamme – nelle sue stesse condizioni – si fa portavoce dei disagi e nel giorno della festa della mamma si è rivolta premier.

“ Le chiediamo . Si legge nella lettera dell’insegnate – un gesto speciale per la festa della mamma: impegni il governo a cambiare la norma che non tutela i dipendenti pubblici come noi, docenti e genitori di disabili gravi, dal rischio di essere annualmente assegnati a centinaia di chilometri dai nostri figli”.

Antonella è la mamma di Andrea, 19 anni, costretto in carrozzina da una malattia neurodegenerativa e che necessita di un’assistenza continua.

L’assegnazione provvisoria ad Aragona dal prossimo anno scolastico potrebbe essere annullata, questo significherebbe mettere alle corde la mamma, che però non demorde e nell’eventualità di questa ipotesi, annuncia una battaglia legale contro il Ministero.
Intanto proprio per chiedere un emendamento all’articolo 7 del testo unico sul pubblico impiego, che consentirebbe a chi ha figli disabili gravi -di lavorare nel comune di residenza è stata lanciata una petizione sul web. “Non possiamo lasciarli soli” dalla piattaforma Progressi.org che ha già registrato oltre 11 mila sottoscrizioni.

Antonella Zammito da 13 anni presenta regolarmente la domanda di trasferimento in Provincia di Agrigento, richiesta che puntualmente viene respinta, cattedra che probabilmente può essere stata anche assegnata ai cosiddetti furbetti della 104 di cui però si sta occupando la magistratura.

 

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